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Il Quartiere Rebbio è oggi il quartiere più popoloso di Como contando circa 7000 abitanti. Per la precisione, al Censimento 2011 conta 6971 abitanti, distribuiti su una superficie di 2,4351 kmq, per una densità abitativa pari a 2863 ab/kmq, la più alta del comune di Como, la cui media alla stessa data era di 2283 ab/kmq. Si trova nella zona sud-ovest della città, compreso tra le colline che la cingono e le grandi vie di comunicazione per Milano e per Varese. I resti archeologici della Como pre-romana in località Pian Valle e la necropoli in località Cà Morta dimostrano che l’area era già abitata nei sec.X-IV a.C. Alla Cà Morta fu ritrovato il "carro rituale" del sec. V a.C. che rappresenta uno dei più spettacolari reperti del Museo Archeologico di Como. Sul territorio di Rebbio si svolse la prima battaglia decennale tra Como e Milano. Il borgo di Rebbio. Anticamente denominato “Arebium” poi “Allebium”, viene citato negli “Statuti di Como” già nel 1335 come comunità indipendente a cui spettavano specifici diritti. Inizialmente Comune autonomo, rimase indipendente fino al 15 aprile 1937, con Regio Decreto n. 634 pubblicato sulla G.U. n.114 del 18 maggio 1937 venne aggregato definitivamente alla città di Como il 28/08/1937. Diventa il quartiere più popoloso dal 1960 con la realizzazione della via Giussani in seguito alla attuazione del Piano Regolatore del 1956 ( che recepiva il Progetto CM8 di G.Terragni, P.Lingeri, P.Bottoni, C.Cattaneo, R.Uslenghi, G.Giussani, L.Dodi) vincitore del concorso del 1934) e dei Piani di Edilizia Economica Popolare del 1962,1967,1972 e 1978.

La Parrocchia


Dapprima assegnata alla cura pastorale dei Canonici della Cattedrale, la comunità cristiana di Rebbio si costituisce in Parrocchia autonoma a partire dal 1561: anno di inizio dei primi registri parrocchiali. E' definitivamente riconosciuta come tale dal 1578. "La storia religiosa della nostra zona inizia col martirio di S.Carpoforo e compagni martiri, uccisi verso il 303, nel tempo della persecuzione di Diocleziano, nella località della Selvetta, alle falde del Baradello." Si apre con queste parole una storia della parrocchia, redatta da don Alfonso Bianchi, parroco di Rebbio dal 1913 al 1946. Don Bianchi scrive che "le parrocchie più vicine alla città furono per molto tempo avute in cura dal Capitolo della Cattedrale, ebbero poi, invece, un sacerdote proprio residente sul luogo". Relativamente alla fondazione della parrocchia di Rebbio "non risulta alcun atto notarile", si presume, tuttavia, che verso il 1561 ebbe un proprio sacerdote, perché "da quella data hanno inizio i registri attualmente esistenti nella parrocchia". "La costituzione della parrocchia sarebbe stata definitivamente riconosciuta in occasione della visita pastorale" del 1578, da parte del Visitatore Apostolico, mons. Bonomo. Fino alla visita pastorale di mons. Ninguarda, vescovo di Como dal 1588 al 1595, esistevano a Rebbio due chiese: quella di S. Martino e quella di S. Andrea, della seconda si hanno notizie fino al 1703, anno in cui venne probabilmente "sottratta al culto". Don Bianchi riporta con precisione alcune notizie relative alle visite pastorali che si sono succedute nei secoli: • Nel 1578, "nel paese ci sono 36 famiglie". Mons. Bonomo, Visitatore Apostolico, invita a rinnovare i paramenti sacri, ad ampliare