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Zenit, Agenzia di notizie. Il mondo visto da Roma.

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ZENIT - Il mondo visto da Roma

Codice: ZI07052310 Data pubblicazione: 2007-05-23 Gli sforzi della Chiesa per una globalizzazione più giusta Intervento del Cardinal Martino nella Sessione di studio di “Pax Romana” ROMA, mercoledì, 23 maggio 2007 (ZENIT.org).- Per raggiungere una “globalizzazione più giusta e un umanesimo integrale” è di grande aiuto la dottrina sociale della Chiesa, perché fornisce principi per sviluppare un’etica sociale in tutti gli ambiti della vita, ha sottolineato il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Strumento chiave per la sua conoscenza è il “Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa”, che questo martedì il Cardinale Renato Martino è tornato a proporre, stavolta a Roma, nel contesto della Sessione di studio “La Santa Sede: il volto di un’altra globalizzazione”, che si celebra per il 60° anniversario della Federazione “Pax Romana” (www.paxromana.org). Dal 2004, da quando cioè questo volume, già tradotto in 33 lingue, è stato pubblicato, il porporato ha viaggiato in tutto il mondo per presentarne i contenuti. “La centralità della persona umana ha sempre guidato la dottrina sociale della Chiesa”, e questa “ha sempre dimostrato la sua preoccupazione per il benessere di tutti i popoli, non solo delle comunità di credenti”, ha sottolineato. Il Compendio si propone “come un manifesto per arrivare a un nuovo umanesimo”; in effetti, “nell’attuale contesto di globalizzazione, la dottrina sociale della Chiesa chiama la famiglia umana a un umanesimo integrale e solidale”, ha affermato il porporato. Nella situazione globale attuale, seguendo il Compendio, la Chiesa contribuisce a preservare e a promuovere nella coscienza di tutti il senso della dignità trascendente della persona umana. Per questo “la libertà religiosa è un bene per la società”, ha avvertito il Cardinal Martino. Anche la democrazia trova spazio nelle pagine del testo, in quanto “promuove la partecipazione e quindi la solidarietà e la cooperazione reciproca nella comunità politica”. Come sistema politico, tuttavia, “la democrazia è un mezzo, non un fine”, ha ricordato il porporato, anche se “non può ridursi a meri procedimenti”; il Compendio propone la democrazia nel modo in cui “permette la protezione e lo sviluppo della persona umana”. Anche il problema ecologico – ha proseguito il Presidente del Dicastero – è fondamentale nella dottrina sociale della Chiesa, secondo la quale deve contemplarsi come “problema etico” perché esiste una costante interazione tra persona umana e natura. Il Cardinale ha sottolineato la questione della “promozione della pace”, spiegando la differenza tra il definirla come “assenza di guerra” o come “vita che è pienamente umana”. “Il Compendio si occupa molte volte di pace nel primo senso, ma ancor più nel secondo”, perché è “la ‘pienezza’ della pace, che include verità, libertà e giustizia, e che è l’unica che rende possibile giungere fermamente a una pace che rappresenti l’assenza di guerra”. “Non credo di essere in errore se dico che il Compendio parla sempre di pace, anche quando non si usa questa espressione”, ha riconosciuto; parla di pace “quando parla di giustizia o solidarietà, di unità della famiglia umana, del piano di Dio per l’umanità, dei diritti umani di ogni persona e dei suoi corrispondenti doveri, della dignità della persona umana, dei popoli e delle culture”. Per questo, ha avvertito il Cardinal Martino, “il senso del rispetto reciproco nelle tradizioni religiose e culturali, il dialogo tra le religioni, la cooperazione internazionale” e una “cultura di apertura” sono “dimensioni fondamentali per promuovere la pace”. Sintesi completa e organica della dottrina sociale della Chiesa – per la formazione, il discernimento e

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l’azione dei cattolici nel loro impegno di trasformazione del mondo secondo il Vangelo –, il Compendio è anche uno strumento di apertura e di dialogo con i credenti di altri credo religiosi e con tutti gli uomini di buona volontà. Esso orienta alla realizzazione del bene comune nel campo sociale e politico, come ha spiegato il porporato in altre occasioni, sulla base dei valori fondamentali condivisi dall’umanità, di rispetto della dignità di ogni persona e dell’aspirazione allo sviluppo, alla riconciliazione e alla pace.

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