Page 1


CALENDARIO DELLE CELEBRAZIONI PASQUALI Venerdì 3 Aprile VIA CRUCIS Domenica 5 aprile: LE PALME

ore 20,45 – testo di H. Ghèon – (azione sacra – lettori, musica e coro) ore 9,00 S.Messa al monastero ore 10,30 Benedizione dei rami d’ulivo (in oratorio) Processione verso la chiesa e S.Messa ore 15,00 Prime Confessioni ore 18,30 S.Messa

GIOVEDI’ SANTO: ore 8,30 ore 20,30

Preghiera delle Lodi S.Messa nella Cena del Signore - lavanda dei piedi segue l’adorazione Eucaristica fino alle ore 23,00

VENERDI’ SANTO ore 8,30 ore 15,00 ore 20,3

Preghiera delle Lodi Via Crucis Liturgia della croce – bacio al crocifisso

SABATO SANTO

di una struttura muraria dove oggi sorge una struttura prefabbricata. Prevede la realizzazione di 4 spogliatoi con due blocchi di servizi, più uno spogliatoio arbitro, segreteria e magazzino; inoltre verranno realizzati nuovi servizi in funzione del salone parrocchiale. Così si procederà alla realizzazione di una nuova cucina, con relativa messa a norma di tutti gli impianti. Gli spogliatoi saranno

attrezzati con pannelli solari per la produzione di acqua calda. Questo intervento porterà a liberare, nella palazzina dell’oratorio, gli spazi ora occupati dai vecchi spogliatoi (non sufficienti) dando così la possibilità di poter, in seguito, realizzare una ambiente polifunzionale unendolo al volume già adibito a bar.

ore 8,30 Preghiera delle lodi ore 15,00-19,00 Confessioni ore 22,00 VEGLIA PASQUALE

DOMENICA 12 APRILE PASQUA DI RISURREZIONE ore 9,00 S.Messa al monastero ore 10,00 – 11,15 e 18,30 S.Messa nella chiesa parrocchiale

Area ex-baracche interessata dall’intervento

LUNEDI’ DI PASQUA S.Messe ore 10,30 – ore 18,30

SOMMARIO Calendario delle Celebrazioni Pasquali Cari parrocchiani Per me vivere è Cristo Abbiamo posto la nostra speranza... San Paolo Apostolo delle genti Gesù: volto di sofferenza... Internetsiti La nostra lettera siete voi Don Marco scrive dal Brasile

pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag.

Emergenza freddo Mese di Maggio Cronaca di un inverno appena passato Rogo di metà Quaresima Anagrafe parrocchiale Quando un maestro sa imparare Estate 2009 G.S. San Giacomo / Volley Interventi sulla struttura dell’oratorio

2 3 4 6 8 10 11 12 13 2

pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag.

14 15 16 17 18 19 20 21 22 23


INTERVENTI SULLA STRUTTURA DELL’ORATORIO Non è ancora completo l’intervento nella chiesa parrocchiale; dopo la posa del tetto , la sostituzione dei vecchi vetri con le nuove vetrate e la tinteggiatura, rimangono ancora due interventi importanti da mettere in cantiere: la sistemazione della “Pala” del presbiterio (opera dell’artista Oscar DiPrata, e per questa si sta procedendo a valutazioni con artisti e ufficio diocesano dei beni culturali) e da ultimo (non nell’immediato) la sistemazione degli spazi esterni alla chiesa. Tuttavia in questo momento stiamo iniziando, in oratorio, un importante intervento che vedrà la realizzazione di nuovi spogliatoi e di una nuova cucina. La necessità di questo intervento è stata valutata dal Consiglio dell’oratorio, dal Consiglio Pastorale e dagli uffici di curia; sono già completate le pratiche amministrative e la valutazioni dei preventivi pervenuti da varie ditte. Manca solo l’assegnazione e il via ai lavori, previsto entro il mese di Maggio.

Le nuove bussole alle porte laterali Si spera infatti di completare l’opera entro il mese di ottobre. Questo intervento prevede la realizzazione

22

CARI PARROCCHIANI DI SAN GIACOMO Rivolgo a tutti un vivo augurio di Buona Pasqua, raccogliendo l’invito o il monito che spesso ripete la liturgia: “come Cristo è risorto dai morti, anche noi camminiamo in novità di vita”. Non è facile, anche perché capita spesso che perdiamo di vista l’annuncio della risurrezione, o perché ci rassegniamo alla mediocrità abituale, o perché non siamo sostenuti dal mondo in cui viviamo che percorre una strada ben diversa da quella auspicata. La risurrezione di Cristo per la comunità speranza cristiana. Anche la crisi, della quale ecclesiale è base della fede e, come tale, è tanto si parla in questo tempo, dovrebbe professione di coraggio: coraggio di credere, trovarci pronti ad uno sguardo che non esula coraggio di sperare, coraggio di amare e di dalla fede. I cristiani sono portatori di speranza perché andare controcorrente. Infatti ai discepoli, interiormente distrutti sono dei battezzati nella morte e risurrezione dallo scandalo della croce e rassegnati a di Cristo. San Paolo dirà: “Non sono più scomparire nel nascondimento, richiese il io che vivo ma Cristo vive in me” questa frase è l’espressione di ciò che è avvenuto coraggio di rimettersi in gioco. Richiese coraggio agli apostoli, di procla- nel Battesimo. Il mio “io” c’è, ma appunto mare la risurrezione alle folle che avevano trasformato, dissodato, aperto mediante l’inserimento in Cristo Signore, nel quale assistito alla fine di Gesù. A quanti accoglievano l’annuncio, richiese acquista il suo nuovo spazio di esistenza. il coraggio di mutare radicalmente il modo San Paolo è consapevole di trovarsi di fronte di vivere, e di affrontare emarginazione e ad un bivio; o afferma il suo “io” come misura di tutte le cose o accoglie nella sua vita persecuzione. Sempre la risurrezione di Gesù richiede co- Cristo come la misura del suo cuore, delle raggio: non quello arrogante della sfida, ma sue relazioni, delle cose e del tempo. quello nascosto dell’amore, della mitezza, E senza esitazione dirà “ Per me vivere è Cristo”; forte nella convinzione che in questo della constatazione della propria povertà. San Paolo, che ha incontrato Gesù Risorto, suo abbandono non ci sarà più il rischio di mentre esegue il suo comando di rendere perdere ma avrà la certezza di aver trovato discepole tutte le nazioni, dirà di sé stesso e ritrovato sé stesso e tutto, sempre e per “ servo di Cristo, apostolo per vocazione”, sempre. “pur essendo libero da tutti mi sono fatto E facciamoci aiutare e sostenere nella fede anche dalla nostra coservo di tutti”; è il comunità parrocchiale e raggio della fede e della dal suo momento più carità. bello e significativo: riLa fede nella vittoria di troviamoci ogni domeCristo sulla morte e sul nica attorno alla Parola male è sempre messa di Dio e all’Eucaristia. alla prova dalla cronaca Buona Pasqua e buon di ogni giorno, ma la cammino. verità della risurrezione supera queste difficoltà Don Fulvio e apre la strada della 3


PER ME VIVERE E’ CRISTO

GRUPPO SPORTIVO SAN GIACOMO

Stiamo vivendo l’anno Paolino (2000 anni dalla nascita di S.Paolo) e la quaresima, che stiamo concludendo, è stata caratterizzata, anche nella nostra parrocchia, dalla espressione di S.Paolo “Per me vivere è Cristo” – espressione che tanto più significativa diventa nel mistero della Pasqua

Anche quest’anno, al termine di tutte le nostre attivita’, si svolgera’ dal 9 al 23 maggio il 6° torneo giovanile di calcio riservato alle seguenti categorie: Primicalci 2002/2003/2004 Esordienti01 2001/2002/2003 Esordienti99 1999/2000/2001 Giovanissimi97 1997/1998/1999 Giovanissimi96 1996/1997/1998 Giovanissimi95 1995/1996/1997 Allievi 1993/1994/1995 Tutte le squadre e gli atleti saranno premiati Durante le serate sarà in servizio uno stand gastronomico Non vi resta che venire a tifare le nostre squadre e ……..mangiare una salamina!!!

Che ruolo ha Gesù nella nostra società e nella nostra cultura? A questo riguardo, si può parlare di una presenza-assenza di Cristo. A un certo livello – quello dei mass-media in generale – Gesù Cristo è molto presente, addirittura una “Superstar”, racconti, film e libri,…gli scrittori manipolano la figura di Cristo, a volte sotto pretesto di fantomatici nuovi documenti storici su di lui. È diventato ormai una moda, un genere letterario. Si specula sulla vasta risonanza che ha il nome di Gesú e su quello che egli

rappresenta per larga parte dell’umanità per assicurarsi larga pubblicità a basso costo. Da un certo punto di vista possiamo dunque dire che Gesù Cristo è molto presente nella nostra cultura. Ma se guardiamo all’ambito della fede, al quale egli in primo luogo appartiene, notiamo, al contrario, una inquietante assenza, se non addirittura rifiuto della sua persona. Si ripete insomma, su scala mondiale, quello che avvenne all’Areopago di Atene, in occasione della predicazione di Paolo. Finché l’Apostolo parlò del Dio “che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene” e del quale “stirpe noi siamo”, i dotti ateniesi lo ascoltarono con interesse; quando iniziò a parlare di Gesú Cristo “risuscitato dai morti”, risposero con un educato “ti sentiremo su questo un’altra volta”. Basta un semplice sguardo al Nuovo Testamento per capire quanto siamo lontani, in questo caso, dal significato originale della parola “fede” nel Nuovo Testamento. Per Paolo, la fede che giustifica i peccatori e conferisce lo Spirito Santo , la fede che salva, è la fede in Gesù Cristo, nel suo mistero pasquale di morte e risurrezione. Di fronte a questa nuova situazione, il primo compito è quello di fare, noi per primi, un grande atto di fede. “Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo” ci ha detto Gesú. Non ha vinto solo il mondo di allora, ma il mondo di sempre, in ciò che ha in sé di resistente al Vangelo. Dunque, nessuna paura o rassegnazione. Fanno sorridere le ricorrenti profezie sull’inevitabile fine della Chiesa e del cristianesimo nella società 4

VOLLEY E MINIVOLLEY UNA NUOVA REALTÀ Ebbene sì ci siamo anche noi!!! Torneo di calcio , giochiamo a calcetto, partita genitori e figli, scapoli ammogliati … Che zuppa!!! Esiste solo il calcio!!! ma se il calcio non ti piace, che sport puoi fare in oratorio? Da tre anni c’è un’alternativa valida per ragazze e ragazzi: il volley: per le ragazze (’97-’98) – la squadra è casualmente tutta femminile. e il minivolley: per ragazze e ragazzi ( ’99-’00-’01) – qui la squadra è mista. fino alle medie le squadre sono miste e anche dopo in alcuni tornei, perciò … maschi fatevi avanti!!!. Con un inizio in punta di piedi e un timido esordio contro il Violino nel 2007, … partita nella quale avere vinto un set equivaleva ad aver vinto il campionato – il tifo dei genitori sosteneva una squadra non proprio da prima pagina!!! – oggi la pallavolo “Asd San Giacomo” è una bella realtà, un appuntamento settimanale per giocare e crescere insieme. Le ragazze che hanno iniziato nel 2006 sono rimaste quasi tutte e l’anno scorso sono arrivate terze al torneo del CSI. I più piccoli hanno appena iniziato ma da tredici ora sono già diciotto e sembra che si divertano parecchio anche loro. Esordiranno il 17 maggio al torneo di volley e minivolley organizzato in oratorio. E’ gradito il sostegno dell’intera parrocchia … e allora “forza San Giacomo !!!”. Informazioni sulle iniziative delle squadre di pallavolo Asd San Giacomo sono disponibili sul sito http://www.parrsangiacomo.it/oratorio/sport. 21


