Issuu on Google+

PERIODICO DI SPIRITUALITA’ CRISTIANA

OTTOBRE 2010

Anno I - Numero 1

L’Annuncio SPECIALE TERRA SANTA

Annunciamo... TESTIMONIANZE DI TERRA SANTA : DAL DIARIO

L’EDITORIALE

2

TESTIMONIANZE DI TERRA SANTA : LETTERA

3

DEL VICARIO CUSTODE DI TERRA SANTA TESTIMONIANZE DI TERRA SANTA : SUL TABOR

4

SUI LUOGHI DI GESU’ :

5

PESCATORI DI UOMINI :

6

DALLA PRIMA PAGINA

7 8

PER SAPERNE DI PIU’ SANTA TERESA DI LISIEUX

AGENDA DELLA PARROCCHIA

IO...L’ANNUNCIO Antonella Amazzini

DI MARC ELLO

Di certo qualcuno starà pensando …perché imbarcarsi in un’avventura tanto impegnativa? Ebbene, l’idea di un giornale parrocchiale è di certo ambiziosa, ma al tempo stesso fondamentale e necessaria per lo sviluppo della nostra comunità. L’annuncio nasce dalla necessità di trovare un mezzo di divulgazione per le iniziative e per le attività che la parrocchia promuove; riteniamo infatti che per fare comunione il primo passo sia lo scambio di informazioni e conoscenze così come la costruzione di un canale di comunicazione per le attività e per le proposte comunitarie. Ma in primo luogo il giornale vuole essere uno strumento di condivisione delle sensazioni, delle emozioni, delle esperienze che ognuno di noi fa di Cristo nella propria vita. Programma ambizioso, dunque, ma che speriamo di assolvere nel miglior modo possibile. TESTIMONIANZE DI TERRA SANTA

LETTERA AI GIOVANI PELLEGRINI IN TERRA SANTA don Gennaro Guardascione

Cari giovani, il pellegrinaggio volge al termine, e voglio con voi ripercorrere i passi fatti in questi giorni indimenticabili. La prima tappa ci ha visti bussare alla porta della casa di Maria. Siamo entrati in punta di piedi per non disturbare e per ascoltarla mentre ripeteva “ECCOMI” invitandoci a fare lo stesso anche noi. Che emozione! A casa di mamma …sentendoci figli amati. Personalmente ho imparato a fare silenzio e voglio continuare a farlo per sentire sempre la voce del Signore che mi vuole felice. Come Elia voglio sentire la Sua voce nell’intimità del mio cuore. Vi auguro di fare lo stesso!!!! Poi siamo saliti al Tabor. Quel volto trasfigurato ci ha affascinato, ci ha letteralmente rapito. Abbiamo compreso quanto era vera l’espressione di Pietro “facciamo tre tende”. Lui è il centro! Inizio e fine della storia, della mia, della tua storia. Scesi dal monte è necessario scolpire nella nostra mente e nel nostro cuore questo incontro. E’ facile farsi prendere dalle cose materiali. Dopo questa carica emotiva ci siamo portati in raccoglimento al Lago di Tiberiade. Il fuoco era ancora acceso. Gesù stesso lo Continua a pag. 7


L’Annuncio

Pagina 2

Anno I - Numero 1

TESTIMONIANZE DI TERRA SANTA

DAL DIARIO DI VIAGGIO Marcello Buonaurio

Dal Carmelo, laddove il Profeta Elia riconobbe la presenza di Dio in una brezza passeggera, è spirato su noi pellegrini in Terra Santa un vento sempre più penetrante, di giorno in giorno. Avvertito con gioia quotidianamente, esso alitava nelle nostre narici, insinuava nelle nostre anime l'intenso profumo della fede, la dolcezza ed il fervore della preghiera, la gioia e la avvolgente carica di emozioni che partivano dal cuore per tornare ricche di frutti dello spirito in ogni battito. Giorno dopo giorno, preghiera dopo preghiera, si viveva il miracolo di rapporti sempre più fraterni di ciascuno con il prossimo e di un reale inebriarsi di amore e di pace, quella pace che solo Dio sa donare. In misura sempre maggiore abbiamo potuto così sentire nelle continue carezze, negli abbracci, negli sguardi gonfi di pianti e di gioia inesprimibile, nelle preghiere di tutti e nei canti elevati dai cuori di ciascuno all'unisono, così come nella presenza quotidiana di Cristo