la chiesa, a costruire una sacrestia e a "riparare le finestre a lato dell'abside perché da esse” foris stantem nivem sacerdotes celebrantes attollit”. • Nel 1579, durante la visita pastorale di mons. Volpi si chiede al "curato, prete Battista Alberto" di celebrare secondo il nuovo messale romano; la comunità, inoltre, è chiamata a contribuire al mantenimento di un chierico. • Mons. Ninguarda visita la parrocchia nel 1590 e include la "Ecclesia Parochialis S.Martini Arebji" tra le chiese esistenti nella pieve di Zezio. Riporta la presenza di "225 anime". • Mons. Carafino fa visita alla parrocchia nel 1630 e, successivamente, nel 1643. "Il curato di allora" era "il Padre Cesare Grandi, di anni quarantotto, letterato e poeta noto per la vasta produzione artistica". Nel 1630 vivevano a Rebbio "128 anime", nel 1643 "108 comunicanti, 63 non comunicanti, 23 non confermati". • Due sono le visite pastorali di mons. Bonesana, una nel 1696 e una nel 1703. Durante la seconda visita, si ordinano lavori e riparazioni per la chiesa di S. Andrea. Nello stesso anno vivono a Rebbio 36 famiglie, 183 "anime da Comunione, in tutto 253" persone_ • Nel 1768, ha luogo la visita di mons. Mugiasca, durante la quale non si fa più alcun riferimento alla chiesa di S. Andrea. Gli appunti di don Bianchi portano, poi, all'inizio del XX secolo, alla morte di don Carlo Clerici. La parrocchia di Rebbio è stata retta, dal 1878 al 1908, da don Luigi Vincenzo Ferrario, nato a Cernobbio nel 1833 e deceduto a Como, nel 1918, quando era Canonico della Cattedrale. A lui succede don Carlo Clerici, nato a Bulgorello nel 1865, e prevosto di Rebbio, dal 1909 al 1912. Giunge, quindi, a Rebbio don Alfonso Bianchi, nato a Fino Mornasco nel 1878, figlio di una sorella del Beato Giovanni Battista Scalabrini. Don Bianchi trova "la chiesa in condizioni fatiscenti, insufficiente per la popolazione e poverissima di paramenti e arredi sacri". Nel 1925/26, si provvede così al rifacimento della chiesa e nel 1929 si restaura il campanile, dotandolo "di un armonioso concerto di campane in re maggiore". Nell'ottobre di quell'anno, il vescovo Pagani inaugura il campanile e consacra le campane.


Interessanti le annotazioni di don Bianchi relative alle "feste speciali della Parrocchia" . Se ne ricordano sette: • "I SS. Re Magi (Epifania)" caratterizzata da una processione solenne con il simulacro del S. Bambino • La festa delle Quarant'ore • La festa di S. Martino • La "Sagra (festa maggiore) della Madonna della Cintura", celebrata "annualmente alla quarta domenica di agosto", ora celebrata a fine settembre • La festa di S. Anna • La festa del S. Angelo Custode • La consacrazione della chiesa parrocchiale, fissata il 20 maggio. Durante il periodo in cui don Bianchi è prevosto di Rebbio hanno luogo le "Sante Missioni", nel 1920, nel 1927 e nel 1938, guidate rispettivamente dai Padri Passionisti, dai Cappuccini e, infine, di nuovo dai Passionisti. Dal 1933 al 1944 si susseguono quattro visite pastorali, ad opera di mons. Alessandro Macchi, nel 1933, nel 1937, nel 1940 e nel 1944. Nel 1912 (cfr. statuto) viene fondato l'asilo infantile, "perché esso costituisce una delle necessità fondamentali della popolazione". Nel 1913, le Suore Adoratrici del SS. Sacramento di Rivolta d'Adda assumono la guida dell'istituzione. Resteranno a Rebbio fino al 1989. Nel 1913 e, poi, nel 1933, si restaura