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PanaghĂŹa

Parrocchia Maria Madre di Dio Siracusa

Anno V Numero 1 Pasqua 2012


Editoriale

I tuoi primi quattro anni

L’editoriale rappresenta l’occasione per trattare criticamente specifici temi di attualità, così come abbiamo fatto nelle precedenti edizioni di Panaghìa. In questo numero, però, la nostra Redazione, unitamente al Consiglio Pastorale Parrocchiale, desidera utilizzare queste prime righe del giornalino per ringraziare il nostro caro parroco don Santino per i suoi primi quattro anni di guida pastorale a servizio della nostra comunità parrocchiale, anniversario celebrato da qualche giorno. A lui rivolgiamo un affettuoso… Grazie! Grazie perché guidi il tuo gregge da buon pastore che conosce le proprie pecore ed esse lo riconoscono. Grazie per averci donato un sempre nuovo ed intenso vigore spirituale attraverso i tanti e nutriti momenti di preghiera. Grazie per l’attenzione amorevole rivolta ai poveri, agli ammalati e ai più piccoli. Grazie per la passione con

cui segui tutti i gruppi parrocchiali. Grazie per la nascita dell’Oratorio “Karol Wojtyla”, del gruppo scout Agesci SR3, del nostro Panaghìa, della società sportiva Theotokòs, del nuovo gruppo per adulti e di tutto il bene che hai seminato in questi anni. Il nostro, oltre ad essere un ringraziamento, è anche un invito a continuare in questa direzione; direzione della quale condividiamo in pieno le linee guida ed anche tutte le scelte sin qui adottate. Hai dato sempre prova di lungimirante coraggio, di esemplare rettitudine morale e di luminosa maturità spirituale. Ringraziamo Dio di averci inviato un così grande pastore. Affidiamo te e il tuo ministero a Maria Madre di Dio, con la certezza di poter contare ancora fruttosi successi pastorali. La Redazione e il Consiglio Pastorale

Anno V - n. 1 Pasqua 2012

Indice

Periodico realizzato dalla Parrocchia “Maria Madre di Dio” Viale Santa Panagia, 135 Siracusa Tel./Fax 0931-757544 Mob. +39 388 0716909 www.madredidio.com

Il Parroco

pag. 3-5

Crisi-Chiesa e Carità

pag. 6-10

Formazione: Athenaeum

pag. 11

Quaresima 2012

pag. 12-19

Progetto pastorale: ZeroCento+

pag. 20-21

Gruppo adulti e fidanzati

pag. 22

Responsabile: don Santo Fortunato

Catechesi ragazzi

pag. 23-27

Direttore: Stefano Elia

Progetto educativo giovani - I’m

pag. 28-29

LabOratorio

pag. 30-31

Oratorio ragazzi

pag. 32

GMG Madrid

pag. 33

Gruppo giovani e ragazzi

pag. 34-35

Agesci SR3

pag. 36-37

Legione di Maria

pag. 38

Ministranti

pag. 39

I talenti di Lolek

pag. 40-41

ASD Theotòkos

pag. 42-45

La Rete delle Reti

pag. 46-47

Calendario e orari

pag. 48

Hanno collaborato: diac. Filippo Villaruel Tania Stimolo Damiano Restuccia Fulvio Giansiracusa Carmelo Di Mauro Miriam Caravello Angelo Giliberto, Danilo Elia Pino Vallone Maria Luisa Carbonaro Maria Firenze Gabriele Zappulla Enza Alaimo, Anthony Pugliara Katia Saccone, Giulia Parisi Federica Muscetti, Franco D’Alpa Progetto grafico e stampa: Grafica Saturnia via Pachino 22 - Siracusa tel. 0931 494040


don Santino Parroco

Oltre il macigno… la luce della Vita! Carissimi, Cristo è risorto… non è più tra i morti. Cristo vive, Cristo è in mezzo a noi! La Pasqua segna il passaggio dalla morte terrena alla vita eterna, il transito dal peccato alla redenzione. Essa è lo sfolgorante segno di salvezza che ci fa gioire e contemplare il grande mistero dell’Amore di Dio. La risurrezione di Cristo sventra il “sepolcro della morte” e rotola via quel macigno che, ormai rimosso, ci immette sulla “via della vita”; la nostra speranza nella risurrezione è la leva che ci dona la forza di spingere lontano, dai nostri mille sepolcri, tutte quelle rocce che ci confinano nelle tenebre di una tomba spettrale, che ci impediscono di entrare in comunicazione con chi è ancora vivo, di respirare nuovo ossigeno, di riscaldarci al delicato raggio di sole che vuol sfiorare la nostra impolverata pelle. Pasqua, come scriveva don Tonino Bello, è la festa dei maci-

gni rotolati… è la festa del terremoto!

Nulla può rimanere come prima. Se con la passione e morte di Cristo tutto è cambiato, noi - che confidiamo nella Sua risurrezione - non possiamo continuare ad essere le “vecchie creature” di sempre. Cristo ci rende “persone nuove”, luce ed espressione di una nuova dignità, di quella dignità che ci fa vivere la gioia di sentirci i “figli amati” di Dio. Quanti macigni ci sono nella nostre vite? Quante chiusure e diffidenze… quante paure e cattiverie… quante menzogne e calunnie… quanta presunzione e quanta ignoranza ci impediscono di essere autenticamente cristiani. Il macigno spesso è un’enorme pietra posta pesantemente all’imboccatura della nostra anima che ci confina nella miseria, nell’odio, nella disperazione e nel peccato! Non sia più così… In Cristo è la ragione della nostra fede; in Cristo risorto c’è la sorgente della nostra speranza; in Cristo, vero Dio e vero Uomo, c’è tutto il senso della nostra esistenza e della nostra vita! Questo tempo di Pasqua rechi a tutti voi, alle vostre famiglie, il dono della pace e della consolazione, il dono della gioia e dell’Amore per vivere con entusiasmo e coraggio ogni esperienza di fede e di vita. Non cercate tra i morti Colui che è vivo?

Cristo è Risorto… e noi con Lui!

Ogni Bene!


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Panaghìa

Il grande Risveglio per una nuova Comunità

“Svegliati o tu che dormi” (Ef 5,14), è il tema proposto alla nostra Comunità parrocchiale per il presente Anno Pastorale; è, soprattutto, l’esortazione che san Paolo rivolge agli Efesini per suscitare il desiderio di riscatto dal torpore spirituale del quale essi stessi erano schiavi. Anche il nostro tempo anela a risorgere da un sonno che vede sopire non soltanto la fede ma anche l’adesione ai più genuini valori cristiani. In noi alberga un’aspirazione senza la quale tutta la storia sarebbe già chiusa: l’aspirazione ad un’esistenza in cui l’amore è l’unica legge. L’amore, per essere tale, ci chiede di abbandonare le false certezze dei nostri “isolamenti individuali” e di immergerci nelle positive suggestioni delle “solitudini personali”; l’amore ci esorta a non essere piu’ “soli” ma “solitari”. La solitudine è il momento in cui una persona si rivela a sè stesso per uscire dall’isolamento. Non c’è amore, infatti, senza il doloroso apprendistato della solitudine, ma è possibile una pseudo-solitudine senza amore, quella dell’isolamento. Scrive Simone Weil: “Non lasciarti imprigionare da nessun affetto. Preserva la tua solitudine. Il giorno, se mai esso verrà, in cui ti fosse dato un vero affetto, non ci sarebbe opposizione fra la solitudine intima e l’amicizia”. La solitudine è il crogiolo dell’amore, la prova per la quale passano, a livelli diversi, gli sposi, i genitori, i figli e gli amici; essa non è sterile ripiegamento, ma realizzazione della costante novità del desiderio: desiderio dell’altro, desiderio di aprire all’altro quella parte di noi stessi che sfugge al nostro stesso sguardo. Essa è fedeltà al desiderio unico la cui realizzazione non è possibile che nell’invincibile speranza che ne costituisce la forza e che, di supplica in supplica, ci conduce al cuore invisibile del mondo: Dio! Abitiamo, oggi, un tempo nel quale viviamo molte esperienze comunitarie anche attraverso i social network. Con esse si vuol superare l’incontro fisico per offrire all’uomo un altro spazio di relazione e di comunione. Tuttavia ogni comunità, soprattutto quella ecclesiale, può diventare un alibi: un rifugio per le proprie paure e impotenze, piuttosto che una convergenza e una partecipazione di persone autentiche, ricche di vocazioni ma-

don Santino

ture e di scelte consapevoli. Solo le vere solitudini sono capaci di vere comunioni. Il Vangelo ci ricorda che solo se il seme di una vita, di una coscienza, di una vocazione sa marcire, matura e cresce il frutto dell’amore, dell’amicizia e della comunione. Non ci può essere comunità dove vite immature svuotano altre vite; dove coscienze smarrite si aggrappano a certezze imprestate; dove vocazioni improvvisate cercano surrogati, succhiando vitalità invece che alimentare e donare vita. Una comunità cristiana deve essere innanzitutto un incontro di «solitudini contemplative», se si vuole sfociare davvero in una comunione sorgente di scelte concrete. Altrimenti rimangono «convivenze», fragili supporti a personali inconsistenze interiori, che appoggiano il proprio vuoto sul vuoto altrui. Al massimo si avrà una convergenza esteriore di interessi culturali e intellettuali o, peggio, di emozioni estetiche. Dove non crescono né si rispettano né salutarmente si provocano autentiche vocazioni, non nascerà né resisterà a lungo una comunità. Si parlerà di fraternità ma si esprimerà sentimentalismo


Panaghìa

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Carlo Maria Martini

o umanismo; si pregherà anche insieme ma saranno più esercitazioni teologiche che abbandono alle sorprese dello Spirito. Senza la solitudine nei nostri rapporti con gli altri noi saremo sempre poveri ed avidi, viscidi e soffocanti, dipendenti e sentimentali, sfruttatori e parassiti, perché - senza la solitudine - non potremo percepire gli altri come diversi da noi stessi ma solo come persone da usare per il soddisfacimento dei nostri bisogni personali, spesso celati. Il mistero dell’amore, invece, protegge e rispetta la «solitarietà» dell’altro, creando lo spazio libero in cui egli può convertire l’isolamento in una solitudine da partecipare. In tale solitudine ci si infonde l’un l’altro il coraggio necessario per scendere nel silenzio dell’intimo dove si scoprirà la voce di Dio che chiama ad una nuova comunione, al di là dei confini dell’umana socievolezza familiare. In tale solitudine si acquista pian piano coscienza della presenza di Colui che stringe in un abbraccio unico amici ed amanti, ed offre la libertà di amarsi l’un l’altro, perché «egli ci ha amati per primo» (1Gv 4,19).

SOGNO UNA CHIESA

Sogno, una Chiesa pienamente sottomessa alla Parola di Dio, nutrita e liberata da questa Parola; una Chiesa che mette l’Eucaristia al centro della sua vita, che contempla il suo Signore, che compie tutto quanto fa “in memoria di Lui” e modellandosi sulla Sua capacità di dono; una Chiesa che non teme di utilizzare strutture e mezzi umani, ma che se ne serve e non ne diviene serva; una Chiesa che desidera parlare al mondo di oggi, alla cultura, alle diverse civiltà, con la parola semplice del Vangelo; una Chiesa che parla più con i fatti che con le parole; che non dice se non parole che partano dai fatti e si appoggino ai fatti; una Chiesa attenta ai segni della presenza dello Spirito nei nostri tempi, ovunque si manifestano; una Chiesa consapevole del cammino arduo e difficile di molta gente oggi, delle sofferenze quasi insopportabili di tanta parte dell’umanità, sinceramente partecipe delle pene di tutti e desiderosa di consolare; una Chiesa che porta la parola liberatrice e incoraggiante dell’Evangelo a coloro che sono gravati da pesanti fardelli; una Chiesa capace di scoprire i nuovi poveri e non troppo preoccupata di sbagliare nello sforzo di aiutarli in maniera creativa; una Chiesa che non privilegia nessuna categoria, né antica né nuova, che accoglie ugualmente giovani e anziani, che educa e forma tutti i suoi figli alla fede e alla carità e desidera valorizzare tutti i servizi e ministeri nella unità della comunione; una Chiesa umile di cuore, unita e compatta nella sua disciplina, in cui Dio solo ha il primato; una Chiesa che opera un paziente discernimento, valutando con oggettività e realismo il suo rapporto con il mondo, con la società di oggi; che spinge alla partecipazione attiva e alla presenza responsabile, con rispetto e deferenza verso le istituzioni, ma che ricorda bene la parola di Pietro: “È meglio obbedire a Dio che agli uomini”.


