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Dichiarazione programmatica per la candidatura alla Presidenza Nazionale 2011-2014 del Movimento dei Giovani Imprenditori di Confindustria

Davide Canavesio in ticket con Jacopo Silva

La passione di essere giovani imprenditori

“Some people see things as they are and say why? I dream things that never were and say why not?” “Alcuni vedono le cose che esistono e si chiedono: perché? Altri sognando cose che non sono mai esistite si domandano: perché no?” (Robert F. Kennedy) L a

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Indice Il programma in due minuti....................................................................................................4 La visione e i valori................................................................................................................6 Governance e organizzazione.............................................................................................12 Consiglio Centrale........................................................................................................13

Consulta dei Presidenti................................................................................................13 Consulta delle classi merceologiche giovani................................................................13 Qualeimpresa...............................................................................................................13 La commissione tesi.....................................................................................................13 Il sistema dei convegni.................................................................................................14 Il progetto e la squadra........................................................................................................15 Piano Strategico per il futuro del Paese – Jacopo Silva......................................................17 Innovazione – Dario Polignano........................................................................................20 Organizzazione e sviluppo: i GI in azione! – Gianmarco Gabrieli....................................25

Education, Ricerca ed apertura internazionale – Stefano Commini................................28 Strategie e politiche per la crescita delle imprese – Sebastiano Caffo............................31

Economia – Alberto Parma..............................................................................................34 Organizzazione e coordinamento col territorio – Beatrice Garofoli.................................36

QualeImpresa..................................................................................................................37 Internazionalizzazione.....................................................................................................39 Energia e Ambiente - Green Economy............................................................................39 Infrastrutture....................................................................................................................39

Mezzogiorno....................................................................................................................39 Ringraziamenti....................................................................................................................40 Conclusione.............................................................................................................................

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Davide Canavesio

La passione di essere giovani imprenditori


il programma in due minuti


Il programma in due minuti Noi Giovani Imprenditori siamo curiosi, siamo aperti, siamo gli innovatori di questo Paese.

Siamo un Movimento. Siamo imprenditori impegnati nella società, che alzano lo sguardo oltre il confine dei propri uffici e delle proprie fabbriche.

Siamo classe dirigente di oggi, non di domani.

Le nostre ambizioni ci portano a viaggiare, a essere cittadini del mondo, e pretendiamo un posto nel mondo per il nostro Paese.

Soprattutto siamo imprenditori, giovani. E la nostra ragione di essere nei Giovani Imprenditori è un costante inno all’imprenditorialità. Identificare l’impresa, e le risorse umane che in essa operano, come motore di sviluppo e di crescita per un paese è uno dei nostri principi cardini.

Per questi motivi, come Giovani Imprenditori, ci candidiamo entro il 2014 a scrivere insieme il piano industriale e strategico dell’Italia dei prossimi decenni.

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la visione e i valori


La visione e i valori Indirizzi strategici chiari alla base di un programma di presidenza nato con il contributo di una squadra che ha scelto di mettere la faccia su un progetto ambizioso.

Impegno a declinare in concreto queste linee guida su ogni territorio, nel rispetto del valore che ogni peculiaritĂ  territoriale darĂ  al programma stesso.

Questo è il nastro di partenza di un percorso che immaginiamo di fare tutti insieme nei prossimi tre anni.

Il programma, i cui protagonisti sono proprio i Giovani Imprenditori, si fonda su quattro pilastri, i quattro principali valori che animano la nostra azione. Su questi poggia la finalitĂ  ultima verso cui dovremmo lavorare nei prossimi anni: la costruzione di un piano industriale e strategico per il nostro Paese.

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Il Movimento come base di pensiero L’indirizzo da dare al Movimento, la scelta dei temi da affrontare, deriva certamente dagli stimoli della Presidenza. È però necessario che il Movimento stesso, con tutti gli organi del Consiglio Centrale, e quindi attraverso la cosiddetta cinghia di trasmissione, ne sia coinvolto e protagonista.

La cinghia di trasmissione, infatti, è l’organo bidirezionale del motore che più di ogni altro è responsabile del corretto funzionamento sincrono di ogni sua parte. Esattamente nello stesso modo, risultano fondamentali sia le iniziative che fanno discendere sul Movimento i programmi nazionali sia le iniziative per far salire a livello centrale il pensiero e il sentiment del Movimento, al fine di tradurlo in temi, posizioni e azioni.

In concreto, la nuova Presidenza istituirà nuovamente la commissione tesi, la quale collaborerà sia per proporre e definire i temi e i posizionamenti, sia per agire da stimolo sulla Presidenza stessa con i nuovi spunti che nascono dalla società e soprattutto dal Movimento, sulla base delle priorità evidenziate nel lavoro dei singoli territori.

Un primo esperimento in questa direzione è stata l’istituzione della commissione temi workshop di Santa Margherita. Crediamo che il portare sul TriReg e sul Movimento i temi dei workshop sia stato un primo passo che ha dato buoni frutti, sia in termini di partecipazione (+40%) che in termini di soddisfazione per i partecipanti.

Questa è la dimostrazione che quando il Movimento viene coinvolto sui contenuti si generano grandi risultati.

Apertura internazionale L’esperienza del primo G8 Young a Stresa e del seguente G20 Young a Toronto ci consente di fare alcune riflessioni. L a

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Il nostro sviluppo passa attraverso il sempre crescente rapporto con il mondo intero. La competizione si fa internazionale per tutti i settori, che devono competere sui mercati esteri e confrontarsi in casa con concorrenti stranieri. Le nostalgie di autarchismo non trovano posto e l’apertura al mondo intero può portare stimoli e grandi opportunità.

Il nostro Movimento deve quindi essere leader, e guida autorevole, nell’apertura ai movimenti giovani di altri paesi.

Quello che abbiamo costruito con il G8 Young ha una portata che va al di là delle nostre prime ambizioni. Esiste oggi un movimento - Global Alliance composto dai venti rappresentati delle associazioni dei giovani che ha voglia di costruire, di incontrarsi, di fare network e di avere un impatto sull’agenda globale.

L’apertura dovrà essere anche, e sempre di più, evidenziata nei temi dei prossimi anni. Impattano di più nel lungo termine le vicende politiche italiane o le evoluzioni internazionali? La risposta è: tutte e due, ovviamente.

