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Con questa immagine materna e paterna è rappresentato Dio stesso: “Come è tenero un padre verso i figli; così il Signore è tenero verso quelli che lo temono” (Salmo 103,13); “Voi siete stati portati da me fin dal seno materno, sorretti fin dal grembo” (Isaia 46,3) “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai” (Isaia 49,15). Il profeta Osea, partendo dalla sua esperienza di padre di tre figli, metteva in bocca a Dio questa confessione: “A Israele io insegnavo a camminare tenendolo per mano… Ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare” (11,3-4). Il fedele si sente perciò tranquillo e sereno perché è tenuto tra le braccia di un Dio che è anche madre: “Come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è in me l’anima mia” (Salmo 131,2). La sensazione di tenerezza che si prova stando sotto la protezione divina è decritta anche attraverso il simbolo della “chioccia che raccoglie i suoi pulcini sotto le sue ali”, come dirà Gesù (Matteo 23,37), sulla scia del Salmista che si sente “coperto dalle penne” del Signore e “sotto le sue ali trova rifugio” (Salmo 91,4). Un’intimità dolce e delicata che rende la fede prima di tutto e soprattutto un’esperienza d’amore e di fiducia. Ma la Bibbia esalta anche la tenerezza tra le persone, a partire dal legame nuziale, come esorta il sapiente del libro dei Proverbi: “Sia benedetta la tua sorgente, trova gioia nella donna della tua giovinezza, cerva amabile, gazzella graziosa, i suoi seni ti inebrino sempre, sii sempre invaghito delle sue tenerezze” (5,18-19). Emblematico, però, rimane tutto il Cantico dei cantici che celebra ininterrottamente l’abbraccio tenero e appassionato tra i due protagonisti, lui e lei, che vivono l’intera gamma delle emozioni proprie di due innamorati, a partire dalle prime parole che la donna pronuncia: “Mi baci con i baci della sua bocca! Sì, migliore del vino sono le tue tenerezze” (1,2). In un tempo, come il nostro, in cui il dialogo tra i fidanzati è affidato alla freddezza schematica del linguaggio del cellulare e dei social e i contatti sono “di pelle”, nell’immediatezza di un rapporto sessuale, il Cantico insegna a vivere questa vicenda con una diversa profondità, basata anche sull’eros che è sentimento, passione, delicatezza, tenerezza, per sfociare poi nell’amore che è donazione totale reciproca. E’ ancora la donna a ricordare, per ben due volte, al suo uomo questo legame mutuo e intimo di corpo e anima: “Il mio amato è mio e io sono sua… Io sono del mio amato e il mio amato è mio” (2,16; 6,3). Di G. Ravasi

La traccia Parrocchia di San Giacomo Apostolo 5 agosto 2018 n. 32 CERCATORI DI SEGNI E’ possibile dividere il capitolo 6 dell’evangelista Giovanni in quattro grandi sezioni: la moltiplicazione dei pani; Gesù che cammina sulle acque; Gesù che si presenta come “Pane di Vita”; la professione di fede di Pietro. La pericope di questa domenica – e delle prossime tre domeniche – è tratta dal “Discorso di Gesù sul Pane di Vita” e sulla professione di fede di Pietro. La prima parte del discorso è incentrata su tre domande: “Rabbì, quando sei venuto qua?”; “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?”; “Quale segno tu compi…?”. A quest’ultima domanda Gesù risponde secondo tre tempi: passato (“non è Mosè…”), presente (“è il Padre mio che vi dà…”), futuro (“chi viene a me non avrà fame…”). Molte domande vengono rivolte a Gesù: è una folla in ricerca. Una ricerca fisica: uomini e donne disposti a camminare pur di incontrare colui che li ha sfamati; “circa cinquemila uomini” desiderosi di continuare a fare esperienza del “profeta” che sa sfamare, che sa essere generoso, tanto da far avanzare dodici canestri di pane. Questo, però, non basta! Anche quel pane avanzato può terminare. Gesù, quindi, si presenta come “sigillo” del Padre. Sigillo che non teme gli eventi e che è destinato all’eternità. A questa esigenza di eternità è sensibile l’uomo di ogni tempo! La ricerca, ora, non è più fisica. Diventa razionale: “Quale segno, quale opera fai?”. Una folla alla ricerca di dimostrazioni con l’inconsapevole rischio di non saper riconoscere, in quel segno, la misericordia di Dio. Quel segno ha bisogno di essere riconosciuto come pane disceso dal Cielo, come pane per il mondo, come pane che si spezza. Dietro quel segno si nasconde tutta la vita di Gesù: la sua tenerezza, il suo condividere, il suo sapersi donare, nonostante l’incomprensione e l’immaturità dell’uomo. A questa folla che pretende di piegare il divino ai propri progetti (“Signore, dacci sempre questo pane”), Gesù continua a proporsi come pane di vita, capace di colmare la fame e la sete di eternità dell’uomo. L’invito è quello di saper accogliere con fede il nuovo pane. Accogliendolo, il discepolo sarà portato a fare la stessa esperienza di Dio. Un Dio attento alle esigenze dell’uomo. Un Dio che sfama col pane materiale e col pane dell’eternità. Un Dio che è venuto perché gli uomini “abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). L’invito è quello di saper ricercare, nei segni, la presenza e la benevolenza di Dio. Ricerca che non si esaurirà mai!.


