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“L’Eco del Rovo” Il giornalino della Parrocchia di S. Maria del Rovo Santuario Mariano

Ottobre - Dicembre 2013

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2 Ottobre - Dicembre 2013

“L’Eco del Rovo”

Dalla Conferenza all’Incontro Formativo: la nostra Comunità ha voglia di crescere!

di Rosanna Sorrentino

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Liturgia

n occasione della fine dell’anno della fede, domenica 24 novembre è stata organizzata, presso il Duomo di Cava de’ Tirreni una conferenza con il prof. Antonino Zichichi dal titolo “Scienza e Fede”. Numerosi sono stati i partecipanti all’evento soprattutto della nostra comunità parrocchiale. Il professor Zichichi ha affermato con forza che non esiste un solo scienziato al mondo che non abbia fede. E lui è orgoglioso di essere uno scienziato cattolico proprio perché i primi uomini di scienza furono proprio cattolici. Inoltre, asserisce che, così come esistono le leggi fondamentali della natura logica e quindi una logica naturale, esiste un autore di tale logica e il nostro scopo, missione è quello di comprendere e applicare la logica del Creatore. Per poter fare ciò dobbiamo sperimentare ponendo le domande al Creatore e attendendo le giuste risposte osservando i nostri esperimenti. Alla fine dell’intervento fiumi di domande da parte dei partecipanti destinate allo scienziato con il mero tentativo di voler carpire in maniera più diretta il nesso tra fede e scienza.

sul tema: Per una “partecipazione piena, consapevole e attiva”. La musica liturgica a 50 anni dalla Sacrosanctum Concilium. Verifiche e prospettive, tenuto da mons. Marco Frisina, sacerdote musicista. Monsignor Frisina ha iniziato definendo la funzione del canto durante le celebrazioni. Il canto liturgico serve per aiutare la preghiera e per questo si ispira alle regole del canto gregoriano: il testo è sempre in linea con le letture evangeliche e del periodo liturgico; la melodia adeguata; il canto deve accompagnare la liturgia e non deve accadere l’inverso; deve essere eseguibile da tutti ed infine tutti cantano ovvero la partecipazione al canto non è obbligatoria ma un diritto. Il coro è la parte dell’assemblea che canta meglio, esso serve per aiutare l’assemblea. La stessa canta il ritornello e il coro le strofe. La posizione ideale per il coro all’interno della chiesa è tra il prete e l’assemblea. Gli elementi che compartecipano al fine di animare al meglio la liturgia sono diversi: il maestro del coro o responsabile è una figura liturgica e musicale il cui compito è quello di animare l’assemblea liberando il canto della gente; l’organista è un altro cireneo e accompagna il coro, riempie i vuoti e deve essere capace di essere discreto e pronto; il salmista è la figura di solista speciale perché il salmo è più di un canto, essi cantano la parola di Dio.

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a sera successiva, invece, presso il Convento S. Francesco di Maiori, si è svolto un incontro formativo

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“L’Eco del Rovo”

Ottobre - Dicembre 2013

La carità: un aiuto che supera i confini

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di Gaetana Sorrentino

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Tra questi, da esempio, è la storia di un quarantenne polacco, Basilio, sposato con una sua connazionale dalla quale ha avuto una bambina di cinque anni. Si è trasferito qui da qualche anno, dopo che la banca in cui lavorava come impiegato, è fallita. Attualmente lui e la moglie si adattano a svolgere qualsiasi lavoro che gli si propone, e come lui stesso dice, grazie alla generosità degli italiani, riescono a pagare l’affitto di un piccolo appartamento e a garantire l’essenziale alla piccola. A volte prima di guardare “la pagliuzza nell’occhio altrui”, dovremmo cercare di immedesimarci nelle vite di queste persone, ricordandoci che anche loro sono nostri fratelli, e al di là della provenienza, della razza e del colore, hanno un cuore e una dignità.