Se l’Italia resta ferma al palo, mentre il mondo si muove, non si andrà molto lontano come sistema paese. Ma bisogna anche sapere in quale direzione andare, e per questo è necessario alzare la testa e guardare verso il mondo oltre le Alpi, oltre Lampedusa. Il nostro spazio d’azione è il mondo, e il nostro passaporto è europeo.

Inno all’imprenditorialità Chi sono i Giovani Imprenditori? Qual è il loro ruolo nel nostro paese? Vale sicuramente la pena di approfondire questo tema.

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Rileviamo spesso che non siamo un’associazione datoriale, noi giovani imprenditori siamo un Movimento di persone. Persone con una caratteristica ben chiara però: giovani e imprenditori. La risposta alla nostra natura e alla nostra finalità risiede proprio nella sovrapposizione delle due caratteristiche che fondano il nostro Movimento.

Dobbiamo essere un costante inno all’imprenditorialità che guarda al futuro. Per questo dobbiamo promuovere i progetti e le idee che fanno nascere nuova impresa e che la sostengono attraverso convegni, progetti di partnership, collaborazioni con altre associazioni. Dobbiamo rafforzare i progetti che aiutano le start-up, mettere a sistema i progetti che già tante territoriali stanno portando avanti.

Dobbiamo essere baluardi di innovazione come strumento di crescita, come costante ricerca di miglioramento della competitività di ogni singola impresa e del paese.

Classe dirigente di oggi Discende dalle considerazioni precedenti anche il ruolo di nuova classe dirigente che i Giovani Imprenditori devono sempre più giocare. L’Italia è un paese che invecchia, dove molte delle posizioni di decisione nel pubblico e nel privato sono occupate da ultra-sessantenni.

Non si vuole fare del facile giovanilismo. Bisogna però avere un ruolo sempre più attivo nel determinare la visione e la strategia del nostro Paese. Il nostro deve essere un impegno anche di tutela e di mentorship verso le generazioni più giovani, che guardano oramai al mondo senza troppa speranza.

Detto in altri termini: non dobbiamo chiedere a politici che in trent’anni non hanno cambiato il paese quale sarà il futuro; dobbiamo disegnarlo noi, e dobbiamo premere affinché quel futuro si realizzi. L a

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Il piano industriale e strategico per l’Italia Sembra un obiettivo ambizioso, e forse lo è, ma crediamo che mai come in questo momento sia nostro dovere passare al contributo concreto per il nostro Paese. Proprio come giovani imprenditori immaginiamo ogni giorno il futuro del nostro Paese, e ci ritroviamo frustrati in un Paese che fatica a dare risposte. Iniziamo a scrivere qualche proposta concreta.

Riportiamo il dibattito sulle scelte del futuro. Noi Giovani Imprenditori dobbiamo guardare al futuro e dobbiamo contribuire a dare una visione al nostro Paese. Dobbiamo spostare il dibattito dalle lamentele per mancanza di infrastrutture, tasse troppo alte, paese lento. Lo sappiamo, ne siamo coscienti. Dobbiamo altresĂŹ rovesciare il paradigma: oggi si inizia a parlare di quante risorse libereremmo se tutti pagassero le tasse, se non ci fossero le mafie, se la burocrazia fosse efficiente.

Nessuno discute di cosa fare del nostro Paese, anche se liberassimo tutte queste energie e risorse.

Riportiamo il dibattito sulle scelte importanti e strategiche per il futuro del nostro Paese. Noi Giovani Imprenditori dobbiamo essere attori e protagonisti nella costruzione di questa visione.

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governance e organizzazione


Governance e organizzazione Le parole chiave sono per noi: condivisione e ascolto

Consiglio Centrale Il Consiglio Centrale deve diventare il vero terreno di confronto e di sviluppo delle idee. Deve essere il cuore pulsante del nostro Movimento.

Consulta dei Presidenti Deve essere convocata almeno una volta l’anno per dare un feedback al lavoro svolto da parte della Presidenza. È il luogo per fare un check annuale sul raggiungimento degli obiettivi.

Consulta delle classi merceologiche giovani Per la scrittura del piano industriale e strategico, serve il contributo di tutti. In particolare, le classi merceologiche dei giovani portano un contributo fondamentale nel disegnare il futuro dei vari settori nel nostro Paese. Non ci sono settori di serie A e settori di serie B, tutti contano nel rilancio e nello sviluppo competitivo del nostro Paese.

Qualeimpresa Oltre ad essere una delega, Qualeimpresa è lo strumento principe di comunicazione del Movimento. Deve diventare il modo per comunicare sempre di più le nostre tesi, per raccontare il Movimento. Deve essere una rivista “ispirazionale” per tutti i giovani che vogliono fare impresa, ampliandone gli obiettivi attuali. Avrà una diffusione capillare, utilizzando anche il web.

La commissione tesi La commissione tesi deve essere ripristinata. E’ in staff al Presidente, come organo autonomo per la scrittura delle tesi e per il posizionamento del Movimento. È in forte raccordo con i maggiori think thank italiani e possibilmente internazionali.

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Il sistema dei convegni I nostri convegni sono il momento più alto. Accanto a Santa Margherita Ligure e Capri, abbiamo vari convegni con un’identità precisa e riconosciuta: Stresa, Cortina, We love Sud, il convegno dell’Interregionale del Centro, Fiuggi. Sarà nostro impegno valorizzare questi momenti d’incontro e fare in modo che i contributi di tutti i convegni costituiscano un lascito per il Movimento per scrivere la nostra visione del futuro. Ci considerano alle volte figli di papà e non lo siamo, noi lo sappiamo.

Dobbiamo

tuttavia

rinnovare

la

nostra

immagine.

Pensiamo a convegni più moderni, più giovani, con partecipazione di tutti i Giovani Imprenditori in sala, via web, diretti e coinvolgenti. Portiamo i dibattiti nelle fabbriche di prodotti e di saperi, portiamo i nostri meeting tra i binari del porto, tra le merci, tra i capannoni, tra gli spin-off, nell’ambiente che racconta chi siamo e cosa facciamo.

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Il progetto e la squadra


Il progetto e la squadra La squadra (il Presidente e i quattro Vice-Presidenti), Qualeimpresa, e le altre deleghe sono concepite in funzione della realizzazione del nostro programma. Abbiamo variato alcuni nomi per significare la scossa e la svolta che vogliamo dare a tutti i lavori del Movimento.

