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InformaChiari Foglio informativo del PD di Chiari febbraio 2012

L’Assessore Davide Piantoni

A leggere le continue interviste e prese di posizione dei nostri Pubblici Amministratori, a volte si ha come l’impressione che essi non agiscano precisamente nell’interesse di tutti i cittadini di Chiari. Ecco alcuni esempi. Nella cava di via Roccafranca di proprietà Fin-Beton nel tempo sono stati sversati rifiuti e materiali inquinanti. Il Gruppo Consiliare PD, più di una volta ha avuto modo di denunciare questo stato di cose. Parte dell’area di cava è stata posta sotto sequestro, con l’obbligo per Fin-Beton di bonificare il sito. Eppure, nonostante l’evidenza, i nostri Amministratori hanno sempre cercato di minimizzare la gravità dei fatti. Mentre il Sindaco affermava che la cava era stata sequestata “non per la presenza di materiali pericolosi”, ma solo “per il mancato rispetto di una procedura formale”,

l’Assessore Piantoni asseriva che l’area doveva semplicemente essere ripulita in brevissimo tempo da “materiali di scarto edili”. Insomma, cose da niente. Quanto poco pericolosi fossero quegli scarti lo si è visto in seguito. Scavando e scavando, sono emersi dalle viscere della terra e sino alla linea di prima falda pneumatici, batterie e altri materiali tossico-nocivi che hanno costretto l’Arpa, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente, a svolgere ulteriori indagini. Nel frattempo Fin-Beton ha dichiarato insolvenza e il Comune ha dovuto dire addio al fantastico Piano Integrato di Intervento che, in cambio di una speculazione immobiliare coi fiocchi, avrebbe previsto anche la costruzione della Caserma dei Carabinieri. Il Polo Logistico e il contiguo Polo del Produrre, si sono mangiati in un sol boccone 360 mila mq di ottima campagna. Il tutto è

partito da una lettera dell’Im mobiliare Cavalli e si è sviluppato nell’ambito di una com plessa procedura – il Progetto strategico d’area vasta - che più volte abbiamo definito come la classica foglia di fico messa lì a coprire le vergogne di inconfessabili speculazioni immobiliari. Eppure lo sfregio procurato alla nostra campagna non è bastato a spegnere la sete di guadagno degli operatori economici interessati. Si è incominciato a cavare ghiaia. Montagne di ghiaia. A fronte di sollecitazioni del Gruppo Consiliare del PD, l’Assessore Piantoni rispondeva seccato che era “tutto regolare”. E cosa vuol dire regolare? Che si cava ghiaia per oltre 300 mila mc senza alcun permesso della Provincia e al di fuori del Piano Cave? Che si sotterra al suo posto buona terra di coltivo? Che si raccontano frottole su trincee profonde 10 metri, larghe 20 e lunghe 100? La cosa era tanto (continua in seconda pagina)


(dalla prima pagina) regolare che il Comune, invece di sanzionare severamente chi stava commettendo degli abusi, ha deliberato velocemente e a posteriori una variante edilizia “su misura”. Ma non basta. Considerato che il Polo Logistico Auchan comporterà un aumento esponenziale del traffico pesante, la Provincia, per dare il suo via libera al progetto, ha imposto l’adeguamento della viabilità esistente, da finanziarsi con oltre 4 milioni di euro di oneri di urbanizzazione. Ebbene, il Polo Logistico ha aperto i battenti nell’agosto del 2011, senza che un metro di strada venisse allargato. Non solo. Il Polo Logistico non è fornito di allacciamenti fognari e riversa i suoi liquami nella Roggia Castellana. Eppure il Comune ha dato l’agibilità senza pensarci un momento. Lo farebbe per la vostra casa che non fosse collegata alla rete fognaria? Ne dubitiamo molto. Contiguo al Polo Logistico c’è l’area del Polo del Produrre, un’area di 200 mila mq destinata a insediamenti artiginali e industriali. Per il momento è vuota. Vi campeggia solo un tabellone pubblicitario dell’Immobiliare Cavalli “Vendesi Lotti – Area per Capannoni”. In questi giorni veniamo a sapere che l’Area è stata acquisita in blocco da una società milanese. E’ il solito Piantoni che parla. La società si chiama Immobiliare Le Mura e ha sede nel Comune di Basiglio, poco più a sud di Rozzano e di Milano3. Il Piantoni, battendo le mani come un bambino di fronte a un barattolo di mar-

