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BOTTICINO Foglio informativo e di dibattito politico culturale a cura del Partito Democratico di Botticino

Circolo “Angelo Vassallo”

febbraio 2013

CI SIAMO! Ora tocca a noi elettori decidere

N

egli ultimi tempi chissà quante volte abbiamo imprecato contro le tasse, contro il lavoro che manca, contro le difficoltà di far quadrare i conti familiari. I colpevoli di questo disastro? Per alcuni è semplice individuarli: tutti quelli che stavano in parlamento. Già, ma dalle ultime elezioni era uscita una maggioranza ed una minoranza e suonano strane quelle, interessate, voci che tendono a metterle sullo stesso piano nel tentativo di deresponsabilizzare l’elettore e nascondere ciò che il malgoverno della destra ha prodotto. Altra singolare affermazione in uso in questi giorni: non esistono più destra e sinistra, categorie ormai consegnate al passato. Ma le soluzioni ai problemi, il modo di vivere la politica e di gestire lo stato, il lavoro, l’equità degli interventi ed il riconoscimento dei diritti, possono trovare risposte diverse secondo una visione della società che può essere di destra o di sinistra. Infatti dopo la favola delle solite promesse di tagli alla imposizione fiscale (dopo l’ICI pure il bollo auto) e di un futuro quantomeno gaudente (ristoranti pieni, alber-

ghi, luoghi di villeggiatura e voli aerei esauriti), ci siamo risvegliati dal sogno con più tasse, con un paese in crisi che non offre opportunità ai giovani e serenità agli anziani, con una crescente povertà e con una concentrazione della ricchezza che non ha uguali nelle altre nazioni europee.

Le difficoltà del paese e della nostra regione sono vere e profonde.

Certamente nell’ultimo anno il paese ha migliorato alcuni parametri dei conti pubblici, al prezzo però di una decrescita e della perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, con interi pezzi della produzione industriale andati perduti.

E sono giuste anche perché preferite da milioni di cittadini – reali e non virtuali - attraverso un percorso coinvolgente e democratico che nessun altro ha voluto percorrere.

Oggi ci si presenta l’occasione per una maggioranza diversa, che si propone di fare del lavoro, della giustizia sociale e dell’onestà il perno su cui impostare l’azione di governo. Anche in Lombardia il candidato scelto dal centrosinistra - Umberto Ambrosoli - può rompere il declino morale e produttivo che ci ha colpiti.

Tuttavia non appartengono ad un triste ed ineludibile destino: possono essere superate concedendo fiducia alle proposte ed alle persone giuste.

Tocca a noi elettori scegliere e non dobbiamo abdicare al nostro ruolo, astenendoci o riproponendo vecchie accoppiate della destra fallimentare o rigidi interpreti di regole altrui, oppure urlatori della rete e pseudo rivoluzionari.

Possiamo veramente cambiare l’Italia e la Lombardia: votiamo PD!


ELEZIONI REGIONALI LOMBAR

TUTTI INSIEME!

Responsabilità, Regole, Futuro Il 24 e 25 febbraio sceglieremo chi guiderà la nostra Regione. Una persona che dovrà rigenerare la Lombardia. Perché solo con una rinnovata moralità potremo creare lavoro, garantire servizi più efficienti, tagliare gli sprechi, essere protagonisti in Europa.

ficienza, nell’impresa, nei rapporti con l’Europa. Umberto Ambrosoli, sposato con tre figli, è avvocato penalista. Si occupa da sempre di contrasto culturale ai fenomeni criminali.

È componente del Comitato Antimafia istituito dal Sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Il suo libro “Qualunque cosa succeda” ricostruisce la vicenda umana, civica e professionale del padre Giorgio.

