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ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE “G.OBERDAN” “G.OBERDAN ” Numero Unico - Novembre 2007

LA NEWS PARTITA TRIP LA news PARTITA TRIP

stra elementare, il 18 dicembre 1943. Il 21

rò stabilmente con la Rai conducendo pro-

aprile 1945 entrò in Bologna con le truppe

grammi in prima serata che trattavano temi

alleate e annunciò dai microfoni del Pwb la

d'attualità.

fine della guerra.

Defendi Susanna

Nel 1951 Biagi aderì al Manifesto di Stoc-

Pavesi Valentina

colma contro la bomba atomica e, accusato

Riccardi Paola

dal suo editore di "essere un comunista sovversivo", fu allontanato dal Resto del Carlino. Recentemente è scomparsa una delle voci

Qualche mese dopo, fu assunto da Arnoldo

più importanti del giornalismo italiano.

Mondadori e diventò caporedattore del

Enzo Marco Biagi nacque a Pianaccio di

settimanale Epoca, di cui divenne direttore

Lizzano in Belvedere il 9 agosto 1920 e fu

dopo qualche mese.

un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano.

Il 1° ottobre 1961 Biagi diventò direttore del Telegiornale e a partire dall’80 collabo-

Dotato di un talento innato per la scrittura,

rò stabilmente con la Rai conducendo pro-

fin da bambino si dimostrò particolarmen-

grammi in prima serata che trattavano

te versato per le materie letterarie.

temi d'attualità.

Infatti, all'età di diciassette anni, compose

Nel 1995 iniziò la trasmissione “Il Fatto”,

il suo primo articolo, pubblicato sul quoti-

un programma di approfondimento dopo il

diano L'Avvenire d'Italia.

Tg1 sui principali fatti del giorno, di cui

Nel 1940 fu assunto in pianta stabile dal Carlino Sera, versione serale de Il Resto del Carlino, come estensore di notizie, ovvero colui che si occupa di sistemare gli articoli portati in redazione dai reporter.

Biagi era autore e conduttore.

Sommario: - Intervista Dirigente Scolastico

2

Consiglio Silvio Berlusconi rilasciò una

- Articolo Valentina Tereschkova

3

dichiarazione nella quale denunciò un uso

- Speciale Biennale Venezia

Il 18 aprile del 2002 l'allora presidente del

da 4

improprio della tv pubblica, e a seguito

- La saluta in una lattina

6

Allo scoppio del secondo conflitto mondia-

della quale Biagi dovette interrompere la

- Intervista dott.Colombo William

7

le venne richiamato alle armi e per non

trasmissione "Il fatto" e terminare la pro-

- Intervista rappresentanti Consulta

8

aderire alla Repubblica di Salò, varcò la

pria collaborazione con la RAI.

- Riprendiamoci i diritti umani

9

linea del fronte aggregandosi ai gruppi partigiani. Si sposò con Lucia Ghetti, mae-

Il 1° ottobre 1961 Biagi diventò direttore del Telegiornale e a partire dall’80 collabo-

- Intrevista sindaco Treviglio _ Punto segnalibro-pellicano

da 10 11


PARTITA TRIPLA NEWS Pagina 2

INTERVISTA AL DIRIGENTE SCOLASTICO

3. Quali sono stati la sua prima impressione e il suo primo pensiero appena entrata in questa scuola? La prima impressione è stata buona, ho ricevuto una grande accoglienza dai docenti e da tutto il personale ATA. Mi sento quasi a casa mia nonostante sia trascorso poco tempo dall’inizio dell’anno. Non è facile passare dal ruolo di docente a quello di dirigente, ruolo che comporta possedere competenze diverse , senso di responsabilità e spirito di collaboraA cura di Stefano Rozzoni & Scilla Golinelli Il nostro istituto, ITC “ G. Oberdan”, da settembre ha un nuovo Dirigente Scolastico, la prof.ssa Maria Gloria Bertolini. Bertolini Per conoscerla meglio e farla conoscere a tutta la comunità scolastica l’abbiamo intervistata agli inizi del nuovo anno scolastico.

zione. 4. Perché ha sentito l’ esigenza di fare molti cambiamenti nella nostra scuola? Non mi sembra di aver fatto particolari cambiamenti, anzi…. Alcuni di essi avrebbero dovuto essere già presenti e regolamentati. Devo sottolineare che al-

1. Quale materia insegnava prima di vincere il Con-

cuni provvedimenti sono stati adottati per la necessi-

corso per Dirigenti Scolastici?

