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Anno 2008 N. 2


SOMMARIO Cari parrocchiani La Terra è la casa per la famiglia umana Comunità umana e ambiente Inno alla Creazione di Dio Grest, Campi estivi e spazio ai Giovani Anno di catechesi 2008/2009 S. ANNA - Calendario Liturgico - Pastorale Anna... una donna forte! Noi, altri Gesù Nuovo impianto audio in Chiesa Saremo tuoi testimoni? Progetto ristrutturazione oratorio G.S.O. S. Anna: E’ stato un anno fantastico! “Son tutte belle le mamme del mondo” Dall’Anagrafe Parrocchiale S. ANTONIO - Calendario Liturgico - Pastorale Cresimati Ama il Signore della Vita per amare la Vita... grazie Don Piero La loro Africa... la mia Africa Aggiungi un posto a tavola Sportinsieme 2008 Emergenza Freddo Anagrafe Parrocchiale S. GIACOMO - Festa patronale di San Giacomo Prima Comunione Cresimati Gruppo Missionario Anagrafe Parrocchiale

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ORARI SS. MESSE S. Anna Feriale 18,30 - Sabato 18,30 - Domenica 8,00 / 10,15 / 16,30 clinica S. Antonio Feriale 8,30 - Sabato 8,30 / 18,30 - Domenica 8,00 / 10,00 / 18,30 (dal 29 giugno) S. Giacomo Feriale 8,00 - Sabato 8,00 / 18,30 Domenica 9,00 Monastero / 10,30 / 18,30

NUMERI TELEFONICI Don Fulvio Ghilardi - Tel. 030.315504 - cell. 338.9916178 Via O. Denari, 5 - donfulvioghilardi@interfree.it Don Faustino Pari - Tel. 030.311071 - cell. 339.8246049 - Via degli Antegnati, 17 Don Ettore Gorlani - Tel. 030.310553 - cell. 338.3902761 - Via Bonino Bonini, 26 Don Giacomo Micheletti - Tel. 030.3732801 Mons. Giacomo Canobbio - Tel. 030.2091353 In copertina: I bambini ed i ragazzi delle nostre Parrocchie 2

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CARI PARROCCHIANI DELL’UNITA’ PASTORALE di S. Anna, S. Antonio e S. Giacomo Riandando con piacere agli anni dell’adolescenza e delle sudate carte del liceo del seminario, ricordo una frase che allora mi aveva impressionato e ogni tanto mi ritorna alla mente: “CONOSCI TE STESSO”. Un monito tanto scontato, quanto saggio che è bene richiamare a chi si appresta a vivere l’estate e normalmente, così si dice, ha più tempo da dedicare a se stesso, alla propria famiglia, ai propri interessi. Le giornate lunghe, la scuola che termina, le ferie dal lavoro (sempre così corte!), il contatto con la natura…Tutto sembra aiutarci a prendere sul serio la filosofica greca iscrizione. E’ il creato che ti dice: “Conosci te stesso”. Uomo! Sei il vertice della creazione. Siamo stati posti nel cosmo-giardino perché potessimo godere dei frutti della terra senza che alcuno ne soffra per la carenza; capaci di stupore di fronte allo spettacolo della natura che ogni giorno si rinnova; responsabili del saper donare a chi viene dopo quanto abbiamo accolto da chi ci ha preceduto. Sei stato fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore Dio ti ha coronato. E’ la tua famiglia che ti richiama: “Conosci te stesso”. Siamo fatti per la relazione; abbiamo bisogno di amore e di donare amore. Quelle benedette giornate in cui hai la possibilità di goderti la presenza di tua moglie o di tuo marito, dei figli o dei genitori, dei nonni o dei nipoti, sono un tesoro prezioso che spesso altri periodi dell’anno ti concedono con tanta parsimonia, ma che comunque in ogni momento vanno assaporati con gusto e convinzione: Io ci sono…Io ci voglio essere..Io ci devo essere!

E’ la tua comunità parrocchiale che ti invita: “Conosci te stesso”. S. Anna, S. Antonio, S. Giacomo, che durante l’estate celebriamo, sono sicuramente dei santi da scoprire, dei modelli da seguire, degli intercessori da pregare, ma sono anche delle comunità da vivere, che non vanno in vacanza durante la calura estiva. Sono dei vicini coi quali riprendere il dialogo (magari mentre si taglia l’erba o si innaffia il giardino), sono degli anziani che ci ricordiamo aver visto tutti i giorni per tanti anni uscire di casa per andare al lavoro e sbadatamente dimenticati perché la malattia li ha bloccati dietro le finestre. Sei tu che hai bisogno di fermarti: “Conosci te stesso”. Leggere qualcosa di intelligente, pensare alla propria salute, fare qualcosa che in altri mesi ci è quasi impossibile, ci dà l’opportunità di sentire che la vita è posta nelle nostre mani perché ce ne prendiamo cura, la godiamo e la traffichiamo sia quando la giovinezza sprizza di esuberante energia, sia quando la piena maturità ci porta “nel mezzo del cammino”, che quando il tremolio delle mani e delle gambe rallenta la nostra corsa. Ed è il tuo Dio che ogni giorno ti esorta: “Conosci te stesso”. Siamo opera delle sue mani, emanazione della sua perfezione, immagine della sua capacità di amare. Lui però è l’Assoluto, noi le creature. Nel dialogo con Lui, fatto di ascolto, meditazione e preghiera, abbiamo bisogno di ricuperare il nostro posto anche di fronte alla famiglia, alla comunità e al creato. “Vivi ciò che credi”. Buona conoscenza! Buona estate! Don Faustino 3


LA TERRA È LA CASA PER LA FAMIGLIA UMANA In occasione della Giornata Mondiale della Pace 2008 il Santo Padre ha ricordato che Dio Creatore ha affidato la terra all’uomo perché l’abitasse con creatività e responsabilità. L’ambiente “è stato affidato all’uomo perché lo custodisca e lo coltivi con libertà responsabile, avendo sempre come obiettivo orientatore il bene di tutti.” L’uomo però ha un primato di valore su tutto il creato così come indicato nella Genesi: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la Terra, soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla Terra” (GN 1,28). Assistiamo invece oggi ad un tentativo di una certa cultura ambientalista di capovolgere questa concezione e di considerare l’uomo, posto da Dio nel giardino dell’Eden “perché lo coltivasse e lo custodisse”, il nemico dell’ambiente. Addirittura il “cancro del pianeta”. E la natura è stata divinizzata al punto tale da essere adorata come Gaia, la Natura Madre. Da questo punto di vista, l’approccio e la soluzione dei problemi ambientali è stato stravolto, perché la crescita civile e lo sviluppo economico, lavorativo, tecnologico e scientifico dell’umanità sono stati considerati come aggressioni alla “madre Terra”. In questo contesto è rilevante notare le differenze che esistono tra l’ideologia che caratterizza alcune tra le maggiori associazioni ambientaliste e il pensiero cristiano. Per un cristiano l’uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Per una certa cultura ambientalista l’uomo è “cancro del pianeta”. Per un cristiano la crescita demografica è una benedizione del Signore, per molti ambientalisti è una disgrazia, la causa di tutti i mali.

Per un cristiano il creato è stato messo a disposizione dell’uomo per curarlo, svilupparlo e governarlo, mentre una certa cultura ambientalista ha la tendenza a divinizzare la fauna e la flora. Il Dio in cui noi cristiani crediamo è buono, e ama alla follia l’umanità, mentre una parte del movimento ambientalista parla di Gaia, una Dea pagana ostile e vendicativa che si ritorce contro l’uomo per ogni sua azione. L’ambiente, come auspicato nella “Charta dei cristiani per l’ambiente”, deve esser inteso come casa e come risorsa, che si arricchisce del lavoro dell’uomo e che moltiplica i suoi frutti grazie allo sviluppo ed all’applicazione delle nuove tecnologie. Inoltre è responsabilità dell’uomo assumere decisioni mirate al bene collettivo ed alla salvaguardia della risorsa “ambiente”, progettandone e favorendone la più equa fruizione e distribuzione possibile tra tutti gli esseri umani ed incoraggiando a ciò i popoli di ogni continente. Coniugare la ricerca scientifica e le applicazioni tecnologiche in una dimensione etica dello sviluppo economico significa corrispondere all’amore del Creatore. In questo modo il benessere e lo sviluppo dell’umanità risplenderà nella bellezza del creato. ”Prega, lavora e sii lieto” ha insegnato San Benedetto. 4


può distribuire equamente, a condizione che prevalga l’etica del rispetto per la vita e la dignità dell’uomo, per i diritti delle generazioni umane presenti e di quelle che verranno”, ha detto il Pontefice Giovanni Paolo II. Marco Guizzi

”Laudato sii mio Signore per fratello sole, sorella luna, sorella acqua....” ha recitato San Francesco. ”L’uomo è fine dello sviluppo e del generare di tutto l’universo”, ha insegnato San Tommaso. ”La tecnologia che inquina può anche disinquinare, la produzione che accumula

