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INFORMA DIOCESI TNA

10 aprile 2013

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FOGLIO DI INFORMAZIONE DELLA DIOCESI DI TERNI NARNI AMELIA

PAPA FRANCESCO E LA NUOVA CONCENZIONE DEL PONTIFICATO Jorge Mario Bergoglio è stato eletto 266esimo Papa della Chiesa Cattolica. Bergoglio NEL FOGLIO è nato il 17 dicembre 1936 a Buenos Aires, in Argentina, il primo di cinque figli di una famiglia di origine italiana. È entrato VITA DIOCESANA nella Compagnia di Gesù nel 1958, a 22 anni e ha studiato chimica, oltre a Celebrazioni della Pasqua filosofia e teologia. Parla bene Pasqua del Lavoratore l’italiano, oltre allo spagnolo e al Festa con la Confartigianato tedesco. È stato ordinato sacerdote Ricordo di Don Pauselli nel 1969, ottenendo nel corso degli ATTUALITA’ anni posizioni importanti nell’ordine Festa diocesana della gesuita, poi nel clero argentino e Famiglia parallelamente in diverse Liturgia e lavoro Congregazioni della Curia romana. Frei Betto a Sangemini Fu nominato arcivescovo di Buenos Amelia città solidale Aires nel 1998 e poi cardinale da DALLE PARROCCHIE Giovanni Paolo II il 21 febbraio 2001. Sambucetole “Una scelta che segna una svolta nella concezione del Pontificato – è stato il Madonna del Ponte commento di mons. Ernesto Vecchi all’elezione di papa Francesco -. Il suo è un porsi Sacro Cuore Eucaristico al servizio del popolo nel quale vede la presenza di Dio. In questa elezione c’è lo Spirito di Dio che ha dato un segnale forte alla Chiesa. Inoltre, la scelta del nome Francesco vuol dire mettere insieme, dopo tanti secoli, la gerarchia con la profezia; Redazione: una sintesi perfetta tra la grandezza e il potere, che Francesco d’Assisi ha sempre Ufficio stampa diocesi di rispettato, vivendo però la sua fede nella profezia e nella libertà dal denaro e dai Terni Narni Amelia piaceri di questo mondo, sempre capace di parlare sia ai potenti che al popolo. Una Piazza Duomo, 9 scelta che fa capire che non è la contrapposizione tra le parti del globo, ma 05100 Terni un’integrazione tra la parte del mondo che possiede i beni e quella che non li ufficiostampa@diocesitna.it possiede, la sola che garantisce un futuro. Un’integrazione globalizzata, per tel. e fax 0744546525 un’umanità che, senza Dio, rischia di frammentarsi – ha aggiunto mons. Vecchi -. Responsabile editoriale Per la prima volta un Papa che si chiama Francesco, che è gesuita e che riconcilia Elisabetta Lomoro all’interno della Chiesa questi carismi che tutti dicevano contrapposti. L’Umbria deve essere orgogliosa della scelta del nome di un Santo di questa terra. C’è da ben sperare perché con il nuovo Papa prevarrà certamente la pastorale sulla diplomazia. Ha messo in evidenza la collegialità della Chiesa insieme al popolo, la preminenza dell’ecclesialità, perché i fedeli vogliono dei pastori che camminino con loro. La sintesi potrebbe essere quella della carità nella verità, cioè l’attenzione ai poveri, al popolo di Dio che confida nel Signore, vivendo al contempo con maggiore snellezza, più spogliati dal superfluo e nella preghiera profonda”. La riflessione del vescovo Vecchi interessa anche l’aspetto d’innovazione nei 50 anni dal Concilio Vaticano II: “Finalmente abbiamo visto che il Concilio Vaticano II è stato portato avanti e con questa nomina è riemersa


l’esigenza della riforma conciliare nella continuità, ossia l’innestarsi nella tradizione per recepire il messaggio di un passaggio epocale, dall’Europa al mondo intero. Segna una rivoluzione e continuità sulla scia del Concilio Vaticano II, ossia nella collegialità, pastoralità, essenzialità e leggerezza della Chiesa per rimanere veramente in Cristo, nella comunione mondiale. La chiesa oggi ha bisogno di essere più leggera, più povera, ma molto più obbediente al Papa e ai Vescovi. Siamo in un momento felice perché al di là di tutti i problemi avuti la Chiesa ha al suo interno la forza di reagire e riprendersi”.

DA UNA TERRA LONTANA PER IL MONDO. LA RIFLESSIONE DI MONS. MARIANO CROCIATA “Con questo Papa tutto il mondo è arrivato a casa nostra; il mondo intero, con le sue periferie, irrompe e ci dice che non è più tempo di tardare, di crogiolarsi. È tempo di svegliarsi”. Monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, legge l’invito del Papa a raggiungere le “periferie”, non solo quelle geografiche ma anche quelle esistenziali. “Le periferie sono luogo di povertà: dovunque c’è povertà, c’è marginalità. In questo, c’è una dimensione strettamente sociale ed economica da considerare, per non evadere verso un facile spiritualismo – spiega mons. Crociata -. E d’altra parte, il binomio periferia-povertà non si esaurisce nemmeno in una dimensione puramente materiale. Perché qui si evidenzia anche la necessità di andare alle radici dei problemi, si vede come la proposta cristiana abbia la capacità di raggiungere tutto l’uomo, di farsi carico dell’uomo in tutta la sua interezza. Quando si è in una condizione di miseria e di lontananza da un’esistenza dignitosa, l’appello della dimensione culturale e spirituale viene più difficilmente avvertito e anche l’annuncio cristiano non può essere accolto adeguatamente. È doveroso, dunque, portare a soluzione i problemi di sopravvivenza, di prima necessità”. “La perifericità non ha solo un carattere economico – aggiunge mons. Crociata - c’è una perifericità spirituale, una perifericità morale, una perifericità appunto esistenziale nel senso della perdita del senso, dell’orientamento, della capacità di relazione. La perifericità di chi si chiude in se stesso. Questa è un’attenzione specifica che noi non dobbiamo perdere di vista, sempre con quello spirito di fede vivo che si apre agli altri, che non si chiude in se stesso, ma che tende a condividere, a portare agli altri quel tesoro che possediamo e che possiamo trasmettere solo se è vivo dentro di noi. Si deve prestare attenzione alla persona e agli ambiti di vita, che comprendono anche la domanda sul senso dell’esistenza, il bisogno di Dio che vive nel fondo del cuore dell’uomo, la capacità o il Mons. Mariiano Crociata bisogno di aprirsi agli altri. Pensiamo alla vita di tante famiglie prese dalle preoccupazioni di ogni giorno che non trovano tempo per fermarsi a parlare, a condividere la quotidianità, i progetti: così la famiglia finisce per perdere l’anima”.

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VITA DIOCESANA

LA GIOIA DELLA RISURREZIONE Le celebrazioni della Pasqua rappresentano il momento centrale della vita della Chiesa, nel ritrovarsi come comunità unita, fraterna e solidale alla mensa del Signore. Così come avviene nella celebrazione della Messa Crismale del mercoledì santo. Il vescovo Ernesto Vecchi ha benedetto gli oli sacri che saranno usati nell’amministrare i sacramenti: l’olio dei catecumeni, l’olio degli infermi e il sacro crisma portati all’altare dai diaconi permanenti. “In questa suggestiva celebrazione, siamo messi in grado di approfondire la comprensione del nostro stesso ministero di cristiani - ha detto mons. Ernesto Vecchi -, percepiamo anzitutto la grandezza e l’enorme


potenzialità del nostro essere cristiani, lungo una duplice prospettiva: quella dell’essere “laici”, cioè appartenenti al “laós”, vale a dire al popolo dei consacrati nel battesimo, e quello del sacerdozio ministeriale, che ci è stato conferito con il sacramento dell’Ordine. In tale prospettiva, si può vedere la dignità e la bellezza della condizione laicale solo se la si coglie nella sua dimensione sacramentale, illuminata dalla parola di Dio. L’unzione dello Spirito Santo, che tutti riceviamo nei sacramenti dell’iniziazione, oltre alla rigenerazione che ci fa creature “nuove”, dà a ciascuno di noi doni particolari per il bene di tutto il corpo ecclesiale”. Altro momento centrale delle celebrazioni pasquali è stata la Veglia pasquale della notte che annuncia la Resurrezione, con la benedizione del fuoco e dell’acqua. “La morte di Cristo è solo un passaggio obbligato per arrivare alla gioia piena della Resurrezione – ha detto il vescovo Vecchi -. Cristo è in mezzo a noi vivo, operante partecipa dei nostri sentimenti, piange con noi, ride con noi, mangia con noi. E’ vivo, e se non lo vediamo è perché la nostra fede è un po’ arrugginita, ma Lui è qui. E’ importante tenere viva questa fede. Oggi si è distratti da molte cose, non appena c’è qualche cosa la gente corre. Ma è qui, in Chiesa, che dobbiamo correre. Ecco perché la liturgia è qualcosa di fondamentale per scoprire la presenza di Gesù. San Paolo ce ne parla con chiarezza: “Noi siamo innestati in Lui, con il Battesimo siamo innestati in Lui, nella morte ma anche nella vita”. Come Lui è morto anche noi moriremo, ma come Lui risorgeremo, sapendo che Cristo risorto dai morti non muore più. Gesù ci ha detto che è venuto a salvarci dal male e dal peccato, che è la causa della morte, che ha vinto il peccato e quindi ha sconfitto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita. Se caliamo questa verità dentro la realtà della nostra vita ci viene presentano il progetto di Dio su di noi. Nel libro della Genesi ci viene ricordata la creazione e come l’uomo sia stato fatto a immagine e somiglianza di Dio. Basta questo punto per metterci di fronte alla realtà della cultura moderna che va dall’altra parte. Dio creò l’uomo e la donna a sua immagine, ad immagine di Dio li creò. Facciamo nuova la nostra immagine con quella di Dio, che “maschio e femmina li creò”. Sono loro che insieme fanno l’immagine di Dio. La distinzione sessuale è un fatto naturale, non culturale. Per questo non si può stravolgere il progetto di Dio che è il matrimonio tra l’uomo e la donna, e non ce ne sono altri. Questo è essenziale. Se non recuperiamo la famiglia capace di accogliere, di non giudicare, di condividere, di camminare insieme ai più deboli e sofferenti. Questo si potrà fare solo se si ha coscienza della verità di Dio sul matrimonio e sulla nostra vita. Il rapporto tra uomo e donna è un rapporto che tocca il mistero stesso della chiesa, ce lo ricorda San Paolo. La famiglia per questo è piccola chiesa come dice il Concilio. Dio ha portato a compimento e contemplato la creazione e si è auto compiaciuto. Ed è quella contemplazione che noi dovremmo recuperare per guardare il mondo come Dio l’ha fatto. Per questo, infine, il settimo giorno lo consacrò e lo benedisse. Tutto nella Pasqua ci ricollega al progetto creativo di Dio. Noi battezzati siamo un capolavoro di Dio quando siamo in grazia di Dio – ha concluso il vescovo Ernesto vecchi -. Bisogna tornare a celebrare la Pasqua settimanale, ossia la domenica, perchè senza la messa è una giornata persa. La salute fisica o guadagnare qualcosa in più non serve se poi perdi l’attimo tuo. La Pasqua ci ricorda i sacramenti dell’iniziazione cristiana, il Battesimo, la Cresima e l’Eucarestia, quelli che fanno nuove tutte le cose. Celebrare la Pasqua vuol dire non cominciare tutto da capo, significa


