NF.ITALIANO.5 ottobre 2019

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EX ALLIEVI Newsfl N ewsfl aass h ANNO 8 - NUMERO 35 - 5 OTTOBRE 2019

Periodico di attualitĂ religiosa e sociale della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco

Edizione italiana


LA VOCE DEL RETTOR MAGGIORE La danza dei ragazzi di bronzo Miei cari amici lettori,

vi saluto dalla bella India, da Dimapur, Nagaland, al nordest, nella frontiera con altre nazioni. Qui dove la presenza salesiana ha messo salde e bellissime radici e di grande fedeltà a Don Bosco. Proprio vedendo le straordinarie scene di accoglienza che vivo in tutto il mondo, mi viene in mente un simbolo dell’amore e della riconoscenza che gli amici di don Bosco hanno voluto erigere proprio davanti alla Basilica di Maria Ausiliatrice. Il monumento a don Bosco.

Fra qualche mese avrà cento anni. Li porta bene e come un fedele guardiano dà il benvenuto a tutti quelli che entrano nella Casa Madre. Come succede spesso, siamo così abituati a vederlo che lo degniamo di un’occhiata frettolosa e tiriamo diritto.

E pensare che l’idea di un monumento in questa piazza era venuta in mente addirittura a don Bosco. Un giorno, quando era già incominciata la costruzione della Basilica dell’Ausiliatrice, attraversando la piazza che era ancora in terra malamente battuta, don Bosco si fermò a contemplare le linee della facciata nascente e poi girò lo sguardo intorno, quello sguardo sognante e deciso che gli era tipico, e disse al sacerdote che lo accompagnava: «Qui in mezzo mi piacerebbe innalzare un monumento che rappresentasse Mosè in atto di percuotere la rupe, e da questa far zampillare una vena d'acqua che venisse raccolta da una vasca». Oggi, c’è un monumento in mezzo alla piazza. Non è esattamente quello che immaginava don Bosco, ma esprime qualcosa di più.

L’epopea dell’opera salesiana Il 10 settembre 1911, l’idea di un monumento a don Bosco per la ricorrenza del primo centenario della sua nascita esplose al Congresso Internazionale degli Ex-Allievi. Aderirono subito moltissimi personaggi di tutto il mondo. Il municipio di Torino concesse lo spazio e un piccolo contributo. Fu bandito un concorso a cui parteciparono artisti di tutto il mondo. Venne scelto il progetto presentato dallo scultore Gaetano Cellini di Ravenna.

Tutto era pronto, ma la tremenda Prima Guerra Mondiale fece slittare l’inaugurazione, che avvenne solo alle ore 11 del 23 maggio 1920, vigilia della festa di Maria Ausiliatrice. Quando cadde il velo che copriva il monumento, le migliaia di persone presenti scoppiarono in un convinto e commovente applauso. Modellata nel bronzo e appoggiata a robusto granito c’è l’epopea dell’opera salesiana. In alto, la mite e sorridente figura di don Bosco è circondata da una corona di ragazzi, che sembrano danzare intorno a lui. Don Bosco fa un gesto molto espressivo, sembra che voglia sollevare uno dei ragazzi. È un magnifico simbolo della missione sua e della Congregazione: la parola educare significa proprio “tirare su”, elevare, far crescere. Il tono è gioioso, quello proprio della spiritualità salesiana dove il clima di In copertina: Don Bosco immortalato in un grande murale, opera artistica di José Gallino

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Il monumento a don Bosco davanti alla Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco è un simbolodella missione dei salesiani nel mondo amicizia tra l’educatore e il giovane è di grande aiuto per la crescita personale. Con la tradizione di San Francesco di Sales crescere nella fede, anche avendo un guida, non sarà possibile se non c’è vera amicizia, comunicazione, influsso reciproco; una amicizia che arriva ad essere veramente spirituale. Il rapporto tra formatore salesiano e giovani deve essere improntato alla “più grande cordialità”, perché la famigliarità porta amore, e l’amore porta confidenza. I ragazzi guardano don Bosco pieni di fiducia perché sono certi di essere amati.

Lo specchio In basso, un magnifico gruppo rappresenta l’umanità che si curva al bacio della Croce che le viene presentata dalla Fede. «Questa società nel suo principio era un semplice catechismo» attestò don Bosco. Questo riporta alle origini e alle radici della Congregazione Salesiana. Da Don Bosco ha imparato la passione evangelizzatrice per portare ogni ragazzo, ogni persona all’incontro con Gesù. Nei due altorilievi del fronte vi è, a destra, una madre con un bimbo in braccio che manda baci a don Bosco; a sinistra, un povero lebbroso che guarda riconoscente il suo benefattore. Ai lati, due degli “amori bianchi” promossi da don Bosco, l’Eucaristia e l’Ausiliatrice sono fusi nell’idea della missione “ad gentes” e in quella della famiglia.

Nel retro, tre bassorilievi ricordano quanto i salesiani hanno fatto e fanno per l'assistenza agli emigrati. Quelli di ieri e quelli di oggi. Penso a quante case salesiane, in tutto il mondo, hanno le porte aperte per migranti di ogni età. Penso ai campi profughi e alle Case Famiglia. Ai lati sono raffigurate le Scuole Professionali e Agricole Salesiane. Ogni giorno, migliaia di giovani entrano nelle nostre case per diventare “buoni cristiani e onesti cittadini”. Come in un gioco di specchi, proprio alle spalle della figura di don Bosco, al centro della facciata della Basilica, spicca nettissima la statua di Gesù con i fanciulli. «Lasciate che i bambini vengano a me: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio» (Mc 10,14). In tutto il mondo ho visto i figli di Don Bosco realizzare le parole di Gesù con immutata passione. Per questo partono ancora di qui i nuovi missionari e missionarie. Ho visto soprattutto l’infinita riconoscenza di innumerevoli uomini e donne per quello che hanno ricevuto nel nome di don Bosco. E quando arrivo in una casa salesiana, in una qualunque nazione del mondo, mi sembra di rivedere intorno a me il girotondo dei fanciulli del monumento. Con quella gioia soddisfatta che auguro a tutti voi. Don Ángel Fernández Artime Rettor Maggiore

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SALUTO DEL PRESIDENTE Cari Ex Allievi e Amici di Don Bosco,

Con la gioia nel cuore, scrivo un altro contributo per Ex Allievi Newsflash. È il nostro periodico ufficiale che ha fatto molta strada e sono felice di dire che continua a migliorare. Vi invito a leggerlo e a conoscere meglio cosa succede nel vasto mondo degli Ex Allievi. Lasciatevi ispirare dalle migliori pratiche e dai progetti. Allo stesso tempo, vi invito caldamente a contribuire e ad essere parte dei contenuti di Ex Allievi Newflash, condividendo le vostre esperienze e informazioni riguardo ai progetti e successi della vostra Federazione nazionale o delle associazioni locali.

Negli ultimi giorni, per me, è stata molto stimolante l’Africa. Questa regione vivida e mozzafiato è piena di grandi ex allievi con una grande volontà di cambiare il mondo alla luce dell’insegnamento e dell’amore di Don Bosco. Alla fine di agosto, ho partecipato a due incontri molto importanti in Africa: il Kenya. La nostra riunione annuale della Presidenza ha avuto luogo nella capitale del Kenya - Nairobi.

Abbiamo avuto un’agenda molto fitta, piena di grandi idee e sfide. Tra le altre, vorrei sottolineare il prossimo 150° anniversario degli ex allievi di Don Bosco.

Sento la benedizione di Don Bosco qui, grazie anche alle recenti notizie sulla Strenna (principale riflessione per un anno specifico per tutta la Famiglia Salesiana) per l’anno 2020 che sarà: “Buoni cristiani e onesti cittadini“ - che noi, Ex Allievi di Don Bosco usiamo come nostro motto. Questa è un’ispirazione speciale per tutti noi per preparare e celebrare l’Anno Giubilare degli Ex Allievi, con tutto il cuore e la vita.

Nel nostro secondo incontro a Nairobi, in Kenya, abbiamo avuto il primo incontro dei Presidenti e dei Delegati degli ex allievi di Don Bosco per la regione Africa.

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Confederazione Mondiale Exallievi ed Exallieve di Don Bosco

Via Tiburtina, 994 00156 - Roma (RM) Italia

+421 915 966 549 office@exallievi.org www.exallievi.org

Con partecipanti provenienti da quasi tutti i paesi, abbiamo avuto la possibilità di trascorrere del tempo prezioso insieme, come Presidenza mondiale e Presidenti e Delegati nazionali africani. Devo dire che qui ho visto il grande potenziale degli Ex allievi - come diciamo - un gigante dormiente. Sono abbastanza sicuro che ascolteremo molto di piÚ dall’Africa nei prossimi anni. Vi invito a pregare e sostenere i nostri fratelli e sorelle ex allievi di questa regione.

Nelle pagine seguenti scoprirete la ricchezza del nostro gruppo in situazioni reali e sfide quotidiane. Lasciamoci ispirare e motivare. Prego per tutti voi e per le vostre famiglie. In Don Bosco

Michal Hort Presidente della Confederazione Mondiale degli Ex Allievi di Don Bosco

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IL DELEGATO MONDIALE Ex Allievi e Maria Aiuto dei Cristiani

Miei cari amici ex allievi,

Saluti da Roma. Come famiglia salesiana, celebreremo l'8° Congresso Internazionale di Maria Ausiliatrice a Buenos Aires, in Argentina, dal 7 al 10 novembre 2019. La devozione mariana è uno degli elementi fondamentali della nostra Tradizione salesiana. Sono sicuro che possiamo rievocare con sentimenti nostalgici il mese mariano e la devozione a Maria Ausiliatrice durante il nostro tempo con i salesiani.

Quindi, ho pensato di condividere con voi questo argomento. Sebbene il titolo "Aiuto dei cristiani" sia preso dalla devozione di Don Bosco in quel momento nel contesto dei cristiani, Madre Maria è di aiuto a tutti, indipendentemente dalle religioni, come si vede nei famosi santuari mariani in cui un gran numero di indù, anche i musulmani e le altre religioni visitano e ottengono la Sua grazia.

Don Bosco, Nostro Padre è uno dei più grandi devoti di Maria nella storia e nel 19° secolo fu lui a promuovere la devozione alla nostra Beata Madre sotto il titolo di Aiuto dei Cristiani. I missionari salesiani lo portavano ovunque andassero. Quindi la devozione a Maria Ausiliatrice è parte integrante del fenomeno salesiano nella Chiesa ed è un aspetto vitale del nostro carisma e della nostra spiritualità. La nostra devozione all'Aiuto dei cristiani è anche strettamente e vitalmente connessa con la missione salesiana e lo spirito salesiano. Commentando l'intimo legame tra Maria e la missione salesiana, p. Vigano sottolinea: «Maria è la pastorella dei sogni, che pianifica l'esatta natura della nostra missione e indica coloro per i quali dobbiamo lavorare, consegnandoci il campo dell' "apostolato giovanile". È la sua caratteristica di Assistente dei cristiani che apre la missione dei salesiani agli ampi orizzonti dei moderni problemi sociali e religiosi, insieme a una scelta precisa di servire l'intera chiesa come suoi pastori. È la sua materna bontà che ha anche ispirato la missione salesiana verso giovani come noi».

Maria è anche strettamente legata allo spirito salesiano che trova in Lei ispirazione e modello. Possiamo vedere un legame intimo tra devozione all'Aiuto dei cristiani e missione salesiana verso i giovani più poveri. Non è difficile dimostrarlo in Don Bosco: dall'inizio come nel sogno ai Becchi all'età di nove anni, fino alla fine come nel sogno di Barcellona del 1886, dalle lezioni di catechismo iniziate con Bartolomeo Garelli, al modo in cui ottenne l'approvazione delle Costituzioni; dall'intima convinzione di Don Bosco espressa in così tante occasioni, al segno esterno del meraviglioso lavoro che ha compiuto. Ma le origini sono solo i primi frutti della realtà totale.

