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REGIONE BASILICATA

ANNO 1 - NUMERO 1 SETTEMBRE 2012

“LE SENTINELLE DELL’ DELL’AMBIENTE” AMBIENTE” INTERVISTA AL PRESIDENTE DOMENICO TOTARO ACCORDO QUADRO REGIONE-PARCO RICERCA: GLI ANFIBI INDICATORI DELLA BIODIVERSITÀ MOSTRA: MICHELE TEDESCO, PITTORE LUCANO NELL’ITALIA UNITA 1


EDITORIALE

SEDE PARCO NAZIONALE DELL’APPENNINO LUCANO –MARSICO NUOVO –PZ

“LA NOSTRA PRIORITÀ È L'AMBIENTE"

Sommario: EDITORIALE “La nostra priorità è l'ambiente” di Rocco De Rosa

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INTERVISTA AL PRESIDENTE DOMENICO TOTARO

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FIRMATO L'ACCORDO QUADRO REGIONE PARCO di Michele Russomanno

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IL RAPPORTO REGIONE E PARCO di Donato Viggiano

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AMBIENTE - TURISMO Il binomio Turismo - Sviluppo Verso la CETS Un Parco per il Sud.

A colloquio con Giampiero Sammuri

• L'Appennino Lucano formidabile attrattore Intervista a Marcello Pittella

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• Quale turismo? - di Giampiero Perri

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• Un turismo davvero produttivo - di Gianni Rosa

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Pertusillo – Si mobilitano Arpab e ISS

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Pertusillo: parlano i Sindaci

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Il Cta del Parco – Vigilanza ma non solo

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Dal parco del petrolio al parco vero di Antonio Bavusi

Gli anfibi nel Parco

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EDUCAZIONE AMBIENTALE Piccole guide di Maurilio Cipparone

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Orchidee selvatiche – convegno in Val d'Agri

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CULTURA La pittura di Michele Tedesco

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Compie 75 anni il primo acquedotto dell'Agri

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Fede e tradizioni religiose

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La Lucania di Sinisgalli - di Luigi Beneduci

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Erano attese poche decine di persone. Sono stati invece centinaia i partecipanti al Consiglio comunale aperto di Viggiano sui temi del petrolio, dello sviluppo, della salvaguardia di ambiente e salute, con riferimento all'area di estrazione del greggio. Il faccia a faccia tra amministratori, popolazione, tecnici e responsabili dell'Eni è durato ore e ore e si è concluso a notte fonda. Un appuntamento destinato ad avere indubbiamente un seguito e a fare storia. L'evento sollecita una riflessione sulla prospettiva del petrolio, per un verso, ma soprattutto sul Parco nazionale dell'Appennino lucano, Val d'Agri Lagonegrese , l'altra faccia della medaglia che rappresenta, non solo nei pensieri della gente, quel baluardo indispensabile per difendere uomini e paesaggio in un Il Consiglio comunale contesto in cui la Basilicata è aperto di Viggiano ha diventata ormai messo in luce la volontà della il primo produttore di gente di non rimanere esclusa greggio in terra da certe decisioni. E da tutta ferma a livello una serie di scelte dalle quali europeo. Cosa di potrà dipendere un vero camcui si parla molto poco, tra biamento di rotta.” l'altro. Da quel Consiglio comunale ad oggi cosa sta cambiando? La partecipazione della gente è andata sensibilmente crescendo. Una importante trasmissione de La7 ha messo a fuoco problemi vecchi e nuovi. Altri percorsi sembrano aprirsi sul piano politico e amministrativo, mentre il Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, rassicura i lucani dicendo loro che dal 1998 ad oggi nessuna concessione petrolifera è stata assegnata: le trivelle nei boschi, e nello stesso territorio del Parco nazionale, sono il frutto di autorizzazioni concesse in passato. A Paolo Scaroni, AD di Eni, De Filippo ricorda: "la nostra priorità è l'ambiente". Intanto Guido Viceconte, senatore del Pdl, sottolinea che il Memorandum di intesa Stato Regione (con la prospettiva di


GRUMENTO NOVA – PZ

INTERVISTA AL PRESIDENTE DOMENICO TOTARO Il passaggio dalla fase di commissariamento a quella della presidenza porta con sé consuntivi e nuovi progetti. Parliamo dei primi. Cos’è cambiato nel Parco dell’Appennino Lucano dal giorno in cui è stato nominato commissario ad oggi? La fase di commissariamento ha consentito la partenza del Parco, che oggi non è più un progetto o una speranza, ma una realtà. Se devo fare un consuntivo dico che in questi tre anni, insieme ad altri che hanno collaborato, è stato fatto il primo importante passo verso l’assestamento di un giovane ente: quello dell’identità. Questo Parco, come hanno notato anche molti esperti, non nasce in virtù di una sola peculiarità, come molte altre aree protette, ma DOMENICO TOTARO PRESIDENTE PARCO APPENNINO LUCANO VAL sulla sua D’AGRI LAGONEGRESE “omogeneità variegata”, data dal denominatore comune che è l’estrema propaggine dell’Appennino Meridionale. Questo non è soltanto il Parco delle vette e delle valli, della multiforme biodiversità floro-faunistica, ma è anche il Parco delle antiche e tradizionali colture agricole, della pastorizia, dei piccoli borghi adagiati sui rilievi lucani ricchi di usi, costumi e prodotti tipici. È anche il Parco di Sinisgalli e Pagano, degli scavi di Grumentum e dei percorsi religiosi; una ricchezza estremamente multiforme che non è semplice portare a sintesi e compendiare in un unico brand (marchio). Ma la sfida è proprio questa. Un Parco sui generis. Un Parco ricco in cui la tutela e la protezione dell’ambiente, che è la missione propria che ci affida la L. 394/91 sulle aree protette, deve coniugarsi con la valorizzazione e la promozione di queste ricchezze. Per questo è importante il lavoro sull’identità. 3

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uno sviluppo non solo sulla carta) è finalmente a vantaggio della Basilicata. Mette a disposizione di questa terra del Sud nuove risorse, ribadisce Viceconte, oltre alle royalties distribuite qua e là. Si tratta di miliardi che arriveranno nel tempo, da spendere bene. Somme in grado di cambiare qualcosa e forse più di qualcosa nel campo del lavoro e della crescita economica. Così come sperano i lucani, ormai da tempo. Il Consiglio aperto alla gente ha messo tuttavia in evidenza molti aspetti di una questione certamente non nuova, anche a giudicare dagli interventi. Amedeo Cicala, uomo dell'opposizione del centro destra nell'assemblea municipale viggianese, non riesce intanto a nascondere il suo disappunto, anche per il gran parlare molto generico, sostiene, di ambiente, di risorse, di parco e di petrolio che si è fatto in quel Consiglio comunale. Tanta carne in pentola, insomma. E Giambattista Mele mette in relazione il petrolio con le ricadute, inesistenti, sul territorio e l'occupazione. Il punto focale del dibattito rimane il ruolo dell'Agenzia per la protezione dell'Ambiente - l'Arpab - chiamata a svolgere un'azione incisiva e di tutela del territorio, oltre che della salute degli abitanti. Ma non basta. Ci sono anche altri soggetti interessati al problema, a cominciare dalle Asp, dal centro di ricerca e monitoraggio istituito un anno fa a Marsiconuovo. Senza trascurare la funzione primaria del CNR, in grado indubbiamente di fornire qualora lo si volesse - utili riferimenti sullo stato del suolo e dell'atmosfera, nelle zone di estrazione e dintorni. Ma anche ben oltre il perimetro del petrolio, giacché la questione dell'integrità dell'ambiente non riguarda solo le aree di estrazione. Un dato è certo. Il Consiglio comunale aperto di Viggiano ha messo in luce la volontà della gente di non rimanere esclusa da certe decisioni. E da tutta una serie di scelte dalle quali potrà dipendere un vero cambiamento di rotta. Per ora soltanto atteso e naturalmente auspicato. Rocco De Rosa


