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Partita Tripla

Anno LI - Numero Unico 2012

Colpire una scuola è colpire l’Italia intera, perché lì si forma il suo futuro. Siete la parte più importante di una grande comunità. Sulla forza e sulla saldezza di questa comunità che ha in voi il suo futuro potrete fare affidamento per lasciare il posto alla speranza e alla fiducia. Speranza che il Paese nel quale vivete diventi sempre più a vostra misura e sempre meno ceda spazio a illegalità e violenza. (dalla Lettera del Ministro Francesco Profumo alle studentesse e agli studenti della scuola italiana)

Il giornalino dell’ITC Oberdan di Treviglio dal 1961


A noi

ragazzi

del gruppo H

piace

frequentare

l’I.T.C. Oberdan


Ciao Guglielmini, il secondo mezzo secolo di vita di Partita Tripla inizia con due grandi soddisfazioni, due importanti premi nazionali che ci hanno riempito di soddisfazione (pg. 16 e 17). E per questo dobbiamo ringraziare tutti quelli che partecipano al giornalino, scrivendo articoli, scattando foto, riportando le battute. Grazie! Ma questo non è un numero autocelebrativo: a parte i tradizionali saluti delle quinte (da pg. 4), nelle prossime pagine troverete un sacco di sor-

Cristian Colombi ► 4ªM

I

l corso mercurio, da sempre all'avanguardia dell’infor-mazione ecologica, quest’anno ha deciso di trattare il modulo di ecologia, per iniziativa della professoressa di diritto e economia politica Maria Grazia Lanzafame, collegandolo con la costituzione. Dopo i numerosi lavori sul tema realizzati dai loro predecessori, anche la 4ªM si cimenta sull'argomento, proiettandosi in un futuro nel quale tutti i problemi che affliggono oggi la nostra terra siano finalmente risolti. L’idea è partita da un gruppo ristretto di tre ragazzi, che prendendo spunto da quanto affrontato nel modulo hanno immaginato una rivista scritta nel 2020. Data non scelta a caso, infatti il 2020 è il limite massimo che l'UE ha posto ai paesi membri entro il quale devono raggiungere gli obiettivi prefissati, riducendo del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portando al 20% il risparmio energetico, inoltre con il Libro verde sull'efficienza energetica la Commissione ha avviato un dibattito su modi efficienti di utilizzare l'energia, riconoscendo il potenziale di risparmio, all'insegna dell'efficacia dei costi, del 20% di consumo di energia primaria (fonti rinnovabili) entro il 2020. Il pacchetto comprende anche provvedimenti sul sistema di scambio di quote di emissione e sui limiti alle emissioni delle automobili. 2 ◄ Aule H 3 ◄ Presentazione 4 ◄ Saluti della 5ªA 6 ◄ Saluti della 5ªB 8 ◄ Saluti della 5ªC 10 ◄ Saluti della 5ªD 12 ◄ Saluti della 5ªE 14 ◄ Saluti della 5ªH 16 ◄ Premiati a Benevento 17 ◄ Premiati a Modena 17 ◄ Testimonianza sul volontariato 18 ◄ La voce degli studenti si fa

prese. La cronaca completa di tutti gli eventi e i progetti dell’istituto: dallo sport (pg. 40 e 41) alla musica (pg. 19), dall’arte (pg. 36) ai lavori del comitato studentesco (pg. 18). Ma c’è spazio anche per la riflessione e l’attualità, da pg. 32 leggerete della crisi e di come risolverla. E siccome l’Oberdan è una scuola poliglotta, abbiamo i racconti (anche) in lingua straniera dello stage a Canterbury (pg. 22 e 23), del gemellaggio con Friburgo (da pg. 24 a 27) e un fumetto in inglese (da pg. 37 a 39). Lo spettatore del futuro, questa la testata del giornale, numero unico del febbraio 2020, redatto da Colombi Cristian (direttore responsabile), Baffi Marta e Carolei Giulia, con all’interno la guida su come coltivare l’orto in balcone con il calendario della semina e della raccolta, uno speciale sugli orti sociali, piccoli appezzamenti di terreno altrimenti inutili affidati a chi vuole crearsi un orto proprio tra anonimi edifici, strade pluricorsia, mastodontici centri commerciali, che forniscono un nuovo polmone verde per le metropoli industrializzate, e un altro sui ristoranti a Kilometro Zero, cosa sono e che benefici portano all’ambiente, tutto da scoprire all’interno della rivista. Ventotto pagine contenenti articoli che variano da decreti che sanciscono lo zero consumo del territorio attraverso dei piani di riqualificazione allo stop delle importazioni di frutta eso t i c a per l a s a l v a g u a r di a dell’ambiente e la riduzione dell’inquinamento atmosferico degli aerei che la trasportano, dalle riflessioni sulle vittime che ha provocato l’uso dell’amianto e le possibili soluzioni da adottare alla moda del mo-

(in ordine alfabetico) Stefania Andreolli ► 3ªE Federica Bonissoni ► 3ªE Giulia Carolei ► 4ªM Davide Coita ► 2ªA Cristian Colombi ► 4ªM Elena Danelli ► 5ªE Fabio Fontana ► 5ªE Sebastian Jimenez ► 1ªE Mateusz Luczkowiak ► 5ªE Sandra Luketić ► 5ªE Domenico Mercuri ► 3ªF Michela Molendi ► 3ªF Federica Moriggi ► 3ªE Fulvio Nossa ► 5ªE Antonella Pavon ► 4ªI Federica Rota ► 2ªA Chiara Sparro ► 3ªE Arnela Suhopoljac ► 3ªF Filippo Testa ► 3ªM Elena Uccheddu ► 3ªF Paola Viola ► 3ªF Docenti referenti: prof.ssa Andreina Pasini prof.ssa Clemenza Gazzola prof.ssa Gabriella Di Marzio mento dei fruttivendoli in casa con gli orti sul balcone, dal metano immesso nell’atmosfera dalle mucche all’inversione della tendenza per quanto riguarda gli sprechi di cibo, dai consigli su cosa mangiare per rispettare maggiormente l’ambiente, all’utilizzo di auto elettriche e alla costruzione di edifici ecosostenibili. In ultimo un articolo che premia il progetto di legge redatto dai ragazzi “Un pannello su ogni tetto” che vi lasceranno scoprire leggendo la loro rivista, disponibile in alcune parti su

www.spettatorefuturo.altervista.org e in versione integrale come inserto di Partita Tripla.

L’Istituto Tecnico Commerciale Statale “G. Oberdan” esprime vivo sdegno per l’attentato all’Istituto Professionale “Morvillo-Falcone” di Brindisi che ha causato la morte di una studentessa e il ferimento di altre. Gli studenti, la Dirigente, gli insegnanti e tutto il personale dell’Oberdan, nel condannare senza appello questo atto di stampo terroristico-mafioso, porgono la loro piena solidarietà alle famiglie delle vittime, all’Istituto Morvillo-Falcone e alla città di Brindisi rinnovando e rafforzando l’impegno nel promuovere la cultura della legalità e della lotta contro tutte le forme di violenza di qualsiasi matrice.

sentire sempre più 19 ◄ Come nasce una canzone 20 ◄ Oggi ho incontrato un libro 21 ◄ Gite: perché non se ne fanno 21 ◄ Sentite in classe 22 ◄ Stage a Canterbury 24 ◄ Gemellaggio Treviglio-Friburgo 26 ◄ Temi sul gemellaggio 28 ◄ Perché donare gli organi 28 ◄ No smoking be happy 29 ◄ La vita non dipende dallo spread

30 ◄ A scuola di psicologia 30 ◄ Un viaggio nel tempo 31 ◄ Alla scoperta delle neuroscienze 32 ◄ Temi sulla crisi 36 ◄ Arte in terza d 37 ◄ We are immigrati (fumetto) 40 ◄ Bar sport Oberdan 42 ◄ Informatica all’Oberdan 43 ◄ Aule H Quarta di copertina ◄ La redazione del giornalino sotto l’Arco di Traiano a Benevento

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PALAZ : Il super perfettino...è sempre l'ultimo a finire le verifiche ed è sempre pronto a prendere appunti! Non si perde una virgola! KLOD : Per lui la scuola inizia alle 9... si lamenta di essere al primo banco da 5 anni...dai Klod, resisti, manca poco e poi al primo banco dirai addio...forse ;)

CHINO : Da buon rappresentante d'istituto è sempre attento ai bisogni degli studenti...proprio per questo in classe si vede ben poco!! DOME: Chiamato anche PATATO...da 1 anno è impegnato in un'attività che lo gratifica: la battaglia con i Pokémon! KIA E FIORE : Le due inseparabili best pronte a tutto l'una per l'altra. Fiore la combattiva della classe; l'ultima parola deve essere sempre la sua...attenti a non farla arrabbiare!! Kia...la ragazza stra indaffarata : aiuta i suoi capelli a combattere le doppie punte, riduce la crescita delle sue unghie dello 0,1% (mangiandole) e previene la formazione delle rughe ridendo sempre!! ADRI : La bella addormentata della classe...tra un pisolo e l'altro finalmente ha raggiunto la quinta...e l'ha quasi finita!! ROSSO : Le sa tutte...o almeno crede :) Lui e la Pasini spesso si contendono le parole. Grazie Rosso per esserti sempre offerto nelle interrogazioni al posto nostro! :) BIFFOLA : Anche se quest'anno ha capelli e telefono nuovi la nostra Biffola rimane sempre la stessa...una grande studiosa e permalosa che disegna mega bene! CICCIO/SIGULOT : Il suo cellulare è conteso da tutti per giocare a fruit ninja. Grazie Chris per il tuo aiuto incondizionato in economia...soprattutto nelle verifiche! :) MISCI : Anche se pochi lo sanno è un diabolico calcolatore che gira le situazioni a suo vantaggio...c'è da aver paura!! AVI : La sua inconfondibile EVVE moscia la rende unica e speciale …

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un po' come le lasagne di sua mamma! :P GRANDA : La ragazza della sciarpotta … fa parte della bisca clandestina che all'intervallo gioca a carte. IVO : La sua passione è la boxe e ultimamente non pensa ad altro … il Mike Tyson del futuro? Staremo a vedere! :) MESSI E SAIMON : Innamorati sin dalla terza fanno coppia anche in banco … ci aspettiamo di essere tutti invitati al vostro matrimonio! ;) EX JUGOSLAVIA E SECCHI : Il suo soprannome (EX JUGOSLAVIA) gli è stato affibiato dal Consonni … tra loro c'è un odio-amore...ok no, forse solo odio :) Inseparabili lei e la sua amica Secchi (autista dell'unica macchina color puffo in circolazione :) ) Cip e Ciop. LETI : Innamorata di Ivo la nostra Leti è sempre allegra e pronta a consolare chi non sta bene. Un abbraccio. NICKY E SBRISIUS : Il loro scopo è quello di far divertire la classe … animano le lezioni con i loro versacci che sono diventati ormai indispensabili per tutti noi!

SERU : Per lei ogni frase è un doppio senso e ogni situazione è oggetto di risata. TIRLI : Sempre allegra e generosa tenta invano di star dietro alle spiegazioni del Consonni : “Prof, può ripetere?” xD CREMI : I suoi starnuti attirano l'attenzione di tutta la classe in momenti di silenzio provocando grasse risate! FRASSO : L'economista della classe … per lui c'è sempre crisi! MAGGIO : Qualsiasi cosa succeda è colpa sua! Quest'anno è diventato un grande secchione! Gli auguriamo di essere così anche agli esami!! :)

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ringraziamo tutti..proprio tutti..chi ci ha tenuto fino in quinta, chi ci ha lasciato per strada e chi ci ha preso nel corso degli anni. Siete persone davvero speciali! Vi VOGLiAMO BENE!! ..la vostra meravigliosa quinta B! ORIZZONTALI 1.DEGRA: il nostro Mattione..un eroe in calzamaglia.. e canottiera! Le sue stupidate sono all’ordine del giorno, per non di-

foresta amazzonica si sta dimezzando. Tutto questo per cosa? Per fotocopiare i giochi “CRUCIPIXEL” e farli nelle ore di economia! Ma la sua vera passione è fare i collage con la propaganda politica. Forse sarà la nuova Barbara di Paint Your Life! (Mara Macchi) 6. RINI: l’asimmetrica per eccellenza, è conosciuta per le sue notti brave a Vieste (che poi questo paese, dove cavolo è?!) Però c’è da dire che di pazienza ne ha tanta, ha subito tanto di quel bullismo che è giunta l’ora di chiederle scusa… forse dopo gli esami! (Valeria Rinaldi) 7. DEBBI: di lei conosciamo tutto, ma proprio tutto! Le piace mettersi a nudo (forse non ama i segreti?!) però una cosa è certa: rimarrà sempre la nostra Moro..ma bionda! (Deborah Moro)

Un ringraziamento speciale va a loro, che ci hanno accompagnato durante tutti questi an-

menticare la sua seconda identità: essere il creatore! Glielo dite voi di stare un po’ zitto? Noi ormai ci siamo arresi! (Mattia Degrandis) 2. ANGELA: dagli occhi blu, cosa c’è da dire di lei? Che è un piccolo dizionario d’inglese, ogni volta suggeriva sinonimi ni..GRAZiE BANCHi.. no dai a parte gli diversi che non si trovano neanche nei scherzi GRAZiE PROF, per averci ascoltadizionari di Mondadori. Ma questi vocaboli to, aiutato e soprattutto sopportato duesistono o li ha inventati?! (Angela Gaxha) rante tutti questi anni. Ma come ci avete 3. CARU: la puntualità fatta a persona, se sempre detto, siamo simpatici..no?! quindi si ha un fuso orario di 15 minuti! La scuoè questo quello che conta! Nei nostri cuori la per lei inizia alle 8:15, ma povera, non rimarranno sempre impressi i 4 per i com- è colpa sua se perde sempre il pullman! piti non fatti, i grandi +, le slide e..VOi! A (Peccato che viene in bici e abita a 3 mivolte siete stati un po’ dei rompi scatole nuti da scuola!) Ma nonostante questo né..ma senza di voi non sarebbe stato lo piccolo difetto lei è il nostro sole! stesso..e non saremmo arrivati fin qui! Vi (Carolina Gonzalez) 4. PASSI: il lavoro adatto a lei? Pubblicizzare gli smalti sulle sue fantastiche unghie, soprattutto i suoi amabili pollici, tenerona! Dai Pax non ti arrabbiare “tanto scivoleremo sul piano inTornerò con gli amici davanti a scuola, ma clinato della senza entrare, solo fuori a far la ola; non tua indifferenza”! (Jessica ci saranno ripetenti punto e basta, staremo Passera) tutti insieme nella stessa vasca 5. MARI: per colpa sua la

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8. SO: il suo unico scopo a scuola? Giocare con l’I-phone degli altri e riemergere dal suo mondo solo quando bisogna insultare qualcuno! Per quanto riguarda la sua voce, diciamo che batte anche Maretta. Non dimentichiamoci di Simo (il suo amore), ormai è uno di noi! (Sonia Cattaneo) 9. SABRI: a Giovanni Muciaccia gli fa un baffo…creativa più che mai, la ritroveremo nei titoli di coda dei film Disney come sceneggiatrice. Il suo sorriso ci ha illuminato questi 5 anni. I suoi ricci non sono capricci ma fonti di gentilezza allo stato puro! (Sabrina Longhi) 10. BONNI: il destino ha deciso di risparmiarla quando è caduto il proiettore in classe, ma non quando ha attraversato la strada! La nostra Niki, solo lei riesce a tener testa a Piana. Tu e i Ramones sarete sempre con noi! (Nicole Bonasegale) 11. ALE: voto balcone 10 e lode! Sarà dovuto ai mille caffè che beve al giorno?! Sapete, ne beve talmente tanti che per noi un decaffeinato potrebbe farla fuori per sempre! ..proviamo? No dai, chi prenderebbe il suo posto di dispensatrice di ansia?! ..è così tenera che non si arrabbia mai! (Alessia Ferri)


12. CHARLI: i ritardi sono la sua passione, ma spesso preferisce rimanere direttamente a casa! Dicono che il cane sia il migliore amico dell’uomo..ma nel suo caso si tratta di una pallina di spugna! (Carlo Mazzocchi) VERTICALI 1.MARETTA: riccia, liscia, mossa, di nuovo liscia.. per noi il suo parrucchiere si è comprato una villa al mare grazie ai suoi soldini! Però c’è da dire che ne è valsa la pena. Non fatevi ingannare dal suo visetto angelico, quando apre bocca fa di quegli urli che potrebbero rovinarvi l’udito! (Mara Pavan) 2.ENGI: è stata la più paparazzata della classe, ma solo perché appena vedeva un flash lei era pronta a mettersi in posa! Il suo stile è inconfondibile, come la sua splendida fascetta da sciatrice provetta: ORRIBILE!! (Engi Murati) 3.BERTA: Miss finezza 2012?! Eccola qui! ..Gatti di nome, ma non di fatto, in realtà lei è una vera leonessa pronta a tirar fuori gli artigli per difendere gli amici. La sua aria da dura nasconde un cuore tenero! (Roberta Gatti) 4.AMBRA: La tranquillità fatta a persona! Ma ammettiamolo, quest’anno si è fatta richiamare anche lei! Non va bene sai?! Ah, non dimentichiamoci che Tiffany va avanti grazie a lei e ai suoi acquisti! (Ambra Motta) 5.NICULì: Chissà cosa fa questo ragazzo di notte, è perennemente in letargo e se non dorme insulta Rinaldi! (impossibile

non farlo!) Bisogna però congratularsi con lui perché con lui perché con le sue perle di saggezza si è guadagnato il titolo di…è meglio non dirlo qui! ..arrivateci da soli! (Nicola Maschio) 6.PIANI: il latin lover della 5°B! Ne ha talmente tante che si deve nascondere. Dai Piani, lo sappiamo che la tua preferita è Federica!! Su con la vita principino, anche se ti prendiamo in giro e a volte ci tratti maluccio, ti vogliamo davvero bene! (Marco Piana) 7.SELENE: L’ultima arrivata della 5°. Ragazza in gamba e ottima studiosa, dite che vuole rubare il primato a Belli?! No è impossibile perché è difficile tenere testa a quella ragazza! (Selene Chiari) 8.SIMO: Torcicollo, dolori muscolari?! Noi abbiamo un rimedio perfetto..Simona! Ottima massaggiatrice, ma ciò che la rende speciale è la sua disponibilità ad ascoltare gli altri e dare sempre il giusto consiglio! (psicologia è la facoltà che fa per te!) (Simona Fevola) 9.ROSI: Rosi, Papi, Mara..ognuno la chia-

ma come vuole ma il suo inno di battaglia è sempre stato: “Papà la Calabrese!” ..dai che scherziamo tenera! Se la guardate bene noterete il braccio sinistro più muscoloso del destro, è diventato così grazie agli schiaffi tirati a Niculì! (Mariarosaria Papasidero) 10.BELLI: l’egocentrica del gruppo, la regina del gossip, sa sempre tutto prima che accada! Ma diciamoci la verità quante volte ci ha salvato il fondoschiena facendosi interrogare? Per lei ci aspettiamo un 100 agli esami e un monumento sponsorizzato da Alessia! (Andrea Belloli)