Terreno dove è sorto il Polo Logistico

mellata, ci spiega che solo per gli standard di qualità nelle casse comunali entreranno 4,9 milioni. Va bene che dovranno essere divisi fra Chiari, Castelcovati, Urago e Rudiano, ma si tratta pur sempre di tanti soldi. C’è un solo problema ed è che questi soldi entreranno nelle casse comunali solo quando i vari singoli Suap verranno autorizzati. Sino ad ora sappiamo solo che l’area è stata acquisita da questa società giunta a Chiari non si sa per quali vie. Ma forse neppure questa è una notizia vera. Da nostre informazioni, risulta che poco meno della metà di quest’area sia ancora in mano ai proprietari originari. Se e quando venderanno, lo si vedrà. In ogni caso questi passaggi hanno il solo scopo di alimentare la rivalutazione monetaria delle aree e il pagamento di provvigioni che ricadranno con gli interessi su-

gli utenti finali, artigiani e piccoli industriali che andranno a insediarsi. Proprio un bel regalo! Ma il nostro caro Piantoni è così felice per il “master plan” inviatogli dalla Società Immobiliare “Le Mura”, così soddisfatto per il successo raggiunto grazie al casello della Brebemi, che ha perso di vista la realtà. Come successe a Pinocchio all’osteria del Gambero Rosso, l’assessore sogna campi pieni di insediamenti produttivi da cui traboccano cascate di fruscianti euro, Piani Integrati di Intervento da cui zampillano luccicanti standard di qualità e oneri di urbanizzazione. Compiaciuto per “il tutto esaurito”, già intravede nuovi piani, pardon “plans”, nuove espansioni, nuovi ampliamenti. Finirà come Pinocchio che allungando la mano “per prendere a manciate tutte quelle belle monete” afferrò il niente.


Furto di pannelli fotovoltaici al palazzetto dello sport non coperti da assicurazione (danno 100 mila euro). Furto di rame al cimitero e alla pista di atletica (danno 20 mila euro) . Furti in negozi, case, distributori di benzina e associazione pensionati. Furti di auto e bici. Truffe ai danni di commercianti. Tentativo di rapina a mano armata in una casa privata. Eppure l’organico della Polizia Locale ha perso due vigili. Eppure il Sindaco Mazzatorta si sente di affermare che Chiari è una città sicura. Per preoccuparsi, forse bisognerà aspettare che ci scappi il morto?

Il Sindaco di Chiari Sandro Mazzatorta

In un’intervista rilasciata al settimanale Chiari Week, il Sindaco Mazzatorta, per indicare lo sproposito di soldi che è costato il Nuovo Museo della Città, ha usato una metafora di carattere trasfusionale. Infatti nell’affermare che la ristrutturazione del museo gli è costata “un’ampolla di sangue” il sindaco ha espresso in modo efficace e sintetico quanto noi andiamo ripetendo da parecchio tempo e cioè che questa ristrutturazione è costata troppo. Sei milioni e mezzo di euro sono un’esagerazione. Il tutto poteva essere fatto con poco più della metà di quei soldi e senza fare pasticci. Ma il sindaco parla di quell’ampolla come se il sangue fosse suo. No, dalle parti di via Lupi di Toscana negli ultimi anni non si è mai visto un centro trasfusionale mobile pronto a cavare dalle auguste vene del nostro Senatore-Sindaco il suo prezioso sangue. Quel sangue semmai appartiene ai cittadini di Chiari che hanno dovuto rinunciare a buona parte del patrimonio comunale lasciato in eredità dalle precedenti amministrazioni. C’è da augurarsi che questo sacrificio sia compensato da un buon servizio reso alla cittadinanza e che il tanto auspicato nuovo e dinamico museo non si trasformi

in un mausoleo.