Estate 2009 INIZIATIVE ESTIVE ORGANIZZATE DALL’ORATORIO: GREST Nasinsù…guarda il cielo e conta le stelle Da Lunedì 15 Giugno a Venerdì 3 Luglio Per bambini e ragazzi dalla prima elementare alla seconda media Dal lunedì al venerdì dalle ore 7,45 alle ore 17,00 È possibile usufruire della mensa. Per n° 100 ragazzi e non oltre!!! Attenzione pertanto ai tempi di iscrizione dal 31 Maggio al 6 Giugno in oratorio. Sono previste gite e piscine. N.B. per coloro che intendono collaborare come animatori del Grest o del Campo Estivo: dare la propria disponibilità a don Fulvio entro e non oltre il 26 Aprile. Per gli animatori sono previsti incontri di formazione e di organizzazione del grest. Cerchiamo la disponibilità di pensionati, anche in coppia, per la gestione distribuzione della mensa – ( il cibo arriva già preparato ed è solo da distribuire). Dare la propria disponibilità a don Fulvio. CAMPO ESTIVO in montagna da domenica 5 a domenica 12 luglio Per bambini e ragazzi dalla IV^ elementare alla II^/ III^ media. Il campo si svolgerà a Falzes ( mt. 1020)– Brunico (Bz) in una pensione (vedi foto) autogestita dall’oratorio (cucina compresa). Rinomata località della val Pusteria con notevoli possibilità di visite ed escursioni. Camere da 2-3-4 posti letto tutte con servizi e doccia. Posti disponibili 40 – trasporto in autopullman - Quota di partecipazione € 190,00 Per motivi organizzativi chiederemo una prescrizione (senza impegno economico) entro il 26 di Aprile attraverso un modulo che verrà consegnato ai ragazzi o che troverete in oratorio. Novità… IL MARE per adolescenti e giovani delle superiori La proposta è ancora in fase di programmazione e pertanto gli interessati potranno trovare notizie più dettagliate da dopo-Paqua in oratorio. 20

tecnologica del futuro. Noi abbiamo una profezia ben più autorevole cui attenerci: “I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” . Non possiamo però rimanere inerti; ci dobbiamo dare da fare per rispondere in modo adeguato alle sfide che la fede in Cristo affronta nel nostro tempo. Quale via seguì la fede in Cristo per conquistare il mondo? La fede, come tale, sboccia solo in presenza dell’annuncio. “Come potranno credere - scrive l’Apostolo parlando della fede in Cristo -, senza averlo ascoltato? E come potranno ascoltarlo, senza che nessuno lo annunci?” . “La fede dipende dunque dall’ascolto del Vangelo La fede s’accosta sempre all’uomo dall’esterno…non è un elemento pensato dal soggetto, bensì a lui detto, chiamandolo direttamente in causa e impegnandolo”. La fede viene dunque dall’ascolto della predicazione:“È venuto a voi il Regno di Dio!”. E’ l’esclamazione: “Gesù è il Signore!”, pronunciata e accolta nello stupore. Il mistero di questa parola è tale che essa non può essere detta “se non sotto l’azione dello Spirito Santo”. Da sola, essa fa entrare nella salvezza chi crede nella sua risurrezione: “Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti sarai salvo” (Rm 10, 9). “Come la scia di un bel vascello - direbbe Ch. Péguy - va allargandosi fino a sparire e a perdersi, ma comincia con una punta che è la punta stessa del vascello”, così – aggiungo io - la predicazione della Chiesa va allargandosi, fino a costituire un immenso edificio dottrinale, ma comincia con una punta e questa punta è l’annuncio: “Gesù è il Signore!“ . “Gesù è morto - Gesù è risorto”, e il moti-

vo, di questi due fatti: è morto “per i nostri peccati” ; è risorto “ per la nostra giustificazione”. Paolo ricorda così ai corinzi quello che aveva loro annunciato nella sua prima venuta presso di loro: “Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto…Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture” Questo è ciò che egli chiama “il vangelo”. Venire alla fede è l’improvviso e stupito aprire gli occhi a questa luce. Il pagano Celso, nel II secolo, scrive infatti indignato: “I cristiani si comportano come coloro che credono senza ragione. Alcuni di essi non vogliono neppure dare o ricevere ragione intorno a ciò che credono e usano formule come queste: “Non discutere ma credi; la fede ti salverà. La sapienza di questo secolo è un male e la stoltezza è un bene”. Celso (che qui ci appare straordinariamente vicino ai moderni fautori del pensiero debole”) vorrebbe, in so stanza, che i cristiani presentassero la loro fede in modo dialettico, sottomettendola, cioè, in tutto e per tutto, alla ricerca e alla discussione. Naturalmente, il rifiuto dei cristiani di dare prove e di accettare discussioni non riguardava l’intero itinerario della fede, ma solo il suo inizio. Essi devono “dare ragione della loro speranza”. L’annuncio che Cristo è Risorto, che Gesù è il Signore ha un carattere esplosivo; somiglia più al seme che dà origine all’albero, che non al frutto maturo che sta in cima all’albero e che, nel cristianesimo, è costituito piuttosto dalla carità. Bisogna dunque che l’annuncio fondamentale, almeno una volta, sia proposto tra noi, nitido e scarno. 5


una decisione di fatto. È come dire: Gesù Cristo è il “mio” Signore; gli riconosco ogni diritto su di me, gli cedo le redini della mia vita; io non voglio vivere più “per me stesso”, ma “per lui che è morto e risorto per me” (cf. 2 Cor 5,15). Proclamare Gesù come proprio Signore, significa sottomettere a lui ogni zona del nostro essere, far penetrare il vangelo in tutto ciò che facciamo. Significa, per ricordare una frase di Giovanni Paolo II, “aprire, anzi spalancare le porte a Cristo”.

La proclamazione di Gesù come Signore dovrebbe trovare il suo posto d’onore in tutti i momenti forti della vita cristiana Riscegliere Gesú come Signore “Che posto occupa Cristo nella società attuale?”“che posto occupa Cristo nella mia vita “Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?…Ma voi chi dite che io sia?” . La cosa più importante per Gesú non sembra essere cosa pensa di lui la gente, ma cosa pensano di lui i suoi più intimi discepoli. Dire “Gesù è il Signore!” significa prendere

“ABBIAMO POSTO LA NOSTRA SPERANZA NEL DIO VIVENTE” (1 TM 4, 10) Cari amici, la prossima Domenica delle Palme celebreremo, a livello diocesano, la XXIV Giornata Mondiale della Gioventù…. Incamminati verso il raduno internazionale in programma a Madrid nel 2011, che avrà come tema le parole dell’apostolo Paolo: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (cfr Col 2,7). In vista di tale appuntamento mondiale dei giovani, vogliamo compiere insieme un percorso formativo, riflettendo nel 2009 sull’affermazione di san Paolo: “Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente” (1 Tm 4,10), e nel 2010 sulla domanda del

giovane ricco a Gesù: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17). La giovinezza, tempo della speranza La questione della speranza è, in verità, al centro della nostra vita di esseri umani e della nostra missione di cristiani, soprattutto nell’epoca contemporanea. Avvertiamo tutti il bisogno di speranza, ma non di una speranza qualsiasi, bensì di una speranza salda ed affidabile. La giovinezza in particolare è tempo di speranze, perché guarda al futuro con varie aspettative. Quando si è giovani si nutrono ideali, sogni e progetti; la giovinezza è il tempo in cui maturano scelte decisive per il resto della vita. E forse anche per questo è la stagione dell’esistenza in cui affiorano con forza le domande di fondo: perché sono sulla terra? che senso ha vivere? che sarà della mia vita? E inoltre: come raggiungere la felicità? perché la sofferenza, la malattia e la morte? che cosa c’è oltre la morte? Interrogativi che diventano pressanti quando ci si deve misurare con ostacoli che a volte sembrano insormontabili: difficoltà negli studi, mancanza di lavoro, incomprensioni 6

QUANDO UN MAESTRO SA IMPARARE Gesù, nella sua vita, cercò di capire, nella preghiera e nel confronto, che cosa Dio volesse da lui. Gesù è un maestro che sa imparare. Non sono tanti i “maestri” così. La grandezza di Gesù non sta nel possedere la perfezione, ma nel cercare la volontà di Dio dentro la sua vita quotidiana. Si è spento il maestro Stagnoli, per tutti quelli che l’hanno conosciuto era normale chiamarlo così; un maestro che ha saputo mettersi alla scuola della vita, alla scuola di Gesù, il Maestro, e negli ultimi anni alla scuola della croce vissuta nella perdita della sua amata Wanda e della malattia. La famiglia lo ricorda così: Caro papà, sono più di venti giorni che ci hai lasciato e, anche se era da parecchio tempo che sapevamo della tua malattia, ci siamo trovati impreparati. Un giorno dopo l’altro giriamo per le stanze della casa dove hai trascorso questi ultimi anni senza la mamma in nostra compagnia tra il letto, la sedia e la poltrona, talvolta a goderti il sole, a volte giocando a carte o spesso addormentato sotto la tua amatissima coperta tutta colorata. Sfogliamo i tuoi libri, guardiamo le pile di videocassette che tappezzano le pareti della cameretta, ripensiamo ai tuoi hobbies, e quanta dedizione avevi destinato agli studi dei documenti riguardanti la sacra Sindone, alle serate parrocchiali, alle giornate festose trascorse da Nicola, agli interminabili lavori in cantina per preparare le icone: strano, non li abbiamo mai considerati un passatempo! Riordiniamo i cassetti, le carte, quante cianfrusaglie! Tra gli occhiali e i bigliettini, bottoni e orologi fermi da tempo troviamo santini, libretti di preghiera e appunti:” venerdì andare a sasa Cottinelli” Da anni non girovagavi più per le case di riposo a proiettare le tue pellicole, spesso ci ripetevi che ai tuoi nonni, come a te, non interessavano più i film. Quante belle giornate abbiamo trascorso tra una discussione e un lavoro sempre iniziato e mai finito. E’ bello aprire i libri che tu hai collezionato, ci sembra di leggerli con un altro spirito, con una idea nuova; non c’è solo l’interesse per l’argomento trattato, c’è il desiderio di approfondire e capire i tuoi interessi, cercare di respirare una ventata della tua grande fede, del tuo modo di vedere la vita e i grandi dono che con essa ci vengono offerti. Queste righe per ricordarti, insieme ai tanti ex allievi che con grande commozione e riconoscenza, ti hanno fatto visita. Insieme abbiamo ricordato la tua la tua severità e la tua grande umanità che ha aiutato loro ma anche noi a diventare anzitutto uomini e donne e poi padri e madri di famiglia; non hanno dimenticato i tuoi insegnamenti! Sapevi essere padre ed insegnante allo stesso tempo, con l’esempio e la passione che contraddistingue chiunque svolga il proprio lavoro come se fosse una missione. Ecco il ricordo tuo che ci resta nel cuore. 19


ANAGRAFE PARROCCHIALE Dal 01 - 12 - 2008 al 30 - 03 - 2009 Accogli ,Signore, nella tua pace i nostri defunti ADRIANA ZACCARINI ORIOLI DINO nata il 16 – 06 - 1923 nato il 27 – 11 – 1940 morta il 17 – 11 - 2008 morto il 16 – 01 - 2009

MARIAGRAZIA CANESI nata il 11 – 08 - 1936 morta il 28 – 02 - 2009

ANGELO BONA nato il 31 – 07 - 1921 morto il 06 – 12 – 2008

FAUSTINA TINELLI nata il 11 – 07 - 1910 morta il 06 – 02 - 2009

CATERINA BRUNELLI nata il 24 – 07 - 1923 morta il 04 – 03 - 2009

ARMANDO ORTODOSSI nato il 20 – 05 - 1925 morto il 22 12 - 2008

ERNESTO MANENTI nato il 21 – 04 - 1927 morto il 20 – 02 - 2009

EMILIO DUCOLI nato il 16 – 01 - 1934 morto il 22 - 03 – 2009

DIEGO GELMETTI nato il 03 – 06 - 1948 morto il 05 – 01 – 2009

MARIO STAGNOLI nato il 31 – 05 - 1924 morto il 26 – 02 – 2009

PIERINO TONINELLI nato il 22 – 01 - 1932 morto il 26 – 03 - 2009

Sono nuovi figli di Dio nel Battesimo

BATTESIMI

SIMONA PALAZZANI di Riccardo e Elena Pini nata il 26 – 09 - 2008 Battezzata il 11 – 01 - 2009

Incontri di preparazione: ore 16,00 presso oratorio di S.Antonio 17 – 24 maggio

MATTIA DIZIOLI di Marco e Laura Roncalli nato il 08 - 09 - 2008 Battezzato il 11 – 01 - 2009

Calendario della celebrazione dei Battesimi 12 aprile 31 maggio 28 giugno 20 settembre

Benedici Signore il Matrimonio di

Orario della celebrazione: S.Messa delle ore 11,15 oppure il pomeriggio (orario da definire con i genitori)