Carità

Da molto tempo al nostro centro di ascolto si rivolgono diversi extracomunitari e purtroppo anche molti italiani che schiacciati dalla crisi economica, si trovano a vivere momenti di difficoltà non solo economica ma anche morale. Nel nostro piccolo cerchiamo di donare a tutti la giusta attenzione, ascoltando le loro difficoltà, donando loro, laddove ci sia l’esigenza, un piccolo pacco mensile di generi di prima necessità e in primis una parola di sollievo. Tra gli extracomunitari, registriamo una presenza elevata di ucraini, polacchi e a volte rumeni. La maggior parte di loro non ha una fissa dimora. Alcuni vivono insieme in un casolare abbandonato senza elettricità e acqua e ogni giorno si rivolgono alla mensa del convento di San Francesco e Sant’Antonio. Attualmente la maggior parte di loro non ha un lavoro, e nonostante ciò hanno deciso di trasferirsi nella nostra nazione, lasciando i propri affetti, con la speranza di trovare una vita migliore. Purtroppo giunti in Italia, si sono resi subito conto, che l’idea del “Bel paese”, non era altro che una realtà falsata dai loro mass-media. Ma nonostante ciò, queste persone sono estremamente grate agli italiani, per l’ospitalità e il sostegno che spesso ricevono gratuitamente.

Carissimi lettori,

non molto tempo fa una persona mi ha detto: «...voi si che siete una comunità e si vede, mentre a soli pochi metri di distanza io vivo un’altra realtà…». Voi non potete immaginare la grande gioia diffusa nel mio cuore al solo pensiero che di questa comunità che si avverte sono parte attiva anche io. Per questo ed anche per quel pizzico di fierezza che ho avvertito invito voi tutti a partecipare sempre più numerosi alle attività parrocchiali ma soprattutto a fare in modo che l’Eco del Rovo prosperi di nuovi elementi e cresca nel suo spessore. Via aspettiamo...

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4 Ottobre - Dicembre 2013

Chiamati ad annunciare Cristo

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gni cristiano in forza del ci dono di altre due catechiste, Battesimo è chiamato ad che rispondendo all’invito di annunciare e testimoniare Cri- don Francesco, si sono inserite sto, il figlio di Dio, che ha as- con noi per essere annunciatori sunto la nostra natura umana, è e testimoni del Vangelo, semi e morto per la nostra salvezza ed è testimoni della speranza. risorto per donarci la vita eterna. a SPERANZA è il tema che Specialmente noi catechisti quest’anno abbiamo scelto siamo chiamati a fare sempre per il nuovo anno catechistico. più esperienza vera del SignoSperanza significa FORZA re vivo e operante, rinnoviamo di rinnovare il mondo, COogni anno la nostra disponibili- STANZA di mantenere sempre tà, impegnandoci ad annunciare viva la luce che ci guida anche quello che abbiamo udito, quel- nelle tribolazioni, ATTESA di lo che abbiamo veduto, quello una gioia futura che nessuno ci che abbiamo toccato dell’amore potrà togliere. di Cristo. Questa è l’aria che facciamo È Cristo, infatti, che tocca ed respirare, la voce che facciamo infiamma il cuore di ciascuno di echeggiare tra le aule della catenoi, e quest’anno ha voluto far- chesi, dove i fanciulli e i ragazzi

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“L’Eco del Rovo” di Letizia Ferrara

si apprestano a fare esperienza di Dio. Ma cosa significa fare esperienza di Dio? Significa lasciarsi abbracciare dall’amore del Padre, lasciarsi penetrare dall’amore di Cristo e lasciarsi guidare dalla forza dello Spirito. Questo è l’augurio che con don Francesco rivolgiamo a tutti i ragazzi della catechesi per questo nuovo anno catechistico, ed in modo particolare a quelli che hanno ricevuto il Sacramento della Cresima. Possano essi confidare sempre nel Signore, e aiutati dalla preghiera e vivendo i Sacramenti, rimanere in Lui roccia eterna che mai ci abbandona.

“Cresimati: punto di partenza, non di arrivo”

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di Annamaria Trabucco

Catechesi

nche quest’anno il 13 ottobre la nostra Comunità è stata in festa perché ventidue ragazzi e quattro adulti hanno ricevuto il Sacramento della Cresima. Per me catechista è stata un’esperienza meravigliosa averli accompagnati per sei anni perché ho condiviso con loro momenti di gioia, dubbi e di incertezze, accogliendoli sempre con grande amore, cercando di testimoniare la vera fede e facendo capire che il dono che ricevevano non era un traguardo, ma solo il punto di partenza verso la conoscenza maggiore dell’amore che Gesù ha per tutti noi e, quindi, anche la certezza di ogni dubbio.