CASTELSARACENO L'ABITATO PZ

Quali azioni sono state messe in campo finora a questo scopo? La prima azione è stata quella dell’individuazione del logo identificativo del Parco, dell’immagine, cioè, capace di creare una profonda identità fra Parco e territorio. Appena insediato, ho attivato le procedure per l’espletamento del bando. La risposta è stata al di sopra di ogni aspettativa; sono pervenute più di mille proposte valutate da una commissione composta da esperti e rappresentanti istituzionali del territorio. Abbiamo messo in campo, inoltre, azioni volte al reale funzionamento istituzionale dell’ente, quali: l’individuazione della sede, presso ex Convento delle Benedettine di Marsico Nuovo, sito che riveste certa importanza storicomonumentale e, contestualmente, l'attivazione del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato (CTA) con sede in Palazzo Parisi a Moliterno; CTA che, integrato dalla presenza di otto stazioni dislocate sul territorio da salvaguardare, avrà il delicato compito di controllare il territorio da salvaguardare in maniera stringente per un’efficace opera di monitoraggio ambientale. Ho avviato, con la delibera commissariale n.05 del 31/01/2011, il percorso necessario alla definizione dei contenuti del Piano e Regolamento del Parco così come previsto dalla legge quadro sulle aree protette. Si è proposta ai Ministeri competenti, mediante 4

appositi atti amministrativi supportati dal reale fabbisogno dell'Ente, la pianta organica, che ha avuto in tempi alquanto ragionevoli se rapportati ad altre esperienze di enti gestori, l’ok del Ministero dell’Economia, di quello della Funzione Pubblica e, finalmente, in questi ultimi giorni anche l'approvazione definitiva del Ministero dell’Ambiente. L'intesa con la Regione Basilicata per il bando e l’individuazione delle Guide Ufficiali del Parco, tutti giovani lucani dotati di elevate competenze e professionalità', ha permesso di completare il quadro delle strutture portanti che già' operano a pieno regime per il buon funzionamento del Parco. Spesso i Parchi non sono accettati dagli abitanti perché sono visti come enti che esprimono solo vincoli. Cosa è stato fatto per rafforzare il rapporto fra il Parco e i suoi abitanti, i cittadini che risiedono nei comuni che ne fanno parte? Per agevolare il rapporto con i cittadini ed evitare che pesassero sugli stessi alcuni inevitabili prescrizioni, ho adottato due regolamenti, quello relativo al trasporto delle armi e quello che regola la concessione degli indennizzi per i danni da fauna selvatica. Riguardo a quest’ultimo va detto che l’Ente sta già provvedendo al risarcimento di agricoltori e allevatori che hanno subito danni. Ma un’attenzione particolare è stata riservata ai cittadini del futuro, i

ragazzi delle scuole, con i quali abbiamo stretto un forte legame grazie ai diversi progetti di educazione ambientale. In stretta collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado ed i CEAS, centri di educazione ambientale che operano nel Parco, la Regione ed i Ministeri

ANACAMPTIS PAPILIONACEA

dell’Ambiente e dell’Istruzione, l’Ente Parco ha realizzato, in qualità di capofila, diverse iniziative di sensibilizzazione ambientale, quali “Estate nei Parchi”, “Piccole Guide sulle piste dell’Appennino”, “Il Parco nel nostro futuro” e progetti come “Occhi del Parco”, finalizzati, a loro volta, alla educazione dei giovani alla legalità ambientale. Infine, con il progetto “Green Jobs”, finanziato dal Miur e realizzato con il supporto didattico – formativo del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l'Ingegneria delle Georisorse (CINIGeo), abbiamo lanciato un


LAGO DEL PERTUSILLO - SPINOSO

regionali, dà forza e contenuto alle azioni che abbiamo descritto. Rilevante importanza riveste anche il protocollo di intesa con l’Inea, che, in collaborazione con i Comuni, l’Alsia, il Cra e gli operatori di settore interessati supporta azioni di sviluppo rurale puntando alla creazione del “marchio ombrello del Parco”.Contestualmente a queste azioni, abbiamo attivato l’iter per la certificazione della Carta Europea del Turismo Sostenibile, in collaborazione con Federparchi e la Fondazione Enrico Mattei (FEEM). A proposito degli organi del Parco. Come prosegue ora l’iter di completamente della struttura gestionale dell’Ente Parco? Intanto vorrei formulare l’auspicio che il perfezionamento degli organi di governo dell’Ente Parco, il Consiglio Direttivo e la Comunità del Parco, così come previsto dalla legge, avvenga al più presto ed all’insegna di un’ampia collaborazione istituzionale, in modo da avviare concretamente il dibattito sullo ANNO 1 - NUMERO 1 SETTEMBRE 2012

messaggio preciso ai giovani sulle Federparchi, e di notevole materiale opportunità che il Parco può offrire divulgativo, strumenti grazie ai quali nel settore innovativo della “green è stata data la possibilità alle economy”. strutture ricettive, agli operatori Il Parco come opportunità è un’idea che turistici, agli operatori ambientali ed tutti si aspettano di vedere realizzata. ai fornitori di prodotti tipici di veicolare la propria offerta su una Cosa è stato fatto in questa direzione? Il Parco siamo noi tutti, a cominciare piattaforma di livello nazionale e dai suoi abitanti, il capitale umano, internazionale. che è la risorsa più grande su cui Cosa rappresenta per lei la nomina a puntare. Più si prende coscienza di Presidente? questo e più si capitalizza questa Senz’altro una grande responsabilità. opportunità in termini di crescita. Dal Vorrei dare atto del grande senso di dimostrato dal canto nostro abbiamo fatto anche in responsabilità questo un pezzo di strada Presidente della Regione dott. De interessante. Si pensi, ad esempio, Filippo, il quale è riuscito a trovare il alla perimetrazione dell’area Parco, punto di equilibrio sulla mia nomina necessaria per la promozione del per avviare concretamente l’azione territorio, ed alla partecipazione a del Parco. È da sottolineare, inoltre, fiere ed iniziative promozionali di per l’importanza che riveste, rilevanza nazionale ed l’accordo di programma quadro internazionale, le quali hanno sottoscritto con la Regione Basilicata contribuito a veicolarne all’esterno le lo scorso luglio, il quale sancisce un comune impegno dei due enti per la emergenze ambientali e culturali. di un turismo Per coniugare identità e promozione comunicazione, poi, abbiamo sostenibile e per la salvaguardia della puntato sulla redazione di un "Piano biodiversità del Parco. L’accordo, per la Ricerca la Comunicazione e la interessando tutti i dipartimenti Promozione dell'Identità" del Parco, che, ancora in essere, sarà oggetto di dibattito e valutazione da parte della Comunità del Parco. In questa prospettiva va inquadrato l’impegno che abbiamo profuso nella realizzazione del sito CASCATE - MARSICO NUOVO web ufficiale, in collegamento con

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ACQUEDOTTO CAVOUR, SARCONI PZ

Statuto e definire le linee guide del Piano e del Regolamento del Parco. Parco, turismo sostenibile e valorizzazione del patrimonio storico ed archeologico: ci sono sbocchi occupazionali in questo senso? R. Il turismo in Italia vive ancora una fase d’incertezza dovuta all’onda lunga della crisi economica e finanziaria che ha fatto sentire, anche nel 2011, un calo di presenze. In questo contesto ancora incerto, una delle tipologie turistiche in ascesa è “il turismo natura”. I parchi e le aree protette rappresentano, stando ad una recente indagine Ecotour, il segmento più rappresentativo del “turismo natura” ed il “prodotto Parchi” è richiesto dal 52% dei viaggiatori italiani. La Basilicata, purtroppo, anche se riscontra negli ultimi anni una buona performance grazie a Matera ed alla costa metapontina, non è ancora tra le mete preferite e i parchi lucani non sono tra i più richiesti. A me pare che la nostra offerta turistica sia ancora troppo parcellizzata; bisogna lavorare per una “Basilicata dei parchi” come sistema di offerta turistica integrata. Parco e ricerca: quali rapporti avete con Unibas e cosa hanno prodotto sul versante delle nuove opportunità per laureati e ricercatori? Con Unibas c’è un rapporto di stretta collaborazione. Abbiamo un protocollo di intesa con il Rettorato su diverse discipline che vedono operare la nostra Università nell’area del Parco, poi con singoli 6

dipartimenti stiamo operando, finanziando dottorati, studi specifici e, in partenariato, Progetti Life, offrendo la possibilità a giovani lucani di fare ricerca. Due ulteriori progetti sono in dirittura d’arrivo: si tratta del “rilievo dei geositi nel Parco”, studio propedeutico per la candidatura del Geo-Parco dell’Appennino Lucano, e della “catalogazione, ricerca e itinerario turistico-ambientale del percorso delle orchidee del Parco”. Si è detto più volte che quello dell’Appennino Lucano è il Parco delle sfide. Certamente la più importante è quella legata alle estrazioni petrolifere. Come ha gestito finora e come intende gestire questa difficile convivenza? Al momento dell’insediamento da Commissario le attività di estrazione petrolifera nel territorio del Parco erano già state avviate e per gran parte in esercizio. La materia è regolata dal decreto istitutivo dell’Ente Parco che prescrive, in base all’accordo di programma EniRegione ed alla proposta di intesa del Consiglio Regionale del 2002, il divieto all’interno dell’area protetta di esercitare altre attività estrattive oltre a quelle già autorizzate o in essere. È stato questo il primo risultato conseguente alla nascita dell’Ente Parco. Il mio impegno, quindi, è quello di far rispettare la legislazione in merito. Per quanto riguarda il futuro, il Parco dovrà saper cogliere l’opportunità delle royalties, per portare benefici tangibili all’area protetta in questo

