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Anno 106 - N. 2 - ESTATE 2014

CAMMINIAMO INSIEME

BOLLETTINO PARROCCHIALE DI LOCARNO

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CAMMINIAMO INSIEME

ORARIO DELLE CELEBRAZIONI

ORARIO DELLE CELEBRAZIONI IN CITTÀ Sabato Collegiata S. Antonio Sacra Famiglia Santa Caterina San Francesco Monti della SS. Trinità Chiesa Nuova

17.30 20.00 17.00 18.00T 18.00

Solduno

17.30

Muralto Madonna del Sasso Carmelo S. Giuseppe

17.30 17.00

Domenica 9.00

Feriali 10.30 10.30 11.00

20.00

7.00 18.00 17.00

10.00T 9.00 9.00

7.15 8.00

T

10.30

LU 8.30

MA-VE 17.30 10.00 17.30 19.30 T 10.00 11.00 17.00 7.00 - 17.00 7.30

In lingua tedesca.

I SACERDOTI DELLA CITTÀ • don Carmelo Andreatta, Arciprete, Vicolo Collegiata 5

tel. 091 751 38 53

• don Lukasz Janus, Vicario, Vicolo Collegiata 5

tel. 091 751 38 53

• don Andrea Gentili, Vicario, Via Balestra 48

tel. 091 752 10 14

• don Filippo Arcari, Vicario, Via Balestra 48

tel. 091 752 10 14

• don Bruno Martignoni, Parroco, Solduno

tel. 091 751 05 13

• don Francesco Sandrin, Capp. Osp. La Carità, Vicolo Collegiata 5

tel. 091 751 38 53

• don Matias Hungulu, Parroco S. Francesco, Via Cittadella 20

tel. 091 751 84 14

COMUNITÀ RELIGIOSE • Carmelo San Giuseppe, Via Fregera 10

tel. 091 751 49 44

• Monastero Santa Caterina, Via S. Caterina 2

tel. 091 752 19 82

• Figlie di Santa Maria di Leuca, via Balestra 48

tel. 091 756 87 55

CONTO CORRENTE POSTALE Parrocchia cattolica di Locarno Copertina: i partecipanti a “Estate Oratorio 2014”

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CCP 65-3762-0


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LETTERA

CAMMINIAMO INSIEME

Carissimi parrocchiani,

UN “GRAZIE!” SINCERO E FRATERNO Lo scorso mese di giugno, con la Festa del Corpus Domini e l’inizio delle vacanze scolastiche, terminava l’anno pastorale 2013-2014. Il tempo corre veloce e tra qualche giorno, con il nuovo anno scolastico, riprenderà gradualmente anche l’attività della Parrocchia per l’anno pastorale 2014-2015. Credo doveroso allora, anche dalle pagine di questo numero di “Camminiamo insieme”, ringraziare cordialmente ciascuno di voi. La vostra costante compagnia, il vostro affetto fraterno e la generosità di molti nel rispondere alle esigenze e ai bisogni più diversi della famiglia parrocchiale è stato ed è, per me e per i miei confratelli sacerdoti, una testimonianza commovente che sempre sostiene e sprona ad andare avanti, anche nei momenti di difficoltà. Personalmente ho sempre toccato con mano, ancora una volta, il miracolo della Comunione fraterna: vita condivisa che sa costruire rapporti nuovi, rinsaldando quelli più datati. “Comunione fraterna” che mi auguro continui ad essere l’anima della nostra opera e testimonianza cristiana.

SI RIPRENDE! Dopo il periodo di vacanza - spero vivamente che tutti abbiano potuto in un modo o in un altro trascorrere qualche giorno di riposo -, sempre occasione propizia per un momento di sosta, di ricreazione, lontano dal solito “tran tran” quotidiano, eccoci nuovamente… “a Casa”. Sì, sentire che la Comunità parrocchiale, Famiglia di famiglie, è nostra “Casa comune” dove sperimentare “vita di famiglia”, questo è il desiderio più forte che mi porto nel Cuore e che sempre ho affidato al Signore, soprattutto all’inizio di ogni anno pastorale. Un bisogno insopprimibile, quello di fraternità e di famiglia, che è proprio di ogni persona, a ogni età, poiché tutti siamo stati creati per amore e per vivere relazioni buone, belle e vere.

AVERE CURA DI SE STESSI! Da dove iniziare dunque questo nuovo anno? Vi invito a non pensare anzitutto al “fare”, anche se tante saranno le iniziative e le attività che ci aspettano per mantenere vivo lo spirito di famiglia e per “camminare insieme”. Penso qui alla prossima festa del Quartiere, alla Sacra Famiglia; alla festa d’inizio dell’anno parrocchiale il 21 settembre, al Bosco della Bolla grande; e ancora all’incontro con il Vescovo Valerio sul monte Tamaro il prossimo 20 settembre. Questo numero del bollettino vi indica i tanti appuntamenti che ci aspettano. Leggetelo con attenzione! Ciò che penso sia di primaria importanza però è imparare a prendersi un po’ più cura di se stessi, condizione essenziale per prenderci maggior cura degli altri, pronti ad ascoltare, ad accogliere, pronti al servizio e a dare il meglio per istaurare rapporti più autentici. “Prendersi cura di sé” è una tensione dell’Anima che abbisogna di tempo, di pazienza, di saperci “rinnovare” ogni giorno, senza sosta. Mentre nella Società odierna il “prendersi cura di sé” spinge gli individui a guardare prevalentemente al proprio aspetto fisico, all’apparire, al consumare emozioni e prodotti, i più vari, per ritro3


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CAMMINIAMO INSIEME

LETTERA

vare la forma fisica o per un certo appagamento dei più diversi appetiti, per il Cristiano significa primariamente interrogare il “Cuore”, gettare uno sguardo sulla propria vita interiore, fare qualcosa per “ritrovare le ragioni del Cuore”…

LA VITA NELLO SPIRITO! La spiritualità cristiana, rispetto alla mentalità dominante, mette in luce anzitutto la dimensione più profonda della persona, il suo bisogno insopprimibile di quella Pienezza e Felicità che l’uomo, da solo, non si potrà mai dare. Parte da quella “vita del Cuore” che ha forte ripercussione e impatto sulla nostra dimensione fisica, psichica e intellettuale fino a influire sulle nostre scelte che a loro volta orientano tutto l’agire nel quotidiano e l’intera vita personale, famigliare, ecclesiale e sociale.

GESÙ CI INVITA ALLA VERA “CURA DI SE STESSI”. Lo stesso nostro Maestro, il Signore Gesù, quotidianamente, “al mattino, quando era ancora buio, si ritirava in un luogo deserto e là pregava”. A colloquio con il Padre. Importante questo “stare davanti al Padre”, ogni giorno! Un atteggiamento che dice come il vero e proprio “prendersi cura di sé” abbia inizio proprio dal nostro rapporto primario ed essenziale con il Signore della Vita, e come la familiarità con il Signore ci aiuti a coltivare la qualità e la profondità della vita e di tutti gli altri nostri rapporti. Non si tratta allora di un semplice starcene in silenzio, in un luogo solitario a riflettere, ripiegati su noi stessi. Si tratta piuttosto di “lasciarci fare” da Colui che ci conosce davvero e ci ama immensamente imparando ad affidarci a Lui in tutto e per tutto, in ascolto della Sua Parola. Del resto, carissimi, è il nostro Vescovo Valerio a ricordarci, a più riprese, quanto sia importante ritrovare la nostra vera identità, in una Società che invita alla dispersione, nello spirito di familiarità con il Signore e tra di noi.

BUONA RIPRESA A TUTTI! Ecco il programma per il nuovo anno! Prenderci cura della nostra vita interiore e occuparci a “vivere famiglia”! Ci riusciremo, anche attraverso tutte le difficoltà del cammino?! Lo spero vivamente! Vi aspetto allora, assieme a tutti i miei Confratelli e collaboratori più stretti, pronto per continuare a camminare con voi in questo nuovo anno pastorale. don Carmelo Andreatta 4


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RIFLESSIONE

CAMMINIAMO INSIEME

IL SENSO CRISTIANO DELLE VACANZE E DEL RIPOSO La pausa estiva e le vacanze in genere come occasione per curare corpo e spirito L’estate è un tempo di riposo in cui normalmente si rallentano o si abbandonano del tutto quelle attività che ci hanno accompagnato nel corso dell’intero anno. Il riposo spesso diventa sinonimo di ozio e di accidia. La nostra società ci ha abituato a seguire ritmi frenetici alternati a momenti di assoluto lassismo nei tempi di vacanza. È proficuo domandarsi qual è il senso cristiano del riposo. Questa domanda, apparentemente banale e scontata, rivela la verità del nostro spirito. Infatti, concepire il riposo come assenza totale di impegni, come rifiuto di pensare ai vari problemi della vita, è una maniera poco rilassante di concepire la pausa estiva. Anche se gli sforzi della propria professione vengono accantonati, restano gli impegni della vita familiare. La famiglia non va mai in vacanza: essere madre e padre è un mestiere che non conosce tramonto. Del resto Gesù, durante la sua vita terrena, non si prendeva periodi di vacanze dai suoi discepoli e nemmeno dalle persone che accorrevano a Lui per essere guarite o rincuorate. Gli unici momenti di vero riposo per Gesù erano quelli della preghiera, dove trovava ristoro della propria anima nell’ascolto e nel dialogo con il Padre. Questo tempo che Lui dedicava alla preghiera costituiva per Gesù un attingere quella forza spirituale per essere sempre pronto al servizio del prossimo e poter così adempiere la sua missione affidatagli dal Padre.

