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LA BUONA PAROLA PARROCCHIA S. LORENZO M. tel. 02/96320110 Radio parrocchiale 88,700 MHz parrocchialazzate.it Anno XVIII – n° 35 – 21 aprile 2013

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Sentendo parlare di Battesimo, pensiamo istintivamente a una esperienza fatta da bambini, ormai lontana. Per molti cristiani il Battesimo, concretamente, è qualcosa che è avvenuto nella prima infanzia. Sbaglieremmo però di grosso se pensassimo ad esso come a qualcosa di infantile o come a una specie di minimo comune determinatore dell’esperienza cristiana, fatto una volta per sempre e al quale non si pensa più.

Il Battesimo è, in realtà, l’esperienza fondamentale del cristiano. E’ l’atto con il quale egli pubblicamente viene accolto nella Chiesa sottoponendosi alla potenza della parola del Vangelo che lo trasforma e lo salva. Tutto ciò che dopo avviene nella nostra vita di cristiani ha la sua radice nel Battesimo, si innesta su questo episodio fontale della nostra vita, è una esplicazione dei doni che in quel momento abbiamo ricevuto e della possibilità che esso ha aperto in noi. Come tutti sappiamo, il Battesimo è un gesto semplicissimo, che si compie in un istante attraverso l’immersione, o l’aspersione con l’acqua, e le parole: «Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» . Tuttavia rappresenta il momento in cui ciascuno di noi ha messo la propria vita a disposizione del Vangelo, lasciandosi modellare e salvare da questa parola di Dio. L’episodio della guarigione del cieco di Gerico (Mc 10) si presta a farci capire gli effetti del Battesimo cristiano. Nel cieco è avvenuto un cambiamento fondamentale: dalla cecità alla capacità di vedere. E’ un cambiamento che gli ha dato una nuova possibilità di vita, una apertura di orizzonti che chiamiamo «conversione». Questo cambiamento è avvenuto non grazie al suo sforzo, alla sua volontà di migliorarsi, ma in seguito alla sua ripetuta e accorata invocazione a Gesù: <<Gesù. Figlio di Davide, abbi pietà di me>>. Ha riconosciuto nel Signore il Messia che porta in sé la potenza di Dio che lo può salvare; ha riconosciuto questa potenza di fronte a tutti, pubblicamente; ha preso posizione superando le diffidenze e le ostilità di chi gli stava intorno. La potenza di Dio ha prodotto in lui questa illuminazione (ed è così che la Chiesa antica chiamava il Battesimo) Mediante la grazia battesimale che prende possesso di noi che ci abbandoniamo all’azione del Signore, viene data a chi è battezzato una capacità nuova di vedere le cose e di mettersi in rapporto con la realtà intorno a lui. Questa capacità data a tutti noi e rimasta latente finora, è una potenza che abbiamo dentro e non abbiamo ancora sviluppato. E ogni giorno può essere quello buono per riprendere coscienza della profondità della trasformazione battesimale, per rivivere il frutto del Battesimo. E’ quindi importante che ciascuno di noi, lungi dal considerare l’esperienza battesimale come passata e sepolta, sappia che vive in lui, oggi, in questo momento, e sta alla radice delle nostre scelte e del nostro modo di vivere. Dipende da noi se accettiamo di far rivivere la grazia battesimale e di lasciarci rinnovare dalla potenza del Signore che è sempre a nostra disposizione, sempre pronto ad aiutarci.

La trasformazione della società, tanto necessaria e urgente, nasce per noi cristiani dalla trasformazione battesimale. (Carlo Maria Martini)


