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www.parrsangiacomo.it Don Fulvio - Parroco: Telefono 030.315504 email: donfulvioghilardi@parrsangiacomo.it Gli ambienti dellÂ’oratorio sono disponibili ad ospitare feste di compleanno e riunioni di condominio Per prenotazione telefonare a Ugo 030.321442 Per lÂ’uso del campo sportivo telefonare a Carlo 339.6604816

NOTIZIARIO DI VITA PARROCCHIALE Anno 2010 - N. 1

Visita il nuovo sito parrocchiale:

Dalla Pasqua nuovi stili di convivenza tra gli uomini "La nuova Gerusalemme" vetrate della Chiesa Parrocchiale


CALENDARIO DELLE CELERAZIONI PASQUALI Venerdì 26 Marzo

ore 20,45 in Chiesa parrocchiale MEDITAZIONE SULLA CROCE (lettori e coro) Domenica 28 Marzo LE PALME Ore 9,00 S.Messa al Monastero Ore 10,30 Benedizione dei rami d’ulivo in oratorio Processione verso la chiesa e S.Messa Ore 15,00 Prime Confessioni Ore 18,30 S.Messa GIOVEDI’ SANTO Ore 8,30 Preghiera delle Lodi Ore 20,30 S.Messa “ in Coena Domini” – lavanda dei piedi Segue adorazione Eucaristica fino alle ore 23,00 VENERDI’ SANTO Ore 8,30 Preghiera delle Lodi Ore 15,00 Via Crucis dalle ore 15,00 alle ore 17,00 Confessioni Ore 20,30 Liturgia della Croce bacio al Crocifisso SABATO SANTO Ore 8,30 Preghiera delle Lodi dalle ore 9,00 alle ore 11,00 e dalle ore 15,00 alle ore 19,00 Confessioni ore 22,00 VEGLIA PASQUALE DOMENICA 4 APRILE

PASQUA DI RISURREZIONE

Ore 9,00 S.Messa al Monastero Ore 10,00 – 11,15 e 18,30 S.Messa in parrocchia LUNEDI’ DI PASQUA S.Messe ore 10,30 e ore 18,30

SOMMARIO Calendario celebrazioni Pasquali Cari Parrocchiani Dossier Rinnovazione del Consiglio Pastorale Anagrafe Parrocchiale Cronaca fotografica Gruppo Missionario

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Monastero Mese di Maggio e gite di gruppo... Programma estate 2010 Conclusione lavori Internetsiti Sport

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Cari parrocchiani di San Giacomo

 Il cammino della Quaresima sta per arrivare alla meta e già vediamo spuntare in lontananza le prime luci della Pasqua del Signore! I riti della Settimana Santa ci porteranno a rivivere gli eventi culminanti della missione di Cristo, a cui tendono tutte le vicende della storia umana. Chiediamo al Padre di comprendere il legame profondo fra la Pasqua di Gesù e la nostra esistenza, e di vivere quotidianamente secondo la nuova identità ricevuta dalla Pasqua del Signore. Vi scrivo per incoraggiarvi a vivere intensamente la Settimana Santa e la Pasqua, con stile di cristiani autentici. Vi invito in modo particolare alla Veglia pasquale, la sera del Sabato santo: è la celebrazione più importante di tutto l’anno liturgico, durante la quale si ripercorre la storia della salvezza che culmina nella morte e risurrezione del Figlio di Dio; è la notte più luminosa del giorno, quando la Chiesa annuncia “Cristo Signore è risorto!”.

“Convertici a te…..capaci di amare”; è l’espressione che ha fissato anche nell’immagine il cammino della quaresima: ridestare la nostra fede e operare nello spirito della carità. Il tempo che stiamo vivendo è segnato da situazioni di tensione, tragedie umane e terremoti, fenomeni di corruzione che stanno a dirci che in fondo si crede solo nel valore del denaro e la crisi economica fa sentire le sue conseguenze in particolare su alcune famiglie. Per un certo verso è la storia di sempre, la storia della fragilità umana, ma tutto pesa maggiormente, con il suo carico negativo, quando viene meno la speranza. Di fronte a certe situazioni la tentazione più grande è quella di credere che “tanto non può cambiare!” o peggio ancora è lasciarci guidare dalla paura o dalla mancanza di un pensiero forte. Quest’anno, per l’evolversi del nuovo cammino di iniziazione cristiana, nella nostra parrocchia non ci sarà la festa di

Prima Comunione. Proprio quest’anno che ha come tema pastorale “L’Eucaristia nella vita della comunità cristiana” (Lettera pastorale 2009-2010), tradotto nel tempo della quaresima come tempo di attenzione all’Eucaristia anche attraverso il segno di quella cesta, collocata davanti all’altare, che di domenica in domenica si è andata riempiendo di pane. Sarà un segno… certamente è un richiamo: la comunione, che è carità, pace, gioia della vita, non è qualcosa di scontato. Non basteranno scelte politiche o economiche a dare alla situazione una svolta di speranza; noi che crediamo nel Signore Risorto, noi che affermiamo nella notte di Pasqua che è stato vinto il più grande limite dell’uomo: la morte! Noi dobbiamo essere convinti che è necessario attingere alla Pasqua e all’Eucaristia, che ne è la rinnovazione, la forza per urgenti nuovi stili di vita. Dobbiamo accostarci alla Pasqua con questo spirito e con questa volontà. Non bastano 3


i bei sentimenti; sono necessarie scelte concrete; forse occorre tutta la fantasia che la fede può generare per inventare strade di speranza che possano permettere ad ogni uomo e ad ogni comunità umana di cantare, con gioia, l’inno della vita pur

nelle difficoltà di ogni giorno. Buona Pasqua, dunque, e la Pace, dono del Signore Risorto, raggiunga il cuore di tutti e ci renda capaci di autentico amore. Don Fulvio

La Redazione augura Buona Pasqua! Dalla Pasqua verso nuovi stili di convivenza tra gli uomini

Che tipo di uomo viene generato dalla celebrazione dell’Eucarestia? E’ il Signore risorto che agisce nell’Eucarestia; è il suo Spirito che ci viene trasmesso e che riordina dentro di noi pensieri, sentimenti, desideri, decisioni. La riflessione che proponiamo in occasione della Pasqua prende spunto dalla Enciclica “ Caritas in veritate” e dalla lettera pastorale del nostro Vescovo per questo anno pastorale “ L’Eucaristia nella vita della comunità cristiana”. Nell’introdurre la seconda parte della lettera il nostro Vescovo scrive”… La Messa è finita; andate in pace.” Ma è davvero un congedo? Qualcuno, un po’ originale, vorrebbe cambiare le parole e dire: “La Messa continua nella vostra vita; andate e vivete in pace con tutti.” La Messa continua, ma come? Usciamo di chiesa rinnovati, ma in che modo? Che cosa cambia la Messa nella nostra vita? Che stile di convivenza tra gli uomini deve nascere dalla Pasqua e dall’Eucaristia? Seguiremo un percorso in tre tappe: Un nuovo stile 1) nel dono, 2) nelle relazioni umane, 3) nei diritti e nei doveri; le tre tappe saranno introdotte da una sintesi di tre incontri ( relatori: Mons. Canobbio, la Dott. Anna Casella e il Dott. Luciano Eusebi) che si sono tenuti nella nostra unità pastorale in questa quaresima; queste relazioni saranno completate da tre testimonianze. Ci introduce nella riflessione l’articolo di don Raffele. DALLA PASQUA DI GESÙ ALL’EUCARISTIA... AL NOSTRO “ESSERE PER GLI ALTRI” La celebrazione eucaristica è la sorgente della vita della comunità cristiana, il motore della sua missione. Non è solo preghiera personale, non può essere neppure soltanto la risposta a un bisogno religioso, ma deve aiutare ad esprimere in senso forte la fede nel Dio Trinità e Comunione. Sappiamo, però, che la fede è “in atto” non