crescere nello spirito, perché questa nostra società rinsavisca. Oggi ce n’è molto bisogno se non si è capaci neanche di fare un Governo, perché siamo chiusi nei nostri egoismi, individuali e collettivi. Allora i cristiani hanno un ruolo fondamentale, non sono alla frutta sono all’inizio, ma bisogna lasciarci scuotere dalla fede che rigenera a vita nuova”.

ANNIVERSARI DELLE ORDINAZIONI SACERDOTALI Nel corso della celebrazione della messa crismale sono stati menzionati alcuni sacerdoti che nel 2013 ricordano anniversari importanti della loro ordinazione presbiterale: il 60° anniversario di don Filippo Maccaglia (29 giugno); il 50° anniversario di mons. Piergiorgio Brodoloni (29 aprile), di mons. Gianni Colasanti (29 giugno), di mons. Antonio Maniero (7 luglio), di don Samuele Vuillermoz (25 marzo); ed ancora il 25° anniversario di don Adolfo Bettini (21 maggio), mons. Roberto Bizzarri (22 ottobre), don Boguszewski Miroslaw (22 ottobre), padre Giuseppe Renda Ofm (8 ottobre), don Andrea Rowny (28 maggio).

PASQUA ALL’ACCIAIERIA E AL POLO CHIMICO DELLA POLYMER La Pasqua del lavoratore, celebrata con i lavoratori dell'acciaieria e del polo chimico di Terni, è una tradizione che si rinnova nella Settimana Santa. Celebrazioni presiedute dal vescovo Ernesto Vecchi che ha posto l'accento sulla crisi economica che sta investendo l'Europa e il mondo: "Non possiamo eludere il problema che sta alla base della grande crisi scoppiata improvvisamente qualche anno fa e prodotta dal così detto «buco del secolo», causato da una congiuntura economica sfavorevole, ma anche dai metodi spregiudicati della «Scuola di Chicago» (fucina del pensiero economico), che ha influenzato anche le «governance» degli stati più potenti del mondo. Nell’illusione che a tutti ne venisse qualche vantaggio, la crescita era diventata - nella percezione della politica e della cultura - l’unica regola. In sostanza, questa crisi ci dice che l’esclusivo obiettivo del profitto fine a se stesso, senza porre in primo piano la persona e il bene comune, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà, come sta avvenendo oggi in Europa. I governi europei, invece continuano a perseguire presunti diritti civili, a scapito della grammatica essenziale della nostra natura, come il matrimonio tra l’uomo e la donna, che sta alla base della cellula primaria della società: la famiglia". Pertanto, il mondo occidentale ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta dei valori di fondo su cui costruire un futuro diverso e migliore – ha detto mons. Vecchi -. La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole, a trovare nuove forme d’impegno. Solo così la crisi può diventare occasione di discernimento e di nuove progettualità. In sostanza, questa crisi ci dice che l’esclusivo obiettivo del profitto fine a se stesso, senza porre in primo piano la persona e il bene comune, rischia di distruggere ricchezza e creare povertà, come sta avvenendo oggi in Europa. I governi europei, invece continuano a perseguire presunti diritti civili, a scapito della grammatica essenziale della nostra natura, come il matrimonio tra l’uomo e la donna, che sta alla base della cellula primaria della società: la famiglia. Pertanto, il mondo occidentale ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e della riscoperta dei valori di fondo su cui costruire un futuro diverso e migliore. “La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole, a trovare nuove forme di impegno. Solo così la crisi può diventare occasione di discernimento e di nuove progettualità” (Cf Benedetto XVI, Caritatis in veritate, 21).


Le acciaierie di Terni sono un fiore all’occhiello della nostra cultura industriale. Sono nate nel 1884, agli albori della civiltà industriale, in una terra abitata da gente di “pasta buona”, che porta nel suo DNA la capacità di intraprendere e la voglia di lavorare. Chi ha responsabilità di governo e compiti amministrativi non può lasciare decidere solo ai tecnocrati della Commissione Europea o alla buona volontà di qualche gruppo industriale nazionale o internazionale. I 3.000 dipendenti dell’A.S.T., con le loro famiglie, ne sono orgogliosi e sperano che le difficoltà in atto vengano presto superate. La Santa Messa celebrata in fabbrica, in preparazione alla Pasqua, da sempre costituisce un profondo legame tra la fede e la vita. Questo rito che rende presente Cristo morto e risorto, costituisce un’inesauribile sorgente di speranza, e dà a tutti la forza di sopportare i pesi di una crisi che solo con la collaborazione e l’apporto di tutti può essere superata. L’esempio di collaborazione lo diano, anzitutto le forze politiche, specialmente quelle emerse dall’ultima competizione elettorale. L’Italia ha bisogno di un governo stabile, per dare sostegno alle aziende e lavoro alle famiglie, soprattutto alle nuove generazioni. I partiti si diano una La celebrazione per i lavoratori del polo chimico della Polymer mossa, seguendo le indicazioni del Presidente della Repubblica. Gli schieramenti, vecchi e nuovi, restituiscano alla politica il suo ruolo di catalizzatore del bene comune. L’avvento sulla Cattedra di Pietro di Papa Francesco è un’ulteriore conferma che le cose possono cambiare”.

FESTA FESTA DI SAN GIUSEPPE CON LA CONFARTIGIANATO Nella festività liturgica di san Giuseppe, il vescovo Ernesto Vecchi, amministratore apostolico della Diocesi Terni Narni Amelia, ha presieduto la celebrazione nella cattedrale di Terni con la partecipazione della Confartigianato provinciale, rappresentata dal presidente Giuseppe Flamini, direttore Michele Medori, dal consiglio direttivo e da alcuni associati. San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e padre putativo di Gesù, è il patrono degli artigiani e dei lavoratori. “San Giuseppe è, dunque, una figura emblematica nel contesto della storia della salvezza – ha detto il vescovo Ernesto Vecchi - e fortemente rappresentativa dell’uomo che oggi, messo di fronte agli eventi che lo sovrastano, accetta di fare la propria parte, anche a costo di enormi sacrifici. Egli è sostenuto dalle risorse della fede e per questo è in grado di aprire l’orizzonte della sua vita, verso una sintesi più alta, dove le contraddizioni e le ombre si diradano di fronte allo “splendore della Verità” e all’ “Amore appassionato di Dio per l’uomo”. In lui coesistevano due dimensioni fondamentali della vita ben armonizzata: da un lato, la cura della famiglia, il lavoro e l’educazione umana di Gesù e, dall’altro, l’adempimento della volontà di Dio, nella piena obbedienza al mistero della salvezza”. Scendendo nell’attualità il vescovo Vecchi ha esortato ad un cambiamento di mentalità e di rinnovamento anche nell’impresa e nel suo sviluppo e gestione: “Il progresso tecnologico non basta per risolvere i problemi della convivenza umana. Nel mondo globalizzato si è fatta strada l’idea dell’autosufficienza della tecnica, mentre in realtà non lo è affatto. Pertanto, celebrare la