Giornata di Preghiera per le Vocazioni “Le vocazioni segno della speranza fondata sulla fede”: questo è il titolo del messaggio di Benedetto XVI. “Quando un discepolo di Gesù accoglie la chiamata di Dio per dedicarsi al ministero sacerdotale o alla vita consacrata, si manifesta uno dei frutti più maturi della comunità cristiana, che aiuta a guardare con particolare fiducia e speranza al futuro della Chiesa e al suo impegno di evangelizzazione”. Così dice il Papa che ricorda l’Anno della fede e il 50° anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Benedetto XVI parla dell’importanza delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata spiegando che “le vocazioni sacerdotali e religiose nascono dall’esperienza dell’incontro personale con Cristo, dal dialogo sincero e confidente con Lui, per entrare nella sua volontà”. Sottolinea quanto sia “necessario crescere nell’esperienza di fede, intesa come relazione profonda con Gesù”. A questo proposito il Papa ricorda il ruolo delle comunità ecclesiali e dei presbiteri, in particolare, nel promuovere l’incontro con Dio. Invita a riflettere sul valore della meditazione personale, una “vita di preghiera”, e della preghiera comunitaria, “le grandi preghiere della Chiesa e dei santi, la preghiera liturgica”. “La preghiera costante e profonda – scrive il Papa - fa crescere la fede della comunità cristiana, nella certezza sempre rinnovata che Dio mai abbandona il suo popolo e che lo sostiene suscitando vocazioni speciali, al sacerdozio e alla vita consacrata, perché siano segni di speranza per il mondo”. Il Papa ricorda “il fondamento sicuro di ogni speranza: Dio non ci lascia mai soli ed è fedele alla parola data”. “La speranza – aggiunge - è attesa di qualcosa di positivo per il futuro, ma che al tempo stesso deve sostenere il nostro presente, segnato non di rado da insoddisfazioni e insuccessi”. “L’amore di Dio – afferma il Papa - segue a volte percorsi impensabili, ma raggiunge sempre coloro che si lasciano trovare”. E “proprio questo amore, manifestatosi pienamente in Gesù Cristo, - dice Benedetto XVI - interpella la nostra esistenza, chiede una risposta su ciò che ciascuno vuole fare della propria vita, su quanto è disposto a mettere in gioco per realizzarla pienamente”. “Non manchino – raccomanda il Papa - sacerdoti zelanti, che sappiano accompagnare i giovani quali «compagni di viaggio» per aiutarli a riconoscere, nel cammino a volte tortuoso e oscuro della vita, il Cristo, Via, Verità e Vita”.Dunque, l’auspicio di Benedetto XVI: “i giovani, in mezzo a tante proposte superficiali ed effimere, sappiano coltivare l’attrazione verso i valori, le mete alte, le scelte radicali, per un servizio agli altri sulle orme di Gesù”. << O Gesù, divino Pastore, che hai chiamato gli Apostoli per farne pescatore di uomini, attrai a te cuori ardenti e generosi di giovani, per renderli tuoi discepoli e tuoi ministri. Tu, o Signore, sempre vivo a intercedere per noi, dischiudi gli orizzonti del mondo intero, ove la silenziosa e sofferta supplica di tanti fratelli e sorelle chiede luce di Fede e benedizione di Speranza. Rispondendo alla tua chiamata, possano essere sale della terra e luce del mondo, per annunciare la vita buona del Vangelo. Estendi, o Signore, la tua amorosa chiamata a tanti cuori disponibili e generosi; infondi loro il desiderio della perfezione evangelica e la dedizione al servizio della Chiesa e dei fratelli. Amen. >>

(raccolte nel cestino azzurro in chiesa) Ti prego, o Santo Spirito, di vivere con me e su di me. Ti prego di illuminarmi con la luce della sapienza che solo Tu conosci, con la luce dell’umiltà che mi darà la possibilità di svuotarmi di me per fare posto a Te. Vieni Signore Gesù e riempi della tua Luce il mio abisso del nulla. Amen. (una coppia) “Voi giudicate secondo la carne, io non giudico nessuno”. Tu, Signore, non mi giudichi, mi accogli, mi perdoni, mi illumini il cammino che devo percorrere perché se non seguo Te, Luce del mondo, cammino nell’oscurità e posso inciampare. Tu, Signore, non mi giudichi: fa’ che io sia capace di non giudicare gli altri. Rendimi forte come l’apostolo Paolo affinché io non mi vergogni mai del Vangelo, “perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede”. Così sia. (una mamma)


PROGRAMMA

DELLA SETTIMANA

- Domenica 21 Aprile: IV di Pasqua “QUESTO È IL MIO COMENDAMENTO: CHE VI AMIATE GLI UNI GLI ALTRI, COME IO HO AMATO VOI. ” (Gv 15,9-17) ORE 7,30 ORE 9,30 ORE 10,45 ORE 15,00 ORE 18,00 