Nostro Padre Don Bosco ci assicura che la missione salesiana non può essere spiegata né nella sua nascita né nel suo continuo sviluppo senza la guida continua e materna di Maria. Spesso egli stesso sosteneva che la Madonna fosse la sua fondatrice e il suo sostegno, e ci assicura che "la nostra congregazione è destinata a fare grandi cose e a diffondersi in tutto il mondo, se i Salesiani restano fedeli alla Regola data loro da Maria" (MB 17.511).

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Gli è persino sfuggita l’espressione: «Maria ci ama troppo!» (MB 18.273). Queste parole possono essere indirizzate anche agli ex allievi.

All'incoronazione della Madonna a Valdocco il 17 maggio 1903, don Rua disse: «Non ho dubbi che un aumento tra i salesiani della devozione a Maria Ausiliatrice porterà anche a un aumento di stima e affetto anche per Don Bosco come una maggiore dedizione alla conservazione del suo spirito e imitazione delle sue virtù». Anche Don Albera insiste sulla presenza continua di Maria. Scrive: «Don Bosco non si stancò mai di ripetere che il lavoro che aveva intrapreso era ispirato da Maria, che Maria era il suo forte sostegno e che di conseguenza non doveva temere nulla dall'opposizione dei suoi nemici».

La Vergine Maria ha mostrato a Don Bosco il suo campo di lavoro tra i giovani ed è stata la guida costante e il sostegno del suo lavoro. Crediamo che Maria sia presente in mezzo a noi. Maria, che è la madre dei giovani, ha mostrato una particolare preoccupazione per loro: nel sogno di Giovannino Bosco all'età di nove anni e ripetuto più di una volta negli anni successivi, lei stessa ha indicato i giovani come il suo settore d’intervento e la gentilezza come il metodo pastorale da utilizzare per educare i giovani.

Come sua ispiratrice e guida, lo ha accompagnato con segni visibili di benevolenza e protezione nella fondazione e nello sviluppo della Congregazione e dell'intera Famiglia Salesiana. Come madre e maestra, sostenne Don Bosco con la gentilezza premurosa che una volta aveva mostrato a Cana e con un piano chiaro e universalmente valido per la formazione dei giovani: il Sistema preventivo. Don Bosco era solito dire: «la nostra congregazione è guidata da Dio e protetta da Maria Santissima» (MB XVII, 531). Quindi miei cari amici, oltre ad accettare come fondamento della nostra educazione, impariamo anche da Don Bosco, la nostra fiducia nella presenza attiva di Maria tra noi non mancherà mai. Con Don Bosco crediamo che sia nostra madre e maestra, per i giovani di oggi e per tutti noi, ex-allievi e famiglie. Gli ex allievi di Don Bosco, come ai suoi tempi, si rivolgono con fiducia filiale a Maria, l'Immacolata Ausiliatrice, che lo aiuta ad amare come fece Don Bosco. Con le Sacre Scritture quotidianamente in mano, diamo il benvenuto alla Parola come Maria e meditiamola nel nostro cuore, in modo che porti frutto e possiamo proclamarla con zelo.

Maria, Madre di Dio è maestra di saggezza e guida della nostra Famiglia. Contempliamo e imitiamo la sua fede, la sua preoccupazione per i bisognosi, la sua fedeltà nell'ora della croce e la sua gioia per le meraviglie prodotte dal Padre. Maria Immacolata, Aiuto dei cristiani, ci conduce alla pienezza della nostra offerta al Signore e ci dà coraggio per il servizio dei nostri fratelli. Sviluppiamo una forte devozione filiale nei suoi confronti. Ogni giorno recitiamo il rosario e celebriamo le sue feste per incoraggiare un'imitazione più convinta e personale. Vorrei che ognuno di voi, le vostre famiglie, i cristiani e quelli di altre religioni, crescessero in tenera devozione verso la nostra Beata Madre e la imitassero. Non ci mancherà mai e noi non sbaglieremo mai nelle nostre vite. Fr. Jayapalan Raphael Sdb Delegato Mondiale degli Ex Allievi

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EDITORIALE Le prime “Associazioni” di Exallievi di Don Bosco

Carissime Amiche ed Amici,

era esattamente il 24 giugno 1870 quando accadde una storia ben nota: Carlo Gastini e un gruppo dei primi exallievi di Valdocco andarono a visitare Don Bosco per congratularsi con lui nel giorno in cui egli celebrava il suo onomastico, e gli donarono delle tazzine da caffè per ringraziarlo dell’educazione e dell’amore ricevuti. Fu in quell’occasione che Don Bosco parlò per la prima volta ai suoi ragazzi come “Exallievi”. E da quel primo gruppo sorse e si diffuse un movimento oggi vastissimo e presente in tutto il mondo. Carlo Gastini e i suoi sodali facevano parte dei più antichi allievi dell’Oratorio, quelli che nei primi tempi dell’opera di Don Bosco avevano potuto godere più degli altri della formazione spirituale e dell’affetto di Don Bosco. Essi diedero vita a quella che viene considerata l’Associazione “madre”. Nel 1893 a Lilla, Francia, nacque la seconda, con un regolamento a forma di “Associazione di mutuo soccorso”. Otto anni dopo, in occasione dell’applicazione in Francia delle Leggi Combes, che ordinavano la confisca dei beni religiosi, non esitò a far sentire la sua energica protesta presso il Senato della Repubblica a favore dei Salesiani.

Sembra che la prima Associazione locale di Exallievi, di cui si conserva il regolamento, sia stata fondata nel 1894 tra gli antichi allievi del primo Oratorio festivo in Torino, via Salerno 132. L’Associazione si dà uno Statuto nel quale compare per la prima volta il termine “Unione” mentre, negli atti della società “primaria” di Valdocco, si parla sempre di società o sodalizio. Nel 1898 questa Unione partecipò all’inaugurazione del monumento innalzato in onore del fondatore dei Salesiani a Castelnuovo d’Asti. Il 1896 vede l’inizio dell’Unione Exallievi di Parma. Nella prima adunanza tenutasi il 19 novembre si procede all’elezione del Consiglio Direttivo. Gli aderenti sono una settantina. Sempre il 1896 è l’anno di nascita delle Unioni di Nizza e Marsiglia. Una curiosità: nello Statuto dell’Unione di Marsiglia si parla, per la prima volta, di “quota associativa” per coprire le spese dell’Unione.

La domenica delle Palme del 1897, ad appena sedici anni dalla venuta dei Salesiani a Faenza, un gruppo di 28 giovani allievi del primo Oratorio, delle scuole elementari e di quelle artigiane, si riunisce per costituire l’ “Associazione degli Antichi Allievi” dell’Istituto Salesiano di Faenza. Viene stilata una prima bozza di Statuto, approvata all’unanimità dall’Assemblea; eletta la Presidenza, si tiene la prima seduta il 16 maggio 1897 e il successivo 18 luglio il primo Convegno. 8

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Antichi Allievi della 3a ginnasiale del 1877-1878, radunatisi il 19 ottobre 1899. Si distingue la “barba” di Gastini, secondo a destra, nell’ultima fila

Proprio nel 1897 a Genova Sampierdarena si tiene un Convegno degli Antichi Allievi, in occasione del 25° di fondazione dell’Istituto. Anche nella Spagna (1899), dove i Salesiani erano arrivati nel 1881, si dava inizio al Movimento Exallievi, in occasione della visita di Don Michele Rua, I Successore di Don Bosco. Dagli “Annali” della Società Salesiana (vol. III, pp. 21-22): leggiamo: “Al suo ritorno dal noviziato, aveva trovato a Sarrià una gradita sorpresa; un’adunanza di ex-allievi, la prima che si tenesse nella Spagna”. Prima di separarsi, quei giovani, incoraggiati da Don Rua, gettarono le basi di un’Associazione permanente di exallievi usciti dalle Scuole Salesiane di Sarrià. La cronaca della Casa di Sarrià afferma che a questa riunione partecipavano pure alcuni alunni del Collegio di Rocafort, di Barcellona, di Utrera e perfino alcuni sud-americani. In Belgio, a Liegi, l’inizio del Movimento Exallievi risale al 1899, in una forma un po’ fuori dell’ordinario, poiché prende il nome di “Confraternita della Santa Vergine”. Nel 1904 l’Unione avrà già il suo periodico, “L’Ami des Anciens”, che in seguito diventerà organo della Federazione Nazionale. Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento è un fiorire di Associazioni ed iniziative, stimolate anche dallo sviluppo di quel cattolicesimo sociale incoraggiato dall’Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII. Nel 1901 sorgono per la prima volta degli Exallievi d’Oltreoceano: in Argentina. Pierluigi Lazzarini

Faenza. I primi alunni dell’Istituto e i Superiori. Al centro seduto il primo Direttore don Rinaldi

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C ONFEDERAZIONE M ONDIALE

Kenia

La Confederazione Mondiale degli Exallievi punta sull’Africa I membri della Presidenza Mondiale degli Exallievi di Don Bosco hanno organizzato, per la prima volta, il loro incontro annuale in Africa (ANS – Nairobi)

L’incontro si è svolto nella sala conferenze dell’opera “Don Bosco Youth Educational Services” (DBYES) a Nairobi, dal 27 al 30 agosto, seguito da un incontro con i responsabili di varie Ispettorie, dal 31 agosto al 2 settembre.

L’incontro è stato presieduto da Michal Hort, Presidente della Confederazione, accompagnato dal Delegato mondiale, don Raphael Jayapalan. Il lavoro si è concentrato sulla preparazione del 150° anniversario della prima riunione di Exallievi, la riflessione sul processo “Quale Exallievo per il XXI secolo?”

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e sulla revisione di ciascuno dei progetti previsti nel piano strategico della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco.

Accompagnati da don Américo Chaquisse, Consigliere Regionale per l’Africa-Madagascar, i membri dell’attuale Presidenza hanno approfittato della loro visita a Nairobi per incontrare i Presidenti Nazionali e i salesiani Delegati per gli Exallievi di Don Bosco in Africa.

I rappresentanti dell’Africa si sono impegnati a lavorare per il consolidamento delle strutture associative nei rispettivi Paesi e a far sì che i Giovani Exallievi siano inseriti nelle rispettive Unioni Locali.


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Hanno anche riaffermato il loro impegno come parte della Famiglia Salesiana a “lavorare per i giovani, specialmente quelli che si trovano in situazioni di povertà ed esclusione sociale”.

Gli Exallievi di Don Bosco si preparano a celebrare il 150° anniversario della loro fondazione, e nell’ambito del prossimo anno giubilare (2020-2021) in tutta l’Africa verranno organizzate diverse attività locali e nazionali per dare impulso al movimento nella regione. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di 11 Paesi africani, alcuni responsabili del coordinamento e dell’animazione degli Exallievi, membri

della Presidenza mondiale degli Exallievi e l’Ispettore salesiano dell’Africa Est, don Simon Asira Lipuku.

Per continuare il lavoro di animazione svolto dai membri della Presidenza Mondiale degli Exallievi nelle diverse regioni del mondo, la prossima riunione si svolgerà in Asia. «In questo modo la Presidenza Mondiale degli Exalllievi ha l’opportunità di conoscere in prima persona il lavoro svolto dagli Exallievi di Don Bosco in tutto il mondo e non rimane centralizzata in Europa» ha spiegato il Presidente Confederale. Fresia Mendez Mora

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N OTIZIE

Vaticano

Consegnata la “Positio super virtutibus” del Servo di Dio Felice Canelli (ANS – Città del Vaticano)

Venerdì 19 luglio 2019 è stata consegnata presso la Congregazione delle Cause dei Santi la Positio super Vita, Virtutibus et Fama Sanctitatis del Servo di Dio Felice Canelli, sacerdote della diocesi di San Severo (Foggia-Italia), la cui Causa di Beatificazione è seguita dalla Postulazione salesiana.

La Positio ha avuto come relatore padre Zdzisław Kijas, OFM Conv., come Postulatore don Pierluigi Cameroni, SDB, e come Collaboratori la dott.ssa Lodovica Maria Zanet e suor Francesca Caggiano, Figlia di Maria Ausiliatrice. Elementi strutturali della “Positio” – che presenta in modo articolato ed approfondito tutto l’apparato probatorio documentale e testificale riguardante la vita virtuosa del Servo di Dio – sono: una breve presentazione da parte del Relatore; l’Informatio super virtutibus, ossia la parte teologica nella quale viene dimostrata la vita virtuosa del Servo d Dio; i due Summarium con le prove testificali e

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documentali; la Biographia ex Documentis. Dopo la consegna, la Positio sarà anzitutto esaminata dai Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi.

