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IN QUESTO NUMERO ANNO DELLA FEDE : 201 2-201 3

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DON GIUSTO: CONSIDERALO COME FRATELLO 4 VITA COMUNITARIA

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RICORDIAMO MARIO BIANCHI

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FESTA PATRONALE DI SAN MARTINO

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FESTA DELLA MADONNA DELLA CONSOLAZIONE 1 6 IL SITO DELLA NOSTRA COMUNITA’

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RECENSIONI

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CALENDARIO LITURGICO

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ANAGRAFE PARROCCHIALE

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CONTATTI UTILI

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IN QUESTO NUMERO ANNO DELLA FEDE : 201 2-201 3

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DON GIUSTO: CONSIDERALO COME FRATELLO 4 VITA COMUNITARIA

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RICORDIAMO MARIO BIANCHI

8

FESTA PATRONALE DI SAN MARTINO

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FESTA DELLA MADONNA DELLA CONSOLAZIONE 1 6 IL SITO DELLA NOSTRA COMUNITA’

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RECENSIONI

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CALENDARIO LITURGICO

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ANAGRAFE PARROCCHIALE

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CONTATTI UTILI

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ANNO DELLA FEDE 201 2-201 3 S i g n ore , a u m e n ta l a m i a fe d e Signore, Dio della mia vita, guarda alla mia debolezza e aumenta la mia fede. Sono molte le cose che non comprendo: gli episodi spiacevoli e amari della vita, il tuo silenzio quando ti invoco…… Io mi metto davanti a te, fiducioso di stare alla tua presenza, sicuro che nessuna delle mie preghiere cadrà nel vuoto, perché tu sei un Dio fedele e buono. Parla al mio cuore nella celebrazione eucaristica, istruiscimi in ogni cosa, illumina la mia debole mente perché possa riconoscerti presente e vivo accanto a me. Aumenta la mia fede, Signore, aiutami a credere in te quando le ombre sembrano prevalere; aiutami a fidarmi della tua Parola e insegnami a lasciarmi guidare docilmente da te, che sei l’amore senza fine.

Guidami, luce amabile, nelle tempeste della vita e conducimi verso il porto sicuro. So che la tua mano forte non mi lascerà e mi condurrà ancora, sia pure attraverso le difficoltà della vita, sino a quando giungerò nella tua dimore eterna. Amen


3 PREGHIERA CONCLUSIVA DELLA LETTERA ENCICLICA LU M E N F I D E I DEL SOMMO PONTEFICE FRANCESCO AI VESCOVI, AI PRESBITERI E AI DIACONI, ALLE PERSONE CONSACRATE E A TUTTI I FEDELI LAICI SULLA FEDE A Maria, madre della Chiesa e madre della nostra fede, ci rivolgiamo in preghiera. Aiuta, o Madre, la nostra fede! Apri il nostro ascolto alla Parola, perché riconosciamo la voce di Dio e la sua chiamata. Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi, uscendo dalla nostra terra e accogliendo la sua promessa. Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore, perché possiamo toccarlo con la fede. Aiutaci ad affidarci pienamente a Lui, a credere nel suo amore, soprattutto nei momenti di tribolazione e di croce, quando la nostra fede è chiamata a maturare. Semina nella nostra fede la gioia del Risorto. Ricordaci che chi crede non è mai solo. Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù, affinché Egli sia luce sul nostro cammino. E che questa luce della fede cresca sempre in noi, finché arrivi quel giorno senza tramonto, che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore! Francesco


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LA RIFLESSIONE DI DON GIUSTO Consideralo come fratello

“Quando offri un pranzo o una cena non invitare i tuoi amici, i parenti, i ricchi vicini perché anch’essi a loro volta ti invitino e tu abbia il contraccambio ma invita persone che non abbiano da contraccambiarti” Luca 1 4 L’estate volge al termine ed i colori dell’autunno cominciano a farsi vedere e questa paraboletta di Gesù può aiutarci a fare un po’ di luce in noi. Chi ha potuto durante l’estate è andato in vacanza o in famiglia a visitare i propri cari in ogni regione d’Italia o in Marocco, Tunisia, Turchia… Gesù dice: quando fai qualcosa fallo gratis non per il solo senso del dovere o per contraccambiare una visita oppure attendendo un “ritorno”. Il ritorno può essere la considerazione che gli altri avranno su noi, il prestigio, l’immagine. Agisci, direbbe il profeta Ezechiele, secondo lo Spirito