L’abbiamo sempre detto: la nuova Caserma dei Carabinieri alla ex Cava FinBeton è stata una invenzione ed un paravento per giustificare un’operazione speculativa altrimenti impresentabile. Se l’Amministrazione Comunale avesse fermamente voluto costruire una nuova Caserma per l’Arma, avrebbe potuto scegliere una strada diversa piuttosto che affidarsi allo scomputo di Oneri di Urbanizzazione di una operazione edilizia al limite della legittimità. Avrebbe individuato finanziamenti certi, aree certe (area di proprietà come l’ex Magazzino comunale ad esempio, o l’area ex Italgas messa in vendita). Così non è stato e per tentare di coprire e camuffare il fallimento di questa operazione, determinato anche

dal fatto che la Cava di via Roccafranca si è rivelata a tutti gli effetti una discarica abusiva di rifiuti tossico-nocivi, l’Amministrazione Comunale ora si agita cercando di acquisire aree da privati (10 mila mq a 320 mila euro tutti da trovare in un Bilancio ormai asfittico) e senza un’idea di dove reperire i 4 milioni necessari all’edificazione della Caserma. Nel frattempo si sta facendo avanti lo spettro di una seconda Caserma: quello della Guardia di Finanza. Come si sa il Comando della GdF si sta per trasferire a Rovato. Le lettere di disdetta del contratto d’affitto nell’attuale sede in via Cimitero a Chiari sono già state inviate da tempo sia al Comune che all’Impresa proprietaria dell’edificio ospitante la Caserma. Anche qui l’Amministrazio-

Caserma dei Carabinieri

ne Comunale sta cercando “disperatamente” di correre ai ripari, dopo che il Sindaco aveva più volte definito “chiacchiere da bar” le informazioni in tal senso, riportate anche in Consiglio Comunale. La Giunta, per non pagare dazio, vorrebbe rimpiazzare la GdF con la Sede della Polizia Autostradale. Allora si rivolge a “Santa BreBeMi”, chiedendole di acquistare l’area (3290 mq), di finanziare l’adeguamento della caserma alle esigenze della Polizia Autostradale e di regolare i sospesi con l’impresa. Maliziosamente ci chiediamo: dovremo sopportare altre escavazioni in territorio di Chiari?

Caserrma Guardia di Finanza


Questo mese ci sono state alcune novità in tema di Fondazioni, e così mentre tutto tace sugli altri fronti la Fondazione Bertinotti Formenti è uscita allo scoperto annunciando con una infelice intervista del suo Presidente la sue intenzioni per il futuro. Intervista che ci aveva messo in allarme per la paventata vendita della sua sede storica: il Conventino. L’incontro con la Commissione Consigliare competente, dove il gruppo del PD, vista l’importanza dell’argomento, ha ritenuto di essere presente al completo, ha chiarito che, contrariamente a quanto annunciato, la sede del Conventino non sarà alienata, anche se bisognerà trovare per questa una destinazione redditizia. Una buona notizia. Vogliamo credere che l’impegno preso da tutto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione venga mantenuto. Il PD ha posto anche l’accento su un altro punto fondamentale: la Fondazione deve perseguire gli obiettivi e le finalità previsti nel suo statuto senza sbandamenti. Anche per questo, su nostra sollecitazione, il CdA ha confermato che l’impegno principale rimarrà l’assistenza alle persone bisognose, a quelle