tà di vivere in un ambiente più sicuro. Ricordiamoci

Ho insegnato per un anno al Liceo Classico di Berga-

che altri due istituti convivono nello spazio che era

mo, poi, per più di vent’anni, al Liceo Scientifico

di stretta pertinenza dell’Oberdan, per tale ragione

“Galileo Galilei” di Caravaggio. Le mie discipline era-

ho dovuto spostare gli studenti diversamente abili al

no italiano e latino, prevalentemente nel triennio

primo piano, ma ho garantito loro un ingresso mi-

scientifico, poi anche nella sezione sperimentale lin-

gliore, cioè meno problematico possibile Vorrei at-

guistica. Al Liceo mi sono interessata anche di molti

tuare una serie di miglioramenti: poter fornire a tutte

aspetti legati all’innovazione e all’autonomia scolasti-

le classi IV^ e V° della scuola dei Pc, creare una rete

ca: nello specifico all’Orientamento Universitario, nel

didattica e dare una password ad ogni classe in mo-

Attività di Supporto agli studenti, ecc….

do tale che ognuno possa accedere a documenti,

2. Ha un’ esperienza o un episodio particolare nella

materiali e progetti. Inoltre mi piacerebbe fare chia-

sua carriera scolastica a cui tiene particolarmente?

rezza anche sull’uso del “tesserino personale” per la

Mi fa molto piacere essere riconosciuta e salutata dalle persone ormai adulte che sono state miei allievi.

rilevazione delle assenze e dei ritardi, già in uso l’anno precedente

Ciò è conferma dell’ottimo rapporto che ho sempre

Infatti il servizio fornisce alle famiglie un accesso più

avuto con i moltissimi studenti nel corso della mia

diretto alle informazioni riguardanti i propri figli,

lunga esperienza di insegnante e spero di aver lascia-

snellisce le operazioni della segreteria e dei docenti

to loro qualcosa che vada oltre all’insegnamento di-

nella gestione delle diverse autorizzazioni e permet-

sciplinare.

te alla scuola di verificare se i ritardi degli studenti sono dovuti a disservizi dei trasporti per poter inter-


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5. Quali cambiamenti sente di aver introdotto?

7. Non teme che, passare da una situazione di fin

Dire che ho introdotto qualcosa è presto, ho biso-

troppa elasticità ad una situazione di troppa rigidità

gno di un po’ di tempo per capire, valutare e pro-

possa suscitare polemiche nella comunità scolastica?

porre progetti. La scuola è buona, ben radicata nel

Non temo che i cambiamenti, quando sono motivati

territorio, ha una buona tradizione che voglio man-

e ben finalizzati, possano suscitare polemica. Penso

tenere. Vorrei attuare innovazioni per il futuro: l’in-

che se tutti si aiutassero a vicenda le cose si risolve-

dirizzo NO-PROFIT è molto positivo così come l’indi-

rebbero. Le persone sono più ragionevoli di quel che

rizzo sportivo, il potenziamento delle nuove tecno-

sembra.

logie e l’insegnamento della lingua straniera con

8. Vuole sfruttare il nostro giornalino per spiegare

stage all’estero, supportati dai lettori. Più che altro

meglio qualcosa che teme possa essere frainteso o

voglio educare le persone e formare il cittadino,

non capito, oppure per mandare un messaggio agli

sarebbe brutto dare solo nozioni.

studenti?

6. Per quanto riguarda il rapporto con i docenti, che

Uso il giornalino per ringraziarvi. È un utile strumen-

cosa ci può dire?

to fatto dagli studenti, non mediato né tanto meno

I docenti sono aperti ad iniziative che esulano dalla

trasformato da altri, per chiarire aspetti male inter-

normale attività dell’insegnamento e ciò è molto

pretati e prendere in considerazione, ed eventual-

positivo. In loro ho trovato competenza, professio-

mente accettare, proposte.

nalità ed entusiasmo.

Buon anno scolastico a tutti!

VALENTINA TERESCHKOVA TREVIGLIO 02 ottobre 2007 All’ Istituto Professionale Mozzali si è tenuto un incontro tra una parte degli alunni delle scuole trevigliesi e Valentina Tereshkova, prima donna a volare nello spazio. Attorno al 1960, sotto la direzione del premier sovietico Nikita Khrushchev, quattro donne vengono selezionate per essere addestrate in uno speciale programma spaziale femminile. Delle quattro, però, solo Valentina Tereshkova Vladimirovna Nikolayeva viene inviata effettivamente nello spazio. Cosmonauta dell’ex unione delle repubbliche socialiste sovietiche parte il 16 giugno 1963 all’età di ventisei anni con la “Vostok 6” e compie quarantotto rivoluzioni attorno alla terra rimanendo nello spazio due giorni, ventidue ore e cinquanta minuti. Dopo aver completato la missione, la Tereshkova è insignita del