la casa parrocchiale e nel 1927, sfruttando "una vecchia casa colonica adiacente alla Casa Parrocchiale", viene fatta costruire la casa del vicario. Nell'aprile 1937, con Regio decreto legge n. 634 pubblicato nella gazzetta ufficiale N.114 del 18 maggio 1937, Rebbio viene aggregato definitivamente al comune di Como. A partire dal novembre 1942, don Bianchi compila il "Liber chronicus". Si riporta l'annotazione del prevosto relativamente alla rimozione dal campanile delle due campane maggiori il 5 novembre 1942: "Con grande dolore dello scrivente e dell'intera popolazione (che con fede, entusiasmo e larghezza aveva contribuito nelle forti spese sostenute per l'acquisto e la messa in opera) vengono rimosse le due campane maggiori e consegnate alle Autorità Statali, che se ne serviranno per opere belliche. Così gli strumenti benedetti, che con la loro voce squillante hanno chiamato per molti anni i parrocchiani alla chiesa, hanno invitato ognuno ad elevare mente e cuore a Dio, hanno segnato le ricorrenze liete e tristi di questa famiglia del Corpo Mistico di Cristo, si tramuteranno in mezzi di distruzione e di morte, in questa guerra spaventosa, che mostra un orizzonte oscuro di decadenza e di barbarie". Don Bianchi riporta come in più occasioni non sia stato possibile svolgere le tradizionali processioni, a causa delle leggi di guerra. Il 12 agosto 1946 muore don Alfonso Bianchi. Gli succede don Carlo Scacchi, nato a Como nel 1900. Nel febbraio 1948, grazie all’interessamento di mons. Fogliani, vicario a Rebbio dal 1928 al 1932, la Parrocchia ottiene una baracca che, ristrutturata e riparata, diventa la “casetta” dell’Oratorio. In luglio si realizza per la prima volta l'oratorio feriale estivo, con la partecipazione di 60 ragazzi e in novembre , il vescovo Bonomini consacra le nuove campane: lo Stato mette a disposizione il metallo necessario per fonderle e ogni famiglia si autotassa per coprire la spesa che ammonta a 750.000 lire. Nel 1949, muore mons. Tranquillo Silvestri, missionario comboniano, vescovo a Kartoum, (successivamente la salma sarà traslata a Livigno, paese natale del vescovo missionario) e le autorità comunali cedono una cappella, situata al centro del cimitero, perché diventi il luogo per la sepoltura dei parroci, dei vicari e dei missionari comboniani. In giugno a don Alfonso Bianchi, sepolto provvisoriamente in una cappella privata, viene data sepoltura nella cappella. Nell'Anno Santo 1950, il priore del Santuario del Crocifisso affida alla parrocchia, per tutta la durata delle missioni parrocchiali la Croce del Miracolo. A ricordo di quell'esperienza, viene posta una croce in bronzo, sullo spigolo del giardino della casa parrocchiale, all'angolo tra V. Lissi e V. Alebbio. La cappella sarà, poi, arricchita dal simbolo del Giubileo del 2000.


Nel 1951, si lavora al rifacimento completo della pavimentazione della chiesa, del battistero e delle due sacrestie e all'ampliamento del presbiterio. Si pavimenta la zona tra la chiesa e il balaustrato con beola verde di Fraciscio. Nel giugno 1952, don Gianfranco Frumento celebra la sua prima S. Messa, dopo più di un secolo dall'ordinazione di un sacerdote nativo di Rebbio. Don Frumento, ora ricoverato in una casa di riposo, dedicherà tutta la sua vita alla catechesi, facendo parte dell'Ufficio Catechistico Nazionale, e insegnando religione nella scuola