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“Seguitemi, vi farò pescatori di uomini” Mt, 4, 19) PERIODICO DI SPIRITUALITA’ CRISTIANA

FEBBRAIO 2011

Anno I - Numero 4

L’Annuncio LA NOSTRA PARROCCHIA: UNA FAMIGLIA DI FAMIGLIE

Annunciamo... IL VANGELO OGGI : NON

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L’ANNUNCIO DEI PICCOLI: RELIGIOCHI

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I GRUPPI PARROCCHIALI

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I GRUPPI PARROCCHIALI

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I GRUPPI PARROCCHIALI

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I GRUPPI PARROCCHIALI

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CORRERE CHE SI ROMPONO LE GAMBE

IL GRUPPO GIOVANI

IL GRUPPO CATECHISTI

IL CORO DEGLI ADULTI IL GRUPPO MINISONDAGGIO: UNA RAGIOSTRANTI I GRUPPI PARROCCHIALI

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I GRUPPI PARROCCHIALI

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I GRUPPI PARROCCHIALI

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I GRUPPI PARROCCHIALI

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IN CUCINA

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L’ANGOLO DELLA CERAMISTA IL CIONDOLO

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L’ANGOLO DELLA CERAMISTA

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IL CORO DEI BAMBINI I RAGAZZI DELLA PACE

IL GRUPPO DECORO DEL TEMPIO

IL GRUPPO CARITAS

APERITIVO VELOCE

DI SAN VALENTINO

CIONDOLO DI SAN VALENTINO

L’EDITORIALE

UNA FAMIGLIA DI FAMIGLIE don Genny Guardascione

Carissimi, il programma pastorale che in questi anni stiamo portando avanti nella nostra parrocchia è tutto incentrato sul desiderio di fare delle nostre famiglie un'unica famiglia dove Gesù occupi il primo posto. Le tante attività legate alla catechesi, alla liturgia ed alla carità e quelle proprie dell'oratorio parrocchiale hanno motivo di essere solo se ci aiutano a "fare", o meglio ad "essere" famiglia. Ogni gruppo, con la sua diversità, con il suo carisma particolare contribuisce alla crescita dell'intera comunità nella consapevolezza di essere tutti pietre vive nella edificazione del Tempio spirituale la cui pietra angolare è lo stesso Cristo. Qui di seguito troverete descritti i gruppi della nostra grande famiglia parrocchiale con la speranza che a voi che leggete venga l'acquolina in bocca...a buon intenditor poche parole! Concludendo vorrei confidarvi una cosa che vi chiedo di tenere segreta: ogni sera, nelle mie preghiere, affido al Signore ciascun componente della nostra parrocchia. a Lui chiedo di proteggervi e di custodirvi nel suo Amore, voi che siete il mio vanto e la mia intima gioia.


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IL VANGELO OGGI

NON CORRERE CHE SI ROMPONO LE GAMBE Don Giorgio Solatorio

Oggi, nel tempo del tutto “last minute”, del tutto “fast” e del tutto automatico, essere un sacerdote sembra cosa fuori del tempo. Tutto deve essere all’ultima ora, “last minute”; tutto deve essere veloce, “fast”, automatico e soprattutto deve essere gestito da solo. Mangiare al “fastfood”, pagare al “fast pay”, avere una macchina veloce ed automatica, un personal computer veloce e senza fili, ”wireless”, essere abbonato al “fastweb”, prelevare i contanti, le sigarette e perfino il preservativo ad un distributore automatico. La mentalità del “last minute”, del “fast” e del tutto automatico sono entrate ormai nella vita quotidiana come “life style”, cioè lo stile di vita di tutti i giorni, senza rendersi conto che la velocità eccessiva è pericolosa nella vita, annulla la consapevolezza e la responsabilità, soprattutto quando è automatica. E pure sembra che nessuno vuole fare più un “stop over”, cioè sostare. Una confessione all’ultima ora, una santa messa veloce, una preghiera automatica, una catechesi veloce come cammino per la prima comunione e per la cresima, ecc.: tutto quello che non è veloce ed automatico non è più buono, è fuori moda. Ma la fede è un cammino e non è correre. I primi discepoli di Gesù sono diventati consapevoli e responsabili del modo in cui vivere perché si sono messi in cammino dietro di Lui. “Mentre camminava lungo il mare