Don Felice Canelli nacque a San Severo (Foggia, Puglia) il 14 ottobre 1880 da una famiglia poverissima. Nel 1886 rimase orfano di padre, entrò in seminario nel 1892 e venne ordinato sacerdote il 6 giugno del 1903. In un tempo difficile per la Chiesa e la fede cattolica, scelse di essere “vero sacerdote”, povero e infaticabile, segno vivente di Gesù tra i dimenticati, gli ammalati, la massa popolare abbruttita dalla fame e istigata dai nemici della Chiesa, dai latifondisti e dal clero borghese.

Spiritualmente attratto da san Francesco d’Assisi e da san Vincenzo de’ Paoli, nel 1905 conobbe il carisma salesiano, che fece proprio sino alla morte. Stimato dai Superiori, fu direttore diocesano dei Salesiani Cooperatori e guida spirituale e padre degli Exallievi, dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Dal popolo veniva considerato “Don Bosco redivivo” ed il piccolo San Vincenzo per il suo spiccato


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amore alla gioventù e ai poveri. Fece del carisma salesiano la leva di rinnovamento della diocesi. Difatti, con gli exallievi e gli adulti dell’opera salesiana costituì il nucleo propulsore dell’associazionismo laicale diocesano, in ambito ecclesiale, educativo, assistenziale e politico, all’insegna della Rerum Novarum. Anima profondamente eucaristica e trinitaria, fu prete perennemente “in uscita” e delle periferie.

Dal 1° maggio 1927 pressoché ininterrottamente fino alla morte, fu parroco di Croce Santa a San Severo, quasi terra di prima evangelizzazione. Con il suo stile paterno e vicino, con la sua vita virtuosa e un continuo fervore di opere apostoliche, si fece prossimo alla gente, soccorrendola nei bisogni primari per avvicinarla al Signore. Il popolo lo ha venerato sacerdote, pastore e padre. Si spense il 23 novembre 1977 a San Severo a 97 anni, dopo avere recitato il Gloria al Padre.

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Israele

Il pellegrinaggio del Consiglio Generale ai luoghi in cui il Verbo si fece Carne (ANS – Gerusalemme)

Quali sono stati i frutti del pellegrinaggio in Terra Santa del Consiglio Generale della Congregazione? Certamente, è stata un’occasione unica per vedere con i propri occhi i luoghi di Gesù, per camminare nei luoghi in cui il Verbo si fece Carne e venne ad abitare in mezzo ai suoi. Le dinamiche del pellegrinaggio, sapientemente accompagnato da don Marco Rossetti, docente di Teologia a Torino-Crocetta (Università Pontificia Salesiana), hanno generato molte esperienze profonde attraverso una gran quantità di incontri.

L’incontro con i pellegrini di molte religioni – Ebrei, Musulmani e di diverse confessioni cristiane, che pregano, cantano, bal-

lano, camminano in processione, navigano sul lago di Galilea o toccano i luoghi santi – ha contribuito a sottolineare le dinamiche multi-religiose del mondo di oggi e la sovrapposizione di diverse fedi nella Terra di Gesù ha aperto il cuore dei suoi discepoli verso i fedeli di altre religioni.

L’incontro con molti membri della Famiglia Salesiana – alcuni Exallievi di Don Bosco si ritrovano anche tra gli alunni della Custodia Francescana di Terra Santa, e poi membri di Cancão Nova, Salesiani Cooperatori e Figlie di Maria Ausiliatrice – e la possibilità di pregare sulla tomba di don Antonio Belloni, fondatore delle opere salesiane in Terra Santa, ha rianimato il senso di unità interna alla Famiglia Salesiana e il ruolo di quest’ultima al servizio della Chiesa. L’incontro con la gioventù salesiana – sia musulmana, sia cristiana (l’80% degli allievi della scuola salesiana Nazareth e la maggior parte dei ragazzi dell’oratorio salesiano di Betlemme sono musulmani) – ha ricordato che il fine di ogni singola decisione presa in Consiglio riguarda la salvezza dei giovani e la loro felicità. Mentre nell’incontro con tutte e cinque le comunità dei Figli spirituali di Don Bosco in

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Terra Santa – Nazareth, Betlemme, Cremisan, Beitgemal e Ratisbonne – si è potuta apprezzare la missione impegnativa dei salesiani che lì vivono e operano, in numero di oltre 80 e provenienti da 22 diversi Paesi.

Tra tutti questi incontri c’è stato ampio spazio per pregare, riflettere, meditare, fare silenzio attorno e dentro di sé, respirare profondamente e fare esperienza dei luoghi in cui Gesù è cresciuto nella sua famiglia, ha camminato, ha mangiato, ha compiuto i suoi miracoli, ha professato il Regno e suo Padre, ha sofferto ed è stato umiliato e infine crocifisso.

«Camminare in Terra Santa rende le pagine del Vangelo e della Scrittura vive e molto realistiche, dall’arido deserto della Giudea all’esile fiume Giordano» ha commentato don Václav Klement, Consigliere per la Regione Asia Est - Oceania.

Il Rettor Maggiore e i suoi Consiglieri, nel ringraziare in particolare l’Ispettore del Medio Oriente, don Alejandro León Mendoza, hanno manifestato la loro convinzione che questa fortissima esperienza avrà un benefico effetto sul loro ministero di animazione e di governo. Fonte: Australasia EX ALLIEVI Newsflash - 5 ottobre 2019

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India

Don Ángel Fernández Artime in Visita a Dimapur: un’accoglienza coloratissima (ANS – Dimapur)

Dal 10 settembre scorso, fino a sabato 14 settembre, Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore, è in Visita d’Animazione nell’Ispettoria di Dimapur, estesa sui territori degli Stati Arunachal Pradesh, Manipur e Nagaland, e nella regione dell’Alto Assam.

Al pomeriggio del 10 settembre il Successore di Don Bosco è stato calorosamente accolto all’aeroporto di Dimapur da don Jose Kuruvachira SDB, Ispettore, insieme ad altri salesiani e membri della Famiglia Salesiana. I gruppi musicali giovanili delle scuole salesiane di Palin e Dimapur, così come i “guerrieri Naga” e i danzatori tradizionali

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hanno dato colore a questo momento di fraternità.

Successivamente il Rettor Maggiore, insieme al suo Segretario, don Horacio López, e a don Maria Arokiam Kanaga, Consigliere Regionale per l’Asia Sud, è stato scortato da un corteo di 20 motociclette fino alla Casa Ispettoriale.

Lì il Rettor Maggiore ha avuto l’opportunità di radunarsi con circa 350 exallievi di Don Bosco. Ha manifestato di essere stato colpito dalla vitalità degli exallievi nel Nord Est indiano, e li ha invitati non solo a coltivare il ricordo, ma a vivere attivamente i valori che hanno assorbito presso le opere salesiane. P. Jonas Kerketta SDB


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Italia

(ANS – Roma)

Incontro mondiale dei Delegati della Famiglia Salesiana

Dal 10 al 14 settembre, presso l’Istituto “Pio XI” di Roma, si è svolto il primo incontro mondiale dei Delegati per la Famiglia Salesiana. Promosso dal Segretariato per la Famiglia Salesiana, che ha visto la partecipazione di 36 Delegati provenienti da 33 Ispettorie: 5 dall’Africa-Madagascar, 5 dall’Europa Centro e Nord, 10 dalla Mediterranea, 8 dall’Interamerica e 8 dall’America Cono Sud. Oltre a quest’appuntamento, rivolto ai Delegati che parlano le lingue neo-latine, il Segretariato per la Famiglia Salesiana ha organizzato anche un analogo incontro riservato ai Delegati anglofoni, in programma dal 17 al 22 settembre.

L’incontro è stato coordinato da Don Eusebio Muñoz, Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, con l’equipe del Segretariato: don Giuseppe Casti, Delegato per i Salesiani Cooperatori; don Joan Lluis Playà, Assistente spirituale per le Volontarie di Don Bosco (VDB) e i Volontari con Don Bosco (CDB); don Pierluigi Cameroni, Animatore spirituale dell’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA); e don Jayapalan Raphael, Delegato per gli Exallievi di Don Bosco. Lo scopo del raduno è stato quello di presentare la figura e il ruolo del Delegato ispettoriale per la Famiglia Salesiana, attraverso la condivisione di alcune tematiche: “La Carta d’identità carismatica

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della Famiglia Salesiana”; la vocazione e la missione dei laici nella Chiesa e nella Famiglia Salesiana; i rapporti della Famiglia Salesiana con la Pastorale Giovanile e la Formazione; la Consulta ispettoriale e locale; il Movimento Salesiano.

Significativi gli interventi e la presenza di alcuni responsabili mondiali dei gruppi: il Sig. Antonio Boccia, Coordinatore dei Salesiani Cooperatori; il Sig. Renato Valera, Presidente dell’ADMA; il Sig. Michal Hort, Presidente degli Ex-allievi; la Vice Responsabile delle VDB.

Molto apprezzata è stata la visita alla Sede Centrale Salesiana, sia per l’incontro con don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore, sia per la visita alla Basilica del Sacro Cuore e alle camerette di Don Bosco.


N OTIZIE

I Delegati della Famiglia Salesiana di lingua inglese

L’incontro è stato aperto dalla Santa Messa, presieduta da don Jayapalan Raphael, Delegato per gli Exallievi di Don Bosco, che ha invitato tutti i partecipanti ad affidarsi allo Spirito Santo. Successivamente, don Eusebio Muñoz ha presentato il programma e ha invitato i partecipanti a presentarsi e a illustrare il lavoro che viene svolto nelle rispettive Ispettorie.

Dopo questa breve introduzione, i partecipanti sono stati divisi in cinque gruppi, suddivisi per Regioni, e hanno condiviso la situazione della Famiglia Salesiana nelle diverse Ispettorie.

Durante l’incontro, sono stati particolarmente significativi gli interventi di don Pierluigi Cameroni, Animatore spirituale dell’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), di don Joan Lluis Playà, Assistente spirituale per le Volontarie di Don Bosco (VDB) e i Volontari con Don Bosco (CDB), che ha offerto una panoramica su questi due gruppi, e del Sig. Antonio Boccia, Coordinatore dei Salesiani Cooperatori.

Grande importanza, nei giorni successivi dell’incontro, è stata data alla figura dei laici. Tra i circa 500.000 membri dei 32 gruppi della Famiglia Salesiana, una parte significativa è costituita proprio dai laici.

In questo gruppo anglofono, erano presenti 35 Delegati: 14 della Regione Asia Est-Oceania, 8 dell’Asia Sud, 2 dell’Interamerica, 6 dell’Europa Centro-Nord e 5 dell’Africa Madagascar. EX ALLIEVI Newsflash - 5 ottobre 2019

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N OTIZIE

Brasile

IX Congresso della Federazione Nazionale degli Exallievi di Don Bosco

San Paolo, Brasile – agosto 2019

Con il tema “Movimento Exallievi: la sua appartenenza alla Famiglia Salesiana e il suo inserimento nella società” e con il motto “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”, si è svolto a San Paolo dal 23 al 25 agosto il IX Congresso Nazionale degli Exallievi di Don Bosco.

Gli obiettivi proposti dall’evento – essere un momento di animazione e formazione, studiare strategie di azione congiunta con la Famiglia Salesiana, rivedere la formazione e organizzazione delle Unioni Locali e progettare il movimento per i prossimi 4 anni – sono stati raggiunti.

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La presenza dei salesiani, in particolare dei Delegati ispettoriali degli Exallievi e di don Raphael Jayapalan, Delegato Mondiale per gli Exallievi, ha mostrato il loro appoggio al movimento e ha permesso ai partecipanti di percepire l’appartenenza alla Famiglia Salesiana. Presente anche il Vice presidente GEX, Eduardo Pessoa Cavalcante.