dato da Dio che trasforma i cuori di pietra in cuori di carne; agisci con un cuore libero, aperto a tutti e non solo ai soliti. Allora ci chiediamo: con chi abbiamo passato l’estate? Solo con i soliti o con tutti coloro che il Signore ci ha messo sul cammino? E chi era “perduto” siamo andati a cercarlo? E di fronte ai grandi conflitti come quello in Siria abbiamo chiuso gli occhi, abbiamo fatto l’abitudine al conteggio dei morti o viviamo l’inquietudine dell’impotenza, la vigilanza della preghiera, l’operosità dell’informazione, dello studio del sostegno alle associazioni che agiscono? ( A Como c’è l’Associazione Rose di Damasco rosedidamasco@gmail.com tel. 333 5706437 ) Agli inizi del mese di giugno sono stato invitato dalle Famiglie di Via Magni 7 per un momento di festa condominiale e, di


5 seguito, in via Lissi, in Via Grilloni ed in altri condomini ci si è organizzati in modo spontaneo per far festa, tutti quanti eravamo invitati senza distinzioni. Mi viene poi da ringraziare il gruppo Anziani ed i volontari della CGIL poiché fanno da ponte tra il nostro quartiere e Ca’ d’Industria, la “nostra” casa di riposo. Ricordo alcuni momenti proposti, la visione delle opere di Verdi, l’orto, le tombolate del I° lunedì del mese, il pranzo e la cena.

Posso però anche dire per contro che troppe poche persone nelle nostra comunità si interessano alla Ca D’industria dare vivono anziani che spesso non hanno da “contraccambiare” come dice il Vangelo di Luca. Concludo con un invito che faccio a tutti noi: quando si ammala qualcuno che noi conosciamo quando un nuovo vicino di casa arriva quando uno “sconosciuto” vicino di casa se ne va quando si sposa qualcuno che conosciamo quando muore qualcuno che non conosciamo quando si battezza un bambino non conosciuto quando … consideralo come fratello e agisci come fosse tuo fratello. Giusto Della Valle


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VITA COMUNITARIA Domenica 9 giugno I n fe sta p e r g l i a n n i ve rsa ri d i m a tri m on i o Insieme alla cronaca della giornata, una bella testimonianza di una delle coppie che hanno fatto festa con l’intera comunità parrocchiale Il 9 giugno, nella nostra parrocchia, ben diciannove coppie hanno festeggiato i loro 55, 50, 45, 40 e 30 anni di unione matrimoniale. La chiesa era piena di amici, parenti e non solo che hanno condiviso con noi questa ricorrenza speciale. Papa Karol Wojtyla diceva “Chi ha conosciuto la gioia dell'incontro col Cristo, non può tenerla chiusa dentro di sé, ma deve irradiarla”, così don Giusto ha invitato noi coppie a presentarci alla comunità e, nel corso della cerimonia, ci ha dato modo di testimoniare con grande emozione come la fede abbia alimentato il nostro amore e

guidato il cammino percorso insieme, dandogli un senso e aiutandoci a superare gli ostacoli incontrati. Abbiamo, quindi, pregato per i giovani, affinché guardino ad un percorso di coppia uniti nell’amore e nella fede, per le coppie in difficoltà, perché trovino la forza di superare questi momenti di crisi, e per coloro che hanno fatto parte della nostra comunità e che dal Paradiso hanno festeggiato il loro cinquantesimo e quarantesimo anniversario di matrimonio (Enrico Roncoroni e Giordano Saldarini). Abbiamo, infine, rinnovato le promesse nuziali con piena consapevolezza e con la partecipazione commossa di tutta l’assemblea. Grazie a tutti per esserci stati vicini e aver contribuito a rendere così intensa e sentita questa giornata! Eugenia e Giancarlo