titolo di Eroina dell'Unione Sovietica. Non volerà mai più, ma diventa una portavoce del governo sovietico e per questo incarico vince anche una Medaglia d'oro per la Pace delle Nazioni Unite. Il 3 novembre 1963 sposa l'astronauta Andrian Nikolayev. La loro prima figlia, Elena, è oggetto dell'interesse della comunità medica perché è la prima bambina nata da due genitori che erano stati entrambi nello spazio. Gli studiosi infatti credono che l’esposizione all’atmosfera spaziale possa sviluppare conseguenze; tuttavia non scoprono nulla di rilevante. Durante la conferenza la signora Tereshkova sottolinea ripetutamente l’importanza che ha avuto il fatto che fu una donna ad effettuare la spedizione, coerente con la sua frase celebre: “Se Se le donne in Russia Russ possono lavorare per le ferrovie,

perché non possono volare nello spazio?”. spazio? La cosmonauta è oggi un’autorità di gran rilievo nella base aeronautica spaziale di Mosca. Si occupa anche della preparazione degli astronauti prima di un lancio. Dopo svariate domande da parte degli interlocutori l’incontro termina con l’invito rivolto a tutti noi di visitare Mosca e la base aeronautica spaziale russa. Avogadri Silvia


PARTITA TRIPLA NEWS Pagina 4

S P E C I A L E BIENNALE DI VENEZIA

“Vietato lo sbarco” In data 4 Ottobre 2007, alcune delle classi quarte e quinte dell’ITCS “G. Oberdan” si sono recate a una delle esposizioni d’arte più importante del mondo… la Biennale di Venezia!

Eccone alcuni dei quali abbiamo visitato: SVIZZERA: al suo interno c’era una grandiosa videoinstallazione computerizzata, dove c’erano degli uomini che si muovevano, compiendo azioni giornaliere;

Il ritrovo per noi studenti è stato davanti alla scuola alle 5.45 circa, per la partenza con il pullman alle ore 6.00.

COREA: internamente sorgevano alcune riproduzioni di scheletri umani, tra cui quelli di Tom e Jerry;

Dopo circa tre ore e mezzo di viaggio e un breve tragitto con il tronchetto nella Laguna Veneziana… eccoci arrivati alla tanto attesa Biennale!

CANADA: sicuramente uno dei padiglioni più belli di tutta la mostra; al suo interno c’era un gigantesco nido in legno, acciaio, vetro e cristallo di rocca che ospitava uccelli impagliati e curiosi personaggi metà uomo e metà uccello che incutevano paura.

La mostra aveva due sedi: i Giardini e l’Arsenale. La nostra prima meta sono stati i Giardini, sul margine orientale di Venezia, dove erano situate diverse strutture, i padiglioni, ognuno con il nome dello stato da cui provenivano gli artisti.

Albero della liberta’ - Nancy Spero This work was at the entrance of the central pavilion of “Biennale”. The artist draws his inspiration from a very famous symbol of the French revolution, when citizens freed from Kings’ oppression went to squares and raised a tree of freedom. It was a pole with two strained ribbons and around it, people sang the “ Carmagnola”, a revolutionary song. This American artist does the same performance but, on the contrary she hangs up masks and symbolic heads of numberless people who fight for freedom and often are still in prison. I like this installation very much because it impresses me for its meaning and for the expression of the faces. I also think that it’s very original to represent a revolution in this way. Defendi Susanna


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REPORTAGE DA VENEZIA In data 4 Ottobre 2007, alcune delle classi quarte e quinte dell’ITCS “G. Oberdan” si sono recate a una delle esposizioni d’arte più importante del mondo… la Biennale di Venezia! Il ritrovo per noi studenti è stato davanti alla scuola alle 5.45 circa, per la partenza con il pullman alle ore 6.00. Dopo circa tre ore e mezzo di viaggio e un breve tragitto con il tronchetto nella Laguna Veneziana… eccoci arrivati alla tanto attesa Biennale! La mostra aveva due sedi: i Giardini e l’Arsenale. La nostra prima meta sono stati i Giardini, sul margine orientale di Venezia, dove erano situate diverse strutture, i padiglioni, ognuno con il nome dello stato da cui provenivano gli artisti. Eccone alcuni dei quali abbiamo visitato: SVIZZERA: al suo interno c’era una grandiosa videoinstallazione computerizzata, dove c’erano degli uomini che si muovevano, compiendo azioni giornaliere; COREA: internamente sorgevano alcune riproduzioni di scheletri umani, tra cui quelli di Tom e Jerry; CANADA: sicuramente uno dei padiglioni più belli di tutta la mostra; al suo interno c’era un gigantesco nido in legno, acciaio, vetro e cristallo di rocca che ospitava uccelli impagliati e curiosi personaggi metà uomo e metà uccello che incutevano paura; PAESI NORDICI: in questo padiglione c’era una suggestiva barca che beccheggiava su un mare di coloratissimi vetri di Murano, rotti per l’occasione, senza badare al loro valore; ISRAELE: natura e cultura, razionalità e spiritualità, oriente e occidente si confrontavano all’interno di un’installazione che occupava 3 piani del padiglione con un’opera rigorosa, che mescolava disegno, pittura, scultura e architettura; SPAGNA: una serie di intriganti videoperformance, poetiche installazioni e film, per uno dei migliori padiglioni da sempre; COREA: al suo interno si è potuto ammirare una giocata ironica sul complesso del piccolo uomo asiatico nei confronti della sua controparte Caucasica, più grande e robusta; ITALIA: il padiglione più grande di tutta la Biennale, al cui interno si trovavano diverse opere, tra cui quelle dello scultore Penone, “Le sculture di linfa”, che emanavano un profumo di resina, posate su un pavimento in marmo scolpito. Oltre a questi padiglioni situati all’interno dei Giardini ne abbiamo visti molti altri, ognuno con una propria particolarità e sicuramente unici. Successivamente ci siamo trasferiti all’Arsenale, dove abbiamo avuto l’occasione di vedere moltissime altre opere. Alla fine della giornata eravamo molto stanchi, ma sicuramente molto contenti per tutto ciò che abbiamo avuto occasione di visitare. Inoltre non pensavamo che esistessero delle opere d’ arte così strane, e che ci volesse così poco a trasformare un semplice oggetto in una grandiosa opera d’arte!