Durante il congresso sono stati eletti il presidente e il vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Exallievi del Brasile, rispettivamente Oswaldo Dalpiaz e Daniel Torres. Oswaldo Dalpiaz


N OTIZIE

Ecuador

Exallievi ed Exallieve hanno organizzato “Falò Mariana” Sabato 6 luglio 2019

Nella città di Guayaquil, è stato organizzato falò Mariana dagli ex-allievi ed ex-allieve di FMA (Figlie di Maria Ausiliatrice) e SDB (Salesiani Don Bosco).

Questa attività mirava a presentare la Federazione degli Ex-allievi ed Ex-allieve ai giovani, al fine di promuovere in essi l'identità e il senso di appartenenza alla Famiglia Salesiana, e quindi conoscere la diversità delle azioni che possono sviluppare come ex-allievi, come ha detto Don Bosco: «...L'educazione che hanno ricevuto... trasmetterla...».

Nel fuoco c'è stata la presenza di 38 giovani, che hanno vissuto con entusiasmo momenti di integrazione della preghiera, interiorizzazione - riflessione e impegno.

Questo incontro ha fatto eco nel cuore dei partecipanti e si è formata la squadra di compagni, che motiverà i giovani in questo processo. Allo stesso modo, tre giovani hanno assunto l'impegno di essere guide e referenti del GEX (giovani ex allievi) delle loro scuole; sono: David Cueva del Colegio Domingo Comín, Patrick Endara del Colegio Cristobal Colon e Joshua Tomalá del Co-

legio Domingo Savio. Gli ex-allievi ed exallieve delle FMA hanno chiesto che più iniziative come questa siano realizzate in un periodo di tempo più lungo, consentendo loro di continuare la propria formazione e approfondire il carisma salesiano, collegando anche altri giovani. Siamo certi che tutto ciò che è stato assunto in questo incontro è stato il risultato dello Spirito Santo e si è concretizzato nel cuore generoso di ogni giovane, che si rifletterà nel servizio alla società e alla Chiesa, caratterizzato dalla nostra identità e carisma salesiano.

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Cambogia

Un’alluvione colpisce l’opera Don Bosco a Sihanoukville

(ANS – Sihanoukville)

Le intense piogge e i forti venti della tempesta tropicale Lekina, sopraggiunta insieme al monsone proveniente da sud-ovest, hanno colpito la Cambogia, provocando alluvioni in diverse aree, tra cui Sihanoukville.

Già la settimana precedente il Ministero delle Risorse Idriche e della Meteorologia aveva rilasciato una dichiarazione, invitando i cittadini a prepararsi a questo grave evento naturale. Tuttavia, la scuola Tecnica Don Bosco e l’ “Hotel and Children Fund” di Sihanoukville hanno subito allagamenti nella notte tra l’8 e il 9 agosto.

Il salesiano coadiutore Roberto Panetto, Economo dell’opera Don Bosco Sihanoukville, ha descritto cosa è accaduto:

«La forte pioggia dei giorni scorsi mi ha convinto ad andare a controllare il livello dell’acqua davanti alla nostra scuola. Avevo già consigliato ad alcune famiglie del nostro personale e agli ospiti al piano terra della nostra pensione di stare attenti, perché sarebbe potuta entrare un po’ d’acqua», ha detto il sig. Panetto. «In poco tempo, però, il livello dell’acqua

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di fronte alla scuola ha iniziato a salire e pochi minuti dopo stava già straripando la diga che avevamo recentemente costruito per evitare le inondazioni», ha proseguito.

Il sig. Panetto ha poi raccontato che la grande quantità d’acqua ha distrutto il cancello e non ha risparmiato nessuno degli edifici che si trovano al piano terra. Sono state distrutte le case degli insegnanti e in molti ora non hanno un posto dove andare. Inoltre, sono stati pesantemente danneggiati molti macchinari che venivano usati nelle classi della Scuola Tecnica. Grazie a Dio, però, nessuno è ri-

masto ferito durante questa calamità.

“È ancora presto per stimare l’entità del danno subito – ha aggiunto il sig. Panetto – ma presumo che sarà più o meno di un milione di dollari americani. Siamo comunque felici di vedere molti salesiani, Exallievi e amici pronti ad aiutarci in questo momento difficile. Grazie a tutti voi per la vostra preghiera. Il buon Dio ispirerà i generosi benefattori ad aiutarci a sostituire gli oggetti danneggiati e a risolvere tutto nel modo migliore».

Il sig. Panetto ha infine colto questa triste


N OTIZIE

occasione per una riflessione sulle condizioni ambientali in Cambogia, affermando che la deforestazione è una delle principali cause per le quali avvengono simili inondazioni. Molti alberi sono stati sradicati per costruire hotel, grattacieli e centri commerciali e numerosi corsi d’acqua sono stati ridotti per sfruttare il terreno sulle loro sponde. Inoltre, i rifiuti gettati ovunque hanno ostruito il sistema di drenaggio.

«La natura fa pagare il conto per i danni che le vengono provocati», ha concluso il sig. Panetto.

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N OTIZIE

Italia

Novara, Italia – luglio 2019

L’11 luglio, presso l’Istituto San Lorenzo dei salesiani di Novara, si è tenuta la “Festa delle Famiglie” del Centro Estivo “estatesalesiani”. Come ogni anno l’appuntamento ha coinvolto numerose persone, oltre 400, e circa 50 animatori hanno contribuito a creare un unico clima di condivisione, amicizia, divertimento, per testimoniare ai genitori, nonni, zii e nipoti quanto quotidianamente si vive al centro estivo.

Tra le attrazioni si sono segnalate lo spettacolo dei ragazzi dei laboratori di danza e teatro, il gonfiabile per grandi e piccini e la stupefacente esibizione di Marco Migliavacca, exallievo del liceo salesiano, oggi giocoliere del “Cirque du Soleil”, il quale ha regalato uno spettacolo incredibile, insieme alla testimonianza che seguire i propri sogni porta veramente lontano, oltre tutte le proprie aspettative.

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Oltre 400 persone alla Festa delle Famiglie dei salesiani di Novara


N OTIZIE

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I NTERVISTA

Giappone

Pubblicato il primo Manuale per i collaboratori laici della missione salesiana (ANS – Tokio)

In Giappone è finalmente disponibile una guida pratica rivolta a tutte le persone che lavorano per i giovani insieme ai membri della Famiglia Salesiana, nelle scuole, nei centri educativi o nelle parrocchie: “Educhiamo con il cuore di Don Bosco” è il titolo di questo manuale, i cui contenuti sono stati preparati negli ultimi 3 anni guardando a Don Bosco come modello, a partire dagli episodi della sua vita, e riassumendone poi il cammino educativo.

Il manuale è pensato per chiunque voglia educare con il cuore di Don Bosco e desideri guidare i bambini e i giovani verso un futuro migliore, a prescindere se siano cattolici, credenti di altre religioni o atei. A presentarlo è Chihiro Okawa, Exallievo di Don Bosco. Come è nata l’idea di un manuale per i collaboratori laici della missione salesiana? «È nata nell’ambito degli incontri di riconfigurazione dell’Ispettoria del Giap-

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pone. I Salesiani del Giappone hanno cercato di essere coerenti con il Sistema Educativo di Don Bosco e di fomentare perciò una migliore collaborazione con i collaboratori laici nei loro uffici.

Dal 2016 al 2018, il corso di formazione per insegnanti e personale della Famiglia Salesiana (guidato da don Urata Shinjiro, insieme a diverse Figlie di Maria Ausiliatrice, Suore della Carità di Gesù e diversi laici, tra cui il sottoscritto) è riuscito a coprire quasi tutti i punti principali dell’educazione di Don Bosco. E nel 2019 abbiamo iniziato il secondo ciclo del corso! Il manuale è quindi il frutto degli ultimi 3 anni di impegno educativo».

Quanti Salesiani o laici sono stati coinvolti nel “processo di elaborazione”? «Davvero tanti: i membri dell’équipe di Progettazione Ispettoriale, i coordinatori e i partecipanti al corso di formazione per insegnanti e personale della Famiglia Salesiana e molti dei membri della Famiglia Salesiana in Giappone con i giovani. Le loro opinioni sono ben riportate in ogni parte del libro».


I NTERVISTA

Qual è lo scopo di questo Manuale? «Lo scopo è offrire ai bambini e ai giovani del Giappone una migliore educazione e migliori opportunità nei centri della Famiglia Salesiana, perché possano essere ogni giorno più felici. Ci eravamo resi conto che come assistenti dei giovani nell’ambiente educativo salesiano dovevamo condividere meglio i principi e i valori educativi di Don Bosco. Speriamo che questo opuscolo sia utile, sia per la riflessione personale, sia per le sessioni di formazione in ogni ambiente salesiano». Sono previsti altri progetti simili in futuro? «Questo manuale è una sorta di progetto pilota, e troverà una versione finale dopo aver ascoltato le voci degli insegnanti e dello staff. Questo libro si occupa principalmente della filosofia educativa di Don Bosco, per cui in seguito pubblicheremo degli opuscoli specifici per approfondire le pratiche educative in ogni campo (scuola, asilo, orfanotrofi, case d’accoglienza, parrocchie…)». Fonte: AustraLasia

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A NNIVERSARI

Slovacchia

20 anni di ex-allievi della Slovacchia

Nuovi exallievi, premi Alberto Marvelli e ospiti stranieri. Tutto il mondo conosce della celebrazione del 20 ° anniversario degli exallievi in Slovacchia. I membri dell'Associazione degli exallievi in Slovacchia, della Famiglia Salesiana allargata e degli amici di Don Bosco hanno celebrato il 20° anniversario di attività ufficiale dell'Associazione sabato 22 giugno 2019 a Sastin.

Più di 650 pellegrini si sono incontrati in questo pellegrinaggio del Ringraziamento. Molti di loro furono portati dal treno speciale, che prendeva i pellegrini nella stazione di Trnava e Vajnory. Membri di centri locali di Presov, Bardejov, Partizanske, Nova Dubnica, Piestany, Cierna Voda, Trnava, entrambi i centri di Bratislava, Zilina, ex allievi della scuola di Sastin e anche i più anziani ex-allievi si sono incontrati in questa ricorrenza.

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Gli ex allievi sono stati anche accompagnati da diversi Salesiani, Sorelle FMA, Ex allievi FMA, collaboratori salesiani e membri dei gruppi VDB e ADMA.

Durante la Messa nella basilica di SastinStraze, celebrata dall'ispettore Salesiano Don Jozef Ižold SDB, otto nuovi membri si sono uniti all'Associazione nazionale degli ex allievi di Don Bosco.

Per la prima volta nella storia, due nuovi membri su otto erano amici di Don Bosco, che non hanno seguito l'educazione salesiana. Tuttavia, sono stati toccati dal carisma di Don Bosco, simpatizzano con l'Associazione e partecipano anche alle sue varie attività.


A NNIVERSARI

«Vorrei che gli exallievi, che celebrano il 20° anniversario, diffondessero nello spirito di Don Bosco l'idea di fede, educazione e costruissero una società legittima per poter beneficiare le loro stesse famiglie ma anche l'intera società e la Chiesa», ha detto il provinciale Jozef Ižold.

Dopo la Santa Messa il programma è stato spostato sul campo da calcio vicino alla basilica e al dormitorio dove tutti gli ospiti hanno pranzato insieme.

Per la prima volta gli exallievi hanno ricevuto il premio Alberto Marvelli, il primo exallievo beatificato. I vincitori di questo premio sono stati ex allievi, che hanno contribuito alla diffusione del bene nel-

l'Associazione o nella società in un modo specifico. Il premio per lo sviluppo dell'Associazione è stato consegnato all'attuale presidente mondiale degli ex allievi, il sig. Michal Hort con sua moglie Martina, e al sig. Marek Slezak, ex presidente dell'Associazione slovacca di exallievi con la moglie Jana.