Non mettiamo a dieta la nostra identità

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E… ora tocca a noi salutarvi! Finalmente anche noi siamo quasi arrivati, dopo mille discussioni e qualche sorriso, al tanto aspettato e temuto traguardo. AIE: Dopo quest’anno sarai il nostro gelataio di fiducia perché, nonostante tu sia il più intelligente, hai sacrificato il

tuo sapere per amore del gelato! Sarai sempre il beccone della 5^C BENKI: Sembra di essere sempre in “Colazione da Tiffany”, perché la sua innata capacità di dare le spalle ai professori l’ha portata a diventare un mito! WHITE: Tra tutti è la ragazza che è migliorata di più,

l’unica cosa che non è mai cambiata è la sua semplicità. MONI: Lei e i suoi capelli folti, ci ha raggiunti in corso d’opera al quarto anno, e rimarrà una di noi. ALE: Primo amico della compagnia del BACON. In questi anni ci sono state poche cose che ci potevano sconvolgere, una di queste era vederti ridere! Ci mancherà la tua faccia da pesce lesso. DANI: Lo potremmo soprannominare “DIO SCESO IN TERRA”. Arrivato all’ultimo anno, si è fatto conoscere come l’”uomo di marmo”. DONDI S.N.C.: Nonostante il suo genio innato per il computer è bastato spostarlo dall’onnisciente Fumagalli per vederlo crollare nella sua vita scolastica. ANNI: L’innamorata cronica, che nonostante l’essersi “innamorata” del suo ex compagno di Consulta, rimane fedele al suo unico amore. (Un saluto a Matteo D’Adda) IL FUMA: L’unico e il solo che, nonostante non sappia cosa sia un libro, è stato capace di farsi affibbiare il nomignolo di “onnisciente”. We love Fuma. GRIZZLY: “Questa verifica mi è andata stra bene…voto: 3!” Nonostante tutto, sei il nostro PR preferito anche se ci hai stressato tutti gli anni con la tua lista RED fino ad arrivare al punto di tatuartela sulla caviglia..sei un cavallo! LINDI: L’amore “segreto” di Ivan Peccati, o forse non tanto segreto.. la ricorderemo per i suoi attacchi di panico per i piccoli insetti che ogni tanto ci vengono a trovare in aula, e per le sue caramelline… CLAUDI: La nostra pallavolista preferita che ha sempre tentato di tener testa al Dio Red ma senza aver molto successo! E’ arrivata dal mondo dei liceali per manife-

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stare la sua grande preparazione..ma siamo sicuri che quest’anno il suo sarà il voto più alto? E se ciò non dovesse accadere, siamo sicuri che rimarrà sempre la migliore.. PEK 92: “IVAN TIRA SU LE BRAGHE”. (Cit. Prof. Frigeri) Quante volte te l’abbiamo detto e tu hai continuato a mostrarci la tua biancheria. Nonostante tutto, il muro ti ringrazia per la tua mano e il tuo piede rotto. RANDA: “Sei come la Madonna di Lourdes..ci appari miracolosamente!” (cit. Prof. Perniceni) È partito come il Bob Marley della 3^C fino a diventare il Boy Art della 5^C. Quest’ultimo anno lo abbiamo spesso visto in modalità “After” con i suoi occhialozzi neri che svicolano l’attenzione dalle sue immense occhiaie. REBU: Secondo amico della compagnia del BACON. Potremmo definirlo l’”uomo scolpito”, se non fosse che solo i maschietti sono stati così fortunati da vederlo con le” vergogne” al vento. LARA: La simpatica discotecara, che spesso ci diletta con i suoi mille tagli di capelli. Ci ricorderemo del duo eterno “Lara e Andri” che ci rendeva sempre partecipi delle loro giornate, nonostante non fre-

gasse a nessuno. DILE: L’eterna seconda Rossini che tenta di superare il suo “cognonimo”, ma con scarsi risultati. È l’unica che crede in Dio Red, e questo ci fa capire il suo grande spessore intellettuale che la porterà ad avere successo! SEROS: Con i tuoi 9.5 in matematica, con i tuoi 10 in economia e informatica..sei sempre molto amato, ma facci copiare agli esami di stato. E se magari ci portassi un po’ di affettati, non sarebbe neanche male… ANDRI: L’anticonformista che nel cercare di essere unica, riesce solo ad essere una delle tante. Ti amiamo lo stesso. SILVI: Il suo futuro è già scritto, la vedremo alla Scala con il suo oboe a far onore

alla 5^C. L’alto livello di abbronzatura della classe potrebbe essere affibbiato al suo immenso sorriso. Grazie di farci risparmiare i soldi delle lampade! VINCI: L’uomo dei trattori, che sogna di andare a cavallo! Lui e i suoi consigli ci hanno portato a migliorare il nostro rapporto con l’”io”!

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GLI STUDENTI Beppe, soprannominato “succhiotto-man”, è abile nel farsi ritirare il telefono durante le lezioni di Economia! La sua posa “ad anfora” nel fare le foto rimarrà nella storia. Forza futuro INGEGNERE! Ali, famose per le sue quintalate di profumo e le sciarpine di sua mamma! La pallavolista della classe, ha una relazione complicata con l’Economia. Tipica la domanda della Frigeri: “Alice hai studiato o spariamo sulla Croce Rossa?”. Dai che la Foppa ti aspetta. Angerum, l’assenteista e l’intuitivo della classe; il lunedì è il suo giorno libero, ma il venerdì è obbligo venire per Educazione Fisica! Tiene alto il fatturato delle Croccantelle. Notizie dell’ultima ora: dicono che il suo motorino è stato avvistato in Burundi!! Forza Ange, lo ritroverai! Bagio, l’arbitro della classe e milanista sfegatato; disposto a seguire ovunque la sua squadra del cuore! Le lezioni di Educazione Fisica sono un optional e le prove fisiche rappresentano per lui un ostacolo della vita. Ci dispiace, ma quest’anno per il Milan è andata male, ritenta l’anno prossimo sarai più fortunato (forse). Barbara, detta anche Barbarella, Baby, Stessa, Batty, Barby... I suoi commenti sarcastici sul vestiario della gente sono un vero must! Non chiedetele di lanciarvi qualcosa, sicuramente vi beccherà in faccia. Ormai abbiamo perso il conto dei tagli di capelli che ha cambiato, ma non preoccuparti, ci piaci cosi! E poi come vendi tu i divani, non li vende nessuno! Berta, cliente fidata di Happiness. Quella intelligente della classe, ma che non capisce come muore Jack di Titanic se ha la testa fuori dall’acqua. Famose le sue serate alle-

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gre dagli avvenimenti “confusi”! Non toccatele il carnevale di Caravaggio perché “Arale” potrebbe mordere!! Simo, il rappresentante d’istituto più figo della storia dell’Oberdan. Famose le sue litigate con la ex e la ripetuta esclamazione: “Daniela, mi sto incazzando!”. Ada Simone che a la fì tal troèret chel del fùrmai! Forza direttore generale! Sarèt, finalmente il 28/03/12, dopo tre anni di sordità, sei ritornata a sentire! Rimarrà nella storia per aver preso 0 in Scienze della Materia nella verifica di recupero.. Ciao ballerina, “Amici di Maria de Filippi” ti aspetta! Ila, meglio conosciuta come Ceres, Google, la Ricciolina... L’open-bar del Diamond è la sua rovina, basta una goccia d’alcool a mandarla fuori di testa (più del solito!!). Anche da sobria nasconde doppi sensi ovunque (batte, tira.. riferimenti puramente casuali!). Prima o poi mangeremo la Rosy (la sua coniglia obesa). Cesana, primula rossa, Besa, Claudio; all’Inglese preferisce il bergamasco! Famosa la sua interrogazione d’Inglese fatta in italiano, voto: 5 ½ ! Quando parla sono più i colpi di tosse che le parole; futuro portiere dell’Atalanta... Mola mia! Code, il watusso della classe, il giorno dopo la partita è sempre offline! Lo potete trovare nell’angolino della classe a mangiare i suoi super panini al prosciutto. Ci mancherà sentire la sua frase: “Ne ho giù una o due, però le recupero!”. Dani, è il taxi personale di Beppe, ma prima o poi lo lascerà a piedi! È la calcolatrice umana della classe, ma è sempre meglio controllare! A quando le nozze? Aspettiamo le par-

tecipazioni. Le testimoni? NATURALMENTE Sara e Giancarla! Mattia, fa sempre piacere vederlo in classe con noi. Non ascoltare il Monaco, non tifare Napoli! :) Albi, detto anche El Sharaawy dei poveri; casualmente quando ha l’interrogazione di Matematica, il suo motorino non parte mai (chiamala coincidenza). Dal suo secondo nome segreto deriva la sua passione per l’Inghilterra: Carlo! Dopo la scarpetta d’oro, ha appeso le scarpe al chiodo! Silvia, detta Silvy, Pilvy, Pilvia... Ogni anno non è degno di nota, senza una sua sclerata! Se la cercate il giovedì sera, la trovate allo ZeroUno. Rassegnati, Silvi, se ci chiedi se abbiamo studiato, la risposta è sempre “NO!”. Veronica, Foschettina (by Bruno)... Chissà che il suo “basso profilo” non sia in realtà una copertura... che sia un’agente segreto? Una vera campionessa a pallavolo, con una silhouette invidiabile, “La Matematica non sarà mai il suo mestiere...” Dai Vero, daga det! Pempo, alias Mattia Agazzi, Polident, il Grinta, Lazzaro, l’uomo-luce, Pinocchio, Chiuchino, Angelo... Famoso per la sua colazione ordinaria all’alba delle 9: estathè e pick-up! Fotografo ufficiale della classe, per lui Pirandello è out! A Pasqua non cercatelo, probabilmente è a Sharm! Ale, ormai non ne possiamo più di sentire: “Scusate c’è Grieco?” No, Grieco non c’è! Non c’è mai quando serve! Assisteremo presto allo scontro dell’anno, Denny vs Pimpa (cane vs coniglio). Melody, chiamata anche Giacobbe, Jacobson, Melodia, Mary, Jacobs... Fornitrice ufficiale di caramelle, la quinta le ha dato al cervello, basta sentire i suoi exploit e le frec-


ciatine nelle ore di lezione! Miss Angurie 2012. Aman, Stato civile: coniugata! Ce l’abbiamo un po’ con lei perché non ci ha invitati al matrimonio! Però la dobbiamo ringraziare perché quando ha portato il suo album ha distratto i prof per mooolte ore. Adesso aspettiamo solo il bebè (possibilmente dopo Luglio). Ari, Una vera icona di style, non esce di casa senza maglietta e scarpe abbinate. Durante le ore di Economia se ne esce spesso con: “Che depressioneeeee!”. Memorabili le litigate con Angelo Mattia Agazzi; e se al cambio dell’ora passate di qua, non dubitate, lei è quella davanti alla porta: irremovibile. Melissa, Meli, Melissa p., SuperVegeta! Immancabili le sue colazioni in classe (la Ferrero l’ha eletta anche cliente dell’anno 2011/12). A Gardaland entra ancora gratis! Chissà come mai... Perilli, “idsdfhsdiiwei-ytiwocvdfnih” è il suo tipico discorso, il gorilla della classe, orgoglioso della sua madrepatria. Classiche le sue discussioni animate con la sua lei che proseguono fino in pensilina. Vai Cindia, basta dormire! (aggiornamento dell’ultima ora: è single! AAA cercasi nuovo amore). Noe, rompere le doppie punte è il suo passatempo durante le lezioni. Isotta è la sua fedele compagna che rimarrà con lei per tutta la vita. Prossimo il matrimonio con il suo arbitro di successo (Pippo). Se vedete una 500 bianca che sfreccia, è lei! Ver, il “viziato” della classe, il suo scopo quotidiano è quello di far innervosire la Franca, “Che bestia che sei!”. Lo svaligiatore del McDonalds, è sempre bello vederlo mangiare! Grazie per aver salvato la nostra cara compagna alla vigilia, senza di te sarebbe ancora in piazza!! Fede,la signorina 4 ½ della 5^D; le sue avventure e i suoi modi di dire non si possono dimenticare! Dopo i biscotti ricchi di calorie è passata alla mela tagliata dalla mamma! Grande Mario, il suo grande papi... Vai Fede, sei una Wastia! I PROF Galvani, la nostra unica ed inimitabile Franca, se non porti la costituzione: “Sei una BESTIA!”. Con lei il diritto è una passeggiata, basta studiarlo giorno per giorno (ma noi amiamo le sfide dell’ultimo minuto!). Grazie di tutto Franca, aspettiamo il suo invito postesami! Rampulla, “ehm..Vediamo chi viene..” E’

cinque anni che ci sopporta, ma nonostante i suoi sforzi la matematica non sarà mai il nostro mestiere! Non dimenticheremo mai le sue fantastiche borse e i suoi sorrisi consolatori dopo l’ennesimo 3! Grazie mille MaryRose! Tinelli, l’unica cosa d’inglese che in cinque anni non è riuscita a farci entrare in testa è che la “i” della parola “friend” non si legge! Non la ringrazieremo mai abbastanza per averci accompagnato nell’unico “viaggio d’istruzione” in terza con il grande Vito! Grazie di tutto Maddi! Frigeri, dall’anno scorso ci ha messo subito in riga, è stato un duro colpo, ma quest’anno andiamo d’amore e d’accordo! Gli aneddoti sui suoi conoscenti (mezzo mondo) sono all’ordine del giorno.. Grazie di tutto Friggy, Il Brasile Ci aspetta dopo gli esami! Brazil nanananananaaa nananananaaa Brazil… Di Maio, l’educazione fisica con lei è un piacere ed il suo registro delle assenze è immacolato! Solare e sorridente, è un mix perfetto di tenerezza.. Come fare a non volerle bene? Finalmente ha capito che il tchoukball non fa per noi, meglio l’acrosport!! Grazie mille Maria! Cozzi, anche lei è con noi dalla prima; le lezioni di religione con lei sono uno spasso e i suoi film sono sempre i migliori!! Sia sincera profe, le mancheranno i concerti di Abbiati, Perilli e Bertoni.. e naturalmente anche Ferrari che ambisce al 10! Grazie mille Barbi, ci mancherà! Formento, arrivato

quest’anno ed è già riuscito a farsi voler bene! Essenziali le sue e-mail, saremmo persi senza i suoi approfondimenti e le sue interrogazioni di recupero! Grazie di tutto, Bobo! Cremaschi, “Pracamente” ha riempito d’allegria le nostre ore di francese! Sempre vestita impeccabile e il suo i-phone non manca mai.. Da quest’anno la civiltà francese comincia a piacerci.. “Preparate le programmate!”. Grazie mille, profe!! De Angelis, la tecnologia è il suo forte, ma non comprate i prodotti samsung o sarete “disprezzati” a vita! Grazie a lei non ci dimenticheremo mai che una bistecca inquina più di un suv! Molto sensibile alle nostre tesine, è una valorosa aiutante! Grazie di tutto, Rox! Vito Bruno, non è riuscito ad accompagnarci fino in quinta, ma i suoi principi cooperativi sono sempre rimasti nei nostri cuori. Oltre a lui, si sente anche la mancanza del laboratorio filosofico e di Pizza Mundial! La sua sorpresa alla Biennale ci ha fatto davvero commuovere! Non vediamo l’ora di rivederla, verremo presto a trovarla! Grazie di tutto Vito! <3

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GLI STUDENTI Brescio… buh! Rappresenta una fondamentale risorsa per le battute della Ravelli. Cesto, la nostra ancora di salvezza nell’economia aziendale sempre pronta ad aiutarci. Grazie di esistere! Passi, la chiamavano l’amazzone, adatta a fare la mamma o l’addestratrice di delfini. Willy, il vagabondo che nel 2015 vivrà a Milano con Rosy e i suoi 2 figli. “Quanto è bbbona”. Saluti dalla tua classe di m***a! Gre, l’umidità è la nemica dei suoi capelli; acidella93 una spanna sopra gli altri (come no). Fonta, il rappresentante di classe, futuro premio Nobel. Un vocabolario vivente, a Wikipedia fa un baffo. Siamo in attesa del nuovo vocabolario Fontanini. Toffe, un pozzo senza fondo per il cibo, cliente assiduo del bar tra pizzette e panini, nutre il suo amore per la Clio. Megg, il tuo capello corto ci ha sconvolto ma qualcuno apprezza, che coraggio! P.S. Basta pensare a Miguel! Giaco, che ha sbagliato scuola non solo il primo giorno ma anche gli altri anni. Talento innato nel disegno. Full, la classe non sarebbe la stessa senza di lui, possiamo definirlo sublime. Un genio a scuola, un cretino fuori. Ciao figliolo! Luzzo, il rappresentante che incarna lo spirito della classe che non ha nulla a che fare con l’altro rappresentante. Lo scienziato pazzo del signoraggio bancario. Apo, il nostro piccolo uomo latino, il creti-

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no di cui la classe ha bisogno, essenziale. Sandra, la figliol prodiga della Ravelli che finalmente in quinta si è comprata uno zaino, impara a ridere in italiano! Pecchia, il milanese miracolato (per caso?) come la sua Inter. Ha origini inglesi ma non parla né in inglese né in italiano. Simo, l’eterno ritardatario. È il primo dell’Oberdan a sfoggiare i pantaloncini corti… sei il migliore! Se vi chiedete di chi è la bici parcheggiata all’entrata da due anni e mezzo… beh, è sua! Nadia, ueeee! Allergica ai compleanni e alle ore di educazione fisica. Bidonara for ever! P.S. Fatti Facebook , il gruppo ti aspetta. Oggio, grazie per averci fatto conoscere la tua amica immaginaria Cindy. In bocca al lupo per i mondiali di danza moderna e portaci un souvenir. Vola come una farfalla e liberati nel cielo, tra le nuvole felici.

Laura, speriamo di non incontrarti mai alla guida e ricordati di passare a Vodafone! Vale R., seguirebbe Ligabue in capo al mondo! Ogni giorno in Africa una gazzella si sveglia e sa che deve correre, lei si sveglia e compra un paio di scarpe. Ire, meglio nota come baby-snow o nevischio. La bidonara che non sa andare in bici. Ci mancheranno le tue stonate canzoni durante le lezioni. Ele, ci mancheranno le tue continue domande ai prof e il tuo iphone-sala giochi! Dema, giocatore di baseball, basket, cricket, scacchi, calcio e tennis. Lui è l’anima sportiva della classe! “Ma lunedì ho la partita” P.S. passa la borraccia. Giuli, la promessa sposa del Ventu: tenera, coccolosa e con la voglia di studiare pari a zero. Mora, fisico da carpentiere, ma cervello da scienziato. Il futuro premio Nobel in Storia. Perché lui è Mora! Impara a scrivere.


Denise, ci mancheranno i festini a casa sua alla American Pie. Passa delle ore a ideare opere artistiche per le sue unghie, peccato che se le mangia in 5 minuti. Vivi, meglio nota come un pinguino con le crisi di nervi. La nostra pupetta che si vanta del suo nipote (figlio). Ci vediamo al bolgia. I PROF Ravelli, avvertenze: tenere fuori dalla portata dei bambinetti. La mancanza del codice civile può provocare effetti collaterali anche gravi. Ciccio Chillé, il super eroe che combatte contro gli evasori, che non dorme pensando al programma o ci pensa prima di mangiare. Ci saluti u’ pipistrellu e tagli i capelli. P.S. Mi raccomando gli aggiornamenti. Bianchi, dati n elementi, per ogni x Є all’insieme 5^E si definisce prof Bianchi “La maga dei numeri”. La seconda mamma che ci ha seguiti dalla 1^. Capone, di fede cattolica milanista, non dimenticheremo mai le sue favole su turchi, impalamenti, tradimenti e tutte le altre parabole del profeta. D’Antonio, nonostante tutto non ha mai ceduto alle nostre continue lusinghe, ma le auguriamo comunque il viaggio nella terra del piacere con chi desidera lei. P.S. Senti Cinzia, tell me about incoterms.

Martino, grande tifoso juventino, il Marco Polo del consiglio docenti, tra le strade pulite dell’Islanda e le piste ciclabili di Amsterdam. Le auguriamo di incontrare un giorno Nina Pacari. Malgieri, non scorderemo mai le sue definizioni di scemo e idiota e dei suoi tentativi di spiegarci il corpo umano. Zecca, quest’anno abbiamo fatto un salto di qualità, dalla lavanderia al mattatoio dell’Oberdan. Abbiamo passato due anni agghiaccianti! Più spritz, meno spread. Gazzola, un nome (Clemenza) che rispecchia la sua anima o almeno la nostra speranza. Durante le sue lezioni abbiamo dato libero sfogo ai doppi sensi e alle parafrasi più improbabili. Pasini, la segreta amante di Petrini, ma innamorata anche di Rifkin. Ha trovato il suo nido segreto: il kilometro rosso.