Golinelli Scilla Rozzoni Stefano Bonomi Mirko


PARTITA TRIPLA NEWS Pagina 6

“LA LA COMPOSITRICE” di C.Chassol This is a work by C. Chassol and it is exposed in

Questa è un’opera di C. Chassol ed è esposta

the French pavillion of the 52nd edition of the

nel padiglione francese alla 52^ edizione della

“Biennale” in Venice.

“Biennale” a Venezia.

It is divided into two parts. The first

È diviso in due parti. La prima parte

part is a picture of a woman who is

è l’immagine di una donna che sta

playing the piano but you can see

suonando il pianoforte ma le si pos-

only the back and the arms of hers.

sono vedere solo la schiena e le

The piano is in a room with some

braccia. Il pianoforte è in una stan-

paintings on the wall and the par-

za con alcuni quadri sulle pareti e il

quet on the floor. On the music-

parquet sul pavimento. Sul leggio

stand there is a score with no

c’è uno spartito senza note. Il leg-

notes. The music-stand with the

gio con lo spartito completo è la

complete score in the second part

seconda parte dell’opera ed è sotto

of the work and this part is under

la prima.

the first one.

Penso che questa opera sia molto

I think that this work is very particu-

particolare e mi piace molto perché

lar and I like it very much because

per me coinvolge lo spettatore e gli

for me it involves the spectator and

lascia immaginare la vita della don-

lets the observer imagine the life of

na.

this woman.

Pavesi Valentina

LA SALUTE IN UNA LATTINA Non molto tempo fa, dai tradizionali organi d’informazione, televisione, radio e stampa, abbiamo appreso con molto stupore che una ragazza di 26 anni è morta per aver ingerito una bibita da una lattina infetta da urina di topo. La notizia di un decesso provocato da un evento di assoluta normalità, in un momento in cui la tecnologia e la robotizzazione sono all’avanguardia e dovrebbero perciò tutelarci, non può far altro che stupirci. Ricordiamo tuttavia che qualche anno fa si era già parlato della possibilità che le lattine d’alluminio potessero essere infettate da agenti chimici e da sporcizia di vario genere. In quella occasione il governo in-

tervenne, obbligando le aziende del settore a ricoprire la linguetta delle lattine con coperchi di plastica. Che fine ha fatto questa legge? È vero,alcune aziende produttrici di lattine adottano quel provvedimento, ma sono ben poche e la maggior parte di esse, crediamo, non si preoccupa certo dell’incolumità dei cittadini, ma bensì del business e del profitto.La cosa giusta sarebbe ritornare alle vecchie bottiglie di vetro, perché riciclabili e migliori ecologicamente ed igienicamente. Sappiamo però che difficilmente ciò avverrà, suggeriamo quindi di trovare il modo di proteggerle da eventuali contaminazioni da batteri ed altro e tutelare così la salute di tutti noi.

Per il momento ci sentiamo di consigliare ai giovani, abituali consumatori di bevande in lattina, di pulire per bene la superficie prima di aprire una lattina per prevenire certe conseguenze e assicurarci più sicurezza. Come vedete un suggerimento molto empirico, ma forse salutare e al momento l’unico applicabile, purtroppo.

Pirastru Marzia Tasca Elisabetta


PARTITA TRIPLA NEWS Pagina 7

Intervista al Dott. Colombo William, Presidente del Consiglio di Amministrazione Ygea Dai primi di settembre la Farmacia Comunale 1 si è trasferita presso il Centro Commerciale "Il Pellicano". La perplessità che questo trasferimento sia stato ragionevole, visto l'ammontare dell'investimento, ci ha indotte a porre delle domande al Presidente del Consiglio di Amministrazione Ygea, Società che coordina le farmacie comunali della nostra cittadina, Dott. William Colombo , che gentilemente ci ha concesso una intervista. 1.