Eucaristia, nella guida pastorale del nostro parroco, di don Elio, nell'umile e vivida partecipazione del fratello musulmano Ghasub, nelle anziane dame del Monte di Procida come nei fratelli di san Vitale le continue benedizioni che il Signore della Vita ha elargito lungo tutto il nostro viaggio dell'anima nei luoghi a Lui cari ed ancora pregni della Sua memoria e presenza. Ciascuno era necessario al proprio fratello, tutti avevamo bisogno di Dio con un'intensità quasi pentecostale.

continuo e, meraviglia dell'Amore vissuto in comunità, questo dialogo dello Spirito e del corpo si è realizzato in pienezza tra noi fratelli di pellegrinaggio. L'unità cercata con il Signore e per grazia da Egli ricevuta si è fatta segno visibile dell' unità della Chiesa, per mezzo di una piccina sua parte peregrina su un pullman tra le strade del deserto, della povertà, della magnificenza e della sacralità e fatta di fratelli in vera e piena comunione di spirito con Cristo Gesù

Ognuno di noi serba così nel cuore la pace di una conversione data dall'essere, lì, pienamente uomini e Suoi figli, una pace ricca della compagnia che abbiamo tenuto a Dio ogni istante di quei giorni lunghissimi e pur sempre troppo brevi, attraverso luoghi che Egli prima di noi aveva toccato con mano, contemplato nei Suoi divini occhi e racchiuso nel Suo cuore di carne. Nell'Amarlo, nel pregarlo, nel gustarne la carità con l'Eucaristia, nel salmodiarlo, nel ricordarlo tra lacrime intense in ogni pietra, orizzonte e paesaggio vissuto, il dialogo con il Signore si è fatto completo e

Tra le placide alture del Tabor, lungo le acque del lago di Tiberiade o sulle rive del Giordano, lungo la rena del primato di Pietro o tra le fronde del Monte delle beatitudini, nei pressi di una camera dove una santa giovinetta proclamò il suo sì all'uomo ed a Dio o in una grotta dove Dio si è fatto uomo, tra i silenziosi ulivi del Getsemani o ai piedi della roccia imbevuta del sudore dell'umanità di nostro Signore, in ginocchio sul Golgotha contemplando la croce ed in pace e stupore dinanzi ad un sepolcro, il Suo sepolcro, allora e per sempre vuoto, il pellegrinaggio ha narrato la reale volontà di fare esperienza del sacro, si è mostrato come movimento deciso verso quel Signore da cui si riconosce di dipendere. Per al fine assaporare nella letizia e nella fraternità di una tavola imbandita ad Emmaus ed annunciare oggi a voi fratelli a voce alta che il Signore è davvero il nostro Pastore e che davvero non manchiamo di nulla. E che pace ricordare allora la Sua beata promessa: Ecco, Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28, 20)

I pellegrini di Terra Santa presso la basilica dell’Annunciazione a Nazareth


L’Annuncio

Anno I - Numero 1

Pagina 3

TESTIMONIANZE DI TERRA SANTA

LETTERA DEL VICARIO DELLA CUSTODIA FRANCESCANA DI TERRA SANTA AI PELLEGRINI DELLA PARROCCHIA GESU’ DIVINO MAESTRO Frate Artemio Vitores

Gerusalemme, 5 settembre 2010 Caro Don Gennaro, cari amici del Gruppo Young, cari amici del Laboratorio Missionario e carissimi amici tutti di Terra Santa della Parrocchia Gesù Divino Maestro: il Signore vi dia Pace! Nel nome di tutti i francescani della Custodia di Terra Santa vi trasmetto il mio più sincero e vivo ringraziamento per il dono di 1.950€ e 160$ USA che avete dato per le necessità della Terra Santa, specialmente per i cristiani poveri. Grazie, di cuore, per le vostre belle parole di appoggio ed incoraggiamento a noi francescani nella nostra missione in questa Terra che è sempre così bella e Santa ma che, spesso, è anche tanto difficile. Con l'anima ed il cuore pieni d'amore si lavora sempre molto di più e, soprattutto, si segue il Signore con tanta gioia. Grazie! Il vostro gesto di generosità è, in primo luogo, una prova del vostro amore verso i Luoghi Santi che conservano le memorie più sacre del passaggio del Nostro Signore e della Sua Santissima Madre per questa Terra benedetta. Non c'è bisogno che vi dica che questa Terra non è soltanto la culla del cristianesimo, ma anche la fonte della nostra vita e della spiritualità cristiana. Per questo, noi francescani chiamiamo la Terra Santa la "Perla delle Missioni". Tutto ciò che verrà fatto per la Terra del Signore sarà un bene per la Chiesa e per tutta l'umanità. In voi vediamo la mano della Provvidenza divina che continua a rallegrare i cuori dei poveri del nostro