I 10 COMANDAMENTI della 5^E 1) Mora quando dice: “ho detto che vengo, allora vengo”, vuol dire che non verrà. 2) Se non senti le canzoni dei Nomadi, vuol dire che Willy è assente. 3) Se vedi il Brescio studiare capisci che i Maya avevano ragione, è la fine del mondo. 4) Se Vivi è tranquilla, stai sognando. 5) Se Jaqueline è interrogata prima di te, preparati… tanto non verrà. 6) Se Nadia non è presente, si va in gita o è domenica. 7) Se Fonta non conosce un vocabolo, vuol dire che non esiste. 8) Se il Toffe non mangia, preoccupati. 9) Se non te ne accorgi della presenza del Brescio, vuol dire che è presente. 10) Willy quando dice “è bbbona” vuol dire che è bbbona.

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GLI STUDENTI Ele Se il buongiorno si vede dal mattino, con lei bisogna stare attenti, ma non si può non volerle bene. Insomma, che mondo sarebbe senza di Elena?! Simo Donne! Se cercate Simone lo trovate al Setai! Qualità richieste: respirare. Se siete interessate dovete presentarvi a lui dicendo: "LODETTI, COME LA VVVVVUOI LA PPPPASHHHHTA???" Vitto Fondo monetario Barone Spa cercasi donazioni per mantenimento macchinette e coniuge. Attenzione! Sulla Panda, Barone, danneggia la popolazione! Vale Numero di sbadigli durante l'ora di economia: ILLIMITATI! E' dalla prima che stiamo cercando di farla crescere, ma i tentativi invani ci hanno portato alla rinuncia. Non esiste vale senza pacchetto di schiacciatine alle 8:00 di mattina. Pilly Inspiegabile fenomeno-Pilenga: tutti 9 in pagella, ma crucipixel e cruciverba non mancano mai in cartella! Zibe Prof: iniziamo il nuovo paragrafo di storia.

Zibe: bene! Battiamo Fruit Ninja!

il record a

Piero Consigliere interrogato. Piero: non esco prof, sono impreparato! Prof: esci, almeno prendi 4 e non 2. Piero: se faccio il giro della classe mi mette 6?

Laura Appassionata di fumetti e dei Queen. Lei e l'educazione fisica sono posti su due estremi molto lontani. Chissà se un giorno

Vane Lei e le sue interminabili storie amorose! Se si dovesse fare una serie televisiva manderebbe in malora Beautiful! Fina Se cercate Michi non fatelo dalle 3 alle 4 perchè è irraggiungibile. Causa: Uomini e donne! Ci chiediamo come abbia fatto a sopportare Defi per tutti questi anni! Trap Lei vuole una vita spericolata sulla sua Peugeot 206! In compagnia della sua amica fidata Valentina gireranno il mondo sulle note di Vasco....... Sperando che non guidi Vale! Manu I suoi occhi parlano, ma non è abbastanza! La sua voce (strillante) rende meglio tutti i concetti da lei proposti. Grande fan di Dragonball, è alla ricerca delle sette sfere per riportare in vita quei neuroni ormai perduti! Eri Più conosciuta come "Defi" o come "Dragone". Una personalità molto strana e diligente, ama l'ordine, ma non sappiamo quanto questo possa regnare nella sua testolina. Chiari Acquistata in

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seconda e mai lasciata. I suoi insuccessi matematici resteranno nella storia. Lei e l'amico BERGAMASCO D.O.C. si dirigono a scuola in motorino nelle fresche mattinate di primavera... mai una volta puntuali, s'intenda!

riusciranno ad incontrarsi?? Funghi No funghi, no polemica! Se Funghi vuoi trovare, fuori devi andare ma attenti, non fatela sfollare! Ari Arianna Blini, 5 anni con noi, e un mistero la sua voce! Vanessa e Arianna, 2 corpi un’anima! Boni Ordine maniacale, disastro mentale, per lei i fogli non sono da sprecare, gli appunti fino alla fine della pagina devono arrivare. Ceci Con l’acqua frizzante, l’attenzione di Ceci è “sempre” brillante, e se vediamo lo yogurt al cocco vuol dire che la campanella ha fatto il suo rintocco. Da non dimenticare: finestrini della macchina giù, capelli su e l’Hardcore in macchina ha un tocco in più.


I PROF Gazzola: ci sono voluti quattro anni per ‘scrivere un tema con sintassi corretta dev’essere uno dei vostri presupposti per un esame di maturità’, chissà se alla fine qualcosa è servito. Indimenticabili le ore di italiano e di storia che, per qualche strana ragione, si rifacevano sempre a doppi sensi ambigui e nascosti! Grazie di tutto! Barazzetti: la nostra prima coordinatrice di classe, sempre impeccabile e rigorosamente legata ai suoi alunni. Una seconda mamma, insomma… Grazie per tutti i rimproveri sulla fonetica e, in particolar modo, per i rimproveri su “GREAT” e “FRUIT”. Non li dimenticheremo facilmente. Sandretti: è bastato un anno per capire che “il commercio, seppur noioso, è da fare… che vi piaccia o no”. Interminabili le ore di letteratura e molto frequenti gli attacchi d’ira per la poca attenzione. Resta comunque una Madame Sandretti coi fiocchi! Ferrata: il tedesco diventa quasi divertente quando è quella vocina a spiegarcelo. E’ obbligatorio ricordare le discussioni pre e post verifiche… ha tenuto sempre testa a 18 alunni come noi, direi che il voto per la pazienza è un meritato 8. Viele Danke! Capelli: sono stati vari gli insuccessi nella sua materia ma il suo sorriso e la sua

allegria hanno permesso anche a quelli più in difficoltà di raggiungere risultati QUASI soddisfacenti. Grazie di tutto! Carriere: sempre sospettosa e finta dura. Siamo riusciti ad instaurare un rapporto con lei… civile. Anche qui sono molti gli insuccessi che ci hanno accompagnato durante l’anno ma col suo “ci siamo fin qui?”, abbiamo capito che dovevamo restare al suo passo. Grazie per la pazienza e grazie per quei sorrisi trattenuti. Capone: le ore di religione in questi quattro anni insieme hanno assunto vari significati. Amando cosi tanto il suo lavoro, è riuscito a trasmetterci la passione per la sua materia… “Voi siete accidiosi, siete l’esempio pratico… e teorico”. Grazie, Capone! Di Maio: che dire, che dire di una Donna così. Una Donna con la ‘D’ maiuscola. Ci ha accompagnati per tre lunghi anni che

sono stati all’insegna di arrabbiature, uscite prima, risate e anche abbracci che son serviti. Da’ sempre una carica in più ai suoi studenti senza però dimenticare che IL RISPETTO VIENE PRIMA DI TUTTO e che i tre giri di corsa sono obbligatori. Paramatti: il suo cuore appartiene all’arte e l’abbiamo capito sin dal primo giorno in cui ha messo piede nella nostra aula buia. Un ‘rivoluzionario’ che ama mettere in pratica tutto quello che sa fino a farlo entrare nella testa di noi studenti. Grazie infinite! De Angelis: con il suo amato inglese, che nomina in ogni sua lezione di geografia, ha saputo trasmettere, così come McLuhan, che "THE MEDIA IS THE MESSAGE AND THE MESSAGE IS THE MASSAGE"! Grazie mille anche a lei per questi nove mesi passati insieme!

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PREMI0 1 Cinque ragazzi della redazione ritirano il premio nazionale al giornalino

Fabio Fontana ► 5ªE

È

stato un vero e proprio tour de force il viaggio della redazione del giornalino Partita Tripla a Benevento, l’8 e il 9 maggio 2012, per ritirare il premio ideato dall’Ordine dei Giornalisti “Fare il giornale nelle scuole”, vinto con altre nove pubblicazioni nella categoria “giornali online”. Il nucleo storico della redazione (formato da Elena Danelli, Fabio Fontana, Mateusz Luczkowiak, Sandra Luketić e Fulvio Nossa, tutti di 5ªE) con le docenti Andreina Pasini e Clemenza Gazzola ha preso a Treviglio il treno delle 7.02 per Milano Centrale, dove è salito sul Frecciarossa con direzione Napoli ed infine su un regionale per Benevento. Un itinerario tortuoso ma necessario per giungere puntuali al primo evento della due giorni: una tavola rotonda sull’informazione nel mondo dello sport con Fabrizio Bocca, inviato sportivo de La Repubblica, Francesco Colonnese, ex calciatore e attuale opinionista, Giancarlo Ghirra, segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e Guido D’Ubaldo, capo servizio del Corriere dello Sport. I partecipanti al dibattito hanno raccontato i cambiamenti del giornalismo sportivo negli ultimi anni, durante i quali il giro affaristico legato soprattutto al calcio è aumentato enormemente e ha corrotto i valori sportivi. L’evoluzione dei media in generale ha influito anche sull’informazione dello sport. Oggi con la televisione e soprattut-

to con il web, il giornalista della carta stampata deve offrire qualcosa di più dei suoi concorrenti, la riflessione e l’analisi. In seguito, il discorso si è allargato ai grandi temi dell’informazione (la libertà di stampa e di critica, il rapporto con gli editori, quello dei giornalisti con le persone di cui devono parlare), sempre riferendosi al mondo dello sport che, nel suo piccolo, presenta le stesse caratteristiche e le stesse anomalie dell’informazione politica ed economica. Successivamente, dal pubblico sono giunte domande per il palco inerenti anche a fatti recenti di cronaca sul mondo sportivo come la morte di Morosini e la pubblicazione delle foto del

Sotto, Fulvio Nossa e Mateusz Luczkowiak (5ªE) con Francesco Colonnese.

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momento in cui è stato colpito dall’infarto. Giusto il tempo di cenare e riposare presso un hotel di Benevento ed era già il mattino successivo. Alle 11 è iniziata la cerimonia di premiazione all’interno del cinema della città. Centinaia e centinaia di studenti con i loro docenti, presidi, genitori erano accorsi da tutta Italia per assistere all’evento. Oltre 400 i giornalini partecipanti, 40 quelli premiati (dieci per ogni categoria: scuole elementari, medie, superiori e giornali sul web). La cerimonia è stata preceduta dal saluto della giuria esaminatrice e del segretario nazionale dell’Ordine, Giancarlo Ghirra. In particolare, quest’ultimo ha fatto una riflessione sulla libertà di stampa, vero e proprio pilastro della professione del giornalista, e ha ricordato che la libertà di espressione determina la democrazia di un paese. Finita la premiazione, ci siamo subito messi sulla via del ritorno. Non capita tutti i giorni di ricevere un riconoscimento di tale prestigio, quindi vorremmo ringraziare la scuola che ci ha permesso di attraversare la penisola per ritirarlo ma soprattutto gli studenti che hanno collaborato lo scorso anno e anche in questo alla realizzazione di questo progetto perché, senza chi scrive, nessun giornale potrebbe esistere.


PREMI0 2 Altro premio per il giornalino, ritirato in una città tutta da scoprire

Stefania Andreolli Federica Bonissoni Federica Moriggi Chiara Sparro

► ► ► ►

3ªE 3ªE 3ªE 3ªE

N

on sempre il sabato si conclude tra i banchi di scuola con il suono della campanella, capita anche che si parta con un mini-pulmino con meta Modena, una città tutta da scoprire. Questo è quanto ci è accaduto sabato 3 marzo 2012, quando la Redazione del Giornalino d’Istituto, “Partita Tripla”, si è trasferita armi e bagagli e con le prof.sse Clemenza Gazzola e Andreina Pasini in quella città per ricevere un importante riconoscimento nell’ambito del Concorso Nazionale di Giornalismo Scolastico “Prima Pagina”. La prima tappa era prevista presso il Foro Boario, dove siamo stati accolti, intervistati e fotografati e dove un curioso e purtroppo ignoto poeta di nome Iago ci ha coinvolto in un gioco di parole: da tre nostre parole pronunciate casualmente ha composto una poesia in nostro onore. Eccola:

Nel SILENZIO, che è d’oro per comune assensi vedo correre il CAVALLO

alato della fede, con esso sposo la SPERANZA che resta.

Nel pomeriggio il prof. Pino Ligabue, scrittore e docente universitario in pensione, ci ha portati alla scoperta di Modena. Con straordinaria eloquenza e simpatia ci ha mostrato angoli nascosti della città e fatto conoscere curiosità culturali ed artistiche che da soli Il prof. Pino Ligabue non avremmo mai potuto scoprire, la chiesa di Sant’Agostino, il Duomo, la Casa Medievale, la Sinagoga, mescolando le sue spiegazioni con spiritosi aneddoti in lingua locale. Dopo la visita e un ottimo gelato in Piazza

Roma ci siamo concessi una cena all’aperto in un tipico locale del centro. In verità abbiamo anche preso parte alla movida della città, passeggiando per le vie affollate da giovani e godendoci i colori del tramonto e…, ebbene sì, abbiamo anche ceduto alla tentazione dello shopping. Arrivata la sera, alle 21.30 circa siamo finalmente giunti a destinazione: l'Auditorium della Chiesa San Carlo dove si è svolta la cerimonia di premiazione del premio di giornalismo scolastico “Prima pagina”, condotta da Raffaella Cesaroni, giornalista di SkyTg24. Agli studenti della Redazione di "Partita Tripla" è stata consegnata una “Menzione Speciale” per i cinquant'anni di storia del nostro giornale.

VOLONTARIATO Una ragazza dell’Oberdan racconta la sua esperienza nel sociale

Angela Iannaccone ► 4ªI

L

unedì 5 dicembre 2011, Giornata Internazionale del Volontariato, alcuni responsabili delle associazioni umanitarie senza scopo di lucro presenti a Treviglio e dintorni si sono riuniti verso le 17 nell’auditorio della Cassa Rurale per ricevere un riconoscimento e per avere la possibilità di far conoscere le proprie iniziative ad un pubblico più vasto. Sono intervenuti, per raccontare le proprie impressioni, anche alcuni ragazzi di Istituti superiori e Università. Come rappresentante dell’ITC “G. Oberdan” c’ero io, Angela Iannaccone, di 4ªI. Mi è stato chiesto di esprimere un’opinione riguardo le attività di volonta-

riato svolte da me e da altri alunni della nostra scuola. Sono intervenuta, visibilmente emozionata, subito dopo Irina, una coetanea dell’Istituto Zenale. Ho esordito con queste parole: “Buonasera a tutti! Io sono Angela e la mia esperienza è molto simile a quella di Irina, ma desidero comunque raccontarvela. Io rappresento le circa 40 ragazze dell’Istituto Tecnico Commerciale G. Oberdan che in questi due anni hanno partecipato ai corsi pomeridiani di animazione sociale. L’anno scorso, durante gli incontri, si è cercato di approfondire la conoscenza di se stessi, mentre quest’anno ci siamo dedicate alla pratica mediante una messa in gioco personale. È stata un’esperienza positiva, nonché un’occasione per conoscere nuove perso-

ne all’interno dell’Istituto stesso e, l’anno scorso, anche in altri Istituti. Tutto ciò che abbiamo imparato non verrà dimenticato, anzi, lo stiamo già mettendo in pratica nelle diverse attività di volontariato che ciascuna di noi svolge. Io stessa, per esempio, aiuto i ragazzi della Scuola media “T. Grossi” ad eseguire i compiti presso l’oratorio S. Pietro e, una volta al mese, insieme agli altri volontari, festeggio i loro compleanni. Dunque vorrei ringraziare la Cassa Rurale, il Dirigente Scolastico Maria Gloria Bertolini e la docente Antonella Barazzetti per averci concesso questa opportunità. Grazie davvero!” Mi auguro che questo incontro abbia fatto riflettere tutti i presenti e che in futuro il numero di volontari possa aumentare.

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L’ISTITUTO Gli studenti si esprimono con una nuova istituzione: il Comitato Studentesco

Giulia Carolei ► 4ªM Cristian Colombi ► 4ªM

Q

uest’anno il nostro istituto ha deciso di introdurre una nuova istituzione, chiamata Comitato Studentesco, per permettere agli studenti di partecipare attivamente a tutte le decisioni che li riguardano inerenti alla gestione della scuola. Questo nuovo organismo è competente a trattare ogni questione che interessi la vita degli studenti all'interno dell’istituto; inoltre esprime pareri e formula proposte che possono essere comunicati ai consigli di classe o al consiglio d'istituto. Fanno parte di tale comitato tutti i 74 rappresentanti di classe, i rappresentanti d’istituto (Luca De Bellis 5ªA, Jacopo Amadei 4ªE, Nino Grizzuti 5ªC e Marco Palomba 4ª Sirio) e i rappresentanti della consulta provinciale studentesca (Enrico

18 ► Partita Tripla

Viganò 4ªC e Annachiara Ferrandi 5ªC). Il comitato così formato nomina un presidente ed un vicepresidente con votazione segreta. Non sono eleggibili i rappresentanti d’istituto e della consulta; a sua volta poi il presidente nomina un segretario. Le funzioni di carattere organizzativo sono delegate alle commissioni, composte da un massimo di 7 alunni, ma almeno da un membro del comitato studentesco che assumerà il ruolo di referente. Le commissioni formate quest’anno sono 6: commissione eventi e feste, commissione sport e tornei, commissione uscite didattiche e viaggi, commissione volonta-

Commissione marketing Organizzazione delle foto di istituto. Commissione uscite didattiche e viaggi Raccolta di proposte per i viaggi d’istruzione del prossimo anno e successiva organizzazione, monitoraggio dei viaggi d’istruzione e delle uscite didattiche dell’anno scolastico. Commissione eventi e feste Organizzazione della festa di fine

riato e commissione web team e commissione marketing. Adesso entriamo un po’ più nello specifico vedendo quali sono le funzioni degli organi direttivi: il Presidente (Alessandro Rondanini della 4ªB eletto con 41 voti) ha svariati compiti che sono principalmente: convocare l’assemblea e garantirne lo svolgimento democratico e regolare, controllare ed eventualmente provvedere che le attività delle Commissioni e del Comitato siano adeguatamente pubblicizzate nell'Istituto, monitorare l’attività delle commissioni; il vicepresidente (Giulia Carolei della 4ªM eletta con 37 voti) deve coordinare il lavoro delle commissioni, affiancare e supportare il presidente in tutti i suoi incarichi; infine il segretario (Cristian Colombi della 4ªM, nominato dal Presidente) ha il compito di redigere il verbale di ogni seduta, curare le procedure di voto e di scrutinio, controllare le presenze ed inviare copia del verbale agli assenti e al Dirigente scolastico. Nonostante le attività proposte dal comitato e i progetti delle commissioni non siano stati tutti realizzati, il bilancio dell’attività di questo nuovo organismo è senz’altro positivo in quanto ha dato a tutti i componenti la possibilità di mettersi in gioco, confrontando idee ed elaborando progetti, ha stimolato una maggiore consapevolezza dei propri diritti e doveri, ha spinto verso una maggiore responsabilità e senso di appartenenza.

anno. Commissione sport e tornei Organizzazione dei tornei sportivi d’istituto e monitoraggio di tutte le partite. Commissione volontariato Organizzazione e monitoraggio di tutte le attività di volontariato. Commissione web team Realizzazione del logo dell’I.T.C. G. Oberdan.