Il nostro candidato è Umberto Ambrosoli, vincitore delle Primarie del Patto Civico e del Centrosinistra con il 58% di preferenze. Un uomo libero, con la Lombardia nel cuore, forte del sostegno della società civile, del volontariato, di tantissimi cittadini e amministratori lombardi. Tutti convinti che solo attraverso il rispetto delle regole e il senso di responsabilità la nostra Regione tornerà leader nella moralità, nell’ef-

Umberto

AMBROSOLI Presidente

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AMBROSOLI FORTE PERCHÉ LIBERO.


DIA 24-25 Febbraio 2013

BOTTICINO

PER IL CAMBIAMENTO C

arissimi, pensate alla soddisfazione di un amante del vino che, dopo aver trascorso qualche mese nel deserto, può finalmente stappare un buon brunello di montalcino o alla soddisfazione di un napoletano che dopo tanti anni di carcere mangia una pizza napoletana. Credo abbiano provato la stessa soddisfazione che ho avuto sabato 19 gennaio assistendo al comizio di Umberto Ambrosoli a Brescia. Umberto ci ha fatto riassaporare il gusto della buona politica. Senza grosse promesse o grosse bufale. Sincerità, realismo e alcuni principi ormai desueti in Regione Lombardia. Legalità - Regole - Solidarietà - Equità - Merito. In questi anni abbiamo assistito a tutto. La legislatura è iniziata con le firme false raccolte da Formigoni. Senza quelle non avrebbe dovuto partecipare. Poi gli infiniti scandali della maggioranza. Il più clamoroso e disgustoso quello di Franco Nicoli Cristiani che, come tutti sapevano, curava gli interessi particolari. Quindi in cambio di mazzette faceva (tra le tante) seppellire i rifiuti tossici sotto i grandi cantieri inquinado per sempre la terra e le falde da cui berranno i

nostri figli, che utilizzeranno per irrigare gli ortaggi, per dare da bere agli animali, e quindi avremo ortaggi e latte tossici . Poi la chiusura con l’assessore Zambelli arrestato per i voti comprati dalla ‘ndrangheta. In mezzo decine di scandali del Presidente Formigoni. Vacanze pagate dagli amici che intascavano soldi dal sistema sanitario e sullo yacht che gli mettevano a disposizione. Miliardi di euro alle cliniche milanesi in cambio di riconoscimenti economici e riconoscimenti politici. Di qualche giorno fa l’appoggio di Formigoni a Maroni. Dopo aver creato la candidatura Albertini e dopo vari e ripetuti slalom il “Celeste” ha scelto l’alleanza forzaleghista e - piccolo regalino allegato - il seggio sicuro al Senato. Maroni ha risposto “bisogna raccogliere il voto di tutti i lombardi che hanno contribuito a 17 anni di buon Governo”. E allora vi scrivo per dire BASTA. Qui non stiamo parlando di un centrodestra che si candida a governare il Paese e la Lombardia...qui stiamo parlando di gente

senza vergogna che si coalizza solo per interesse (lega e pdl ormai non si sopportano) e ci prende in giro per raggiungere il potere. Potere che hanno già sfruttato per arrichire loro e i loro amici e gli amici degli amici. E allora cittadino lombardo disgustato da tutto ciò, sappi che c’è una soluzione. Si chiama cambiamento. Ovvero si chiama Umberto Ambrosoli. Ti invito a conoscerlo tramite il suo sito www.ambrosolilombardia2013.it. Una persona perbene di 42 anni. Non è un militante della politica. E’ un cittadino che ha scelto di raccogliere la sfida per il cambiamento. Cercando di restituire quei valori di giustizia sociale, equità, legalità, rispetto che i cittadini lombardi meritano. Ti invito quindi a scegliere Umberto Ambrosoli come prossimo Presidente della Regione Lombardia.