particolare momento di congiuntura economica negativa. Occorre quindi prevedere che parte delle predette royalties venga destinata al Parco con opportuni progetti di monitoraggio, di ricerca della flora e della fauna e di promozione delle valenze naturalistiche ed antropiche del territorio, elementi di riferimento per lo sviluppo di attività economiche in alternative ad ulteriore attività estrattiva. Al contempo, devono essere tenute in seria considerazione le conseguenze della fine delle estrazioni petrolifere, cosa che determinerà problemi notevoli di impatto ambientale nelle aree interessate; occorre, dunque, prevedere apposite misure di ripristino naturalistico. Le attività di monitoraggio, quindi, devono riguardare non solo gli aspetti puntali, strettamente legati alle estrazioni (analisi di acque superficiali e di falda, di qualità dell’aria e del suolo nei pressi dei pozzi e del centro oli), ma devono esser estese al controllo dello stato di conservazione dell’ambiente e degli ecosistemi presenti nel Parco al fine di garantirne la conservazione, considerato che dagli studi che stiamo effettuando emerge che l’area del Parco dell'Appennino Lucano è tra quelle a più elevato indice di biodiversità nel Mezzogiorno d’Italia.


PANORAMA PZ

Dicembre 2007, luglio 2012. Il “Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri - Lagonegrese” ha da poco superato il suo quinto anno di vita. Un lustro votato alla tutela dell’ambiente, allo sviluppo rurale e al recupero della storia dell’area su cui s’estende. Un quinquennio segnato dalla salvaguardia della biodiversità e delle sue “eccellenze ambientali”. Ma anche un lustro trascorso a cercare il punto d’equilibrio con una ricchezza poco ambientalista, quell’oro nero di cui la Val d’Agri custodisce, su terra ferma, il più ricco giacimento a livello europeo. Cinque anni di intensa attività, insomma, coronati lo scorso 23 luglio dalla sottoscrizione di un “accordo quadro”, siglato dal governatore Vito De Filippo e dal presidente dell’Ente Parco Domenico Totaro, che vedrà Appennino Lucano e Regione Basilicata affiancati nella “promozione dello sviluppo sostenibile, della qualità ambientale, delle attività turistiche e di quelle economiche collegate alla conoscenza delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche dell’area”. Ma quali sono, nello specifico, i punti in cui si articola quest’azione comune? L’accordo Parco – Regione prevede “il restauro e la valorizzazione del patrimonio naturale esistente” nonché “l’attuazione della rete ecologica

dell’Appennino”. Una rete ecologica, emerge dal documento, che vedrà coinvolti, da un lato, “i parchi e le riserve naturali”, dall’altro “i siti d’importanza comunitaria e i biotopi di rilevanza regionale”. Le azioni previste nell’ambito di questa misura dell’accordo consisteranno in “operazioni di tutela della biodiversità e del patrimonio naturale ma anche nella creazione di corridoi biologici”. Obiettivo finale di queste azioni è, nelle intenzioni dei sottoscrittori dell’intesa, “l’avvio di un insieme di interventi coordinati ed integrati, coerenti con gli indirizzi nazionali e regionali in materia di aree naturali protette”. Valorizzazione del patrimonio naturale e rete ecologica non sono però gli unici obiettivi del “Patto di gennaio”. Ente Parco e Regione Basilicata, infatti, perseguiranno insieme “lo sviluppo sostenibile della rete regionale delle aree protette” e la “qualificazione delle specificità dei singoli ambiti territoriali da un punto di vista storicoculturale oltre che paesistico”. Particolare attenzione, inoltre, il documento conferisce “al completamento e all’ottimizzazione del sistema di fruizione e ricettività”. Si vuole in tal modo “incentivare la promozione del turismo compatibile e dell’offerta turistica di

qualità”, puntando soprattutto al coordinamento degli enti di gestione con azioni di cooperazione ed interventi integrati. Affianco alle strategie di recupero, valorizzazione e offerta turistica, l’accordo del 23 luglio scorso prevede una serie di iniziative legate alla formazione, alla promozione ambientale e alla comunicazione delle politiche di sviluppo sostenibile: “sia verso le istituzioni che operano nelle aree protette, sia verso le rappresentanze, gli operatori economici e i cittadini”. Attività, queste ultime, che si proverà a realizzare anche per via telematica e attraverso l’utilizzo “delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione”. Gli ultimi due punti dell’accordo quadro fanno riferimento all’individuazione delle risorse finanziarie per l’attuazione di un programma di sviluppo e valorizzazione “attraverso il

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INTRODUZIONE E SINTESI DELL’ACCORDO QUADRO SIGLATO TRA PARCO E REGIONE BASILICATA

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VAL D’AGRI VISTA DAL PIAZZALE BEL VEDERE - PATERNO PZ

coordinamento dei programmi predisposti da ciascun Ente interessato, finanziati da strumenti legislativi regionali, nazionali e comunitari”; ed alla creazione d’una sorta di rete tra Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, Val d’Agri e Lagonegrese ed altri “parchi italiani ed europei caratterizzati da analoghi valori naturalistici, storici e culturali” con l’intento d’una “messa in valore integrata” dei rispettivi territori. Michele Russomanno

ALBERO SECOLARE

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VERSO LA PIENA OPERATIVITA' Nella vita del Parco la Regione Basilicata ha un ruolo significativo per una serie di scelte importanti e nella impostazione delle linee guida che dovranno governare la nuova area protetta. Ospitiamo il contributo di Donato Viggiano, Direttore generale del Dipartimento Ambiente. Il Parco dell'Appennino rappresenta una sorta di laboratorio. Non solo. Quest'area dovrà essere Parco a tutti gli effetti, in senso pieno.” La Regione si colloca nei confronti del Parco dell'Appennino lucano con tutta l'attenzione che merita la più giovane area protetta italiana. Questa realtà è in effetti un corridoio ecologico che congiunge il Pollino con il Cilento, passando per altre località di pregio naturalistico e quindi realizzando un nuovo concetto di conservazione, voluto dalla UE, basato sulla connessione tra territori ad elevato valore ambientale e

sul superamento della frammentazione. L'attenzione naturalmente è doppia, giacché l'Appennino lucano ha una posizione molto particolare: si trova oggi e si troverà a dover fare i conti per i prossimi decenni con le estrazioni petrolifere. Il Parco dell'Appennino rappresenta una sorta di laboratorio. Non solo. Quest'area dovrà essere Parco a tutti gli effetti, in senso pieno. Sicché tutte le azioni, da parte della Regione e del Dipartimento Ambiente, che potranno determinare un corretto decollo di questa realtà saranno certamente sostenute e accelerate da parte nostra. Naturalmente auspichiamo che si arrivi al più presto a una gestione ordinaria dello stesso, superando la fase della straordinarietà che va avanti da tempo, ormai. Gli organi del Parco nella loro esplicitazione definitiva e nel loro assetto stabile sono assolutamente fondamentali. Dovranno mettere mano a una pianificazione generale che oggi manca. Per parte nostra stiamo facendo alcune cose che ritengo importanti. Mi riferisco alle aree SIC e ZPS che ricadono all'interno del parco. Stiamo elaborando le misure di conservazione ed i piani di gestione, che saranno pronti entro i prossimi mesi, con la volontà di costruire i paradigmi ambientali ai fini della corretta gestione dell'Appennino lucano. Non stiamo aspettando l'assetto definitivo per assumere in