tempo. Se a Betlemme Dio si fa piccolo e povero, un bambino indifeso, nonostante sia più grande dei potenti di questo mondo, se a Nazareth si fa un lavoratore e membro della povera Sacra Famiglia, a Gerusalemme si fa umile e povero, entrando nella Città Santa su un asino, simbolo della povertà. Per questo, con il vostro aiuto in favore dei cristiani avete voluto riconoscere nei più piccoli e nei più poveri di questo mondo il vostro affetto e la vostra tenerezza verso di Lui, il Bambino-Dio, e il vostro amore verso colui che si fece povero per arricchire tutti noi con la Sua Morte e Risurrezione, e nei poveri avete dato asilo allo stesso Cristo. Come ben sapete, oggi molti cristiani di Betlemme e della Terra Santa si trovano nella situazione nella quale si trovarono Maria e Giuseppe prima della nascita di Gesù "Non c'era posto per loro nell'albergo" (Lc 2,7). Ma Dio non li ha abbandonati. Per questo la Provvidenza si serve di tanti cristiani, e tra quelli anche voi, per realizzare questa missione. Avete finito il vostro pellegrinaggio in Terra Santa, seguendo "le orme di Gesù", percorrendo cioè i luoghi dove Lui è passato, compatendo con il Signore la sofferenza che lo aveva accompagnato "prima di entrare nella sua gloria" (Lc 24,26). Sul Sepolcro vuoto avete sentito “Non è qui. E’ risorto, come aveva detto. Venite a vedere il luogo dove era deposto” (Mt 28, 5-6). Vi auguro che, nonostante le difficoltà della

vita, Cristo risorto sia un motivo di speranza per il mondo di cui ha tanto bisogno. San Francesco D’Assisi, “uomo di pace e artefice della riconciliazione tra gli uomini e tra i popoli, non ha esitato a viaggiare in Oriente per incontrarsi con il Sultano di Egitto e porre così pace tra i cristiani e i musulmani, che erano in guerra. E ha voluto che i suoi figli fossero, specialmente nella Terra Santa, “strumenti di pace e di riconciliazione” per il mondo, estirpando, soprattutto con l’esempio della vita, le radici dell’odio, della giustizia vendicatrice e del risentimento senza fine. Chiedete al Signore che “la pace” che Cristo ha annunciato agli Apostoli possa essere una realtà nella Sua Terra. Vi terremo presenti, insieme ai vostri cari, nelle nostre preghiere al Santo Sepolcro, simbolo e speranza di una vita nuova nel Cristo risorto. Pregate per noi! Un caro saluto in Cristo e nella Vergine Madre

I pellegrini della parrocchia con frate Artemio Vitores


L’Annuncio

Pagina 4

Anno I - Numero 1

TESTIMONIANZE DI TERRA SANTA

SUL TABOR

Marcello Buonaurio

Frondoso respiro di Dio, una brezza soffiava tra gli ulivi, avvolgeva il Santo Monte, carezzava l'anima peccatrice. Mirando, beato della Tua pace, paesaggi benedetti nella Tua memoria scolpiti, l'anima mia peccatrice ivi ha trovato ristoro.

Veduta dal Monte Tabor, il santo monte dove Gesù si ritirava a pregare e dove ebbe luogo la trasfigurazione

Ho condotto lassù,

O sacra roccia

dove sommessamente parlano i declivi,

dalla Tua Sposa amata,

per mezzo di terra, pietra ed ulivi a Te cari,

oggi qui raccolta

la mia consacrata sposa,

con la comunità mia petrina!

la tenda mia piccina.

