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AMBIENTE

MENSILE - TECNOLOGIE AMBIENTALI PER L’INDUSTRIA E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE -

ANNO XXX MAGGIO 2019

N5


SOMMARIO 5

PANORAMA

MACCHINE & STRUMENTAZIONE

Gli analizzatori Biogas ETG 6500

DEPURAZIONE Il depuratore smart di Trieste

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Le pome Kut-All La pulizia della vasca senza fermata

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Ieri per pulire una vasca si utilizzava l’auto-spurgo, oggi si usa il sistema IEP in totale sicurezza

TECNOLOGIE

La pastorizzazione meno energivora La piscina pulita con la fotocatalisi

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Un’ampia gamma di strumenti per monitorare il gas di fermentazione prodotto in discarica, nei biodigestori e dal trattamento dei reflui

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Messo a punto dall’Enea un innovativo sistema che impiega la CO2 come refrigerante e sfrutta l’energia dell'aria o dell’acqua

Una tecnologia altamente innovativa, semplice da applicare, poco aggressiva, sostenibile ed economica

Via le ceneri dalla biomassa Il riutilizzo di acque industriali La depurazione 4.0

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Sgravi fiscali e superammortamenti applicando la tecnologia giusta che consente riutilizzo delle acque, risparmi energetici ed economici

ECOTECH

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ENTERPRISE EUROPE NETWORK

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BIOMASSE & BIOGAS Biometano in rete anche in Toscana

INSERZIONISTI 23

Ammodernamento tecnologico per migliorare il riciclo dei rifiuti organici producendo carburante pulito, senza emissioni

Biometano e CO2 ecologica

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PIù resa in biogas

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La recente biotecnologia interviene sostenendo la produzione di metano ed energia nei digestori biologici di tipo anaerobico

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Sviluppato un processo per rimuoverne il contenuto e fornire materie prime di alta qualità e valore

NCR BIOCHEMICAL IDEE & PRODOTTI AMG IMPIANTI SRL BIO ECO ACTIVE SRL PLASTIC PROJECT EUROPEAN SRL I.S.P.A. SRL ETG RISORSE E TECNOLOGIA SRL AERZEN ITALIA SRL IDROCLEAN SRL CORRADI & GHISOLFI SRL RAGAZZINI SRL FANTONI SRL

GLI INDIRIZZI DELLE AZIENDE CITATE SONO A PAG. 39 Hi-Tech Ambiente

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panorama RePoRt CdP

SOS impatto ambientale secondo il report CdP un numero crescente di aziende, governi e amministrazioni locali e regionali si sta sempre più impegnando sul fronte ambientale per tutelare clima, acqua e le foreste. La ricerca prende in esame i dati di 48 delle più grandi aziende italiane con il maggiore impatto ambientale, oltre ai dati relativi a 25 città e regioni, che rappresentano insieme circa 40 milioni di abitanti. i dati analizzati dimostrano che in italia circa 9 aziende su 10 hanno fissato obiettivi precisi e concreti per ridurre le proprie emissioni e il 96% di queste sta dimostrando un atteggiamento di crescente responsabilità, portando gli argomenti di

sensibilizzazione sul clima già ai tavoli di discussione dei propri Cda.

sono invece 14 le città italiane che hanno già attivi piani di riduzione delle emissioni, e tra queste vi so-

no grandi città come Milano, Venezia e napoli. tuttavia, dal report emerge un divario significativo tra il dire e il fare e ancor prima tra la consapevolezza dei rischi e i cambiamenti che è necessario apportare affinché la condizione dell’ambiente possa migliorare. ad oggi 8 aziende italiane si sono già impegnate formalmente con l’obiettivo di ridurre le proprie emissioni future sino al livello necessario a mantenere l’innalzamento della temperatura globale inferiore a 2 °C. enel, ad esempio, è la prima realtà italiana ad aver ottenuto l’approvazione ufficiale dei propri obiettivi per lo sviluppo sostenibile. sebbene in italia siano sempre più in crescita i piani aziendali di azioni per il clima, resta ancora molto lavoro da fare per ridurre i rischi legati alla deforestazione e all’approvvigionamento idrico.

RaPPoRto 2018

Quanto e’ diffusa?

L’attuazione delle VAS in Italia

L'economia circolare oggi

secondo il Rapporto 2018 sull’attuazione della Vas (Valutazione ambientale strategica) in italia, pubblicato dal Ministero dell’ambiente, e che raccoglie ed esamina le procedure concluse nel 2017 a livello statale, regionale e locale, si evince che i dati sono in linea con il rilevamento dell’anno precedente. il report, che quindi documenta il graduale processo di integrazione delle strategie di sviluppo sostenibile nei piani e nei programmi, testimonia un’attività di valutazione che si attesta su valori costanti, da attribuire ai procedimenti di revisione e aggiornamento che ciclicamente interessano gli strumenti di pianificazione, per quanto riguarda le regioni, e al periodico aggiornamento degli strumenti urbanistici per

quanto attiene il livello territoriale locale, che rappresenta l’ambito di prevalente applicazione delle procedure di Vas e di Verifica di assoggettabilità a Vas. nel 2017, sono stati conclusi tre procedimenti di Vas di competenza statale e 368 di competenza non statale, di cui ben 332 riguardanti i piani urbanistici intercomunali, comunali e attuativi. Per quanto riguarda la durata media dei procedimenti non statali si va dai 14 mesi del Veneto ai 94 della Puglia (con una media tra le diverse regioni di 38 mesi). il numero delle verifiche di assoggettabilità a Vas, invece, nel 2017 è stato di 1.425, di totale competenza non statale. si va dai 169 procedimenti del Piemonte ai 6 dell’abruzzo.

L’economia circolare altro non è che un sistema industriale, produttivo e sociale non più votato allo spreco ma alla circolarità di beni e prodotti. Ma quanto è effettivamente diffusa la circular economy nel nostro Paese? secondo quanto emerge dalla ricerca "L'economia Circolare in italia - la filiera del riciclo, asse portante di un'economia senza rifiuti” (curata da ambiente italia), l'economia circolare in italia vale oggi 88 miliardi di fatturato, 22 miliardi di valore aggiunto, ovvero l'1,5% del valore aggiunto nazionale. si tratta di un settore, infatti, che dà lavoro a oltre 575.000 persone. e il cuore dell’economia circolare è rappresentato dalla filiera del riciclo, che in italia raggiungere numeri di tutto rispetto. nel nostro Paese, nel 2017, è stato avviato a riciclo il 67,5% dei rifiuti di imballaggio, per un totale di 8,8 milioni di tonnellate, ossia +3,7% rispetto al 2016. Considerando anche la quota di imballaggi destinata a recupero energetico, lo scorso anno 10,2 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio sono stati valo-

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rizzati. Ciò significa che 8 imballaggi su 10 sono oggi sottratti alla discarica e trasformati in nuove materie prime ed energia da reimmettere nei cicli produttivi. il nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, poi, segna un passaggio importante anche per il sistema di gestione dei rifiuti di imballaggio in italia fissando ambiziosi obiettivi di riciclo al 2025 e 2030. L’italia è già sulla buona strada: con il 67,5% raggiunto nel 2017 ha già superato il nuovo target europeo fissato per il 2025 e non è distante dall’obiettivo del 70% da raggiungere entro il 2030.


a2a e’ La MiGLioRe

Top Utility: sostenibilità e innovazione in italia il settore dei servizi di pubblica utilità è strategico ed è enorme lo sforzo fatto per migliorare in efficienza e tecnologie Crescono gli investimenti delle maggiori utility italiane (+25,6% nel 2017 rispetto all’anno prima), ma aumenta anche l’attenzione alla sostenibilità, ritenuta sempre più strategica nella creazione di valore, al pari di ricerca e innovazione, conseguita grazie a collaborazioni con start-up in grado di fornire nuove idee e soluzioni a un settore che deve affrontare la rivoluzione digitale. sono alcune delle indicazioni principali della 7a edizione del rapporto top utility analysis di althesys, che ha come di consueto analizzato economics, attività e servizi erogati dalle maggiori 100 utility pubbliche e private italiane attive nei settori acqua, rifiuti, gas e luce. a eccellere in assoluto nell’ambito dei servizi pubblici locali
è a2a, mentre prima per sostenibilità è invece acque. a distinguersi per la comunicazione senz’altro è Hera, mentre al top per ricerca e innova-

zione è Gruppo Cap. Le 100 maggiori utility operanti in italia hanno generato nel 2017 un valore della produzione aggregato prossimo ai 112 miliardi di euro, pari al 6,5% del PiL italiano. Continua il fenomeno delle concentrazioni; tuttavia, le grandi imprese sono in numero limitato, dato che solo il 12% supera il miliardo di euro di ricavi, mentre sono assai numerose le medio-piccole dalla forte vocazione

territoriale: il 53% ha ricavi inferiori ai 100 milioni. il 67% delle aziende è a totale capitale pubblico, mentre il 20% è misto e il 9% è quotato in Borsa e solo il 4% privato. nell’idrico, non ci sono aziende private. Queste 100 aziende rappresentano una parte consistente dei mercati di riferimento. Coprono, ad esempio, il 70,2% dell’acqua distribuita e il 43% dei rifiuti urbani raccolti.

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La sharing mobility in Italia La sharing mobility è un fenomeno socio-economico che investe il settore dei trasporti. dal lato della domanda, consiste in una generale trasformazione del comportamento degli individui che tendono progressivamente a preferire l'accesso temporaneo ai servizi di mobilità piuttosto che l'utilizzo del proprio mezzo di trasporto. dal lato dell'offerta, invece, il fenomeno consiste nell'affermazione e diffusione di servizi di mobilità che utilizzano le tecnologie digitali per facilitare la condivisione di veicoli e/o tragitti realizzando servizi scalabili, interattivi e più efficienti. Questi sono gli obiettivi dell'osservatorio nazionale sharing Mobility, una piattaforma di col-

laborazione tra istituzioni pubbliche e private, operatori di mobilità condivisa e mondo della ricerca. sul sito, consultabile all'indirizzo www.osservatoriosharingmobility.it sono indicati tutti i membri partecipanti al progetto

ed è offerta la possibilità di inviare una richiesta di partecipazione. Con pochi click, inoltre, si possono consultare e scaricare tutti i documenti e le presentazioni elaborate dall'osservatorio. una sezione è poi dedicata alle "news" sull'argomento, contenenti interessanti articoli sui servizi di sharing mobility, e un'altra ancora che contiene video-interviste realizzate durante le conferenze. una piattaforma sicuramente utile, quindi, per chi vuole approcciarsi al mondo della mobilità condivisa, un fenomeno in costante crescita ed evoluzione in italia.

www.osservatoriosharingmobility.it

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È soprattutto la voce degli investimenti in impianti, reti ed attrezzature quella che nel 2017 è cresciuta maggiormente, salendo a 5,7 miliardi di euro contro i 4,5 miliardi del 2016 (+25,6%). tale valore rappresenta l’1,9% degli investimenti fissi lordi in italia nel 2017 e lo 0,3% del PiL nazionale. da segnalare i 916 milioni di euro di investimenti delle imprese del sistema idrico (+21,1%), che testimoniano gli sforzi in atto per migliorare la qualità delle reti. L’investimento medio per abitante nel servizio idrico è di 47,6 euro; mentre gli investimenti pro capite nel waste management ammontano a 9,4 euro/ab. per le monoutility, e di 19,4 per le multiutility. Quanto ai ricavi, da evidenziare l’incremento a valore della produzione del 5% per le monoutility del sistema idrico e del 4% per le monoutility del settore rifiuti. La sostenibilità è sempre più strategica per le top utility italiane: aumentano i rapporti di sostenibilità e le certificazioni ambientali. il servizio non migliora, ma calano i reclami. Ma sono soprattutto innovazione e ricerca che stanno diventando fattori sempre più strategici nei piani industriali delle utility. La tendenza è lo sviluppo di approcci cooperativi e di open innovation attraverso collaborazioni con start-up innovative, e prosegue l’impegno sul fronte della digitalizzazione.

ERRATA CORRIGE Hi-tech ambiente di aprile, pag.6, articolo "La logistica attenta all'ambiente" si precisa che: Gs1 italy non fa parte di nielsen, ma è invece un'associazione indipendente che riunisce imprese del largo consumo. ecologistiCo2, in particolare, è stato sviluppato da eCR italia, associazione attiva all’interno di Gs1 italy, in collaborazione con GreenRouter.