solo nella celebrazione, ma anche nella carità. Il culto e la carità sono le due forme pratiche fondamentali della fede. Il culto e l’eucaristia dicono e alimentano l’atto della fede, per l’aspetto per cui la fede è dono ricevuto e riconosciuto. Il cristiano dovrebbe essere consapevole che ciò che è ricevuto in dono, fare la 4


comunione alla mensa eucaristica, ma anche ciò che riceviamo dalla vita, viene gratuitamente condiviso, è irradiato nel mondo, costruisce storie di solidarietà, genera una vita di comunione... La chiesa e il credente che sono generati e si alimentano all’eucaristia domenicale formano la comunità a servizio di tutti. C’è un bel testo nel vangelo di Marco dove è illustrata questa dinamica: «Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». (Mc10,43-45). Questo è il criterio del servizio della comunità: chi vuol essere il più grande si faccia piccolo nella comunità (vostro servitore), chi vuol essere il primo diventi il volto della carità per i poveri e i piccoli (servo di tutti). In tal modo il servizio della carità è un tratto caratterizzante dell’eucaristia domenicale. Oggi il volontariato e l’azione della carità sono molto apprezzati. Occorre però stare attenti almeno su due fronti. Il primo fronte è quello propriamente sociale, perché la generosità dei cittadini nel campo del volontariato non serva solo ad appagare la coscienza con un gratificante ‘ho fatto qualcosa per gli altri’ senza preoccuparsi anche di incidere sui meccanismi sociali per una società più giusta. Il secondo fronte riguarda propriamente i cristiani. Essi devono rispondere in modo competente ai bisogni, ma non devono né strumentalizzare i bisogni, né lasciarsi strumentalizzare perché siano semplicemente fornitori di servizi a buon prezzo e di buon cuore. Su questo punto i cristiani devono mostrare una vigilanza particolare. Il servizio della carità deve anzitutto essere un servizio disinteressato e senza

discriminazioni: per noi il bisognoso è ogni uomo e ogni donna, il servizio non è prima di tutto per i “nostri” o per farli diventare dei “nostri”, ma è “per tutti”: certe derive socio-politiche attuali ci devono far riflettere... Chi ci accosta deve sentire tutta la libertà di chi soccorre senza chiedere tessere, fedi e appartenenze. Occorre inoltre che i cristiani vigilino perché essi sanno che il loro compito non si esaurisce rispondendo al bisogno, ma incontrando il bisognoso, o meglio facendo scoprire il desiderio di un bisogno più grande, liberandolo dal bisogno e facendolo diventare un fratello. Una cura del bisogno inteso in modo solo materiale, senza mettere in luce che esso è un segno di una domanda più radicale, del desiderio di un bene più profondo, di cui il credente è a sua volta solo testimone e non proprietario, non apre né il singolo né la società alla ricerca di quel bene che solo riempie il cuore dell’uomo. Questa è la marcia in più della carità cristiana e per questo la carità è il banco di prova dell’eucaristia. Don Raffaele 5


Nel segno della GRATUITÀ “Se fai un regalo a un amico e ti aspetti che ti ricambi con un regalo di uguale valore non sei un amico ma un mercante”. E’ con questa espressione di Padre M. Ricci ( 1595) che Mons. G. Canobbio apre la sua riflessione sul tema della gratuità. Nelle nostre relazioni umane è istintivo che ci aspettiamo reciprocità, perché abbiamo bisogno di essere sorretti. Quando diciamo: “Non è giusto!” lo diciamo verso chi non ci dà quello che ci aspettiamo. Infatti presupponiamo che l’energia che diamo all’altro ci debba ritornare. Questo principio di uguaglianza noi lo vorremmo vedere applicato in tre ambiti: le relazioni interpersonali, il mercato e il rapporto tra gli stati. Ma ci accorgiamo presto che le relazioni interpersonali non sempre permettono la reciprocità ( vedi nel rapporto genitori-figli o docenti-alunni o medico-malato);in teoria va bene, si può tendere in questa direzione, ma non sempre è possibile. La medesima situazione si presenta nel mercato che nasce per permettere alle persone di avere ciò che non hanno in vista dello sviluppo della loro esistenza. Lo scambio suppone uguaglianza di principio, ma non sempre avviene così. Chi ha un bene può chiedere di più del suo valore se tu ne hai assoluto bisogno ed allora lo scambio si trasforma in fonte di disuguaglianza. Anche nella relazioni tra gli stati si presuppone una uguaglianza giuridica. Italia-Burundi sono due stati giuridicamente uguali ma di fatto non è così, e si sviluppano diverse forme di soggezione. A questo punto mons. Canobbio si domanda: Qual è lo scopo di ogni relazione? È il rendere possibile la reciprocità. Nella famiglia sarà il permettere al minore di diventare adulto; nel mercato sarà il permettere un trasferimento di risorse necessarie per lo sviluppo di un popolo

e fra gli stati sarà una relazione che permette ad uno stato di maturare condizioni di autonomia, una solidarietà che si deve tradurre nel non portare via il più possibile, ma nell’offrire quello che serve per crescere come stato indipendente. Per raggiungere questo, prosegue il relatore, sarà necessario: la consapevolezza della propria identità e l’identità dell’altro in vista della reciprocità; consapevolezza che quello che si è è già un dono ricevuto; consapevolezza della situazione di bisogno dell’altro: a ciascuno il suo per criterio di giustizia; consapevolezza di un dovere: essere artefici di giustizia. Ma è possibile tutto questo? Certamente! se si matura nella logica del dono, della trasparenza, dell’onestà e nel principio di gratuità. A questo punto si fa appello al n° 36 della enciclica “ Caritas in veritate “ là dove si sottolinea che “il principio di gratuità e la logica del dono come espressione di fraternità possono e devono trovare posto entro la normale attività economica “ Verità e carità: l’identità di ciascuno e il dono. Bisogna introdurre nelle relazioni umane la logica del dono, che per il cristiano si fonda sulla certezza di aver ricevuto di più (2 Cor. 8,9 ... si è fatto povero perché voi foste ricchi della sua povertà) e questa è la via della pace e la consapevolezza di una fraternità universale che porta alla gratuità (siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste) Conclude mos. Canobbio dicendo che la gratuità sembra perdente, ma è la via unica per costruire una nuova umanità. 6


dono che genera dono amore che genera amore Il mio cammino di iniziazione cristiana è cominciato 3 anni fa quando mia figlia era in prima elementare; all’inizio eravamo molto scettici riguardo a questa nuova formula di Catechismo. Abbiamo continuato a partecipare agli incontri con Don Fulvio e Bruno , man mano ho cominciato a sentirmi sempre più attratto e coinvolto contemporaneamente in me cresceva quella che io riconosco come Fede nei confronti di Dio. Grazie al cammino intrapreso io e la mia compagna ci siamo riavvicinati alla comunità cristiana, abbiamo iniziato a praticare la S.Messa e nonostante non sia passato moltissimo tempo ora mi sento parte di questo gruppo anche grazie ad alcune attività oratoriali alle quali ho partecipato. I rapporti all’interno della mia famiglia sono mutati, ora sono illuminati da una nuova luce; vivo la crescita di mia figlia attivamente non più da spettatore. Grazie alla fede è cambiato anche il mio atteggiamento verso “i piccoli dissidi” quotidiani, riesco ad accettarli e ad affrontarli più serenamente con più rassegnazione sapendo che potrebbero avere un’altra lettura diversa da quella che immediatamente ci appare,seppur nell’ultimo anno abbiamo vissuto momenti dolorosi. Ringrazio la mia bambina, il dono che Dio mi ha concesso, per avermi avvicinato a questa piccola realtà dove oltre alla fede ho incontrato persone preziose per continuare il mio cammino di vita.