con disabilità e alle loro famiglie. L’argomento centrale dell’incontro, tuttavia, è stato la ristrutturazione delle Derelitte. Un progetto apparso fin da subito con luci ed ombre. L’immobile delle Derelitte si trova in via Cardinal Rangoni. È un complesso edilizio in pieno centro molto esteso e pregiato, attualmente in condizioni assai precarie. A molti questo immobile è rimasto nella memoria per essere stato per anni sede della quadra Marengo. Da molto tempo è in disuso. Alle Derelitte è necessaria una ristrutturazione ed è giusto che venga eseguita, ma su i servizi che la Fondazione erogherà in questo stabile o su cosa dovrà esserci dentro questo contenitore non c’è ancora chiarezza. Avremmo preferito che prima di parlare di come ristrutturare ci si fosse concentrati sul cosa metterci dentro. A parte il trasferimento della comunità dei disabili attualmente collocata nel Conventino, che in ogni caso della nuova struttura occuperà solo una parte, per il resto nulla è ancora deciso né tanto meno precisato, anche perché è lo stesso CdA a non aver idee chiare sul punto. Sarebbe stato più ragionevo-

le, a nostro avviso, che la ristrutturazione seguisse il progetto assistenziale della Fondazione e non il contrario. Grandi ristrutturazioni senza contenuti, del resto, come l’ex Municipio oggi vuoto Museo della Città, le abbiamo già viste. Non vorremmo che anche la Fondazione Bertinotti Formenti cadesse nello stesso errore. A nostro parere sarebbe stato meglio, quindi, fare prima una ricognizione dei bisogni del territorio, e dopo aver scelto alcuni obbiettivi e pensato i servizi da metter in campo per raggiungerli, si fosse dato il via ai progetti edilizi. Così non è stato, ne prendiamo atto, e per il momento valutiamo con attenzione la disponibilità accordata alla Commissione Consigliare dal CdA ad iniziare un percorso per individuare i contenuti, in collaborazione con l’Amministrazione, per il nuovo stabile. Un aspetto per noi è imprescindibile: considerare le Fondazioni patrimonio della città, beni che ci sono stati tramandati dai nostri padri, beni che devono servire a dare sostegno ai bisognosi, non fortilizi in cui rinchiudersi.

Sede delle Derelitte


Tramite il Consigliere Lorini, il Guppo consiliare del PD ha chiesto al Procuratore Regionale della Corte dei Conti, Dott Antonio Caruso, notizie in merito all’esposto presentato il 14 gennaio 2008 relativo al “Project Financing “ del nuovo Polo della Cultura, e cioè se esso sia stato preso in considerazione, se sono in corso accertamenti o se sia stato archiviato. Rispetto all’epoca dell’esposto ci sono stati sviluppi tali da comprovarne ulteriormente la sostenibilità e validità. La vicenda si è in parte conclusa nel luglio 2010, con la revoca del contratto di Concessione da parte dell’A.C. per presunta inadempienza del Promoter e dopo che la stessa aveva versato al Contraente 1 milione di euro come da Convenzione sottoscritta, senza che ciò corDemolizione Cinema-Teatro Comunale

rispondesse ad un preciso stato di avanzamento lavori. Di fatto i lavori sono solo stati formalmente avviati e quasi subito interrotti. Il fatto più rilevante da segnalare – continua la lettera - è la sentenza del TAR di Brescia dell’ 11/03/2009 che accoglie il ricorso di privati confinanti con l’area oggetto dell’intervento, annullando la Delibera di Giunta Comunale n°2 del 19/01/2009 di approvazione del progetto definitivo-esecutivo del Polo della Cultura, per difformità urbanistica. Sono quindi venuti meno addirittura i presupposti della Concessione in Project Financing. Oggi comunque è ancora in atto e lungi dal concludersi un forte contenzioso giudiziario tra il Comune da una parte e le Società Eleca, Eleca Chiari, la società assicu-

ratrice Helvetia e privati cittadini dall’altra, presso il Tar, il Consiglio di Stato, la Cassazione ed Tribunale civile. I Consiglieri Comunali del PD si dichiarano disponibili ad aggiornare l’esposto originario, presentando tutta la documentazione integrativa e/o mediante colloquio diretto con il Giudice che dovesse avere in carico il relativo fascicolo e ciò nella considerazione che si continua a ritenere quanto accaduto di estrema gravità, soprattutto dal punto di visto proprio del danno patrimoniale. Infatti i cittadini di Chiari oggi si ritrovano privati dell’edificio del Teatro e Cinema Comunale perchè inopinatamente ed illegittimamente fatto demolire senza le necessarie autorizzazioni e si ritrovano privati di oltre 1 milione di euro a fronte di un nulla di fatto. Progetto Polo della Cultura