festa di San Giuseppe significa recuperare il concetto di una “leadership” attenta ai segni dei tempi e capace di esprimere il meglio di sé in una rinnovata capacità imprenditoriale. Le risorse, prima di essere condivise vanno prodotte. A tale scopo è necessario anzitutto una “governance” nazionale che metta le aziende in condizione di operare con nuovo slancio e rinnovata capacità progettuale. Solo così potranno moltiplicare i posti di lavoro e offrire un futuro alle nuove generazioni. Purtroppo la realtà è ben diversa, in questo secolo in cui il “deserto spirituale” avanza rapidamente, mentre crescono le spinte disgregative, che compromettono la governabilità della compagine sociale. Pertanto, da più parti, si auspica l’avvento di un “profondo rinnovamento culturale”. La Confartigianato, attraverso le sue settecentomila imprese in Italia è la testimonianza vivente che intraprendere è possibile, ma solo se vengono recuperati quei valori di fondo sui quali si basa la nostra civiltà: primo fra tutti la famiglia come l’ha pensata il Creatore. Il Concilio Vaticano II, cinquant’anni fa, ci ha detto che la famiglia, basata sul matrimonio tra l’uomo e la donna, è una “piccola Chiesa” cioè un mistero che unisce il divino con l’uomo: per questo la famiglia è sempre stata un serbatoio di risorse sociali”. Proprio la figura di San Giuseppe richiama anche paternità in seno alla famiglia naturale: “Oggi, infatti, per la pressione mediatica di una cultura relativista di minoranza, organizzata a livello nazionale e internazionale, si vuole distruggere non solo la paternità di Dio, ma anche quella degli uomini – ha detto mons. Vecchi -. La politica, in questo campo, ha enormi responsabilità. Essa – lo ha detto Paolo VI – è una tra le forme più esigenti della carità, perché è al servizio del bene comune e non di strategie personali o di parte. San Giuseppe ci dice che la società ha bisogno di cattolici in grado di attivare un’animazione cristiana delle realtà temporali con il coraggio di testimoniare, senza afasie e senza compromessi, lo spessore sociale dei valori cristiani “non negoziabili”. Questi valori hanno il loro fondamento anzitutto nel retto uso della ragione, perciò sono condivisibili anche dai non credenti che perseguono una sana laicità. Solo così si potrà dare consistenza a una cultura oggi in prevalenza egocentrica, relativista e miope, perciò incapace di vedere che l’uomo ha una natura ferita, incline al male e causa di gravi errori nel campo dell’educazione, della politica, dell’azione sociale e dei costumi”.

FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA “RIPARO E RIFUGIO PER TUTTE LE ANIME” La Domenica in Albis, in uso tradizionalmente nella Chiesa cattolica corrisponde alla prima domenica dopo Pasqua, che si traduce letteralmente con «domenica in cui le bianche vesti vengono deposte». Ai primi tempi della Chiesa il battesimo era amministrato durante la notte di Pasqua, ed i battezzandi indossavano una tunica bianca che portavano durante tutta la settimana successiva, fino alla prima domenica dopo Pasqua. Secondo il calendario della Chiesa Luterana, questa domenica si chiama la Domenica dei Quasimodogeniti, così chiamata perché riprende il nome dall'antifona iniziale del servizio religioso. Nella Chiesa Ortodossa, invece, viene chiamata Domenica di San Tommaso, perché viene letto il Vangelo in cui si parla dell'incredulità di San Tommaso (cfr. Giovanni 20, 26-29). Il culto alla Divina Misericordia, istituita nel 2000 da Papa Giovanni Paolo II, che corrisponde alla prima domenica dopo la Pasqua, è legato a Santa Faustina Kowalska, la mistica polacca proclamata Santa nel corso dell'Anno Santo del 2000, di cui Giovanni Paolo II è stato un fervente devoto, così come testimonia la sua seconda Enciclica Dives in Misericordia, scritta nel 1980. In una rivelazione privata, Gesù disse a Santa Faustina Kowalska: «Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia inconcepibile Misericordia. Desidero che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L'anima che si accosta alla Confessione ed all'Eucaristia, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene». Nell’ottobre 1937 a Cracovia, in circostanze non meglio specificate da Suor Faustina, Gesù ha raccomandato di onorare l’Ora della propria morte, che lui stesso ha chiamato «un’Ora di grande misericordia per il mondo intero» (Q.IV pag.440). «In quell’Ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono e se non puoi fare la Via Crucis entra almeno per un momento in cappella ed onora il mio Cuore che nel SS.mo Sacramento è pieno di Misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi» (QV, pag.517). Gesù ha fatto notare tre condizioni necessarie perché le preghiere in quell’Ora siano esaudite: la preghiera deve essere diretta a Gesù; dovrebbe aver luogo alle tre del pomeriggio; deve riferirsi ai meriti della Sua dolorosa


Passione. In cosa consiste la pratica della Coroncina della Misericordia? Così ci racconta suor Faustina: “Una sera mentre ero nella mia cella, vidi un Angelo che era l'esecutore dell'ira di Dio Le parole con le quali ho supplicato Dio sono le seguenti :«Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo, per i peccati nostri e del mondo intero; per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi ». La mattina del giorno dopo, entrando in cappella, udii interiormente queste parole: «Ogni volta che entri nella cappella recita subito la preghiera che ti ho insegnato ieri». Appena recitai quella preghiera, udii nell'anima queste parole: «Questa preghiera serve a placare la Mia ira. La reciterai per nove giorni con la comune corona del rosario nel modo seguente: prima reciterai il Padre Nostro, l'Ave Maria ed il Credo; poi sui grani del Padre Nostro, dirai le parole seguenti: Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero. Sui grani dell'Ave Maria reciterai le parole seguenti: Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero. Infine reciterai tre volte queste parole: Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale: abbi pietà di noi e del mondo intero»(474, 475, 476). Gesù affida a questa religiosa semplice, una grande missione: diffondere il Messaggio della Divina Misericordia rivolto al mondo intero con queste parole:«Oggi mando te - le dice Gesù - a tutta l'umanità con la Mia Misericordia. Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio cuore Misericordioso» (Diario 1588). La missione di Santa Faustina consiste nel ricordare una verità di fede: l'Amore Misericordioso di Dio per l'uomo. A proposito dell’immagine di Gesù Misericordioso, i due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua che scaturiscono dal petto di Gesù. Così ha scritto suor Faustina: “Mentre pregavo udii interiormente queste parole: «I due raggi rappresentano il Sangue e l'Acqua. Il raggio pallido rappresenta l'Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. L'umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia» (299-300). Loredana Birocci

L’OPERA D’AMORE DI DON ANTONIO PAUSELLI A TRENTA ANNI DALLA FONDAZIONE DELLA CASA FAMIGLIA “LA SPERANZA” Grazie Don Antonio, non è ancora trascorso un anno da quando Don Antonio Pauselli è tornato al Padre e sento il desiderio di ricordarlo con l’affetto e la gratitudine di chi, come me, ha avuto la fortuna di incontrarlo nel cammino della vita e di averci camminato insieme in alcuni tratti. Oggi mi piace ricordarlo parlando di una delle opere che lui ha fondato grazie alla sua grande fede nell’amore di Dio e al suo grande impegno nell’aiuto per chi è più debole, per chi vive nel bisogno, impegno che ha sempre testimoniato con i fatti fino all’ultimo giorno della sua vita terrena, anche quando la malattia lo aveva indebolito nel corpo non certo nella forza della testimonianza e nella determinazione dell’impegno. In questo periodo storico in cui tutto sembra far crollare la speranza del futuro, la speranza di un vivere attento alla dignità dell’uomo dove giustizia e amore siano effettivamente i riferimenti del vivere con gli altri, penso a quanto Don Antonio sia di insegnamento per la nostra vita, per come la sua testimonianza di vicinanza con chi è nel bisogno, la sua determinazione nel sostenere la promozione dei diritti delle persone più deboli e emarginate, per il suo sapersi affidare a Dio abbia sempre portato speranza, e come abbia consentito di realizzare azioni concrete nella costruzione del Bene Comune. Penso all’esperienza del doposcuola che portò avanti negli anni 70’, giovane prete salesiano, nella parrocchia dell’Immacolata Concezione alla Polymer e ancora a tutta l’opera realizzata per le persone con problemi di salute mentale. Trenta anni sono trascorsi da quel 1983, anno che, grazie a Don Antonio, ha visto la nascita a Terni della prima Casa Famiglia per la riabilitazione di ex ricoverati in ospedali psichiatrici; rappresentava allora una delle prime esperienze finalizzate ad attuare concretamente la legge 180 (Legge Basaglia): attraverso le Case Famiglia si realizzava l’obiettivo di chiudere gli Ospedali Psichiatrici reinserendo in un ambiente famigliare e nel tessuto sociale urbano le persone ivi ricoverate. La nascita della Casa Famiglia è avvenuta il 28 Marzo del 1983 grazie alla deliberazione n. 7 del 13 gennaio 1983 decisa dal Comitato di gestione dell’Unità Sanitaria Locale della Conca Ternana, per istituire in via sperimentale una Casa Famiglia per la riabilitazione di ex ricoverati, affidandone la gestione a Don Pauselli


Antonio. vista la carenza di strutture intermedie nelle quali ospitare i malati che dovevano essere dimessi dagli ospedali psichiatrici. In questi trenta anni quel primo seme è cresciuto realizzando buoni frutti e nel 1988, visti gli ottimi risultati dell’esperienza intrapresa, viene istituita la seconda Casa Famiglia. Nel 1997, viene costituita la cooperativa sociale di tipo A denominata “La Speranza”, iscritta nell’Albo Regionale delle Cooperative Sociali con il n. A155621. Nel 2003 viene istituita, in convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale n. 4 di Terni, una “ Comunità residenziale e semiresidenziale per Pazienti psichiatrici”. Nel 2006 a completamento di un progetto presentato alla Regione dell’Umbria, vengono realizzate 2 noduli di Unità di convivenza per pazienti psichiatrici. Nel 2006, in ottemperanza al progetto d’inclusione lavorativa collegato alla Comunità residenziale e semiresidenziale, viene costituita la cooperativa sociale di tipo B denominata “Il Poggio” con l’obiettivo di consentire opportunità di lavoro per i pazienti psichici. Nel 2008, in compartecipazione con l’Ambito Territoriale n. 10 ed il Comune di Stroncone, viene istituita una Struttura di sollievo per anziani ultrasessantacinquenni, denominata “ Casa di Quartiere Anni d’Argento” oggi chiamata “la Casa dei nonni”. Oggi la cooperativa sociale “La Speranza” continua a crescere ed è presente sul territorio con tre comunità due di convivenza residenziale nell’ambito dell’intervento socio - riabilitativo per pazienti psichici ed una comunità residenziale e semiresidenziali sempre per pazienti psichici nell’ambito dell’ intervento finalizzato al potenziamento e/o alla riacquisizione di capacità lavorative e di relazione attraverso diversi settori lavorativi. Ancora un grazie per la testimonianza che ci hai donato, grazie per le opere che ci hai lasciato. Claudio Daminato