EDOARDO REBUSCHI e STEFANIA IANNACCONE Sposati il 28 – 03 - 2009

18

in famiglia, crisi nelle relazioni di amicizia o nella costruzione di un’intesa di coppia, malattie o disabilità, carenza di adeguate risorse come conseguenza dell’attuale e diffusa crisi economica e sociale. Ci si domanda allora: dove attingere e come tener viva nel cuore la fiamma della speranza? Alla ricerca della “grande speranza” L’esperienza dimostra che le qualità personali e i beni materiali non bastano ad assicurare quella speranza di cui l’animo umano è in costante ricerca. …….una delle conseguenze principali dell’oblio di Dio è l’evidente smarrimento che segna le nostre società, con risvolti di solitudine e violenza, di insoddisfazione e perdita di fiducia che non raramente sfociano nella disperazione. Chiaro e forte è il richiamo che ci viene dalla Parola di Dio: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e pone nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore. Sarà come un tamerisco nella steppa; non vedrà venire il bene” (Ger 17,5-6). La crisi di speranza colpisce più facilmente le nuove generazioni che, in contesti socio-culturali privi di certezze, di valori e di solidi punti di riferimento, si trovano ad affrontare difficoltà che appaiono superiori alle loro forze. Penso, cari giovani amici, a tanti vostri coetanei feriti dalla vita, condizionati da una immaturità personale che è spesso conseguenza di un vuoto familiare, di scelte educative permissive e libertarie e di esperienze negative e traumatiche. Per alcuni – e purtroppo non sono pochi – lo sbocco quasi obbligato è una fuga alienante verso comportamenti a rischio e violenti, verso la dipendenza da droghe e alcool, e verso tante altre forme di disagio giovanile. Noi sappiamo che solo in Dio l’essere umano trova la sua vera realizzazione. L’impegno primario che tutti ci coinvolge è pertanto quello di una nuova evangelizzazione, che aiuti le nuove generazioni a riscoprire il

volto autentico di Dio, che è Amore. A voi, cari giovani, che siete in cerca di una salda speranza, rivolgo le stesse parole che san Paolo indirizzava ai cristiani perseguitati nella Roma di allora: “Il Dio della speranza vi riempia, nel credere, di ogni gioia e pace, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo” San Paolo, testimone della speranza Trovandosi immerso in difficoltà e prove di vario genere, Paolo scriveva al suo fedele discepolo Timoteo: “Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente” (1 Tm 4,10). Come era nata in lui questa speranza? Per rispondere a tale domanda dobbiamo partire dal suo incontro con Gesù risorto sulla via di Damasco. …..fu abbagliato da una luce misteriosa e si sentì chiamare per nome: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. Caduto a terra, domandò: “Chi sei, o Signore?”. E quella voce rispose: “Io sono Gesù, che tu perseguiti!” (cfr At 9,3-5). Dopo quell’incontro, la vita di Paolo mutò radicalmente: ricevette il Battesimo e divenne apostolo del Vangelo. Sulla via di Damasco, egli fu interiormente trasformato dall’Amore divino incontrato nella persona di Gesù Cristo. Un giorno scriverà: “Questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me”. La grande speranza è in Cristo Per Paolo la speranza non è solo un ideale o un sentimento, ma una persona viva: Gesù 7


nostro desiderio, questo incontro è un vivo desiderio di Cristo. Ma qualcuno di voi mi potrebbe domandare: Come posso incontrarlo io, oggi? O piuttosto, in che modo Egli si avvicina a me? La Chiesa ci insegna che il desiderio di incontrare il Signore è già frutto della sua grazia. Quando nella preghiera esprimiamo la nostra fede, anche nell’oscurità già Lo incontriamo perché Egli si offre a noi. La preghiera perseverante apre il cuore ad accoglierlo, come spiega sant’Agostino: “Il Signore Dio nostro vuole che nelle preghiere si eserciti il nostro desiderio, così che diventiamo capaci di ricevere ciò che Lui intende darci”. La preghiera è dono dello Spirito, che ci rende uomini e donne di speranza, e pregare tiene il mondo aperto a Dio.

Cristo, il Figlio di Dio. Pervaso intimamente da questa certezza, potrà scrivere a Timoteo: “Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente”. Il “Dio vivente” è Cristo risorto e presente nel mondo. E’ Lui la vera speranza: il Cristo che vive con noi e in noi e che ci chiama a partecipare alla sua stessa vita eterna. Se non siamo soli, se Egli è con noi, anzi, se è Lui il nostro presente ed il nostro futuro, perché temere? La speranza del cristiano è dunque desiderare “il Regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo” Il cammino verso la grande speranza Come un giorno incontrò il giovane Paolo, Gesù vuole incontrare anche ciascuno di voi, cari giovani. Sì, prima di essere un

BENEDICTUS PP. XVI

SAN PAOLO APOSTOLO DELLE GENTI (continua) Incontro e rapporto con gli Apostoli Confortato da questa luce, dopo il ritiro ritornò a Damasco e si mise a predicare con entusiasmo, suscitando l’ira dei pagani, che lo consideravano un rinnegato e tentarono di ucciderlo; Paolo fu costretto a fuggire, calandosi di notte in una cesta dalle mura della città aiutato da alcuni cristiani, era all’incirca l’anno 39. Rifugiatosi a Gerusalemme, si fermò qui una quindicina di giorni incontrando Pietro il capo degli Apostoli e Giacomo, ai quali espose la sua nuova vita. Gli Apostoli lo capirono e stettero con lui ogni giorno per ore ed ore, parlandogli di Gesù; ma la comunità cristiana di Gerusalemme era diffidente nei suoi riguardi, memore della persecuzione accanita che aveva operato; soltanto grazie alla garanzia di Barnaba, un ex levita di grande autorità, i dubbi furono dissipati e fu accettato.

Anche a Gerusalemme, nei quindici giorni della sua permanenza, Paolo cercò di 8

genitori e bambini della nuova iniziazione cristiana (I° e II° anno - per capirci... 2^ e 3^ elementare) che dopo la Messa si sono ritrovati, pranzo al sacco, all’oratorio di Erbusco e poi al santuario di Adro. Buona iniziativa... va incoraggiato il cammino intrapreso! E a metà quaresima... il rogo! Ma questo è un altro capitolo.

ROGO DI META’ QUARESIMA Bruciamo…lo specchio della crisi Tradizionale appuntamento con il rogo di metà Quaresima una sera non particolarmente tiepida anzi fres...dda e ventilata. Ma è sempre bello trovarsi, in tanti, attorno ad un fuoco che riscalda, almeno quanto il vin-brulè, che, date le circostanze, è finito presto. Dunque bruciamo “lo specchio della crisi” un gioco e uno scherzo ma…. qualcuno ha fatto notare che l’ultimo a bruciare è stato proprio lo specchio della crisi. Si spera non sia vero! Anzi certamente no! Non hanno risentito della crisi le buonissime frittelle e lattughe apprezzate e gustate da tutti. Mettiti in gioco anche tu! Vieni in Albania con noi!!! Anche quest’anno l’Associazione Volontari del Sebino in collaborazione con la Charitas organizza dei campi estivi in Albania. E’ l’occasione per ognuno di noi di accendere tanti sorrisi sui volti dei bambini, di conoscere la gente che vive in questa terra meravigliosa e molto dura, di mettersi in gioco per gli altri come Cristo ci sprona a fare continuamente. Non cerchiamo professionisti dell’animazione, ma persone di qualunque età che abbiano voglia di divertirsi e di stare insieme, di lasciarsi portare dal loro cuore verso questi bambini e verso una grande avventura alla portata di tutti. Per informazioni chiama: Mirco Carugati 349515663 - Paolo Belleggia 030 321627 Oppure visita il sito Internet www.volontaridel sebino.it 17


CRONACA DI UN INVERNO APPENA PASSATO Il ricordo più lontano va al Natale con: “ Note di Natale” il coro “ Arcobaleno” e il coro di S.Benedetto insieme per uno scambio d’auguri. Il presepe che, nell’anno dedicato alla Parola di Dio, ha avuto come tema “ Il Verbo si è fatto Carne” è stato realizzato in un grande libro: il Vangelo, libro aperto e raffigurante la natività, i pastori e i magi; punto di arrivo di tutta la storia della salvezza rappresentata dai libri dell’Antico Testamento, e punto di partenza per l’esperienza della Chiesa. E dopo il Natale…l’ultimo dell’anno in oratorio; in 180 a salutare il nuovo anno: ottima e bianca serata…sorpresa di una abbondante nevicata . E una vacanza sulla neve in Val Pusteria; un bel gruppo (60) (e vario come età) di amici che si sono dati appuntamento dal 2 al 6 gennaio in una casa accogliente tra montagne stupende. Esperienza riuscita anche grazie a chi, come Mancio, ci ha creduto fin dall’inizio di ottobre. E poi il carnevale, organizzato in oratorio, da volontari animatori di giochi e pasticcieri per la gioia dei piccoli e dei grandi. E immediatamente siamo arrivati alla Quaresima, occasione per pregare ma anche per stare insieme come ha fatto il gruppo dei

fare qualche conversione, ma questa sua attività missionaria indispettì i giudei e impensierì i cristiani, alla fine non trovandosi a suo agio, si recò prima a Cesarea e poi tornò a Tarso in Cilicia, la sua città, riprendendo il mestiere di tessitore. Dal 39 al 43 non vi sono notizie sulla sua attività, finché Barnaba, inviato dagli apostoli ad organizzare la nascente comunità cristiana di Antiochia, passò da lui invitandolo a seguirlo; qui Paolo abbandonò per sempre il nome di Saulo, perché si convinse che la sua missione non era tanto fra i giudei, ma fra gli altri popoli che gli ebrei chiamavano ‘gentili’; ad Antiochia i discepoli di Cristo, furono denominati per la prima volta come “cristiani”. Alla fine dell’anno 43, Paolo e Barnaba tornarono a Gerusalemme, per portare un aiuto economico a quella comunità.

la comunità in agitazione, perché alcuni cristiani provenienti da Gerusalemme, riferirono che era in discussione il concetto che il battesimo cristiano, senza la circoncisione ebraica non sarebbe servito a nulla; così Paolo e Barnaba per chiarire l’argomento si recarono a Gerusalemme dagli Apostoli, provocando così quello che venne definito il primo Concilio della Chiesa. Pietro ribadì che la salvezza, proviene dalla Grazia del Signore Gesù, che non aveva fatto nessuna discriminazione tra ebrei circoncisi e fedeli non ebrei; Paolo dal canto suo illustrò i risultati meravigliosi ottenuti fra i ‘gentili’ e si dichiarò a favore della non obbligatorietà dell’osservanza della legge mosaica, al contrario di molti cristiani per lo più ex farisei, che non volevano rinunciare alle loro pratiche, osservate sin dalla nascita, come la circoncisione, l’astensione dalle carni impure, la non promiscuità con i pagani o ex pagani, ecc. Alla fine fu l’apostolo Giacomo a fare una proposta, accettata da tutti, non imporre ai convertiti dal paganesimo la legge mosaica, la cui pratica rimaneva facoltativa per gli ex ebrei. A Paolo, Barnaba, Sila e Giuda Taddeo, fu dato l’incarico di comunicare ai fedeli delle varie comunità le decisioni prese.

Primo viaggio apostolico Barnaba e Paolo decisero di intraprendere nel 45, un viaggio missionario in altre regioni, quindi con Marco partirono per Cipro, l’isola di cui era originario Barnaba, non si conosce l’estensione della loro evangelizzazione, qui Paolo ebbe un diverbio con il mago Elimas; da Cipro i tre fecero il viaggio di ritorno ad Antiochia, toccando varie cittadine dell’Asia Minore; a Perge nell’Anatolia avvenne la cosiddetta ‘fuga di Marco’, spaventato dalle difficoltà del lungo viaggio, lasciò i due compagni e se ne tornò a Gerusalemme. Paolo e Barnaba comunque proseguirono e a Listra, Paolo guarì uno storpio; gli abitanti li scambiarono per Giove e Mercurio e volevano offrire loro un sacrificio.

Secondo viaggio apostolico Si era nel 50 e Paolo decise di partire con Barnaba per un nuovo viaggio in Asia Minore, Barnaba propose di portare con loro il nipote Marco, ma Paolo si oppose decisamente, per non avere problemi come già successo nel primo viaggio. Irrigiditi sulle proprie posizioni, alla fine i due apostoli si divisero, Barnaba con Marco andarono di nuovo ad evangelizzare Cipro e Paolo con Sila (O Silvano) andarono nel nuovo itinerario. Il viaggio apostolico durato fino al 53, toccò la Grecia, la Macedonia dove Paolo

La controversia sull’osservanza della Legge mosaica Tornati ad Antiochia, soddisfatti per i risultati conseguiti, i due apostoli trovarono 16

9


evangelizzò Filippi; qui i due furono flagellati ed incarcerati, ma dopo un terremoto avvenuto nella notte e la conversione del carceriere, la mattina dopo furono liberati. Andarono poi a Tessalonica, a Berea ed Atene, dove il dotto discorso di Paolo all ’Areopago fu un insuccesso; dopo una sosta di un anno e mezzo a Corinto, ritornarono ad Antiochia.

popolare, da cui Paolo ne uscì illeso; la comunità fu affidata al discepolo Timoteo. Da Efeso fu di nuovo in Macedonia e per tre mesi a Corinto; sfuggendo ad un programmato agguato sulla nave su cui si doveva imbarcare, continuò il viaggio per terra accompagnato per un tratto da Luca che ne fece un resoconto particolareggiato. Egli visitò con commozione le comunità cristiane dell’Asia Minore che aveva fondate, presentendo di non poterle più rivedere. L’ultima tappa fu Cesarea dove il profeta Agabo gli predisse l’arresto e la prigione, da lì arrivò a Gerusalemme verso la fine di maggio 58, qui portò le offerte raccolte nel suo ultimo viaggio.

Terzo viaggio apostolico Nel 53 o 54, iniziò il terzo grande viaggio di Paolo, si diresse prima ad Efeso, fermandosi tre anni; la sua predicazione portò ad una diminuzione del culto alla dea Artemide e il commercio sacro ad esso collegato ebbe un tracollo, ciò provocò una sommossa

Buona Pasqua!

