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IN QUESTO NUMERO

PAPA FRANCESCO: Preghiera: Il dono del Giubileo della Misericordia La riflessione di don Giusto: Noi, dove ci siamo persi?

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VITA COMUNITARIA Concorso "Presepe insieme 201 5": Dalla Porta della Misericordia al mondo Ricordando don Giuseppe Notari: Il seme che muore porta frutto Giornata del Migrante e del Rifugiato: Tanti popoli un solo spirito Gruppo Anziani e Ca' d'Industria: Una solida amicizia Nella missione di San Pedro de Carabayllo: Camilla, ostetrica in Per첫

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IL BELLO DEL NOSTRO QUARTIERE La fontana monumentale di Camerlata

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Gli 88 anni di don Frumento: Un operaio nella vigna del Signore

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Il consiglio dell'U.S. Alebbio si rinnova

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Calendario Liturgico Sante Quarantore

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Giubileo parrocchiale Anno Santo 201 6

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Calendario liturgico Settimana Santa

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Anagrafe parrocchiale

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Contatti utili

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PAPA FRANCESCO

Preghiera: il dono del Giubileo della Misericordia Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste, e ci hai detto che chi vede te vede Lui. Mostraci il tuo volto e saremo salvi. Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro; l’adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura; fece piangere Pietro dopo il tradimento, e assicurò il Paradiso al ladrone pentito. Fa’ che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana: Se tu conoscessi il dono di Dio! Tu sei il volto visibile del Padre invisibile, del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia: fa’ che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e nella gloria. Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch’essi rivestiti di debolezza per sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore: fa’ che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio. Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore e la tua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà


5 e ai ciechi restituire la vista. Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen


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La riflessione di don Giusto: Noi, dove ci siamo persi?

Carissimi, da un po‘ di tempo sto riflettendo su due frasi evangeliche. L’una l’ha pronunciata Maria nel Magnificat – il cantico rivoluzionario della storia – e suona così: “Ha disperso i superbi con i pensieri da loro concepiti”, oppure secondo un’altra traduzione: “Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore” (Lc. 1 , 51 ). L’altra frase l’ha pronunciata Gesù e l’evangelista Luca l’ha indirizzata ad una comunità cristiana assopita e col rischio dell’ignavia e suona così: “Gli uomini di questo mondo, nei loro rapporti con gli altri, sono più astuti dei figli della luce”. Gesù ha elogiato un amministratore scaltro che ha saputo garantirsi il futuro donando quello che aveva accumulato ingiustamente. Dio disperde i pensieri dei superbi Ebbene Dio non solo rovescia i potenti dai troni ed innalza gli umiliati, ma va ancora più alla radice e mette sottosopra i pensieri dei potenti: sconvolgere il pensiero di un potente è ben più che

rovesciarlo dal trono. Se Dio sconvolge pensieri è perché li conosce; al suo occhio nulla può scappare: Dio conosce e sconvolge. Per noi, popolo di Dio, è importante conoscere i progetti dei potenti per poterli sconvolgere? Certo, Gesù ha sconvolto tutti amando; ha spiazzato tutti perdonando, ma per noi è importante la gradualità del cammino che è fatta, in primo luogo, dal conoscere e, poi, dallo sconvolgere. -- Accogliamo attualmente in Provincia di Como 1 500 profughi circa e a migliaia, ogni giorno, altri tentano da più vie di entrare in Europa: sono in gran parte i progetti perversi dei potenti la causa di queste partenze e la causa delle morti in mare. A me, a te, sta a cuore capire i progetti dei potenti ”produttori” di migranti? E li capiamo realmente? L’industria della guerra ha bisogno di conflitti, attentati, terrorismo per vendere lo stock dei suoi arsenali o


7 per sperimentare nuova tecnologia militare. Vicino a noi, in Val Trompia, in Provincia di Brescia, ha sede la Beretta, industria che produce armi leggere. Nel 201 4 ha venduto, senza autorizzazione, circa 30.00 pistole all’Egitto, armi usate per la repressione interna. E’ stato grazie allo studio dell’OPAL (Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa) che si è potuto conoscere il traffico vergognoso, ma senza riuscire a sconvolgerlo. -- La ‘Ndrangheta calabrese, ben insediata a Como, gestisce lo spaccio di droghe da anni e si è fatta grande grazie a questa attività. Cosa ne sappiamo noi dei potenti che gestiscono questo mercato di morte che non fa che produrre vittime dall’inizio alla fine del ciclo: 70 morti al giorno in Messico nel conflitto tra i Narcos, poi i morti nel trasporto e quelli nel consumo – vedi le vicende dei boschi di Olgiate. Chi riesce a sconvolgere i progetti dei potenti trafficanti locali? I figli di questo mondo sono più