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Panaghìa

Le 3 C. Crisi Chiesa e Carità In queste poche pagine intendiamo raccogliere alcuni interventi magisteriali che trattano del periodo critico che sta attanagliando la vita economica globale e la stessa società. Alle diverse ed autorevoli posizioni della Chiesa, ci sembra utile ed opportuno associare anche la presentazione di alcune specifiche e concrete iniziative volte ad affrontare, con fiducia e speranza, questo grave momento di disagio e per comprendere meglio l’impegno della Chiesa in questo particolare momento storico.

Una crisi più morale che economica «L’Europa si trova in una crisi economica e finanziaria che, in ultima analisi, si fonda sulla crisi etica che minaccia il Vecchio Continente»: questo è il monito di Papa Benedetto XVI in merito all’attuale crisi economica mondiale; «anche se valori – prosegue il Papa - come la solidarietà, l’impegno per gli altri, la responsabilità per i poveri e i sofferenti sono in gran parte indiscussi, manca spesso la forza motivante, capace di indurre il singolo e i grandi gruppi sociali a rinunce e sacrifici». Il Papa inoltre sottolinea che l’Europa ha messo da parte la sua identità e la sua fede: per questo motivo oggi deve fare i conti con una crisi che è morale, prima che economica. «Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi messo in balìa della nostra iniquità»: si affida alle parole del profeta Isaia, il sommo pontefice, durante l’incontro con

La voce di Benedetto XVI

la plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, per esprimere le forti preoccupazioni con cui il mondo si allontana da Dio che è fatto di città “anonime” dove “Dio sembra assente, e l’uomo l’unico padrone, come se fosse lui l’artefice e il regista di tutto”. Ed è lì che si sperimenta il senso dell’abbandono da parte di Dio. È da questo mettere l’uomo al centro, e Dio da parte, che accadono le cose sconvolgenti, che fanno sperimentare “il senso dell’abbandono da parte di Dio”. In realtà, il vero “padrone” del mondo non è l’uomo, ma Dio. «Da questa crisi emergono domande fondamentali: dove è la luce che possa illuminare la nostra conoscenza non soltanto di idee generali, ma di imperativi concreti? Dove è la forza che solleva in alto la nostra volontà? Sono domande alle quali la nuova evangelizzazione, deve rispondere, affinché il messaggio diventi avvenimento, l’annuncio diventi vita».

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Il “Prestito della speranza” In questo periodo di crisi economica la Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con l’Associazione Bancari Italiani, per fronteggiare l’emergenza sociale, ha dato vita al Prestito della Speranza. È stato istituito un Fondo straordinario di garanzia da 30 milioni di euro, destinato a sostenere l’accesso al microcredito sociale delle famiglie che hanno subìto una significativa riduzione del reddito da lavoro e l’accesso al microcredito per chi ha intenzione di avviare o sviluppare un’attività imprenditoriale. Il Prestito della Speranza è gestito dalle singole Caritas diocesane ed è indirizzato alle famiglie che versano in condizioni di vulnerabilità economica e sociale (disoccupazione da lungo tempo, lavori precari e irregolari, famiglie anche senza figli, ecc.). Sono ammissibili alla garanzia del fondo due tipologie diverse di prestito: il «credito sociale» alle famiglie, di importo non superiore a 6.000 € e il prestito all’attivazione di attività lavorativa per un valore massimo di 25.000 euro. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.prestitodellasperanza.it


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L’8xmille, donato alla Chiesa Cattolica e ridistribuito alla diocesi italiane, rappresenta un aiuto concreto a chi vive, con estremo disagio, l’attuale crisi economica. “Se non ci credi, chiedi a loro” è lo spot utilizzato per il progetto “Libro bianco” dove sono raccolte le tante opere diventate possibili grazie alla tua firma. Sono pagine che ogni giorno si arricchiscono di nuove esperienze e di nuove informazioni dove si raccontano storie di speranza. L’idea desidera creare una relazione diretta fra chi firma per l’8xmille alla Chiesa Cattolica e tutte quelle persone che ricevono un aiuto concreto. Se vuoi sapere come sono utilizzati i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica vai sul sito www.chiediloaloro.it o

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8xmille

www.8xmille.it

La Chiesa in Trincea «Tutti ci rendiamo conto che siamo dentro ad una crisi internazionale che non risparmia nessuno, e che nessuno nel mondo può atteggiarsi da supponente maestro degli altri. I grandi problemi dell’economia e della finanza, del lavoro e della solidarietà, della pace e dell’uso sostenibile della natura, attanagliano pesantemente persone, famiglie e collettività, specialmente i giovani. Il volto vero della crisi internazionale, che segna anche il nostro Paese, si è manifestato e forse l’umanità non ha voluto guardare alla grande mutazione che era in atto e che avrebbe costretto a rivedere gli stili di vita e, prima ancora, di lavoro, di fare economia e, soprattutto, finanza». Queste le parole del cardinale Angelo Bagnasco presidente della CEI. «Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. L’incalcolabile rete di vicinanza e di solidarietà che abbraccia l’intero territorio nazionale grazie ai nostri sacerdoti, consacrati,

La voce dei Vescovi italiani

innumerevoli volontari, associazioni, rappresenta una mano tesa trasparente, universalmente nota: è quotidianamente frequentata da un crescente stuolo di fratelli e sorelle in difficoltà che ricevono ascolto, aiuto, attenzione». Inoltre, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana con un articolo pubblicato su Avvenire invita a «guardare avanti con coraggio e speranza per affrontare e superare le preoccupazioni e i disagi che si avvertono con maggiore corposità proprio a causa della crisi internazionale. Ma la sorgente della fiducia robusta sta nella presenza di Gesù, che è con noi - continua il Cardinale Bagnasco - e non è frutto di un ottimismo superficiale e colpevole ma la fonte del coraggio per guardare avanti, al domani della nostra vita e della vita di tutti. Occorre tutti insieme e a tutti i livelli e ambienti lavorare per riscoprirci fratelli che guardano verso il medesimo orizzonte e camminano insieme con fiducia e coraggio».


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Fare il Bene… un’occasione da non perdere!

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a tre anni in parrocchia celebriamo la “Cena dei Piccoli”; lo facciamo perché consapevoli che è un segno di fede, un momento di festa di una comunità parrocchiale, soggetto credibile quando è in grado di raggiungere i fratelli in difficoltà. Questo amore verso i nostri fratelli più piccoli è l’espressione di una comunità viva e operosa che vive la catechesi, la celebrazione eucaristica, e la carità come diakonia, come servizio concreto che rende comprensibile le stesse tre dimensioni della missione e dell’identità ecclesiale. Ciò che celebriamo con questa festa non è soltanto l’esercizio della Carità ma rappresenta soprattutto l’occasione per rendere testimonianza responsabile e concreta della fede professata dall’intera comunità parrocchiale; testimonianza in cui ognuno si fa sostegno dell’altro e porta i pesi del fratello, in risposta al nostro Progetto pastorale parrocchiale. “Se avete fatto qualcosa ai piccoli l’avete fatto a me”: questa espressione evangelica ci suggerisce uno stile di vita fondamentale ed imprescindibile: quello dell’amore preferenziale verso tutti i poveri. Amare Dio significa saper amare il povero.

L’aiuto ai nostri fratelli bisognosi è l’immagine della vicinanza di Cristo alle sorti dell’umanità. Amare i poveri significa accoglierli

ed educarli ai genuini principi della vita e del vangelo di Cristo. Allo stesso tempo i poveri evangelizzano noi: non sono solo bisognosi e destinatari del nostro aiuto, ma anche portatori di valori. Giovanni Paolo II a tal proposito, nel discorso alla favela Vidigal di Rio de Janeiro, durante uno dei suoi viaggi, esclamava:

«La Chiesa dei poveri è una Chiesa dove i poveri hanno un posto prioritario, un posto d’onore, perché essi hanno una sorta di connaturalità con la buona novella del vangelo, per comprenderla e viverla; essi sono maestri, nostri iniziatori; evangelizzano allora la Chiesa stessa. Sono fermento di rinnovamento e di fedeltà, segno di speranza cristiana».

diacono Filippo Villaruel Caritas Parrocchiale


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Centro ascolto Accoglienza e assistenza ogni venerdì dalle ore 16,00 alle ore 18,00

Il Centro ascolto aiuta nelle richieste agli Enti locali (contributi economici, unità abitative) ai Produttori di servizi (acqua, luce, gas, tassa rifiuti ecc.) e nella domanda e offerta di lavoro, ecc.

R Distribuzione generi alimentari

ogni due settimane, il sabato mattina, come da calendario distribuito agli assistiti

F Distribuzione vestiario

il 1° e il 3° giovedì del mese dalle ore 15.00 alle ore 17.00

Ricevimento vestiario

tutti i pomeriggi dalle ore 16.00 alle ore 18.00 e il sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.00

Domenica della Misericordia

La seconda domenica del mese si effettua la raccolta di generi alimentari di prima necessità per i poveri della nostra comunità parrocchiale. I fedeli portano all’altare le proprie offerte alimentari che la Caritas parrocchiale distribuisce a circa 70 famiglie assistite


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Ogni venerdì il mercatino anti crisi Campagna Amica

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allo scorso mese di dicembre, ogni venerdì mattina, ospitiamo in parrocchia il “Mercato di Campagna Amica”, - Progetto Nazionale della Coldiretti. Il progetto prevede la realizzazione, su tutto il territorio nazionale, di 20.000 punti vendita dal produttore al consumatore. Un sistema, quello della vendita diretta, in grado di promuovere il Made in Italy, di competere in un mercato agguerrito, di fare da rete e di aiutare le piccole

Progetto Pellicano

aziende agricole garantendo ai fruitori dell’iniziativa dei prodotti freschi e genuini ed un certo risparmio (trattandosi di prodotti a Km zero). Abbiamo aderito a questa iniziativa perché il consumatore può acquistare le produzioni del territorio con un risparmio del 30% rispetto ai prezzi medi rilevati e pubblicati dal servizio ministeriale “SMS Consumatori”. L’iniziativa è stata molto apprezzata e partecipata. Pino Vallone

Quel poco… che fa tanto! Il poco di molti per il bisogno di tanti.

Anche la nostra Arcidiocesi insieme a importanti istituzioni siracusane è scesa in campo per aiutare i più bisognosi. Il 16 giugno, alla presenza dell’Arcivescovo S.E. Mons. Salvatore Pappalardo, del presidente della Camera di Commercio di Siracusa Ivanhoe Lo Bello, del direttore della Caritas diocesana e del Presidente dell’Associazione So.La.Re don Dionisio Candido, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa per dare vita al “Progetto Pellicano”. Il logo del progetto è proprio il pellicano che, secondo la simbolica tradizionale, è l’animale che in assenza di cibo mantiene i suoi piccoli prelevando il nutrimento dal suo stesso corpo fino al sacrificio totale di sè, quando necessario. Lo slogan utilizzato per questa iniziativa è “il poco di molti soccorre il bisogno di tanti”. Il Progetto Pellicano si propone, in primo luogo, di far fronte alle emergenze per l’accoglienza e il sostentamento delle persone o dei nuclei familiari in condizione di disagio attraverso alcune nuove realtà già operative come la “Casa di Sara e Abramo”, il Centro Accoglienza della Parrocchia di Bosco Minniti, le Mense Caritas in Ortigia e nella parrocchia del Pantheon e l’Associazione “La Ronda della solidarietà”. Altro obiettivo del Progetto Pellicano è formare e radicare nella cittadinanza una mentalità attenta ai bisogni dell’altro, del più debole e bisognoso. Il progetto intende creare una sinergia tra cittadini, associazioni ed esercizi commerciali (supermercati, pizzerie, panifici…). Le attività commerciali che hanno aderito al Progetto espongono sulla vetrina d’ingresso una vetrofania, con il logo del progetto, in cui si comunica alla clientela l’adesione al Progetto stesso. Il singolo aderente riceverà una card personalizzata. Hanno già aderito alcune associazioni di categoria (CNA, Assoindustria, API Siracusa, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Unione Coltivatori, Confagricoltura, CIA, Coldiretti, AGCI e i Sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL).