COMUNITA’ UMANA E AMBIENTE “Il mondo è abbastanza ricco per soddisfare i bisogni di tutti, ma non lo è per soddisfare l’avidità di ciascuno” M Gandhi La casa della nostra comunità umana è la terra, l’ambiente che Dio Creatore ci ha dato perché lo abitassimo con creatività e responsabilità. “Dobbiamo avere cura dell’ambiente: esso è stato affidato all’uomo, perché lo custodisca e lo coltivi con libertà responsabile, avendo sempre come criterio orientatore il bene di tutti. Rispettare l’ambiente non vuol dire considerare la natura materiale o animale più importante dell’uomo. Vuol dire piuttosto non considerarla egoisticamente a completa disposizione dei propri interessi, perché anche le future generazioni hanno il diritto di trarre beneficio dalla creazione, esprimendo in essa la stessa libertà responsabile che rivendichiamo per noi. Né vanno dimenticati i poveri, esclusi in molti casi dalla destinazione universale dei beni del creato.” Nel suo messaggio per la giornata della Pace 2008 Benedetto XVI ha voluto sottolineare l’importanza del rispetto per l’ambiente e della distribuzione delle risorse del pianeta. La sopravvivenza della terra è minacciata da numerosi problemi: degrado del suolo, sfruttamento delle riserve di acqua, troppi

rifiuti, consumo eccessivo di risorse. E’ stato calcolato che, se volessimo garantire a tutti gli abitanti del pianeta il nostro stesso tenore di vita, avremmo bisogno di altri cinque pianeti da usare come discariche e come fonti di materie prime. E’ il Nord del mondo che concentra la maggior parte dei consumi e ignora i limiti fisici del pianeta, i diritti umani e l’equa distribuzione delle ricchezze. La concorrenza e il desiderio di guadagno spingono i paesi del Nord a manipolare la natura senza nessun controllo e quelli del Sud ad esaurire le risorse non rinnovabili. Gli esperti, che usano il tenore di vita occidentale come parametro di valutazione, non comprendono che la vera causa della distruzione dell’ambiente e della crescente povertà della popolazione sta proprio nell’imposizione di un tenore di vita occidentale per tutti . Purtroppo tutti i governi di oggi sono uniti negli sforzi per ottenere un tenore di vita occidentale per la loro gente e per questo sono pronti a vendere il loro suolo, l’acqua, le foreste, i mine5


una situazione simile: il nostro stile di vita è collegato con fili sottili, ma evidenti agli effetti che la nostra economia produce nel mondo. Consumiamo troppo e alla leggera senza pensare alle conseguenze. Consumare di meno non è soltanto una scelta etica, ma può portare anche ad un vero benessere. E’ fondamentale perciò, ridurre i consumi, aumentando nello stesso tempo la qualità della vita. Come è possibile? - Attenzione alle 4R • Ridurre i consumi • Razionalizzare i consumi • Riutilizzare le cose • Riciclare - Attenzione alle 4D • Decrescita dei consumi • Distacco dalle cose materiali • Durabilità dei prodotti • Decentrazione della produzione, per cui meno trasporti. Riorientare i nostri stili di vita può avere un effetto rivoluzionario: è una molla che induce e accompagna dal basso, con una modalità nonviolenta, anche quei cambiamenti politici e strutturali necessari per un reale cambiamento verso una globalizzazione più equa e sostenibile.

rali, l’aria come anche le donne e i bambini ai mercanti e agli speculatori occidentali. Come dice padre Zanotelli ne “L’inno alla vita” “E’ questo il crimine maggiore dell’umanità è questo il grande peccato. E’ la logica dell’homo hominis lupus: siamo lupi gli uni per gli altri, abbiamo sacrificato al nuovo Moloch del denaro milioni di esseri umani. Perché abbiamo dato priorità alla merce, al mercato, non alle persone, non alla vita. La vita della Terra, intesa come “Gaia” grande madre, vita per i poveri, vita per ogni persona.” Non possiamo restare passivi di fronte ad

Gruppo Missionario San Giacomo

INNO ALLA CREAZIONE DI DIO Per comprendere un poco il Cantico di frate Sole, più conosciuto come Cantico delle Creature, è necessario ritornare agli inizi, cioè al giorno in cui Francesco, dinanzi ai suoi concittadini e al Vescovo di Assisi, aveva lasciato ogni paternità terrena e fatto proprio questo programma di vita, «D’ora in poi voglio dire: “Padre nostro che sei nei cieli”». Questo inizio, ci aiuta a far luce sul Cantico: l’immensa famiglia delle creature, così ricca di colori e di vita, lascia contemplare in trasparenza il volto del Padre che ha generato tutte le cose spirituali e corporali, ed esse «portano significazione» di Lui, sono un riflesso della sua bellezza e del suo amore. Il Cantico di frate Sole costituisce sicuramente l’opera più conosciuta del santo di Assisi. Se rileggiamo attentamente questo testo, possiamo cogliere un pochino la forza e la bellezza dell’incontro fatto da Francesco con Dio attraverso Le creature. 6


Altissimo, onnipotente, bon Signore, tue so le laude, la gloria e l’onore e onne benedizione. A te solo, Altissimo, se confano e nullo omo è digno te mentovare. Laudato sie, mi Signore, cun tutte le tue creature, spezialmente messer lo frate Sole, lo quale è iorno, e allumini noi per lui. Ed ello è bello e radiante cun grande splendore: de te, Altissimo, porta significazione. Laudato si, mi Signore, per sora Luna e le Stelle: in cielo l’hai formate clarite e preziose e belle. Laudato si, mi Signore, per frate Vento: e per Aere e Nubilo e Sereno e onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento. Laudato si, mi Signore, per sor Aqua, la quale è molto utile e umile e preziosa e casta. Laudato si, mi Signore, per frate Foco, per lo quale enn’allumini la nocte: ed ello è bello e iocondo e robustoso e forte. Laudato si, mi Signore, per sora nostra madre Terra, la quale ne sostenta e governa, e produce diversi fructi con coloriti fiori ed erba. Laudato si, mi Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore e sostengo infirmitate e tribulazione. Beati quelli che ‘l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati. Laudato si, mi Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullo omo vivente po’ scampare. Guai a quelli che morranno ne le peccata mortali! Beati quelli che troverà ne le tue sanctissime voluntati, ca la morte seconda no li farrà male. Laudate e benedicite mi Signore, e rengraziate e serviteli cun grande umiltate. Non sappiamo con precisione quando Francesco d’Assisi compose il Cantico di Frate Sole, anche se con ogni probabilità dovette trattarsi del periodo compreso tra la fine del 1224 e l’inizio del 1225, dunque poco più di un anno prima della morte. Sappiamo però in quali condizioni e dopo quali prove lo pensò e lo comunicò ai compagni perché lo imparassero. Ecco il testo tratto dalle Fonti Francescane che ci aiuta a capire: «Francesco soggiornò a San Damiano per cinquanta giorni e più. Non essendo in grado di sopportare di giorno la luce naturale, nè durante la notte il chiarore del fuoco, stava sempre nell’oscurità in casa e nella cella. Non solo, ma soffriva notte e giorno così atroce dolore agli occhi, che quasi non poteva riposare e dormire, e ciò accresceva e peggiorava queste e le altre sue infermità. Eppure diceva: «Al mattino, quando sorge il sole, ogni uomo dovrebbe lodare Dio, che ha creato quell’astro, per mezzo del quale i nostri occhi sono illuminati durante il giorno. Ed a sera, quando scende la notte, ogni uomo dovrebbe lodare Dio per quell’altra creatura: fratello Fuoco, per mezzo del quale i nostri occhi sono illuminati durante la notte». Disse ancora: «Siamo tutti come dei ciechi, e il Signore c’illumina gli occhi per mezzo di queste due creature. Per esse e per le altre creature, di cui ogni giorno ci serviamo, dobbiamo sempre lodare

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il Creatore glorioso». Egli fu sempre felice di comportarsi così, fosse sano o malato, e volentieri esortava gli altri a lodare insieme il Signore. Nei momenti che più era torturato dal male, intonava le Laudi del Signore, e poi le faceva cantare dai suoi compagni, per dimenticare l’acerbità delle sue sofferenze pensando alle Laudi del Signore. E fece così fino al giorno della sua morte. » (FF 1591-92). Letto tutto il contesto, secondo questa fonte, si nota subito qualcosa d’importante: il Cantico non è stato scritto in un momento di alto eccitamento spirituale, come ad esempio in una bella mattina primaverile (come si potrebbe facilmente immaginare), ma è sorto dalla malattia e dalla tribolazione. Francesco sperimenta l’azione di grazia del Signore in una situazione di profonda difficoltà, sia fisica che spirituale. E questo è di grande consolazione anche per noi, poiché ci ricorda che fino alla morte continueremo a sperimentare sia il combattimento che la bontà del Signore. La caratteristica del Cantico che subito attrae è l’appellativo di «fratello» e «sorella» dato a tutte le creature, perfino alla morte. Egli sente la paternità del Creatore e quindi la fraternità con tutte le creature. Il Celano attesta: «Chiamava tutte le creature con il nome di fratello e sorella, intuendone i segreti in modo mirabile e noto a nessun altro, perché aveva conquistato la libertà della gloria riservata ai figli di Dio» (FF 461). La struttura del cantico è chiara e precisa. La prima e l’ultima strofa fanno da cornice al canto: una specie di saluto iniziale e uno di commiato. All’interno vi sono otto strofe che si aprono con l’espressione “laudato si, mi Signore”, che costituisce una specie di ritornello a cui tutti sono invitati ad unirsi. Nelle strofe, assistiamo a differenti scene, nelle quali appaiono ogni volta ‘personaggi’ diversi, tutto all’interno di un’ armonia ben precisa. L’ordine di apparizione va dal cielo alla terra fino a giungere all’uomo. Il cielo è rappresentato dal sole, dalla luna e dalle stelle; il mondo, dai quattro elementi che lo compongono: aria, acqua, fuoco, terra. Dell’uomo non vengono cantate la sua forza, la sua bellezza e la sua signoria sulla natura, ma la sua capacità di sopportare, di soffrire e di creare la pace; nel dominio di se stesso si manifesta per Francesco la grandezza, la forza e la gloria dell’uomo, qualità per le quali occorre lodare Dio. Francesco, pur così malato, non tralascia neanche la lode della morte, chiamandola “sorella”: essa infatti apre le porte della vita eterna. Il Santo ha presente anche la possibilità dell’eterno fallimento. La “benedizione” (beati) e la “maledizione” (guai) si pongono l’una di fronte all’altra come i due estremi e ultimi giudizi che verranno fatti sull’uomo. Chi vive secondo i consigli del discorso della montagna verrà incoronato dall’Altissimo, chi invece muore nel peccato mortale cadrà nella «morte seconda». Niente nel Cantico resta escluso: il peccato, la morte, la malattia e il bisogno sono cantati alla pari delle cose belle del mondo presente e in quello futuro. Ogni cosa si pone in un girotondo di lode alla gloria di Colui che è presente in tutto. Il punto di arrivo del Cantico di Frate Sole non è nella contemplazione soddisfatta della natura, ma nella lode e nel servizio di Dio. E davanti a tutti questi “colori”... si nasconde la presenza di un uomo pienamente riconciliato con sé, con Dio e con il mondo... e perfino con la morte. Ma come fa San Francesco a vivere rappacificato con se stesso e con ogni aspetto della vita? Ripensiamo alle molte malattie che stava sopportando già da diversi anni dove anch’esse sono definite “sorelle” (2 Cel 212). In quei giorni di autunno-inverno del 1224-1225, Francesco era quasi giunto ad una sofferenza senza limiti, alla sensazione di essere stato abbandonato da Dio e ad un vuoto inimmaginabile. Nella sua “notte del venerdì santo”, pur se immerso nel vuoto e

