Page 1

GIORNALE TOSCANO DI CONTROINFORMAZIONE

numero 3 Marzo 2012

€1

FACCIAMO COME IN GRECIA: ASSEDIAMO I PALAZZI DEL POTERE SABATO 31 MARZO

OCCUPIAMO PIAZZA AFFARI !

di Giacomo Cei Sabato 31 Marzo si terrà a Milano un’importante manifestazione denominata “Occupy Piazza Affari”. Questa manifestazione, convocata dal Comitato No Debito al quale aderiscono le principali organizzazioni politiche, sindacali e di movimento della sinistra italiana, si pone l’obiettivo di rilanciare il percorso di costruzione di un’opposizione sociale al governo Monti e alla tirannia Europea dei banchieri. Il tema centrale della mobilitazione sarà, infatti, quello del rifiuto del pagamento del debito pubblico verso le banche, ormai diventato insostenibile per le economie degli stati i quali lo sgravano totalmente sulle spalle dei lavoratori. Ed è proprio a partire da questo aspetto che il Comitato No Debito tenta di sviluppare il dibattito all’interno del movimento e delle forze politiche, alfine di costruire la risposta sociale alle rapine di diritti, posti di lavoro e salario, che gli stati europei stanno mettendo in pratica per salvare i profitti degli speculatori finanziari. La manifestazione di Milano risulta importante non solo per gli obiettivi di lotta e le rivendicazioni che propone, ma anche perchè si colloca in uno scenario politico particolare e in un momento assai delicato. A livello internazionale, infatti, assistiamo da mesi al dramma della Grecia, la cui economia è stata letteralmente spazzata via dalle sanguisughe finanziarie del Fondo Monetario Internazionale, i cui lavoratori sono stati buttati sul lastrico dalle politiche di Austerity imposte dalla BCE. Di riflesso, lo “scenario ellenico” inizia a prospettarsi anche in Italia, con l’economia in recessione, la disoccupazione dilagante, l’attacco ormai definitivo ai diritti sindacali, ai salari e alle pensioni. Tutto questo mentre i sindacati, dopo essersi suicidati in decenni di compromissioni, hanno già firmato la resa incondizionata a Confindustria. In questo scenario “Occupy Piazza Affari” diventa una tappa importante per la costruzione, in Italia, di un movimento sociale di opposizione, un movimento di cui c’è infinito bisogno e che possa piano piano servire a preparare l’alternativa a questo sistema capitalista. La seconda, e forse ultima, buona occasione dopo il fallimento del tentativo del 15 Ottobre scorso.

di Francesco Vacca La fase storica che stiamo attraversando a livello internazionale è la prova che il sistema economico capitalista è destinato a fallire, l’immenso potere nelle mani delle banche e della borghesia è sempre più vacillante, dalla Grecia ci arriva un chiaro segnale di agonia del capitale ma non per questo padroni e banchieri sono disposti a mettersi pacificamente da parte dopo il loro fallimento. I governi (che non sono altro che i comitati di affari della grande borghesia), pur di non perdere i loro privilegi di classe, sono pronti a tutto come è chiaro in questi giorni con la feroce repressione contro il movimento NoTav in val di Susa. Le masse popolari vengono bombardate quotidianamente e senza tregua da una (dis) informazione gestita minuziosamente da chi la crisi la ha generata e ora la sta coltivando. Viene ripetuto costantemente che non ci sono altre vie d’uscita che quella del rimboccarsi le maniche per salvare lo Stato, nessun quotidiano, nessun programma televisivo o radiofonico ha preso in considerazione il fatto che il capitalismo affronta sistematicamente crisi strutturali. La storia ci ha insegnato che queste crisi di struttura si “risanano” in due modi: uno è quello dell’accanimento asfissiante da parte dei governi nei confronti dei lavoratori , immigrati, studenti, pensionati e disoccupati (come sta facendo il governo “tecnico” di Monti sostenuto dal PD); l’altro è quello della guerra imperialista. In questi giorni il capo tecnico dello sfascio Mario Monti ha provato a tranquillizzare il popolo italiano porgendo sul piatto la questione dell’ormai celebre Spread che “miracolosamente” è sceso. Questa crisi non si risolverà ne oggi ne mai finchè non verrà rivoluzionato il sistema economico. Il Partito Comunista dei Lavoratori si batte quotidianamente contro questo si-

stema portando avanti, tra gli altri, l’obbiettivo di non pagare il debito pubblico che per l’80% del suo valore è in mano alle banche, che sono organismi privati e che sono state il motivo scatenante della crisi attuale. Visto che nessuno parla in maniera chiara del debito pubblico il Partito Comunista dei Lavoratori ha il dovere di informare le masse su cosa sia realmente questo debito pubblico. Il debito pubblico è stato generato negli anni dai governi che spendevano più di quanto incassassero dalla tassazione. Questo disavanzo è stato coperto emettendo obbligazioni e titoli acquistati dalle banche in cambio di ingenti interessi. Da non sottovalutare il fatto che le spese che hanno inciso maggiormente sono quelle militari e le inutili opere come la TAV. Oggi il debito pubblico ammonta a 1.911,807 miliardi di euro ( se volessimo suddividerlo per ogni cittadino sarebbe circa 30.000 euro a testa, compresi i neonati) di cui l’87% è in mano alle banche. Lo Stato paga ogni anno 70 miliardi di euro di interessi alle banche detentrici del debito (attraverso le obbligazioni e i titoli). Per questo motivo noi siamo fermamente convinti dell’idea di non pagare il debito pubblico contratto con banche, assicurazioni, società finanziarie, ecc, salvaguardando ovviamente il piccolo risparmio in mano a famiglie e lavoratori (meno del 10% del totale del debito pubblico italiano). Cosa succederebbe non pagando il debito? Accadrebbe che molte banche (adesso private) fallirebbero e lo stato quindi le dovrebbe nazionalizzare, ponendo il loro controllo in mano ai lavoratori. Ci guadagnerebbe l’intera collettività che finalmente si libererebbe dalla dittatura del profitto delle banche. Per questo motivo siamo al fianco di chi combatte questo sistema solidarizzando per esempio con i Compagni che in Grecia assaltano il parlamento

con una mobilitazione straordinaria per forza, durata e livello di scontro con gli apparati repressivi dello stato borghese. Il Partito Comunista dei Lavoratori si mobilita anche nel movimento NO TAV e a Firenze e Pisa ha partecipato ai cortei di martedi 28 febbraio dopo il grave incidente in cui il compagno Luca Abbà è rimasto gravemente ferito durante uno sgombero della polizia e giovedì 1 marzo di fronte al cantiere sul ponte al Pino nel quartiere di Campo di Marte dove stanno iniziando i lavori per il mega tunnel che dovrebbe far passare i treni ad alta velocità sotto la città di Firenze (con una spesa folle prevista intorno ai due miliardi di Euro e dieci anni di cantieri aperti in città). Sempre a Firenze ed in tutta la Toscana il Partito Comunista dei Lavoratori è impegnato sul tema dell’antifascismo e dell’ antirazzismo; alcuni ci chiamano anacronisti, ma noi ci basiamo sui fatti e i fatti parlano chiaro. Non è ammissibile che Samb Modou e Diop Mor vengano uccisi da un fascista di CasaPound mentre stavano lavorando, non è ammissibile che R’Himi Bassem sia morto sabato 25 febbraio in una camera di sicurezza della Questura di Firenze (negli ultimi 2 mesi nelle stanze della questura ci sono stati due morti misteriosi e altri due sono morti nel carcere di Sollicciano) e non è ammissibile che nella notte tra il 24 e il 25 febbraio in viale Gori a Firenze tre poliziotti in borghese minaccino con una pistola e picchino due cittadini somali. Il Partito Comunista dei Lavoratori sarà presente alle prossime manifestazioni il 9 marzo a Roma con la FIOM e il 31 marzo a Milano per la manifestazione nazionale del Comitato No Debito sempre a testa alta e pugni chiusi al cielo. Per l’abolizione del debito pubblico, contro il fascismo e lo sfruttamento, sempre in lotta fino alla Vittoria.