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CAMMINIAMO INSIEME

RIFLESSIONE

L’esempio di Gesù è di grande insegnamento per tutti noi. Il vero riposo cristiano nasce da tre elementi; avere momenti di intimità con il Signore, offrire il servizio della carità al prossimo, vivere la speranza come compimento della promessa di Dio. L’intimità con il Padre è opera dello Spirito Santo che vuole condurre la nostra anima dall’arsura del deserto del mondo all’oasi di pace dell’orazione a Dio, perché vuole dissetare le nostre inquietudini con la brezza della sua ispirazione e della sua consolazione. Come il corpo cerca refrigerio durante questa calura estiva, così l’anima arde trovare una brezza di consiglio divino per essere guidata nelle proprie decisioni e confermata nelle proprie intenzioni. Aprirsi verso il prossimo come logica conseguenza del colloquio con Dio. Quante volte durante l’anno non si è avuto un tempo adeguato per parlare tra moglie e marito, per raccontarsi i propri stati d’animo; quante volte non è stato possibile condividere le preoccupazioni su alcuni comportamenti dei figli, quante volte si è tralasciato di comunicare quelle vicende che hanno lasciato una ferita nelle relazioni familiari; quante volte si è persa l’occasione di ascoltare silenziosamente i figli senza stare sempre ad esasperarli con tante richieste. L’altro senso cristiano del riposo è il servizio della carità. Normalmente si pensa che dedicare le proprie energie, spendersi totalmente per l’altro, produce stanchezze che non ripagano gli sforzi fatti. Chi ha avuto la fede e il coraggio di rimanere vicino ad un familiare malato, essere vicino ad un figlio colpito da grave incapacità motoria o psichica, sopportare con amore le inquietudini di un figlio ribelle, ha sperimentato le parole del Signore Gesù riportate dall’Apostolo Paolo: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere (At 20, 35). In un mondo che spende tutta una vita per accumulare sempre più ricchezze, accrescere il potere lavorativo, politico e finanziario, il Vangelo di Gesù ridimensiona queste ambizioni mondane e richiama all’umiltà della carità verso il prossimo. Ed infine vi è l’ultimo elemento del riposo cristiano: vivere la speranza come compimento della promessa di Dio. La speranza è il motore del riposo cristiano. La stanchezza spirituale nasce spesso dalla sfiducia e della scoraggiamento che derivano dalle vicende della propria vita. La precarietà del posto di lavoro, una malattia silente che può aggravarsi con rapidità, l’inquietudine per le sorti del matrimonio di parenti o amici, sono preoccupazioni che affliggono il cuore dell’uomo portando un senso di affaticamento spirituale. Confidare nella speranza di un Dio che vuole compiere la sua promessa di salvezza attraverso la nostra storia personale, dona grande pace al cuore, perché ripone le proprie agitazioni e le proprie aspirazioni tra le braccia amorose di Dio. Per concludere, il senso cristiano del riposo sorpassa il significato di assenza di lavoro o del rilassamento fisico e mentale. Il vero riposo è quello che abbraccia l’anima e il corpo nella relazione con Dio, nel servizio al prossimo e nella speranza della realizzazione delle promesse di Dio che vuole donare una pace che supera i travagli di questa vita. Per questo il riposo cristiano trova il suo compimento nella vita eterna, dove nutriamo la speranza di essere invitati al banchetto celeste per essere serviti (Lc 12, 37) e vivere il riposo di stare per sempre con Dio ed intercedere a favore di coloro che sono pellegrini sulla terra. Osvaldo Rinaldi 6


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DAL MONASTERO SANTA CATERINA

CAMMINIAMO INSIEME

Volentieri pubblichiamo un contributo delle Monache Agostiniane di Santa Caterina. È un segno bello di Comunione che ci aiuta a sentirci uniti nel quotidiano, con vocazioni e contributi diversi, e tutti al servizio della Chiesa e dell’Umanità.

LA PREGHIERA La quarta parte del Catechismo della Chiesa Cattolica è dedicata alla preghiera. Essa si apre cercando di dare una definizione dell’orazione. La disposizione necessaria per ricevere il dono della preghiera è l’umiltà, perché – e qui si cita Sant’Agostino – “l’uomo è un mendicante di Dio” (n. 2559). I Salmi costituiscono il “capolavoro della preghiera dell’Antico Testamento” (n. 2596) e “restano essenziali per la preghiera della Chiesa” (n. 2586). Gesù si ritirava spesso in disparte per pregare, e c’insegna a fare altrettanto oggi. L’Eucaristia è il culmine della preghiera cristiana ed è il più grande sacrificio di lode. Alla tradizione orientale è cara la preghiera del cuore: “Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”. Questa preghiera, precisa il Catechismo, “è possibile in ogni tempo, perché non è un’occupazione accanto ad un’altra, ma è l’unica occupazione, quella di amare Dio che anima e trasfigura ogni azione in Cristo Gesù” (n. 2668). Nei Racconti di un pellegrino russo, testo ascetico scritto tra il 1853 e il 1861 da un anonimo russo, il pellegrino, protagonista dell’opera, afferma che ogni volta che recitiamo la preghiera di Gesù, è come se egli ci rispondesse “Io ti perdono!”. In occidente la bella devozione del rosario si è sviluppata nel Medioevo. La serva di Dio, Suor Consolata Betrone, clarissa cappuccina del monastero di Torino Borgo Po, e in seguito, del monastero del Sacro Cuore di Moncalieri (TO), “apostola dell’incessante atto d’amore”, vissuta tra il 1903 e il 1946, diffuse la preghiera insegnatale da Gesù: “Gesù, Maria, vi amo, salvate anime” e incoraggiava a recitarla con frequenza. Così le ispirava Gesù: “Mentre tu reclinata sul mio Cuore, mi ami, io brucio tutti i tuoi difetti. L’amore farà scomparire tutte le tue deficienze”. E ancora: “Vuoi amarmi tanto? Con l’atto di amore mi si ama tanto (…) amami e sarai felice, più mi amerai e più sarai felice”. Sant’Agostino si definiva un “filo d’erba assetato” (del Signore). La nostra anima è inquieta perché ha sete di Dio e solo in Lui si può placare la sua arsura. Spesso durante la giornata rivolgiamo brevi preghiere, come piccole frecce verso il cielo (di qui il nome di “giaculatoria” da “prece iaculatoria”), prece lanciata verso il cielo; esse saranno nostre buone compagne di viaggio. Suor Sandra, Monastero Santa Caterina 7


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CAMMINIAMO INSIEME

CALENDARIO LITURGICO

AGOSTO 15 VENERDÌ

ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA – Solennità

Le SS. Messe sono previste come segue: 08.00 09.00 10.30 11.00

Monastero San Giuseppe – Locarno Monti Chiesa Nuova Chiesa Sacra Famiglia Al Pizzo Trosa in caso di pioggia la S. Messa sarà celebrata alla stessa ora nella cappella di Colmanicchio non c’è Messa alle ore 10.30 in Collegiata

10 DOMENICA

XIX DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo

17 DOMENICA

XX DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo

24 DOMENICA

XXI DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo

31 DOMENICA

XXII DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo

10.30

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Chiesa Sacra Famiglia: S. Messa solenne Commiato da Suor Alba Redulla e saluto di benvenuto a Suor Cleofe Panoga


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CALENDARIO LITURGICO

CAMMINIAMO INSIEME

sabato 30 e domenica 31 agosto FESTA DEL QUARTIERE SACRA FAMIGLIA (vedi programma particolareggiato a pag. 16)

SETTEMBRE 1 LUNEDÌ

BEATA VERGINE MARIA DEL SASSO – Festa liturgica

7 DOMENICA

XXIII DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo

14 DOMENICA

ESALTAZIONE DELLA S. CROCE – festa – orario festivo

21 DOMENICA

XXV DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo FESTA FEDERALE DI RINGRAZIAMENTO FESTA DELL’AMICIZIA E DELLE FAMIGLIE INIZIO UFFICIALE DELL’ANNO PASTORALE IN PARROCCHIA (consultare il programma particolareggiato a pag. 17) Non c’è Messa alle ore 10.30 in Collegiata

25 GIOVEDÌ

S. NICOLAO DELLA FLÜE, EREMITA, OPERATORE DI PACE E PATRONO DELLA SVIZZERA – Solennità – orario feriale

28 DOMENICA

XXVI DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo

OTTOBRE

Mese missionario e del Santo Rosario Ogni sera del mese di ottobre, da lunedì a venerdì, in Collegiata, ore 20.00: recita del Santo Rosario

4 SABATO 09.30

SAN FRANCESCO D’ASSISI – memoria – orario feriale Basilica del S. Cuore a Lugano, ORDINAZIONI PRESBITERALI per l’imposizione delle mani di Mons. Vescovo Valerio Lazzeri. Siamo tutti invitati a parteciparvi, accompagnando il nostro vicario parrocchiale don Filippo all’ordinazione presbiterale. (seguiranno informazioni più precise) 9


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CAMMINIAMO INSIEME 5 DOMENICA 10.30

7 MARTEDÌ 20.00

CALENDARIO LITURGICO

XXVII DEL TEMPO ORDINARIO – ORARIO FESTIVO Chiesa Sacra Famiglia: S. Messa solenne presieduta da don Andrea Gentili che prende commiato dalla Comunità parrocchiale per assumere un nuovo incarico pastorale.

B.V. MARIA DEL ROSARIO – orario feriale Chiesa Sacra Famiglia: tutta la Comunità parrocchiale è invitata alla preghiera del S. Rosario preparandosi inoltre alla Prima Santa Messa di don Filippo Arcari.

12 DOMENICA

XXVIII DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo

10.30

Collegiata: PRIMA SANTA MESSA DI DON FILIPPO ARCARI. Seguirà l’aperitivo in Piazza Sant’Antonio e il pranzo Comunitario al Centro Sacra Famiglia.

Attenzione!!! Per dare a tutti la possibilità di partecipare alla prima S. Messa di don Filippo gli orari delle celebrazioni subiranno la seguente modifica: 08.00 08.00 09.00 10.30 20.00

19 DOMENICA

10.30

Monastero San Giuseppe Collegiata Chiesa Sacra Famiglia Collegiata Collegiata

XIX DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE Oggi si raccolgono le offerte a favore dell’Evangelizzazione dei popoli. Chiesa Sacra Famiglia: Celebrazione eucaristica presieduta da don Filippo Arcari e benvenuto del Quartiere nuovo al neo Presbitero.

Triduo di preparazione alla festa parrocchiale della B.V. Maria della divina Grazia

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CALENDARIO LITURGICO

CAMMINIAMO INSIEME

23 GIOVEDÌ 20.00

Collegiata: recita del S. Rosario e benedizione eucaristica

24 VENERDÌ 20.00

Collegiata: in un clima di preghiera catechesi sul significato del Culto mariano della Chiesa

25 SABATO 10.00

26 DOMENICA

Collegiata: adorazione eucaristica fino alle 16.30 e SS. Confessioni dalle 14.00 alle 16.30

XXX DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo

Festa parrocchiale della B.V. Maria Madre della divina Grazia Attenzione!!! La festa della B.V. Maria della divina Grazia vuole coinvolgere tutta la Comunità parrocchiale. Per questo motivo l’orario delle celebrazioni subirà il seguente cambiamento:

08.00 08.00 09.00 10.30

Monastero S. Giuseppe: S. Messa Collegiata: S. Messa Chiesa Sacra Famiglia: S. Messa Collegiata: S. MESSA SOLENNE E PREGHIERA DI AFFIDAMENTO ALLA VERGINE MARIA

17.00 20.00

Collegiata: S. Vespri e benedizione eucaristica Collegiata: S. Messa

Alla Sacra Famiglia la S. Messa è anticipata alle ore 09.00 per tutti coloro che sono impossibilitati a salire in Collegiata.