Le aziende di igiene urbana della toscana hanno unito il loro impegno sul fronte della comunicazione ai cittadini, varando iniziative e campagne valide per tutto il territorio. L’obiettivo è quello di spiegare l’eccellenza toscana nella valorizzazione dei materiali raccolti separatamente dai cittadini e recuperati negli impianti della regione, grazie a un’efficiente industria del riciclo. e sfruttando le nuove forme di comunicazione, è stata sviluppato il progetto “Rifiuti: una storia continua”, realizzato dal gruppo di lavoro toscana Ricicla in collaborazione con i Consorzi nazionali di filiera. Questo nuova campagna di sensibilizzazione a una corretta raccolta differenziata dei rifiuti prevede 4 serial, composti da 8 puntate ciascuno della durata di circa 2 minuti, che fanno la parodia alle fiction tv più note, in modo che la parodia, la riconoscibilità dei contesti e il taglio ironico abbiano l’appeal necessario per coinvolgere il pubblico, favorire la visualizzazione e la “viralizzazione”. La diffusione avverrà principalmente sui social network, ma è prevista anche nei circuiti tradizionali come tv e sale cinematografiche. ogni serial racconta comportamenti corretti

tosCana RiCiCLa

Una fiction “spazzatura” un susseguirsi di serie tv, parodia di quelle originali, che fa piazza pulita dei dubbi sulla raccolta differenziata

in materia di raccolta differenziata, con personaggi e altri elementi ricorrenti, con più episodi autoconclusivi. ogni microstoria, nel finale, prevede un pannello raccontato da voce fuori campo in cui sono riportate sinteticamente le istruzioni/conclusioni della puntata rispetto alla gestione dei rifiuti. a fine 2018 sono andati on line le prime due serie: C.s.i.

toscana, dove la squadra investigativa indaga per chiarire ai cittadini la necessità di riconoscere e suddividere i rifiuti (“non è un crimine!”), eliminarne parti estranee (i banditi!), “falsi amici” e avanzi di cibo, le modalità (piega, compatta, svuota, etc..) per il corretto conferimento; “trash & the City” dove un gruppo di donne, dai caratteri diversi, affrontano e

Rifiuti: nuovo corso Arera Con la legge 205/2107, aReRa (autorità di Regolazione per energia Reti e ambiente) si è vista attribuire competenze di regolazione e controllo sul ciclo dei rifiuti urbani, arrivando alla totalità delle attribuzioni previste dalla propria legge istitutiva n.481/95. il nuovo corso è stato voluto dal legislatore al fine di garantire per il ciclo integrato dei rifiuti un assetto regolatorio centralizzato, imperniato sulla presenza di un'amministrazione tecnica indipendente, con consolidata esperienza in altri settori. arera, quindi, ha avviato un procedimento per istituire un sistema di monitoraggio delle tariffe per il servizio integrato di gestione dei rifiuti, anche differenziati, urbani e assimilati, e dei singoli servizi

che costituiscono attività di gestione (riferimento delibera 715/2018/R/rif). Con questa novità, tutti coloro che operano nel ciclo di gestione dei rifiuti saranno tenuti a trasmettere i costi sostenuti e le relative fonti contabili obbligatorie che certifichino gli elementi di

costo e investimento. i dati, inoltre, dovranno essere inviati all'ente di governo d'ambito o, se mancante o non operativo, a un'altra autorità territorialmente competente, per essere validati. sono inoltre previsti specifichi obblighi di accreditamento all'anagrafica operatori. tra le novità, vi è anche la pubblicazione del primo documento per la consultazione in materia regolazione tariffaria per il ciclo di gestione dei rifiuti, anche differenziati, urbani e assimilati (713/2018 /R/rif). il testo contiene gli orientamenti iniziali di arera in materia di criteri per la determinazione dei corrispettivi del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani e dei singoli servizi che costitui-

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discutono in ogni puntata di un problema relativo ai rifiuti e su come debbano essere conferiti secondo le regole. Quest’anno il progetto prosegue con le altre due serie: “Cassonetti da incubo”, liberamente tratto da “Cucine da incubo”, dove una telecamera posizionata all’interno dei diversi cassonetti inquadra le persone che conferiscono i vari rifiuti, commentando le loro azioni, consigliando quali cose mettere e non mettere, sottolineando gli errori e ringraziando per le “buone azioni”; “trono di spazzatura” che, prendendo spunto dalla serie di genere fantasy statunitense, inquadra un trono in materiali riciclati decorato con una spalliera di “scope”, dove personaggi, anche celebrità e amministratori, “impongono” ironicamente il loro punto di vista sui rifiuti e sulla corretta raccolta differenziata. scono attività di gestione (raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti). tali criteri tengono conto degli obiettivi di natura ambientale previsti dalla nuova disciplina europea (Pacchetto economia circolare). infine, con la delibera 714/20188/ R/rif, prende il via anche la procedura per la raccolta di informazioni rivolta a chi fornisce i servizi di trattamento dei rifiuti. nel dettaglio, la richiesta di dati e documenti è rivolta ai gestori di impianti di trattamento meccanico-biologico, di incenerimento e di discariche. Lo scopo dell'operazione è disporre di elementi funzionali sia alla definizione della regolazione delle condizioni di accesso ai suddetti impianti, sia all'espletamento delle funzioni di controllo intestate all'autorità dalla legge istitutiva, con particolare riferimento ai prezzi praticati dai gestori degli impianti agli utenti dei servizi.


DEPURAZIONE A C Q U A

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A R I A

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S U O L O

Il depuratore smart di Trieste Un'eccellenza tecnologica

L’impianto di servola, di recente costruzione, è un concentrato di sofisticate tecnologie al servizio dell’ambiente

nell'area triestina è attivo da alcuni anni un piano strategico per ammodernare il proprio sistema fognario-depurativo. numerosi e importanti sono già stati gli interventi di rinnovo, adeguamento e potenziamento delle strutture per rendere sempre più sostenibile la gestione delle acque reflue. tra questi sicuramente spicca la realizzazione del depuratore di servola, ma anche opere forse più piccole ma non per questo meno importanti, come ad esempio l’informatizzazione del sistema fognario per la prevenzione degli allagamenti (progetto eaqua). La costruzione del nuovo depuratore, comunque, ha avuto anche una importante valenza economica oltre che ambientale, perché ha portato alla sospensione della procedura di infrazione a cui l’ue a-

veva sottoposto la Regione friuliVenezia Giulia dal 2008. a causare il provvedimento comunitario era stata la fase del trattamento biologico, che avveniva mediante

una condotta sottomarina di 7,5 km dotata di 600 torrini diffusori. Con l’avvio dell’impianto di servola, invece, questa importante fase avviene a terra.

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il nuovo depuratore è inoltre dotato di sofisticate tecnologie che gli consentono di potersi definire un impianto smart. innanzitutto, grazie alla collaborazione con l’istituto nazionale di oceanografia e di Geofisica sperimentale (oGs) di trieste, incaricato del monitoraggio marino, ogni trattamento delle acque può essere calibrato in modo dinamico. in pratica, l'impianto è capace di regolare in modo intelligente l'abbattimento dei nutrienti (principalmente fosforo e azoto) nei reflui in base al fabbisogno di nutrienti dell'ecosistema marino del Golfo di trieste. tra gli altri elementi innovativi i più significativi sono sicuramente: la tecnologia sedipac d di degremont suez, che consente la sedimentazione primaria in un quinto dello spazio che sarebbe necessario con tecnologie tradizionali;


La pulizia della vasca senza fermata La tradizione cede il passo all’innovazione

ieri per pulire una vasca si utilizzava l’auto-spurgo, oggi si usa il sistema ieP in totale sicurezza e’ una vera rivoluzione e permette di lavorare a vasca piena, senza interferenze con le proprie attività produttive e in totale sicurezza. stiamo parlando del sistema di pulizia delle vasche di idee & Prodotti. nessuno entra all’interno della vasca, non bisogna preoccuparsi dell’inagibilità della stessa in caso di emergenze, neppure di gestire grandi volumi di acqua non scaricabile per accedere al materiale sedimentato. L’intervento di pulizia non è invasivo e può essere programmato in ogni periodo dell’anno. L’operazione è effettuata in linea:, aspirazione, pompaggio e condizionamento con la riduzione di volume in loco. nessun impatto e sversamenti o rovesciamenti sono evitati. e tutto ciò grazie ad apneo, come primo step, un robot ad immersione che ha il compito di muoversi sul fondo della vasca, spostando il materiale, che

viene aspirato dalla pompa tarua che sostituisce l’auto-spurgo e alimenta in continuo il dry Box per la riduzione del volume in loco. il filtrato ritorna poi in vasca. tarua è compatta e carrellata, così da poter raggiungere il bordo vasca anche in spazi ridotti, ed e-

la tecnologia Biofor di degremont suez, per completare l'eliminazione delle sostanze azotate mediante microsfere ricoperte da colonie batteriche, la tecnologia Biostyr di Veolia, mediante la quale colonie batteriche presenti su miliardi di microsfere aggrediscono i composti organici e azotati dei reflui; la tecnologia densadeg di degremont suez, per un efficace trattamento del fosforo che viene isolato e rimosso sotto forma di fanghi. L’impianto di servola, gestito da acegasapsamga (Gruppo Hera), occupa una superficie di

34.500 mq, serve 190.000 ab.eq. e tratta 80.000-100.000 mc/giorno di reflui. L’impianto vede una totale copertura di tutti i processi di trattamento. tutte le vasche sono infatti coperte, così come è completamente coperto il corridoio di accesso a queste e a tutta l'impiantistica a supporto. in questo modo si conseguono due importanti obiettivi. da un lato, la totale garanzia di assenza di odori. dall'altro, la possibilità di effettuare operazioni di gestione e manutenzione in assoluta sicurezza e prescindere dagli eventi atmosferici.

sprimendo la maggiore capacità di aspirazione. il dry Boxoltre è la versione aggiornata del già noto dry Box, ed è capace di sedimentare e filtrare a gravità dinamica grazie alla dotazione di un particolare alimentatore e un canale di stramazzo. il tetto ventilato e l’impianto filtrodinamico consentono di diminuire i tempi di riposo dall’ultima alimentazione (12h, pari ad una notte) sia di aumentare i flussi in alimentazione, fino a 30 mc/h. nessuna preoccupazione per il volume di acqua contenuto nella vasca, poiché l’unico elemento d’interesse è il volume di solidi sedimentati. ed è proprio in funzione di questo dato che i&P elabora un piano gestionale ed economico. Lavorare in continuo e ridurre il volume in loco fa risparmiare, perché si impiega meno tempo e si smaltisce in media un volume

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inferiore di 5-8 volte il volume che smaltirebbe un auto-spurgo. tra i recenti interventi di pulizia di successo effettuati dall’azienda, da segnalare quello in una vasca presso un’industria chimica, della profondità di 5 m sul cui fondo era presente un sedimento di circa 100 mc. L’intervento ho portato allo smaltimento 70 ton di fango disidratato (ps 1,5 e movimentati 400 mc di fango). il cantiere è durato una settimana con un’operatività a giorni alterni, per un totale di 3 giorni reali. il cantiere ha visto l’impiego di di n.1 robot apneo, n. 1 pompa tarua da da 30 mc/h e n.2 dry Boxoltre. Lo stesso cliente due anni prima aveva effettuato l’intervento con autobotte, smaltendo circa 450 ton di fango mediante 37 viaggi, i,piegando 3 autospurghi e due settimane di lavoro.


La piscina pulita con la fotocatalisi Bio Eco Active

una tecnologia altamente innovativa, semplice da applicare, poco aggressiva, sostenibile ed economica Bio eco active (Bea) è un laboratorio di analisi, ricerca e sviluppo che nasce per progettare, sintetizzare e caratterizzare materiali innovativi eco-friendly nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente a sostegno dell’economia circolare. Bea, fra le sue ricerche e tecnologie, sviluppa una serie di trattamenti atti a depurare diverse tipologie di acque reflue, creando soluzioni efficaci e risolutive mediante specifici processi finalizzati alla rimozione dei più importanti inquinanti. L’approccio scientifico e di ricerca di anni in questo settore ha permesso di sviluppare metodologie non solo per la depurazione di acque in genere, ma in modo specifico per la pulizia delle piscine attraverso una tecnologia altamente innovativa basata sulla fotocatalisi, in modo semplice, meno aggressiva, sostenibile e più economica. Come è ben risaputo nell’acqua delle piscine si formano microorganismi e sostanze indesiderabili provenienti dall’afflusso delle persone e, garantirla pulita attraverso un rinnovamento costante, è troppo costoso. inoltre, ciò non risolve il problema degli inquinanti che rimangono sulle pareti delle piscine; l’acqua ricircolata causa l'aumento della concentrazione di agenti patogeni, di sostanze inquinanti e il moltiplicarsi di microorganismi, sviluppando in questo modo rischi di contagio. L’acqua delle piscine viene normalmente arricchita con composti disinfettanti, spesso a base di cloro. Per preservare il cloro dalla degradazione dei raggi ultravioletti del sole nelle piscine scoperte viene utilizzato acido cianurico che garan-

tisce per un tempo maggiore l’azione di rilascio del cloro stesso, limitando così la formazione di agenti infestanti come alghe e batteri. L’azione del sole, infatti, contribuisce alla degradazione del cloro facendo perdere le caratteristiche disinfettanti per cui viene utilizzato. il cloro attivo viene somministrato legato all’acido cianurico sotto forma di due prodotti, il bicloroisocianurato e il tricloroisocianurato, che lo sta-

bilizza garantendo l’igiene della vasca e previene la prolificazione di alghe e batteri che altrimenti andrebbero a compromettere la trasparenza dell’acqua. in questo modo l’acido cianurico rallenta la rapida dissociazione dei composti clorurati per via dei raggi solari, mantenendo le funzioni di disinfezione e ossidazione. È importante sapere che questo acido viene utilizzato in tutte le pisci-