Cos'è Ygea?

Ygea è una Società del Comune di Treviglio che si occupa di coordinare servizi diversi a tutela della salute del cittadino. La corretta gestione della stessa crea quelle risorse aggiuntive, che possiamo utilizzare per finanziare altri servizi sociali a favore dei cittadini di Treviglio. 2. Quali sono le motivazioni che hanno portato al trasferimento della Farmacia Comunale 1 dalla Piazza del Popolo al Centro Commerciale "Il Pellicano"? Le motivazioni che hanno portato il CDA di Ygea a definire prioritario il trasferimento della Farmacia Comunale 1 si possono così riassumere: ° Volontà di diffondere il servizio farmaceutico in Treviglio, estendendolo alla zona Ovest, che non aveva a disposizione tale struttura. ° La mancanza di parcheggio nella vecchia sede, che rendeva difficoltosa la fruizione sia agli utenti che ai fornitori. ° La disposizione sfavorevole dei vecchi locali incideva negativamente sul trend di fatturato della stessa.

3. La farmacia del Centro Commerciale "Il Pellicano" ha gli orari di apertura e di chiusura esclusivamete giornalieri. Questo ha creato problemi per l'organizzazione delle altre farmacie? No, perchè la definizione degli orari di apertura (effettuata in aprile) prevedeva già questa opportunità. L'apertura domenicale di competenza della Farmacia Comunale 1 è stata trasferita alla Farmacia Comunale 3 essenzialmente per due motivi: la chiusura del Centro Commerciale e la non accessibilità del centro cittadino durante le dome-

5. E' stata più complicata la procedura burocratica per ottenere i permessi necessari per l'apertura della Farmacia? In questo caso le procedure burocratiche sono state relativamente più semplici non essendo una vera nuova apertura, ma un trasferimento di una farmacia già esistente all'interno della stessa zona di competenza. 6. Parliamo dell'organizzazione della farmacia in questione: è tecnologicamente più avanzata rispetto alle farmacie tradizionali della zona. Perchè avete introdotto queste innovazioni? Il CDA di Ygea ritiene che l'innovazione tecnologica, di cui la nuova farmacia è fornita e il cui "fiore all'occhiello" -per così dire- è il magazzino automatico, crei, dopo il necessario periodo di sperimentazione, vantaggi indiscutibili sull'efficienza ed efficacia del servizio, riducendo sensibilmente i tempi di prelievo.

niche di chiusura al traffico, conl’intento sempre di fornire il miglioreservizio possibile. 4. Crede che in futuro aumenterà il numero dei Centri Commerciali con una farmacia al proprio interno? Siamo convinti di sì. In questi giorni alcuni Sindaci di province vicine sono stati in visita alla Farmacia Comunale 1 per verificarne il buon funzionamento e la fattibilità di aperture dello stesso servizio presso altri Centri Commerciali.

Tutto ciò crea diversi benefici, tra i quali possiamo annoverare la riduzione dei tempi di consegna dei prodotti richiesti, la possibilità per i nostri farmacisti di esprimere la loro notevole capacità professionale a vantaggio dei cittadini con consigli e suggerimenti. In altre parole fornire un servizio completo che non sia solo la distribuzione di farmaci, ma anche l'ascolto delle necessità dei nostri concittadini.

Anzanello Cristina Avogadri Silvia Pirastru Marzia Tasca Elisabetta


PARTITA TRIPLA NEWS Pagina 8

INTERVISTA AI RAPPRESENTANTI DELLA CONSULTA STUDENTESCA Abbiamo intervistato i neorappresentanti della Consulta provinciale Mattia Monzio Compagnoni e Matteo D’Adda. Qui di seguito vi riportiamo le domande poste da noi con le relative risposte: 1. Cos’è la Consulta? È un organismo istituzionale di rappresentanza studentesca in base provinciale, si eleggono due rappresentanti per ogni istituto. Questi ultimi si riuniscono in diverse sedi durante l’anno scolastico e svolge diverse funzioni tra cui: -assicurare confronto tra gli studenti di scuole superiori diverse; -formulare proposte che superino le dimensioni del singolo istituto; -progettare e organizzare attività extra scolastiche. Queste sono solo alcune delle loro funzioni. La Consulta provinciale studentesca elegge al suo interno un presidente che si riunirà successivamente agli altri 102 rappresentanti per discutere di problemi o scambiare utili informazioni circa attività scolastiche comunicando anche direttamente con il Ministro della Pubblica Istruzione.

