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Il Parlamento europeo


Indice ■ Benvenuti al Parlamento europeo

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■ Il Parlamento europeo lavora per voi

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■ Un bilancio europeo ben gestito 11 ■ Custode delle libertà e della democrazia

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■ Il Parlamento europeo e gli allargamenti dell’UE 23 ■ Il Parlamento europeo nel mondo

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■ I diritti dell’uomo prima di tutto

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■ Gli ingranaggi del Parlamento europeo

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■ Vicino a voi

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■ Le leggi europee: come funzionano?

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■ Com’è adottato il bilancio annuale dell’UE? 44

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■ Parole chiave dell’Unione europea 46 ■ Date fondamentali dell’integrazione europea

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■ Gli indirizzi del Parlamento europeo

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Benvenuti al Parlamento europeo! Dal 1979, milioni di europei scelgono ogni cinque anni i loro rappresentanti al Parlamento europeo. Chi sono i deputati, quali attività svolgono a Strasburgo e a Bruxelles e quali sono le loro competenze? Vista l’influenza delle decisioni del Parlamento sulla vita quotidiana dei cittadini di tutta Europa, questo opuscolo intende fornire una risposta a tali interrogativi. Il Parlamento europeo è l’unica assemblea parlamentare multinazionale al mondo e l’unica istituzione dell’Unione europea (UE) direttamente eletta dai cittadini. Rappresenta circa 500 milioni di cittadini dei 27 Stati membri dell’Unione. Le elezioni europee si svolgono ogni cinque anni e quelle di giugno 2009 hanno segnato il trentesimo anniversario della prima elezione a suffragio universale diretto. A seguito di tali elezioni, il Parlamento europeo conta 736 deputati europei riuniti in gruppi costituiti in funzione delle affinità politiche e non della nazionalità. Successivamente si sono aggiunti i 18 deputati previsti dal trattato di Lisbona e si attende l’arrivo dei deputati croati quando il paese aderirà all’Unione, nel 2013.

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La sede ufficiale del Parlamento europeo è Strasburgo, alla frontiera tra Francia e Germania, città che simboleggia la riconciliazione dell’Europa dopo le due guerre mondiali. Come deciso dagli Stati membri dell’UE, il Parlamento tiene ogni anno 12 sessioni plenarie a Strasburgo. I deputati si riuniscono anche in commissioni parlamentari a Bruxelles, dove possono essere organizzate sessioni plenarie supplementari. I dibattiti si svolgono in tutte le lingue ufficiali dell’UE, a riflettere l’importanza che il Parlamento attribuisce a un’Unione varia e multiculturale «unita nella diversità».


Un ruolo sempre più importante

BENVENUTI AL PARLAMENTO EUROPEO!

Dal 1979, i trattati europei hanno progressivamente ampliato le competenze del Parlamento nell’elaborazione del bilancio e delle leggi dell’UE. I deputati europei hanno inoltre ottenuto maggiore controllo politico sulle altre istituzioni e organi dell’Unione. Con il trattato di Lisbona — entrato in vigore il 1º dicembre 2009 — il potere di bilancio del Parlamento è esteso a tutte le spese dell’UE, comprese quelle della politica agricola comune su cui il Consiglio (che rappresenta i governi degli Stati membri) aveva finora l’ultima parola. Il ruolo legislativo del Parlamento si è considerevolmente accresciuto: esso ha ora lo stesso peso del Consiglio nel definire le leggi nella quasi totalità dei settori di competenza dell’Unione europea. Prima, i deputati adottavano leggi volte soprattutto a facilitare la circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali nell’UE o a proteggere l’ambiente e i consumatori. Adesso, l’accordo dei deputati è indispensabile anche per legiferare in settori come l’agricoltura, la pesca, l’energia, il turismo, il controllo delle frontiere esterne, la cooperazione di polizia e giudiziaria o anche la protezione civile. Il candidato alla carica di presidente della Commissione europea è proposto dai governi sulla base dei risultati delle elezioni europee, ma viene successivamente eletto dal Parlamento. La Commissione nella sua collegialità, compreso l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza quale vicepresidente della Commissione, è soggetta al voto di approvazione del Parlamento. La Commissione può essere obbligata a  dare le dimissioni a seguito di una mozione di censura approvata dai deputati europei. I cittadini possono presentare una petizione al Parlamento europeo per denunciare la mancata applicazione del diritto europeo. I deputati eleggono il mediatore europeo, incaricato di esaminare le denunce per cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e degli organi dell’Unione. Inoltre, i  deputati possono istituire commissioni d’inchiesta, qualora ritengano che il diritto comunitario sia stato violato.

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La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea riunisce in un unico testo i diritti civili, politici, economici e sociali proclamati finora in atti nazionali, europei e internazionali diversi. Diventata vincolante con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, i deputati vi fanno riferimento quando si tratta di denunciare violazioni dei diritti dell’uomo nell’UE. Il Parlamento europeo esercita la sua influenza anche sulla politica estera dell’Unione. Tutti gli accordi internazionali e ogni allargamento dell‘UE sono adesso soggetti all’approvazione dei deputati. L’attuazione della politica commerciale, della cooperazione allo sviluppo e dell’aiuto umanitario deve essere decisa congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio. Infine, i deputati tengono regolarmente dibattiti sui diritti dell’uomo e inviano osservatori ovunque nel mondo per verificare che le elezioni si svolgano liberamente e in maniera equa.


■ Il Parlamento europeo lavora per voi Giovani, studenti, lavoratori, pensionati: qualunque sia la nostra condizione, le leggi europee interessano tutti noi, talvolta senza che ce ne accorgiamo. Alimenti più sani sulle nostre tavole, libertà di spostarci e di lavorare in tutta l’Unione europea o protezione dell’ambiente: in numerosi settori il ruolo degli eletti europei è determinante. Le leggi europee perseguono essenzialmente l’obiettivo di facilitare la vita ai cittadini dell’Unione e di favorire la parità di opportunità, di diritti e di obblighi. Il Parlamento europeo, come tutti i parlamenti, discute e adotta leggi. In origine, i deputati europei davano il proprio parere sulle proposte legislative della Commissione europea ed era il Consiglio, che rappresenta i governi degli Stati membri, ad avere l’ultima parola sulle leggi adottate. Con il trascorrere degli anni e il susseguirsi dei trattati, la situazione è mutata: il ruolo e i poteri del Parlamento europeo sono cresciuti notevolmente, finché non è  diventato un soggetto imprescindibile nell’elaborazione delle leggi dell’Unione. Nella maggior parte dei casi, ora, un regolamento europeo o  una direttiva sono adottati soltanto se il Parlamento europeo e  il Consiglio trovano un accordo sul suo contenuto: è quella che viene chiamata abitualmente «codecisione». Perciò, prima che una legge europea possa essere applicata in tutti gli Stati membri dell’Unione, occorre innanzitutto che sia sottoscritta dal presidente del Parlamento europeo e dal presidente del Consiglio.

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IL PARLAMENTO EUROPEO LAVORA PER VOI

Telefoni cellulari all’estero: bollette meno care

Una normativa europea entrata in vigore nel 2007 ha stabilito un tetto massimo ai costi aggiuntivi delle comunicazioni effettuate o ricevute in un altro paese dell’Unione europea, con l’obiettivo di ridurli progressivamente. I deputati hanno in particolare ottenuto che a partire dal luglio 2011 le tariffe di roaming fatturate dagli operatori non superino 0,35 euro al minuto per le chiamate in uscita e 0,11 euro al minuto per le chiamate in entrata (IVA esclusa). Inoltre, dal luglio 2009 il costo di un SMS in roaming non deve superare 0,11 euro. L’invio di posta elettronica e  foto o  la navigazione in Internet attraverso i telefoni cellulari o i computer portatili sono inoltre soggetti a un massimale tariffario decrescente calcolato in funzione dei kilobyte scambiati.

Il Parlamento europeo: legislatore a pieno titolo La codecisione si applica alla stragrande maggioranza dei testi europei. Essa riguarda in particolare la libertà di circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e delle persone all’interno del mercato unico europeo. Si fa ricorso a questa procedura anche in settori quali la protezione dell’ambiente, i diritti dei consumatori e  la sicurezza dei trasporti, come anche nei programmi a  sostegno della ricerca, dell’istruzione e  della cultura o  nella promozione della sanità pubblica.


Esempi dell’attività legislativa del Parlamento europeo In questi ultimi anni i deputati europei hanno contribuito ad agevolare il riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche professionali tra gli Stati membri: oggi è molto più semplice esercitare una professione in un altro paese dell’UE rispetto a quanto avveniva in passato. I parlamentari hanno anche partecipato alla definizione di norme più severe in materia di sicurezza e di etichettatura dei prodotti: ora in un supermercato è  più facile orientarsi tra i  numerosi prodotti che provengono da tutta Europa! Ognuno di noi può scegliere consapevolmente se acquistare o  no, ad esempio, prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati (OGM).

Il Parlamento europeo lavora per voi

Con l’ultima riforma dei trattati, la codecisione, a parte qualche rara eccezione, è  diventata la «procedura legislativa ordinaria» per l’adozione delle leggi dell’Unione. Essa si applica anche a politiche già tradizionalmente riservate al solo Consiglio come l’agricoltura, la pesca, l’immigrazione e la cooperazione di polizia e giudiziaria. È anche la procedura seguita in materie in cui il Parlamento aveva solo un diritto di veto (accettazione o  rigetto totale del testo), come la politica di coesione e di sviluppo regionale. Essa si applica altresì in settori introdotti di recente tra le competenze dell’UE, come lo sport e la gioventù, la protezione civile e la lotta contro le gravi minacce alla sanità pubblica, l’energia, il turismo o la politica spaziale.

Il Parlamento europeo ha inoltre rafforzato i diritti dei passeggeri dei voli aerei e dei passeggeri ferroviari, prestando particolare attenzione alle persone anziane o  a mobilità ridotta, che ora possono esigere la necessaria assistenza. Durante la bella stagione, cosa c’è di meglio di un bel bagno rinfrescante al mare o al lago? Ebbene, sono le norme europee, rese più severe grazie al Parlamento, che vi garantiscono tuffi in acque più pulite.

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I deputati hanno altresì dato un energico contributo all’adozione di un pacchetto di misure per far fronte alla crisi economica e finanziaria, accrescere la trasparenza e migliorare la sorveglianza del sistema finanziario. A tal fine il Parlamento è riuscito a far adottare un tetto ai compensi dei banchieri, un divieto di prodotti finanziari che speculano sul debito e sull’insolvenza di un paese


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nonché una riforma effettiva della vigilanza finanziaria evitando cambiamenti unicamente cosmetici. Inoltre il Parlamento è stato in prima fila nella lotta per normative riguardanti la governance economica mirate a un impatto effettivo ai fini di migliorare le finanze pubbliche e ripristinare la fiducia. L’Unione europea si è dotata di un primo ventaglio di misure per limitare gli effetti del riscaldamento climatico nel mondo riducendo le emissioni di gas a effetto serra delle automobili, dell’industria e delle centrali elettriche. Il Parlamento sostiene così gli obiettivi volti ad abbattere del 20 % le emissioni di gas a effetto serra, a migliorare del 20 % l’efficacia energetica e raggiungere il 20  % di energie rinnovabili nel mix energetico dell’UE entro il 2020.

I deputati al vostro servizio

Siete guide turistiche, agenti immobiliari o prestatori di altri servizi? La direttiva sui servizi vi consentirà di lavorare più facilmente all’estero. Molto controversa in origine, forse non sarebbe stata mai adottata senza il compromesso elaborato dal Parlamento europeo. Infatti, i deputati sono riusciti a trovare il giusto equilibrio tra gli interessi nazionali divergenti, tra i diritti dei prestatori di servizi e dei consumatori e tra le esigenze dei lavoratori e dei datori di lavoro.


I deputati danno prova di intraprendenza...

I deputati possono d’altra parte esercitare il diritto di iniziativa politica per suggerire alla Commissione di sottoporre determinate proposte legislative. Invitano regolarmente il Consiglio e la Commissione a sviluppare le politiche già esistenti oppure a elaborarne di nuove. Così, ad esempio, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di presentare un progetto di legge per disciplinare e agevolare le procedure in materia di eredità transnazionali sulla base di raccomandazioni particolareggiate.