di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.” (Mt. 4, 18-22). Il mare in cui si trovavano i due discepoli, quando sono stati avvistati dal Signore, nella cultura semantica indica il mondo della negatività, la forza del male, la sede della morte. Egli chiama questi discepoli che stanno pescando e dice loro: venite vi farò pescatori di uomini. Essere pescatore è un immagine che è stata adoperata da Gesù per rendere consapevoli e responsabili i suoi discepoli al loro compito che dovranno svolgere al mondo. Pescare significa tirare fuori i vivi, bisogna tirare fuori gli uomini che sono avvolti da queste onde impetuose, da questa forza del male, tirarli fuori da questa acqua inquinata nella quale non possano vivere una vita umana. Essi devono essere collocati come i pesci in un’altra acqua, cioè l’acqua pura, l’acqua di Cristo che è il Suo Spirito e allora essi vivranno una realtà completamente diversa, con valori che non sono più quelli della società ingiusta e corrotta. Gli apostoli poi subito lasciano la rete. La rete ha un significato importante per noi, in-

dica tutto ciò che ci trattiene e tutto ciò che ci impedisce di seguire o di camminare dietro al Signore che ci dona una nuova luce. Pensiamo ai nostri vizi, la nostra passione, i ricatti affettivi, tutti i lacci magari economici in cui siamo stati coinvolti, magari i rimorsi dagli errori che abbiamo commesso. Tutte queste sono le nostre reti che dobbiamo spezzare in modo da seguire la luce del Maestro. Viene poi un'altra chiamata che è quella di altri due fratelli, Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo. Dopo che sono stati chiamati, subito lasciano la barca e il loro padre e non la loro rete. La barca indica il loro modo di gestire la professione, indica il loro lavoro e il padre indica la tradizione: bisogna lasciarlo per seguire la luce nuova di Cristo. Non pensiamo che gli apostoli sono stati chiamati da Gesù ad abbandonare le loro moglie, i loro figli e la loro professione. Gesù non è venuto per spezzare le famiglie, ma è venuto per dirci che continueremo a svolgere la vita che facevamo prima in modo completamente diverso. I valori non sono più gli stessi. Se prima puntavamo sulle professioni o sui soldi dopo continueremo a lavorare, continueremo ad impegnarci, ma non saranno quelli gli idoli. Noi avremo la luce di Cristo e avremo l’unico Dio che guida, orienta le nostre scelte. Così pure sarà necessario lasciare la tradizione, i valori tradizionali che noi abbiamo (continua nella pag. seguente)


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IL VANGELO OGGI

NON CORRERE CHE SI ROMPONO LE GAMBE Don Giorgio Solatorio

(segue dalla pagina precedente) assimilato,

quelli che sono stati inculcati da una società che era tenebra, che era corrotta per aprirci davvero alla luce del Maestro. La figura di questi discepoli che sono stati chiamati non sono solo i preti, i vescovi: ogni cristiano è invitato come loro a seguire la luce nuova di Cristo. Per vivere da sacerdote, da cristiano e da veri uomini nel tempo del “fast and furious” come in un film, occorre sostare come i discepoli che sono saliti sul monte con Gesù. Il monte biblico non è un monte materiale, ma è un luogo dove l’uomo può incontrare Dio, può dialogare con Lui, può ascoltare, può assimilare i pensieri del cielo, la Sua proposta di vita. La pianura, più in basso, è invece il luogo dove vivono gli uomini normali, quelli

che seguono i criteri del buon senso, i criteri che sono approvati da tutti, dove ognuno può impostare la sua vita. Ecco che il modo di ragionare, di pensare e di valutare la vita in pianura e sul monte sono diversi. Già il profeta Isaia aveva detto: i miei pensieri non sono i vostri pensieri, i miei giudici non sono i vostri giudici, siccome il cielo è lontano dalla terra così sono i miei pensieri lontani dai vostri. Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato. (Is. 55, 8-11). La parrocchia è la nostra casa che è stata donata dal Padre con tanto amore, per poter assimilare il

pensiero di Cristo, in modo tale che la nostra vita, la nostra famiglia, la nostra scelta, la nostra professione, la nostra attività siano sempre illuminate dalla luce nuova di Cristo: così avremo la passione o la gioia di vivere insieme come una famiglia di Dio. Avremo la gioia di amare e di perdonare, avremo la gioia di donare e di ricevere, avremo la gioia di vivere da marito o da moglie, da padre o da madre, da figli o da figlie, da suocera o da suocero, da nuora e da genero, da sacerdote o da suora. Avremo la gioia di lavorare, avremo la gioia di pregare, avremo la gioia di incontrarci fra di noi. Gesù è la nostra forza. Buon cammino e buona trasformazione.