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CAMMINIAMO INSIEME

CALENDARIO LITURGICO

IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA In preparazione alla Festa dei Santi e al Giorno dei Morti Martedì 28 ottobre – ore 20.00 – in Collegiata Sant’Antonio CELEBRAZIONE COMUNITARIA (saranno presenti alcuni Sacerdoti)

Venerdì 31 ottobre – dalle 14.30 alle 16.30 – in Collegiata CELEBRAZIONE INDIVIDUALE 31 VENERDÌ

FERIA DELLA XXX SETTIMANA ORDINARIA – orario festivo Non c’è Messa prefestiva alle 18.00 ai Monti della Trinità

20.00

Collegiata: “CONCERTO DEI SANTI” Preghiere – meditazioni – canti – brani musicali

NOVEMBRE 1 SABATO 08.00 09.00 10.30 10.30 14.30 15.00 Non c’è Messa:

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TUTTI I SANTI – Solennità – orario festivo Le SS. Messe della Solennità sono previste come segue: Monastero San Giuseppe – Locarno Monti Collegiata Sant’Antonio Collegiata Sant’Antonio Chiesa Sacra Famiglia Collegiata Sant’Antonio: S. Vespri della Solennità Processione al Cimitero e preghiera per i Defunti alle 17.30 in Collegiata alle 18.00 ai Monti della Trinità alle 20.00 alla Sacra Famiglia


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CAMMINIAMO INSIEME

CALENDARIO LITURGICO

2 DOMENICA

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI – orario festivo

08.00 09.00 10.30 10.30 15.00 20.00

Monastero San Giuseppe – Locarno Monti in Cimitero Collegiata Sant’Antonio Chiesa Sacra Famiglia in Cimitero: preghiera del S. Rosario per tutti i defunti. Collegiata

Nell’OTTAVARIO DEI DEFUNTI (dal sabato 1 al sabato 8 novembre) l’unica intenzione di ogni S. Messa sarà quella del ricordo e della preghiera PER TUTTI I NOSTRI DEFUNTI.

9 DOMENICA

DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE – orario festivo

16.00

Centro parrocchiale Sant’Antonio - a conclusione dell’Ottavario di preghiera per i Defunti: - Recita della Corona del Santo Rosario - Tradizionale castagnata

16 DOMENICA

XXXIII DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo

23 DOMENICA

XXXIV DEL TEMPO ORDINARIO – orario festivo

09.00 10.00

CRISTO RE DELL’UNIVERSO – SOLENNITÀ Chiesa Nuova: Santa Messa Collegiata Sant’Antonio: celebrazione solenne dell’Eucaristia e SACRAMENTO DELLA CRESIMA PER 34 NOSTRI RAGAZZE E RAGAZZI 13


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CAMMINIAMO INSIEME

CALENDARIO LITURGICO

SABATO 29 NOVEMBRE

TERMINA L’ANNO LITURGICO, L’ANNO DELLA CHIESA, E CON LA PRIMA DOMENICA DI AVVENTO SI APRE UN ANNO NUOVO

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CALENDARIO LITURGICO

CAMMINIAMO INSIEME

VENERDÌ 15 AGOSTO 2014

Solennità dell’Assunzione della B.V. Maria ore 11.00

Santa Messa al Pizzo Trosa in caso di brutto tempo la S. Messa sarà celebrata sempre alle ore 11.00nella cappella di Colmanicchio

in prevendita in Casa parrocchiale e alla chiesa Sacra Famiglia sono disponibili i biglietti per gli impianti di risalita al prezzo speciale di frs. 20.— (adulti) e frs. 10.— (bambini)

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CALENDARIO LITURGICO

sabato 30 e domenica 31 agosto 2014 XXXIII edizione FESTA DEL QUARTIERE SACRA FAMIGLIA

Programma delle giornate Sabato 30 agosto 14.00

GIOCHI per tutti i giovanissimi del Quartiere

18.30

GRIGLIATA popolare e MUSICA risotto, insalate, carni alla griglia… La festa è allietata dagli “SCACCIAPENSIERI” Domenica 31 agosto

10.30

SANTA MESSA nella Chiesa della Sacra Famiglia Saluto a Suor Alba e benvenuto a Suor Cleofe

18.30

GRIGLIATA popolare e MUSICA Carni alla griglia, insalate…

20.00

TOMBOLA CON RICCHI PREMI

In caso di cattivo tempo la festa si svolgerà nel Centro Sacra Famiglia 16


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CAMMINIAMO INSIEME

CALENDARIO LITURGICO

domenica 21 settembre 2014 AL BOSCO DELLA BOLLA GRANDE QUARTIERE SACRA FAMIGLIA

Festa dell’amicizia e delle famiglie nella Festa federale di ringraziamento inizio dell’anno pastorale parrocchiale Programma ore 10.30 ore 12.00 ore 14.00

S. MESSA PRANZO IN COMUNE (con possibilità di grigliare) TOMBOLA e inizio GIOCHI PER TUTTI I BAMBINI

In caso di cattivo tempo la festa si svolgerà nel Centro Sacra Famiglia IN COLLEGIATA SANT’ANTONIO, PER L’OCCASIONE, È SOSPESA LA S. MESSA DELLE ORE 10.30 17


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MESSAGGIO DEI VESCOVI

MESSAGGIO DEI VESCOVI SVIZZERI PER IL 1° DI AGOSTO Mi è sembrato opportuno pubblicare sul nostro “Camminiamo insieme” il messaggio dei Vescovi svizzeri in occasione della festa nazionale 2014. È stato redatto, a nome dei Vescovi svizzeri, dal nostro Vescovo emerito Mons. Pier Giacomo Grampa. Un messaggio ben articolato; una riflessione precisa, lucida, ponderata e nello stesso tempo decisa e ricca di positive provocazioni. Rileggerla ci aiuterà, come Cittadini e come Cristiani, a collocarci con maggior consapevolezza, solidamente radicati nella Storia del nostro Paese, in questa nostra Società “globalizzata” in continuo mutamento; situazione che ci chiama ad assumere con coraggio, speranza e volontà di operare, le sfide del presente e del futuro.

Mons. Markus Büchel – Vescovo di San Gallo Mons. Charles Morerod – Vescovo di Losanna, Ginevra e Friborgo Mons. Denis Theurillad – Vescovo ausiliare di Coira Mons. Norbert Brunner – Vescovo di Sion Mons. Vitus Huonder – Vescovo di Coira Mons. Felix Grmür – Vescovo di Basilea Mons. Valerio Lazzeri – Vescovo di Lugano Mons. Pierre Farine – Vescovo ausiliare di Losanna, Ginevra e Friborgo Mons. Martin Gächter – Vescovo ausiliare di Basilea Mons. Marian Eleganti – Vescovo ausiliare di Coira Mons. Alain de Raemy – Vescovo ausiliare di Losanna, Ginevra e Friborgo Mons. Joseph Roduit – Abate di Saint Maurice Mons. Urban Federer – Abate di Einsiedeln 18


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MESSAGGIO DEI VESCOVI

CAMMINIAMO INSIEME

SU IDENTITÀ, CONVIVENZA, ESCLUSIONE. Mezzo anno dopo l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" e qualche mese prima dell'iniziativa "Ecopop" occorre riflettere su quel che fa l'"identità" della Svizzera, sul rapporto che intratteniamo con lo "straniero" e come ci immaginiamo la convivenza nel nostro Paese. Il 1° agosto si situa idealmente tra queste due date importanti. Un motivo di più per dedicare al tema il messaggio 2014 dei vescovi svizzeri. Il punto di partenza della nostra riflessione è la parola di Gesù "ero straniero e mi avete accolto" (Mt 25, 35). Vogliamo quindi avvicinarci al tema dell'"identità della popolazione svizzera" soffermandoci su tre aspetti: l'identità di popolo, il popolo svizzero, che nasce sovrano; l'identità cristiana, profondamente radicata nella storia e nella tradizione del popolo svizzero, che suscita un sentimento di comunità e di appartenenza; l'identità dell’altro, dalla quale non si può prescindere in rapporto alla convivenza.

1. Identità del popolo svizzero All’origine della convivenza plurisecolare del popolo svizzero vi sono valori condivisi. Questi possono trasformarsi in modelli per una rinnovata convivenza. - La Svizzera nasce da un’esigenza di autonomia e di autodeterminazione. Sono questi i valori fondanti che hanno permesso nella sua storia di mettere insieme gruppi etnici diversi tra loro per lingua, confessione religiosa, cultura e tradizioni. Da qui nasce la convinzione che la Svizzera sia una “nazione per volontà” (una Willensnation) piuttosto che una nazione fondata sulla discendenza e aggrappata al sangue (ius sanguinis). - La diversità è parte integrante dell’identità del popolo svizzero. Politicamente, la “formula magica” ne è l’esempio più evidente perché ha saputo mettere insieme nell’opera di governo del Paese le varie culture politiche liberale, socialista, cattolica, riformata, cittadina o agraria. - Importante è l’approccio pragmatico e non ideologico alle questioni. È attraverso un processo di mediazione che si cerca un denominatore comune, anche minimo, per trovare una risposta condivisa. - Il popolo è sempre il riferimento ultimo. Chi cerca una soluzione alle questioni deve sempre smussare gli estremismi perché sa già in partenza che dovrà fare i conti con il popolo e con la democrazia diretta. - Il rapporto dello Svizzero, della Svizzera con il suo Paese va ricondotto a due modelli: Heimat (terra dove si è nati e cresciuti) e Vaterland (la terra dei padri). In questo senso il cittadino svizzero vive “identità multiple”: nasce in un luogo, vive e lavora in un altro, ma potrebbe avere il riferimento alla terra dei padri pur vivendo “altrove”. - L’aiuto reciproco. Che è caratteristica dei Cantoni primitivi fin dalle origini ma che si allarga alla grande tradizione umanitaria di accoglienza, solidarietà e soccorso. 19