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ne, tranne in quelle coperte, dove il sole è inesistente, mentre in quelle scoperte o esterne il suo utilizzo diventa fondamentale. ad esempio in una piscina pubblica il livello di inquinamento dato dalla notevole affluenza delle persone rappresenta un rischio, soprattutto durante le ore più calde della giornata. tanto è importante l’utilizzo del cloro associato all’acido cianurico quanto lo è sapere che il suo accumulo determina una perdita di prestazioni disinfettanti da parte del cloro. L’acido cloroisocianurico si ottiene dal processo di clorurazione dell’acido cianurico, una sostanza a lento rilascio di cloro; questo va poi a liberarsi in forma gassosa, mentre l’acido cianurico ha un decorso di degradazione molto lento, quindi nel corso della stagione si ottiene un suo accumulo nell’acqua. Quando aumenta la concentrazione della sostanza nell’acqua il cloro riduce il suo potenziale di ossidazione, perde la sua efficacia e diventa un nemico per la salute degli utilizzatori della piscina. il metodo normalmente utilizzato per diminuire la concentrazione dell’agente chimico è cambiare parte dell’acqua presente nella vasca, in modo da diluire la concentrazione dell’acido. L’innovazione di Bio eco active consiste nell’utilizzo di particelle inorganiche a base di biossido di titanio brevettate, non tossiche, altamente fotocatalitiche che presentano un’elevata area superficiale, reattività e nano-strutturazione. Vengono sintetizzate presso i nostri laboratori e sono applicabili, fra le altre cose, per aumentare l’efficienza dei processi di pulizia delle acque, migliorando nello stesso tem-


po gli aspetti economici e di gestione. Questa tecnologia associa il potenziale disinfettante della luce uV, che agisce direttamente sul dna dei batteri, a un catalizzatore inorganico a base di biossido di titanio, producendo un processo fotocatalitico a carico delle molecole organiche. tali particelle catalitiche in sinergia con la luce uV promuovono processi di ossidazione equivalenti alla reazione di fenton basandosi sulla generazione di radicali ossidrili. test in laboratorio hanno dimostrato l’efficacia del processo anche su un’acqua saturata con acido cianurico legato al cloro, riproducendo ciò che avviene normalmente in una piscina. La combinazione vincente di uV e foto-catalizzatore permette di avere una doppia funzione: - la luce uV potenzia il processo di debatterizzazione della piscina, diminuendo di conseguenza le dosi di reagente chimico (cloro + acido cianurico) da aggiungere; - la generazione del potenziale ossidante data dal catalizzatore inorganico, riesce a degradare velocemente anche le sostanze organiche più stabili e recalcitranti, abbassando

ad esempio la concentrazione di acido cianurico presente nell’acqua. i vantaggi della tecnologia proposta da Bio eco active si traducono nella diminuzione delle dosi di cloro necessarie nella piscina con conseguente abbassamento di utilizzo reagenti chimici, oltre ad un risparmio energetico e alla facilità di gestione, in quanto non si ha più la necessità di sostituire periodicamente l’acqua all’interno delle vasche. Questa tecnologia Bea realizza un meccanismo di depurazione simile a quello che avviene normalmente in natura, con un processo d’azione che agisce direttamente sulla molecola inquinante, in modo meno costoso e più semplice, aumentando la sicurezza per la salute. Le innovative particelle di biossido di titanio, inserite in un apposito foto-reattore, sono in grado di agire opportunamente grazie all’utilizzo di una lampada uVC. Questo innovativo processo può essere adattato e utilizzato con successo in molti altri processi di depurazione di acque reflue. A. Turchiarulo - E. D’Amen V. Tessore - N. Roveri

La rete cattura rifiuti tanti rifiuti, troppi, finiscono nelle acque di fiumi e mari provenienti anche dagli scarichi fognari. una soluzione tanto semplice quanto efficace per rimuoverli arriva dall’australia, che dalla scorsa estate sta sperimentando presso la cittadina di Kwinana il sistema stormX della storm Water system. esso consiste in una rete posizionata all'uscita dagli scarichi fognari nella quale restano intrappolati detriti di piccole e grandi dimensioni, così da evitarne il loro diffondersi nell'ambiente. si tratta di un metodo alquanto semplice eppure estremamente efficace: nel giro di qualche settimana, le prime due reti installate dalle autorità cittadine australiane hanno catturato oltre 360 kg di rifiuti. Visti i sorprendenti risultati, è stato deciso di estendere a tutta la

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città l’impiego di queste "trappole". Queste reti, il cui costo di fabbricazione e installazione si aggira ad oggi intorno ai 6.000 euro cadauna, sono state installate sulle bocche di drenaggio in calcestruzzo da 750 mm e 450 mm di diametro, e sono state pulite tre volte. esse consentono la completa cattura di inquinanti grossolani fino a 5 mm, inclusi materiali organici (come le foglie). Raccolgono, quindi, qualunque rifiuto e detrito che viene a trovarsi nel deflusso delle acque piovane.


Il riutilizzo di acque industriali Tecnologie e processi

Modulo di elettro-ossidazione catalitica - Axine Water Tech.

L’ideale è raggiungere lo “scarico zero”, ma in molti contesti è opportuno almeno un programma di “scarico minimo” Qualsiasi tipo di industria inevitabilmente ha bisogno di acqua, se non altro per le operazioni di pulizia. in europa il 40% dell’acqua consumata è utilizzato dalle industrie, e statistiche delle nazioni unite prevedono che nell’arco dei primi 50 anni di questo secolo il consumo di acqua per usi industriali aumenterà del 400%. L’aumento della domanda è destinato a scontrarsi con la sempre minore disponibilità delle risorse idriche, a causa dell’incremento di popolazione, dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici in atto. Le tecnologie di riutilizzo delle acque sono quindi destinate a diventare di uso comune: anche in questo campo sono validi i principi dell’economia circolare, per cui il rifiuto/refluo di un processo deve diventare la materia prima del processo successivo. in molti casi questo è già conveniente anche dal punto di vista economico, se si sommano insieme le spese di approvvigionamento dell’acqua, quella del suo trattamento per renderla adatta agli usi industriali e quelle per la depurazione finale; non sono rari i casi in cui l’investimento in un sistema di riutilizzo delle acque reflue industriali si è ripagato in meno di 5 anni. SCARICO ZERO E SCARICO MINIMO

L’ideale sarebbe arrivare allo “scarico zero” (ZLd - Zero Liquid discharge). Questo è stato ottenuto in

Depuratore di Borghetto Santo Spirito - Servizi Ambientali

Fortlife di Dow Chemical

alcune situazioni particolari, ricorrendo a diversi stadi di trattamento (soprattutto scambio ionico e osmosi inversa) e ricorrendo come stadio

finale ai sistemi di evaporazione sotto vuoto. Questi sistemi, oltre a richiedere un notevole investimento, consumano molta energia termi-

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ca; pertanto possono essere convenienti soprattutto quando c’è disponibilità di calore a basso costo, oltre che in situazioni di estrema scarsità di risorse idriche locali. in alcuni casi lo scarico zero è imposto per legge in alcune lavorazioni particolarmente inquinanti: negli stati uniti è richiesto per gli impianti di trattamento delle ceneri e dei sistemi di abbattimento del mercurio negli impianti termoelettrici di potenza superiore a 50 MW; in Cina è previsto, oltre che per le grandi centrali termoelettriche a carbone, anche per tutti gli impianti di trattamento e trasformazione del carbon fossile; in india è richiesto per specifici processi in settori come produzione di energia, acciaierie, industrie chimiche, farmaceutiche e tessili. in molte situazioni, più che puntare sullo scarico zero, è opportuno un programma di “scarico minimo” (MLd - Minimal Liquid discharge), e in genere ricorrere a programmi di riutilizzo di specifici flussi di acque industriali. nell’area MLd è particolarmente attiva la dow Chemical, che propone uno “schema tipo” composto dei seguenti elementi: bacini di equalizzazione e sedimentazione dei solidi grossolani; filtrazione su sabbia e su mezzi speciali (come il “tequatic Plus”, specialmente adatto ad acque con alto tenore di solidi sospesi); ultrafiltrazione su membrane “integraflux XP”; scambio ionico su resine “amberlite”, per rimuovere la durezza; due o tre stadi successivi di osmosi inversa, su membrane “fortlife” (ne esistono 4 diversi tipi, che differiscono per la capacità di reiezione e la resistenza allo sporcamento). Con questo schema di processo è possibile recuperare fino al 95% del refluo in entrata, ad una frazione del costo che sarebbe richiesto dallo “scarico zero”. Continua a pag. 16


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di sospesi e microorganismi, ed alla filtrazione in presenza di sostanze oleose. La riduzione del costo associato alla minore frequenza delle operazioni di lavaggio consente un risparmio del 40% rispetto alla media delle membrane polimeriche. nanofiltrazione e osmosi inversa richiedono sempre un sistema di pretrattamento, per eliminare contaminanti grossolani, oli, grassi e sostanze organiche, che favorirebbero la formazione di biofilm su membrane ed il conseguente intasamento. il pretrattamento può essere realizzato con membrane di ultrafiltrazione, oppure con il processo convenzionale a fanghi attivi; ma è in genere più conveniente utilizzare reattori biologici a membrana (MBR - Membrane Bio Reactor), nel quale le membrane sono immerse entro la vasca di ossidazione. un recente sviluppo di questa tecnologia è costituito dal reattore MaBR (Membrane aerated Biofilm Reactor), che utilizza una membrana permeabile all’ossigeno. nella parte superiore del “pacco” di membrane a fibra cava è presente un collettore, nel quale viene immessa aria a bassa pressione; l’aria penetra nella parte interna della membrana e diffonde all’esterno, consentendo lo sviluppo di un biofilm di batteri aerobici. Membrane di questo tipo sono prodotte da Ge, con il marchio ZeeLung; secondo il produttore, presentano una efficienza da 4 a 5 volte superiore rispetto ai convenzionali sistemi di aerazione a bolle d’aria, come dimostrato da 12 progetti pilota attualmente in corso (uno dei quali in italia, nell’impianto di Borghetto santo spirito, gestito da servizi ambientali). un pretrattamento puramente chimico-fisico (cioè senza ossidazione biologica) è proposto da Veolia, con il processo actiflo. si tratta di un sistema compatto di chiarificazione intensiva, nel quale l’effetto flocculante dei polielettroliti viene potenziato mediante l’aggiunta di sabbia finissima: la sabbia agisce come una zavorra, trascinando i fiocchi verso il fondo. L’acqua chiarificata in uscita passa poi in uno speciale deionizzatore a doppio letto (Rapide strata), che riesce ad assicurare risparmi di costo fino al 40% rispetto ai sistemi convenzionali, con tempi di rigenerazione da 35 a 45 minuti. un altro processo di ossidazione biologica, che può essere usato come pretrattamento per l’osmosi in-

Il riutilizzo di acque industriali MEMBRANE E PRETRATTAMENTI

i trattamenti a membrana sono gli elementi più importanti nei processi di recupero delle acque industriali. e’ noto che le membrane di nanofiltrazione e di osmosi inversa sono in grado di ottenere acqua ad alta purezza da qualsiasi tipo di corpo idrico; tuttavia, anche le membrane non sono esenti da inconvenienti. Le membrane polimeriche (che sono quelle di uso più comune) si intasano facilmente e richiedono frequenti lavaggi, che riducono la capacità di trattamento e la resa finale dell’impianto; d’altra parte, le membrane ceramiche (che in molti casi potrebbero essere una valida alternativa) sono estremamente costose. una soluzione innovativa è offerta dall’americana Water Planet, che ha sviluppato un nuovo materiale, denominato PolyCera, che combina le caratteristiche di elevata idrofilicità, permeabilità e robustezza, tipiche delle membrane ceramiche, con la convenienza economica delle membrane polimeriche. Queste membrane sono disponibili in 2 tipi (Hydro e titan), adatti per applicazioni di ultrafiltrazione rispettivamente rivolte alla rimozione di soli-

IntegraFlux XP di Dow Chemical

ZeeLung di GE

IL PROGETTO DEMOWARE E L’ASSOCIAZIONE WATER REUSE EUROPE nell’ambito del progetto europeo deMoWaRe (innovation demonstration for a competitive and innovative european Water Reuse selector) sono state confrontate dal punto di vista tecnico ed economico le diverse tecnologie di riutilizzo delle acque depurate, ed è stata costituita l’associazione Water Reuse europe (WRe) che conta attualmente diverse decine di membri, tra società di servizio idrico, industrie produttrici di impianti di trattamento, consulenti ed altri. tra le prime iniziative della WRe vi è la realizzazione di una banca dati, comprendente oltre 700 articoli tecnici e scientifici relativi a realizzazione e progetti di riutilizzo delle risorse idriche.