astuti dei figli della luce E’ vero che i buoni e gli onesti non prendono l’iniziativa, sono altri, i furbi, ad organizzarsi. MI sembra sia proprio ciò che sta succedendo ora a Como nell’accoglienza dei profughi: mentre i Consigli Pastorali sonnecchiano e i Comuni fanno calcoli elettorali, altri, i furbi, si stanno muovendo, coperti da belle etichette a carattere religiosocattolico, “assistendo” centinaia di profughi e facendo affari da centinaia di migliaia di euro. I figli di questo mondo sono furbi, i figli della luce spesso sonnecchiano, se ne lavano le mani. Tuttavia, un gruppetto di realtà capitanate da Acli e Caritas sta facendo la differenza, provando a sconvolgere un progetto statale puramente assistenziale dei profughi con la realizzazione di una “accoglienza formativa”. Dio è misericordioso nello sconvolgere i progetti nefasti dei superbi e noi, sua Chiesa, dove ci siamo persi? Buona Quaresima e buona Pasqua Giusto Della Valle


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VITA COMUNITARIA Concorso presepi 2015: dalla Porta della Misericordia al mondo

Anche quest’anno la premiazione del Concorso Presepi si è svolta il giorno dell’Epifania, subito dopo la processione che, partendo dai Missionari Comboniani, ha portato la statua del Bambino Gesù in chiesa parrocchiale. Il tema di questa edizione 201 5 era “La Porta della Misericordia”. Hanno partecipato cinque gruppi, tre condomini e cinque famiglie. Il gruppo dei ragazzi del secondo anno di discepolato è risultato vincitore, al secondo posto le famiglie Cipolla e Clerici. Ai ‘protagonisti’ la presentazione del loro impegno nella realizzazione del presepio. o in oratorio per pensare e costruire E sp e ri e n za d i ri fl e ssi on e e insieme i presepi, dando spazio alla co m u n i o n e fantasia e alla creatività di ciascuno. Da un po’ di anni, nella nostra C’è il presepe delle “casette”, dove parrocchia, sono partiti i cammini di Iniziazione Cristiana, dove genitori e ogni famiglia ha costruito con figli condividono insieme il cammino materiali diversi case aperte sul mondo, case con porte e finestre di fede. Il percorso prevede la che accolgono chi è lontano. partecipazione attiva ad alcuni C’è il presepe dove la grotta è un momenti significativi della comunità mondo aperto che illumina d’amore parrocchiale. l’umanità fatta di tante persone che Quest’anno le famiglie del 2° anno si tengono per mano e che portano di Discepolato hanno partecipato al ciascuna una sofferenza, un concorso dei presepi. Il tema, “La disagio, una fatica. porta della Misericordia”, ha dato la C’è il presepe che rappresenta il possibilità ai bambini e alle loro mondo sopra un ramo. Sotto tutte le famiglie di riflettere sul Giubileo. sofferenze dell’uomo, compreso il Quattro i presepi realizzati da circa dolore di chi deve lasciare la propria settanta famiglie che, in piccolo terra. gruppo, si sono ritrovate nelle case


9 Infine, un presepe che affronta il tema della misericordia attraverso i dipinti di diversi pittori. Al di là del risultato, che ha premiato il nostro lavoro, l’esperienza più bella è stata sicuramente quella di essere riusciti a condividere momenti di riflessione e aggregazione tra genitori e figli e tra famiglie che insieme vivono il cammino di fede nella nostra comunità. Anna Con se n ti m e n to d i a m ore l o sce l se Ho partecipato quest’anno al concorso presepi con una creazione molto molto semplice, direi quasi “povera” rispetto a tutti gli altri partecipanti, in quanto le statuine presenti erano solo quelle della Natività; il resto era formato da una serie di immagini, pensieri e meditazioni. Il presepe si presentava con la facciata di una normalissima casa con balcone e porta d’entrata, il tutto fatto a mano in legno dal papà falegname. Mi è venuta questa idea perché la porta di una casa che si “apre” è segno di accoglienza, di ospitalità,