3. Da cosa credete che dipenda questa vittoria? Penso che il voto sia dato in base alle amicizie presenti all’interno dell’istituto.. beh credo che possiamo vantare una conoscenza più ampia rispetto quella delle altre candidate di conseguenza un maggior numero di voti e non alle capacità. 4. Ve lo aspettavate? Eravamo convinti di avere più probabilità rispetto alle altre liste, ma è stato,ovviamente, una sorpresa avere una così grande maggioranza di preferenze. 5. Quali sono le vostre idee che pensate di tramutare in progetti proponendoli alla consulta? Come detto prima, nella consulta vengono portati avanti progetti e idee riguardanti più istituti. Negli scorsi anni la sede di queste attività era principalmente Bergamo. Il nostro obiettivo principale sarebbe decentrare queste attività anche a Treviglio, perché ospita numerosi istituti Superiori. 6. Pensate che quest’esperienza vi porterà ad un maggiore responsabilizzazione personale,che sarà utile per un futuro lavorativo? Il fine per cui ci siamo candidati è il riuscire ad apportare modifiche positive all’interno dell’istituto, se però quest’esperienza dovesse anche essermi d’aiuto in ambito lavorativo può solo farmi piacere.

2. Perchè avete deciso di candidarvi? È stata una decisione presa all’ultimo momento? ° Matteo: Ci siamo candidati perché pensiamo di essere le persone adatte per questo incarico e di avere i requisiti necessari. Mattia: Mattia Perché eravamo interessati a partecipare alle riunioni di un organismo che prende decisioni importanti riguardanti la scuola e che soprattutto dà voce agli studenti. ° No era stata presa in precedenza. Nonostante ciò ci siamo definitivamente candidati solo il giorno prima delle elezioni. Questa titubanza è derivata dagli altri impegni scolastici.

Matteo D’Adda e Mattia Monzio Compagnoni

Anzanello Cristina Avogadri Silvia


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STAND UP!!!! Riprendiamoci i DIRITTI UMANI !!! Può essere difficile per chi vive nel benessere, proprio come noi in Italia, uno dei Paesi industrializzati dell’occidente, dove i più possiedono tutto ciò che serve (…e anche di più), capire che cosa significhino i diritti umani…. Ma per tutte le persone…le migliaia di persone che si trovano in aree di guerra, schiavi della fame e della sete, dello sfruttamento e della povertà, queste due semplici parole, possono assumere un valore quasi utopistico; per loro i diritti umani sono il mezzo che permette un riscatto sociale e di non essere considerati i “soliti sfortunati del Terzo mondo” ma di essere UOMINI “a tutti gli effetti”, attivi nella società e nel mondo. Per far capire quest’importante concetto, specialmente alla nostra generazione, la più giovane e molto spesso anche la più distante da questo tipo di problematiche è stato organizzato dal Comune di Bergamo, una settimana d’incontri in cui alcune persone hanno testimoniato l’esperienza che hanno vissuto in prima persona nel coordinare progetti umanitari in Paesi piegati dalla povertà. Si tratta di 3 personalità di spicco , che quindi meritano una breve presentazione per ognuno: OMEIMA ABDESLAM: Laureata in ingegneria e tecnologia delle comunicazioni, ha creato una scuola in un campo profughi Saharawi, nel deserto algerino do ve lei e la sua famiglia vivono; ne è anche la direttrice e coordina attivi

tà in cui le donne possono imparare le lingue, l’artigianato, le teleco

America Latina) che coordina in Senegal e in Mali.

municazioni, la tessitura, ecc… Fa parte dell’ UNIONE DONNE SAHARAWI in difesa della figura femminile nella società in cui vive e si schiera principalmente contro tre fenomeni: matrimonio combinato, matrimonio precoce, poligamia. Ha lavorato anche nella MINUSO, missione ONU per il referendum del Sahara occidentale.

PIERRE BANANKOARE’ WARMA:

CISSE’ AISSATOU NDIAYE: Senegalese, laureata in Scienze economiche all’università di Dakar; si è specializzata in altre università (in Belgio, Kenya e USA) nella creazione e gestione di ONG. Ha operato in diverse organizzazioni internazionali come l’UNICEF in relazione al diritto all’istruzione. Attualmente è attiva con due progetti, il primo per portare l’acqua potabile in 13 villaggi del Senegal, mentre il secondo, in collaborazione con la FAO, per sostenere il diritto all’alimentazione a Dakar. E’ la responsabile del settore della micro-finanza dell’ ACRA (Cooperazione Rurale in Africa e