AMBIENTE TURISMO

I CALANCHI IN VAL D'AGRI

Direttore Generale Dipartimento Ambiente Regione Basilicata

PANORAMA DA PIANA BONOCORE VIGGIANO

e di ovili. Ma anche di rifugi accoglienti, di piccole dimore costruite per i giorni di riposo che AVVIATO L’ITER PER consentono di godere di un L’ADOZIONE DELLA CARTA paesaggio unico e attraente per la EUROPEA DEL TURISMO sua autenticità, dove la gente non SOSTENIBILE rinuncia alle sue tradizioni e, Il Parco nazionale dell'Appennino soprattutto, a essere quella che è lucano ha un traguardo da sempre stata. Intanto scendono in campo gli raggiungere: la Carta Europea del operatori turistici e gli albergatori di Turismo sostenibile, "strumento una fascia di territorio tra le più essenziale per qualificare l'offerta importanti che percorre il Parco Riuscire a determinare una da Nord a Sud, da Viggiano e Villa d'Agri fino a lambire il svolta nel turismo, a mare di Maratea. Con un qu alif icar lo u lte rio rm en te , documento sottolineano il collegandolo ai flussi europei per valore del Parco nazionale, in fare del Parco nazionale grado di rappresentare non solo un fattore di attrazione, dell'Appennino lucano un volano quanto un meccanismo capace di sviluppo. Ecco la priorità.” di rivoluzionare situazioni di stallo, di aprire nuovi orizzonti, turistica dell'area protetta e di sollecitare insomma cambiamenti addivenire ad una strategia del veri. E indispensabili se si vuol settore condivisa e protesa verso guardare avanti con sicurezza. standard internazionali", annuncia Un presa di posizione importante e altamente significativa che non una nota dell'Ente Parco. Riuscire dunque a determinare una potrà non avere un seguito. Al turismo sono dedicati diversi svolta nel turismo, a qualificarlo articoli in questo numero della ulteriormente, collegandolo ai flussi europei per fare del Parco nazionale Rivista. Si tratta di mettere a fuoco le dell'Appennino lucano un volano di potenzialità esistenti raccordandole con l'impegno politico e le linee sviluppo. Ecco la priorità. Trekking, turismo culturale, della programmazione, locale e archeologia, alte quote e sapori del nazionale, in questo settore di punta parco. Un mix che spinge il visitatore di assoluta importanza per il Parco a inoltrarsi per le gole ed i sentieri, a dell'Appennino lucano.

Il binomio turismo-sviluppo

capire quell'arcano che affascina chi arriva e vede le montagne stagliarsi tutt'intorno. Monti punteggiati di case contadine, di ricoveri di attrezzi 9

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ogni caso iniziative ineluttabili ed estremamente necessarie. Per di più, sia per l'Appennino lucano, ma anche per altri parchi, stiamo cercando di favorire azioni di marketing integrato importanti, tenuto conto che siamo di fronte ad attrattori eccezionali per un turismo di qualità che può riuscire a dare una spinta a questa terra. La nostra idea è di mettere la natura al centro di una vasta attenzione culturale e artistica attraverso uno specifico progetto con una supervisione strategica .del nostro dipartimento e con la Murgia materana a dover svolgere un ruolo di coordinamento in questa operazione di ampio respiro. Un'ultima, importante annotazione: il Parco dell'Appennino lucano è parte integrante dell'Osservatorio ambientale della val d'Agri, sarà utile ricordarlo. Ma rimane tuttavia in piedi l'esigenza di arrivare quanto prima ai Piani di gestione, da considerarsi uno strumento importantissimo perché il Parco possa decollare sul serio. Donato Viggiano


AMBIENTE TURISMO 10

IL PARCO DELL'APPENNINO LUCANO

può dare un apporto di un certo rilievo.” A colloquio con Giampiero In questo senso quale potrà essere il Sammuri presidente di Federparchi ruolo di organismi come Federparchi, ma non solo? Anche Federparchi, l'organo che “Intendiamo anzitutto veicolare mette insieme Parchi, riserve e aree caratteristiche e peculiarità protette, si schiera per un turismo al dell'Appennino avvalendoci della passo con i tempi, vera prospettiva di rete di collegamenti e anche delle crescita nell'Appennino lucano. capacità di “Il primo aspetto divulgazione, a occorre livello italiano e è la conoscenza “ Inevitabilmente – sottolinea rivolgere lo sguardo verso gli internazionale. Il Giampiero utenti tradizionali, i pugliesi, nostro sito Sammuri Internet è molto ma anche verso nuove realtà, Presidente di frequentato, Federparchi – che possono rivelarsi decisive sicché tutte le con l'occhio in un futuro non lontano.” informazioni, le rivolto alle notizie sugli eventi che possono principali emergenze storiche, interessare il Parco trovano un culturali, architettoniche della momento di amplificazione di giovane area protetta. Occorre grande interesse.” dunque valorizzare verso l'esterno il Il Parco nazionale, quello Parco, accreditarlo agli occhi di un dell'Appennino lucano, promette bacino di utenza potenzialmente bene. Occorre una svolta, è molto ampio. è il primo passo, ma un d'accordo? passo importante.” “Certo, occorre uno sforzo Come è possibile comune, di tutti, cittadini e intanto ampliare il istituzioni compresi. In bacino di utenza? questo modo davvero la “Inevitabilmente meta sarà a portata di occorre rivolgere mano. Un parco è un valore lo sguardo verso aggiunto che riguarda gli utenti tutti: fare in modo che tradizionali, i questo concetto non sia pugliesi, ma solo teorico è un dovere di PRESIDENTE DI FEDERPARCHI anche verso GIAMPIERO SAMMURI ciascuno. Deve entrare nuove realtà, che nella cultura delle cose possono rivelarsi concrete. Nel quotidiano, per decisive in un futuro non lontano. La intenderci. Campania ad esempio, oltre alla Puglia, promette bene, nel senso che

UN PARCO PER IL SUD

IL PARCO DELL’APPENINO LUCANO: FORMIDABILE ATTRATTORE intervista a Marcello Pittella Più che uno svago, il turismo nei parchi ha il valore di un'attività economica degna di rilievo. Il Parco nazionale dell'Appennino lucano Val d'Agri Lagonegrese, sotto questo profilo, ha certamente una marcia in più: non solo paesaggi ma anche storia e cultura. Soprattutto archeologia. In che modo la Regione Basilicata intende promuovere questo settore? Possiamo dire che la Basilicata intende promuovere la Basilicata, nel suo complesso, facendo leva su punte di eccellenza quale il Parco nazionale dell'Appennino. Stiamo lavorando a mettere su un sistema turistico complessivo che metta in rete diverse opportunità di quella industria del tempo libero che oggi rappresenta uno dei settori economici più interessanti. Fino ad oggi, il problema del turismo in Basilicata può essere riassunto su due direttrici: la scarsa propensione dei turisti alla permanenza, la mancanza di identificazione del territorio/prodotto. Lo dico con un esempio: a Matera, che è un’eccellenza mondiale, marcatamente in passato c’era chi ci andava come appendice di una vacanza in Puglia, e se si fermava a pernottare lo faceva per poche notti.


CALVELLO PONTE DI S. ANTONIO - PZ

Con un’offerta di attrattori turistici, milioni di residenti va fidelizzato, ma Il ruolo degli "attrattori": quali le itinerari integrati, natura e dobbiamo anche prendere atto che priorità in questo campo? E quale archeologia, abbiamo lavorato a questo mercato di prossimità potrà essere la creare un prodotto unico, rappresenta solo una parte funzione identificabile e complessivo, che del nostro target con concreta della riesca a “fidelizzare” il visitatore nel vantaggi, quali la montagna, un circuito regionale, con una vacanza concentrazione in un unico valore aggiunto nel parco dell’Appennino lucano, e bacino cosa che rende più da far conoscere una puntata a Matera, ai castelli semplici gli interventi adeguatamente. federiciani o al parco della Grancia. promozionali, e criticità, Mi consenta un Il turismo nel Parco dell'appennino quale può essere una esempio banale: ormai è orientato secondo percorsi tendenza a durate limitate il compito degli MULINO SUL TORRENTE ALLI ben precisi e sulla base di dei soggiorni. Dobbiamo attrattori è quello esigenze di un affiancare del “piatto dello Possiamo dire che la pubblico selezionato a questa offerta chef” nel ristorante: attira una massa Basilicata intende “diffusiva” offerte di clienti che poi consumano anche, ma in forte crescita. Visitatori che promuovere la Basilicata, più specializzate e forse prevalentemente, altro. provengono in nel suo com plesso, a quanti, ad Pensare che da Milano possa venire prevalenza dalla esempio, amano qualcuno per i pochi minuti di durata facendo leva su punte di Puglia costituiscono la montagna e del volo dell’angelo a Castelmezzano un bacino di utenza eccellenza quale il Parco l’archeologia, un e Pietrapertosa è assurdo, eppure da non sottovalutare. nazionale dell'Appennino.” segmento di anche da queste distanze gente ne Affatto, anzi mercato, questo, viene e poi magari si ferma. E qui il possiamo dire che la Puglia che non ha paura nemmeno delle ruolo della montagna, con la costituisce il nostro mercato distanze, garantisce permanenze più capacità di completare questo tipo di domestico. E se abbiamo lunghe e garantisce comunque una offerta su un pubblico sicuramente sicuramente il dovere di proiettarci “continuità” con il passaparola tra sensibile a questo tipo di offerta. Il oltre non possiamo sottovalutare persone che condividono la stessa problema è che, a distanza, c’è il questa realtà. Un mercato di 4 passione. rischio che tutto sembri uguale, anche se sappiamo che così non è, e l’attrattore diventa l’occasione per far visitare e scoprire ambienti e paesaggi unici. E poi si torna per quelli. Marcello Pittella