Il premio per i progetti sociali è stato assegnato ad Alexandra Mruk Papaianopol che ha avviato un progetto sociale di avvento chiamato "Dare sorriso". Nella categoria cultura Michal Klc è stato premiato e il caporedattore della rivista Postoj Frantisek Mucka ha vinto il premio per il suo coinvolgimento nella comunità. Il premio è stato assegnato anche a Jozef

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A NNIVERSARI

Fribort, che ha fatto uno sforzo per mettere in rete gli alunni del 1991 ed è stato il loro segretario per oltre 20 anni. I membri del Comitato Esecutivo Mondiale degli Exallievi hanno pronunciatoto i loro discorsi dal palco ed erano riconoscibili dai precedenti saluti in video. Oltre al presidente mondiale Michal Hort e al segretario Peter Kovác anche don Eusebio Munoz SDB, Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, Bryan Magro, presidente degli ex allievi a Malta e tesoriere mondiale e Ángel Gudiña, vicepresidente GEX della Confederazione mondiale degli exallievi hanno partecipato alle celebrazioni. Invitati anche ex allievi provenienti da Thailandia e Inghilterra.

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Il Rettor Maggiore della Famiglia Salesiana don Angel Artime SDB ha rivolto un saluto agli exallievi attraverso il video: «Hai una cosa molto speciale nella tua vita oltre a essere stato in una casa salesiana. La cosa più importante è che hai imparato e vissuto nelle case salesiane valori evangelici e salesiani, valori che hai conservato nel tuo cuore e nella tua vita. Cerca di essere costantemente presente in questo mondo con un'enorme capacità di diffondere questa testimonianza». Anna Hortová ha cantato per gli adulti e Miro Jílo per i bambini. Il concerto si è concluso con un programma per bambini che si sono divertiti in castelli gonfiabili e giochi con animatori della unione locale -


A NNIVERSARI

Cierna Voda. Tutti hanno la possibilità di conoscere la biografia del beato Tito Zeman grazie a Michal Klc, ex allievo che su di lui ha scritto un libro intitolato "L'uomo d'azione".

Come ricordo dell'anniversario dell'Associazione tutti i partecipanti hanno ricevuto la registrazione della biografia di Titus Zeman, preparata da don Ivan Žitnanský in collaborazione con Radio Maria, e anche la foto di tutti gli exallievi e delle loro famiglie riuniti nel parco giochi, a formare il numero 20 romano.

I partecipanti alle celebrazioni del 20° anniversario a Sastin hanno avuto l'opportunità di assaggiare per la prima volta il

caffè DI BOSCO. Con la presenza di partner stranieri provenienti dalla Tailandia e dall'Inghilterra, questo progetto internazionale che porta il caffè degli exallievi (agricoltori e produttori) agli exallievi è stato presentato per la prima volta in Slovacchia. Le celebrazioni erano nello spirito di gratitudine per molti doni che gli exallievihanno ricevuto attraverso l'educazione salesiana. A proposito di questi doni nel suo discorso l'attuale presidente degli ex allievi Robert Mruk ha sottolineato il desiderio e l’impegno degli exallievi verso la società, le comunità in cui vivono, i giovani e i salesiani stessi.

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A NNIVERSARI

Ecuador

Università Politecnica Salesiana: da 25 anni impegnata a formare professionisti (ANS – Quito)

L’Università Politecnica Salesiana dell’Ecuador (UPS) festeggia i 25 anni di vita istituzionale nel 2019, con una Carovana Culturale iniziata lo scorso 18 giugno presso la sede di Quito. In un’atmosfera di festa l’intera comunità universitaria si è riunita per godere di musica, danze tradizionali, balli e teatro, protagonisti gli stessi giovani dei vari gruppi dell’Associazionismo Salesiano Universitario (ASU) dell’Ecuador.

L’idea centrale di questa celebrazione risiede nella considerazione che la cultura è sempre stata un pilastro fondamentale della pedagogia salesiana. «Una casa salesiana senza musica è come un corpo senz’anima», diceva Don Bosco. Per questo si sono formati presso l’UPS diversi gruppi che diventano veri e propri spazi per le più svariate manifestazioni artistico-culturali, che sono esse stesse parte integrante della formazione perso-

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nale e professionale.

Dal punto di vista storico, quest’istituzione salesiana di educazione superiore è nata il 4 agosto 1994, quando Presidente dell’Ecuador era Sixto Durán Ballén, e ha iniziato ad operare con circa 800 studenti delle Facoltà di Elettromeccanica, Scienze Umane, Scienze Sociali, Zootecniche, Agro-industriali, Tecniche, Amministrative, Ingegneristiche e Scienze Religiose.

Attualmente l’UPS dell’Ecuador è l’istituzione salesiana di educazione superiore che ospita il maggior numero di studenti al mondo (24.500) e, nel 2019, è entrata per la prima volta nella classifica delle migliori 100 Università dell’America Latina, tra le 4.000 presenti nella regione. Attualmente, nelle sue tre sedi (Quito, Guayaquil e Cuenca) conta 27 corsi di laurea e 10 dottorati, 62 gruppi di ricerca, 10 gruppi di innovazione educativa e 98 gruppi ASU. All’inaugurazione della Carovana Culturale

era presente anche don Francisco Sánchez, Ispettore dei Salesiani in Ecuador e Gran Cancelliere dell’UPS, che nell’occasione ha detto: «Questi 25 anni di servizio ai giovani sono espressione della nostra vocazione salesiana… È qui che cerchiamo di ricreare un ambiente giovanile dove ogni ragazzo possa sviluppare le sue doti e qualità non solo accademiche, ma anche umane».

L’Ispettore ha anche dato un messaggio agli studenti, ricordando che sono loro i protagonisti della proposta educativa di Don Bosco e che i salesiani e gli educatori laici saranno sempre pronti ad accompagnarli e a stare loro vicino in ciò che li preoccupa, perché ciò che desiderano è che essi diventino agenti trasformatori della società. Un’altra delle autorità presenti è stato il dott. José Juncosa, Vicerettore della sede di Quito, il quale ha sottolineato la crescita dell’istituzione perché, ha affermato: «In questo tempo trascorso siamo diventati


A NNIVERSARI

molto più universitari, molto più politecnici, molto più salesiani». Quindi ha anche invitato tutti coloro che fanno parte della comunità universitaria a dotarsi del concetto di “buon cristiano e onesto cittadino” che Don Bosco stesso consegnò. «La sfida per l’UPS dell’Ecuador è quella di perfezionare il suo profilo accademico; siamo prima di tutto un’Università, e questo implica un nuovo percorso. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che non abbiamo tutto chiaro, che dobbiamo affrontare la novità e non possiamo ridurre l’enorme diversità dell’Università ai percorsi già noti», ha aggiunto il dott. Juncosa. La Carovana Culturale ha visitato la sede di Guayaquil il 20 giugno e il giorno dopo è arrivata a Cuenca. In questa città è stata celebrata anche una Messe di ringraziamento per l’anniversario, presieduta da don Sánchez e concelebrata dai Salesiani che partecipano all’incontro dei direttori e alla Festa Ispettoriale.

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A NNIVERSARI

Ecuador

Due decenni e mezzo, Ave Università Salesiana!

Tornitori ed elettricisti si sono riuniti un giorno, attorno al suo leader Don Luciano che aveva in mente, fare qualcosa di diverso per la causa dei poveri, istruzione universitaria per tutti quei giovani, impara facendo per fare imparando, un vangelo della vita, per un mondo più preciso, un professionista che decide e un essere umano che non preme, lavorare con gioia, fare scienza con consapevolezza.

Era un agosto del novantaquattro, nel bel mezzo dell'estate andina, quando la notizia è stata in grado di battere i cuori in grande armonia, e inchina facce e volontà alla divina misericordia, nasce una nuova opera di Don Bosco, nella Cuenca americana, che aggiunse la scuola di pedagoghi che c'erano nella Capitale, e nella Paute con una scuola agricola hanno fatto la trilogia, Politecnico, un nome che profuma di scienza, E chiaramente salesiano, perché questa è la sua essenza evangelica.

Sono passati due decenni e mezzo, quello del lavoro e della gioia, Gli amministratori e gli educatori salesiani sono stati infettati, e tutti hanno cospirato per formare cittadini onesti, alla luce del Vangelo di un solo Gesù, come buoni cristiani, essere profeti della loro terra, annunciare la buona notizia,

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che lavorano per equità e le loro voci non si chiudono di fronte all'ingiustizia, che l'obiettivo dell'essere umano è raggiungere la piena felicità, ma questo non è completo senza la felicità del fratello e della sorella.

Grazie a tutti che hanno contribuito a tempo debito, per la crescita della sovrana e grande "La Salesiana" di oggi, molti nomi nella storia si iscrivono per essere ricordati, con rispetto e affetto quello dei salesiani: Bellini, Herrán e Botasso, Farfan, Jara e Jaramillo, così come Lunardi e quello dell'amico Gavicho, e molti altri nomi di laici salesiani e consacrati, la cui umiltà e azione sul lavoro, il paradiso è assicurato, perché lo ha proclamato l'intercessore Don Juan Bosco.

Due decenni e mezzo, giovane Università Politecnica Salesiana, e hai già fatto la storia dentro e fuori il confine ecuadoriano, due decenni e mezzo, alma mater di scienza umanizzata, culla dell'educazione preventiva di gentilezza personalizzata, due decenni e mezzo, di gran lavoro e gloria raggiunti, Salve salesiano, al tuo matrimonio d'argento, essere premiato per sempre. Dr. Fredi Portilla F. (21 giugno 2019)


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Colombia

43 anni del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) in Colombia

Ciudad Bolívar, Colombia – luglio 2019 Il 20 luglio presso il Centro di Promozione e Formazione “Juan Bosco Obrero” è stato celebrato il 43° anniversario di presenza in Colombia del Movimento Giovanile Salesiano (MGS). All’evento hanno partecipato 100 giovani e adulti di varie generazioni del MGS, che hanno camminato insieme a salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice durante questi anni.

È stato reso omaggio e ringraziato don Jaime Morales, SDB, come precursore e fondatore del MGS in Colombia, insieme a suor Marta Díaz, FMA, e don Fernando Peraza, SDB, e a un gruppo di giovani di quel tempo. Durante l’evento si sono esibiti la Banda Sinfonica “Juan Bosco Obrero” e un gruppo di artisti circensi che hanno anche realizzato un laboratorio con i partecipanti. Sono state poi presentate le degustazioni create dai giovani del programma di gastronomia dell’opera e si è potuto assistere anche all’esibizione del musicista David Díaz, exallievo dell’Istituto Salesiano “León XIII”.

Brasile

110 anni dell’Opera Sociale “San Giovanni Bosco” di Campinas

Campinas, Brasile – giugno 2019 L’Opera Sociale “San Giovanni Bosco” di Campinas ha festeggiato il 28 giugno i 110 anni di fondazione con un evento presieduto da don Justo Ernesto Piccinini, Superiore dell’Ispettoria salesiana di Brasile-San Paolo (BSP). Alla cerimonia hanno preso parte anche autorità religiose e civili e persone che fanno parte della storia dell’opera: exallievi, dipendenti, benefattori, salesiani, collaboratori e persone che si identificano con il servizio offerto dall’opera. L’opera salesiana di Campinas è stata scuola elementare per 85 anni: poi, 25 anni fa, ha cambiato il suo approccio educativo e ha iniziato ad assistere quotidianamente più di 2.200 persone tra bambini, adolescenti, giovani e adulti che vivono in situazione di vulnerabilità sociale.

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G

E X

Italia

«Non indugiate nell’occuparvi dei giovani, altrimenti loro non indugeranno ad occuparsi di voi!» (Don Bosco) «Non indugiate nell’occuparvi dei giovani, altrimenti loro non indugeranno ad occuparsi di voi!».

Le parole di Don Bosco, pronunciate a Parigi nel 1883 durante un suo viaggio, sono ancora attuali perché se ci pensiamo la società odierna non è molto differente da quella del XIX secolo.

Oggi come allora, percepiamo e viviamo il cambiamento. Per quanto rappresenti un passo verso la modernità, per i nostri giovani è sinonimo di insicurezza e di turbamento interiore soprattutto per coloro che sono più fragili.

