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Parva Schola Gregoriana Liberalis

Pascha nostrum

La tua notte è luminosa come il giorno Notte e giorno nell’immaginario medievale: il canto gregoriano del tempo liturgico tra Quaresima e Pasqua

…E

quasi sciolte da ogni timore, per la fiducia che quell’ostinata sillaba, allegoria della durata eterna, dava agli oranti, le altre voci (e massime quelle dei novizi) su quella base petrosa e solida innalzavano cuspidi, colonne, pinnacoli di neumi liquescenti e subpuntati. E mentre il mio cuore stordiva di dolcezza al vibrare di un climacus o di un porrectus, di un torculus o di un salicus, quelle voci parevano dirmi che l’anima (degli oranti e mia che li ascoltavo), non potendo reggere alla esuberanza del sentimento, attraverso di essi si lacerava per esprimere la gioia, il dolore, la lode, l’amore, con slancio di sonorità soavi. Umberto Eco, Il nome della rosa, sesto giorno, Mattutino Dove i principi sederunt e Malachia stramazza al suolo

Scuola Media Statale “L. Stefanini”

Parva Schola Gregoriana Liberalis


Non vi sarà più notte, e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli” (Ap 22,5)

RECORDARE Antifona, comune della Beata Vergine Recordare, Virgo Mater, in cospectu Dei ut loquaris pro nobis bona et ut avertat indignationem suam a nobis Ricordati, o Vergine Madre, al cospetto di Dio, di parlare benevolmente per noi, e di allontanare da noi il suo sdegno.

IMMUTEMUR (Antifona. Mercoledì delle ceneri) Immutemur habitu, in cinere et cilicio, ieiunemus et ploremus ante Dominum, quia multum misericors est dimittere peccata nostra Deus noster. Rinnoviamo la nostra vita in spirito di umiltà e di penitenza; facciamo digiuno e supplichiamo con lacrime il Signore, perché è pieno di misericordia il nostro Dio, disposto a perdonare tutti i nostri peccati.

Veglia chi di fronte alla luce tiene accesi gli occhi dell’anima, chi attua, nella vita, la verità creduta, chi allontana da sé le tenebre del torpore e della negligenza. Per questo Paolo scrive: vegliate, o giusti, e non peccate (1 Cor. 15,34). E ancora: è tempo per noi di scuoterci dal sonno (Rom. 13,11) S. Gregorio magno, Omelia XIII


FACTUS EST DOMINUS Introito Factus est Dominus protector meus Et eduxit me in latitudine. Salvum me fecit quoniam voluit me. Il Signore è il mio protettore. Mi ha portato in alto, mi ha salvato, perché mi vuole bene

Di notte, infatti, come disse il profeta, le fiere del campo si procurano il loro pascolo scellerato sulle greggi di Dio. Dice, infatti, il testo: «Hai creato la tenebra, e fu fatta la notte. In essa scorrazzeranno tutte le fiere della macchia, i cuccioli ruggenti per afferrare» S. Gregorio di Nissa. Omelie sul Cantico dei Cantici

KYRIE missa “Cunctipotens” Kyrie eleison Christe eleison Kyrie eleison

Concedi alle mie palpebre un sonno leggero sicché la mia lingua non resti a lungo muta alla Tua lode. Né il Tuo creato taccia nel rispondere al coro degli angeli. Ma il mio riposo sempre con Te mediti pensieri pii, né la notte trattenga le colpe del giorno trascorso. Né le follie della notte turbino i miei sogni. S. Gregorio di Nazianzo “Poesie dogmatiche”


COLLEGERUNT (Graduale, domenica delle Palme) Collegerunt Pontifices et Pharisaei concilium, e dicebant: - Quid facimus, quia hic homo multa signa facit? Si dimittimus eum sic, omnes credent in eum". "Ne forte veniant Romani, et tollant nostrum locum et gentem. Unus autem ex ipsis, Caiphas nomine, cum esset Pontifex anni illius, prophetavit, dicens: "Expedit vobis ut unus moriatur homo pro populo, et non tota gens pereat". Ab illo ergo die cogitaverunt interficere eum, dicentes: "Ne forte veniant Romani, et tollant nostrum locum et gentem". Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: "Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare cosĂŹ, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione". Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: "Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera". Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo

AGNUS DEI Missa “Orbis Factor� Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, dona nobis pacem


TERRA TREMUIT (Offertorio Dominica Resurrectionis. Ad missam in die) Terra tremuit et quievit Dum resurgeret in iudicio Deus. Alleluia Tremò la terra e si quietò mentre il Signore, il giudice, risorgeva. Alleluia