Mese di Maggio

GESÙ: VOLTO DI SOFFERENZA MAANCHE DI SPERANZA

Sotto la tua protezione troviamo rifugio Santa Madre di Dio

Due persone, due testimonianze, uno che è tra noi e un poeta; stessa esperienza: incontrare il volto di Cristo nel sogno o in un gioco di nubi e avere nostalgia di incontralo nella vita – desiderio di pace e di perdono. Era la mattina del 28 Marzo 2001 alle ore 9,15; dal letto dove giacevo ricoverato, guardavo il cielo nuvoloso dalla grande finestra che avevo di fronte. Vi era vento e tante nuvole, ma in un attimo ebbi la sensazione ed in seguito la certezza di osservare un volto. Il turbinare del vento che ammassava e diradava le nuvole sembrò fermarsi per circa tre minuti ed in quel brevissimo tempo vidi in quel volto il volto di Nostro Signore Gesù. Era stupendo da vedersi, era il volto del crocifisso. Un evento meteorologico può darci simili sensazioni? No! Era proprio il volto di Cristo che mai, come in questo periodo, ci invita sempre più a credere in Lui e nel Vangelo. Sembrava mi volesse dire: “ Anch’io ho sofferto tanto, ma volentieri per tutti voi, aiutato dall’amore di Dio, Padre mio”. Ho avuto qualche attimo di riflessione in quei pochi e brevi minuti, ed immancabilmente subentrò quella forma di pianto che si tende a nascondere, ma le lacrime che scendevano erano tante, quasi a formare dei piccoli rivoli che mi bagnavano il volto. Poi un colpo di vento scompose l’immagine ed iniziò la pioggia, ma il vento non potrà mai cancellare dai miei occhi quella visione così dolce e suggestiva. Non ho osservato per tutta la mattina le fleboclisi applicate al mio braccio, ma ho pensato, riflettuto e pregato chiedendo aiuto ed invocando perdono. Alberto 10

VERMIX

Don Fulvio e la redazione del bollettino augurano a tutta la Comunità una

Recita del Santo rosario nel quartiere (Sospeso in caso di pioggia)

Mercoledì 6 ore 20,30 al Parco “Rovetta” condomini di Via Tangenziale74 Mercoledì 13 ore 20,30 in Via Sorbana 4 – giardino Famiglia Mazzeo Mercoledì 20 ore 20,30 alla scaletta Mercoledì 27 ore 20,30 giardino casa Fenaroli – entrata da via Testi 20|a

Pellegrinaggio serale A CARAVAGGIO Lunedì 18 Maggio partenza ore 19,00 (via Vallecamonica) A Caravaggio – recita del S.Rosario e S.Messa Iscrizioni in Oratorio Quota di partecipazione € 5,00 15


EMERGENZA FREDDO… UN’ESPERIENZA CHE SCALDA I CUORI Quest’anno il Gruppo Missionario, che già da alcuni anni appoggia il progetto, ha proposta agli adolescenti e ai suoi catechisti di mettersi in gioco per portare un piatto caldo a persone meno fortunate della nostra città. Da subito la proposta è stata accolta con calore, lo stesso che i ragazzi hanno messo nel metterlo in pratica. Ecco alcune delle loro testimonianze: “Credo sia stata una bella esperienza che ci ha fatto capire che esistono persone più sfortunate di noi e mettendoci un po’ di impegno si possono aiutare a stare meglio…e comunque è davvero una bella esperienza. Carlo Alberto E’ stato molto bello aiutare le persone meno fortunate di noi ! Alla fine sonon tutti simpatici, chi più e chi meno ! Io e Camilla ci siamo anche commosse a sentire la storia di uno di loro ! Comunque è stata un’esperienza da rifare ! E’ bello aiutare gli altri ! Giorgia E’ stata una bellissima esperienza che ci ha fatto bene e ci ha fatto capire che ci sono molte persone all’esterno che sono meno fortunate di noi e hanno bisogno di un nostro aiuto ! mi sono molto divertito e mi è piaciuto ! Marco E’ stato davvero efficace mostrarci come oltre il nostro mondo ne esista un altro dove la gente può sopravvivere solo grazie all’aiuto di persone fantastiche che si rendono volontarie nell’aiutarli a stare un po’ meglio…anche solo con un semplice minestrone caldo e un letto in cui dormire anziché per strada al freddo ! E’ stata una bella esperienza davvero…un’ora vissuta diversamente dal solito ma con un bellissimo insegnamento…sicuramente si può rifare ! Camilla Per me è stata un’esperienza positiva perché è stato bello sentirsi utile anche solo per un’ora e vedere la riconoscenza di persone meno fortunate. Emanuela E’ stata un’esperienza bellissima che mi ha fatto capire che, mentre noi viviamo anche con il superfluo tutti i giorni, ci sono persone che non hanno nemmeno un letto dove dormire e un pasto al giorno. In particolare mi ha subito colpito un ragazzo molto giovane, italiano, che era molto affamato. Spero di ripetere ancora quest’esperienza e di dare il buon esempio anche ai ragazzi più piccoli di noi. Ilaria” Il nostro gruppo, se da una parte è stato sorpreso per la buona riuscita dell’esperienza, dall’altro sapeva di contare su ragazzi e catechisti particolarmente sensibili e sicuramente sarà un’esperienza da ripetere. Un ringraziamento particolare ai volontari che preparano e portano i pasti, ma anche a tutti quelli che con il loro contributo hanno reso possibile l’iniziativa. Il Gruppo Missionario 14

“Oggi il mio cuore è sereno, e le angosce di sempre sono state sostituite dalla calma e dalla gioia: ho visto Gesù in sogno durante la notte. Lo stesso viso generoso, i grandi occhi che sempre sembravano bruciare chiunque lo guardasse, i piedi impolverati, i sandali consumati. E la forte presenza del suo spirito che dominava tutto con la pace di coloro che sanno affrontare la vita a testa alta. Oh, perché non posso sognare Gesù tutte le notti? Perché non riesco a guardare alla mia vita con metà della calma che Lui era capace di trasmettermi nel sogno? Perché non riesco a trovare nessuno su questa terra che possa essere tanto semplice e affettuoso come Lui”. (Kahlil Gibran, 7 febbraio 1912)

La Quaresima e la Pasqua sono i tempi liturgici che Dio ci dona per riflettere sulla realtà e insieme mistero della sofferenza e della Resurrezione. Lo possiamo facendoci condurre, con fiducia, dalla Parola di Dio, partecipando alla liturgia, vivendo e condivivendo insieme questi momenti di Chiesa. Per farci aiutare nella preghiera e nella riflessione possiamo, accanto ai Vangeli, porre l’attenzione sulla Sindone, la famosa reliquia, la più importante della cristianità, che da secoli ci interroga e si fa interrogare dalle scienze e dalla fede a causa dei suoi profondi significati. Con l’occhio della fede possiamo, infatti, ritrovare su di essa, come sul Vangelo, tutta la sofferenza umana patita dal Cristo dischiusasi, però, nella verità della Resurrezione; nel ricordo del nostro parrocchiano, da poco scomparso, Maestro Mario Stagnoli, appassionatissimo e informatissimo cultore della Sacra Sindone, cercherò di indicarvi qualcuno dei mille indirizzi dedicati al famoso lino che, pur nelle miriadi di domande poste alla scienza, segua, soprattutto, un percorso di lettura evangelico. Tra l’altro vi ricordo che dal 10 aprile del 2010, e per quaranta giorni, il sacro lenzuolo sarà in ostensione per tutti i fedeli nel Duomo di Torino. Il primo sito è quello ufficiale: www.sindone.org e presenta i seguenti temi: la presenza di Dio, la sofferenza umana, l’impotenza della morte, la fecondità del silenzio, la provocazione dell’intelligenza. Altra locazione : www.sindone.it con una lettura dei segni direttamente sul lenzuolo. Consiglio anche : www.maristi.it/sindone.htm e www.shroud.it e poi: http://www.religione20.net/2009/03/21/ video-la-sindone-e-il-sudario-di-oviedo/ dove vengono presentati anche dei filmati, on line, molto interessanti. Interessantissimo e zeppo di documentazione il sito americano www.shroud.com, che vanta ben 2.500.000 visite dall’aprile 1996. Nella speranza che tutto ciò possa servire, segnalo sempre il nostro sito parrocchiale www.parrsangiacomo.it e auguro a tutti una felicissima Pasqua di Resurrezione. 11


LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI (Cena Povera 2009) Già da quattro anni il Gruppo Missionario propone durante la Quaresima la Cena Povera alla quale partecipa un buon numero di parrocchiani. Sabato 21 marzo eravamo in 140 a gustare la buonissima pasta e fagioli e ad ascoltare due esperienze missionarie, diversissime fra di loro, ma importanti allo stesso modo. Le famiglie hanno accolto l’invito di portare anche i figli affidati poi a quattro ragazze scout che oltre che intrattenerli con giochi e bans hanno spiegato loro il significato della serata. Un giovane del gruppo “Volontari del Sebino” ha illustrato le attività missionarie e di aiuto in Albania da parte di questa istituzione; in seguito un ragazzo della parrocchia, Mirko Bertoncelli, ci ha raccontato con chiarezza e vivacità la sua esperienza in Albania, dove è andato l’anno scorso, insieme con i Volontari del Sebino, a gestire un Grest durante le vacanze estive. Ci ha fatto capire come, anche senza esperienza, ma solo con volontà, entusiasmo e disponibilità, sia possibile affrontare con successo una simile attività. Ha anche sottolineato come i giorni passati in Albania abbiano contribuito ad arricchirlo ed a farlo maturare. Il racconto di Mirko è stato preceduto dalle parole, emozionanti ed … emozionate, di

Il Gruppo Missionario ringrazia gli ottimi cuochi, sempre disponibili ad appoggiare le nostre iniziative, e tutti quanti hanno partecipato, dando generose offerte. Mariagrazia

DON MARCO SCRIVE DAL BRASILE…

un immigrato albanese, Cimi Mustafà, che ha spiegato la realtà del suo stato ieri, con la totale mancanza di libertà sotto la dittatura di Hoxa, e oggi, quando la situazione sta in parte migliorando. Cimi ha sottolineato come, dal punto di vista religioso, in Albania ci sia sempre stato accordo tra persone cattoliche e persone musulmane. Il Gruppo Missionario quest’anno ha voluto sottolineare come l’attività missionaria sia possibile non solo nei paesi poveri, ma anche nelle nostre realtà. Per questo ha invitato Maria, coordinatrice dell’Emergenza Freddo, progetto di aiuto durante l’inverno ai senza dimora. Maria ha sottolineato come siano numerosi i volontari che aderiscono a questa iniziativa (circa 80): chi collabora porta un aiuto, ma riceve anche molto in arricchimento personale e spirituale dall’incontro con gli “ultimi della società”. Tema conduttore della serata è stata l’importanza di unire la carità all’amore, alla disponibilità e al sorriso, ma anche di capire che non c’è carità senza giustizia e che in tutti noi deve esserci disponibilità per un nuovo stile di vita. 12

Ed é carnevale. Scordatevi le mitiche immagini del carnevale di Rio.;... In effetti tutto Il Brasile impazzisce, e la televisione da due giorni sta trasmettendo le sfilate delle varie scuole di Samba.. Ma qui al nord Il carnevale é sintomo di follia , di bere e fare a pugni... Diciamo che Il sogno del carnevale e di una sana divertita non esiste, mettiamo anche che da tre giorni sta piovendo senza smettere : ecco qui. Questa notte nella piazza davanti a casa mia, piena di gente, hanno ballato fino alle 4 del mattino sotto l’acqua... esotico! E io che speravo di dormire un po’... Con i giovani ci siamo trovati ieri per vivere .. (qui lo chiamano cosi) Il Carnevale con Cristo, cioé momenti di riflessione che finiranno oggi con una parata e ballo di samba per le vie della cittá... pioverá.. ma loro dicono che la pioggia non li fermerá.. é un esempio di come ci si puo’ divertire senza ubriacarsi e litigare.

un piccolo litígio per ammazzare senza scrupoli qualcuno... Gli scippi e le rapine che finiscono con un morto .. a Belem per esempio sono il 70%. Sono tutti problemi legati alla povertá e alla situazione di indigenza. Per esempio nel mese di febbraio tutte le domeniche alcune bande giovanili si ritrovavano qui in piazza e finivano a prendersi a sassate.. . Ho parlato con Il capo della polizia, che sta solo aspettando di cambiare posto, per prendere provvedimenti...Vediamo che fará.. Ho anche parlato in chiesa dicendo alla gente che non si puo’ fuggire dalla piazza.. La piazza deve tornare alle famiglie.. vediamo che succederá. Domenica prossima inaugureremo la famosa casa... questo l’orario: 17 messa con Il Vescovo, e poi discorsi vari taglio del nastro e rinfresco.... ci sará molta gente.. .La casa é davvero bella Buona quaresima a tutti e come sempre un abbraccio

La quaresima é abbinata qui alla Campagna di Fraternitá: cioé un tema che i vescovi propongono per riflettere durante le giornate di quaresima.. quest’anno Il tema é: pace e giustizia.. giustizia perché sembra che la violenza sulle strade, nelle piazze abbia fatto una impennata.. In effetti basta 13


LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI (Cena Povera 2009) Già da quattro anni il Gruppo Missionario propone durante la Quaresima la Cena Povera alla quale partecipa un buon numero di parrocchiani. Sabato 21 marzo eravamo in 140 a gustare la buonissima pasta e fagioli e ad ascoltare due esperienze missionarie, diversissime fra di loro, ma importanti allo stesso modo. Le famiglie hanno accolto l’invito di portare anche i figli affidati poi a quattro ragazze scout che oltre che intrattenerli con giochi e bans hanno spiegato loro il significato della serata. Un giovane del gruppo “Volontari del Sebino” ha illustrato le attività missionarie e di aiuto in Albania da parte di questa istituzione; in seguito un ragazzo della parrocchia, Mirko Bertoncelli, ci ha raccontato con chiarezza e vivacità la sua esperienza in Albania, dove è andato l’anno scorso, insieme con i Volontari del Sebino, a gestire un Grest durante le vacanze estive. Ci ha fatto capire come, anche senza esperienza, ma solo con volontà, entusiasmo e disponibilità, sia possibile affrontare con successo una simile attività. Ha anche sottolineato come i giorni passati in Albania abbiano contribuito ad arricchirlo ed a farlo maturare. Il racconto di Mirko è stato preceduto dalle parole, emozionanti ed … emozionate, di

Il Gruppo Missionario ringrazia gli ottimi cuochi, sempre disponibili ad appoggiare le nostre iniziative, e tutti quanti hanno partecipato, dando generose offerte. Mariagrazia

DON MARCO SCRIVE DAL BRASILE…

un immigrato albanese, Cimi Mustafà, che ha spiegato la realtà del suo stato ieri, con la totale mancanza di libertà sotto la dittatura di Hoxa, e oggi, quando la situazione sta in parte migliorando. Cimi ha sottolineato come, dal punto di vista religioso, in Albania ci sia sempre stato accordo tra persone cattoliche e persone musulmane. Il Gruppo Missionario quest’anno ha voluto sottolineare come l’attività missionaria sia possibile non solo nei paesi poveri, ma anche nelle nostre realtà. Per questo ha invitato Maria, coordinatrice dell’Emergenza Freddo, progetto di aiuto durante l’inverno ai senza dimora. Maria ha sottolineato come siano numerosi i volontari che aderiscono a questa iniziativa (circa 80): chi collabora porta un aiuto, ma riceve anche molto in arricchimento personale e spirituale dall’incontro con gli “ultimi della società”. Tema conduttore della serata è stata l’importanza di unire la carità all’amore, alla disponibilità e al sorriso, ma anche di capire che non c’è carità senza giustizia e che in tutti noi deve esserci disponibilità per un nuovo stile di vita. 12

Ed é carnevale. Scordatevi le mitiche immagini del carnevale di Rio.;... In effetti tutto Il Brasile impazzisce, e la televisione da due giorni sta trasmettendo le sfilate delle varie scuole di Samba.. Ma qui al nord Il carnevale é sintomo di follia , di bere e fare a pugni... Diciamo che Il sogno del carnevale e di una sana divertita non esiste, mettiamo anche che da tre giorni sta piovendo senza smettere : ecco qui. Questa notte nella piazza davanti a casa mia, piena di gente, hanno ballato fino alle 4 del mattino sotto l’acqua... esotico! E io che speravo di dormire un po’... Con i giovani ci siamo trovati ieri per vivere .. (qui lo chiamano cosi) Il Carnevale con Cristo, cioé momenti di riflessione che finiranno oggi con una parata e ballo di samba per le vie della cittá... pioverá.. ma loro dicono che la pioggia non li fermerá.. é un esempio di come ci si puo’ divertire senza ubriacarsi e litigare.

un piccolo litígio per ammazzare senza scrupoli qualcuno... Gli scippi e le rapine che finiscono con un morto .. a Belem per esempio sono il 70%. Sono tutti problemi legati alla povertá e alla situazione di indigenza. Per esempio nel mese di febbraio tutte le domeniche alcune bande giovanili si ritrovavano qui in piazza e finivano a prendersi a sassate.. . Ho parlato con Il capo della polizia, che sta solo aspettando di cambiare posto, per prendere provvedimenti...Vediamo che fará.. Ho anche parlato in chiesa dicendo alla gente che non si puo’ fuggire dalla piazza.. La piazza deve tornare alle famiglie.. vediamo che succederá. Domenica prossima inaugureremo la famosa casa... questo l’orario: 17 messa con Il Vescovo, e poi discorsi vari taglio del nastro e rinfresco.... ci sará molta gente.. .La casa é davvero bella Buona quaresima a tutti e come sempre un abbraccio

La quaresima é abbinata qui alla Campagna di Fraternitá: cioé un tema che i vescovi propongono per riflettere durante le giornate di quaresima.. quest’anno Il tema é: pace e giustizia.. giustizia perché sembra che la violenza sulle strade, nelle piazze abbia fatto una impennata.. In effetti basta 13


EMERGENZA FREDDO… UN’ESPERIENZA CHE SCALDA I CUORI Quest’anno il Gruppo Missionario, che già da alcuni anni appoggia il progetto, ha proposta agli adolescenti e ai suoi catechisti di mettersi in gioco per portare un piatto caldo a persone meno fortunate della nostra città. Da subito la proposta è stata accolta con calore, lo stesso che i ragazzi hanno messo nel metterlo in pratica. Ecco alcune delle loro testimonianze: “Credo sia stata una bella esperienza che ci ha fatto capire che esistono persone più sfortunate di noi e mettendoci un po’ di impegno si possono aiutare a stare meglio…e comunque è davvero una bella esperienza. Carlo Alberto E’ stato molto bello aiutare le persone meno fortunate di noi ! Alla fine sonon tutti simpatici, chi più e chi meno ! Io e Camilla ci siamo anche commosse a sentire la storia di uno di loro ! Comunque è stata un’esperienza da rifare ! E’ bello aiutare gli altri ! Giorgia E’ stata una bellissima esperienza che ci ha fatto bene e ci ha fatto capire che ci sono molte persone all’esterno che sono meno fortunate di noi e hanno bisogno di un nostro aiuto ! mi sono molto divertito e mi è piaciuto ! Marco E’ stato davvero efficace mostrarci come oltre il nostro mondo ne esista un altro dove la gente può sopravvivere solo grazie all’aiuto di persone fantastiche che si rendono volontarie nell’aiutarli a stare un po’ meglio…anche solo con un semplice minestrone caldo e un letto in cui dormire anziché per strada al freddo ! E’ stata una bella esperienza davvero…un’ora vissuta diversamente dal solito ma con un bellissimo insegnamento…sicuramente si può rifare ! Camilla Per me è stata un’esperienza positiva perché è stato bello sentirsi utile anche solo per un’ora e vedere la riconoscenza di persone meno fortunate. Emanuela E’ stata un’esperienza bellissima che mi ha fatto capire che, mentre noi viviamo anche con il superfluo tutti i giorni, ci sono persone che non hanno nemmeno un letto dove dormire e un pasto al giorno. In particolare mi ha subito colpito un ragazzo molto giovane, italiano, che era molto affamato. Spero di ripetere ancora quest’esperienza e di dare il buon esempio anche ai ragazzi più piccoli di noi. Ilaria” Il nostro gruppo, se da una parte è stato sorpreso per la buona riuscita dell’esperienza, dall’altro sapeva di contare su ragazzi e catechisti particolarmente sensibili e sicuramente sarà un’esperienza da ripetere. Un ringraziamento particolare ai volontari che preparano e portano i pasti, ma anche a tutti quelli che con il loro contributo hanno reso possibile l’iniziativa. Il Gruppo Missionario 14

“Oggi il mio cuore è sereno, e le angosce di sempre sono state sostituite dalla calma e dalla gioia: ho visto Gesù in sogno durante la notte. Lo stesso viso generoso, i grandi occhi che sempre sembravano bruciare chiunque lo guardasse, i piedi impolverati, i sandali consumati. E la forte presenza del suo spirito che dominava tutto con la pace di coloro che sanno affrontare la vita a testa alta. Oh, perché non posso sognare Gesù tutte le notti? Perché non riesco a guardare alla mia vita con metà della calma che Lui era capace di trasmettermi nel sogno? Perché non riesco a trovare nessuno su questa terra che possa essere tanto semplice e affettuoso come Lui”. (Kahlil Gibran, 7 febbraio 1912)

La Quaresima e la Pasqua sono i tempi liturgici che Dio ci dona per riflettere sulla realtà e insieme mistero della sofferenza e della Resurrezione. Lo possiamo facendoci condurre, con fiducia, dalla Parola di Dio, partecipando alla liturgia, vivendo e condivivendo insieme questi momenti di Chiesa. Per farci aiutare nella preghiera e nella riflessione possiamo, accanto ai Vangeli, porre l’attenzione sulla Sindone, la famosa reliquia, la più importante della cristianità, che da secoli ci interroga e si fa interrogare dalle scienze e dalla fede a causa dei suoi profondi significati. Con l’occhio della fede possiamo, infatti, ritrovare su di essa, come sul Vangelo, tutta la sofferenza umana patita dal Cristo dischiusasi, però, nella verità della Resurrezione; nel ricordo del nostro parrocchiano, da poco scomparso, Maestro Mario Stagnoli, appassionatissimo e informatissimo cultore della Sacra Sindone, cercherò di indicarvi qualcuno dei mille indirizzi dedicati al famoso lino che, pur nelle miriadi di domande poste alla scienza, segua, soprattutto, un percorso di lettura evangelico. Tra l’altro vi ricordo che dal 10 aprile del 2010, e per quaranta giorni, il sacro lenzuolo sarà in ostensione per tutti i fedeli nel Duomo di Torino. Il primo sito è quello ufficiale: www.sindone.org e presenta i seguenti temi: la presenza di Dio, la sofferenza umana, l’impotenza della morte, la fecondità del silenzio, la provocazione dell’intelligenza. Altra locazione : www.sindone.it con una lettura dei segni direttamente sul lenzuolo. Consiglio anche : www.maristi.it/sindone.htm e www.shroud.it e poi: http://www.religione20.net/2009/03/21/ video-la-sindone-e-il-sudario-di-oviedo/ dove vengono presentati anche dei filmati, on line, molto interessanti. Interessantissimo e zeppo di documentazione il sito americano www.shroud.com, che vanta ben 2.500.000 visite dall’aprile 1996. Nella speranza che tutto ciò possa servire, segnalo sempre il nostro sito parrocchiale www.parrsangiacomo.it e auguro a tutti una felicissima Pasqua di Resurrezione. 11


evangelizzò Filippi; qui i due furono flagellati ed incarcerati, ma dopo un terremoto avvenuto nella notte e la conversione del carceriere, la mattina dopo furono liberati. Andarono poi a Tessalonica, a Berea ed Atene, dove il dotto discorso di Paolo all ’Areopago fu un insuccesso; dopo una sosta di un anno e mezzo a Corinto, ritornarono ad Antiochia.

popolare, da cui Paolo ne uscì illeso; la comunità fu affidata al discepolo Timoteo. Da Efeso fu di nuovo in Macedonia e per tre mesi a Corinto; sfuggendo ad un programmato agguato sulla nave su cui si doveva imbarcare, continuò il viaggio per terra accompagnato per un tratto da Luca che ne fece un resoconto particolareggiato. Egli visitò con commozione le comunità cristiane dell’Asia Minore che aveva fondate, presentendo di non poterle più rivedere. L’ultima tappa fu Cesarea dove il profeta Agabo gli predisse l’arresto e la prigione, da lì arrivò a Gerusalemme verso la fine di maggio 58, qui portò le offerte raccolte nel suo ultimo viaggio.

Terzo viaggio apostolico Nel 53 o 54, iniziò il terzo grande viaggio di Paolo, si diresse prima ad Efeso, fermandosi tre anni; la sua predicazione portò ad una diminuzione del culto alla dea Artemide e il commercio sacro ad esso collegato ebbe un tracollo, ciò provocò una sommossa

Buona Pasqua!