Assessore Attività Produttive e Turismo Regione Basilicata

IPPOTURISMO NEL

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AMBIENTE TURISMO

IL PARCO OUTDOOR DI PARAPENDIO 2012

siamo passati da circa 19.800 a Nell'immaginario regionale la Val 25.594 del 2011 con un numero di d'Agri è la terra delle sagre. A partire pernottamenti passati da 59 mila a da questa premessa, che tuttora rimane valida, la Il primo concetto: la Val d'Agri oggi 96 mila. Questo è un indicatore della crescita possibilità di non ha una vera identità turistica. Da del fatturato della filiera mettere in valore pochi anni si sta operando per patrimonio valorizzare le potenzialità' turistiche dell'ospitalità derivante soprattutto da una artistico e del territorio. In questa prospettiva il mobilita' per motivi di monumentale, lavoro dei gruppi di azione locale, Infatti per le risorse prima, poi di qualche lavoro. informazioni di cui paesaggistiche e amministrazione più illuminata e disponiamo il sistema cultura materiale oggi del Parco dell'Appennino alberghiero ha del territorio, lucano stanno creando le premesse beneficiato soprattutto identificano la D IRETTORE G ENERALE ATP B ASILICATA per declinare una concreta offerta GIANPIERO PERRI della mobilita' derivante nuova sfida, per turistica. immaginare un Le strutture ricettive presenti sono dall'industria estrattiva, il cui state in gran parte realizzate prima mentre i turisti in senso stretto si progetto turistico d'area sono rivolti all'extra alberghiero e presupposto oggi è dato dalla dell'ultimo decennio e sono 18 agli agriturismi. grande novità del Parco nazionale attività alberghiere e 31 attività extra Alla luce di questi dati emerge un dell' Appennino che è di per se un alberghiere (agriturismi, b e b e vasto potenziale di crescita proprio fattore di identità turistica. affittacamere). Negli ultimi tre perché quote Dentro le dimensioni simboliche e anni è diminuita Alla luce di questi dati aggiuntive di culturali, legate all'idea di Parco l'offerta alberghiera, turismo sono nazionale e delle peculiarità del e m e r g e u n v a s t o ma è cresciuta territorio della Val d'Agri e non solo, quella extra potenziale di crescita proprio possibili articolando che fa riferimento all'ente parco, si alberghiera. perché quote aggiuntive di una proposta, situa il cantiere di idee su cui L'offerta t u r i s m o s o n o p o s s i b i l i prima costruire un ambizioso ma realistico complessiva di posti inesistente, di progetto di economia del turismo. letto è di 1642 unità articolando una proposta, Sicché la collaborazione già in atto, di cui circa 1200 prima inesistente, di turismo turismo naturalistico, tra regione, Apt ed Ente Parco e le alberghiera e 440 naturalistico, grazie all'Ente grazie all'Ente specifiche intese a cui stanno dando extra alberghiera. Parco, e di turismo rurale.” Parco, e di vita, a partire dal progetto valore Tutta la Val d'Agri turismo rurale. natura, identificano i termini di un ha la meta' dei posti Turismo rurale che è stato l'unico impegno comune a servizio letto di Maratea. Se consideriamo l'ampiezza del capitolo, per così dire, di un discorso concretamente delle comunità locali. Territorio riscontriamo una modesta sul turismo, portato avanti nell'area organizzazione del sistema, che dai gruppi di azione locale, basato Gianpiero Perri riflette la scarsa incidenza del sull'eccellenza dei prodotti tipici e su prime proposte di itinerari anche di Direttore generale Apt turismo nell'area. Se pensiamo al taglio culturale e religioso. numero di turisti dal 2008 ad oggi

QUALE TURISMO PER IL PARCO?

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GRUPPO FOLK LOCALE

castelli, di Normanni, di Saraceni, di Santi, che si dipana da Abriola a Calvello, lungo le valli del torrente Camastra e del Fiume Agri, fino alla Valle del Raganello e di lì verso Castelsaraceno fino alla vetta del Monte Sirino con le sue asprezze scolpite da antichi ghiacciai e i suoi laghetti, il Parco della Val d’Agri si apre ai suoi visitatori con infinite suggestioni.

e costumi, costruendo itinerari turistici che consentano di godere di tali bellezze è la sfida che attende non solo le classi dirigenti ed Istituito con DPR dell'8 dicembre imprenditoriali, ma anche l’intera 2007, il Parco Nazionale comunità lucana. dell'Appennino Lucano-Val d'AgriLa Basilicata non è terra da “mordi e Lagonegrese è il Parco Nazionale più fuggi”. giovane d'Italia, nato in seguito ad Allo stato attuale la rete alberghiera una lunga gestazione istituzionale e di ospitalità che caratterizza l’area che parte già dal 1991. del Parco non è sufficiente a Il suo territorio si offre ai sostenere una crescita visitatori come uno Aprire alla comunità nazionale ed dell’offerta, in alcune aree, scrigno pieno di tesori, internazionale questo incredibile come la Valle dell’Agri è di vegetali, animali, dalle mille sorgenti patrimonio naturale, culturale, di usi e fatto già in gran parte incontaminate, dai corsi costumi è la sfida che attende non solo le saturata dalle necessità d’acqua cristallini, dalle classi dirigenti ed imprenditoriali, ma anche derivanti dalle attività socioeconomiche in essere. vette silenziose e solenni l’intera comunità lucana.” Occorre ampliare la ma anche sostenuto da un disponibilità di strutture tessuto connettivo fatto di piccoli comuni, con il loro patrimonio Un panorama meraviglioso e vario ricettive ma seguendo però una via tradizionale, gastronomico, storico che offre il meglio del paesaggio alternativa a quella dei grandi monumentale di importanza appenninico della nostra regione e alberghi: insomma bisogna pensare una nuova idea che contiene il formidabile ad assoluta. dell’infrastrutturazione turistica. Una patrimonio rete di borghi-albergo che possano culturale che si identifica mettere a frutto esperienza positive che pure già esistono sul nostro pienamente nella lucanità territorio, la realizzazione di una rete intesa come di ospitalità che consenta una permeabilità dei flussi turistici quella familiarità di all’interno dei nostri centri minori, che metta al centro il nostro paesaggi, patrimonio di culture tradizionali, luoghi, recuperando anche l’economia atmosfere, IL CASTELLO DI MOLITERNO PZ minore fatta di agricoltura, mestieri e profumi, dialetti, arte, gastronomie e di artigianato che da sempre ha Dalle vestigia nobilissime e accoglienza che caratterizza da costituito il tessuto economico dei imponenti dell’antica Grumentum, ai sempre le popolazioni lucane. centri minori. richiami della Lucania medioevale in Aprire alla comunità nazionale ed Il recupero delle attività artigianali, una storia importantissima fatta di internazionale questo incredibile con una saggia politica di sostegno nuclei e di monasteri, di chiese e di patrimonio naturale, culturale, di usi economico ai giovani che

UN TURISMO DAVVERO PRODUTTIVO

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AMBIENTE TURISMO

CAVALLI NEL PARCO

scegliessero questa via di radicamento sul territorio, potrebbe consentire di ristrutturare una economia minore messa in crisi da scelte di industrializzazione, spesso avventate e determinate da interessi diversi da quelle delle popolazioni coinvolte. La Carta Europea del Turismo Sostenibile affronta direttamente i principi di queste linee guida e fornisce uno strumento pratico per la loro implementazione nelle aree protette a livello locale. Questo sviluppo comporta la protezione delle risorse a favore delle generazioni future. Ed ecco quindi che si prospetta l’opzione del cosiddetto Turismo Lento che porta il turista, per un breve arco di tempo – quello della vacanza o del fine settimana – a ricaricare le proprie energie allineando il proprio ritmo a quello naturale del fluire del tempo, a quello dell’ambiente naturale, concedendosi il lusso di “osservare”, “gustare”, “sostare”, e soprattutto di

non guardare l’orologio, pensando di essere comunque in ritardo. Lo Slow Tourism, vuole legare il territorio al turismo lento e di qualità, con percorsi ciclabili, itinerari fluviali a bordo di canoe, con l’ippoturismo, il Birdwatching, la vacanza in caravan e camper, gli itinerari enogastronomici, con itinerari intermodali come ad esempio l’abbinamento barca+bici, ed il Parco della Val d’Agri Lagonegrese, con la sua incredibile varietà di paesaggi e di risorse ambientali e storico culturali, si potrebbe offrire ai turisti quale territorio d’eccellenza per vivere la natura senza fretta, godendo delle sue bellezze e dei suoi scorci sorprendenti. Sono tanti gli itinerari che si potrebbero immaginare, da quelli strettamente naturalistici tra faggi e alberi secolari ad itinerari dell’acqua. Ma il territorio del Parco, se da un lato è scrigno di mille bellezze, è anche fragilissimo e delicato ed è sottoposto, oramai da troppi anni, a disattenzioni e sottovalutazioni che