... e i cittadini anche Con il nuovo trattato, un milione di cittadini europei provenienti da un quarto degli Stati membri hanno ora il diritto di chiedere alla Commissione europea di presentare una proposta di legge (iniziativa dei cittadini europei) su questioni sulle quali ritengono che l’UE dovrebbe legiferare.

Il Parlamento europeo lavora per voi

Se il Parlamento europeo ritiene che una proposta di legge sia inadeguata e non si possa migliorare, ha il potere di respingere il testo nel suo insieme. È quanto è avvenuto, ad esempio, con una direttiva sulla liberalizzazione dei servizi portuali e  con un’altra direttiva in materia di brevetti per il software.

Volete che il vostro parere sia tenuto in considerazione? Come mostrano gli esempi precedenti, le leggi europee hanno l’obiettivo di facilitare la vita ai cittadini dell’Unione e di favorire la parità di opportunità, di diritti e di obblighi per tutti gli europei. Esse permettono inoltre di promuovere gli scambi di beni e  di servizi, attraverso la definizione di condizioni di concorrenza equivalenti per le imprese in tutti gli Stati membri. Eleggendo i deputati europei ogni cinque anni, i cittadini partecipano alla definizione di testi legislativi che li interessano direttamente.

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Il Parlamento europeo lavora per voi

Utilizzo dei prodotti chimici in assoluta sicurezza

I prodotti chimici sono onnipresenti nella nostra vita. Benché non se ne metta in dubbio l’utilità, la loro sicurezza per la salute o per l’ambiente non è  altrettanto certa. L’Unione europea ha adottato un regolamento denominato «REACH» che prevede che vengano valutati migliaia di prodotti chimici in circolazione, allo scopo di ritirare dal mercato i prodotti più pericolosi. Grazie alla tenacia dei deputati, l’accento è stato posto sullo sviluppo di nuove sostanze meno nocive, limitando al minimo indispensabile la sperimentazione sugli animali.

Per saperne di più, cfr. «Le leggi europee: come funzionano?», pag. 41. Il link per saperne di più sull’iniziativa dei cittadini europei: http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/welcome?lg=it


■ Un bilancio europeo ben gestito Nuove infrastrutture, spiagge più pulite, ricerca di nuovi farmaci, studi all’estero... tutti noi beneficiamo, direttamente o indirettamente, delle attività finanziate dall’Unione europea. Chi decide i programmi e le azioni da finanziare a livello europeo? È il Parlamento europeo, d’intesa con i  governi degli Stati membri. Ecco alcuni esempi di attività sostenute dai vostri rappresentanti.

Ogni anno, sulla base delle proposte della Commissione europea, i deputati europei trattano a  lungo con il Consiglio (che rappresenta i governi degli Stati membri) per stabilire le entrate e le spese dell’Unione per l’anno successivo. Il bilancio così fissato, nel rispetto dei limiti pluriennali, è molto importante, poiché determina il sostegno concesso dall’Unione a ciascuno dei suoi settori d’attività, per assicurare solidarietà, crescita economica sostenibile e coesione sociale. Il Parlamento ha anche il potere di respingere il bilancio e di chiedere un nuovo progetto, qualora ritenga che le sue priorità non siano state tenute sufficientemente in considerazione. L’ultima riforma dei trattati ha esteso il potere di bilancio del Parlamento alla totalità delle spese dell’UE, comprese quelle legate alla politica agricola comune, su cui il Consiglio aveva finora l’ultima parola. La procedura di adozione del bilancio annuale è stata semplificata.

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Dove va il denaro dell’Unione?

Un bilancio europeo ben gestito

Quadro finanziario dell’UE 2007-2013 (dati desunti dall’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006; prezzi 2004) Crescita sostenibile: sviluppo economico regionale, azioni a favore della crescita, della competitività e dell’occupazione 382 miliardi di euro (44 %)

L’UE soggetto attivo a livello mondiale: azioni esterne, politica di sviluppo, aiuti umanitari 49 miliardi di euro (6 %)

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Altre spese, comprese le spese amministrative 51 miliardi di euro (6 %)

Conservazione e gestione delle risorse naturali: agricoltura, sviluppo sostenibile e ambiente 371 miliardi di euro (43 %)

Cittadinanza, libertà, sicurezza e giustizia: protezione dei diritti dei cittadini, libera circolazione delle persone, cooperazione di polizia e giudiziaria, lotta contro il terrorismo 11 miliardi di euro (1 %)


Promuovere lo sviluppo economico sostenibile...

La politica agricola comune riceve anch’essa una quota sostanziale del bilancio. Altri settori, come ad esempio la tutela dell’ambiente, assumono un’importanza crescente con l’appoggio del Parlamento europeo, in particolare grazie alla creazione di parchi naturali regionali, alla conservazione di specie protette, alla gestione delle risorse idriche, alla lotta ai cambiamenti climatici e così via. Una quota del bilancio dell’Unione viene utilizzata per finanziare lo sviluppo economico di altri paesi del mondo e gli aiuti umanitari destinati a prestare soccorso ai paesi colpiti da catastrofi naturali e da altre situazioni di crisi.

Un bilancio europeo ben gestito

Il denaro dell’UE serve, in gran parte, a favorire lo sviluppo economico e a ridurre le disuguaglianze tra le diverse regioni d’Europa: costruzione di infrastrutture di trasporto che collegano gli Stati membri, aiuti alle piccole imprese, progetti di ricerca e innovazione tecnologica (ad esempio, per lo sviluppo di energie rinnovabili).

… e gli interessi dei cittadini Lottare insieme contro epidemie quali l’AIDS e l’influenza aviaria, che non conoscono frontiere, è più efficace. L’UE, incoraggiata dal suo Parlamento, è sempre più attiva nel settore della sanità pubblica, finanziando in particolare numerosi progetti di ricerca su nuovi farmaci. In questi ultimi anni i deputati hanno fatto quanto in loro potere per incrementare i programmi che promuovono la diversità culturale europea, incoraggiando la circolazione di opere e prodotti artistici e culturali: cinema, musica, pittura, fotografia, teatro.

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Un bilancio europeo ben gestito

Al centro delle preoccupazioni è anche la situazione economica. Nel 2006 il Parlamento ha approvato la creazione di un fondo di adeguamento alla globalizzazione dotato di 500 milioni di euro l’anno. Il fondo interviene per aiutare i lavoratori licenziati a causa di ristrutturazioni industriali derivanti dal contesto internazionale. Durante la crisi economica del 2009, i  deputati hanno approvato l’estensione del campo d’applicazione del fondo e i suoi criteri d’intervento sono stati resi più flessibili.

Investire per il futuro Il Parlamento europeo ha esercitato la propria influenza anche sul quadro finanziario pluriennale, che ha stabilito i limiti di spesa per ciascun settore della politica europea per il periodo fino al 2013. I deputati hanno dovuto scontrarsi non poco con gli Stati membri per ottenere finanziamenti supplementari per progetti importanti per i cittadini. In particolare, il Parlamento ha difeso i  programmi europei a favore della mobilità dei giovani, affinché acquisiscano nuove competenze, anche linguistiche, e familiarizzino con altre culture. Ha sostenuto il programma Erasmus, che permette ogni anno a più di 180 000 studenti di formarsi in un’università straniera. Ha appoggiato il programma Leonardo da Vinci, che promuove la formazione professionale attraverso tirocini nelle imprese ovunque in Europa. Il Parlamento attribuisce in generale molta importanza alla ricerca e all’innovazione.

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Il trattato di Lisbona prevede che il quadro finanziario pluriennale venga d’ora in poi deciso attraverso un regolamento (approvato con una procedura legislativa speciale) per il quale è necessaria l’approvazione del Parlamento europeo.


Da dove viene il denaro dell’Unione?

Un bilancio europeo ben gestito

Il bilancio dell’Unione europea è finanziato essenzialmente dai contributi degli Stati membri, calcolati sulla base della loro ricchezza nazionale. A ciò si aggiunge una quota dell’IVA sui beni e i servizi e dei diritti doganali riscossi alle frontiere esterne dell’Unione sui prodotti industriali e agricoli importati da paesi terzi. Si tratta delle cosiddette «risorse proprie» dell’Unione. Per il futuro, il Parlamento è  favorevole a un nuovo sistema di finanziamento, che preveda un collegamento diretto tra l’Unione e  i contribuenti europei, senza però aggravarne le imposte.

B I L A N C I 15

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Spese «passate al setaccio»

Un bilancio europeo ben gestito

Il Parlamento europeo, con l’aiuto della Corte dei conti europea, verifica costantemente che il bilancio sia gestito in modo efficiente e vigila per contrastare le frodi. Ogni anno la Commissione europea e le altre istituzioni dell’UE devono dimostrare al Parlamento di aver utilizzato correttamente il denaro dell’Unione messo a loro disposizione: è quello che si definisce «discarico del bilancio». La Commissione deve tenere in considerazione le raccomandazioni formulate dai deputati in questa occasione.

Quanto costa l’Europa?

Solo l’1 % della ricchezza dell’Unione, ossia circa 240  euro per abitante, confluisce nel bilancio annuale dell’UE, che ammonta a più di 120 miliardi di euro all’anno. Si tratta di una cifra molto bassa, se paragonata alle cifre versate in imposte nazionali. Tuttavia, questo denaro consente di finanziare politiche importanti a favore dei cittadini. Il funzionamento del Parlamento, dal canto suo, costa a  ciascun cittadino dell’Unione circa 3 euro all’anno.

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Per saperne di più, cfr. «Com’è adottato il bilancio annuale dell’UE?», pag. 44.


■ Custode delle libertà e della democrazia Unica istituzione elettiva dell’Unione, il Parlamento europeo affronta con grande responsabilità il proprio ruolo di custode delle libertà e della democrazia, sia in Europa sia nel resto del mondo. Il ruolo dei deputati consiste essenzialmente nel rappresentare i  cittadini a livello di UE e difenderne gli interessi presso i leader europei e le istituzioni dell’Unione. Il trattato di Lisbona stabilisce che l’Unione europea si fonda su valori quali il rispetto della dignità dell’uomo, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza nonché dei diritti dell’uomo compresi quelli delle minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri «in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra i sessi». L’Unione, inoltre, «ha lo scopo di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli». Redatta nel 2000 da una convenzione composta soprattutto di deputati europei e  nazionali, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea riunisce in un unico testo i diritti civili, politici, economici e sociali proclamati finora in vari atti nazionali, europei e internazionali. Con l’entrata in vigore dell’ultimo trattato, il 1º dicembre 2009, la Carta è  diventata giuridicamente vincolante, come richiesto dal Parlamento europeo. Tre Stati membri — Repubblica ceca, Polonia e Regno Unito — hanno nondimeno ottenuto una deroga. Nel mettere la dignità della persona al centro della loro azione politica, i deputati fanno riferimento alla Carta ogni volta che si tratta di denunciare palesi violazioni dei diritti umani nell’Unione europea. 17


Custode delle libertà e della democrazia

Il Parlamento è particolarmente sensibile al principio di tolleranza e si batte contro ogni forma di discriminazione fondata sul sesso, sulla razza, sulle origini etniche o sociali, sulla lingua, sulla religione, sulle opinioni politiche, sulla disabilità, sull’età o sull’orientamento sessuale. Condanna quindi il razzismo e la xenofobia, ricorda costantemente la necessità di rispettare le norme europee in materia di pari opportunità tra uomini e donne; i deputati europei esercitano tutta la loro influenza per garantire i  diritti delle persone con disabilità e  vigilano sulla tutela dei diritti dei bambini.

Contrastare lo sfruttamento delle donne sotto ogni forma

In molti casi il Parlamento europeo si è impegnato per contrastare ogni forma di violenza nei confronti delle donne, lottare contro la tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale e sottrarre le donne alla povertà. Il Parlamento si impegna per promuovere l’uguaglianza di genere e si è adoperato per la creazione dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, incaricato di seguire i progressi compiuti in questo settore. L’istituto ha sede a Vilnius, in Lituania. Grazie alle risoluzioni adottate in aula, il Parlamento mantiene viva la pressione sui governi e le istituzioni dell’UE affinché migliorino la condizione delle donne.