Coniugi sotto la croce - Autore: Egino G. Weinert-Koln

La Croce diviene il Talamo nuziale, dove lo Sposo si congiunge per sempre alla Sposa nuova. Sgorga lo Spirito, dalla Bocca del Signore sulla Croce, e poi Sangue ed Acqua dal suo Costato, è la Vita divina, che raggiunse la nuova Eva. Ed ecco nel Sangue suo, la coppia fusa assieme dalla goccia del Sangue prezioso che l’ha generata, coppia incoronata per evidenziare la sua condizione di unica carne sponsale del Cristo, coppia tutta tesa a quel Sangue e quell'Acqua che continuano a fuoriuscire dal Costato aperto e che segnano la sua nascita e il suo essere. Dalla parte la coppa significante il mistero dell’Alleanza, il patto d’amore. La natura tutta è in estasi, sole e luna assistono attoniti al perenne miracolo, al rinnovarsi della vita e dell’amore sponsale, che dalla Croce deriva e che, però, corre sempre il rischio del tradimento: il dado e il gallo. Ma ancora il corpo dello Sposo dice perdono, invita a rinnovare la sunzione della Coppa dell’Alleanza 7


POSSIBILE FRATERNITà E’ l’antropologa Dott. Anna Casella che apre la riflessione su questo tema dicendo che lavorare per una fraternità tra i popoli in astratto funziona, in pratica ci troviamo di fronte: - al problema concreto delle migrazioni - ad una questione complessa e che per questo non può essere ridotta a slogan - richiede l’intervento delle istituzioni ma non solo - questione da trattare entro lo sviluppo integrale dell’uomo e i diritti inalienabili di ciascuno. Abbiamo una serie di ostacoli su questo cammino: - la mancanza di “ pensiero” il domandarci: “ che tipo di uomo vogliamo essere noi oggi?” troppe cose le diamo per scontate o cristallizzate in schemi preconcetti - la paura del “ diverso” eppure la novità ci affascina - l’idea che siamo così diversi che “ tanto non è possibile!” - un concetto sbagliato di cultura “ la nostra cultura non è uguale alla loro… è superiore” col rischio di sostituire il razzismo biologico con quello culturale.. La legge vera è che la gente cambia. Come costruire una cultura diversa? La dottoressa dice che i cortocircuiti non sono frutto delle diversità ma del modo con il quale viene letta la diversità. Il Cristiano ha una straordinaria possibilità: vedere nell’altro il volto di Dio. Non siamo destinati alla lotta con gli altri – Tutti siamo più o meno convinti che la nostra è la società migliore. A questo il richiamo forte da parte della dott. Casella è all’etica; l’intelligenza da sola non basta, l’economia non basta e non bastano le leggi; non sono le leggi che devono fare una società “ si danno delle regole perché si fidano a stare insieme”; la via non è neppure l’omologazione un troppo facile “siamo tutti uguali!” E’ necessario: - Costruire occasioni di fiducia reciproca - Umanizzare la cultura trovando risposte nuove e problemi nuovi - Mettere in atto il discernimento trovando fondamenti comuni e valori comuni.

LA GIOIA DI SENTIRSI FRATELLI Gesù nell’Eucarestia ci fa dono di se stesso, perché noi diventiamo le sue mani, le sue braccia, la sua voce; ma prima di fare ciò, ci parla attraverso il Vangelo. Solo l’ascolto e la meditazione della sua Parola fanno nascere in noi l’ansia di comunicare ai fratelli il mistero dell’Amore di questo Dio, fattosi uomo, che nella sua

vita terrena ha ricercato gli ultimi ed ha colmato della sua tenerezza la prostituta ed il ladrone <Credo, spero, amo> scrive Paolo VI nel suo testamento. Ma chi devo amare? Stabilito che il volontariato da svolgere più difficile (come diceva Madre Teresa), ma il primo e più importante è quello legato ai 8


propri familiari, come nasce una scelta di questo tipo? Chi dobbiamo scegliere? Perché sono approdata dal 1992 ai <<Piastroni>>? Quando ho avuto più tempo da dedicare al prossimo, ho sentito il bisogno di dare ascolto, attenzione, simpatia, affetto a chi per una serie di motivi legati alla salute fisica o a gravi problemi personali o alla lontananza dai familiari, se pur seguito e curato nel modo migliore, sente il bisogno di un’amicizia, di un contatto personale, di un incontro. Sono stata fortunata perché ho incontrato volontari splendidi e perché ho potuto frequentare alcuni corsi di formazione che mi hanno preparato non solo a capire gli ospiti ma anche a comprendere meglio me stessa e le persone vicine, ed a vivere più serenamente. Gli ospiti sono poi stati una vera sorpresa: è stata una gioia ricevere il loro grazie, il loro affetto, la loro accoglienza, ogni incontro

(anche ilpiù difficile) si è trasformato in un dono grande grande. Avevo sentito il bisogno di condividere con chi era più solo l’Amore che Dio mi aveva donato e mi sonava attraverso familiari ed amici, e soprattutto attraverso la Sua Presenza nell’Eucarestia, mi sono accorta, poiché lo stesso Amore ci abbraccia tutti, che non c’è nessuna distinzione fra chi riceve e chi dà, c’è solo la gioia di sentirsi fratelli in Cristo. Maria Antonietta

NELLA VITA DELLA SOCIETà Difendere i diritti, imparare i doveri

che ci sono dei doveri. L’umanità oggi soffre la fame, la morte. Ogni giorno vengono commessi 400 omicidi volontari, ogni giorno muoiono 30.000 bambini per malattie facilmente curabili. Perché c’è tanto male? Non hanno quelle persone il diritto di essere rispettate e quei bambini il diritto di essere sfamati e curati? Dov’è la giustizia? Se nessuno si assume i doveri necessari non esistono i diritti. Il cristianesimo non ha tradotto

Parliamo tanto di diritti, ma non ci accorgiamo che esistono solo i doveri: solo se qualcuno si prende carico dell’altro e avverte che la dignità dell’altro richiede qualche cosa e gli impone un comportamento ne deriverà un diritto, altrimenti i diritti sono solo sulla carta. La tenuta della nostra società è messa in pericolo dal basso tasso di disponibilità dei cittadini alla legalità. Il problema del nostro paese è lo scarsissimo senso di fedeltà allo Stato, alla comunità civile, alla solidarietà; non si avverte più 9