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2. Identità cristiana Non si può negare che i valori biblici e cristiani sono profondamente radicati nel popolo svizzero. Ma la comunità cristiana deve recuperare questi valori e prenderne coscienza. Deve pure ricondurre questi valori alle esigenze odierne. Non basta richiamarli e ribadirli. Occorre interpretarli, spiegarli nel loro significato ma soprattutto nella loro applicazione pratica. Oggi questi valori sono troppo spesso sbandierati e proclamati da chi strumentalmente vuole brandirli contro un nemico (l'altro, lo straniero, il musulmano). Se da parte delle Chiese, della comunità cristiana, questi valori si limitano ad essere ripetuti e non interpretati, si rischia di creare un effetto identificativo tra il credente e coloro che usano questi valori per “difendere le nostre tradizioni cristiane”, senza comprenderle e soprattutto senza viverle. Avremo alla fine un sacco di buoni cristiani convinti che per difendere il cristianesimo bisogna limitare l’accesso agli stranieri, impedire loro alcuni diritti, costruire muri e barriere. Mi permetto di richiamare qualche passo delle Scritture che offrono la base per una riflessione cristiana nei confronti degli stranieri. Per la Torah – gli insegnamenti del Vecchio Testamento –, il tema sorge assai presto. Bisogna tener presente Deuteronomio 24,17-22, in cui lo straniero viene assimilato alle altre categorie di persone (orfano e vedova) bisognose di particolare protezione e, soprattutto, Levitico 19,33-34 (Codice di Santità), dove si comanda che lo straniero debba essere amato «come se stesso». Anche nel Nuovo Testamento non mancano i richiami all’accoglienza dell’altro, all’apertura verso il diverso, all’impegno per la giustizia, il perdono, la comprensione e la fraternità. I versetti del Vangelo secondo Matteo sono decisivi (leggi Mt. 25,34-40). Vi troviamo una descrizione profetica dell’ultimo giudizio, dove la condotta degli uomini verrà sanzionata in base alle opere esercitate verso coloro che si trovavano nel bisogno.

3. Identità dell’altro La Svizzera è dopo il Lussemburgo il paese in Europa con il più alto tasso di stranieri. Quasi il 25% della popolazione presente in Svizzera è straniera. In Francia sono appena 6%, in Germania un po' più di 8%. E' vero che questi dati statistici sono difficilmente comparabili, perché da noi le clausole apposte all'immigrazione sono più numerose che nella maggior parte dei Paesi dell'UE. Detto questo però, il semplice dato statistico la dice lunga sul modello di integrazione dello straniero da parte della Svizzera: la conflittualità legata alla presenza straniera in paesi europei a noi vicini è di gran lunga superiore a quella riscontrata nel nostro Paese, anche se quei Paesi annoverano meno stranieri. La prima riflessione che si impone è però legata all’identità dello straniero, che è identità al plurale: vi sono molteplici identità legate al paese di origine o all’etnia, alla religione. È impossibile definire una matrice comune. Ma è indispensabile prendere coscienza che il popolo svizzero (con una propria "identità") si trova confrontato con una molteplicità di altre identità che rendono difficile l’approccio, provocando così generalizzazioni e semplificazioni che separano e allontanano, invece di unire e avvicinare. 20


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Non si può poi ignorare che all’interno dello stesso gruppo etnico vi siano diverse identità dovute alla diversa presenza sul territorio svizzero: un conto è l’immigrato che ha lasciato il suo paese e per motivi di lavoro o sopravvivenza si è trasferito in Svizzera; un altro è chi appartiene alla seconda generazione, cresciuta scolasticamente e culturalmente in Svizzera, arricchendosi di tradizioni e di riferimenti valoriali che poco hanno a che fare col paese d’origine dei genitori. Ci troviamo così di fronte a diverse identità all’interno della stessa famiglia, oltre che all’interno della stessa etnia. Un giovane kosovaro o cingalese, nato e cresciuto in Svizzera, si sentirà di condividere maggiormente l’identità delle origini o l’identità vissuta nella comunità vitale? La novità (che viene vista come minaccia) è legata all’identità religiosa. Attualmente, gran parte degli immigrati continua a far parte di una Chiesa cristiana, ma è pur vero che si aggiungono sempre di più persone con un'altra religione, soprattutto musulmani. Un motivo di paura in più per l'identità della Svizzera...

4. Convivenza La convivenza si fonda su valori, norme e comportamenti condivisi. Occorre individuarli. Ma occorre anche accogliere e rendere negoziabili le differenze. Le differenze non servono solo per dividere, ma possono anche essere occasioni di confronto. Incontrare la persona e non la “categoria” alla quale appartiene, è l’impegno che deve vederci attivi per aiutare gli stranieri che bussano alla nostra porta a conoscere le nostre lingue, la nostra storia, le nostre istituzioni, le nostre leggi. Se si pensa di poter costruire una società integrata è indispensabile promuovere un dialogo e un confronto positivo, perché si riconosca un nucleo di valori comuni sui quali costruire la reciproca integrazione. E bisognerà evitare tutti quei fenomeni che tendono a creare comunità separate per la presunzione di sentirsi ciascuna superiore alle altre. Perchè si possa realizzare una pacifica convivenza occorre evitare alcune posizioni errate, tanto di paura, come di lotta o semplicemente di indifferenza. Assumiamo il fatto che tra di noi vivano stranieri. Occorre evitare la noncuranza, il disinteresse per il fenomeno degli stranieri tra noi, ritenendoli una presenza marginale, insignificante, ma pure lo zelo disinformato che per alcuni si trasforma in lotta, opposizione, paura verso queste nuove presenze. In altri invece porta a propugnare l’uguaglianza di tutte le fedi, facendo di ogni erba un fascio, senza distinguerle nella loro specificità. In particolare soprattutto verso le componenti di religione islamica occorre preoccuparsi perché si sappia accettare una distinzione tra dimensione religiosa e civile, tra credenze di fede e leggi statali. Tocca a noi adoperarci perché comprendano il nostro cammino di secolarizzazione e imparino a distinguere tra religione, fede e società. Per realizzare una positiva convivenza occorre coltivare questo atteggiamento criticamente positivo, attento e serio. Se consideriamo che quasi un quarto della popolazione del nostro piccolo Paese è straniero, dobbiamo ammettere che il tradizionale spirito di ospitalità che caratterizza la Svizzera non è venuto meno nei secoli. Ci sono certo dei fenomeni negativi che vanno denunciati e combattuti. Pensiamo a quelle donne, provenienti in prevalenza dall’Est, che vengono adescate con promesse di lavoro e che invece sono spinte nel vortice della prostituzione. Questa piaga disonora il nostro Paese e le sue tradizioni. Un’altra piaga è il salario ridotto pagato al lavoratore straniero. Si è giunti al punto da 21


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privare del lavoro nostri operai, per sostituirli con mano d’opera estera retribuita con salari risibili. Questa vergogna va combattuta ed eliminata, imponendo per i diversi settori un salario minimo. Malgrado il suo netto rifiuto in occasione dell'ultimo verdetto popolare, il problema rimane acuto. Occorre anche prestare attenzione alla possibilità dei subappalti, perché non si affidi a terzi un lavoro che sarà onorato con prezzo troppo più basso, a scapito anche della qualità. Va da sé che l’operaio svizzero posto in disoccupazione si sentirà umiliato e ferito da una situazione ingiusta che si è creata sul mercato del lavoro, si pensi al Ticino. In questo caso non si parlerà di xenofobia, ma di flagrante ingiustizia nei confronti del mondo del lavoro.

Per una maggiore giustizia sociale Mai a sufficienza ribadiremo il principio sancito dalla nostra Costituzione nel suo prologo: “La forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri”. Il nostro pensiero qui si estende non solo agli stranieri, ma anche a tutti coloro che sono poveri, malati, anziani. Le nostre leggi vanno applicate con coraggio per favorire i più deboli. Si pensi all’anziano al quale la famiglia non può più provvedere. Se di fatto non si trova per lui una sistemazione valida in una casa di cura, egli si sente umiliato e negletto ed avverte che la sua persona è diventata un peso per la società. Dobbiamo riconoscere che una legislazione più o meno corretta cambia la vita di una persona. Quando noi ospitiamo degli stranieri che chiedono asilo da noi e offriamo loro un pur modesto lavoro, essi si impegnano e concorrono al bene di tutta la comunità. Quando sono condannati all’ozio, delinquono proprio perché posti in una situazione disumana. Più noi ci caliamo nei loro drammi e più cerchiamo di risolverli con intelligenza e umanità.

5. Esclusione Tra svizzeri e stranieri vi sono valori diversi e in competizione. La reazione istintiva e immediata è l’esclusione. Anzi, la preclusione. Cioè una chiusura previa, anticipata rispetto alla conoscenza. Il primo sentimento che porta alla preclusione è la paura. Sentimento legittimo e naturale. Ma che, proprio perché istintivo e irrazionale, va superato. Negare la paura è negare la realtà. Affermare genericamente che “non occorre aver paura” degli stranieri significa dare una risposta insoddisfacente. La risposta adeguata è invece una risposta razionale, che invita alla conoscenza dell’altro, a vincere l’ignoranza dello sconosciuto. La regola del “guardare negli occhi una persona” quando si fa l’elemosina vale anche per quando si incontra una persona che non si conosce. In questo caso lo straniero. Si apre una prospettiva diversa se c’è volontà di conoscere l’altro. Non inganniamoci: il frontaliere, l'artigiano o la piccola impresa straniera che arriva a sussistere grazie a lavori fatti in Svizzera, ma anche il richiedente l’asilo sono persone con le quali si può parlare, ci si può confrontare, che si possono conoscere. Gli stranieri di cui aver paura veramente (e di cui stranamente non si parla mai in termini di minaccia) sono altri. Sono gli stranieri “invisibili”, senza volto. Sono quelli impossibili da incontrare, ma che condizionano la nostra vita e sono reali minacce alla nostra convivenza. Sono società finanziarie internazionali che fanno crollare inte22