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versa oppure anche come stadio finale di depurazione, se non ci sono particolari esigenze relative al contenuto di solidi disciolti, è costituito da filtri biologici aerati. si tratta di sistemi costruttivamente molto semplici, costituiti da una vasca contenente un materiale granulare, poggiante su una griglia. sulla superficie dei granuli si sviluppa un biofilm batterico; il refluo da depurare scorre dall’alto verso il basso, mantenendo il letto di granuli completamente sommerso, mentre l’aria viene insufflata dal basso. Periodicamente occorre eseguire un ciclo di controlavaggio, accantonando per successivi trattamenti le acque di controlavaggio ed i relativi fanghi.

ossigenata, spesso abbinata ad irraggiamento uV. un esempio di trattamento di questo tipo è stato oggetto del progetto di ricerca europea adoPBio (advanced oxidation Processes and Biotreatments for water recycling in the textile industry), che aveva per obiettivo la messa a punto di un sistema di decolorazione e trattamento delle acque di scarico dell’industria tessile, al fine di consentire il riutilizzo di Continua a pag. 18

Reattore AOP - progetto ADOPBIO

TRATTAMENTI ELETTROCHIMICI E OSSIDAZIONE AVANZATA

in uscita dall’osmosi inversa si ottiene un “permeato”, che viene inviato al riutilizzo, e un “concentrato”, che è il liquido di scarto. e’ possibile un ulteriore trattamento del concentrato, mediante elettrodialisi. Questo processo ottiene l’allontanamento di sali mediante l’impiego alternato di membrane cationiche e anioniche; applicando alle estremità della cella una corrente continua con una differenza di potenziale di qualche centinaio di Volt, gli ioni positivi attraversano la membrana cationica e quelli negativi la membrana anionica, lasciando un’acqua priva di sali. dall’elettrodialisi si ottiene un’acqua a basso contenuto di solidi disciolti, che può essere riutilizzata, e un ulteriore concentrato, che deve essere avviato a smaltimento. un altro tipo di trattamento elettrochimico consiste nella elettro-ossidazione catalitica, particolarmente utile in caso di acque contenenti elevate concentrazioni di solventi e altre sostanze organiche. un trattamento di questo tipo è proposto dalla canadese axine Water technologies, che lo ha installato presso una importante società produttrice di computer situata in California. L’elettrossidazione elimina completamente le sostanze inquinanti trasformandole in ossigeno, idrogeno e anidride carbonica. oltre che con processi elettrochimici, l’ossidazione delle sostanze inquinanti per consentire il riutilizzo di acque reflue industriali può essere ottenuta con processi di ossidazione avanzata, con ozono o acqua Hi-Tech Ambiente

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ossigenata in radicali oH estremamente attivi, capaci di ossidare la maggior parte delle sostanze organiche, ed in particolare i residui di coloranti.

Il riutilizzo di acque industriali almeno il 75% dell’acqua trattata. nel corso del progetto è stato messo a punto un reattore aoP (advanced oxidation Process), comprendente 3 lampade uV da 700W e sistemi automatici di dosaggio dell’acqua ossigenata e di controllo del pH. La radiazione uV scinde l’acqua

ALCUNI CASI DI SUCCESSO

Gli esempi di successo nel settore del riutilizzo delle acque industriali sono numerosissimi; tra quelli più interessanti da citare ve ne è uno nel settore della raffinazione di petrolio, uno nell’ambito del trattamento galvanico e uno nell’ambito della desolforazione dei fumi di una centrale termoelettrica. Raffinazione del petrolio una raffineria canadese è riuscita a riutilizzare completamente le sue acque di scarico (circa 7.000 mc/giorno), impiegandole per la produzione di vapore; questo ha consentito di ridurre del 28% i prelievi di acqua dalla rete pubblica. La tecnologia è stata fornita dalla Ge, che ha installato un reattore MBR con membrane ZeeWeed, ed un impianto a osmosi inversa Hero ad alta efficienza. trattamenti galvanici un’industria di trattamenti galvanici situata in California (Precision anodizing and Planting) ha installato un sistema per il trattamento delle acque di risciacquo, comprendente osmosi inversa, scambio ionico, elettrocoagulazione ed elettrodialisi. il sistema consente di evitare il prelievo dalla rete pubblica di 120.000 mc/anno, con un risparmio finale (comprendente, oltre al costo del prelievo, i minori costi rispetto al trattamento convenzionale ed allo smaltimento dei fanghi) di quasi 200.000 dollari/anno. desolforazione dei fumi una centrale termoelettrica situata negli usa ha dovuto affrontare le nuove regole recentemente emanate dal Governo statunitense per questo tipo di impianti; particolarmente critico si presentava il rispetto del limite sulla concentrazione di boro nell’effluente finale. e’ stato realizzato un complesso sistema di trattamento con scarico finale zero, comprendente addolcimento con calce, chiarificazione con polielettroliti ed evaporazione sotto vuoto. il residuo dell’evaporazione (che è ancora in forma liquida) viene miscelato con le ceneri leggere provenienti dallo stesso impianto, in modo da ottenere una umidità residua del 15%, che consente lo smaltimento in discarica.

Processo Actiflo - Veolia

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L’ecogestione dei reflui dell’industria Processo a zero emissioni

un sistema a ciclo chiuso per la depurazione delle acque di scarico dei trattamenti superficiali di plastiche e metalli

Impianti Ecostill

OBIETTIVI DEL PROGETTO

ogni anno in europa le industrie che compiono operazioni di placcatura e rivestimento producono oltre 300.000 di tonnellate di rifiuti pericolosi e consumano oltre 100 milioni di metri cubi di acqua per le operazioni di pulizia superficiale e come base per le soluzioni galvaniche (bagni elettrolitici). a ciò si aggiunga che la legislazione europea (dir. iPPC e dir. acque) impongono limiti sempre più stringenti per lo scarico dei reflui e, quindi, trattamenti di depurazione più intensi, con conseguenti costi crescenti per le imprese; inoltre, i costi delle materie prime (metalli in particolare) e dell’energia sono in aumento. Per questi motivi, il progetto ecowama si propone di coniugare il trattamento dei reflui industriali con il recupero di acqua pulita, metalli ad elevato valore aggiunto ed energia.

il progetto ecowama intende sviluppare un nuovo sistema a ciclo chiuso per il trattamento ecoefficiente dei reflui generati dalle imprese che effettuano trattamenti superficiali di plastiche e metalli. Questi reflui spesso sono altamente contaminati da oli e grassi, composti organici (ad esempio agenti complessanti), soluzioni saline e metalli pesanti (tra cui nickel, rame e zinco). in particolare, il progetto è focalizzato sulla depurazione dei reflui derivanti dai trattamenti di nichelatura elettrolitica, da cui si ottengono nichel, acqua pura, energia elettrica e un fango ricco di fosforo privo di nichel. il punto centrale del processo è la purificazione dei reflui, che viene condotta mediante elettro-ossidaContinua a pag. 20 Hi-Tech Ambiente

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gulare i composti organici ossidati nella fase precedente; il pH è inferiore a 6, quindi nell’unità non avviene precipitazione di idrossidi. L’unità di deposizione elettrolitica lavora i reflui, ricchi di nickel concentrato, provenienti dall’unità di evaporazione; gli ioni di nichel dissolto sono ridotti in aggregati solidi ad elevata purezza (oltre il 99%), che possono essere venduti o riutilizzati.

L’ecogestione dei reflui dell’industria zione, elettrocoagulazione e deposizione elettrolitica, in un processo a zero emissioni. inoltre, l’idrogeno prodotto durante la depurazione viene recuperato per alimentare una cella a combustibile che produce elettricità, che viene impiegata riducendo i consumi energetici del processo. i trattamenti preliminari e finali rimuovono oli, grassi e conduttività, ed i metalli pesanti vengono separati dai reflui ottenendo acqua con elevato grado di purezza.

UTILIZZO DELL’IDROGENO

dai trattamenti di elettro-ossidazione ed elettrocoagulazione si ottiene un gas a bassa pressione ricco di idrogeno, dal quale è possibile ottenere idrogeno sufficientemente puro per essere usato in una cella a combustibile in grado di produrre fino a 1,5 kWe di energia elettrica. La depurazione del gas (rimozione di Co2 e azoto) viene effettuata con una tecnologia innovativa, che presenta bassi consumi energetici e rese elevate (95%, mentre i trattamenti convenzionali presentano rese inferiori al 70%). altre impurità presenti nei reflui, come idrogeno solforato e ammoniaca, vengono rimossi per adsorbimento, mentre l’ossigeno derivante dall’elettro-ossidazione viene rimosso in un apposito reattore di de-ossidazione.

LO STADIO DI PRETRATTAMENTO

La rimozione di oli e grassi dai reflui viene effettuata in un reattore a coalescenza di nuova concezione, che impiega corrente alternata a 6-10 kV e frequenze di risonanza da 45 a 100 kHz. il reattore ha dimostrato di essere adatto alla rimozione di particelle di dimensioni fino ad alcune centinaia di nanometri, con un consumo energetico efficiente. il pretrattamento avviene in due fasi: nella prima avviene la coalescenza, in cui il campo elettrico causa l’aggregazione delle particelle di sostanze grasse e molecole proteiche, formando agglomerati che galleggiano grazie alla loro minore densità rispetto all’acqua; nella seconda fase le particelle grasse agglomerate vengono rimosse in un separatore a gravità.

Schema modulo Ecostill

TRATTAMENTI FINALI

Schema generale del progetto Ecowama

I TRE TRATTAMENTI

La prima fase consiste nella miscelazione dei reflui e delle acque in uscita dalla nichelatura elettrolitica: il mix viene portato all’interno dell’unità di elettro-ossidazione, dove la maggior parte del contenuto organico e dell’ipofosfito viene ossidato, eliminando la necessità di smaltimento all’esterno; l’elettro-ossidazione impiega una speciale membrana a scambio cationico, che accumula gli ioni nickel all’interno dell’unità. successivamente le acque passano all’unità di elettrocoagulazione, che contiene un anodo in ferro, detto “sacrificale” in quanto si dissolve durante il trattamento. il ferro dissolto è in grado di coa-

il progetto ecowama ha inoltre migliorato la tecnologia MHd (dissalazione mediante cicli di umidificazione e de-umidificazione multistadio), al fine di produrre acqua di purezza adeguata per essere riutilizzata nei processi di deposizione superficiale. Come sottoprodotto si ottiene una soluzione concentrata di nickel (concentrazione superiore a 15 g/l) che alimenta il processo di deposizione elettrolitica. IMPATTO AMBIENTALE

L’analisi di impatto ambientale è stata condotta considerando separatamente le 3 fasi del processo: pretrattamento con campi elettrici pulsati, elettro-ossidazione + elettrocoagulazione, desalinizzazione + deposizione elettrolitica. i benefici ambientali di ecowama per le categorie menzionate variano dal 7 al 66% a seconda delHi-Tech Ambiente

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la categoria; complessivamente, ecowama presenta un profilo ambientale superiore rispetto alle tecnologie attuali. senza dubbio, l’incorporazione del recupero di idrogeno è una buona opzione, ma il sistema necessita di essere migliorato per quanto riguarda il recupero energetico. La seconda fase ha un buon profilo ambientale in quanto consente il recupero del nickel, un metallo che è raro nella sua forma pura; ma anche questa fase necessita miglioramenti per quanto riguarda i consumi energetici. anche la prima fase ha un buon profilo ambientale, in quanto consente il recupero di oli e grassi dai reflui, con possibilità di utilizzare i grassi recuperati per produrre energia. IMPATTO SOCIO-ECONOMICO

il progetto ecowama intende contribuire alla risoluzione di alcuni problemi ambientali, sociali ed economici, quali: ridurre i consumi idrici dell’85% nelle lavorazioni galvaniche; incrementare l’efficienza energetica, riducendo i consumi di elettricità del 5-10% grazie al riutilizzo dell’idrogeno; evitare l’impiego di agenti chimici pericolosi; recuperare materiali valorizzabili, incrementando l’uso efficiente delle risorse e diminuendo lo sfruttamento delle materie prime. in questo modo, il progetto si propone di rafforzare la posizione europea nel mercato globale dei trattamenti superficiali di metalli e plastiche, attraverso il trattamento eco-compatibile dei reflui e il miglioramento dell’efficienza economica delle lavorazioni. inoltre, il processo consente di recuperare elevate percentuali del nickel presente nei reflui: ciò è importante in quanto l’estrazione del nickel grezzo è causa di elevati impatti ambientali e sociali causati dalle attività estrattive e dagli agenti chimici impiegati. in secondo luogo, il sistema ecowama recupera idrogeno e gli oli e grassi presenti nei reflui, che possono essere riutilizzati come fonti di energia: in questo modo, il progetto promuove il recupero e la valorizzazione di sottoprodotti e scorie che diventano fonti energetiche alternative e rinnovabili, contribuendo a ridurre le emissioni di Co2.