in cultura vera il senso di giustizia, ma l’idea è stata intesa come reciprocità dei comportamenti : il bene merita il bene, il male merita il male. Spesso giudichiamo gli altri non sulla base di una colpa, ma in base alla loro condizione esistenziale perché riteniamo che siano un ostacolo all’affermazione più ampia di noi stessi ed agiamo negativamente. Così si fa con le cose: se ho un tumore lo tolgo di mezzo, ma non si fa così con le persone. Caino ha ragionato come fa l’uomo moderno. Quanti Abele abbiamo noi nella nostra vita! Pensiamo che se non ci fosse quel rompiscatole, quel bambino inatteso, quel nonno che devo accudire proprio ora, avremmo potuto essere più liberi, più felici, pensare solo a noi stessi. Anche Caino, dopo aver eliminato Abele, non è felice, si nasconde e capisce che invece di aver trovato la sua libertà qualcuno potrà giudicare lui negativo ed eliminarlo. Ha istituito la legge della giustizia come reciprocità. Dio si fa garante per Caino, per Adamo, per l’Umanità: la contraddizione più grande è cedere a Satana, all’idea che non è l’amore la nostra strada. Di fronte al male, ad Adamo che tradisce come facciamo noi ogni giorno, Dio ci cerca, fa un progetto di bene innanzi al male e la giustizia è proprio questo. Il Papa nell’enciclica “Caritas in Veritate” sostiene che la verità ultima sull’uomo si trova solo nella carità: allora si deve pensare alla giustizia in modo diverso. Cristo è stato il giusto per gli ingiusti: non c’è stata reciprocità nei comportamenti. Gesù

soffrendo dice:< Padre, se puoi, allontana da me questo calice... ma sia fatta la Tua volontà> La volontà di Dio è l’Amore; la testimonianza dell’amore richiede la croce: Gesù è disposto e l’amore si rivela salvifico per l’Umanità. Giustizia è porre il bene dinanzi al male; è il riconoscimento dell’altro come persona. La giustizia è una opzione radicale dinanzi al male, è un passaggio percorribile non solo in termini religiosi, ma anche della cultura moderna laica. Nella nostra costituzione l’articolo 2 recita: la Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’uomo: lo Stato è al servizio dell’uomo e non viceversa. L’articolo 3 ribadisce il principio di uguaglianza fra gli uomini, cioè la titolarità dei diritti inviolabili senza alcuna distinzione. I diritti inviolabili dipendono esclusivamente dalla esistenza in vita e non da un giudizio sulle capacità o qualità. Un diritto però non esiste se qualcuno non si fa carico del dovere. Noi dobbiamo abbandonare l’idea che i nostri rapporti siano basati sulla reciprocità dei comportamenti; giustizia è fare un progetto che è altro dal male e questa è giustizia salvifica. 10


Dalla Lettera a Diogneto

     “I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per lingua, né per il modo di vestire. Essi non abitano città loro proprie, non usano un linguaggio particolare, né conducono uno speciale genere di vita. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri… Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano sulla terra, ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite e con la loro vita superano le leggi… A dirla in breve, come è l’anima nel corpo, così nel mondo sono cristiani ”.  DA CRISTIANI NEL LAVORO essere apostoli. Forse intendeva dire che il fare bene le cose del mondo è già missione e preghiera. Ma come si fa a fare bene le cose del mondo? Che altro voleva intendere Gesù con lo scacciare i demoni e guarire gli infermi se non l’avere l’uomo al centro del nostro agire nel mondo? E viene da dire che non serve essere in posizioni di impegno sociale di rilievo per fare questo bene, anzi sembra che Gesù non dica questo. Dice andate nel mondo, vivete nel mondo, operate nel mondo, da cristiani con al centro l’uomo. Viene da pensare che un lavoro ben fatto che sia un oggetto, un progetto o un’opera d’arte se è fatto per l’uomo è un preghiera al Signore e la sua realizzazione è stata una concretizzazione della missione nel mondo. Né peraltro pare un problema il guadagno connesso al lavoro in quanto va dato “a Cesare ciò che è di Cesare” e per di più “L’operaio ha diritto alla sua mercede” S.G.

I discepoli dopo la Pasqua divengono uomini nuovi e vengono mandati da Gesù come apostoli nel mondo. Nelle modalità di tale mandato, vengono definiti in modo semplice ed inequivocabile il modo, il come ed il dove. Il modo ci è indicato come uno stile di vita essenziale, niente doppia tunica o attrezzature particolari, non servono a testimoniare il vangelo. Il come è un atto di fede, la forza ci viene dallo spirito santo. Ma è soprattutto il dove che mi pare interessante analizzare. Il dove non è un luogo particolare ma è “in tutto il mondo”. D’altra parte non è certo pensabile che tutti i cristiani vadano “in missione”, lo stesso Gesù ne mandò in giro solo alcuni. Allora forse Gesù non pensava ad un mondo di missionari nel senso di tutti in giro a convertire pagani, ma intendeva dirci qualcos’altro, che tutta la nostra vita può essere vissuta come un missione senza necessariamente andare “in missione”: Forse con quel “in tutto il mondo” intendeva dirci che in ogni nostra attività possiamo 11


PRESIEDERE E CONSIGLIARE NELLA COMUNITA’: il rinnovo dei Consigli Parrocchiali

“Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è un organo di comunione che, come immagine della Chiesa, esprime e realizza la corresponsabilità dei fedeli alla missione della Chiesa, a livello di comunità cristiana parrocchiale. È il luogo dove i fedeli, soprattutto i laici, possono esercitare il diritto-dovere loro proprio, di esprimere il proprio pensiero ai pastori e co­municarlo anche agli altri fedeli, circa il bene della comunità cristiana parrocchiale1: in tal modo esercitano nella Chiesa la missione regale di Cristo di cui sono stati fatti partecipi con i sacramenti del Battesi­mo e della Confermazione. La funzione principale del Consiglio Pastorale Parrocchiale sta per­tanto nel ricercare, studiare e proporre conclusioni pratiche in ordine alle iniziative pastorali che riguardano la parrocchia”. Da “Disposizioni e norme per gli organismi ecclesiali di partecipazione”

Dal Verbale del Consiglio Pastorale Parrocchiale (C.P.P.) del 4 marzo 2010 Il C.P.P. si è riunito per organizzare le modalità del suo rinnovo in quanto è in scadenza il mandato quinquennale. Il 17 e 18 aprile ci sarà l’elezione dei nuovi membri, il 2 maggio avverrà la loro proclamazione; entro il 30 giugno dovrà essere costituito il nuovo organismo. Il Parroco ritiene che sarebbe opportuno mantenere una buona percentuale dei componenti del vecchio consiglio per affrontare il nuovo cammino, in quanto c’è una situazione in evoluzione verso l’unità pastorale. Il Vescovo desidera che si ripensi all’organizzazione pastorale di tutta la diocesi suddivisa in unità pastorali; la nostra parrocchia, come già sperimentato, dovrebbe far parte dell’unità composta da Sant’Antonio, San Giacomo e Sant’Anna. Fino ad ora sono stati fatti alcuni tentativi di unità pastorale, a San Giacomo la precedente esperienza di unità pastorale ha dato esiti positivi, quali la collaborazione e l’apertura fra i parrocchiani, ma ha suscitato anche perplessità. Il C.P.P. dovrà di nuovo tener presente questo orientamento, anche se, per ora, mancano indicazioni precise. Il nuovo C.P.P. sarà composto da 10/12 persone scelte dai parrocchiani, impegnate in ambiti quali la caritas – missioni, il consiglio dell’oratorio (i giovani, i catechisti, lo sport..) la terza età, la liturgia, il settore comunicazione, la famiglia, il volontariato e altre 8 persone scelte dal parroco. Gli obiettivi sono il proseguire negli orientamenti pastorali di lavoro per il settore giovanile e per il settore famiglia. Il nuovo C.P.P. dovrà anche pensare una parrocchia che non agisce solo all’interno ma sa guardare anche all’esterno sia dal punto di vista dell’ annuncio del Vangelo che quello di carità. 12