Proteggere le libertà in ogni circostanza

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Gli attentati del settembre 2001 negli Stati Uniti, del marzo 2004 a Madrid e del luglio 2005 a Londra hanno spinto gli Stati membri a rafforzare la cooperazione nella lotta contro il terrorismo. Benché sostenga gli sforzi di coordinamento tra polizie e  in ambito giudiziario  — uniche garanzie di efficacia contro tali minacce al di là di ogni frontiera —, il Parlamento europeo non accetta che i diritti dei cittadini siano sacrificati a una politica totalmente improntata alla sicurezza.


Il Parlamento europeo ha inoltre svolto un ruolo di primo piano nella creazione della nuova Agenzia europea per i diritti fondamentali, con sede a Vienna, incaricata di vigilare sull’applicazione di tali diritti negli Stati membri. Il Parlamento è in stretto contatto con il Garante europeo per la protezione dei dati, che ha sede a Bruxelles e vigila sulla protezione dei dati personali e della privacy in tutta l’Unione.

Custode delle libertà e della democrazia

Per i deputati, la lotta contro il terrorismo deve essere condotta nel rispetto delle libertà individuali, per non rimettere in causa i valori sui quali si basa la democrazia europea. È questo il messaggio che inviano sempre nelle diverse situazioni legate a tale contesto, che si tratti di accordi con gli Stati Uniti sul trasferimento di dati personali dei passeggeri aerei, della conservazione di dati telefonici da parte degli operatori o dello scambio di dati bancari. I deputati hanno inoltre sostenuto la revisione della direttiva sul riciclaggio dei capitali, per estenderne l’ambito di applicazione al finanziamento del terrorismo. Le leggi su queste materie sono ora adottate congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio in codecisione.

Rispondere alle petizioni dei cittadini Qualsiasi cittadino dell’Unione europea o residente in uno dei suoi Stati membri ha il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo su una materia che rientra nel campo d’attività dell’UE e che lo concerne direttamente. Numerose petizioni mettono in luce le difficoltà di applicazione concreta, a livello nazionale, delle direttive europee esistenti, in particolare nel settore dell’ambiente, della sicurezza sociale, del riconoscimento dei diplomi e  delle competenze e  di alcuni aspetti del funzionamento del mercato unico dell’UE. Il Parlamento contribuisce a risolvere tali problemi. Indirizzo a cui inviare le petizioni: pag. 56.

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Custode delle libertà e della democrazia

Protesi di silicone: una normativa più rigorosa per effetto delle petizioni

Due petizioni presentate al Parlamento europeo nel 1998 denunciavano gli effetti negativi delle protesi mammarie di silicone sulla salute umana e ne chiedevano il divieto immediato. I dibattiti e le risoluzioni parlamentari che si sono susseguite e uno studio commissionato dai deputati europei hanno spinto la Commissione europea a rendere più chiare e severe le disposizioni in materia di informazione ai pazienti, controllo e sorveglianza. Nel 2003 una direttiva ha reso molto più rigorosi i controlli di qualità e di sicurezza necessari prima dell’immissione delle protesi mammarie sul mercato europeo.

Controllare la Commissione europea Non si può diventare presidente della Commissione senza l’accordo del Parlamento europeo. Il candidato è proposto dai capi di Stato o di governo sulla base dei risultati delle elezioni europee e deve successivamente essere eletto dai deputati. Anche i candidati alla carica di commissario europeo sono designati dai governi e soggetti quindi a un’audizione da parte dei deputati per verificarne le competenze. Lo stesso vale per l’alto rappresentante dell’Unione, nella sua veste di vicepresidente della Commissione.

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I deputati europei approvano la Commissione nel suo insieme con un voto di fiducia. Essi possono inoltre obbligarla a dimettersi in blocco, con un voto di censura. La censura è  tuttavia considerata una scelta estrema e non è mai stata applicata. Nel 1999 la prospettiva di un voto parlamentare di sfiducia per una presunta frode ha spinto la Commissione presieduta da Jacques Santer a dimettersi. Inoltre, il Parlamento segue da vicino le attività della Commissione esaminando nei dettagli le sue relazioni sulle politiche, la legislazione e il bilancio dell’Unione. I commissari sono regolarmente invitati a presentarsi davanti ai deputati, durante le riunioni delle commissioni o in aula, per difendere le loro politiche, illustrare le misure che intendono adottare e rispondere alle domande dei parlamentari. A ogni sessione plenaria il presidente della Commissione è  sottoposto all’«ora delle interrogazioni», durante la quale i deputati lo interpellano su temi d’attualità.


E l’euro?

Negli ultimi due anni il Parlamento, specialmente tramite la sua commissione per i Problemi economici e monetari, ha notevolmente intensificato il dialogo avviato con tutti i  responsabili decisionali che concorrono alla gestione dell’euro sollecitando maggiore chiarezza sulle modalità con cui sono deliberate le questioni monetarie. In tale dimensione il Parlamento si è profilato come l’unica istanza attiva per migliorare la governance e la trasparenza della zona euro. L’impegno per la trasparenza e la legittimità democratica caratterizza la posizione del Parlamento anche nei negoziati riguardanti il nuovo accordo internazionale sulla governance economica.

Custode delle libertà e della democrazia

I deputati vigilano sulla gestione dell’euro, moneta unica dell’Unione, invitando i presidenti della Banca centrale europea (BCE) e dell’Eurogruppo, nonché il commissario incaricato degli Affari economici e monetari, a illustrare le rispettive politiche dinanzi alla commissione per i Problemi economici e monetari del Parlamento. La nomina del presidente della BCE e degli altri membri del comitato esecutivo della Banca può avvenire unicamente previa consultazione del Parlamento. Dopo l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, il Parlamento detiene le prerogative per approvare, congiuntamente con il Consiglio, le misure per disciplinare le questioni legate all’euro.

Supervisionare l’attività del Consiglio All’inizio di ogni «vertice europeo» (o Consiglio europeo), dove i governanti degli Stati membri adottano orientamenti politici generali, il presidente del Parlamento enuncia le sue raccomandazioni strategiche. Il presidente del Consiglio europeo e l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza  — cariche di recente introdotte dal trattato di Lisbona — si presentano regolarmente dinanzi ai deputati per informarli della propria azione.

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La presidenza del Consiglio, esercitata alternativamente dai ministri nazionali, incontra regolarmente i presidenti dei gruppi politici del Parlamento europeo e si presenta alle sessioni plenarie per esporre il proprio programma, rendere conto dei risultati e discuterne con i deputati. Spesso la presidenza partecipa anche alle riunioni delle commissioni parlamentari.


Custode delle libertà e della democrazia

I deputati possono presentare interrogazioni alla presidenza del Consiglio dell’UE, in aula o per iscritto, su qualunque argomento, ad esempio sulla necessità di adottare misure per porre rimedio alle violazioni dei diritti dell’uomo, della democrazia o dello Stato di diritto. ■

Il Mediatore europeo

Il Parlamento nomina il Mediatore europeo, che ha il compito di esaminare i casi in cui i cittadini e le imprese denunciano «cattiva amministrazione» da parte delle istituzioni dell’Unione, per giungere a una soluzione delle controversie. I deputati europei definiscono, inoltre, la regolamentazione che stabilisce lo statuto e le condizioni generali d’esercizio delle funzioni del Mediatore. Questi svolge la sua attività negli edifici del Parlamento europeo.

Stretta cooperazione con i parlamenti nazionali Il Parlamento europeo intrattiene rapporti stretti con i parlamenti nazionali dell’Unione europea. La cooperazione interparlamentare mira a rafforzare il controllo democratico e la responsabilità in merito alle decisioni prese a livello europeo. Essa garantisce una maggiore trasparenza e accesso ai processi decisionali.

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La riforma dei trattati coinvolge ancora di più i parlamenti nazionali nel processo istituzionale, soprattutto a livello legislativo. Questi ultimi, infatti, diventano a pieno titolo attori nell’adozione delle leggi europee, essendo chiamati a valutare soprattutto il rispetto del principio di sussidiarietà. Quest’ultimo implica che l’Unione interviene solo se gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere raggiunti in maniera sufficiente a livello nazionale o locale. Se un congruo numero di parlamenti nazionali obietta che una proposta legislativa non rispetta il principio di sussidiarietà, la proposta è riesaminata. Se le istituzioni europee decidono comunque di far avanzare la procedura, hanno l’obbligo di motivare la decisione. I parlamenti nazionali contribuiscono inoltre attivamente al corretto funzionamento dell’Unione prendendo parte alle procedure di revisione dei trattati e venendo informati delle domande di adesione all’UE.


■ Il Parlamento europeo e gli allargamenti dell’UE

L’Unione europea non può accettare nuovi Stati membri senza l’approvazione del Parlamento europeo. I deputati europei verificano in particolare che i candidati all’adesione rispettino i criteri politici ed economici stabiliti dai trattati, attribuendo grande importanza al rispetto dei diritti dell’uomo. Ogni Stato europeo che rispetta i valori dell’UE e si impegna a promuoverli può chiedere di diventare membro dell’Unione. La domanda è indirizzata al Consiglio, che si pronuncia all’unanimità, previa consultazione della Commissione e approvazione del Parlamento europeo. Se i negoziati con i paesi candidati e le date di adesione dipendono da decisioni del Consiglio e della Commissione, i deputati europei sono da parte loro incaricati di sorvegliare la procedura fino al giorno dell’adesione per assicurarsi che tutte le condizioni poste dal trattato siano state rispettate. Ogni paese che presenta la candidatura di adesione all’Unione europea deve infatti rispettare i «criteri di Copenaghen», dal nome della città in cui nel 1993 i capi di Stato o di governo hanno deciso le condizioni di ammissione (i criteri sono stati poi rafforzati).

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Più concretamente, per poter diventare membro dell’UE, un paese candidato deve soddisfare: — un criterio politico: deve avere istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti dell’uomo, il rispetto e la tutela delle minoranze;


Il Parlamento europeo e gli allargamenti dell’UE

— un criterio economico: deve essere un’economia di mercato affidabile e avere la capacità di far fronte alle forze del mercato e alla pressione concorrenziale all’interno dell’Unione; — un criterio di rispetto dell’«acquis comunitario»: deve essere in grado di rispettare gli obblighi derivanti dall’adesione, in particolare gli obiettivi dell’unione politica, economica e monetaria. Il Parlamento è  d’altra parte chiamato a  tener conto sia dello stato di preparazione dei paesi candidati, sia della capacità di assorbimento dell’Unione. In questi ultimi anni i deputati europei ne hanno dibattuto in più occasioni. Essi hanno inoltre dato il loro nulla osta all’avvio dei negoziati con la Turchia e la Croazia e  sostenuto la candidatura dell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia , del Montenegro e dell’Islanda.

L’UE da 6 a 28 membri

Gennaio 1958 Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Gennaio 1973 Danimarca, Irlanda e Regno Unito. Gennaio 1981 Grecia. Gennaio 1986 Portogallo e Spagna. Novembre 1990 Riunificazione della Germania, integrazione dell’ex Repubblica democratica tedesca. Gennaio 1995 Austria, Finlandia e Svezia. Maggio 2004 Repubblica ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. Gennaio 2007 Bulgaria e Romania. Luglio 2013 Prevista l’adesione della Croazia.

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Il «ritiro volontario dall’Unione» Il trattato di Lisbona consente adesso a uno Stato membro di ritirarsi dall’Unione, se lo desidera. Le modalità di uscita dovranno essere definite attraverso un accordo tra i governi degli Stati membri che dovrà essere sottoposto all’approvazione del Parlamento europeo. I paesi in questione, tuttavia, mantengono la possibilità di ridiventare membri dell’Unione europea a condizione di sottoporsi ancora una volta alla procedura di adesione.


■ Il Parlamento europeo nel mondo Il Parlamento europeo deve dare il suo accordo per la maggior parte degli accordi internazionali conclusi dall’Unione e partecipa alla definizione della politica di sviluppo e dell’aiuto umanitario dell’UE. I deputati fanno pesare sempre di più la loro influenza sulla politica estera europea e mantengono stretti legami con i legislatori di tutto il mondo. L’aula del Parlamento europeo è  una tribuna importante per i  governanti di tutto il mondo e altre personalità di spicco. Nelle sue relazioni con il resto del mondo, l’Unione promuove i  suoi valori e  i suoi interessi e  contribuisce alla protezione dei suoi cittadini. Essa opera a favore della pace, della sicurezza, dello sviluppo sostenibile del pianeta, della solidarietà tra i popoli, del commercio libero ed equo, dell’eliminazione della povertà e della protezione dei diritti dell’uomo, nonché a  favore della stretta osservanza e dello sviluppo del diritto internazionale.