UFFICIO CATECHISTICO – INCONTRI DI FORMAZIONE Dopo i due incontri di formazione incentrati sulla riscoperta del Catechismo della Chiesa Cattolica, l'Ufficio Catechistico Diocesano propone ai catechisti della Diocesi un terzo incontro per un momento di verifica, di confronto e anche di progettazione per il prossimo anno pastorale. Un contributo verrà dalle schede con delle semplici domande che possono aiutare a preparare gli eventuali interventi o essere di spunto per una verifica del cammino di Iniziazione Cristiana anche a livello parrocchiale. Per i delegati catechisti e i parroci si terrà un incontro conclusivo tra maggio e giugno, mentre non ci sarà il consueto appuntamento di settembre al Terminillo. CALENDARIO DEGLI INCONTRI DI VERIFICA Lunedì 15 aprile 2013 ore 21.00 Parrocchia S. Giovanni Bosco Martedì 16 aprile 2013 ore 17.30 Oratorio di Amelia; ore 21.00 Parrocchia S.S. Rita e Lucia Mercoledì 17 aprile 2013 ore 17.30 Parrocchia S. Antonio (Terni) Giovedì 18 aprile 2013 ore 17.30 Otricoli Martedì 23 aprile 2013 ore 21.00 Attigliano Di seguito alcune delle domande proposte per la preparazione alla verifica: come è stata la partecipazione effettiva e il coinvolgimento dei ragazzi al percorso di Iniziazione Cristiana? Quali sono i criteri oggettivamente rilevabili adottati per tale verifica? Quali iniziative sono state messe in atto per il coinvolgimento dei genitori e della comunità parrocchiale nel cammino di Iniziazione Cristiana? C'è in parrocchia un percorso per l'accompagnamento dei genitori della fascia 0-6 anni? Ci sono adulti interessati a formarsi nell'accompagnamento nel cammino di fede di famiglie e adulti? Quali sono le maggiori difficoltà incontrate nel proporre il cammino di Iniziazione Cristiana riguardo ad es. ai sussidi usati, alla preparazione dei catechisti, alla collaborazione tra di loro, con il parroco, con i genitori, con i ragazzi, etc. Quali i segni positivi, di speranza? Quali progetti per il futuro? Quali proposte e richieste per migliorare il servizio dell'Ufficio Catechistico Diocesano? Il servizio dell'Ufficio Catechistico Diocesano vuole offrire occasioni di formazione e di confronto, anche di carattere spirituale, che abbiano come orizzonte quello della Diocesi e della Chiesa Italiana il cui cammino


catechistico viene seguito costantemente prendendo parte ai vari Convegni nazionali organizzati dall'Ufficio Catechistico nazionale. Dal 1 aprile 2013 l'Ufficio Catechistico Diocesano seguirà i seguenti orari: lunedì - mercoledì - venerdì dalle 9.30 alle 12.30

UNITALSI – CORSO DI CREATIVITA’ La sottosezione di Terni dell'Unitalsi ha avviato una nuova iniziativa. Dal 19 febbraio 2013, tutti i martedì alle 15.30, presso la sede di piazza Ridolfi, 35 (primo piano), si terrà un laboratorio di creatività, per la realizzazione di oggetti di artigianato. Il corso è gratuito ed è aperto ai soci UNITALSI ed ai portatori di handicap. Per ogni ulteriore informazione telefonare alla segreteria 0744433510

MORTO PADRE VINCENZO BELLA DEI FRATI MINORI CONVENTUALI Nella serata del 28 marzo, giovedì santo, all’età di 77 anni, è tornato alla casa del Padre, padre Vincenzo Bella dei frati minori conventuali, che per tanti anni ha operato nella Diocesi di Terni Narni Amelia, nelle parrocchie di San Giovanni Battista e poi in quella di San Giuseppe Lavoratore, dove era vicario parrocchiale. Molto conosciuto e amato per la sua sensibilità e umanità, padre Vincenzo è stato per tante persone una guida spirituale e vicino in particolare ai più bisognosi e sofferenti, un uomo che amava la sobrietà, la semplicità e la povertà. Nato a Messina nel 1936, padre Vincenzo è stato ordinato sacerdote nel 1965. A 18 anni, entra nel seminario dei frati minori conventuali a Gubbio e quindi ad Assisi per svolgere gli studi di filosofia e teologia. Nel 1966, padre Vincenzo viene invitato a Terni, è il suo primo incarico, come vice parroco della nascente chiesa di San Giovanni Battista dove sarà inaugurata la nuova chiesa nel 1967. Dopo un periodo trascorso a Foligno, quindi a Cattolica, padre Vincenzo torna di nuovo a Terni nella nuova parrocchia di San Giuseppe affidata ai frati conventuali. I funerali nella chiesa di San Giuseppe sono stati officiati dal Provinciale dei Frati Minori Conventuali padre Franco Buonamano.

MORTE DI DON FERDINANDO FABBRIZI SALESIANO Le comunità salesiane di Civitanova Marche e di Terni annunciano il ritorno alla casa del Padre di don Ferdinando Fabbrizi, 92 anni, sacerdote salesiano, il 17 marzo. Don Ferdinando era nato a Ischia di Castro nel 1921 ed è stato ordinato sacerdote nel 1951. Ha svolto ruoli di grande responsabilità nella Congregazione Salesiana, soprattutto come direttore nell’Opera dell’Aquila e a Ortona. Dal 1999 è stato officiante presso la parrocchia di San Francesco a Terni come confessore, ministero che ha svolto con dedizione e amore per dieci anni, stimato e amato da molti ternani, e come animatore dell’oratorio. In questi ultimi anni, per motivi di salute, si trovava nella casa di riposo di Civitanova Alta, Villa Conti. I funerali si sono svolti presso la chiesa di San Francesco di Terni. Il feretro è stato sepolto nel cimitero di Ischia di Castro (Viterbo).


CORSO DI FORMAZIONE TEOLOGICA SYMBOLUM L’Istess, la commissione diocesana per la cultura e la parrocchia di S. Francesco a Terni organizzano, nell’anno della Fede, un ciclo di conferenze sul tema: “Symbolum, riscoprire il Credo” in programma il primo e terzo mercoledì del mese alle ore 17.30 al Cenacolo san Marco di Terni. I prossimi appuntamenti: martedì 9 aprile dedicato al tema “Credo nello Spirito Santo” a cura di Lilia Sebastiani e giovedì 18 aprile dedicato “… la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi” a cura di Serena Noceti. Nel mese di maggio tre gli incontri in programma: il 9 maggio “…la remissione dei peccati” a cura di Piergiorgio Brodoloni, il 23 maggio “…la resurrezione della carne e la vita eterna” a cura di Umberto Occhialini e il 30 maggio “ I rischi della Fede” a cura di Luigi Maria Epicoco.

SEMINARIO DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO Il Rinnovamento nello Spirito organizza nella parrocchia di Sant'Antonio il seminario Vita nuova nello Spirito. Il seminario si svolge dal 2 aprile al 19 maggio, domenica di Pentecoste. Gli incontri si svolgono alle 21 nella cappellina di Sant'Antonio. Sabato 11 maggio è previsto il penitenziale.

ANNO DELLA FEDE – INCONTRI NELLE PIAZZE CON I NEOCATECUMENI Nell’anno della fede, durante le domeniche di Pasqua, il movimento del cammino neocatecumenale organizza una grande missione per le piazze di Terni, cinque incontri durante le domeniche di Pasqua per aiutare la nostra fede. Gli incontri si tengono il 7, 14, 21, 28 aprile e il 5 maggio alle ore 11 in piazza Tacito e alle ore 17 in piazza Europa. Dice San Paolo: Dio ha voluto salvare i credenti mediante la stoltezza della predicazione del Kerigma, l’annuncio del Vangelo e la chiamata a conversione. Un invito alla riscoperta della fede, ad un cambiamento di vita nella consapevolezza che Cristo ama ogni uomo anche i peccatori, che la notizia della Salvezza è in in Cristo Gesù che ha dato la sua vita per tutti gli uomini. Un invito a porsi delle domande: Chi è Dio per te? Tu credi in Dio? Perché? Hai sperimentato nella tua vita che Dio c'è? Hai sentito il suo aiuto? Chi sei tu? Perché vivi? Quale è il senso della tua vita? Sei felice? Cosa è la Chiesa? Qual è la tua esperienza nella Chiesa? Vorresti essere aiutato da una comunità cristiana?

CORSO PER I NUOVI MINISTRI STRAORDINARI STRAORDINARI DELL’EUCARESTIA I ministri straordinari dell’eucarestia hanno il compito di distribuire la santa Comunione durante la Messa, quando vi è una grande presenza di fedeli, e di portarla ai malati, come atto di attenzione e di carità. Al designato come ministro straordinario della santa Comunione, viene richiesta la testimonianza di vita cristiana e una adeguata preparazione pastorale e liturgica, insieme all’aggiornamento annuale. Come frutto del Concilio Vaticano II, sono riemersi molteplici ministeri laicali; in modo specifico quello dei ministri straordinari reca il duplice dono della Parola e della Comunione eucaristica; in particolare, con i malati diventa, nel dialogo di amicizia e di fraternità, chiara testimonianza della delicata attenzione di Cristo che ha preso su di sé le nostre infermità e i nostri dolori. Gli incontri di formazione si tengono per la zona di Terni 5-12-19-26 aprile alle ore 18 a Villa Spirito Santo e per la zona Narni il 3-10-17-24 aprile alle ore 21 presso il Santuario della Madonna del Ponte. I partecipanti al corso riceveranno il mandato nel mese di maggio.