di incontro con i fratelli e, come dice il Papa, “il volto autentico di Cristo è quello di un pastore pieno di misericordia che non condanna, ma perdona”. Sulla facciata della casa, insieme alla foto del Papa, comparivano la scritta “MISERICORDIA” (come unione di due espressioni : miseria dell’uomo e cuore di Dio), poi un salmo sulla misericordia, il simbolo della confessione con una preghiera sul peccato, un inno all’Immacolata e sulla porta d’entrata il simbolo del Giubileo e la preghiera del Papa scritta per questo evento mondiale. Sul tetto le parole del Papa scelte per la sua elezione : “MISERANDO ATQUE ELIGENDO” (con sentimento di amore lo scelse). All’apertura della porta, compariva la natività racchiusa in un tronco di castagno posizionato orizzontalmente e scavato all’interno. Monica Ad u l ti e b i m b i i n si e m e Partendo dal tema “La Porta della Misericordia”, la famiglia Clerici ha riprodotto la prima Porta Santa aperta dal Papa in Centro Africa a Bangui e sullo sfondo il


10 mappamondo con le parole ”La Porta Santa apre al mondo intero la Misericordia di Dio Padre”. Dai rami di ulivo messi vicino alla grotta della Natività ed intorno al mappamondo nasce l’auspicio che si realizzi veramente una pace

giusta per tutto il creato. Il presepio, pensato dagli adulti, è stato realizzato coinvolgendo anche i piccoli della famiglia, che con grande entusiasmo si sono impegnati nella sua composizione. Sandro

Ricordando don Giuseppe Notari Il seme che muore porta frutto Eravamo davvero in tanti nella chiesa parrocchiale di Tremezzo, venerdì 8 gennaio, per dare l’ultimo saluto a don Giuseppe Notari che il martedì precedente aveva concluso il suo cammino terreno. Don Giuseppe era nato ad Asnago di Cermenate nel 1 945, appena ordinato sacerdote nel 1 970 fu vicario a Rovellasca e dopo quattro anni venne a Rebbio, succedendo a don Giuseppe Tentori. Rimase con noi sei anni, quindi fu nominato parroco di Pognana, poi di San Giuliano in Como e infine di Tremezzo e Griante. Da alcuni anni la SLA l’aveva progressivamente

bloccato nei movimenti costringendolo lentamente ad abbandonare il ministero attivo. Il Vescovo, nell’omelia del rito funebre, ha richiamato l’esempio del seme, che muore per dare frutto, sottolineando come la terra in cui è caduto il seme di don Giuseppe siamo noi, chiamati a riceverne il testimone per essere a nostra volta dono di un amore che non finisce mai. Quando venne a Rebbio io avevo 22 anni, stavo per iniziare la mia esperienza di insegnante di religione e sentivo la parrocchia e


11 l’oratorio come la mia seconda casa, che però cominciava ad andarmi un po’ stretta. Pur portando lo stesso nome del predecessore, don Notari era completamente diverso da don Tentori: sempre in talare, gemelli ai polsini della camicia, tono di voce pacatoR Se mi fossi fermata al primo impatto avrei subito cercato altrove uno spazio in cui vivere la mia esperienza cristiana. Invece scoprii come la sua finissima attenzione per la liturgia mi aiutava moltissimo a vivere in pienezza la partecipazione ai Riti e alle celebrazioni. Mi spronava a cercare il significato profondo dei gesti condivisi che non sono mai affidati al caso o all’improvvisazione, ma sono frutto di una storia che si evolve, ma non si interrompe mai. Ricordo ancora i foglietti che preparava (e allora non c’era il computer e la stampante!) proponendo testi scelti con cura per sostenere la preghiera e il canto (aveva anche una grande passione per la musica) di noi tutti nelle diverse circostanze. Trovai in lui anche un prezioso sostegno, aggiornato e documentato, per i miei studi in Storia della Chiesa.

Quando alla fine del 1 975 Paolo VI pubblicò l’esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, ce ne propose una lettura approfondita ed estremamente attualizzata. Da allora ho sempre cercato di non dimenticare che “l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni”. La testimonianza di don Giuseppe è passata anche attraverso la fatica più grande, quella della sofferenza fisica che arriva fino all’impotenza ed è stata un insegnamento più grande di tante parole. Ricordando lui non posso fare a meno di pensare ai tanti preti che sono passati nella nostra parrocchia: che campionario! Non uno simile all’altro e non sempre in evidente sintonia! Ma la Chiesa è paragonata da S. Paolo a un corpo dove ci sono molte membra, ciascuna con una sua caratteristica e una sua funzione. Se la diversità è orientata alla comunione davvero potremo testimoniare che “dove due o tre sono riuniti nel Suo nome lì il Signore è presente”(cfr Mt 1 8,20). Laura


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Giornata del Migrante e del Rifugiato Tanti popoli, un solo spirito