Andrea Casali

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COSA VUOL FARE IL PD PER

Un

voto consapevole richiede anche di conoscere quali sono gli impegni che le varie forze politiche assumono di fronte agli elettori. Non è vero che tutti i programmi sono uguali ed è importante valutare sia le proposte che la loro credibilità. Pertanto pubblichiamo alcuni punti del programma che il PD vuole realizzare per un’Italia più giusta. DEMOCRAZIA Dobbiamo sconfiggere l’ideologia della fine della politica e delle virtù prodigiose di un uomo solo al comando. E’ una strada che l’Italia ha già percorso, e sempre con esiti disastrosi. Per noi il populismo è il principale avversario di una politica autenticamente popolare. In questi ultimi anni esso è stato alimentato da un liberismo finanziario che ha lasciato i ceti meno abbienti in balia di un mercato senza regole. La destra populista ha promesso una illusoria protezione dagli effetti del liberismo finanziario innalzando barriere culturali, territoriali e a volte xenofobe. La sola vera risposta al populismo è la partecipazione democratica. La crisi della democrazia non si combatte con “meno” ma con “più” democrazia. Più rispetto delle regole,

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una netta separazione dei poteri, una vera democrazia paritaria e l’applicazione corretta e integrale di quella Costituzione che rimane tra le più belle e avanzate del mondo. EUROPA La crisi che scuote il mondo mette a rischio l’Europa e le sue conquiste di civiltà. Ma noi siamo l’Europa, nel senso che da lì viene la sola possibilità di salvare l’Italia: le sorti dell’integrazione politica coincidono largamente col nostro destino. Non c’è futuro per l’Italia se non dentro la ripresa e il rilancio del progetto europeo. La prossima maggioranza dovrà avere ben chiara questa bussola: nulla senza l’Europa. LAVORO La nostra visione assume il lavoro come parametro di tutte le politiche….. Il primo passo da compiere è un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari. Quello successivo è contrastare la precarietà, rovesciando le scelte della destra nell’ultimo decennio e in particolare l’idea di una competitività al ribasso del nostro

apparato produttivo, quasi che, rimasti orfani della vecchia pratica che svalutava la moneta, la risposta potesse stare nella svalutazione e svalorizzazione del lavoro. Il terzo passo è spezzare la spirale perversa tra bassa produttività e compressione dei salari e dei diritti, aiutando le produzioni a competere sul lato della qualità e dell’innovazione, punti storicamente vulnerabili del nostro sistema. UGUAGLIANZA L’Italia è divenuta negli anni uno dei Paesi più diseguali del mondo occidentale. La crisi stessa trova origine negli Stati Uniti come in Europa da un aumento senza precedenti delle disuguaglianze. E dunque esiste, da tempo oramai, un problema enorme di redistribuzione che investe il rapporto tra rendita e lavoro, mettendo a rischio i fondamenti del welfare. Sull’altro fronte, la ricchezza finanziaria e immobiliare è diventata sempre più inafferrabile, capace com’è di sfuggire a ogni vincolo fiscale e solidale. Non si esce dalla crisi se chi ha di più non è chiamato a dare di più. È la crisi stessa a insegnarci che la giustizia sociale non è pensabile come derivata della crescita economica, ma ne costituisce il pre-


ER IL GOVERNO DELL’ITALIA?

supposto. Ciò significa che la ripresa economica richiede politiche di contrasto alla povertà, anche in un Paese come il nostro dove il fenomeno sta assumendo caratteri nuovi e dimensioni angoscianti. I “nuovi poveri”, per altro, continuano ad assistere allo scandalo di rendite o emolumenti cresciuti a livelli indecenti, a ricchezze e proprietà smodate che si sottraggono a qualunque vincolo di solidarietà. A tutto questo bisogna finalmente mettere un argine. LIBERTA’ Per noi libertà è anzitutto la possibilità concreta per le giovani generazioni di costruire il proprio progetto di vita e realizzare le proprie vocazioni. Il nostro progetto non sarà retoricamente per i giovani, ma dovrà essere soprattutto dei giovani. Quegli stessi che oggi, pur ricchi di talento ed energie, trovano le strade sbarrate e sono sistematicamente esclusi. Il tema del merito non può essere contrapposto a quello dell’eguaglianza delle opportunità. Libertà dei progetti di vita e valorizzazione del merito sono i presupposti di una società più aperta ed eguale. SAPERE Non c’è futuro per l’Italia senza un contrasto alla caduta drammatica