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Insieme a don Francesco, abbiamo vissuto il ritiro spirituale a Erchie. Momento bellissimo, i ragazzi hanno meditato e riflettuto sul tema: “Dio ti ama! Dio ti salva! Dio ti chiama”. La giornata si è conclusa con il sacramento della Confessione e il loro proposito nel mettersi al servizio della Comunità. Carissimi ragazzi siate d’ora in poi una sorgente fresca di bellezza e di novità per la nostra Comunità. scrivi alla redazione: redazione@.parrocchiadelrovo.it


“L’Eco del Rovo”

Ottobre - Dicembre 2013

Vivere l’Oratorio… oltre un sorriso c’è di più!

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facile sorridere immaginando la gioia e la sorpresa di un bambino di fronte ad un nuovo gioco, o in corsa con i compagni o semplicemente impegnato ad intingere le mani in un barattolo di pittura… ma è poi la loro fantasia, il colore che danno ad una grigia giornata, l’affetto che mostrano nei loro piccoli occhietti, che spinge a guardare oltre il loro sorriso e sprona a pensare “puoi fare tanto per loro”… Ed ecco che ti ritrovi a vivere una delle più frizzanti iniziative pastorali insieme a ben cento piccoli angioletti. Piccoli perché una delle particolarità del nostro Oratorio è quella di dedicare tale esperienza educativa a bambini con una fascia di età compresa tra i sei e i dodici anni, diversamente dalla maggior parte di altre realtà presenti sul territorio italiano che abbracciano una popolazione giovanile diversa (tredici-venti anni).

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di Rossella Bisogno Le motivazioni di questa scelta risiedono nel presupposto che a partire da una più tenera età è possibile offrire ai bambini modelli relazionali più solidi e autentici, nonché esperienze di confronto, coesione e integrazione, con l’auspicio che una volta più grandi, costruiscano una propria identità basata sull’amore e il rispetto dell’altro. Il linguaggio proposto ai bambini è quello dell’animazione attraverso il coinvolgimento diretto degli stessi in attività semplici e dinamiche quali il gioco libero e creativo, lo sport, la danza, il teatro, la pittura, il cinema. Ogni attività non è mai improvvisata, ma frutto di una collaborazione e condivisione che nasce prima tra gli animatori e che poi si cerca di trasmettere ai più piccoli. Fondamentale è inoltre il rapporto tra Oratorio e famiglia affinchè si creino spazi di corresponsabilità educativa in cui genitori e animatori, sostengono la crescita intellettiva, affettiva, relazionale e spirituale di ogni bambino.

L’Oratorio, un autentico Laboratorio Educativo! di RB

ttraverso la Nota pastorale sul tema “educare alla vita buona del Vangelo”, la Chiesa riconosce il valore dell’Oratorio nell’accompagnamento della crescita umana e spirituale delle nuove generazioni. L’Oratorio, inteso come pastorale integrata non è una realtà a sé stante, ma risalta il volto educativo e missionario della parrocchia in risposta all’abbandono della fede e della vita ecclesiale dei giovani. Non è facile rintracciare la figura ideale di una realtà che vanta circa cinquecento anni di esperienza, ma è possibile individuare tre filoni storici: la tradizione filippina, sorta con San Filippo Neri per le precarie condizioni spirituali della gioventù cinquecentesca, la tradizione ambrosiana e lombarda con l’opera di grandi Vescovi per l’esigenza di scolarizzazione ed educazione cristiana, e la tradizione piemontese con San Giovanni Bosco per il recupero e l’assistenza di ragazzi abban-

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Oratorio

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donati e pericolanti. Col tempo qualcosa è cambiato… “Adattandosi ai diversi contesti, l’Oratorio oggi esprime il volto e la passione educativa della comunità, che impegna sacerdoti, animatori, catechisti e genitori in un progetto volto a condurre il ragazzo a una sintesi armoniosa tra fede e vita. I suoi strumenti e il suo linguaggio sono quelli dell’esperienza quotidiana dei più giovani: aggregazione, sport, musica, teatro, gioco, studio”. Attività che non sono finalizzate soltanto all’educazione religiosa, ma anche della relazione e della responsabilità in quanto condizione di apertura dell’Io, come citato in una forte espressione del Papa emerito Benedetto XVI dall’“Io” al “tu”, al “noi”, al “Tu” di Dio. E così, laddove oggi i social network danno luogo a relazioni vuote e stereotipate, l’Oratorio, attraverso un contesto di dialogo sereno e costruttivo, favorisce invece l’occasione di coltivare relazioni autentiche e sincere. Non è isolandosi che l’uomo valorizza se stesso ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio.