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ri sistemi economici solo spostando ricchezza, senza crearla. Sono i clan malavitosi che comprano a man bassa locali e negozi, riciclando denaro attraverso società di trasferimento internazionale o gestiscono centri di massaggio dietro i quali si pratica la prostituzione. Lo straniero che incontriamo (l’impiegato frontaliere, la cameriera d'Europa orientale, il profugo nigeriano...) hanno un nome e un cognome, un volto, un sorriso, un sogno, un dolore, una speranza alla quale agganciarsi per meglio conoscerli e avanzare con loro. Lo straniero pericoloso (la finanziaria che ricicla, il clan che schiavizza i connazionali) è invece una Società letteralmente Anonima, senza volto, senza cuore, senza anima; col solo scopo di fare denaro non importa come. Con questo straniero non possiamo parlare, non lo possiamo guardare in faccia, non si può instaurare un dialogo. Non si può neppure litigare. D’altra parte, non ci dà così fastidio perché non forma colonne in autostrada e non ruba nelle nostre case. Ma ci conquista in modo ancor più invadente e subdolo. Rubandoci coscienza e cultura. La minaccia dell’invasione migratoria è minaccia ricorrente. L’ “inforestieramento” della Svizzera è temuto regolarmente soprattutto a partire dall’inizio del secolo scorso. Ma, pur essendo presente in modo irrazionale nella coscienza di una frangia della popolazione strumentalizzata da partiti nazionali e movimenti locali, è una minaccia che va ridimensionata. Il tempo e le politiche di concordanza l’hanno sempre riassorbita. L’ultima vicenda in ordine temporale (il voto del 9 febbraio 2014 sull’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa”) va poi interpretata correttamente, prima di essere liquidata come un voto contro lo straniero. E soprattutto va contestualizzata all’interno di una dimensione europea dove l’eliminazione delle frontiere e la libera circolazione delle persone hanno provocato una irrazionale e indistinta reazione in molti popoli europei. In questo senso la Svizzera ha solo palesato e anticipato un sentimento che è diffuso tra le popolazioni europee. E che in Europa potrà scaturire in due opposti scenari: un riassorbimento nel tempo, attraverso nuove generazioni di cittadini (“europei” prima che tedeschi, portoghesi, inglesi, greci, spagnoli o francesi); oppure un prevalere dei movimenti nazionalisti ed euroscettici che porteranno ad un ridimensionamento dell’elefante europeo. Infine, parlare di esclusione significa però anche parlare dell’auto-esclusione dello straniero nei confronti dello svizzero. Molti i motivi: anche qui la paura, il timore di essere giudicato. Ma anche la lingua spesso incomprensibile. Senza lingua c’è incomunicabilità. E ancora: la solitudine dello straniero, dell’immigrato, del rifugiato. È un atteggiamento che porta a rinchiudersi in se stesso o ancor peggio in un gruppo che si auto-esclude.

6. Verso una fraternità universale Tutti gli uomini sono fratelli, perché figli dell’unico Padre dei cieli (Matteo 23,9). L’unico Creatore illumina con la luce del Verbo tutti i suoi figli (Giovanni 1, 1-9). Il genio proprio di ogni popolo e di ogni cultura indica la varietà e la bellezza del creato. Noi sappiamo che l’emigrazione è un fenomeno doloroso, che viene dall’indigenza e obbliga l’uomo a cercare altrove lavoro e casa. L’esperienza che compiono oggi popoli sfavoriti ha colpito anche noi in generazioni relativamente a noi vicine. La volontà di Dio è per una distribuzione equa della ricchezza, così che la famiglia

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umana goda in ogni suo componente di benessere e di pace. Il simbolo della manna, equamente distribuita, è indice della volontà del Padre che gli uomini vivano in fraternità (Esodo 16, 17-21). La pressione dei popoli affamati non si combatte con le armi o erigendo muri sempre più alti, ma con la ridistribuzione di quei beni che l’avidità e la cupidigia hanno tolto a tanti Paesi del mondo. Le nostre Diocesi svizzere vivono da decenni una realtà che non va scordata. Si sono creati nei vari continenti dei centri di impegno civico e di evangelizzazione. Sono nate delle micro realizzazioni che promuovono l’agricoltura, l’artigianato, l’igiene, l'istruzione. Da queste zone non viene nessuno da noi, se non qualche operaio che si specializza in un determinato settore per tornare a insegnare una nuova attività ai suoi conterranei. Creando condizioni di armonico sviluppo, si pongono le basi per una pace duratura. La pace non si è mai costruita e mai si costruirà con le armi, ma con la condivisione dei beni. Recentemente, la Svizzera ha iniziato a far luce su un capitolo oscuro della sua storia sociale, alzando il velo sulle vicende tristi di bambini, ragazzi e giovani vittime di misure coercitive a scopo di assistenza o di affidi extrafamiliari. Sono fatti che riguardavano bambini assegnati d’ufficio o adottati di forza, persone internate per decisioni amministrative in istituti chiusi come prigioni, persone che si sono viste negare il diritto alla riproduzione per sterilizzazioni forzate o aborti imposti. E non sono mancati abusi e repressioni versi i nomadi. Mentre si sta sensibilizzando la società civile perché si faccia chiarezza su questi eventi negativi e si predispongano pure sussidi riparatori per i casi più gravi, per i torti e gli abusi subiti, non si commettano altre ingiustizie e non si provochino sofferenze per egoismo o paure ingiustificate. Il male che ci uccide è il nostro egoismo. Più apriamo mente e cuore alla fraternità, più noi poniamo le basi per la nascita di un mondo migliore. Se il nostro Paese si impegna a prendere sul serio il suo motto “Uno per tutti e tutti per uno”, estenderà al mondo intero la sua esperienza di fraternità. Nella pienezza dalla vita “Dio sarà tutto in tutti” (1 Corinti 15,28). Più noi ci radichiamo nell’amore e più percepiamo che la nostra vita realizza una fraternità universale che è per tutti chiave di felicità. Questo auspichiamo possa avvenire proprio nella fedeltà autentica alla nostra identità civile, sociale, culturale e religiosa. A nome dei vescovi svizzeri: Mons. Pier Giacomo Grampa, Vescovo emerito di Lugano

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CRONACA PARROCCHIALE

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CRONACA PARROCCHIALE Dei mesi scorsi scegliamo gli eventi più significativi per una breve carrellata di vita parrocchiale. Giusto per ricordare e per ringraziare. Infatti, ogni momento di vita della Comunità è un dono sempre grande che abbisogna dell’apporto di tutti per essere organizzato, vissuto e coltivato perché porti buon frutto. 

Domenica 9 marzo: la consegna della Bibbia ai bambini della Prima Comunione.

Mercoledì 12 marzo: i bambini della Prima Comunione si riuniscono per una Catechesi sul senso della Quaresima e per il rito delle Ceneri.

Martedì 11 marzo: Primo incontro vicariale di Quaresima al Centro Sacra Famiglia sul tema “Aggiungi un posto a tavola”. Riflessioni sul drappo quaresimale e forte testimonianza di vita di Jean Pierre e Marisa, famiglia affidataria.

Domenica 16 marzo: consegna del Vangelo ai ragazzi e alla ragazze cresimandi e pranzo Comunitario di Quaresima al Centro Sant’Antonio.

Martedì 25 marzo: Secondo incontro vicariale di Quaresima all’Oratorio San Giovanni Bosco di Tenero sul tema “Il mio vestito mi chiama a riflettere” con l’animatrice di Sacrificio quaresimale signora Daria Lepori.

Martedì 1° aprile: Terza serata vicariale di Quaresima. Sacra rappresentazione nella chiesa di Quartino: “Testimoni oculari”, un classico del teatro sacro di Angelo Franchini.

Sabato 5 aprile: Sacra rappresentazione in Collegiata con la partecipazione del Gruppo teatrale della Parrocchia del Sacro Cuore di Bellinzona. È stata rappresentata la “parabola del Padre misericordioso” (o del “figlio prodigo”) così come potrebbe essere riformulata ai giorni nostri.

Martedì 8 aprile: Quarta serata vicariale. Tema: “La gioia del Vangelo”, la missionarietà della Chiesa nella “Evangelii Gaudium” di papa Francesco, presentato da don Italo Molinaro.

dal 13 al 20 aprile: La Comunità parrocchiale cammina verso la Pasqua!

dal 21 al 26 aprile: Splendido pellegrinaggio parrocchiale in Polonia sulle orme di San Giovanni Paolo II, papa.

Domenica 4 maggio: S. Messa di Prima Comunione alla Sacra Famiglia.

Domenica 11 maggio: S. Messa di Prima Comunione in Collegiata Sant’Antonio. 25


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CRONACA PAROCCHIALE

Domenica 18 maggio: S. Messa di Prima Comunione nella chiesa del Collegio Sant’Eugenio.

Mercoledì 30 aprile: Assemblea parrocchiale ordinaria al Centro Sant’Antonio.

Nel mese di maggio: S. Rosario in diverse famiglie e in particolare tre momenti intensi di preghiera per tutta la Comunità in Collegiata, in Chiesa Sacra Famiglia e in Chiesa S. Maria Assunta.

Mercoledì 28 maggio: Pellegrinaggio dei Cresimandi al Santuario della Madonna del Sasso.

Sabato 31 maggio: Processione votiva dei Locarnesi al Santuario della Madonna del Sasso. Particolarmente numerosi quest’anno i pellegrini e molto raccolta, sentita e partecipata la Santa Messa in Santuario. Vi abbiamo ricordato in modo speciale Gianfranco Perazzi. Grazie a tutti!

Sabato 7 giugno: Veglia di Pentecoste in Collegiata. È sempre una vera gioia e rivelazione questo tempo prolungato e vissuto nell’invocazione dello Spirito Santo.

Lunedì 9 giugno: Pellegrinaggio diocesano a Sachseln presieduto da S.E. Mons. Valerio Lazzeri. Una cinquantina i partecipanti dalla nostra Parrocchia che si sono aggiunti agli altri 800 pellegrini di altre Comunità parrocchiali della Diocesi.

Domenica 15 giugno: Dopo la Santa Messa delle 10.30, in Piazza Sant’Antonio il Gruppo famiglie della Parrocchia ha offerto un ricco aperitivo per segnare la fine dell’anno pastorale.

Giovedì 19 giugno: dopo le SS. Quarant’Ore in Chiesa Nuova, celebrazione della Solennità del Corpus Domini. Alla S. Messa delle ore 20.00 è seguita la Processione eucaristica che quest’anno ha legato le tre Parrocchie cittadine – SS. Antonio abate e Vittore martire, San Francesco e San Giovanni Battista -, ha attraversato tutta via Vallemaggia e si è conclusa sul sagrato della Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Solduno.

1° agosto: Festa nazionale. Celebrazione della S. Messa nella cappella di Colmanicchio. Il tempo instabile non ci ha permesso di pregare e ringraziare il Signore alla Croce di Cardada. È stato comunque un momento di preghiera, nel ricordo del natale della Patria, ben frequentato e vissuto. Un “Grazie!” speciale al signor Francesco Segrada, sempre solerte nell’organizzare questi eventi, e a tutti i suoi collaboratori.