editoriale Fusti tossici dispersi nel Mar Tirreno: un

disastro incalcolabile di PCL Sezione di Livorno Gli enti preposti ARPAT e amministrazioni locali sminuiscono. Ci dicono che i livelli di tossicità sono inferiori a quelli che normalmente si trovano nei comuni alimenti. Parliamo di 45 tonnellate di sostanze pericolose al nichel, cobalto e altri metalli pesanti anche auto infiammabili dispersi al largo delle coste pisane livornesi da più di due mesi. E’ chiaro che se fosse dimostrato il contrario, quello che abbiamo assistito con estrema preoccupazione negli ultimi due mesi sarebbe un crimine. Ma lo sappiamo bene e da sempre che in nome del profitto le responsabilità dei disastri ambientali politiche del capitalismo predone e arrogante vengono quasi sempre insabbiate. Queste sono le parole di scherno tratte da un giornale dell’ imprenditoria locale: Tutta la vicenda sembra ammantata di demagogia, di semplicioneria e di quel pseudo-ambientalismo da bar che già·tanto male ha fatto al Paese. Noi che invece abbiamo tra le priorità del nostro agire la salute e la difesa del territorio ci muoviamo in modo diametralmente opposto. Chiediamo che i responsabili politici che hanno tenuto nascosto il disastro per settimane tra i quali i sindaci di Livorno e Pisa si dimettano. Pretendiamo che le tonnellate di sostanze tossiche racchiuse nelle decine di fusti inabissati vengano assolutamente recuperati. Ci batteremo perché le società coinvolte nel disastro siano sanzionate a favore dei cittadini, dell’ ambiente e del nostro territorio. Non vogliamo che si ripetano situazioni come quelle delle decine di morti tra i lavoratori di Livorno per mesotelioma provocate dalla mancata sicurezza nell’uso di amianto nei cantieri navali e delle quali più nessuna delle forze politiche di destra e di centrosinistra si preoccupano di far emergere. Alla luce di tutto ciò, e anche per ribadire il collegamento costante e inscindibile tra la teoria marxista e l’ecologia, Venerdi 23 Marzo alle ore 21.00 presso la sala comunale circoscrizione 4 di Livorno, terremo una pubblica assemblea di presentazione del libro “Lavoro ed Energia, l’atto di nascita dell’economia ecologica” alla presenza dell’autore Dante Lepore.

CAMPAGNA DI TESSERAMENTO 2012:

pagina 2

IL CAPITALISMO E’ FALLITO, IL RIFORMISMO PURE, COSTRUIAMO IL PARTITO DELLA RIVOLUZIONE

di Marco Ferrando

Guardiamo in faccia la realtà. Per trentanni le classi dirigenti d’Europa hanno imposto ovunque enormi sacrifici sociali , con l’argomento che avrebbero garantito un futuro migliore ai “giovani”. E’ accaduto l’opposto. Le nuove generazioni sono state condannate al precariato, i loro diritti negati, le loro future pensioni distrutte, mentre capitalisti e banchieri si sono arricchiti per decenni come mai in precedenza. Oggi, di fronte alla grande crisi del capitalismo , le stesse classi responsabili della bancarotta chiedono alle proprie vittime sacrifici ancor più pesanti, con l’argomento che assicureranno l’ “uscita dalla crisi” e il “futuro dell’Europa”. Accade l’opposto. Dopo cinque anni la crisi permane , l’Unione Europea delle banche si avvita nella recessione, mentre sprofondano le condizioni di vita dei salariati e di larga parte della popolazione. La verità è che i lavoratori e la maggioranza della società sono ostaggio di un sistema fallito. Non c’è alcuna possibile via d’uscita dalla crisi sociale dell’Europa senza il rovesciamento delle sue classi dirigenti, in ogni paese e su scala continentale. Tutti i tentativi di aggirare questa verità; tutte le “ricette” e “soluzioni” che vorrebbero conciliare il capitalismo con la “giustizia sociale” sono semplicemente una truffa, comunque si chiamino: “Europa sociale e democratica”, “nuovo modello di sviluppo”, Eurobond”, “riforma della BCE”, “audit” sul debito e sua rinegoziazione”,... Queste evocazioni immaginarie, contro ogni illusione, hanno una sola funzione obiettiva: distogliere gli sfruttati dalla comprensione della realtà; indirizzare le loro speranze di liberazione verso mitologie senza futuro, a tutto vantaggio della conservazione del presente. La verità è che solo una rivoluzione sociale può fare pulizia. Perchè solo una rivoluzione sociale può rovesciare la dittatura degli industriali, delle banche, delle compagnie di assicurazione, con quel groviglio inestricabile di sfruttamento, speculazione, corruzione, che domina la vita sociale in ogni suo aspetto , sotto ogni governo, in ogni paese capitalista. Solo una rivoluzione sociale può concentrare nelle mani dei lavoratori e della maggioranza della società le leve decisive della produzione della ricchezza, della sua distribuzione, della riorganizzazione radicale

dell’economia, secondo un piano democraticamente definito dai lavoratori stessi e sotto il loro controllo: in funzione dei bisogni sociali non del profitto di pochi parassiti. Solo una rivoluzione sociale, e dunque l’avvento di governi dei lavoratori, può unificare il vecchio continente, dal Portogallo alla Russia, negli “Stati Uniti Socialisti” d’Europa: unendo i lavoratori al di là dei confini, ripartendo razionalmente il lavoro, cancellando gli enormi sprechi e gli aspetti odiosi connessi al mercato, al militarismo, alle politiche anti-migranti, al saccheggio dell’ambiente; e invece valorizzando quelle ricchezze produttive, scientifiche, tecniche che la crisi capitalista ogni giorno distrugge: ricchezze da porre al servizio della liberazione degli uomini e non del loro sfruttamento. Il PCL è l’unico partito della sinistra italiana a basarsi su questo programma di rivoluzione: a farne l’asse della propria azione e proposta in ogni lotta; a ricondurre ogni battaglia parziale di movimento, a questa prospettiva generale; a sviluppare controcorrente la coscienza politica delle masse, e della loro stessa avanguardia, in questa direzione. Aderire al PCL significa rafforzare questo lavoro e prospettiva. Non esistono scorciatoie rispetto alla

necessità di costruire il partito della rivoluzione, in Italia come in ogni altro Paese. Le esigenze e attese di un vero cambio sociale non saranno risolte dalla pura spontaneità dei movimenti. Né dai gruppi dirigenti di sinistre fallite in eterna attesa di una chiamata del PD. Né da sinistre “antagoniste” puramente “critiche”. Né tanto meno dalle suggestioni equivoche del mondo virtuale di qualche capo comico (Grillo). Solo un partito organizzato che investa materialmente nella rivolta sociale per darle un progetto e una coscienza può davvero costituire, dopo tante delusioni e fallimenti, un fattore reale di svolta per tutti gli oppressi, di ogni colore e condizione. Costruirlo, in ogni lotta, è il nostro impegno. Salvaguardare la sua autonomia, estendere le sue radici sociali, organizzare nelle sue fila i lavoratori e i giovani più coscienti, sviluppare la loro formazione, significa lavorare concretamente per il futuro della rivoluzione. Al fianco dei marxisti rivoluzionari di tutto il mondo, nel lavoro di ricostruzione della Quarta Internazionale. Perchè - come recita la nostra tessera 2012- “solo la rivoluzione cambia le cose”. E’ a questa verità che dobbiamo dare un partito: l’unico partito di cui gli sfruttati hanno bisogno.