PARCO D’ESTATE

me potrebbero minacciare l’integrità. La Valle dell’Agri, come quella del Sauro, sono più note per essere le valli del petrolio e delle attività estrattive e la necessità di sostenere lo sforzo nazionale in un momento di crisi così drammatica per la nostra Nazione non può essere disgiunto da un controllo severo degli effetti indotti. La sfida che pone il Parco della Val d’Agri Lagonegrese alla classe dirigente lucana è formidabile e l’occasione che ci si para davanti preziosa, quella di riuscire a cogliere l’occasione di utilizzare il Parco come volano di sviluppo di una nuova economia della Basilicata costruita sull’integrazione tra turismo lento, agricoltura biologica, valorizzazione delle risorse idriche, infrastrutturazione del territorio del Parco a servizio degli ospiti, ristrutturazione delle economie tradizionali delle nostre comunità, adeguatamente sostenute con integrazioni del reddito a servizio delle giovani generazioni. Quindi una valorizzazione del territorio finalizzata ad un suo uso compatibile e sostenibile, diverso quindi dalla sua museizzazione, e aperta ad una nuova idea di sviluppo centrata su un equilibrio tra uomo e ambiente. Il Parco della Val d’Agri Lagonegrese è una grandissima risorsa, sta a noi saperla utilizzare con sapienza. Gianni Rosa

Consigliere regionale PDL 14


PERTUSILLO DEL

LAGO

L’ALGA ROSSA

CON

ondate di Aviaria, la peste dei volatili di cui si è parlato a lungo anche recentemente. Sul versante di questi studi si esclude inoltre l'influenza delle estrazioni petrolifere sulla integrità del lago, mentre gli scarichi a “cielo aperto” non superano i 2, 3 milioni di metri cubi ritenuti irrilevanti ai fini di un possibile danno dalle conseguenze irreparabili. C'è poi da fare una considerazione. Non più tardi del 1998 la diga è stata al centro di un importante progetto per la costruzione, subito a monte, di un complesso sistema di depurazione finanziato per un ammontare di oltre 40 miliardi di vecchie lire. Impianto rimasto sulla carta, a detta del pool di studiosi che da anni segue l'evolversi delle varie situazioni. Un depuratore a monte avrebbe garantito, si fa notare, l'integrità delle acque. Dal canto suo l'Arpab, per bocca del direttore generale Raffaele Vita, parla di settemila scarichi abusivi di cui non si conosce l'entità. E rimane avvolta dal mistero l'attività di 400 aziende zootecniche della zona prive delle normali garanzie prescritte dalle leggi in vigore. Insomma un quadro ancora abbastanza confuso che non aiuta certo a fare chiarezza sullo stato di salute dell'invaso, mentre l'Istituto Superiore di Sanità continua a seguire da vicino la questione Pertusillo. Mentre sul versante degli enti locali scendono in campo i sindaci. Ecco i loro punti di vista.

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IL PERTUSILLO SPINOSO PZ

monitoraggio costante dell'invaso e del suo bacino, in grado di indicare l'esatta natura dei fenomeni, evitando ogni allarmismo e Come affrontare il problema qualunque ricostruzione fantasiosa Pertusillo? E' questo il vero nodo da di eventi che spesso non hanno alcun fondamento. sciogliere dopo la gran mole di voci L'invaso artificiale della Val d'Agri che si susseguono sullo stato di ha una portata di oltre 150 milioni di salute del lago. Ma soprattutto, ci si metri cubi di acqua e un chiede, da quali dati di attendibili prendere E' necessaria un' opera numero abitanti delle spunto per avere una di m o n i t o r a g g i o aree limitrofe base scientifica certa costante dell'invaso e del pari a 40 mila e porre in essere unità all'incirca idonee misure di suo bacino, in grado di prevenzione di indicare l'esatta natura dei con un'agricoltura qualunque fenomeno fenomeni, evitando ogni che non ha che possa mettere in allarmismo e qualunque proporzioni tali forse l'integrità poter ricostruzione fantasiosa di da dell'ambiente. costituire una Sulla vicenda eventi che spesso non minaccia vera e Pertusillo lavorano da hanno alcun fondamento.” propria per il tempo vari organismi, lago. Il Pertusillo a cominciare non è, insomma, dall'Arpab, senza escludere l'Istituto una bomba ecologica e molti Superiore di Sanità, l'Istituto fenomeni che si sono manifestati, Zooprofilattico, la stessa Università anzitutto la moria di pesci, vanno della Basilicata. In proposito esperti attribuiti a cause naturali e ad un di rilievo nazionale sostengono che sia necessaria un' opera di virus che potrebbe risalire alle varie

PERTUSILLO: SI MOBILITANO ARPAB E ISS


AMBIENTE TURISMO

LAVORI FIUME AGRI ANNI ‘50- PATERNO

PERTUSILLO, CONTRO L'INQUINAMENTO SINDACI IN PRIMA LINEA

incertezza. Si conoscono le cause ma nessuno indica i rimedi necessari, osserva De Luise. “Chiesi insieme a Sarconi, Montemurro e Grumento, un intervento eccezionale di verifica. Ma oggi la verifica non si è ancora conclusa e occorreranno dei mesi per avere un quadro generale riferito alla situazione in atto.” Insomma molta strada da percorrere. Ed è esattamente questo il punto di vista di Mario Di Sanzo sindaco di Montemurro, la città di Sinisgalli.

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GRUMENTUM, IL TEMPIO, E SULLO SFONDO IL CENTRO MODERNO DI GRUMENTO NOVA.

PORTONI FIORITI

Sindaci impegnati nella ricerca della verità per il Pertusillo. Le amministrazioni locali avvertono l'esigenza di fare chiarezza. Ma come? Il primo cittadino di Grumento, Vincenzo Vertunni, chiede di far presto ma avverte il peso del tempo che passa a distanza di oltre due anni Sul caso Pertusillo le dalle prime avvisaglie della amministrazioni locali moria di pesci nel lago. Premere a fondo il piede avvertono l'esigenza di fasull'acceleratore non serve a re chiarezza. Ma come?” nulla. Immaginare di pretendere risultati immediati non è Di Sanzo addirittura parla di 2 possibile, sostiene. Sicché l'unica milioni di euro disponibili per la strada praticabile rimane l'impegno bonifica del lago. Ma ancora non a vigilare, tutti indistintamente, per si riesce a vedere uno sbocco scongiurare una caduta d'interesse concreto, osserva. Questi soldi nell'opinione pubblica e negli provengono tutti dal PO Val d'Agri amministratori per una concreta e possono, anzi debbono, essere soluzione del problema. Così come utilizzati per avviare sistemi di importante è una consultazione a controllo in grado di indicare vari livelli per raggiungere delle strategie operative capaci di portare certezze in tempi non lunghissimi, a soluzioni concrete: ma il problema dice Vertunni. rimane il tempo necessario e i mezzi Pasquale De Luise, sindaco di per contrastare il fenomeno. Tempi Spinoso, parte dal tavolo tecnico che non certamente brevi. Tutt'altro. In si è tenuto recentemente sulla diga ogni caso la strategia da adottare da considerando che il suo comune è parte dei sindaci è non solo la sul Pertusillo, ed è nel perimetro del consultazione permanente, ma Parco al cento per cento. Un anche la scelta di possibili strade da ragionamento che va alle origini del percorrere per avere ragione problema senza mancare di sull'inquinamento dell'invaso. affrontare i nodi attuali, dovuti al “Sarconi investe sullo sviluppo protrarsi di una situazione di estrema turistico del lago” precisa il sindaco

della cittadina, Cesare Marte che parla di risposte aleatorie finora giunte, sostenendo che l'inquinamento del Pertusillo non è da addebitare al petrolio. Un problema tuttavia risolvibile, aggiunge Marte, a patto che ci sia un impegno straordinario da parte di tutti. Quanto poi agli scarichi di aziende agricole, il sindaco di Sarconi riconosce la necessità di interventi capaci di affrontare i nodi della questione, senza tuttavia danneggiare l'economia rurale di una vasta area, il cuore attivo e dinamico della Valle dell'Agri.