Di seguito descriviamo le deleghe e indichiamo i nomi della squadra. Un punto importante che vogliamo sottolineare è che per noi non ci saranno vinti e vincitori. Dal giorno dopo le elezioni, saremo tutti un unico Movimento, indipendentemente dal risultato. E’ per questo che abbiamo deciso di lasciare alcune posizioni libere, anche di prima linea, per creare un Movimento coeso e non solo la rappresentazione di metà dell’Italia.

Il nostro impegno responsabile sarà quello di fare squadra con tutti.

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Piano Strategico per il futuro del Paese Jacopo Silva Il mondo del lavoro è il più grande patrimonio dell’Italia, dal quale ripartire per migliorare il nostro futuro. Nel mondo del lavoro la meritocrazia esiste ed è praticata ogni giorno: perché in azienda premiamo i più bravi, siamo costretti a farlo per competere nel mercato. Nel mondo del lavoro si prendono decisioni, anche quando è difficile decidere. E nel mondo del lavoro si pianifica a lungo periodo, cosa che il nostro Paese sembra non saper più fare. Sapere decidere concretamente, saper progettare il futuro, valutare il merito: sono valori che ben conosciamo e che viviamo ogni giorno. E sono valori che sarebbero necessari anche al nostro paese, valori che invece oggi sembrano dimenticati da chi decide per tutti noi. Chi rappresenta il lavoro merita un ruolo nella società e nel futuro del Paese, e lo merita ancora di più se siamo noi, i Giovani Imprenditori, questa generazione che è la nuova classe dirigente di oggi. Avere un ruolo nella società significa essere protagonisti, presenti e ascoltati, quando avvengono le decisioni più importanti che cambiano il futuro di tutti. Da quanto tempo non ci si interroga su come vogliamo che sia l’Italia nel 2050? Dobbiamo ritornare a essere protagonisti ascoltati, che hanno un ruolo, sui grandi temi che riguardano lo sviluppo futuro del nostro Paese. Partendo dai nostri valori, dal lavoro, si diventa una voce ascoltata portando idee e progetti. La proposta che, con il contributo di tutti, vogliamo elaborare si chiamerà così come si chiamano in azienda i nostri piani strategici e di sviluppo. Nel

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mondo del lavoro siamo abituati ad avere un piano che guardi avanti e così vogliamo scrivere anche per l’Italia un “Piano Industriale” per il nostro futuro. Le idee dovranno nascere prima al nostro interno, con il contributo di tutti, perché solo una posizione davvero condivisa può essere poi portata ovunque. Una proposta per l’Italia che sia stata dibattuta in Centrale e condivisa dai Presidenti territoriali e in ogni organo dei Giovani Imprenditori potrà poi essere portata ovunque, finché non ci ascoltano, finché non prendono in considerazione le idee discusse ed elaborate da un intero movimento. Si parla di “marketing associativo” e quale potrebbe essere la migliore promozione dei nostri gruppi, se non ascoltare tutto il movimento per condividere un piano di sviluppo per il futuro del Paese? Partiremo sempre dal mondo del lavoro, forti delle nostre radici ben concrete e, come in ogni buon piano aziendale, dovremo individuare temi chiari e prioritari. Il costo del lavoro e del fare impresa. Per rendere ancora attraente il nostro paese, non solo per gli stranieri ma per i nostri giovani e per gli imprenditori che vogliono investire o iniziare una nuova attività. Le startup, per creare innovazione, il valore che nasce dalle nuove idee. La formazione e la scuola, l’Università: la battaglia per una formazione migliore. E la battaglia per difendere e diffondere ovunque i valori del merito, per una società meno bloccata. I temi dell’Impresa eccellente, che ci rende vincenti nel mondo. La manifattura e le imprese innovative del made in Italy, i servizi ad alto contenuto di sapere. Le imprese che conosciamo e le nuove aree di business, e tra queste la green economy. Le infrastrutture, quelle tradizionali ma anche le nuove infrastrutture, quelle del sapere. Le connessioni a banda larga che potrebbero cambiare il paese e tante altre. Tutti temi che, ascoltando la voce dei Giovani Imprenditori e poi riflettendo a lungo tra noi, dovranno essere raccolti in un vero e proprio piano per il futuro dell’Italia. Un lavoro impegnativo, che richiederà il contributo di tutti, dei Vicepresidenti e dei Delegati, e di ogni Giovane Imprenditore.

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E poi, terminata l’elaborazione del piano, dovremo portare ovunque le nostre idee. Contaminare con l’energia e il coraggio dei Giovani Imprenditori ogni altro ambiente, fare ascoltare la nostra voce e le nostre idee. Per restituire al nostro Movimento il ruolo nella società che spetta ai giovani e a chi rappresenta il mondo del lavoro Non si è “Giovani” per un semplice diritto, dimostrato dalla data di nascita e dall’età. Essere “Giovani” significa guardare sempre con passione al futuro, avere orizzonti molto lontani. E noi vogliamo dimostrare ancora una volta che gli Imprenditori sono Giovani perché amano il futuro e vogliono costruirlo con impegno.

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Innovazione

Dario Polignano Ricerca ed innovazione rappresentano due parole chiave del processo di crescita sostenibile di ogni territorio. Siamo, per questo, fermamente convinti che il nostro impegno non possa prescindere dalla promozione degli strumenti utili all’innovazione, alla base della crescita e dello sviluppo delle nostre imprese, giovani e meno giovani. Metteremo, pertanto, al centro della nostra agenda azioni che siano volte a colmare il ritardo sull’innovazione tecnologica accumulato dall’Italia rispetto ai principali paesi europei. Reti di imprese, digitalizzazione dei distretti, promozione delle partnership fra industria e servizi innovativi: sono aspetti che costituiscono un’innovazione cruciale per superare le criticità indicate oramai da tempo dall’Unione Europea. Il nostro lavoro si concentrerà nel dare concretezza ad un programma di diffusione della cultura dell’innovazione che possa realmente sostenere un processo di sviluppo per le nostre imprese e la creazione di nuove “imprese innovative”. Con grande impegno e determinazione, ci concentreremo innanzitutto sulla diffusione capillare dell’innovazione in tutte le sue accezioni, organizzativa, tecnologica, di processo e di prodotto, in tutti i territori. Saranno estremamente importanti per il futuro delle nostre imprese, i risultati dell’impegno profuso oggi per promuovere ed affinare un nuovo approccio ai tradizionali processi produttivi grazie alla formazione ed all’informazione sui temi dell’innovazione. L a