pagina 3 GARFAGNANA:

notizie locali

EPPUR QUALCOSA SI MUOVE

di Ferri Alessandro

E' in alta Garfagnana, nel silenzio più totale delle istituzioni e dei propri mezzi di stampa, che si sta sviluppando un importante progetto anticapitalista. Tutto nacque lo scorso autunno tra le mura di casa mia, dove a riunirci eravamo solamente in cinque giovani gorfiglianesi, con l'intento di creare un qualcosa che abbattesse lo stato attuale delle cose, dando priorità assoluta alla parola d'ordine: ANTICAPITALISMO. E' da quella piccola riunione che prese il via, inaspettatamente, e con passi da gigante, un semplice progetto che sta giorno dopo giorno coinvolgendo sempre più persone. In che cosa consiste tutto ciò? Semplice, sfruttare le risorse che il territorio garfagnino offre, mettendole a disposizione della comunità bisognosa. Il tutto nasce senza alcun scopo di lucro, la merce consegnata alla comunità verrà ripagata con una sorta di baratto per mezzo di semi, utensili, combustibile ed ore lavoro. Un progetto che si indirizza, seppur ancora con i suoi limiti, verso la strada della presa di coscienza; dove la cittadinanza proletaria manifesta i primi malcontenti, le prime obbie-

zioni verso questo sistema che non fa altro che ridurla in schiavitù. Un esempio di anticapitalismo semplice ma tangibile, da dove arriva la conferma che talvolta non servono analisi complicate e filosofiche, incomprensibili per la gran parte del proletariato. E' attraverso queste semplici azioni che un individuo può scoprire in sé la sua avversione verso il sistema capitalistico, può cercare di capire quali siano i poteri forti della nazione, del continente, dell'intero pianeta. Ed è da qui che dobbiamo partire noi comunisti rivoluzionari, partire da queste spontanee azioni popolari, contri-

SOTTOSCRIVI LE LISTE ELETTORALI DEL PCL PER LE AMMINISTRATIVE ! ecco dove e quando firmare:

CARRARA

Sabato 10 Marzo, Avenza, Piazzale Berlinguer (COOP) dalle 10 alle 17,30;

Domenica 11 Marzo Marina di Carrara, passeggiata a mare, dalle 10 alle 17,30; Lunedì 19 Marzo Marina di Carrara, P.zza G. Menconi, dalle 10 alle 17,30

PISTOIA Tutti i giorni presso il Circolo ARCI di Bonelle – Via Bonellina, 235 – PISTOIA tel. 0573 380291

Tutti i Sabati del mese di MARZO al mercato settimanale di Pistoia in via Cavour angolo Baly

buire alla formazione ideologica dei proletari, approfondire la loro conoscenza anticapitalista, condurli verso il progetto rivoluzionario; spiegarli che la dittatura del proletariato non è una brutta cosa, ma semplicemente giustizia sociale. E' nostro compito fargli capire che sono le banche che determinano l'andamento economico di una nazione; cercare di fargli comprendere che le ore trascorse in fabbrica, sui cantieri, nei campi, è

esclusivamente lavoro e produzione per il salvataggio di questi strozzini. Si! Perché saranno questi inconsapevoli anticapitalisti che determineranno gli eventi; saranno loro che decideranno se abbattere o meno la borghesia; saranno loro l'ago della bilancia per il dominio del proletariato; saranno loro a demolire la società basata sugli antagonismi di classe, e saranno sempre loro a creare una nuova società senza classi e senza proprietà privata. Nessuno di noi cinque avrebbe mai pensato ad uno sviluppo del programma così rapido, così partecipato, così apprezzato; pensavamo fosse difficoltoso e quasi utopistico, ed invece no! La costanza e la determinazione della famiglia Figaro e Giannetti ha regalato questo inedito proposito alla cittadinanza gorfiglianese, dove è nostro dovere esortarla verso altre località della magnifica Garfagnana. Dedicato a Zoe.

LA VIGNETTA DEL MESE


antifascismo e repressione

pagina 4

PROVOCAZIONE FASCISTA A MASSA

di Paolo Vannucci

L’ 11 febbraio, a Massa si è consumato l’ ennesimo oltraggio alla Costituzione ed alla memoria storica della Città medaglia d’ oro per la Resistenza al nazifascismo. Apparentemente “immemori” della Legge 20 giugno 1952, n. 645, che vieta la ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto (allora) partito fascista, le autorità tutte hanno consentito agli squallidi figuri di Casa Pound e Forza Nuova di esibirsi nei loro squallidi rituali. Fin dall’ inizio del pomeriggio, però, gli squadristi sono stati contrastati da un centinaio di antifascisti giunti da Carrara, La Spezia e altre città toscane, che li hanno costretti a rifugiarsi in un angolo di P.zza Garibaldi sotto l’amorevole protezione delle forze dell’ ordine. I “fascisti del Terzo Millennio” esibivano caschi e mazze ed una ridicola postura militare, mentre i nostri compagni erano (come si evince facilmente dalle foto) a mani nude. Il confronto è durato fino alle 19, ed i nipotini del Duce sono stati adeguatamente sbeffeggiati dagli antifascisti, mentre il traffico circostante era paralizzato. Qualche negoziante e qualche automobilista, assolutamente incuranti del fatto che si stava protestando contro organizzazioni dalle cui fila proveniva l’ assassino dei due Senegalesi di Firenze, ma fortemente preoccupati per i loro interessi e per i dieci minuti di ritardo per il traffico bloccato (i vigi-

li lo hanno poi deviato in strade laterali) hanno protestato. Fino a quel momento la polizia sembrava tenere un comportamento tranquillo e quasi “neutrale”, e certo non doveva essere preoccupata, intorno alle 19, per la presenza di un superstite gruppo di non più di 50 giovani antifascisti a mani nude. Alle 19,10, però, la svolta: mentre alcuni giovani “accompagnano” gli squallidi verso i loro covi, all’ altezza della “Galleria” presso l’ Aurelia, magicamente il cordone di polizia si apre ed un gruppo di squadristi armati di bastone e caschi, attacca i giovani, subito imitato dai solerti poliziotti. Diversi feriti, differentemente da quanto

riportato dai giornali, si sono recati all’ ospedale per le lesioni riportate. Il P.C.L. ha espresso la propria solidarietà ai feriti (tra i quali due nostri compagni) ed ha indicato le autorità cittadine come responsabili dei fatti accaduti e dell’inevitabile innalzamento del livello di tensione in città: se la prossima volta gli antifascisti scenderanno a difendere la democrazia con caschi e mazze, come fanno normalmente gli squadristi di Casa Pound e Forza Nuova, sarà perché lo hanno voluto loro. Se con questa provocazione, fascisti, polizia, autorità comunali e stampa di regime hanno pensato di intimorire gli antifascisti, hanno sbagliato i

loro calcoli: il lunedì successivo, un’ assemblea affollata di 50 antifascisti, tra i quali una trentina di studenti, hanno espresso la loro solidarietà ai compagni feriti e la loro determinazione ad impedire agli psicopatici di FN e Causa Pound, di esibirsi impunemente nelle strade di Massa. Unanime è stata poi la condanna nei confronti del vicesindaco, l’ex comunista Martina Nardi, nonché dirigente di S.e.L., che in una trasmissione di una rete televisiva locale, ha resuscitato lo spettro degli “opposti estremismi”: incurante del ridicolo (e di una qualsiasi forma di appartenenza “di sinistra”), ha rivendicato la legittimità delle parate di FN e CP, tacciando invece di “fasciste” le contromanifestazioni degli antifascisti. Esilarante l’ esternazione del rappresentante della Destra, Musetti, che ha opportunamente esclamato: “ma lei potrebbe tranquillamente far parte del nostro partito...” Giovedì 23.2. u.s., si è tenuto un presidio antifascista sotto il Comune di Massa, anche qui con una folta rappresentanza di studenti; gli antifascisti intendevano poi partecipare alla seduta del Consiglio Comunale dedicata agli scontri di sabato 11, che è stata però “opportunamente” spostata a tarda notte. Ma la lotta continua: a Massa Carrara i fascisti no pasaran! Il Direttivo della Sezione “Lev Davidovich” del Partito Comunista dei Lavoratori di Massa Carrara

LIBERI TUTTI:

ANTONIO GINETTI, NON SOLO “NO TAV”

di Mario Capecchi

Il 16 febbraio scorso, al pistoiese Antonio Ginetti – uno dei 25 NOTAV arrestati il 26 gennaio e detenuto nel carcere di Santa Caterina a Pistoia per le manifestazioni del 27 giugno e 3 luglio 2011 in Val di Susa – sono stati concessi (sic) gli arresti domiciliari. Sembra quasi che gli sia stato fatto un regalo. Quel giorno era attesa la sentenza del tribunale del riesame di Torino, e proprio per questo un gruppo di compagni si sono riuniti davanti al carcere per manifestare solidarietà ad Antonio e a tutto il movimento NOTAV. La notizia della sua scarcerazione ha colto tutti abbastanza di sorpresa e quando ha varcato il portone di uscita del carcere a pugno chiuso e urlando slogan contro i vari poteri dominanti, è stato salutato con un caloroso applauso e da uno sventolio di bandiere del PCL, dei CARC e dei NOTAV presenti. L’arresto di Antonio Ginetti e di tutti gli altri NOTAV la dice lunga sulle condizioni in cui versa questa tanto osannata libertà di regime. Ogni spazio di dissenso e di protesta viene chiuso con quella particolare violenza esercitata dal potere attraverso la repressione operata delle forze di polizia e coordinata dalla magistratura. Il candido Caselli della procura di Torino, tanto apprezzato anche da larga parte della sinistra istituzionale, ce ne ha dato prova. La sua “operazione chirurgica contro gli autori delle violenze” (così ha definito gli arresti) ci dice chiaramente da che parte è schierata anche la giustizia borghese. A quest’opera di demo-

nizzazione di ogni forma di protesta non sono estranei, anzi molte volte servono da supporto, anche una buona parte degli organi di informazione. Per esempio, in alcuni casi, in riferimento all’arresto del Ginetti, si è parlato addirittura di “cattura”, neanche fosse un criminale della peggior specie in fuga o nascosto in qualche covo. Al contrario, Antonio Ginetti non è soltanto un NOTAV, ma un compagno schierato apertamente, che ha messo la propria faccia in tutte le battaglie etiche, civili e politiche contro il potere dominante e le sue istituzioni, anche a livello locale. Lo ricordiamo attualmente fra i promotori del movimento “NO AL PARCHEGGIO DI S. BARTOLOMEO”

a Pistoia, un’opera inutile e dannosa per gli abitanti di quel quartiere e devastante sotto il profilo ambientale. Ma lo ricordiamo anche come un esponente di primo piano del movimento Antifascista e Antirazzista pistoiese: per esempio in prima fila nella lotta in difesa di quei compagni arrestati con l’accusa di devastazione della locale sede di Casa Pound nell’ottobre del 2009. Ma anche in occasione della recente tragedia dei senegalesi uccisi a Firenze dal fascista Casseri, un militante proprio di Casa Pound di Pistoia, è stato fra i promotori di tutte le manifestazioni a sostegno della chiusura della loro sede in città. Un personaggio dunque sicuramente scomodo Antonio Ginetti, al quale

bisogna impedire di manifestare e di partecipare all’organizzazione di ogni forma di protesta. Anche per questo motivo a lui va la nostra sincera solidarietà e la nostra gratitudine per le tutte le lotte alle quali ha partecipato e alle quali sicuramente darà ancora il suo importante apporto. Ci auguriamo che questo suo impegno si possa tradurre e concretizzare in un rafforzamento di quel fronte unico di tutte le forze politiche, sindacali, di movimento, associative, nella lotta contro tutti i poteri dominanti e le loro istituzioni. Questo è l’auspicio e l’invito che, come Partito Comunista dei Lavoratori, ci sentiamo di rivolgere a tutti i sinceri amici e compagni di Antonio Ginetti.


pagina 5

giovani e studenti

CRISI CAPITALISTA E QUESTIONE STUDENTESCA

di Armando Tronca

Negli ultimi anni si è vista crescere e diventare sempre più radicale la lotta senza tregua al ribasso salariale e dei diritti sindacali e civili. E’ in questa situazione che si affaccia una nuova generazione di giovani proletari/precari. Ragazzi dotati di buona istruzione, molti dei quali laureati, che non hanno accesso al mondo del lavoro o, se l’hanno, si ritrovano vittime di contratti atipici e bestialità che, di fatto, gli reclude il diritto all’istruzione e alla formazione, e in definitiva alla programmazione del proprio futuro. La questione scuola/istruzione è senz’altro uno dei nodi cruciali della società moderna, e di conseguenza uno dei punti caldi dello scontro di classe. L’assalto deciso e sistematico è cominciato con la legge n.341/1990’legge Ruberti’ nota come “Legge dell’Autonomia” che ha prodotto un generale aumento delle tasse universitarie, passate dal 3% al 20% a fronte di una notevole riduzione di finanziamenti pubblici. Si è passati poi alla cosiddetta ‘bozza Martinotti’ del 1996, documento che segna, di fatto, il giro di boa nell’involuzione del sistema formativo, conglobando in se le linee generali che troveranno seguito nei successivi provvedimenti riformatori: l’autonomia finanziaria; l’adeguamento dell’offerta formativa alle caratteristiche del mercato; la <differenziazione competitiva> tra atenei, come strumento organizzativo fondamentale; la contrattualità del rapporto tra studente ed ente universitario; e inoltre come misura urgente venne anche segnalata dal gruppo Martinotti (docente di sociologia all’università Bicocca di Milano) la precarizzazione d’insegnanti e docenti, misura che troverà sostegno nella Dichiarazione di Bologna del 1998. Il 2000 è invece l’anno della Riforma Zecchino-Berlinguer, particolarmente sensibile agli interessi dei privati, riforma che dà il via allo spezzettamento del percorso accademico in Laurea triennale e Laurea Specialistica (il famoso 3+2). Idea guida di questa suddivisione è la gerarchizzazione del percorso forma-

FIRENZE:

tivo: ogni titolo di studio conferisce allo studente un diverso livello di formazione cui corrisponde un preciso ruolo nella gerarchia del mondo aziendale e d’impresa. Conseguenza di tutto ciò è che la natura del nuovo sapere non è più critica, ma diventa flessibile e riadattabile alle esigenze del mercato capitalista. Lungo questo filone e seguendo la stessa prospettiva sono indirizzate le successive riforme: la Riforma Moratti e la Riforma Gelmini, permeate da una concezione di massima, se possibile, ancora più classista e privatistica. Per comprendere meglio il significato di queste riforme “epocali” aggiungiamo solo qualche dato: tagli orizzontali per 8,5miliardi; 1,3 miliardi decurtati al fondo di finanziamento delle università; 40000 docenti precari e personale ATA licenziati nel 2010, più altri 70000 da licenziare entro il 2012. Il fronte studentesco ha sempre cercato di rispondere a questi attacchi, ma l’ha fatto per di più in maniera sporadica e casuale evidenziando, al contempo, enormi limiti organizzativi e propositivi. A causa della loro discontinuità, eterogeneità e incapacità di porre una prospettiva a lungo termine delle lotte, i vari movimenti

studenteschi non sono stati in grado di contrapporre un pari livello di radicalizzazione. Risulta, a questo punto, chiaro come il partito leninista sia l’unico strumento che possa canalizzare le lotte, darle un’organizzazione, un collegamento, una teoria generale e una memoria delle lotte precedenti. Solo con queste caratteristiche si potranno guadagnare successi immediati, anche parziali, e porre la prospettiva della conquista rivoluzionaria del potere. E’ pertanto da queste considerazioni che nel dicembre 2011 si è formata a Firenze la cellula studentesca del PCL. Questo organismo nasce anche grazie all’impulso e al lavoro del partito che (in special modo negli ultimi anni) ha rivolto un’attenzione particolare alle problematiche giovanili; scuola e lavoro in primis. Non a caso, in quest’ottica, è da inserire la creazione della “Commissione Giovani”, decisa nel secondo Congresso del partito, e atta a fornire ai giovani del PCL uno strumento di organizzazione collettiva che consolidi e accresca le attività del partito nella scuola e nel precariato. Ci si è posti, insomma, l’obiettivo di assumere la direzione politica delle lotte, rendere queste continuative e, in queste, rendere continuativa