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nel buio, percepisce con una sicurezza sconvolgente che Dio era lì! Sopraffatto dalla gioia e animato da una forza sovrumana e da un’ispirazione irresistibile, esplode nel canto: “Altissimo, onnipotente, bon Signore...”. Proviamo solo ad immaginare come in una situazione così chiamare Dio buono richieda forza e coraggio. Il Cantico di frate Sole, vissuto nella situazione di una grave malattia, è tutt’altro che ovvio. Infatti, quando si è malati, quando cioè si è preoccupati e occupati in modo particolare di se stessi, ciò che normalmente viene a diminuire o addirittura a spegnersi è il rapporto con la natura. Non fu così per Francesco, ormai quasi cieco. Nonostante la luce lo facesse soffrire, loda Dio per la forza luminosa di “messer lo frate sole”. Pur non potendo quasi più mangiare, ringrazia la madre terra per i suoi frutti. E riguardo al tempo, loda Dio non solo per il sereno, ma anche “per onne tempo”. Nel suo corpo malato, sfinito, quasi disfatto e segnato dalle stigmate, appare il riflesso del Cristo Risorto e risuona l’esultanza di Pasqua. Possiamo dire che il Cantico di frate Sole non è nè pura lirica nè mistica della natura, ma un inno rivolto a Dio, la cui bellezza si rispecchia nel creato e la cui misericordia per il mondo si è manifestata nella redenzione operata da Cristo. Chissà quante volte San Francesco avrà letto queste parole di San Paolo nella lettera ai Colossesi: “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose... Perché piacque a Dio di far abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose” (Col 1,16-17.19). Al termine di questo commento (certamente molto incompleto), non possiamo non ricordare che il 29 novembre del 1978 Giovanni Paolo II dichiarò Francesco d’Assisi “patrono dell’ecologia”. Riportiamo alcune parole: «.... Tra i santi e gli uomini illustri che hanno avuto un singolare culto per la natura, quale magnifico dono fatto da Dio all’umanità, viene meritatamente annoverato san Francesco d’Assisi. Egli, infatti, ebbe un alto sentimento di tutte le opere dei Creatore, e quasi supernamente ispirato compose quel bellissimo Cantico delle Creature, attraverso le quali, in particolare frate sole e sorella luna e le stelle, diede all’Onnipotente e buon Signore, la dovuta lode, gloria, onore e ogni benedizione...». Il Cantico di Francesco è per tutti noi un grande dono, ma anche e soprattutto un impegno urgente per giungere ad un’armonia con se stessi, nonostante le contraddizioni interiori; con Dio, nonostante i Suoi silenzi e le Sue prove; con tutti gli uomini, nonostante le violenze e le aggressività quotidiane; e con tutte le creature, nonostante le loro resistenze e le loro opacità. L’augurio potrebbe essere questo: imparare ad abitare nel mondo e a coabitare pacificamente con gli altri e con l’Altro nella gioia di questa vita che ci è stata donata. Le Sorelle Clarisse Cappuccine

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Estate ‘008 - Apriti Sesamo chi trova un amico trova un tesoro Pochi posti a S. Antonio (Lun - Ven 13,30-18,30 + Sabato 14,30 – 17,30) 9-29 giugno; quasi completo a S. Giacomo (lun- ven 9-12 e 14,30 – 17,30 possibilità pasti. 9 -28 giu. Per chi resta a casa in Luglio c’è il GREST A S. ANNA dal 30 Giugno al 18 Luglio Con Omar ed amici di S. Anna e S. Antonio da Lunedì a Venerdì - dalle 14 alle 18. Eur 50 incluse 3 gite - Iscrizioni in oratorio: entro domenica 29 giugno.

Campi Estivi in montagna Il vecchio scrigno Un giorno accadde Ora tocca a noi Perfetta letizia con:

Che si dice ? Quanto costa ? Come stai ? Che succede ? Chi ci crede ? Che ore sono ? Allora ci si vede ? dove ? a Malga BROMINETTO

Chiara, Francesco e… i tre alberi Elementari e Medie a PASSABOCCHE (Pisogne) dal 12 al 19 Luglio

con Adolescenti e Giovani da domenica 27 lug. al 3 ago.

ragazzi da IV elem. a II (III) media 170 Eur. Bambino/Ragazzo 50 Eur. acconto iscrizione Possibilità anche per bambini di II-III elem. con famiglie contattare don Ettore. N.B. Cucina con Ugo e Angiolina, Lucia, Monica e famiglia.

adolescenti di III media e superiori 180 Eur. Ragazzo- Giovane 50 Eur. acconto

N.B. Cucina con l’equipe di Agnese.

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SPAZIO ai GIOVANI

VEGLIA GMG SYDNEY ’08 in GUGLIELMO (m.1949) 18-19 LUGLIO

In diretta da Sydney incontro dei giovani con il Papa e veglia GMG ’08. Giovani di tutta Lombardia, salgono da Zone al Guglielmo, con diretta TV, veglia finale GMG ‘08. In Pullman salita a Zone, Musica e riflessione. - Kit pellegrino. Iscriz. 20 Eur. INFO: catechisti, animatori e don Ettore ab. 030-310553 cell. 3383902761 150° LOURDES ’08 - Volontari con l’OFTAL dal 6 al 12 AGOSTO Giovani dai 17 anni per un servizio agli ammalati e un’esperienza SPECIALE con centinaia di altri giovani e ragazzi bresciani. Quote iscrizione e dettagli da don Ettore entro 30 giugno.

Volontari del Sebino GREST in ALBANIA dal 2 al 16 AGOSTO Per giovani dai 18 anni 15 giorni di GREST per fare nuove amicizie, offrire un aiuto e conoscere una terra che affascina e conquista. Quota Eur 350. Info: Michele 338-6234549 Mirko 349-5156363.

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ANNO DI CATECHESI 2008- 2009 Ai genitori dei bambini dell’ultimo anno della scuola materna Con il mese di Ottobre avrà inizio, nelle nostre parrocchie, il terzo percorso della nuova iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Pur con modalità e problematiche diverse le nostre tre parrocchie hanno sperimentato, negli scorsi anni, l’avvio della nuova catechesi che, nella fase iniziale si rivolge espressamente e in modo forte ai genitori È innegabile che la quasi totalità dei fanciulli e dei ragazzi partecipa al cammino di iniziazione cristiana (IC). Questo significa che certamente la cosa sta a cuore anche ai genitori; tuttavia sembra ancora forte la richiesta dei Sacramenti più che del cammino di fede dei figli. Lo stesso incontro catechistico qualche volta è visto come un pedaggio da pagare per poter ricevere i Sacramenti e non come un provvidenziale cammino di introduzione alla vita cristiana. E’ pure evidente la tendenza a delegare alla parrocchia il compito di introdurre i ragazzi nella vita di fede, non necessariamente perché i genitori siano contrari o indifferenti, ma piuttosto perché presi da tante altre cose da fare o a cui pensare. È pure vero che spesso ci troviamo in presenza di situazioni familiari molto diverse tra loro, che vanno dai genitori che partecipano intensamente al cammino dei figli ai genitori che restano indifferenti o contrari e, al massimo, lasciano libero il figlio di fare la scelta cristiana. Ma quali che siano le situazioni è indispensabile ricercare il coinvolgimento della famiglia, o di persone collegate alla famiglia che possano “adottare spiritualmente” il fanciullo che intraprende il cammino. Nel contesto scristianizzato in cui viviamo, è importante creare attorno al fanciullo un ambiente di vita cristiana, rappresentato, oltre che dai catechisti e dal gruppo di catechismo, anche dai padrini, dai familiari e, almeno in alcuni momenti più significativi, dalla comunità tutta. La parrocchia non può e non deve sostituirsi alla famiglia che è la prima responsabile dell’educazione anche cristiana dei figli. Oggi è urgente far sì che la famiglia si riappropri del suo ruolo di trasmettitrice della fede e la parrocchia diventi aiuto, supporto, luogo di verifica e di accoglienza di questa fede. Proprio per questo il primo anno del cammino non è tanto un anno di catechismo per i fanciulli bensì un anno di introduzione e di formazione cristiana dei familiari, i quali anche negli anni successivi sono chiamati a fare un percorso parallelo a quello dei ragazzi. La fede dei ragazzi, infatti, dipende anche dalla fede degli adulti e, specialmente, dei genitori. Il tempo che ci separa dall’inizio del nuovo anno di catechesi sia per i genitori il tempo opportuno per prendere contatto con la parrocchia (parroco e catechisti) anche per chiedere spiegazioni e presentare domande. Inoltre, all’inizio del nuovo anno (verrà in seguito comunicata la data) si terrà un incontro di tutti i genitori con il responsabile diocesano che presenterà i motivi e le modalità della scelta. 12


S. ANNA Calendario liturgico – pastorale GIUGNO N.B.: Dall’8 Giugno è sospesa la S. Messa domenicale delle 18.30 Domenica 22 XII del Tempo Ordinario Martedì 24 Natività di S. Giovanni Battista – solennità Domenica 29 Ss. Pietro e Paolo – solennità Lunedì 30 Inizio Grest nell’oratorio LUGLIO Giovedì 3

Primo Giovedì del mese 17.00 Adorazione dell’Eucarestia – 18.10 Vespri - 18.30 Ufficio dei defunti Domenica 6 XIV del Tempo Ordinario Mercoledì 9 Inizio FESTACLI in piazza Sabato 12 Inizio Camposcuola per Elementari e Medie a Passabocche (sopra Pisogne) Domenica 13 XV del Tempo Ordinario Venerdì 18 Serata di conclusione del Grest Domenica 20 XVI del Tempo Ordinario Festa di S. Anna Martedì 22 20.30 Processione dalla Chiesa di S. Anna – S. Messa in via Cucca (Scaletta) Mercoledì 23 Inizio della festa ludico-gastronomica all’oratorio Sabato 26 Ss. Gioacchino e Anna Domenica 27 Ss. Messe in onore di S. Anna Inizio Camposcuola per Adolescenti a Malga Brominetto AGOSTO Domenica 3 Mercoledì 6 Giovedì 7

XVIII del tempo Ordinario Festa della Trasfigurazione del Signore - Anniversario della morte di Paolo VI Primo giovedì del mese 17.00 Adorazione dell’Eucarestia - 18.10 Vespri - 18.30 Ufficio dei defunti Domenica 10 XIX del tempo Ordinario Venerdì 15 Assunzione della Beata Vergine Maria ore 10.15 S. Messa solenne

PROGRAMMA LUDICO - GASTRONOMICO Da mercoledì 23 luglio a domenica 27 luglio, presso l’oratorio di S. Anna in via del Franzone, dalle ore 19.00 alle ore 23.00, Gastronomia – Musica – Balli – Beneficenza e… tanto altro ancora! 13