L’ANNUNCIO

SCEGLIAMO NOI LA CATECHESI PASQUALE DEL NOSTRO VESCOVO La redazione de L’Annuncio è lieta di annunciare a tutti voi, membri della nostra parrocchia, che durante il periodo quaresimale saremo onorati di ricevere una visita del nostro beneamato Vescovo il quale verrà a tenere una catechesi pasquale. E’ questa un’esperienza che ha già avuto un bellissimo precedente attraverso il quale i nostri parrocchiani hanno potuto animare con il Vescovo un piacevole dialogo in cui Cristo è stato il centro. Essa, soprattutto, è una forma della presenza del Vescovo nella propria comunità che ha origini antichissime, se si pensa solo che la maggior parte dei testi di esegesi dei Padri della Chiesa, spesso Santi e Vescovi appunto, sono proprio le verbalizzazioni delle catechesi alla comunità tenute nei tempi forti. Abbiamo pertanto pensato di fornire noi al Vescovo l’argomento su cui vorremmo essere edotti durante la Quaresima, proprio come avveniva tanto tempo fa. Potremo pertanto far salire la nostra domanda, la richiesta cioè di un’esegesi su un tema pasquale del Vangelo su cui vorremo venire da sua eccellenza il Vescovo edotti, semplicemente indicando nel tagliando in basso l’argomento che ci affascinerebbe discutere, ritagliarlo ed infine imbucarlo in un cestino di vimini apposito che sarà ubicato presso gli uffici parrocchiali. Non fateci mancare il vostro indispensabile apporto, comunità nostra!

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L’Annuncio L’ANNUNCIO DEI PICCOLI

RELIGIOCHI

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I GRUPPI PARROCCHIALI

IL GRUPPO GIOVANI Beatrice Massa

In un’era caratterizzata da fenomeni come la globalizzazione, i social network ed il cosiddetto “mordi e fuggi”, è ancora possibile per noi giovani sedersi in cerchio e parlare come si faceva un tempo…senza avere davanti per forza una tastiera ed un monitor di un pc??? Ebbene sì….questo è proprio quello che il gruppo giovani della parrocchia Gesù Divino Maestro fa ogni martedì sera … Un gruppo di ragazzi con realtà di vita diverse e con età diverse ogni martedì sera alle 20:00 si siede e per un’oretta circa stacca la spina con tutto…Gli incontri hanno come punto centrale la parola di Dio ed il suo operato…ma tutto ciò avviene in maniera molto gioviale con riflessioni personali dopo aver letto le varie parabole o dopo una valida spiegazione del

nostro parroco Don Genny, figura sempre presente e disponibile. Nei vari incontri trattiamo tra l’altro temi di attualità e cerchiamo per un attimo di rifletterci su discutendone e confrontandoci. Inoltre il gruppo giovani è anche gruppo per corsi di cresima e capita spesso che un giovane frequenti inizialmente per poi ricevere il sacramento della cresima, ma poi è lui stesso ad appassionarsi al gruppo ed a farsi travolgere da quella misteriosa armonia che vi è all’interno da non volersene più andare … Come è capitato a me d’altronde! Il gruppo giovani in questi anni ha vissuto tante esperienze importanti per la crescita del gruppo stesso come il viaggio in Terra Santa. Tornati da quella terra magica il gruppo si è fortifi-

condiviso ogni minimo pensiero l’uno con l’altro… E ci ha dato la grinta per intraprendere nuove esperienze tra cui quella di animare la messa domenicale delle 18...motivo in più per stare insieme ed ascoltare la parola di Dio..Insomma questo non è un volantino pubblicitario … ma, bensì un occasione per tutti i giovani di partecipare ad un incontro che riempirà, qualora non lo fosse già, la vostra vita o meglio il vostro cuore di gioia nello stare insieme come fratelli. Vi aspettiamo...