S. Messa (Pelizza Pietro, Santa, Cesira, Elda e Gino – Famiglie Monti e Aguggini) S. Messa (Pagnoncelli Pierangelo, Re Peppino e familiari vivi e defunti – Consonni Rachele e Giovanni – Monti Giovanni, Lucini Luigia e figli) S. Messa (per la Comunità) CELEBRAZIONE COMUNITARIA DEL S. BATTESIMO S. Messa (Pizzi Angela e Mario, Monti Riccardo e Maria - Pietra e Filippo)

Oggi gli incaricati passeranno nelle famiglie per la raccolta delle buste del “1° giro”

- Lunedì 22 Aprile: Feria ORE 8,15 ORE 17,00 ORE 18,00 ORE 18,00 ORE 21,00

Lodi - S. Messa (famiglia Monti e Manfrin) Consenso di Melidona Giuseppina e Bolis Cristian Consenso di Lazzarin Manuela e Drappa Nicola Vesperi – S. Messa (Ravelli Umberto, Luigi e Lidia – Seveso Vincenzo) Prove della Corale San Lorenzo in Oratorio Maschile

- Martedì 23 Aprile: S. Giorgio, martire ORE 8,15 ORE 18,00

(Gv 6, 44-51 )

(Gv 6, 60-69 )

Lodi - S. Messa (Giudici Ferdinando e Giuseppina) Vesperi – S. Messa (Cecchetto Iolanda e Calipari Lorenzo – Giudici Fortuna e Caronni Riccardo)

- Mercoledì 24 Aprile:S.Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire(Gv 7, 40b-52 ) ORE 8,15 ORE 18,00 ORE 20,45

Lodi - S. Messa (Monti Mario e Consonni Aurelia) Vesperi – S. Messa (Santomauro Francesco, Vincenza, genitori, fratelli e familiari - Giudici Virginia e Mario) Itinerario di preparazione al Matrimonio Cristiano – 11° incontro: “ Formeremo una famiglia, Chiesa domestica, dentro la società” – conclusioni e riflessioni finali

- Giovedì 25 Aprile: S. Marco, evangelista ORE 8,15 ORE 10,30 ORE 18,00

- Venerdì 26 Aprile: Feria ORE 8,15 ORE 18,00 ORE 20,30 ORE 21,00 

(Lc 10, 1-9 )

Lodi – S. Messa (per i caduti di tutte le guerre - famiglia Re Pasquale e Alberio Ambrogio) In cimitero: Preghiera e benedizione ricordando i caduti Vesperi – S. Messa (Balzarotti Michele - Destro Ilaria - Ferrario Domenica e Teresa) (Gv 7, 25-31 )

Lodi - S. Messa (Re Luigia e Diotti Giovanni) Vesperi - S. Messa (famiglie Radice e Maltempo) I Santi, campioni della Fede: San Paolo, apostolo Testimonianza trasmessa dalla radio parrocchiale dopo la preghiera del Rosario Riunione del Consiglio di Oratorio, in Oratorio Maschile

Ore 17,30 – 18,30 Centro di Ascolto Caritas presso l’Oratorio Femminile

- Sabato 27 Aprile: B. Caterina e Giuliana del S. Monte di Varese ORE 8,15 ORE 17,30 ORE 18,00

(Gv 7,32-36 )

Lodi – S. Messa (Zorza Caterina e Paolo) Preghiera del Rosario S. Messa (Osvaldo e Marisa Stucchi – Azzini Claudio, Barbieri Maria – Babetto Giovanni, Severino, Rita e Maria – Basilico Giuseppina)

→ Dalle ore 9,30 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00 presso la Casa Volta si effettua la raccolta mensile di generi alimentari e detersivi a cura della Caritas parrocchiale per le famiglie in difficoltà. Vi ringraziamo di corrispondere sempre con grande generosità a questa richiesta che offre un po’ di sollievo a chi è nel bisogno. Grazie di cuore!

* Domenica 28 Aprile -

Ore 9,30 S. Messa preparata dai fidanzati al termine dell’Itinerario di preparazione al Matrimonio Cristiano Dalle ore 8,00 alle ore 11,30 raccolta di sangue presso la Sede A.V.I.S.