MUSICA Due studenti partecipano con il proprio pezzo ad un concorso nazionale

Angela Iannaccone ► 4ªI

I

primi giorni di marzo, io (Angela Iannaccone, 18 anni, frequentante la classe 4ªI dell'ITC “G. Oberdan”) e un mio compagno (Paolo Ferri, 16 anni, frequentante la classe 2ªE del medesimo istituto) siamo venuti a conoscenza del concorso “1° Trofeo della Nuova Musica Italiana. 7 Note dalla scuola” da un'insegnante in comune, la quale ci ha presentati. Inutile dire che la proposta allettava alquanto entrambi, così ci siamo divisi i compiti: io avrei scritto il testo della canzone e l'avrei cantato, mentre Paolo avrebbe pensato agli arrangiamenti e avrebbe suonato la sua chitarra. Nei giorni seguenti ci siamo scambiati diversi suggerimenti e idee via mail fino a trovare un

accordo. Abbiamo stabilito quanti e quali strumenti avremmo usato e abbiamo deciso quale tra le diverse bozze che avevo preparato si sarebbe trasformata nel testo definitivo. A questo punto Paolo ha iniziato a provare diversi accordi in cerca del “nostro ACCORDO”, quello che avrebbe colpito maggiormente il nostro ipotetico pubblico. Anche il momento della registrazione non è stato semplice, poiché bastava poco per perdere il tempo e Paolo ha dovuto chiedere ad un amico di contargli le battute e i quarti per riuscire nell'intento. Ci sono voluti tre giorni e numerosi tentativi. Intanto che Paolo si occupava della musica, io elaboravo le parole della canzone cercando di rendere più chiaro possibile il messaggio che volevo trasmettere. L'idea era creare una metafora per indicare i due diversi mondi che, a mio parere, esi-

stono, o v ve ro quello in cui viviamo e quello in cui vorremmo vivere. Nel mondo che desideriamo non esistono problemi, ma solo pace e gioia. Questo mondo migliore esisterebbe se tutti si aprissero agli altri evitando di pensare solo a se stessi. Così ho immaginato che alla protagonista, nella quale mi rispecchio, ma che non ha niente di diverso da qualunque altro ragazzo di oggi, apparisse un “piccolo amico”… All’inizio era poco visibile, lei ci prestò poca attenzione, visto che “sembrava uno dei tanti che incontri per strada, poi te lo scordi” finché, finalmente, quando aprì gli occhi si accorse “che c'era

qualcosa”, era speciale. Era felice perché viveva in un mondo migliore dove l'erba era verde, il cielo blu, il vento leggero, al contrario del mondo reale dove tutto appare più cupo e nero. Trascorreva belle giornate perché affrontava la vita con il sorriso. Siccome io e Paolo abbiamo svolto i nostri compiti contemporaneamente abbiamo

dovuto lavorare in maniera inusuale, poiché è stato necessario adattare il testo alla musica e non il contrario. Così abbiamo iniziato ad incontrarci a scuola di pomeriggio per apportare le eventuali correzioni. Abbiamo cambiato diverse parole e accorciato alcune frasi, per poi iniziare a cercare la giusta intonazione. Questa è stata una delle parti più difficili ma, una volta decisa e imparata, abbiamo provato un senso di soddisfazione enorme. Giorno per giorno abbiamo provato la canzone più volte, fino a stabilire la versione definitiva e il primo aprile ci siamo trovati a casa di Paolo per registrarla. Non avendo a disposizione un vero e proprio studio abbiamo utilizzato il computer e abbiamo messo il microfono nell'armadio nel quale avevamo precedentemente posizionato un grande cuscino nella speranza che ci garantisse un'acustica migliore. Infine abbiamo chiesto al fratello di Paolo di suonare il saxofono e abbiamo aggiunto questo strumento alla nostra prima canzone. Felici e realizzati, dovevamo ormai decidere il titolo e un nome per il gruppo. Per il primo è stato abbastanza facile, poiché non abbiamo fatto altro che cercare nei versi del testo le parole-chiave, così è nato: “Il Mistero del Sorriso”. Per il secondo, invece, siamo rimasti senza trovarne uno fino ad oggi, ammutolendoci ogni volta che ci veniva chiesto qualcosa a riguardo. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di chiamarci i “Menonome”, convinti che la nostra musica e i nostri sogni sopperiscano a questa mancanza…

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LA LETTURA L’ultimo romanzo di A. D’Avenia: riflessioni sul senso della lettura

Federica Bonissoni ► 3ªE

S

to davvero iniziando a credere che i libri parlino! Raccontano storie che a volte sembra che non significhino niente, che siano senza senso, ma in realtà dentro di noi quelle storie lasciano un segno. Mi capitava spesso di prendere un libro, iniziare a leggere i primi capitoli e poi di non leggerlo più, non perché non lo trovassi interessante, ma perché mi stancavo molto in fretta di leggere e quindi abbandonavo i libri così, lasciandoli sul mio comodino per mesi, finché non dovevo riportarli in biblioteca oppure fino a che mia mamma non li riponeva nella libreria. Era successo anche con il libro “Bianca come il latte, rossa come il sangue”; l’avevo preso in biblioteca, ho letto i primi capitoli, e poi l’ho “dimenticato” sul comodino fino a quando non è arrivato il momento di restituirlo in biblioteca. Quando l’ho riletto, e questa volta l’ho finito, anche perché mi serviva per la scuola, mi sono resa conto che in realtà è uno dei libri che più mi ha interessato. Da allora ho iniziato a finire la lettura dei libri, perché ho scoperto che in realtà, dietro la storia narrata, si nascondono tante altre storie, alcune forse sono solo frutto della mia immaginazione, altre invece sono insegnamenti che potrebbero essermi, in qualche modo, anche utili. Non so come sia possibile, ma l’ultimo libro che ho letto, “Cose che nessuno sa”, l’ho terminato in soli quattro giorni. Non avevo mai letto prima d’ora un libro in così poco tempo e con così tanto interesse. Non so perché, ma la voglia di conoscere lo sviluppo della storia mi portava a riempire ogni singolo momento libero con la lettura. Inizialmente ero curiosa di sapere, vedere le vite di tre persone normali, che

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“viaggiano in parallelo”; questa trama mi portava a immaginare un possibile punto d’incontro ed ero curiosa di sapere quale fosse, dovevo sapere cosa avevano in comune quelle vite. Probabilmente mi incuriosiva anche uno dei personaggi, un professore delle superiori, di cui venivano raccontate anche le vicende personali. In effetti capita che uno studente si chieda come sia la vita di un professore fuori dalla scuola ed è difficile per uno studente immaginarlo. Riflettendo su questo libro mi sono accorta che in fondo la vita di un professore non è poi molto diversa dalla vita di una qualsiasi altra persona, solo che è difficile da immaginare. Continuando a leggere mi piaceva anche entrare nelle vite di questi personaggi, entrare singolarmente in ognuno di loro: mi immaginavo la storia come se io fossi una di quelle persone; la storia era mia, stava parlando di me, ero io che la raccontavo. E in ogni personaggio trovavo un dettaglio, un particolare, un modo di fare molto simile a ciò che io sono. In Giulio ritrovavo il mio modo di osservare, la mia attenzione ai dettagli, la ricerca delle emozioni delle persone guardando le loro mani; il personaggio di Margherita richiamava molti aspetti della mia vita: i contrasti con la madre, il suo modo di cercare di dare una spiegazione a tutto ciò che accade (anche quando sai che è impossibile avere una risposta), il suo coraggio che la porta a partire alla ricerca del padre, senza sapere dove e con chi sia, un coraggio che cerco di avere, ma che forse non ho. Tante volte vorrei rischiare per qualcosa, ma la paura mi impedisce di farlo e quindi credo probabilmente di avere un po’ di invidia per il suo coraggio. Ed infine il prof, con quella paura che Stella, la sua fidanzata, gli legge sul volto, la paura di affrontare la realtà, di mettersi in gioco, la paura di amare. Ma chi non l’ha? Chi non ha paura di amare? Tutti ce

l’hanno. È un rischio che si corre, affidarsi all’altro è rischioso, per questo fa paura, ma guardando quelli che dopo aver rischiato sono arrivati a passare tutta la vita insieme, beh, si può dire che ne vale la pena! “… e tentare di avere care le domande stesse come stanze serrate e libri in una lingua molto straniera. Non cercare ora risposte che non possono venire da te perché non le potresti vivere. E di questo si tratta: di vivere tutto. Vivi ora le domande. Forse ti avvicinerai così, a poco a poco, senza avvertirlo, a vivere un giorno lontano, la risposta.” Poniamoci tutte le domande che vogliamo, continuiamo a porcele per tutta la vita, e viviamo aspettando, prima o poi le risposte giuste le troveremo, anzi arriveranno da sole, si tratterà solo di coglierle. Solo quando avremo risposto a tutte le domande che ci saremo posti potremo dire di aver vissuto, di aver capito la VITA e cosa significa VIVERE. Ma a certe domande credo che non possa esserci una risposta, alcune cose sono così e basta, nessuno ha mai trovato una spiegazione, sono “cose che nessuno sa”.


L’ISTITUTO Dopo un’interessante conversazione con la preside cercherò di spiegarvelo

Davide Coita ► 2ªA

Q

uest’anno, come pure per i precedenti, nell’agenda scolastica si sono annotate solo uscite didattiche e non di più. Sto parlando di quelle “pseudo -gite” che terminano con il suonare della campanella, per intenderci senza troppi tecnicismi. Tuttavia è crescente la richiesta di un viaggio degno della “V” maiuscola che possa coniugare due valori quali l’istruzione e la socializzazione vedendo e toccando con mano le realtà, purtroppo, conosciute solo sui libri.

La formazione di noi giovani, quindi l’acquisizione di competenze professionali da spendere nel mercato del lavoro è indubbiamente di fondamentale importanza per la tanto agognata crescita economica. Penso che le gite contribuiscano al conseguimento degli obiettivi appena enunciati. Ma allora per quale motivo non abbiamo effettuato niente di tutto ciò?

In primis perché, quella di approvare e deliberare i viaggi d’istruzione, scegliere il docente accompagnatore nonché la meta, è una scelta che compete al Consiglio di Classe. In secondo luogo possiamo attribuire la responsabilità alla devastante, lacerante e impetuosa crisi economico-finanziaria che si è abbattuta agli inizi del 2008 sull’Occidente e sull’Eurozona mettendo in difficoltà lo Stato Italiano. Ai ministeri sono stati tagliati i fondi e, più nello specifico, sono venuti a mancare 8 miliardi a quello dell’Istruzione. Togliendo finanziamenti alla scuola, prima destinatoci, è ovvio che dobbiamo dare la priorità ai servizi essenziali e necessari. Non possiamo elargire risorse per i viaggi d’istruzione, un tempo consuetudinari. Se, paradossalmente, un professore aves-

se una lezione di cinque ore in 1ªA e dovesse accompagnare la 2ªA a Venezia, la scuola dovrà pagare sia il supplente che sta in 1ªA sia quello che, non per un mattino bensì per una giornata, visita il capoluogo Veneto. Vi è poi il vincolo (che ci è sempre stato e

SENTITE IN 5ªA Prof. Figlioli (entrando in classe): «Ragazzi, evitate di spruzzare profumi o deodoranti perché sono allergica»… «Oggi chiamiamo Legramandi» Legramandi: «Prof, la avviso che sono pieno di profumo»

sempre ci sarà) della buona condotta della classe tutta. Secondo le previsioni, l’austerità sarà protagonista dei prossimi anni ed il pacchetto delle opportunità che l’apparato scolastico potrà offrire sarà sempre più magro. E sono convinto dovremo pazientare e “accontentarci” delle uscite scolastiche. Concludo con un appello rivolto alla classe dirigente di questo magnifico, sciagurato, variegato e brillante paese: è essenziale investire nella ricerca e nella formazione dei futuri cittadini per ritornare a crescere e per innovarci diventando finalmente una nazione che può competere con l’Europa e con il Mondo.

Prof. Sangalli a Degra: «Il lupo perde il pelo ma non il vizio!» Sabrina: «Infatti Degra è pelato!» Piana: «Sento un velo di ironia in questa frase!» Prof. Benvenuto: «Un velo?! Ma c’è una coperta!»

SENTITE IN 5ªB Nicola a Marco: «Mi sa che ho perso una lente, ti vedo bello!»

Nicola a Valeria: «Cosa ridi Rini?! Tu hai trovato il cervello nelle Wacko’s!»

Rini durante l’interrogazione: «La figura dell’estetista di D’Annunzio…»

SENTITE IN 5ªE (Jacopo sta leggendo un articolo di giornale) Prof. Gazzola: «Ma ce la fai a leggere?» Apo: «Non riesco così, va troppo a capo!»

Prof. Consonni: «Bisogna fare la traduzione simultanea delle frasi!» Sonia: «Come simultanea? Ci dia almeno un minuto per pensare!» Prof. Consonni: «Un minuto?! In un minuto si può fare anche un figlio!» Prof. Paramatti: «Cos’è per gli italiani la Palma?» Nicola: «La Palmas?» Mara: «La domenica delle Palme!» Nicola: «Fì, vado tutte le domeniche a messa se c’è la domenica della Palmas!»

Prof. Gazzola: «Dove era imprigionato Mussolini?» Luzzo: «Ad Azkaban!» Prof. Gazzola: «Manuel, tu sai commentare questa strofa?» Diversi secondi dopo... Manuel: «Quale strofa?»

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VIAGGIO D’ISTRUZIONE Le cronache delle ragazze e Anna Biffi ► 4ªH

A

week with an English family, five days in a new school and an unforgettable journey to Canterbury. This is how I can describe my first experience on a language stage in the UK. It all took place in England, from 4th to 10th March together with 74 students from my school and five teachers. There were a lot of my friends who have never travelled by plane, so it was an

enjoyable experience. On Sunday we took of from Bergamo at and landed in Stanstead Airport (London) after two hours. A cute boy was waiting for our group to take us from London to Canterbury. After a very long but nice trip, we arrived in a Medieval Town where our host families were waiting for us. Our adventure had started! The following day we had our first lesson at Concorde International School and, after a well-structuredtest, we were divided into different level classes. Luckily I made a lot of new friends and we had a lot of fun together. During the lessons I learnt a lot about Canterbury’s history and I discovered different ways of living in England. On our last day, at school, we had the opportunity to go around the streets to interview some people. For example, I learnt that the most English people create their fashion styles and appreciate all the others. We also went Sopra, l’entrata della cattedrale, questo il suo interno. sightseeing in

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Canterbury: the Museum, the Cathedral, the Weavers’ House, the Great Stour River. When I entered Canterbury Cathedral, it took my breath away: it was full of art and it reminded me of what I had studied at school about Gothic Art. I was fascinated by Leeds’ Castle too even if the weather was horrible. It rained cats and dogs! Nevertheless the gardens, the landscape and the rooms inside the building were amazing. Most people believe British food is disgusting, well, my English “mum” wasn’t a bed cook at all! My family was also nice and polite; I was very happy for them! Their home was a comfortable enough and quite nicely decorated. On Saturday we were very sad as we had to leave. I thank the teachers who gave us this fantastic opportunity and I can say that I really enjoyed everything and I’ll never forget this special week! One thing is for sure: I’ll go back!


dei ragazzi delle quarte Erica dalla cittadina britannica

Sara Dognini Maddalena Lanzini Eva Legramandi Gian Marco Manenti Antonella Pavon Sofia Sassi Iulia Trana

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4ªI 4ªI 4ªI 4ªI 4ªI 4ªI 4ªI

ioggia e vento, ma tante emozioni: this is England! Salutata la nostra soleggiata Italia, noi ragazzi di 4ªI, accompagnati dalla professoressa S. Mandelli, insieme ad altre classi dell’Istituto “Oberdan”, siamo atterrati nel grigio pomeriggio del 4 marzo alle 18.15 (ora inglese) all’aeroporto londinese di Stanstead. Provvisti di bagagli, zainetto e un pizzico di curiosità, eravamo pronti ad affrontare una nuova esperienza di studio della lingua inglese, nell’antica cittadina di Canterbury. Per consentire un migliore approccio con la cultura locale, siamo stati ospitati dalle famiglie inglesi per una breve, ma intensa, settimana.

Le nostre giornate erano organizzate dalla “Concorde International”, la scuola presso la quale seguivamo dei corsi mattutini. Nel pomeriggio invece, accompagnati da guide competenti, abbiamo potuto visitare le più importanti attrazioni della città e non solo. Tra queste l’imponente cattedrale, il cuore pulsante della storia di Canterbury, famosa per l’omicidio dell’arcivescovo Thomas Becket, avvenuto nel 1170 a causa di un equivoco tra il re e i suoi cavalieri. Ci è rimasto particolarmente impresso anche il castello di Leeds, dimora di innumerevoli sovrani inglesi, tra i quali il celebre Enrico VIII. Il suo maestoso giardino, la sua vegetazione rigogliosa e la curiosa presenza di coloratissimi pavoni che, vanitosi, posavano per le nostre foto, hanno fatto sì che questo luogo rientrasse nella nostra lista dei posti assolutamente da rivedere. “Ladies and Gentlemen,

last but not least: London!”. Ultima e più attesa, la visita a Londra. Un piccolo assaggio dell’atmosfera londinese, dei suoi immensi grattacieli, dei caratteristici taxi, delle inimitabili cabine telefoniche e della sua multietnicità che girovaga in ogni angolo della città. Primo ad accoglierci, il British Museum. Sessanta minuti per ammirare gli inestimabili tesori della storia qui racchiusi; una scelta accurata su cosa visitare è stata inevitabile. Una breve pausa per pranzare e per un po’ di sano shopping tra i negozi di Covent Garden e poi subito in marcia verso l’affollatissima Trafalguar Square. Questo è stato il nostro punto di partenza per una lunga passeggiata “no stop” tra i principali monumenti, tra i quali Backingham Palace, St. James Park, Big Ben, Westmister Abbey e il London Eye. Non c’è dubbio che ci vorrebbe molto di più che un assaggio per gustare a pieno tutte le meraviglie che questa città può offrire, a noi giovani per primi. Lo stesso discorso vale per tutti gli altri posti visitati che, a causa del poco e del maltempo, non siamo riusciti a vivere nella loro interezza, come sicuramente faremo in un futuro molto prossimo. Tutto sommato quest’esperienza ha maturato in noi la consapevolezza che, grazie alle competenze linguistiche apprese e la voglia di migliorare, possiamo ritenerci in grado di affrontare una quotidianità tanto diversa dalla nostra come quella inglese.

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GEMELLAGGIO 1 La classe 5ªH alla scoperta di Friburgo, cittadina tedesca nel cuore

I

l tanto atteso viaggio a Friburgo da parte degli alunni della classe 5ªH dell'Istituto Oberdan di Treviglio, per l'incontro dei loro coetanei tedeschi in lingua straniera, è finalmente giunto in data 5 marzo ed ha permesso agli stessi, accompagnati dall'insegnante di lingua tedesca e dalla lettrice, di poter completare un percorso per una più approfondita e completa conoscenza non solo della lingua tedesca ma di tutto ciò che caratterizza e rende unico un intero paese.