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I GRUPPI PARROCCHIALI

IL GRUPPO CATECHISTI Silvana Di Giorgio & Giuseppe Iovine

Era un pomeriggio del 2004, ci trovavamo nella cappella Sciccone e stavamo parlando del più e del meno, quando Don Genny chiese ad alcuni di noi di aiutarlo nel cammino da fare insieme per il catechismo. Accogliemmo con stupore e gioia questo suo invito ma anche con un pò di paura, perchè ognuno di noi temeva di non essere all'altezza di questo incarico che ci veniva affidato. Iniziammo cosi una lunga catechesi di preparazione con Don Pino Natale, il quale con orgoglio suo e nostro ci denominò " i catechisti più giovani della Diocesi"; del resto per una parrocchia che iniziava a nascere quale cosa migliore per essa avere persone giovani che si mettevano in gioco! Sono passati sette anni da allora e giorno dopo giorno abbiamo svolto questo mandato ( che ci viene rinnovato ogni anno dal Vescovo) fra alti e bassi, ma possiamo assicurarvi sempre con lo stesso impeto e gioia nel cuore del primo giorno. Tutto questo sempre sotto la guida del nostro Parroco Don Genny, che ama definirci " il suo braccio destro". E' per lui e con lui che molti di noi sono cresciuti nella fede e nella spiritualità: E' per noi un padre severo quando c'e' da rimproverarci e rimetterci in riga; è per noi l'amico fraterno quando c'e' da gioire e divertirci insieme. Essere catechisti nella nostra parrocchia è un'emozione meravigliosa, un impegno da non sottovalutare: Don Genny, infatti, cerca sempre in tutti gli incontri e in tutte le catechesi che abbiamo con lui di farci capire che essere annunciatori di Cristo e del Vangelo, comporta una grande responsabilità che abbiamo verso la comunità, verso noi, ma soprattutto verso i bambini che ci vengono affidati. Il nostro gruppo nei vari anni è andato sempre più crescendo, ci siamo arricchiti di tante persone nuove che hanno portato con le loro esperienze una ventata di freschezza in tutti noi ed è bello quando, nei vari ritiri spirituali che facciamo, ci sentiamo una grande famiglia. Quest' anno molti di noi finiranno il terzo anno di catechismo ed il desiderio di ognuno di noi, dopo aver portato i bambini all' incontro con Gesù Eucarestia, è quello di vederli crescere in Parrocchia e diventare annunciatori e testimoni di Cristo Risorto. Con la speranza che nella nostra comunità ci siano sempre persone che abbiano come noi voglia di mettersi in gioco per Dio e insieme a noi fare questo bellissimo cammino di fede.

Aiutateci a sostenere i fratelli palestinesi di Betlemme, la culla terrena di Nostro Signore! Presso il punto parrocchiale MEMENTO Shop potrete trovare delle splendide idee regalo per i vostri doni. Pezzi di artigianato fatti a mano con legno di ulivo di Betlemme , provvisti di certificato di provenienza, dall’oggettistica sacra più svariata a semplici ninnoli intagliati. Nessun dono può essere più grande di quello che vien fatto due volte con un unico oggetto: al caro nei vostri pensieri come ad una famiglia palestinese bisognosa. Nessun oggetto sacro pensato come dono è più emblematico per un cristiano che quello fatto con legno proveniente dal luogo in cui Nostro Signore ha visto la luce sulla Terra!


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I GRUPPI PARROCCHIALI

IL CORO DEGLI ADULTI Maurizio De Simone

Quando la redazione de “L’Annuncio” ci ha chiesto di scrivere un pezzo che parlasse di noi, subito siamo stati ghermiti da una tentazione: andare in internet su Google, scrivere “cori parrocchiali”, attendere il risultato del motore di ricerca, fare un po’ di copia e incolla, infarcire il tutto con qualche stralcio di documenti ufficiali della Chiesa, infiocchettare et…voilà, les joux sont faits. Sai che figurone! Ma poi ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: “basta articoli ecumenici e un po’ barbosi, perché non facciamo prevalere lo spiritello birbone che sempre ci accompagna alle prove e alle celebrazioni?” Innanzitutto il bon ton impone che ci si presenti con i propri nomi. Ci chiamiamo Antonio, Giovanni, Marco, Gennaro, Carlo, Enzo, Salvatore, Teresa, Lucia, Maria, Maria, Adele, Pina, Raffaella, Antonella, Pina, Giulia, Angela, Liliana, Ersilia, Stefania, Palma, Flora, Gerarda, Luca, Maurizio, Gilberto, Strato… I puntini sospensivi stanno a simboleggiare il nostro desiderio che questo elenco possa allungarsi a dismisura con i nomi di quanti avvertissero il desiderio di unire la propria voce alle nostre. Sarebbe bellissimo se alla prossima occasione un’intera pagina del giornalino possa servire soltanto ad elencare i nomi dei componenti del coro parrocchiale degli adulti… Comunque se avvertiste il desiderio di far parte del nostro gruppo, sappiate che si bivacca con dolci e bibite a quasi tutte le prove, mettendo a dura prova colesterolo e trigliceridi e subito venite messi sotto le fatiche…L’accoglienza è una nostra prerogativa della quale andiamo orgogliosi e vi garantiamo che subito vi sentirete a vostro agio. Ogni martedì alle 20,00 ci troverete in Chiesa. Il nostro gruppo è nato grazie ad una delle solite manfrine di Don Genny che una domenica, avvertendo il desiderio e la necessità di creare un coro di adulti, è sceso durante la S. Messa dall’altare e ha iniziato a camminare tra i banchi, avvicinandosi ai fedeli armato di microfono e dicendo a ciascuno: “Fammi sentire che voce hai , canta: do re mi fa sol la si do!”. Qualcuno ha chiamato il 118, qualcun altro ha mobilitato un centinaio di centri di igiene mentale… Risultato: una trentina di pazz…ehm di candidati si è fatta avanti e da un gioco un po’ stupidino è nata una realtà. Attenzione: questo gioco potrebbe essere ripetuto (e fu così che alla Messa non venne più nessuno…) La scorsa estate tutti insieme siamo stati a cena e abbiamo giocato con il karaoke. Quando abbiamo sentito cantare ad uno ad uno ogni componente del coro, non credevamo alle nostre orecchie: com’è possibile che tante schifezze individuali messe insieme riescano a produrre un risultato così ragguardevole? Vuoi vedere che questi mattacchioni del coro durante le celebrazioni cantano in play back? Per raccontare la nostra esperienza, spesso facciamo ricorso alla metafora calcistica. Il Parroco è il presidente, i musicisti gli allenatori, i coristi i calciatori, la Chiesa lo stadio. Come in ogni squadra che si rispetti, ci sono i campioni genio e sregolatezza, gli oscuri lavoratori del centrocampo, i fantasisti, i metodici, quelli dalla forte personalità, quelli che hanno bisogno di essere spronati, gli sfaticati. Vinciamo lo scudetto quando con il nostro impegno riusciamo a rendere le celebrazioni più belle, solenni e partecipate e quando il nostro cuore, al termine di ogni celebrazione, è gonfio di gioia. Una cosa è certa: ci vogliamo un gran bene, gareggiamo nello stimarci a vicenda e amiamo stare insieme e ritrovarci, anche al di fuori della parrocchia.