Le 2 unità di evaporazione MHD e il suo sistema di controllo implementato nell'impianto pilota Ecowama

infine, il sistema consente il recupero di acqua e quindi evita l’impatto ambientale derivante dal prelievo dai corpi idrici: ciò è particolarmente importante per le aree del mondo che soffrono di scarsità di acqua, tra cui i Paesi dell’europa meridionale e mediterranea. TECNOLOGIE PRONTE PER IL MERCATO

La tecnologia dei campi elettrici pulsati consente di separare oli e grassi dai reflui, ottenendo acqua pura senza impiegare agenti chimici, e con un ridotto consumo e-

nergetico. La commercializzazione di questa tecnologia è ottimale per l’industria metallurgica e automobilistica, l’industria galvanica, la produzione di lubrificanti e liquidi di raffreddamento e i processi di pulizia e degrassaggio che avvengono nell’ambito dei

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trattamenti superficiali. dal 2012, molti impianti MHd (commercializzati con il marchio ecostill) sono stati venduti in vari settori industriali (trattamento metallico superficiale, trattamento del percolato di discarica, industria tessile e conciaria) che presentano produzioni di reflui da 0,5 a 5 mc/giorno. Questa tecnologia aiuta le imprese a ridurre drasticamente la produzione di reflui (fino al 95%) e recuperare acqua pura, che può essere riutilizzata nelle lavorazioni. il suo design, il recupero energetico e la facile manutenzione sono le principali ragioni del successo commerciale di ecostill, oltre ai rapidi tempi di recupero sull’investimento e riduzioni dei costi operativi. i miglioramenti al processo fatti durante la sperimentazione del progetto ecowama hanno creato nuove opportunità di mercato, e due unità (rispettivamente da 8 e 18 mc/giorno) sono state vendute nel 2016. infine, i trattamenti di elettro-ossidazione, elettrocoagulazione e deposizione elettrolitica hanno già attirato l’interesse di diverse industrie; in particolare, l’elettroossidazione consente di evitare i costi dello smaltimento esterno dei reflui inquinati da nickel, in quanto i reflui vengono trattati all’interno dell’impianto.


La depurazione 4.0 Gramaglia

sgravi fiscali e superammortamenti applicando la tecnologia giusta che consente riutilizzo delle acque, risparmi energetici ed economici Con un’esperienza di 40 anni, Gramaglia richiama l’attenzione sull’efficientamento del ciclo produttivo, sui risparmi energetici e sull’ambiente, che si possono attuare presso qualunque tipologia di azienda con semplici accorgimenti. innanzitutto, è opportuno individuare alcuni fattori che, forse, per la poca attenzione prestata, fanno aumentare i costi di gestione: l’uso di acque primarie (potabili o di processo, circa 4-7 euro/mc), energia elettrica, energia termica e acque reflue. Gramaglia può intervenire su alcuni fattori: - energia elettrica e termica, laddove, oltre alla necessità di avere disponibilità di energia elettrica necessita calore, si può produrre in azienda con sistemi tecnologicamente avanzati: - uso di acque potabili o che possono essere rese potabili eliminando quanto non utile al processo produttivo, recuperandole; - riuso delle acque di processo per ottenere la qualità dell’acqua con sistemi di ultra filtrazione, andando a recuperare anche le acque reflue con un risparmio sui volumi d’acqua, sugli oneri di depurazione e, di concerto, anche economici. tutto quanto esposto si può raggiungere applicando la tecnologia 4.0, con sgravi fiscali e superammortamenti, inserendo macchine e attrezzature elettromeccaniche di semplice conduzione, che creano risparmi energetici ed economici, con controlli continui in campo. LA TECNOLOGIA 4.0

adottando la “tecnologia 4.0” per macchine e impianti si possono ottenere risparmi energetici, rispetto delle risorse idriche, recupero dello

scarico di acque reflue nei processi industriali che divengono beni funzionali per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. ovviamente, macchine e apparecchiature devono essere beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e di gestione con le opportune tecnologie qualificanti. infatti, adottando macchine e sistemi si ottiene una migliore qualità e caratteristiche del processo industriale e del prodotto. Macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale che consentano il controllo di tutto il processo in forma digitale con particolare attenzione ai consumi idrici ed energetici. tutte le macchine e le apparecchiature devono essere dotate delle seguenti caratteristiche: controllo per mezzo PLC, interconnessione ai si-

stemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o parti di programma, integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo. inoltre, qualunque macchina, attrezzatura, apparecchiatura sopra citata deve essere dotata di almeno due tra le seguenti caratteristiche, per renderla assimilabile o integrabile a sistemi cyber fisici: sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto; monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e ad attività alle derive di processo; sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità; sistemi di monitoraggio nei processi di lavoro per assicurare e tracciare la

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qualità del prodotto o del processo produttivo e che consentono di qualificare la produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica; componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici; filtri per il trattamento e il recupero di acqua, con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o di sostanze aliene al processo o pericolose. inoltre, è necessario interagire con il sistema di fabbrica, anche da remoto, che deve essere in grado di allertare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti concepiti anche per la sicurezza degli operatori, dell’ambiente e di tutte le risorse umane, ambientali ed economiche. i dispositivi per l’integrazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0 sono i seguenti: sistemi, piattaforme e applicazioni di industrializzazioni che, simulando virtualmente il nuovo ambiente, caricano le informazioni sui sistemi cyber fisici. al termine di tutte le verifiche, essi consentono di evitare ore di test e di fermi macchina lungo le linee produttive reali e il rispetto dell’ambiente evitando l’eccessivo consumo di acqua di rete, di elettricità e nell’ottimizzare lo scarico di reflui con ottimizzazione dei risparmi energetici. si realizzano così sistemi, beni, piattaforme e applicazioni per il recupero di reflui trattati e resiriutilizzabili per il ciclo produttivo, con risparmio consistente nell’uso dell’acqua di rete, il cui costo con i relativi oneri arriva a 4 a 7 euro per ottenere risparmi in ragione del 5060%.


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Biometano in rete anche in Toscana Casa Sartori - Alia

ammodernamento tecnologico per migliorare il riciclo dei rifiuti organici producendo carburante pulito, senza emissioni Collocato a Montespertoli, in provincia di firenze, il Polo impiantistico Casa sartori gestito dalla società alia, effettua anzitutto attività di compostaggio per oltre 90.000 tonnellate annue, con produzione di ammendante compostato misto e vegetale semplice non compostato. sono, inoltre, presenti l’impianto di discarica, in fase di chiusura, con sezione di recupero energetico, e l’impianto di trattamento reflui con scarico in acque superficiali. L’impianto di compostaggio sarà presto oggetto di una massiccia attività di rinnovamento tecnologico, che garantirà la produzione di biocarburante e compost di qualità a zero emissioni. Verrà infatti realizzata una nuova sezione di digestione anaerobica per il trattamento dei rifiuti organici che andrà ad efficientare l’attuale struttura dedicata al compostaggio. Grazie al biodigestore, i biorifiuti urbani differenziati, attraverso un avanzato processo produttivo, saranno trasformati in biometano, con benefici per la qualità dell’aria e dell’ambiente. <<un obiettivo importantissimo ‐ evidenzia Giulio Mangani, sindaco di Montespertoli ‐ e un'opera che sarà presa a modello a livello nazionale. Quando sarà completato sarà un impianto totalmente sostenibile in termini ambientali ed energetici e chiuderemo in questo modo in

maniera ancora più virtuosa il ciclo dell'organico>>. L’impianto, oltre al compost di alta qualità utilizzato come fertilizzante in agricoltura, produrrà appunto il biometano, biocarburante pulito e completamente rinnovabile. tutta la procedura avverrà al chiuso, in ambiente sigillato, senza quindi produrre emissioni in atmosfera. il progetto prevede l’immissione del biometano nella rete nazionale snam Gas tramite il punto di consegna posto sulla strada provinciale Valdorme. il materiale “digestato” prodotto durante la fase anaerobica che ha dato origine al biogas, miscelato con sfalci e pota-

ture, viene avviato alla fase di compostaggio per dare vita al compost. <<stiamo parlando di un impianto che, una volta completato l’adeguamento, sarà il più grande in italia con questo tipo di tecnologia ‐ sottolinea alessia scappini, ad della alia ‐ e avrà una capacità di trattamento di 165.000 tonnellate all’anno di rifiuti organici e biodegrabili, produrrà oltre 25.000 tonnellate di compost, circa 11 milioni nmc/anno di biometano aventi una potenziale energia di 100 milioni di kWh/anno>>. naturalmente, per migliorare l'efficienza del trattamento del ciclo dei rifiuti non può bastare soltanto l'impiantistica, ma è necessario anche

Hi-Tech Ambiente

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aumentare ulteriormente la qualità della raccolta differenziata sul territorio, che a Montespertoli viaggia con numeri già sopra la media nazionale. un processo virtuoso che ridurrà il costo del servizio e anche i disagi della popolazione. <<È un'opportunità per il nostro territorio ‐ continua Mangani ‐ con una ricaduta economica su tutto il sistema produttivo locale e l'abbattimento delle tariffe sulla gestione dei rifiuti. inoltre, la riconversione del polo impiantistico a totale recupero dei rifiuti, ridurrà anche il numero di mezzi di trasporto impiegati di circa il 20%. infine, sarà l'opportunità per realizzare sul nostro territorio un distributore di biometano, che non ha precedenti in toscana. insomma, è un investimento molto importante, che incrementa i posti di lavoro e dà una risposta ecologicamente sostenibile al problema della gestione dei rifiuti, producendo gas pulito per autotrazione>>. <<L'opera costerà circa 25 milioni di euro ‐ aggiunge scappini ‐ e ad oggi l'iter progettuale è in fase avanzata e quello autorizzativo è in via di espletamento negli uffici della Regione toscana. se tutto procede secondo la nostra tabella di marcia, la messa in esercizio è prevista entro il 2020>>.


Biometano e CO2 ecologica Pentair Haffmans

Purificazione del biogas basata su tecnologia a membrane e processo criogenico per recuperare la Co2 in forma liquida il biogas è una fonte
di energia rinnovabile fondamentale che offre un'alternativa oggi e per il futuro. La purificazione del biogas in biometano, che può essere introdotto nella rete pubblica di distribuzione del gas naturale, offre un ulteriore potenziale. La tecnologia di purificazione avanzata del biogas Pentair Haffmans presenta vantaggi sostanziali rispetto ai sistemi convenzionali. Quando il biogas viene purificato in biometano utilizzando tecniche convenzionali il processo produce Co2, un sottoprodotto. una quantità considerevole di CH4 viene quindi espulsa nell'aria e questa pericolosa ‘perdita di metano’ non è solo nociva per l'ambiente, ma è anche una fonte di energia sprecata. La tecnologia di purificazione di biogas Pentair Haffmans, invece, recupera il 100% di CH4, eliminando completamente la perdita di metano. Ciò comporta un rendimento superiore di CH4 e nessuna emissione del nocivo gas serra. il biometano prodotto con la tecno-

Tecnologia a membrana

logia di purificazione del biogas Pentair Haffmans ha le stesse specifiche del gas naturale, che lo rende pienamente compatibile con l'infrastruttura e le applicazioni per il gas naturale esistenti. Come opzional, i sottoprodotti di Co2 possono essere

recuperati per l'utilizzo in una vasta gamma di applicazioni, così da fornire un'ulteriore fonte di introito. LA SOLUZIONE A MEMBRANA

il cuore del sistema Pentair Haff-

mans è l'unità di separazione a membrana. La tecnologia a membrana per la purificazione del biogas è una tecnologia relativamente nuova, ma ha già un vasto e comprovato curriculum di successi. i vantaggi delle membrane rispetto ad altri tipi di sistemi di separazione, come lavaggio ad acqua, lavaggio amminico e sistemi a oscillazione di pressione, sono apprezzati dal mercato di purificazione del gas. Per consentire una separazione Co2/CH4 efficiente, occorre prima rimuovere le impurità. una delle tecniche più importanti per questo è l'utilizzo dei carboni attivi che assorbono sostanze indesiderate. La separazione Co2/CH4 si compie attraverso la differenza di pressione sulla superficie della membrana. il biogas ad alta pressione è introdotto nella membrana e la Co2 passa attraverso la superficie della membrana al permeato (lato bassa pressione) in modo molto più rapido rispetto al CH4. Le membrane sono Continua a pag. 26

Tecnologia Pentair Haffmans Hi-Tech Ambiente

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Biometano e CO2 ecologica spinte dalla pressione, pertanto più alta è la pressione, più Co2 passeranno attraverso la superficie a membrana. Lo scarico dalla membrana (il retentato) contiene principalmente CH4, perché la Co2 è stata spinta attraverso la superficie della membrana. il gas ricco di Co2 abbandonerà la membrana sul lato bassa pressione della stessa (permeato). utilizzando un sistema multimembrana, il 99% della Co2 può essere rimossa dal biogas, che offre un sistema di produzione di biometano efficace dal punto di vista dei costi.