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6 Ottobre - Dicembre 2013

“L’Eco del Rovo”

don Luigi Esposito: nuovo diacono permanente della nostra parrocchia

la Redazione a Chiesa, sin dall’età apostolica, ha tenuto in grande venerazione l’ordine del diaconato. Nella prima lettera a Timoteo si parla di loro: «Siano dignitosi – si scrive – e conservino il mistero della fede in una coscienza pura. Perciò prima siano sottoposti ad una prova e poi, se trovati irreprensibili, siano ammessi al loro servizio» (1Tim 3,8-10.12-13). Una consolidata tradizione ha visto l’inizio del diaconato nell’episodio dell’istituzione dei sette, di cui parla il libro degli Atti degli Apostoli (At 6,1-6). In questo racconto emerge bene il senso e lo scopo del ministero diaconale, che successivamente si definirà più chiaramente: collaborare con il ministero apostolico dei vescovi nella fedeltà ai suoi compiti essenziali (la predicazione della Parola di Dio) e nella sollecitudine per i bisogni più concreti delle persone (il servizio delle mense). Numerosi padri della Chiesa attestano per i primi secoli la diffusione del diaconato, ne illustrano il significato teologico e ne propongono la figura spirituale. L’antica Didascalia degli Apostoli raccomanda al diacono una comunione stretta e cordiale con il vescovo: «Egli sia l’orecchio del vescovo, la sua bocca, il suo cuore, la sua anima: due in una sola volontà». La Tradizione apostolica di Ippolito descrive il rito di ordinazione dei diaconi mediante l’imposizione delle mani da parte del solo vescovo e spiega: «Perché il diacono non è ordinato per il sacerdozio, ma per il servizio del vescovo». Con amore e devozione la Chiesa ha conservato la memoria di diaconi santi, in particolare: santo Stefano, diacono e primo martire della Chiesa apostolica, san Lorenzo, diacono e martire della Chiesa di Roma (sec. III), san Vincenzo, diacono e martire della Chiesa di Saragozza (sec. III-IV), sant’Efrem siro, dottore della Chiesa (sec. IV). A partire dal sec. V, vicende storiche complesse portarono ad un lento declino del diaconato, che alla fine rimase solo come tappa intermedia per i candidati all’ordinazione sacerdotale. Si deve attendere il Concilio Vaticano II (1962-1965) per vedere il ritorno del diaconato.

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Nella Costituzione dogmatica sulla Chiesa (Lumen Gentium al n. 29), il Concilio afferma che «i diaconi sono segnati dal carattere e sostenuti dalla grazia sacramentale dell’ordine ricevuto e chiamati al servizio del popolo di Dio in comunione con il vescovo e il suo presbiterio, nella liturgia della parola, della liturgia e della carità». Lo stesso Concilio delibera, poi, che nella Chiesa latina il diaconato «potrà in futuro essere restaurato come un grado proprio e permanente della gerarchia», ne indica una serie di funzioni proprie e si esprime a favore del conferimento del diaconato «a uomini di più matura età anche viventi nel matrimonio». Nella nostra Comunità parrocchiale il ruolo del diacono è molto conosciuto, amato e compreso. Per questo motivo il nostro parroco, dopo il saluto del diacono Paolo Guariglia che, per ragioni personali, scelse, il 7 ottobre 2012, di concludere il suo servizio presso questa Parrocchia, ha chiesto all’Arcivescovo di non far mancare questo riferimento importante alla parrocchia. Il 1 dicembre 2013, dopo aver concluso il suo servizio presso la Comunità di S. Arcangelo, il diacono permanente don Luigi Esposito è stato inviato, da mons. Arcivescovo, come dono dello Spirito a tutta la nostraComunità parrocchiale. A don Luigi e alla sua famiglia gli auguri di un ottimo servizio di apostolato in questo luogo che per lui, oltre ad essere parrocchia, è anche origine della sua vocazione diaconale. La Vergine Maria Incoronata del Rovo e S. Martino compatrono lo assistano e incoraggino sempre nell’annuncio della Parole e nel servizio al prossimo. scrivi alla redazione: redazione@.parrocchiadelrovo.it