Domenica 10 agosto: Culto ecumenico. Anche quest’anno, nell’ambito della 67ma edizione del Festival del Film, è stato ben partecipato e seguito il Culto ecumenico, celebrato nella bella Chiesa di Santa Maria Assunta in via Cittadella e giunto al suo 25° anniversario! Apprezzata, tra l’altro, la bella Omelia del Pastore della Chiesa Battista Angelo Reginato sul capito quindicesimo del Vangelo di Luca.

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ALCUNI FLASH FOTOGRAFICI

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La "cena dell'agnello" coi bambini della Prima Comunione.

La "Via Crucis" animata dai Cresimandi coi loro trasparenti.

Pellegrinaggio parrocchiale in Polonia. La sosta a Wadowice.

Pellegrinaggio diocesano a Sachseln con gli 800 pellegrini.

La Prima Comunione in Collegiata: Alex Bonsignore, Andrea Caroni, Gaia Frey, Natan Frigerio, William Nicoletti, Rebecca Petruccelli, Lara Ribeiro Rodrigues, Veronica Ortani, Uriel Prioni, Shamiran Quarta, Sabrina Monteiro, Athos Romerio, Venus Iten, Elisa Natali, Davide Cuevas.

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ALCUNI FLASH FOTOGRAFICI

La Prima Comunione alla Sacra Famiglia: Payel Bozzoli, Josip Cvitkusic, André Donnelly, Martina Miraglia, Anto Mutapcic, Valeria Plati, Sofia Ribeiro Marques, Rita Tornincasa, Nicole Postizzi.

Anche quest’anno i nostri bambini/e di S. Antonio e della Sacra Famiglia hanno devoluto i loro risparmi, raccolti durante il periodo quaresimale, circa 700 fr., a un ente benefico, il “Caipi Club”: Cooperazione Amicizia Interculturalità Progettualità Interazione. Pubblichiamo più avanti la risposta e il ringraziamento del “Caipi Club”.

La Prima Comunione a Sant'Eugenio: Rebecca Avanti, Aline Bianda, Elena Bonacina, Jeremy Bossi, Sebastian Branca, Leonardo Correia, Davide Ganna, Luca Gomes, Dina Fulisano, Kristian Juric, Federico Juric, Noah Kayar, Kevin Machado, Gianluca Madeira, Alessandra Monti, Elia Mühlethaler, Arianna Peralta, Claudia Pedrolini, Asia Regazzi, Nora Scalzi, Filipe Serra, Ayni Yacelga.

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VITA DELLA COMUNITÀ

“ESTATE ORATORIO”: GRAZIE A TUTTI PER QUESTA ESPERIENZA INDIMENTICABILE!

Anche quest’anno, per tutto il mese di luglio, si è tenuto l’Oratorio estivo al Centro Sacra Famiglia. Giunto ormai alla sua settima edizione la proposta continua a riscuotere un notevole successo e a rispondere alle esigenze delle famiglie coinvolte. “Benvenuti – Oratorio estivo”: questa la scritta che ha capeggiato sopra l’entrata del Centro. • 50 bambini e bambine iscritti. • 6 ragazzi e ragazze, cresimati e cresimandi, che hanno messo a frutto il loro impegno e testimonianza nella Chiesa attraverso il servizio come aiuto-animatori. • 15 adulti responsabili dell’OE: le tre Suore del Centro, due Vicari della Parrocchia, un Diacono, un seminarista, due giovani adulti, tre cuoche, e tre mamme sempre disponibili per vari servizi… • altri genitori e adulti che si sono alternati nella presenza e nell’aiuto. • 4 le uscite programmate e realizzate: al Seminario San Carlo di Lugano, a Cevio, al Santuario della Madonna del Sasso e la visita al Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane scalze. • innumerevoli giochi di squadra o quelli lasciati alla creatività dei singoli. • il tema di fondo che ha guidato tutto lo svolgimento dell’Estate Oratorio: “il piano terra – la casa”. Il tema, spiegato e meditato sapientemente di giorno in giorno da don Lukasz, ha dato modo di pensare e di vivere la ricchezza della realtà, della casa, della famiglia in particolare, nella prospettiva cristiana. Dio si è fatto uomo e ha vissuto al “piano-terra”, è nato in una famiglia e ha vissuto la casa… elevando e santificando con la sua presenza, la sua parola e la sua opera tutta l’attività e gli ambienti del vivere umano. Un mese intenso, ricco di impegni per bambini e adulti, genuino, vivace e quindi divertente. Ha dato modo ai bambini di vivere parte della vacanza estiva gustando la ricchezza che scaturisce dal dialogo, dall’aiuto scambievole, dal gioco di squadra, dal vivere il Gruppo, dalla Comunione fraterna, quando sono radicati nell’Amicizia con Cristo. Grazie a tutti allora per aver contribuito anche quest’anno allo splendido evento. All’anno prossimo con nuove idee, progetti e voglia di “costruire e camminare insieme”. 30


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MOMENTI DI VITA ALL’ORATORIO ESTIVO…

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VITA DELLA COMUNITÀ

C’È CHI PARTE E C’È CHI ARRIVA! In una Comunità come la nostra, di tanto in tanto, dobbiamo aspettarci dei cambiamenti. Lo sappiamo: i giovani Sacerdoti che giungono in Parrocchia, dopo qualche anno di servizio (la Comunità di Locarno è davvero un buon inizio per l’apprendimento pastorale), possono essere chiamati altrove, secondo le indicazioni del Vescovo. Quest’anno, come già annunciato lo scorso mese di giugno, sarà don Andrea Gentili a lasciarci. Don Andrea che nei suoi cinque anni di ministero in mezzo a noi abbiamo avuto modo di conoscere, di apprezzare e di stimare molto, intrecciando con lui un bel dialogo, colmo di cristiana e fraterna amicizia, ci lascerà per una “missione” in Romania. I responsabili del Cammino neo-catecumenale, esperienza ecclesiale a cui lui partecipa e nella quale ha maturato la sua vocazione cristiana e presbiterale, hanno chiesto e ottenuto dal nostro Vescovo Valerio la disponibilità a lasciar partire don Andrea perché possa assumersi, per un certo numero di anni, l’incarico di Rettore del Seminario “Redemptoris Mater” a Satu Mare, al nord ovest della Romania, al confine con l’Ungheria, seguendo e incrementando la formazione al presbiterato di un gruppo di giovani seminaristi del Cammino. Prenderà il suo posto quale Vicario della Parrocchia di Sant’Antonio, residente al Centro Sacra Famiglia, l’attuale Diacono Filippo Arcari che in parte già conosciamo perché da qualche mese è in mezzo a noi, seppur dedito a concludere i suoi studi teologici. Il Diacono Filippo sarà ordinato Presbitero sabato 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi.

Romania: in giallo, il Distretto di Satu Mare.

La Domenica 5 ottobre, alla Chiesa Sacra Famiglia, durante la Santa Messa saluteremo e ringrazieremo ufficialmente don Andrea Gentili che nei giorni seguenti partirà per la “nuova missione”. La Domenica 12 ottobre, invece, don Filippo celebrerà la sua prima S. Eucaristia nella Collegiata di Locarno. Daremo comunque a tempo opportuno tutte le informazioni necessarie riguardanti l’ordinazione sacerdotale e la prima S. Messa a Locarno di don Filippo e il saluto a don Andrea.

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VITA DELLA COMUNITÀ

CAMMINIAMO INSIEME

Un’altra imminente partenza dalla nostra Comunità, si tratta di Suor Alba Redulla. Dopo quattro anni di vita e prezioso servizio in mezzo a noi, alla Chiesa e Centro Sacra Famiglia, è stata chiamata ad un altro incarico presso l’Asilo nido di Chiasso (“Casa Sorriso”), sempre gestito dalla Comunità delle Suore di Santa Maria di Leuca. Saluteremo e ringrazieremo Suor Alba domenica 31 agosto, nel contesto della Festa del Quartiere della Sacra Famiglia, durante la Santa Messa delle ore 10.30. A Suor Alba che sempre si è prodigata in diversi modi per il bene e la crescita della Comunità parrocchiale e dei giovani in particolare, vada già sin d’ora tutta la nostra fraterna e sentita riconoscenza. “Grazie Suor Alba per la sua testimonianza di fede: che il Signore l’accompagni e l’assista nel suo nuovo compito. Anche noi la ricorderemo sempre con affetto e gratitudine.” A Suor Alba succederà Suor Cleofe Panaga. Da trentaquattro anni educatrice a Casa Sorriso di Chiasso, Suor Cleofe è già tra noi, mandata dalla sua Superiora a occupare il posto di Suor Alba. Benvenuta nella Parrocchia di Locarno! Auguriamo già sin d’ora alla cara Sorella che possa, assieme alle sue consorelle, essere testimonianza viva della presenza del Signore nel Quartiere Nuovo in particolare e in tutta la Comunità parrocchiale. Accoglieremo ufficialmente Suor Cleofe, sempre domenica 31 agosto, alla S. Messa delle ore 10.30 alla Sacra Famiglia.  Suor Alba ha voluto lasciare un saluto e un pensiero all’indirizzo della Comunità:

UNA BELLA ESPERIENZA VISSUTA A LOCARNO Dopo quattro anni vissuti con voi, rinnovo il mio “Sì” entusiasta e “ricco di sogni” per continuare a vivere l’affascinante sequela di Gesù in un’altra cittadina del Ticino, Chiasso. Volgendo lo sguardo e l’attenzione a questi quattro anni non posso non esprimere il mio grazie a voi tutti. Sono tanti i motivi di gratitudine: la squisita accoglienza, la cordialità dei rapporti, la ricchezza dei momenti condivisi, la discreta generosità, … il mio “grazie” si estende a tutti! Non è facile lasciare questa bella Parrocchia ma l’obbedienza è l’ultima testimonianza, l’ultimo regalo che una Suora può donare “lasciando” il suo posto per una nuova destinazione. Vi porterò con me nel pensiero e nelle mie preghiere. Vi ringrazio del bene che mi avete voluto in questi anni. Un abbraccio a tutti e a ciascuno. Pregate per me. Suor Alba Redulla delle Figlie di S. Maria di Leuca

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CAMMINIAMO INSIEME

AGENDA PARROCCHIALE

ALCUNI APPUNTAMENTI DA ANNOTARE Sabato 30 e Domenica 31 agosto: FESTA DEL QUARTIERE SACRA FAMIGLIA. E COMMIATO DA SUOR ALBA REDULLA che termina il suo servizio a Locarno. Lunedì 1° settembre: 20.00 in Collegiata, PAROLA DI VITA DEL MESE DI SETTEMBRE E PREGHIERA PER LA PACE. Domenica 6 settembre: 10.30 in Collegiata e alla Sacra Famiglia, S. MESSA PER GLI SCOLARI, GLI INSEGNANTI E TUTTE LE FAMIGLIE all’inizio dell’anno scolastico. 