CORSI DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO APRILE E MAGGIO Parrocchia Sangemini - Piazza Duomo, 3 ore 21,00 del 5, 12, 19, 26 Aprile, 3, 10, 17 Maggio. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi: al Parroco Don Gianni Sabatini 0744.630158 o ad Annamaria e Sergio Magliocchetti 0744.630056 Narni Scalo (La Quercia) “Santa Maria della Cerqua” Casa “S. Anna”- Str. Capitonese,170 ore 21,00 del 12-19 Aprile, 3-10-17-24-31 Maggio, 7 e Domenica 9 giugno (incontro conclusivo con S. Messa). Per informazioni e iscrizioni rivolgersi: al Parroco Don Antonio Prudenzi 0744.750287 o a Francesco e Laura Meschini 0744.733053 Terni (Campomicciolo) “Sacro Cuore Immacolato di Maria” Str. Acquasparsa, 70 ore 21,00 del 8-15-22-29 Aprile, 6-13-17 e Dom. 19 Maggio (ritiro conclusivo).

Per informazioni e iscrizioni rivolgersi: al Parroco Don Roberto Bizzarri 392.0887681 o ad Angelo e Catia Giansanti 0744.286883 Terni “Santa Maria Regina” c/o Consultorio “La Famiglia Largo dei Banderari, 1 ore 21 del 5-12-19 Aprile, 3-10 Maggio. Per informazioni rivolgersi: al Parroco Don Sandro Sciaboletta 0744.404963 o a Serafina e Pietro Catanese 0744.598940744.305365 Terni (Campitelli) “San Matteo” - Via del Rivo, 274 ore 21,00 del 8, 11, 15, 18, 22, 29 Aprile, Dom. 5 Maggio (incontro conclusivo). Per informazioni e iscrizioni rivolgersi: al Parroco Don Edmund Kaminski 0744.303842 o a Rita e Stefano Sereni 0744.306019

INFORMA DIOCESI TNA

ATTUALITA’ FESTA DIOCESANA DELLA FAMIGLIA – 24 E 25 APRILE L'impegno della comunità cristiana a favore della famiglia ha un forte impatto su tutta la società, di cui la famiglia stessa costituisce la cellula fondamentale. Infatti, la famiglia si propone come spazio di quella comunione, tanto necessaria in una società sempre più individualistica, nel quale far crescere un'autentica comunità di persone grazie all'incessante dinamismo dell'amore, che è la dimensione fondamentale dell'esperienza umana e che trova proprio nella famiglia un luogo privilegiato per manifestarsi. Essa è la prima società naturale e precede, per importanza e valore, le funzioni che la società e lo Stato devono svolgere. Per questo la famiglia non può vivere come chiusa al suo interno, ma è chiamata ad aprirsi nella solidarietà e a vivere un vero impegno nella società. Questa vocazione di ogni famiglia potrà essere vissuta più appieno da chi comprende che la famiglia è sostenuta dall'amore di Cristo. Tale consapevolezza va accresciuta nei giovani che s’incamminano verso il matrimonio, per far si che, anche grazie a loro, tutto il tessuto sociale sia rinnovato. Costruire la famiglia diviene così una tappa fondamentale per apportare alla comunità civile istanze di verità, di giustizia e di solidarietà, soprattutto attraverso la procreazione e l'educazione dei figli. Per questo, la famiglia, cellula vivificante e risorsa feconda, partecipa alla vita della società per far crescere in umanità i


suoi membri, singoli e collettivi, rinnovando così lo sguardo della società stessa; infatti la comunione familiare alimenta la coesione sociale e ne è l'autentica sorgente. La grave difficoltà nei "fare famiglia", a causa di condizioni di precarietà che influenzano la visione della vita e i rapporti interpersonali, suscitano inquietudine e portano a rimandare le scelte definitive e, quindi, la trasmissione della vita all'interno della coppia coniugale e della famiglia. La crisi del lavoro aggrava così la crisi della natalità e accresce il preoccupante squilibrio demografico che sta toccando il nostro Paese: il progressivo invecchiamento della popolazione priva la società dell'insostituibile patrimonio che i figli rappresentano, crea difficoltà relative al mantenimento di attività lavorative e imprenditoriali importanti per il territorio e paralizza il sorgere di nuove iniziative. A fronte di questa difficile situazione, avvertiamo che non è né giusto né sufficiente richiedere ulteriori sacrifici alle famiglie che, al contrario, necessitano di politiche di sostegno. L’incontro diocesano dedicato alla famiglia con lo slogan “Famiglia, diventa ciò che vuoi”, organizzato dalla Commissione di pastorale familiare, che coinvolge i vari movimenti e associazioni della Diocesi, avrà luogo il 24 e 25 aprile in diverse chiese di Terni. Nella serata del 24 aprile nella chiesa di San Pietro ci sarà l’animazione per i bambini e la tavola rotonda animata dal Movimento per vita; nella chiesa di San Cristoforo l’animazione per i bambini e la mostra di disegni di ragazzi e la proiezione di filmati dedicati alla famiglia curati dall’Istess e Comunione e Liberazione; nella chiesa di San Francesco il teatro e danza a cura della Commissione di Pastorale giovanile e del Centro Diocesano Vocazioni; al Museo diocesano esposizione di opere d’arte pittoriche e scultoree, musica ispirate al Cantico dei Cantici, nella Cattedrale di Terni la consacrazione della famiglia e la consegna della pergamena ricordo. Il 25 aprile è in programma una passeggiata ecologica e presso i giardini de “Le Grazie” un pomeriggio insieme con Gen verde, Gen Rosso e Chiara Grillo. Alle ore 18 la celebrazione eucaristica nella basilica di san Valentino con la consegna del mandato agli operatori di pastorale familiare.

A SANGEMINI FREI BETTO PARLA DEL SUD AMERICA E DELL’ELEZIONE DI PAPA FRANCESCO Un incontro più unico che raro quello con Frei Betto organizzato dalla parrocchia di Sangemini. Chi è Frei Betto? “è un domenicano brasiliano, teologo e scrittore, testimone di Fede con la vita e l'impegno nella Chiesa e nella realtà socio-politica della sua terra”, così è scritto nella locandina di presentazione dell' iniziativa. Notissimo nel mondo, è esponente di rilievo della teologia della liberazione, autore di 50 pubblicazioni di argomenti teologici e sociali e per il suo impegno concreto a favore dei più poveri e di opposizione alla dittatura militare in Brasile tanto da essere stato tenuto in carcere per quattro anni. L'incontro programmato da tempo aveva per tema la partecipazione a forme di azione per una politica di giustizia sull'esempio di Mons. Oscar Romero di cui ricorre il trentaseiesimo anniversario della uccisione sull' altare mentre celebrava la Messa nella città di El Salvador di cui era Vescovo, ad opera di un miliziano del regime dispotico al potere. Ma poiché da pochi giorni è stato eletto al Soglio pontificio Francesco, il primo Papa extra-europeo ed argentino, quindi latino-americano, il discorso di Frei Betto ha toccato sì il tema che gli era stato assegnato ma ha soprattutto parlato, non poteva essere diversamente, della elezione del nuovo Papa e delle prospettive nuove che si aprono per la Chiesa universale e del suo rapporto con il mondo. Frei Betto ha detto che già di per sè il nome “Francesco” scelto dal cardinale Bergoglio è indice della volontà riformatrice del nuovo Papa, riconfermata nella prima affermazione solenne di “sognare una Chiesa povera e dei poveri” secondo Cristo. E' un rilancio fortissimo del Concilio ecumenico vaticano II, che dopo una buona partenza iniziale con Paolo VI ha segnato qualche rallentamento negli anni successivi ed è quanto mai necessario “riformare” la Chiesa attuando le indicazioni conciliari. Ha elencato anche temi e modalità di riforme. Tutto può essere riassunto in un ammonimento che il nuovo Papa va ripetendo in varie occasioni: ”il potere va esercitato come un servizio” applicandolo anche a sé stesso. Frei Betto ha aggiunto che il potere comunque “trasforma” ogni persona tanto che se si cede alle lusinghe di esso si diventa tendenzialmente egoisti (si pensa più a se stessi che agli altri), conservatori, addirittura “assolutisti”, attenti