della domanda d’istruzione registrata negli ultimi anni. È qualcosa che trova espressione nell’abbandono scolastico, nella flessione delle iscrizioni alle nostre università, nella sfiducia dei ricercatori e nella demotivazione di un corpo insegnante sottopagato e sempre meno riconosciuto nella sua funzione sociale e culturale. SVILUPPO SOSTENIBILE Noi immaginiamo un progetto-Paese che individui grandi aree d’investimento, di ricerca, di innovazione verso le quali orientare il sistema delle imprese, nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi. La qualità e le tipicità, mobilità sostenibile, risparmio ed efficienza energetica, le tecnologie legate alla salute, alla cultura, all’arte, ai beni di valore storico e alla nostra tradizione, l’agenda digitale. Bisogna inoltre dare più forza e prospettiva alle nostre piccole e medie imprese aiutandole a collegarsi fra loro, a capitalizzarsi, ad accedere alla ricerca e alla internazionalizzazione. DIRITTI Sul piano dei diritti di cittadinanza l’Italia attende da troppo tempo una legge semplice ma irrinunciabile: un

BOTTICINO

bambino, figlio d’immigrati, nato e cresciuto in Italia, è un cittadino italiano. L’approvazione di questa norma sarà simbolicamente il primo atto che ci proponiamo di compiere nella prossima legislatura. Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale, per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico. È inoltre urgente una legge contro l’omofobia. Siamo per il rispetto della vita umana e quindi vogliamo che la condizione dei detenuti sia rispettosa della Costituzione. BENI COMUNI Per noi salute, istruzione, sicurezza, ambiente, sono campi dove, in via di principio, non deve esserci il povero né il ricco. Perché sono beni indisponibili alla pura logica del mercato e dei profitti. Sono beni comuni di tutti e di ciascuno e definiscono il grado di civiltà e democrazia del Paese.

Il programma completo su www.partitodemocratico.it

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Moderato: chi era costui?

Q

ualcuno è “sceso in campo” per rappresentare i moderati e salvare il Paese dai comunisti; qualcun altro “è salito in politica” per federare i moderati; non dimentichiamo il nuovo “salvatore” taumaturgico, un certo Samorì, comparso miracolosamente all’orizzonte moderato e altrettanto miracolosamente scomparso malgrado l’intervento tempestivo degli operatori di “Chi l’ha visto”. Non parliamo poi di quanti sono attendati da molti anni nel campeggio del “centro moderato”, assegnandosi il ruolo di ago della bilancia nel cosiddetto bipolarismo mai decollato (secondo loro) e quindi bisognoso di un “terzo polo” capace di aggregare le anime perse di quanti, sempre in nome della moderazione e forse a loro insaputa, desiderano essere arbitri nella contesa fra destra e sinistra e assegnare all’Italia una vera governance calibrata a misura di privatizzazioni, “moderatamente” propensa alla difesa dei pubblici servizi, ammantata, quanto basta, da un alone di solidarietà sociale che non guasta mai, attenta alle problematiche dei lavoratori (quelli che rimangono), degli imprenditori (quelli non ancora in bancarotta), della scuola (dove privato è bello), della sanità (dove se si obietta è meglio)….. E ancora: per avere una riconoscibile e più dignitosa identità, i gruppi politici che si sono autodefiniti moderati, hanno deciso di darsi anche un nome e così, giusto per mettere un po’ d’ordine nelle informazioni, scopriamo strada facendo che ci sono i moderati PDL, “Fratelli d’Italia”, “Fare per fermare il declino”, UDC, “Con Monti per l’Italia”, “Grande Sud”, “Futuro e Libertà per l’Italia”….. Legittimi cartelli elettorali, dirà