In un mondo come questo diventa difficile avere sani principi e vivere in modo da rispettarli. In tale contesto le associazioni rivestono un ruolo importante in ogni campo dell’attività sociale, promuovendo la cittadinanza attiva. E noi, figli di Don Bosco, che riteniamo fondamentale il suo insegnamento non possiamo tirarci indietro, non possiamo restare fermi ed aspettare che il tempo scorra. 36

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Abbiamo il diritto ma soprattutto il dovere di vivere dando il nostro contributo alla società. Ecco perché si è deciso di continuare a scommettere sui giovani, la nostra risorsa più importante, il nostro presente ed il nostro futuro.

Ogni giovane, ha il diritto di essere accolto e guidato all’interno della vita associativa, avendo ben chiari la visione la mission di quest’ultima.

Partendo proprio da questo, a Bari c’è stata una formazione in ambito associazionistico, partendo dalle dinamiche che ci sono alla base di un’associazione e dal senso di appartenenza che ognuno debba avere per essere parte attiva all’interno di essa. Questo, però, è stato solo uno sprono per coloro che hanno partecipato alla consulta. Partendo dalle “basi” si è fatto poi un refresh delle attività svolte con i giovani e per i giovani negli ultimi anni, individuando i punti di forza e quelli di debolezza di ognuna.


G

E X

Ultima, ma non meno importante è stata l’illustrazione del progetto Mentor Power, al quale la Federazione Italiana ha partecipato come partner di quella Maltese, ad opera dei G.Ex che in prima persona vi hanno partecipato.

Non sono mancati i momenti di gioia e condivisione, vissuti grazie ad esercizi di Team Working e di convivialità, che hanno “rotto il ghiaccio” favorendo il confronto e la collaborazione tra i partecipanti. Prima della conclusione dei lavori, sono stati assegnati i “compiti per casa” sia individuali che quelli di gruppo, stimolando i ragazzi all’impegno e alla collaborazione.

Quella di quest’anno è stata la consulta della fiducia, della speranza e dell’alleanza. In fondo, Don Bosco affermava che: «L'educazione è cosa di cuore», ed educare è volere il bene dei giovani e noi, figli di Don Bosco, non possiamo che lavorare con i giovani per il bene dei giovani! Nicoletta Iuliano

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S OLIDARIETÀ

Portogallo

Sofia Melim Telmo de Sousa obbliga ad amputarle la gamba destra. Due anni dopo, una grave leucemia richiede un trapianto di midollo, essendo donatore compatibile il suo unico fratello (sei anni più grande); si cerca la cura e si fa umanamente del tutto. Intanto lei, sempre contenta, va a scuola e frequenta la catechesi dai Salesiani; si prepara e celebra in festa la sua prima Comunione.

Molto ammirata e ben amata da tutti, Sofia è andata in Cielo all’incontro col suo Gesù.

Sono ormai passati quasi sei anni da quando il sottoscritto promosse una crociata di preghiere in rete tra la Famiglia Salesiana ed amici, per l’intenzione di questa nipotina malata. Non si conoscono i disegni di Dio. E non sempre è facile capire ed accettare la Sua volontà, sempre santa e misericordiosa.

La Via Crucis Sofia, con parecchie stazioni, la percorse da quando aveva quattro anni, fino a quattro giorni dopo il suo decimo anniversario: un cattivo cancro 38

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Sofia vivace, trasmette una forza straordinaria: scherza, gioca e fa persino quel che può per aiutare gli altri più bisognosi di lei, anche cantando, ballando, come le piaceva tantissimo, scoppiando risate di allegria contagiante, dimostrando una vitalità da farci invidia... e commuoverci... Si sfidava con fiducia...credendo alla guarigione.

Ma sorge la seconda leucemia, più forte e maligna; le cure oncologiche si intensificano, nonostante i medici, stupiti dell’ottimismo della bambina, dinanzi ad esami e trasfusioni continue, confessano non avere dubbi... e disperano. I genitori e tutta la famiglia, gli amici e compagni, i Salesiani stessi, non sanno più che fare...

Si sono intensificate pure le preghiere, chiedendo l’intercessione celeste dei Beati Salesiani: don Filippo Rinaldi, Alberto Marvelli, Alessandrina M. Costa; ed anche della santa pastorella-veggente di Fátima,

Jacinta, la quale, diceva Sofia, mentre era da sola all’ospedale, s’intratteneva giocando con lei e poi spariva... (Devo chiarire i lettori che in quel stesso ospedale a Lisbona, Jacinta era stata ricoverata e morì nel 1918). Sofia non conosceva neppure il suo nome; però, passando con la mamma, sulla carrozzina, dall’infermeria al corridoio, sorpresa e inquieta, appuntava con gioia: «Mamma, è quella! Nella cornice. Quella bambina viene a giocare con me!»... Da rimanere senza parole...

I genitori soprattutto hanno veramente battagliato e sofferto a lungo la costosa e difficile situazione, senza mai perdere la speranza. Credettero ad un miracolo.

Il 25 aprile compiva 10 anni ed ha chiesto di festeggiare a casa con la famiglia, compagni ed amici... Nessuno si aspettava la prossimità del tramonto...

Il 29 aprile Gesù è venuto a prenderla. Pochi giorni prima, Sofia scrisse un po’ storto, su un foglio di carta a righe: «O Gesú, se vuoi, toglimi questa mia cattiva malattia perchè io non soffra più tanto». Gesù l’ha ascoltata. Deo Gratias! Antonio G. Pires Presidente emérito della Confederazione Mondiale Ex Allievi di Don Bosco


S OLIDARIETÀ

Brasile

Exallievi dell’Istituto “São Gonçalo” si uniscono per donare il sangue

Cuiabá, Brasile – giugno 2019

Oltre 130 Exallievi dell’Istituto Salesiano “São Gonçalo” hanno avviato, il 17 giugno scorso, una campagna di donazione del sangue a Cuiabá.

L’obiettivo è quello di ottenere 1.125 donazioni, per accrescere così le scorte di sangue del centro di raccolta della città e per far aumentare anche il numero dei donatori regolari registrati.

Con una singola donazione si possono salvare fino a quattro vite. L’iniziativa degli Exallievi s’inserisce nelle attività apostoliche promosse in occasione del 125° anniversario dell’arrivo dei primi missionari salesiani in Mato Grosso, ed è la prima di altre che seguiranno a beneficio della società.

Santuario Nossa Senhora Auxiliadora

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S OLIDARIETÀ

Germania

Un campo giovanile differente: primo “Confronto” dei giovani siriani nel cuore dell’Europa

(ANS – Benediktbeuern) A prima vista, potrebbe sembrare un normale campo giovanile salesiano, uno dei tanti che vengono organizzati dai centri giovanili e negli oratori salesiani di tutta Europa; ma basta prestare appena un po’ di attenzione e ci si rende conto che tutti i poster sono in arabo! Il motivo è molto semplice: è il primo campo per i giovani degli ambienti salesiani del Medio Oriente, soprattutto siriani, che vivono come rifugiati in vari Paesi europei.

L’Ispettoria del Medio Oriente (MOR), con il sostegno della Confederazione Mondiale degli Exallievi di Don Bosco e dell’Ispettoria tedesca, ha organizzato a Benediktbeuern, Germania, dal 21 al 26 agosto, il primo “Confronto” dei giovani rifugiati. I lavori, coordinati da don Munir El Rai, hanno sviluppato il tema “Anche tu puoi essere santo”. Sotto il motto della santità, pertanto, circa

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35 giovani provenienti da Spagna, Germania, Olanda, Belgio, Francia, Svezia e Italia si sono incontrati a tre, quattro o cinque anni dall’ultima volta, da quando cioè la guerra li ha costretti a lasciare le loro case ad Aleppo, Damasco o Kafroun. La vita e l’integrazione dei giovani che hanno dovuto lasciare la loro patria non è facile e in molte occasioni le società europee non li aiutano. In questo senso, ha osservato don El Rai: «Questo incontro è una riunione con se stessi, un momento per pregare e mettere da parte le difficoltà, e dare a questi ragazzi l’opportunità di sostenere la loro forte identità salesiana, che la guerra e la condizione di rifugiati hanno messo alla prova».

Dinamica e sport, animazione musicale e spirituale, passeggiate nei boschi e un viaggio culturale a Monaco di Baviera sono state le principali attività che questi gio-

vani hanno vissuto nell’arco di sei intense giornate. Inoltre, è stata loro presentata nel dettaglio la Strenna del Rettor Maggiore per il 2019, “La santità anche per te” e l’identità specifica dell’Exallievo di Don Bosco.

Sabato 24 agosto i giovani del Medio Oriente hanno avuto un dialogo con l’Ispettore della Germania, don Reinhard Gesing, e con la “Consulta dei Giovani Exallievi d’Europa”, che stava preparando le attività dei giovani Exallievi di Don Bosco per i prossimi due anni.

Durante il “Confronto” alcuni dei giovani hanno condiviso storie personali molto difficili, che hanno commosso il gruppo. Ora per i Salesiani la cosa più importante è accompagnarli e aiutarli nei luoghi in cui essi vivono, perché possano trovare un sostegno salesiano nella loro vita quotidiana in Europa.


L IBRI

Italia

All’Oratorio dei Salesiani gli ex allievi ripercorrono 90 anni di storia Lo scorso novembre il teatro Buonarroti di Civitavecchia (Roma) ha ospitato la presentazione del libro “90 anni di storia – Salesiani a Civitavecchia”. Curato dalla locale Unione Exallievi e redatto da Carlo De Paolis, il libro è un tratto di storia salesiana, di testimonianze diverse; un’opera di un periodo d’oro per i Salesiani, dal loro arrivo a Civitavecchia il 17 novembre 1918. La storia di un Oratorio, di una parrocchia, di un Centro di formazione, di un luogo sicuro ove crescere e confrontarsi. Quando, durante la seconda guerra mondiale, Civitavecchia fu distrutta da tre bombardamenti «i Salesiani hanno lavorato col cuore e le braccia – scrive nella presentazione al libro don Cesare Orfini, parroco della Sacra Famiglia -. Dopo la guerra era una città da ricostruire e i Salesiani hanno lottato per accompagnare questa ricostruzione, soprattutto spirituale, morale e educativa». Un libro nel quale gli ex allievi si espri-

mono spesso in prima persona, protagonisti di molte storie. Fino agli anni Sessanta quel polveroso piazzale, al centro della città, ha rappresentato il punto di riferimento di intere generazioni di ragazzi. Certo, se un immaginario oratoriano venisse catapultato dalla macchina del tempo nella realtà attuale rimarrebbe sconvolto: non c’è più il polveroso piazzale bensì moderni campetti polivalenti. Ma lo spirito salesiano è rimasto inalterato. Si è solo adeguato ai tempi. Durante la presentazione, significativo il momento della consegna di due copie del libro da parte di un exallievo di 90 anni a due ragazzi che frequentano l’Oratorio. Una sorta di passaggio del testimone che ha emozionato. Ecco perché, per Carlo De Paolis e gli ex allievi, tutti i Salesiani sono mitici, anche se con caratteristiche e sensibilità diverse: hanno lasciato un segno indelebile nella loro vita, quello di Don Bosco.

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Uruguay

Don Bosco immortalato in un grande murale, opera artistica di José Gallino (ANS – Salto)

Un enorme murale di Don Bosco si vede da alcuni giorni in una delle arterie principali della città di Salto, opera del celebre artista di graffiti uruguayano ed exallievo salesiano José Gallino.

In occasione dell’inizio delle celebrazioni del centenario del Collegio salesiano “Nuestra Señora del Carmen”, della città di Salto (ubicata a Nord del Paese, a 500 Km dalla capitale), fondato il 16 agosto del 1920, è stato commissionato il murale di Don Bosco, di 6 metri di larghezza e 10 di altezza che copre una delle pareti esterne dell’edificio, proprio accanto alla porta d’ingresso.

José Gallino ha 33 anni, è originario di Salto e da 7 anni si dedica a immortalare varie figure popolari uruguayane sulle pareti di tutto il Paese. Artisti, calciatori,

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scrittori, comunicatori e persino il direttore tecnico della nazionale di calcio uruguayana sono protagonisti delle sue opere d’arte di strada.