più al mantenimento del proprio potere che ai problemi veri della gente. Altra affermazione del teologo brasiliano, ripresa anche nella replica agli interventi dei presenti, è stata dedicata alla Politica quale dovere di ogni cristiano purchè sempre, assolutamente sempre, dalla parte dei poveri e per l'emancipazione degli ultimi della terra. Frei Betto è profondamente ottimista per il futuro della Chiesa guidata da Papa Francesco, affinchè la Fede in Dio e nel Suo figlio Gesù, con l'impegno di ogni battezzato, sia sempre più lievito per l' Umanità. FREI BETTO è una delle voci libere della Teologia della Liberazione. Frate domenicano, giovanissimo, è stato imprigionato e torturato dalla dittatura militare brasiliana. L'impegno umano, inevitabilmente politico, verso i milioni di diseredati che circondano le città e vivono nelle campagne del suo paese, lo ha reso pericoloso agli occhi dei generali che governavano il Brasile. Ha scritto 53 libri. La sua prosa diretta e affascinante analizza l'economia e la politica, la vita della gente con una razionalità considerata " sovversiva " dai governi forti dell'America Latina, e non solo. Non se ne preoccupa. L'ammirazione dei giovani di ogni continente lo compensa dalla diffidenza dei potenti. Venticinque anni fa ha incontrato e intervistato Fidel Castro, libro che ha fatto il giro del mondo. Lula, presidente del Brasile, lo ha voluto consigliere del programma Fame Zero. Frei Betto è oggi consigliere di varie comunità ecclesiastiche di base e del movimento Sem Terra. Ha vinto vari premi. L'Unione degli Scrittori Brasiliani lo ha nominato Intellettuale dell'anno. Il suo libro " Battesimo di Sangue ", tradotto in Italia, è diventato un film. Nato a Belo Horizonte, in Brasile, nel 1944. Ha partecipato alla JEC (Gioventù studentesca cattolica) Dall'inizio degli anni '60 ha svolto l'attività di giornalista. Nel 1965 è entrato nell'ordine dei domenicani. E' stato arrestato nel 1969, per il suo lavoro in opposizione al regime militare. E" rimasto in carcere per quattro anni. A partire da un libro pubblicato in quell'epoca ha acquistato fama internazionale. Autore di saggi, romanzi (oltre 40 opere) e numerosissimi articoli, è stato ed è protagonista dell'attività culturale e politica brasiliana. Teologo della liberazione, ha animato l'attività delle comunità di base e la pastorale operaia a San Paolo. Vicino al PT (Partido dos trabalhodores) dalla sua fondazione e amico personale di Lula, è oggi coordinatore della Mobilitazione Sociale del Progetto Fame Zero. Nicola Molè

LITURGIA E LAVORO TOSI Il libro, è quasi interamente tratto dalla mia tesi di laurea per il Magistero in Scienze Religiose conseguito nel 2011 presso la Pontificia Università della Santa Croce all’Apollinare a Roma. E’ nato da una domanda alla quale si è tentato di dare una risposta: “in una società come quella attuale, in cui il profitto sembra essere l'unico motore economico, in una città in cui la maggior parte delle famiglie ha un familiare che si alza al mattino presto per andare al lavoro, o che la notte non dorme in casa ma veglia davanti ad una macchina, ad una colata di acciaio, è possibile considerare la propria attività di lavoro una forma di preghiera? Il lavoro è solo un mezzo di sostentamento o di arricchimento o ha in sé ancora qualcosa di più elevato, che ci avvicina al Signore”? Alla base dello sviluppo del tema ci sono le considerazioni teologiche sul lavoro, derivanti, come ogni sviluppo teologico, dalla Sacra Scrittura, dalla Tradizione Apostolica e dagli atti del Magistero, con riferimenti anche alla dottrina sociale della Chiesa. Partendo quindi da ciò che la teologia insegna per quanto riguarda il lavoro, nella seconda parte si presenta l'esperienza benedettina, massima espressione del lavoro inteso come mezzo di preghiera, illustrando i principi fondamentali della Regola e l’esempio di vita dei monaci, ancora attuale. Essendo la spiritualità benedettina punto di riferimento in vari ambiti della moderna economia, sono illustrati gli insegnamenti che questa ne trae per uno sviluppo completo dell’uomo nel mondo del lavoro. Si è passati quindi ad esaminare alcune esperienze specifiche del XX secolo, come l’Opus Dei, tuttora attiva in tutto il mondo, e la vicenda dei preti operai, conclusasi ufficialmente ma che continua a


suscitare esperienze simili. Il XX secolo, da poco terminato, è stato infatti un secolo molto importante sia nello sviluppo teologico del lavoro sia nei risvolti sociali, inquadrati non solo nel contesto religioso, ma anche in quello politico e dello sviluppo della dignità umana. Poiché l’obiettivo del libro è un’analisi dell’interpretazione dell’attività lavorativa come atto di preghiera, come partecipazione alla Creazione, viene presentata una esposizione dell’attuale situazione di varie tipologie di lavoro che possono assumere una maggiore connotazione liturgica, ed un quadro generale del mondo del lavoro nel contesto del fenomeno della globalizzazione, che oramai interessa non solo le società multinazionali, ma anche le piccole attività locali, vuoi per la commercializzazione di merci di importazione da vari paesi, vuoi per i fenomeni di immigrazione favoriti dall’allargamento delle frontiere comunitarie in Europa. Un capitolo a parte è dedicato al lavoro imprenditoriale, che ha connotazioni particolari degli aspetti del lavoro trattati nelle altre parti. A completamento dell’esposizione, è illustrata l’opera di alcune figure emblematiche, testimoni di come l'attività lavorativa non va considerata fine a se stessa, ma può essere vissuta nella piena adesione al disegno divino. Prendendo come esempio San Giuseppe sono state scelte delle persone del nostro tempo che, in condizioni diverse e con modalità diverse, hanno comunque saputo indicare un cammino di santità attraverso il lavoro, alcune di grande rilevanza, come Giovanni Paolo II e San Josemaria Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, altre meno note, ma non per questo meno significative, come San Giuseppe Moscati, Giorgio La Pira e Giunio Tinarelli. Mauro Tosi

Il laboratorio artigianale TRAME – Mani Solidali è una realtà interna alla Caritas Diocesana che da diversi anni, grazie all’impegno e alla capacità di un gruppo di volontarie, produce manufatti di vario genere anche su ordinazione (tovagliati, ricami, cuscini, lavori in lana, lavori all’ uncinetto). Da alcuni anni il laboratorio ha uno spazio espositivo sito in via Cavour, 27 presso un locale della parrocchia di Santa Croce è aperto dalle 09,30 alle 12,30 il mattino e il pomeriggio dalle 16,00 alle 19,00. Il mercoledì rimane chiuso. Si possono visionare, ma anche acquistare i prodotti mediante un contributo. Le offerte ricavate sono impiegate a sostenere alcune persone e famiglie in difficoltà e a contribuire l’opera di accoglienza della parrocchia che ospita lo spazio espositivo.

CORSO BIBLICO AMELIA – SENTIERI DELLA FEDE: DA ABRAMO ALLA TOMBA VUOTA Nell’incontro tenuto da padre Giulio Michelini ofm, docente di Sacra Scrittura, si è parlato di Abramo e della fede. “In Abramo la fede, per la prima volta in uomo, si fa affidamento. In un contesto di sincerità, Abramo non ha paura di dire a Dio: "Ancora non vedo la tua promessa". E la risposta non viene con un segno prodigioso, ma con un segno che c'è sempre stato: "Guarda le stelle..." E' un segno che non dice nulla a chi non si affida – ha detto padre Giulio -. La fede del cristiano, a differenza del paganesimo greco-romano. non poggia sulla dimensione rituale, ma su quella fiduciale-affettiva. Credere, è professare ciò in cui si crede. Non è solo la fede del Centurione, della Cananea, che passa attraverso Gesù ma non è legata alla sua persona. La fede cristiana, è come quella di Pietro: credo in te Parola incarnata. Da cui la beatitudine: "Beato te Pietro, perché questa tua fede non viene dalla tua umanità, ma ti viene dall'alto". E' la pietra - non Pietro - su cui si fonda la nostra fede. La Fede - come sottolinea Paolo - che Gesù non è semplicemente morto e risorto, ma è "morto e risorto PER NOI". Questo dà significato a ciò che in sé potrebbe essere un fallimento. La fede cristiana chiarifica meglio il nostro rapporto con Gesù: il nostro sguardo è rivolto a lui. Interroghiamo le scritture per sempre meglio conoscerlo. "L'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo", afferma il Vaticano II.


Alla domanda se non sia più bella e completa la fede dell'umile vecchietta, la risposta del relatore è stata: Lei non aveva altri strumenti; ma chi ama, se davvero ama usa ogni strumento per meglio e più intimamente conoscere l'amato. Altrimenti, che amore è?”. Nel successivo incontro è stata la prof.ssa Emanuela Buccioni a guidare la riflessione attraverso la lettura del vangelo. “Dire sì al vangelo vuol dire accogliere una proposta liberamente e responsabilmente, per non disgiungere mail'esperienza religiosa dalla nostra umanità sulla quale si verifica la sua autenticità – ha detto Buccioni -. Dire sì, significa aderire alla mia realtà: chi sono? cosa voglio? chi cerco? La fede non deve essere un alibi per fuggire da me stesso. Il cristiano rifugge dalla mondanità, ma ama il mondo. La croce che siamo chiamati a portare non è strumento di morte, ma gesto di amore fedele che arriva a portare il male e le sue conseguenze. "Portare i pesi gli uni degli altri", in una solidarietà umana e sociale, secondo il criterio che Gesù ci ha dato: "Fra voi non è così. Il primo si fa ultimo e servo di tutti". Un della comunione è necessario per superare le troppe conflittualità nella chiesa e nelle chiese locali. Per camminare insieme nell'accoglienza delle diversità. Compito del vescovo è compaginare, connettere, concatenare più cose per formare un corpo unico in Cristo. L'oggi, richiama alla contemporaneità della Chiesa, accogliendo la provocazione del Cardinale Martini: "La Chiesa è indietro di 200 anni". Questi preziosi interventi hanno dato vita ad alcuni accenni di un interessante dibattito che avrebbe chiesto tempo e programmazione. Ma che noi cristiani di Amelia desideriamo con tutto il cuore continuare come servizio di confessione e di comunione - i due concetti emersi dalle relazioni - da offrire ai nostri fratelli, credenti e non credenti, con cui viviamo una frequentazione quotidiana.

