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Parrocchie di san Vittore e san Dionigi ALBAVILLA e CARCANO

LA DOMENICA Diocesi di Milano - Zona Pastorale III - Decanato di Erba

20 agosto 2017 - Anno I / Num. 50

XI domenica dopo Pentecoste

La forza si manifesta nella debolezza PAPA FRANCESCO

Piazza S. Pietro - Martedì, 15 agosto 2017 ANGELUS - SOLENNITÀ DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Oggi, solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, il Vangelo ci presenta la giovane di Nazaret che, ricevuto l’annuncio dell’Angelo, parte in fretta per stare vicino a Elisabetta, negli ultimi mesi della sua prodigiosa gravidanza. Arrivando da lei, Maria coglie dalla sua bocca le parole che sono entrate a formare la preghiera dell’“Ave Maria”: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo» (Lc 1,42). In effetti, il dono più grande che Maria porta a Elisabetta – e al mondo intero – è Gesù, che già vive in lei; e vive non solo per la fede e per l’attesa, come in tante donne dell’Antico Testamento: dalla Vergine Gesù ha preso carne umana, per la sua missione di salvezza. Nella casa di Elisabetta e di suo marito Zaccaria, dove prima regnava la tristezza per la mancanza di figli, ora c’è la gioia di un bambino in arrivo: un bambino che diventerà il grande Giovanni Battista, precursore del Messia. E quando arriva Maria, la gioia trabocca e prorompe dai cuori, perché la presenza invisibile ma reale di Gesù riempie tutto di senso: la vita, la famiglia, la salvezza del popolo… Tutto! Questa gioia piena si esprime con la voce di Maria nella preghiera stupenda che il Vangelo di Luca ci ha trasmesso e che, dalla prima parola latina, si chiama Magnificat. È un canto di lode a Dio che opera cose grandi attraverso le persone umili, sconosciute al mondo, come è Maria stessa, come è il suo sposo Giuseppe, e come è anche il luogo in cui vivono, Nazaret. Le grandi cose che Dio ha fatto con le persone umili, le grandi cose che il Signore fa nel mondo con gli umili, perché l’umiltà è come un vuoto che lascia posto a Dio. L’umile è potente, perché è umile: non perché è forte. E questa è la grandezza dell’umile e dell’umiltà. Io vorrei domandarvi – e anche a me – ma non si risponde a voce alta: ognuno risponda nel cuore: “Come va la mia umiltà?”. Il Magnificat canta il Dio misericordioso e fedele, che compie il suo disegno di salvezza con i piccoli e i poveri, con quelli che hanno fede in Lui, che si fidano della sua Parola, come Maria. Ecco l’esclamazione di Elisabetta: «Beata te che hai creduto» (Lc 1,45). In quella casa, la venuta di Gesù attraverso Maria ha creato non solo un clima di gioia e di comunione fraterna, ma anche un clima di fede che porta alla speranza, alla preghiera, alla lode. Tutto questo vorremmo avvenisse anche oggi nelle nostre case. Celebrando Maria Santissima Assunta in Cielo, vorremmo che Lei, ancora una volta, portasse a noi, alle nostre famiglie, alle nostre comunità, quel dono immenso, quella grazia unica che dobbiamo sempre chiedere per prima e al di sopra delle altre grazie che pure ci stanno a cuore: la grazia che è Gesù Cristo! Portando Gesù, la Madonna porta anche a noi una gioia nuova, piena di significato; ci porta una nuova capacità di attraversare con fede i momenti più dolorosi e difficili; ci porta la capacità di misericordia, per perdonarci, comprenderci, sostenerci gli uni gli altri. Maria è modello di virtù e di fede. Nel contemplarla oggi assunta in Cielo, al compimento finale del suo itinerario terreno, la rin-


graziamo perché sempre ci precede nel pellegrinaggio della vita e della fede – è la prima discepola. E le chiediamo che ci custodisca e ci sostenga; che possiamo avere una fede forte, gioiosa e misericordiosa; che ci aiuti ad essere santi, per incontrarci con lei, un giorno, in Paradiso. O Madre, porta del cielo specchio della luce divina tabernacolo dell’alleanza tra Dio e gli uomini; lascia che le nostre anime volino dietro a te quasi staccandosi da terra, lascia che salgano dietro il tuo radioso cammino, trasportate da una speranza che il mondo non ha: quella della beatitudine eterna. Guidaci con te, Maria, sulla via della speranza e dell’amore operoso. Confortaci dal cielo, o Maria pietosa, e per le tue vie della purezza e della speranza guidaci un giorno all’incontro con te e con il tuo divin Figlio il nostro Salvatore Gesù. (Beato Paolo VI)