La programmazione del viaggio, sin dall'inizio dell'anno scolastico, presso quella che da molti è definita come la Toscana della Germania, il Markgräfler Land, pieno di vigneti, e terra di produzione del vino Gutedel è stata sicuramente un'ottima leva motivazionale che ha portato l'intera scolaresca coinvolta nel progetto a prestare molto più impegno nello studio della lingua tedesca ed un maggiore interesse per la conoscenza della Germania. Altro fattore che sicuramente ha contribuito al successo, anche e soprattutto sotto l'aspetto didattico e di apprendimento, era la consapevolezza da parte degli alunni che, una volta arrivati in Germania, salvo le iniziative a carattere collettivo, una non marginale parte del tempo gli stessi l'avrebbero trascorsa, singolarmente, nelle famiglie tedesche ospitanti e ciò sicuramente ha favorito lo sforzo da parte di ognuno di un corretto e intenso uso della lingua tedesca. La realizzazione, con successo, del viaggio è nata possibile anche grazie al sostegno della Preside M. G. Bertolini, che ha promosso con entusiasmo questa iniziativa così come il suo Collega tedesco del Markgräfler Gymnasium che ha sostenuto questo progetto con fervore ritenendolo estremamente utile per gli alunni e per tutti. Il gruppo è partito dalla scuola Oberdan alle ore 6 di lunedì 5 marzo con l'autobus e dopo circa 5 ore e mezza di viaggio è arrivato alla scuola MGM a Müllheim, a sud della Germania, dove alunni e insegnanti avevano preparato un ricco buffet con specialità tipiche tedesche come i Brezel, che originariamente ricordavano le braccia di un bambino incrociate a mo' di preghiera, e dolci locali. Dopo le prime conoscenze dei compagni “gemelli” tede-

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schi una divertente partita di palla prigioniera italiani-tedeschi ha contribuito a rompere il ghiaccio. Ogni singolo alunno è stato quindi ospitato dalla famiglia degli alunni tedeschi e ciò è stata l'occasione per conoscere anche i genitori degli stessi, vivere nella casa con loro, apprezzarne gli spazi, la particolare architettura, i ritmi, l'ottimo rapporto che hanno con la natura, ecc. Anche il cibo è stato in parte una scoperta. Nonostante i timori iniziali, ha riscontrato grande successo gli Spätzle, che è una pasta tipica di questa regione del sud della Germania, condita con cipolle dorate o salsa dell'arrosto e con contorno di cavolo rosso con mele. Nella mattinata del 6 marzo la classe, in gruppo, ha seguito anche una lezione di italiano che gli amici tedeschi studiano da 4 anni per 4 ore a settimana e avendo perciò raggiunto un buon livello. La lezione riguardava l'architettura istituzionale italiana, la politica che la caratterizza, chi governa, chi è all'opposizione, ecc. La mattina successiva ogni singolo alunno ha seguito il suo compagno “gemello” a lezione di musica (canti di Mozart accompagnati dalla docente al pianoforte in classe), storia, chimica, inglese, tedesco. Anche le docenti accompagnatrici hanno seguito con piacere le lezioni per esempio di tedesco in cui gli alunni hanno tenuto due relazioni sulle poesie di Else Lasker Schüler e sulla storia degli zingari in Ger-

mania fino ai giorni nostri. Le colleghe tedesche hanno mostrato la cittadina Staufen cin cui si dice sia vissuto il Faust di cui narra lo scrittore e poeta tedesco Goethe. La visita di Freiburg è stata molto interessante soprattutto in compagnia dei compagni tedeschi. La città di Konstanz sul lago di Costanza è stata molto interessante come anche l'esperienza di un pernottamento in ostello, inventato nel 1912 proprio da un tedesco, Richard Schirrmann. Il museo del design a Lörrach è stato interessante e divertente, pieno di colorati oggetti d'arredamento moderni che hanno suscitato molto entusiasmo. Infine la visita della cascata del Reno a Schaffausen, la più grande d'Europa, con la forza dell'acqua e della natura, ha coronato queste quattro bellissime giornate, ricche di emozioni. I compagni tedeschi sono già pronti per venire a trovare i loro compagni della classe 5ªH a Treviglio, nel mese di maggio!


della “Toscana della Germania”

Vittorio Barone ► 5ªH Erika De Filippo ► 5ªH

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nsere Erfahrung in Deutschland ist wunderbar gewesen. Der Bus hat auf uns um 6 Uhr gewartet. Trotz der Müdigkeit, waren wir froh. Nach 7 Stunden sind wir in Müllheim angekommen. Die deutschen Schülerinnen haben uns herzlich aufgenommen aber wir waren in Verlegenheit. Es gab einen Imbiss mit deutschen Spezialitäten zum Beispiel Brezel und Schwarzem Tee. Alles war lecker! Das Völkerball Spiel hat uns geholfen, dass Eis zu brechen. Wir sind um 18 Uhr zu unseren Familien gefahren. Am Abend haben wir uns in einer Kneipe getroffen. Wir haben Spätzle und Waier probiert. Einige deutsche Gewohnheiten waren für uns komisch zum Beispiel Spezi: ein Getränk mit Coca und Fanta. Am nächsten Tag sind wir früh aufgestanden, weil die Schule in dieser deutschen Schule um 7:50 Uhr beginnt. Die Erfahrung der Schule hat uns am meisten gewundert. Wir haben mehrere Unterrichtstunden gehört. Die Methode des Unterrichts ist ganz anders in Bezug auf die italienische Schule gewesen. Es gibt viele Dialoge zwischen Lehrern und Schülern. Die Klassenzimmer waren mit moderner Technologie ausgestattet. Die Schüler bekommen die Bücher von der Schule, wählen die Schulfächer und jedes Schulfach hat ein Klassenzimmer so wechseln die Schüler jedes Mal Mitschülerinnen und Klassenzimmer. Die Regeln werden immer respektiert. Die Pünktlichkeit ist wichtig

und die Schulglocke klingelt nur für die große Pause. Die Unterrichtsstunden dauern nur 45 Minuten. Der Schulleiter spricht mit den Schülern durch den Lautsprecher. Es gibt eine Schulkantine wo jeder essen kann. Wir finden, dass dies sehr motivierend ist. Am Nachmittag sind wir nach Freiburg gefahren. Das ist eine große aber ruhige Stadt. Es gibt viele Geschäfte und Gasthäuser. Wir haben einige Andenken gekauft und Käsespätzle, Brägele und Schwarzwälder Schweinspeck gegessen. Am Abend sind wir zum Restaurant nach Mülheim gefahren und haben alle zusammen gegessen. Wir haben Billard gespielt. Am dritten Tag sind wir noch zur Schule gegangen aber nach dem Mittagessen haben wir unsere Freunde verabschiedet. Wir waren etwas traurig aber auch froh, sie kennengelernt zu haben. Nach 3 Stun-

den mit dem Bus, sind wir im DesignMuseum angekommen. Wir haben viel Spaß gehabt. Am Abend haben wir in Konstanz gegessen und danach haben wir in einer Jugendherberge geschlafen. Am letzten Tag haben wir Konstanz besucht. Der Rhein durchfliesst die Stadt. Konstanz ist die Stadt, die uns am meisten gefallen hat. Wir sind ein bisschen unglücklich gewesen, weil es kalt war. Deshalb sind wir in ein Cafe gegangen, um einen Tee zu trinken. Am Nachmittag sind wir nach Schaffausen gefahren, um den Rheinfall zu bewundern. Es war eindrucksvoll aber wir dachten, dass er größer war. Am Abend sind wir nach Hause zurückgefahren. Wir waren müde aber froh für unsere Erfahrung. Wir hoffen, dass unsere deutschen Freunde und Freundinnen bald nach Treviglio kommen werden!

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Maria Chiara Maffi ► 5ªH

“I

l gemellaggio è un legame simbolico stabilito per sviluppare strette relazioni politiche, economiche e culturali. Queste unioni vengono costituite per favorire relazioni umane e culturali tra i due soggetti o enti che effettuano lo scambio.” Quest'esperienza per noi è stata molto, ma molto di più. Una gita che si discosta dalle precedenti, in quanto il contatto e la comunicazione vengono notevolmente valorizzati. Il quotidiano e le abitudini si fondono, trovando punti in comune e notando differenze tra le due culture, quella tedesca e quella italiana.

Inizialmente domina la diffidenza, aleggia il pensiero di dover trascorrere due giorni a stretto contatto con persone sconosciute, frequentare la stessa scuola e fare i conti con una lingua nuova, della quale non hai troppa padronanza. Questa sorta di “ansia” si dissolve istantaneamente quando arriviamo a Müllheim, la cittadina non lontana da Friburgo, che la nostra scuola ha scelto per il Gemellaggio. Iniziamo a scorgere un gruppo di ragazzi all'interno di un moderno edificio assai variopinto e in breve tempo riconosciamo i volti di coloro che ci ospiteranno nei giorni seguenti. Scrivo “riconosciamo” perché non appena ci sono stati comunicati i nomi dei compagni tedeschi, è partita una sfrenata ricerca su Facebook per poter dare volto a quel nome affidatoci. Per rompere il ghiaccio viene indetta una partita a palla battaglia che si svolge in una palestra della quale notiamo subito l'ampiezza, la pulizia e la modernità. Il primo scontro è tra italiani e tedeschi che termina con la vittoria di quest'ultimi, nel secondo round le squadre si mischiano e ti ritrovi a "battere il cinque" ad un tedesco. Assistiamo alla spiegazione di diverse materie di studio, le quali, secondo la loro organizzazione scolastica, vengono scelte dagli studenti stessi. Questa specie di “autogestione” ci ha lasciati molto attoniti e nel contempo ci ha riportato al fatto che in Italia è concessa solo la scelta del corso di studio e non delle materie specifiche. Inevitabile è risultato il confronto schiacciante fra le aule in Germania e quelle della nostra scuola trevigliese, là tutto è moderno: sedie, lavagne, banchi e la presenza di proiettori in diverse aule. Sono tornata da questa prima esperienza con qualcosa in più nella valigia: il piacere

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GEMELLAGGIO 2 Due ragazzi di 5ªH raccontano il loro

di aver trascorso due giorni in un nuovo ambiente, l'aver conosciuto Deniz ed essere entrata in contatto con la sua vita, aver parlato con lei e i suoi genitori nella loro lingua madre e l'aver riso di qualche errore linguistico e di qualche incomprensione. Nei mesi successivi a questo primo viaggio, io e Deniz abbiamo mantenuto salda la comunicazione, tra telefono e internet le sue notizie non sono mai mancate. Ad aprile ci viene comunicato che il Gemellaggio può completarsi nel modo migliore: siamo pronti a ricambiare l'ospitalità dei ragazzi tedeschi. Il 2 maggio ci scopriamo tutti accalcati all'ingresso della scuola ad attendere un pullman bianco con il logo rigorosamente in tedesco. Appena Deniz scende dal pullman, corro ad abbracciarla, sono contenta che sia qui e di aver la possibilità di renderla partecipe di quello che è il mio mondo. Le cedo con molto piacere la mia camera, le faccio conoscere i miei genitori ed alcuni amici, le racconto un po' di aneddoti riguardanti la vita qui in Italia e la porto a conoscenza degli ambienti che spesso frequento. Stavolta è lei a non capire e a chiedermi chiarimenti o spiegazioni su alcune parole italiane che proprio non le entrano in testa. Scatta un meccanismo sorprendente, quello di voler aiutare l'altro a capire, scoprendoti a dialogare un po' nella tua lingua e un po' nella sua, trovandosi in due ad avere lo stesso, medesimo obiettivo: comprendersi.

Quando arriviamo al congedo finale, Deniz mi propone di tornare a trovarla in Germania quest'estate. “Con molto piacere”, le rispondo. Se si è in grado di costruire un legame, quella del Gemellaggio, non è un'esperienza fine a se stessa, anzi, getta le basi per un rapporto futuro. Avendo vissuto tutto questo in prima persona, ho motivi per credere che sia una delle esperienze che ti arricchiscono maggiormente sia sul piano culturale, che umano e relazionale.

L'esperienza del gemellaggio con gli studenti di Friburgo: impressioni, giudizi, confronti, cosa ti resta di questa esperienza? Considerate il confronto tra i due sistemi scolastici, l'incremento della motivazione all'apprendimento del tedesco, se c'è stata, l'arricchimento non solo dal punto di vista prettamente scolastico, ma anche umano e relazionale.

Vittorio Barone ► 5ªH

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uest’anno, l’ultimo per noi, siamo stati messi di fronte ad una scelta: la classica gita-stage in Inghilterra o un gemellaggio con una scuola tedesca? Anche se la scelta è stata piuttosto obbligata, abbiamo deciso, alla fine, di effettuare questo scambio con una classe di alunni tedeschi. La decisione, all’inizio, non è stata accolta con gioia da parte di tutti, ma col tempo è stata accettata. Era gennaio, ma ben presto è arrivato il giorno della partenza: eravamo tutti eccitati, chi più chi meno, all’idea di incontrare gli alunni tedeschi. Il viaggio è andato bene, e dopo sette ore siamo giunti al piccolo paesino di Mullheim. Il panico regnava sul pullman: nessuno voleva più scendere! Avevano tutti vergogna di incontrare i rispettivi ospitanti! Ma quasi immediatamente, la nostra apparente timidezza è scomparsa; siamo scesi dal pullman e siamo entrati nella scuola. Non mi sembrava una scuola: l’atrio era accogliente e molto ampio, con una gradinata sulla destra e una vetrata sulla sinistra che dava su un grande cortile, dove gli alunni brulicavano. Lì ci hanno accolto i “nostri” tedeschi: ognuno cercava il rispettivo compagno ed è lì che io ho trovato Caroline, la ragazza che mi ha ospitato. Dopo un banchetto a base di specialità tedesche, abbiamo fatto un giro per il piccolo centro abitato con un ex professore del “Gymnasium” che ci spiegava un po’ la storia del paese, ma non eravamo molto interessati, forse un po’ per la stanchezza. Dopo questa specie di escursione cittadina, ognuno è andato presso la rispettiva casa dove avrebbe soggiornato per tre giorni.


viaggio a Friburgo e ciò che hanno imparato

Davanti alla scuola ci aspettava la madre di Caroline che ci avrebbe portato in macchina a casa; la mia compagna viveva in un piccolo comune a qualche chilometro da Müllheim. La madre si mostrò subito molto disponibile con me. Io non sapevo come relazionarmi visto che il mio tedesco non è proprio dei migliori. Mi esprimevo un po’ a gesti, in inglese e in francese più che in tedesco. Fortunatamente la mamma di Caro parlava anche l’inglese e il francese per cui ci capivamo in maniera abbastanza chiara. Mi piaceva il paesaggio che vedevo attraverso il finestrino della vettura; era un paesaggio rurale ai piedi della Schwarzwald, la nota “Foresta Nera” tedesca. I campi che costeggiavano la strada variavano da un bel colore verde fino ad un giallo spento. In circa dieci minuti siamo arrivati a casa. L’abitazione non era niente di caratteristico come mi ero immaginato: era una normale villetta con un giardino sul retro, dal quale, mi spiegava la madre di Caroline, si poteva vedere la Francia.

Quella sera stessa avrei mangiato in famiglia. Ho mangiato piatti tipici ma soprattutto dolci del posto! Ricordo solo che erano molto zuccherati, quasi da fare venire la nausea a chi non ne fosse abituato, tipo me. Però erano squisiti. Mi aspettavo che il cibo tedesco non fosse molto buono, ma ho dovuto ricredermi! È sicuramente diverso da quello italiano, che io considero insuperabile, ma direi che non ho mangiato male in questi 4 giorni in Germania. Ho cercato di assaggiare più piatti possibili del posto. Tra quelli che ho assaporato avevano tutti la peculiarità di avere un gusto deciso, dovuto, penso, all’uso di spezie. La sera stessa sono uscito con Caro e ci siamo incontrati con tutti gli altri presso un pub dove ho finalmente assaggiato la tanto acclamata birra tedesca che ha rotto il ghiaccio. Abbiamo passato una bella serata con i nostri nuovi amici ma, pur-

troppo, dovevamo rientrare prima possibile poiché la sveglia era la mattina presto: la scuola iniziava alle 7.50 e per raggiungerla dovevamo prendere il bus. La mattina seguente ho seguito la prima lezione a scuola. A parte l’aula che era molto più tecnologica delle nostre, con aria condizionata, lavagne scorrevoli e proiettore, anche il metodo di svolgimento era diverso: l’insegnante dialogava con gli alunni per spiegare l’argomento del giorno e visto che si trattava di una lezione di italiano tutti si sforzavano di parlare in italiano, quasi come se si fossero dimenticati di parlare la loro lingua! Non vedevo nessuno mangiare in classe, ogni persona alzava la mano e aspettava il suo turno per parlare e il brusio era quasi nullo. Mi ha colpito il rapporto di rispetto tra alunno e professore. La nostra mattinata a scuola però è stata breve: siamo partiti prima per una cittadina caratteristica nelle vicinanze di Müllheim. Lì abbiamo potuto ammirare l’architettura locale, distintiva dei paesi nordici. La cosa strana è che in ogni città che abbiamo girato, da Friburgo a Costanza, c’erano ruscelli che costeggiavano le strade. La gente in giro era molto civile: non ho mai assistito a nulla di strano se non alla diligenza e all’educazione delle persone, abbastanza rara in Italia. La cosa che più mi ha lasciato di stucco è la correttezza: ad esempio le automobili in Italia alle strisce pedonali è difficile che si fermino ma lì in Germania guai a chi non lo fa. Mi ha fatto ridere quando Caroline, quando è venuta qui in Italia, mi ha fatto notare questo particolare! In giro per i bar ho cercato di assaggiare ogni tipo di tè possibile: sono una vera specialità in Germania le diverse varietà di questa bevanda. Nel pomeriggio, i nostri compagni tedeschi ci hanno raggiunto a Friburgo. Abbiamo fatto un giro turistico della città e ci siamo relazionati molto anche in tedesco. Difatti, questo gemellaggio, ha incentivato la mia voglia di imparare il tedesco che era quasi sparita. Cercavo di capire i discorsi che facevano i compagni tedeschi ma con molte difficoltà. Mi son reso conto che loro sono molto più preparati rispetto a noi nell’uso della lingua straniera: parlano molto meglio loro l’italiano che noi il tedesco. Questo secondo me è dovuto al metodo d’insegnamento: le loro lezioni sono basate soprattutto sul dialogo e la conversazione piuttosto che gli esercizi di grammatica, come succede in Italia. Ho avuto la fortuna di seguire una loro lezione di in-

glese e sono rimasto allibito: discutevano di un libro dando opinioni e giudizi su di esso solo in lingua inglese, altro che seguire un libro facendo esercizi e solo esercizi! Quel giorno ci sarebbe stata un’altra bella serata: sempre allo stesso pub siamo stati invitati a mangiare una pizza dai nostri compagni: non pensavo che questi tedeschi sapessero fare una pizza così buona! Il giorno seguente ci aspettava un’intera giornata scolastica, ognuno con lezioni diverse. Io ho seguito quella di musica e quella di inglese. Gli alunni tedeschi hanno la possibilità di scegliere in quale materie diplomarsi, avendo però l’obbligo di seguirne alcune standard per tutti; purtroppo anche in Germania matematica è obbligatoria! Caroline seguiva il corso di musica. La lezione è stata molto piacevole. L’aula era dotata di un pianoforte! La giovane prof suonava le melodie che spiegava agli alunni in un primo tempo e nella seconda parte gli alunni cantavano mentre l’insegnante suonava al piano la base della canzone. Il tempo è volato, forse anche perché le ore scolastiche durano solamente 45 minuti e dopo ogni ora c’è una pausa di 5 minuti: questa sì che è vita rispetto alle estenuanti ore piene della nostra scuola! Sono arrivato alla conclusione che il sistema scolastico tedesco secondo me è molto più avanzato rispetto al nostro: a parte le tecnologie dell’edificio, ma soprattutto il metodo d’insegnamento basato sulla conversazione e poco legato ai libri di testo. Penso che la scuola italiana, una delle meno finanziate in Europa, dovrebbe prendere esempio dalla scuola tedesca. Penso che quando Caroline è venuta in

Italia sia rimasta un po’ scioccata dalla nostra scuola! All’inizio ero uno di quelli che faceva parte del gruppo di persone che disprezzava il gemellaggio, definendolo una gita di seconda categoria ma mi sono ricreduto. Penso che grazie a questo tipo di viaggio, anche se brevissimo, le mie vedute si siano allargate: ho conosciuto un Paese nuovo e ho potuto assaporare le usanze e le abitudini di gente che abita nel Paese più avanzato d’Europa, dal quale dovremmo spesso prendere esempio. Inoltre il fatto di trovarmi solo in una famiglia straniera senza un mio compagno mi ha spinto a relazionarmi con i miei ospitanti, sforzandomi ad usare ciò che ho imparato a scuola, anche se ho constatato che si tratta di poco o niente!

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INCONTRI Un appuntamento per capire cos’è la donazione degli organi

Elena Danelli ► 5ªE

I

l 17 marzo 2012 nel nostro istituto, com’è consuetudine da alcuni anni, il prof. Massimo Borelli, primario del Reparto di Rianimazione e Coordinatore e Responsabile per i Trapianti d'Organo presso l'Azienda Ospedaliera di Treviglio, ha incontrato le classi quinte per parlare della donazione di organi. Con competenza il professore ci ha spiegato il protocollo seguito dai medici per accertare che la morte cerebrale di un paziente sia ormai uno stato definitivo e irreversibile.