“L’Eco del Rovo”

Ottobre - Dicembre 2013

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Cresimati 13 ottobre 2013

06 ottobre 2013 nozze Daniela Pisapia e Bartolomeo Bottiglieri

11 ottobre 2013 - 60° anniversario di matrimonio di Nicola Manzo e Lucia Siano

20 ottobre 2013 - battesimo Gabriele Faiella di Adolfo e Antonella

01 novembre 2013 - battesimo Christian Angrisani di Remo e Stefania D’A gostino

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8 Ottobre - Dicembre 2013

“L’Eco del Rovo”

17 novembre 2013. Uscita comunitaria a Monte S. Angelo e S. Giovanni Rotondo

di Angelo Pisacane

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n una fredda domenica di metà novembre, la nostra comunità parrocchiale è stata in pellegrinaggio con ben 2 autobus che hanno portato 110 persone al Santuario di San Michele sul monte S. Angelo sul Gargano e poi in preghiera sulla tomba di San Pio a S. Giovanni Rotondo. Abbiamo già visitato questi santi luoghi in passato, ma ritornarci ogni volta è sempre un emozione nuova. l Santuario di San Michele ha una storia millenaria, conosciuto in tutto il sud ed anche in Grecia, attira sempre una moltitudine di pellegrini. La particolare chiesa ricavata nella grotta dove apparve il capo delle milizie celesti è l’unica chiesa al mondo che non è stata consacrata da mani d’uomo, perché la notte prima della consacrazione l’Arcangelo Michele apparve in sogno all’allora Vescovo che doveva officiare il rito, e gli disse che lui l’aveva già consacrata. Infatti, per sottolineare questa particolarità, chi si confessa e si comunica in questo santuario riceve l’indulgenza plenaria dai peccati. Noi abbiamo partecipato alla messa delle 12,00 con diverse confraternite devote di San Michele Arcangelo.

Stare Insieme

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Il centro abitato è di origine medievale e con i simpatici negozi di souvenir è molto bello da visitare. opo pranzo siamo stati in preghiera sulla tomba di San Pio, e qui ognuno ha chiesto l’intercessione del Santo cappuccino per la risoluzione dei tanti problemi che ci portiamo dietro. Veramente impressionante la ricostruzione del volto di San Pio che sembra essere stato deposto lì soltanto ieri. In serata abbiamo fatto ritorno alla nostra parrocchia sicuramente più saldi nella fede, dopo questo pellegrinaggio che come altri, non è solo motivo di svago e visita di luoghi diversi, ma occasione di riflessione sulla via da seguire secondo gli insegnamenti cristiani.

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“L’Eco del Rovo”

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Ottobre - Dicembre 2013 ApprofondiAmo Gesù

di Lucia Cammarota

Pagine estratte dal libro “Eucaristia, il pane per la vita del mondo” di Ciro Vitiello. Collana “Pagine di formazione Cristiana”. Leggendo questo libricino è nata in me l’esigenza di condividere la gioia di approfondire la conoscenza della Liturgia eucaristica e, poco alla volta, alla fine di questo percorso, anche voi potrete scoprire questa perla preziosa comprendendo meglio e gustando pienamente la Celebrazione domenicale.

Eucaristia e Riconciliazione «Andrei a Messa se ottenessi il perdono dei peccati senza confessarmi».

Nei primi decenni del cristianesimo l’aspetto visibile della Chiesa consisteva in una riunione di persone. La Chiesa era presente in quelle persone riunite nel nome di Gesù. Esse professavano la fede nella Parola di Dio, spezzavano il pane insieme, vivevano come fratelli, esprimevano la realtà del Signore risorto con la preghiera e la carità operosa. Queste riunioni avvenivano per lo più nelle case. Più tardi si passò ad edifici più adatti e più grandi con i quali si è finito di indicare sempre la Chiesa. Oggi, con la riforma liturgica, anche nei grandi edifici di culto è stato ripreso quel modo di sentire e di vivere dei primi cristiani, attraverso il quale si è riscoperto il senso vero della Chiesa con le sue caratteristiche apostoliche. Se proviamo a descrivere una riunione nel giorno di domenica, vi troviamo elementi come l’accoglienza, il saluto di pace, l’ascolto, il convito, il clima di festa e di fraternità, che permettono al più “isolato” e “triste” partecipante di realizzare una autentica riconciliazione con Dio, con se stesso, con le persone presenti alla celebrazione.