Poco è il tempo ma, deh,

Lì, assieme alla donna che Tu a me legasti,

quanto esso è intriso di Te!

risiedevo in grazia di spirito: esaltava ella la pace spirante sul Tabor.

Oggi un altro fanciullo è tornato al santo monte: l'innocenza del nostro incontro

O santo monte,

con la mia metà empatizzato,

delle Tue preci intriso,

e dei fratelli la lieta compagnia,

dei pensieri e dei divin ricordi lambito

imploravan tutti la permanenza

del sudore delle salutari Tue ascese,

del Bene provato,

della terra che Ti sarà scivolata,

e traducevan il puro disìo

con il Padre ed il Santo Spirito meditando,

dell'Apostolo che più ti ha amato.

tra le miracolose dita! E pur, a tal beltà montuosa dirigendo il triste addio, già anelavo ancor più ad un nuovo incontro sul cammino mio. Nello sguardo d'amore con la mia sposa, nell'intenso intrecciarsi di dita, nel salmodiarTi con i fratelli ad una voce, rincuorandomi già rispondi "son con te disceso dal monte". (Terra Santa, 31-VIII-2010) La comunità in meditazione sul Tabor tra i frondosi ulivi


Anno I - Numero 1

L’Annuncio

Pagina 5

I LUOGHI DI GESU’

PER SAPERNE DI PIU’... Maurizio De Simone

La Terra Santa è una regione dell’Asia dai confini non delineati, divisa tra lo stato di Israele e i Territori Occupati, termine col quale si indicano alcune aree della Striscia di Gaza, della Cisgiordania e di Gerusalemme est abitate da Palestinesi, sottratti da Israele all’Egitto e alla Giordania durante la guerra dei Sei Giorni del 1967. La guerra dei Sei Giorni scoppiò in seguito al blocco da parte del governo egiziano del canale di Tiran con l’impedimento di fatto della circolazione di navi e di merci israeliane. In un conflitto lampo durato sei giorni, Israele occupò le alture del Golan, appartenenti alla Siria, la Striscia di Gaza e il Sinai, appartenenti all’Egitto e la Cisgiordania con Gerusalemme est, appartenenti alla Giordania. La risoluzione ONU n. 242 del 22 giugno 1967, oltre ad intimare ad Israele il ritiro delle proprie truppe, istituì la cosiddetta “green line”, un’area comprendente la Striscia di Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme est che avrebbe dovuto delimitare il nuovo stato di Palestina. Da quel momento i colloqui di pace tra Israele e Palestinesi, che coinvolgono anche i paesi confinanti come Egitto, Giordania, Siria e Libano, sono andati avanti per anni a corrente alterna , spesso sotto il patrocinio delle grandi potenze mondiali, non avendo ancora avuto esito. Sicuramente il conflitto israelopalestinese ha conosciuto i momenti più bui nel 1982 con il massacro di migliaia di civili palestinesi ammassati nei campi profughi di Sabra e Chatila nel Libano, sterminati dalle milizie israeliane e libanesi, per non parlare della cosiddetta Intifada. Con questo ter-

mine di origine araba viene indicata l’azione di resistenza messa in atto dalle popolazioni palestinesi al fine di porre termine all’occupazione israeliana dei Territori occupati. L’intifada, sviluppatasi negli anni attraverso varie fasi, ha provocato oltre seimila morti (circa cinquemila palestinesi e mille israeliani). C’è da sottolineare che le fazioni più estremiste palestinesi hanno sempre ostacolato il processo di pace e quando i negoziati sono stati sul punto di essere siglati, con azioni terroristiche anche clamorose ne hanno sempre determinato l’arresto, scatenando rappresaglie da parte del governo israeliano che hanno finito per colpire quasi sempre la popolazione civile. Nel giugno 2002 il governo israeliano ha dato inizio alla costruzione di un muro che ufficialmente serve a proteggere lo stato di Israele da azioni terroristiche, ma che secondo gli osservatori internazionali celerebbe l’intenzione da parte di Israele di confiscare parte dei Territori Occupati. Nel 2008 l’aviazione israeliana ha bombardato per rappresaglia alle continue azioni terroristiche palestinesi e al continuo lancio di razzi la città di Gaza, provocando quasi 1200 morti (in prevalenza civili) , di cui più di cinquecento al di sotto dei 16 anni e un’emergenza umanitaria senza fine. Oggi le popolazioni dei Territori occupati devono fare i conti con i continui check point dell’esercito israeliano, con la difficoltà di spostamento della popolazione , aggravata dalla costruzione del muro. A causa del muro oltre seimila palestinesi hanno perso il lavoro, molte città sono rimaste senza cliniche o ospedali, molte altre senza sorgenti d’acqua e tanti insegnanti hanno difficoltà a raggiungere le scuole. Col completamento del muro duecentomila abitanti di Geru-