INAUGURAZIONE CTA MOLITERNO PZ

efficaci e ad ogni modo in grado di si va completando la fisionomia della mettere a fuoco i veri problemi nuova area protetta lucana e la sua dell'ambiente: dalla sicurezza del capacità di affrontare i nodi territorio al rapporto con le principali. Una sfida per la dirigenza popolazioni, ai comportamenti di chi del Parco, chiamata a dare risposte fruisce del bene natura. quotidiane, a cominciare dalla difesa Cesare Patrone, il capo del Corpo Gli ha fatto eco il Commissario di un territorio ricco di risorse ma forestale dello Stato, arriva in dell'Appennino lucano, Domenico fragile per le sue stesse peculiarità e Basilicata con un preciso Totaro, che ha non solo. Anche perché chiamato a intento: rilanciare la Una 394 rinnovata nei ribadito dare certezze alle popolazioni. capacità dei suoi uomini l'esigenza di Soprattutto ai giovani. suoi meccanismi, ma di fare non solo vigilanza far decollare La cerimonia di inaugurazione del e repressione, ma di non solo, potrà consentire sul serio CTA ha posto in luce un dato: la contribuire sul serio a di disporre di norme di questa bella gente crede nel Parco nazionale trasformare le aree base davvero più efficaci e realtà tutta dell'Appennino, lo considera una protette in un elemento lucana, con parte di sé legato com'è alla sua trainante per lo sviluppo, ad ogni modo in grado di l'occhio esperienza di vita. E non è facendo crescere quella mettere a fuoco i veri rivolto agli certamente poco per una giovane consapevolezza problemi dell'ambiente.” impegni realtà che si va rapidamente dell'ambiente che da sola immediati e a affermando. promette grandi cose. quelli del medio lungo periodo. Il Parco nazionale dell'Appennino Il governo del Parco, ribadisce lucano lo accoglie con entusiasmo Totaro, è un impegno che non poiché la circostanza è di quelle in consente di distrarsi, poiché grado di imprimere una svolta. richiede, in questa fase Patrone parla del rapporto con la soprattutto, risposte gente, con i giovani soprattutto, ma adeguate alla posta in gioco e anche dell'esigenza imprescindibile al momento particolare in cui di adeguare ai tempi la TAGLIO DEL NASTO SEDE CTA MOLITERNO PZ legge 394, la legge quadro, il punto di partenza per fare delle aree protette un dato di prima misura nella realtà italiana superando ogni incertezza. Andando oltre la crisi dei parchi. Che pure si avverte, ha sottolineato Patrone. Una 394 rinnovata nei suoi meccanismi potrà consentire di disporre di BENEDIZIONE SEDE CTA MOLITERNO PZ SEDE CTA MOLITERNO PZ norme di base davvero più

L'INAUGURAZIONE DEL CTA VIGILANZA MA NON SOLO

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AMBIENTE TURISMO

CALVELLO - PZ

DAL PARCO DEL PETROLIO AL PARCO VERO

paesistici approvati con L.R.3/90 dalla Regione Basilicata: SellataVolturino-Madonna di Viggiano, Sirino e Maratea – Trecchina e Rivello. I nostri straordinari ambienti naturali con 13 aree Bioitaly: dal lago del Pertusillo, alla riserva naturale lago di Pignola, assurdamente esclusa dal perimetro del parco solo per calcolo di amministratori locali,

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CENTRO OLI—VIGGIANO PZ

Nell’ormai lontano 1993 fui chiamato a coordinare il gruppo di lavoro formato dalle associazioni WWF, Legambiente e Pro Natura sulla proposta di perimetrazione dell’area protetta. Nutrivo profonda fiducia e speranza che l’istituzione del parco potesse salvaguardare, come in uno scrigno, inestimabili valori L’infrastrutturazione petrolifera è ambientali, avvenuta in questo contesto fondamentali per la culturale, prima che geografico, salvaguardia degli ecosistemi naturali e per nell’assoluta indifferenza di gran parte la vita di tutti. Ero delle pubbliche amministrazioni ed fiducioso che bastasse anche di parte della pubblica opinione, picchettare i suoi confini spesso disinformata.” per poter salvaguardare adeguatamente i riconosciuti valori scientifici, naturali, dagli splendidi boschi della foresta ambientali e paesaggistici del demaniale regionale di Rifreddo, territorio e delle comunità che lo oggi interessata dal taglio di 12 mila abitano. Mi sbagliavo. E’ con questo alberi di faggio, all’Abetina di auspicio che fu redatta la prima Laurenzana, dai boschi di monte proposta del parco nazionale, Pierfaone al “Faggeto di Moliterno”. presentata dalle associazioni agli E poi ancora, il massiccio del Sirino, il amministratori, ai cittadini ed alla monte stampa in località fontana dei Pastori Volturino, di Viggiano, nel mese di settembre con il circo del 1993. Non conoscevo ancora i ed il lago piani che investivano Laudemio prepotentemente un territorio di origine predestinato a diventare, nelle glaciale intenzioni delle compagnie private, il con le principale “campo petrolifero” stazioni italiano. Non conoscevo i programmi relitte dell’ENI e della Shell che poi seppi popolate essere già noti ad alcuni, nonostante da preziosi i valori conclamati con ben tre piani

endemismi botanici. Ed ancora, la Serra di Calvello, il monte Raparo, la Montagna Grande di Viggiano ed altre numerose località. Per quanti amano e rispettano la montagna queste località rappresentano molto di più di un semplice nome segnato sulla carta geografica. Ma il frastagliato perimetro del parco nazionale si presenta oggi “a macchia di Leopardo”. È il risultato di una decina di perimetrazioni succedutesi negli anni, man mano che il travagliato iter istitutivo del parco faceva i conti con gli interessi delle compagnie petrolifere. Una nascita che riserba un futuro già segnato? Ci auguriamo che l’epilogo sia meno fosco di quello che si prospetta. Non contribuisce positivamente l’incertezza degli attuali organi di gestione del parco. La nomina iniziale del commissario al posto del presidente e la conseguente rinuncia da parte della Regione Basilicata di perorare l’insediamento degli organi del parco previsti dalla L.394/91, rendono purtroppo incerto il suo futuro. Una


TRIVELLA PETROLIFERA IN VAL D'AGRI

produzione di pozzi petroliferi anche all’interno dell’area protetta. Con le deliberazioni della giunta regionale lucana del 29 e 30 dicembre 2008, si sono inaugurate prassi di autorizzazione che consentono la messa in produzione di 5 nuovi pozzi petroliferi, di cui 4 ricadenti nel perimetro del parco nazionale in cui solo sulla carta vige il "divieto di ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi, nonché di attività petrolifere" ai sensi dell'art. 3, lettera "n" del DPR 8 Dicembre 2007. E’ così che alla toponomastica dei luoghi naturali si sostituisce quella delle compagnie petrolifere, ormai onnipresenti e visibili in ogni

angolo del territorio del parco. Basta leggere i cartelli stradali che fiancheggiano le strade comunali e provinciali all’interno del parco per convincersene, oppure addentrarsi nei boschi e sulle montagne per quanti vogliano approfondire la loro conoscenza. Come è stato possibile aggirare le misure di salvaguardia del parco nazionale negando che all'interno del perimetro del parco nazionale vi fossero pozzi petroliferi? È sufficiente un report dello stesso ufficio tutela della natura della Regione Basilicata per verificare come vengano chiaramente indicati 11 pozzi petroliferi situati nel parco a cui oggi si aggiungono altri 4 nuovi pozzi appena autorizzati. Si profilano ulteriori autorizzazioni nell'area protetta nell'ambito dei permessi di ricerca denominati "Satriano" (ENI -Valle del Melandro), "Anzi "(ENI Val d'Agri-Val Camastra), "Pignola" (Shell - Val d'Agri), "La Cerasa" (Shell - Valli dell'AgriMelandro), "Grotte del Salice" (ShellVal d'Agri -SIC/ZPS Timpa San Lorenzo), "Monte Cavallo" (Shell - Val d'Agri - Cilento Vallo di Diano/ Salerno). All’orizzonte riappare la vergognosa pantomima sul problema discarica per rifiuti speciali e fanghi di perforazione in località Pietra Congolo nel Comune di Satriano. Il parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, al quarto anno dall’istituzione, è come un vaso di argilla in mezzo a vasi di ferro con trivelle meccaniche e centinaia di chilometri di oleodotti di acciaio che

attentano il cuore dell’area protetta: la qualità delle acque e l’integrità di sistemi naturali. Così come purtroppo avviene al lago del Pertusillo, sulla carta un sito di importanza comunitaria, oppure presso le sorgenti in quota nei territori comunali di Calvello, Marsico Nuovo, Marsicovetere e Viggiano, interessate da trivellazioni e attività petrolifere che il Memorandum sottoscritto dalla Regione intende incrementare con un raddoppio dei barili di greggio estratti su uno dei più grandi bacini idrici di superficie e di profondità presenti nel sud Italia. E’ purtroppo prevalsa, nelle scelte operate ed in quelle che si prefigurano, la concezione formatasi durante secoli di storia che considera le montagne ed i boschi, aree marginali e di più basso valore rispetto alle aree vallive e pianeggianti, più rare, ricche ed appetibili per l’insediamento edilizio e commerciale. L’infrastrutturazione petrolifera è avvenuta in questo contesto culturale, prima che geografico, nell’assoluta indifferenza di gran parte delle pubbliche amministrazioni ed anche di parte della pubblica opinione, spesso disinformata. Le trivelle si sono così attestate sulle montagne e nei boschi, nel “parco di nessuno”, considerato dalle compagnie territorio franco da sacrificare in nome del profitto. Antonio Bavusi 19