SANTE MESSE DAL 4 AL 12 AGOSTO 2018

Sabato 4

19.00 Def.to Botteon Antonio Def.to Fontana Bruno

S. Giovanni Maria Vianney (curato d’Ars)

Domenica 5 XVIII del T.O.

Lunedì 6 Trasfigurazione Signore

8.30 Def.ti Armellin Palmira e Giovanni Bortolot 9.30 In Monastero 10.30 Def.ta Meneghin Giuseppina, ann. 7.30 Def.ti Famiglia Pasini Michela

del

Martedì 7

San Fermo

7.30 San Fermo

Mercoledì 8 San Domenico

Giovedì 9 S. Teresa Benedetta della Croce (E. Stein)

Venerdì 10 San Lorenzo

Sabato 11 Santa Chiara

Domenica 12

7.30 Sant’Antonio

7.30 Def.to De Poli Ottavio, ann.

siano persone che dicano di si a questa opera preziosa per comunicare la nostra fede alle nuove generazioni. Sono aperte le iscrizioni per il GREST 2018 che si terrà dal giorno 27 agosto al 7 settembre. Vi chiediamo, per motivi organizzativi, di iscrivere i vostri Figli quanto prima. I moduli per l’iscrizione sono sul banchetto al centro della chiesa oppure in canonica. Nel foglio di iscrizione avrete tutte le indicazioni necessarie. PERDON D’ASSISI Da oggi a mezzogiorno a tutta domenica 5 c’è la possibilità di ricevere l’indulgenza della Porziuncola (Perdon d’Assisi). L’opera prescritta per acquistarla è la visita alla chiesa in cui si deve recitare il Padre Nostro e il Credo.

SAN FERMO

17.00 In Grotta

19.00 Def.to Della Libera Pietro, ann. Def.to Corocher Marco 8.30 Def.ti Candiago Giacomo e Domenica Def.to Peruch Enrico, ann. 9.30 In Monastero 10.30

Domenica 12 agosto 2018: XIX del Tempo Ordinario I^ Lettura : 1Re 19,4-8 Salmo : 33 II ^ Lettura : Ef 4,30-5,20 VANGELO : Gv 6,41-51 AVVISI SETTIMANALI Il Parroco continua la visita agli Anziani ed agli Ammalati e per chi lo desidera porterà la Comunione in occasione della Festa dell’Assunta. Se ci sono Anziani o Ammalati che il Parroco non ha mai visitato e desiderano che passi, vi preghiamo di avvisarmi: volentieri passerò anche da loro. Il Parroco sta iniziando a programmare la catechesi sia delle elementari che delle medie. Il primo passo sarà quello di individuare altre catechiste che sostituiscano chi non può più fare questo servizio. Chiediamo che ci

OFFERTE DELLA SETTIMANA Per benedizione Famiglie € 185; per comunioni agli anziani ed ammalati € 65. Il parroco e la comunità intera ringraziano di cuore tutti coloro che danno generosamente per le necessità urgenti della parrocchia. www.sangiacomoapostolo.it

e-mail: sangiacomodiveglia@libero.it

DIO E’ ANCHE MADRE Il tedesco Heinrich Boll, nobel della letteratura 1972, aveva scritto nel 1901 una Lettera a un giovane cattolico per criticare “i messaggeri del cristianesimo di ogni provenienza”, perché avevano dimenticato nella loro comunicazione della fede la virtù della tenerezza, così da non riuscire a “mettere fuori causa il suo grande antagonista, la mera legislazione ecclesiastica”. Ferma restando la necessità della giustizia e del dovere, è certo che una religione fondata solo sull’obbligo e sul precetto risulta monca e, alla fine, disumana. La Bibbia, al riguardo, per esprimere questo sentimento, così come la misericordia, ricorre nell’Antico Testamento al vocabolo rahamim che designa le viscere materne e paterne, similmente nel Nuovo Testamento si usa il verbo splanchnizomai che indica l’emozione viscerale di fronte al dolore del prossimo: questa, ad esempio, è la reazione di appassionata tenerezza che Gesù prova durante il funerale del figlio della vedova di Nain (Luca 7,13).

La Traccia n32 domenica 5 agosto 2018  

domenica 5 agosto 2018

La Traccia n32 domenica 5 agosto 2018  

domenica 5 agosto 2018

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