salemme est saranno compressi tra il muro e la green line del 1967. A ciò si aggiunga la disputa continua tra le due fazioni in lotta per contendersi il corso del fiume Giordano in una terra assetata di risorse idriche e alla lotta per definire lo status giuridico di Gerusalemme, capitale contesa da israeliani e palestinesi. Non si dimentichi inoltre che ben 4 milioni di profughi palestinesi sono ammassati in campi profughi nei paesi arabi confinanti e rappresentano una gravissima emergenza sanitaria e umanitaria. E’ questo il contesto in cui i giovani della nostra parrocchia si sono immersi per visitare i luoghi che videro imprimere le orme di Gesù. Il conflitto israelo-palestinese affonda le proprie radici nella notte dei tempi e non è facile trovare una chiave di lettura: i processi storici sono complessi e intersecati fra loro, difficili da decifrare anche dai maggiori esperti mondiali di politica internazionale. E’ difficile spiegare ad un ventenne cattolico italiano, desideroso di visitare la terra di Gesù, perché da secoli le popolazioni del vicino oriente si logorano in un conflitto etnico e religioso dilaniante; forse non esiste spiegazione a tanto orrore e tanta ingiustizia. Ma i fatti, quelli sì, bisogna conoscerli, i giovani hanno il dovere di informarsi. Non spetta a noi della redazione lanciarsi in ardite valutazioni di carattere geo-politico. Ci auguriamo solo che queste poche righe, tutt’altro che complete ed esaustive, siano servite quanto meno a suscitare nei lettori un desiderio di approfondimento e di conoscenza.


Pagina 6

L’Annuncio

Anno I - Numero 1

PESCATORI DI UOMINI

SANTA TERESA DI LISIEUX Giulia Gentile

Il 1 ottobre la Chiesa ricorda S. Teresa del Gesù Bambino, conosciuta anche come S. Teresa di Lisieux, al secolo Therese Martin. Santa Teresa di Lisieux nacque ad Alençon il 2 gennaio del 1873. All’età di soli quattro anni assistette alla morte della madre e la famiglia si trasferì a Lisieux. Teresa era molto affezionata alle sorelle Celine e Marie, entrambe entrate nel convento delle Carmelitane. Teresa iniziò a desiderare ardentemente di seguire le orme delle sorelle, ma fu ostacolata sia dal parroco che dal vescovo della diocesi di appartenenza. Nel 1887, in occasione del 50° anniversario di sacerdozio di papa Leone XIII, alcune diocesi francesi organizzarono un pellegrinaggio a Roma a cui partecipò anche Teresa. Ai partecipanti al pellegrinaggio fu dal vescovo stesso impedito di rivolgersi personalmente al papa; ciononostante Teresa trovò il modo di inginocchiarsi al cospetto del Pontefice e di confidargli tutta la sua amarezza per l’atteggiamento della chiesa locale. Il papa la invitò ad avere fidu-

cia e affidarsi a Dio; durante il viaggio di ritorno, il vescovo le diede il consenso ad entrare nel convento delle Carmelitane. Da suora prese il nome di Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo. Teresa iniziò subito a distinguersi per la sua profondità di pensiero e la sua indole mite, ma nel 1896 contrasse la tubercolosi che la condusse dopo un anno ad una morte assai prematura. La malattia spinse Teresa a vivere quella che lei definì “la notte della fede”, un periodo di grande travaglio spirituale durante il quale fu tentata di avvicinarsi all’ateismo e al materialismo. Il 30 settembre 1897 Teresa morì nell’infermeria del convento carmelitano e il 4 ottobre fu sepolta nel cimitero carmelitano. Santa Teresa di Lisieux rappresenta una delle figure di santi più complessa e controversa dei tempi recenti . E’ conosciuta come la santa scrittrice, in quanto autrice di poesie, scritti e opere teatrali. Nella Storia di un’anima, la sua opera più famosa, è condensato il pensiero di Teresa. In particolare è ripetuta-