Questa la frase-simbolo pronunciata da don Tullio Salvetti, parroco di Monte Olimpino, domenica 24 gennaio, nell'omelia della S. Messa dedicata alla Giornata del Migrante e del Rifugiato. La messa, celebrata presso la parrocchia Beata Vergine Immacolata di Ponte Chiasso, è stata animata da otto delle comunità straniere, presenti nel nostro territorio: Congolese - Angolana, Ghanese, Filippina, Cingalese, Ucraina, Barnabè, Salvadoregna e Pakistana. All'inizio alcuni bambini hanno portato all'altare le bandiere dei loro paesi, mentre nell'offertorio sono stati donati i prodotti tipici. I canti tradizionali nella lingua d'origine e un video finale sulle bellezze artistico-paesaggistiche hanno fatto da cornice alla celebrazione eucaristica. In quest'occasione si è fatta memoria di don Renzo Beretta, parroco di Ponte Chiasso, ucciso il 20 gennaio 1 999 da un uomo che lui aveva aiutato. Don Renzo ha dedicato la sua vita ai poveri,

accogliendoli, ospitandoli, prodigandosi per alleviare le loro sofferenze. Nel suo testamento spirituale del 1 985, egli scrive: ”Quello che ancora ho, non mi è mai appartenuto. Ho ricevuto tutto, tutto appartiene a chi è povero”. Un altro momento significativo della giornata è stata la testimonianza di un gruppo di pakistani, richiedenti asilo politico, che, a Como da quattro mesi, ancora dormono alla stazione S. Giovanni. Commoventi il ricordo delle loro famiglie, soprattutto dei figli, e il loro appello nel chiedere un posto in cui dormire. Alla messa è seguito un pranzo condiviso in oratorio, con assaggi di prodotti delle varie nazionalità e con esibizioni folcloristiche. I giovani hanno organizzato un minitorneo di calcio ed infine giochi per i bambini e deliziose merende per tutti. Questa festa invita tutti a riflettere sul valore dell'accoglienza. Accogliamo persone considerandoli portatori di risorse e di talenti da


13 valorizzare oppure solo “pance da sfamare?” Quanto e come siamo disposti ad impegnarci per aiutare queste persone ad integrarsi nella nostra società?

A ciascuno il suo discernimento con un'unica guida: Il Vangelo. “Ero straniero e mi avete accolto” .

“Saper invecchiare significa trovare un accordo decente tra il tuo volto di vecchio e il tuo cuore e cervello di giovane” (U. Ojetti). Il Gruppo Anziani della nostra Parrocchia rispecchia questo pensiero: persone pronte ad entusiasmarsi, a lasciarsi coinvolgere, a rispondere con slancio e generosità alle richieste d’aiuto, ma, soprattutto, ancora entusiaste della vita. La finalità del nostro Gruppo è semplice: offrire a tutte le persone anziane (e non) l’occasione di uscire un pomeriggio alla settimana per mantenere vivi i rapporti sociali, per parlare con qualcuno, confidarsi, sentirsi attivi e utili. Le proposte sono molte e differenziate, dai pranzi con tombola alle gite, dai momenti di preghiera ai piccoli lavori manuali dove le più esperte aiutano

le meno abili e dove tutte possono esprimere la loro creatività. Costante è l’impegno ad essere vicini a chi ha bisogno di compagnia e aiuto ed è per questo che una volta al mese facciamo volontariato presso la comunità “Il Sorriso” di Cernobbio o ci uniamo agli ospiti della Ca’ d’Industria. Soprattutto con questi ultimi si è instaurato un intenso rapporto di amicizia che ci porta a condividere parecchie attività. Oltre alle occasioni conviviali, alle tombole ed ai laboratori creativi, desideriamo intensificare la nostra presenza in Istituto nei momenti di preghiera. Come Gruppo Anziani abbiamo quindi deciso di assicurare la preparazione e la recita del Santo Rosario il terzo lunedì di ogni mese alle ore 1 5. La recita del Santo Rosario settimanale nei vari reparti

Sara

Gruppo anziani e Ca' d'Industria Una solida amicizia


14 è stata fissata tutti i lunedì alle ore 1 5 al piano terra ed al secondo piano, mentre ogni mercoledì alle ore 1 4:30 il ritrovo è al primo piano dell’Istituto. Ci piacerebbe molto che tante altre persone e associazioni della nostra Parrocchia si unissero a noi, non solo per questo momento di preghiera, ma anche per aiutare gli ospiti durante la S. Messa festiva

delle ore 1 0 e quella che si celebra il primo venerdì del mese. Per organizzare e programmare al meglio queste attività, ci troviamo mensilmente in Ca’ d’Industria e la prossima riunione si terrà lunedì 1 4 marzo alle ore 9:30. Le iniziative e le proposte sono tante e ciascuno può trovare quella che fa per lui, perciòR fatevi avanti! Gruppo Anziani

