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Parroci tra due secoli Don Alfonso Bianchi (1913 —1946) Nato a Fino Mornasco (Co) nel 1878, figlio di una sorella del beato Giovanni Battista Scalabrini, don Alfonso Bianchi diventa parroco di Rebbio nel 1913. Utilizziamo le parole di don Carlo Scacchi per descriverne la personalità e l'operato: "In 33 anni di ministero pastorale riedificò la parrocchia, la vide moltiplicarsi di anime e svilupparsi in una maniera straordinaria. Ingrandì e abbellì la chiesa, diede la facciata alla parrocchiale, perfezionò il campanile e lo completò di un concerto di cinque campane, fondò istituzioni, congregazioni, associazioni. Vide elevata a prepositura la parrocchia e aggregata alle parrocchie di città. Cooperò alla fondazione e allo sviluppo dell'Asilo Infantile e di altre opere benefiche. Sognò l'Oratorio per la Gioventù Maschile della parrocchia, a cui legò la massima parte della sua sostanza e tutto il mobilio della casa. [...] Fece la casa al vicario parrocchiale. Seppe essere il buon pastore per tutte le sue pecorelle. Affabile e buono con tutti, seppe in ogni momento e in circostanze difficili e presso idealisti contrari mantenere il suo prestigio e onorare il sacerdozio cattolico!' Don Carlo Scacchi (1946 —1967) Nato a Como, nel 1900, don Carlo Scacchi arriva a Rebbio nel 1946. Vicario a Chiavenna, è mandato al confino per le sue idee antifasciste e, da parroco di Ramponio Verna, partecipa nel 1943 con il gruppo di partigiani al comando del capitano Ugo Ricci al "Giuramento di San Pancrazio", con il quale la formazione partigiana si impegna a usare tutte le proprie "energie morali e materiali per il raggiungimento di uno stato dí libertà e di giustizia in Italia". Sacerdote dal carattere non facile, ma schietto, si mostra sempre attento a tutti, anche a coloro che, per idee politiche diverse, non frequentano la parrocchia. Sostiene, in particolare, l'oratorio e la formazione dei laici. Gli anni della sua permanenza a Rebbio, caratterizzati da alcuni lavori di restauro della chiesa e dalla costruzione dell'oratorio, sono segnati anche dalla pubblicazione del bollettino parrocchiale, dalla nascita del Grest e dalla fondazione della società sportiva US Alebbio. Prete di grande coraggio, don Carlo avvia la comunità parrocchiale a vivere il rinnovamento del Concilio Ecumenico Vaticano II. Don Aldo Magnoni (1967 — 1982) Nato a Saltrio (Va) nel 1909, don Aldo Magnoni diventa sacerdote all'età di 32 anni, dopo aver lavorato come scalpellino a Parigi e aver partecipato alla campagna di Libia. Vicario a Maslianico e, poi, parroco a Minoprio, giunge a Rebbio nel 1967. Don Giuseppe Tentori, il suo primo vicario a Rebbio, ne traccia un interessante ritratto: "La parrocchia in quegli anni chiedeva un sacerdote capace di ricostruire una certa unità ecclesiale: [...) Don Aldo capiva sempre la necessità dei cambiamenti, [...] aveva l'intelligenza di valorizzare i collaboratori, sacerdoti o laici che fossero. Ad essi, di volta in volta, affidò compiti delicati (come l'avvio del Consiglio Pastorale Parrocchiale), fidandosi sempre molto delle persone e dell'amicizia sincera. [...] La Rebbio degli Anni Settanta chiedeva un'ottica pastorale aperta ai lontani dalla fede e ai lontani (in senso geografico) dalle strutture parrocchiali. [...] Curò le amicizie dei vicini, dei praticanti, dei cosiddetti "fedeli", dei vecchi rebbiesi; cercò di nobilitare e distinguere feste e tradizioni, ma non dimenticò lontani."

Rebbio - breve storia del quartiere di Como  
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