mente rivolto l’invito a farsi piccoli come bambini per potere entrare nel Regno di Dio. Lo spirito dell’infanzia, unito alla mitezza e all’ umiltà, fanno di Teresa un concentrato di dolcezza e di mansuetudine. Teresa amava moltissimo i missionari (di cui è Santa Teresa di Lisieux patrona) e avrebbe desiderato ardentemente recarsi sua virtù più straordinain terra di missione, ma le ria. Pio XI chiese la sua fu impedito dalla malattia. intercessione in tante Aveva un altro grande de- occasioni, fra tutte la siderio che qualche biogra- persecuzione della chiesa fo ha soprannominato “la cattolica in Messico e il follia di Teresa”: diventare conflitto con il regime sacerdote. Teresa ben sa- fascista di Mussolini. peva che si trattava di un Altro pontefice che modesiderio irrealizzabile, ma strò un profondo legame era convinta che in paradi- con S. Teresa fu Paolo so questo desiderio sareb- VI (1963-1978) che anbe stato soddisfatto. Il dava orgoglioso del fatto pensiero di Teresa trovò di “essere nato alla Chiemolti oppositori; alcuni sa nel giorno in cui Tereteologi l’accusarono di sa nacque al Cielo”. Giostrizzare l’occhio alla mas- vanni Paolo II nel 1997 soneria, altri di propagan- la proclamò Dottore deldare idee femministe, altri la Chiesa, unica donna ancora di essere psichica- insieme a S. Teresa d’Amente instabile. Teresa vila e S. Caterina da Sietrovò strenui difensori nei na. Pontefici; l’eco di questi sospetti e delle maldicenze La perfezione è una giunsero fino alle orecchie cosa facile: basta di papa Pio X che invitò riconoscere il proprio nulla e abbandonarsi testualmente i teologi a come un bambino “ristudiare la propria teonelle braccia di Dio logia”, ricordando che la (Santa Teresa di Lisieux) semplicità di Teresa è la