la presenza del PCL. Direzione politica che vorrà dire correggere e smascherare le interpretazioni illusorie espresse da alcuni settori di gruppi studenteschi, connettere gli interessi degli studenti a quelle dei lavoratori, sostituire il ribellismo fine a se stesso e il protagonismo piccolo-borghese di taluni gruppi con proposte e principi rigorosamente marxisti. Sono queste in definitiva le ragioni che non solo giustificano, ma impongono, la necessità di un organizzazione studentesca interna e funzionale al PCL. Il nostro compito è dunque quello di appoggiare, e guidare (se possibile), le mobilitazioni studentesche che vanno contro le politiche del governo, accrescere la coscienza degli studenti, unire il movimento studentesco a quello dei lavoratori, congiungerlo al contesto politico generale, propugnare una lotta senza termine e radicale fino al ritiro delle misure del governo e fino alla sua caduta, spingere per un organizzazione consiliare a tutti i livelli degli studenti in lotta, agire per uno sbocco anticapitalista della lotta. La nostra lotta dovrà essere tanto radicale quanto radicale è l’attacco cui è sottoposto il mondo scolastico. Il nostro programma si dovrà basare sulla lotta per: -Una scuola e un’Università pubbliche, laiche, gratuite e di qualità, al servizio delle masse popolari; -L’abrogazione dell’autonomia universitaria e di tutte le controriforme degli anni ’90 a partire dalla Zecchino - Berlinguer; -L’istruzione unica, poligenica e obbligatoria fino ai 18 anni; -Un massiccio investimento nella ricerca; -La cancellazione delle leggi sulla precarietà del lavoro; L’abolizione delle strutture private; -L’abolizione dell’ora di religione; -La cancellazione del numero chiuso per l’Università; -Mense e trasporti gratuiti per studenti; -Affitti gratuiti per studenti fuori sede; -Cacciata di questo governo borghese e funzionale alla BCE e al FMI.

NASCE LA CELLULA STUDENTESCA DEL PCL

di Cellula Studentesca Firenze Nasce nel dicembre del 2011 la Cellula studentesca del PCL della sezione di Firenze con l’obbiettivo di creare coscienza di classe tra gli studenti medi ed universitari. Anche se attivi da solo 3 mesi i giovani compagni hanno svolto attività di militanza degna di nota sia nelle scuole sia sul terreno della lotta antifascista. I giovani del PCL sono stati attivi fin da subito nella mobilitazione antirazzista dopo i tragici fatti di piazza Dalmazia sia nella lotta per la chiusura di tutti i covi fascisti. Insieme alla Cellula lavoratori sono stati organizzati volantinaggi e vendita di giornali per l’autofinanziamento della sezione fiorentina. L’evento che ha caratterizzato il mese di gennaio è stato il concerto Antifascista organizzato proprio dai giovani compagni del PCL, al quale hanno partecipato molti ragazzi delle scuole superiori e che ha portato al tesseramento di 4 nuovi militanti ed a una ventina di simpatizzanti in procinto di tesserarsi. Il volantinaggio di fronte alle scuo-

le superiori è stato apprezzato dagli studenti medi ormai stufi delle sette pseudo “comuniste” come per esempio la piaga di lotta comunista, o addirittura di neofascistelli ignoranti come i giovani di casaggì. Il grande successo riscosso in questi mesi deve essere si attribuito in parte all’assidua militanza dei giovani compagni, ma è certamente stato facilitato dalla situazione storica che stiamo viven-

do. Ormai nelle scuole i ragazzi hanno voglia di ribellarsi ad un sistema corrotto, ma hanno bisogno di sviluppare la coscienza di classe praticamente pari a zero. Per questo motivo noi compagni della cellula studentesca abbiamo il dovere di collaborare con i collettivi medi ed universitari vicini alle nostre teorie rivoluzionarie, e dove non siano presenti fondarli noi stessi.

I ragazzi con i quali abbiamo parlato non si riconoscevano nella politica odierna ed anzi ne prendevano pienamente le distanze. E’ giunto il momento di ripulire la parola politica infangata da anni di dittatura borghese, tornando a dargli il significato originario dello stare in piazza e nelle strade svolgendo militanza attiva. Infine nei prossimi mesi la Cellula studentesca e la Cellula lavoratori organizzeranno un ciclo di incontri riguardanti il revisionismo storico (il ribaltamento della storia attuato in questi ultimi 20 anni dai governi di destra con la compiacenza del centrosinistra) e la storia della sinistra comunista, ed un incontro pubblico con il compagno Marco Ferrando, portavoce nazionale del PCL per presentare la proposta del partito agli studenti ed ai giovani lavoratori e precari. Questi incontri saranno pubblici ed aperti alla partecipazione sia dei militanti del partito che ai simpatizzanti, a tutti quei giovani che pensano che la società capitalista non sia riformabile e che l’unica soluzione possibile sia la rivoluzione.


musica MUSICA MILITANTE:

pagina 6

INTERVISTA AI MALASUERTE FI*SUD

Pubblichiamo una breve intervista al gruppo Malasuerte Fi Sud, storica band militante fiorentina che quest’anno ha suonato in occasione della festa della cellula studentesca del PCL Firenze al circolo arci “il campino” di Careggi in una serata dedicata all’antifascismo militante. Una serata riuscitissima che ha visto la partecipazione di oltre 150 compagni giovani e giovanissimi a cantare a pugno chiuso gli ormai storici pezzi della band. Per questo dalle colonne di questo giornale vogliamo ringraziare i compagni della Malasuerte per la bella serata che ci hanno fatto passare e per la loro disponibilità. Per maggiori informazioni sul gruppo vi consigliamo di visitare il loro sito internet http://malasuertefisud.altervista.org/ oppure di andarli a vedere dal vivo il 24 marzo al CPA Firenze Sud in occasione di una serata di autofinanziamento della rivista “Senza censura”.

Quando sono nati i MALASUERTE FI SUD? I MALASUERTE FI SUD nascono nel settembre del 1997, ufficialmente però la storia del gruppo nasce un anno dopo con la prima esibizione al basso e cori, Mitra chitarra e voce sempre una filo di diffusione molto live,..era il 25 Aprile del 1998. punk a tutti gli effetti. importante, non a caso abbiamo iniziato una collaborazione con REDPerchè questo nome? Negli anni della musica commer- SOUND 21, etichetta autoprodotta e Il nome viene da un viaggio in auto- ciale, cosa significa essere una autofinanziata livornese che appunbus attraverso i paesi del centroame- band militante? to produce e finanzia gruppi toscani rica (Guatemala Honduras e Messi- Militante.. puo' voler dire tante cose, militanti (Trade Union, Bomber 80), co) di un ex componente e fondatore noi abbiamo testi facili all'ascolto.. organizza iniziative sull'antifascismo del gruppo insieme ad altri ami- ma per molti.. complicati e difficili e l'antirazzismo usando come primo cacci..,.. Luca, dopo aver notato gli da capire,.. anche se le cose le dicia- mezzo di comunicazione la musica, "svariati" scuolabus nordamericani mo abbastanza chiaramente, sappia- suonare a giro non e' facile, e solo (vecchi di almeno 40 anni) inciden- mo che su Radiodj... "Basta Provo- l'unione delle forze può far avere più tati.. bruciati.. intorno alla strada che cazioni" non verra' mai passata, … visibilità a gruppi come il nostro. loro stessi stavano facendo su uno ma ci son tante altre realtà non col- Militare e' anche disegnare fumetti di questi "cosi", andò dall'autista a legate al solo commercio musicale, di un certo spessore come fa “ZEchiedere spiegazioni.. la risposta per esempio, oggi tutti hanno un pc ROCALCARE”, il quale ci ha anche fu... LA MALASUERTE AMIGO.... e possono cercare queste realtà, per- disegnato il libretto per il nostro ulchè anche quello e' fare militanza, timo Cd, unendo l'arte del disegno Negli anni 90 la vostra musica era anzi forse e' molto più complicato all'impegno politico e sociale. molto più punk rispetto ad oggi… fare una radio autoprodotta di con..si prima l'impronta nostra era molto troinformazione e funzionante... che I Malasuerte sono famosi per essepiu' punk.. per un semplice motivo, salire su un palco a cantar le proprie re il gruppo del cpa, qual è il voeravamo piu' giovani... meno bravi.. idee.. non sappiamo, noi mettiamo stro rapporto con il Centro Popomeno esperti.. e quella forma,.. chia- tutto sullo stesso livello ed e' giusto lare Autogestito Firenze Sud? ra, diretta e semplice, ci sembrava la che ognuno faccia quello che sa fare Noi ci siamo conosciuti al cpa, abmiglior strada per arrivare alla gen- meglio. Riteniamo importante che biamo cominciato a suonare al cpa te. Il gruppo in origine era composto stiano nascendo molte band "mili- e ..come se non bastasse  e forse il da Luca alla batteria e cori, Pakino tanti", perche la musica e' e resterà motivo che ci lega più al posto e'