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qualcuno, e fin qui nulla da eccepire, ma poi, se si ha la voglia di seguire alcuni talk show saldamente controllati dalla par condicio, scopriamo che molti dei singoli rappresentanti di tali liste, durante i dibattiti, pur dichiarandosi accomunati da una medesima matrice originaria, sono tra loro “moderatamente” in disaccordo su tutto perché ognuno è certamente più “moderato” dell’altro “moderato” e, mentre i registri vocali raggiungono decibel impensabili, l’elettore/spettatore/magari anch’egli moderato, viene assalito da una preoccupante ansia da comprensione. E non si tratta solo di toni accesi e stridulo interloquio, ma di astiosa e intollerante indisponibilità all’ascolto di una posizione diversa dalla propria, della costante tendenza a sopraffare e dileggiare l’opinione altrui, della denudata inappropriatezza del linguaggio che, perdendo i freni inibitori del bon ton salottiero, rivela la banalità delle argomentazioni addotte (Biancofiore docet). Dunque, ampia gamma di pacchetti preconfezionati a scopo elettorale, pedine mobili nella grande scacchiera delle candidature, ma chi si propone in nome della moderazione che salverà l’Italia dalla catastrofe e dai comunisti, si è mai posto in atteggiamento di ascolto per cogliere veramente quali sono le domande che vengono dall’elettorato moderato? Sa veramente che cosa comporta indossare i panni della moderazione come connotazione politica? Riesce ad uscire dai canoni della fiction televisiva con la quale il Parlamento non ha nulla a che vedere? Di per sé il termine “moderato” è stato preso in prestito dalla politica; la sua applicabilità riguarda un metodo, una capacità di conciliare contrasti, una consapevole disponibilità alla concretezza, un’attenta diffidenza verso l’astrattezza dog-

matica, una lucida abilità nell’argomentare per dimostrare la bontà delle idee. In tal senso, è più verosimile pensare alla moderazione come ad uno stile politico più che ad uno schieramento collocabile in una categoria distinguibile dalle altre, ad un modo di porsi nei confronti dei contenuti e dei progetti programmatici , anche quelli più rivoluzionari, per tradurli in operatività che abbia una ricaduta positiva sulla collettività. E sempre in tal senso, ci sembra di poter affermare che, al di là di perfezionismi rivendicati magari a sproposito, la qualità delle azioni intraprese dal PD (dalle primarie alla scelta dei candidati, dal dibattito pubblico alla formulazione del programma) siano l’espressione di una sana e coerente moderazione che esprime passione civile mantenendo in stretta relazione contenuti di consistente efficacia con una comunicazione rispettosa dei suoi destinatari, cioè i cittadini. Il nostro modo di essere sinistra ha perfettamente compreso che la linea di demarcazione fra moderazione e moderatismo, è sottile ed infida perché se la prima non contiene una solida dose di equilibrata e positiva decisionalità, può facilmente scivolare nel secondo, caratterizzato, invece, da una marcata quantità di amorfismo e inerzia intellettuale sia negli obiettivi che nei percorsi da seguire. Sembra di poter affermare che,la proliferazione di gruppi, gruppetti, grupponi di cui in precedenza, sia portatrice di un abuso e/o appropriazione indebita di significato della parola “moderato” che, se spalmato in tutte le stagioni e su tutti i contesti di opportunistica comodità, finisce con lo svilire un valore aggiunto di cui la politica ha estremo bisogno. Amelia Pisante