7 Siamo Antonella e Nicola Tagliacozzo, ci siamo sposati il 23 luglio 1983 e da circa quindici anni viviamo a Rebbio. Oggi, come trenta anni fa, ricordiamo quel giorno sull’altare: due giovani sposi, poco più che maggiorenni, con il cuore pieno d’amore e il desiderio di promettersi per tutta la vita “in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà, nella gioia e nel dolore”. Questo ci siamo promessi davanti a Dio, nostro unico testimone. Dalla nostra autentica unione sono nati Ilaria e Giuseppe, oggi giovani adulti, cresciuti con l’educazione del rispetto e dell’amore per gli altri, il valore della semplicità e dell’essenzialità. Siamo cresciuti insieme ai nostri figli in una piccola casa, convinti che non era importante averne una più grande, bensì riempire d’amore quel nostro piccolo nido. Ed è proprio questa la ricchezza della nostra famiglia, la porta sempre aperta, pronti ad accogliere i meno fortunati. Tutti siamo presi di impegni, indaffarati, abbiamo poco tempo, ma oltre alle tante cose urgenti, ci sono anche le cose importanti. Bisognerebbe sempre trovare il tempo di prendersi cura delle persone care, il

coraggio di testimoniare la bellezza del matrimonio, la forza di un sacramento che lega per sempre e libera il cuore. La vita, però, ci ha messo inesorabilmente alla prova, la perdita di un genitore, la malattia, la perdita del lavoro, i problemi economici: sono prove dure da superare e, se la famiglia non è più che salda nell’amore di Dio, è facile cadere nel baratro della disperazione e perdere la fede. Vogliamo dire a tutti che vale la pena essere sposi, è difficile e faticoso, ma possibile con l’amore meraviglioso di Dio e dei nostri cari. Grazie a tutti!


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RICORDIAMO MARIO BIANCHI Lo scorso mese di maggio Mario Bianchi è tornato alla casa del Padre, dopo una lunga malattia. La stampa locale ne ha ricordato le doti umane e organizzative e l’impegno in diocesi, nell’organizzazione di tanti pellegrinaggi, e a favore della Chiesa Madre di Gerusalemme. Il GTR, di cui Mario è stato fondatore e presidente, gli ha dedicato un opuscolo, fatto di immagini, “gratitudine e riconoscenza”. Il Focolare, richiamando la sua presenza costante nella vita della parrocchia, propone alla riflessione dell’intera comunità l’omelia preparata da don Angelo Riva per il funerale di Mario: ne emerge la figura di un laico impegnato, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II. E per sottolineare il legame con la Terra Santa, un breve ricordo dal pellegrinaggio diocesano, guidato dal vescovo Diego, lo scorso agosto. l’amore eterno del Padre e del S a b a to 2 5 m a g g i o Figlio. Lui che fra di noi è stato N e l ri cord o d i M a ri o B i a n ch i prima figlio, quindi sposo e poi Il nostro amico e fratello Mario ha padre. E lo vogliamo ricordare così: fatto ritorno alla casa del Padre. Ci come figlio, come sposo, come ritorna come figlio amato, lavato padre. nelle acque del Battesimo, consacrato dal crisma dello Spirito, Ca ro M a ri o, a n zi tu tto se i sta to fi g l i o. nutrito dal Pane della vita eterna. In Figlio della tua famiglia naturale, dei questo giorno non possiamo esser tuoi genitori, con le tue sorelle. Ed è tristi, come quelli che sono senza speranza, ma dobbiamo avere fede bello pensare a quel ricongiungimento familiare che si in Dio, come ci ha detto il Vangelo. realizza oggi in cielo. La tua Nella fede anche l’abbraccio gelido mamma (che affettuosamente ti della morte, che ci strappa via le chiamava ul mè Mario) può persone care, è in realtà un’onda nuovamente stringerti a sé, come salutifera, che avvolge il nostro nel giorno in cui ti diede alla luce amico e fratello Mario, e lo (che era esattamente come domani, trasferisce per sempre dentro


9 il 26 maggio del 1 946). Sei stato poi figlio di questa parrocchia, di questa comunità parrocchiale di Rebbio. Un legame forte di appartenenza. Se adesso ci troviamo qui – e non in Cattedrale, come l’afflusso massiccio di tanta gente avrebbe consigliato – è solo per una tua precisa disposizione (“qui sono nato, qui ho vissuto, qui voglio essere funerato”). Figlio di questa comunità che in molti modi hai cercato di servire, dal consiglio pastorale, alla banda, al cine-teatro, alla commissione liturgica. Figlio dei sacerdoti di questa comunità cristiana. Cresciuto alla scuola dei don Scacchi e don Magnoni (oltre che del compianto don Bruno Ricca di Lucino), hai sempre manifestato un rispetto assoluto, una venerazione vecchia maniera per la teoria di “prevosti” che si sono negli anni succeduti alla guida di questa parrocchia. E non solo per loro, ma in generale hai sempre manifestato una grande considerazione per tutti i sacerdoti, per i vicari, e per i diversi “don” con i quali per un motivo o per l’altro, spesso a causa dell’organizzazione di viaggi e pellegrinaggi, sei venuto