Haffmans, inoltre, può fornire un sistema a membrana a due fasi insieme a un sistema criogenico che funziona senza perdita di metano. tale sistema offre due preziosi prodotti: biometano e Co2 liquida al 100%. i principali vantaggi di tale sistema possono essere così riassunti: nessun altro mezzo chimico operativo; separazione efficiente dal punto di vista energetico di CH4 dalla Co2; temperature ambiente e di separazione; processo di separazione in continuo; calore non necessario; design modulare compatto, flessibile e di facile espansione; efficienza dal punto di vista dei costi per capacità inferiori; rimozione efficiente dal punto di vista dei costi della Co2.

LA TECNOLOGIA CRIOGENICA

Pentair Haffmans compie un ulteriore passo avanti recuperando la Co2 dopo l'unità di separazione a membrana. Questo sistema recupera il 100% del CH4 producendo Co2 pura al 100% e inviando tutte le impurità, incluso il CH4, al sistema a membrana, invece di ridurre le emissioni di CH4 bruciando il flusso ricco di Co2 proveniente dal sistema a membrana. i dannosi gas serra rilasciati nell'atmosfera sono ridotti a zero. Pertanto, questa tecnologia rappresenta un investimento adeguato alle esigenze future. Ciò è particolarmente significativo per quanto riguarda le normative ue che intendono ridurre ulteriormente le emissioni relative

Tecnologia criocenica

200 MiLioni di MetRi CuBi

Una stima sul biometano secondo il direttore del Consorzio italiano Compostatori (CiC), Massimo Centemero, entro la fine dell’anno in corso la produzione nazionale di biometano potrebbe raggiungere i 200 milioni di mc. a dare valore a questa stima il fatto che il CiC sia impegnato a promuovere una filiera di potenziale sviluppo per il settore, la produzione di biometano, e i risultati non hanno tardato ad arrivare: tra il 2017 e il 2018 sono entrati in funzione 8 impianti consorziati CiC capaci di produrre CH4 a partire unicamente dal trattamento della forsu e di immettere il biometano nella rete nazionale o di utilizzarlo per l’autotrazione. in base all’analisi del Consorzio, gli impianti di

trattamento sono passati dai 326 del 2016 ai 338 del 2017, permettendo di trattare in 12 mesi circa 7,4 mln ton (+4%) di forsu. in particolare, la digestione anaerobica ha trattato più del 50% dell’umido differenziato, consentendo così di

recuperare sia materia sia energia. attualmente, gli impianti italiani per il trattamento dei rifiuti organici riescono a soddisfare le esigenze nazionali, sebbene tali impianti siano principalmente concentrati nel nord italia. Questo squilibrio geografico costringe il Centro e il sud a trasferire i propri rifiuti organici in altre regioni con enorme dispendio di denaro e inquinamento. <<Per risolvere il problema, spiega alessandro Canova, presidente del CiC - stiamo lavorando insieme al Ministero dell’ambiente per delineare un percorso strategico che definisca le aree in cui mancano gli impianti e su cui intervenire con tempestività>>.

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al riscaldamento globale. siccome la produzione di Co2 è conforme alle specifiche stabilite dall'eiGa (european industrial Gases association), un'altra opzione è vendere a terzi la Co2 liquefatta. a questo proposito, Pentair Haffmans collabora con un'importante azienda del settore del gas così da fornire assistenza agli addetti al processo produttivo. ll sistema comprime, purifica, deumidifica e liquefà la Co2 grazie ad un'unità di raffreddamento extra e ad un serbatoio di accumulo. L'aggiunta di questo sistema aumenta i requisiti per l'energia elettrica, ma consente di ottenere un secondo prodotto per coprire questi costi. La Co2 prodotta nell'installazione di recupero può raggiungere specifiche elevate per l'utilizzo nell'industria delle bevande e in applicazioni per serre, surgelamento di alimenti, per ghiaccio secco, per gas di saldatura e per estintori. Riassumendo, quindi, in base alle esigenze Pentair Haffmans offre quattro soluzioni per la purificazione del biogas e per il recupero di Co2 grazie alla tecnologia a membrana e criogenica: - sistema standard, che si avvale di membrane per la purificazione del biogas in biometano ed è in grado di ridurre la perdita di metano quasi a zero, senza la possibilità di recuperare la Co2 - sistema avanzato, che si avvale della tecnologia a membrana e criogenica per consentire di produrre biometano senza la perdita di metano. il rendimento del metano di questo sistema è pari al 100% e impedisce l'immissione di metano nell'atmosfera. inoltre, questo sistema usa la Co2 per ridurre il consumo di energia durante il processo di raffreddamento ed espelle il 100% di Co2 gassosa nell'atmosfera. - sistema avanzato Plus, che si avvale di una tecnologia a membrana e criogenica simile a quella del sistema avanzato e purifica il biogas in CH4 con nessuna perdita di metano. La differenza principale tra il sistema avanzato e il sistema avanzato Plus è che quest'ultimo non purifica la Co2 presente nell'atmosfera, però la Co2 sarà liquefatta e conservata in serbatoi per essere usata come un valore aggiuntivo. agli impianti di purificazione di biogas esistenti, Pentair Haffmans offre il sistema di recupero di Co2 con unità di filtrazione compatta integrata. Le prestazioni sono le stesse del sistema avanzato Plus.


BReVetto enea 2

Via l’H S dal biogas nel biogas, oltre ai due costituenti principali, metano e anidride carbonica, sono presenti anche composti secondari come l’idrogeno solforato. Per poter essere utilizzato come combustibile il metano presente nel biogas deve essere separato sia da questi composti che dalla Co2 mediante un processo di upgrading del biogas. di recente brevettato è il sistema proposto dall’enea, che risulta competitivo per tempi e costi. Questo nuovo metodo di purificazione prevede l’eliminazione dell’idrogeno solforato attraverso la sua trasformazione in zolfo, grazie all’uso di particolari batteri resi più efficienti da lunghezze d’onda di un’illuminazione a Led. allo scopo è stato messo a punto un impianto che comprende un fotobioreattore a Led in cui è fatta scorrere una soluzione, contenente un mezzo di coltura liquido e una popolazione di batteri foto-sintetici zolfo-ossidanti

che trasformano l’H2s in zolfo elementare. dal fotobioreattore,

infatti, viene estratto il biogas purificato dall’H2s, mentre una apposita sezione di decantazione permette di estrarre lo zolfo elementare dalla soluzione uscente dal fotobioreattore. da segnalare che la necessità di eliminare l’idrogeno solforato è dovuta sia al-

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la sua tossicità sia alla sua corrosività che può danneggiare condotti e impianti. inoltre, lo zolfo estratto può essere destinato a diversi impieghi industriali e agronomici, come ad esempio nell’agricoltura biologica per la produzione di fitofarmaci naturali.


macchine & strumentazione

Gli analizzatori Biogas ETG 6500 ETG Risorse e Tecnologia

un’ampia gamma di strumenti per monitorare il gas di fermentazione prodotto in discarica, nei biodigestori e dal trattamento dei reflui La serie di analizzatori Biogas etG 6500 è la soluzione ideale per la misura di biogas in applicazioni industriali di combustione per via della loro precisione, stabilità, affidabilità, ampio campo di misura e alla loro estrema modularità. a differenza di altri analizzatori, etG 6500 utilizza tecniche ndiR per la misura del CH4, Co2, Co e può misurare anche o2 e H2s. etG Risorse e tecnologia si pone il compito di: analizzare il gas grezzo a monte utilizzando l'etG 6500 top oppure a valle tramite etG 6500 del sistema di trattamento; implementare sistemi di trattamento del gas prodotto; analizzare i gas di scarico espulso dal gruppo elettrogeno durante la combustione tramite sistemi fissi o sistemi portatili basati sulla tecnologia tdL come

l'etG 6900 P. ampia è la gamma degli analizzatori offerti, i quali si prestano bene per essere utilizzati nelle seguenti applicazioni: - discariche. nelle discariche, dopo aver raccolto il LfG (Landfill Gas), esso deve essere analizzato e, prima di poter essere utilizzato in un processo di conversione, deve essere trattato per rimuovere la condensa che non viene catturata nelle vasche di eliminazione diretta, così come le particelle e altre impurità. i requisiti di trattamento variano a seconda dell'applicazione di utilizzo finale. L'obiettivo è convertire LfG in una forma di energia utile come elettricità, vapore, combustibile per caldaie, carburante per veicoli o gasdotto di alta qualità. - Biodigestori. nel fermentatore de-

gli impianti di biogas vengono immesse varie sostanze naturali quali sottoprodotti agricoli, siero di latte, rifiuti vegetali, polline, liquami, letame. in questo apposito contenitore, in assenza di ossigeno e a temperatura controllata, un gran numero di batteri degrada la sostanza organica. il risultato di questo degrado è triplice, infatti si ottiene biogas, poi convertito in energia elettrica grazie a un cogeneratore, calore, che oltre

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al processo di fermentazione stesso viene utilizzato per riscaldare gli uffici o reimpiegato nel processo industriale, e digestato, che sarà utilizzato come fertilizzante naturale nelle colture aziendali, la cui qualità è di gran lunga superiore al concime. - trattamento Reflui. si può produrre energia anche dalla depurazione delle acque, poichè ogni processo produce rifiuti che possono diventare risorsa. Le acque reflue non possono essere reintrodotte nell'ambiente in quanto le consegne finali come suoli, mare, fiumi e laghi non sono in grado di ricevere una quantità di inquinanti più elevata della loro capacità di autodepurazione. si attua quindi un pretrattamento del refluo per rimuovere sostanze grossolane, sabbie e oli, si realizza una prima sedimentazione per rimuovere il materiale separabile per gravità dal resto del fluido; il materiale sedimentato, ricco di sostanza organico, è inserito dentro un digestore anaerobico.


Faggiolati Pumps

Le pompe Kut-All faggiolati Pumps dal 1985 produce elettropompe sommergibili. oggi siamo alla "terza generazione" di pompe, caratterizzata da idrauliche in grado di coniugare alti rendimenti e basso rischio di intasamento. Questi risultati sono stati ottenuti prolungando il bordo di ingresso e installando alette per il control-

lo della circolazione mediana. si tratta di macchine basate sulla filosofia "solve & save": le idrauliche risolvono il problema di pompaggio di liquidi contenenti corpi solidi di natura, concentrazione e dimensione diverse e incontrollabili, garantendo il massimo in termini di affidabilità e prestazioni; al contempo i consumi energetici e i costi di gestione vengono ridotti, grazie al rendimento complessivo, alla possibilità di funzionamento a velocità variabile, alla minimizzazione dei fermi macchina e alla lunga durata dei componenti. in particolare: gli alberi sono realizzati in acciaio inox aisi 431B, rettificati nelle sedi dei cuscinetti e della tenuta, sovradimensionati rispetto ai parametri standard di utilizzo ed equilibrati dinamicamente; i motori sono ad alto rendimento, in classe di efficienza ie3, predisposti per il funzionamento a velocità variabile tramite inverter; le idrauliche hanno girante multicanale aperta, ad alto rendimento idraulico, con profilo palare autopulente e flangia di aspirazione

regolabile; il motore è raffreddato a circolazione forzata di liquido, in circuito chiuso; i componenti più sollecitati, come i cuscinetti radiali a sfere e le tenute meccaniche, sono realizzati a norme din ed esenti da manutenzione. tutte queste caratteristiche sono racchiuse nelle pompe Kut-all, che in aggiunta dispongono di un anello fisso e uno rotante, entrambi realizzati in acciaio inox tratta-

Il progetto Poseidone il progetto Poseidone si propone di realizzare un sistema per ottenere energia elettrica dal moto ondoso, che risulti semplice, robusto ed affidabile. Come partner industriale del progetto, faggiolati Pumps ha realizzato l'elemento principale del sistema oWC (oscillating Water Column), e cioè la turbina da 2 kW che trasforma l'energia del moto ondoso in energia meccanica, utilizzabile per produrre elettricità. La turbina è stata montata entro uno speciale cassone risonante, che dovrà costituire il modulo-base per realizzare dighe foranee che proteggano efficacemente le installazioni portuali, e contemporaneamente producano energia. il principio di funzionamento prevede che le on-

de in arrivo provochino fluttuazioni di pressione in una camera d'aria, creando un flusso che aziona la turbina. sistemi di questo tipo sono già operativi in norvegia, scozia, india, Cina e Giappone; in italia condizioni particolarmente favorevoli esistono nell'isola di Ponza.