ORGOGLIOsi DI NOI

BOTTICINO

I

l Partito Democratico è nato solo da 6 anni. Era il 2007. Grande esperimento per la politica italiana voluto soprattutto da Romano Prodi, persona splendida, ottimo statista, possessore della tessera PD numero 1. Da semplice fusione tra Margherita e Democratici di Sinistra abbiamo saputo trasformarci, siamo stati capaci di essere riformatori ed innovatori della Politica. Novità principale di questo percorso è stata la partecipazione: il Partito Democratico ha scelto le primarie come percorso di selezione e la gente ha raccolto questo invito volentieri. Milioni di persone che si recano a votare il candidato premier, il segretario nazionale, il candidato governatore piuttosto che il candidato Sindaco. Credo che questo sia un passaggio dal quale non si torna più indietro, anzi, anche le altre forze politiche ormai saranno obbligate a fare lo stesso. E la politica ne trarrà giovamento. Tanto a destra quanto a sinistra. E il merito sarà nostro. Sarà grande merito di Pierluigi Bersani. Eletto Segretario nazionale con le primarie del 2009 e quindi automaticamente unico candidato del PD alle primarie del centrosinistra ha deciso che anche altri dovessero partecipare: quindi primarie aperte. Ne è uscita una bellissima competizione, che ha affascinato tutto il Paese. Poi dopo solo un paio di settimane, a causa

della chiusura improvvisa della legislatura, Bersani organizza pure le primarie per i parlamentari,tra Natale e S. Silvestro, lasciando ai cittadini la scelta dei candidati delle elezioni politiche. Grande rinnovamento, tanti giovani e tante donne. Finalmente il Parlamento sarà pieno di donne. Sarà grande merito di Matteo Renzi. Il Sindaco di Firenze ha deciso di combattere senza esclusione di colpi una battaglia che sembrava persa in partenza, ma che ha entusiasmato tanti italiani. Con efficacia ha evidenziato il tema del rinnovamento. Non ha vinto le primarie, ma ora è, ancor più di prima, un Democratico a servizio del Paese. Sarà grande merito di Walter Veltroni e di chi come lui ha compreso come il tema del rinnovamento passasse anche attraverso importanti scelte personali come la sua. Walter resta comunque un Democratico a servizio del Paese. Sarà merito delle migliaia di volontari che con passione allestiscono i seggi per le primarie, affiggono manifesti, organizzano dibattiti e ci regalano le Feste Democratiche.

Sarà soprattutto merito di chi ha deciso di votare alle primarie del Partito Democratico. Di tutti quelli che sono disposti a pagare anche qualche euro pur di esserci. E’ a tutti loro che rivolgo il mio più sincero ringraziamento perché hanno saputo regalare all’Italia momenti di Democrazia indimenticabili. Dobbiamo essere orgogliosi di noi stessi, di questo modo di fare politica dove tutti siamo protagonisti e determinanti, dal Segretario Nazionale all’elettore delle primarie. Che si vinca o che si perda alle prossime elezioni sono certo che il Partito Democratico, grazie alle solide fondamenta che tutti insieme abbiamo contribuito a gettare, avrà vita per sempre. Adesso basta crogiolarsi e tutti al lavoro per costruire una grande vittoria. Ognuno per quel che può deve convincere gli amici e i conoscenti indecisi a votare per Umberto Ambrosoli e Pierluigi Bersani. Buon lavoro. Andrea Casali Coordinatore PD Botticino circolo Angelo Vassallo

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BOTTICINO Questa volta è ancora più facile. Alla Camera ed al Senato vota:

Alla Regione Lombardia vota:

AMBROSOLI Presidente

Sabato 16 febbraio alle ore 17,00 Presso la sala di Via Carini 19 - Botticino Incontro pubblico con Marina Berlinghieri, Candidata alla Camera GianBattista Ferrari, Candidato alla Regione Lombardia INVITIAMO LA CITTADINANZA A PARTECIPARE

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PD BOTTICINO A cura di: Cristina Quecchia, Amelia Pisante, Annamaria Lonati, Giovanni Portesi, Andrea Casali. Stampato da Grafica DP - Rezzato COMMITTENTE RESPONSABILE MANFREDO BONI

Circolo PD Botticino, via Marconi 1 Email: pdbotticino@alice.it www.pdbotticino.it Ci trovi anche su Facebook: cerca PD Botticino Coordinatore del Circolo: Andrea Casali

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