L’artista è molto legato al mondo ecclesiale e soprattutto salesiano. Ha studiato nel collegio “María Auxiliadora”, suo fratello al Collegio salesiano, sua mamma è catechista e suo papà è stato sacrestano nella Cattedrale di Salto. Ha iniziato con la sua arte disegnando graffiti su animali e motivi relativi alla campagna e alla natura.

Il murale di Don Bosco lo ha fatto in appena 3 giorni e ha detto che è il più alto che abbia dipinto. Lo ha realizzato con l’aerografo, dopo una base data a pennello, e poi applicando un nuovo strato con l’aerografo. Quando gli è stato chiesto il processo di esecuzione del murale l’artista ha spie-


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CRISTIANI

gato che per prima cosa studia e al momento di mettere le sue idee su un foglio crea un diagramma che poi prende come riferimento in fase di realizzazione sul muro, «così la gigantografia è ben diagrammata» ha affermato. «Quando ero piccolo non terminavo le mie opere, le lasciavo sempre a metà del lavoro. Non finivo un’opera d’arte che iniziavo a dipingere. Adesso è diverso: non solo le finisco, ma molte volte le restauro, come è stato per il murale del calciatore Cavani che ho dipinto qualche tempo fa a Salto», ha detto l’artista. «Dipingere per me è una terapia; di solito non vedo come sta venendo, ma una volta che il lavoro è ad uno stadio avanzato mi allontano e vedo cosa ho fatto. A volte faccio errori, ma più grande è l’opera e più preciso posso essere», ha concluso. Francisco Ardaix

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Paraguay

La partecipazione di Sebastián Núñez ad un programma della NASA (ANS –Asunción)

Sebastián Núñez è un Exallievo salesiano che ha terminato gli studi nel 2018 presso la Scuola "Salesianito" di Asunción, Paraguay. Pochi giorni fa ha raccontato la sua esperienza alla NASA del 2018 nei "TED Talks".

I TED sono conferenze online che hanno come slogan "Idee che vale la pena diffondere". Quella di Sebastián non è solo un'idea, ma una realtà che vale la pena di far conoscere, in modo particolare tra i giovani in cerca della loro vocazione.

Nel luglio 2018, Sebastián Núñez ha ricevuto la migliore notizia della sua vita: è stato accettato nel programma “Space Camp” della NASA presso lo “Space &

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Rocket Center” degli Stai Uniti, situato a Huntsville, in Alabama.

Il ragazzo ha raccontato di aver attraversato un lungo processo prima di essere selezionato. Per vincere il concorso, ha dovuto presentare numerosi documenti, lettere di referenze, un esperimento che aveva fatto e che ha dovuto documentare con fotografie e video. «È stato un obiettivo raggiunto, perché ho sempre sognato di far parte di un programma della NASA e persino di lavorare lì», ha detto Sebastián.

«Per quanto difficile possa sembrare, chi più, chi meno, ha sempre sognato di essere un astronauta – ha proseguito Sebastián – Sembrava un obiettivo così


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distante, eppure andavo avanti per raggiungerlo. L'esperienza del campo spaziale è stato un ulteriore passo avanti che mi ha avvicinato a ciò che stavo sognando da sempre», ha detto.

Terminata l’esperienza alla NASA, nel mese di luglio 2019 Sebastian è stato inviato a partecipare a “TED Talks” che, come detto è un programma online dove i giovani parlano dei loro sogni e delle loro esperienze.

«A casa non avevo internet, ma avevo una collezione di enciclopedie e libri – ha spiegato Sebastián al pubblico che lo ascoltava - e passavo il tempo a disegnare pianeti e comete. Di notte trascorrevo ore a guardare il cielo e le stelle. Fin da bambino coltivavo il sogno di diventare astro-

nauta. Sono felice di condividere la mia esperienza personale, per dimostrare che è possibile, con la massima dedizione, realizzare i propri sogni».

Partecipando a questa conferenza, Sebastián non ha soltanto raccontato la sua esperienza, ma ha anche ascoltato storie di giovani che sono fonte di ispirazione per gli altri. Ha voluto infine sottolineare che il futuro delle Nazioni è nelle mani delle nuove generazioni.

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Kenia

«In una scuola salesiana non conosci solo le materie, ma apprendi lezioni per la vita» (ANS – Nairobi)

Pius Sebastian Mutemi, un giovane keniota di 26 anni, è un exallievo dell’istituto salesiano di Embu e ora è anche istruttore del corso di Saldatura presso l’opera “Don Bosco Boys Town” a Nairobi. Qui condivide il suo pensiero sulla propria esperienza salesiana.

Qual è la differenza tra una scuola salesiana e una scuola pubblica? «Ho frequentato entrambe, quindi parlo con cognizione di causa. Ciò che mi ha sorpreso inizialmente della scuola salesiana è il fatto che noi, come studenti, potevamo giocare a calcio con il Preside e gli altri insegnanti! In una scuola salesiana, poi, c’è interazione tra studenti e insegnanti. Le scuole salesiane offrono agli studenti l’opportunità di avvicinarsi agli insegnanti senza

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paura, perché gli educatori sono così amichevoli. Nella scuola salesiana, soprattutto, non conosci solo le materie, ma apprendi lezioni per la vita.

Un’altra grande differenza è il fatto che la disciplina in una scuola salesiana è molto diversa dalle scuole pubbliche. Per esperienza personale, non ho mai sentito parlare di nessuno dei miei compagni di classe coinvolti in attività criminali; quindi sì, si potrebbe dire che l’educazione salesiana ci ha aiutato ad essere buoni cittadini.

Alla scuola salesiana abbiamo anche imparato valori come l’importanza della vita spirituale. Quando si è vicini a Dio si possono affrontare le sfide della vita. Altri valori che abbiamo imparato sono stati il Rispetto, la Generosità, la Disciplina e il duro Lavoro».


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Quali sono i tuoi hobby e i tuoi interessi? «Sono un ciclista appassionato. È uno sport nuovo in Kenia. Quando sono stressato o ho molte cose in mente, andare in bici mi rilassa. Si sente la libertà quando si è sulla strada con o senza altri ciclisti. L’altra ragione per cui mi occupo di ciclismo è che faccio parte di un gruppo ciclistico di beneficenza chiamato “Miles of Hope” (Miglia di Speranza) che aiuta i giovani più poveri attraverso l’educazione, specialmente i giovani che non possono permettersi le rette scolastiche. Ogni settimana andiamo in bicicletta in gruppo e ogni membro deve contribuire con 200 scellini kenioti, che vanno a finanziare i giovani più poveri».

Consigli per i giovani? «Dobbiamo ricordarci che nulla ci arriva servito su un piatto d’argento. Niente è

CRISTIANI

gratuito, senza che vi si dedichi col duro lavoro. Mettete passione in quello che fate e vedrete che le cose procedono. Quando vado in bici devo sopportare la pressione dei miei compagni, perché non c’è tempo per andare al minimo. Quando sei inattivo, è allora che la droga o l’alcol hanno la possibilità di prendere il sopravvento sulla tua vita. Cercate qualcosa che possa tenervi occupati piuttosto che fare qualcosa di sbagliato. Al momento, in Kenia c'è un grande problema con i rapporti tra i giovani. Molti giovani si suicidano perché sono stati rifiutati. Tornate a Dio anche se non andate in chiesa, pregate, almeno pregate, abbiate un qualche tipo di legame spirituale con il vostro parroco, i vostri genitori o amici. La gente non riconosce Dio, eppure Dio è sempre presente». Clarence Watts, SDB

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Brasile

Settimana Missionaria: più di mille giovani impegnati a costruire il Regno di Dio (ANS – San Paolo)

Il mese di luglio in Brasile è tradizionalmente il periodo delle vacanze scolastiche. Ma al tempo stesso, per tanti giovani cristiani è anche il periodo in cui si mettono un po’ da parte il riposo e lo svago per dedicare tempo ed energie alla propria fede: così hanno fatto, ad esempio, i partecipanti all’esperienza della Settimana Missionaria promossa dalla Pastorale Giovanile salesiana dell’Ispettoria di Brasile San Paolo (BSP) attraverso il Servizio di Animazione Missionaria – un’esperienza giunta alla 25a edizione.

Nel 2019, per il secondo anno consecutivo, il numero dei giovani impegnati nella mis-

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sione ha superato le mille unità. Sono allievi ed exallievi della Rete delle Scuole Salesiane, giovani che frequentano le opere sociali, le parrocchie, gli istituti di educazione superiore e gli oratori delle presenze salesiane nello Stato di San Paolo. Accompagnati da oltre cento tra responsabili e assistenti spirituali, in un clima di spiritualità giovanile salesiana costantemente vivo e gioioso, i giovani si sono distribuiti, divisi in gruppi, nelle parrocchie di 11 città dell’interno dello Stato di San Paolo: Alambari, Angatuba, Cajuru, Cunha, Jacareí, Lorena, Morungaba, Rio das Pedras, Saltinho, Tatuí e Tuiuti. Per una settimana i gruppi di ragazzi, ra-


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gazze e giovani hanno fatto le loro basi operative nelle strutture parrocchiali, da cui poi partivano ogni giorno in spedizione: hanno effettuato visite e benedizioni nelle case, animato celebrazioni liturgiche e laboratori e giochi con la comunità, offerto sessioni di formazione…

Alcuni gruppi hanno visitato anche organizzazioni attive nel sociale o aiutato nell’organizzazione della festa del santo patrono, come i gruppi delle opere salesiane di Americana, Araraquaraquara, Araras e São Carlos, che erano in missione nella città di Cajuru e hanno partecipato attivamente alla novena a san Benedetto, patrono della locale parrocchia, la cui festa liturgica è stata cele-

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brata l’11 luglio. Con un’esperienza forte ormai di 25 edizioni, la Settimana Missionaria si dimostra sempre più un progetto pastorale dal doppio valore: da un lato lascia un segno importante nelle comunità che accolgono i giovani, che vengono contagiate dalla gioia, la fede e lo spirito nuovo che essi portano con sé; dall’altro, marca in maniera indelebile anche i giovani missionari, che hanno l’opportunità di conoscere nuove realtà, aiutare altre persone, approfondire il carisma salesiano, fare gruppo, mettersi in gioco e mettere a disposizione i propri talenti in una maniera non abituale. Anderson Bueno

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Pakistan

La famiglia di Akash Bashir riceve dal Rettor Maggiore una statua di Maria Ausiliatrice (ANS – Lahore) Nell’ambito della sua Visita alle due case salesiane del Pakistan di Quetta e Lahore, il Consigliere Generale per le Missioni, don Guillermo Basañes, ha riservato una particolare attenzione alla famiglia di Akash Bashir, Exallievo Salesiano morto per impedire un attentato alla chiesa di San Giovanni a Youhannabad.

Don Guillermo Basañes ha voluto salutare personalmente la famiglia del giovane Akash, Exallievo salesiano che, appena ventenne, il 15 marzo 2015 diede la sua vita mentre prestava servizio come guardia di sicurezza nella chiesa di San Giovanni. Quel giorno, infatti, impedì a un uomo che aveva con sé degli esplosivi di immolarsi all'interno della parrocchia, dove centinaia di persone stavano celebrando la Messa della Domenica delle Palme. Per

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evitare l’esplosione, Akash abbracciò coraggiosamente il terrorista e morì salvando la vita di tutti coloro che stavano pregando all'interno della chiesa.

Don Basañes ha quindi dedicato il suo ultimo pomeriggio a Lahore all’incontro con la famiglia del giovane, alla quale ha consegnato una piccola statua di Maria Ausiliatrice. È stato il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, a inviare da Torino la statuina, in segno di rispetto e apprezzamento per la vita e il martirio di Akash.

I familiari hanno accolto le benedizioni del Rettor Maggiore e hanno accettato il dono con grande gioia e gratitudine. Il Consigliere Generale per le Missioni ha inoltre avuto l’occasione di visitare la chiesa di San Giovanni e ha osservato il luogo esatto in cui è avvenuto il martirio


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del giovane Exallievo. Ha visitato anche il monumento dedicato al suo martirio e infine ha pregato sulla sua tomba. I salesiani del Pakistan, uniti a Don Ángel Fernández Artime, continuano a ringraziare per la vita di Akash Bashir, perché non è un simbolo solo per gli Exallievi, ma per tutti i giovani religiosi che vivono in Paesi islamici. La sua eroicità e il suo martirio sono un orgoglio per la Congregazione salesiana e per tutta la comunità cristiana pachistana.