Sulla stampa locale, tempo fa, è apparsa la notizia dell’astronomica cifra raggiunta dalle spese legali sostenute dal Comune di Chiari per le rovinose iniziative giudiziarie assunte dalla Amministrazione Mazzatorta. Non si può che concordare sulla denuncia dell’ennesimo caso di sperpero di soldi dei cittadini a cui l’Amministrazione Mazzatorta ci ha ormai purtroppo abituati. Non possiamo però mancare di sottolineare il carattere marcatamente politico delle cause (perse), che hanno esposto il bilancio comunale a spese legali che si potevano evitare. Al di là degli schieramenti politici, forte dovrebbe essere la protesta di tutti i cittadini clarensi, che pagano le tasse, che hanno a cuore il bene di tutti e il buon utilizzo dei soldi pubblici, soprattutto in un periodo come il presente di grave crisi e di ristrettezza economica. Le cause perse dal Comune di Chiari sono quelle intentate da sindacati e/o associazioni di tutela dei diritti dei migranti contro atti discriminatori assunti dalla Giunta Comunale. Queste cause il Comune di Chiari, ma è meglio parlare dell’Amministrazione Mazzatorta, non le ha proposte, ma le ha subite da sindacati e/o associazioni che si sono schierati al fianco di cittadini stranieri ingiustamente discriminati nell’accesso agli interventi, provvidenze e servizi del Comune, solo in quanto stranieri. In queste cause l’Amministrazione Mazzatorta ha, per libera e grave scelta, deciso di resistere in giudizio per di-

fendere anche in Tribunale le indifendibili decisioni discriminatorie assunte con le proprie delibere di Giunta. Con ciò csponendo il bilancio del Comune, che è di tutti i cittadini, al rischio poi avveratosi di incorrere in spese del tutto evitabili. Se si voleva portare avanti una battaglia politica che sembra stia tanto a cuore al Sindaco e alla Lega, sarebbe stato onesto, corretto e rispettoso dei cittadini contribuenti clarensi, che le spese conseguenti a quella battaglia se le pagassero loro. Bastava leggere il testo del fondamentale art. 3 della Costituzione italiana per il quale “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Due riflessioni si impongono. Una di carattere politico. La Lega, continua a porre in essere atti e provvedimenti discriminatori alimentando nella gente la paura del diverso e dello straniero. Continua a fare propaganda e combattere battaglie ideologiche, perse in partenza, salvo poi, quando criticata, mostrarsi offesa e risentita. Che dire poi delle altre forze politiche - PDL e la Nuova Democrazia Cristiana - presenti in Giunta? Votando le delibere poi riconosciute dal Tribunale illegittime in quanto discriminatorie, hanno dimostrato una volta di più, o di non contare nulla rispetto alla volontà della Lega e del Sindaco Mazzatorta, unici sovrani della linea politica

dell’Amministrazione Comunale, o di condividere fino in fondo la prassi politica razzista degli atti discriminatori, senza nemmeno avere il coraggio di dirlo apertamente, risultando nei fatti la copia malriuscita della Lega, tradendo quei valori cristiani a cui in maniera del tutto ipocrita dicono fin dal nome di ispirarsi. Un’altra attinente alla buona amministrazione. Diciamolo con Totò “E io pago!” Sul rispetto della legge, a partire dall’art. 3 della Costituzione italiana, e sul corretto utilizzo del Bilancio Comunale, avrebbero dovuto vigilare, il Segretario Comunale e Dirigenti Comunali, pagati centinaia di migliaia di euro all’anno. Dove erano i Dirigenti? Hanno fatto bene e con imparzialità il loro dovere, insomma si sono meritati i loro stipendi astronomici? Le domande non sono poste inutilmente perché se davvero meritati ben vengano anche gli alti stipendi dei Dirigenti, ma purchè portino vantaggio a tutti i cittadini clarensi che contribuiscono a pagarli. E’ davvero ora che i Dirigenti del Comune comincino con le loro professionalità, se ci sono, a fare risparmiare o, meglio ancora, accrescere il bilancio comunale. Sarebbe già tanto che il lavoro dei Dirigenti non risultasse dannoso per il già dissestato bilancio del nostro Comune, avvallando decisioni di parte politica palesemente illegittime e destinate, fin dalla loro approvazione, a naufragare in Tribunale.