statale. Nell'estate 1953 nasce il Grest: I ragazzi trascorrono dieci giorni a Motta di Campodolcino e i giovani sono ospitati per dieci giorni in Valle Spluga in una baita di proprietà di don Virgilio Levi, vicario parrocchiale nativo di Chiavenna. Nel 1954 viene costituita la US Alebbio 1954, con una squadra di calcio e di atletica leggera. Nel gennaio 1955, viene appiccato il fuoco alla casetta dell'oratorio e, nel giro di brevissimo tempo, tutto viene distrutto. Ad agosto, il vescovo Bonomini benedice la prima pietra del nuovo oratorio. Nel 1957, viene collocata in chiesa una nuova Via Crucis in bronzo: le quattordici stazioni saranno, poi, completate il 20 febbraio del 2000 con l'aggiunta di una raffigurazione della resurrezione. (15astazione, scultore Luzzani) Nell'agosto 1958 celebra la sua prima S. Messa Padre Giancarlo Casati, chierico regolare somasco. Dedicherà la maggior parte della sua vita alla missione in Colombia. Nello stesso anno esce il primo numero del bollettino parrocchiale, il Focolare. L'inaugurazione del nuovo oratorio avviene nel 1960, anno della terza visita pastorale di mons. Bonomini. Nel 1961, in occasione della festa parrocchiale della Madonna, si inaugura la cappellina della Madonna, in Via Varesina: il simulacro è un altorilievo bronzeo di Pietro Tavani. Nel 1962 viene inaugurata la grotta della Madonna di Lourdes nel cortile dell'oratorio. Il 1964 vede la nascita, con il sostegno del prevosto e delle ACLI, della Cooperativa per il Convegno S. Martino. La struttura vivrà alterne vicende: oggi si configura come ritrovo parrocchiale, legato all'associazione Noi. Nel giugno 1965, viene ordinato sacerdote don Italo Brumana. Nativo della Valle Imagna, ma cresciuto a Rebbio, don Italo, dopo esperienze pastorali a Moltrasio e a Ponna Intelvi, trascorrerà circa trent'anni nella parrocchia di Montorfano. Scomparirà nel luglio 2012, a Costa lmagna, dove si era ritirato. In occasione della sua prima S. Messa, si canta in italiano secondo le disposizione del Concilio Vaticano II Il I maggio 1967 scompare, dopo lunga malattia, don Carlo Scacchi. Gli succede don Aldo Magnoni, nato nel 1909 a Saltrio. Negli anni 1968 — 1970 si realizzano numerosi lavori all'interno della chiesa. Seguendo il cammino tracciato dal Concilio Vaticano II, nel 1970 si istituisce il Consiglio Pastorale Parrocchiale. Il 1974 vede nuovi lavori all'interno della chiesa . Negli anni 1975 — 1978, sí realizza il nuovo altare della Madonna, mentre nel 1976 — 1977 viene edificata la nuova sacrestia e risistemato il presbiterio. Si procede, nello stesso periodo, ad opere di restauro di diversi dipinti. Nel 1977, le Associazioni Rebbiesi donano al prevosto il nuovo battistero in bronzo, opera di Giovanni Tavani. Nel 1981, celebra la sua prima S. Messa, p. Vito Magistro, rogazionista. Non potendo essere ordinato a Roma da Giovanni Paolo II, rimasto vittima nel mese di maggio di un grave attentato, p. Vito, originario dei Nebrodi, festeggia l'ordinazione sacerdotale a Rebbio, dove risiede la sua famiglia. Nel 1982, don Aldo Magnani rassegna le dimissioni, accolte dal vescovo Ferraroni. Sarà Canonico della Cattedrale fino alla scomparsa avvenuta il 30 settembre 1992. A don Aldo succede don Tullio Viviani, nato a Isolaccia (So) nel 1934. Nel 1985, alla presenza del vescovo Ferraroni, si inaugura il nuovo statuto del Consiglio Pastorale Parrocchiale.