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Il Parlamento europeo nel mondo

Nessun accordo internazionale senza il Parlamento europeo Il consenso dei deputati europei è necessario per la maggior parte degli accordi internazionali che vincolano l’Unione europea. È  per questo motivo che il Parlamento, ad esempio, ha respinto vari protocolli finanziari con paesi terzi in nome della difesa dei diritti umani. Inoltre, la Commissione è tenuta a informare il Parlamento sullo stato di avanzamento dei negoziati commerciali multilaterali a  livello di Organizzazione mondiale del commercio (OMC) o  bilaterali con paesi terzi. Nell’ambito di questi negoziati, i deputati europei formulano raccomandazioni e intervengono con tutto il loro peso quando si tratta di approvarne i risultati. Con il trattato di Lisbona spetta ora al Parlamento europeo e al Consiglio adottare congiuntamente gli atti legislativi che attuano la politica commerciale comune.

Un ruolo maggiore nella politica di sviluppo e nell’aiuto umanitario Le misure necessarie per attuare le politiche a favore dei paesi in via di sviluppo e  la cooperazione economica, finanziaria e  tecnica con gli altri paesi terzi vengono definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio in codecisione. I principali obiettivi sono la lotta contro la povertà e la promozione del buon governo, della democrazia e dei diritti dell’uomo.

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I deputati hanno acquisito un ruolo legislativo nella politica di aiuto umanitario dell’Unione, che mira ad assistere, soccorrere e proteggere le popolazioni dei paesi terzi colpite da calamità naturali o causate dall’uomo.


Verso un corpo volontario europeo di aiuto umanitario

I deputati seguono da vicino la politica estera dell’UE Il Consiglio consulta il Parlamento sulle decisioni importanti in materia di politica estera. I deputati possono rimetterne in discussione le politiche e proporre raccomandazioni. L’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché vicepresidente della Commissione, viene regolarmente invitato alle sessioni plenarie per rendere conto delle attività dell’Unione nel mondo.

Il Parlamento europeo nel mondo

Il Parlamento e il Consiglio sono chiamati a fissare le modalità di funzionamento di un nuovo corpo volontario europeo, al fine di stabilire il quadro per un contributo comune dei giovani europei alle azioni di aiuto umanitario dell’Unione.

Il Parlamento ha anche diritto di controllo completo sul nuovo servizio europeo per l’azione esterna, istituito dal trattato di Lisbona. Questo servizio diplomatico intende assicurare la coerenza della politica estera dell’Unione a livello politico, economico e militare. Il Parlamento si impegna costantemente per creare legami politici, economici e  culturali con altri parlamenti nel resto del mondo. Così, i deputati partecipano: all’Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE (paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico-Unione europea), all’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo (UPM) in cui sono anche rappresentati l’Autorità palestinese e Israele, all’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (Eurolat) e all’Assemblea parlamentare di vicinato est-europeo (Euronest).

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Il Parlamento europeo nel mondo

I governanti di tutto il mondo accolti al Parlamento Il Parlamento europeo invita regolarmente capi di Stato, primi ministri e altre personalità di tutto il mondo a  intervenire dinanzi ai deputati riuniti in aula. Tra le personalità ricevute al Parlamento europeo negli ultimi anni si possono menzionare il re Abdullah II di Giordania, il presidente dell’Autorità palestinese Mahmud Abbas, il presidente ucraino Viktor Juščenko, la presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf, il presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai, il presidente boliviano Evo Morales, la presidente filippina Gloria Macapagal-Arroyo, il presidente georgiano Mikhail Saakashvili, il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin e Ban Ki-moon, segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.


■ I diritti dell’uomo prima di tutto In Europa, come nel resto del mondo, il Parlamento europeo si batte per i diritti dell’uomo, per le libertà fondamentali e per la democrazia. Tra l’altro, invia osservatori ovunque nel mondo per vigilare sul corretto svolgimento delle elezioni. I  deputati controllano che gli accordi economici e  commerciali firmati dall’UE con i paesi terzi rispettino i diritti dell’uomo e attribuiscono ogni anno il premio Sacharov a persone che lottano per la libertà di pensiero. Il Parlamento si adopera affinché i diritti dell’uomo siano al centro delle preoccupazioni europee. Adotta iniziative in settori quali la prevenzione della tortura, la protezione delle minoranze, la prevenzione dei conflitti, la promozione dei diritti delle donne e  dei minori e  la protezione di chi milita in difesa dei diritti dell’uomo. In più, il Parlamento europeo sostiene attivamente la creazione e l’attività dei tribunali internazionali, quali la Corte penale internazionale o  tribunali creati specificamente per giudicare gli autori di crimini di guerra nella ex Jugoslavia e in Ruanda.

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I diritti dell’uomo prima di tutto

Denunciare le violazioni dei diritti dell’uomo Durante ogni sessione plenaria a Strasburgo, i deputati europei analizzano le situazioni critiche in tema di rispetto dei diritti dell’uomo nelle varie regioni del mondo. Il Parlamento approva regolarmente risoluzioni in cui invita le istituzioni europee o i governi a adottare misure immediate per porre fine alle violazioni dei diritti fondamentali. Ogni anno il Parlamento europeo pubblica una relazione sulla situazione dei diritti dell’uomo nel mondo e attraverso le sue denunce mantiene viva l’attenzione dell’UE e  del mondo sui casi più gravi. In queste relazioni ha denunciato, ad esempio, il genocidio nel Darfur, le violazioni delle libertà civili in Cina e i crimini commessi in Cecenia.

Il Parlamento europeo si oppone fermamente alla pena di morte

Il Parlamento europeo condanna con fermezza la pena di morte in tutti i casi e in tutte le circostanze. I deputati europei si sono pronunciati, in più occasioni, a  favore di una moratoria mondiale e  incondizionata delle esecuzioni, da adottare tramite una risoluzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il Parlamento vuole affermare, attraverso tale misura, il valore universale della vita e della dignità umana.

Garantire elezioni democratiche

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Delegazioni di deputati europei sono regolarmente inviate in paesi terzi per missioni di osservazione delle elezioni. Esse vigilano sullo svolgimento del voto nel suo insieme e attirano l’attenzione delle autorità e della comunità internazionale su eventuali violazioni dei diritti dei cittadini. I deputati europei hanno partecipato, ad esempio, a missioni di osservazione elettorale in Liberia, nella Repubblica democratica del Congo, nei Territori palestinesi e in Ucraina.


Garantire il rispetto dei diritti dell’uomo negli accordi internazionali

Politica d’asilo e lotta contro la tratta di esseri umani Il trattato di Lisbona chiama l’UE a sviluppare una politica comune in materia di asilo, volta a offrire uno status appropriato a ogni rifugiato politico stabilendo procedure comuni per la concessione e il ritiro della protezione, nonché norme riguardanti le condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo.

I diritti dell’uomo prima di tutto

Il Parlamento europeo ha il potere di rifiutare la conclusione di accordi importanti con i paesi terzi qualora rilevi violazioni dei diritti dell’uomo e  dei principi democratici. Inoltre, esige il rispetto rigoroso delle clausole sui diritti dell’uomo, che vengono sistematicamente inserite in questo genere di accordi e che ne prevedono la denuncia in casi estremi.

La politica comune di immigrazione dell’Unione mira, tra l’altro, ad assicurare un trattamento equo ai cittadini di paesi terzi in soggiorno regolare negli Stati membri. In questo ambito, il Parlamento europeo è adesso coinvolto nell’adozione di misure per la lotta contro la tratta di esseri umani, in particolare donne e bambini.

D E M O C R A Z I 31

A


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I diritti dell’uomo prima di tutto

Il premio Sacharov per la libertà di pensiero Il premio Sacharov per la libertà di pensiero, che deve il suo nome allo scienziato e dissidente politico russo Andrej Sacharov, rende omaggio a persone o organizzazioni che difendono i diritti dell’uomo, promuovono la democrazia e la libertà di espressione e  lottano contro l’intolleranza e l’oppressione in tutto il mondo. Istituito nel 1988, il premio è attribuito dal Parlamento europeo in una seduta solenne a Strasburgo. Se il calendario del Parlamento lo consente, il premio è consegnato in una data prossima al 10 dicembre, anniversario della firma della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, nel 1948. Tra i vincitori del premio si possono ricordare Nelson Mandela (Sud Africa), Alexander Dubček (Cecoslovacchia), Las Madres de la Plaza de Mayo (Le madri di Plaza de Mayo, Argentina), Aung San Suu Kyi (Birmania), Ibrahim Rugova (Kosovo), l’Organizzazione delle Nazioni Unite e il suo segretario generale dell’epoca, Kofi Annan, come pure Hu Jia (Cina), Memorial, un’associazione che difende i diritti dell’uomo in Russia, e rappresentanti della «primavera araba».


■ Gli ingranaggi del Parlamento europeo La vita e il lavoro del Parlamento europeo sono scanditi da un calendario suddiviso in settimane di diverso colore: rosa, rosso, azzurro, turchese. Ogni colore corrisponde a  una fase dell’attività parlamentare. Perché i lavori si svolgano al meglio occorre una buona organizzazione e un supporto amministrativo. È una macchina ben rodata: ognuno conosce il proprio ruolo e  nulla viene lasciato al caso.

Settimane «rosa» per le commissioni parlamentari Il Parlamento europeo conta 20 commissioni parlamentari permanenti, specializzate in temi come l’ambiente, i trasporti, l’industria o il bilancio. Esse rispecchiano i vari orientamenti politici dell’assemblea e  sono composte da un numero variabile di deputati; il loro compito è preparare il lavoro dell’aula. Durante le riunioni delle commissioni, i deputati europei organizzano una prima serie di dibattiti e votazioni su relazioni che illustrano il loro punto di vista sulle proposte di legge o sul progetto di bilancio dell’UE per l’anno successivo. Elaborano inoltre «relazioni di iniziativa», in cui raccomandano alla Commissione europea o  ai governi degli Stati membri di intervenire in un determinato settore.

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Gli ingranaggi del Parlamento europeo

Commissioni speciali e commissioni d’inchiesta

Quando lo ritiene necessario, il Parlamento può istituire commissioni speciali o commissioni d’inchiesta. Ad esempio, nel 1996 una commissione d’inchiesta era stata incaricata di verificare se la Commissione e i governi avevano gestito bene l’epidemia della «mucca pazza». Dopo il naufragio della petroliera Prestige, i  deputati hanno istituito nel 2003 una commissione per studiare come rafforzare la sicurezza marittima. Nel 2006 una commissione ha esaminato le attività della CIA in Europa, in seguito a  rivelazioni della stampa secondo cui alcuni presunti terroristi erano stati trasferiti e detenuti illegalmente dai servizi segreti americani in paesi europei. Nel 2007 è stata istituita una commissione temporanea per studiare le possibili risposte europee al cambiamento climatico. Una commissione speciale è stata istituita nel 2009 per proporre misure destinate a rendere più sani e stabili i mercati finanziari a seguito della crisi finanziaria, economica e sociale che ha colpito il mondo intero.

Settimane «rosse» per la sessione plenaria La sessione plenaria è il fulcro della vita parlamentare. La plenaria riunisce i deputati europei nell’aula di Strasburgo e, per sessioni aggiuntive più brevi, a Bruxelles. Le relazioni adottate in commissione sono di nuovo dibattute, emendate e  quindi approvate. A questo punto riflettono la posizione ufficiale del Parlamento europeo.

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Oltre alle relazioni, i deputati europei adottano «risoluzioni» o  interpellano direttamente i  rappresentanti del Consiglio e della Commissione su temi d’attualità. Ricevono inoltre la visita di capi di Stato o di governo e di personalità di tutto il mondo.


Settimane «azzurre» per i gruppi politici

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In occasione delle «settimane dei gruppi», che generalmente precedono le plenarie, ogni gruppo politico coordina e formula le posizioni che difenderà in aula su ciascuno degli argomenti all’ordine del giorno della sessione.

Gli ingranaggi del Parlamento europeo

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I deputati europei non si riuniscono per nazionalità, bensì in funzione delle loro affinità politiche. Per costituire un gruppo politico bisogna disporre di un numero minimo di deputati provenienti da diversi Stati membri. I parlamentari che non aderiscono ad alcun gruppo sono riuniti d’ufficio tra i «non iscritti».