Nella missione di san Pedro de Carabayllo Camilla, ostetrica in Perù

Domenica 7 febbraio Camilla Quadri, 24 anni, è partita per la missione diocesana di San Pedro de Carabayllo, in Perù, dove resterà per sei mesi lavorando come ostetrica nel policlinico diocesano. Riportiamo la sua riflessione, già pubblicata su Il Settimanale della Diocesi. «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa” (Mc 4, 26-34). A poche ore dalla mia partenza per la diocesi di Carabayllo, all’estrema

periferia della città di Lima, in Perù, eccomi davanti alla pagina del Vangelo di oggi (29 gennaio). Parole che generano in me forti emozioni e grandi paure! Eccomi qui... col cuore pieno di gioia! Ho avuto in dono la possibilità di realizzare un’esperienza di vita dall’altra parte del mondo, un’occasione significativa per vivere incontri e per costruire relazioni. Ho avuto in dono la possibilità di fare l’ostetrica presso il dispensario della diocesi. Non sarà cosa semplice ma sono certa che vivrò un’esperienza formativa e arricchente. Eccomi qui... con tutte le mie paure!


15 Vivrò in un paese lontano, in una terra che non conosco, lontano dalla mia famiglia e dalle sicurezze quotidiane. Eccomi qui... con le mie domande! Quella che più spesso ho sentito negli ultimi mesi è stata “Ma chi te lo fa fare?”. Beh la risposta è semplice. La mia motivazione la si comprende da tutti quei grazie detti e non in questo periodo. Quindi un grazie a... A don Federico e a don Giusto che con il loro esempio mi hanno insegnato a non voltarmi mai dall’altra parte. A Gabriella che ha creduto in me e mi ha aiutata a costruire e a realizzare questo progetto. Al gruppo “Legami” che mi ha preso per mano e mi ha aiutato ad aprirmi sempre più agli altri. Ai miei amici dell’associazione Trebisonda che mi hanno insegnato a lottare per ciò in cui credo. Ai ragazzi dell’oratorio di Rebbio e agli educatori coi quali ho condiviso importanti momenti della mia vita. Ai ragazzi conosciuti nelle esperienze fatte in Romania e in Palestina che mi hanno sempre fatto sentire a casa in terra straniera. Alle mie amiche ostetriche con cui ho condiviso momenti forti.

A tutti quegli amici miei amici e amiche che mai come in questo periodo mi sono stati accanto anche con una semplice preghiera. Alla mia numerosa famiglia per aver sostenuto questo mio progetto e per avermi insegnato a vivere la vita con impegno ed allegria. Infine grazie a don Ivan e a don Roberto, missionari della diocesi di Como, per l’opportunità e per aver contribuito a creare un altro pezzo di questo intenso e bel cammino». Camilla A Camilla, con affetto il sostegno e la preghiera di tutta la comunità parrocchiale.


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IL BELLO DEL NOSTRO QUARTIERE La fontana monumentale di Camerlata

A cosa serve una fontana? La domanda potrebbe apparire oziosa se così asetticamente posta in relazione magari agli innumerevoli e certamente più pressanti problemi che affliggono le persone ogni giorno. Ma non si tratta soltanto di stabilire una presunta graduatoria tra le necessità umane valutate di primaria importanza e quelle in un certo senso considerate più voluttuarie. Forse il problema è proprio quello di definire all'attualità quel "panem et circenses" (pane e divertimento) che per tantissimo tempo ha rappresentato l'allontanamento capzioso della "plebe" e della piccola borghesia da una reale partecipazione alla vita pubblica. Ma una fontana è in primis un apparecchio che consente l'attingimento dell'acqua, funzione che per molto tempo è stata di fondamentale importanza, soprattutto quando l'acqua corrente non era nella disponibilità della maggioranza delle persone; così

come i lavatoi pubblici furono per molti anni il luogo deputato di un certo lavoro femminile antecedente però alla civiltà dei consumi. La fontana monumentale di Camerlata si inserisce nella fattispecie del tipo "ornamentale", e fu ideata negli anni Trenta del secolo scorso dall'architetto Carlo Cattaneo e dal pittore Mario Radice, con la collaborazione realizzativa nel luogo di costruzione attuale, anche del nostro concittadino rebbiese Adalberto Parravicini, scomparso qualche anno fa. Essa si presenta come una scultura astratta, (senza alcun tipo di collegamento con Volta e la sua pila, come vorrebbero alcune leggende metropolitane, NDR) il cui prototipo venne montato nei giardini della Triennale di Milano. Invece la sua concreta posa in opera nel sito dove ancora oggi si trova è databile intorno all'inizio degli anni sessanta. Questa fontana è stata oggetto di