Nello stesso anno si eseguono importanti lavori sul campanile. Di fondamentale importanza anche la ristrutturazione del Cine-Teatro Nuovo. Suor Ornella Bianchi, nativa di Rebbio, emette, nel settembre 1985, la sua Professione solenne quale Suora Adoratrice del SS. Sacramento , nelle mani del vescovo di Cremona. Suor Maria Fiorenza Vittori è consacrata nel Monastero delle Romite Ambrosiane al Sacro Monte di Varese e Giusy Carboni diventerà Suora. A partire dagli anni Ottanta, l'attività estiva si fa più intensa, con i campi in montagna per ragazzi e giovani e con il Grest, che vede una partecipazione numerosissima. Inizia in questi anni una collaborazione tra sacerdoti amici e parrocchie tra loro vicine per elaborare materiale per l'estate: dalla città e dalla periferia, l'esperienza, attraverso la Commissione Giovanile Diocesana, istituita all'indomani del Convegno Giovanile del 1985, si estenderà a tutta la diocesi e, successivamente, ad una collaborazione tra le Diocesi Lombarde. Nel maggio 1987, don Tullio lascia Rebbio per Tirano, dove eserciterà il suo ministero sacerdotale fino alla sua scomparsa, avvenuta l'8 febbraio 2006. Gli succede don Renato Pini, nato a Lenno (Co) nel 1944. Resterà a Rebbio fino ai 2010, quando sarà nominato Canonico della Cattedrale e rettore della Basilica di S. Abbondio. Durante gli anni del ministero di don Renato a Rebbio si succedono quattro ordinazioni sacerdotali. • L'11 giugno 1988, viene ordinato sacerdote Sergio Bianchi. Dopo esperienze pastorali a Tirano e Cernobbio, sarà nominato arciprete di Nesso e poi parroco di Drezzo e Parè. • Don Aurelio Pagani diventa sacerdote il 13 giugno 1992, Vicario a Sondrio Collegiata prima, segretario del vescovo Maggiolini poi, sarà direttore dell'Ufficio delle Comunicazioni Sociali della Diocesi e Parroco di Brunate. • Roberto Bartesaghi è ordinato il 13 giugno 1998. Dopo esperienze pastorali a Mandello (Lc) e Olgiate Comasco, diventerà responsabile del Centro Diocesano Vocazioni, sarà "segretario" del vescovo Coletti, si occuperà del giovani preti e curerà i monasteri delle Benedettine di Grandate e della Visitazione a Como. Nominato parroco di Nesso, Veleso e Zelbio, lascerà l'incarico dopo due anni, chiamato a diventare Assistente del Settore Adulti dell'Azione Cattolica. • Don Gianpaolo Romano celebra la sua prima S. Messa l'11 giugno 2006. Vicario a Cermenate, sarà inviato al Seminario Lombardo a Roma per proseguire gli studi. Tornato in diocesi, presterà servizio in Valle Intelvi e nelle Valli Varesine. Domenica 16 gennaio 2011, fa il suo ingresso come parroco don Giusto Della Valle. Nato nel 1961 a Grosio e cresciuto a Le Prese, una frazione di Sondalo, don Giusto è ordinato prete nel 1985 dal vescovo Teresio Ferrarroni, che lo designa, poi, vicario di Albate. Nel 1989, don Giusto è nominato vicario di Livigno. Per mandato del vescovo Alessandro Maggiolini, nel 1997, parte, quale sacerdote fidei donum per la missione diocesana in Cameroun, dove, in collaborazione con sacerdoti, consacrate e laici della nostra diocesi, svolge il suo ministero per tredici anni, dedicandosi all'evangelizzazione e alla promozione umana. Nei primi mesi della sua permanenza, mentre proseguono le attività della parrocchia già programmate all'inizio dell'anno pastorale 2010 - 2011, don Giusto si fa promotore di un'assemblea parrocchiale, alla quale partecipano un centinaio di persone. E' un momento di confronto importante, che si ripeterà in forme numericamente più limitate nel corso di tutto il 2011. Viene rimandato all'inizio del 2012 il rinnovo del Consiglio Pastorale Parrocchiale e una eventuale nuova impostazione del Consiglio degli Affari Economici. Nel frattempo, per quanto riguarda la situazione economica della parrocchia, si dà resoconto puntuale di ogni singola attività, dalle entrate dei canestri alle offerte per i profughi alle buste raccolte per Natale per l'adeguamento dei serramenti dell'oratorio per un risparmio energetico.