Athenaeum Panaghìa

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“La Fede e il Credo” era il tema-guida del breve “Corso di Teologia” proposto agli operatori pastorali della nostra comunità parrocchiale e a quanti desiderano approfondire alcune questioni fondamentali della nostra fede. Il corso prevedeva otto incontri che sono quello che forse, anzi sicuramente, molte di stati proposti dal 19 ottobre fino al mese queste persone non sanno è che la “bibbia” di dicembre scorso. Con grande interesse che loro leggono ed osservano, non ha nulabbiamo apprezzato la numerosa partecila di sacro e non può essere spacciata come pazione: al primo una Bibbia vera e incontro, infatti, propria perché è, erano presenti oltre in moltissime parPARROCCHIA cento persone. La ti, manipolata dal MARIA MADRE DI DIO nostra proposta è Corpo Direttivo (il Siracusa stata ampiamente gruppo dirigente apprezzata e, per dei TdG); rispetto ai questo motivo, stiatesti originali ed auBREVE CORSO DI TEOLOGIA CRISTIANA mo già prevedendo tentici, infatti, posdal 19 ottobre al 7 dicembre 2011, ogni mercoledì dalle ore 19. alle ore 20. un nuovo e più artisiamo riscontrare agCALENDARIO DEGLI INCONTRI colato ciclo di incongiunte, mutamenti Introduzione al Corso. La Fede e il Credo tri per il prossimo 19 ottobre del vero significato, don Santo Fortunato, parroco anno pastorale. parole che scompa26 ottobre La Sacra Scrittura Stefania Tumino, catechista e pastore R.n.S. Trattandosi di un’eiono inspiegabilmen2 novembre I sacramenti e Cammino d’Iniziazione cristiana sperienza pilota, te in certi versetti e Sergio Vinci, catechista abbiamo chiesto ai altre che compaio9 novembre I sacramenti di guarigione don Santo Fortunato partecipanti di ofno nonostante non frire alcune indica- 16 novembre I sacramenti per la missione e la Carità siano riportate nel diac. Filippo Villaruel, vicedirettore Caritas diocesana zioni per migliorare testo primitivo. Addi23 novembre I comandamenti, il peccato e le Virtù don Salvatore Spataro, teologo morale la nostra proposta rittura, in alcuni casi, formativa, suggeri- 30 novembre La preghiera e la vita spirituale i traduttori dei Testimenti dei quali stiamoni di Geova, non 7 dicembre Predicazione su “Maria è Madre” mo facendo tesoro. avendo conoscenza Il corso è stato introdelle lingue bibliche dotto dal parroco e, si sono dilettati in tranegli incontri successivi, è stato condotto duzioni goffe e alquanto curiose. dal nostro diacono Filippo Villaurel e da altri Uno degli obiettivi del nostro Corso di Teolooperatori pastorali della nostra parrocchia. gia è anche questo: prendere maggiore conIl prossimo ciclo di incontri prevede, oltre sapevolezza dei contenuti della propria fede alle lezioni frontali, un ampio spazio per le per imparare ad obiettare con competenza domande ed il dibattito nonché un percorso e semplicità a dottrine spiritualmente sterili laboratoriale su “I Testimoni di Geova e la e teologicamente contradditorie. manipolazione della Bibbia”. Vi attendiamo, dunque, da Ottobre con tanI Testimoni di Geova, infatti, affermano di este interessanti novità. Maria Firenze sere scrupolosi osservatori della Bibbia ma

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durante la S. Messa dell’Immacolata Concezione della B.V.M.


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Quaresima 2012

“Perché cercate tra i morti Colui che è vivo?” I

l cammino quaresimale ci ha esortato a vivere con essenzialità e fervore l’immenso dono della salvezza e a precisare lo stile cristiano del vivere la vera Giustizia. Giustizia, qui intesa quale sorgente autentica di ogni bene che non minaccia i diritti altrui, anzi, garantisce a tutti il miglior bene. Ma l’uomo è capace di questa Giustizia? Probabilmente no! Altrimenti non ci sarebbero nel mondo centinaia di milioni di persone che soffrono per la fame e per la guerra! E tutto questo perché l’uomo cerca di radicare la propria “opera buona”, la propria giustizia, nelle personali capacità e potenzialità, nascondendosi spesso dietro i muri dell’orgoglio, della presunzione e dell’autosufficienza. Lo stile del cristiano, invece, ci esorta a non essere schiavi del proprio Io per ricercare una relazione trasparente con Dio, superando così il tipico atteggiamento esibizionista di chi cerca soltanto l’ammirazione degli uomini. Gli “ipocriti” suonano la tromba nelle sinagoghe e nelle strade per far notare che offrono qualcosa in beneficienza, amano pregare stando ritti in punti ben visibili, alzano le mani e si agitano per simulare la preghiera, diventano malinconici per far vedere agli altri che sanno portare la croce di ogni giorno: questi atteggiamenti mirano ad ottenere riconoscimenti sociali. La Giustizia proposta da Gesù è invece umile e nascosta, fondata sulla relazione dei figli con l’unico Padre: l’elemosina resti nel segreto, la preghiera sia fatta nel silenzio di una camera, la rinuncia sia accompagnata da un volto luminoso. Ciò che davvero conta, dunque, è la motivazione profonda dello spirito e, questa motivazione, ci associa alla vera “salvezza”! Ma attenti… non può esserci salvez-

za se non matura in noi la consapevolezza di dover essere salvati dalla morte e dal peccato, dal male e dalle sue suggestioni. L’unico modo per affrontare il peccato e la morte è abbandonare la pretesa di essere sufficienti a noi stessi e di essere i padroni di questo mondo: in altre parole, non abbiamo gli strumenti utili per vincere questi nemici se non lo stesso sacrificio di Cristo, unico vincitore sul peccato e sulla morte. Non è dunque questione di “qualità della nostra azione” ma di “capacità e desiderio” di accogliere tutto ciò che è “Dono di Dio”. Noi siamo salvi perché salvati, siamo vivi perché già eredi del Regno di Vita e di Risurrezione. Il cristiano ha soltanto il dovere spirituale e morale di accogliere, far germogliare, vivere e far fruttificare ogni Dono di Dio. Accogliere questo Dono vuol dire per noi accogliere il dono della Vita e della Risurrezione. Eppure, nonostante la Vita sia il nucleo centrale dell’annuncio cristiano, spesso viviamo da morti ma, allo stesso tempo, viviamo come se non dovessimo


Panaghìa mai morire. Siamo tiepidi, per non dire freddi, nel nostro rapporto con la fede e ci adagiamo sulle tante apatie del mondo; non riusciamo ad uscire dal nostro sepolcro; la pietra sepolcrale non riesce a rotolare via a causa delle resistenze dell’anima che ci impediscono di vivere, a pieno, la volontà di Dio. Preferiamo rimanere nei nostri sepolcri a morire continuamente… perchè: siamo morti quando, pur camminando tra la gente, teniamo la testa in giù per rifiutare l’incontro con l’Altro, magari per paura di percepire che quel fratello ha bisogno proprio di me; siamo morti quando rifiutiamo di rimetterci in discussione, perché non abbiamo intenzione di cambiare e, quindi, di risorgere e - per questo - rifiutiamo di ascoltare nuove idee

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che non siano le nostre; siamo morti quando l’abitudine prende il sopravvento e la passione per l’amore si spegne per fare spazio ai rammarichi, alla memoria e alla nostalgia; siamo morti quando, con poca fede, non osiamo rischiare mai per la causa del Vangelo; siamo morti quando viviamo solo di sensazioni ed emozioni, per paura di provare i veri sentimenti e spesso scappiamo dal vero Amore, ritenendolo esigente e - per questo - preferiamo non innamorarci più; siamo morti quando pur contemplando l’immensità del cielo e del mare non riusciamo nemmeno a credere all’eternità; siamo morti quando, in mezzo ai dubbi, non sappiamo scegliere! E allora… “perché cercate tra i morti Colui che è vivo? ” (Lc 24,5): questo è il tema scelto per il nostro cammino quaresimale parrocchiale. Può il Signore della vita abitare la nostra mortifera storia? Quei morti siamo noi! Già da ora, però, possiamo esperire la gioia di sentirci vivi e risorti in Cristo! Con il nostro comportamento abbiamo creato un mondo virtuale abitato da morti in cui Dio non abita e non vuole abitare… Usciamo, dunque, dai nostri sepolcri; srotoliamo via la nostra pietra sepolcrale… è il momento di incontrare la salvezza e la forza dell’amore… E, non perdere questa opportunità… tu puoi vivere, per sempre!

Lectio Divina, Via Matris, Adorazione Eucaristica, Preghiera sotto la Croce e Via Crucis: questi sono

gli appuntamenti settimanali che hanno accompagnato, da lunedì a venerdì, la nostra Quaresima. Dal 12 al 14 marzo abbiamo partecipato agli Esercizi spirituali sul tema “I Vangeli della Misericordia” che, quest’anno, sono stati diretti da Sr. Maria Luisa e Sr. Franca della Congregazione Nostra Signora del Cenacolo. Per la Settimana santa, ci piace segnalare la partecipata Via Crucis che ha attraversato le vie del nostro quartiere e poi culminata con l’Incontro dell’Addolorata con il Crocifisso; il Sabato santo, infine, abbiamo pregato anche l’Ora della Madre: in Maria, secondo l’insegnamento della tradizione, è come radunato tutto il corpo della Chiesa; la Vergine Maria, che sosta presso il sepolcro del Figlio, è icona della Vergine Chiesa che veglia presso la tomba del suo Sposo, in attesa di celebrarne la Risurrezione. A questa intuizione del rapporto tra Maria e la Chiesa si ispira il pio esercizio dell’Ora della Madre: mentre il corpo del Figlio riposa nel sepolcro e la sua anima è scesa negli inferi per annunciare ai suoi antenati l’imminente liberazione dalla regione dell’ombra, la Vergine, anticipando e impersonando la Chiesa, attende piena di fede la vittoria del Figlio sulla morte.


Settimana Panaghìa

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Precetti Pasquali

Arpa 6° I.C. Martoglio

8° I.C. Vittorini - Materna - Plesso Montessori

6° I.C. Martoglio

Baby’s Palace

6° I.C. Martoglio


santa

Panaghìa 6° I.C. Martoglio - Infanzia

8° I.C. Vittorini - Materna

8° I.C. Vittorini - Materna

Istituto Juvara

Istituto Juvara

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Panaghìa Settimana santa 16

7° I.C. Costanzo - Elementari e medie

7° I.C. Costanzo - Materna

7° I.C. Costanzo - Materna


Panaghìa

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Domenica delle Palme

Giovedì santo


Panaghìa Settimana santa 18

Venerdì santo


Panaghìa

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Ora della Madre

Veglia pasquale


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Panaghìa

+

ZeroCento

“Andiamo avanti con speranza”: con questa esortazione,

agli albori del terzo millennio, Giovanni Paolo II invitò tutta la Chiesa a muovere i propri passi per ritornare alla sorgente viva della nostra fede: Cristo Gesù.