che siamo frequentatori del cpa, oltre alla musica dividiamo esperienze direttamente con i ragazzi del centro popolare. Dobbiamo molto a quel posto se non tutto... ma non siamo la voce del Cpa, li c'e' un'assemblea che decide, noi parliamo e scriviamo di nostre esperienze, ma molte delle volte sono anche le loro.. tutto qui. Secondo voi tramite la musica si possono trasmettere valori come l'antifascismo, l'antirazzismo e l'anticapitalismo? ...gia' risposto parlando di REDSOUND21, metteremo il link. Avete in progetto qualcosa di nuovo? I Progetti sono i soliti, per fortuna.. o sfortuna, le ispirazioni non mancano mai... ora poi, quindi in cantiere c'e' sempre materiale nuovo, per ora non riusciamo a fermare il 13° tour, che si doveva stoppare a Gennaio (per poter registrare dei provini nuovi) l'evento delle cose, le richieste di Live per sensibilizzare vari eventi non ci fa smettere di suonare e quindi andremo avanti fino a questa estate, poi ci fermeremo davvero per ripartire con un nuovo lavoro e nuovi pezzi. Quali le prossime novità? Le novità quindi son le prossime date... occhi aperti! prossime date: 17 Marzo Roma Big Bang con Gli ultimi, I.d.p.,Klacson 18 Marzo Napoli parco Robinson fuori grotta con Novarotts 24 Marzo Firenze CPA Fi Sud con la Karnes muerta 7 Aprile Campi Bisenzio Tarabaralla versione acustica 25 Aprile Marzabotto MonteSole 28 Aprile Terni CS Cimarelli con ivanoska e caos for causes


pagina 7 DIRITTI UMANI IN BRASILE:

internazionale

UN LIBRO EVIDENZIA I MASSACRI DURANTE LA DITTATURA MILITARE

di Ayrton Centeno (giornalista vicino alle posizioni del Partido da Causa Obrera) Nordest del Brasile, Pernambuco, comune di Escada. Un gruppo di tagliatori di canna sta lavorando quando tre auto della polizia parcheggiano vicino alla piantagione. Otto uomini del Dipartimento di Ordine politico e sociale, il DOPS, aprono il fuoco. Due lavoratori uccisi, molti feriti, gli altri fuggono. Paraíba, città di Mari. Contadini senza terra penetrano in una fattoria. Sono bloccati dall’amministratore, il quale impugna una Colt 45, ad uso esclusivo delle forze armate. Viene disarmato. Chiama la polizia, che interviene e uccide il contadino che aveva tenuto la pistola. L’azione innesca un conflitto tra la polizia e gli agricoltori, con un saldo di 11 morti. Quello che è successo poi a Ladder è noto con il nome di “massacro di Matapiruma”. Era il 1972, al culmine del periodo del generale Garrastazu Medici, il più violento dei 21 anni di dittatura militare in Brasile (*) Motivo del massacro: 72 tagliatori di canna erano ricorsi al tribunale del lavoro, rivendicando il diritto al pagamento delle ferie e della 13a. La risposta del proprietario della fattoria Matapiruma fu l’assunzione di sicari del DOPS, la polizia braccio armato della dittatura. Quello che è successo a Paraíba è stato battezzato come il “massacro di Mari” e ha avuto luogo nel marzo 1964, il giorno prima del colpo di stato militare. Matapiruma e gli eventi di Mari sono sconosciuti al grande pubblico brasiliano. E sono solo due degli episodi recuperati e pubblicati nel libro “Ritratto della repressione politica in campagna (Brasile 1962-1985)”, organizzato dai giornalisti Cioccari Marta e Ana Carneiro. Il libro è par-

te del progetto “Diritto alla Memoria e Verità”. Le sue pagine sottolineano la violenza delle azioni repressive al di fuori dei centri urbani, che nella storiografia riguardante il regime militare, attira l’attenzione della maggior parte dei ricercatori. “Non c’è alcun riconoscimento dell’importanza delle lotte contadine per la democrazia”, lamenta il ministro Maria do Rosario, di “Diritti Umani”. Altra peculiarità del libro è la ricerca degli autori degli omicidi e delle sparizioni. Mentre i funzionari pubblici sono i principali responsabili delle morti in città, i crimini in campagna, per lo più sono stati commessi da privati. Dei circa 429 morti e desaparecidos in campagna, il 17,7% sarebbero attribuibili a funzionari pubblici, mentre l’ 82,3% a sicari e proprietari terrieri. Tanto brutale quanto nelle prigioni urbane, la tortura nelle campagne ha sperimentato altre forme di brutalità.

In Pernambuco, il lavoratore rurale José Benedito da Silva, dopo essere stato picchiato, è stato costretto a salire su un albero di cocco con una corda legata a un piede. Raggiunta la cima ed è stato tirato giù e di nuovo costretto a salire . Quando non aveva più forza, uno degli scagnozzi del proprietario gli tagliò una striscia di carne dal costato ai glutei. Morì, impedito di ricevere assistenza medica. Nel settembre 1964, l’agricoltore Ignazio Pedro de Araujo, leader delle leghe contadine a Thatcham (PB), è stato impiccato a un albero e bruciato con la benzina. Il libro descrive anche la storia del gaucho John Machado dos Santos,”Giovanni Senza Terra”, che morì nel 2010. Era uno dei leader del Movimento dei Contadini Senza Terra (Master), attivo nello stato di Rio Grande do Sul, prima del 1964. Ricercato, Giovanni Senza Terra fuggì e si nascose ai confini di Goiás, un

altro stato lontano nel vasto territorio del Paese. Lì, assunse il nome di Mosè Manuel da Silva per 25 anni, “arrestato, torturato ed esiliato nel proprio paese” - nelle parole di Marta Cioccari. Il timore di una persecuzione politica ha costretto la famiglia Santos a impedre ai bambini di menzionare il suo nome. “Mi è stato vietato di dire che era mio padre”, ricorda John Altair, figlio del leader del Master . (*) Il filo-fascista regime di destra brasiliano, era nato da un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti. I golpisti destituirono il presidente Joao Goulart, progressista, costituzionalmente eletto. La dittatura durò dal 1964 al 1985. Istituì la censura preventiva sulla stampa, chiuse il Congresso Nazionale, mandò in esilio gli avversari politici, adottò la tortura come metodo d’indagine. Migliaia di dissidenti furono imprigionati e torturati, centinaia furono uccisi o sono spariti. Traduzione dal Portoghese di Paolo Vannucci Nota del traduttore Le uccisioni e le sparizioni di oppositori politici in Brasile, durante la più che ventennale dittatura, non sono state così numerose come quelle della vicina Argentina. Tuttavia, nonostante l’ avvento al potere dell’ “exoperaio” Lula e della “ex terrorista di sinistra” Dilma, i Brasiliani non sono ancora riusciti a fare i conti con il loro recente passato; nello scorso dicembre, durante la mia permanenza di un mese in quel Paese, ho assistito ad alcune puntate di una trasmissione televisiva dedicata a quel periodo (la prima, a quanto pare): si trattava di una vera e propria telenovela, dal titolo emblematico “Amor y Revolucion”.