17 una recente azione di restauro, che ha determinato altresì anche un vivace dibattito pubblico in merito. Tuttavia perché si dovrebbe spostare (secondo una certa tesi) questa composizione dal luogo dove gli ideatori hanno pensato che la stessa dovesse essere realizzata? Magari con lo scopo certamente meritorio di preservarla, ma impoverendo così un territorio già di per sé non ricco di elementi di qualità urbana. Non vi sono elementi sufficienti che muovono in questa direzione, semmai potrebbe essere l'occasione per incentivare

un nuovo ridisegno della piazza Camerlata (attualmente adibita prevalentemente a svincolo stradale), più rispettoso delle necessità di vivibilità dei cittadini ed anche dei turisti. Insomma molti residenti (e probabilmente non solo essi), per dirla parafrasando il titolo di un film del regista inglese Ken Loach, vorrebbero oggi forse non più il vetusto ed ambiguo "panem et circenses", ma magari il più convincente e contemporaneo "pane e le rose". Andrea Rinaldo


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Gli 88 anni di don Frumento Un operaio nella vigna del Signore

Lunedì 1 8 gennaio, mons. Gianfranco Frumento, ora ricoverato presso la Ca’ d’Industria di Via Brambilla, a Como, ha compiuto 88 anni, molti dei quali spesi a servizio della scuola e della catechesi, a livello diocesano e nazionale. In una pubblicazione di Itinerarium, la rivista multidisciplinare dell’Istituto Teologico S. Tommaso di Messina, Luigi La Rosa, docente di catechetica, definisce mons. Frumento ‘un operaio instancabile nella vigna del Signore’, ripercorrendone il lavoro non semplicemente attraverso una nota biografica, bensì sottolineando proposte e pensieri. I suoi studi, pur necessitando di una revisione, con i tempi che cambiano, possono costituire ancora oggi motivo di riflessione per quanti operano nel campo della catechesi. Interessanti alcune osservazioni relative all’’attivismo pedagogico’ di don Frumento: “ Mai catechismo senza Sacra Scrittura; questa deve sostanziare di sé tutta la catechesi

sia attraverso l’esposizione sistematica della Storia Sacra sia mediante la spiegazione tematica. [R] E nello stesso tempo, mai catechismo senza liturgia. Sono due termini di un binomio inscindibile: ciò che il catechismo presenta in modo sistematico, la liturgia lo fa vivere attraverso il rito.“ “L’accostamento alla Bibbia, alla dottrina e alla liturgia – si legge ancora nell’articolo di La Rosa – hanno bisogno del metodo. E un vero metodo catechistico è rispettoso delle leggi che regolano la crescita del fanciullo, [R] per cui un metodo catechistico efficace deve essere ciclico e graduale, intuitivo e sensibile, attivo e vitale.” Alcuni passaggi dell’articolo rivelano una estrema attualità di quanto don Frumento proponeva negli Anni Settanta: “L’educazione alla preghiera e non a dire le preghiere, anche se le formule sono utili, è un’opera di équipe: la famiglia, il gruppo catechistico, la vita parrocchiale. Ma fondamentale è il ruolo della famiglia, piccola


19 Chiesa domestica. Non sempre è possibile in casa avere l’angolo della preghiera, ma è sempre possibile creare un clima di preghiera comunitaria grazie allo stile di vita della famiglia, al tipo di conversazioni, al modo di giudicare gli eventi. I momenti stabili del mattino e della sera e dei pasti si arricchiscono lungo l’anno con i momenti delle feste liturgiche, con gli anniversari e le parole spontanee si nutrono di Bibbia e di liturgia, della vita dei santi e dei fatti di cronaca e degli avvenimenti ecclesiali. E’ su questo sfondo di esperienze che la catechesi parrocchiale può produrre frutti di vera spiritualità.” Erano anni ricchi, quelli del post-

Concilio, “un decennio in cui il movimento catechistico raggiunge una grande unità di intenti e di prassi, dando l’esempio di una Chiesa che vive la comunione, mentre intreccia le scelte catechistiche con i piani pastorali, segnati dal primato dell’evangelizzazione, della comunione e della carità.” A don Gianfranco gli auguri e il ricordo nella preghiera da parte della nostra comunità, sua parrocchia di origine, in cui, sotto la guida di don Alfonso Bianchi (nipote del beato Scalabrini, esponente di spicco del movimento catechistico italiano), ha mosso i primi passi come catechista. a.s.