NARNI FESTA DEL PATRONO SAN GIOVENALE La festa del santo patrono Giovenale è per la comunità narnese un forte momento d’incontro, occasione di coagulo delle varie realtà sociali, nel rinnovare la tradizione religiosa e culturale nelle sue diverse valenze. Nella festa di san Giovenale si celebra l’amore, l’unione e la comunione come quella energia forte che unisce agli altri e che fa riscoprire la profondità della fede, per affrontare il futuro con energie diverse. Un invito all’accoglienza, alla solidarietà e all’unità che trova la sua origine proprio nella testimonianza di San Giovenale primo vescovo di Narni vissuto nel IV secolo: Una presenza viva quella di San Giovenale, che con la sua predicazione divenne l'anima dell'intera città nei secoli difficili delle persecuzioni contro i cristiani. Egli la difese la comunità dall’idolatria pagana e salvò la città dai nemici invasori. Una festa che si rinnova con la solennità che da sempre i narnesi riservano al loro santo patrono Giovenale, un momento d’incontro, di coagulo tra le diverse realtà sociali, occasione per rinnovare la tradizione religiosa e culturale. Una festa religiosa che ha il suo culmine il 3 maggio alle ore 10.30 con il solenne pontificale e che è anticipata dalla novena in Cattedrale alle ore 18 con la messa con riflessione guidata dai canonici. Altro appuntamento tradizionale è il 2 maggio alle ore 21 con la rievocazione storica in Cattedrale dell’offerta dei ceri al successore di San Giovenale e il simbolico segno della liberazione del prigioniero come gesto di solidarietà. Sempre il 2 maggio alle ore 16 nel palazzo vescovile di Narni, organizzato dall'Ufficio peri beni culturali della Diocesi in collaborazione con la parrocchia dei Santi Giovenale e Cassio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e la Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo si terrà la presentazione del volume “Narni e i suoi santi” di Edoardo D'Angelo. All’incontro interverranno il vescovo Ernesto Vecchi, amministratore apostolico della Diocesi, Mario Sensi, docente di Storia della Chiesa antica e medievale presso la Pontificia Università Lateranense, don Angelo D'Andrea, parroco della Cattedrale di Narni, don Claudio Bosi, direttore dell'Ufficio per i beni culturali della Diocesi di Terni Narni Amelia e Massimiliano Bassetti, professore associato di Paleografia latina presso l'Università di Verona. Alla festa del patrono è collegata la tradizionale festa rievocativa medioevale della Corsa all'Anello che si terrà dal 25 Aprile al 12 Maggio. La manifestazione inizierà con la lettura del "banno" per concludersi con


la consueta edizione moderna della Corsa all'Anello presso il Campo de li Giochi, in questo periodo Narni si tufferà nel 1371 per far rivivere a tutti i visitatori la magia del medioevo narnese: suoni, colori, sapori e gesta in un ambiente suggestivo e coinvolgente. Il 25 aprile alle ore 11 presso la biblioteca diocesana si terrà l’inaugurazione della mostra "Narni: cercando luoghi antichi” dedicata ai toponimi narnesi a cura di Bruno Marone, presentata dal Francesco Bussetti. San Giovenale, fu martirizzato il 3 maggio sulla via Nomentana, insieme a Evenzio, Alessandro e Teodulo. San Gregorio Magno nei Dialogi (IV, 12) e nelle Homiliae in Evangelium ricorda un vescovo di Narni, di nome Giovenale, qualificandolo martire. Lo stesso Gregorio ricorda il sepolcro di Giovenale esistente sempre a Narni. Di Giovenale esiste inoltre una “Vita” scritta dopo il sec. VII di scarso valore storico, secondo cui, egli era di origine africana e, ordinato da papa Damaso, fu primo vescovo di Narni. Sempre secondo questa “Vita”, fu sepolto alla Porta Superiore della città sulla via Flaminia. Il sepolcro di Giovenale, su cui fu costruito un oratorio attribuito al suo successore Massimo, fu molto onorato nell'antichità e si conserva tuttora nella cattedrale di Narni. Nel secolo IX, il corpo di Giovenale fu trafugato insieme con quello dei santi Cassio e Fausta e trasportato a Lucca, ma in seguito fu restituito a Narni e posto nella Cattedrale.

AMELIA: GLI COMUNITÀ

IMMIGRATI

E

LA

LORO

INTEGRAZIONE NELLA

Ad Amelia negli ultimi anni, la presenza di immigrati è cresciuta notevolmente fino ad arrivare ad una percentuale che ricalca il dato regionale, ossia il 10%. Per questo l’Amministrazione Comunale sta erogando una serie di servizi ed iniziative con l’intento di migliorare l’integrazione degli stessi immigrati; tra queste è stato attivato la Bottega delle donne tessitrici, ossia un laboratorio di tessitura dove le immigrate e le italiane si incontrano per lavorare ed imparare un mestiere . Il laboratorio funziona con un gruppo di donne straniere partecipanti (provenienti dalla Nigeria, Costa d’Avorio , Moldavia e altri paesi)e due artigiane, una sarta e una che si occupa di maglieria, che si occuperanno dei corsi di formazione . Questo laboratorio non ha finalità assistenzialistiche ma la volontà è quella di creare una vera e propria produzione e di diventare così una piccola attività artigianale, oltre ad essere un luogo per intrecciare relazioni e socializzare. Maria Teresa Di Lernia, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Amelia spiega l’iniziativa “La bottega delle donne tessitrici è aperta alle donne di tutte le nazionalità ed età, per non rischiare di essere ghettizzanti; abbiamo sempre pensato di mettere insieme una piccola sartoria con l’intento da un lato di mescolare le diverse culture, per fa sì che non si resti isolati nel paese della nuova vita e dall’altra di favorire una prospettiva di lavoro”. Nel mese di febbraio è stata istituita anche una Consulta per l’Integrazione composta da dodici membri di diverse comunità (sei uomini e sei donne), anche se ancora è in fase embrionale; la Consulta vuol avere un ruolo propositivo e partecipativo della vita pubblica ed istituzionale di Amelia. Infine è attivo uno sportello per gli immigrati che intende soddisfare e dare risposte ai bisogni informativi, orientativi, psicosociali dei nuovi arrivati. Benedetta Rinaldi

MUSEO DIOCESANO – MOSTRA DI FEDERICO FEDERICO MARCHESINI Da Sabato 27 Aprile prossimo, il Museo Diocesano e Capitolare di Terni ospiterà la mostra personale dell’artista Federico Marchesini dal titolo “Tra Sacro e Profano” con una selezione di pezzi dipinti su tavola, legni di recupero, scuri, finestre trovate in campagne deserte, relitti di naufragi gettati sulla spiaggia e di materie di scarto sui quali l’artista sperimenta nuove vie di composizione figurativa.


La mostra si articola in due grandi capitoli dedicati alla pittura di carattere sacro intimamente legata alla spiritualità dell’artista e all’ osservazione del mondo nelle sue variegate sfaccettature. Federico Marchesini nasce a Todi nel 1947; oltre agli studi professionali ottiene anche il Diploma di Maturità Artistica presso l’Istituto d’Arte di Perugia, diplomandosi, poi, presso la locale Accademia di Belle Arti. La sua carriera artistica vede già un riconoscimento nel 1973, quando espone le sue opere presso la Galleria “Vasino” nella città di Tempio Pausania, dove ritornerà ad esporre nel 2011 presso Palazzo “Scopoli”. Per quanto concerne il nostro territorio, espone nel 2010 presso la Galleria Mentana di Terni. Oltre a mostre temporanee può vantare anche la presenza di alcune delle sue opere in esposizioni permanenti, in città quali Todi, Perugia, Assisi, Gubbio e Roma. Per meglio conoscere la personalità di questo artista si rimanda al sito personale: www.federicomarchesini.com. La mostra è stata realizzata con il Patrocinio della Diocesi di Terni-Narni-Amelia. Vernissage: sabato 27 Aprile 2013, ore 17.30 Apertura: dal lunedì al sabato 16.00/19.30; domenica 10.00/13.00-16.00/19.30 Sede: Museo Diocesano e Capitolare Indirizzo: Via XI Febbraio

INCONTRO CON CHIARA AMIRANTE (FONDATRICE DE “ I NUOVI ORIZZONTI” CHE PRESENTA IL SUO NUOVO LIBRO “SOLO L’AMORE RESTA” - SABATO 13 APRILE ORE 21 CHIESA SAN PIETRO TERNI Nel libro “Solo l’amore resta” (Piemme), Chiara Amirante – 45 anni circa racconta la sua storia. I giornali quasi non sanno chi sia Chiara, ma lo sanno benissimo migliaia di persone che per l’incontro con lei sono usciti dal buio e si sono convertiti. E’ membro del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione. Medjugorje è uno dei suoi luoghi del cuore. E lì s’illuminano i nuovi passi di Chiara. Nasce “Nuovi orizzonti”, l’ideale di una comunità dove si vive con semplicità e integralità il Vangelo. Questo è solo l’inizio dell’avventura di Chiara, ma è nell’origine che si coglie davvero l’essenza di qualunque cosa. Oggi mettere in file i numeri di ciò che è nato da Chiara fa impressione: 174 centri di accoglienza e di formazione, 152 Equipe di servizio, 5 Cittadelle Cielo in costruzione in diversi continenti, più di 250 mila “Cavalieri della luce” che – come dice Chiara – sono impegnati a portare dovunque, nel mondo, “la rivoluzione dell’amore”. Ma tutto questo – che forse è quello che più interesserebbe i media – in realtà è solo un sovrappiù rispetto all’essenziale. Che è l’intima unione spirituale di Chiara con Gesù, la sua toccante umanità, la sua semplicità, la sua gioia contagiosa.