Sabato 20 settembre: RADUNO DEL TAMARO CON MONS. VESCOVO per i giovani e le famiglie.

Domenica 21 settembre: FESTA DELL’AMICIZIA E DELLE FAMIGLIE AL BOSCO DELLA BOLLA GRANDE (quartiere Sacra Famiglia) INIZIO DELL’ANNO PASTORALE. Mercoledì 24 settembre: 20.00 in Chiesa Sacra Famiglia, PREGHIERA MENSILE PER GLI SPOSI E I FIDANZATI promossa dal Vicariato del Locarnese. Mercoledì 1° ottobre: 20.15 ASSEMBLEA PASTORALE PARROCCHIALE Giovedì 2 ottobre: 20.30 al Centro Sant’Antonio, PAROLA DI VITA DEL MESE DI OTTOBRE. Sabato 4 ottobre: a Lugano, ORDINAZIONE PRESBITERALE. Domenica 5 ottobre: 10.30 in Chiesa Sacra Famiglia, S. MESSA PRESIEDUTA DA DON ANDREA GENTILI che prende commiato dalla Comunità parrocchiale per assumere un nuovo servizio pastorale. Domenica 12 ottobre: 10.30 in Collegiata, PRIMA SANTA MESSA DI DON FILIPPO ARCARI, nuovo Vicario della nostra Parrocchia, Domenica 19 ottobre: GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE. Le offerte alle SS. Messe sono raccolte a favore dell’Evangelizzazione dei Popoli. Domenica 19 ottobre: PRIMO INCONTRO POST-MATRIMONIALE ALLA SACRA FAMIGLIA, promosso dal Vicariato del Locarnese. Mercoledì 29 ottobre: 20.00 in Chiesa Sacra Famiglia, PREGHIERA MENSILE PER GLI SPOSI E I FIDANZATI promossa dal Vicariato del Locarnese. Lunedì 3 novembre: 20.00 in Collegiata, PAROLA DI VITA DEL MESE DI NOVEMBRE E PREGHIERA PER LA PACE. 38


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INVITO DEL CORO

CAMMINIAMO INSIEME Invito del Coro “Unione Armonia”

Settembre è vicino e il Coro Unione Armonia incomincia un nuovo anno canoro. La ripresa dell’attività dopo la pausa estiva è prevista con la

prima prova dell’anno giovedì 4 settembre alle ore 20.15 presso il Centro Parrocchiale S. Antonio Perché non ci provi anche tu? Si tratta di vivere una serata con noi per conoscere, ascoltare e decidere! Ne vale davvero la pena!

Aspettiamo sempre nuove voci per condividere il piacere di cantare. 39


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CAMMINIAMO INSIEME

VITA DELLA COMUNITÀ

C’È BISOGNO DI TE! Sono in molti a domandarsi: “Ma cosa fa un prete tutto il giorno?” Infatti, sembra che il prete – sarebbe più giusto chiamarlo “presbitero” (che vuol dire anziano) – lavori soltanto la domenica quando celebra la Santa Messa per tutta la Comunità. Ebbene, carissimi, per tentare di aiutarvi a scoprire la missione e gli impegni del presbitero in una Parrocchia, prendo ad esempio la vita di famiglia. 1) Chi sono il papà e la mamma? Sono persone di riferimento essenziali per la crescita dei figli e per tante persone che ruotano attorno al nucleo famigliare. Grazie a loro i figli sono educati a vivere bene, animati da una testimonianza irrinunciabile che è quella della Comunione di amore e di vita. 2) I momenti importanti della vita di famiglia. Alcuni sono indispensabili. Per esempio: il ritrovo quotidiano attorno alla tavola per i pasti; il tempo della ricreazione; il periodo delle vacanze; l’incontro per decisioni importanti da prendere insieme o per momenti celebrativi diversi. Ci metterei pure, ricordandolo comunque, il tempo della preghiera famigliare. 3) La famiglia è aperta sull’intera Società. Non solo perché papà e mamma e pure i figli vivono a stretto contatto con altre famiglie o comunità di persone e in ambiti diversi (Quartiere, Lavoro, Scuola, Luoghi ricreativi e sportivi, la Parrocchia e altre istanze educative in strutture varie…) ma anche per il fatto che la famiglia è chiamata ad aprirsi alla Società a esserne cellula vitale, propositiva e costruttiva. 1) Il presbitero è chiamato, come pastore della Comunità che gli è affidata, a essere punto di riferimento, segno vivo di unità per tutti e, con la parola e le opere, testimonianza di Carità, annuncio di Vangelo. Il suo primo compito è quindi quello di vivere una costante vita nello Spirito, una Comunione profonda con il Signore Gesù, attraverso la preghiera personale d’intercessione per sè e per i suoi fratelli, l’ascolto continuo della Parola, lo studio e la vita di Comunione con i suoi confratelli presbiteri, vita in grado di consentirgli, sull’esempio del Buon Pastore, di guidare tutta la sua Comunità nel cammino della fede, verso la Vita eterna. 2) Il presbitero è chiamato con l’annuncio della Parola e con i Sacramenti a santificare i fratelli e le sorelle che gli sono affidati. Tutto questo suo servizio (ministero) è racchiuso soprattutto nella realtà della santa Liturgia che il prete celebra quotidianamente, soprattutto la Domenica, il Giorno del Signore. Ascolto della Parola e celebrazione dei Sacramenti sono fonte e culmine della vita di una Comunità parrocchiale, Famiglia di famiglie. Parola e Sacramenti sono indispensabili e privilegiati mezzi d’incontro con il Signore Gesù, nutrimento fondamentale per la crescita nell’amicizia con Cristo e nella fraternità cristiana. 40


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VITA DELLA COMUNITÀ

CAMMINIAMO INSIEME

3) Il presbitero è chiamato a vivere, caratteristica irrinunciabile del suo sacerdozio, una continua tensione missionaria. L’annuncio di Cristo non deve essere relegato alla sfera privata, in chiesa e in sacrestia, ma è annuncio per tutti e dovunque, perché tutti i fratelli e le sorelle, tutti gli uomini e le donne di buona volontà, tutti!, credenti e non, sono destinatari del Vangelo. Ecco allora il senso delle molte attività che il presbitero propone nella e per la sua Comunità. È la fede che si fa opera, testimonianza tangibile. A ogni compito del presbitero corrispondono quindi tempi, momenti, incontri, preparazioni, celebrazioni, verifiche, aggiornamenti, studio… Proprio come succede nella vita di una famiglia. E questo sull’arco di tutta una giornata, per tutta la settimana, non solo la domenica. Anzi: la preparazione della domenica, per il coscienzioso presbitero, comincia già il lunedì. Il presbitero è chiamato dalla Chiesa, nella grazia del Signore, a servire la sua Comunità esercitando così il Sacerdozio ministeriale ricevuto nel Sacramento dell’Ordine, realizzandolo in Comunione con il suo Vescovo e nella sua Parrocchia in Comunione con tutti coloro che il Vescovo gli ha affidato. Ma per il Sacerdozio comune o battesimale, ricevuto dai cristiani nel Sacramento del Battesimo, tutti i membri della Comunità sono chiamati a collaborare con il presbitero e a sentirsi corresponsabili della vita della Comunità, della vita della Chiesa, ciascuno secondo la propria vocazione.

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CAMMINIAMO INSIEME

VITA DELLA COMUNITÀ

C’È QUINDI BISOGNO DI TE! Anzitutto è necessario crescere nella fede, prepararsi e formarsi bene. Ecco il senso dell’ascolto della Parola, degli insegnamenti e delle Catechesi proposte durante l’anno, nei Tempi forti ma anche negli inviti alla formazione, settimanali o mensili. Le catechesi, inoltre, sono indirizzate a tutte le età: bambini, ragazzi, giovani e adulti! È necessario ritagliarsi il tempo per colmare la nostra ignoranza nella fede e per crescere nella conoscenza del Signore e della Chiesa. Poi la Comunità ha devvero bisogno di te: -

Come CATECHISTA, capace di introdurre alla fede i bambini e i ragazzi.

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Come ANIMATORE NELLA LITURGIA (lettore, cantore, …).

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Come ANIMATORE di un gruppo di bambini o di ragazzi nel dopo Prima Comunione o nel dopo Cresima.

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Come RESPONSABILE del Piccolo Coro della Collegiata o della Sacra Famiglia.

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Come SERVIZIO al Gruppo Anziani o alle persone sole o malate della Comunità (visita agli anziani, ai malati, ministri straordinari dell’Eucaristia).

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Come ANIMATORE del Gruppo Famiglie o del Corso per fidanzati.

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Come fratelli e sorelle capaci di ACCOGLIERE in ogni momento i nuovi arrivi nella Parrocchia.

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Come ORGANIZZATORE dei vari incontri o proposte della Comunità (pellegrinaggi, uscite della parrocchia, momenti ricreativi…).

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Come OPERATORE disposto a mantenere puliti e in ordine i Centri della Parrocchia.

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Come aiuto REDATTORE del bollettino parrocchiale o di altre possibili pubblicazioni.

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Come animatore in un GRUPPO MISSIONARIO, di CARITAS o della Comunità FEDE E LUCE

-

………………

Non mancano quindi modi e possibilità diverse per sentirsi ancor più partecipi della vita della Comunità, per renderla più bella e accogliente, espressione sempre più tangibile della presenza e dell’Amore di Cristo. La mia proposta è proprio quella di invitarvi a entrare nel vivo della Comunità parrocchiale. Se qualcuno avesse intenzione di mettere a disposizioni i suoi talenti, per l’uno o per l’altro servizio è pregato di annunciarsi al Parroco della Comunità. Potremo così incontrarci e dialogare per anzitutto conoscerci e per capire meglio le esigenze della Parrocchia e possibilità di ciascuno. 42


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CAMMINIAMO INSIEME

ASSEMBLEA

Tutti sono invitati all’Assemblea pastorale parrocchiale fissata per mercoledì 1° ottobre 2014 Centro parrocchiale sant’Antonio dalle 20.15 alle 22.00

Il bollettino parrocchiale è consultabile anche sul sito della parrocchia all’indirizzo www.parrocchialocarno.ch all’interno del quale potrete trovare altre informazioni utili.