GRECIA: IL MONITO DELLA BCE A TUTTA L’EUROPA di Sergeyev Artem La Grecia nel 1944 era un esempio da indicare all’Europa. Qualsiasi processo rivoluzionario e socialista possibile doveva essere stroncato. Non è un caso che le aspirazioni rivoluzionarie di una parte del popolo greco che aveva combattuto contro i nazisti e si riconoscevano nell’EAM-ELAS ( Fronte di Liberazione Nazionale – Esercito di Liberazione Nazionale ) erano viste come un pericolo per le potenze occidentali e le ambizioni del capitalismo europeo. I partigiani dell’ELAS venivano additati dallo stesso Churchill con queste parole: “miserabili banditi greci” e “ le bestie più infide e immonde”. Non solo ma nella divisione del mondo uscita dagli accordi con Stalin, la Grecia verrà lasciata nell’orbita inglese mentre la Romania passerà sotto l’ influenza di Mosca. Il partito comunista greco KKE abbandonerà a se stessi i partigiani dell’ELAS dando carta bianca ai monarchici e alle truppe inglesi che li appoggiavano. Nella battaglia Atene i partigiani e i rivoluzionari dell’ ELAS uniti ai lavoratori contro il futuro governo borghese resistono per mesi ma alla fine, isolati e repressi saranno decimati. Churchill dichiarerà soddisfatto che Stalin si

era dimostrato un leale alleato. La Grecia del 2012 vive la stessa contraddizione di fondo. E’ un esempio da “additare” all’Europa. Sono evidenti tutti gli elementi di una situazione pre-rivoluzionaria. Il dictat del capitalismo internazionale ha indicato la Grecia come lo spauracchio per tutti i lavoratori delle economie occidentali. La BCE ha imposto un governo di emergenza diviso e disgregato, un piano assolutamente devastante ed inutile per risanare un debito che essa stessa ha generato chiedendo poi la totale capitolazione dei lavoratori, la rinuncia dei loro diritti e la depredazione legalizzata delle risorse greche. Hanno perfino avuto l’ arroganza di chiamare tutto questo fallimento controllato. Tutto questo segnato dalla disperazione sociale e l’ impoverimento delle classi medie delle città e delle campagne. Ancora una volta i lavoratori greci si trovano di fronte alla necessità della resistenza ad oltranza contro le mire del capitalismo internazionale. Ma ancora una volta sul cammino della possibile svolta rivoluzionaria è entrato in campo l’ ostacolo dello KKE e le forze rinunciatarie dei sindacati riformisti o di derivazione stalinista ( PAME ). L’ unica risposta possibile e vincente alle pretese della

BCE è lo sciopero generale prolungato sino alla resa del governo. Il KKE ancora una volta diventa complice del capitalismo europeo proponendo inutili e sfiancanti scioperi intermittenti che non mettono assolutamente in crisi il governo. I marxisti rivoluzionari dell’ EEK ( partito rivoluzionario dei lavoratori ) e altre formazioni anticapitaliste, viceversa, basano la loro lotta sul rovesciamento del governo. Dalla dichiarazione di Febbraio del Comitato Centrale dell’EEK : “…Però non dobbiamo fermarci a quello che è stato, adesso è cruciale ciò che faremo il giorno dopo. Non dobbiamo permettere che i burocrati e coloro che trattano i lavoratori con condiscendenza continuino a rallentare o boicottare le mobilitazioni future. Le elezioni non porteranno la soluzione, la soluzione risiede nella organizzazione immediata e nella conduzione vittoriosa di uno sciopero generale politico a oltranza che durerà fino alla caduta del governo di Papademos e dei suoi potenziali successori, per rimuovere gli ostacoli che impediscono ai lavoratori di prendere nelle proprie mani il potere e il controllo delle proprie vite .

massacrati dal nuovo memorandum. Già gli hanno succhiato il sangue per troppo tempo! I capitalisti devono pagare la bancarotta del loro sistema! No alle riduzioni di salario, pensioni, e posti di lavoro, il recupero del potere di acquisto deve avvenire solo attraverso aumenti cospicui. Immediata cancellazione unilaterale del debito! Nazionalizzazione delle banche e di tutti i servizi pubblici e controllo diretto dei lavoratori di tutte le industrie e imprese che chiudono o licenziano i lavoratori, senza indennizzo per i capitalisti!”

Come nel 1944/45 il KKE stalinista ha bollato i rivoluzionari come teppisti e provocatori e in alcuni casi si è sostituito alla repressione del governo con lo scontro fisico. Ma i marxisti rivoluzionari non si fermeranno. Come durante la rivolta di massa del Politecnico di Atene del 1973, che avviò il rovesciamento della dittatura dei colonnelli dirigeranno le lotte. L’ EEK ha in progetto la trasformazione della società. L’ EEK non svenderà mai i diritti dei lavoratori dentro governi della borghesia come invece ha fatto il KKE (partecipazione al governo di unità nazionale del 1989 insieme alla socialdemocrazia I lavoratori e i disoccupati non sta- e alla destra post fascista). ranno seduti ad aspettare di essere O il socialismo o la barbarie.


cultura

pagina 8

O BARBARIE: IN MEMORIA DI ROSA E KARL INIZIATIVE ED diSOCIALISMO Leonard Schaefer Con il benestare dei regnanti social- sinistra” può davvero essere un pare soprattutto del mini- tito in Germania. APPUNTAMENTI Ogni anno, la seconda domenica democratici stro di guerra “socialdemocratico” Alla fine, tutti in piedi: Con l’interNoske, una soldatesca feroce, i Frei- nazionale si conclude la conferenza. Mese di Marzo: Venerdi 9 Manifestazione FIOM in difesa della democrazia nei luoghi di lavoro. Partenza ore 14.00 Piazza della Repubblica Roma

Giovedi 22 Presentazione Cellula Studentesca PCL Firenze. Ore 17.00 Casa del Popolo “Il Campino” via Caccini 13 b Firenze. Interviene MARCO FERRANDO.

Venerdi 23 Presentazione del libro: “Lavoro ed energia, l’atto di nascita dell’economia ecologica” di Dante Lepore e Tiziano Bagarolo. Ore 21,00 Sala Comunale Circoscrizione 4, Livorno. Interverranno: Dante Lepore (scrittore), Tiziana Mantovani (Direzione Nazionale PCL)

Sabato 31 Occupy Piazza Affari: manifestazione nazionale contro il pagamento del debito pubblico alle banche promossa dal Comitato No Debito. Partenza ore 14.00 Milano.

di gennaio si svolge a Berlino una grande manifestazione fino al cimitero Friedrichsfelde in onore di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, i due leader della Lega di Spartaco, assassinati il 15 gennaio 1919.