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Come Giovani di Confindustria - tradizionalmente impegnati a curare e ad alimentare attraverso le nostre articolazioni territoriali un maggiore collegamento tra l’impresa ed il mondo delle università e della scuola dovremo essere in prima linea per ridurre ulteriormente la distanza che separa i due mondi. Fondamentale, pertanto, sarà l’azione che svolgeremo per sostenere la creazione di imprese innovative di cui gli spin off rappresentano l’esempio più efficace. Attraverso questo modello organizzativo, infatti, è possibile effettuare il vero e proprio trasferimento tecnologico, frutto dell’incontro e della collaborazione tra il mondo della ricerca e quello produttivo. Commercializzazione dei risultati della ricerca, brevetti, prodotti e processi innovativi, nuova e più qualificata occupazione: questi sono solo alcuni dei risultati attesi con la promozione degli spin off su cui i Giovani di Confindustria devono concentrare la propria attenzione. Parallelamente occorrerà lavorare per ammodernare il sistema delle infrastrutture a servizio delle nostre imprese. La banda larga, in primis, rappresenta una tecnologia abilitante in grado di consentire agli utilizzatori finali, siano essi cittadini o imprese, di accedere al mercato e di garantire l’utilizzazione di servizi più efficienti. Sono ancora tante le aree in Italia in cui non sono disponibili infrastrutture e servizi a banda larga, alle volte nemmeno a banda normale. Tale problema, fortemente avvertito dal nostro sistema delle imprese, deve assolutamente recuperare un posto tra le priorità dell’azione di questa Presidenza per consentire di dotare tutto il territorio delle condizioni minime alla base di ogni concreto programma di sviluppo economico. E’ indispensabile sostenere questo percorso di innovazione a 360° con una politica di modernizzazione e liberalizzazione, che dobbiamo promuovere con grande impegno e determinazione. Lo sviluppo economico e sociale di una comunità dipende, infatti, dalle capacità di un sistema di avvantaggiarsi

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del progresso tecnologico, sviluppando nuovi ambiti di attività, nuove forme di iniziativa imprenditoriale, nuove professionalità e nuovi servizi. Vediamo, sulla base dell’esperienza di Paesi nostri concorrenti, su cosa dobbiamo puntare per sostenere lo sviluppo del nostro Paese e delle nostre imprese. Considerando il decennio 2000-2009, i dati dimostrano che lo sviluppo di prodotti e di servizi ad alto contenuto di conoscenza non solo ha dato all’economia europea gli input più consistenti per sostenere la crescita, la competitività e l’occupazione, ma ha anche contribuito all’evoluzione del sistema verso un modello più dinamico, competitivo ed equo. Il risultato è stato una società più aperta ai giovani e al lavoro femminile, la cui presenza in tali settori oggi è decisamente maggioritaria e largamente più ampia rispetto al passato. In tale contesto, lo sviluppo registrato dall’Italia - in particolare nel settore dei Kis (knowledge intensive services) - ha dato prova di una buona vitalità paragonabile a quella dei paesi europei più importanti. Con il 43% di crescita del valore aggiunto avvenuta nei dieci anni considerati, i servizi ad alto contenuto di conoscenza italiani si collocano al di sopra della media Ue27 (42%) e della Germania (29%), meno della Francia (47%) e della Spagna (89%). L’incidenza del settore sul Pil per l’Italia si attesta al 47% nel 2009, per la media Ue27 ed in Germania al 49%, in Francia al 55% ed in Spagna al 40%. Questo scenario delinea un percorso avviato dal nostro Paese che, in questa fase, dobbiamo sostenere e rilanciare. Le imprese dei Knowledge Intensive Services possono essere, infatti, i reali vettori del cambiamento, essendo supporto per l’industria manifatturiera e per i servizi tradizionali nell’affrontare l’evoluzione tecnologica e la competizione globale. Per far questo dobbiamo fare in modo che si pongano al centro delle politiche industriali e dell’innovazione le partnership per

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l’innovazione e l’individuazione di progetti pilota che siano strumenti per affrontare le grandi trasformazioni della società. I problemi dell’assistenza alle persone, del trasporto intelligente, delle “città intelligenti” o delle comunità sostenibili, devono essere affrontati attraverso una totale trasformazione del sistema dei servizi. E la conoscenza di come effettuare tali trasformazioni, diventa oggi un fattore determinante per sostenere un vantaggio competitivo nel tempo. Attraverso le nostre reti internazionali (G8 Young, G20 Young, YES, MAME), dobbiamo contribuire al lancio di un programma europeo dedicato alle PMI più dinamiche che possono essere le reali protagoniste di questo cambiamento, aiutandole a superare le barriere, innanzitutto culturali, che impediscono alla nostra società di fare il definitivo salto di qualità. Persiste, infatti, una generalizzata sottovalutazione politica della necessità di puntare sull’innovazione, di attuare le riforme per ridurre la presenza dello Stato nei servizi di mercato e di semplificare la burocrazia amministrativa. Tendenza che oggi occorre fronteggiare con un approccio propositivo e moderno. Sappiamo benissimo, infatti, che senza libertà di mercato è difficile fare innovazione, perché mancano la verifica del risultato e gli stimoli della concorrenza, presupposti imprescindibili per poter far sempre meglio. Il “Quadro valutativo dell’Unione dell’innovazione” - studio comparativo della Commissione Ue presentato nel mese di febbraio - evidenzia che la maggior crescita dell’innovazione si registra in quei Paesi che possono contare su sistemi di ricerca aperti e collaborativi, che hanno saputo valorizzare il loro patrimonio intellettuale sia nella fase della formazione che in quella della trasmissione del sapere. Sono avvantaggiati, in particolare, coloro che - per primi - hanno puntato con decisione allo sviluppo dell’ICT ed al trasferimento delle tecnologie, risultando così forti esportatori di servizi ad alta intensità di conoscenza. Nel nostro Paese, purtroppo, il mercato dei servizi innovativi subisce gravi distorsioni e blocchi dalla presenza di società a capitale pubblico che