Pensavamo di esserci assuefatti alla gestione cabarettistica, finita in tragedia con i debiti da pagare lasciati agli Italiani da Berlusconi e dai suoi amici leghisti, ma ci sbagliavamo. Lo spettacolo continua, anche se in piccolo, grazie ai leghisti e polisti clarensi che giustamente mobilitano il Consiglio Comunale per fare chiarezza sulla festa di fine anno al Palazzetto, con tanto di interrogazioni, repliche ed articoli sulla stampa locale. Contemporaneamente, sempre dalla stampa locale, apprendiamo per l’ennesima volta che la Giunta sta trattando un’area adiacente alla cava Fin-Beton per realizzarvi la nuova Caserma dei Carabinieri, originariamente prevista dentro la cava: non ci si allontana mai troppo dal luogo del “misfatto”, come nei migliori gialli. A proposito di trattative per le aree, dobbiamo dire che la tempestività con cui sono apparsi i cartelli di una nota agenzia immobiliare per la vendita di lotti nell’area adiacente al nuovo “Polo Logistico” di Via Roccafranca non è stata la stessa con cui l’Amministrazione Comunale ha preteso che venissero

predisposti gli allacci fognari. Come sempre conta quello che si vede e notoriamente gli scarichi vanno in discesa e sottoterra. Peggio per quelli di Roccafranca, così imparano ad uscire dal Piano Strategico d’Area Vasta. La cronaca clarense, pur tra mille reticenze giornalistiche salvo qualche lodevole eccezione, ci dice che è ora di cambiare e mandare a casa questa maggioranza, ma il compito sarà difficile per le forze di opposizione: non basta un programma alternativo ed una nuova classe dirigente, ci vuole la consapevolezza da parte dei cittadini che assieme al cambiamento saranno necessari anni di sacrifici per ricostruire un patrimonio disperso nei mille rivoli dei contenziosi e dei fallimenti prodotti dalla Lega e dal PDL. Hanno venduto tutto il vendibile, stanno piegando i patrimoni secolari delle Fondazioni ai loro progetti, ci lasciano il nulla del Polo della Cultura dopo aver ridotto in macerie il Cinema Comunale. L’elenco sarebbe lungo, ma l’azione che stiamo conducendo come PD clarense ed i riscontri che abbiamo ci dicono anche che occorrerà dare la certezza che chi ha

sbagliato alla fine paghi, politicamente se si è trattato di errori politici ma anche in altre sedi se vi sono stati abusi. In una fase in cui l’antipolitica sta corrodendo il tessuto civile, è compito proprio della politica affermare la propria dignità con comportamenti esemplari che riavvicinino i cittadini alla gestione della cosa pubblica: è quello che cerchiamo ogni giorno di fare, con pochi mezzi e tanta buona volontà. E’ solo dalla partecipazione di tutti che potremo avere maggiori mezzi ed indirizzare meglio la volontà nell’interesse della nostra comunità. Per partecipare e contribuire alla crescita del PD clarense tutti possono rivolgersi alla sede Via Villatico 12 e seguirci sul sito http:// pdchiari.blogspot.com/ .

edizione on-line

InformaChiari feb. 2012  

InformaChiari - L'edizione on-line di febbraio 2012 del foglio informativo del Pd di Chiari

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