S. ANNA ANNA... UNA DONNA FORTE! In Italia, il nome Anna è secondo per diffusione soltanto a quello di Maria e si può trovare anche in molte varianti (Annarella, Annetta, Anny, ecc.) oppure nelle forme doppie (Anna Maria, Anna Rosa, Anna Rita, Anna Paola, Anna Lisa, ecc.). Si pensa che questo semplice nome palindromo (che si può leggere, cioè, da sinistra o da destra) abbia cominciato a diffondersi ovunque a partire dal 1400, in onore della madre di Maria Vergine, nonché moglie di san Gioacchino, invocata come protettrice della maternità tanto desiderata. Era diventata usanza, infatti, dare il nome Anna (che in ebraico significa “grazia concessa da Dio”) alle bambine da quei genitori che avevano atteso lungamente l’arrivo di un figlio, dopo aver tanto sperato di averne uno. Nell’Antico Testamento è anche il nome della madre del profeta Samuele e della moglie di Tobia. Nel Vangelo di Luca, una donna di nome Anna compare fugacemente all’atto della presentazione di Gesù al tempio da parte dei genitori Giuseppe e Maria: figlia di un certo Fanuele della tribù di Aser, aveva ottantaquattro anni, era vedova, si presentava come una profetessa “…e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme” (2,36-38). Di questo nome è molto diffusa in tutta la Penisola anche la versione spagnola Anita, nome in uso dall’Ottocento a seguito della fama acquisita dalla moglie di Garibaldi, Anita Maria Ribeiro de Silva. Con il passare dei secoli, il nome Anna si è arricchito di altri significati, legati in qualche modo alla figura della madre di Maria e alle sue virtù: per costruire nella vita ci vuole pazienza, coraggio, perseveranza, solidità, oltre che senso dell’ordine, della misura, della giustizia. Come lei, non bisogna spaventarsi di fronte alle sconfitte, queste fanno parte del Leonardo da Vinci, Sant’Anna con gioco e non è detto siano penalizzanti. La sua la Vergine e il bambino tenacia nel volere un bambino nonostante la sua età, dà ancora l’idea di una persona che non concepisce una famiglia senza figli e che lei è una madre perfetta, premurosa, dolce, protettiva, decisa. Insomma, una donna con un carattere forte, che a volte obbliga chi vive con lei a stare nella sua ombra ma, se si impara ad ammirarla, la si accetta pienamente e la si apprezza per ciò che merita. 14


S. ANNA NOI, ALTRI GESÙ La nostra prima Comunione è stato sicuramente un momento molto importante, molto emozionante.....” Ricevere Gesù!!” Forse non sappiamo bene la grandezza di questo dono ma di certo sappiamo che nutrirci di Gesù ci fa essere “Altri Gesù”.... Con Lui nel cuore possiamo sentire il suo amore e portarlo agli altri. Per questo aspettiamo con ansia e gioia la domenica.

Davide, Marco, Gaia, Elena, Mauro, Davide, Donato, Sebastian, Roberto e… Teresa

NUOVO IMPIANTO AUDIO IN CHIESA Dal 16 maggio è possibile ascoltare la Santa Messa in modo più chiaro e potente! È stata portata a termine, infatti, l’installazione del nuovo impianto audio nella chiesa parrocchiale, realizzato con tecniche elettroniche ultramoderne, che analizzano il suono nel momento in cui il parlante legge e lo diffondono in tutto l’ambiente tenendo conto della situazione effettiva del momento. Il suono risulta quindi nitido e uniforme in qualunque posto si occupi nella chiesa, così che la Parola di Dio possa essere recepita nella sua completezza. Speriamo in questo modo di aver soddisfatto le richieste delle tante persone che negli anni passati ci avevano manifestato questo tipo di disagio nel seguire la Santa Messa.

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S. ANNA SAREMO TUOI TESTIMONI? Domenica 20 Aprile 2008 la comunità parrocchiale di S.Anna ha accolto e festeggiato con gioia l’ingresso a pieno titolo nella vita cristiana di 10 nostri ragazzi di II° e III° media che hanno chiesto e ricevuto il Sacramento della Confermazione (meglio conosciuto come Cresima). La cerimonia, presieduta da Don Renato Musatti (delegato del Vescovo per la celebrazione del Sacramento, nonché direttore Greta, Andrea, Marco, Stefano, Arianna, dell’ Eremo dei SS. Pietro Flavio, Stefano, Sara,Barbara e Paolo di Bienno) ha presentato la vetta di un cammino di preparazione durato tre anni e sviluppato su altrettante tematiche: 1) La scoperta, tramite lettura ed approfondimento dell’Antico Testamento, del progetto che Dio ha su ognuno di noi fin dalle origini del mondo; 2) Riflessione sui brani evangelici per comprendere il perfezionamento del messaggio di Amore che Gesù ha testimoniato con la propria vita; 3) Gesù Cristo presenza viva nel nostro agire quotidiano e significato del Sacramento della Confermazione all’interno del cammino dell’iniziazione cristiana. Un percorso che ha previsto momenti di apprendimento, di confronto e dialogo, di gioco, di festa, di riflessione e preghiera, nonché gite (tra le quali ricordiamo i tre giorni a Roma dove abbiamo constatato il passo da alpino di Don Ettore e le sue doti da cicerone – o da “ciciarone”? -…. Stiamo scherzando, Don !?. Un cammino certamente impegnativo cui ha fatto da sfondo una volontà chiara e ben definita fin dal primo incontro: “Saremo tuoi testimoni!” Non è uno slogan pubblicitario, ma un impegno concreto al quale i ragazzi hanno coscientemente aderito: testimoniare con la propria vita l’Amore di Cristo e la gioia di essere Cristiani. Per attuare il difficile compito al quale i nostri ragazzi sono stati chiamati ricordiamo che, come è avvenuto per gli Apostoli, non sono soli, ma con il sacramento della Cresima è stato loro donato come guida lo Spirito Santo, a sua volta portatore di numerosi doni: Sapienza, Scienza, Intelletto, Pietà, Timor di Dio, Consiglio, Fortezza. In altre parole tutto il necessario per diventare, come direbbe qualche nostalgico,” Soldati di Cristo”! Non solo. Come avviene per il Battesimo anche con la Cresima i 16


S. ANNA genitori, padrini/madrine e tutta la comunità si sono impegnati per accompagnare i ragazzi nella maturazione della Fede: un gioco di squadra che, se vissuto intensamente alla luce degli insegnamenti di Cristo, non può fare altro che innescare un circolo virtuoso di gioia, di amore e di pace. La Cresima, pertanto, è anche il Sacramento del rinnovo delle promesse battesimali (da cui Sacramento della Confermazione). La Cresima pertanto non è un punto di arrivo, ma un trampolino di lancio nella vita cristiana. Un regalo che noi tutti abbiamo consegnato ai ragazzi: ora spetta loro aprirlo e goderne del contenuto. A coloro che si interrogano chiedendosi: “Forse i ragazzi, conoscendo il contenuto del regalo, non sono più motivati ad aprirlo…rispondiamo che: “Rivelare in anticipo un regalo, non significa necessariamente spegnere il desiderio. Pensate che anticipando la volontà di regalare il tanto desiderato motorino, alla data della consegna, il ragazzo non sia più motivato a guidarlo”? Possiamo pertanto affermare che l’importanza di un regalo si misura essenzialmente sulla base del desiderio. E’ così anche per la Fede; noi tutti siamo chiamati ad accrescerne il desiderio nei nostri ragazzi, per mezzo di uno strumento potentissimo: la testimonianza. Certo, non è facile…ma non impossibile e sono numerosi gli esempi, non unici, che lo possono attestare anche senza andare oltre i confini parrocchiali! Purtroppo molti preferiscono stare alla finestra a guardare, o al peggio, a criticare negativamente il lavoro di tanti, senza invece proporre soluzioni o senza “rimboccarsi le maniche”. Altri, invece, si sentono liberati da questo impegno delegando ad alcuni questo compito (sacerdoti, catechisti, volontari, ecc.) credendo che l’educazione alla Fede dei nostri giovani possa essere semplicemente soddisfatta in un’ora di catechismo alla settimana (e nemmeno per tutto l’anno!). Quasi a testimoniare un detto popolare secondo il quale: “Tutti sono capaci di fare un lavoro, con la schiena degli altri”. Molti resteranno delusi o sorpresi da una conclusione così amara: abbiamo preferito evitare frasi di circostanza per invitare tutti a riflettere su una situazione che si verifica con ricorrenza dopo la celebrazione delle Cresime, soprattutto alla luce di quei dieci banchi che per tre anni sono stati sempre occupati, ma che dal giorno della Cresima in poi sono sempre più vuoti. I catechisti Andrea e Cristina Progetto RISTRUTTURAZIONE ORATORIO I lavori procedono..... (per lo meno sulla carta). Come già segnalato sul bollettino di Natale dello scorso anno l’architetto a cui è stato affidato l’incarico della ristrutturazione dell’oratorio, ha già presentato degli studi preliminari del lavoro da fare. Dopo un attento esame delle varie soluzioni, sono state date sufficenti informazioni per portare avanti, per ora, gli studi del seminterrato; tutto ciò per avere i disegni del progetto ed un preventivo di spesa entro il 30 di giugno, data ultima per presentare al Comune la domanda ed avere anche un contributo esterno. Don Faustino nell’ ultimo Consiglio Pastorale Parrocchiale ha illustrato, a grandi linee, la soluzione prescelta, chiedendo al consiglio stesso, l’autorizzazione a procedere, cosa che gli è stata concessa all’unanimità.