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I GRUPPI PARROCCHIALI

I L GRUPPO MINISTRANTI Salvatore Marigliano

Carissimi amici, a voi che state avendo la bontà di leggere il giornalino è rivolta questa breve presentazione del gruppo dei ministranti. Chi è il ministrante? Cosa deve volere? Cosa deve fare per conservarsi fedele a questa scelta? Queste sono, forse, le domande, cui cercheremo di dare risposta, che meglio spiegano la sua ragione di esistere come singolo e come gruppo. Prima di tutto il ministrante deve sentire l’invito del Cristo ad essergli amico nel servizio: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome ve lo conceda» (Gv 15,15-16). Da ciò deve scaturire anche il desiderio specifico di voler crescere alla scuola della Liturgia della Chiesa, fonte e culmine della

In secondo luogo il ministrante deve modellare la sua volontà su quella del Cristo, cioè annunciare con la parola e il servizio l’amore di Dio e la salvezza. Questo, però, può avvenire solamente se si desidera rendere gloria a Dio Padre nel culto, massima espressione della propria fede in Gesù Cristo. Forse questi aspetti messi in luce potranno apparire troppo impegnativi per dei ragazzi, ma cosi non è, per il semplice fatto che tutti i cristiani, piccoli e grandi, sono stati resi capaci, in virtù del Battesimo, di essere espressione visibile e vivere le opere meravigliose di Dio, basta soltanto volerlo con tutto se stesso. Alla luce di questo, noi come gruppo della parrocchia ogni volta che ci riuniamo (il sabato alle ore 16.00) cerchiamo di innamorarci di Gesù, e di capire come far innamorare sempre di più le persone che vengono a messa di Lui, imparando innanzitutto a servire all’altare per mezzo di prove tecniche (come usare il turibolo, le candele, la croce etc.).

Poi mediante momenti di condivisione nel gioco, per rinsaldare l’amicizia, e infine attraverso veri e propri momenti d’incontro di formazione teorica; cosi da non sentirci impreparati quando Gesù ci convoca per celebrare l’evento più importante della nostra giornata e della nostra vita: la salvezza da Lui operata con la donazione gratuita del suo corpo e del suo sangue al Padre. Per questo motivo noi siamo a completa disposizione del parroco, don Genny, quando ci sono da animare delle celebrazioni liturgiche, come la messa domenicale, o le celebrazioni del tempo di Natale, Pasqua, Pentecoste, adorazioni, od anche semplici momenti di preghiera. Insomma il nostro gruppo si sforza di essere al servizio della comunità e si fonda principalmente sull’Eucarestia.