DOMENICA 1 2 GIUGNO ore 1 0.00: S. messa - festa degli anniversari di matrimonio. Le coppie che ricordano l'anniversario del matrimonio segnalino a don Giusto o a padre Agostino la loro adesione.


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IL CONSIGLIO DELL‛US ALEBBIO SI RINNOVA Il 21 febbraio 201 6 al termine dell’assemblea annuale dei soci il Consiglio direttivo ha nominato le seguenti nuove cariche della Società sportiva US Alebbio previste dallo Statuto: PRESIDENTE Graziella Lanni VICE PRESIDENTE Cristiano Scandella SEGRETARIO Mario Cappelletti CONSIGLIERI: Angelo Molteni, Patrizia De Vivo, Mauro Borghi, Grazia Fenderico, Giorgio Taiana, Ines Tacci, Laura Carli Moretti, Salvatore Giordano, Giuseppe Udenzi, Pasquale Esposito, Antonio Lamarucciola, Maria Genovese, Elisabetta Daprà, Ernesto Longaretti ed il parroco don Giusto della Valle Sarà questo gruppo che per i prossimi quattro anni si occuperà del progetto educativo che l’US

Alebbio propone attraverso l’attività sportiva ai bambini, ai ragazzi e ai giovani nelle discipline del basket, del calcio e del volley. Gli atleti attualmente iscritti sono duecento ma si cercherà, attraverso l’impegno di tutti, di promuovere le attività affinché questo numero cresca e l’US Alebbio sia sempre più al servizio della nostra comunità e del nostro quartiere ma soprattutto al servizio del ragazzi. Per dovere di organizzazione si sono dovute individuare delle persone a cui affidare le cariche societarie e le responsabilità ma io sono fermamente convinta che quando si parla di educazione di crescita dei nostri ragazzi tutti siamo responsabili allo stesso modo. Io in un gruppo che lavora insieme per un fine comune credo molto: si mettono a disposizione le diverse capacità e le competenza, il tempo e le intuizioni. Ho addirittura la presunzione di pensare che ci abbia creduto anche quel gruppo


21 che 62 anni fa ha fondato nostra Società sportiva. A loro e a chi in questi anni ha lavorato per questo, va la nostra riconoscenza. Se un progetto dura nel tempo vuol dire che vale. Il mio grazie va ai consiglieri uscenti, all’ex presidente Cristiano Scandella che sarà comunque il mio vice e che mi affiancherà in questo compito, a don Giusto per la ricchezza della sua presenza.

Ai nuovi consiglieri, ai responsabili dei vari settori, agli allenatori auguro buon lavoro. Alla comunità di Rebbio, ai gruppi che ci sono in Parrocchia, ai genitori chiedo di sostenerci. Se qualcuno ha proposte, idee, consigli, esperienze non esiti a comunicarli: saranno preziosi per migliorarci e guardare avanti. Graziella Lanni


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CALENDARIO LITURGICO

LE SANTE QUARANTORE

GIOVEDI 1 0 MARZO ore 8.30: Santa Messa e Liturgia Eucaristica di apertura e Adorazione ore 1 4.30: Adorazione per i ragazzi delle medie ore 20.30: Santa Messa di chiusura adorazione VENERDI 11 MARZO ore 8.30: Santa Messa con meditazione, segue Adorazione per tutta la giornata ore 9.30-1 2.00 e 1 4.30-1 6.30: Confessioni ore 1 0.00: Santa Messa presso la Ca' d'Indisrtia ore 20.30: Via Crucis preparata dai catechisti SABATO 1 2 MARZO ore 8.30: Santa Messa con meditazione e Adorazione ore 1 5.00: Adorazione guidata per i ragazzi elementari Confessioni per tutta la giornata in preparazione Giubileo ore 1 7.00: Chiusura Sante Quarantore, canto dei Vespri e benedizione Ore 1 7.30: S. Messa prefestiva LUNEDI 1 4 MARZO ore 8.30: Santa Messa ore 20.30: Santa messa per i defunti, segue processione al cimitero La predicazione delle Sante Quarantore sarà tenuta da don Luigi Savoldelli MERCOLEDI 1 6 MARZO ore 20.30: S. messa dai padri comboniani VENERDI 1 8 MARZO ore 20.30: Via Crucis itinerante – via Spartaco