Parroci tra due secoli Don Alfonso Bianchi (1913 —1946) Nato a Fino Mornasco (Co) nel 1878, figlio di una sorella del beato Giovanni Battista Scalabrini, don Alfonso Bianchi diventa parroco di Rebbio nel 1913. Utilizziamo le parole di don Carlo Scacchi per descriverne la personalità e l'operato: "In 33 anni di ministero pastorale riedificò la parrocchia, la vide moltiplicarsi di anime e svilupparsi in una maniera straordinaria. Ingrandì e abbellì la chiesa, diede la facciata alla parrocchiale, perfezionò il campanile e lo completò di un concerto di cinque campane, fondò istituzioni, congregazioni, associazioni. Vide elevata a prepositura la parrocchia e aggregata alle parrocchie di città. Cooperò alla fondazione e allo sviluppo dell'Asilo Infantile e di altre opere benefiche. Sognò l'Oratorio per la Gioventù Maschile della parrocchia, a cui legò la massima parte della sua sostanza e tutto il mobilio della casa. [...] Fece la casa al vicario parrocchiale. Seppe essere il buon pastore per tutte le sue pecorelle. Affabile e buono con tutti, seppe in ogni momento e in circostanze difficili e presso idealisti contrari mantenere il suo prestigio e onorare il sacerdozio cattolico!' Don Carlo Scacchi (1946 —1967) Nato a Como, nel 1900, don Carlo Scacchi arriva a Rebbio nel 1946. Vicario a Chiavenna, è mandato al confino per le sue idee antifasciste e, da parroco di Ramponio Verna, partecipa nel 1943 con il gruppo di partigiani al comando del capitano Ugo Ricci al "Giuramento di San Pancrazio", con il quale la formazione partigiana si impegna a usare tutte le proprie "energie morali e materiali per il raggiungimento di uno stato dí libertà e di giustizia in Italia". Sacerdote dal carattere non facile, ma schietto, si mostra sempre attento a tutti, anche a coloro che, per idee politiche diverse, non frequentano la parrocchia. Sostiene, in particolare, l'oratorio e la formazione dei laici. Gli anni della sua permanenza a Rebbio, caratterizzati da alcuni lavori di restauro della chiesa e dalla costruzione dell'oratorio, sono segnati anche dalla pubblicazione del bollettino parrocchiale, dalla nascita del Grest e dalla fondazione della società sportiva US Alebbio. Prete di grande coraggio, don Carlo avvia la comunità parrocchiale a vivere il rinnovamento del Concilio Ecumenico Vaticano II. Don Aldo Magnoni (1967 — 1982) Nato a Saltrio (Va) nel 1909, don Aldo Magnoni diventa sacerdote all'età di 32 anni, dopo aver lavorato come scalpellino a Parigi e aver partecipato alla campagna di Libia. Vicario a Maslianico e, poi, parroco a Minoprio, giunge a Rebbio nel 1967. Don Giuseppe Tentori, il suo primo vicario a Rebbio, ne traccia un interessante ritratto: "La parrocchia in quegli anni chiedeva un sacerdote capace di ricostruire una certa unità ecclesiale: [...) Don Aldo capiva sempre la necessità dei cambiamenti, [...] aveva l'intelligenza di valorizzare i collaboratori, sacerdoti o laici che fossero. Ad essi, di volta in volta, affidò compiti delicati (come l'avvio del Consiglio Pastorale Parrocchiale), fidandosi sempre molto delle persone e dell'amicizia sincera. [...] La Rebbio degli Anni Settanta chiedeva un'ottica pastorale aperta ai lontani dalla fede e ai lontani (in senso geografico) dalle strutture parrocchiali. [...] Curò le amicizie dei vicini, dei praticanti, dei cosiddetti "fedeli", dei vecchi rebbiesi; cercò di nobilitare e distinguere feste e tradizioni, ma non dimenticò lontani."