APPUNTAMENTI SETTEMBRE

Sabato 2 - (ore 20.00): S. Messa a Saruggia. Lunedì 4 - (ore 21.00): Riunione del Consiglio dell’Oratorio Martedì 5 - (ore 21.00, in oratorio): Incontro genitori e padrini dei bambini che saranno battezzati domenica 17 settembre. Mercoledì 6 - (21.00, in casa parrocchiale): Incontro della Commissione Liturgica. Sarebbe molto utile che nuove persone iniziassero a partecipare a questo gruppo così da offrire alla nostra la comunità collaboratori competenti in materia liturgica. Giovedì 7 - (ore 15.30-18.00): Giornata Eucaristica con esposizione del Santissimo Sacramento. Venerdì 8 - (ore 20.45): Solenne celebrazione del S. Rosario in preparazione alla festa della Madonna della Rosa e “Benedizione delle rose”. Lunedì 11 - (ore 21.00, in oratorio): Incontro del Consiglio Pastorale Parrocchiale. Martedì 12 - (ore 20.45): S. Messa; si ricorderanno in particolare tutti i defunti della Parrocchia. Domenica 17 - (ore 16.00): Celebrazione del Battesimo

Dall’Omelia di Papa Benedetto XVI. Domenica, 21 agosto 2005

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Colonia, Spianata di Marienfeld

hi ha scoperto Cristo deve portare altri verso di Lui. Una grande gioia non si può tenere per sé. Bisogna trasmetterla. In vaste parti del mondo esiste oggi una strana dimenticanza di Dio. Sembra che tutto vada ugualmente anche senza di Lui. Ma al tempo stesso esiste anche un sentimento di frustrazione, di insoddisfazione di tutto e di tutti. Vien fatto di esclamare: Non è possibile che questa sia la vita! Davvero no. E così insieme con la dimenticanza di Dio esiste come un boom del religioso. Non voglio screditare tutto ciò che c’è in questo contesto. Può esserci anche la gioia sincera della scoperta. Ma, per dire il vero, non di rado la religione diventa quasi un prodotto di consumo. Si sceglie quello che piace, e certuni sanno anche trarne un profitto. Ma la religione cercata alla maniera del “fai da te” alla fin fine non ci aiuta. È comoda, ma nell’ora della crisi ci abbandona a noi stessi. Aiutate gli uomini a scoprire la vera stella che ci indica la strada: Giovedì 17 agosto abbiamo celeGesù Cristo! Cerchiamo noi stessi di conoscerlo sempre meglio brato l’Eucaristia in suffragio della per poter in modo convincente guidare anche gli altri verso di defunta PONTIGGIA CESARINA, di anni 73 Lui. Per questo è così importante l’amore per la Sacra Scrittura e, di conseguenza, importante conoscere la fede della Chiesa che ci Concedi, o Padre, a questa nostra dischiude il senso della Scrittura. cara defunta di partecipare al banÈ lo Spirito Santo che guida la Chiesa nella sua fede crescente e chetto eterno, preparato nei cieli l’ha fatta e la fa penetrare sempre di più nelle profondità della da Cristo Risorto, nostro Signore. verità (cfr Gv 16, 13). AMEN.


XI DOPO PENTECOSTE Dal primo libro dei Re

(19, 8b-16b. 18a-b) In quei giorni. Elia camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb. Là entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Che cosa fai qui, Elia?». Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita». Gli disse: «Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore». Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: «Che cosa fai qui, Elia?». Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita». Il Signore gli disse: «Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Cazaèl come re su Aram. Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsì, come re su Israele e ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto. Io, poi, riserverò per me in Israele settemila persone, tutti i ginocchi che non si sono piegati a Baal». Seconda lettera di san Paolo apostolo (12, 2-10b) ai Corinzi

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(20 agosto 2017)

Fratelli, so che un uomo, in Cristo, quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunciare. Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò, fuorché delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato: direi solo la verità. Ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi più di quello che vede o sente da me e per la straordinaria grandezza delle rivelazioni. Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo. Dal Vangelo secondo Matteo

(10, 16-20) In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli; «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi».