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S. ANNA G.S.O. S.ANNA : È STATO UN ANNO FANTASTICO! Questa è la prima frase che mi viene in mente mentre mi accingo a scrivere questa paginetta di riflessioni. In questo primo anno di attività del GRUPPO SPORTIVO S.ANNA insieme ai nostri bambini abbiamo affrontato il campionato CSI, Categoria Esordienti, con l’entusiasmo dei principianti e con l’incoscienza dei dilettanti, ma il risultato è stato eccellente. Non mi riferisco al risultato dal punto di vista agonistico, che data l’improvvisazione per una questione di tempi di preparazione ristretti non poteva essere diverso (abbiamo pareggiato una partita e perse tutte le altre!), ma al risultato “sportivo” ed “emotivo”, cioè al “ritorno” che tutti noi, grandi e piccini, abbiamo ricevuto da questa esperienza. Un arricchimento sia sportivo che umano. Ricordo i primi allenamenti, e poi le prime partite, e mi passano davanti agli occhi, sotto forma di flash in bianco e nero somiglianti a fotografie consumate del passato, gli sguardi smarriti e un po’ preoccupati di tutti, allenatori e giocatori, con le idee poco chiare ma tanta voglia di far bene. C’è voluto tempo, costanza, passione e sacrificio, ma i risultati sono arrivati: i nostri bambini hanno imparato a “stare in campo”, non a correre a perdifiato da destra a sinistra, ma a rispettare la posizione, passare la palla, aiutare il compagno, smarcarsi e infine tirare in porta; obiettivi raggiunti alla fine di un faticoso lavoro, che ha tenuto tutti noi impegnati per due volte la settimana, da settembre in poi. Tante emozioni… Il sudore dello spogliatoio, la gioia per un gol realizzato, l’amarezza per un gol subito, il sorriso di un bambino, la magia di ogni allenamento, la fiducia che abbiamo sentito intorno a noi, la soddisfazione per aver svolto bene il nostro lavoro, la muta di maglie da lavare, l’allegria di una serata in pizzeria con tutta la squadra, amicizie che nascono e crescono… È impossibile esprimere in poche righe le mille emozioni che hanno cambiato e reso più bella la nostra vita. Ma ora comincia il meritato riposo, un tempo che sarà riempito dalla dolcezza dei tanti ricordi che giorno dopo giorno affioreranno dal profondo del nostro cuore, e da una voglia irresistibile di ricominciare, più forti e impegnati di prima. Alla fine di una partita persa per tanti gol a zero, il papà di un bambino della nostra squadra avversaria, commosso e sorridente, mi ha fermato e mi ha detto: “Avete preso tanti goal... ma quando sono usciti dal campo i vostri bambini erano felici ugualmente perché si erano divertiti. Questo è il vero spirito dell’oratorio!” Ecco… questo era il nostro obiettivo e siamo felici di averlo raggiunto. 18


S. ANNA “SON TUTTE BELLE LE MAMME DEL MONDO…” Proprio sulle note di questa canzone, sabato 10 maggio, vigilia della “Festa della Mamma”, i nostri ragazzi, accompagnati dalle catechiste e da alcuni genitori, hanno portato i loro gioiosi auguri alle mamme – nonne ospiti della Casa di riposo delle Figlie di S. Camillo in via Milano. E’ stato un pomeriggio molto piacevole, un incontro festoso e allegro. Qualche canto, alcune poesie, piacevoli barzellette, hanno rallegrato le ospiti, tutte molto attente ed interessate al “repertorio” ed alla esibizione dei ragazzi. Ad ognuna di esse è stato offerto come ricordo un fiore di carta realizzato dai ragazzi stessi con l’aiuto di alcune mamme, un pupazzetto offerto da una volontaria e al momento della merenda, sono state frugalmente condivise con loro le torte che gli adulti avevano preparato. Non sono mancati l’approvazione e gli applausi da parte di tutti i presenti: ospiti, animatrice, operatori sanitari e suore, che ci hanno vivamente invitato a ripetere più spesso questa nostra visita nella certezza che fa molto bene ai ragazzi e ragazze di oggi e di.... ieri!!!

DALL’ANAGRAFRE PARROCCHIALE Defunti 7 NOCELLA SAVATORE (anni 88) 8 AMICABILE ROSINA ved. ZATTI (anni 85) 9 STAGNOLI GIACOMO (anni 85) 10 CONSOLI ETTORE (anni 87) 11 ALBERINI SEVERINO (anni 87) 12 CORBERI FAUSTINO (anni 89) 13 SCARONI IDA ved. PANADA (anni 82) Battezzato il 22 marzo 2008 1 MORINELLI EMANUELE di Luigi e Dipierri Paola Battezzati il 18 maggio 2008 2 PIREDDU ELENA ROSA di Cristian e Garosio Simona 3 PASINETTI CHIARA di Gianandrea e Nodalli Sara 4 BIGNOTTI ISABELLA SILVIA di Mauro e Corazza Roke

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S. ANTONIO Calendario liturgico – pastorale GIUGNO Preparazione alla festa di “S. Antonio e la Chiesa” Mercoledì 11 20.30 S. Messa di preparazione (p. Francescano) - Confessioni Venerdì 13 Festa liturgica di S. Antonio di Padova – sacerdote e dottore della Chiesa ore 8.30 – 15.00 SS. Messe ore 10.00 Benedizione dei bambini (0 – 6 anni) ore 16.00 Preghiera dei ragazzi del Grest ore 20.30 Processione per il quartiere con la statua del Santo. Presiede don Camillo Pedretti Sabato 14 ore 20.45 Spettacolo dei nostri adolescenti al Cinema Colonna “Dance” Domenica 15 XI del Tempo Ordinario – S. Antonio ore 10.00 S. Messa celebrata da don Piero Marchetti Brevi, già nostro curato, nel XXV di Ordinazione sacerdotale - festa in oratorio. ore 18.00 Vespro solenne Domenica 22 Sabato 28 Domenica 29 Lunedì 30

XII del Tempo Ordinario Serata di conclusione del Grest Solennità dei SS. Pietro e Paolo Inizio Grest a S. Anna

CRESIMATI (20 Aprile 2008 da don Renato Musatti) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 20

Anfuso Fiorella Boni Francesca Bonizzoli Elena Giazzi Michela Giannasso Chiara Maroli Patrizia Murgia Cristian Panzeri Alessia Papotto Claudio Rebeccani Chiara Ruffini Alessandra Spaggiari Manuel Tedoldi Giulia Tonolli Federico Torri Giulia Zani Chiara


S. ANTONIO AMA IL SIGNORE DELLA VITA PER AMARE LA VITA… GRAZIE DON PIERO Agosto 1983. Il Vescovo ha nominato un nuovo curato per la parrocchia di S. Antonio: don Piero Marchetti Brevi. Tra i giovani che frequentano l’oratorio si sparge una certa curiosità: Chi sarà? Cosa farà? Ci troveremo bene? In un quartiere dall’animo popolare, già avere due cognomi destava “qualche sospetto”…. E poi lo incontriamo. Un ragazzo poco più grande di noi, magro, con gli occhiali, la barba nera e irsuta, un po’ dimesso che si muove con una Simca verde che non capisci come possa ancora camminare, che chiede continuamente come ti chiami e immancabilmente confonde il tuo nome, sembra più a suo agio in jeans e scarpe da ginnastica che non con l’abito sacerdotale. Giugno 2008. Don Piero torna in Italia dal Mozambico dove è stato inviato come “fidei donum” da due anni. Dopo 10 anni trascorsi a S.Antonio, è stato curato a Chiari ed ora è in missione. Sono trascorsi 25 anni, altri sacerdoti si sono alternati nella nostra comunità e tanti giovani di oggi forse don Piero non l’hanno mai incontrato o ne hanno sentito parlare solo dai loro genitori. Raccontarlo oggi in poche righe è impossibile, non tanto perché don Piero non abbia lasciato un segno, ma proprio perché l’ha lasciato nel vissuto delle persone che ha incontrato. Non nelle omelie, non nei discorsi, ma nella quotidianità delle relazioni. Un rapporto mai banale, in cui si condivideva una storia, che ti rimandava all’incontro con il Signore. Uno slogan di quegli anni era “Ama il Signore della vita per amare la Vita” e in questa tensione don Piero ha sempre scommesso con noi e su di noi. Come raccontare ad esempio la Val Malga, non solo un luogo geografico dell’alta Val Camonica, non solo una casa di campeggio, ma un’esperienza di incontro, di condivisione vera, di confronto, di passione, di gioia, di scoperta, di preghiera. Le avventure sull’Adamello, la fatica, l’aiuto reciproco, il rischio e la gioia della meta, ma soprattutto dell’aver camminato insieme adeguandoci al passo dei più lenti perché insieme si era partiti e insieme si voleva arrivare. La Tenda della Pace, che nel mese di gennaio attraversava la nostra Vicaria incontrando le persone, offrendo the caldo e una provocazione per scoprire e provocare sul tema della Pace, dove i giovani dei diversi oratori si alternavano e dormivano nei 21


S. ANTONIO sacchi a pelo sui marciapiedi del quartiere. Ricordando quegli anni, li rivedo caratterizzati da una grande passione educativa, da una scommessa ogni volta più ardita, ma che non si centrava mai sui rischi ma sulla gioia dell’Affidarsi. La prima comunità di obiettori, lo spazio pace durante la guerra del Kuwait, i tanti Grest, i momenti di aggregazione e animazione, la costruzione delle carovane tagliando gli alberi sul fiume Oglio, il rapporto con l’ente pubblico, la formazione degli animatori, le veglie di preghiera, le nottate passate a lavorare e a chiacchierare, i viaggi a Taizè …. Don Tonino Bello pensando al proprio sacerdozio diceva: “Solo se avremo servito, potremo parlare e saremo creduti. Solo allora potremo riprendere le vesti sontuose del nostro prestigio sacerdotale e nessuno avrà nulla da dire.” Non maestro ma testimone coinvolgente dell’Amore di Cristo. Forse per questo le celebrazioni liturgiche e i momenti di preghiera diventavano la celebrazione della vita, delle esperienze dell’attenzione agli ultimi che erano il criterio, la cifra di tutto ciò che si progettava. Non erano più un rituale slegato dalla vita, ma ne diventavano i riti che ce la svelavano. Pensare all’esperienza con don Piero mi fa ricordare sempre un brano del Piccolo Principe di A. de Saint Exupery: “Buon giorno”, disse il piccolo principe. “Buon giorno” disse il mercante. Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere. “Perché vendi questa roba?” Disse il piccolo principe. “È una grossa economia di tempo”, disse il mercante. “Gli esperti hanno fatto dei calcoli, si risparmiano 53 minuti alla settimana.” “E cosa se ne fa di questi 53 minuti?” “Se ne fa quel che si vuole.” “Io”, disse il piccolo principe, “se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana…..” Camminare insieme verso una fontana, dissetarsi, ma accorgersi che è stato così bello camminare che non si può non riprendere il cammino, piano perché tutti possano trovare il loro ritmo, amando il Signore della Vita perché solo così si può amare la Vita. Alcuni giovani degli anni 80