Infatti lo stato di morte viene accertato da tre equipe di medici, ciascuna con funzioni diverse, e non prima delle 6 ore in cui il paziente è stato dichiarato defunto. Perché queste premesse? Per rispondere ai dubbi che tutti noi abbiamo quando decidiamo di compiere quell’atto di estrema generosità qual è “donare” gli organi. Il prof. Borelli ci ha innanzitutto illustrato che, nonostante nel nostro paese sia in vigore dal 1999 la cosiddetta legge del “silenzio assenso”, nella pratica viene ancora applicato il principio del consenso o dissenso esplicito alla donazione di organi e tessuti. Secondo questo principio a chiunque è data la possibilità di dichiarare validamente la propria volontà attraverso una apposita registrazione presso gli sportelli competenti delle Aziende Sanitarie Locali e dei comuni. Può bastare anche una dichiarazione della nostra volontà scritta su un comune foglio bianco che riporti il

nome e cognome, la data e il luogo di nascita ed infine la firma del dichiarante. I medici tengono anche conto delle dichiarazioni verbali espresse in vita e riportate dai parenti e sulla base di queste si comportano di conseguenza. I donatori di organi possono essere persone di ogni età e gli organi prelevabili sono: i reni, il fegato, il cuore, il pancreas, i polmoni e l’intestino, mentre i tessuti sono le cornee, il tessuto osseo, le cartilagini, i tendini, la cute, le valvole cardiache, i vasi sanguigni. L’operazione dell’estrazione degli organi e del successivo trapianto viene effettuata nelle sale operatorie degli ospedali accreditati dalla Regione o dal Ministero della Sanità e non comporta alcun costo sia per il ricevente che per il donatore. La domanda più gettonata, ci confessa il professore, che gli viene posta dai ragazzi è: “Perché donare?” e la sua risposta è semplice e diretta: “Per dar la possibilità ad un'altra persona di vivere!”. Credo che donare sia un gesto semplice, che non comporta nessun costo e nessuna perdita di tempo, ma che per altre persone può essere una speranza per vivere una vita più serena.

USCITE Gli studenti di 2ªA ad un incontro sul fumo. Ecco cosa hanno scoperto

Federica Rota ► 2ªA

“L

a bionda” Bridget Jones nel film “Il diario di Bridget Jones” se ne sta pensierosa con in bocca una sigaretta e perfino Hugh Grant nel film “Un ragazzo” si accende 12 sigarette. Questo potrebbe influenzare tanti giovani vedendo un mito della televisione con una sigaretta, ma bisogna sapere che solo un attore su tre fuma realmente. Nei film lo si fa per pubblicità: le aziende di tabacco pagano gli attori circa 10.000 euro solo per reclamizzare marche come Malboro, Camel se non Wiston Blue, perché le grandi aziende di tabacco non potrebbero farsi pubblicità in altro modo. Sarebbe ovviamente un controsenso dato che sui pacchetti che vengono giornalmente venduti c’è scritto che sarebbe meglio non fumare dato l’alto rischio di tumore. Nel

28 ► Partita Tripla

tabacco tutt’oggi si riconoscono solo, e vorrei sottolineare solo, 4.000 sostanze su 12.000 presenti, delle quali 400 dannose per l’uomo e 40 cancerogene. Senza tralasciare inoltre per il fumo si spendono tanti soldi che potrebbero essere utilizzati per scopi migliori. I giovani in media iniziano a fumare in un età precoce procurando un grave danno al proprio organismo facendosi male e facendo male alla gente che sta loro vicino, non per questo si dice che il fumo crea dipendenza e se comunque qualcuno decidesse di smettere di fumare, la percentuale di problemi sarebbe elevata. Oltre a questa esistono ben 27 malattie legate al fumo come: paradontite (il fumo corrode le gengive procurando un male insopportabile così le radice rimane scoperta e di conseguenza si possono perdere i denti); eucoplatia

(il fumo causa righe sulla cute); enfisema (quando gli alveoli polmonari si uniscono provocando la formazione di un tumore e mutazioni del dna). Quindi perché fumare quando si sanno tutti i rischi che esso provoca, lo so siamo persone e ci piace rischiare ma io vi dico: vi serve davvero quel fumo per essere felici? La vita è molto più di una sigaretta con un tuo amico.


INCONTRI Consumare meno per vivere meglio

Fabio Fontana ► 5ªE

È

possibile crescere all'infinito? Dal punto di vista biologico, tutti noi sappiamo che la risposta è 'no': conclusa l'adolescenza, l'altezza che abbiamo raggiunto rimarrà la stessa per tutta la nostra vita. Sotto il profilo economico, se ci riflettiamo un momento, la risposta è altrettanto scontata: no. Com'è possibile pensare che la produzione possa crescere per sempre? Eppure tutti i media ci propinano la crescita come la panacea di tutti i mali dell'economia, dalla disoccupazione al debito pubblico. Una diversa visione delle cose ci è stata offerta durante l'incontro sul tema “Come affrontare la crisi?”, organizzato dalla Cooperativa Famiglie Lavoratori presso l'Auditorium della Cassa Rurale di Treviglio il 26 gennaio 2012 dove sono intervenuti Maurizio Pallante, che si occupa da anni di ambiente ed energia ed è leader del Movimento per la Decrescita Felice, e Andrea Di Stefano, esperto di finanza e direttore della rivista “Valori”, mensile di economia sociale e sostenibilità edito da Banca Etica. Nella prima parte della serata si è parlato delle cause della crisi che ha sconvolto il mondo nel 2008. La principale è stata trovata nel debito, sia quello degli stati sia quello dei privati cittadini. Secondo i due relatori la crisi è stata fin dal principio di tipo produttivo, con un eccesso di offerta di beni rispetto alla domanda. E se, fino ad allora, si era riusciti a mantenere il mercato in precario equilibrio con un alto debito che, facendo costare di più le merci, aveva permesso di sostenere l'equazione "offerta uguale domanda", all'improvviso il sistema è crollato su se stesso perché la maggior parte dei debiti non veniva più restituita (partendo dai mutui subprime negli Stati Uniti). Nei paesi occidentali la crisi ha determinato un alto tasso di disoccupazione, per contenere il quale, a detta degli economisti ortodossi, «è necessario tornare a crescere». Ma Pallante ha fatto notare che in Italia, dal 1960 al 1999, a fronte di un Pil aumentato del 360%, gli occupati sono cresciuti solo di 400 mila unità. A proposito del Pil, durante la conferenza, è stata ravvisata la necessità di sostituire questo misuratore di tipo quantitativo con uno di tipo qualitativo. Al Pil, infatti, sfuggono fenomeni come l'autoproduzione (il classico orto di casa, per esempio) o il lavoro delle casalinghe e porta al paradosso che se quest'anno ci fossero più am-

malati e così si comprassero più medicinali, il Pil crescerebbe, dimostrando di non essere un'unità di misura affidabile del benessere di un popolo. Detto ciò, i due esperti hanno suggerito le loro soluzioni all'attuale sistema economico fallimentare. Pallante ha illustrato le fondamenta su cui si basa il suo Movimento per la Decrescita Felice: lo sviluppo di tecnologie per abbattere gli sprechi (per capire l'entità del problema, basti pensare che il 3% del Pil italiano è costituito da cibo che viene buttato via), la sensibilizzazione delle istituzioni verso queste tematiche e il cambiamento degli stili di vita. A tal riguardo, la discussione si è spostata quasi su un piano filosofico: decrescere nei consumi e nella dipendenza dai mercati internazionali, rimettere al centro il territorio e puntare sull'autoproduzione ci permetterebbe di avere più tempo a disposizione per le relazioni umane e per la nostra sfera sociale. Insomma, consumare meno per vivere meglio. Secondo Di Stefano, invece, la soluzione sta nel mettere un freno alla “finanza Frankenstein”, che oggi vale trenta volte di più del Pil del mondo. Altre misure ri-

guardano l'introduzione della Tobin Tax (la tassa sulle rendite finanziarie), lo spostamento della pressione fiscale dal lavoro ai consumi, la creazione del reddito minimo garantito, un maggiore impegno nel risparmio energetico e la redistribuzione del reddito all'interno dei paesi sviluppati (negli ultimi 20-25 anni le entrate dell'1% più ricco della popolazione sono aumentate del 275%, quelle del restante 99% solo del 18). Ai due relatori è stato poi chiesto cosa può fare, dal canto suo, il singolo individuo. Deve aspettare direttive dall'alto o può mettere in pratica delle azioni concrete già da subito? Di Stefano ha risposto che l'iniziativa migliore che una persona può intraprendere è quella di esercitare pressioni sulle amministrazioni locali affinché comincino ad adottare politiche virtuose nei campi della gestione dei rifiuti, dello sfruttamento della risorsa idrica, della mobilità e della ristrutturazione degli edifici pubblici per renderli più efficienti sotto il profilo energetico. Pallante ha aggiunto anche che è necessario prestare un'attenzione particolare alla propria abitazione, installando piccoli impianti di fonti rinnovabili e potenziando l'isolamento termico (punto debole degli edifici italiani, se paragonati a quelli tedeschi). Molti di coloro che hanno preso parte a questo appuntamento, hanno realizzato di vivere in un mondo sull'orlo del baratro, drogato da decenni di energia a prezzo di saldo (ora in esaurimento) che, oltre ad averci abituato al consumismo più sfrenato, ha inquinato l'ambiente fino a farci giungere quasi al punto di non ritorno. Allo stesso tempo gli astanti hanno scoperto che una soluzione esiste e risiede nel mettere di nuovo al centro di tutto la persona umana e i suoi veri bisogni, ridimensionando i numeri di questa economia fine a se stessa. Perché, per dirla con le parole di Pallante, «la vita non dipende dallo spread, ma dalla fotosintesi clorofilliana».

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INCONTRI O meglio, quando la psicologia fa scuola!

Stefania Andreolli Federica Bonissoni Federica Moriggi Chiara Sparro

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3ªE 3ªE 3ªE 3ªE

D

urante quest’anno scolastico la classe 3ªE del nostro istituto ha partecipato ad un progetto piuttosto ambizioso che ha coinvolto diverse scuole del nostro territorio. Il tema di questa iniziativa era il seguente: La psico-

logia nella scuola: prevenzione e ricerca sul disagio adolescenziale. Nella nostra scuola l’attività è stata condotta da due psicologhe, la dott.ssa Eleonora Sasso e la dott.ssa Caterina Laini. Questo progetto ha interessato tre diverse categorie: alunni, docenti e genitori. I primi incontri si sono svolti tra alunni e psicologhe e da queste cinque sedute le dottoresse hanno tratto spunto per discutere con le altre categorie. Noi ora, facendoci portavoce della classe 3ªE, cercheremo di raccontare questa esperienza.

Durante la prima seduta abbiamo svolto un gioco di ruolo per conoscerci meglio e per parlare delle relazioni con i nostri coetanei. Ci siamo dimostrati partecipi e collaborativi in quanto abbiamo affrontato temi e problemi che ci riguardano come classe, analizzando anche tutte le figure che possono nascere all’interno di un gruppo come una classe scolastica: il bullo, il timido, la crocerossina, il comico, l’asociale, il leader, il boss. Nella lezione successiva abbiamo affrontato l’argomento della sessualità anche analizzando immagini e frasi spesso utilizzate nella realtà contemporanea. La classe si è approcciata all’argomento evidenziando non solo gli aspetti fisici legati alla sessualità, ma collegandola al tema più vasto e complesso delle relazioni sentimentali. Abbiamo analizzato così le possibili difficoltà che si incontrano nei rapporti tra persone di sesso diverso e le conseguenze che possono derivare, come gravidanze, aborti, malattie. Quando si è trattato invece di affrontare

l’argomento del rapporto tra figli e genitori, la classe non ha mostrato lo stesso grado di partecipazione e non è riuscita a collaborare in modo costruttivo con le due dottoresse, forse perché si trattava di un tema troppo personale su cui non eravamo pronti a pronunciarci apertamente in mezzo ai compagni. Un argomento che ci ha molto coinvolto e sul quale tutti abbiamo esposto opinioni spesso condivise, è stato quello delle cosiddette dipendenze. Abbiamo affrontato questa questione sotto tutti i punti di vista arricchendo l’incontro col racconto di esperienze personali o di nostri conoscenti. La classe ha trattato anche il tema del rapporto con il cibo attraverso la visione di un estratto del film Briciole e l’ascolto della canzone Mai nata di Tiziano Ferro. Questa esperienza nel complesso è stata positiva perché ci ha fatto crescere come classe, ha migliorato le relazioni tra noi ragazzi e ci ha permesso di conoscere meglio tutti i compagni.

GITE Gli studenti di 3ªE e di 3ªF alla scoperta delle mura di Bergamo

Stefania Andreolli ► 3ªE Federica Moriggi ► 3ªE Chiara Sparro ► 3ªE

G

iovedì 12 aprile è iniziata la nostra avventura attraverso le vie di Bergamo Alta, accompagnati dai professori Clemenza Gazzola e Alessandro Marchetti. Eravamo attesi, noi studenti di 3ªE e di 3ªF, da una giovane e preparata guida che ci ha condotto a ritroso nel tempo. Il nostro viaggio nella storia è iniziato migliaia di anni fa con l’insediamento del primo popolo, gli Orobi, di cui abbiamo perso le tracce. I primi resti che troviamo sono quelli di epoca romana: l’Arena circolare, il Cardo e il Decumano, le vie principali della piantina di città alta che sono rimaste intatte nel corso della storia e le Mura Romane. Oltre a queste mura nella città troviamo anche quelle medievali, le muraine che comprendevano alcuni borghi di città bassa e quelle venete costruite a partire dal

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1561 a scopo difensivo. Passando attraverso la Cittadella, la parte più antica della città, siamo arrivati in Piazza centrale che accoglie numerosi edifici storici. Tra questi troviamo la chiesa di Santa Maria Maggiore, la cappella dedicata a Bartolomeo Colleoni, famoso condottiero quattrocentesco, il Palazzo della Ragione, un tempo sede del comune della Bergamo medievale e che oggi ospita importanti mostre. Abbiamo appreso che Bergamo non è posta su due livelli come si pensa bensì su tre: il colle di San Virgilio, Bergamo Alta e Bergamo Bassa. Siamo rimasti sorpresi nello scoprire che Bergamo ha una delle biblioteche più famose d’Italia, infatti nella biblioteca Angelo Mai che, con la sua imponente struttura delimita un lato di Piazza Vecchia, possiamo trovare alcuni importanti manoscritti risalenti al Quattrocento e molti affreschi. Abbiamo visto che Città Alta è tutta da scoprire, che non si limita alle belle vie

che offrono pomeriggi di shopping, delizie per il palato e un panorama unico, visibile dalla cinta delle mura venete, ma è una città ricca di storia e con un passato florido. È stata una lezione di storia diversa dal solito, molto più interessante e favorita da una splendida giornata di sole (l’unica di tutta la settimana).


SCIENZA Scienza e tecnologia al servizio della salute della mente

Michela Molendi Arnela Suhopoljac Elena Uccheddu Paola Viola

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3ªF 3ªF 3ªF 3ªF

S

abato, 24 marzo 2012 gli studenti delle classi 3ªF e 3ªE hanno partecipato al Convegno “Frontiere delle neuroscienze del cervello” che si è tenuto presso l’ITIS A.Righi di Treviglio. L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Livia Tonolini per la didattica e la divulgazione delle discipline scientifiche, l’Azienda Ospedaliera di TreviglioCaravaggio e il Club UNESCO “il Caravaggio” di Treviglio-Bergamo per creare una collaborazione tra scuola, sanità e cultura. Il convegno ha offerto ai numerosi studenti presenti l’opportunità di penetrare nei meccanismi di funzionamento del cervello umano, di esplorare i processi che sovrintendono all’apprendimento e alla memoria per scoprire infine l’importanza della diagnostica per immagini, scienza quest’ultima che consente di esplorare il cervello e di individuare le cause di gravi malattie, permettendo così interventi efficaci e spesso risolutivi. Molto apprezzato è stato anche l’intervento del dott. Massimo Borelli che ha parlato del trauma cranico, richiamando la nostra attenzione ad un comportamento più attento e responsabile nella guida dei ciclomotori e sulla strada in generale. La dott.ssa Samantha Bodrato, dirigente medico Struttura Complessa di Medicina Nucleare, ha introdotto gli elementi anatomici del cervello, spiegando che il corpo umano è costituito da milioni di “componenti” diversi che svolgono tra loro compiti distinti e complementari, finalizzati alla sopravvivenza dell’organismo. Gli impulsi nervosi e le sostanze chimiche costituiscono i due tipi di comunicazione che si verificano all’interno del corpo umano. Per esempio, il sistema nervoso e il sistema endocrino presentano un elevato

livello di integrazione tanto che attualmente sono compresi nel termine “sistema neuroendocrino”. A questo complesso meccanismo di comunicazione interna se ne aggiunge un altro, finalizzato alla comunicazione con l’ambiente esterno, che si realizza grazie agli organi di senso. Il prof. Franco Tonolini, presidente della Fondazione Livia Tonolini per la Didattica e la Divulgazione delle Discipline Scientifiche, ha avviato l’argomento dei processi dell’apprendimento e della memoria elencando dapprima tutte le neuroscienze esistenti e di seguito le parti di cui è composto il nostro sistema nervoso e le rispettive funzioni: esso è costituito da due emisferi (quello destro e quello sinistro) e da quattro lobi (parietale, occipitale, frontale e temporale). Dopo di che ha constatato il fatto che la memoria, ossia la capacità dell'animo di conservare e rievocare esperienze e conoscenze passate, può essere episodica quando contiene le informazioni relative agli eventi della vita trascorsa, oppure semantica quando contiene conoscenze generali acquisite nel tempo come una lingua o una teoria o altro ancora. Ha continuato la conferenza il dott. Edoardo Facchi, direttore della Struttura Complessa di Medicina Nucleare, trattan-

do l’argomento riguardante le apparecchiature per la diagnostica di immagine. Ha spiegato che lo studio del cervello viene fatto con diverse indagini strumentali che comprendono :  l’ecografia, che è un’indagine diagnostica che utilizza gli ultrasuoni e viene impiegata sui neonati;  la radiografia convenzionale (RX);  la tomografia assiale computerizzata (TC), che negli anni ’70 ha dato una spinta alla neurologia clinica, grazie alla visualizzazione delle strutture nervose del cranio e della colonna vertebrale, oggi viene usata nelle emergenze cerebrali, come traumi, ischemie ed emorragie;  la risonanza magnetica (RM);  la gammacamera (SPECT);  la tomografia a emissione di positroni (PET). Ha concluso l’incontro il dott. Massimo Borelli, direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione, con un interessante intervento riguardante il trauma cranico, che è tra le principali cause di mortalità e di disabilità nella popolazione al di sotto dei trent’anni. Molto si può fare per migliorare l’outcome di questa patologia a partire dalla prevenzione fino ad arrivare alla rapidità del soccorso e all’adeguatezza dei trattamenti. La nostra regione è una delle aree di eccellenza sotto il profilo sanitario: l’Istituto San Raffaele di Milano è uno dei più rinomati centri di ricerca d’Italia, all’interno del quale vi è una divisione delle neuroscienze. L’enorme progresso relativo alla conoscenza della struttura e del funzionamento del sistema nervoso ed ai promettenti sviluppi nel trattamento delle malattie neurologiche e psichiatriche hanno fatto sì che le neuroscienze siano, attualmente, una delle discipline di maggior interesse nel campo biologico e medico. Partecipare al convegno è stato molto positivo, soprattutto ha riscontrato successo l’ultima esposizione del dott. Borelli, poiché riteniamo sia importante trattare le conseguenze dovute a incidenti stradali, soprattutto per noi giovani, spesso imprudenti nella guida dei nostri ciclomotori. Nel suo intervento il dott. Borelli si è avvalso di immagini e dati molto forti riguardanti i traumi cranici e le conseguenze pericolose derivanti dall’utilizzo di stupefacenti e di alcool. Si è differenziato dai suoi colleghi per il linguaggio colloquiale e divulgativo, più vicino a noi giovani.

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Davide De Marco ► 5ªE

C

RIFLESSIONI Quattro alunni dell’Oberdan si interrogano

risi, spread, borse, fallimento, declassamento, ormai queste fatidiche parole vengono citate ogni giorno una miriade di volte da politici, esperti, professori, giornalisti. Si parla di ciò a tal punto che oramai noi “poveri” cittadini non diamo più importanza alla sua tragicità e a ciò che comporta questa crisi economico-finanziaria che ci fa compagnia da quasi cinque anni. Dopo mesi e mesi e addirittura anni, passati a studiare ed a elaborare le cause della crisi, oggi si sta cercando in tutti i modi di trovare una soluzione, una via d’uscita dall’infinito tunnel.