Mese di Maggio

GESÙ: VOLTO DI SOFFERENZA MAANCHE DI SPERANZA

Sotto la tua protezione troviamo rifugio Santa Madre di Dio

Due persone, due testimonianze, uno che è tra noi e un poeta; stessa esperienza: incontrare il volto di Cristo nel sogno o in un gioco di nubi e avere nostalgia di incontralo nella vita – desiderio di pace e di perdono. Era la mattina del 28 Marzo 2001 alle ore 9,15; dal letto dove giacevo ricoverato, guardavo il cielo nuvoloso dalla grande finestra che avevo di fronte. Vi era vento e tante nuvole, ma in un attimo ebbi la sensazione ed in seguito la certezza di osservare un volto. Il turbinare del vento che ammassava e diradava le nuvole sembrò fermarsi per circa tre minuti ed in quel brevissimo tempo vidi in quel volto il volto di Nostro Signore Gesù. Era stupendo da vedersi, era il volto del crocifisso. Un evento meteorologico può darci simili sensazioni? No! Era proprio il volto di Cristo che mai, come in questo periodo, ci invita sempre più a credere in Lui e nel Vangelo. Sembrava mi volesse dire: “ Anch’io ho sofferto tanto, ma volentieri per tutti voi, aiutato dall’amore di Dio, Padre mio”. Ho avuto qualche attimo di riflessione in quei pochi e brevi minuti, ed immancabilmente subentrò quella forma di pianto che si tende a nascondere, ma le lacrime che scendevano erano tante, quasi a formare dei piccoli rivoli che mi bagnavano il volto. Poi un colpo di vento scompose l’immagine ed iniziò la pioggia, ma il vento non potrà mai cancellare dai miei occhi quella visione così dolce e suggestiva. Non ho osservato per tutta la mattina le fleboclisi applicate al mio braccio, ma ho pensato, riflettuto e pregato chiedendo aiuto ed invocando perdono. Alberto 10

VERMIX

Don Fulvio e la redazione del bollettino augurano a tutta la Comunità una

Recita del Santo rosario nel quartiere (Sospeso in caso di pioggia)

Mercoledì 6 ore 20,30 al Parco “Rovetta” condomini di Via Tangenziale74 Mercoledì 13 ore 20,30 in Via Sorbana 4 – giardino Famiglia Mazzeo Mercoledì 20 ore 20,30 alla scaletta Mercoledì 27 ore 20,30 giardino casa Fenaroli – entrata da via Testi 20|a

Pellegrinaggio serale A CARAVAGGIO Lunedì 18 Maggio partenza ore 19,00 (via Vallecamonica) A Caravaggio – recita del S.Rosario e S.Messa Iscrizioni in Oratorio Quota di partecipazione € 5,00 15


CRONACA DI UN INVERNO APPENA PASSATO Il ricordo più lontano va al Natale con: “ Note di Natale” il coro “ Arcobaleno” e il coro di S.Benedetto insieme per uno scambio d’auguri. Il presepe che, nell’anno dedicato alla Parola di Dio, ha avuto come tema “ Il Verbo si è fatto Carne” è stato realizzato in un grande libro: il Vangelo, libro aperto e raffigurante la natività, i pastori e i magi; punto di arrivo di tutta la storia della salvezza rappresentata dai libri dell’Antico Testamento, e punto di partenza per l’esperienza della Chiesa. E dopo il Natale…l’ultimo dell’anno in oratorio; in 180 a salutare il nuovo anno: ottima e bianca serata…sorpresa di una abbondante nevicata . E una vacanza sulla neve in Val Pusteria; un bel gruppo (60) (e vario come età) di amici che si sono dati appuntamento dal 2 al 6 gennaio in una casa accogliente tra montagne stupende. Esperienza riuscita anche grazie a chi, come Mancio, ci ha creduto fin dall’inizio di ottobre. E poi il carnevale, organizzato in oratorio, da volontari animatori di giochi e pasticcieri per la gioia dei piccoli e dei grandi. E immediatamente siamo arrivati alla Quaresima, occasione per pregare ma anche per stare insieme come ha fatto il gruppo dei

fare qualche conversione, ma questa sua attività missionaria indispettì i giudei e impensierì i cristiani, alla fine non trovandosi a suo agio, si recò prima a Cesarea e poi tornò a Tarso in Cilicia, la sua città, riprendendo il mestiere di tessitore. Dal 39 al 43 non vi sono notizie sulla sua attività, finché Barnaba, inviato dagli apostoli ad organizzare la nascente comunità cristiana di Antiochia, passò da lui invitandolo a seguirlo; qui Paolo abbandonò per sempre il nome di Saulo, perché si convinse che la sua missione non era tanto fra i giudei, ma fra gli altri popoli che gli ebrei chiamavano ‘gentili’; ad Antiochia i discepoli di Cristo, furono denominati per la prima volta come “cristiani”. Alla fine dell’anno 43, Paolo e Barnaba tornarono a Gerusalemme, per portare un aiuto economico a quella comunità.

la comunità in agitazione, perché alcuni cristiani provenienti da Gerusalemme, riferirono che era in discussione il concetto che il battesimo cristiano, senza la circoncisione ebraica non sarebbe servito a nulla; così Paolo e Barnaba per chiarire l’argomento si recarono a Gerusalemme dagli Apostoli, provocando così quello che venne definito il primo Concilio della Chiesa. Pietro ribadì che la salvezza, proviene dalla Grazia del Signore Gesù, che non aveva fatto nessuna discriminazione tra ebrei circoncisi e fedeli non ebrei; Paolo dal canto suo illustrò i risultati meravigliosi ottenuti fra i ‘gentili’ e si dichiarò a favore della non obbligatorietà dell’osservanza della legge mosaica, al contrario di molti cristiani per lo più ex farisei, che non volevano rinunciare alle loro pratiche, osservate sin dalla nascita, come la circoncisione, l’astensione dalle carni impure, la non promiscuità con i pagani o ex pagani, ecc. Alla fine fu l’apostolo Giacomo a fare una proposta, accettata da tutti, non imporre ai convertiti dal paganesimo la legge mosaica, la cui pratica rimaneva facoltativa per gli ex ebrei. A Paolo, Barnaba, Sila e Giuda Taddeo, fu dato l’incarico di comunicare ai fedeli delle varie comunità le decisioni prese.

Primo viaggio apostolico Barnaba e Paolo decisero di intraprendere nel 45, un viaggio missionario in altre regioni, quindi con Marco partirono per Cipro, l’isola di cui era originario Barnaba, non si conosce l’estensione della loro evangelizzazione, qui Paolo ebbe un diverbio con il mago Elimas; da Cipro i tre fecero il viaggio di ritorno ad Antiochia, toccando varie cittadine dell’Asia Minore; a Perge nell’Anatolia avvenne la cosiddetta ‘fuga di Marco’, spaventato dalle difficoltà del lungo viaggio, lasciò i due compagni e se ne tornò a Gerusalemme. Paolo e Barnaba comunque proseguirono e a Listra, Paolo guarì uno storpio; gli abitanti li scambiarono per Giove e Mercurio e volevano offrire loro un sacrificio.

Secondo viaggio apostolico Si era nel 50 e Paolo decise di partire con Barnaba per un nuovo viaggio in Asia Minore, Barnaba propose di portare con loro il nipote Marco, ma Paolo si oppose decisamente, per non avere problemi come già successo nel primo viaggio. Irrigiditi sulle proprie posizioni, alla fine i due apostoli si divisero, Barnaba con Marco andarono di nuovo ad evangelizzare Cipro e Paolo con Sila (O Silvano) andarono nel nuovo itinerario. Il viaggio apostolico durato fino al 53, toccò la Grecia, la Macedonia dove Paolo

La controversia sull’osservanza della Legge mosaica Tornati ad Antiochia, soddisfatti per i risultati conseguiti, i due apostoli trovarono 16

9


nostro desiderio, questo incontro è un vivo desiderio di Cristo. Ma qualcuno di voi mi potrebbe domandare: Come posso incontrarlo io, oggi? O piuttosto, in che modo Egli si avvicina a me? La Chiesa ci insegna che il desiderio di incontrare il Signore è già frutto della sua grazia. Quando nella preghiera esprimiamo la nostra fede, anche nell’oscurità già Lo incontriamo perché Egli si offre a noi. La preghiera perseverante apre il cuore ad accoglierlo, come spiega sant’Agostino: “Il Signore Dio nostro vuole che nelle preghiere si eserciti il nostro desiderio, così che diventiamo capaci di ricevere ciò che Lui intende darci”. La preghiera è dono dello Spirito, che ci rende uomini e donne di speranza, e pregare tiene il mondo aperto a Dio.

Cristo, il Figlio di Dio. Pervaso intimamente da questa certezza, potrà scrivere a Timoteo: “Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente”. Il “Dio vivente” è Cristo risorto e presente nel mondo. E’ Lui la vera speranza: il Cristo che vive con noi e in noi e che ci chiama a partecipare alla sua stessa vita eterna. Se non siamo soli, se Egli è con noi, anzi, se è Lui il nostro presente ed il nostro futuro, perché temere? La speranza del cristiano è dunque desiderare “il Regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo” Il cammino verso la grande speranza Come un giorno incontrò il giovane Paolo, Gesù vuole incontrare anche ciascuno di voi, cari giovani. Sì, prima di essere un

BENEDICTUS PP. XVI

SAN PAOLO APOSTOLO DELLE GENTI (continua) Incontro e rapporto con gli Apostoli Confortato da questa luce, dopo il ritiro ritornò a Damasco e si mise a predicare con entusiasmo, suscitando l’ira dei pagani, che lo consideravano un rinnegato e tentarono di ucciderlo; Paolo fu costretto a fuggire, calandosi di notte in una cesta dalle mura della città aiutato da alcuni cristiani, era all’incirca l’anno 39. Rifugiatosi a Gerusalemme, si fermò qui una quindicina di giorni incontrando Pietro il capo degli Apostoli e Giacomo, ai quali espose la sua nuova vita. Gli Apostoli lo capirono e stettero con lui ogni giorno per ore ed ore, parlandogli di Gesù; ma la comunità cristiana di Gerusalemme era diffidente nei suoi riguardi, memore della persecuzione accanita che aveva operato; soltanto grazie alla garanzia di Barnaba, un ex levita di grande autorità, i dubbi furono dissipati e fu accettato.

Anche a Gerusalemme, nei quindici giorni della sua permanenza, Paolo cercò di 8

genitori e bambini della nuova iniziazione cristiana (I° e II° anno - per capirci... 2^ e 3^ elementare) che dopo la Messa si sono ritrovati, pranzo al sacco, all’oratorio di Erbusco e poi al santuario di Adro. Buona iniziativa... va incoraggiato il cammino intrapreso! E a metà quaresima... il rogo! Ma questo è un altro capitolo.

ROGO DI META’ QUARESIMA Bruciamo…lo specchio della crisi Tradizionale appuntamento con il rogo di metà Quaresima una sera non particolarmente tiepida anzi fres...dda e ventilata. Ma è sempre bello trovarsi, in tanti, attorno ad un fuoco che riscalda, almeno quanto il vin-brulè, che, date le circostanze, è finito presto. Dunque bruciamo “lo specchio della crisi” un gioco e uno scherzo ma…. qualcuno ha fatto notare che l’ultimo a bruciare è stato proprio lo specchio della crisi. Si spera non sia vero! Anzi certamente no! Non hanno risentito della crisi le buonissime frittelle e lattughe apprezzate e gustate da tutti. Mettiti in gioco anche tu! Vieni in Albania con noi!!! Anche quest’anno l’Associazione Volontari del Sebino in collaborazione con la Charitas organizza dei campi estivi in Albania. E’ l’occasione per ognuno di noi di accendere tanti sorrisi sui volti dei bambini, di conoscere la gente che vive in questa terra meravigliosa e molto dura, di mettersi in gioco per gli altri come Cristo ci sprona a fare continuamente. Non cerchiamo professionisti dell’animazione, ma persone di qualunque età che abbiano voglia di divertirsi e di stare insieme, di lasciarsi portare dal loro cuore verso questi bambini e verso una grande avventura alla portata di tutti. Per informazioni chiama: Mirco Carugati 349515663 - Paolo Belleggia 030 321627 Oppure visita il sito Internet www.volontaridel sebino.it 17


ANAGRAFE PARROCCHIALE Dal 01 - 12 - 2008 al 30 - 03 - 2009 Accogli ,Signore, nella tua pace i nostri defunti ADRIANA ZACCARINI ORIOLI DINO nata il 16 – 06 - 1923 nato il 27 – 11 – 1940 morta il 17 – 11 - 2008 morto il 16 – 01 - 2009

MARIAGRAZIA CANESI nata il 11 – 08 - 1936 morta il 28 – 02 - 2009

ANGELO BONA nato il 31 – 07 - 1921 morto il 06 – 12 – 2008

FAUSTINA TINELLI nata il 11 – 07 - 1910 morta il 06 – 02 - 2009

CATERINA BRUNELLI nata il 24 – 07 - 1923 morta il 04 – 03 - 2009

ARMANDO ORTODOSSI nato il 20 – 05 - 1925 morto il 22 12 - 2008

ERNESTO MANENTI nato il 21 – 04 - 1927 morto il 20 – 02 - 2009

EMILIO DUCOLI nato il 16 – 01 - 1934 morto il 22 - 03 – 2009

DIEGO GELMETTI nato il 03 – 06 - 1948 morto il 05 – 01 – 2009

MARIO STAGNOLI nato il 31 – 05 - 1924 morto il 26 – 02 – 2009

PIERINO TONINELLI nato il 22 – 01 - 1932 morto il 26 – 03 - 2009

Sono nuovi figli di Dio nel Battesimo

BATTESIMI

SIMONA PALAZZANI di Riccardo e Elena Pini nata il 26 – 09 - 2008 Battezzata il 11 – 01 - 2009

Incontri di preparazione: ore 16,00 presso oratorio di S.Antonio 17 – 24 maggio

MATTIA DIZIOLI di Marco e Laura Roncalli nato il 08 - 09 - 2008 Battezzato il 11 – 01 - 2009

Calendario della celebrazione dei Battesimi 12 aprile 31 maggio 28 giugno 20 settembre