a contatto. Ai prevosti di Rebbio (tutti, fino a don Tullio, don Renato e don Giusto) non hai mai risparmiato le tue critiche, se del caso, ma sempre anteponendo il rispetto dovuto al ruolo e lasciando la parola ultima all’obbedienza filiale. Con noi preti eri uno alla vecchia maniera, Mario, e non lo dimenticheremo. Sei stato figlio non solo della comunità di Rebbio, ma anche della Chiesa Madre di Gerusalemme. Sappiamo quanto profondamente il tuo cuore fosse legato alla terra di Gesù. Prima come pellegrino, poi come cavaliere dell’Ordine del Santo Sepolcro, di cui hai percorso il cursus honorum fino al grado di Gran Croce, sempre con le porte spalancate della generosità e della beneficenza, talvolta anche della munificenza. Dalle suore di Effatà al seminario di Beit Jala sono molti i poveri di Palestina che ti ricorderanno, e molte le realtà cristiane cattoliche di Terra Santa che ti annovereranno nel giardino dei giusti. Mario, avevi doti di architetto della carità, sapendo coinvolgere e ingaggiare forze e competenze diverse attorno ad un preciso obiettivo benefico, si


10 trattasse di carpentieri, idraulici, elettricisti o della semplice oblazione della vedova donata a sostegno delle opere di Terra Santa. La presenza qui del Vescovo di Nazareth e la vicinanza del Patriarca Latino di Gerusalemme sono qui a testimoniare la riconoscenza della Chiesa Madre di Gerusalemme per questo figlio venuto da lontano ma carico di passione, entusiasmo e capacità organizzativa. D op o ch e fi g l i o, e p ri m a d i e sse re p a d re , M a ri o se i sta to sp oso e m a ri to. E qui il pensiero va a te, Cristina. Solo tu custodirai nel cuore che tipo di sposo e marito è stato il tuo Mario. Noi oggi possiamo solo dirti grazie. Aggiungendo – a prezzo di apparire banali – che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Nel modo tenero e forte con cui tu gli sei stata accanto, soprattutto negli ultimi, dolenti giorni della sua parabola di vita, ci hai mostrato come sa amare una sposa. Grazie. Uno sposo sostiene la sua casa con la forza del suo lavoro. Figlio della

nostra terra laboriosa ed economa, Mario, hai lavorato alacremente, con ingegno, passione e vitalità grande, per quella che volevi fosse assai più che una agenzia di viaggi. Nei Viaggi di Oscar ricercavi ovviamente la giusta mercede, ma insieme la tessitura di una rete di relazioni fra le persone, e non senza un’attenzione a quella dimensione di evangelizzazione


11 così strettamente connessa o connettibile ai viaggi, al turismo, ai pellegrinaggi. Mi sia consentita un’osservazione. Noi che stiamo rievocando il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e la riscoperta fatta dal Concilio della vocazione profetica, sacerdotale e regale dei fedeli laici, chiamati, in forza del loro Battesimo, ad animare le realtà del mondo, a permeare di spirito evangelico il mondo del lavoro, dell’economia, della cultura, del tempo libero, insomma ogni quotidiana attività che l’uomo suda sotto il sole, possiamo dire che l’amico e fratello Mario, nel modo con cui ha interpretato e vissuto la sua vocazione professionale, il Concilio l’ha a suo modo incarnato e vissuto. Capire che dietro ogni viaggio o pellegrinaggio non c’era solo un business da monetizzare, ma una rete di rapporti da tessere, un veicolo di evangelizzazione, un gruppo per il quale appassionarsi, questo rappresenta un’intuizione “laica” della quale ti siamo debitori. Noi chiamati ad essere nel mondo non semplici turisti ma pellegrini, come chi sa di non avere quaggiù