La parola d’ordine per molti esperti è stata ed è tutt’ora crescita: la crescita e la ripresa dell’ economia secondo loro permetterà all’Italia e a tutti i paesi dell’Europa e del mondo di “riemergere”. Crescita significa aumento della produzione, l’aumento della produzione comporta nuova occupazione, nuova occupazione è possibile con l’ampliamento delle imprese e l’apertura di nuove, queste possono aprire grazie a nuovi investimenti o grazie a incentivi dello Stato. Ma se si pensa che le imprese sono quasi tutte in crisi, le casse dello Stato sono vuote, soprattutto in Italia, Paese in cui abbiamo un debito pubblico alle stelle, che graverà anche sulle spalle delle generazioni future e dei nostri figli, la soluzione non sembra così semplice né a portata di mano.

La crescita del Paese comporterebbe di conseguenza un aumento del P.I.L., proprio questo indice è messo in discussione e considerato inappropriato da una “corrente” opposta ai sostenitore della crescita, ovvero coloro che condividono le idee di Latouche, l’ideatore della “decrescita felice”. Secondo me, la soluzione per uscire dalla crisi si può trovare nelle parole di Latouche, filosofo e intellettuale francese che da diversi anni, già prima dello scoppio della crisi, aveva pensato ad una soluzione per risollevare il mondo, cambiando radicalmente la mentalità capitalistica e consumistica che caratterizza quasi tutti gli uomini oggigiorno. Sono d’accordo con

32 ► Partita Tripla

le idee di Latouche che riguardano l’occupazione, basti pensare che l’Italia è uno dei paesi con la più alta percentuale di disoccupati d’Europa. Seguendo il pensiero del filosofo si potrebbero creare nuovi posti di lavoro. La soluzione si può trovare nell’edilizia, infatti la maggior parte degli edifici italiani, soprattutto pubblici, sono obsoleti e non rispettano neanche le basilari norme comunitarie europee di sicurezza. Se si intervenisse su questi edifici recuperandoli e ristrutturandoli, molti giovani, ma non solo, potrebbero trovare un lavoro e di conseguenza, gli edifici riportati a norma, consumerebbero meno energia, abbattendo quindi l’inquinamento grazie a moderni e più efficienti impianti elettrici e di riscaldamento. Un’altra soluzione per uscire dalla crisi secondo me si può trovare incentivando il settore delle energie rinnovabili, già in continua crescita in questi ultimi anni. Con lo sviluppo del settore, nuova manodopera verrebbe impiegata nell’ambito delle ricerca, progettazione e costruzione d’impianti fotovoltaici, eolici e simili, contribuendo anche alla diminuzione dell’inquinamento con la sostituzione, graduale e lenta, di fonti energetiche non rinnovabili quali gas e petrolio, che tra

poche decine di anni si esauriranno. Anche la riscoperta di valori legati alla natura e all’ambiente può favorire una possibile via d’uscita dalla crisi. Questi valori, invece, si stanno perdendo, a causa della continua e incessante urbanizzazione che sta avvenendo sia in Italia come nel resto d’Europa e del mondo; immensi campi e terreni sono sottratti all’agricoltura mentre potrebbero essere bonificati per la creazione di parchi, per la coltivazione di cereali, frutta e verdura destinata a consumatori adiacenti a quei terreni così da abbattere i costi di trasporto e ovviamente creare nuovi posti di lavoro, però questo settore viene molto “snobbato” da chi è alla ricerca di un lavoro. Molte altre sono le possibili soluzioni da trovare per riuscire a riemergere da questa crisi anche se è difficile attuarle, ormai ci troviamo in un mondo corrotto, dove le multinazionali schiacciano le piccole imprese, dove il cemento e l’inquinamento stanno distruggendo a poco a poco il pianeta. Se devo essere sincero sono poco ottimista, non so come riusciremo e se usciremo da questa crisi, se Monti risolleverà l’Italia, se la Merkel e Sarkozy risolleveranno l’Europa. Credo solo che non sia possibile andare avanti con questa mentalità che ormai ci appartiene dalla rivoluzione industriale, e che l’unica soluzione sia cambiare radicalmente il proprio stile di vita e le proprie abitudini; convincerei che la crescita del P.I.L. non è l’unico indicatore del “benessere”.


sulla crisi e sulle sue possibili soluzioni

I temi che trovate in queste pagine e nelle prossime due sono risultati vincitori del concorso indetto da Cisl e Anteas in memoria di Elio Colleoni.

Svolta da De Marco, Fontana e Lucchi: «L'economia è in crisi, in particolare in Europa e nel nostro Paese. Svanisce dunque la prospettiva di un mondo globalizzato, produttivo ed equo verso tutti. Facendo riferimento alle tue conoscenze e alla esperienza, ipotizza una via d'uscita.» Svolta da Galletta: «Crisi, recessione, default, tagli: queste parole bombardano la nostra giornata ormai da tempo. Quale significato hanno per te nel contesto in cui vivi (amici, scuola, famiglia) e pensando al tuo futuro?»

Fabio Fontana ► 5ªE

N

asdaq. Ftse Mib. Default. Pil. Spread! Oggigiorno i media ci bombardano con parole che non hanno alcun significato se non per banchieri e speculatori; ma le nostre vite sono legate con fili invisibili a quei numeri che salgono e scendono. L’operaio, il muratore, il contadino, l’insegnante si mettono le mani nei capelli davanti allo spread che si alza e al Pil che si abbassa. Con la globalizzazione ci era stato promesso un mondo nuovo, ci era stato assicurato più benessere per tutti, un mondo più equo, la sconfitta della povertà. Poi è arrivata la crisi a sparigliare i giochi; come schede di un domino tutti i paesi occidentali ci sono caduti uno dopo l’altro, sotto il peso dei mercati finanziari crollati su se stessi come castelli di sabbia.

Il dolce sogno della globalizzazione si è infranto nel 2007, quando negli Stati Uniti il sistema dei mutui subprime è precipitato. Nel paese di Ronald Reagan e della deregulation, da anni si elargivano prestiti a soggetti che non potevano vantare alcuna garanzia di restituirli. Le banche e gli istituti di finanziamento scaricavano questi prestiti “spazzatura” sui piccoli investitori, con operazioni al limite della legalità. Ma ad un certo punto il castello di carte non ha potuto fare altro che crollare: alcune banche sono fallite, altre sono state salvate in extremis da copiosi aiuti pubblici. La recessione, però, era già cominciata. E dagli USA aveva raggiunto l’Europa, il Giappone e poi anche i paesi in via di sviluppo. Dopo qualche anno, mentre si iniziavano a intravedere i primi barlumi della ripresa, nel Vecchio Continente è scoppiata la crisi dei debiti degli stati, che imperversa tutt’ora sull’Eurozona. La Grecia è stato il primo paese a vedere i tassi di interesse sul proprio debito pubblico arrivare alle stelle, avviandosi sulla strada del fallimento. La troika (UE, BCE e FMI) ha concesso aiuti economici miliardari alla finanza ellenica, ma anche a quelle di Irlanda e Portogallo. All’appello dei Piigs (“maiali” in inglese), mancano l’Italia e la Spagna, oggi sorvegliati speciali. Fin qui la cronaca economica degli ultimi mesi, ma gli effetti più pesanti della crisi si sono abbattuti sugli strati più deboli delle popolazioni coinvolte. Sono aumentate le disuguaglianze, calati gli stipendi, la disoccupazione ha raggiunto livelli astronomici (in Italia quella giovanile è al 31 per cento). Questi problemi contingenti si aggiungono a quelli strutturali: la sperequazione fra ricchi e poveri, sia all’interno delle nazioni che fra paesi diver-

si, l’esasperazione dei sentimenti che fa crescere l’odio nei confronti del diverso, il sovrasfruttamento e l’inquinamento dell’ambiente. Dinnanzi a tutto ciò, oggi si sta sempre più diffondendo la proposta di un radicale ripensamento dello stile di vita del pianeta, partendo dall’attuale sistema economico. Alcune soluzioni possono sembrare utopistiche ma non sapremo mai se possono funzionare se non cominciamo da subito a dirigere la nostra rotta verso di esse. Dal punto di vista economico, urge seppellire definitivamente il consumismo sfrenato che ha reso lo spreco un’abitudine nefasta ed è stato attuato grazie ai bassi costi di produzione che si traducono in salari da fame e diritti ridotti all’osso per i lavoratori dei paesi in via di sviluppo. Ridurre dunque la produzione, eliminando i beni inutili e aumentando la qualità di quelli necessari. Abbassare il Pil, per quanto possa sembrare una follia agli economisti mainstream, è l’unico modo per tornare a vivere come persone e non più come automi del “produrre, consumare, crepare”. Del resto l’odierno regime energetico occidentale, che ha consentito questo ritmo produttivo, è basato su fonti fossili – petrolio, carbone, uranio – che non dureranno per sempre. Occorre pertanto ridurre gli sprechi energetici, migliorando l’efficienza delle reti di distribuzione e iniziando a costruire gli edifici con tecnologie di questo secolo, e puntare sulle fonti rinnovabili (solare, eolico, termico e biomasse). Dobbiamo riservare un’attenzione particolare all’ambiente, che l’inquinamento sta distruggendo con la crescita della temperatura globale. Si prospettano due gradi di aumento che se davvero si realizzeranno daranno il via a una serie di catastrofi: l’innalzamento del livello del mare, una maggiore frequenza dei fenomeni climatici estremi (di cui l’Italia negli ultimi mesi ha avuto degli assaggi), una desertificazione più spinta. Dato ciò, è fondamentale una presa di coscienza globale immediata, poiché l’attuale sistema economico ci può portare solo al collasso. Dobbiamo rimettere al centro di tutto la persona e suoi reali bisogni.

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Simone Lucchi ► 4ªH

D

opo il terremoto finanziario che ha investito gli Stati Uniti a causa del crollo dei mutui subprime, lo spettro del fallimento si staglia ora minaccioso sulla strada del vecchio continente. Declassamenti, spread ai massimi storici, misure drastiche per evitare la bancarotta e manifestazioni di dissenso da parte degli statali sono ormai all'ordine del giorno. Una recessione di portata internazionale che ha originato autentiche voragini nei conti di numerosi paesi, ormai sull'orlo del baratro. Secondo le ultime stime di “Standard And Poors”, autorevole agenzia di rating, le misure adottate dai governi europei per arginare la crisi sono insufficienti. L'outlook di quattordici paesi appare negativo: note dolenti per Francia ed Austria, che devono rinunciare alla loro tripla A, mentre sembrano arrancare ormai definitivamente Spagna, Portogallo, Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia che raggiungono Italia e Grecia, ormai degenti di lungo corso. La speculazione finanziaria punta quindi apertamente sul default di Italia, Grecia e Spagna, vittime illustri dei meccanismi propiziati dalla globalizzazione. Il loro impoverimento si riflette sulla produzione e sui consumi, poiché Atene, Roma e Madrid non possono più permettersi di finanziare il proprio debito pubblico e le loro economie rischiano di avvitarsi su se stesse in una sorta di circolo vizioso. La globalizzazione ha indubbiamente favorito il contagio tra gli stati dell'Unione, attraverso la stretta interdipendenza di tutti i mercati. Prima di addentrarci in un'analisi approfondita delle numerose piaghe che affliggono il nostro Paese, urge una rapida riflessione sull'attuale situazione politica. Dopo l'ennesimo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, l'incarico è stato affidato a Mario Monti, già rettore dell'università

34 ► Partita Tripla

RIFLESSIONI Quattro alunni dell’Oberdan si interrogano

commerciale “Luigi Bocconi” ed economista acclamato a tutte le latitudini. Un Governo costituito da persone competenti e soprattutto incensurate. Possiamo quindi auspicare provvedimenti cogenti nei confronti dei numerosi nababbi che esportano i loro capitali all'estero, favoriti da condoni e soglie di evasione. Il serbatoio di denaro sporco accumulato dal nostro Paese ammonta a circa cinquecento miliardi, equamente ripartiti tra autoriciclaggio, finanziamenti pubblici per i partiti, ecomafie, corruzione, concussione e capitali scudati. Una risorsa pressoché inesauribile sinora inutilizzata, un terzo della quale garantirebbe la copertura di un provvedimento risolutivo che ponga fine alla drammatica situazione del nostro debito pubblico. Tuttavia il governo tecnico sembra stia lavorando con calma, con perizia, nel tentativo di tutelare gli interessi di chi le tasse non le ha mai pagate, ovvero il Vaticano, Mediaset, la casta, gli evasori ed i grandi istituti di credito. Ad oggi il Governo si è semplicemente limitato ad un leggero dimagrimento delle province, peraltro solo annunciato. Un risparmio sobrio, visto che potremo incassare solamente sessantacinque milioni di euro sui due miliardi e mezzo impiegati annualmente solo per retribuire assessori, consiglieri e personale. Non sarebbe il caso di tagliare quei vergognosi sussidi con i quali si assicura ai tesorieri delle formazioni politiche la possibilità di intascare milioni di euro e destinare tali fondi alle imprese sull'orlo del fallimento? Monti si è poi affrettato a dichiarare che gli evasori prima o

poi saranno costretti a contribuire. Peccato siano protetti dalla famigerata norma sulle soglie di evasione, introdotta nel lontano 2000 dall'esecutivo allora guidato da Massimo D'Alema. Il provvedimento permette agli evasori di nascondere da settanta a centomila euro di reddito rimanendo impuniti. Un metodo certamente singolare per sostenere l'Agenzia delle Entrate. Un espediente più efficace per porre fine a questa pantomima sarebbe quello di raddoppiare le pene ed abolire le soglie, deterrente evidentemente sconosciuto ai tecnici. In questo periodo di crisi, infatti, è opportuno porre la lotta alla criminalità economica tra le priorità della legislatura. Eppure luminari ed esperti continuano a fare retorica o si limitano ad ipotizzare utopiche soluzioni ad un'economia ormai stagnante. Il direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni, ad esempio, si lancia in interpretazioni della crisi piuttosto personali. Oltre a rimproverare l'Unione Europea per non avere un sistema di governance comune per fronteggiare il tracollo finanziario, Saccomanni pone le infrastrutture tra le priorità del suo piano di crescita, soprattutto per il nostro Paese. Scelta indubbiamente azzeccata, date le numerose infiltrazioni mafiose già nell'assegnazione degli appalti relativi all'EXPO milanese del 2015 e per l'abusivismo edilizio, fenomeno oscuro ed in sensibile aumento. Mentre dai turiboli dei rotocalchi si scatena la caccia agli evasori di Cortina e Sanremo, la corruzione dilaga. L'ultimo rapporto di Trasparency ci colloca infatti al sessantanovesimo posto nella graduatoria dedicata ai paesi meno corrotti. Un dato allarmante se consideriamo che paesi come Ruanda e Samoa hanno una percezione della corruzione inferiore alla nostra. Il Belpaese si contraddistingue per la propensione a delinquere della sua classe dirigente, patologica e reiterata. Sarebbe doveroso un impegno istituzionale serio che non si limiti alla sola ratifica della convenzione di Strasburgo, ma che punti a sgominare sul nascere le nuove forme di illecito tributario e a contrastare gli episodi di tangenti tra privati, fenomeno in vertiginosa crescita. Forse dovremmo interrogarci su un antico sillogismo platonico: “La politica, nella comune accezione del termine, non è altro che corruzione”. Magari potremmo scoprire una nuova connotazione del termine “recessione”.


sulla crisi e sulle sue possibili soluzioni

Orazio Galletta ► 2ªE

G

ià da tempo ogni volta che sento il telegiornale, le parole come crisi, recessione, default e spread riempiono la bocca dei giornalisti e non fanno altro che spaventare tutti coloro che, come me, e forse la maggior parte della gente “normale”, non riusciamo a capire cosa significhino.

So solo che uomini e donne sono incollati al televisore, guardano numeri scorrere sul video… ascoltano economisti che parlano, cercano di spiegare alla gente quello che sta accadendo creando ancor più confusione… anch'io e mia mamma che di Borsa non capiamo nulla e che viviamo con la pensione di papà ed il poco lavoro della mamma stiamo lì a guardare… ad ascoltare ed alla fine di tutto ci chiediamo: cosa sta accadendo? che vuol dire fare sacrifici? a cosa dobbiamo rinunciare? cosa dobbiamo pagare? per chi e per che cosa dobbiamo pagare?

Quello che ho potuto capire è che il nostro futuro è in mano alla Germania e alla Francia che dobbiamo stare alle loro regole, che questi due capi di stato governano anche in Italia, o per meglio dire hanno il potere di giudicare se le nostre leggi vanno bene per loro, se non vogliamo uscire dall'Euro perché se lo facessimo sarebbe una tragedia! Il motivo non l'ho ancora capito, anzi: la nonna ripete sempre “come si stava bene con la lira!”... Comunque siamo in Europa e l'Euro è ora la nostra moneta! Questo è un dato di fatto, come è certo che l'Italia è messa molto male (così come la Grecia, che forse sta peggio di noi)! Per sistemare questa “catastrofe” è stato nominato un governo di tecnici, si sono

presentati, Monti ha sostituito Berlusconi ed in un'intervista si è impegnato a sistemare tutto. Il suo è un governo “tecnico” (da quanto posso capire, non si occupa di partiti, non sta né a destra né a sinistra, insomma si occupa di questioni pratiche, a mio vedere…), spetta a noi italiani pagare miliardi euro di debiti che l'Italia ha contratto (per quel che mi riguarda l'unico debito contratto dalla mia famiglia è il mutuo sulla casa e l'abbiamo quasi pagato!) l'on. Monti ha parlato di sacrifici per tutti… ci ha raccomandato di stringere i denti ed affrontare questo brutto periodo… come ho già detto, in casa nostra entra una piccola pensione e arrotondiamo col lavoro part time della mamma, nel nostro caso particolare risolvere la crisi italiana significa non uscire più a mangiare la pizza ed andare al cinema con gli amici una volta al mese, già… con tutti gli aumenti la pensione se ne va per il mutuo ed il resto nella benzina, nelle bollette e nella spesa… quindi in sostanza il sacrificio chiesto alla mia famiglia riguarda tutto quello che ogni persona normale che lavora ha il sacrosanto diritto di poter godere… un cinema? una pizza? Forse per alcuni sono piccolezze, ma per me significano un pochino di svago, lo stare con gli amici, togliermi anche un capriccio… Non siamo una famiglia pretenziosa, già la morte di papà ci ha costretti a parecchie rinunce… però trovo profondamente ingiusto chiedere a noi dei sacrifici (che per altri sono piccolezze, ma non lo sono per me!), per debiti che non abbiamo mai chiesto e neppure riesco a capire perché non li paga chi li ha contratti questi debiti! Guardando la televisione a volte provo una rabbia tremenda, pubblicità, spettacoli televisivi hollywoodiani, donne, uomini e ragazzi vestiti all'ultima moda, pubblicità di ogni specie di superfluo esistente sul mercato, oggetti che non ci possiamo permettere più! Alcuni miei amici sono nella nostra situazione, qualcuno è più fortunato, altri meno, però mi accorgo che quasi tutti hanno

dovuto rinunciare a qualcosa… insomma ognuno ha il suo bagaglio di “sacrifici”! Quest'ultima è la parola che sento sempre in televisione, però chi parla di questi fantomatici sacrifici ha “macchinoni”, ville lussuose e fa vacanze in paesi esotici… Perché chiedono sacrifici a me, a quelli come me, alle famiglie normali che già prima non vivevano nel lusso? Non mi intendo di economia e in modo particolare non capisco tante parole usate in conferenza stampa da chi ci governa; quello che sono riuscito a capire, nella mia ignoranza è che bisogna pagare questo maledetto debito, forse per far contenta la Germania e la Francia, più probabilmente l'Europa intera, visto che l'eventuale default di uno Stato produrrebbe un pericolosissimo effetto domino. Ossia cadiamo noi e ci tiriamo dietro l'Europa intera! Penso anche che tutti quei tecnici non hanno poi pensato molto per sistemare le cose… hanno aumentato tutto quello che era più facile colpire: benzina, luce, gas, alimentari… cioè tutto quello che ogni normale famiglia consuma abitualmente… tutto sommato non è che hanno spremuto poi tanto le loro meningi!