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to termicamente e disegnati in modo da esercitare un'azione di taglio anche nei confronti dei corpi solidi altamente resistenti, come corde, cavi elettrici, lattine, bottiglie di plastica, pezzi di legno, ecc. Grazie a questo particolare sistema faggiolati ha risolto il problema dei corpi solidi fibrosi che sono spesso presenti nei liquidi da pompare: mediante la particolarità delle superfici, i bordi taglienti e l'impiego di acciaio inox aisi 420, le dimensioni dei corpi solidi sospesi vengono drasticamente ridotte. La gamma delle pompe disponibili prevede diversi modelli, da 7 a 30 kW (a 1.450 giri/min).


aMs anaLitiCa

fLuiteCH

Il campionatore AirCube HE

Le pompe a prova di fanghi

La società aMs analitica produce e commercializza un'ampia serie di strumenti per analisi e monitoraggio dell'aria, sia in ambienti esterni che in ambienti di lavoro e industriali. Per l’analisi dei parametri di combustione, ad esempio, il campionatore airCube He è sia in grado di soddisfare i requisiti previsti dalle normative previste per il campionamento di particolato aero disperso PM10 e PM2,5 alle condizioni di flusso previste di 38 litri/minuto, che di eseguire campionamenti in emissione sia nella modalità manuale che in quella automatica, grazie alla possibilità di collegamento con il misuratore di parametri isocinetici isoflow 201. di semplice utilizzo, è gestito interamente da microprocessore offrendo la possibilità all’operatore di impostare i parametri di campionamento direttamente dalla tastiera. La regolazione del flusso di aspirazione è effettuato a mezzo di una valvola proporzionale motorizzata che può gestire i cambi di portata con estrema rapidità e accuratezza. airCube He è dotato di controllo del flusso con mass flow, che assicura massima precisione a garanzia di un dato riferito al campionamento estremamente accurato. e’ inoltre in grado di gestire unità esterne per il campionamento sequenziale Pts eV Plus e per polveri PM10/2,5 dustCheck5.

La serie airCube comprende campionatori portatili leggeri e compatti, pratici e versatili, disponibili nella versione Basic, Basic extra, che ha una scheda digitale in grado di gestire la gestione delle condizioni di campionamento, e nelle versioni a portata costante He Basic Plus e Com 2 tH. Per il campionamento di microinquinanti, iPa, PCB, pesticidi e particolato radioattivo è disponibile airCube Puf, particolarmente adatto per il campionamento di sostanze tossiche in aria in situazioni di emergenza, anche dove non è disponibile la corrente elettrica.

Per il pompaggio di acque reflue e fanghi, anche disidratati con alta percentuale di sostanza secca (fino al 45%), la fluitech propone una gamma di pompe a vite eccentrica della tedesca Pumpenfabrik Wangen, dotate di tramoggia per alte prestazioni, contrassegnate dalle sigle KL-Ru, KL-RQ, KL-Rs, KL-R triplex. in particolare, le pompe KL-RQ possiedono uno speciale dispositivo di alimentazione che impedisce la formazione di ponti, e un contenitore di raccolta adatto a gestire un'ali-

AXFLOW: IL TRITURATORE PER ACQUE REFLUE il trituratore per acque reflue e fanghi Muncher CB serie Mono, distribuito in italia da axflow, è stato progettato per sostituire i trituratori centrifughi ad alta velocità, facendo risparmiare fino all'85% dell'energia consumata. di solito, infatti, la sua velocità di taglio raggiunge solo il 2,5% di quella di un macchinario equivalente funzionante ad alta velocità. inoltre, le vibrazioni sono molto minori ed il suo livello di rumorosità è molto contenuto. di forma molto compatta per le portate più basse, può essere installato in canale di adduzione o su tubazione,

grazie al fatto che esistono due diversi modelli a seconda della destinazione d’uso. Può anche essere abbinato a una pompa monovite, in modo da offrire un sistema di pompaggio dalle prestazioni ottimali. sono disponibili: un dispositivo automatico di protezione e/o quadro di comando locale Garantisce portata fino a 60 mc/h e fino a 0,5 bar, e pressione fino a 264 gpm e fino a 7 psi. si tratta di un apparecchio silenzioso e dalle vibrazioni ridotte.

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mentazione continua. Queste pompe offrono alta precisione di dosaggio, anche a bassa velocità o con prodotti difficili da pompare. il corpo tramoggia e l'albero cocleato sono stati progettati per mantenere costantemente alimentata la pompa, anche in caso di riempimento a intermittenza. Per le applicazioni meno impegnative sono adatte le pompe della serie KL-Ru, disponibili in diverse taglie e provviste di coclea nella tramoggia di alimentazione. Per il collegamento diretto sotto i silo sono state progettate le pompe KL-Rs, che riescono a gestire fanghi con ampie variazioni di viscosità, anche contenenti materiali abrasivi e fibrosi. Queste pompe consentono una facile ispezione, senza necessità di smontaggio; inoltre, particolari saracinesche permettono interventi di manutenzione e sostituzione anche se il silo è pieno. sono disponibili due taglie, la più grande delle quali con luce di passaggio 150 mm. nelle applicazioni ove è richiesta la massima costanza di dosaggio, anche con alimentazione intermittente, sono consigliate le pompe KL-R triplex, caratterizzate da una tramoggia di grande capienza, dotata di 3 speciali coclee; sono adatte per il pompaggio di fanghi provenienti da nastropresse, filtropresse, decanter, silos o depositi.


tecnologie

La pastorizzazione meno energivora Prototipo green

Messo a punto dall’enea un innovativo sistema che impiega la Co2 come refrigerante e sfrutta l’energia dell'aria o dell’acqua L’enea ha realizzato un prototipo a basso impatto ambientale per la pastorizzazione degli alimenti negli impianti di piccola taglia, in grado di ridurre i consumi energetici del 70% nella fase di riscaldamento del processo e del 42% sull’intero ciclo, rispetto ai sistemi convenzionali. si tratta del sistema innovativo Pa.Co2 (Pasteurization with Co2) che impiega la Co 2 come refrigerante e sfrutta l’energia dell’aria o dall’acqua, grazie ad una pompa di calore reversibile, in grado cioè sia di scaldare che di raffreddare il fluido trattato. il processo di pastorizzazione, il principale trattamento termico che serve a distruggere gli organismi patogeni presenti in alimenti come latte, birra, vino, succhi di frutta, uova e conserve, è costituito da tre fasi: riscaldamento, che richiede di mantenere l’alimento per 15-30 minuti a temperature fino a 85 °C, raffreddamento e conservazione della miscela alimentare. <<i pastorizzatori di piccola e media taglia effettuano le fasi di raffreddamento e conservazione post-pastorizzazione con un ciclo frigorifero standard - sottolinea Raniero trinchieri dell’enea mentre la fase di riscaldamento, ossia la pastorizzazione vera e propria, viene svolta con apposite resistenze elettriche, che incidono fortemente sui consumi energetici complessivi. in questo contesto le pompe di calore reversibili possono essere impiegate nella pastoHi-Tech Ambiente

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rizzazione, con benefici sia in termini di efficienza e risparmio energetico, sia di compatibilità ambientale in quanto il principio di funzionamento è in grado di garantire nel riscaldamento un effetto utile superiore alla potenza elettrica assorbita>>. Pa.Co2 è stato inoltre dotato di un sistema di controllo innovativo, che ottimizza il ciclo termodinamico in ogni condizione d’esercizio e consente di rendere l’intero processo di pastorizzazione più efficiente, con un risparmio energetico totale verificato di oltre 3 kWh per ciclo. “il valore aggiunto dell’innovazione sta nel fatto che una parte dell’energia trasferita proviene da fonte rinnovabile, essendo estratta dalla sorgente termica, aria o acqua. L’impiego poi di un refrigerante a basso impatto ambientale come la Co2 non è soggetto alle restrizioni imposte dalla recente normativa sulla commercializzazione degli equivalenti sintetici commenta Luca saraceno, ricercatore enea – e, inoltre, il fluido di lavoro può raggiungere temperature notevolmente superiori a quelle ottenibili con tecnologie tradizionali, consentendo quindi di effettuare la pastorizzazione con tempi e consumi molto minori>>. Per confermare le stime di performance e analizzare nuovi modelli di calcolo che dimostrano ulteriori riduzioni del fabbisogno energetico fino al 15%, ma anche ampliare gli ambiti applicativi dell’innovazione, nei prossimi mesi i ricercatori eseguiranno nuovi test nell’ambito di una nuova fase sperimentale i cui risultati sono attesi per il 2019.


Via le ceneri dalla biomassa Dalla corteccia ai fanghi

sviluppato un processo per rimuoverne il contenuto e fornire materie prime di alta qualità e valore L’energia da biomassa rappresenta oltre il 61% di tutte le energie rinnovabili consumate in europa. L’industria della biomassa mira a soddisfare questa elevata domanda facendo un uso migliore di materie prime di scarto. allo stato attuale, questi scarti sono scarsamente sfruttati in termini di energia, a causa del loro alto tenore di ceneri, come regolamentato dalla norma iso 17225, uno standard internazionale. il progetto europeo BiaR (Biological ash Removal) nell’ambito di Horizon2020 ha affrontato questa sfida sviluppando un processo chimico per la rimozione del contenuto di ceneri dal materiale lignocellulosico ricco di ceneri appunto, come la corteccia e la lolla di riso. <<il processo BiaR agisce come una forma di pre-trattamento con una vasta gamma di possibili applicazioni - afferma Gian Claudio faussone, il coordinatore del progetto - dividendo i costituenti organici e inorganici della biomassa>>.

nato da metalli pesanti, quindi può essere bruciato solo in inceneritori appositi, dotati di sofisticati dispositivi di protezione ambientale. Con BiaR, invece, i metalli pesanti vengono estratti dai fanghi, che possono quindi essere bruciati in sicurezza in qualsiasi stufa tradizionale. MOLTEPLICI APPLICAZIONI

Corteccia

sciolta. nella fase finale, il filtrato viene distillato per recuperare il solvente, poi riutilizzato nel processo. il resto del distillato contiene pura materia organica priva di ceneri, che è chimicamente identica al materiale originale della biomassa, meno la cenere. ad oggi, per la produzione di pellet vengono utilizzate solo materie

prime di buona qualità. t secondo faussone « <<Con BiaR, tuttavia, le biomasse residue che non sono attualmente sfruttate, come la lolla di riso che contiene il 16% di ceneri, o anche il fango digestato che contiene fino al 40% di ceneri, possono essere utili e sicure>>. il fango, per esempio, è contami-

NUOVE MATERIE PRIME

La biomassa comprende cellulosa, emicellulosa e lignina. Ci sono tre passaggi distinti nel processo. il primo utilizza un solvente e un catalizzatore a temperatura moderata (200 °C) e pressione, in una reazione nota come solvolisi, per scomporre la biomassa in elementi organici e composti più piccoli. La seconda fase impiega la filtrazione meccanica ad alta pressione per rimuovere i composti inorganici più grossi dalla biomassa di-

Fango digestato Hi-Tech Ambiente

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fornendo nuove fonti di biomassa disponibile, è possibile ridurre il costo specifico della bioenergia. inoltre, l’utilizzo di materie prime già disponibili ma attualmente non sfruttate contribuirà a ridurre le emissioni di Co 2 . secondo faussone: « <<Grazie a BiaR possono trarre enorme beneficio - spiega faussone - le centrali elettriche a biomassa, gli impianti di teleriscaldamento, i depuratori di acque reflue e i distributori all’ingrosso di pellet>>. L’aspetto più interessante di BiaR è proprio la potenziale applicazione della frazione organica ricavata da quelle biomasse residue il cui alto tenore di ceneri le rende inutili. Pertanto, non solo la produzione di pellet su larga scala e il trattamento dei fanghi, ma anche il recupero specifico delle ceneri e gli esperimenti di laboratorio per studiare le proprietà della biomassa pura. <<Le ceneri esenti da sostanze organiche - conclude faussone possono avere usi molto interessanti, ad esempio la produzione di batterie elettriche. e questa è una potenzialità che studieremo nel prossimo futuro>>.


Ricavare nylon da biomasse vegetali

ECOTECH quafil-Genomatica sarà la messa a punto di un processo capace di produrre bio-caprolattame di alta qualità, a costi competitivi con gli attuali processi petrolchimici.