una dimora stabile, ma cammina con la nostalgia del ritorno alla casa paterna. I l n ostro a m i co e fra te l l o M a ri o è sta to sop ra ttu tto u n p a d re . Padre anzitutto dei tuoi figli, Michel e Miriam (che affettuosamente chiamavi la Tata). Figli che erano il centro e il cuore della tua dedizione paterna. Figli nel cui nome (Michel in onore dell’amico fraterno e storico Patriarca di Gerusalemme Michel Sabbah; Miriam in ricordo della Madre di Dio regina di Palestina) già si annunciava la tua paternità ben più grande ed estesa di quella biologica, in particolare una paternità di aiuto e di sostegno alle vocazioni sacerdotali della giovane e vivace comunità cattolica di Terra Santa. Oggi questi figli adottivi sono qui: Aziz, Nidal, Wissam, sacerdoti di Cristo. Loro potrebbero raccontarci dell’affetto, della premura, dell’amore di predilezione che hanno ricevuto dal loro padrino Mario. Loro potrebbero narrarci quanto della loro vocazione si possa ascrivere all’adozione a distanza degli amici di Rebbio. Un modello che ha contagiato anche


12 altre parrocchie della nostra Diocesi spingendole ad intraprendere la stessa strada. I preti di Palestina, tuoi figli. E qui permettetemi un ricordo personale. Quando arrivai a Rebbio, prete novello, ventun anni or sono, pochi possedevano un telefono cellulare. Mario era uno di questi. Bene, se ora andaste a spulciare nella rubrica del mio telefono cellulare vanamente vi cerchereste il numero del Mario. Perché non ho mai avuto bisogno di registrarlo, quel 3482268351 , a furia di digitarlo sul telefono fisso ho finito per memorizzarlo in fretta. Fra me e te c’è stato da subito un legame bello, frequente e importante. Augurerei a ogni sacerdote giovane di poter incontrare, nei primi anni di ministero, una vicinanza così soda, schietta, leale e di grande sostegno. Quando circa venti giorni fa ci siamo incontrati a casa tua e ci siamo detti senza tanti giri di parole che per te era cominciato il conto alla rovescia, l’ultimo tratto di strada, che non sapevamo quanto sarebbe stato lungo, ma che certamente sarebbe stato l’ultimo, Mario, io mi sono sentito di dirti

grazie, perché in questi ventun anni in te avevo trovato come un padre. E credo che tanti preti transitati per la parrocchia di Rebbio potrebbero ripetere la stessa cosa. La tua paternità, Mario, l’hai espressa poi in quella che possiamo considerare la tua creatura prediletta: il GTR, Gruppo Turistico Rebbiese. Un Gruppo che superficialmente qualcuno potrebbe considerare un’allegra brigata dove si va a spasso, si mangia e si beve, ma per il quale, invece, solo un nome appare veramente appropriato: fraternità cristiana. Mario, hai voluto il GTR come insieme di persone legate da un’amicizia inossidabile, fiorita nel grembo genuino della fede e che vince il tempo. Il segno distintivo di questa amicizia non sono mai state le battellate o i viaggi, ma, per tua espressa volontà, la vicinanza ai malati e il ricordo dei defunti del GTR. Quanto sia importante restare vicini ai malati, lo avevi appreso in particolare dagli insegnamenti di don Magnoni, e lo hai trasmesso a tanti di noi (io sono fra questi). Ancora ti ricordiamo quando, nei giorni dell’Epifania di quest’anno,


13 volesti testardamente trascinarti, pagando non poco lo sforzo fisico, al quarto piano di un condominio senza ascensore per portare l’ultimo saluto all’amico Enrico Roncoroni. I defunti che con grande insistenza tu ci invitavi a ricordare ti accolgono oggi alle porte del Paradiso. A novembre, presso il cimitero di Rebbio, quando si farà l’annuale appello degli amici del GTR che non ci sono più, avremo un altro nome da declamare forte, il primo di una lunga lista. Certo, come padre sapevi essere a volte anche un po’ padrone. Uomo di tempra forte, uomo di governo, non troppo avvezzo alle mediazioni, talvolta hai pagato e fatto pagare la dura scorza con il prezzo di qualche scontro. Per esempio, mai tenero con gli autisti delle auto in cammino, sotto la tua guida, verso Lourdes. Ma anche in questi frangenti, nei quali le corde della nostra umanità facilmente entravano in tensione, era impossibile non apprezzare la tua schiettezza, il piglio diretto, il senso di giustizia, l’amore alla verità, la correttezza, la fedeltà alla parola data. Questo breve accenno ci porta