I membri del C.P.P. hanno segnalato al Parroco alcune persone che verranno contattate per dare la loro disponibilità a far parte della lista di candidati all’incarico. I parrocchiani che desiderassero far parte di questo organismo possono chiedere di essere inseriti nella lista. I parrocchiani saranno chiamati ad esprimere le loro preferenze Sabato 17 e Domenica 18 Aprile Marisa Bertola

ANAGRAFE PARROCCHIALE dal 5/12/2009 al 10/03/2010 Dona la pace, Signore, ai defunti LIVIA CAMPOSTRINI Nata il 02 – 05 – 1909 Morta il 17 – 12 – 2009

OLGA FRACASSI Nata il 27 – 08 – 1923 Morta il 13 – 01 – 2010

DORINA BERTOLETTI Nata il 19 – 10 – 1951 Morta il 22 – 12 – 2009

AGOSTINO TAGLIAFIERRO Nato il 14 – 12 – 1932 Morto il 24 – 01 - 2010

PAOLO FARONI Nato il 21 – 01 – 1928 Morto il 12 – 01 - 2010

BORTOLO BERTOLI Nato il 21 – 11 – 1925 Morto il 08 – 02 - 2010

Pomeriggio in gita a SAN BENEDETTO PO Mercoledì 12 Maggio La storia di San Benedetto Po è legata inscindibilmente con la nascita, la vita, lo sviluppo e la soppressione napoleonica dell’abbazia del Polirone, uno dei siti cluniacensi più importanti tra i più di mille che sorsero nell’Europa medievale. Per informazioni rivolgersi alla sig. Mariarosa Mazzolari 13


CRONACA FOTOGRAFICA

Natale 2009 Presepe nella Chiesa Parrocchiale 2-6 gennaio 2010 Settimana bianca in Val Pusteria

19 dicembre 2009 - Natale dello Sportivo Non esiste uno sport cristiano ma un modo cristiano di vivere lo sport

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Sabato 13 marzo organizzata dal Gruppo Caritas-Missioni

“Cena povera”

Pasta e fagioli... e soprattutto occasione di riflessione, preghiera, ascolto musicale e solidarietà verso i nostri missionari.

Trova il tempo…. La giornata è troppo corta per essere egoisti Trova il tempo di fare la carità: è la chiave del paradiso. (Madre Teresa di Calcutta)

LA FIABA MUSICALE

I prodigi di Mastro Gasparo

Passione antica e sempre nuova per la musica. La parola, sostenuta dalla magia delle note. E’ la narrazione fiabesca che Francesca Cherubini con il marito Angelo Maggini, violoncellista e chitarrista ha ideato per accostare i più piccoli al magico mondo della musica e degli strumenti musicali. Francesca e Angelo fanno parte della nostra comunità di S.Giacomo, hanno recentemente pubblicato il loro lavoro e stanno portando la favola nelle scuole. Raccontano di come…..

Tanti e tanti anni fa, in un piccolo paesino di montagna…

la continuazione di questa favola musicale, cari bambini ( e genitori), sarà bello ascoltarla proprio da Francesca e Angelo e dai loro strumenti musicali DOMENICA 10 APRILE alle ore 16,00 in oratorio. Entrata libera. Vi aspettiamo!!! 15


una inattesa nevicata Ma allora non è S.Faustino l’ultimo mercante di neve se il 10 marzo ti trovi fuori dalla porta di casa 25 cm. di neve fresca. Ma così è stato e anche noi fissiamo nelle immagini di questo bollettino parrocchiale un fatto che ricorderemo a lungo anche perché un po’ particolare ; qualche disagio ma in fondo ci

piacerebbe che un manto soffice, fresco e bianchissimo coprisse tante brutture e miserie.

rogo di metà quaresima Ci mancava la nevicata di mercoledì per dire tutta la nostra voglia di primavera e... giovedì sera, 11 marzo, ecco l’appuntamento con il tradizionale rogo della vecchia. Il clima freddo della serata è stato riscaldato da un caldissimo fuoco. Abbiamo bruciato quella valanga di fatti negativi che a ritmo frenetico ci stanno arrivando in questo periodo: mazzette, escort, corruzione, …da non capirci più niente. E che arrivi, finalmente, un po’ di sereno, un po’ di primavera!!! Certo non basta il rogo di una sera, ma il desiderio di un po’ di tranquillità è innegabile. 16


GENNAIO: MESE PER LA PACE

Il mese di gennaio è stato ricco di proposte interessanti e stimolanti per tutti. Noi del Gruppo Missionario siamo perciò contenti che le “fatiche” per arricchire questo inizio d’anno abbiano dato buoni frutti. • “SE VUOI COLTIVARE LA PACE, CUSTODISCI IL CREATO” E’ questo l’invito proposto dalla prima Marcia per la pace di Brescia, organizzata per domenica 17 gennaio da don Fabio Corazzina, da alcune parrocchie, tra le quali la nostra, e da vari gruppi di volontariato. E’stata una marcia mista a una Via Crucis visto che si è recitato il Rosario e ci sono state letture di riflessione. Noi del Gruppo Missionario abbiamo vissuto con entusiasmo questa bellissima esperienza, che ha visto la partecipazione di molte persone(1 migliaio dati del giornale di Brescia), giovani e meno giovani, lungo un percorso cittadino da Mompiano a S. Maria in Silva con 2 tappe: - Chiesa di Cristo Re, dove abbiamo vissuto un momento importante di preghiera con l’accoglienza di un gruppo di stranieri; - Piazza Loggia, dove è stata consegnata al sindaco una lettera per chiedere una posizione ufficiale contro la privatizzazione dell’acqua e per la tutela della città. Infine nella parrocchia di S. Maria in Silva c’è stato un momento di riflessione interreligiosa, che ci ha fatto capire come le varie realtà religiose, presenti anche a Brescia, siano unite dagli stessi ideali e dallo stesso desiderio di pace e fratellanza. Teniamo come dono prezioso della marcia e come guida per la nostra vita nella comunità, questo decalogo, consapevoli che molti nostri semplici gesti quotidiani possono aiutare il mondo sulla strada per la pace. - Uso un po’ del mio tempo per pregare Dio nella contemplazione delle bellezze della natura. - Leggo libri o riviste per capire l’importanza della natura. - Agisco politicamente per indirizzare la nostra società verso obiettivi di giustizia sociale e di sostenibilità ambientale. - Col mio lavoro tendo a far crescere nel mondo la solidarietà, la bellezza, la pace. - Consumo (o inquino) il meno possibile. Uso poco l’automobile, non spreco cibo, acqua, vestiti o arredi, produco pochi rifiuti. - Consumo poca energia. - Mi approvvigiono al mercato equo, solidale e biologico o comunque scelgo marche e negozi ecologicamente e socialmente virtuosi. - Mi informo per saper leggere le etichette ecologiche su cibo e abbigliamento. - Metto i miei risparmi alla Banca Etica. - Rifiuto la caccia.