Benedici Signore il Matrimonio di

Orario della celebrazione: S.Messa delle ore 11,15 oppure il pomeriggio (orario da definire con i genitori)

EDOARDO REBUSCHI e STEFANIA IANNACCONE Sposati il 28 – 03 - 2009

18

in famiglia, crisi nelle relazioni di amicizia o nella costruzione di un’intesa di coppia, malattie o disabilità, carenza di adeguate risorse come conseguenza dell’attuale e diffusa crisi economica e sociale. Ci si domanda allora: dove attingere e come tener viva nel cuore la fiamma della speranza? Alla ricerca della “grande speranza” L’esperienza dimostra che le qualità personali e i beni materiali non bastano ad assicurare quella speranza di cui l’animo umano è in costante ricerca. …….una delle conseguenze principali dell’oblio di Dio è l’evidente smarrimento che segna le nostre società, con risvolti di solitudine e violenza, di insoddisfazione e perdita di fiducia che non raramente sfociano nella disperazione. Chiaro e forte è il richiamo che ci viene dalla Parola di Dio: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e pone nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore. Sarà come un tamerisco nella steppa; non vedrà venire il bene” (Ger 17,5-6). La crisi di speranza colpisce più facilmente le nuove generazioni che, in contesti socio-culturali privi di certezze, di valori e di solidi punti di riferimento, si trovano ad affrontare difficoltà che appaiono superiori alle loro forze. Penso, cari giovani amici, a tanti vostri coetanei feriti dalla vita, condizionati da una immaturità personale che è spesso conseguenza di un vuoto familiare, di scelte educative permissive e libertarie e di esperienze negative e traumatiche. Per alcuni – e purtroppo non sono pochi – lo sbocco quasi obbligato è una fuga alienante verso comportamenti a rischio e violenti, verso la dipendenza da droghe e alcool, e verso tante altre forme di disagio giovanile. Noi sappiamo che solo in Dio l’essere umano trova la sua vera realizzazione. L’impegno primario che tutti ci coinvolge è pertanto quello di una nuova evangelizzazione, che aiuti le nuove generazioni a riscoprire il

volto autentico di Dio, che è Amore. A voi, cari giovani, che siete in cerca di una salda speranza, rivolgo le stesse parole che san Paolo indirizzava ai cristiani perseguitati nella Roma di allora: “Il Dio della speranza vi riempia, nel credere, di ogni gioia e pace, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo” San Paolo, testimone della speranza Trovandosi immerso in difficoltà e prove di vario genere, Paolo scriveva al suo fedele discepolo Timoteo: “Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente” (1 Tm 4,10). Come era nata in lui questa speranza? Per rispondere a tale domanda dobbiamo partire dal suo incontro con Gesù risorto sulla via di Damasco. …..fu abbagliato da una luce misteriosa e si sentì chiamare per nome: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. Caduto a terra, domandò: “Chi sei, o Signore?”. E quella voce rispose: “Io sono Gesù, che tu perseguiti!” (cfr At 9,3-5). Dopo quell’incontro, la vita di Paolo mutò radicalmente: ricevette il Battesimo e divenne apostolo del Vangelo. Sulla via di Damasco, egli fu interiormente trasformato dall’Amore divino incontrato nella persona di Gesù Cristo. Un giorno scriverà: “Questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me”. La grande speranza è in Cristo Per Paolo la speranza non è solo un ideale o un sentimento, ma una persona viva: Gesù 7


una decisione di fatto. È come dire: Gesù Cristo è il “mio” Signore; gli riconosco ogni diritto su di me, gli cedo le redini della mia vita; io non voglio vivere più “per me stesso”, ma “per lui che è morto e risorto per me” (cf. 2 Cor 5,15). Proclamare Gesù come proprio Signore, significa sottomettere a lui ogni zona del nostro essere, far penetrare il vangelo in tutto ciò che facciamo. Significa, per ricordare una frase di Giovanni Paolo II, “aprire, anzi spalancare le porte a Cristo”.

La proclamazione di Gesù come Signore dovrebbe trovare il suo posto d’onore in tutti i momenti forti della vita cristiana Riscegliere Gesú come Signore “Che posto occupa Cristo nella società attuale?”“che posto occupa Cristo nella mia vita “Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?…Ma voi chi dite che io sia?” . La cosa più importante per Gesú non sembra essere cosa pensa di lui la gente, ma cosa pensano di lui i suoi più intimi discepoli. Dire “Gesù è il Signore!” significa prendere

“ABBIAMO POSTO LA NOSTRA SPERANZA NEL DIO VIVENTE” (1 TM 4, 10) Cari amici, la prossima Domenica delle Palme celebreremo, a livello diocesano, la XXIV Giornata Mondiale della Gioventù…. Incamminati verso il raduno internazionale in programma a Madrid nel 2011, che avrà come tema le parole dell’apostolo Paolo: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (cfr Col 2,7). In vista di tale appuntamento mondiale dei giovani, vogliamo compiere insieme un percorso formativo, riflettendo nel 2009 sull’affermazione di san Paolo: “Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente” (1 Tm 4,10), e nel 2010 sulla domanda del

giovane ricco a Gesù: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17). La giovinezza, tempo della speranza La questione della speranza è, in verità, al centro della nostra vita di esseri umani e della nostra missione di cristiani, soprattutto nell’epoca contemporanea. Avvertiamo tutti il bisogno di speranza, ma non di una speranza qualsiasi, bensì di una speranza salda ed affidabile. La giovinezza in particolare è tempo di speranze, perché guarda al futuro con varie aspettative. Quando si è giovani si nutrono ideali, sogni e progetti; la giovinezza è il tempo in cui maturano scelte decisive per il resto della vita. E forse anche per questo è la stagione dell’esistenza in cui affiorano con forza le domande di fondo: perché sono sulla terra? che senso ha vivere? che sarà della mia vita? E inoltre: come raggiungere la felicità? perché la sofferenza, la malattia e la morte? che cosa c’è oltre la morte? Interrogativi che diventano pressanti quando ci si deve misurare con ostacoli che a volte sembrano insormontabili: difficoltà negli studi, mancanza di lavoro, incomprensioni 6

QUANDO UN MAESTRO SA IMPARARE Gesù, nella sua vita, cercò di capire, nella preghiera e nel confronto, che cosa Dio volesse da lui. Gesù è un maestro che sa imparare. Non sono tanti i “maestri” così. La grandezza di Gesù non sta nel possedere la perfezione, ma nel cercare la volontà di Dio dentro la sua vita quotidiana. Si è spento il maestro Stagnoli, per tutti quelli che l’hanno conosciuto era normale chiamarlo così; un maestro che ha saputo mettersi alla scuola della vita, alla scuola di Gesù, il Maestro, e negli ultimi anni alla scuola della croce vissuta nella perdita della sua amata Wanda e della malattia. La famiglia lo ricorda così: Caro papà, sono più di venti giorni che ci hai lasciato e, anche se era da parecchio tempo che sapevamo della tua malattia, ci siamo trovati impreparati. Un giorno dopo l’altro giriamo per le stanze della casa dove hai trascorso questi ultimi anni senza la mamma in nostra compagnia tra il letto, la sedia e la poltrona, talvolta a goderti il sole, a volte giocando a carte o spesso addormentato sotto la tua amatissima coperta tutta colorata. Sfogliamo i tuoi libri, guardiamo le pile di videocassette che tappezzano le pareti della cameretta, ripensiamo ai tuoi hobbies, e quanta dedizione avevi destinato agli studi dei documenti riguardanti la sacra Sindone, alle serate parrocchiali, alle giornate festose trascorse da Nicola, agli interminabili lavori in cantina per preparare le icone: strano, non li abbiamo mai considerati un passatempo! Riordiniamo i cassetti, le carte, quante cianfrusaglie! Tra gli occhiali e i bigliettini, bottoni e orologi fermi da tempo troviamo santini, libretti di preghiera e appunti:” venerdì andare a sasa Cottinelli” Da anni non girovagavi più per le case di riposo a proiettare le tue pellicole, spesso ci ripetevi che ai tuoi nonni, come a te, non interessavano più i film. Quante belle giornate abbiamo trascorso tra una discussione e un lavoro sempre iniziato e mai finito. E’ bello aprire i libri che tu hai collezionato, ci sembra di leggerli con un altro spirito, con una idea nuova; non c’è solo l’interesse per l’argomento trattato, c’è il desiderio di approfondire e capire i tuoi interessi, cercare di respirare una ventata della tua grande fede, del tuo modo di vedere la vita e i grandi dono che con essa ci vengono offerti. Queste righe per ricordarti, insieme ai tanti ex allievi che con grande commozione e riconoscenza, ti hanno fatto visita. Insieme abbiamo ricordato la tua la tua severità e la tua grande umanità che ha aiutato loro ma anche noi a diventare anzitutto uomini e donne e poi padri e madri di famiglia; non hanno dimenticato i tuoi insegnamenti! Sapevi essere padre ed insegnante allo stesso tempo, con l’esempio e la passione che contraddistingue chiunque svolga il proprio lavoro come se fosse una missione. Ecco il ricordo tuo che ci resta nel cuore. 19


Estate 2009 INIZIATIVE ESTIVE ORGANIZZATE DALL’ORATORIO: GREST Nasinsù…guarda il cielo e conta le stelle Da Lunedì 15 Giugno a Venerdì 3 Luglio Per bambini e ragazzi dalla prima elementare alla seconda media Dal lunedì al venerdì dalle ore 7,45 alle ore 17,00 È possibile usufruire della mensa. Per n° 100 ragazzi e non oltre!!! Attenzione pertanto ai tempi di iscrizione dal 31 Maggio al 6 Giugno in oratorio. Sono previste gite e piscine. N.B. per coloro che intendono collaborare come animatori del Grest o del Campo Estivo: dare la propria disponibilità a don Fulvio entro e non oltre il 26 Aprile. Per gli animatori sono previsti incontri di formazione e di organizzazione del grest. Cerchiamo la disponibilità di pensionati, anche in coppia, per la gestione distribuzione della mensa – ( il cibo arriva già preparato ed è solo da distribuire). Dare la propria disponibilità a don Fulvio. CAMPO ESTIVO in montagna da domenica 5 a domenica 12 luglio Per bambini e ragazzi dalla IV^ elementare alla II^/ III^ media. Il campo si svolgerà a Falzes ( mt. 1020)– Brunico (Bz) in una pensione (vedi foto) autogestita dall’oratorio (cucina compresa). Rinomata località della val Pusteria con notevoli possibilità di visite ed escursioni. Camere da 2-3-4 posti letto tutte con servizi e doccia. Posti disponibili 40 – trasporto in autopullman - Quota di partecipazione € 190,00 Per motivi organizzativi chiederemo una prescrizione (senza impegno economico) entro il 26 di Aprile attraverso un modulo che verrà consegnato ai ragazzi o che troverete in oratorio. Novità… IL MARE per adolescenti e giovani delle superiori La proposta è ancora in fase di programmazione e pertanto gli interessati potranno trovare notizie più dettagliate da dopo-Paqua in oratorio. 20

tecnologica del futuro. Noi abbiamo una profezia ben più autorevole cui attenerci: “I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” . Non possiamo però rimanere inerti; ci dobbiamo dare da fare per rispondere in modo adeguato alle sfide che la fede in Cristo affronta nel nostro tempo. Quale via seguì la fede in Cristo per conquistare il mondo? La fede, come tale, sboccia solo in presenza dell’annuncio. “Come potranno credere - scrive l’Apostolo parlando della fede in Cristo -, senza averlo ascoltato? E come potranno ascoltarlo, senza che nessuno lo annunci?” . “La fede dipende dunque dall’ascolto del Vangelo La fede s’accosta sempre all’uomo dall’esterno…non è un elemento pensato dal soggetto, bensì a lui detto, chiamandolo direttamente in causa e impegnandolo”. La fede viene dunque dall’ascolto della predicazione:“È venuto a voi il Regno di Dio!”. E’ l’esclamazione: “Gesù è il Signore!”, pronunciata e accolta nello stupore. Il mistero di questa parola è tale che essa non può essere detta “se non sotto l’azione dello Spirito Santo”. Da sola, essa fa entrare nella salvezza chi crede nella sua risurrezione: “Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti sarai salvo” (Rm 10, 9). “Come la scia di un bel vascello - direbbe Ch. Péguy - va allargandosi fino a sparire e a perdersi, ma comincia con una punta che è la punta stessa del vascello”, così – aggiungo io - la predicazione della Chiesa va allargandosi, fino a costituire un immenso edificio dottrinale, ma comincia con una punta e questa punta è l’annuncio: “Gesù è il Signore!“ . “Gesù è morto - Gesù è risorto”, e il moti-

vo, di questi due fatti: è morto “per i nostri peccati” ; è risorto “ per la nostra giustificazione”. Paolo ricorda così ai corinzi quello che aveva loro annunciato nella sua prima venuta presso di loro: “Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto…Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture” Questo è ciò che egli chiama “il vangelo”. Venire alla fede è l’improvviso e stupito aprire gli occhi a questa luce. Il pagano Celso, nel II secolo, scrive infatti indignato: “I cristiani si comportano come coloro che credono senza ragione. Alcuni di essi non vogliono neppure dare o ricevere ragione intorno a ciò che credono e usano formule come queste: “Non discutere ma credi; la fede ti salverà. La sapienza di questo secolo è un male e la stoltezza è un bene”. Celso (che qui ci appare straordinariamente vicino ai moderni fautori del pensiero debole”) vorrebbe, in so stanza, che i cristiani presentassero la loro fede in modo dialettico, sottomettendola, cioè, in tutto e per tutto, alla ricerca e alla discussione. Naturalmente, il rifiuto dei cristiani di dare prove e di accettare discussioni non riguardava l’intero itinerario della fede, ma solo il suo inizio. Essi devono “dare ragione della loro speranza”. L’annuncio che Cristo è Risorto, che Gesù è il Signore ha un carattere esplosivo; somiglia più al seme che dà origine all’albero, che non al frutto maturo che sta in cima all’albero e che, nel cristianesimo, è costituito piuttosto dalla carità. Bisogna dunque che l’annuncio fondamentale, almeno una volta, sia proposto tra noi, nitido e scarno. 5