In un contesto sociale in profonda evoluzione, si fa promotore del Concilio Vaticano II, attraverso la promozione del laicato e il rinnovamento liturgico. "Con finezza e squisita eleganza", promuove "iniziative di sistemazione delle diverse strutture parrocchiali". Lascia la parrocchia all'inizio del 1982 e continua il suo ministero sacerdotale quale canonico della cattedrale. Don Tullio Viviani (1982 —1987) Valtellinese di Isolaccia, dove nasce nel 1934, don Tullio Viviani, dopo alcune esperienze pastorali in provincia di Sondrio, è nominato Assistente Diocesano dell'Azione Cattolica e, poi, nel 1982, parroco di Rebbio. Uomo dinamico e concreto, dà un nuovo impulso alla vita parrocchiale. Così scrive nel 1987: "La vita parrocchiale, per chi la vuole con sincerità e verità, è un fatto di comunione perseguito a tutti i costi, è incontro che si fa gioia non tanto perché si è insieme, ma perché si impara a voler bene e a lasciarsi amare, cosicché l'amore scambievole non resti utopia, ma concretezza e ricchezza di vita." Quelli del suo ministero, sono anni contraddistinti dal coinvolgimento responsabile dei laici, nei diversi settori della vita comunitaria, con un'attenzione particolare alla catechesi, all'oratorio, alla formazione laicale e alla pastorale familiare. La sua breve permanenza a Rebbio vede la ristrutturazione completa del Cine Teatro Nuovo, anche grazie ad un intelligente coinvolgimento dell'Amministrazione Comunale. Nel 1987, don Tullio lascia Rebbio per la parrocchia di Tirano. Don Renato Pini (1987 — 2010) Nato a Lenno (Co) nel 1944, don Renato Pini arriva a Rebbio dopo l'esperienza da parroco nella vicina comunità di Cavallasca. Uomo di grande cultura ed umiltà, ha condiviso l'attività pastorale con molti laici e con tanti vicari, che ha accolto sempre con grande disponibilità. Don Italo, uno dei suoi primi vicari, così scrive in occasione del venticinquesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di don Renato: "un uomo buono che ti schiaffeggia con un sorriso; un prete umano del quale alcuni si lamentano perché non fa "il duro" e del quale si lamenterebbero se lo facesse con loro; uno che non si meraviglia né del nuovo né del vecchio, perché profondo conoscitore dell'animo umano." L'impegno pastorale di questi anni è indirizzato verso la crescita di un laicato responsabile e la ricerca di un dialogo con tutti. Don Renato lascia la parrocchia nel 2010. Continua il suo ministero quale canonico della cattedrale e rettore della basilica di S. Abbondio. Don Giusto Della Valle (dal 2011) Nativo di Le Prese (So), don Giusto, 50 anni, diventa parroco di Rebbio dopo alcune esperienze da vicario in diocesi e una lunga permanenza in Cameroun quale prete fidei donum.


I Vicari La storia della parrocchia è stata caratterizzata, nel corso degli anni, dalla presenza di numerosi vicari e collaboratori parrocchiali. Ne riportiamo l'elenco, nella consapevolezza che ciascuno di loro ha contribuito a costruire quella porzione di Chiesa che è la nostra parrocchia. Don Ambrogio Fogliani (1928 — 1932) Don Luigi Giani (1932 —1933) Don Provino Giovannini (1933 —1935) Don Eugenio Fontana (1935 — 1944) Don Silvio Lattuada (1944 — 1949) Don Enrico Volontè (1949 —1952) Don Virgilio Levi (1952 — 1955) Don Carlo Castiglioni (1955 — 1963) Don Vittorio Bianchi (1964 — 1966) Don Giuseppe Tentori (1966 —1974) Don Mario Ferrario (1969 —1970) Don Aldo Maesani (1972 — 1975) Don Giuseppe Notari (1974 — 1980) Don Angelo Introzzi (1975 — 1978, ora incardinato nella diocesi di Clodomira, Argentina) Don Giovanni Terragni, scalabriniano (1979 — 1982) Don Italo Mazzoni (1980 — 1991) Don Vito Morcelli (1982 — 1991) Don Angelo Riva (1991 - 1992) Don Mirko Novati (1991 — 1993, successivamente lascia il sacerdozio) Don Renzo Denti (1994 —1996) Don Alfredo Nicolardl (1992 — 2000) Don Giorgio Quaglia (2000, per qualche mese, di ritorno dall'esperienza come sacerdote fidei donum in Argentina) Don Giovanni Corradini (2000 — 2005) Don Davide Galante (1996 — 2000) Don Enrico Broggini (2002 — 2007) Don Emanuele Borroni (2005 — 2007) Don Andrea Sta bellini (2007 — 2010) Don Federico Pedrana (dal 2009)