all’ultima cosa, quella che per te, Mario, è sempre stato il fiore all’occhiello del GTR, l’opera di cui andavi giustamente fiero: il Gruppo Uomini di Lourdes. Quanti ne hai accompagnati, in ventinove anni, a sciacquare il torbido di un’umanità fragile e peccatrice nelle acque cristalline del Gave. Caro Mario, sono tutti qui i tuoi uomini, ad accompagnarti nell’ultimo viaggio, tu che tante volte li hai accompagnati incontro alla Madonna. Ancora ci sembra di sentire la tua voce gracchiare perentoria e sibilante nelle ricetrasmettenti per tirare le fila del plotone in viaggio. Ancora ci sembra di vederti con colbacco, in testa al gruppo, a cantare l’Ave Maria di Lourdes e innalzare al cielo la fiaccola accesa nella processione aux flambeaux. E forse oggi non è solo il Signore, sei anche tu a dirci, con le parole del Vangelo, “vado a prepararvi un posto”. Chissà, magari quando ci incontreremo di nuovo in Paradiso, non voglio togliere il posto a san Pietro, ma forse ci sarai lì tu ad assegnarci il posto, come quando, nell’atrio dell’albergo, ci chiamavi con voce


14 squillante per assegnarci le camere: “don Angelo e don Italo, camera numero…”. Ecco questo è quanto. Dal cielo veglia sulla tua famiglia, sulla parrocchia, sui sacerdoti, sul GTR, sulla Terra Santa. Il grande viaggio

è finito. Hai terminato la corsa, hai conservato la fede. Il Cristo che ti ha chiamato, ora ti introduce nel riposo eterno del Padre.

PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA CON IL VESCOVO DIEGO Durante il recente pellegrinaggio diocesano in Terra Santa, con la presenza del Vescovo, dal 5 al 1 2 agosto scorso, è come se “il Mario” fosse presente. Innanzitutto attraverso i suoi figli: Michel, coordinatore instancabile e premuroso, attento ad ogni particolare perché tutto funzionasse al meglio (e così è stato!) e Miriam, stimata collaboratrice del Franciscan media center, che ha trovato il tempo, tra la sua intensa attività, di stare con noi e di raccontare la nostra esperienza sul sito internet della Custodia di Terra Santa. Poi nel ricordo vivo di molti e anche del Vescovo, in particolare

durante la Messa conclusiva del pellegrinaggio al Santo Sepolcro. Il suo amore per la Terra Santa e le sue intuizioni di attenzione concreta ai bisogni dei cristiani che tutt’ora vi abitano passano ora, come un testimone, a tutti noi: così “il Mario” continuerà ad essere vivo tra noi. ……………………. Il sito internet della Custodia di Terra Santa è una fonte preziosa di notizie e di informazioni: www.fmcterrasanta.org/it/


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FESTA PATRONALE DI SAN MARTINO

D O M E N I C A 1 0 N O VE M B R E 2 0 1 3 S AB ATO 9 N O VE M B RE Ore 1 5.00 in Chiesa confessioni Ore 1 7.30 Santa Messa prefestiva Ore 21 .00 CONCERTO DI SAN MARTINO D O M E N I C A 1 0 N O VE M B R E Ore 7.30 e 1 8.00 Sante Messe Ore 1 0.00 Santa messa concelebrata, presieduta da Don Roberto Bartesaghi e con la presenza di Don Renzo Scapolo Ore 1 2.30 pranzo comunitario ( serve prenotazione) Ore 1 4.00 inizio giochi per tutti - Tombolata Ore 1 7.00 PREGHIERA CONCLUSIVA


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FESTA DELLA MADONNA DELLA CONSOLAZIONE D O M E N I C A 2 2 S E T T E M B RE 2 0 1 3

D A L U N E D I 1 6 a VE N E R D I 2 0 S E T T E M B R E Ore 20,30 : S.Rosario nei cortili S a b a to 2 1 se tte m b re Ore 1 5,00 Confessioni Ore..1 7,30 S.Messa prefestiva D om e n i ca 2 2 se tte m b re Ore 7,30 – 1 8,00 SS.Messe d’orario Ore 1 0,00 S.Messa concelebrata. Presieduta da DON SERGIO BIANCHI, nostro Parrocchiano, che ricorda il suo venticinquesimo anniversario di Ordinazione Sacerdotale . Ore 1 4,30 Processione con il simulacro della Madonna della Consolazione, Vespri e benedizione. Al termine : INCANTO DEI CANESTRI La Processione partirà dal cortile di via Scalabrini 46, a seguire via Rep. Romana, via Lissi, via Alebbio, Chiesa parrocchiale. Lu n e d ì 2 3 se tte m b re Ore 8,30 S.Messa Ore 20,30 S.Messa per i defunti della parrocchia, segue Processione al cimitero