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lavorano per le pubbliche amministrazioni al di fuori della concorrenza e del confronto competitivo, ricorrendo in modo massiccio all’in-house, anche fino al 60% com’è il caso di attività altamente innovative. Il risultato di questa arretratezza trova una conferma negli indicatori relativi alla capacità delle PMI di innovare, sia collaborando con altri soggetti che ricorrendo a risorse interne. Capacità che appare elevata su entrambi i fronti per quasi tutti i paesi europei avanti nella classifica. Il comportamento delle PMI italiane, invece, denuncia l’anomalia nel confronto con l’Europa, evidenziando la netta difficoltà da parte di queste imprese ad avvalersi della collaborazione di Università, agenzie, imprese di servizi innovativi, mentre si dimostrano capaci quanto quelle degli altri paesi nel fare innovazione entro i perimetri aziendali. Le cause sono note: mancate liberalizzazioni e carenza della politica nello stimolo alla concorrenza ed alla competitività nel settore dei servizi innovativi, ma anche l’assenza di una cultura innovativa diffusa che possa aiutare il sistema paese a recuperare posizioni rispetto i nostri competitors europei e mondiali. Su tali temi, come Giovani Imprenditori, dobbiamo assolutamente concentrare i nostri sforzi, perché da essi passa la progettazione di un futuro competitivo delle nostre imprese.

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Organizzazione e sviluppo: i GI in azione!

Gianmarco Gabrieli Noi Giovani Imprenditori, tutti insieme, costituiamo un movimento che accresce ogni giorno la propria autorevolezza, spicca nel deserto del vuoto civile e racchiude dentro di sé una forza che attende di essere liberata. Mai

come

in

questi

anni,

abbiamo

assistito ad un allontanamento dei giovani dall’impegno nella res publica, vuoi per un sistema sociale con uno scarso ricambio dei vertici, vuoi per un compiacimento nelle posizioni guadagnate dalle generazioni precedenti. Il nostro Movimento, come classe dirigente del presente, deve essere capace di guardare lontano, di volare alto, come dicevano i nostri maestri e deve essere portavoce delle istanze innovatrici all’interno del nostro Paese, ma innanzitutto deve essere capace di rinnovare sé stesso, sapendo raccogliere l’heritage, il patrimonio che è stato costruito nel passato e che a noi viene consegnato.

Valorizzazione del Fare Impresa Avere successo non è un peccato! Contagiamo il Paese con il pensiero positivo del fare, con la nostra passione imprenditoriale con il merito dovuto alla sostanza creativa e all’impegno. Diffondiamo la cultura lavorativa del successo quale giusta ricompensa dell’individuo responsabile di sé stesso e del proprio benessere, dell’uomo artefice della propria sorte (“Homo faber fortunae suae”). Istituiamo, in collaborazione con attori esterni ed imparziali il “Premio del Giovane Imprenditore” per valorizzare chi meglio ha saputo creare la propria azienda o dirigerla o raccogliere il testimone con successo, affinché venga trasmesso alla società civile il valore del concreto impegno in azienda dei giovani imprenditori.

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Scuola di Sistema Il Giovane Imprenditore di Confindustria ha voglia di crescita, di darsi nuovi obiettivi, è assetato di conoscenza e ama il confronto con chi lo ha preceduto, sia per scoprire le basi e gli ideali condivisi, sia per apprendere, da chi il cammino lo ha già percorso. Per questo motivo e per il buon successo già ottenuto, non solo deve essere mantenuta la Scuola di Sistema per chi ricopre cariche associative, ma deve essere resa disponibile sul territorio con un format itinerante. Rafforziamo i dibattiti e le riunioni mensili della Commissione Nazionale con ospiti interni ed esterni per arricchire la nostra visione di punti di vista differenti, accrescendo la nostra formazione nello spirito del miglioramento continuo. Fare Sistema Mettiamo il turbo alle progettualità che permettono di tessere relazioni all’interno del Movimento! Usiamo il giacimento della “Piazza delle Idee”, ovvero la raccolta dei progetti delle singole territoriali e dei vincitori del Premio del Marketing Associativo per diffondere e discutere le best practice che vengono sviluppate. In questo modo possiamo valorizzare i laboratori d’idee disseminati sul territorio nazionale, mettere in rete i responsabili del marketing associativo e contaminarsi reciprocamente. Mappiamo le deleghe che i gruppi giovani hanno nelle territoriali e mettiamoli in contatto tra di loro per sviluppare progetti comuni e condividere bisogni e successi. Ridefiniamo i tempi e i modi della cinghia di trasmissione. Valutiamo se ripetere annualmente le Assise Nazionali con un format più assembleare, che vincoli tutti i comitati regionali ad esporre le proprie sintesi e che permetta ad ogni “azionista” del movimento di poter intervenire ad un dibattito aperto: assorbiamo come un albero l’acqua dalle radici per distillarla verso l’alto! Scateniamo le potenzialità di Internet: diamo la possibilità di gemmare siti delle territoriali dal sito web nazionale, dando ai giovani imprenditori un unico accesso, che riduca le distanze, che dia la possibilità di aumentare la comunicazione. Rinnovo del Regolamento Il processo di rinnovo di un regolamento è sempre complicato: è appena finita

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una stagione di cambiamento dei regolamenti di territoriale; ora si impone una risposta concreta per la necessaria manutenzione del regolamento Nazionale. Se il rispetto delle regole è il miglior supporto della meritocrazia, dobbiamo essere capaci di ripensare il meccanismo di elezione della Presidenza Nazionale, del Centrale e dei membri di Giunta, per rimettere al centro il metodo del confronto aperto e franco, quale strumento fondamentale di valorizzazione delle idee, di reciproco arricchimento e di accordo trasparente, affinché prevalga la progettualità ed il valore dei giovani imprenditori. Dobbiamo, inoltre, ridurre gradualmente l’età media dei giovani imprenditori che partecipano alle nostre attività, contestualmente ad un percorso che miri ad avvicinare e formare imprenditori più giovani, e valorizzare i gruppi delle categorie merceologiche, portatrici di una tradizione imprenditoriale alla base della nostra associazione e pilastro del Sistema Italia.

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Education, Ricerca ed apertura internazionale

Stefano Commini Puntare all’eccellenza apprendendo dai migliori deve essere un must per i giovani imprenditori. Puntare, in un’era globale, a confrontarsi con l’intero pianeta deve essere la quotidianità.

Basti

pensare

che

ogni

volta

che

accendiamo il nostro computer e lo proiettiamo nella rete siamo virtualmente in contatto con decine di milioni di persone e miliardi di pagine di informazioni. In un periodo ormai troppo lungo nel quale si è abituati a vedere la crescita del PIL del nostro Paese ben al di sotto della soglia accettabile per un paese che si trova tra gli otto territori più industrializzati del mondo, noi dobbiamo rappresentare la scintilla del cambiamento e possiamo dimostrare che si può cambiare.