Oggi sentiamo forte questo invito perché desideriamo guardare al futuro con rinnovato impegno dotandoci di un nuovo Progetto Pastorale che abbiamo chiamato “ZeroCento+”. Esso propone un cammino di fede unitario rivolto a tutti coloro che, da zero a cento e più anni, intendono impegnarsi in un serio e concreto Cammino di fede. Abbiamo previsto due percorsi: il primo, “ZeroVenti+”, rivolto ai bambini, ragazzi e ai giovani fino a ventinove anni; il secondo, “TrentaCento+”, pensato per gli adulti e che prevede anche una serie di sentieri specifici destinati ai genitori, ai fidanzati, agli anziani, agli operatori pastorali e a quanti saranno impegnati nei diversi eventi di evangelizzazione. Il cammino per i giovani catecumeni adotta il nuovo Itinerario diocesano per l’Iniziazione cristiana; invece, per coloro che hanno già ricevuto la Cresima, abbiamo elaborato un microprogetto che abbiamo chiamato “I’m… Gli altri sembrano, io sono!”. L’icona che farà da sfondo al nostro Progetto è quella dei Discepoli di Emmaus: la suggestiva immagine del Risorto che si affianca ai due discepoli, è icona di una Chiesa in cammino; Gesù, lungo il cammino della storia, spiega loro quella Parola che riscalda il cuore. Per questo la “cura

delle relazioni” sarà, per noi, un ambito d’azione prioritario. Sempre attenti ai “segni dei tempi” desideriamo proporre un cammino che faccia “ardere il cuore” degli uomini e delle donne del nostro tempo e che abiliti ad un consapevole e fruttuoso impegno missionario ed evangelizzatore. Una Chiesa, quindi, pellegrina nel mondo, sempre in ascolto della Parola, convocata alla tavola nello spezzare il Pane e capace di testimoniare a tutti, nella Carità, la gioia dell’incontro con Dio. Noi crediamo in una parrocchia “chiesa tra le case” e “casa di tutti” per educare e formare dei cristiani adulti nella fede, capaci di solidità, risolutezza, coscienza e responsabilità. Con una catechesi sempre più biblica desideriamo far riscoprire la qualità di una vita cristiana formata alla preghiera ed orientata verso una fede che si consolida nell’ascolto, nello studio e nella meditazione della Parola di Dio; tutto questo anche attraverso la pratica della Lectio divina, ivi inserita in un qualificato “Itinerario biblico”. Cuore pulsante della nostra azione evangelizzatrice è la celebrazione dell’Eucaristia che, nella sua irriducibile unità di mensa della Parola e del Pane, illumina la vita personale del cristiano e della Chiesa.


Panaghìa

Inoltre, la celebrazione comunitaria delle Lodi e dei Vespri e l’Adorazione Eucaristica quotidiana continueranno a segnare le nostre giornate per pregare il Signore con sentimenti di lode, contemplazione e gratitudine. Alla Caritas parrocchiale, infine, viene affidato il compito di animare, sostenere e promuovere l’attenzione alle diverse situazioni di disagio materiale, spirituale e psichico. In collaborazione con tutte le altre realtà aggregative che operano in parrocchia, essa sosterrà il parroco anche nella visita, assistenza e compagnia agli anziani e agli infermi. La Caritas Parrocchiale, consapevole della responsabilità di partecipare alla crescita di una società multietnica, continuerà ad accogliere ed ascoltare gli immigrati con l’intento di individuarne i bi-

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sogni e offrire risposte praticabili. Quale figura di Chiesa proponiamo? Una Chiesa fermento del quartiere, capace di progettare un futuro di pace e di amore attraverso la costruzione, nella nostra comunità, di una mentalità virtuosamente cristiana del matrimonio e della famiglia; una Chiesa capace di “promuovere una spiritualità della comunione” fondata “sullo sguardo del cuore orientato al mistero della Trinità che abita in noi” per avere la capacità di cogliere e accogliere tutto ciò che di positivo c’è nell’altro per valorizzare ogni fratello come dono di Dio, un dono per me. Tante altre cose potremmo e vorremmo ancora anticiparvi ma preferiamo rimandarvi all’ormai imminente pubblicazione del Progetto pastorale.


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Sul Tabor in cento! Nasce il nuovo gruppo per adulti

Maria Luisa Carbonaro

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a “prima opera” del nuovo cammino di Fede è il Gruppo Tabor. Un gruppo parrocchiale di spiritualità biblica e mariana rivolto a quegli adulti che intendono costruire e perfezionare il proprio rapporto con Dio. Proprio dall’incontro con la Sacra Scrittura nasce una proposta personale e comunitaria alla ricerca di una vita più autentica. è l’invito a convertirsi, smettendo di vivere solo per se stessi, e a iniziare, con libertà, ad essere strumenti di un amore più grande per tutti. Ascoltare e vivere la Parola di Dio come la cosa più importante della propria vita vuol dire accettare di seguire non tanto se stessi, ma piuttosto Gesù. Concordia e assiduità nella preghiera (At 2,42) sono la via semplice, offerta e richiesta a tutti i membri della nostra comunità. Il primo incontro, del 20 marzo scorso, ha visto la partecipazione di molte persone che non avevano mai intrapreso un cammino di fede. Al secondo incontro la partecipazione è cresciuta ed abbiamo contato più di cento persone: un grande successo pastorale che ci sprona a dare ancora del nostro meglio e a perseverare nell’impegno fin qui intrapreso. Il gruppo non è legato in alcun modo con Associazioni o Movimenti ecclesiali; esso è guidato dal nostro parroco e si riunisce ogni martedì dalle ore 19.00 alle ore 20.30. Durante l’incontro potete lasciare i vostri figli ai nostri giovani educatori dell’Oratorio che provvederanno ad intrattenerli con giochi e animazioni varie.

Io accolgo te…

S

Il corso per fidanzati

i è concluso il Corso di preparazione al sacramento del matrimonio al quale hanno partecipato dodici coppie di fidanzati. Dal prossimo anno, questi incontri di preparazione si svolgeranno il secondo giovedì del mese a partire dall’11 ottobre prossimo e si integreranno al cammino del Gruppo Tabor del martedì.

Le iscrizioni sono aperte!


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Verso un “nuovo itinerario”

Tania Stimolo Catechista

C

on l’anno pastorale 2011-2012 il nostro Arcivescovo, mons. Salvatore Pappalardo, ha inviato alle parrocchie della diocesi il “Progetto di aggiornamento degli itinerari di catechesi”, aggiornamento scaturito dalle mutate condizioni culturali e sociali della vita odierna. Tale progetto richiede il coinvolgimento dei genitori e la formazione dei catechisti che, insieme, devono accompagnare costantemente i ragazzi. L’Arcivescovo ha sollecitato i parroci ad attuarlo nei tempi che ritengono più opportuni perché, come ogni cambiamento, richiede attenzione e accortezza. Si tratta, infatti, di accogliere le sfide che i nostri tempi ci presentano e farle diventare occasione di rinnovamento, poiché l’obiettivo che ci si propone non è solo quello di trasmettere ai ragazzi una dottrina, ma di fare nascere in essi il desiderio di seguire Gesù come suoi discepoli. L’itinerario di Iniziazione Cristiana è concepito come un tutto unitario, all’interno del quale saranno celebrate Confermazione ed Eucaristia e sarà attuato rispettando i seguenti tempi:

- Tempo dell’Evangelizzazione - Tempo del discepolato - Tempo dell’approfondimento delle fede - Tempo della vita nuova in Cristo L’Ufficio Catechistico ha già provveduto a realizzare delle iniziative e aiuterà le parrocchie per attuare il Progetto diocesano. Con l’aiuto di Maria Madre di Dio, la guida preziosa del nostro parroco e l’impegno costante dei catechisti, anche noi nell’anno pastorale 2012-2013 avvieremo questo nuovo itinerario.


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?

Cate…CHE

Cateche… SI! A

ccogliamo con gioia e soddisfazione il nuovo Itinerario di Iniziazione Cristiana consegnato dal nostro Arcivescovo alle comunità parrocchiali ed elaborato dall’Ufficio Catechistico Diocesano. Da tre anni, nella nostra parrocchia, era già operativa una proposta sensibilmente diversa da quella degli anni precedenti, peraltro sintetizzata nel sussidio appositamente redatto. Oggi una nuova virata che si traduce in un rinnovato Progetto per la Catechesi che sarà distribuito ai genitori di quei ragazzi che si preparano a ricevere i sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia. Come ben sappiamo, l’esperienza fondamentale dell’educazione alla vita di fede è l’iniziazione cristiana che, come ci ricordano i vescovi italiani, «non è una delle tante attività della comunità cristiana, ma l’attività che qualifica l’esprimersi proprio della Chiesa nel suo essere inviata a generare alla fede e realizzare se stessa come madre» (Educare alla vita buona del Vangelo. Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020). Essa ha gradualmente assunto un’ispirazione catecumenale, che conduce le persone ad una progressiva consapevolezza della fede, mediante itinerari differenziati di catechesi e di esperienza di vita cristiana. La celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, seguita da un’adeguata

mistagogia, rappresenta il compimento di questo cammino verso la piena maturità cristiana. In un ambiente spesso indifferente, se non addirittura ostile al messaggio del Vangelo, la Chiesa riscopre il linguaggio originario dell’annuncio che ha in sé due caratteristiche educative straordinarie: la dimensione del dono e l’appello alla conversione continua. Il primo annuncio della fede rappresenta l’anima di ogni azione pastorale. Anche l’iniziazione cristiana deve basarsi su questa evangelizzazione iniziale, da mantenere viva negli itinerari di catechesi, proponendo relazioni capaci di coinvolgere le famiglie e integrate nell’esperienza dell’anno liturgico. Tutti sappiamo che è compito della comunità cristiana introdurre i ragazzi all’incontro personale con Cristo, Via che conduce al Padre, attraverso i cammini che lo Spirito suggerisce alla Chiesa. Il percorso da noi proposto si rifà ad alcune intuizioni del catecumenato antico particolarmente significative per diventare cristiani oggi. L’intero percorso è scandito in sei momenti: Eden – L’ABC della fede: i giochi e i colori di Dio (3 – 5 anni) Betlemme - Le domande della fede: genitori e figli di fronte al mistero di Dio (6 - 7 anni) Nazaret - La scoperta di Gesù: Via, Verità e Vita (8 anni) Cafarnao – Dio svela il suo volto: il Padre (9 anni)


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contrare: la storia della salvezza (10 anni)

Emmaus - I “fondamenti” dell’esperien-

za cristiana: la Chiesa e i Sacramenti (11 anni) Antiochia - La vita in Gesù Cristo: la mistagogia (12-13 anni) Sei tappe, sei città che permettono di conoscere da vicino la vita di Gesù e delle prime comunità cristiane; sei luoghi che individuano un percorso che si snoda attraverso vive esperienze di fede. Gli obiettivi del nostro itinerario possiamo così riassumerli: generare la fede, anziché darla per scontata, mediante una forma di primo annuncio; introdurre a tutta la vita cristiana e non semplicemente alla “dottrina”; offrire un percorso lineare a tappe, i cui passaggi non siano automatici; proporre un cammino che mira a coinvolgere tutta la comunità cristiana e, in primo luogo, i genitori, poiché non si può diventare cristiani “da soli”; recuperare l’unita-

rietà dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, facendo sì che l’Eucaristia torni ad essere il punto di arrivo e il punto di partenza della vita cristiana. Punto di arrivo, in quanto tutto l’itinerario e gli stessi sacramenti del Battesimo e della Cresima sono ordinati all’Eucaristia; punto di partenza poiché l’Eucaristia non è il termine ma l’inizio di una vita ad essa conforme, secondo lo stile del dono di Gesù (è questo il senso dell’ultimo tempo, dedicato alla mistagogia). Il nuovo itinerario sarà attivato in parrocchia dal prossimo anno pastorale, ma già dal 21 aprile è possibile iscrivere i propri ragazzi ai gruppi Eden (tempo di pre-evangelizzazione), Betlemme (tempo di evangelizzazione), Nazaret (tempo del discepolato) e Antiochia (per coloro che hanno già ricevuto il sacramento della Cresima).

Gli incontri avranno inizio il 6 ottobre

e si svolgeranno il sabato pomeriggio (in associazione ad altre attività di Oratorio) o la domenica mattina.

Iscrizioni Oratorio-Catechismo

Dal 21 aprile al 27 maggio 2012, ogni sabato dalle ore 16.30 alle ore 18.30 e domenica dalle ore 10.00 alle ore 11.30.

BOX

Gerusalemme - Il luogo dove poterlo in-

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Una domenica speciale Sino ad oggi non si può certamente dire che i bambini della parrocchia Maria Madre di Dio si annoino, tra progetti di arche spaziali, presepi viventi, racconti e…

cuori che volano tra le nuvole!!!