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Pubblichiamo uno stralcio della lettera consegnata al Sindaco. Il testo integrale è consultabile sul blog (nel tag “missioni”) Lettera al Sindaco e al Consiglio comunale di Brescia Gent.mo on. Adriano Paroli, Sindaco di Brescia Spett.li componenti il Consiglio Comunale di Brescia Chiediamo che il Consiglio Comunale di Brescia si impegni a riconoscere il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile, lo status dell’acqua come bene comune pubblico e il servizio idrico integrato come servizio pubblico locale affrancato da speculazioni economiche… • “CANTARE LA PACE” Sabato 23 gennaio abbiamo ospitato il Grande Coro Insieme di don Mario Neva, in una serata densa di emozioni trasmesse dalle parole e dalla musica. Le canzoni di pace di tutti i continenti hanno saputo trascinare il pubblico, che ha veramente apprezzato lo spettacolo, nel quale si è trattato di un tema molto serio in modo allegro e ottimistico. Le parole di don Mario e le poesie lette ad intervallare le musiche, ci hanno fatto riflettere, spesso con il sorriso. • “GESTI DI PACE” Non sappiamo come ringraziare don Fabio Corazzina, parroco di S. Maria in Silva, che, nonostante i suoi numerosi impegni, ha accettato di venire a S. Giacomo lunedì 8 febbraio per una serata rivolta in particolare ai giovani. Erano più numerosi gli adulti! Siamo contenti di questa partecipazione, ma ci spiace che molti ragazzi non abbiamo saputo cogliere l’occasione di un momento importante di condivisione e di riflessione su alcune tematiche essenziali per il nostro vivere insieme. • Quelle storiche (che solo noi possiamo cambiare) • Quello del rapporto con l’altro(oggi più che mai molto delicato) • Quello delle armi (ma siamo sicuri della nostra innocenza?) • Quello dell’acqua(un bene da salvaguardare) • Quello dell’essere • Quello dell’avere Penso che la scelta che dobbiamo fare è su due punti “essere o avere “perché se decidiamo : di ESSERE (dei veri Cristiani) forse abbiamo la possibilità che i temi “l’altro, l’acqua, le armi ” 18


possano essere rivisti e corretti senza permettere che altri paghino per noi e con noi. Mentre se decidiamo di AVERE allora lasciamo che le cose continuino così, ma non possiamo vantarci (che per altro il vanto non è mai bello) di quello che abbiamo, viste le origini del nostro AVERE! Anche se Don Fabio ci ha lasciato con molte domande ora tocca a noi dare le risposte con il nostro modo di essere dentro e fuori della nostra parrocchia! Abbiamo avuto la sensazione che la serata sia piaciuta visto la partecipazione attiva dei presenti comunque ci piacerebbe sentire anche il vostro parere, le vostre critiche , le vostre proposte, se siete del parere che serate cosi si possano ripetere ed eventualmente se ci sono argomenti che vi possono interessare perché: Il grande male di oggi - diceva M. Teresa di Calcutta - è l’indifferenza

DON MARCO CI SCRIVE DAL BRASILE E é ancora Carnevale. Qui sono incominciate le sfilate di samba di San Paolo e Rio de Janeiro e la televisione trasmette initerrottamente queste immagini. Ogni scuola di samba ha il permesso di sfilare per una ora e 20 minuti.. chi dura di piú  riceve  la penalitá e il punteggio si abbassa. In Maracanã il carnevale  sono quattro giorni di follia  qui nella piazza davanti alla Chiesa fino alle 4 del mattino.. vuol dire che non sto  dormendo. Questa notte  penso di fuggire  e andare a dormire  a Castanhal  nella casa del Vescovo. Li chiamano  giorni di  follia perché tutto  é permesso...qualcuno (molti)  rimane ubrico direttamente per quattro giorni pieno di birra... le donne ubriache mi fanno ancora piú senso.. ma sembra che in questi giorni debbano per forza ubiracarsi anche le donne.  

La settimana scorsa con i giovani siamo stati a Capanema per rappresentare il nostro musical. Capanema é una cittá di circa 80.000 abitanti, ben sviluppata a 200 km da Maracanã, ricca perché ci sono le fabbriche di cemento per tutto il Pará.  E stata  una bella esperienza per i giovani, siamo stati accolti molto  bene´;  lá ci  sono i Padri Cappuccini dall’inizio del 1950  e si vede un lavoro pastorale continuo e ben fatto.. la maggioranza dei Padri Cappuccini che é passata di lá  era italiana e si vedeva  dalle  costruzioni  ben fatte finite! Ci avevano invitato per  il messaggio francescano  del nostro musical  e perché anche lí avevano inaugurato un teatro...  un bel teatro, da fare  invidia ai nostri teatri. Intanto  ogni giorno   qui piove  e tutto questo aumenta il fastidio delle zanzare. peggiore é la mosca che porta la malattia del “denghe”, una febbre simile alla  malaria, ma che si cura tranquillamente con la tachipirina.. IO non l’ho ancora  beccata.. meglio cosí pare che sia immune. 19


Beh  da quetsa parte di terra  vi saluto... Ps  incomincia la campagna elettorale per il governo.. credo ne vedremo delle belle.  

Ho cominciato il lunedi sera un corso  biblico  e stanno partecipando in molti... perché  mi ero accorto   che la maggioranza non conosce nulla  o quasi  della bibbia e di come affrontarla e cosí  mi sono rimesso a studiare per ripassare le mie  nozioni.. non vi  dico la difficoltá di insegnare cose nuove per loro  con il mio accento ancora mezzo italiano... I giovani hanno passato la settimana scora due giorni di convivenza qui in parrocchia per entusiasmarsi un po’ e per apprifondire alcune tematiche spirituali. han partecipato una 50..  avevano sempre fame...come in Italia la mia casa era normalemnte saccheggiata... ( vedi buffalora... ahahha ) Ciao a tutti Buona quaresima d. Marco

Cantiamo per un sorriso

Coro arcobaleno al Teatro Grande E anche questa è passata. Ci siamo ritrovati al Teatro Grande di Brescia, il “massimo”, dove, ricordiamo, sono passati personaggi del calibro di Puccini, Michelangeli, Accardo, Ughi, e mi fermo qui. Una esperienza molto bella per i nostri quella di vedere dal palco tanta gente e tanto splendore, un’esperienza che, credo, rimarrà nei loro ricordi. Hanno anche cantato molto bene, nonostante la forte emozione. Era una gara a concorso (io non sono molto d’accordo sui concorsi perchè il più delle volte si “combatte” ad armi impari), ed infatti qualche coro, non parrocchiale, lo definirei “troppo tecnico”.Comunque il tutto era per beneficenza e i ragazzi, con gli adulti, hanno capito che al mondo ci sono anche persone che soffrono e alle quali, anche cantando, si può fare del bene. E’ questa è la cosa più importante di tutte!L’incasso è stato interamente devoluto all’Associazione bambino Emopatico Onlus. 20


CLARISSE CAPPUCCINE…. CHI SIAMO E PERCHE’ CI SIAMO Siamo verso la metà del 1500…..in quel periodo diversi monasteri, anche napoletani, si erano “lasciati andare” a particolari abusi: i parlatori erano diventati veri e propri salotti “mondai”, le monache erano spesso fuori, trasgredendo la clausura; diverse di loro, infatti, di origine nobile, erano costrette ad entrare in monastero, in assenza vocazione e l’ingresso di quelle che si sentivano chiamate era limitato solo a coloro che potevano permettersi una dote elevata. La Longo era rimasta affascinata dalle regole e dalle costumanze austere dei cappuccini e tutto ciò lo sentiva come un suo ideale e nel 1535 fondò il monastero di Santa Maria in Gerusalemme del Terz’Ordine Francescano, secondo la regola di Santa Chiara, attraverso la promulgazione da parte di Papa Paolo III di una Bolla pontificia e fu nominata Abbadessa a vita; per prima cosa decise che, in presenza di una vera vocazione , potessero entrare anche le ragazze povere e le prostitute convertite che volevano iniziare una vita di penitenza e di amore a Dio; l’opera iniziò con 12 sorelle e, più tardi, ne entrarono anche altre nobili, ma si dovette, canonicamente, stabilire il numero