Questo cambiamento deve partire dalla formazione, dalla promozione della cultura d’impresa, dal prendere atto di essere per primi responsabili di dare chiara indicazione ai giovanissimi su quali saranno i “mestieri” del futuro. E’ necessario definire un quadro delle prospettive occupazionali nel nostro Paese, con il contributo dei singoli territori, al fine di favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro attraverso la diffusione di dati utili ad orientare le scelte dei percorsi scolastici ed universitari. Un’adeguata conoscenza delle professionalità e delle competenze che, nel medio termine, saranno richieste dal mercato, può infatti contribuire a: - ridurre la disoccupazione giovanile che registra in Italia, attualmente, livelli molto elevati;

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- rendere le competenze delle risorse umane in azienda più adeguate alle esigenze del mondo produttivo;

- favorire lo sviluppo di una imprenditoria giovanile che funga da volano per una maggiore competitività del territorio.

Orientamento al lavoro e cultura d’impresa Il nostro impegno sarà focalizzato nel raggiungimento dei seguenti obiettivi: • diffondere presso le scuole informazioni relative al mercato del lavoro per orientare famiglie e studenti verso scelte formative e professionali che conducano ad una maggiore occupazione; • aumentare la collaborazione tra scuole e imprese; • fare emergere le eccellenze esistenti tra gli istituti tecnici e professionali di territori; • diffondere la cultura di imprese tra gli studenti delle scuole superiori. Gli ultimi dati Censis evidenziano un preoccupante calo del lavoro imprenditoriale, che ha subito una riduzione del 35% dal 2004 al 2009. Anche per tale motivo è fondamentale ideare progetti attraverso i quali diffondere la cultura di impresa soprattutto tra i giovanissimi. La scuola, infatti, è un ambito ottimale nel quale i più giovani possono sperimentare il proprio talento e le proprie capacità, immaginando un futuro professionale che si adatti facilmente ad un mercato del lavoro sempre più flessibile, e nel quale le posizioni ed i mestieri maggiormente ambiti rappresentano ormai quasi una chimera. Questo entusiasmo andrebbe incentivato attraverso procedure più snelle che facilitino la creazione di impresa da parte dei giovani, e una maggiore informazione sulle nicchie nelle quali vi sono maggiori possibilità di crescita. Intendiamo, infatti, mettere a fuoco gli orientamenti più vincenti per supportare le scelte dei più giovani, e soprattutto di chi ha voglia di fare impresa puntando, su una giusta strategia di partenza.

Università e Ricerca Dovremo occuparci di “casa nostra” con un occhio attento a quello che accade oltre confine, trovando ispirazione nel confronto internazionale con le realtà migliori.

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Ci occuperemo di creare un link strutturato con la ricerca internazionale e con le eccellenze universitarie internazionali. Individuati i cluster omogenei di esigenze all’interno del gruppo giovani imprenditori organizzeremo incontri con i ricercatori che risultano rappresentare l’eccellenza nelle materie individuate.

Altra importante componente sarà l’attività di confronto con le 5 migliori università mondiali: Cambridge, Harvard, Yale, UCL College di Londra e il MIT di Boston dedicato ad approfondire il loro modello, promuovendo percorsi ad altissimo valore aggiunto per i giovani imprenditori. Tutto quanto sopra descritto rimarca anche l’attenzione per l’internazionalizzazione con l’obiettivo di rafforzare la creazione di un network con i migliori. L’Italia è virtualmente il ponte tra occidente e continente Africano che proprio nelle ultime settimane ha accelerato il suo processo di democratizzazione e che tutte le proiezioni danno come principale bacino di crescita nei prossimi 10 anni. La componente storica dei giovani imprenditori che si concretizza nell’attenzione al miglioramento del sistema educativo del paese, sarà arricchito dalle esperienze e dal benchmark internazionale e si concretizzerà in proposte alle istituzioni per il miglioramento delle prestazioni del nostro sistema formativo . Ultimo aspetto che verrà promosso all’interno del nostro Movimento è l’organizzazione di eventi per presentare anche le nostre eccellenze. Non dobbiamo dimenticare che tra noi sono presenti persone ed aziende leader sul territorio locale, europeo o internazionale. Questo fattore di promozione delle nostre eccellenze ci supporterà anche nel posizionamento del gruppo nei confronti dell’esterno. Riassumendo • Creazione di un rapporto strutturato con le 5 migliori università Estere • Sviluppo di un dialogo con i migliori centri di ricerca internazionali nelle tematiche individuate • Incremento nella realizzazione del network internazionale • Proposte per il miglioramento del sistema educativo del Paese • Promozione delle eccellenze interne in seminari nazionali ed internazionali

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Strategie e politiche per la crescita delle imprese

Sebastiano Caffo Abbiamo

deciso

di

istituire

questo

comitato per mettere in rete il modo di fare impresa dei tanti giovani imprenditori che partecipano al nostro movimento, in modo da raccogliere e condividere non solo i molteplici problemi che ogni giorno viviamo e affrontiamo con caparbietà nelle nostre aziende, ma soprattutto le tante opportunità che dovremmo cogliere insieme per una crescita comune del tessuto produttivo italiano. Una conferma del nostro ruolo di IMPRENDITORI GIOVANI nella società e della necessità di essere parte propulsiva fondamentale dell’Associazione, sia nel contesto nazionale del sistema che nelle singole regioni preparandoci così ad affrontare la sfida del federalismo. Con la nostra visione ed il modo di fare associazione in maniera propositiva che deve contraddistinguere i giovani imprenditori, proveremo nei prossimi tre anni ad analizzare le difficoltà delle imprese italiane proponendo nel contempo delle soluzioni concrete ed applicabili per modernizzare le aziende ed il contesto nel quale operano. Lasciando da parte l’individualismo che tipicamente contraddistingue le imprese italiane, vogliamo insieme costruire soluzioni comuni e condivise da tramutare in proposte concrete da portare all’attenzione degli organi competenti con la forza di un grande movimento come il nostro. Noi giovani imprenditori, con il nostro operato abbiamo dimostrato che è possibile mettere in pratica i principi necessari per far fare quel “salto di qualità” necessario al paese ed alle nostre imprese. Siamo consapevoli del fatto che la nostra generazione, con impegno e L a