Katia Saccone Catechista ed educatrice

Ed eccoci a domenica 26 Febbraio, pronti per un’altra avventura, il ritiro di Quaresima. Una bellissima giornata di sole ha accolto i nostri bambini accorsi in gran numero, muniti di zainetto e desiderosi di trascorrere un’intera giornata insieme ai loro compagni, al parroco, ai catechisti e agli educatori. Per cominciare, i bambini sono stati accolti in chiesa dove don Santino ha introdotto l’argomento che avrebbe accompagnato la nostra giornata, una bella preghiera e tutti pronti a partire! Dopo essere stati divisi in quattro grandi gruppi, i bambini assistiti dai loro catechisti hanno letto e riflettuto sulle parabole proposte ed elaborato delle bellissime idee. Alle 11.30 come di consueto la Santa Messa, dove la gioia e l’entusiasmo che i ragazzi stavano vivendo durante la giornata si è manifestata in una grande partecipazione alla liturgia e ai canti, che hanno animato in maniera particolare la funzione. E poi... tutti insieme a pranzo, all’aria aperta tra scherzi e giochi, profumo di panini e dolciumi. E’ sempre bello vedere la semplice e spontanea voglia di condivisione dei piccoli, che non esitano ad offrire un assaggio del proprio panino o dei propri biscotti preferiti agli amici vecchi e nuovi! Dopo tre quarti d’ora di relax, rinvigoriti dalle

merende preparate dalle mamme, i nostri ragazzi si sono subito rimessi in moto con una divertente caccia al tesoro, destreggiandosi tra espressioni aritmetiche, indovinelli, canti a squarciagola e tantissima allegria. Quando per i gruppi è arrivato il momento di condividere il lavoro svolto durante la mattina, il risultato è stato straordinario; dalle parole che hanno cercato i bambini è nato uno splendido fiore a rappresentare tutti i buoni sentimenti che dovrebbero animare noi cristiani nel periodo della Quaresima, e non solo, per celebrare la Pasqua nel modo migliore. Per concludere la giornata, foto di gruppo tutti insieme… E poi in un attimo la domenica è volata via tra il chiasso e le risa dei ragazzi che hanno riempito l’aria per tutto il giorno come il tam tam di un grande cuore che pulsa un grande cuore pieno di semplicità, amore e tanta gioia!


1° ANNO

Consegna Padre Nostro 11 maggio dalle 16.30 alle 18.00 preparazione per tutto il 1° anno 12 maggio consegna Padre Nostro ai ragazzi dell’Oratorio e agli Scout 13 maggio consegna Padre Nostro ai ragazzi del catechismo domenicale

2° ANNO

Prime confessioni 9 e 10 maggio dalle 16.00 alle 18.00 preparazione per tutto il 2° anno 12 maggio dalle 16.00 alle 18.00 Prime confessioni dei ragazzi dell’Oratorio e degli Scout 13 maggio dalle 9.30 alle 11.30 Prime confessioni dei ragazzi del catechismo domenicale

3° ANNO

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Prime Comunioni 16, 17 e 18 maggio dalle 16.00 alle 18.00 preparazione per tutto il 3° anno 19 maggio ore 16.30 Prime Comunioni dei ragazzi dell’Oratorio 20 maggio ore 11.30 Prime Comunioni degli Scout 20 maggio ore 16.30 Prime Comunioni dei ragazzi del catechismo domenicale

4° ANNO

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Cresime 23, 24 e 25 maggio dalle 16.00 alle 18.00 preparazione per tutto il 4° anno 2 giugno ore 16.30 Cresime del gruppo di Ivano e Maria Barbara e del gruppo Scout 3 giugno ore 16.30 Cresime del gruppo di don Santino e Katia


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28Stefano Elia Educatore

I’m

Gli altri sembrano, io sono!

“I’m” è il progetto educativo per i giovani del nostro Oratorio parrocchiale e non solo; il mondo giovanile, avvicinato nei suoi più nuovi modi e tempi d’incontro, è il protagonista. Il progetto “I’m” si apre, in modo particolare, all’universo giovanile definito “lontano”; esso è l’esatto contrario dell’improvvisazione senza contenuti e del giovanilismo patetico; intende preoccuparsi sia di sensibilizzare le famiglie che di formare animatori qualificati per la missione educativa in parrocchia e per gli eventi di evangelizzazione oltre il criterio della territorialità, per riqualificare positivamente il “tempo libero” dei giovani d’oggi. “I’m”, si propone di educare a relazioni personali efficaci, attraverso occasioni forti d’annuncio e testimonianza, per porsi in stato di missione concreta con tutti i giovani, anche con quelli che non frequentano Chiesa e Oratorio, senza pregiudizi né proposte già confezionate, ma camminando al loro fianco “gratuitamente”; intende offrire, agli adolescentigiovani, la possibilità di un primo contatto con la comunità cristia-

na in un ambiente di vita accogliente, creativo, ordinato, aperto ai nuovi linguaggi ed alle nuove tecnologie, flessibile nell’organizzazione degli spazi, in una parola: globale; desidera offrire un luogo “bello”, per l’incontro e l’esplorazione di rapporti efficaci, dove si possano coltivare amicizie, nuove relazioni, progettare incontri futuri; intende proporre proposte formative nella direzione della capacità di relazionarsi in profondità e concretezza, oltre l’esteriorità e l’immediatezza (il “sembrare”); desidera promuovere percorsi di “ripresa” dei valori della vita ed un nuovo modo di metterla a disposizione degli altri, condizione per la (ri)-apertura delle “domande su Dio”. In sintesi, persegue il seguente, sintetico, obiettivo: “Portare la Chiesa ai giovani, prima che i giovani alla Chiesa”. Le nuove generazioni, volto umano della speranza, sono per la Chiesa un invito a volgere lo sguardo al Signore che fa “nuove tutte le cose” (Ap. 21,15), sono per tutti il richiamo alla responsabilità verso il futuro. Smarriti di fronte al futuro, incapaci di andare oltre il frammento, chiusi in un presente che continuamente fugge, tendono ad assolutizzare l’importanza del gruppo. Esso rappresenta una soluzione funzionale al bisogno di socialità e di sostegno emotivo nel momento della transizione. L’esperienza del gruppo, pur essendo precedente e più estesa del “tempo libero”, fa da supporto, tutela e difesa dell’individuo nei locali - spesso anonimi - del fine settimana. Ragazzi, adolescenti e giovani che vivono in una “cultura senza padre”, necessitano d’itinerari che li aiutino a non limitarsi a conservare l’esistente. L’esistente, in ogni caso, continuerà ad essere imprescindibile punto di partenza per cammini di formazione diversificati, proposti con sollecitudine pastorale dalla comunità


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Le nuove generazioni, volto umano della speranza, sono per la Chiesa un invito a volgere lo sguardo al Signore che fa “nuove tutte le cose” cristiana. Il “tempo libero del fine settimana” che assume sempre più importanza nel pianeta giovanile, esige e merita di essere oggi considerato come risorsa formativa e non solo come problema. La prassi pastorale è così sollecitata a passare da “pastorale dei cerchi concentrici”, che definisce i giovani in base alla loro appartenenza o vicinanza alla Chiesa, a “pastorale missionaria”. Pastorale missionaria è quella che ritiene che non ci sono giovani lontani o giovani vicini, perché la vicinanza e lontananza passa nel cuore delle persone e non nelle appartenenze sociologiche. Ci sono vicini che sono tentati di trasgressione e lontani che sono desiderosi di santità. Dio non è lontano da nessuno, semmai è spesso la comunità cristiana che è lontana da loro. La comunità ecclesiale vuole essere casa accogliente per tutti i giovani, anche se ritenuta come l’ultima spiaggia, rifugio strumentale dopo che il giovane ha tentato altre strade; essa sceglie, con coraggio, di fare pro-

poste del tutto gratuite ai giovani, orientate cioè al loro bene e non per aumentare il numero dei praticanti e “contare” di più. Il mondo giovanile guarderà sempre con sospetto la comunità cristiana qualora coltivi secondi fini rispetto all’annuncio del Vangelo. La Chiesa ritiene che “non annunciamo la fede che abbiamo, ma abbiamo la fede che annunciamo”. Il Vangelo non può mai ridursi a bene da godere in solitudine. E’ dono da vivere con tutti, nei modi e nei tempi della vita ordinaria. In tal senso proponiamo un percorso specifico che guardi alla formazione integrale della persona educando i giovani:

-

al tempo libero, tempo in cui la persona si sente più autentica e sul quale investe

-

al presente, per vivere bene la propria vita di adesso, non solo come preparazione

molte energie per la propria autorealizzazione; al futuro, ma come valore in sé;

all’espressività, alla ricerca del proprio benessere spirituale, fisico e psichico; - alla corporeità e alla sessualità, entro un equilibrato rapporto con la razionalità; - alla relazionalità gratuita e alla buona comunicazione, in una società che -

ha formalizzato i rapporti, ha congelato i valori della relazione “face to face”;

all’alterità, come bene assoluto ed inviolabile; - al bene comune: i giovani devono poter spendersi perché ci sia per tutti gioia di vivere. -

Il Progetto “I’m” sarà pienamente operativo dal prossimo anno pastorale. Allora, cosa aspetti?

Cammina con noi.. per non “apparire” ma per imparare ad “essere”!


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LabOratori Damiano Restuccia - Educatore

Vi presentiamo alcuni dei LabOratori didattici che hanno affiancato il cammino catechetico in Oratorio e che erano rivolti a tutti i bambini e i ragazzi della nostra Comunità parrocchiale.

Natale al Settimo Cielo LabOratorio teatrale In alto… al Settimo cielo fervono i preparativi, tutti gli angioletti sono indaffarati ad organizzare tutto per la notte di Natale; anche il Coro celeste diretto dal Maestro Cherubino si prepara ad eseguire il “Gloria” , ma quando ormai manca poco alla mezzanotte...etcì, etcì, che succede? Un ‘epidemia di influenza si è diffusa tra gli angioletti creando panico in paradiso! Ma… niente paura! Arriva il dottore degli angeli e la sua assistente Benedetta che hanno già pronta la medicina: il pensierino di un bambino per ogni angioletto, un pensierino affettuoso che lo farà guarire all’istante. Questa è la narrazione di “Natale al settimo cielo”, lo spettacolo che i bambini dell’ Oratorio “Karol Wojtyla” hanno realizzato e messo in scena l’antivigilia di Natale, impegnandosi con gioia e grande attenzione insieme ai loro educatori. Un’esperienza davvero esaltante che ci ha consentito di vivere in letizia e fervore i giorni il Natale di Gesù.

A suon di chitarra LabOratorio musicale Da quest’anno, con la nascita dell’Associazione parrocchiale “I Talenti di Lolek”, sono attivi alcuni nuovi LabOratori infrasettimanali; tra questi il “Corso base di chitarra”, che vede la partecipazione di 14 bambini, volenterosi di accostarsi allo studio e alla pratica musicale. Il corso si è svolto ogni giovedì dalle ore 18.00 alle ore 19.00 e prevedeva lezioni che hanno aiutato i bambini e i ragazzi ad acquisire le nozioni base della teoria e della tecnica musicale. Alla fine del corso i ragazzi hanno eseguito un piccolo saggio di gruppo ed hanno ricevuto anche un Attestato di partecipazione. Dal prossimo anno proporremo, oltre al Corso base, anche il Corso avanzato… e non solo di chitarra!


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Decoupage LabOratorio artistico Carla Giunti ha iniziato al Decoupage alcuni nostri bambini dell’Oratorio. I ragazzi hanno realizzato dei simpatici quadretti su formine in terracotta; hanno riprodotto simboli sul tema del Natale. Ottimo lavoro ragazzi!!! Ai giovani artisti diamo appuntamento al prossimo anno con tante belle novità.

Coro Jobel LabOratorio di canto corale Nasce il “Coro Jobel”: è il frutto del nostro “LabOratorio di canto corale” ma anche il nome del giovane coro che anima la Santa Messa domenicale delle ore 11.30. Esso è composto da alcuni bambini dell’Oratorio e del Catechismo, che hanno scelto di farne parte; nel coro Jobel sono presenti anche alcuni nostri educatori. Il nostro Coro è diretto dall’eclettico Damiano che, con grande entusiasmo, cura la proposta dei canti e la loro esecuzione. Quest’anno il Coro ha animato, nel vivo compiacimento e apprezzamento di tutti, anche tutte le celebrazioni della Settimana Santa; tornerà ad animare con il suo indiscutibile entusiasmo anche le celebrazioni delle prossime Prime Comunioni e delle Cresime. don Santino


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i Pirati...

Giulia Parisi Educatrice

che avventura!