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I GRUPPI PARROCCHIALI

IL CORO DEI BAMBINI Luigi Carandente

Nella nostra parrocchia esistono vari gruppi ed attività tutte volte ad avvicinare le persone, di qualsiasi fascia di età, a Dio. Tra questi c'è il "coro dei fanciulli" che anima la celebrazione delle 10:30. Esso si propone, principalmente, di continuare il percorso avviatosi già durante gli anni di catechismo per la I° comunione. Esso rappresenta un'esperienza importante in quanto i bambini partecipano attivamente alla vita liturgica essendo, il coro, parte integrante di essa. Dopo questa brevissima e seriosa introduzione iniziamo a parlare del coro attuale. Ereditato nel 2008 da Maurizio, Strato e Silvana è gestito dai seguenti "personaggi" (di dubbia maestria): Massimo, eccellente maestro di chitarra classica...e basta!; Antonio, chitarrista ed esperto in "posteggia"; Luigi, aspirante strimpellatore di basso elettrico. Ogni domenica mattina per la celebrazione delle 10:30 c'è il solito teatrino tra Massimo e Antonio. Il primo molto pratico nel fare "nodi alla marinara" con i cavi degli strumenti, mentre l'altro, soggetto a "carenze improvvise di fosforo", dimentica i ritmi e gli accordi dei canti. Entrambi rendono ogni celebrazione un punto interrogativo.

Dopo aver descritto i responsabili del coro, passiamo ora ai veri protagonisti: i bambini (se tali possiamo chiamarli per la variegata fascia d'età che va dai 9 ai 15 anni): Federica 15 anni: non è a conoscenza dell'esistenza di uno strumento chiamato "orologio"; Colomba 13 anni: stai "soft" non stiamo parlando di te. Un avvertimento: il cellulare prima o poi te lo buttiamo!!! Laura 13 anni: esperta in scherzi telefonici ed erede di Teo Mammuccari; Rossella P. 13anni: anche le mura si sono arrese per la sua prolissità; Maria Federica 13 anni: la classica ragazza "vott a pretella e annasconne a manella"; Ilaria 12 anni: dolcissima e sensibilissima...anche troppo; Rita e Camilla 12 anni: quand'è che prenderete un po' di coraggio??? Viviana 12 anni: Federica a confronto è un orologio svizzero; (continua nella pag. seguente)


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I GRUPPI PARROCCHIALI

IL CORO DEI BAMBINI Luigi Carandente (segue dalla pagina precedente) Rosario 12 anni: il gallo tra le galline in pausa di riflessione: ti aspettiamo;

Alex e Giuseppina 11 anni: vi vogliamo vedere fare "ammuina"!!! Jennifer 10 anni: socievole e spontanea...brava! Anna 10 anni: attenta e volenterosa...continua così; Annalisa 10 anni: timida e silenziosa. Silenziosità che scompare quand'è con Morena...brave, socializzate; Morena 10 anni: non ti preoccupare non ti mangiamo. Rosaria 10 anni: aaaaaaahh! Fermati un attimo!!! Sara 10 anni: e con lei chiudiamo il trio delle ritardatarie; regalatele una sveglia!!! Simona 10 anni: che, in coppia con Anna, diventa una birba; Francesca Pia 10 anni: molto dolce e volenterosa...potrebbe diventare la nostra violinista; Martina 9 anni: è la felicità in persona...ma come fai??? Rossella C. 9 anni: la piccolina del gruppo; Maria 9 anni: la "timida" con un pizzico di pepe. Naturalmente come in tutti i gruppi accanto ai nostri buoni propositi si presentano, purtroppo, anche alcune difficoltà che non avevamo messo in conto; per le ragazze più grandi queste scaturiscono inevitabilmente dalla crescita che con il cambio generazionale si sono presentate in anticipo (cambiamenti che Antonio e Massimo hanno incontrato "in età adulta" n.d.L.), mentre per le più piccole sussiste un problema di assiduità. In particolare, quest'ultimo risolvibile con l'appoggio dei genitori che dovrebbero indirizzare, spronare e responsabilizzare i figli. Tutto questo per sottolineare quanto noi teniamo al gruppo mettendo a disposizione tutto il nostro impegno e la nostra voglia di fare, ma senza di voi, ragazze/i, tutto ciò non si può concretizzare. Grazie a "l'Annuncio" vogliamo "annunciare" il nostro desiderio di ampliare il gruppo non solo per la parte relativa ai cantori, ma anche per la parte strumentale così da rendere il tutto più bello agli occhi del nostro Signore. Ricordando, infatti, che tutto quello che facciamo è esclusivamente per Lui.

I GRUPPI PARROCCHIALI

I RAGAZZI DELLA PACE Paolo Tamma

Siamo un gruppo di ragazzi dai 10 ai 13 anni che hanno incominciato un esperienza di oratorio parrocchiale da ottobre 2010 con Paolo Tamma e Manuel Rinaldi. Abbiamo incominciato questa esperienza con 2 ragazzini e oggi, il 26 gennaio, il nostro gruppo è composto da 10 ragazzini. La prima nostra esperienza sarà dal Vescovo Don Gennaro Pascarella e in Curia, poi andremo a visitare il Seminario, la Caritas e altre gite per conoscere la nostra bella regione e le nostre belle chiese. Il nostro gruppo ha anche deciso di aiutare una famiglia indigente. Queste esperienze ci aiuteranno a crescere e a diventare maturi. Questi i componenti del gruppo, che speriamo possa crescere sempre più in fede ed in numero: FEDERICA APICE, LORENZO BENNATO, GIOVANNI MUSIELLO, FRANCESCO COSTIGLIOLA, FRANCESCO CARANDENTE SICCO, MATTEOESTEBAN DE VIVO.


