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Caro cittadino, cara cittadina carpinese ti chiedo scusa per questa intromissione nella tua casa e nella tua vita. Lo faccio perché voglio raccontarti una storia. La storia degli ultimi 12 anni di tutti noi carpinesi. Voglio raccontarti di come un giovane e il suo gruppo abbiamo illuso tante donne e tanti uomini carpinesi di poter cambiare in senso positivo il nostro paese, le nostre abitudine, i nostri usi e costumi. Entro nella tua casa con questa lettera perché Mario Trombetta più di 12 anni fa ci chiese di votarlo per mandare a casa la vecchia classe politica di Carpino, ma poi, quando ciò accadde, Mario Trombetta non agì in modo diverso da primi ma li sostituì in pieno a suon di voti di scambio, di ricatti e di quant'altro di malefico ci può essere. Voglio raccontarti della sua seconda volta, quanto per essere rivotato come sindaco, Mario Trombetta, ci parlo di un accordo di area che prevedeva l'apertura nel territorio carpinese di una fabbrica per la produzione di semilavorati di legno che avrebbe dato lavoro a non meno di 150 famiglie carpinesi. Ma, invece, di nuovi posti di lavoro nei primi mesi del nuovo mandato mise in atto ogni tipo di abuso, angherie, vessazioni, emarginazione, umiliazioni e maldicenze per costringere i dipendenti comunali ad abbandonare il lavoro. E' sentenza dei giorni scorsi, del tribunale di Lucera, quella che ha condannato Mario Trombetta e gli altri amministratori dell'epoca per mobbing nei confronti di un dipendente comunale che aveva apertamente fatto campagna elettorale per il suo avversario politico. Voglio raccontarti della terza volta, quando entro nelle nostre case per chiederci ancora una volta il voto a favore di Rocco Manzo, e quindi per lui, perché non potevamo fermarci a meta dell'opera. Voglio raccontarti della quarta volta, quando ci chiese il voto per Rocco Ruo perché era arrivato il momento di riportare un carpinese in provincia per risolvere i problemi che il sindaco non può da solo affrontare. Infine, storia di questi giorni, Mario Trombetta è ritornato nelle nostre case per chiederci di nuovo il voto per portarlo in regione, promettendo altri posti di lavoro, case Iacp e appalti a tutti per risollevare la situazione di Carpino, del Gargano e della Puglia. Dopo tutte le volte che gli ho dato il mio voto sulla fiducia, ho deciso questa volta di chiedergli cosa avesse realizzato in questi 12 anni. Gli ho fatto presente che il tempo per cambiare il volto di Carpino ne ha avuto non poco, ma molto. Gli ho ricordato che anche il consenso e i voti ne ha avuto tanti. Non può certo incolpare l'opposizione di avergli impedito di realizzare i suoi progetti. Gli ho fatto notare che anche le cariche e i relativi compensi non sono stati di poco conto. Sindaco per due volte. Presidente del consiglio Comunale attualmente. Uomini piazzati nella Comunità Montana e nel Parco, con un presidente dello stesso colore politico. Un consigliere provinciale che è anche assessore alla cultura del comune ed una giunta provinciale amica perché di centrodestra. Un compare prima presidente della regione ed oggi ministro della repubblica. Ancora carica di vicepresidente dell'associazione città dell'olio ed infine, oggi, carica (e relativo stipendio) di direttore del Gal Gargano. Mario Trombetta non avendo nulla da dire, se non qualche menzogna facilmente smascherabile, mi ha apostrofato come "professionista sfascista". Adesso non voglio annoiarti dicendoti che Mario Trombetta nulla ha fatto per il nostro paese, per l'agricoltura, per l'edilizia, per il paesaggio, per l’ambiente, per lo sport, per la scuola e per gli altri beni comuni. Non voglio neanche dirti che il voto che ci sta chiedendo non serve, perché non basta, a portarlo nel consiglio regionale, ma gli serve per ambire ad un'altra carica, quella di Presidente o Direttore del Parco del Gargano. Voglio però dirti di guardare uno dei tantissimi manifesti con cui ha tappezzato ogni strada e secchio della raccolta differenziata di Carpino. Guardalo bene, chiediti pure se sia stato o meno taroccato, ma poi allarga lo sguardo e se, dopo 12 anni, trovi segni di cambiamento e di miglioramento allora ritorna a votarlo. Se, invece, il tempo ha fatto la sua parte ed il paese è invecchiato, più insicuro, con meno opportunità di lavoro, con più figli o fratelli che sono dovuti andare via, con più ingiustizia e conflitto sociale allora il 28 e 29 marzo scegli di non votarlo ancora una volta. Mario Trombetta sta abusando della fiducia dei Carpinesi che non hanno l’anello al naso. I nostri figli ci ascoltano, non gli togliamo la speranza che le cose possano migliorare. Non votando Mario Trombetta incominciamo a demolire quel muro che impedisce alle tante persone perbene di lavorare per Carpino. Ognuno cominci da se stesso, perché altrimenti mandiamo all'aria il futuro e la credibilità della nostra comunità.

Non è questo il prodotto tipico garganico che dobbiamo esportare, molto meglio le fave di Carpino. Angelo di Nunzio Cittadino carpinese

Caro cittadino carpinese  

Invito a non votare cattivi maestri

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