LA LORO AFRICA…LA MIA AFRICA Avete mai coltivato un sogno per tanti anni? Siete poi riusciti a realizzarlo? Bè, io mi ritengo veramente fortunata di avere ricevuto questo dono. Ormai molti anni fa, terminati gli studi superiori presso la Scuola Magistrale del mio paese con risultati lusinghieri, la preside dell’Istituto mi propose un’esperienza di insegnamento presso una scuola elementare annessa ad una colonia italiana in Nigeria, ove risiedevano nostri connazionali impegnati in costruzioni civili. Si trattava di trasferirsi laggiù per tutto l’anno scolastico. Immaginate l’entusiasmo di una ragazza di 17 anni che già da tempo sognava l’Africa tra le pagine del romanzo di Karen Blixen “La mia Africa” e tra quelle di “Nata libera” di Joy Adamson!! Sentivo che questa esperienza avrebbe dato una svolta sensazionale

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S. ANTONIO alla mia quieta vita di ragazza di paese, avrei potuto esprimere il mio altruismo, dedicarmi a chi aveva bisogno di me. Sensazionale!!! Ma non avevo fatto i conti con la realtà; per effettivi problemi famigliari e mossa da amorevole compassione per la mia mamma che non dormì per una settimana in attesa della mia decisione, dovetti rinunciare. A tanto entusiasmo corrispose altrettanto, e più pesante, dispiacere. Rinunciai quindi nei fatti, ma dentro di me riposi questo esaltante sogno in un cassetto ideale nel quale riposò per molti e molti anni. In questi anni ho realizzato altri meravigliosi progetti: una laurea in Medicina, una specializzazione in Oculistica, una famiglia vivace e coinvolgente. Ed eccomi qui, dopo due trasferimenti di residenza e tante modifiche in corso d’opera dei miei progetti di vita, oculista a Brescia presso l’Ospedale Civile. Seppi che un gruppo di colleghi era in procinto di partire per andare a prestare la propria opera presso una missione in Ghana. Ed ecco che quel cassetto riposto incominciò a farsi risentire tremolando un pochino; ma subito lo zittii perché ero moglie e mamma di due bimbe di 7 e 3 anni. Ogni anno i miei colleghi partivano ed idealmente anch’io con loro. Di quando in quando ne parlavo con mio marito un po’ per ridere di quel sogno, ma anche, un po’ furbescamente, per provare la sua reazione e tastare il terreno immaginando una mia improbabile partenza per l’Africa. Ma lui, con comprensiva e silenziosa intelligenza, covava il desiderio di aiutarmi a realizzare il mio sogno. Finchè, parlandogli un giorno dell’imminente partenza dei miei colleghi, mi disse: “l’anno prossimo ci vai anche tu”. Come altre volte nella nostra vita coniugale mio marito era riuscito a stupirmi, ma questa volta, fui pervasa da una gioia sconcertante. Altro che il mitizzato ‘terno al lotto’!! Nel corso di quel 2006 preparammo le nostre figlie all’assenza della mamma (quanto amorevolmente ha lavorato di bulino mio marito per far loro comprendere il significato di ciò che la mamma si accingeva ad intraprendere!!); dovetti pure confrontarmi con mia madre e con i suoi richiami alle mie responsabilità di moglie e di mamma, ma superai l’ostacolo in scioltezza, forte della complicità di mio marito. Mi procurai tutte le protezioni vaccinali, l’abbigliamento, ecc. ma soprattutto nello spirito; quello spirito tutto mio che, fin da piccola, mi ha portato alla mia professione; lo spirito di propensione verso chi ha bisogno, il desiderio di poter fare qualcosa di buono dove c’è veramente necessità di tutto, nella piena consapevolezza di essere una minuta, ma irrinunciabile, goccia nel mare. Il 13 marzo 2006 partii con in miei colleghi in un turbinio di entusiasmi quasi infantili, sapete quelle emozioni che paralizzano il sorriso sul volto e che fanno respirare in fretta. Quel famoso cassetto era pronto ad accogliere esperienze reali. Una volta giunti in Ghana registravo avidamente ogni volto, ogni immagine, ogni situazione

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S. ANTONIO convinta che quella sarebbe stata un’esperienza unica nella mia vita. Ero là, finalmente nella missione di Sogakofe, il Comboni Center fondata da Padre Riccardo Novati nel 1985, un flemmatico e risoluto padre comboniano, la cui vera umanità cristiana traspare non tanto dalle parole quanto da tutto ciò che ha realizzato nella sua missione: un Ospedale con reparti di degenza e sale operatorie per adulti e bambini, ambulatori oculistici ed odontoiatrici, farmacia, servizio di radiologia, ottico ed anche una scuola materna, le elementari e le medie, scuole professionali dove i giovani in convitto, possono apprendere varie professioni: agricoltura, falegnameria, sartoria, cuocina ed economia domestica, installazioni elettriche, muratori, impiegati d’azienda, tipografia. Il convitto accoglie circa 600 ragazzi e le scuole sono frequentate da circa 500 alunni. Un’opera imponente quindi e realizzata anche con il contributo di molte professionalità locali ed estere che hanno operato tutte alla luce dell’insegnamento del fondatore Don Daniele Comboni. Durante la permanenza alla missione mi sono trovata a visitare instancabilmente decine e decine persone, a somministrare cure, a vedere risultati sorprendenti delle terapie e l’altrettanto sorprendente gratitudine dei malati, ma anche a rimanere tristemente sconcertata davanti a malattie ormai irrimediabili, percependo distintamente la mia impotenza. Fra tutti i malati, hanno mosso la mia compassione particolarmente i pazienti affetti da cataratta, una patologia molto comune anche alle nostre latitudini dove il problema è facilmente e prontamente risolvibile. Là le cataratte ‘maturano’ piuttosto rapidamente e danno gravissime riduzioni visive; là non sempre si può ricorrere rapidamente alle cure, e la disabilità perdura; là, non vedere per una cataratta significa per i più giovani non potere provvedere alle esigenze personali e della propria famiglia e per gli anziani, l’isolamento. Tale situazione naturalmente va a gravare su condizioni di vita già di per se stesse difficili. E la cosa più bella è l’espressione della loro gratitudine dopo l’intervento: i giovani che si mostrano di nuovo baldanzosi e felici e gli anziani ti regalano il loro sorriso sdentato mentre, finalmente si muovono autonomi, senza più cercare l’aiuto di qualcuno. A proposito di anziani c’è un aspetto della cultura di queste popolazioni che mi ha stupito fortemente e che voglio comunicarvi. Soprattutto nei villaggi esiste un’attenzione reverenziale ed un profondo rispetto nei confronti degli anziani; mi hanno spiegato che ciò risale al fatto che nell’Africa tribale non esiste la trasmissione scritta della storia, delle tradizioni e delle usanze da una generazione all’altra, anche perché non c’è ancora una diffusa alfabetizzazione; pertanto i depositari di questo patrimonio culturale sono proprio gli anziani che tramandano a voce il loro sapere ai discendenti. Non abbiamo noi qualcosa da imparare da queste popolazioni? Fu quindi una grande prova, una grande esperienza! Sul volo di ritorno, mentre le luci di Accra si facevano lontane e piccole pensavo: “Sono venuta in Africa pensando di saldare un debito donando il mio tempo, la mia professionalità e il mio altruismo, ma invece parto avendo contratto un debito con l’Africa, e ben più grande”. Sentivo che l’Africa mi aveva dato molto più di quanto avessi portato in quella terra. Nei successivi due anni sono tornata con i miei colleghi nella Missione di Padre Riccardo, con lo stesso entusiasmo e con lo stesso spirito che si rinnova ogni volta, ma… il mio debito continua a crescere. Enrica Zinzini

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S. ANTONIO AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA “Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più” questo è diventato il motto della nostra compagnia: “I Soliti Ignoti”. Questa compagnia nasce qualche anno fa e all’inizio è solo un gruppo di amici con la stessa passione. Facciamo teatro per divertimento, per ridere, per sentirci un po’ più uniti. Presto, tutti, scopriamo quanto il palco ci faccia sentire bene e quanto gli applausi, i vostri applausi, riescano a farci sentire ricompensati. La compagnia evolve, passa attraverso diversi spettacoli e acquista nuovi membri. Ci accorgiamo di non essere più solo un gruppo di pazzi in cerca di applausi, ora siamo qualcosa di più… anche quest’anno I Soliti Ignoti lavorano duramente, forse più delle altre volte; vogliono fare un salto di qualità, si aiutano a vicenda mettendo a disposizione le loro conoscenze per il gruppo… “tante formiche che vengono in aiuto di altre formiche crescendo ogni minuto in lieto fermento diventano già cento formiche schierate in lunga fila, son mille, duemila, son tutte le formiche che esistono, sgobbano, le montagne smuovono..” decidendo di cimentarsi in una impresa “pazza”..un musical tutto cantato dal vivo

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e ballato da tutti i componenti del gruppo: Aggiungi un posto a tavola!! Durante il primo mese la meta pareva irrealizzabile; Rita (coordinatrice canora) si disperava durante i nostri tentati vocalizzi e Silvia e Simona (coreografe) non facevano altro che urlare: “uno, due, tre e quattro.. come fate a non sentire il tempo!!!”. Ma poi come per miracolo: “che meraviglia che cosa strana questo concerto per preti e campana, che cosa stupenda che musica strana questo concerto che suona così..” le canzoni uscivano, erano ascoltabili e i balletti carini.. Non ci pareva vero.. la meta non era poi così lontana!! “Calmo, mantenere la calma perché se non mi calmo mi viene il cardiopalma”.. questa la frase che ci si ripeteva dietro i camerini alle 19.00 del 24 maggio.. quando oramai eran già tutti pronti per calcare il palco e senza neanche rendercene conto in un batter d’occhio eravamo già tutti ai nostri posti per far divertire il nostro fantastico pubblico.. Lo spettacolo è stato accolto con un trionfo di applausi e tra campane che suonavano miracolosamente e pecorelle redente, le risate si sono moltiplicate fino alla chiusura del sipario quando noi attori stanchi ma contenti ci siamo trovati a cantare: “Calmo, calmo come una salma, sto felice e contento, oramai mi addormento, in un mare di calma..ecco, si m’addormento..” senza però perdere l’adrenali-


S. ANTONIO na utile per la sera seguente quando un altro fantastico pubblico ci stava aspettando!! E così anche la sera seguente siamo stati elogiati per l’impegno e per la stupenda rappresentazione..che dire ..meglio non poteva andare.. anche se… “peccato che sia così..che tutto finisca qui..” già che peccato..anche quest’anno la nostra avventura finisce qua.. ma non disperate perché da settembre inizierà la nostra tournee, quindi fans sfegatati tenetevi pronti!!! Voglio fare un particolare ringraziamento a tutta la compagnia, perché è sempre in grado di rendermi orgogliosa e di farmi vivere ogni anno emozioni diverse e sempre bellissime!! Grazie a tutti, Sara