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determinazione può superare i limiti oggettivi imposti dal contesto dove ci troviamo ad operare, proiettando le nostre imprese verso la crescita. Dobbiamo staccarci dalle logiche comuni alla politica italiana, che hanno portato ai risultati che tutti conoscete. Vogliamo gestire le nostre scelte nell’ottica dello sviluppo, investendo realmente sul nostro futuro per far emergere ciò che noi rappresentiamo in Italia cioè gli uomini e le donne del concreto fare. Per fare ciò nel nostro comitato ci saranno momenti di ascolto e di proposta, di unità e di partecipazione, del resto solo così può essere a nostro avviso la vita associativa. Il nostro Gruppo si trova ad affrontare un momento difficile per l’economia mondiale che si ripercuote sulla vita delle nostre imprese, per questo oggi più che mai è indispensabile far sentire la nostra voce e le nostre proposte in modo unitario a livello nazionale, con attività incisive e condivise con tutti i comitati regionali. Iniziamo quindi a esporre solo alcuni dei temi guida che riteniamo condivisibili da voi tutti, e sui quali ci confronteremo in corso d’opera in appositi gruppi di lavoro prima di esporre all’esterno le nostre proposte che dovranno essere del GRUPPO : • Gruppo di lavoro CREDITO E FINANZA: Particolare attenzione alle esigenze dei giovani imprenditori che spesso vivono il rapporto con gli istituti di credito come un limite allo sviluppo della propria impresa. Un obiettivo importante consisterà nel chiedere convenzioni nazionali con i principali player del credito in Italia per i giovani imprenditori. Altra priorità sarà quella di elaborare proposte per modernizzare il sistema dei pagamenti che in Italia ormai è obsoleto e da poche armi alle imprese per tutelare i propri crediti commerciali. Sarà anche importante per i giovani imprenditori approfondire la conoscenza delle fonti di finanziamento alternative con incontri mirati con fondi e sgr. • Gruppo di lavoro START-UP, SPIN OFF, INVESTIMENTI: Questo gruppo avrà l’obiettivo di individuare formule vincenti per l’avvio di nuove L a

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imprese e si potrà interfacciare con il comitato Education e Innovazione per individuare nuove imprese e/o idee imprenditoriali da proporre ad investitori interni o esterni al sistema confindustriale. • Gruppo di lavoro PARI OPPORTUNITA’ : Maggior coinvolgimento delle giovani imprenditrici grazie all’opportunità di far arrivare dalla base alla presidenza le istanze inerenti i problemi e le proposte per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile. • Gruppo di lavoro NO BUROCRAZIA : L’individuazione di casi di malaburocrazia in Italia e l’elaborazione di proposte valide per lo snellimento della macchina burocratica. Indispensabile rimuovere dal sistema la “mafia con la penna” per la crescita delle nostre imprese e per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali. • Gruppo di lavoro RETE GIOVANI : Avviare un sistema informatico tipo “social network” riservato a chi ha fatto parte dei giovani imprenditori di Confindustria dove ritrovarsi anche dopo aver superato la soglia del 40 anni. Oltre ai dati personali sarà indicato il settore dell’attività svolta in modo da creare gradualmente una “business community” tra i GI Italiani eventualmente interfacciabile anche con l’estero. • Gruppo di lavoro RESPONSABILITA’ SOCIALE DI IMPRESA: approfondire il ruolo positivo delle imprese sul territorio. Riportare il concetto di imprendere cittadino. Confrontarsi con tutte le nuove esperienze di social enterpreneurship. Oltre a questi gruppi di lavoro, siamo aperti a crearne altri su temi di interesse del movimento che ci saranno proposti dalla base durante il nostro lavoro. Vogliamo essere artefici del nostro futuro, per questo abbiamo deciso di costruire proposte importanti per lo sviluppo di tutto il sistema imprenditoriale italiano e di non limitarci solo a segnalare i problemi senza proporne le soluzioni. Per aprirci a nuove prospettive di sviluppo per le nostre imprese ed il nostro paese è indispensabile innescare un processo di cambiamento che deve necessariamente partire dal nostro movimento per dare una marcia in più alla nuova generazione di imprenditori che rappresentiamo. L a

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Economia

Alberto Parma L’impresa

e i suoi attori principali

(imprenditori e lavoratori) sono parte integrante e fondamentale del tessuto economico e sociale di un Paese e, quindi, dell’economia stessa in senso generale. L’interesse,

l’attenzione

costante

e

l’analisi di questo macrotema e di tutte le sue esplicazioni, quindi, non può che essere il polo di attrazione permanente dei giovani imprenditori. Con questa premessa, ci si intende muovere distinguendo alcune principali aree dell’economia: quella di “interesse particolare” (spiccatamente aziendale), quale: • finanza, rapporto impresa/sistema bancario, accesso al credito, studio e approfondimento di best practice tramite incontri conoscitivi mirati sul territorio di distretti industriali, reti d’impresa già esistenti, workshop, partnership e collaborazioni con altre associazioni imprenditoriali

quella di “interesse generale”, quale: • analisi e valutazione critica dei progetti/provvedimenti di politica economica e fiscale • momenti di approfondimento su tematiche specifiche di interesse contingente con successiva elaborazione di proposte e suggerimenti al decisore istituzionale preposto • istituzione di un tavolo permanente (possibilmente bilaterale con funzione consultiva/propositiva) per monitorare la tematica del federalismo L a

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fiscale, la tematica della auspicata riforma fiscale e del programma di liberalizzazioni (da riprendere in maniera vigorosa) • sguardo oltre confine: instaurazione ed intensificazione di rapporti con i colleghi esteri per documentarsi, confrontarsi e capire “come fanno gli altri”…

quella del cosiddetto “welfare”, quale: • impresa e risorse umane al centro • Giovani al centro: politiche economiche e sociali su cui investire per dare un futuro al nostro Paese e alle sue imprese • Mercato del lavoro: nuove frontiere, con in testa alcuni obiettivi fondamentali quali aumento della produttività, aumento dei salari, flessibilità con contestuale allargamento del diritto alla protezione sociale, maggior crescita in generale • (con la premessa riconosciuta che l’industria italiana si basa e baserà sempre più il proprio futuro su alcuni “valori aggiunti”) Studio, analisi e proposte per incentivare investimenti interni ed esteri in ricerca e sviluppo, formazione costante del capitale umano, sicurezza e qualità