Anno I - Numero 1

DALLA PRIMA PAGINA

L’Annuncio

Pagina 7

LETTERA AI GIOVANI PELLEGRINI IN TERRA SANTA don Gennaro Guardascione

lo aveva preparato per i suoi. Un fuoco, quello della Sua Parola, che è ancora vivo e scoppiettante. Parola che diventa Pane e Vino nella celebrazione Eucaristica, quando Gesù come allora ci dice “venite a mangiare”. San Paolo dice “chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione?” Su quelle rive ho sperimentato la Sua vicinanza, la Sua presenza. Cosa e chi devo temere? Anche quando abbiamo attraversato il lago abbiamo potuto gustare il Suo amore per noi. Quante tempeste hanno cercato di farci affogare? Quanti venti impetuosi ci hanno fatto smarrire la strada? C’è una certezza “Ci sono qua io!” Se Gesù fosse ancora presente come uomo e non solo nelle specie eucaristiche lo abbraccerei forte e gli continuerei a lavare i piedi con le mie lacrime per ringraziarlo di tutto questo. Nel nostro cammino verso abbiamo conosciuto Gesù “eccessivamente uomo” che vive l’amicizia come qualcosa di viscerale. Ha pianto tanto per Lazzaro. Eppure sapeva che lo avrebbe resuscitato. A dire il vero mi sono sentito imbarazzato. Anche se piango spesso, non lo faccio per gli amici, cioè non vivo così visceralmente le amicizie. Ho chiesto a Gesù di donarmi la Sua stessa capacità di vivere l’amore. L’ho chiesto anche per voi! Strada facendo siamo stati nella casa di Zaccaria. Lì abbiamo unito la nostra voce a quella di Maria: “L’anima mia magnifica il Signore!” Lì abbiamo imboccato la strada per Betlemme: il servizio umile! Ed ecco lungo la strada un grido: “ Oggi è nato il Salvatore!” L’angelo interrompe nella monotonia struggente dei pastori per annunciare una notizia bella: ormai anche la notte più buia non sarebbe stata più la stessa. Ci sarà sempre un piccolo raggio di sole che ci indicherà la strada, che illuminerà il nostro cuore talvolta nelle tenebre. Giuseppe e Maria ci consoleranno ogni qualvolta torneremo stanchi a quella mangiatoia. Ci faranno sedere, come abbiamo fatto nella nostra visita, ci porranno tra le braccia il piccolo Gesù e ci asciugheranno le lacrime. Il bacio che abbiamo lasciato sulla stella doni a ciascuno di noi la beata consolazione di avere Dio dalla nostra parte. Come dimenticare, poi, la visita al Getsemani. Luogo dove Gesù ancora di più diventa simile a noi. Piange, ha paura cerca la compagnia degli amici ma non la trova, viene arrestato. Increduli abbiamo ammirato quegli ulivi, testimoni silenziosi dell’agonia del Maestro, abbiamo pregato e pianto su quella pietra che ha raccolto le lacrime e il sangue di Gesù. Infine nell’adorazione abbiamo chiesto il dono di perseverare nel fare la volontà di Dio. Altra tappa del nostro cammino è stato il Cenacolo. Che dire! Lì è nata la Chiesa, l’eucarestia, il sacerdozio,il servizio. Un compendio di doni grandi. Abbiamo invocato lo Spirito affinchè scendesse su ciascuno di noi. A dire il vero ho provato i brividi pensando a Gesù che lava i piedi e che viene tradito. Eppure anche i piedi di Giuda sono stati lavati. Cari amici, nel Cenacolo torniamoci spesso, soprattutto quando è duro lavare i piedi a chi ci sta accanto, quando smarriamo la bussola della nostra vita. Lì tutto si mette a posto. A preparare la visita al Cenacolo e poi al Sepolcro c’è stata la Via Crucis. Una via faticosa non solo per il peso della croce, ma anche per l’indifferenza della gente. Pensare che la prima Via Crucis, quella di Gesù, non è più terminata e anche noi ci siamo inseriti nel solco che quella croce ha lasciato. Che esperienza indimenticabile. Ci voglio tornare su quella strada quando la mia croce diventa pesante sicuro di trovare Gesù che mi vuol fare da Cireneo. La via della croce non è la fine. La morte viene sconfitta per sempre. Andare al Sepolcro vuoto significa, ed è significato per noi, sentire l’angelo che ci dice: “Non è qui, è RISORTO”. Come descrivere l’emozione mentre ci inginocchiavamo al Calvario e poi al Sepolcro? Non trovo le parole. Voglio solo dire GRAZIE GESU’ ! Cari amici miei siate orgogliosi di questo pellegrinaggio. Portate nel cuore la nostalgia per Gerusalemme e siate felici. Avete, abbiamo incontrato il Risorto. Lui vi custodisca, vi protegga e vi doni un amore pazzo per il Vangelo. Come io sono fiero di voi, siatelo anche voi di voi stessi. Domani mattina celebreremo la Messa al Sepolcro. Vi porterò tutti sulla Patena e nel Calice e per voi chiederò il bene al Risorto. Voi pregate per me! Don Genny ed i giovani pelAd Emmaus il Risorto ci inviterà ad annunciare a tutti che lui è VIVO. Non venite legrini di Terra Santa meno a questa missione. Dio vi benedica Vi voglio bene Don Genny Gerusalemme 05/09/10


AGENDA DELLA PARROCCHIA 23, 24 ottobre 2010 Sagra della Mela Annurca

“L’Annuncio” Periodico di spiritualità cristiana Redazione

Marcello Buonaurio - Maurizio De Simone - Antonella Amazzini Parrocchia Gesù Divino Maestro via Marmolito, 1/a Quarto, Napoli

“Con Paolo, prigioniero del Vangelo” Il prossimo numero de “L’Annuncio” sarà dedicato all’Apostolo delle genti, celebrato con l’Anno Paolino Diocesano

Tel./fax: 081. 876 85 26 lannuncio@divinmaestro.it www.divinmaestro.it/lannuncio

Collabora con Noi! Scrivi a lannuncio@divinmaestro.it oppure consegna il tuo articolo alla redazione presso la Parrocchia Gesù Divino Maestro.

In I° ed ultima di copertina: particolare della Basilica dell’Annunciazione, Nazareth


"L'Annuncio" ottobre 2010 - n°1