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iconciliazione è il movimento che rinsalda un’amicizia interrotta tra due persone. I segni che la manifestano sono molti; essa però viene sempre preceduta da un’invito, da una iniziativa di colui che, nel ricucire il vincolo, svolge la parte più importante. Invece il movineto di chi accoglie l’invito alla riconciliazione, è meglio espresso con il termine conversione.

La riconciliazione tra due persone avvine quando colui che si ritiene offeso decide di perdonare l’offensore il quale, a sua volta, riconosce il proprio errore e si convervisita il sito: www.parrocchiadelrovo.it

1- Atto penitenziale

ApprofondiAmo Gesù

«Io gusto la messa quando siamo in pochi, con tanta gente mi sento a disagio».

te all’amicizia dell’offeso. Questo doppio movimento si verifica in maniera chiara ed eminente tra Dio e l’umanità. Dio disonorato riconcilia a se gli uomini perdonando i loro peccati; l’uomo, toccato da questo gesto di amore misericordioso, ritorna al Signore suo Dio. Uno dei momenti più solenni in cui si opera la riconciliazione è la celebrazione della Messa. Durante la Messa il Signore parla di perdono; Gesù Cristo si offre per la remisisone dei peccati; gli uomini si incontrano, si riconoscono peccatori e fratelli e tornano a vivere in comunione con il Padre e tra loro. Quando si va a Messa non si può dimenticare che si va ad incontrare Cristo, morto e risorto per la salvezza degli uomini. Il motivo della Messa, come quello della morte di Cristo, è il peccato del mondo. La Messa è la solenne e pubblica riconciliazione che Dio opera, per mezzo di Gesù Cristo, del mondo creato uomini e cose - con Lui. Per ricordare la situazione di peccato e per entrare nel rapporto di amore con Dio, mediante la partecipazione al banchetto eucaristico, il sacerdote invita a emettere un atto penitenziale. Con esso, mentre ci riconosciamo peccatori, affermiamo che solo Dio ci libera dagli egoismi, che solo la sua bontà è più forte del peccato, perché egli è Padre misericordioso. Ecco come può esprimersi l’invito del sacerdote: «Fratelli, il Signore Gesù, che ci invita alla mensa della Parola e dell’Eucaristia, ci chiama alla conversione. Riconosciamo di essere peccatori ed invochiamo con fiducia la misericordia di Dio». L’atto penitenziale serve a farci sentire tutti solidali nelle nostre responsabilità di colpa: perché il male di uno è il male di tutti.

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10Ottobre - Dicembre 2013

“L’Eco del Rovo”

I Messaggeri: ser vizio di unione

di Alessia Alfieri

Ed eccoci qui ancora una volta, cari amici! Stavolta tocca a Maria Antonietta Baldi sottoporsi gentilmente alle nostre domande. Lei è la responsabile dei messaggeri. Per capire meglio di cosa sto parlando iniziamo la nostra simpatica intervista.

Conosciamo la Nostra Comunità

Ciao Antonietta! Prima di tutto puoi spiegare meglio chi è e cosa fa il messaggero? Innanzitutto ti dirò quello che il messaggero non è: non è il postino che porta il programma o il giornalino parrocchiale. È un operatore che segue una zona pastorale continuamente e riferisce al parroco gli eventuali cambiamenti e novità all’interno di una famiglia, aiutandolo così a fare in modo che la sua presenza sia costante. Dunque il messaggero non deve solo bussare e consegnare il programma, ma deve anche interessarsi, intrattenersi, farsi conoscere e trasmettere un senso di fiducia in chi ha di fronte. Da quanto tempo ricopri il ruolo di responsabile dei messaggeri? E come mai hai scelto e sei stata scelta per svolgere questo ruolo? Sono responsabile dei messaggeri da circa 2 anni. Durante una riunione si è evinto il bisogno di avere un punto di riferimento che non fosse sempre don Francesco e così sono stata scelta io per la giovane età e per il mio modo di essere sempre attivo e operativo. Quanti messaggeri siete? E come vi dividete le zone di Santa Maria del Rovo e San Martino? Siamo una trentina. E in realtà si è cercato, per quanto possibile,di assegnare a ogni messaggero la zona in cui abita. In questo modo è più facile per i messaggeri spostarsi e creare un legame con i vicini, che magari è già esistente. Non c’è un numero prefissato di famiglie delle quali si occupa ogni messaggero, ma il numero