I Pirati di Tartatown sbarcano in Oratorio!

È

la nuova ambientazione per i ragazzi del nostro Oratorio “Karol Wojtyla”, in cammino verso il conferimento dei sacramenti di Iniziazione cristiana. La vicenda si svolge ai nostri giorni. La città di Tartatown sta attraversando un periodo di grandissima crisi, non solo di natura economica: la gente è demotivata e ognuno pensa sempre più solo a se stessa; accanto alla disoccupazione e alla povertà, si diffondono corruzione, litigiosità e violenza. Il clima generale contagia anche le nuove generazioni: i migliori progettano di partire; tutti gli altri – messi da parte sogni e ideali - pensano solo a come sbarcare il lunario. Qualcuno confida ormai solo nel “raschia e vinci”, celebre gioco a premi di Tartatown. Proprio nel momento più nero, quando anche le ultime risorse sembrano esaurite ed il consiglio comunale si appresta a dichiarare bancarotta, il ritrovamento di un antico messaggio, lasciato dai pirati “padri fondatori” della città, riapre la speranza ed impegna i più ardimentosi giovani cittadini di Tartatown in un difficile viaggio per mare. Una volta riparato e allestito l’Antigua - vecchio, ma ancora efficiente, veliero pirata - molte avventure aspettano l’improvvisata ciurma e i suoi altrettanto improvvisati ufficiali. Dopo ogni prova, non importa quanto brillantemente superata, nella ciurma si diffondono atteggiamenti di autostima, di apprezzamento del gruppo, di entusiasmo per la missione da compiere. Anche in città la partenza dell’Antigua ha

avuto il benefico effetto di riportare un po’ di speranza e un po’ di serenità. Alla fine, il tesoro scoperto non consisterà in ricchezze monetarie, ma nella ritrovata fiducia in se stessi e nella nuova visione sociale dei ragazzi di Tartatown, unica risorsa davvero in grado di cambiare le sorti della propria terra. La vicenda dei pirati-baby offre la possibilità di affrontare in prospettiva educativa con i bambini/ragazzi l’attuale situazione di crisi economica, i cui effetti si manifestano nell’impoverimento di alcune fasce di popolazione, come anche in atteggiamenti diffusi di sfiducia, cinismo, rassegnazione e individualismo. Ri-diventare pirati è un’opportunità per acquisire consapevolezza e per reagire a tale deriva. La pirateria, infatti, al di là dell’immagine truculenta e delle innegabili dimensioni negative, presenta alcuni valori che si prestano ad essere elaborati in senso educativo: la tendenziale democraticità della governance, il rispetto di un elementare codice etico, lo spirito di corpo e di avventura, lo stare dalla parte dei poveri. La nostra ambientazione propone quindi tre fondamentali “rotte” educative: - la scoperta e la valorizzazione dei “talenti”, sia personali che legati al proprio territorio; - la maturazione di attitudini pro-sociali, per un nuovo senso di responsabilità verso il bene comune; - l’attenzione alle situazioni di povertà e l’esercizio della solidarietà.


Noi, Papaboys! GMG Madrid 2011

Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”. Questo è stato il tema della XXVI Giornata Mondiale dei Giovani che si è svolta a Madrid dal 16 al 22 agosto alla quale abbiamo partecipato come gruppo giovani dell’Oratorio “Karol Wojtyla” insieme al gruppo giovani dell’A.C. del SS. Salvatore guidati dal nostro parroco don Santino. I giorni prima della partenza sono stati segnati da iniziative volte alla raccolta fondi per il viaggio e da momenti di spiritualità. Così, dopo un’attenta organizzazione e con tanta voglia di vivere la nostra prima GMG, ci siamo radunati la mattina del 16 agosto nella nostra parrocchia e abbiamo dato iniziato con la preghiera al nostro cammino verso Madrid. All’arrivo in terra spagnola abbiamo cominciato a gustare l’aria di festa che si respirava in ogni angolo della città dirigendoci verso la scuola di Las Rozas, distante circa 10 minuti da Madrid, dove abbiamo alloggiato. La mattina seguente abbiamo celebrato la S. Messa presso la parrocchia di San Miguel Arcangel e lì ci hanno consegnato gli zainetti contenenti i sussidi per la permanenza a Madrid e YouCat. Più tardi ci siamo diretti verso il centro di Madrid dove abbiamo fatto un giro prettamente turistico incontrando migliaia di ragazzi e condividendo momenti di festa e di fraternità prima dell’arrivo, nel pomeriggio in piazza Cibeles, del Santo Padre da dove ha avuto inizio la JMJ 2011 di Madrid. Venerdì 19 abbiamo partecipato alla Via Crucis lungo le vie madrilene dove in ogni stazione erano collocati i carri tipici spagnoli della Settimana Santa. In questi giorni, inoltre, abbiamo visitato il parco del Ritiro, la Cattedrale di Nuestra

Federica Muscetti

Señora de la Almudena, il museo del Prado, il palazzo Reale e altri siti di interesse culturale. Il 20 ci siamo diretti verso l’aeroporto militare di Cuarto Vientos dove milioni di giovani “scorrevano” come un fiume lungo le strade spagnole e all’arrivo ci siamo sistemati nel settore E5. La giornata è trascorsa tra balli, canti e momenti di preghiera fino alle ore 19.00 quando è arrivato il Papa Benedetto XVI. Vedere oltre due milioni di coetanei provenienti da ogni angolo del mondo e spinti da un unico fine, cioè quello di incontrare il Signore, è stato un momento davvero unico ed emozionante che mi ha fatta crescere spiritualmente e umanamente. Successivamente ha avuto inizio la veglia di preghiera che è stata interrotta a causa del brutto tempo ma, la tenacia con cui il Papa ha deciso di rimanere il più possibile con noi, ha infiammato ancor più i nostri cuori. Così dopo l’esposizione del SS. Sacramento ci siamo riuniti in preghiera e abbiamo riposato all’area aperta. L’indomani, domenica 21, dopo la sveglia comunitaria è stata celebrata alle ore 9.00 la S. Messa. Al termine della celebrazione è stato recitato l’Angelus e Benedetto XVI ci ha dato l’arrivederci a Rio de Janiero, in Brasile, nell’estate del 2013. Al rientro a Las Rozas abbiamo festeggiato l’ultima sera di permanenza a Madrid e l’indomani ci siamo diretti verso l’aeroporto di Madrid per fare ritorno a casa. Ed ora diamoci appuntamento a Rio de Janeiro dal 23 al 28 luglio 2013…

noi desideriamo esserci!


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Vizi e Virtù

Franco D’Alpa

Educatore Gruppo Giovani “TEENLIFE”

Avete mai provato a digitare il termine “oratorio” su Google? Senza imporre particolari criteri di ricerca, una prima analisi porta a circa 14 milioni e 600 mila risultati. Senza dilungarsi troppo sul significato, possiamo affermare che l’oratorio è un luogo della cristianità destinato alla preghiera e alla crescita armonica ed integrale della persona umana e delle comunità familiari, giovanili, etc. Anche la nostra Parrocchia ha un “Oratorio”, intitolato a Karol Wojtyla. Esso vede il Parroco ed i suoi collaboratori impegnati su diversi fronti, con la volontà e l’impegno costante di mettersi al servizio di tutti i membri della Comunità parrocchiale, a partire dai fratelli più giovani. Tra i più stretti collaboratori del parroco vi è un gruppo di ragazzi, tra i 16 ed i 22 anni, impegnati nel servizio di catechesi dei più piccoli; sono giovani, i cui volti e nomi sono familiari a chi frequenta la parrocchia o partecipa alle celebrazioni liturgiche, sono sempre disponibili, dedicano parte del loro prezioso tempo per organizzare ed animare gli incontri di Oratorio e di catechesi per i più piccoli. Questi giovani, animati dalla gioia di vivere e dalla voglia di scoprire, hanno sentito il desiderio di approfondire alcuni temi legati alla propria crescita cristiana partecipando, questa volta come componenti e non come educatori, ad un gruppo di Oratorio per la loro età, gruppo che abbiamo chiamato TEENLIFE. Madre Teresa di Calcutta diceva:” la radice di tutti i mali? L’egoismo; il primo bisogno? Comunicare; la forza più grande? La fede; la cosa più bella del mondo? L’amore”. In queste parole possono sicuramente individuarsi alcuni dei motivi che spingono questi ragazzi a ricercare quel qualcosa in più, la volontà di manifestare il proprio “essere cristiani” per gli altri e con gli altri proprio per sconfiggere la radice di tutti i mali; e ancora: Annunciare Gesù Cristo come discepoli, il “Dio con noi e per noi”, affinché abbiamo a non inaridirci, stanchi e prigionieri del nostro “IO”. Giovani che, di fronte al modus vivendi di una società fortemente secolarizzata, piena di egoismo e manifestamente edonistica, hanno una speranza che attira il futuro dentro il presente condizionandolo. Una speranza che rende certezza il fatto che la fede di ognuno di noi non deve essere accettazione di verità astratte bensì una relazione forte ed intima con Cristo: essere Cristiani non è aderire ad un’idea ma ad una persona, l’astrattismo conta poco. Ognuno di questi giovani porta durante ogni incontro un contributo di crescita a se stesso ed agli altri. Per questi motivi il tema affrontato dai ragazzi durante quest’anno è: “IO E…” con particolare attenzione al completamento della frase:


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IO E … BASTA, una scelta coerente con i nostri tempi (IO che non restituisco quanto ricevo, IO che faccio scelte cha hanno come unico fine il mio tornaconto personale, IO che non osservo i bisogni del fratello che mi vive accanto); IO E GLI ALTRI, IO PER GLI ALTRI, la scelta cristiana contrapposta alla società ed in controtendenza con i tempi moderni, una scelta di cui, nonostante il palese rifiuto, la società moderna ha grande bisogno (IO che cerco di restituire più talenti di quelli ricevuti in dono, IO che mi metto in discussione in questa società per dare un senso pieno alla mia vita, IO che cerco di aiutare i miei fratelli certo della grandezza dell’Amore ricevuto da Dio). Questo è il tema che i giovani “TEENLIFE” stanno affrontando in questo particolare e meraviglioso momento della loro formazione di vita cristiana. Durante gli incontri, in un continuo confronto si sviluppa il cammino di approfondimento di questo tema, solo apparentemente scontato. Gli incontri, che sono animati da riflessioni su come i doni ricevuti da Dio vanno usati e non abusati (cfr. Una lotta per la vita – di Enzo Bianchi), vengono accompagnati da riflessioni su alcuni brani del Vangelo, sulla necessità di fare Comunità, sui benefici spirituali della Riconciliazione, sulla grande forza della Preghiera, sull’immenso mistero dell’Eucaristia. Una ricerca finalizzata ad una crescita spirituale e sociale, mettersi al servizio dei propri fratelli scoprendo la gioia di donare agli altri quanto si è ricevuto da Dio. Questo è il cammino che hanno scelto i giovani della nostra comunità, questo è l’Oratorio della Parrocchia Madre di Dio.

Dopo la Cresima? Antiochia! Nuovo gruppo giovanissimi Fulvio Giansiracusa

BOX

“Continuare per credere” è lo slogan proposto, quest’anno, dagli educatori del “Gruppo Ragazzi” del nostro Oratorio. I nostri ragazzi hanno compreso che il cammino di fede e di formazione non si esaurisce con il conferimento della Cresima; per questo motivo, aderendo alla nostra proposta, essi si stanno impegnando a perfezionare le proprie conoscenze su Dio, sulla fede e sulla Chiesa e si stanno preparando a vivere delle suggestive esperienze di servizio e comunione. Le nostre riunioni, dunque, non sono soltanto degli incontri catechetici ma rappresentano, soprattutto, l’occasione per confrontarsi su temi di particolare attualità e di specifico interesse dei nostri ragazzi. L’età dei nostri ragazzi, 12-13 anni, esige un’attenzione particolare: per questo motivo, il parroco ha pensato uno staff di educatori alquanto eterogeneo: oltre

a me che scrivo, il diacono Filippo Villaurel, Tania Stimolo e Mariapia Randazzo. Uno degli argomenti particolarmente apprezzato dai ragazzi è stato quello dell’amicizia. In merito a questo tema, gli educatori hanno optato per approcci diversificati onde stimolare, quanto più possibile, l’attenzione dei ragazzi e la loro reciproca interazione: ad esempio, attraverso la lettura di divertenti e sapienti proverbi siciliani e la visione del film “High School Musical”. Sono in programma tante, nuove ed interessanti attività e, tutto questo, per aiutare i nostri ragazzi a comprendere che ogni fase di cambiamento e ogni novità di vita esige una scelta concreta di vita e di fede per non correre il rischio di smarrire le cose più belle che la vita ci dona e che, con la grazia di Dio, continuerà, a donarci.