Originario di un piccolo villaggio del Burkina Faso è riuscito a laurearsi in Lettere moderne ed è oggi un insegnante di francese. E’ collaboratore al Ministero dell’insegnamento secondario e della Ricerca scientifica e fa parte di diverse associazioni che si occupano della difesa del diritto ad avere un’educazione scolastica per tutti. Martedì 9 ottobre, come da programma alcuni studenti dell’ITC “Oberdan” e dell’ ITA “Cantoni”, hanno così assistito con entusiasmo all’incontro. E’ stata un’occasione di grande interesse, sia perché erano presenti ospiti che hanno un ruolo d’importanza internazionale, sia anche perché si è potuto verificare di persona alcuni dei contenuti che si studiano sui libri anche nelle testimonianze della vita reale. Soprattutto è stata offerta l’opportunità di capire che veramente qualsiasi persona, di qualsiasi paese del mondo, può fare qualcosa per gli altri, sia che nasca in un villaggio poverissimo o in una grande metropoli, sia che viva in un campo profughi o che abiti in un Paese libero…basta volerlo. E questo vorrebbe essere un messaggio di speranza, affinché noi che abbiamo molti servizi, scolastici e non, per imparare e per conoscere non ci limitassimo solo a guardare il mondo, ma operiamo attivamente, anche con piccoli gesti, per migliorarlo. Rozzoni Stefano


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INTERVISTA al Sindaco di Treviglio:Ariella Borghi se sempre qualcuno migliore di me che avrebbe potuto fare meglio. Ma è sbagliato: essere consapevoli delle proprie forze e anche dei propri limiti è un conto, fare sempre e comunque un passo indietro è un altro. Insomma, né modestia né immodestia, ma consapevolezza e realismo. Devo dire che sulla mia scelta hanno influito notevolmente le molte donne che mi hanno spinto a candidarmi e mi sono state vicine nella campagna elettorale: senza di loro non sarei qua.

2. Non ha mai pensato che il fatto di essere donna potesse andare a suo svantaggio? Sicuramente è stato uno svantaggio. Non si sa perché, ma una donna deve sempre dimostrare di avere le credenziali per fare quello che fa, in politica come nella professione e nella vita in generale.

I cittadini di Treviglio sono orgogliosi del sindaco in carica, abbiamo preso spunto dal fatto che sia proprio una donna ad rivestire questo ruolo di indubbio rilievo nella società per cercare di affrontare il complicato discorso sull’emancipazione della donna. Ovviamente l’appartenere al gentil sesso una volta era un ostacolo per la carriera di ogni tipo mentre ad oggi questo non sembra più un freno così notavole. Nonostante si siano fatti numerosi passi avanti la totale uguaglianza tra i due sessi sembra ancora un’utopia. Da adolescenti il nostro augurio è che in un prossimo futuro si arrivi ad una completa parità tra uomo e donna. A questo proposito abbiamo rivolto alcune domande alla signora Ariella Borghi:

1.

Ha sempre pensato di voler svolgere un ruolo di tale rilievo nella società? No. Ho condiviso con molte donne della mia generazione sia una certa ritrosia nell’assumere incarichi, sia il pensiero che ci fos-

Tanto che, per descrivere una donna che si è imposta in ambito politico, fino a poco tempo fa si sono usate categorie al maschile o altre categorie diciamo poco edificanti.

3. Come ha vissuto la campagna elettorale con questa sua piccola incertezza “di base”? L’essere donna ha pesato in negativo, caso mai, nel percorso per essere indicata come candidata, momento in cui si scatena la “lotta per le investiture” di medievale memoria e da cui le candidate donne in genere escono ammaccate. A meno che non si tratti di una mission impossible, cioè quando si sa che le speranze di vincere sono poche. Devo dire invece che in campagna elettorale l’essere donna ha costituito un valore aggiunto. Mi sono accorta, strada facendo, che stavo rispondendo anche per questo al bisogno di ‘nuovo’ che la città andava esprimendo. Non sto qui a tessere lodi sullo specifico femminile, ma evidentemente in molti hanno apprezzato il progetto amministrativo che ho proposto e le modalità con cui l’ho proposto. Così sono diventata il primo sindaco donna di questa città.


PARTITA TRIPLA NEWS Pagina 11

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4. Quale pensa sia, al giorno d’oggi, il ruolo della donna nella società? Ormai al pari dell’uomo o ancora, anche se in piccola parte, a livello inferiore? Noi abbiamo sempre parlato di “pari opportunità”: invito anche voi a superare la logica rivendicativa del “superiore” che comanda e dell’”inferiore” che reclama diritti, perché non risolve i problemi e poggia su una analisi sbagliata. Gira e rigira, ogni volta che una donna ha subìto una discriminazione è la nostra Costituzione che non è stata rispettata. Oggi dobbiamo ritornare a parlare di cittadini, uomini e donne, ai quali va garantita una pari condizione di partenza nel percorso di costruzione della propria vita e nell’accesso alle opportunità che la realizzano. Il ruolo di ciascuno di noi è quello che ciascuno di noi riesce a ritagliarsi nel suo progetto di vita: il problema è garantire a tutti pari opportunità di realizzazione. Le differenze ci saranno, ma dipenderanno dalle diverse capacità di affermazione e non più dal ‘genere’ cui si appartiene. Oggi questo non è ancora una realtà. Per rimanere nel campo della amministrazione pubblica, in Italia sono ancora poche, rispetto ad altri paesi occidentali, le donne che governano un comune, una provincia, una regione, un ente pubblico o che siedono in Parlamento o nel Consiglio dei Ministri. Altro discorso è il rapporto uomo donna nel sociale o nel privato: credo che qui passi avanti ne siano stati fatti, ma sono passi legati alle singole storie umane.