korps (corpi franchi) rapirono i due co-leader della Lega di Spartaco il 15 gennaio 1919. Imprigionati nel quartiere generale del corpo di guardia dei tiratori della cavalleria, Liebknecht e Luxemburg vennero ferocemente picchiati Alcuni cenni storici e nella notte uccisi; il corpo di Rosa Dopo la sollevazione dei marinai venne gettato nel canale della Landel Mar Baltico esplose, all’inizio di dwehr e ritrovato soltanto cinque novembre del 1918, la rivoluzione mesi dopo. degli operai e dei soldati a Berlino. Ma dopo la proclamazione della Re- Conferenza e manifestazione pubblica nel novembre 1918 e l’in- Rosa Luxemburg 2012: sediamento del governo socialdemocratico-borghese in realtà iniziò Ogni anno, il giorno prima della mala controrivoluzione. Non contenti nifestazione domenicale si svolge delle promesse di questo governo e la Conferenza Internazionale Rosa rivendicando i loro diritti, operai e Luxemburg. Qui si riuniscono, da 17 soldati continuarono la rivolta, sop- anni ormai, attivisti di diversi parpressa sanguinosamente: tanti di titi ed organizzazioni della sinistra loro furono massacrati nel novembre tedesca ed internazionale. Anche quest’anno si sono trovati quasi 2000 e dicembre 1918. Nel gennaio 1919 seguì la Solleva- compagni (chiamati gli ultimi della zione Spartachista di Berlino: anche sinistra rivoluzionaria tedesca) con questa stroncata nel sangue dalle compagni di altri paesi per ricordare il messaggio di Rosa Luxemburg, truppe socialdemocratiche. Scrisse Erich Mühsam, il famoso at- per conoscere e scambiarsi esperientivista anarco- comunista e poeta, in ze di lotta nel mondo. merito: “Berlino naviga nel sangue. Quest’anno il motto è “Noi camI corresponsabili socialdemocratici biamo il mondo” e ci sono rappredella guerra…hanno iniziato la lotta sentanti di sinistra dalla Tunisia, dal contro la rivoluzione socialista con Brasile, Portogallo e Cuba. ogni mezzo del terrore più sangui- Un’intervista della televisione latinoso. Proletari sono stati assassinati noamericana teleSUR con il rapin massa a causa delle loro idee per presentante dei rapporti internazioil socialismo, per la loro lotta eroica nali del Comitato centrale del PCC, Noel Carillo,sottolinea che la crisi per la giustizia e l’umanità…” L’odio della borghesia e della so- economica a politica ha la sua causa cialdemocrazia si scatenò soprattut- sopratutto nella struttura del sistema to contro i leader dei rivoluzionari, capitalista. E dall’ America Latina Rosa Luxemburg e Karl Liebk- deve partire una risposta sociale a questa situazione. Presente l’Amnecht: Liebknecht è stato l’unico dei de- basciatore Cubano, che ringrazia gli putati socialdemocratici che aveva organizzatori e presenti per la solivotato contro i crediti di guerra, fu darietà mostrata in questi anni, viene espulso dai socialdemocratici nel letto un messaggio dalla prigione 1916 e successivamente messo in USA dei “Cuban Five”. carcere fino all’ottobre 1918 per i Parla un membro del comitato di disuoi proclami contro la guerra. Il 9 fesa di Mumia Abu Jamal, attivista novembre, Karl Liebknecht procla- afroamericano , che è ,dopo quasi mò la “Freie Sozialistische Repu- 30 anni nel braccio della morte in un blik” (“libera repubblica socialista”) carcere USA per ragion di stato –e da un balcone del Castello di Berli- anche dopo la condanna all’ergastono, due ore dopo la dichiarazione del lo- ancora in una cella di isolamento. Vediamo un suo videomessaggio socialdemocratico Scheidemann. Rosa Luxemburg è stata la fiamma- , letto da sua figlia e dalla sua agenanima della rivoluzione . Conosciu- te letteraria. FREE MUMIA 1 La tissima nell’ internazionale socia- conferenza fa parte della campagna lista, fu imprigionata nel 1915 per internazionale di solidarietà e viene aver istigato (nel 1913) i soldati a firmato un appello per liberare Murifiutarsi di ubbidire in caso di guer- mia. ra. Nel 1916, assieme a Karl Liebk- Dopo gli interventi la tavola rotonda: necht, venne di nuovo arrestata dopo “Socialismo o barbarie- che ruolo il fallimento di uno sciopero interna- per il partito “Die Linke”? (il partizionale e condannata a due anni di to si è dato qualche mese fa un proreclusione. Durante questo periodo gramma anticapitalista). Si discute scrisse diversi saggi, compreso “La con rappresentanti di movimenti e Rivoluzione Russa”. Dopo il suo partiti della sinistra tedesca, il divarilascio si getta nella rivoluzione, rio tra programma- appello e realtà politica, ossia quanto radicale e “di dall’8 novembre 1918 in poi.

Dice il rappresentante cubano: Evviva la solidarietà internazionale!

La manifestazione 15 Gennaio 2012, esattamente 93 anni fa furono assassinati i due rivoluzionari Liebknecht e Luxemburg. La mattina circa 5.000 persone si riuniscono nella parte est della città alla fine della Karl Marx Allee per camminare verso il “cimitero dei socialisti” a Friedrichsfelde. Tante bandiere e striscioni; gli organizzatori impediscono che il manifesto con Stalin sia collocato in cima al corteo. Sono presenti le varie anime della sinistra tedesca, ma anche autonomi, striscioni e rappresentanti di vari partiti marxisti stranieri (tantissimi turchi). Io cammino tra due compagni anziani dietro allo striscione iniziale: un americano ed un ex- funzionario del partito socialista della RDT. In onore dei due rivoluzionari Liebknecht e Luxemburg si canta la vecchia canzone proletaria e rivoluzionaria: “Alla lotta, alla lotta! Lo abbiamo giurato a Karl Liebknecht e a Rosa Luxemburg porgiamo la mano !...”

Una montagna di garofani rossi Nel frattempo ci sono già state 1000 persone (alla fine della giornata vengono contate più di 10.000) alle “tombe dei socialisti”, per renderli omaggio. La cerimonia è stata inaugurata con la deposizione di corone e fiori da parte della presidenza e dei “pezzi grossi” del partito “Die Linke”.E‘ uso che (chi può permetterselo) porti in onore dei due rivoluzionari uno o due garofani rossi (fiore tradizionale della sinistra tedesca) al cimitero e lo deposita sulla tomba. E come ogni anni quando ci si avvicina al monumento, si vede un mare rosso di garofani. Dopo alcuni chilometri arriviamo al cimitero : Ci sono molti anziani che devono sostenersi , famiglie con bambini. I vecchi compagni ci salutano con pugno chiuso e quando arriviamo all’ ingresso cantano assieme a noi l’internazionale. Un compagno molto anziano ci dice: “C’è speranza: quest’anno ci sono tanti giovani.” Fuori dal cimitero bancarelle, stand con libri e letteratura marxista, alcuni gruppi musicali. Un gruppo intona in tedesco: Bella Ciao. A questo punto, non posso non cantarla a voce alta in italiano. E subito si associano due italiani, emigrati a Berlino e insieme cantiamo questa canzone che è diventata internazionale. In onore di Rosa e Karl.

links e contatti

www.pcltoscana.blogspot.com - pcltoscana@gmail.com

Sede di Firenze:

c/o Archivio ‘68 via G.Orsini, 44 Firenze tutti i mercoledì dalle ore 21:30 www.pclfirenze.blogspot.com pclfirenze@yahoo.it Telefono: 320-0382532

Sezione di Empoli:

pclempoli@yahoo.it www.pclempoli.blogspot.com

Sezione di Pisa

pclpisa@gmail.com www.pclpisa.blogspot.com

Sezione di Livorno

pcllivorno@gmail.com

www.partitocomunista-lav-toscana.it

Sezione di Pistoia pclpistoia@yahoo.it www.pclpistoia.blogspot.com

Sezione della Garfagnana pclgarfagnana@yahoo.it

www.pcomunistalgarfagnana. blogspot.com

Sezione di Lucca-Versilia makodj2@hotmail.it

Sezione di Massa Carrara

Sezione di Grosseto

pclms@tiscali.it www.pclmassacarrara.blogspot.com

pclgross@alice.it

Sezione di Arezzo

pclarezzo@gmail.com

Cellula di Siena pclsiena@libero.it

supplemento locale al giornale comunista dei lavoratori - registrazione al trbunale di Milano n.87 del o6/02/2008. stampa : tipografia Nuova Cesat Coop via Buozzi21/23 Firenze

A Piena Voce n 3  

giornale toscano di controinformazione

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you