* Gocce di bene: la Classe 1933, ricordando l’ 80° compleanno e i coscritti defunti, offre € 100. Grazie di …

Dalla Terra Santa….. Rev.do Parroco don Aldo, nella grotta degli insegnamenti del “Pater noster” ci siamo ricordati di te e di tutta Lazzate. Con affetto, suor Enrica e suor Ornella


Relazione Caritas Parrocchiale Mercoledi 10 aprile ci siamo recati presso il Centro Giovanna d’Arco a Saronno per continuare il cammino di incontri decanali per gli operatori Caritas. Il tema dell’incontro era “Gioco patologico e crisi economica” . Erano presenti due esperte del problema : la Dr.ssa Angela Biganzoli, psicologa dell’Associazione AND e la Dr.ssa Costanza Pestalozza di Caritas Ambrosiana, responsabile dell’area dipendenze. L’Associazione Azzardo e Nuove Dipendenze da parecchi anni si occupa di curare giocatori patologici, ha sede legale a Gallarate ma si muove in tutto il territorio di Varese e ha un ambulatorio anche a Como. Con parole semplici ed esaustive la Dr.ssa Angela ci ha spiegato dal punto di vista clinico in che cosa consiste questa malattia, questa dipendenza da un comportamento . Come la dipendenza da una sostanza anche in questi casi il soggetto malato vive unicamente per l’oggetto della sua dipendenza e attraverso di esso. E’ privato della libertà , ripete il comportamento e crede di poterlo controllare. Il gruppo AND ha come obiettivo la formazione per poter riconoscere una persona che il problema del gioco d’azzardo e la sensibilizzazione verso questo problema che non è solo di tipo economico ma soprattutto sociale. Bisogna innanzi capire cosa si intende per GIOCO D’AZZARDO : - nel gioco d’azzardo la vittoria / perdita non sono imputabili al giocatore, si gioca puntando del denaro o oggetti di valore e la posta è irreversibile, - l’esito del gioco dipende totalmente dal caso. Inoltre, contrariamente a quanto si possa pensare, la performance del giocatore non può migliorare. Bingo, Gratta e Vinci, Slot- machine sono gioco d’azzardo che molte volte viene travestito da innocuo passatempo. Lo Stato stesso lo promuove e lo chiama gioco d’abilità, anche se in questi casi l’abilità non centra nulla. In Italia si gioca di più che negli USA e i dati dicono che il 9% della spesa planetaria viene spesa in Italia. In provincia di Varese si spendono 1.446 euro mensili pro-capite. Questi dati tengono conto solo della popolazione maggiorenne e solo fino ai 65 anni, anche se si sa per certo che esistono molti giocatori anche sopra questa età. Nel 2012 gli italiani hanno speso 84 miliardi di euro e lo Stato ci guadagna molto poco e il resto? Il 56% dei giocatori hanno redditi medio-bassi questo perché il gioco d’azzardo è a “bassa soglia” cioè non c’è più bisogno di andare al casinò per giocare, basta recarsi nei bar e adesso anche on-line. Il gioco d’azzardo attira sempre più persone attorno a sé anche perché , specialmente in un tempo di crisi economica come quello attuale, dà l’illusione di un cambiamento e il TI PIACE VINCERE FACILE! diventa TI PIACE VIVERE FACILE! . L’articolo che si vende bene oggi è LA SPERANZA DI VINCERE. E il gioco d’azzardo diventa causa ed effetto dell’indebitamento. Il GAP (Gioco d’azzardo patologico ) è un problema di tipo culturale (promette un benessere senza limite), di tipo culturale/politico (il denaro speso viene sottratto all’economia reale ed è un affare solo per le concessionarie ), di tipo sociale (impoverisce e avviene una rottura dei legami familiari e sociali). Cosa possiamo fare allora? Come operatori Caritas dobbiamo riconoscere il problema il prima possibile, ed aiutare il giocatore patologico a farsi curare; come persone, genitori ed educatori dobbiamo EDUCARE ALL’USO DEL DENARO.

Gruppo Caritas parrocchiale


21 aprile 2013 - Buona Parola