SPORTINSIEME 2008

ESORDIENTI 99-2000 1. S. GIACOMO 2. AURORA LUMEZZANE 3. S. ANTONIO 4. NAVE ESORDIENTI 97-98 1. S. ANTONIO 2. S. G. BOSCO LUMEZZANE 3. TORRICELLA 4. SERAFICA S. CARLO GIOVANISSIMI 1. TORRICELLA 2. S. ANTONIO 3. SALE DI GUSSAGO 4. CASTEGNATO

ALLIEVI 1. SALE DI GUSSAGO 2. CLUSANE 3. S.G. BOSCO LUMEZZANE 4. BADIA JUNIORES 1. S.G. BOSCO LUMEZZANE 2. RONCADELLE 3. S. ANTONIO 4. TORRICELLA FEMMINILE 1. MONTEROTONDO 2. SALE DI GUSSAGO 3. S. ANTONIO 4. TORRICELLA

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S. ANTONIO EMERGENZA FREDDO Da due anni anche la nostra Parrocchia ha aderito all’iniziativa proposta dall’associazione “Amici del Calabrone”, la quale si rivolge a tutti coloro che desiderano dedicare un po’ del loro tempo a persone che si trovano in situazione di bisogno. Come Parrocchia abbiamo accettato di buon grado di offrire un aiuto per un pasto caldo serale presso il dormitorio maschile in via Rose, in turnazione con altre realtà territoriali, tra le quali anche le Parrocchie di S. Anna e S. Giacomo. Il pasto viene preparato nella cucina del nostro oratorio da volontari del gruppo Caritas parrocchiale; assicura un primo piatto asciutto o in brodo, un secondo con contorno, frutta e, in occasioni particolari il dolce. Quest’anno alcuni ragazzi di III media,

accompagnati dal loro catechista, hanno accettato di vivere questa esperienza di solidarietà. Dinanzi alla proposta ci sono state alcune perplessità da parte loro perché le incognite sembravano tante: esperienza nuova, incontro con persone che vivono in gravi situazioni di bisogno, senza fissa dimora, immigrati disoccupati… Nell’operare, però, sono stati presi subito dall’entusiasmo di sentirsi utili e hanno servito con molta serenità e disponibilità. Sono stati messi di fronte ad una realtà di emarginazione, spesso sentita raccontare in televisione, ma mai constatata personalmente: questo non può che aiutare a crescere! L’esperienza da loro vissuta è stata molto positiva e hanno espresso il desiderio di ripeterla. Marco Valotti

ANAGRAFE PARROCCHIALE Battezzati il 22 marzo 2008 3 ODRACCI SIMONE RICCARDO di Riccardo e Scaratti Claudia 4 GAROFALO GRETA di Matteo e Zubbi Francesca 5 MARZO NICO di Stefano e Micheli Patrizia Battezzati il 18 maggio 2008 6 SALERI EMMA di Massimo e Busecchian Mara 7 SIGNORINI LORENZO di Alessandro e Savoldi Simona 8 BURASCHI SIMONE di Roberto e Rosati Maria 9 TOLINI CATERINA di Christian e Oneda Michela 10 SANTORO ALICE SILVIA di Giuseppe e Conti Francesca

DEFUNTI 15 16 17 18

VAVASSORI ANGELO (anni 70) BRUGNATTI MANES (anni 90) BALNEARI ANTONIO (anni 87) CONETTA ANNINA ved. SCUNGIO (anni 86) 19 FONTANA ANGELO (anni 71)

20 MASCIALINO CATERINA ved. PALETTI (anni 83) 21 FERRI WALTER (anni 85) 22 BOSETTI ALBINA in BRESCIANINI (anni 76) 23 CASELLA NICOLO’ (anni 84)

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S. GIACOMO FESTA PATRONALE DI SAN GIACOMO Il suggerimento di singoli parrocchiani e la riflessione del Consiglio Pastorale hanno portato alla decisione di collocare la festa patronale di San Giacomo nella data fissata dal calendario e cioè il 25 Luglio. Sappiamo che, per tanti, quel periodo si colloca nel contesto delle ferie, tuttavia può essere, per chi è presente, una occasione per confermare la partecipazione alla vita della comunità parrocchiale. PROGRAMMA: Ore 8,00 e ore 18,30 S.Messa in onore di San Giacomo Ore 20,00 possibilità di cena in oratorio ( prenotazioni presso il bar dell’oratorio) Ore 21,00 Serata musicale San Giacomo (anche San Jacopo o San Iacopo nella tradizione popolare italiana, Santiago in quella dei paesi di lingua spagnola, Saint Jacques in Francia e São Tiago nel Portogallo) è uno dei dodici apostoli ed è detto Maggiore per distinguerlo dall’apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo detto Minore. Viene venerato da tutte le chiese cristiane che riconoscono il culto dei santi. Giacomo e suo fratello Giovanni, figli di Zebedeo e Salomè, nati a Betsaida, erano pescatori insieme al padre sul lago di Tiberiade. Giovanni e Andrea furono, secondo il quarto Vangelo (scritto, secondo la tradizione, dallo stesso Giovanni), i primi discepoli di Gesù, che essi seguirono dopo che Giovanni il Battista lo aveva indicato loro come il Messia. Il loro incontro avvenne subito dopo il battesimo di Gesù, probabilmente nell’anno 28 (o nel 31 secondo alcuni). Ai due si unirono quasi subito i rispettivi fratelli, Giacomo e Simone. Giacomo e Giovanni furono da Gesù soprannominati Boanerghes (“figli del tuono”) per sottolineare l’inesauribile zelo di cui erano dotati questi apostoli, ma anche il loro temperamento impetuoso. Martiriopoi di San Nasce il Giacomo collegio apostolico; Gesù ne costituì Dodici che stessero con Ambone Chiesa Parrocchiale lui: Simone, al quale impose il nome di Pietro, e, subito al secondo posto dopo di opera di F. Medici lui, Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo. Insieme agli altri Apostoli, essi accompagnarono Gesù durante i tre anni della sua vita pubblica, e alcuni 28


S. GIACOMO episodi mostrano come San Giacomo facesse parte della cerchia dei tre più fidati. Con Pietro fu testimone della trasfigurazione, della resurrezione della figlia di Giairo e dell’ultima notte di Gesù al Getsemani. Come appare evidente, sono tre situazioni molto diverse: in un caso, Giacomo e gli altri due apostoli sperimentano in modo diretto la gloria del Signore, vedendolo a colloquio con Mosè ed Elia; in occasione della resurrezione della figlia di Giairo, assistette ad uno dei miracoli più toccanti compiuti dal Maestro e ancora, al Getsemani, si trovò di fronte alla sofferenza e all’umiliazione di Gesù, al suo aspetto più umano. Vide come il Figlio dell’Uomo si umiliò, facendosi obbediente fino alla morte. Come sottolinea Benedetto XVI, quest’ultima esperienza dovette condurre Giacomo ad una maturazione della propria fede, correggendo “l’interpretazione trionfalista della prima: egli dovette intravedere che il Messia, atteso dal popolo giudaico come un trionfatore, in realtà non era soltanto circonfuso di gloria, ma anche di patimenti e di debolezza”. Dopo la morte e la resurrezione di Cristo, Giacomo assunse un ruolo di spicco nella comunità cristiana di Gerusalemme, anche a motivo del ruolo di primo piano svolto durante i tre anni di predicazione di Gesù. Una tradizione risalente almeno a Isidoro di Siviglia narra che Giacomo andò in Spagna per diffondere il Vangelo. Se questo viaggio avvenne, fu seguito da un ritorno dell’Apostolo in Giudea, dove, agli inizi degli anni 40 del I secolo il re Erode Agrippa “cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni”. Giacomo fu il primo apostolo martire. Dopo la decapitazione, secondo la Leggenda Aurea, i suoi discepoli trafugarono il suo corpo e riuscirono a portarlo miracolosamente sulle coste della Galizia[. Il sepolcro contenente le sue spoglie sarebbe stato scoperto nell’anno 830 dall’anacoreta Pelayo in seguito ad una visione luminosa. Il vescovo Teodomiro, avvisato di tale prodigio, giunse sul posto e scoprì i resti dell’Apostolo. Dopo questo evento miracoloso il luogo venne denominato campus stellae (“campo della stella”) dal quale deriva l’attuale nome di Santiago de Compostela, il capoluogo della Galizia. Eventi miracolosi segnarono la scoperta dell’apostolo, come la sua apparizione alla guida delle truppe cristiane della reconquiSan Giacomo pellegrino sta nell’840, durante la Battaglia di Clavijo ed in altre imprese bellicheilsuccessive. Ambone Chiesa Parrocchiale La tomba divenne meta di grandi pellegrinaggi medievali, tanto che il luogo prese il operafudiiniziata F. Medici nome di Santiago (da Sancti Jacobi, in spagnolo Sant-Yago) e nel 1075 la costruzione della grandiosa basilica a lui dedicata. 29


S. GIACOMO PRIMA COMUNIONE

Nicola Bettinzoli - Luca Chiesa - Sara Consonni - Aurora Gheda - Domiziana Liparoti Mattia Lombardi - Alessandra Martinelli - Emma Martinuz - Valentina Milesi Pietro Serra - Rebecca Arrigoni - Valentina Cademartori - Nicolò Cadenelli Mattia Cadenelli - Francesco Chiapperino - Anna Ciaroni - Alice Fontana Matteo Ferrari - Domenica Palazzi - Giordano Piccinelli - Sara Scorsetti

“… Ti pongo sempre innanzi a me al sicuro sarò, mai vacillerò. Via verità e vita sei tu Mio Dio credo che mi guiderai Custodiscimi, mia forza sei tu Custodiscimi, mia gioia, Gesù” ( Cantato dai genitori nella Messa di Prima Comunione) 30


S. GIACOMO CRESIMATI Luca Arnaboldi - Elisa Bazzani - Francesca Cavana - Valentina De Maio Simone Delle Donne - Simone Faletti - Mattia Franchi - Andrea Gardini Stefano Giufredi - Lorenzo Lobba - Edoardo Martinuz - Filadelfo Montalto Paolo Moretti - Nicola Musico - Giuseppe Nanni - Francesco Soardi Andrea Spada - Steyde Marina - Camilla Tomasi - Alessia Villari