Sono aperte le iscrizioni ai gruppi: Antiochia > 12-13 anni Teenlife > 14-19 anni Life > 20-29 anni

Rivolgersi al parroco!


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Si impara da piccoli a diventare Miriam Caravello e Carmelo Di Mauro

Al suo terzo anno di attività, il gruppo scout Siracusa 3 della nostra Parrocchia ha registrato un notevole aumento degli iscritti, specialmente in riferimento alla Branca Lupetti/Coccinelle composta da bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni; il numero dei nostri Lupetti, infatti, è salito da 13 a 31, limite massimo stabilito dall’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI). Da Natale a Pasqua i nostri bambini hanno lavorato con molto impegno ad una serie di attività di autofinanziamento realizzando alcuni piccoli capolavori creati con materiale essenziale, anche al fine di far riscoprire loro il valore della semplicità ed il piacere di creare qualco-

grandi!

sa mettendo a buon frutto la propria fantasia e le proprie abilità. Il ricavato sarà utilizzato per l’acquisto di materiale necessario allo svolgimento delle attività del nostro gruppo. A gennaio, inoltre, i nostri Lupetti hanno partecipato alle Vacanze di Branco invernali, un’uscita di tre giorni durante la quale i bambini, guidati dai Capi, hanno vissuto lo spirito e l’atmosfera del Natale nello stile scout dell’accoglienza e della condivisione fraterna. In Quaresima, invece, abbiamo partecipato ad un’uscita e alla Festa di Primavera, tradizionale appuntamento per i lupetti e le coccinelle della diocesi. Anche la Branca Esplo-

ratori e Guide, composta da ragazzi tra gli 11 ed i 16 anni, ha vissuto importanti esperienze. In occasione del Campo invernale sull’Etna, la Branca E/G ha lanciato il tema del “Dono”: che dono sono… per chi sono un dono… perché sono un dono! Un percorso che ci interroga sulla nostra risposta a Cristo che ha offerto la sua vita per noi e per la nostra Salvezza. Tutto questo, per prepararsi alla Promessa che ci impegna ad essere persone capaci di donarsi agli altri. Il reparto, inoltre, sta lavorando con molto impegno per prepararsi al prossimo Campo Estivo Regionale 2012, al quale parteciperanno gli Esploratori e Guide di tutta la Sicilia.


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Una nuova sede?! Con grande entusiasmo e con la benedizione del parroco è stata inaugurata la nuova sede dell’unità Esploratori/Guide del nostro gruppo SR3. Nuova sede perché ritinteggiata con i colori distintivi del nostro gruppo e anche perché arredata con semplicità e vivacità. “Un lavoro impeccabile ragazzi… siete stati davvero bravi”: queste le parole di incoraggiamento che il parroco ha rivolto ai giovani scout. Prossimo appuntamento con la nuova sede dei nostri Lupetti a settembre, con la ripresa delle attività. Certamente, al ritorno delle Vacanze di Branco i nostri lupetti avranno la loro nuova tana. Il parroco lo ha promesso! Gabriele Zappulla

Comunione e comunita’ Il nostro SR3 è un giovane gruppo con una nutrita Comunità Capi, tantissimi lupetti e tanti Esploratori e Guide. Quest’anno abbiamo anche due novizi, Daria e Antonio, e un Rover, Anthony, rimasto solo in clan dopo la “partenza” dei suoi compagni di strada e di servizio. Per garantire la fruttuosa crescita di Daria, Antonio ed Anthony la Comunità li ha invitati a maturare la propria esperienza presso il gruppo Agesci SR13 della Parrocchia Madre della Chiesa , consci del pregevole valore educativo e formativo offerto dal SR13 stesso. I nostri ragazzi sono molto felici e questa loro esperienza è per noi motivo di grande speranza.

Don Santino, Baloo


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Una Legione… quella di Maria!

Enza Alaimo

S

in dalla sua fondazione, l’associazione ecclesiale Legione di Maria vuol essere, nell’oggi della Chiesa, nei tanti Paesi in cui è presente e operante, un chiaro e forte invito ad accogliere e costruire il regno di Cristo per mezzo di Maria. Frank Duff è il fondatore. Accade, nel 1918, un fatto che Duff considererà sempre come una grande grazia di Dio: tramite un amico, scopre il Trattato della vera devozione a Maria di san Luigi Maria Grignon di Montfort. Da quel libro viene a conoscere meglio e a stimare di più la presenza viva e operante di Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa. Per diversi anni Duff parla della sua felice scoperta mariana ai membri della Società di San Vincenzo de’ Paoli, tanto che il 7 settembre 1921 egli raduna intorno a Maria, Regina degli apostoli, un gruppo di donne desiderose di svolgere il loro apostolato nello spirito della vera devozione a Maria insegnata dal Montfort. Fu quello il dies natalis della Legione di Maria. Da quel giorno, fino alla morte (7 novembre 1980), Duff guida con particolare dedizione l’espansione della Legione in tutto il mondo. La Legio Mariae è strutturata a modi esercito, particolarmente come quello dell’antica Roma, del quale ha anche adottato la terminologia. Questo linguaggio militaresco può anche non piacere oggi, ma la realtà della vita che è battaglia è pur sempre la stessa. Ora, in questa lotta tra il bene e il male, Maria è costituita da Dio “condottiera dei suoi eserciti, sterminatrice dei suoi nemici” (Montfort, Vera Devozione - VD 54). Così, mentre lo spirito immondo amava chiamarsi “Legione”, “perché - diceva - siamo in molti” (Mc 5, 9), l’immacolata Madre di Dio ha la sua legione di Angeli, a difesa e protezione dei suoi fedeli servi.
L’anima dell’apostolato legionario è l’amore verso Dio e verso i fratelli, è la carità: nella ‘Promessa legionaria’ gli aderenti così pregano: “Fa’, o Santissimo Spirito, che la tua potenza mi ricopra della sua ombra e venga nell’anima mia con il fuoco dell’amore! E fa’ che l’anima mia formi una cosa sola con l’amore di Maria e con la sua volontà di salvare il mondo!”. Ecco come Giovanni Paolo II definisce l’anima apostolica della Legione di Maria: “La vostra è una spiritualità eminentemente mariana […], soprattutto perché fonda il suo metodo di spiritualità e di apostolato sul principio dinamico dell’unione con Maria, sulla verità dell’intima partecipazione della Vergine Madre al piano della salvezza. In altre parole, voi intendete rendere il vostro servizio ad ogni uomo, che è immagine di Cristo, con lo spirito e la sollecitudine di Maria”. Il nostro gruppo si riunisce ogni martedì dalla ore 16.30 alle ore 18.00.

Pellegrini a Medjugorje Dal 5 al 12 giugno prossimo si svolgerà il nostro pellegrinaggio a Medjugorje guidato dal nostro parroco. Si partirà con il pullman da Siracusa e, da Bari, ci imbarcheremo alla volta di Dubrovnik e da qui raggiungeremo Medjugorje nella mattinata del 6 giugno. Ci attende un programma denso di appuntamenti spirituali che porteranno tanti frutti, ne siamo certi.


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Ministranti crescono! Dopo la costituzione di un nutrito gruppo di giovani chierichetti, il parroco ha deciso di invitare anche alcuni adulti a servire alla mensa del Signore. Molti hanno aderito alle sollecitazioni di don Santino e la Settimana santa ha rappresentato, per alcuni di loro, un vero e proprio battesimo di fuoco. Nel mese di dicembre i nuovi ministranti sono stati ammessi dal parroco a svolgere il proprio servizio all’altare con un rito celebrato durante una messa domenicale serale; in quell’occasione hanno ricevuto il loro nuovo camice e la benedizione. Benedetto XVI, incontrando i ministranti romani nel 2010 disse: “Aiutando i vostri sacerdoti nel servizio all’altare contribuite a rendere Gesù più vicino, in modo che le persone possano sentire e rendersi conto maggiormente: Lui è qui; voi collaborate affinché Egli possa essere più presente nel mondo, nella vita di ogni giorno, nella Chiesa e in ogni luogo”. L’esortazione del Papa ci induce a percepire e a vivere con vivo senso di responsabilità il servizio liturgico.

Angelo Giliberto


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Lolek e i suoi Talenti Damiano Restuccia

Nasce l’associazione parrocchiale “I Talenti di Lolek”, una nuova realtà pastorale che intende promuovere e riscoprire il teatro, la musica, il canto e lo spettacolo in dimensione vocazionale, culturale, formativa, spirituale ed evangelizzatrice. Finalità di ogni attività è la “salvezza dell’uomo”. È una finalità pastorale perché contribuisce a realizzare, nella storia, il progetto salvifico di Dio, di cui la Chiesa e le sue strutture costituiscono «sacramento», cioè segno e strumento. Il primato dell’uomo, inteso come persona e come membro di un gruppo sociale, costituisce il criterio pastorale fondamentale, che non insidia l’altro criterio pastorale fondamentale rappresentato dal primato di Dio, che insiste su di un piano diverso. Il fine del piano salvifico di Dio è l’uomo e la dignità della persona umana. La promozione umana - qui intesa come servizio reso all’uomo concreto affinché assuma coscienza di sè stesso e si realizzi nei suoi valori, nei suoi diritti e doveri, nella sua creatività personale e sociale, nell’equilibrio tra tutte le dimensioni della sua personalità - condiziona la promozione del cristiano, poiché dove non c’è l’uomo non può esserci il cristiano.

La comunicazione, in tal senso, è strumento primordiale della promozione umana e cristiana. L’evangelizzazione è il vertice della promozione umana e la via alla comunicazione e alla comunione più profonda tra gli uomini e tra gli uomini e Dio. L’evangelizzazione è il prolungamento della rivelazione di Cristo lungo i sentieri della storia. E la rivelazione di Cristo è una formidabile iniziativa di comunicazione, che non esclude nessuno e che “avrà riguardo alle lentezze della maturazione psicologica e storica e all’attesa dell’ora in cui Dio renda efficace” il dialogo della salvezza (cfr. Paolo VI; Ecclesiam suam, 44). Il Teatro si innesta in questo contesto di impegno pastorale, rispettando il primato dell’uomo, le esigenze della comunicazione, il traguardo della evangelizzazione. A livello di promozione umana, l’Istruzione Pastorale Communio et Progressio rileva che «il teatro Moderno è spesso ideologicamente impegnato e diventa il trampolino di lancio di teorie d’avanguardia sull’uomo e sul suo comportamento sociale» (cfr. n. 160). Negli ultimi decenni, il teatro si è posto come partecipe dell’autoedificazione


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Il Teatro si innesta in questo contesto di impegno pastorale, rispettando il primato dell’uomo, le esigenze della comunicazione, il traguardo della evangelizzazione.

della società, forse eccedendo più sugli atteggiamenti critici che su quelli progettuali, ma certamente incidendo sui processi di cambio sociale, utilizzando anche reinterpretazioni profondamente nuove del patrimonio teatrale classico, dal momento che l’opera teatrale, come e forse più di quella musicale, si presta a reinterpretazioni, e non soltanto a livello di regia. La nostra associazione parrocchiale non

persegue scopi di lucro ed è motivata dalla decisione dei soci di vivere l’esperienza teatrale secondo la visione cristiana dell’uomo e fa riferimento agli obiettivi pastorali ed educativi della parrocchia, coordinandosi con le altre iniziative, formative ed educative della parrocchia stessa. L’Associazione utilizzerà gli spazi e gli impianti della parrocchia e aderisce alla FederGAT.