Massimo recupero termico in fornaci a ossicombustione

Il nome “nylon” è diventato sinonimo di “fibra sintetica”; tuttavia, dal punto di vista tecnologico questo nome indica una famiglia di polimeri (chimicamente detti poliammidi), dei quali il più noto ed utilizzato è il “nylon 6”, che si ricava dal caprolattame. Il caprolattame viene oggi prodotto a partire da intermedi petrolchimici, e uno dei leader europei in questo ambito è attualmente la Aquafil. Da tempo l’azienda sta lavorando per rendere la sua produzione maggiormente eco-compatibile, tanto che si è fatta promotrice di un processo (Econyl Regeneration System) per ricavare nuovo nylon da scarti di produzione e post-consumo; ma lo sviluppo più rivoluzionario sarebbe produrre il caprolattame a partire da biomasse vegetali. Per conseguire questo obiettivo Aquafil ha costituito una partnership con la statunitense Genomatica, società d’ingegneria genetica applicata, a cui si devono i processi biologici per la produzione di altri intermedi chimici, come 1-3 butilenglicol, butadiene e 1-4 butandiolo. La Genomatica dispone già di un processo per produrre caprolattame per via biologica, denominato Geno CPL; tuttavia, il processo non è ancora stato validato sul piano commerciale, né è stato sottoposto ad approfondita analisi economica comparativa. L’elemento chiave del processo è la produzione di microorganismi ingegnerizzati, capaci di produrre il caprolattame per via fermentativa, a partire dagli zuccheri ottenibili per idrolisi delle biomasse. L’obiettivo della partnership A-

La combustione con aria presenta il grosso svantaggio di perdere inevitabilmente il calore ceduto all’azoto, che non partecipa alla combustione. E’ ormai noto che la combustione con ossigeno puro (ossicombustione) riduce i consumi di combustibile fino al 30% e, contemporaneamente, evita le emissioni di NOx; nonostante questi vantaggi, solo il 10% delle formaci oggi installate nel mondo funzionano a ossicombustione. Una spinta alla diffusione dei sistemi a ossicombustione potrebbe venire da una nuova tecnologia di recupero termico, recentemente sviluppata dalla Praxair. La tecnologia, denominata Optimelt Thermochemical Regenerator, si basa su un ciclo di riscaldamento e gassificazione, nel quale due “rigeneratori” contenenti masse refrattarie si alternano in cicli di accumulo termico e produzione di syngas. Nella fase di accumulo termico, la massa refrattaria si scalda a oltre 1.500 °C con il calore dei gas di ossicombustione; nella successiva fase di produzione di gas di sintesi, la massa refrattaria calda viene fatta reagire con una miscela di gas naturale e gas combusti riciclati. In queste condizioni il gas naturale viene scomposto in syngas (CO + H2); il gas di combustione riciclato contribuisce alle reazioni grazie al suo

contenuto di vapor acqueo e CO 2. Il syngas prodotto viene successivamente convogliato alla fornace, dove contribuisce alla produzione di energia grazie al suo elevato potere calorifico. La tecnologia Optimelt è stata sperimentata con successo in una fornace per la produzione di vetro in Messico; sono stati ottenuti risparmi nel consumo di combustibile dal 15 al 18%. Sono in corso nuove installazioni su forni per la produzione di stoviglie, su acciaierie e altri impianti industriali ad alta temperatura.

Da acqua salata a pura con il calore di scarto

Ricercatori australiani della Queensland University of Technology hanno messo a punto un sistema di filtrazione di basso costo che consente di rende potabile sia l'acqua salata sia quella di pozzo, notoriamente ad alto contenuto di sali. Alla base della tecnologia vi è il riscaldamento di acqua salata o impura sfruttando il calore del sole o quello industriale di scarto, creando così vapore che viene fatto condensare e poi filtrato attraverso una speciale membrana. L’impianto pilota realizzato presso Brisbane per testare la tecnologia, tratta circa 1000 litri d'acqua al giorno. Opererà per sei mesi e ulteriori test saranno poi condotti in altre località. Se la tecnologia sarà commercializzata, potrà essere installata in moduli in siti industriali per utilizzare il calore di scarto in essi prodotto. "Gli impianti sono portatili – spiega Graeme Millar, responsa-

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bile del progetto - possono entrare in un container e sono autoalimentati”.

Recupero di idrocarburi leggeri dal gas naturale Il gas naturale è costituito prevalentemente da metano, ma contiene piccole quantità di altri idrocarburi leggeri, come etano e propano. Il recupero di questi idrocarburi è economicamente vantaggioso, perché da etano e propano si ricavano i monomeri di due materie plastiche di largo consumo (rispettivamente polietilene e polipropilene). Il processo di recupero maggiormente utilizzato, denominato GSP, si basa sulla condensazione degli idrocarburi mediante refrigerazione spinta e sulla successiva separazione per distillazione. La società americana Honeywell – U.O.P., specializzata nei processi di lavorazione degli idrocarburi, ha recentemente annunciato un perfezionamento del classico processo GSP, che lo integra aggiungendo una colonna di riflusso, potenziando così l’efficienza della sezione di demetanizzazione e consentendo una maggior resa in etano. La sezione aggiuntiva può essere disponibile in formato standard, montata su piattaforme e integrabile con le unità GSP esistenti, oppure progettata secondo le specifiche dell’utilizzatore. In ogni caso, il ritorno sull’investimento può essere ottenuto in meno di un anno.


Opportunità di partnership commerciali e tecnologiche da Enterprise Europe Network Enterprise Europe Network è la più importante rete finanziata dalla Commissione Europea per dare sostegno alle aziende in attività di internazionalizzazione, trasferimento tecnologico, ricerca e sviluppo

Software to manage time, cost and quality decisions in the construction process using a life cycle approach TOES20190306001 The Spanish technology centre provides the building industry with tools and technical support to improve efficiency and competitiveness. Many different aspects (costs, materials, environmental impact, certifications, …) have to be considered in the different phases of the process (planning, design, execution, monitoring …) to run an efficient and effective construction project. A good integration of all these data and share of information with the different players involved is essential for the success of the project. Different solutions for the data integration and information share as well as integration of modelling methodologies, that allow reduction costs, such as BIM (building information modelling), have been developed and are being used in the construction industry since years. However, most of the existing solutions do not integrate or only to a limited extent environmental parameters in the planning and execution of the construction project. The solution offered by the Spanish technology centre integrates an extensive database of environmental indicators that allows to consider energetic cost of materials and other environmental impacts and in all the phases of the process using a life cycle approach. They have developed a software solution for the AEC industry (Architecture, Engineering and Construction) to manage and make time, cost and quality decisions throughout the construction process with a life cycle approach. The software provides support with the activities of drafting, contracting, planning and control of construction projects and works. It is a methodology that enables

setting and monitoring the values of the parameters "time", "costs" and "quality", as well as the formulation of safety and health on construction sites, the waste generation and the energy cost of construction materials. The software generates all the documents required to elaborate waste management reports and it analyses the environmental impact of the construction materials: in the production and use of materials on the construction sites. The methodology used to determine the environmental impact is the life cycle analysis approach using 22 environmental indicators. They are commercialising this program in Spain and they would like to start all over Europe. They seek to collaborate with a company from the north, centre and east of Europe to develop specific databases and commercialize this tool. They are interested in a license agreement. The Spanish technology centre can provide technical support in the adaptation of the offered solution to the specific needs of the country / partner. Flocculants for water, effluents, and sewage treatment -TORU20180828002 The developer of technology is a research institute, which is part of a multidisciplinary university from Russia. Use of flocculants is widespread in different kinds of purposes. However, there are still improvements to be made. For example, heavily contaminated effluents often require a preparatory stage of treatment before using of flocculants. As such, the galvanic industry has Cr-containing effluent, and Cr has to be preliminary transferred from 6-valent state to 3valent in order to use flocculants efficiently. The developed technology provides a flocculant that treats concentrated effluents with 6-valent Cr. Efficiency of this

treatment is two orders of magnitude higher than the efficiency of widely used aluminum salts. Another widely used preparatory stage is treatment with coagulants. The developed technology has an opportunity for effective treatment of industrial effluents and additional coagulants are unnecessary. It includes effluents containing high concentrations of magnesium, calcium, and iron. The developed compositions can be used for the treatment of concentrated city’s sewage. Another option available for the developed technology is the preparation of drinking water. One of the developed variants of flocculant is efficient for processing water from humus. More importantly, the developed flocculant is much easier to remove after discoloration of water than most of substances widely used for the same purpose. Flocculants are based on block and graft copolymers of polysaccharides (starch, chitosan) with vinyl monomers of various molecular weights of natural and synthetic components. The developed product is multifunctional and can simultaneously perform the functions of a flocculant, a coagulant and a sorbent, since natural polysaccharides have functional groups in their composition, capable of sorbing not only suspended particles but also pollutants carrying a charge (metal ions). In addition, it is proposed to use the modernized "double additive method" in which the reagent carrying a charge opposite to the charge of reactants induced in the first stage is used in the second stage of waste treatment. Industrial partners are sought for a commercial agreement with technical assistance. Developers are ready to sell the right for the technology and provide the technical assistance, help with installation and setup of technology, personnel training etc.

Singapore company seeks distributors for their environmental friendly industrial grade bacteria based de-greaser BOSG20190114003 The Singapore company established in January 2017, emphasizes on environmental responsibility and aims to provide eco-friendly products that assists their customers primarily from cleaning companies,facilities management companies,hospitals, food and beverages establishments and hotels in solving problems in particular odors, clogged pipes and grease traps caused by fat, oil and grease deposits. Their products uses a proprietary cocktail formula of enzymes and microorganisms to swiftly breakdown & digest waste problems such as odor / air pollution, waste water pollution, kitchen food waste pollution and grease. Their products can also help in solving problems like greasy floors (a safety hazard), clogged pipes and a reduction of pests like houseflies, mosquitoes and cockroaches. The company is looking for re-sellers/distributors that has contacts or currently contracted with facility management companies,hospitals, hotels,cleaning companies and F & B establishments. These potential business partners are to distribute the Singapore company's de-greaser products via distributor services agreement(s) with the Singapore company handling supply, while the European partner will be handling selling. It will be good if the European partner has some capability in holding an inventory (quantity subject to negotiations) in their respective country of operations. They must also have the relevant import and export experience due to the products requiring documents on material safety data sheets

Per dettagli: Tel 02/77790309 - angela.pulvirenti@fast.mi.it. - www.enterprise-europe-network.ec.europa.eu Hi-Tech Ambiente

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LE AZIENDE CITATE AcegasApsAmga Spa Tel 040.7793111 E-mail comunicazione@acegasapsamga.it

Enea Tel 06.36272762 E-mail elena.deluca@enea.it

POSEIDONE project Tel 0965.1692260 E-mail boccotti@unirc.it

ADOPBIO project Tel 02.27001343 E-mail italy@heliosquartz.com

Enea â&#x20AC;&#x201C; Lab. SPCT Tel 06.30484465 E-mail raniero.trinchieri@enea.it

Praxair Technology Inc Tel +1.716.8794077 E-mail info@praxair.com

Airbiom Inc. Tel +33.1.55432450 E-mail info@arbiom.com

ETG Risorse e Tecnologia Srl Tel 0141.994905 E-mail infoetg@etgrisorse.com

Queensland University of Technology Tel +61.7.31382377 Email graeme.millar@qut.edu.au

Althesys Srl Tel 02.58319401 E-mail segreteria@toputility.it

Faggiolati Pumps Spa Tel 0733.205601 E-mail faggiolatipumps@faggiolatipumps.it

Royal Melbourne Institute of Technology Tel +61.3.99254138 E-mail dorna.esrafilzadeh@rmit.edu.au

AMS Analitica Tel 0721.26243 E-mail info@amsalitica.com

Fluitech Srl Tel 0331.549930 E-mail sales@fluitech.com

Servizi Ambientali Spa Tel 0182.941491 E-mail info@serviziambientali.org

Aquafil Spa Tel 0464.581111 E-mail info@aquafil.com

Genomatica Tel +1.858.8241771 E-mail info@genomatica.com

Storm Water System Inc. Tel +61.888.7305819 E-mail sales@stormwatersystems.com

AxFlow Spa Tel 02.484801 E-mail info@axflow.it

Gramaglia Srl Tel 071.7108700 E-mail info@gramaglia.it

Veolia Water Technologies Italia Spa Tel 02.91795001 E-mail contactcom.watertech@veolia.com

Bio Eco Active Srl Tel 051.0285392 E-mail info@bioecoactive.it

Honeywell â&#x20AC;&#x201C; UOP Srl Tel 0965-6481 E-mail john.simley@honeywell.com

Vertellus Llc Tel +1. 317.2478141 E-mail cwalling@vertellus.com

Consorzio Italiano Compostatori Tel 0363.301503 E-mail cic@compost.it

Idee & Prodotti Srl Tel 02.95335134 E-mail info@ideeeprodotti.it

Water Planet Inc. Tel +1.424.331.7700 E-mail sales@waterplanet.com

Dow Italia Srl Tel 02.48221

N.C.R. Biochemical Spa Tel 051.6869611 E-mail info@ncr-biochemical.it

ECOWAMA project Tel +49.711.9704097 E-mail maximilian.kotzur@igb.fraunhofer.de

Pentair Haffmans Tel +31.77.3232300 E-mail nlvenmarketing@pentair.com Hi-Tech Ambiente

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Profile for Patrizia Bindi

Hi-Tech Ambiente n.5 - Maggio 2019  

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