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varia anche a seconda della disponibilità e delle possibilità del messaggero. C’è chi ha a che fare con 15 famiglie o chi si occupa anche di ben 60 famiglie. Con una buona organizzazione riusciamo a coprire tutta la comunità parrocchiale, ma se ci fosse qualcuno che volesse dare una mano sarebbe sempre ben accetto, in modo tale da alleggerire anche chi supera le 40 famiglie. Come si comportano le persone alla consegna del programma/ giornalino parrocchiale? In effetti, dato che ormai si va avanti con questa iniziativa da un po’ di anni, con le persone si è instaurato un bel rapporto e quasi ci aspettano ogni mese non solo per ricevere il programma, ma anche per accoglierci in casa loro, colloquiare e magari aprirsi un po’ con una persona che ormai è divenuta familiare. Ed è proprio per questo che si cerca sempre di non cambiare mai il messaggero di una determinata zona dato il rapporto che si è già rafforzato con le famiglie. Ovviamente c’è sempre chi è più restio e prende il programma e basta. Poi dipende anche da chi frequenta di più o di meno la parrocchia. Di sicuro il lavoro del programma mensile e del giornalino costano tanti sacrifici. Questo è un ulteriore modo per essere vicini alla Comunità. Grazie mille Maria Antonietta, e grazie a tutti voi messaggeri che mettete a disposizione della comunità e dei suoi bisogni parte del vostro tempo e delle vostre attenzioni. Alla prossima, amici! scrivi alla redazione: redazione@.parrocchiadelrovo.it


“L’Eco del Rovo”

Ottobre - Dicembre 2013

Voce del verbo Giocare - Ballare - Recitare - Cantare

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iocare... Anche quest’anno ha riscosso grande successo il torneo di calcetto che si è disputato da settembre a ottobre nel campetto della Parrocchia di S. Maria del Rovo. Il torneo ha previsto due fasce d’età: nella prima fascia i ragazzi dai 10 ai 15 anni, curata da Mario Manzo, e nella seconda dai 16 in su, curata da Mario Magliano e Gioacchino Faiella. Quello dedicato ai più grandi è stato organizzato in tre gironi con un totale di 12 squadre. Ogni squadra era composta da un minimo di sei a un massimo di quindici partecipanti. La finale, disputata contro i Viking, ha visto vincitrice la squadra OMS. In quello dei più piccoli hanno partecipato tre squadre con la vittoria dei Black Lions.

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di Pasquale Apicella

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allare… Nel frattempo, ogni lunedì pomeriggio, la nostra parrocchia si anima anche delle lezioni di ballo di Katia Lodato. Tutti, dai più piccini agli adulti, possono cimentarsi nelle ultimissime canzoni di successo. Molti già partecipano e oltre ad imparare qualche coreografia fanno anche un po’ di movimento e trascorrono qualche ora in modo piacevole, allontanando le preoccupazioni quotidiane e socializzando.

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ecitare… Dal 25 ottobre è partita l’attività teatrale “gioco col teatro”, coordinata e guidata da Andrea Palestra e Valentina Bisogno, che coinvolge un gruppo di ragazzi nell’approcciarsi al mondo del teatro con l’intento di apprendere le basi elementari dell’arte del recitare e con l’obiettivo più grande di stare insieme e divertirsi.

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antare... Tutti i martedì alle ore 20.00 la corale parrocchiale prepara i canti della domenica e delle solennità con la guida di Marianna Avallone. Il venerdì alle 16.00 Federica Avallone cura il coro dei piccoli composto dai ragazzi che hanno ricevuto la prima Comunione lo scorso anno. Tutta la Comunità ringrazia i tanti giovani che aiutano a realizzare questi piccoli momenti di svago e di aggregazione contribuendo ad arricchire la Comunità grazie al loro talento. La comunità parrocchiale si stringe nel dolore alle famiglie di:

Caterina Maria Pappalardo, Gennaro Avagliano, Vincenzo Benincasa, Natale Siani, Antonio Memoli, Sabato Faiella. Siamo certi nella fede che come sono stati amati sulla terra, altrettanto lo saranno ora che sono nella grazia del Signore e ne godono la luce del suo volto visita il sito: www.parrocchiadelrovo.it