La Chiesa La chiesa dedicata a S.Martino, era inizialmente piccola e povera. Nel sec.XVII fu ricostruita sull'antica capovolgendone la fronte. Nel 1851 fu portata sulla attuale sede, con l'aggiunta di due navate. La chiesa attuale venne ricostruita negli anni 1925-26, utilizzando soltanto le parti rifatte nel 1951 e aggiungendovi le odierne due navate laterali. Venne rifatta anche la facciata in severo stile rinascimento con la adiacente artistica balaustra sul sagrato. L'opera avvenne sui disegni degli ingegneri Piero e Carlo Ponci di Como. L'elegante campanile, cominciato nel 1878 su disegno dell'ing. architetto Benussi di Milano, fu portato a termine nel 1929. Vi fu collocato un concerto di cinque campane in 're maggiore' opera delle fonderie Bianchi di Varese. Alla stessa furono ordinate le due campane che sostituirono il 21 novembre 1948 quelle sottratte dallo Stato durante la seconda guerra mondiale. Opere di valore artistico Pitture: - L'affresco del frontone del presbiterio raffigurante la 'Cena di Emmaus' del pittore Carlo Morgari di Torino (1932) - La tela dell'altare maggiore raffigurante s.Martino (sec. XVII-XVIII)autore sconosciuto - La tela raffigurante s.Francesco d'Assisi (sec. XVII) - autore sconosciuto - La tela dell'Angelo Custode e della Madonna di Caravaggio (sec.XIX)autori sconosciuti - Affresco sulla volta della B.V. della Consolazione (1968) , i 6 Angeli dell'attuale cappella della Madonna della Cintura (1977) e la tela di S.Giuseppe; opere del pittore Luciano Roncoroni di Rebbio (1913-1993). Sculture: - Notevoli le 14 stazioni della Via Crucis in bronzo opera dello scultore Pietro Tavani (1957). - Il Battesimo di GesÚ realizzato dal figlio Giovanni Tavani (1977). - Nel 200 si è aggiunta la XV stazione della Via Crucis, raffigurante il Cristo nell'atto di risorgere; opera in marmo dello scultore B.Luzzani di Pognana Lario, contenente reliquia marmorea autentica del S.Sepolcro di Gerusalemme. Battistero: - Il nuovo Battistero (1995) con fonte battesimale in marmo, intarsi di marmi pregiati sul pavimento e vetrate artistiche; progetto dell'architetto rebbiese Giovanni Cavalieri e realizzate dalla Ditta Poli di Verona. Vetrate: - Nel 1974 sono state eseguite delle vetrate artistiche nei lunotti delle vetrate laterali, e al centro della facciata è stata rappresentata l'apparizione della Madonna di Lourdes. Altare: - Ai centro del presbiterio altare di stile barocco e le balaustre delle cappelle laterali sono opere marmoree di pregevole fattura; balaustre identiche erano nella navata centrale a separare il presbiterio dalla sala, sono state rimosse a seguito degli indirizzi del Concilio Vaticano Secondo e sostituite con i due amboni per le letture ai lati.


L’Oratorio Edificio polifunzionale comprende aule catechistiche, sale giochi, sale incontri, la sede della società sportiva US Alebbio, Ritrovo Parrocchiale, Cine-Teatro Nuovo. Fu costruito nel 1958 su progetto dell’Ing. Enrico Ballerini a seguito della distruzione per incendio doloso, gennaio 1955, della vecchia casetta in legno. Viene inaugurato nel 1960 anche se non completamente finito, il cine-teatro ancora al rustico, l’attuale bar-ritrovo non è attrezzato, all’ultimo piano vi sono terrazze in luogo dell’attuale alloggio vicario.

Rebbio - breve storia del quartiere di Como  
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