Settimane «turchesi»: i deputati nei loro collegi o in missione Alcune settimane l’anno sono riservate all’attività dei deputati europei nel loro collegio, dove incontrano i  propri elettori, ovvero per missioni ad hoc in altre parti del mondo.

Che lingua parlate?

Il Parlamento assicura il multilinguismo pieno in tutte le sessioni plenarie e le altre riunioni, nel corso delle quali i  deputati possono esprimersi in qualsiasi lingua ufficiale dell’Unione europea. Tutto ciò che dicono è tradotto simultaneamente dagli interpreti. Grazie ai traduttori, i documenti di lavoro del Parlamento sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell’UE. Ciò riflette e valorizza la diversità culturale dell’UE e rende i lavori dei deputati accessibili ai cittadini.

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Gli ingranaggi del Parlamento europeo

Chi fa cosa al Parlamento europeo? Il presidente del Parlamento europeo, eletto dai deputati per un mandato di due anni e mezzo, svolge un ruolo essenziale: dirige l’insieme dei lavori dell’istituzione, presiede le sessioni plenarie e firma il bilancio e le leggi adottate con il Consiglio. È il rappresentante del Parlamento europeo nelle relazioni internazionali e nelle relazioni con le altre istituzioni dell’Unione. Il Parlamento conta inoltre 14 vicepresidenti, ognuno con una competenza specifica. La Conferenza dei presidenti è composta dal presidente del Parlamento europeo e  dai presidenti di ciascun gruppo politico. Essa organizza e programma i lavori del Parlamento: ad esempio, il calendario e gli ordini del giorno delle sessioni plenarie oppure la composizione delle commissioni e delle delegazioni. L’Ufficio di presidenza è l’organo che si occupa delle questioni amministrative, del personale e  dell’organizzazione del Parlamento. È composto dal presidente del Parlamento europeo, dai vicepresidenti e dai questori eletti dai deputati. L’Ufficio di presidenza è inoltre competente per il bilancio del Parlamento. La Conferenza dei presidenti di commissione è l'organo politico del Parlamento in cui sono riuniti i presidenti di tutte le commissioni parlamentari. Questo organo segue i lavori in corso nelle commissioni e provvede alla cooperazione e al coordinamento tra le commissioni parlamentari in relazione alle loro attività legislative e non legislative.

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I deputati europei e il Parlamento hanno al loro servizio una grande amministrazione. Il segretariato generale ha il compito di assistere l’insieme dei deputati nell’esercizio del loro mandato. In totale, quasi 5 600 persone, di cui un quinto sono traduttori e interpreti, lavorano a Bruxelles, a Lussemburgo, a Strasburgo e  negli uffici d’informazione negli Stati membri. Con i  900 collaboratori dei gruppi politici e  i 1  600 assistenti dei deputati sono più di 8 000 in totale le persone che fanno muovere la macchina parlamentare.


■ Vicino a voi Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo sono le sedi di lavoro del Parlamento europeo, ma tutti possono seguire da casa propria i lavori parlamentari senza doversi spostare. Comodamente seduti davanti al computer, è possibile assistere a una sessione plenaria, consultare i documenti e i comunicati stampa o fare domande online su argomenti di carattere europeo. Inoltre, in tutte le capitali dell’Unione sono presenti uffici d’informazione al vostro servizio.

Il sito Internet: una finestra aperta sul Parlamento Il sito Internet del Parlamento europeo ha un indirizzo facile da ricordare — www.europarl.europa.eu  — e ognuno può trovarvi, nella propria lingua, numerose informazioni interessanti che lo riguardano. Il sito dispone infatti di un menu molto ricco: è possibile reperire informazioni sugli ultimi lavori parlamentari, seguire in diretta i dibattiti e le votazioni in commissione e in aula, conoscere meglio i deputati europei e il loro ruolo, presentare una petizione, prenotare una visita al Parlamento europeo o  semplice-

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Vicino a voi

mente approfondire il funzionamento dell’istituzione. Il sito fornisce le risposte. Per far conoscere e comprendere al pubblico la sua attività, il Parlamento permette l’accesso dei cittadini ai vari documenti attraverso un registro online. Sono inoltre disponibili archivi storici.

Europarltv: la televisione del Parlamento è sul web Seguire l’attualità europea, vedere i deputati in azione, scoprire i retroscena del Parlamento e guardare in diretta i suoi lavori è  possibile su www.europarltv.eu. La web TV del Parlamento europeo propone un bouquet di quattro canali che si rivolgono a un pubblico diverso: dai giovani in età scolare ai professionisti più esperti, a  tutti i  cittadini che si interessano alla politica europea.

Avete domande? Basta inviare un’e-mail al Parlamento Sicuramente il sito web è ricco di informazioni, ma talvolta è difficile orientarsi nel labirinto dell’Unione europea. Il Parlamento europeo ha una casella di posta elettronica dove chiunque può inviare domande, chiedere informazioni oppure presentare proposte che riguardano i  settori d’attività dell’UE. Ogni anno, il Parlamento risponde a decine di migliaia di messaggi inviati dai cittadini.

Informati come i giornalisti

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I mezzi di comunicazione svolgono un ruolo importante per avvicinare i cittadini alle istituzioni che li rappresentano. Il Parlamento dispone di un servizio stampa che informa i giornalisti sui dibattiti parlamentari del giorno e sui risultati delle votazioni. Le informazioni sono messe a disposizione del pubblico in tempo reale sul sito Internet multilingue. I giornalisti possono anche contare su un supporto logistico e tecnico e sulla disponibilità di materiale audiovisivo (fotografie, video, archivi audio ecc.). Il servizio stampa organizza inoltre conferenze stampa e seminari sui temi di attualità europea.


Visitare il Parlamento

Vicino a voi

Avete trovato molte informazioni sul sito Internet ma vi piacerebbe vedere in concreto come lavora il Parlamento europeo e quello che sta facendo per voi? Come quasi 300 000 persone ogni anno, potete visitare, da soli o in gruppo, le sedi di lavoro di Strasburgo, Bruxelles o Lussemburgo per assistere alle sessioni plenarie e incontrare i deputati. Basta mettersi in contatto con l’unità Visite e seminari, che organizza visite guidate in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea, per fornire uno spaccato del funzionamento e del ruolo del Parlamento europeo e dare una risposta alle vostre domande. In occasione del 9 maggio, giorno dell’Europa, gli emicicli del Parlamento a Strasburgo e a Bruxelles sono accessibili al pubblico nell’ambito delle giornate «Porte aperte». Ogni anno circa 40 000 persone approfittano di questa occasione per visitare le sedi e informarsi sulle attività del Parlamento europeo. Dall’ottobre 2011, un nuovo centro visitatori  — il Parlamentarium — con accesso gratuito e aperto sette giorni su sette presenta a Bruxelles un’esposizione interattiva sulla storia e il funzionamento del Parlamento europeo e  sull’impatto delle sue decisioni sulla vita quotidiana dei cittadini. Attraverso una simulazione multimediale, i giovani visitatori possono anche essere «parlamentari per un giorno».

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Vicino a voi

Gli uffici d’informazione al servizio dei cittadini Vi sono uffici d’informazione del Parlamento europeo in tutte le capitali dell’Unione europea e antenne regionali in alcuni Stati membri. Gli uffici facilitano i contatti diretti tra i cittadini e l’istituzione che li rappresenta. Gli uffici d’informazione svolgono campagne di comunicazione su varie questioni europee. Organizzano seminari e conferenze, soprattutto per gli studenti, i moltiplicatori d’opinione e i mezzi di comunicazione. Gli uffici organizzano inoltre forum decentrati in cui i deputati europei, le autorità locali, i cittadini e i rappresentanti delle categorie socio-professionali discutono delle politiche più importanti per le regioni interessate. Organizzano altresì incontri tra i  parlamentari europei e  i rappresentanti nazionali o  locali, la stampa e la cittadinanza.

Contattate i vostri deputati Il Parlamento è, innanzitutto, i suoi deputati. Sono loro, forti del mandato affidatogli dai cittadini con le elezioni europee, a votare leggi e a prendere iniziative politiche che hanno effetti sulla nostra vita di ogni giorno, o a ispirare l’approccio europeo alle grandi questioni internazionali. I nomi, indirizzi, numeri di telefono e indirizzi di posta elettronica di ogni deputato europeo sono riportati in schede personali disponibili sul sito Internet nel menù «Deputati». Nella scheda è indicato il curriculum vitae, il collegio elettorale e l’affiliazione politica, oltre alla funzione e  alle attività svolte al Parlamento.

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I contatti figurano da pag. 56 a pag. 59.


■ Le leggi europee: come funzionano? La procedura di codecisione — che pone il Parlamento europeo su un piano di parità con il Consiglio — è diventata la «procedura legislativa ordinaria» con cui vengono adottate le leggi dell’Unione europea. In linea di massima, il Consiglio delibera a maggioranza qualificata anche in settori in cui prima dell’entrata in vigore del trattato di Lisbona era richiesta l’unanimità. Oltre alle politiche tradizionalmente soggette a tale procedura — come l’ambiente, i trasporti, la protezione dei consumatori, la libera circolazione delle merci e dei lavoratori — la codecisione è estesa a un’altra cinquantina di basi giuridiche, che in totale ammontano quindi a 86. Essa si applica ora anche a materie che in precedenza erano di competenza quasi esclusiva del Consiglio (in particolare agricoltura, pesca e iniziative in materia di giustizia e affari interni) nonché a nuovi settori d’azione dell’Unione, come il turismo, la gioventù e lo sport. La procedura legislativa ordinaria si compone di tre fasi. A grandi linee si svolge come segue. La Commissione presenta una proposta di legge al Parlamento europeo e al Consiglio. In prima lettura (prima fase dell’analisi del testo), il Parlamento adotta o respinge gli emendamenti (cioè le modifiche) alla proposta della Commissione. Se il Parlamento non apporta modifiche e se, successivamente, il Consiglio accoglie anch’esso la proposta della Commissione, la proposta legislativa è adottata. Ciò avviene anche nel caso in cui il Consiglio accolga le modifiche del Parlamento. La nuova legge può quindi entrare in vigore. Se il Consiglio non approva tutti gli emendamenti dei deputati, trasmette al Parlamento una proposta di testo alternativa: si tratta della posizione degli Stati membri in prima lettura. Comincia allora la seconda lettura. Il percorso legislativo termina se i  deputati approvano il punto di vista del Consiglio, se lo respingono o se non si pronunciano entro tre mesi. Qualora viceversa i  deputati propongano emendamenti alla posizione del Consiglio, occorre che quest’ultimo li esamini in seconda lettura. Il testo di legge è adottato se il Consiglio approva tutti gli emendamenti.

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Le leggi europee: come funzionano?

In caso contrario occorre cercare un consenso nella fase detta «di conciliazione». Il compito è affidato al comitato di conciliazione, composto di rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio. La Commissione europea è associata ai lavori durante l’intera procedura. Se entro sei settimane il comitato non riesce a concordare un testo comune, l’atto non è adottato. Viceversa, se i  rappresentanti delle due istituzioni trovano un accordo su un testo comune, quest’ultimo è sottoposto, nella terza e ultima lettura, al Parlamento riunito in seduta plenaria e al Consiglio. Se il testo è approvato, diventa legge. In mancanza di una decisione, l’atto proposto è considerato non adottato. All’inizio della procedura legislativa, il testo è sottoposto altresì all’attenzione dei parlamentari nazionali affinché possano, entro otto settimane, valutarne la compatibilità con i principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Se un numero sufficiente di parlamenti solleva obiezioni in proposito, le istituzioni dell’Unione sono tenute a riesaminare il fascicolo e, se occorre, motivare la loro decisione di proseguire la procedura.


Le procedure legislative speciali Ogni altra procedura diversa da quella sopra descritta è detta «speciale», ivi inclusa la procedura ad hoc necessaria per l’adozione del bilancio, che è  esaminata in dettaglio nel capitolo seguente.

Altri atti sono adottati all’unanimità o a maggioranza qualificata dal Consiglio dopo «consultazione» del Parlamento. In questi casi, il parere dei deputati non è vincolante e sono i governi ad avere l’ultima parola. Questa procedura riguarda, ad esempio, le misure in materia di sicurezza o di protezione sociale, le disposizioni di natura fiscale nel settore dell’energia e l’armonizzazione delle imposte sul fatturato e la fiscalità indiretta. Essa si applica anche alla cooperazione di polizia sul piano operativo e alle misure che disciplinano gli interventi delle autorità di uno Stato membro sul territorio di un altro paese dell’UE.