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I GRUPPI PARROCCHIALI

IL GRUPPO DECORO DEL TEMPIO Gerarda Raiano

Un po Marta, un po Maria: questa è la sensazione che ho quando insieme ad altre sorelle di fede ci occupiamo del decoro del Tempio del Signore. Questo lavoro ci vede impegnte per due giorni a settimana per circa quattro ore. Questo tempo che trascorriamo nella casa del Signore ci pervade il cuore di gioia che cerchiamo di trasmettere a chi ci sta intorno. In questo contesto mi permetto di riportare la mia personale esperienza: io ho cominciato con il "gruppo" decoro già sei anni fa e ricordo che l'emozione che provai allora è ancora presente in me ogni volta che mi appresto a cominciare la mia attività di " lavoro nella vigna del Signore". Essa mi ritorna sempre in mente e vorrei tanto poter trasmettere questa mia personale emozione fatta di pace, gioia ed amore che solo il Signore Gesù sa donare. Quando il lavoro sembra che ci sormonti, ci corre in aiuto la Provvidenza. Ricordo a questo proposito un aneddoto accaduto pochi mesi or sono: eravamo intente a pulire la stanza in uso alla caritas e nell'entrare fummo sorprese della mole di lavoro che ci aspettava; quando, tra un pacco riposto a terra ed alcune crucce, si scorse la statua di Santa Rita, mi venne spontaneo rassicurare le altre che la Santa ci sarebbe sicuramente venuta in aiuto. Così fu. Tutto il lavoro che sembrava pesante venne sbrigato con gioia e senza fatica e non ci accorgemmo che finì in poco tempo. Questa esperienza non la dimenticherò mai ed è per me una testimonianza che rendo a tutti. Perchè un po Marta ed un Maria? La parabola del Vangelo di Luca (Lc 10,38) ci racconta di due sorelle che, avendo ospite Gesù in casa, l’una si sedette ai suoi piedi ad ascoltarlo e l’altra, Marta, era invece presa dai molti servizi. Questa ultima, fattasi Avanti, disse: “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tut ti preoccupy e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore che non le varrà tolta” Dunque il servizio del decoro del Tempio deve coniugarsi con l’ascolto della parola del Vangelo. Che, come dice Gesù, è la parte migliore.


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I GRUPPI PARROCCHIALI

IL GRUPPO CARITAS Marcello Buonaurio

Il gruppo Caritas è oggi composto da otto membri della comunità i quali hanno deciso di farsi carico di una peculiare missione all’interno della Parrocchia: quella cioè di operare per la cura dei membri della comunità che vivono le ferite della povertà e del disagio psicosociale. Essa tuttavia non costituisce il principale obiettivo degli operatori del gruppo, anzi. In realtà il gruppo caritas, per sua stessa natura, è animato dal fine di coinvolgere la parrocchia tutta ad una azione di carità verso il prossimo indigente in quanto azione e testimonianza di vita propria di ogni cristiano e dunque non delegabile ad una fetta di comunità. Ecco perchè l’operato del gruppo, che si incontra ogni martedì del mese alle ore 18:30 presso la sala Giovanni Paolo II e che una volta al mese si riunisce per un momento di formazione o preghiera comune, con la sua azione di cura verso soggetti portatori di disagi psicologici e sociali (ben venti ad oggi) mediante l’offerta di una consulenza psicologica o l’attività di promozione e di sollievo ai soggetti più bisognosi, di cui l’offerta di viveri il primo lunedì del mese ne è solo una forma, vuole esser lo strumento, il segno tangibile di una testimonianza resa a favore di tutta la parrocchia e non in sostituzione di essa, affinchè ciascuno possa edificarsi ed esser coinvolto a divenir prossimo di ogni indigente che in ultimo è lo stesso Gesù il quale prova la nostra vita anche attraverso la carità che mostriamo di avere nel nostro agire. Il responsabile della Caritas parrocchiale è il nostro amato e dolce diacono Renato Rotta, in ottemperanza alle direttive ecclesiali che vogliono la gestione di un ufficio così distintivo per una comunità assegnata ad un laico consacrato; altro segno che la Caritas chiama la parrocchia tutta al coinvolgimento in un’azione corale di carità che sia tratto distintivo della consacrazione battesimale di ciascuno a Nostro Signore Gesù Cristo.