Già nel gennaio 2017, infatti, don Francis Gulzar, parroco della chiesa San Giovanni e Vicario generale dell’Arcidiocesi di Lahore, ha inviato una lettera all’arcivescovo di Lahore, mons. Sebastian Francis Shaw, “per richiedere formalmente di avviare la procedura ufficiale per dichiarare Akash Bashir Martire, per onorare il suo sacrificio per la sua comunità della parrocchia di Yauhanabad”.

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Uruguay

I giovani e la politica: «Poter diffondere l’impegno è importante» tanto meno sono coinvolta nella politica di partito. L’idea è quella di accompagnare i giovani, fin da piccoli, nell’umile pratica di pensare a come siamo in relazione a ciò che ci circonda. La ricerca è stata orientata a poter accompagnare la riflessione».

(ANS – Montevideo)

Motivare all’impegno e alla cura di ciò che ci circonda, così come rispondere a questioni concrete che sfidano il presente assumendo posizioni critiche e obiettive e che rimandino alla riflessione, sono state alcune delle ragioni per cui l’opera salesiana “Centro Monsignor Lasagna” (CML) ha organizzato un programma di incontri sulla politica per i giovani.

Victoria Vega ha 23 anni, è un’exallieva salesiana ed è stata uno dei membri dell’équipe che ha accettato la sfida di portare avanti questa iniziativa. «Non ho molta conoscenza della politica,

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La sfida è nata dall’interesse a dimostrare ai giovani che la politica è ovunque e che non c’è motivo di cadere nella politica di parte: «La politica emerge dove si studia, in famiglia, tra gli amici, in oratorio, in tutto ciò che ci circonda. Abbiamo voluto dimostrare che si può fare una militanza sociale su una causa particolare che preoccupa se c’è un reale desiderio di cambiarla», spiega Victoria.

La giovane sostiene che è importante che i giovani si impegnino nella politica e con la politica; non si riferisce solo alle elezioni, ma anche alla consapevolezza di avere una posizione in materia e ad agire di conseguenza.

«Ogni persona nasce in un certo tempo e in determinate circostanze: la visione di cui ognuno è portatore contribuisce a completare la discussione a livello generale, ed è autentica», sottolinea.

«C'è grande confusione oggi sul concetto di politica – prosegue – e così ci ritroviamo con discorsi privi di interesse e, in breve, quello che facciamo è disinteressarci di tutto ciò che ci circonda. La politica di partito si confonde con ciò che accade ogni giorno nella nostra casa, nei nostri centri di studio e persino per strada. Questo genera un discorso politico lontano. È importante prendere in considerazione i partiti, perché sono quelli che poi votiamo e che determinano le proposte che definiscono la nostra realtà, ma non dobbiamo dimenticare che la politica è molto più di questo».

Anche negli ambienti salesiani ci sono giovani con progetti interessanti e idee innovative che intendono fare un vero cambiamento, diventando protagonisti. La sfida è vedere che cos’è una posizione politica, perché accade che molti giovani non si rendono conto di fare costantemente politica.

«La soluzione è tra noi stessi, essere d’esempio per gli altri perché s’impegnino nel mondo della politica. Poter diffondere l’impegno è importante, dobbiamo animarci a partecipare, senza pensare che dobbiamo aspettare di essere perfettamente formati per passare all’azione», conclude Victoria.


FAMIGLIA S ALESIANA

Brasile

19° Pellegrinaggio della Famiglia Salesiana ad Aparecida Aparecida, Brasile – 17 agosto 2019

Con il tema "Santa Madre di Dio, prega per noi" la Famiglia Salesiana del Brasile ha vissuto, nella giornata del 17 agosto, momenti di emozione e raccoglimento nella casa della Madre Aparecida, dove si è svolto il 19° Pellegrinaggio della Famiglia Salesiana.

Al Pellegrinaggio hanno partecipato tutte le comunità dell’Ispettoria Brasile-San Paolo (BSP) e i rappresentanti delle altre Ispettorie del Brasile. Presenti, inoltre, rappresentanti dell’ADMA (Associazione Devoti Maria Ausiliatrice), dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, degli Exallievi e di Canção Nova. Il Pellegrinaggio si è svolto alla presenza di don Justo Ernesto Piccinini, Ispettore, e di suor Elena Gesser, Superiora FMA (Figlie di Maria Ausiliatrice). Durante il Pellegrinaggio, l’ADMA – che celebra quest’anno i 150 anni dalla sua fondazione – ha ricevuto dalle mani di don Silvio Cesar, salesiano, l’immagine dell’Aparecida, che ora peregrinerà tra tutte le case salesiane dell’Ispettoria in cui è presente l’ADMA.

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S TATUTO

DELLA

C ONFEDERAZIONE M ONDIALE

Statuto della Confederazione Mondiale Præit ac tuetur / Ci precede e ci protegge Roma, 5 dicembre 2015

Capitolo XIII

Norme e sanzioni disciplinari

Art. 40 - Norme e sanzioni disciplinari

a) L’appartenenza all’Associazione può cessare per scelta personale dell’Exallievo, oppure per una maturata decisione delle Presidenze di tutti i livelli. Esse, dopo aver constatato comportamenti non coerenti con norme statutarie e regolamentari o comunque lesivi della vita organizzativa e comunitaria, o per altri gravi motivi, possono decidere con il consenso dei 2/3 dei componenti: ~ La motivazione di sfiducia e richiesta di dimissione. ~ La cessazione dell’incarico (se dirigente). ~ L’espulsione dell’Exallievo dall’Associazione. b) Contro le decisioni di cui al comma precedente, è ammesso il ricorso all’organismo immediatamente superiore. c) Qualora venga formulato un richiamo avente ad oggetto uno dei membri della Giunta Esecutiva Confederale Mondiale o della Presidenza Confederale Mondiale, il Delegato Mondiale avendo consultato il Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana e il Rettor Maggiore, prenderà una decisione inerente la richiesta sanzione (sospensione, espulsione) in comune accordo con i restanti membri della Giunta Confederale Mondiale o con la Presidenza Confederale Mondiale.

Capitolo XIV

Testo - Interpretazione e Modifiche Art. 41 - Testo ufficiale 54

a) Il testo ufficiale del presente Statuto è quello redatto in lingua itaEX ALLIEVI Newsflash - 5 ottobre 2019

liana e depositato presso la Segreteria Generale Mondiale con le firme del Rettor Maggiore della Società Salesiana, del Presidente Mondiale, del Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, del Segretario Generale e del Delegato Confederale Mondiale. Le varie traduzioni nelle diverse lingue debbono essere autorizzate dalla Presidenza Confederale Mondiale e dovranno riportare espressamente il benestare ottenuto.

b) Ogni controversia sull’interpretazione autentica e sull’applicazione di questo Statuto e dei Regolamenti Nazionali è deferita alla Presidenza Confederale Mondiale.

c) Il presente Statuto Confederale Mondiale può servire come modello di stesura di Statuti o Costituzioni delle Federazioni Nazionali o Ispettoriali, e anche per Associazioni Locali.

d) Gli Statuti Nazionali devono essere presentati alla Giunta Esecutiva Confederale Mondiale per l’approvazione ed entrano in vigore dopo averla ottenuta. Ciò si applica anche nel caso di future modifiche. e) Tutti i membri della Presidenza Confederale Mondiale e delle Federazioni Nazionali possono proporre modifiche a questo Statuto. L’approvazione definitiva corrisponde all’Assemblea Generale Mondiale e richiede una maggioranza di 2/3 dei membri aventi diritto al voto.

Art. 42 - Sede

La sede della Confederazione Mondiale degli Exallievi di Don Bosco è fissata nella Casa Generalizia della Società di San Francesco di Sales, attualmente Via della Pisana 1111, 00163 Roma, Italia. Promulgato il 5 dicembre 2015 Memoria del Beato Filippo Rinaldi


S TATUTO DELLA C ONFEDERAZIONE M ONDIALE

Don Ángel Fernández Artime Rettor Maggiore

Michal Hort Presidente Mondiale

Don Eusebio Muñoz Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana

Domenica Sapienza Segretaria Mondiale

Don José Pastor Ramírez Fernández Delegato Mondiale

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EX ALLIEVI Newsflash

Periodico di attualità religiosa e sociale della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco

Direzione e Redazione Ex Allievi Newsflash Opera Salesiana Teresa Gerini Via Tiburtina, 994 - 00156 Roma (Italia) tel. (+39) 06.409.003 Internet: www.exallievi.org

Casa Generalizia Sede Centrale Salesiana Via Marsala, 42 - 00185 Roma (Italia) tel. (+39) 06.656.121 Centralino Fax (+39) 06.656.12.556 Internet: www.sdb.org E-mail: rmg@sdb.org

Direzione e Coordinamento redazionale Pierluigi Lazzarini newsflash@exallievi.org pierluigi.2208@tiscali.it

IL NOSTRO NUMERO DI CONTO

Segretaria di Redazione Veronica Messano

Collaboratori di questo numero Don Ángel Fernández Artime SDB, Michal Hort, don Jayapalan Raphael SDB, Francisco Ardaix, Anderson Bueno, Oswaldo Dalpiaz, Nicoletta Iuliano, don Jonas Kerketta SDB, Fresia Mendez Mora, Antonio G. Pires, Fredi Portilla, Gianfrancesco Romano, don Clarence Watts SDB

Nome: Confederazione Mondiale Exallievi ed Exallieve di Don Bosco Bank: Banco Posta Indirizzo: Roma, Italia IBAN: IT53 0076 0103 2000 0004 3261 007 SWIFT Code: BPPIITRRXXX Bank Account Number: 43261007

Foto/immagini e Fonti Archivio Ag. ANS, AustraLasia

La Rivista trimestrale (Italiano, Inglese, Spagnolo, Francese e Portoghese) è consultabile sul sito ufficiale www.exallievi.org in queste scadenze: 25 DICEMBRE (Santo Natale); PASQUA DI RESURREZIONE; 24 GIUGNO (nascita degli Ex Allievi); 5 OTTOBRE (Beato Alberto Marvelli) INFORMATIVA SULLA PRIVACY. Elaboriamo i vostri dati personali nella misura del vostro nome, cognome e indirizzo email, sulla base dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera f) del GDPR (legittimo interesse a informare i membri dell'organizzazione su eventi, notizie e aggiornamenti riguardanti la nostra organizzazione e la Famiglia Salesiana), o, a seconda dei casi, sulla base del vostro consenso, esclusivamente per lo scopo sopra stabilito, ovvero informare i suoi membri su eventi, notizie e aggiornamenti riguardanti l'organizzazione e la Famiglia Salesiana tramite una newsletter. Il titolare del trattamento dei dati personali è l'Associazione Confederazione Mondiale Ex Allievi Don Bosco con sede in Via Della Pisana 111, 00163 Roma, Italia,[Via Tiburtina, 994 - 00156 Roma (Italia)] numero di identificazione: 97066620580, email office@exallievi.org, numero di telefono + 421 915 966 549. I vostri dati personali non vengono forniti a terzi, non vengono trasferiti a paesi terzi o organizzazioni internazionali.I vostri dati personali non fanno parte di un processo decisionale o di profilazione automatizzato. Il trattamento dei dati personali non è un requisito legale o contrattuale, né un requisito necessario per stipulare un contratto; non siete obbligati a fornirci i vostri dati personali. Elaboreremo i vostri dati personali finché non eserciterete il diritto di opporvi al trattamento / ritirare il consenso. Nel caso in cui desideriate saperne di più sull'elaborazione, non esitate a contattarci. Se non desiderate ricevere le nostre newsletter avete il diritto, in qualsiasi momento, senza alcuna condizione o costo, di opporvi al trattamento / ritirare il consenso, inviando una email a office@exallievi.org

Traduzioni

Ag. ANS - Veronica - Nisaury

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Ag. ANS - Redazione

Ag. ANS - Nisaury Ventura

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