Le leggi europee: come funzionano?

Pertanto, alcuni atti devono essere adottati dal Consiglio all’unanimità previa approvazione del Parlamento europeo. I deputati hanno dunque una specie di diritto di veto che consente loro di respingere o accettare in blocco i testi, senza poter proporre modifiche. È il caso del quadro finanziario pluriennale, delle misure per combattere le discriminazioni o per estendere i diritti connessi alla cittadinanza (che esigono inoltre una ratifica nazionale).

Le regole sull’elettorato attivo e passivo nello Stato membro di residenza alle elezioni comunali ed europee sono altresì soggette a tale procedura, ma il Consiglio — all’unanimità, previa consultazione del Parlamento — può decidere di passare alla procedura legislativa ordinaria.

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■ Com’è adottato il bilancio annuale dell’UE? Il Parlamento europeo e il Consiglio deliberano attraverso una procedura legislativa speciale e stabiliscono il bilancio annuale dell’Unione sulla base del quadro finanziario pluriennale (cinque anni) stabilito da un regolamento adottato dai due rami dell’autorità di bilancio. Ogni istituzione, eccettuata la Banca centrale europea, redige, prima del 1º luglio, uno stato di previsione delle sue spese per l’esercizio finanziario successivo. La Commissione raggruppa tali stati previsionali in un progetto di bilancio che comprende una previsione delle entrate e una previsione delle spese. Presenta quindi il progetto al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 1º settembre. Il Consiglio è dunque chiamato a adottare la sua posizione sul progetto di bilancio e a trasmetterla al Parlamento europeo entro il 1º ottobre, motivando il proprio punto di vista. Il bilancio è adottato se, entro 42 giorni dalla trasmissione, il Parlamento europeo approva la posizione del Consiglio o se non ha deliberato. Qualora viceversa il Parlamento adotti emendamenti, il suo progetto di bilancio è trasmesso al Consiglio e alla Commissione. Il bilancio è adottato se entro dieci giorni il Consiglio approva tutti questi emendamenti. Nel caso contrario, il presidente del Parlamento europeo, d’intesa con quello del Consiglio, convoca il comitato di conciliazione — che riunisce i rappresentanti di entrambi i rami dell’autorità di bilancio —, il quale ha il compito di pervenire a un accordo su un progetto comune. La Commissione partecipa ai lavori e cerca di promuovere un ravvicinamento delle posizioni. Nel caso in cui entro 21 giorni il comitato di conciliazione non raggiunga un accordo su un progetto comune, un nuovo progetto di bilancio deve essere presentato dalla Commissione. Se, viceversa, il comitato raggiunge un accordo, il Parlamento europeo e il Consiglio dispongono ciascuno di 14 giorni per approvare il progetto comune.

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Il bilancio è definitivamente adottato se, entro questo termine, il Parlamento europeo e il Consiglio approvano entrambi il progetto comune o non riescono a deliberare, ovvero se una delle due istituzioni approva il progetto comune mentre l’altra non riesce a deliberare.


Viceversa, un nuovo progetto di bilancio è presentato dalla Commissione se il Parlamento europeo e  il Consiglio respingono entrambi il progetto comune o  se una delle due istituzioni respinge il progetto comune mentre l’altra non riesce a deliberare. Ciò vale anche nel caso in cui il Parlamento europeo respinga la posizione comune mentre il Consiglio l’approva. COM’È adottato il bilancio annuale dell’UE?

Se il Parlamento europeo approva il progetto comune mentre il Consiglio lo respinge, il Parlamento europeo — che delibera a maggioranza dei membri che lo compongono e dei tre quinti dei suffragi espressi — può decidere di confermare l’insieme o parte degli emendamenti. Qualora uno degli emendamenti del Parlamento europeo non sia confermato, la posizione concordata al comitato di conciliazione riguardo alla linea di bilancio oggetto dell’emendamento è quella accettata. Il bilancio è considerato definitivamente adottato su tale base.

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■ Parole chiave dell’Unione europea Acquis comunitario L’acquis comunitario indica i diritti e gli obblighi che vincolano l’insieme dei paesi dell’Unione europea. È costituito dalla legislazione e dai trattati europei, dalle dichiarazioni e dalle risoluzioni, dagli accordi internazionali nei settori di competenza dell’UE e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia. I  paesi candidati devono accettare l’acquis comunitario prima di aderire all’Unione e successivamente recepire la legislazione europea nel loro ordinamento nazionale.

Atti giuridici dell’Unione Per esercitare la competenza dell’Unione, le istituzioni adottano regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri. Il regolamento ha portata generale, è obbligatorio in tutti i suoi elementi ed è direttamente applicabile in ogni Stato membro. La direttiva vincola ogni Stato membro destinatario quanto al risultato da raggiungere, lasciando alle autorità nazionali la competenza quanto alla forma e  ai mezzi. La decisione è  obbligatoria in tutti i  suoi elementi. Le raccomandazioni e i pareri non sono vincolanti.

Banca centrale europea

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La Banca centrale europea, inaugurata il 30 giugno 1998 a Francoforte, è incaricata di dare attuazione alla politica monetaria dei paesi membri della zona euro. Dal 1º gennaio 1999 ha il compito principale di mantenere la stabilità dei prezzi nella zona euro e di attuare la politica monetaria europea definita dal Sistema europeo delle banche centrali. La BCE agisce in totale indipendenza. Il trattato di Lisbona conferisce alla BCE lo status di istituzione europea.


Banca europea per gli investimenti

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea La Carta dei diritti fondamentali dell’UE ha riunito in uno stesso testo i diritti civili, politici, economici e sociali sanciti in diversi atti nazionali, europei e internazionali. Elaborata da una convenzione composta di deputati europei e nazionali, è stata proclamata solennemente durante un vertice europeo a Nizza, nel dicembre 2000. Nell’ottobre 2007 a Lisbona, durante un vertice consacrato alla riforma dei trattati, i capi di Stato o di governo dell’UE hanno previsto di renderla giuridicamente vincolante, come richiesto dal Parlamento europeo. Con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona essa lo diviene. Alcuni Stati membri come la Repubblica ceca, la Polonia e il Regno Unito hanno tuttavia ottenuto la possibilita di derogarvi.

Parole chiave dell’Unione europea

La Banca europea per gli investimenti (BEI), che ha sede a Lussemburgo, ha il compito di contribuire alla coesione economica, sociale e territoriale attraverso lo sviluppo equilibrato del territorio dell’Unione. La Banca concede finanziamenti a lungo termine per la realizzazione di progetti concreti di cui sia garantita l’attuabilità sotto il profilo economico, tecnico, ambientale e finanziario. Al di fuori dell’Unione, la BEI sostiene le strategie di preadesione dei paesi candidati e dei Balcani occidentali. Essa attua, inoltre, il capitolo finanziario degli accordi conclusi nel quadro delle politiche europee di aiuto e di cooperazione allo sviluppo.

Cittadinanza europea La cittadinanza dell’Unione si applica a ogni persona che ha la nazionalità di uno Stato membro. Essa si aggiunge alla cittadinanza nazionale e non la sostituisce. Il trattato di Lisbona precisa che l’Unione, in tutte le sue attività, rispetta il principio della parità dei suoi cittadini, che godono di pari attenzione da parte delle sue istituzioni, organi e organismi. Il funzionamento dell’Unione, inoltre, «si fonda sulla democrazia rappresentativa» e i cittadini «sono direttamente rappresentati, a livello dell’Unione, nel Parlamento europeo». I cittadini dell’Unione hanno, tra altri diritti, quello di circolare e soggiornare liberamente sul territorio degli Stati membri. Godono anche dell’elettorato attivo e passivo alle elezioni al Parlamento europeo nonché alle elezioni comunali negli Stati membri in cui risiedono, alle stesse condizioni dei cittadini di questo Stato. Se in un paese terzo non esiste rappresentanza di uno Stato membro dell’Unione, i cittadini di tale Stato membro possono beneficiare della protezione diplomatica e consolare di qualsiasi altro Stato dell’Unione.

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Parole chiave dell’Unione europea

Comitato delle regioni Il Comitato delle regioni (CdR), istituito nel 1994, è l’assemblea politica che consente alle collettività territoriali di far sentire la loro voce. Il Consiglio e la Commissione sono tenuti a consultare il Comitato delle regioni su qualsiasi proposta formulata in settori di rilevanza per gli interessi locali o regionali: coesione economica e sociale, reti infrastrutturali europee, sanità, istruzione e cultura, politica dell’occupazione, ambiente, trasporti ecc. Il trattato di Lisbona ha conferito al CdR il diritto di ricorrere alla Corte di giustizia dell’UE per violazione del principio di sussidiarietà contro atti legislativi per i quali deve essere consultato. Il Comitato si compone di 344 membri eletti dalle regioni o dagli enti locali, nominati per cinque anni dal Consiglio su proposta degli Stati membri.

Comitato economico e sociale europeo Il Comitato economico e sociale europeo (CESE), istituito dai trattati di Roma (1957), è un’assemblea consultiva che rappresenta le organizzazioni di datori di lavoro, lavoratori e altri operatori rappresentativi della società civile. In numerosi settori il trattato prevede che una decisione non possa essere presa se non dopo consultazione del CESE da parte del Consiglio o della Commissione: si tratta della politica dell’occupazione, di quella sociale, dell’istruzione, della sanità pubblica, della protezione dei consumatori, della coesione economica e sociale, della politica agricola ecc. Il comitato si compone di 344 membri proposti dai governi nazionali e nominati dal Consiglio per un mandato di cinque anni rinnovabile.

Commissione europea La Commissione europea incarna e difende l’interesse generale dell’Unione europea. Ha un diritto d’iniziativa quasi esclusivo sugli atti legislativi. Nel quadro delle politiche dell’Unione, predispone e attua gli atti legislativi adottati dal Parlamento europeo e dal Consiglio. La Commissione ha inoltre poteri di esecuzione, di gestione e di controllo. Essa infatti assicura la programmazione e l’attuazione delle politiche comuni, esegue il bilancio e gestisce i programmi dell’UE. Inoltre, in qualità di «custode dei trattati», vigila affinché la legislazione europea sia applicata negli Stati membri.

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Il presidente della Commissione, proposto dai governi nazionali sulla base dei risultati delle elezioni europee, è eletto dal Parlamento europeo a maggioranza assoluta. Gli altri membri della Commissione  — uno per ogni Stato membro, tranne quello del paese di origine del presidente — sono nominati per cinque anni dal Consiglio d’intesa con gli Stati membri. Uno dei vicepresidenti ricopre anche la carica di alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. La Commissione nella sua collegialità è quindi sottoposta al voto di approvazione del Parlamento europeo, davanti al quale è responsabile.


Consiglio

Il Consiglio si riunisce in diverse formazioni, nel cui ambito si incontrano i ministri competenti degli Stati membri: affari generali; affari economici e finanziari; occupazione, politica sociale, sanità pubblica e protezione dei consumatori; competitività; cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni; trasporti, telecomunicazioni ed energia; agricoltura e pesca; ambiente; istruzione, gioventù e cultura. Tali formazioni sono guidate alternativamente per sei mesi dai tre paesi che detengono la presidenza di turno dell’UE per 18 mesi. Il Consiglio «Affari esteri», invece, è presieduto dall’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, carica istituita dal trattato di Lisbona. Quest’ultimo guida la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione e vigila sulla coerenza della sua azione esterna. Contribuisce all’elaborazione di tale politica e la esegue su mandato del Consiglio, grazie anche al nuovo servizio europeo per l’azione esterna. Agisce anche per la politica di sicurezza e di difesa comune e partecipa alle riunioni del Consiglio europeo.

Parole chiave dell’Unione europea

Il Consiglio esercita assieme al Parlamento le funzioni legislativa e di bilancio. Il trattato di Lisbona ha esteso considerevolmente il numero dei settori per i quali esso delibera a maggioranza qualificata. Il Consiglio è quindi l’istituzione principale con poteri decisionali in materia di politica estera e di sicurezza comune, oltre che di coordinamento delle politiche economiche. Esso riunisce i ministri nazionali e costituisce quindi l’istituzione di rappresentanza degli Stati membri. La sede del Consiglio è  a Bruxelles, ma le riunioni possono aver luogo anche a Lussemburgo.