Progetti concreti: • intensificazione dei rapporti e del coinvolgimento del Centro Studi di Confindustria nelle analisi di scenario • collaborazioni e interscambio con realtà di successo che hanno a che fare con l’economia e la sua divulgazione, quali il Festival dell’economia di Trento, il World Economic Forum, … • momenti di incontro regolari con i giovani imprenditori dei Paesi G8 / G20 per approfondire i temi dell’economia • proposta di istituire degli Advisory Board indipendenti con la partecipazione dei G.I. presso realtà istituzionali economiche

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Valorizzazioine del territorio

Beatrice Garofoli Oltre a essere uno dei valori che ispirano il nostro programma, vogliamo istituire una delega precisa affinché tutto il Movimento venga coinvolto nei prossimi tre anni. Tutto il nostro impegno è ispirato dalla volontà di coinvolgere il Movimento e di ascoltare la voce degli associati. Per questo vogliamo istituire una delega specifica, affinché sia fatto tutto il possibile per condividere e coinvolgere tutto Le

nostre

spesso

territoriali

non

sono

fanno noti,

il

ottimi condivisi

Movimento, progetti e

a

ma messi

ogni

livello.

questi

troppo

a

diventare

risorsa preziosa per tutti gli associati.

Progetti concreti: - estendere il progetto della scuola dei presidenti - Coordinamento nazionale dei responsabili marketing - Premio Marketing Associativo - preparare un “investor book” dei giovani imprenditori che spieghi a qualunque nuovo associato chi siamo e quali sono i due o tre progetti che facciamo e che si possono trovare in tutta Italia - raccogliere le best practice delle territoriali in categorie

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QualeImpresa QualeImpresa si è evoluta negli anni diventando un mezzo di comunicazione e di informazione potenzialmente strategico: dopo un grande lavoro di messa in ordine dei conti ora sarà necessario dedicarsi alla ridefinizione delle linee guida e degli obiettivi editoriali. Un nuovo piano strategico per comunicazione e media dovrà essere definito dal nostro Movimento e la nostra rivista avrà un ruolo di punta all’interno di questo piano. QualeImpresa rappresenterà la catena di trasmissione delle idee all’interno del Movimento, per coinvolgere tutti come in un forum di discussione, dove le idee penetrano osmoticamente dalla base al vertice, dal centro alla periferia. Una entropia controllata per far circolare le idee migliori e stimolare la creatività. Non solo. QualeImpresa può diventare riferimento anche fuori dal Movimento, nella società, stimolo per le nuove generazioni: gli innovatori, i nuovi modelli, le nuove imprese ed i casi di successo, da qualsiasi settore provengono, passeranno da QualeImpresa. Strumento per una nuova cultura d’impresa e per la diffusione di esempi e modelli da replicare, per contaminare come virus positivi la nostra società e soprattutto i giovani. Target della rivista: i giovani imprenditori. Per comunicare i messaggi che il Movimento ha deciso di diffondere e per promuovere tutti i passaggi che i GI compiranno per arrivare alla definizione del piano industriale per il nostro Paese. Crediamo che QualeImpresa possa anche essere per tutti noi uno strumento di aggiornamento dove poter trovare le nuove tendenze: del mercato, dell’innovazione, della finanza, dell’economia. Nuove idee e nuovi stimoli che siano provocatori ed intelligenti: ciò che impazza sulla blogosfera deve essere discusso sulla nostra rivista. Edmund Phelps sostiene che “la maggior parte dei progressi economici avvengono a partire da innovazioni grandi e piccole concepite dalle imprese e da chi ci lavora … più che la ricerca, è la curiosità degli imprenditori che spinge al cambiamento”. Alle nuove generazioni possiamo mostrare imprese L a

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e modelli che cambiano il mondo per coinvolgerli in un sogno possibile: un futuro alla portata di tutti, dove impegno, merito e creatività fanno la differenza e portano al successo.

Il confronto dovrà essere alla base delle scelte della redazione: altre associazioni di categoria e rappresentanti in ambito socio-economico

all’estero dovranno essere sempre il contraltare al nostro pensiero. Questo arricchirà e renderà più forti tutte le nostre posizioni soprattutto fuori dal Movimento.

Faremo l’applicazione QualeImpresa per iPad!

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Internazionalizzazione

Moltissimo è stato fatto in questi ultimi tre anni grazie alla Commissione

Internazionalizzazione. Sono stati lanciati nuovi network che vedono i

Giovani Imprenditori Italiani protagonisti ed è stata rafforzata la nostra partecipazione in network storici:

- G20 dei Giovani Imprenditori (a maggio a Istanbul, e a novembre in Francia a Nizza)

- YES - MAME

Ma oltre a rafforzare ognuno dei tre network, dobbiamo spingerci oltre. Dobbiamo connetterci sempre di più con il mondo. Costruire il network

dei Giovani Imprenditori italiani all’estero è un’idea affascinante e alla nostra portata che aumenterebbe ancora di più il nostro senso di apertura

internazionale con i nostri colleghi, vere antenne all’estero del nostro Movimento.

Questa Presidenza istituirà ulteriori deleghe/comitati tecnici su tematiche strategiche per la crescita del nostro Paese. Alcune di queste deleghe saranno:

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Energia e Ambiente - Green Economy Infrastrutture Mezzogiorno

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Ringraziamenti Ăˆ un grandissimo piacere girare per l’Italia e condividere con altri amici Giovani Imprenditori la passione e le idee che ci animano.

Molto deriva dalle idee raccolte nel Movimento.

Nulla di quanto è scritto in queste pagine sarebbe possibile se non ci fosse una squadra affiatata e l’apporto di tantissime territoriali e di associati che vogliono continuare a costruire un Movimento giovane e innovatore.

A tutti grazie!

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Conclusione Queste poche righe non riescono sicuramente ad esprimere come vorremmo l’entusiasmo e la determinazione che siamo pronti a mettere in campo per il progetto nazionale.

Il nostro è un progetto corale. E siamo già impegnati per realizzarlo. Siamo sostenuti da grande serenità, grinta e determinazione, poiché nulla farà scemare l’entusiasmo e l’energia che il Movimento ci sta dando e che noi cerchiamo di ricambiare ogni giorno al nostro meglio.

Davide Canavesio

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La Passione di essere Giovani Imprenditori