I ragazzi della Cresima hanno deciso di raccontare cosa hanno fatto quest’anno, le emozioni e sensazioni provate nel ricevere il sacramento della Confermazione. Prima, durante e dopo la cerimonia mi sono commosso vedendo tutta la Comunità che ti sostiene nel tuo cammino di vita cristiana. Specialmente le persone a me più vicine che per me sono venute da Milano, Perugia, ecc. Andrea “Io invece ero calmo e tranquillo” “L’anno prossimo vorrei continuare l’impegno del coro e dello sport, e venire ancora al catechismo.Siamo stati contenti” Mi sono sentito molto bene durante e dopo la Cresima perché ho sentito la famiglia molto vicina a me. Di quest’anno mi ricordo particolarmente i momenti in cui anche io facevo “il catechista” perché aiutavo con il computer a svolgere l’incontro divertendomi Stefano Dopo aver ricevuto il sacramento della Cresima mi sono sentito più partecipe alla vita parrocchiale, anche se sinceramente non ho avvertito il cambiamento che mi aspettavo, però ho capito che il vero obiettivo è donarsi agli altri. Lorenzo E’stato bello ed emozionante perché è una cosa che succede una sola volta nella vita. Se potessi tornare indietro nel tempo andrei al momento in cui sono salita sull’altare con la 31


S. GIACOMO mia madrina perché è stato il momento più emozionante.

Francesca

Con questo sacramento mi sento veramente un componente della Comunità Cristiana che mi ha accolto con grandissimo calore. Questa parrocchia mi ha aiutato a crescere, ora che sono pronto, voglio essere io ad aiutare questa comunità.Inoltre sono pronto per annunciare la parola di Dio agli altri. Appena ho ricevuto il Sacramento della Cresima mi sono sentito più caldo e protetto dallo Spirito Santo. Luca Dopo la Cresima mi sono sentita come una atleta a cui viene passato il testimone, per togliere il buio velo di gelosia, indifferenza, odio che a volte ci sta attorno, come una nube oscura che ci impedisce di vedere il sole, forte ma dolce luce che è Cristo stesso. Marina

I bambini della Prima Confessione

I bambini del 1° e 2° anno della Nuova Iniziazione Cristiana domenica 18 maggio 2008 32


S. GIACOMO GRUPPO MISSIONARIO Varie sono state le inziative proposte dal Gruppo Missionario nel periodo appena trascorso; un grazie di cuore a tutti i parrocchiani che hanno risposto con disponibilità e generosità alle proposte. Ecco un piccolo “resoconto” in modo che tutti possano rendersi conto di come vengono utilizzati i soldi raccolti. Offerte Cena Povera 2008 E. 940,00 Raccolta Cassettine Quaresimali E. 220,00 Vendita “Fai fiorire la Missione 2” E. 735,00 Raccolta Buste Quaresima E. 6.500,00 Donazione da una cresimanda E. 355,00 Donazioni da N.N. E. 1.600,00 Oltre che per sostenere i nostri Missionari, don Bruno e don Marco, i fondi raccolti sono stati utilizzati per la Caritas (E. 300), per il Centro Missionario Diocesano (E. 500) e per le necessità che Don Fulvio valuterà riguardo i nostri parrocchiani bisognosi (E 1000,00). Speriamo nella Vostra sensibilità anche per le prossime iniziative ! Buone vacanze a tutti dal Gruppo Missionario. Don Bruno ci ha scritto per gli auguri di Pasqua e ci ha mandato alcune informazioni sul progetto di scuola materna che partirà tra poco (relazione inviata alla CEI per avere finanziamenti). Riportiamo la prima lettera, che come sempre ci fa vivere da vicino gli avvenimenti e la profondità religiosa di Morrumbene e parte della relazione. Morrumbene 20 marzo 2008 Carissimi La Pasqua del Signore è prossima ormai. Ho un po’ di calma, giusto il tempo per scrivere gli auguri... Qui le cose vanno come al solito, tra alti e bassi, come penso succeda dappertutto. Abbiamo vissuto con grande partecipazione la domenica delle palme. Abbiamo proposto ai giovani un ritiro spirituale in preparazione al giorno della gioventù. Molti si sono confessati, tanti non erano ancora battezzati e perciò non lo hanno potuto fare. Erano più di trecento… come nella poesia…Sono tornati a casa pieni di vita, per fortuna. Alla messa delle palme hanno partecipato in moltissimi. Avevamo bambino dappertutto. Anche sotto l’altare e muoversi senza calpestare nessuno era un problema. Nella notte di Pasqua saranno battezzati un 60 catecumeni, giovani e adulti. 20 riceveranno la prima comunione, perché battezzati da piccoli. E’ sempre un momento di grande intensità spirituale l’impegno nelle promesse battesimali. Pazienza se poi non riusciamo a mantenerle. Godiamoci almeno il momento dell’impegno. Durante il tempo pasquale celebreremo il battesimo nelle varie zone. Alla fine saranno oltre 200 i nuovi battezzati. Calcolando che sono qui da 10 anni ho battezzato un 2500 persone che hanno fatto un cammino catecumenale. Una bella parrocchia anche contando solo questi.

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S. GIACOMO Con le varie iniziative di promozione umana le cose presentano luci e ombre. Continuano il secondo anno di formazione professionale per essere falegnami 20 giovani. Il corso basico di informatica ha sempre il tutto esaurito. Infelicemente si esauriscono anche i computer. Cominciamo ad avere dei problemi. Il primo aprile riprenderà il corso di Taglio e cucito. 10 mamme sono già iscritte. E con questo turno saranno 40 le macchine da cucire che sgranchiscono le gambe alle nuove sarte. Il progetto agricolo si sta rivelando insostenibile. Martedì abbiamo terminato di piantare un 700 piantine innestate di mango. Speriamo che il tempo ci accompagni e che attecchiscano bene. Penso sia l’unico modo per mantenere un progetto agricolo... Don Bruno

UN PO DI VITA BRASILEIRA Uella’ ciao a tutti, come va? E’ un po’ che non scrivo e oggi prendendo l’occasione che è un giorno “feriado” di vacanza per i Brasiliani, c’e’ poca gente in giro e allora posso trovare un po’ di tempo. Mi sto sempre immergendo di piu’ in questo mondo variegato di razze. Davvero il Brasile e’ un crogiuolo di pelle, di accenti di diversita’. Qui a Maracanã predomina la caratteristica indio. La settimana scorsa ho dovuto dirimere una questione religioso-politica in una comunita’ dell’interior, chiamata Cristolandia, ( di Cristo ha ben poco); c’era la elezione del coordinatore, mi hanno invitato per evitare brogli… ( Comunita’ solo di 15 famiglie cattoliche, il resto e’ protestante).. infatti i brogli c’erano: c’era un unico candidato.. il quale aveva riempito il salone anche di protestanti che potessero eleggerlo. Ho cercato di spiegare che il coordinatore è coordinatore di una comunita’ cattolica… Quindi musi lunghi perche’ molti non potevano votare.. e di colpo si sono presentati altri due candidati. Ma le mogli hanno incominciato a litigare… allora mi sono messo a spiegare che non si puo’ vivere disuniti in una comunita’ di 15 famiglie dove non arriva neanche l’elettricita’ e c’e’ bisogno dell’aiuto reciproco.… Niente da fare da fare .. e allora mi sono messo a alzare la voce… e ho detto: “ lasciatemi gridare in italiano , che mi arrabbio meglio” e cosi’ ho incominciato…. In fondo poi ho detto.. “ Ogni comunita’ merita il coordinatore che si merita… Si sono azzittiti e poi con calma abbiamo eseguito le elezioni… Ha vinto colui che aveva maggior conenso… e speriamo che incomincino a camminare uniti.. Il tutto finiva alle 17,30 perche’ dopo si faceva buio. Con un po’ rabbia poi mi sono avventurato per un’ altra strada dell’interior per raggiungere la comunita’ del KM 19; qui.. molte comunita’ hanno il nome del km dove sono dislocate….Sono arrivato alle 18,30 e loro mi stavano aspettando con pazienza dalle 17. Una comunita’ molto unita. ( c’era l’energia elettrica)… Abbiamo letto la bibbia insieme e fatto un po’ di commenti... dopo l’incontro una buona torta preparata dalle mani di mamme sapienti… Sono rientrato in Maracanã a notte alta.. ma con speranza dopo aver incontrato questa ultima comunita’……La casa per la “pastoral da criança” e ormai progettata.. sto passando in rassegna le varie ditte che possano fare il prezzo migliore per i mattoni e il cemento eccetera… Mi tocca fare l’impresario nei momenti liberi….. Ciao un abbraccione a tutti. P. Marcos

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S. GIACOMO ANAGRAFE PARROCCHIALE dal 06 - 04 - ’08 Sono nuovi figli di Dio nel Battesimo: Sofia Rinaldini di Giorgio e Daniela Tirali Nata il 11 – 11 - 2007 Battezzata il 24 – 04 – ‘08 Pietro Savi di Paolo e Tania Nicolini Nato il 04 – 01 - 2008 Battezzato il 18 – 05 – ‘08

al 29 - 05 - ‘08

Davide Acunzoli di Stefano e Simona Radaeli Nato il 07– 01 – 2008 Battezzato il 18 – 05 – ‘08 Matilde Del Bono di Giovanni e Fabianna Tinelli Nata il 25 – 09 - 2007 Battezzata il 18 – 05 – ‘08

Dona Signore il tuo riposo ai defunti: Mario ( Angelo ) Bini Nato il 16 – 12 – ‘30 Morto il 10 – 03 – ‘08 Lucia Vecchi Nata il 29 – 10 – ‘21 Morta il 09 – 03 – ‘08 Armida Gosio Nata il 19 – 09 – ‘24 Morta il 22 – 03 – ‘08

Geremia Orini Nato il 10 – 06 – ‘20 Morto il 24 – 03 – ‘08 Anita Manfredi Nata il 16 – 03 – ‘24 Morta il 24 – 04 – ‘08 Stefano Tomasini Nato il 30 – 03 – ‘57 Morto il 03 – 05 – ‘08

I più piccoli del 5° torneo di calcio 2008 35

Luigia Gilberti Nata il 16 – 07 – ‘32 Morta il 22 – 05 – ‘08 Teresa Bertoli Nata il 21 – 05 – ‘23 Morta il 21 – 05 – ‘08 Lidia Bacchi Nata il 01 – 10 – ‘27 Morta il 22 – 05 – ‘08


Parrocchia San Giacomo - Brescia  

Bollettino Unità Pastorale Giugno 2008