CAMBIAMENTI D'INDIRIZZO Per favorire un'aggiornata gestione dell'indirizzario del bollettino parrocchiale, le famiglie che desiderano ancora ricevere "Camminiamo insieme" al nuovo indirizzo sono pregate di darne rapido avviso alla Parrocchia di Locarno. Chi si fosse appena trasferito a Locarno e desiderasse ricevere il bollettino parrocchiale potrà annunciarsi presso la casa parrocchiale (tel. no 091 751 38 53)

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CAMMINIAMO INSIEME

IL DOPO-PRIMA COMUNIONE

Per permettere ai nostri bambine e bambine che hanno fatto la Prima Comunione (e anche ad altri bambini/e che lo desiderassero) di non interrompere il loro cammino di crescita nella fede, ma di rimanere uniti alla Comunità parrocchiale abbiamo pensato di proporre tre possibili attività, alle quali potranno iscriversi ritornando il tagliando con la loro scelta, in Casa parrocchiale, vicolo Collegiata 5, 6600 Locarno.

!

Desidero iscrivermi e/o ricevere informazioni sul ☐ COLLEGIATA

PICCOLO CORO

☐ SACRA FAMIGLIA

Nome e Cognome: Via:

Nr tel.:

Firma dei Genitori:

!

Desidero iscrivermi e/o ricevere informazioni sul ☐ COLLEGIATA

GRUPPO CHIRICHETTI

☐ SACRA FAMIGLIA

Nome e Cognome: Via:

Nr tel.:

Firma dei Genitori:

!

Desidero iscrivermi e/o informazioni sull’attività del MERCOLEDÌ ☐ CENTRO SANT’ANTONIO

DEI BAMBINI

☐ CENTRO SACRA FAMIGLIA

Nome e Cognome: Via: Firma dei Genitori:

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Nr tel.:


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UN CARO RICORDO

CAMMINIAMO INSIEME

SEI SEMPRE CON NOI! Un particolare pensiero e ricordo lo vogliamo riservare a Gianfranco che lo scorso 16 aprile è nato al Cielo dopo un breve periodo di malattia. Gli abbiamo dato l’ultimo saluto terreno il sabato 19 aprile nella “sua” Collegiata: c’erano tutti! Tutta la sua Locarno e tutti noi che con lui abbiamo camminato per tanti anni come Comunità cristiana, uniti nell’amicizia e nell’unica fede. Desidero riproporre l’omelia pronunciata quel Sabato Santo. È un parziale riassunto di ciò che è stato per noi questo uomo, questo fratello e questo amico carissimo.

È tornato anche per Gian Franco il “padrone” della parabola, il Signore della Vita. Mercoledì scorso, attorniato dall’affetto e dalla compagnia dei suoi cari, carico di anni, questo nostro fratello è stato chiamato a rimettere tutta la sua esistenza nelle mani di Colui che ottantun anni fa gliel’aveva donata attraverso i suoi cari genitori, mamma Claudina Anna e papà Giovanni Battista. Tutti, di questa nuova vita hanno gioito: i suoi cari anzitutto, attorno ai quali oggi desideriamo stringerci, condividendo il dolore per il vuoto che Gian Franco ha lasciato nei loro cuori e nella loro famiglia. Ma anche tutti noi abbiamo gioito della presenza e dell’opera di Gian Franco che abbiamo incontrato in modi e tempi diversi, da subito stimandolo e volendogli bene. Un bene che scaturiva quasi naturalmente come risposta al suo bene che egli sapeva seminare attorno a sé, con la sua fedele e attiva presenza, col quel suo sorriso discreto, inconfondibile e amico che qualche volta fioriva nella sua tipica, allegra risata. Di talenti Gian Franco ne ha ricevuti molti, e lui, sapientemente, non senza fatiche e sacrifici, li ha saputi “trafficare” cercando di operare positivamente, in ogni situazione, suscitando iniziative, fermenti di vita, passione per la vita stessa, cercando soluzioni e consensi capaci di costruire qualcosa di bello per tutti. La vostra presenza a questo momento di commiato, carissimi, è il segno evidente delle sue non comuni capacità e della profonda traccia che egli ha lasciato nei nostri cuori, nella nostra memoria e nella vita concreta di ogni giorno. Non è cosa facile pensare a tutto quanto questo fratello ha fatto nell’arco della sua vita, perché innumerevoli, palesi e nascosti, sono stati i segni del suo “servire”. Ma più ancora è difficile esprimere con compiutezza cosa egli abbia significato per la vita di ciascuno di noi, della nostra Città e di questa Comunità Cristiana da lui appassionatamente servita fino a un anno fa, quale primo Presidente del Consiglio parrocchiale istituito nel lontano 1992. Mi piace comunque pensare con voi che Gian Franco, con la semplicità che lo contraddistingueva, avrà ridonato la sua vita al Padre, carica di frutti, i frutti della fede che lui viveva in modo schietto, essenziale, sentendosi dire al pari dei primi due servi della parabola: “Bene, servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo Signore.” 45


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CAMMINIAMO INSIEME

UN CARO RICORDO

La vita, carissimi, è essa stessa un dono, un talento straordinario che al pari del fratello Gian Franco, tutti noi abbiamo ricevuto. Il Signore ce l’ha consegnata affinché, nella potenza dello Spirito che Egli stesso ha riversato nei nostri Cuori il giorno del nostro Battesimo, potesse farsi dono gratuito, instancabile, senza pretese e condizioni, fedele e gioioso, al servizio e per amore di quella porzione di Umanità affidata alle nostre cure. Donare la vita gratuitamente, non è cosa semplice, soprattutto oggi! Ma è il giusto modo per viverla davvero anche se questo comporta rischi e sofferenze. Ben ce lo ricorda il nostro Signore Gesù in questi giorni santi! Ma è dal morire a noi stessi, al nostro orgoglio, alla nostra superbia, alla nostra pusillanimità di fronte al bene da compiere, che noi, come Gian Franco, possiamo rendere grazie al Signore della vita e della Storia e alla fine del nostro breve o lungo percorso “entrare con gioia nella Gioia del Signore” con tutti i fratelli e le sorelle che abbiamo servito e coi quali abbiamo condiviso questa Giornata terrena. Grazie Gian Franco per il dono che hai saputo fare di te stesso a tutti noi, nei diversi ambiti della Città e della Chiesa. Lo hai fatto con animo appassionato, non lesinando le tue forze, anche quando la sofferenza ti ha molto provato, ispirato, animato e sorretto dall’ideale evangelico che hai respirato fin dalla giovinezza. Resterai per noi un riferimento e un esempio. Ma tu continua a farci compagnia, a seguirci, ad aiutarci nella novità di vita che ora vivi nel Signore risorto. Continua ad accompagnarci con il tuo inconfondibile “Tranquilli! Ci penso io!” che si tradurrà in un’intercessione continua presso il Signore a cui va tutto il nostro Grazie per averti donato a noi! Ai famigliari, ai parenti, agli amici di Gian Franco, anche a nome dei fratelli presbiteri presenti, e a nome di tutta la Comunità parrocchiale, formulo le più vive e sincere condoglianze, cariche della Speranza cristiana che non delude.

UN’INIZIATIVA IN MEMORIA DI GIANFRANCO È sempre aperta la sottoscrizione per la fondazione di un Legato in memoria di Gianfranco Perazzi come segno di affetto a riconoscenza a questo nostro caro fratello. Con il “Legato” si intende far celebrare ogni anno, per venticinque anni, una S. Messa il giorno della nascita al Cielo del fratello che si desidera ricordare nella preghiera. L’offerta globale per “accendere il Legato” è di fr. 1'000.-Abbiamo già raggiunto la somma di frs. 730.--. Chi volesse ancora contribuire è pregato di rivolgersi al Parroco don Carmelo Andreatta, in Casa parrocchiale.

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CONTO ECONOMICO

CAMMINIAMO INSIEME

Di seguito pubblichiamo i conti consuntivi della Parrocchia per l’anno 2013 che chiudono con una perdita d’esercizio di frs. 372,32 e che sono stati approvati dall’Assemblea parrocchiale ordinaria tenutasi lo scorso 30 aprile 2014 al Centro parrocchiale Sant’Antonio. CONTO D’ESERCIZIO 2013

ENTRATE

Offerte domenicali Offerte manuali Offerte per opere parrocchiali Lumini e bussole Obolo di S. Antonio Azione mattone Rimborsi di Enti Interessi sui Prestiti Interessi attivi Spese di culto Sacerdoti e collaboratori Attività parrocchiali Gestione casa parr. e spese Collegiata Amministrazione Assicurazioni Pulmino Bollettino parrocchiale Centro S. Antonio Centro Sacra Famiglia

41'532.05 19'190.65 35'867.00 53'276.50 27'643.80 0.00 387'138.61 4'486.80 143.01

Perdita d’esercizio

Diverse offerte domenicali spedite alla Curia Sacrificio quaresimale

640'725.42 372.32 641'097.74

USCITE

6'883.10 378'558.40 26'557.45 37'731.45 17'960.50 22'274.30 3'348.65 19'917.50 31'408.30 96'458.09 641'097.74 641'097.74 10'700.00 10'000.00

Carissimi parrocchiani, come ben potete costatare da questa semplice tabella, anche per l’anno 2013 abbiamo davvero cercato di contenere le spese a tal punto da chiudere il conto d’esercizio con un leggero disavanzo. Vi assicuriamo che, nonostante la diminuzione delle entrate, continueremo a vigilare affinché la Parrocchia possa proseguire la sua vita e la sua opera senza gravi preoccupazioni finanziarie. Resta il fatto che siete voi, coi vostri generosi contributi, il pilastro principale su cui poggia la solidità dell’economia parrocchiale. Grazie, dunque! Di vero cuore! L’invito è comunque sempre quello di sostenere la nostra/vostra Comunità perché possa continuare nel tempo la sua preziosa opera di fede, educativa e di solidarietà verso tutti. Il Consiglio parrocchiale 47


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G.A.B. 6600 Locarno Ritorni: Parrocchia S. Antonio 6600 LOCARNO

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Bollettino n 2 2014 stampa  

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