Consiglio europeo Il Consiglio europeo è stato elevato al rango di istituzione dell’Unione dal trattato di Lisbona. Esso riunisce due volte per semestre i capi di Stato o di governo degli Stati membri dell’Unione europea. Il suo compito è imprimere all’UE l’impulso necessario al suo ulteriore sviluppo e stabilire gli orientamenti politici generali. Non esercita funzioni legislative e le sue decisioni sono prese, in linea di principio, per consenso. Dall’entrata in vigore del trattato di Lisbona, il Consiglio europeo elegge il suo presidente per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una sola volta. Il presidente assicura la preparazione e la continuità dei lavori del Consiglio europeo in cooperazione con il presidente della Commissione e opera per facilitare la coesione e il consenso. Presenta al Parlamento europeo una relazione a seguito di ogni riunione del Consiglio europeo e, al suo livello e nella sua qualità, assicura la rappresentanza esterna dell’Unione, fatte salve le attribuzioni dell’alto rappresentante.

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Parole chiave dell’Unione europea

Corte dei conti europea La Corte dei conti europea, che ha sede a Lussemburgo, è composta di un cittadino di ciascuno Stato membro. La Corte controlla la legalità e la regolarità delle entrate e delle spese dell’Unione europea e di ogni organismo creato dall’UE e ne accerta la sana gestione finanziaria. Essa rilascia al Parlamento europeo e  al Consiglio una dichiarazione di affidabilità dei conti e  di legalità e regolarità delle relative operazioni. La Corte inoltre segnala al Parlamento europeo e al Consiglio ogni caso di irregolarità.

Corte di giustizia dell’Unione europea La Corte di giustizia, che ha sede a Lussemburgo, assicura che l’interpretazione e l’applicazione dei trattati costitutivi vengano rispettate. È composta da un numero di giudici pari al numero degli Stati membri. I giudici sono assistiti da otto avvocati generali, nominati per sei anni dagli Stati membri di comune accordo. La Corte assolve due funzioni principali: verifica la compatibilità degli atti delle istituzioni europee e dei governi con i trattati e si pronuncia, su richiesta di un tribunale nazionale, sull’interpretazione o sulla validità delle disposizioni del diritto dell’Unione. La Corte comprende anche un tribunale, composto di almeno un giudice per ogni Stato membro, e tribunali specializzati.

Mediatore europeo Il Mediatore europeo è abilitato a ricevere le denunce dei cittadini dell’Unione o di qualsiasi persona fisica o  giuridica che risieda o  abbia la sede sociale in uno Stato membro; le denunce devono riguardare casi di cattiva amministrazione nell’operato delle istituzioni o degli organi dell’UE (salvo la Corte di giustizia e il Tribunale). Ad esempio, può trattarsi dell’assenza o del diniego di accesso alle informazioni, di un ritardo amministrativo ingiustificato, di un trattamento iniquo o discriminatorio o della mancanza di trasparenza.

Mercato unico

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L’Unione europea è un grande spazio in cui, per principio, le persone, i beni, i servizi e i capitali possono circolare liberamente tra gli Stati membri senza controlli alle frontiere e senza dazi doganali, come se si trattasse di un unico paese. Tuttavia, è occorso un certo tempo per riuscirci: i dazi doganali tra i paesi della Comunità economica europea sono stati completamente aboliti soltanto il 1º luglio 1968. È occorso poi altro tempo per eliminare altre barriere al commercio e solo alla fine del 1992 il «mercato unico» è diventato realtà.


Ripartizione delle competenze Le competenze dell’Unione europea e dei suoi Stati membri sono ripartite in tre categorie:

I principi di sussidiarietà e di proporzionalità servono a regolare le competenze, onde garantire il rispetto di tale ripartizione.

Parole chiave dell’Unione europea

— le competenze esclusive dell’Unione, per le quali gli Stati membri hanno irrevocabilmente abbandonato qualsiasi possibilità d’azione, vertono essenzialmente sull’unione doganale, le regole di concorrenza, la politica monetaria nella zona euro e la politica commerciale comune; — le competenze condivise, il caso più frequente, riguardano ad esempio il mercato interno, la protezione dei consumatori, l’agricoltura e la pesca, l’energia, i trasporti, la sanità pubblica, la politica sociale e  la coesione territoriale, la ricerca, la cooperazione allo sviluppo e  l’aiuto umanitario, nonché lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia; — le competenze (o settori) di supporto, per le quali l’UE ha il compito di incoraggiare, coordinare e completare l’azione degli Stati membri, coprono in particolare la tutela della salute, l’industria, la cultura, il turismo, l’istruzione e la formazione professionale, la gioventù e lo sport nonché la protezione civile.

Sussidiarietà e proporzionalità Il principio di sussidiarietà è volto a garantire che le decisioni siano adottate il più vicino possibile al cittadino, verificando che l’azione da intraprendere a  livello europeo sia giustificata rispetto alle possibilità offerte dall’azione a livello nazionale, regionale o locale. Concretamente ciò significa che — tranne nei settori che sono di sua esclusiva competenza — l’Unione interviene soltanto quando la sua azione è considerata più efficace di quella intrapresa a livello nazionale, regionale o locale. Il principio di sussidiarietà è strettamente legato al principio di proporzionalità, secondo cui l’azione dell’Unione non deve andare al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi del trattato. Con il trattato di Lisbona, i parlamenti nazionali sono chiamati a verificare che tali principi siano rispettati sin dall’inizio di una procedura legislativa. Un numero sufficiente di parlamenti può imporre alle istituzioni dell’UE di riesaminare l’opportunità dell’atto legislativo proposto e  di motivare la scelta di proseguire la procedura. Il Comitato delle regioni ha acquisito un diritto di ricorso per violazione del principio di sussidiarietà contro atti legislativi che, per essere adottati, richiedono la sua preventiva consultazione.

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Parole chiave dell’Unione europea

Ufficio europeo per la lotta antifrode L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha dal 1º giugno 1999 l’incarico di reprimere le frodi a danno del bilancio dell’Unione europea. L’Ufficio può svolgere indagini sulla gestione e sul finanziamento di tutte le istituzioni e organi dell’Unione e gode di un’indipendenza operativa assoluta.

Unione economica e monetaria L’unione economica e monetaria (UEM) designa un processo volto ad armonizzare le politiche economiche e monetarie degli Stati membri dell’Unione, con l’obiettivo ultimo di creare una moneta unica, l’euro. Il 1º gennaio 1999 si è avuta la fissazione irrevocabile dei tassi di cambio e l’introduzione della moneta unica negli Stati dell’UEM. Il 1º gennaio 2002 le banconote e le monete in euro hanno sostituito le monete nazionali. Non tutti gli Stati membri hanno adottato l’euro come moneta unica. I dodici Stati membri che hanno aderito all’Unione dal 1º maggio 2004 in poi sono tenuti a adottare l’euro non appena soddisferanno tutti i criteri («criteri di convergenza») fissati per garantire che lo sviluppo economico nel quadro dell’UEM sia equilibrato e non provochi tensioni tra gli Stati membri.

Unione europea L’Unione europea si basa sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto nonché del rispetto dei diritti dell’uomo, compresi quelli delle persone che appartengono a minoranze. Tali valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra i sessi.

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Il trattato di Lisbona introduce modifiche sia al trattato sull’Unione europea (trattato di Maastricht) sia al trattato che istituisce la Comunità europea (trattato di Roma). Il trattato istituisce una sola entità dotata di personalità giuridica unica: l’Unione europea. Esso ha pertanto soppresso il vecchio sistema «a tre pilastri», di cui due erano essenzialmente intergovernativi (la politica estera e di sicurezza comune; la giustizia e gli affari interni). Esiste ora un solo quadro istituzionale in cui si applica in generale il «metodo comunitario», eccezion fatta per le procedure particolari previste per la politica estera, di sicurezza e di difesa.


■ Date fondamentali dell’integrazione europea 9 maggio 1950 — Robert Schuman, ministro degli Esteri francese, presenta alcune proposte per la creazione di un’unione del carbone e dell’acciaio tra Francia e Germania Ovest, un progetto basato sulle idee di Jean Monnet. La data del discorso di Robert Schuman (9 maggio) è festeggiata ogni anno come «Giornata dell’Europa». Aprile 1951 — Sulla base del piano Schuman, il Belgio, la Francia, la Germania Ovest, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi istituiscono con il trattato di Parigi la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). Marzo 1957 — I sei paesi fondatori firmano i trattati di Roma, che istituiscono la Comunità economica europea (CEE) o «mercato comune» e la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom); entrambi entrano in vigore il 1º gennaio 1958. Marzo 1958 — Sessione costitutiva dell’Assemblea parlamentare europea. Marzo 1962 — L’Assemblea parlamentare europea è ribattezzata Parlamento europeo. Luglio 1968 — I dazi doganali sui prodotti industriali sono completamente aboliti, 18 mesi prima della data prevista, e viene adottata una tariffa doganale esterna comune. Gennaio 1973 — Primo allargamento della Comunità: la Danimarca, l’Irlanda e il Regno Unito aderiscono alla CEE. Giugno 1979 — Si tengono le prime elezioni del Parlamento europeo a suffragio universale. In precedenza i deputati erano designati dai parlamenti nazionali. I cittadini di nove paesi eleggono 410 deputati europei. Gennaio 1981 — La Grecia aderisce alla CEE. Giugno 1984 — Elezione del Parlamento europeo: dieci paesi eleggono 441 deputati europei. Gennaio 1986 — Il Portogallo e la Spagna aderiscono alla CEE. Luglio 1987  — Entra in vigore l’Atto unico europeo. Le competenze del Parlamento sono rafforzate. 53

Giugno 1989 — Elezione del Parlamento europeo: 12 paesi eleggono 525 deputati europei.


Novembre 1989 — Cade il muro di Berlino, finisce la guerra fredda e si possono iniziare a superare le divisioni dell’Europa.

Date fondamentali dell’integrazione europea

Gennaio 1993 — Sono istituiti il mercato unico e le sue quattro libertà: la libera circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali è ora una realtà. Novembre 1993 — Entra in vigore il trattato sull’Unione europea, firmato a Maastricht. Esso stabilisce l’introduzione di una futura moneta unica, di una politica estera e di sicurezza comune e di una cooperazione più stretta in materia di giustizia e di affari interni. È introdotta la denominazione «Unione europea», che fa riferimento alle precedenti «Comunità europee». Viene instaurata la procedura di codecisione, che attribuisce al Parlamento reali poteri legislativi. Giugno 1994 — Elezione del Parlamento europeo: 12 paesi eleggono 567 deputati europei. Gennaio 1995 — L’Austria, la Finlandia e la Svezia aderiscono all’UE. Maggio 1999 — Entra in vigore il trattato di Amsterdam. Esso prevede misure per riformare le istituzioni comunitarie, rafforzare l’influenza dell’Europa nel mondo e devolvere maggiori risorse a favore dell’occupazione e dei diritti dei cittadini. Giugno 1999 — Elezione del Parlamento europeo: 15 paesi eleggono 626 deputati europei. Dicembre 2001 — Il Consiglio europeo riunito a Laeken adotta una dichiarazione sul futuro dell’Unione che traccia il percorso per la nuova grande riforma dell’UE e istituisce una convenzione, incaricata di elaborare la Costituzione europea. Gennaio 2002 — Le banconote e le monete in euro iniziano a circolare in dodici paesi e sostituiscono le valute nazionali utilizzate fino a quel momento. Febbraio 2003 — Entra in vigore il trattato di Nizza. Il trattato prepara l’UE all’adesione di dieci nuovi Stati membri l’anno successivo. Viene adottata la Carta dei diritti fondamentali. Luglio 2003  — La convenzione sul futuro dell’Europa conclude il lavoro di redazione della Costituzione europea. Maggio 2004 — Repubblica ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria aderiscono all’UE. Giugno 2004 — Elezione del Parlamento europeo: 25 paesi eleggono 732 deputati europei. Ottobre 2004 — I capi di Stato o di governo firmano il trattato che adotta una Costituzione per l’Europa. Maggio-giugno 2005 — Il progetto di Costituzione è respinto in Francia e nei Paesi Bassi per referendum.