LE STORIE DELL’ARTE ALLA RASSEGNA “IL TEATRO TEATRO VA AL MUSEO” MUSEO” Il Museo diocesano e capitolare di Terni è una delle pinacoteche più importanti dell’Umbria. Dall'aprile 2012, con la manifestazione "Il Teatro va al Museo", si è sviluppato anche in centro polifunzionale per lo spettacolo dal vivo. Maratona Butterfly, mille battiti d'amore, manifestazione artistica promossa dall'lstituto di Studi Teologici e Storico-Sociali (ISTESS) di Terni giunta alla 5° edizione intende creare una scena nuova e giovane, per esprimere in forma di idee le forze e le energie propulsive. Domenica 14 aprile, ore 17 la conferenza del ciclo "Le Storie dell'Arte" a cura di Alessandro Cosma (Galleria Nazionale d’arte antica in Palazzo Corsini, Roma) e il seminario “Indovina chi viene a cena? Dettagli inattesi e


ospiti inconsueti nei Cenacoli del Rinascimento” a cura di Francesco Gangemi Sabato 20 aprile, ore 21 lo spettacolo teatrale ispirato a Francesco d'Assisi e Vladimir Majakovskij “Dinosauri” con Giovanni Delfino (Teatri del Vento) per la regia di Roger Rolin (Institutet for Scenkonst), testi di Vladimir Majakovskij e Giovanni Delfino, musiche originali di Giovanni Delfino e Roger Rolin. Nell’ambito delle iniziative della Maratona Butterly 2013 è inserita la mostra didattica dedicata a Alberto Manzi storia di un maestro a cura del Centro Alberto Manzi, presso le sale espositive del Museo diocesano dall’11 al 25 aprile. Alberto Manzi è stato sì maestro in televisione e in radio, ma anche maestro in carcere e per quasi 40 anni nella scuola, maestro tra indios e campesinos analfabeti del Sud America e maestro di italiano per gli extracomunitari (Insieme, 1992); scrittore di libri per bambini e ragazzi (ricordate Orzowei?); traduttore e divulgatore scientifico; sindaco di Pitigliano (Grosseto). Il Centro Alberto Manzi nasce per far conoscere il lavoro di questo maestro, i suoi valori, le sue metodologie. Manzi ha lasciato testi, trasmissioni televisive, appunti capaci ancora oggi di far pensare, aiutare a capire. Frugare tra i faldoni dell'Archivio è un piacere per studenti, scrittori, insegnanti, formatori, mediatori culturali, operatori sociali ed educatori. Il Centro Alberto Manzi è promosso da Assemblea Legislativa e Giunta della Regione Emilia-Romagna, Ministero dell'Istruzione, dell'Università e Ricerca, Dipartimento di Scienze dell'educazione dell'Università degli Studi di Bologna e Rai grazie ad un Protocollo di Intesa.

INFORMA

DALLE PARROCCHIE

DIOCESI TNA

NARNI - PELLEGRINAGGIO A LOURDES Il Santuario della Madonna del Ponte organizza un pellegrinaggio a Lourdes in pullman dal 1 al 7 luglio. Il programma prevede la visita ad Arles e Nimes e Lourdes con la partecipazione alle funzioni religiose e alle visite ai luoghi di Bernadette nei tre giorni di soggiorno a Lourdes. Durante il percorso del rientro sono previste soste a Carcassone e Aix en Provence, Nizza. La quota di partecipazione è di 600 euro e comprende il viaggio in pullman GranTurismo, pensione completa dalla cena del 1° giorno al pranzo del 7°giorno, sistemazione in alberghi di categoria 3 stelle superior in camere a due letti con servizi privati. Le iscrizioni si ricevono entro il 21 aprile presso il santuario della Madonna del Ponte.

SANT’ANTONIO TERNI – IL CANTICO DI FRATE SOLE La Fraternità Ordine Francescano Secolare e la parrocchia S. Antonio di Terni organizzano per sabato 13 aprile alle ore 16 una conferenza di padre Pietro Messa, ofm della Pontificia Università Antonianum dedicata a: “Il Canto di frate sole di san Francesco, una lode pasquale” “San Francesco nel suo Cantico di frate sole – spiega padre Messa - intuisce che il segreto della vita si nasconde in Dio; e anche nello stupore, nell'accoglienza, nel servizio vicendevole". Si consiglia la lettura di C. PAOLAZZI, “Il Cantico di frate sole” Ed. Porziuncola, Assisi pp. 116, euro 7,00


SACRO CUORE EUCARISTICO – CATECHESI SUI DIECI COMANDAMENTI Presso la parrocchia del Sacro Cuore Eucaristico di Gesù ogni martedì 9 ottobre alle ore 21 si tiene la catechesi sui “Dieci comandamenti” animata da padre Marco Ronca nel teatro parrocchiale. E’ la proposta che viene fatta partendo dalle proprie storie ed esperienze, per rivedere in maniera seria, e con un linguaggio adatto ad una riflessione adulta, il senso dell’esistenza. Una ricerca sugli aspetti centrali della vita come sono stati enucleati nei “dieci comandamenti”, intesi come uno schema di verifica del rapporto dell’uomo con se stesso, con le cose in cui crede e le persone che ama, con la propria storia e con Dio, per dare un senso compiuto alla propria esistenza. Una Parola bella e autentica che, anche dopo una grave ingiustizia o un improvviso dolore, può ridare la gioia e la vita che tanto si desidera. Ciascuno potrà così riempire le reti vuote, facendo luce su ciò che subdolamente ha deluso con l’annuncio di una vita nuova che Gesù Cristo vuole regalare. Un cammino comunitario che offre importanti spunti di riflessione e crescita nella fede.

SAMBUCETOLE – QUEI SEGNI DELLA VIA CRUCIS "Come tante piccole anime. Chissà, forse son proprio le nostre...". Al termine della Via Crucis, una signora dai modi signorili, è rimasta quasi incantata dalle piante di Veccia disposte lungo i sentieri della processione. Ed ha voluto condividere con chi scrive il suo incanto. Ad ispirarla forse sarà stato quel color biancastro delle piante fatte crescere nei buio delle cantine, oppure l'inconsistenza quasi impalpabile dei filamenti vegetali. Ma l'idea che un'altra parte del mio io stesse lì ad osservarmi, mentre assieme ad altri ripercorrevo la Passione del Nazareno, è un qualcosa che mi consola e rende più sopportabile il mio essere profondamente umano. La Via Crucis del Venerdì Santo a Sambucetole non solo rappresenta la Passione del Nazareno ma diviene emblema dell'oggi, del momento nel quale scrivo e della terra nella quale vivo. No, non pensare che faccia riferimento al pianeta ma proprio a questo lembo di territorio. A Sambucetole tanto per esser chiari. Dirò di più: c'è un filo ideale ma al contempo assai sentito che lega le dinamiche insite nel conclave romano e le sofferenze d'un anziano parroco di campagna. Il dolore arrecato alla Chiesa e quello col quale convive il nostro Don Giuseppe. Ed ecco che la Via Crucis mi appare come un evento per condividere questo dolore ma anche per tentare di superarlo. In che modo? La ricetta cristiana prevede da più di duemila anni sempre gli stessi ingredienti: il perdono, la riconciliazione e la speranza. Il perdono che Giovanni Paolo II ha mostrato nei confronti di chi lo voleva uccidere, la riconciliazione che Benedetto XVI ha offerto al suo inserviente, la speranza come miglior ricostituente per un sacerdote quasi centenario che vuole ancora guidare la sua comunità. La processione tra i vicoli del paese, ad ogni stazione la lettura dei passi evangelici con dei commenti attinenti anche a fatti legati all'attualità. Le piante di veccia, che gli abitanti del borgo amorevolmente fanno crescere numerosissime al buio delle cantine durante i quaranta giorni di quaresima, hanno non solo un ruolo ornamentale, ma fungono anche da simbolo della vita che vince sull'oscurità della morte. Luca Proietti


L’UNITALSI A LORETO E LOURDES L'Unitalsi sottosezione di Terni organizza due pellegrinaggi per volontari e malati. Il primo a Loreto si svolgerà dal 19 al 21 aprile 2013. Il secondo a Lourdes dal 30 giugno al 7 luglio 2013 con il treno o con l'aereo, termine iscrizione 30 aprile. Il pellegrinaggio dei malati a Lourdes è un’occasione importante per vivere insieme un’esperienza di solidarietà e amicizia, laddove più forte si manifesta il senso vero della vita, dove i volontari, i pellegrini e i malati sono insieme per vivere la straordinaria esperienza di fede e di amore a Lourdes. Inoltre il 18 e 19 maggio si terrà un pellegrinaggio Giovani a Civitavecchia. Per informazioni ed iscrizioni contattare l’ufficio Unitalsi, via Aminale 49, aperto nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

MOVIMENTO CORSI DI CRISTIANITA’ – INCONTRI DI APRILE Sabato 13 aprile ore 17,00: Scuola Responsabili a Ponte San Lorenzo. Al termine Giancarlo e Adriana Bregliozzi, in occasione del loro 50° Anniversario di Nozze saranno lieti di condividere la loro gioia in amicizia. Mercoledì 17 aprile ore 21,00 in programma l’ Ultreya presso l’Oratorio San Giuseppe Giovedì 25 aprile la gita all’Abbazia Benedettina di Santa Maria di Farfa e Battello sul Tevere (Poggio Mirteto-RI). Partenza da San Giuseppe h 8,30 – Escursione in battello (1 ora) – Visita guidata tra le botteghe e il borgo storico – Ristorante. Visita guidata in Abbazia- Prezzo : € 29 ( trasferimenti esclusi)


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