La nostra Associazione “I talenti di Lolek” ha lo scopo di praticare, promuovere e diffondere la cultura e l’arte nel settore del teatro e dello spettacolo ispirando la sua attività ai valori umani e cristiani. In particolare l’Associazione si propone di: - realizzare spettacoli teatrali; - favorire la crescita culturale dei soci e, in generale, del pubblico anche attraverso iniziative di formazione specifica realizzate in collaborazione con enti locali, associazioni, scuole, istituzioni ecclesiali, ecc.; - valorizzare le tradizioni popolari e religiose; - partecipare alla realizzazione di rassegne e concorsi teatrali culturalmente e pastoralmente qualificati; - favorire la partecipazione dei soci ad iniziative di ricerca, di sperimentazione, di formazione; - promuovere e realizzare ogni altra iniziativa direttamente o indirettamente rispondente alle finalità dell’Associazione; - promuovere e realizzare ogni attività da considerarsi sussidiaria e meramente strumentale per il conseguimento delle finalità istituzionali. Dal prossimo anno proporremo dei Corsi di teatro, musica e canto. Presto sarà on line il sito internet della nostra Associazione.


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Theotòkos… campioni d’Italia

T

empi di crescita e di bilancio quelli vissuti dalla nostra squadra parrocchiale “Theotòkos”. Sin dalla costituzione dell’Associazione dilettantistica parrocchiale, la squadra è federata al CSI (Centro Sportivo Italiano) con il quale sono stati disputati i vari campionati di calcio a 5, sia a livello locale che nazionale. Nel 2008 nasce su iniziativa del nostro parroco, don Santino, la prima squadra costituita da giovani dai 16 ai 18 anni; squadra che ha partecipato al campionato provinciale guidati dal mister Giuseppe Bellistri. Il 2009 è stato un anno segnato dalla crescita dei ragazzi e della squadra. Nel 2010 sono state iscritte ai campionati provinciali del CSI ben tre squadre: Under 14, Under 16 e Open; è stato l’anno di debutto alle fasi nazionali che si sono svolte a Lignano Sabbiadoro: i piccoli atleti dell’under 14, infatti, si sono classificati secondi alle fasi provinciali e dopo aver vinto il campionato regionale hanno partecipato alle fasi nazionali di Lignano dove, guidati dal mister Carmelo Gurrieri, si sono confrontati con i giovani provenienti da tutta l’Italia conquistando il terzo posto. L’Under 16, invece, ad aprile ha vinto il campionato provinciale e a maggio ha conquistato il secondo posto regionale. La squadre degli Over ha partecipato sia al campionato locale che a vari tornei di calcio provinciali. Questo è stato un anno ricco di emozioni specialmente per l’esperienza vissuta a Lignano dove eravamo tutti uniti al fine di testimoniare con il gioco e il nostro vivere quotidiano il comportamento del vero cristiano nella società. Nel 2011 abbiamo costituito tre nuove squadre. I ragazzi dell’Under 14 hanno conquistato sia il titolo provinciale che regionale ed hanno partecipato alle fasi nazionali. L’Under 16 ha conquistato il titolo provinciale e regionale ed ha potuto così accedere alle fasi nazionali di Lignano Sabbiadoro. Gli Under 14 si sono classificati quinti mentre i ragazzi dell’Under 16 hanno conquistato il titolo nazionale di “Campioni Under 16 - 2011”. Conquistare il tito-


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Testimoniare con il gioco e il vivere quotidiano il comportamento del vero cristiano

43 lo nazionale è stata un’emozione davvero indimenticabile e vedere l’entusiasmo dei piccolo theotokossini ha ripagato gli sforzi fatti durante tutto l’anno. Inoltre, lo scorso 7 febbraio, la Città di Siracusa ha onorato la nostra squadra assegnandoci il Premio “Paolo Caldarella” per aver conquistato il titolo nazionale. Il premio è dedicato al giovane Paolo Caldarella, sportivo siracusano prematuramente scomparso, ed ha come obiettivo premiare gli atleti e le società sportive siracusane che si sono contraddistinte nel mondo dello sport italiano e mondiale, come la nostra Theotòkos. Danilo Elia

Decalogo dello sportivo «Se lo sport è praticato per esaltare la dignità della persona, esso può divenire un veicolo di fraternità e di amicizia». Così Giovanni Paolo II si è pronunciato, durante il suo pontificato, in merito allo sport. E su questa linea anche il Centro Sportivo Italiano cerca di promuovere una giusta cultura dello sport che miri alla crescita dello sportivo sia atleticamente che civilmente. In questo senso, è stato realizzato il “Decalogo dello Sportivo” nonché degli impegni che il CSI chiede ai propri tesserati: 1. Sentirmi corresponsabile, in ogni momento, dell’affermazione dei valori umani e sportivi che il CSI intende affermare attraverso l’esperienza sportiva. 2. Fare di ogni gara, qual che sia la sua rilevanza per la classifica finale, e quale che sia il mio ruolo, un’occasione di incontro, di gioia e di festa. 3. Onorare il gioco e le sue regole, puntando a concludere le gare senza ammonizioni ed espulsioni e rifiutando di ricorrere a trucchi e sotterfugi. 4. Accettare con rispetto le decisioni dell’arbitro, nella consapevolezza che un clima di gara sereno lo aiuterà a svolgere meglio il suo compito. 5. Vedere nel team avversario (giocatori, allenatori, dirigenti, …) non un gruppo di “nemici” che mi vogliono impedire di vincere, quanto un gruppo di amici con i quali è piacevole confrontarsi. 6. Astenermi da qualsiasi forma di violenza, nonché da quei comportamenti provocatori che possono suscitare la violenza altrui. 7. Dimostrare e promuovere il giusto spirito sportivo anche prima e dopo la gara, perché lo sportivo autentico è tale anche fuori campo. 8. Accogliere la vittoria con modestia e la sconfitta con serenità, ben sapendo che entrambe, se vissute nel modo giusto, concorrono a fare crescere la persona. 9. Rifiutare l’uso di droghe, di stimolanti e altre sostanze pericolose o dannose. 10. Evitare gesti e parole ingiuriose o blasfeme a chiunque rivolte.


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Lo sport e la fede Da quest’anno la Theotòkos vanta la nascita di due nuove squadre giovanili: quella di calcio a 5 Under 12 guidata da Luigi Manzella e quella di pallavolo istruita da Alessandro Esposito. Ogni martedì e giovedì pomeriggio le due squadre svolgono i proprio allenamenti presso la palestra dell’Istituto Superiore “Filippo Juvara” che, con generosa e amorevole disponibilità, ha messo a disposizione i proprio locali e le proprie attrezzatura. Cogliamo l’occasione per ringraziare la preside dell’istituto, prof.ssa Giovanna Strano, e la vice preside, prof.ssa D’anna, per aver accolto la nostra richiesta e per averci offerto la disponibilità di poter realizzare questo importante progetto pastorale. Alla scuola di calcio e di pallavolo si aggiunge il nostro LabOratorio di tennistavolo gestito da Anthony Pugliara. I giovani pingpongisti si riuniscono nella sede del nostro oratorio due volte a settimana e presto parteciperanno al torneo interparrocchiale proposto dal Centro Sportivo Italiano.


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È tempo di amichevoli Il 25 marzo scorso è stato un pomeriggio tutto sportivo per la nostra Theotòkos. Le nostre squadre di calcio a 5 (Under 12) e di pallavolo si sono confrontate in amichevoli incontri con le squadre del circolo Santino Regalbuto della Parrocchia SS. Salvatore. Alle ore 16 nel cortile parrocchiale del SS. Salvatore è stata disputata l’amichevole di pallavolo. Le nostre giovani pallavoliste erano molte emozionate e un po’ intimorite per il loro debutto e sebbene la partita sia stata vinta dalla squadra avversaria, l’evento ha segnato una tappa importante per il consolidamento della nostra squadra. Era la prima partita in assoluto per le nostre ragazze della volley Theotòkos. Ne seguiranno altre appena il CSI ci comunicherà le date del prossimo torneo. Primo incontro in assoluto anche per l’Under 12 di Calcio a 5 che, alle ore 18.30, ha disputato la sua partita presso i campetti Epipoli. I nostri piccoli campioncini, anche loro emozionatissimi, hanno vissuto con gioia questa loro prima competizione. Dal prossimo settembre, tante buone novità! La Theotòkos diventa una “Scuola sport” di calcio, pallavolo, tennis e tennistavolo). Tra qualche settimana sarà on line il sito internet della nostra ASD dove potrete leggere tutte le nostre proposte per il nuovo anno associativo. Anthony Pugliara

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La Rete delle Reti D

opo un radicale restyling, torna on line il sito internet della nostra Comunità parrocchiale all’indirizzo www.madredidio.com. Crediamo fortemente nelle crescenti potenzialità dei moderni strumenti informatici e riteniamo utile segnare e testimoniare il nostro impegno nel ricco panorama “webcattolico” e per dare ragione del nostro servizio della Chiesa e del Regno di Dio. Alcune novità del nostro sito sono la rubrica Il Soffio dello Spirito che propone una breve meditazione settimanale sul Vangelo della Domenica; Primopiano che mette in evidenza quell’evento parrocchiale che merita particolare attenzione e visibilità; sono state create anche delle pagine specifiche per la Caritas parrocchiale, e per le Associazioni presenti in parrocchia e per l’articolato e nuovo Cammino di fede previsto dal nostro Progetto pastorale.

www.madredidio.com


Panaghìa Un’ampia sezione della pagina web è dedicata al nostro Mediacenter con Videonews e Fotonews per poter rivedere i video e le foto dei momenti più importanti della nostra comunità; da notare anche la presenza di link ad alcuni importanti socialnetwork: dal sito web potete collegarvi al nostro profilo su Facebook (www.facebook.com/madredidio) e su Twitter (www.twitter.com/pmadredidio). Desideriamo segnalarvi anche il nostro canale TV su Youtube all’indirizzo www.youtube.com/madredidiotv. Abbiamo riservato uno spazio anche al nostro giornalino “Panaghia” che è possibile scaricare direttamente dal sito! A giorni sarà attiva anche la versione Mobile del nostro sito web. Siete pronti, dunque, a navigare con noi? Tiriamo su la nostra rete per continuare ad essere “pescatori di uomini”.

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Parrocchia Maria Madre di Dio

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Siracusa

calendario INCONTRI Martedì:

ore 16.30 ore 16.30 ore 18.00 ore 19.00

Incontro-preghiera “Legione di Maria” Allenamento gruppo sportivo - Calcio a 5 Allenamento gruppi sportivi - Pallavolo - Tennistavolo Incontro Gruppo Tabor (adulti)

Mercoledì:

ore 16.00 ore 19.00

Benedizione delle case (su prenotazione) Incontro Gruppo Liturgia

Giovedì: ore 16.00 ore 16.30 ore 18.00

Visita agli infermi Allenamento gruppo sportivo - Calcio a 5 Allenamento gruppi sportivi - Pallavolo - Tennistavolo

Venerdì:

ore 19.00 ore 20.30

Incontro Oratorio Giovani Incontro Agesci - Comunità Capi

Sabato:

ore 16.00 ore 16.30

Incontro Agesci - Branca E/G e Branca L/C Incontro Oratorio Bambini e Ragazzi

Domenica:

ore 10.00

Incontri di catechismo

richiesta CERTIFICATI Da lunedì a sabato dalle ore 16.30 alle ore 18.00

orari delle CELEBRAZIONI

fino a domenica 3 giugno 2012

Rosario e Vespri: da lunedì a venerdì, dalle ore 17.10 Sante Messe:

da lunedì a venerdì, ore 18.00 sabato, ore 18.30 - domenica, ore 9.00 - 11.30 - 18.30

Battesimi: domenica, ore 17.00 (solo rito del Battesimo) domenica, ore 18.30 (durante la S. Messa)

Confessioni: domenica dalle ore 8.00 alle ore 9.00 – dalle ore 17.00 alle ore 18.30

orari delle CELEBRAZIONI

da lunedì 4 giugno 2012

Rosario e Vespri: da lunedì a venerdì, dalle ore 17.40 Sante Messe:

da lunedì a sabato, ore 18.30 domenica, ore 9.00 - 19.30

Battesimi: domenica, ore 18.00 (solo rito del Battesimo) domenica, ore 19.30 (durante la S. Messa)

Confessioni: domenica dalle ore 8.00 alle ore 9.00 – dalle ore 18.00 alle ore 19.30

PANAGHIA N.1/2012  

Periodico della Parrocchia Maria Madre di Dio (Siracusa)