II parte)

massimo delle monache, dato che superavano la cinquantina e la soglia fu stabilita a “trentatre”: Ecco perché ancora oggi il Monastero di Napoli è detto “ delle trentatre” Come S.Chiara decisero,perciò, di lasciare tutto per dedicarsi radicalmente a Gesù Cristo, Sposo, Fratello, umile, povero e Crocifisso. All’inizio la comunità fu assistita spiritualmente dai teatini, ma nel 1538 passò alla direzione dei cappuccini e, sotto la loro guida, la fondatrice impresse alla comunità uno stile di vita, da un lato più francescano e più aderente allo spirito della regola di Santa Chiara e dall’altro più austero, disciplinato anche da rigide norme, specialmente per quanto concerne la separazione dal mondo, il divieto di ricevere beni mobili ed immobili e le penitenze. E’ importante specificare che la Longo introdusse alcune lodevoli costumanze dei cappuccini, tutt’ora conservate e che hanno dato un volto proprio a questo ramo della famiglia clariana ( ad esempio l’alzata notturna per la celebrazione dell’ufficio delle Letture, il Crocifisso indossato al collo…) Il 10 Dicembre 1538 il Papa Paolo III, attraverso un “ Motu proprio” affidava definitivamente l’istituto nascente alla direzione dei cappuccini, passando dalla regola del Terz’Ordine a quella di Santa Chiara , con la sua rigida e riformata osservanza, come voluto dalla Longo: questo importante documento papale segnava dunque la nascita delle Cappuccine. Certo, l’austerità e le norme disciplinari delineate dalla nostra fondatrice avevano allora superato quelle di Santa Chiara, proprio perché Maria Lorenza era al corrente degli abusi esistenti in certi monasteri, ma ciò che formava lo spirito delle giovani consacrate è stato soprattutto l’esempio della sua assiduità, della contemplazione e della preghiera, il suo ardente amore alla Sacra Scrittura e l’esortazione a vivere secondo l’esempio dato dai Santi Francesco e Chiara. Nel 1539, dopo aver assicurato la successione sia dell’ospedale che del Monastero con l’approvazione della nuova Abbadessa, la

Napoli: Monastero delle “Trentatrè” 21


Madre Lorenza morì tra le sue figlie, al termine di una lunga e santa vita spesa nel fare la volontà di Dio. La presenza delle monache cappuccine fu voluta qui a Brescia nel 1584 dall’allora Arcivescovo di Milano San Carlo Borromeo. Il Monastero in cui esse dimoravano, dedicato a S.Maria della Neve, fu successivamente chiuso in seguito al decreto di soppressione

napoleonica il 2 settembre 1802: qui visse e si santificò la Beata Maria Maddalena Martinengo, cui è dedicata la nostra zona pastorale. Le sorelle cappuccine sono poi ritornate a Brescia nell’attuale Monastero dell’Immacolata nel 1971, con il trasferimento di una delle due comunità, presenti a Bagnocavallo, in provincia di Ravenna. (continua)

MESE DI MAGGIO

• Una Madre nel suo amore genera la vita, • una Madre si offre per gli altri senza perdersi, • una Madre ha lo sguardo di amore, • una Madre abbraccia tutti e tutto, • una Madre è creativa e paziente, • una Madre è tenera, vulnerabile e compassionevole, • una Maria sta sempre in ascolto ed anticipa i bisogni dei figli, • una Madre dice “Si” alla vita e accetta tutti, soprattutto i più deboli, • una Madre sa amare, soffrire e perdonare, • una Madre è un segno di profezia e di speranza. RECITA DEL SANTO ROSARIO NEL QUARTIERE Mercoledì 5 ore 20,30 Al parco “Rovetta” condomini di via Tangenziale Mercoledì 12 ore 20,30 In via Sorbana 4 giardino Fam. Mazzeo Mercoledì 19 ore 20,30 Alla scaletta Mercoledì 26 ore 20,30 Via Testi 20/a giardino casa Fenaroli PELLEGRINAGGIO SERALE A CARAVAGGIO Lunedì 17 Maggio Partenza ore 19,15 (in via Vallecaminica) A Caravaggio – Preghiera del S.Rosario e S.Messa Iscrizioni in oratorio 22


ESTATE 2010

INIZIATIVE ESTIVE ORGANIZZATE DALL’ORATORIO GREST Da “NASINSU’ a …SOTTOSOPRA? Si dice sia questo il tema ma… stiamo a vedere i prossimi giorni. Sì! ci siamo già messi in movimento con la macchina del Grest. Per non arrivare all’appuntamento impreparati Per incontrarci, farci conoscere e conoscerti Per dirti che noi ci siamo e aspettiamo anche te. In questo tempo ci faremo sentire e cominceremo subito a raccontarti dell’avventura che anche la prossima estate ci attende. Al prossimo appuntamento, dunque, che non sarà in giugno ma molto prima. I tuoi amici più grandi…gli animatori del Grest 2010 Il Grest si svolgerà dal Lunedì 14 Giugno al Venerdì 2 Luglio Iniziativa estiva per bambini e ragazzi dalla prima elementare alla seconda media Dal Lunedì al venerdì dalle ore 7,45 alle ore 17,00 - Iscrizioni dal 29 Maggio al 6 Giugno in oratorio. Il Grest è autorizzato per un numero di 100 ragazzi e non oltre!!! Sono previste piscine settimanali e gite. Quest’anno avremo anche nuovi spazi e la possibilità di fermarsi alla mensa preparata da noi… cioè dai nostri cuochi e… finalmente le cotolette saranno croccanti!!!! CAMPO ESTIVO in montagna Dalla domenica 4 Luglio al sabato 10 Luglio Dove? …in Alto Adige a Maranza- val Pusteria (mt. 1388) In una struttura autogestita dall’oratorio (cucina compresa) Previste escursioni e gita nelle Dolomiti Camere da 2-3-4 letti tutte con docce e wc Posti disponibili 32 (più il personale) Per motivi organizzativi chiediamo una preiscrizione entro domenica 25 Aprile Quota di partecipazione € 190,00 e….IL MARE? o altre iniziative per adolescenti e giovani ? verranno concordate con gli interessati e fatte conoscere appena possibile in oratorio. 23


CONCLUSIONE LAVORI Si è concluso (tranne alcune finiture) l’impegnativo intervento di ristrutturazione in oratorio. L’obiettivo dell’intervento è stato quello di recuperare parte del volume delle ex “baracche” che era realizzato in prefabbricato creando un volume completamente nuovo, in laterizio, particolarmente solido secondo le normative vigenti (antisismica e risparmio energetico) di circa 250 mq. Suddiviso in due strutture separate adibite agli spogliatoi per l’attività sportiva ( forniti di pannelli solari per la produzione di acqua calda) e una cucina (a norma ASL) rifinita con attrezzature completamente nuove. Attenzione si è prestati anche agli spazi esterni adeguati alle esigenze dell’attività aggregativa dell’oratorio. Non è ancora stato quantificato il costo complessivo, sono già stati fatti pagamenti per circa € 250.000,00. Creare nuovi spazi significa creare nuovo impegno e soprattutto ci auguriamo che siano spazi effettivamente ben utilizzati dalla comunità; ad una comunità morta o asfittica certamente non servirebbero. Ben vengano dunque le nuove attrezzature ma soprattutto ben venga un rinnovato impegno e partecipazione.