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Gennaio 2007 — La Bulgaria e la Romania aderiscono all’UE. Il numero dei deputati europei passa a 785. La Slovenia adotta l’euro.


Marzo 2007 — In occasione del 50º anniversario del trattato di Roma, il Parlamento firma, con il Consiglio e la Commissione, la dichiarazione di Berlino. Ottobre 2007 — Al vertice di Lisbona i capi di Stato o di governo dell’UE trovano un accordo sulla riforma dei trattati.

Gennaio 2008 — Cipro e Malta adottano l’euro. Gennaio 2009 — La Slovacchia adotta l’euro e diventa il sedicesimo Stato membro della zona euro. Giugno 2009 — Elezione del Parlamento europeo: 27 paesi eleggono 736 deputati europei. Dicembre 2009 — Il trattato di Lisbona entra in vigore. L’Unione europea ha personalità giuridica e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione acquisisce valore giuridico vincolante. Il Parlamento ottiene più ampi poteri legislativi, di bilancio e di controllo sulle altre istituzioni. La codecisione — con il voto a maggioranza qualificata in Consiglio — diventa la procedura legislativa ordinaria per l’adozione delle leggi europee ed è estesa alla quasi totalità dei settori di competenza dell’UE. Giugno 2011 — L’Estonia adotta l’euro e diventa il diciassettesimo Stato membro della zona euro.

Date fondamentali dell’integrazione europea

Dicembre 2007 — I  presidenti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione firmano solennemente la Carta dei diritti fondamentali; i capi di Stato o di governo firmano il trattato di Lisbona.

Luglio 2013 — Prevista l’adesione della Croazia.

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■ Gli indirizzi del Parlamento europeo Parlamento europeo Rue Wiertz/Wiertzstraat 60 1047 Bruxelles/Brussel BELGIQUE/BELGIË +32 22842111 +32 22306933

Parlamento europeo Plateau du Kirchberg BP 1601 2929 Luxembourg LUXEMBOURG +352 4300-1 +352 4300-24842

Parlamento europeo Allée du Printemps BP 1024/F 67070 Strasbourg Cedex FRANCE +33 388174001 +33 388174860

Petizioni

Posta del cittadino

Parlamentarium

Parlamento europeo Presidente del Parlamento europeo Rue Wiertz/Wiertzstraat 60 1047 Bruxelles/Brussel BELGIQUE/BELGIË

Parlamento europeo Posta del cittadino GOL03A012 2929 Luxembourg LUXEMBOURG

Parlamento europeo Centro visitatori del Parlamento europeo Bâtiment Willy Brandt Rue Wiertz/Wiertzstraat 60 1047 Bruxelles/Brussel BELGIQUE/BELGIË parlamentarium@europarl.europa.eu

+352 4300-27072

Visite e seminari

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Parlamento europeo Visite e seminari Rue Wiertz/Wiertzstraat 60 1047 Bruxelles/Brussel BELGIQUE/BELGIË +32 22842111 +32 22843530

Parlamento europeo Visite e seminari Bureau de Strasbourg BP 1024 F 67070 Strasbourg Cedex FRANCE +33 388175184

Parlamento europeo Visite e seminari 7, rue du Marché-aux-Herbes 1728 Luxembourg LUXEMBOURG +352 4300-22597 +352 4300-22457 epluxembourg@europarl.europa.eu

È inoltre possibile compilare un modulo in formato elettronico dal sito Internet del Parlamento europeo all’indirizzo www.europarl.europa.eu


Uffici d’informazione

DANMARK

ÉIRE/IRELAND

BRUXELLES/BRUSSEL Indirizzo postale: Rue Wiertz/Wiertzstraat 60 1047 Bruxelles/Brussel BELGIQUE/BELGIË Visite: BQL Rue de Trèves 3 1047 Bruxelles/Brussel BELGIQUE/BELGIË +32 22842005 +32 22307555 epbrussels@europarl.europa.eu www.europarl.be

KØBENHAVN Gothersgade 115 1123 København K DANMARK +45 33143377 +45 33150805 epkobenhavn@europarl.europa.eu www.europarl.dk

DUBLIN 43 Molesworth Street Dublin 2 IRELAND +353 16057900 +353 16057999 epdublin@europarl.europa.eu www.europarl.ie

DEUTSCHLAND

ΕΛΛΑΔΑ/GREECE

BERLIN Unter den Linden 78 10117 Berlin DEUTSCHLAND +49 3022801000 +49 3022801111 epberlin@europarl.europa.eu www.europarl.de

ATHINA Leof. Amalias 8 105 57 Athina GREECE +30 2103278900 +30 2103311540 epathinai@europarl.europa.eu www.europarl.gr

БЪЛГАРИЯ/BULGARIA SOFIA Moskovska Str. 9 1000 Sofia BULGARIA +359 29853545 epsofia@europarl.europa.eu www.europarl.bg ČESKÁ REPUBLIKA PRAHA Jungmannova ul. 24 110 00 Praha 1 ČESKÁ REPUBLIKA +420 255708208 +420 255708200 eppraha@europarl.europa.eu www.evropsky-parlament.cz

MÜNCHEN Erhardtstraße 27 80469 München DEUTSCHLAND +49 8920208790 +49 89202087973 epmuenchen@europarl.europa.eu www.europarl.de

Gli indirizzi del Parlamento europeo

BELGIQUE/BELGIË

ESPAÑA

EESTI

MADRID Paseo de la Castellana, 46 28046 Madrid ESPAÑA +34 914364747 +34 915783171 epmadrid@europarl.europa.eu www.europarl.es

TALLINN Rävala 4 10143 Tallinn EESTI +372 6306969 +372 6306968 eptallinn@europarl.europa.eu www.europarl.ee

BARCELONA Passeig de Gràcia, 90 1r 08008 Barcelona ESPAÑA +34 932722044 +34 932722045 epbarcelona@europarl.europa.eu www.europarlbarcelona.eu 57


Gli indirizzi del Parlamento europeo

FRANCE

ΚΥΠΡΟΣ/CYPRUS

MAGYARORSZÁG

PARIS 288 bd Saint-Germain 75341 Paris Cedex 07 FRANCE +33 140634000 +33 145515253 epparis@europarl.europa.eu www.europarl.fr

NICOSIA Vyronos Avenue 30 1096 Nicosia CYPRUS +357 22870500 +357 22767733 epnicosia@europarl.europa.eu www.europarl.europa.eu/nicosia

STRASBOURG Allée du Printemps Bâtiment Louise Weiss BP 1024/F 67070 Strasbourg Cedex FRANCE +33 388174001 +33 388175184 epstrasbourg@europarl.europa.eu

LATVIJA

BUDAPEST Budapest Lövőház u. 35 1024 MAGYARORSZÁG +36 14113540 +36 14113560 epbudapest@europarl.europa.eu www.europarl.hu

MARSEILLE 2 rue Henri-Barbusse BP 22164 13241 Marseille Cedex 01 FRANCE +33 491914600 +33 491909503 epmarseille@europarl.europa.eu http://sudest.europarl.fr ITALIA

58

ROMA Via IV Novembre 149 00187 Roma ITALIA +39 06699501 +39 0669950200 eproma@europarl.europa.eu www.europarl.it MILANO Corso Magenta 59 20123 Milano ITALIA +39 024344171 +39 02434417500 epmilano@europarl.europa.eu www.europarl.it

RIGA Aspazijas bulvāris 28 Rīga, LV-1050 LATVIJA +371 67085460 +371 67085470 epriga@europarl.europa.eu www.europarl.lv LIETUVA VILNIUS Naugarduko st. 10 LT-01309 Vilnius LIETUVA +370 52120766 +370 52619828 epvilnius@europarl.europa.eu www.europarl.lt LUXEMBOURG LUXEMBOURG 7, rue du Marché-aux-Herbes 1728 Luxembourg LUXEMBOURG +352 4300-22597 +352 4300-22457 epluxembourg@europarl.europa.eu www.europarl.lu

MALTA VALLETTA Europe House 254, St Paul’s Street Valletta 1215 MALTA +356 21235075 +356 21230661 epvalletta@europarl.europa.eu www.europarlmt.eu NEDERLAND DEN HAAG Korte Vijverberg 6 2513 AB Den Haag NEDERLAND +31 703135400 +31 703647001 epdenhaag@europarl.europa.eu www.europeesparlement.nl ÖSTERREICH WIEN Wipplingerstraße 35 1010 Wien ÖSTERREICH +43 151617-0 +43 15132515 epwien@europarl.europa.eu www.europarl.at


SLOVENIJA

UNITED KINGDOM

WARSZAWA Ul. Jasna 14/16a 00-041 Warszawa POLSKA +48 225952470 +48 225952480 epwarszawa@europarl.europa.eu www.europarl.pl

LJUBLJANA Breg 14 SI-1000 Ljubljana SLOVENIJA +386 12528830

LONDON 32 Smith Square London SW1P 3EU UNITED KINGDOM +44 2072274300

WROCŁAW Ul. Widok 10 50-052 Wrocław POLSKA +48 713376363 +48 713472340 epwroclaw@europarl.europa.eu PORTUGAL LISBOA Largo Jean Monnet 1-6 1269-070 Lisboa PORTUGAL +351 213504900 +351 213540004 eplisboa@europarl.europa.eu www.parleurop.pt ROMÂNIA BUCUREŞTI Strada Vasile Lascăr, nr. 31 et 1 Sector 2 020492 Bucureşti ROMÂNIA +40 213157986 +40 213157929 epbucarest@europarl.europa.eu www.europarl.ro

+386 12528840 epljubljana@europarl.europa.eu www.europarl.si SLOVENSKO BRATISLAVA Palisády 29 811 06 Bratislava SLOVENSKO +421 259429697 +421 259429687 epbratislava@europarl.europa.eu www.europskyparlament.sk SUOMI/FINLAND HELSINKI/HELSINGFORS Malminkatu 16/ Malmgatan 16 FI-00100 Helsinki/Helsingfors SUOMI/FINLAND +358 96220450 +358 96222610 ephelsinki@europarl.europa.eu www.europarl.fi SVERIGE STOCKHOLM Regeringsgatan 65, 6 tr. SE-111 56 Stockholm SVERIGE +46 856244455

EDINBURGH The Tun 4 Jackson’s Entry Holyrood Road Edinburgh EH8 8PJ UNITED KINGDOM +44 1315577866 +44 1315574977 epedinburgh@europarl.europa.eu www.europarl.org.uk

Liaison Office with US Congress USA Washington 2175 K Street NW 6th floor Washington, DC 20037 USA +1 202 8624730 epwashington@europarl.europa.eu www.europarl.europa.eu/us

59

+46 856244499 epstockholm@europarl.europa.eu www.europaparlamentet.se

+44 2072274302 eplondon@europarl.europa.eu www.europarl.org.uk

GLI INDIRIZZI DEL PARLAMENTO EUROPEO

POLSKA


www.europarl.europa.eu La presente pubblicazione è stata realizzata dalla direzione generale della Comunicazione del Parlamento europeo.

QA-31-11-337-IT-C

Per ulteriori informazioni visitare il sito Internet:

Manoscritto terminato nel gennaio 2012.

Fonti fotografiche Bernard Rouffignac/Architetti: Architecture Studio, pagine 2, 3, 43, 55; ccvision.de, pagina 15; Corbis, pagine 10, 12, 16, 20; Phovoir, pagina 14; Unione europea, pagine 8, 18, 24, 28, 31, 32; Unione europea/ECHO/ Daniel Dickinson, pagina 26; Unione europea/Pietro Naj-Oleari, pagine 6, 18, 30; Unione europea/Architetti: Architecture Studio, copertina, pagine 36, 42; Unione europea/Pietro Naj-Oleari/Architetti: Architecture Studio, pagina 40; Unione europea/Pietro Naj-Oleari/Architetti: Association des architectes du CIC: Vanden Bossche sprl, C.R.V. s.a., CDG sprl, Studiegroep D. Bontinck, Façade and Hemicycle Interior Design- Arch. Michel Bouquillon, pagine 18, 34. Numerose altre informazioni sull‘Unione europea sono disponibili su Internet consultando il portale Europa (http://europa.eu). Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2012 doi:10.2861/30668 © Unione europea, 2012 Riproduzione autorizzata con citazione della fonte. Printed in Luxembourg STAMPATO SU CARTA SBIANCATA SENZA CLORO ELEMENTARE (ECF)

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