Un'ultima cosa, si parla tanto di noi giovani, del nostro futuro, del lavoro che non c'è e forse non ci sarà, ora non devo più neppure augurarmi di poter lavorare a lungo in un posto perché è monotono… ed io che avrei voluto un posticino in banca? Mi toccherà lavorare per tre mesi e per altrettanti restare disoccupato? Se potessi vorrei porre una domanda all'on. Monti: perché siete partiti dal basso coi sacrifici e non dall'alto? Chi è straricco di certo potrà darvi più danaro! Perché quando decidete qualcosa tracciate una linea orizzontale, senza una piccola curva, voi tagliate, aumentate, ma non sapete se tagliate a chi fa fatica ad arrivare a fine mese, a chi non ha più un papà che lavora, ai vecchi che hanno lavorato una vita ed ora non possono neppure permettersi di riscaldare per bene le loro case, ma è tanto difficile, è così impossibile valutare chi penalizzare e chi no? Forse la risposta già ce l'ho: siamo noi, “gente comune e onesta”, la vera garanzia di salvezza per lo Stato Italia! Concludo dicendo che ogni tanto la zia mi compra un gratta e vinci da 2 euro e prima di grattare sogno di vincere 100.000 euro… sogno… e nel sogno faccio tante cose… perché come dice la nonna: “l'unica cosa che non ci possono tassare sono i nostri sogni!”.

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CULTURA L’inglese e l’arte si fondono in due cartelloni sul Caravaggio

INTRODUCTION a Medusa” is the 13th work of Caravaggio. It is 60 x 55. It was ordered by Cardinal del Monte who gave it as a present to duke Ferdinando I De Medici. It is an oil on canvas painting mounted on a wooden shield convex. “La Medusa” was undergone to restoration in 2002, after a bomb attack in 1993. Now the painting is situated in Florence, in Galleria degli Uffizi. La Medusa wasn’t chosen occasionally but it was dear to the Medicis in Florence. In this painting there is a strong contrast between the background and the subject in the foreground. In fact the background is black, while Medusa’s face is very bright and vivid. The subject of medusa represents the face and also the pain of a woman. Te eyes convey terror and her open mouth expresses an inhuman suffering. We were attracted by this painting because it is very expressive and full of hidden meaning to discover. One of these meaning is represented by vipers for hair; we have noticed that these animals are depicted in some of the paintings by Caravaggio. Another very expressive particular are her eyes that convey wicked terror; her neck is marked by strokes of blood. Another particular that we were attracted is the contrast of colours used for the background and the foreground.

“L

MYTHOLOGY he Subject in this painting is mythological. The mythology says that the Medusa was transformed by Athena into an old woman with long, sharp teeth, with vipers for hair. Athena also made the mouth of Medusa still. For this reason shows her with the mouth open wide. Then Athena made Medusa a statue, in fact there are sculptures that representing the bust of medusa. Medusa was killed by Perseo who cut off her head, looking of her reflection a his shield polished like a mirror given to him by Athena. Moreover, her head continued to make stone anyone who looked even after being detached from the boy. Finally

Medusa’s head was given by Perseo to Athena, who had given him the mirror through which he could confront Medusa without looking directly into her eyes and without being petrified. Medusa wasn’t always a horrible woman. Medusa was attracted into a temple dedicated to Athena by Zeus, who courted Medusa. Athena was jealous of her beauty and her hair, so she transformed them in vipers. The look of the monstrous Gorgone had kept the power to transform in stone whoever crossed her eyes even after being beheaded. According to the legend, the clotted blood would turn into coral, which explains the compactness of the coagulated and very little fluid strokes of Caravaggio. According to another legend, as the poison of snakes, Medusa’s blood had the power to give death or heal.

T

36 ► Partita Tripla

T

his painting probably is the first work that Michelangelo Merisi painted at Palazzo Madama, in the house of cardinal Del Monte, his protector. In this painting there are four young boys and probably they are preparing for an upcoming concert. About these young boys there are two interpretations. The first interpretation states that Mario Minniti is playing the lute, Caravag-

gio is singing, the man is reading the score while the angel, Eros, is listening to music and he is picking up a bunch of grapes from the ground. According to the second interpretation Caravaggio has portraied himself in three different poses. This painting represents one of the many examples of the cultural environment of the cardinal’s court, where music and art were topics of discussion along with science. It is the first time that the painter has made a self-portrait as a horn musician. Are also present subjects of dead nature and musical instruments. You can see the sad essence of Caravaggio’s painting looking at the subject on the background of the painting. In particular the characters are wearing traditional classical Greek robes. From these it is evident the contrast of dark and light colours, which is typical of Caravaggio; in

fact the background is very dark brown while the youths are clearer, as if they are illuminated by an artificial light. Caravaggio used a lot of light and lively colours like red, white, green and brown. The subject of this painting is everyday life and it seems that the place is a Roman inn. Finally we can say that Caravaggio with his painting was reached perfection in imperfection, in fact he didn’t change the faces to make them more aesthetically beautiful and this was one of his innovations with the extreme realism in every detail. For example the clothes are very detailed almost as if they were real and if we look with attention we can see that with them Caravaggio has created a line that crossing the whole picture, symbol of continuity and fluidity.


SOCIETÀ Ricordarsi di essere emigrati per comprendere gli immigrati

Classe Seconda D

L'

emigrazione che ha caratterizzato la storia degli italiani a partire dall'inizio del secolo scorso, ha portato moltissimi verso gli Stati Uniti d'America. Oggi l'Italia è terra di immigrazione. In classe sono presenti diversi alunni stranieri, vogliamo raccontare loro e ricordare a noi stessi ciò che è stato... non perdere la memoria ci aiuta a scegliere, a decidere quello che è giusto e quello che non lo è. Il punto di arrivo è la considerazione della necessità di integrazione. Siamo partiti dall'analisi di documenti (fotocopia di una lista di passeggeri abruzzesi che dal porto di Napoli partono per gli Stati Uniti nel 1919, fornita dall'insegnante), estratti di testimonianze di ufficiali americani che attestavano le sofferenze che gli emigranti dovevano sopportare durante le circa due settimane di viaggio, riportati dal testo di civiltà: Exploring English. È impressionante quanto si dice in un estratto della relazione sul fenomeno della migrazione degli italiani negli Stati Uniti, pr e s en t a t a dall’Ispettorato per l’Immigrazione al Congresso americano tenutosi nell’Ottobre 1912. “Generalmente sono di piccola statura e di

pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Dicono che sono dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.

Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti, ma disposti più di altri a lavorare. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal Sud Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più”

Gli americani disprezzavano gli italiani, non li volevano; e sebbene contribuissero alla crescita economica del paese, rimanevano cittadini di serie B. In effetti le sofferenze degli emigranti di inizio secolo, cominciavano dal momento in cui decidevano di lasciare i loro paesi con i mezzi che avevano, treni se fortunati, carri, muli, a piedi per raggiungere il porto da cui sperare di potersi imbarcare. Genova per il Nord, Napoli per il Sud erano i punti di raccolta. Non era scontato e facile l'imbarco. Visite, vaccinazioni, accertamenti venivano regolarmente effettuati sui passeggeri della terza classe; se andavano a buon fine si poteva salire a bordo, e si preparavano all'incubo della terza classe. La steerage accomodation, la terza classe appunto, era affollatissima, si era costretti a stare in spazi ristretti, sporchi e affollati, con poco cibo e solo acqua salata a disposizione. Intanto l'America si avvicinava…, era grande la speranza di una vita migliore, più forte però la paura di essere respinti e quindi bisognava provare e provare a parlare in un linguaggio incomprensibile, a dire le cose che servivano nella nuova lingua. Ellis Island si avvicinava,… la vista della Statua della Libertà era

sconvolgente, li emozionava. Eccoli sfiniti, scioccati per ciò che avevano dovuto sopportare durante il viaggio, dover fare l'ultimo sforzo, rispondere alle domande degli ispettori statunitensi. Si doveva dire tutto, generalità, fingere di stare bene, di avere soldi, di saper da chi andare, cosa fare, dichiarare di non essere anarchici, di non costituire problema insomma per il governo degli Stati Uniti. E poi non rimaneva che sperare di non essere rimpatriati, di essere accolti e di poter essere anche loro parte dell'American Dream. Il fumetto, il pezzo “i pensieri di un bambino”, il dialogo sono in inglese perché il lavoro fatto dalla classe 2ªD, nell'ambito della riflessione su Cittadinanza e Costituzione è stato avviato dall'insegnante di inglese; il dialogo è stato elaborato sulla base di un documento tratto dagli archivi di Ellis Island, la lista dei passeggeri di cui sopra; sarebbe dovuto essere in dialetto, ma l'inglese è la nostra lingua franca.

Breaking News!!!!!!

Our friend Juanung Phromphinan has won a scholarship with Intercultura. He's going to go to China in September and he'll be there for a year. We will miss you Bob!!!

Auguroni dalla classe II D

Il fumetto è nelle pagine seguenti

What's on a child's mind........!!!! I can’t even think of my uncertain future, what do I have to expect…? Difficulties will be with me on this ship, during the journey and... at the end of it... No.. I have to hope, it’s not a game to win,.... it’s a bet. I’ll arrive safe and sound at the U.S.A… the promised land for the people like me. My dreams, my projects, my ambitions will be with me for days and days.. I hope they won’t be scattered or thrown in the mud. God!!! God help me.. If you help me, if you are by my side, I’ll overcome the troubles and pain I have to face during the journey.. and then there in America I’m afraid I won’t make it, ..maybe I won’t be up to it! Oh God! America I’m here to come!! Astrid Rossoni ► 2ªD

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38 â&#x2013;ş Partita Tripla


Partita Tripla â&#x2014;&#x201E; 39


SPORT Il punto sui tornei di calcetto maschile e femminile

Mateusz Luczkowiak ► 5ªE Fulvio Nossa ► 5ªE

Q

uest’anno ha ripreso lo svolgimento del torneo di calcetto maschile per tutte le squadre delle classi del nostro istituto (dalle prime alle quinte). Contrariamente alle ultime edizioni, il torneo si è svolto sul campo dell’oratorio “Conventino”, un campo in brutte condizioni (non ce ne voglia il parroco) che lasciava molto a desiderare e che ha anche influito negativamente sullo spettacolo delle partite; se ci aggiungiamo le condizioni meteorologiche invernali, potete intuire che, nonostante la buona volontà degli organizzatori e dei partecipanti, non sia stato proprio facile giocare.

Malgrado questo, hanno partecipato al torneo 19 squadre, suddivise in 4 gironi, dai quali accedevano ai turni successivi le squadre con maggior numero dei punti dei vari gironi. Del girone A, sono passate ben 3 squadre al turno successivo, in quanto hanno accumulato 8 punti ciascuna. Del girone B, sono passate 2 squadre, che hanno accumulato rispettivamente 12 e 7 punti, d’altronde come del girone C, con la differenza che la prima classificata del girone ha accumulato 10 punti invece dei 12 elencati poco prima. Del girone D è passata una squadra soltanto, che ha racimolato 7 punti. Le fasi finali si svolgeranno successivamente (dopo la pubblicazione del giornalino) in cui assisteremo a diverse sfide interessanti. Concludendo, ci auguriamo che questa fase finale del torneo ci regali molte emozioni e auspichiamo che lo si ritorni a giocare in palestra, che ha sempre ospitato questo torneo e nella quale si son sempre disputate belle partite che hanno rispecchiato il vero valore delle squadre partecipanti e, quindi, della vincitrice.

L

unedì 2 aprile, dieci ragazze del nostro istituto hanno partecipato al torneo del progetto “A tutto Sport” di calcetto femminile. Il torneo che si è svolto ai campi di via Bergamo, ha visto 5 scuole protagoniste: Zenale e Butinone di Treviglio, Galileo Galilei di Caravaggio, Einaudi di Dalmine, Simon Weil di Treviglio e, ovviamente, il nostro istituto I.T.C. Oberdan. Le ragazze del nostro istituto, ovvero: Sessantini Aurora di 1ªA, Scarpello Martina e Possenti Anna Chiara di 1ªC, De Ponti Giorgia e Bonzani Chiara di 3ªC, Amatulli Arianna di 3ªH, Pellegrini Giulia di 4ªC, Ammoni Sara, Iannaccone Angela e Baronchelli Eleonora di 4ªI, selezionate dal mitico mister Monaco Francesco, si sono classificate prime, portando a “casa” la coppa battendo in finale le ragazze del Galileo Galilei. Noi della Partita Tripla abbiamo fatto una breve intervista al mister/selezionatore Monaco Francesco chiedendogli una opi-

GIRONE D

GIRONE B PUNTI 3D 4D 1F(b) 1G

12 7 6 3

GOL FATTI 30 19 10 13

2B

1

4

GOL SUBITI 6 12 20 21 18

5E 1F(a) 2G 3E

8 8 8 3

GOL FATTI 15 18 11 17

1D

0

2

40 ► Partita Tripla

GOL SUBITI 6 11 8 17

3M 4A 1B 1E

26

2F

PUNTI

PUNTI 4C 1C 3C 5D

7 6 1 0

GOL FATTI ND ND ND ND

Le prossime sfide

GIRONE C

GIRONE A PUNTI

Mateusz Luczkowiak ► 5ªE Fulvio Nossa ► 5ªE

nione in merito allo svolgimento del torneo stesso: Le ragazze quante partite hanno dovuto giocare nel torneo “A tutto Sport” per aggiudicarsi la coppa? Le ragazze hanno giocato 3 partite eliminatorie a girone e una finalissima. Nella fase a gironi hanno vinto due volte e pareggiato una. Nella finalissima si sono imposte battendo il Liceo Galilei, conquistando il trofeo. Il risultato ottenuto rispecchia le sue aspettative? Certamente, sia dal punto di vista educativo che quello sportivo. Qual è la cosa bella di allenare la squadra femminile? Più che allenatore sono un selezionatore perché ho l’occasione di stare con loro solo una volta all’anno e, comunque, le ragazze del calcio mostrano di giocare per puro svago, si divertono un mondo con un sano agonismo che è fine a se stesso e non “contaminato” da altri fattori come quello che purtroppo possiamo osservare nel mondo calcistico dei “maschietti”, troppo intasato di interessi. È difficile dirigere una squadra femminile? Assolutamente no! (Altrimenti mi esonerano e perdo l’opportunità di stare “bene” e divertirmi anche il prossimo anno).

10 7 6 4

GOL FATTI 29 13 19 11

GOL SUBITI 12 5 12 6

0

0

22

GOL SUBITI ND ND ND ND


GIRONE A 5D - 4C - 2D - 1C

e i risultati di quello maschile

GIRONE B 4D - 3D - 2B - 1G - 1F(b)

GIRONE C 4A - 3M - 2F - 1B - 1E

4D-3D 2B-1G RIPOSO 1F(b) 3D-1G 2B-1F(b) RIPOSO 4D 1G-1F(b) 4D-2B RIPOSO 3D

2-8 0-6

1F(b)- 4D 3D- 2B RIPOSO 1G 4D- 1G 3D- 1F(b) RIPOSO 2B

5-2 8-2

4A- 3M 2F- 1B RIPOSO 1E 3M- 1B 2F- 1E RIPOSO 4A 1B- 1E 4A- 2F RIPOSO 3M 1E- 4A 3M- 2F RIPOSO 1B

10-1 1-2 5-6 2-2

10-2 8-2

4A- 1B 3M- 1E RIPOSO 2F

2-2 0-6 12-10 0-6 4-5 5-0 3-3 6-0 3-0 10-0

5D-3C 1C-4C

0-6 4-6

3C- 1C 4C- 5D

7-9 6-0

5D- 1C 3C- 4C

0-6 2-4

GIRONE D 5E - 3E - 2G - 1F(a) - 1D 5E- 3E 2G- 1F(a) RIPOSO 1D 3E- 1F(a) 2G- 1D RIPOSO 5E 1F(a)- 1D 5E- 2G RIPOSO 3E 1D- 5E 3E- 2G RIPOSO 1F(a) 5E- 1F(a) 3E- 1D RIPOSO 2G

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Bilancio nostro, che sei nel 2423 sia pareggiato il tuo conto venga il 31/12 sia fatto il tuo assestamento così in dare così in avere. Dacci oggi il nostro credito quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri fornitori e non c’indurre in minusvalenze ma liberaci dalla perdita d’esercizio. Amen.

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TERRITORIO I corsi di informatica dell’istituto per la cittadinanza

S

i è tenuto presso il nostro istituto un corso di informatica di base gratuito dedicato esclusivamente alle cittadine di Treviglio e dintorni. L’esigenza si è manifestata dopo aver osservato che spesso, quando si parla di nuove tecnologie informatiche e della comunicazione, sono le donne le più attente e curiose rispetto ad una platea maschile sempre più frequentemente scettica e rinunciataria. “Internet in salsa rosa” è il nome dato al corso che ha permesso a una quindicina

Giulia Carolei ► 4ªM Francesca Casirati ► 4ªM Jennifer Vargas ► 4ªM

N

oi giovani dell’ITC G. Oberdan abbiamo tenuto un corso d’informatica agli anziani di Treviglio. Il corso si è svolto nell’aula di informatica, dove noi ragazzi della 4ªM e 3ªC eravamo coadiuvati dai professori Domenico Deluso e Battista Regonesi, responsabile dell'Università Anteas (università della terza età). Il nome del corso era “Argento vivo in rete” che rappresentava proprio il fatto che fosse dedicato agli anziani. Gli iscritti erano 26 e gli incontri 4, ciascuno da 2 ore. Alcuni di loro avevano già delle basi informatiche, ma la maggior parte doveva partire da zero. Gli anziani erano molto partecipi nelle varie attività svolte nel corso, anche se si sono trovati davanti ad alcune difficoltà se la sono cavata molto bene. Durante la prima lezione hanno imparato i compiti essenziali per il funzionamento del computer ovvero accenderlo e spegnerlo. Mano a mano che andavano avanti gli incontri, “i nostri studenti” hanno imparato nuove nozioni come la creazione di un’e-mail, che ha avuto grande successo poiché essi si divertivano a mandarle ai loro amici. L’utilizzo di internet è stata una cosa basilare sin dal primo in-

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contro, perché con esso potevano trovare ogni cosa che gli interessasse, infatti gli abbiamo insegnato a visitare una libreria online e anche a prenotare un viaggio aereo. Le donne erano molto interessate alle ricette e le stampavano mentre la maggior parte degli uomini leggeva la Gazzetta dello Sport o altre novità sul calcio. Quello che ci ha più colpito è il fatto che loro avevano un grande spirito di iniziativa nello sperimentare l'informatica. Ora siamo in un’era dove la conoscenza del computer è alla base quasi di tutti i lavori, quindi era giusto come per noi, anche per loro imparare l’utilizzo del computer. Questo ci ha aiutato a capire come sia difficile ma anche divertente insegnare agli altri qualcosa di nuovo. Per noi è stata un’esperienza molto bella e educativa che speriamo di ripetere negli anni successivi.

di signore della Bassa di misurarsi con l’utilizzo del computer e la navigazione in internet. Quattro lezioni da due ore, dove dopo una breve spiegazione dei contenuti si è passati all’azione pura con tutte le allieve poste sotto il tutoring di Andreea Agafitei, Giulia Leo, Linda Mazzoleni, Giulia Pellegrini, Claudia Pilenga, Diletta Rossigni, Elena Zumerle, studentesse del corso Mercurio. I risultati non si sono fatti attendere se è vero che al termine del corso tutte le allieve sono state in grado di navigare in internet, utilizzando browser e motore di ricerca; selezionare e stampare le aree delle pagine web di interesse, di creare e utilizzare una casella di posta elettronica con qualcuna si è spinta sino a creare un blog personale. Una soddisfazione per tutte, nel solco di una continua ricerca di legame tra il nostro Istituto e il territorio.


Noi

ragazzi

del gruppo H

ci divertiamo

a realizzare

le attivitĂ dei laboratori


Con la libertà d'informazione si misura la civiltà di un popolo. Giancarlo Ghirra, segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti

Partita Tripla 2012  

Il numero unico del 2012 di Partita Tripla, giornalino dell'ITC Oberdan di Treviglio. Leggi l'inserto: http://issuu.com/partitatripla/docs/l...

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