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IN CUCINA

APERITIVO VELOCE Anna Pasciucco

“stasera passo da te!” “che ne dici se beviamo qualcosa insieme?!?” “sai è presto, e non ho ancora

voglia di tornare a casa!” “preferirei qualcosa da bere!” Ecco, queste sono alcune tra le tante frasi dei nostri amici. Direi anzi degli indizi per trascorrere del tempo in nostra compagnia. Io voglio appunto proporvi una veloce idea per servire qualsiasi aperitivo in maniera “elegante”:

Accessori: un bicchiere per gli aperitivi Ingredienti: succo di un limone; una fetta di limone o arancia; zucchero; aperitivo Procedimento: 1: Assicurarsi che il bicchiere sia completamente asciutto. 2: immergere per circa 1-2cm l’orlo del bicchiere nel succo di limone 3: senza capovolgere il bicchiere lasciare scorrere tutto il succo in eccesso, immergere l’orlo nello zucchero fino alla stessa altezza del succo di limone e subito toglierlo 4 capovolgere il bicchiere e versare l’aperitivo 5 decorarlo con una fetta di limone o arancia Questa “miniguida” non solo renderà il bicchiere più elegante ma farà in modo che anche l’aperitivo sia più gustoso passando su questa “crosta” di zucchero e limone. Vi consiglio, se è la prima volta, di provare in anticipo questo procedimento. Soprattutto in estate è utile lasciare circa 15minuti il bicchiere decorato di zucchero in frigo in modo da rendere lo zucchero una vera crosta. Buona serata a tutti!


L’Annuncio

Anno I - Numero 4

Pagina 15

L’ANGOLO DELLA CERAMISTA

CIONDOLO DI SAN VALENTINO Francesca Rusciano

Per realizzare dei simpatici e dolci ciondoli d’amore, ma soprattutto per divertirsi da soli o in compagnia dei propri figli o di amici e con una modica spesa, seguite attentamente le istruzioni riportate in basso: OCCORRENTE: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8)

DAS (bianco o terracotta) - qt. 1 - prezzo: 2,50€ Mattarello di legno grezzo - prezzo: 0,50€ Tempera tubetto rosso (facoltativo) - qt. 1 - prezzo 1,50€ Formine da cucina a forma di cuore( facoltativo) - qt. 1 - 1,00€ max Filo di ferro o di stagno - lungh. 1m - prezzo: 0,30€ Glitter tubetti (facoltativo) - qt. a piacere - prezzo: 1,50€ cadauno Cordoncino di seta o cotone - qt. a piacere - prezzo: 050€ gancetti da collana - qt. a piacere - prezzo: 050€

GRADO DI DIFFICOLTA': Semplice PREPARAZIONE: (2 opzioni) Opzione 1: Con una formetta da cucina (a forma di cuore si compra un panetto di DAS bianco o color terracotta. Si stende con un mattarello di legno fino a realizzare una piastra uniforme di max 7-8 mm di spessore e si incomincia a realizzare lo stampino. Una volta pronta la forma si prepara un piccolo foro nella parte centrale alta della formina ottenuta. Prima che si asciughi si prepara un anello nel quale dovrà essere infilato il cordoncino di seta o di cotone e si infila nel cuoricino. Dopo di che si lascia asciugare almeno 24 ore con un peso leggero posto sopra per evitare che lo stampino ottenuto si alzi lateralmente. Trascorso il tempo richiesto si passa, in fine, alla decorazione. Si può così dipingere a piacere con la tempera ( suggerimento: al fine di ottenere un maggiore effetto luminoso dellostampino ottenuto si possono acquistare dei glitter per dare un particolare effetto brillantinato). Una volta asciugato il colore, si passa infine il cordoncino nell’anello ed ilo ciondolo di San Valentino sarà pronto per essere regalato alla persona cara! Opzione 2: Senza l’ausilio di una formina, si prepara una pallina piccola con il DAS e si schiaccia da un lato operando una leggera pressione al fine di creare una bombatura solo da un lato, lasciando la parte schiacciata come base del ciondolo da mettere a contatto del petto. Con le mani si dà la forma del cuore e si seguono poi i passaggi successivi descritti sopra. Attenzione: evitare che la pallina di DAs sia troppo grande per far sì che il ciondolo realizzato non sia troppo pesante e finisca da dono d’amore per divenire un cappio in torno al collo della persona a vorrete farne omaggio!


“L’Annuncio”

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In I° ed ultima di copertina: La nostra Parrocchia durante la celebrazione solenne di inaugurazione del mosaico della Beatitudini

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