d ecco Elia giunto all’Oreb, il monte dove Dio apparve a Mosè nel fuoco di un roveto, il monte chiamato anche Sinai, dove il popolo ricevette le tavole della legge e nel corso di una solenne teofania tra lampi e fulmini, fuoco e fumo udì la voce del Signore eppure rimase in vita. Sul monte Oreb il cammino di ritorno alle origini iniziato da Elia alle sorgenti del fiume Cherit giunge al punto culminante. Dio concede a Elia di ripercorrere le grandi teofanie con cui aveva tratto il popolo dall’Egitto: un forte vento d’oriente aveva diviso il mare. Giunto alle falde del monte Sinai il popolo aveva assistito a un terremoto, segno della presenza divina sul monte. Una colonna di fuoco aveva accompagnato il viaggio di Mosè nel deserto, la stessa colonna di fuoco che era passata in mezzo alle carcasse degli animali divisi da Abramo, la notte in cui stipulò l’alleanza con Dio. Ora però Elia s’avvede che vento, terremoto e fuoco sono vuoti della presenza divina. Il Signore non era nel vento, né nel terremoto, né nel fuoco, il Signore si rivela ad Elia in una voce di silenzio che svanisce, come potrebbe


Celebrazioni liturgiche Lunedì 21 S. Pio X, papa 8.30 artedì 22 M 8.30 ercoledì 23 M 8.30

B. Vergine Maria Regina

Grammatica Giovanni Per il Papa

Veronelli Angelo / Gentile e Pietro

Giovedì 24 S. Bartolomeo, apostolo 18.00 Venerdì 25 Per la Chiesa universale 8.30 Sabato 26 Vigiliare della domenica

18.00 Domenica 27 - Che precede il Martirio

8.30 11.00 18.00 Giuseppe

Celebrazione delle Ss. Messe a: CARCANO - martedì, 8.30; mercoledì, 17.00; domenica, 9.45 COROGNA - giovedì, 8.30; domenica, 8.00 NOTA BENE! Per quest’anno la celebrazione della S. Messa delle ore 18.00 della domenica continuerà AD ESPERIMENTUM anche durante tutto il mese di agosto.

Celebrazione del Sacramento del Battesimo

Lezionario Ambrosiano

Festivo: Anno A Feriale: Anno I, Settimana della XI domenica dopo Pentecoste Liturgia delle Ore: IV settimana del salterio

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ccogli benevolmente i nostri doni, o Padre di misericordia, trasformali con la tua azione santificatrice e rendili per noi segno efficace di salvezza. Per Cristo nostro Signore. iovedì 31 agosto ore 18.00: S. Messa in suffragio del. Card. C. M. Martini, nel V anniversario della morte.

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essere tradotta l’espressione ebraica. Qôl demamâ daqqâ: voce del tenue mormorio. Le forze della natura sono sottomesse all’imperscrutabile agire di Dio, ma il Signore non è nelle forze della natura. Il Signore parla al cuore. Il comando del Dio di Israele è uno solo: shemà Israel! Ascolta Israele, ascolta quella voce sottile di silenzio che parla al tuo cuore. Questo è il cuore del messaggio di Elia. Il silenzio di Dio non è semplicemente castigo, ma è richiamo profondo, sottile che sale dal di dentro del cuore umano. Un richiamo che appartiene al suo essere a somiglianza di Dio, è nostalgia di quella brezza leggera che ventilava l’Eden quando Dio passeggiava con Adamo al calar del sole.

17/9 - 29/10 - 19/11 - 8/12 Telefonare prima per fissare l’incontro dei genitori Che fai qui Elia? La domanda apre e con il Parroco. Il giorno più propizio per l’incontro è chiude questa straordinaria esperienza il sabato pomeriggio. del profeta, simile a quella di Mosè per Se alla nascita di un bambino/a avvisate in parrocchia, la circostanza, ma superiore ad essa per suoneremo le campane alle 12.20 l’intensità. I simboli di questa esperienza saranno quelli applicati allo Spirito SanDomenica 27 agosto to, presenza tenace e silenziosa di Dio Alle 9.45 S. Messa nel cuore dei credenti. al santuario di Loreto. Che fai qui Elia? Chiede il Signore: Che Ore 20.45: Santo Rosario e bacio cerchi? Non vinco nel fuoco, vinco nel della Reliquia soffio leggero dell’amore!

Casa parrocchiale Albavilla: tel. 031 62 74 71 / E-mail: albavilla@chiesadimilano.it Per Carcano E-mail: carcano@chiesadimilano.it

don Paolo, parroco: 347 27 91 736 / E-mail: pvesen@gmail.com Sito: www.parrocchiadialbavilla.it

Ladomenicaalbavilla  
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