si è come individuo, alla propria storia personale, alle modalità che sono proprie nei rapporti con gli altri. E sono differenze culturali e politiche: come si concepisce l’esercizio del governo, come si stabiliscono i rapporti con i cittadini, come si organizza l’attività amministrativa, come si testimonia la coerenza principi/prassi… Devo riconoscere però alle donne amministratrici che ho conosciuto (non tutte, ma molte) e riconosco anche a me stessa una maggiore voglia e capacità di concretezza, di mettere le mani nei problemi per risolverli, di considerare importanti anche le cose piccole e non solo i maxiguai o i maxiprogetti.

6. Cosa ha provato quando ha realizzato di essere stata eletta? Una grande gioia, soprattutto per gli altri, per quelli che hanno creduto in me, per i cittadini che mi hanno scelto. Molte delle persone, uomini e donne, che hanno lavorato con me in una lunga e difficile campagna elettorale per una vittoria tutt’altro che scontata, quel tardo pomeriggio di un anno e mezzo fa piangevano, letteralmente. Si sentiva nell’aria che sarebbe stata così, ma vederlo nel concreto dei risultati dei seggi è stata una emozione grandissima per tutti. 7.

Infine, ipoteticamente parlando, co-

me vedrebbe in un futuro anche non troppo lontano la figura di una donna a capo del Governo?

5. Pensa che ci siano delle differenze tra il modo di gestire questo ruolo di Sindaco tra Uomo e Donna?

Sarebbe ora. Intervista di Anzanello Cristina

Teoricamente no. Le differenze non sono ‘di genere’, ma sono personali, cioè legate al come


ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE “G.OBERDAN”

PARTITA TRIPLA news

LA REDAZIONE:

Ed ora è il momento di ringraziare i lettori per aver impiegato il loro tempo leggendo questo giornalino. La redazione è composta da quattro membri: Cristina Anzanello, Silvia Avogadri, Marzia Pirastru ed Elisabetta Tasca che, con l’ aiuto delle professoresse Andreina Pasini e Clemenza Gazzola, sono riuscite ad organizzare il loro primo giornalino on—line . Ovviamente il lavoro di squadra è stata la loro forza. Elisabetta e Marzia si sono occupate di inserire gli articoli, impostare la struttura e migliorare le foto e le immagini con il PC. mentre Cristina e Silvia si sono occupate della composizione materiale degli articoli e delle interviste.

FOTO

Alcuni articoli sono inoltre stati scritti dai nostri compagni di scuola che hanno collaborato con la redazione in modo eccellente. Con la speranza che il risultato del loro lavoro venga apprezzato, si ringrazia di nuovo per l’ attenzione concessa. Avogadri Silvia

PUNTO SEGNALIBROSEGNALIBRO - PELLICANO Ottima pubblicità, pessimo servizio. Da qualche anno a questa parte il Centro Commerciale Pellicano di Treviglio offre un servizio di rete distributiva : libri scolastici con il 15% di sconto sul prezzo di listino. Offerta molto interessante che ingolosisce i genitori affranti dai proibitivi prezzi di alcuni libri scolastici che arrivano anche ai 40€.. Tuttavia è la prova reale che il detto “non è tutto oro quello che luccica” sia vero. I tempi di attesa sono interminabili ed alcuni libri sono consegnati in periodo scolastico inoltrato. Ma non è l’unica pecca: il punto di distribuzione si riserva il permesso di abbandonare la ricerca di un libro nel caso in cui diventi troppo faticosa.

Porto la testimonianza di un ordine avvenuto il 12 agosto 2007, la consegna dell’ultimo libro è datata 16 ottobre 2007 con allegato un documento di irreperibilità di un altro prodotto. A metà ottobre quindi il punto di distribuzione collocato nel viale Montegrappa 31 si toglie autonomamente l’incarico, costringendo il cliente ad una

disperata ricerca del libro in oggetto e conseguentemente di un libraio volenteroso e disponibile ad accettare un cliente non abituale, che ordina un solo libro per di più in un periodo decisamente inoltrato . Certamente il prezzo del materiale scolastico è esorbitante, pensando che una famiglia con due figli frequentanti scuole superiori spenda in media 600 € in un anno. Ma la domanda da porsi ora è: “siamo sicuri che sia davvero conveniente questo servizio offerto dal Centro Commerciale Pellicano?” A voi la risposta. Avogadri Silvia


Partita Tripla News - Novembre 2007