17 PREGHIERA A MARIA MADRE DELLA CONSOLAZIONE Vergine Maria, madre di Gesù e madre nostra, ti ringraziamo perché sempre accompagni il nostro cammino con l’amore gratuito,fedele,misericordioso e universale a te regalato da Gesù Crocifisso. Donaci di accogliere con il tuo affetto Gesù morto e risorto per noi, di ascoltarlo con la tua disponibilità, di seguirlo con la tua fiducia, di testimoniarlo con la tua gioia. Affidiamo a te le nuove generazioni: aiutale a scoprire in Gesù la pienezza della vita, dell’amore,della gioia, assecondando con gratitudine e fiducia la chiamata che Egli rivolge ad ogni persona. Sostieni le nostre famiglie nell’accettarsi con amore gratuito, nell’ascoltarsi con rispetto e attenzione, nel condividere la tua tenerezza misericordiosa. Consola i sofferenti donando loro la certezza che tu mai li abbandoni. Aiuta la nostra comunità a divenire sempre più scuola di preghiera e casa della carità offerta a tutti AMEN


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IL SITO DELLA NOSTRA COMUNITA'

www.parrocchiarebbio.blogspot.it

Oggi gran parte delle informazioni e delle comunicazioni passano dal Web, occorre che anche la Nostra Parrocchia stia al passo coi tempi ed amplifichi i canali d’informazione con i quali la comunità tutta possa dialogare, comunicare e scambiarsi informazioni. Tra le tantissime possibilità offerte oggi dalla rete, dai software e dal mercato, abbiamo optato per un progetto di comunicazione praticamente a

costo zero sfruttando le applicazioni Web gratuite. Il “nostro sito” tecnicamente è un “blog” che ha la funzione di pubblicare direttamente notizie ed avvisi e fare da collegamento tra tutti gli altri canali di comunicazione. Infatti da con un solo clic, da tutto il mondo, si possono consultare e sfogliare online tutti i numeri de “Il Focolare” e del “Fuori Campo”, vedere immagini e video di eventi della comunità di Rebbio, leggere gli avvisi e


19 calendario liturgico settimanale. La scelta di usare come sfondo una foto aerea di Rebbio, anzichè la solita immagine della facciata della chiesa parrocchiale vuol essere proprio una sottolineatura del concetto di "parrocchia" quale comunità. Qualche curiosità: fino ad oggi il nostro blog, creato a luglio ha già avuto 456 contatti; di cui 332 dall'Italia, 43 dagli Stati Uniti, 41 dalla Federazione Russa, 9 dalla Germania, 6 dall'Ucraina, 5 dai Paesi Bassi, 5 dalla Serbia, 3 dal Regno Unito,

1 dalla Bosnia Erzegovina, 1 dal Brasile; il post più letto: "Cena con cibi congolesi, un successo! " Dategli un'occhiata! ... e se qualcuno vuole collaborare a nutrirlo lo comunichi a Don Giusto, a Don Federico o a me via e-mail marcoponte1 8@gmail.com, perchè a breve organizzeremo un incontro per creare un gruppo che si occupi della comunicazione web e di una eventuale newsletter. Marco


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LIBRI Titolo: Autore: Prezzo: Dati: Editore:

E si ste a n cora i l l a i ca to? U n a ri fl e ssi on e a ci n q u a n t' a n n i d a l Con ci l i o Va ti ca n o I I Bignardi Paola € 9,00 201 2, 1 28 p. AVE (collana La mongolfiera)

La vicenda del laicato cattolico degli ultimi cinquant'anni viene raccontata da chi l'ha vissuta dall'interno e in prima persona. La prima presidente donna dell'Azione cattolica italiana analizza gli elementi di novità e gli stimoli che il Concilio Vaticano II ha offerto e proposto per i laici. Spiega poi, con un approccio analitico e puntuale ma anche ricco di passione e amore per la Chiesa, come è cambiato il ruolo dei laici nella Chiesa dal Vaticano II. Per arrivare alla situazione di oggi, tra laicizzazione della società e laici "invisibili", e tracciare con speranza alcune linee di impegno possibile per il futuro della fede in Italia.

UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE A:


LIBRI PER RAGAZZI Titolo: Autore: Prezzo: Dati: Editore:

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F ra n ce sco Giovanni Nucci € 1 3,00 201 3, 89 pagine illustrate. Rizzoli

La rinuncia a una vita agiata. La scoperta della bellezza nella «folla lurida e cenciosa degli accattoni», dei lebbrosi, dei mendicanti. La libertà del cuore donata dalla povertà più estrema. E poi i discorsi, i viaggi, l’inarrestabile moltiplicazione dei seguaci. Giovanni Nucci racconta la storia di un uomo profondamente inquieto, febbrile nella conquista della verità, disposto al sacrificio di sé in nome di un ideale: Francesco di Assisi. Quando la vita che dissipa nella ricchezza, tra abiti preziosi e lauti banchetti, gli appare in tutta la sua vanità, l’ansia di placare il vuoto dell’anima lo induce a una fervida ricerca: dalla cavalleria al Vangelo, dalla meraviglia per il mondo all’intuizione commossa dell’amore divino. A scandire questo eccezionale percorso sono la spontaneità di Francesco, semplice e radicale in ogni sua scelta, l’incontro con Chiara, l’impatto della nuova regola sulle gerarchie ecclesiastiche, il timore di non riuscire a spiegare Dio. Finché il confronto della propria miseria con l’immensità del Creato sfocia nello stupore del cantico, perfetta esperienza della felicità.


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CALENDARIO LITURGICO Venerdì 1 Novembre: Festa di Tutti i Santi nel pomeriggio ore 1 4.30 vespri e processione al cimitero Sabato 9 Novembre: Concerto di San Martino Domenica 1 0 Novembre: Festa patronale di San Martino Dal 1 6 al 24 Dicembre: Novena di Natale Mercoledì 25 Dicembre: Santo Natale Martedì 31 Dicembre : Ore 1 7.30 Santa Messa e canto “Te Deum” Mercoledi 1 Gennaio 201 4 : Giornata mondiale della pace S. Messe ore 1 0.00 e 1 8.00 Lunedì 6 Gennaio: Epifania del Signore Martedì 11 Febbraio: anniversario apparizione Madonna a Lourdes giornata degli ammalati Mercoledì 5 Marzo: Le Ceneri - S. Messe ore 8.30 – 1 7.00 – 20.30 dal 3 al 6 Aprile: Sante Quarantore Domenica 20 Aprile: Santa Pasqua


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ANAGRAFE PARROCCHIALE

B a tte z z a ti n e l l a fe d e d e l l a C h i e s a e d e i G e n i to r i

22 TENACE SIMONE 23 PELUSO ALESSANDRO 24 CUNIO MATTEO 25 CASETTA SARA U n i ti n e l S a c r a m e n to d e l m a tr i m o n i o i n p a r r o c c h i a

2 VERGOTTINI MATTEO e PIROVANO ROBERTA 3 CUNIO LUCA e ORSENIGO GIOVANNA 4 CASETTA LUCA e NATALINI PAOLA 5 BONAVITA ALBERTO e PAGANO MARIA C i h a n n o p r e c e d u to n e l l a c a s a d e l S i gnor e

31 BIANCHI PIETRO 32 TROMBONI LORENZO 33 RACANATI ANTONIA 34 CURCIO TERESINA 35 OROPALLO ROSA 36 ALBONICO RAFFAELE 37 BASILE EVA 38 PARRAVICINI ADALBERTO 39 FLORIO GIUSEPPE BRUNO 40 FRANCHI ADA 41 RIZZI FELICE

42 CERE’ PIA 43 CAPPALUNGA MARIA 44 BERNASCONI BRUNO 45 CAPOGNA SERGIO 46 PELLEGRINI LOREDANA 47 PANUCCI MARIA 48 MERONI SILVIO 49 TETTAMANTI CARLA


24 CONTATTI UTILI don Giusto Della Valle (parroco) tel. 031 520622 ­ cell. 366 7090468 email: giustodellavalle@gmail.com don Federico Pedrana (vicario) tel. 031 591763 cell. 347 3170426 email: fedefedepedra@yahoo.it Roberto Bernasconi (diacono): 031 521332 Comunità La Missione: 031 521828 Padri Comboniani: 031 524155

SANTE MESSE Feriali: ore 8.30 Prefestive: ore 17.30

Domeniche e Festivi ore 7.30 ­ 10.00 ­ 18.00


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il Focolare settembre 2013  
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