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Sicurezza informatica, chat, facebook, messenger, twitter… cos’è ‘ sta roba? Su richiesta di qualche genitore preoccupato perché il proprio figlio, chiuso nella propria cameretta, s’attacca al PC e non risponde per ore più a nessuno, almeno fino a quando non viene richiamato dal proprio stomaco al bisogno atavico di cibo, la parrocchia ha organizzato un incontro per cercare di iniziare a conoscere un po’ più da vicino, i nuovi mondi virtuali degli adolescenti, e come si è dimostrato, non solo degli adolescenti. Cosa è venuto fuori? Forse non lo immaginate ma i maggiori fruitori del massimo “social network” che oggi esista, Facebook (FB per gli amici), conta, tra i suoi 300milioni di iscritti, principalmente ragazzi e adolescenti (fino 18 anni) e poi, udite udite, quarantenni e cinquantenni ed oltre… Abbiamo fatto anche una simulazione nella quale ha vinto (chiaramente un premio virtuale) chi è riuscito ad accaparrarsi più amici . S’è discusso un po’ su questa presunta amicizia e tutti abbiamo concordato che l’amicizia è un’altra cosa e non può ridursi alla sola conoscenza virtuale, anche se, a volte, è certamente una bella sensazione ritrovare, tramite i social-network, vere amicizie delle quali, però, avevamo perso da tempo i contatti. E’ chiaro che questi mezzi, che amplificano le nostre potenziali capacità comunicative, possiedono parecchi risvolti positivi che andrebbero approfonditi dai vari “agenti educativi” con i quali il ragazzo viene a contatto nel corso della sua esperienza di vita: i genitori, gli insegnanti, i catechisti, gli educatori di altre discipline. Tutto ciò implica un aggiornamento permanente, e perciò, che gli adulti-educatori imparino a conoscere i mezzi informatici, i loro risvolti sociali, le possibilità comunicative e, non ultimi, i codici linguistici utilizzati. Sicuramente non è cosa semplice perché il mondo della comunicazione mediale si modifica nel tempo con un ritmo elevatissimo; però con un po’ di buona volontà… Il nostro proposito è quello di continuare a proporre altre occasioni per confrontarci su questi interessanti ed attuali argomenti. Nel frattempo indico qualche link di supporto che potrete trovare anche sul sito della parrocchia dove è stata creata anche un’area specifica di formazione on-line http://www.parrsangiacomo.it/wordpress/comunicazione/ formazione-online http://www.tiseiconnesso.it (sito istituzionale del Ministero delle Comunicazioni con ampie info divise per settore - ragazzi-genitori-insegnanti-scuole) http://www.vincos.it/osservatorio-facebook/ Osservatorio permanente sul fenomeno facebook http://www.ilfiltro.it/ Sito dedicato all’informazione su strumenti dedicati al filtro dei siti http://www.youtube.com/user/poliziadistato Sito della Polizia di Stato con video-consigli su come comportarsi in rete … e navighiamo sempre ammirando le stelle! 25


A.S.D. San Giacomo: una storia che continua oggi nelle squadre di calcio (seconda parte)

Continuo in questo articolo il racconto della storia e dell’attuale organizzazione del gruppo sportivo dell’oratorio di San Giacomo. In particolare in questo numero con l’aiuto del presidente dell’associazione sportiva, Umberto, vorrei presentare l’attività delle squadre di calcio e pallavolo. Domanda: Come è organizzata l’attività delle squadre di calcio della società A.S.D. San Giacomo? Risposta: Abbiamo in totale 8 squadre a partire dai bimbi più piccoli di 4-5 anni (squadra “Primi calci”) fino alla squadra dei più grandi che coinvolge giovani di 18-19 anni (squadra “Juniores”). Ogni squadra viene seguita da un allenatore volontario, spesso un genitore o un giovane dell’oratorio a cui si affianca talune volte un vice allenatore, sempre volontario. L’attività di allenatore viene supportata da corsi di formazione periodici offerti dal CSI che riguardano principalmente gli aspetti psicologici e pedagogici relativi alla gestione di gruppi di bambini o ragazzi di età diverse, e solo in minima parte gli aspetti organizzativi e le “regole del calcio”. Domanda: Su quali principi si basa l’attività dell’allenatore di una squadre di bambini (o ragazzi) dei nostri giorni? Risposta: L’attività di allenatore di una squadra di calcio non trova nella società di oggi esempi molto brillanti; ciò è particolarmente evidente se pensiamo all’attività calcistica dei professionisti in Italia e all’estero, dove al primo posto c’è (come spesso nel mondo d’oggi) il successo ad ogni costo, il massimo sfruttamento delle capacità dei calciatori e il raggiungimento del massimo profitto ottenibile dalla propria

carriera. Il gioco di squadra invece deve essere valorizzato per gli aspetti positivi che porta con sé: la condivisione con gli altri di un obiettivo, il “fare insieme”, il “collaborare per”, il “fare gruppo”, il “valorizzare le differenze” e il “coinvolgere tutti”. Questi sono i principi che ispirano gli allenatori delle nostre squadre di calcio: il bambino/ragazzo e la sua formazione sono al centro degli interessi dell’allenatore e non solo i risultati delle partite. Domanda: Come nasce l’idea e come viene organizzato il torneo di calcio che San Giacomo ospita nel mese di maggio di ogni anno? Risposta: Il torneo di calcio è nato dall’idea di concludere l’attività annuale delle squadre con una festa che coinvolgesse tutti i giovani calciatori insieme. La prima edizione del torneo risale al 2002 e da allora si è passati dalle 12 squadre del primo anno alle attuali 32. Anche quest’anno partecipano società provenienti da tutta la provincia. Domanda: E la pallavolo? Risposta: La prima squadra di pallavolo ha iniziato la sua attività nel 2005 partecipando nell’anno successivo al primo campionato di minivolley CSI, prima partecipazione di 26


una squadra dell’A.S.D San Giacomo ad un campionato di pallavolo. Oggi si allenano due squadre: la categoria minivolley under 10, che coinvolge bambini e bambine dagli 8 ai 10 anni, e un squadra di volley under 14, formata da ragazze dagli 11 ai 13 anni. Anche gli allenatori e allenatrici della pallavolo sono volontari e si ispirano

ai principi illustrati sopra per il calcio. Da ormai tre anni anche per la pallavolo la società organizza verso la fine di maggio un torneo per il minivolley e uno per il volley a cui partecipano diverse squadre dei dintorni. Anche quest’anno vi aspettiamo numerosi per incoraggiare i nostri pallavolisti e pallavoliste.

TORNEI SPORTIVI DI MAGGIO 2010

Siete tutti invitati a partecipare per sostenere i nostri atleti. Sarà disponibile uno stand gastronomico. Calcio: dall’8 al 22 maggio partecipano 32 squadre divise in 8 categorie Minivolley: 23 maggio partecipano 12 squadre Volley: dal 31 maggio al 2 giugno partecipano 6 squadre 27


www.parrsangiacomo.it Don Fulvio - Parroco: Telefono 030.315504 email: donfulvioghilardi@parrsangiacomo.it Gli ambienti dellÂ&#x2019;oratorio sono disponibili ad ospitare feste di compleanno e riunioni di condominio Per prenotazione telefonare a Ugo 030.321442 Per lÂ&#x2019;uso del campo sportivo telefonare a Carlo 339.6604816

NOTIZIARIO DI VITA PARROCCHIALE Anno 2010 - N. 1

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Dalla Pasqua nuovi stili di convivenza tra gli uomini "La nuova Gerusalemme" vetrate della Chiesa Parrocchiale


Bollettino S.Giacomo Pasqua 2010