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12Ottobre - Dicembre 2013 Restauro Quadro

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l 5 gennaio 2013 la nostra Comunità parrocchiale, con una settimana di preghiera e attività varie, ha ricordato il decennale della riapertura al culto della chiesa parrocchiale per tanti anni chiusa al popolo a causa dei danni procurati dal sisma del 1980. Sempre sulla scia del decennale, il nostro parroco don Francesco e il Consiglio Pastorale, hanno deciso di lasciare un ricordo dell’evento facendo controllare la nostra amata immagine di Maria Incoronata del Rovo che mai, prima di questa occasione, ha lasciato il suo Santuario o, negli ultimi tempi, è stata soggetta a controlli specifici. L’idea è stata provvidenziale perché varie manomissioni e l’usura del tempo stavano danneggiando la sacra pittura in maniera silenziosa e radicale. Il dipinto, relaziona la restauratrice dott.ssa Diana Eleonora Maria Spada, si presenta incollato ad una tavola di legno più grande di circa 4 cm rispetto alle dimensioni originali della tela e i colori originali sono alterati da una ridipintura grossolana che interessa gran parte dell’opera. Data l’estrema fragilità della piccola tela, dopo alcune prove eseguite per testare la sensibilità dei diversi strati, si è giunti alla conclusione di non staccare il dipinto dal supporto ligneo anche se in origine la Madonna fu dipinta su tela e non su una tavoletta di legno.

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la redazione

Dopo aver approntato tutte le veline per proteggere l’opera si procederà al consolidamento della pellicola pittorica e, dopo aver eseguito saggi per valutare i tempi e solventi idonei, alla rimozione delle macchie superficiali dovute a colature, schizzi, ingiallimenti delle vernici, dello sporco inglobato, delle ridipinture debordanti e ogni aggiunta non conforme all’opera originale. Si toglierà il fondo nero dato per coprire le manomissioni e si riporterà alla luce ogni particolare che si era perso nel tempo e che fa parte dell’opera così come realizzata dal suo pittore Vincenzo Meccia nel 1840. Questa ennesima iniziativa, afferma don Francesco, è un altro tassello importante nel recupero della nostra storia e del patrimonio artistico e affettivo. Un impegno grande visto il preventivo di 2.153,34€ presentato ma che, con la Provvidenza e i tanti cuori generosi della parrocchia, si riuscirà ad affrontare come già fatto nelle altre tante iniziative che stanno ridonando lustro e bellezza a ogni luogo della nostra chiesa. La macchina organizzatrice già sta preparando il ritorno a casa dell’icona restaurata per riporla in tutto il suo splendore nello stupendo trono marmoreo per la venerazione e l’incontro quotidiano. Chiunque voglia aiutare sia economicamente che nell’organizzazione contatti don Francesco.

“L’Eco del Rovo” Arcidiocesi Amalfi - Cava de’ Tirreni

Parrocchia S. Maria del Rovo Santuario Mariano

Parroco

don Francesco della Monica 089.340017 - 338.4071748 email: dmfrancesco@fastwebnet.it

Diacono Permanente don Luigi Esposito

Celebrazione del Battesimo

ogni seconda Domenica del mese.

Confessioni

Tutti i giorni prima della Messa, preferibilmente: Ven 16,00-18,00 eccetto Mercoledì e Domenica

S. Rosario

mezz’ora prima di ogni S.Messa

S. Messa

dal Lunedì al Venerdì ore 18,30 Sabato ore 19,00 Domenica ore 9,30 e 11,00

Certificati

Dal Lunedì al Venerdì (eccetto il Mercoledì) dalle 17,00 alle 18,00 e dalle 20,00 alle 20,30 Per altri orari lasciare nella cassetta della posta il Vostro Cognome e Nome di telefono, sarete contattati appena possibile per un appuntamento. Attenzione: orari soggetti a possibili variazioni, fare affidamento al Programma Parrocchiale Mensile e agli Annunci rilasciati dal sacerdote.

Foglio illustrativo della Comunità di Santa Maria del Rovo Chiuso in Redazione il: 9 Dicembre 2013 Ringraziamo tutti i collaboratori e quanti ci aiutano e ci sostengono.

scrivi alla redazione: redazione@.parrocchiadelrovo.it

Eco del Rovo - 2013 12 09  
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