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Giubileo parrocchiale Anno Santo 2016

La conclusione delle giornate eucaristiche avrà una particolare rilevanza per la nostra comunità d om e n i ca 1 3 m a rzo con il pellegrinaggio al santuario SS Trinità Misericordia di Maccio per il dono dell'indulgenza dell'Anno Santo giubilare. Questo il programma dettagliato: ore 6 . 3 0 partenza dal piazzale oratorio, a piedi per il Santuario di Maccio; ore 7 . 3 0 partenza dal parcheggio cimitero per tutti coloro che con mezzi propri o con il pullman messo a disposizione dalla parrocchia raggiungeranno il parcheggio nelle vicinanze del Santuario di Maccio; ore 8 . 0 0 : ritrovo di tutti pellegrini al parcheggio di Maccio; si potrà così ultimare tutti assieme il breve tratto che ci conduce alla porta santa del santuario. ore 8 . 3 0 S. Messa concelebrata che conclude il dono dell'indulgenza del giubileo. Al termine ritorno in parrocchia sia con mezzi propri che con il pullman. P e r l ' a vve n i m e n to stra ord i n a ri o ch e d e ve coi n vol g e re tu tta l a n ostra com u n i tà , son o sosp e se l e S S . m e sse d e l l e ore 7 . 3 0 e 1 0 . 0 0 . Ve rrà ce l e b ra ta l a S . M e ssa ve sp e rti n a d e l l e ore 1 8 . 0 0 .


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SETTIMANA SANTA DOMENICA 20 MARZO - Le palme ore 9.30: benedizione dell’ulivo al piazzale del cimitero; segue processione alla chiesa e S. messa. La distribuzione dell’ulivo alle famiglie sarà coordinata da giovani, catechisti e messaggeri Focolare. GIOVEDI SANTO 24 MARZO ore 1 0.00: S. messa del Crisma in duomo ore 1 6.00: confessioni in chiesa ore 20.30: S. messa in coena domini, segue veglia guidata ore 22.00 -23.00 adulti ore 23.00 – 24.00 giovani VENERDI SANTO 25 MARZO ore 9.00 recita comunitaria delle lodi ore 9.30 e 1 6.00: confessioni ore 1 7.30: celebrazione della passione del Signore ore 20.30: via Crucis dai missionari comboniani alla chiesa SABATO SANTO 26 MARZO ore 9.00: recita comunitaria delle lodi ore 1 5.00: confessioni ore 21 .00: veglia pasquale DOMENICA 27 MARZO - Santa Pasqua ore 7.30 e 1 8.00: SS. messe ore 1 0.00: S. messa concelebrata LUNEDI 28 MARZO - lunedì dell’Angelo ore 1 0.00: S. messa DOMENICA 8 MAGGIO ore 1 0,30 santa cresima


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ANAGRAFE PARROCCHIALE B a tte zza ti n e l l a fe d e d e l l a Ch i e sa e d e i G e n i tori 201 5 11 PANEBIANCO JOSHUA 1 2 CANNATA GIOVANNI

201 5 69 70 71 72 73 74 75 76 77

Ci h a n n o p re ce d u to n e l l a ca sa d e l S i g n ore

CATTANEO IVAN ALONZO MARIA LAVACCA MICHELINA TASSONE ROSA SPEZZAFERRO VINCENZO BOSISIO GAETANO MAZZOLENI LUCIA CLAPS MARGHERITA CLERICI LUIGIA

201 6 1 2 3 4 5 6 7 8 9

CICERI ANGELA NOTARI DON GIUSEPPE CASELLI MASSIMO FASOLA PALMIRA SEREGNI ANTONIETTA PETROLO BARTOLOMEO DE VECCHI ROSANNA MORELLI ALDO GHELFI ANTONIO


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CONTATTI UTILI don Giusto Della Valle (parroco) tel. 031 520622 - cell. 366 7090468 e-mail: giustodellavalle@gmail.com Padre Agostino Quadrio (collaboratore parrocchiale) cell. 3393849060 Roberto Bernasconi (diacono) tel. 031 521 332 ComunitĂ La Missione tel. 031 431 0792 Padri Comboniani tel. 031 5241 55 SANTE MESSE Feriali: ore 8.30 Prefestivi: ore 1 7.30 Domeniche e Festivi: ore 7.30 - 1 0.00 - 1 8.00

il Focolare numero di marzo 2016  

Periodico di informazione della comunità di Rebbio (CO)

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