PER ME VIVERE E’ CRISTO

GRUPPO SPORTIVO SAN GIACOMO

Stiamo vivendo l’anno Paolino (2000 anni dalla nascita di S.Paolo) e la quaresima, che stiamo concludendo, è stata caratterizzata, anche nella nostra parrocchia, dalla espressione di S.Paolo “Per me vivere è Cristo” – espressione che tanto più significativa diventa nel mistero della Pasqua

Anche quest’anno, al termine di tutte le nostre attivita’, si svolgera’ dal 9 al 23 maggio il 6° torneo giovanile di calcio riservato alle seguenti categorie: Primicalci 2002/2003/2004 Esordienti01 2001/2002/2003 Esordienti99 1999/2000/2001 Giovanissimi97 1997/1998/1999 Giovanissimi96 1996/1997/1998 Giovanissimi95 1995/1996/1997 Allievi 1993/1994/1995 Tutte le squadre e gli atleti saranno premiati Durante le serate sarà in servizio uno stand gastronomico Non vi resta che venire a tifare le nostre squadre e ……..mangiare una salamina!!!

Che ruolo ha Gesù nella nostra società e nella nostra cultura? A questo riguardo, si può parlare di una presenza-assenza di Cristo. A un certo livello – quello dei mass-media in generale – Gesù Cristo è molto presente, addirittura una “Superstar”, racconti, film e libri,…gli scrittori manipolano la figura di Cristo, a volte sotto pretesto di fantomatici nuovi documenti storici su di lui. È diventato ormai una moda, un genere letterario. Si specula sulla vasta risonanza che ha il nome di Gesú e su quello che egli

rappresenta per larga parte dell’umanità per assicurarsi larga pubblicità a basso costo. Da un certo punto di vista possiamo dunque dire che Gesù Cristo è molto presente nella nostra cultura. Ma se guardiamo all’ambito della fede, al quale egli in primo luogo appartiene, notiamo, al contrario, una inquietante assenza, se non addirittura rifiuto della sua persona. Si ripete insomma, su scala mondiale, quello che avvenne all’Areopago di Atene, in occasione della predicazione di Paolo. Finché l’Apostolo parlò del Dio “che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene” e del quale “stirpe noi siamo”, i dotti ateniesi lo ascoltarono con interesse; quando iniziò a parlare di Gesú Cristo “risuscitato dai morti”, risposero con un educato “ti sentiremo su questo un’altra volta”. Basta un semplice sguardo al Nuovo Testamento per capire quanto siamo lontani, in questo caso, dal significato originale della parola “fede” nel Nuovo Testamento. Per Paolo, la fede che giustifica i peccatori e conferisce lo Spirito Santo , la fede che salva, è la fede in Gesù Cristo, nel suo mistero pasquale di morte e risurrezione. Di fronte a questa nuova situazione, il primo compito è quello di fare, noi per primi, un grande atto di fede. “Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo” ci ha detto Gesú. Non ha vinto solo il mondo di allora, ma il mondo di sempre, in ciò che ha in sé di resistente al Vangelo. Dunque, nessuna paura o rassegnazione. Fanno sorridere le ricorrenti profezie sull’inevitabile fine della Chiesa e del cristianesimo nella società 4

VOLLEY E MINIVOLLEY UNA NUOVA REALTÀ Ebbene sì ci siamo anche noi!!! Torneo di calcio , giochiamo a calcetto, partita genitori e figli, scapoli ammogliati … Che zuppa!!! Esiste solo il calcio!!! ma se il calcio non ti piace, che sport puoi fare in oratorio? Da tre anni c’è un’alternativa valida per ragazze e ragazzi: il volley: per le ragazze (’97-’98) – la squadra è casualmente tutta femminile. e il minivolley: per ragazze e ragazzi ( ’99-’00-’01) – qui la squadra è mista. fino alle medie le squadre sono miste e anche dopo in alcuni tornei, perciò … maschi fatevi avanti!!!. Con un inizio in punta di piedi e un timido esordio contro il Violino nel 2007, … partita nella quale avere vinto un set equivaleva ad aver vinto il campionato – il tifo dei genitori sosteneva una squadra non proprio da prima pagina!!! – oggi la pallavolo “Asd San Giacomo” è una bella realtà, un appuntamento settimanale per giocare e crescere insieme. Le ragazze che hanno iniziato nel 2006 sono rimaste quasi tutte e l’anno scorso sono arrivate terze al torneo del CSI. I più piccoli hanno appena iniziato ma da tredici ora sono già diciotto e sembra che si divertano parecchio anche loro. Esordiranno il 17 maggio al torneo di volley e minivolley organizzato in oratorio. E’ gradito il sostegno dell’intera parrocchia … e allora “forza San Giacomo !!!”. Informazioni sulle iniziative delle squadre di pallavolo Asd San Giacomo sono disponibili sul sito http://www.parrsangiacomo.it/oratorio/sport. 21


INTERVENTI SULLA STRUTTURA DELL’ORATORIO Non è ancora completo l’intervento nella chiesa parrocchiale; dopo la posa del tetto , la sostituzione dei vecchi vetri con le nuove vetrate e la tinteggiatura, rimangono ancora due interventi importanti da mettere in cantiere: la sistemazione della “Pala” del presbiterio (opera dell’artista Oscar DiPrata, e per questa si sta procedendo a valutazioni con artisti e ufficio diocesano dei beni culturali) e da ultimo (non nell’immediato) la sistemazione degli spazi esterni alla chiesa. Tuttavia in questo momento stiamo iniziando, in oratorio, un importante intervento che vedrà la realizzazione di nuovi spogliatoi e di una nuova cucina. La necessità di questo intervento è stata valutata dal Consiglio dell’oratorio, dal Consiglio Pastorale e dagli uffici di curia; sono già completate le pratiche amministrative e la valutazioni dei preventivi pervenuti da varie ditte. Manca solo l’assegnazione e il via ai lavori, previsto entro il mese di Maggio.

Le nuove bussole alle porte laterali Si spera infatti di completare l’opera entro il mese di ottobre. Questo intervento prevede la realizzazione

22

CARI PARROCCHIANI DI SAN GIACOMO Rivolgo a tutti un vivo augurio di Buona Pasqua, raccogliendo l’invito o il monito che spesso ripete la liturgia: “come Cristo è risorto dai morti, anche noi camminiamo in novità di vita”. Non è facile, anche perché capita spesso che perdiamo di vista l’annuncio della risurrezione, o perché ci rassegniamo alla mediocrità abituale, o perché non siamo sostenuti dal mondo in cui viviamo che percorre una strada ben diversa da quella auspicata. La risurrezione di Cristo per la comunità speranza cristiana. Anche la crisi, della quale ecclesiale è base della fede e, come tale, è tanto si parla in questo tempo, dovrebbe professione di coraggio: coraggio di credere, trovarci pronti ad uno sguardo che non esula coraggio di sperare, coraggio di amare e di dalla fede. I cristiani sono portatori di speranza perché andare controcorrente. Infatti ai discepoli, interiormente distrutti sono dei battezzati nella morte e risurrezione dallo scandalo della croce e rassegnati a di Cristo. San Paolo dirà: “Non sono più scomparire nel nascondimento, richiese il io che vivo ma Cristo vive in me” questa frase è l’espressione di ciò che è avvenuto coraggio di rimettersi in gioco. Richiese coraggio agli apostoli, di procla- nel Battesimo. Il mio “io” c’è, ma appunto mare la risurrezione alle folle che avevano trasformato, dissodato, aperto mediante l’inserimento in Cristo Signore, nel quale assistito alla fine di Gesù. A quanti accoglievano l’annuncio, richiese acquista il suo nuovo spazio di esistenza. il coraggio di mutare radicalmente il modo San Paolo è consapevole di trovarsi di fronte di vivere, e di affrontare emarginazione e ad un bivio; o afferma il suo “io” come misura di tutte le cose o accoglie nella sua vita persecuzione. Sempre la risurrezione di Gesù richiede co- Cristo come la misura del suo cuore, delle raggio: non quello arrogante della sfida, ma sue relazioni, delle cose e del tempo. quello nascosto dell’amore, della mitezza, E senza esitazione dirà “ Per me vivere è Cristo”; forte nella convinzione che in questo della constatazione della propria povertà. San Paolo, che ha incontrato Gesù Risorto, suo abbandono non ci sarà più il rischio di mentre esegue il suo comando di rendere perdere ma avrà la certezza di aver trovato discepole tutte le nazioni, dirà di sé stesso e ritrovato sé stesso e tutto, sempre e per “ servo di Cristo, apostolo per vocazione”, sempre. “pur essendo libero da tutti mi sono fatto E facciamoci aiutare e sostenere nella fede anche dalla nostra coservo di tutti”; è il comunità parrocchiale e raggio della fede e della dal suo momento più carità. bello e significativo: riLa fede nella vittoria di troviamoci ogni domeCristo sulla morte e sul nica attorno alla Parola male è sempre messa di Dio e all’Eucaristia. alla prova dalla cronaca Buona Pasqua e buon di ogni giorno, ma la cammino. verità della risurrezione supera queste difficoltà Don Fulvio e apre la strada della 3


CALENDARIO DELLE CELEBRAZIONI PASQUALI Venerdì 3 Aprile VIA CRUCIS Domenica 5 aprile: LE PALME

ore 20,45 – testo di H. Ghèon – (azione sacra – lettori, musica e coro) ore 9,00 S.Messa al monastero ore 10,30 Benedizione dei rami d’ulivo (in oratorio) Processione verso la chiesa e S.Messa ore 15,00 Prime Confessioni ore 18,30 S.Messa

GIOVEDI’ SANTO: ore 8,30 ore 20,30

Preghiera delle Lodi S.Messa nella Cena del Signore - lavanda dei piedi segue l’adorazione Eucaristica fino alle ore 23,00

VENERDI’ SANTO ore 8,30 ore 15,00 ore 20,3

Preghiera delle Lodi Via Crucis Liturgia della croce – bacio al crocifisso

SABATO SANTO

di una struttura muraria dove oggi sorge una struttura prefabbricata. Prevede la realizzazione di 4 spogliatoi con due blocchi di servizi, più uno spogliatoio arbitro, segreteria e magazzino; inoltre verranno realizzati nuovi servizi in funzione del salone parrocchiale. Così si procederà alla realizzazione di una nuova cucina, con relativa messa a norma di tutti gli impianti. Gli spogliatoi saranno

attrezzati con pannelli solari per la produzione di acqua calda. Questo intervento porterà a liberare, nella palazzina dell’oratorio, gli spazi ora occupati dai vecchi spogliatoi (non sufficienti) dando così la possibilità di poter, in seguito, realizzare una ambiente polifunzionale unendolo al volume già adibito a bar.

ore 8,30 Preghiera delle lodi ore 15,00-19,00 Confessioni ore 22,00 VEGLIA PASQUALE

DOMENICA 12 APRILE PASQUA DI RISURREZIONE ore 9,00 S.Messa al monastero ore 10,00 – 11,15 e 18,30 S.Messa nella chiesa parrocchiale

Area ex-baracche interessata dall’intervento

LUNEDI’ DI PASQUA S.Messe ore 10,30 – ore 18,30

SOMMARIO Calendario delle Celebrazioni Pasquali Cari parrocchiani Per me vivere è Cristo Abbiamo posto la nostra speranza... San Paolo Apostolo delle genti Gesù: volto di sofferenza... Internetsiti La nostra lettera siete voi Don Marco scrive dal Brasile

pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag.

Emergenza freddo Mese di Maggio Cronaca di un inverno appena passato Rogo di metà Quaresima Anagrafe parrocchiale Quando un maestro sa imparare Estate 2009 G.S. San Giacomo / Volley Interventi sulla struttura dell’oratorio

2 3 4 6 8 10 11 12 13 2

pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag.

14 15 16 17 18 19 20 21 22 23


Bollettino San Giacomo Aprile 2009  

Bollettino Parrocchiale di San Giacomo in Brescia - Aprile 20009