«Aprimi, mia sorella, mia amata, mia colomba, mia perfetta, poiché il mio capo è pieno di rugiada e i miei riccioli di gocce della notte». Il significato di questo potrebbe essere inteso spiritualmente nel modo seguente. Il grande Mosè cominciò a godere della visione di Dio nella luce: dopo di essa Dio gli parlò attraverso la nube. Quindi Mosè, divenuto ancora piú sublime e piú perfetto, vide Dio nella tenebra. Quello che noi apprendiamo da questi fatti è il seguente: il primo ritirarsi dalle false ed errate opinioni che si hanno su Dio è il passaggio dalla tenebra alla luce, mentre una piú insistita considerazione delle realtà nascoste, è come una nube, che fa ombra su tutto quello che è manifesto: essa insegna all’anima e la abitua a guardare quello che è nascosto. E l’anima si trova … circondata da ogni parte dalla tenebra divina. S. Gregorio di Nissa. Omelie sul Cantico dei Cantici

GLORIA Missa “Orbis factor” Gloria in excelsis Deo Et in terra pax hominibus bonae voluntatis. Laudamus Te, benedicimus Te, adoramus Te, glorificamus Te,Gratias agimus tibi propter magnam gloriam tuam, Domine Deus, Rex coelestis, Deus Pater omnipotens. Domine Fili Unigenite, Jesu Christe, Domine Deus, Agnus Dei, Filius Patris: Qui tollis peccata mundi miserere nobis; Qui tollis peccata mundi suscipe deprecationem nostram, Qui sedes ad dexteram Patris miserere nobis. Quoniam Tu solus Sanctus, Tu solus Dominus, Tu solus Altissimus, Jesu Christe, Cum Sancto Spiritu in gloria Dei Patris. Amen.


Ci sarà anche per noi, passata la notte di questo secolo, la risurrezione della carne verso il regno, il cui modello è già stato presentato nel nostro capo. E di notte volle il Signore proprio perché, come dice l'Apostolo: Dio che disse: Dalle tenebre splenda la luce, ha fatto brillare la sua luce nei nostri cuori. Lo splender della luce dalle tenebre il Signore lo ha simboleggiato col nascere di notte e anche col risorgere di notte. S. Agostino, discorso 223/D

SANCTUS Missa XI “Orbis factor” Sanctus, sanctus, sanctus, Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt coeli et terra gloria tua. Hosanna in excelsis. Benedictus qui venit in nomine Domini. Hosanna in excelsis.

“Poiché questa notte luminosa in cui lo splendore delle fiaccole si confonde coi raggi del sol levante, diventa un giorno continuo, non più frammezzato dalle tenebre, comprendiamo fratelli come si avveri in essa la profezia che dice: È questo il giorno fatto dal Signore” Gregorio di Nissa


IN OMNEM TERRAM Graduale Commune Apostol. In omnem terram exivit sonus eorum Et in fines orbis terrae verba eorum. per tutta la terra è corsa la loro voce, leloro parole fino agli estremi confini del mondo.

Naturalmente questa notte si considera come facente parte del giorno di domani, che per noi è il giorno del Signore. Ed era opportuno che risorgesse di notte, perché con la sua risurrezione ha rischiarato le nostre tenebre; non per nulla già poco tempo prima si cantava a lui: Illuminerai la mia lampada, Signore; mio Dio, illuminerai le mie tenebre. Come la nostra fede, rafforzata dalla sua risurrezione, è già sull'attenti, così anche questa notte, già così piena di luci, sia ancor più luminosa per il nostro vegliare, in modo che noi, insieme a tutta la Chiesa diffusa per il mondo intero, possiamo badare in modo giusto a non esser trovati nella notte. Per tanti e tanti popoli, che dovunque questa fulgida solennità ha radunato insieme nel nome di Cristo, il sole è già tramontato, ma il fulgore non se n'è andato, perché a un cielo pieno di luce ha fatto seguito una terra ugualmente piena di luce. S. Agostino, discorso 221


ALLELUIA Veglia del Sabato santo Alleluja. Confitemini Domino, quoniam bonus Quoniam in aeternum misericordia eius Alleluia Celebrate il Signore, perché è buono, perché eterna è la sua misericordia

Questa è la notte che ci salva dall'oscurità del male; questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato Exultet, canto che dà inizio alla Veglia del sabato di Pasqua

PARVA SCHOLA GREGORIANA LIBERALIS Stefano Montagnani Mauro Bono Aldo Bressan Roberto Cerulli Giancarlo De Marco Loris Grosso Enrico Longo Andrea Montagnani Gianni Ramaro Maurizio Viani

La Parva Schola Gregoriana Liberalis nasce nel 2002, per iniziativa del suo attuale presidente, Aldo Bressan. E’ formata da giovani (e meno giovani), accomunati dalla passione per il canto gregoriano, inteso come canto della Chiesa e per la Chiesa, ancora in grado di animare le celebrazioni liturgiche donando – accompagnato da opportuni supporti che ne agevolino la comprensione – spessore di spiritualità e facilitando la meditazione dell’assemblea liturgica. Parte importante nella PSG è giocata dalla “piacevolezza” del canto gregoriano che è, sì, scuola di difficoltà, ma è anche e soprattutto un repertorio che porta intimo piacere a chi lo studia e lo canta. Al repertorio gregoriano, la PSG ha via via affiancato anche alcuni brani polifonici quattro-cinquecenteschi, per arricchire e variare la gamma di sonorità affrontate. Venite a trovarci su


Programma concerto Auditorium Stefanini