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VIGGIANO DALL'ELICOTTERO

gestione del parco "congelata" avvantaggia il cosiddetto "parco dell'energia". Termine questo coniato dai fautori dello sviluppo del petrolio, propagandato dalla Fondazione Mattei con il sostegno della stessa Regione. Tutto ciò mentre Eni, Shell e Total diventano padrone del territorio con la messa in


AMBIENTE TURISMO

TRITONE CRESTATO

IMPORTANTE RICERCA NEL PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO GLI ANFIBI, UN INDICATORE DELLA BIODIVERSITÀ La ricerca sugli anfibi, in corso nel Parco nazionale dell'Appennino lucano a cura del WWF Italia, è la più dettagliata e completa mai fatta sul territorio della Basilicata che dal punto di vista erpetologico risulta essere la regione meno indagata in Italia. Scopo della ricerca è stato quello di censire le specie presenti nel Parco e definirne la distribuzione, dati di particolare rilievo in considerazione che gli anfibi risultano essere la classe di vertebrati a maggior rischio d’estinzione a livello mondiale, con drastico calo di popolazioni di molte specie. Fra le cause principali della diminuzione degli anfibi vi sono la distruzione, alterazione e frammentazione degli habitat naturali ad opera dell’uomo, nonché i cambiamenti climatici, l’inquinamento e la presenza di specie alloctone e invasive. Altra importante considerazione che ha spinto l’ente a finanziare tale progetto è stato quello che gli Anfibi sono importanti indicatori ambientali che forniscono una informazione integrata sullo stato di salute di acqua, suolo e aria, passando parte della propria vita in acqua (come larve che respirano tramite branchie) ed una parte al 20

suolo (come adulti che respirano attraverso cute e polmoni), pertanto dal loro studio si possono ricavare importanti dati sullo stato dell’ambiente. Il lavoro di ricerca è stato condotto da una equipe di tre persona: il dott. Antonio Romano, erpetologo professionista e consulente della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e del WWF Italia, a da due naturalisti lucani, il dott. Remo Bartolomei e il dott. Antonio Luca Conte, ed ha permesso al Parco di acquisire ha

specie, che qui possiamo trovare a quote superiori a quelle riscontrare nel resto d’Italia in particolare per la Salamandrina dagli occhiali e per la

ROSPO

La ricerca sugli anfibi, in corso nel Parco nazionale dell'Appennino lucano a cura del WWF Italia, è la più dettagliata e completa mai fatta sul territorio della Basilicata.” fornito un contributo di altissimo livello sul patrimonio erpetologico presente nell’area protetta: più di 350 i siti di presenza di anfibi con più di 600 records di specie che rendono il Parco dell’Appennino Lucano, quello con la con più alta densità di siti di anfibi ed il secondo come numero di siti individuati tra i parchi dell’Italia Meridionale. Altri records del nostro parco sono quelli legati ai limiti altitudinali raggiunti da alcune

COMUNE FEMMINA ADULTA

Rana Italica che proprio nel Parco hanno i loro record altimetrici. Relativamente ai dati ecologici, ancora in fase di elaborazione da parte del gruppo di lavoro, il dato che maggiormente colpisce è la stretta associazione tra anfibi e siti di riproduzione artificiali. Nel parco si assiste infatti all’utilizzo da

RANA VERDE


esistono vere e proprie scuole di leadership. Il che presuppone uno straordinario attaccamento ai una conoscenza "Piccole guide" che però di piccolo luoghi, approfondita delle diverse realtà e, non hanno nulla. Tutt'altro. Si tratta prima di ogni altra cosa, tanto amore di una iniziativa diretta ai giovani, per l'ambiente. nel tentativo di fare dell'educazione Oltretutto si tratta di fornire un ambientale il volano di un possibile patrimonio di conoscenza sia al cambiamento di rotta nel rapporto che lega ciascuno alla natura per cittadino-utente, sia a chi fa ricerca e si orienta secondo costruire uno Di e d u c a z i o n e finalità sviluppo non ambientale si parla nel prettamente solo sulla carta e n a z i o n a l e scientifiche. Ecco far decollare le P a r c o va aree protette, i dell'Appennino lucano Val che affermandosi il parchi prima di d'Agri Lagonegrese, capofila concetto di area tutto, del progetto "Piccole guide". protetta come un richiamando elemento di l'attenzione dei crescita culturale, prima di tutto. ragazzi e delle loro famiglie su una Se ci si riferisce poi all'Appennino, diversa qualità della vita ispirata ad evidentemente tutto ciò serve come altri valori. Di educazione ambientale si parla base e punto di partenza per nel Parco nazionale dell'Appennino redigere il Piano del Parco nazionale, lucano Val d'Agri Lagonegrese, uno strumento indispensabile per il capofila del progetto "Piccole governo del territorio. Tenendo guide", nel quadro di una intesa che conto tuttavia che i parchi italiani mobilita esperti e docenti e percorre sono uno straordinario esempio di in modo trasversale l'intero Sud, cultura e natura si capisce facilmente dalla Sila al Pollino, senza escludere che occorre gettare le basi per un atteggiamento improntato a un il Gargano e altre località. Riuscire a fare sistema, in definitiva, forte legame, a una passione e a costruire le premesse per autentica per l'ambiente da costruire mettere in piedi una nuova classe e diffondere tra i giovani. Ora siamo davvero a uno snodo dirigente in grado di dare risposte efficaci alla gestione delle risorse importante: stabilire cioè un patto

PICCOLE GUIDE, GRANDI PROGETTI

naturali in un'ottica davvero globale. Ecco la finalità del progetto davvero ambizioso ma non impossibile. Nei parchi nazionali americani 21

ANNO 1 - NUMERO 1 SETTEMBRE 2012

Remo Bartolomei, Antonio L. Conte, Antonio Romano

EDUCAZIONE AMBIENTALE

LE PICCOLE GUIDE DEL PARCO DELL’APPENNINO LUCANO 2012

parte degli anfibi di siti artificiali quali abbeveratoi, cibbie, fontanili, stagni artificiali, per la riproduzione e tale associazione risulta più forte per specie come il Tritone crestato, il Tritone italico e l’Ululone appenninico. Tali osservazioni rendono necessaria, per ogni strategia conservazionistica di tutela degli anfibi, la tutela, conservazione e gestione dei siti acquatici di origine antropica utilizzati per fini agricoli e silvo pastorali anche alla luce dei dati che vedono circa il 20% di tali siti distrutti o trasformati in modo tale da essere praticamente inutilizzabili per la riproduzione degli anfibi. Tale esigenza viene evidenziata anche dalla IUCN che evidenzia come “nel Mediterraneo e nel Sud Italia in particolare, la conservazione e gestione di siti acquatici di origine antropica utilizzati a fini agricoli e silvo-pastorali è un prerequisito per efficaci misure di conservazione delle popolazioni di anfibi”. Un’azione di conservazione e gestione dei siti artificiale porterebbe ad un contributo concreto alla tutela della biodiversità contribuendo alla salvaguardia e potenziamento di habitat riproduttivi di Anfibi ed avrebbe anche la funzione di rendere più funzionali tali siti per le attività agrosilvopastorali con un indubbio vantaggio per il mondo rurale.


EDUCAZIONE AMBIENTALE

ORCHIDEA - CEPHALANTHERA LONGIFOLIA

con i giovani e le loro famiglie, superando i tempi morti dovuti al cambiamento di governo, che si è avuto sul finire dello scorso anno, e affermare i principi fondanti di un diverso rapporto uomo - natura con l'ausilio della scuola. Sin dai primi interventi sul campo abbiamo notato non solo interesse da parte di allievi e docenti, quanto un sincero entusiasmo. I ragazzi sono apparsi davvero felici di poter avviare percorsi conoscitivi diversi con la possibilità di rinnovare davvero le loro conoscenze. Uno slancio imprevedibile che ci ha incoraggiati a proseguire su questa strada. Tuttavia, il nostro appello è al Governo perché ci consenta di proseguire nel dialogo con la scuola e l'ambiente. Ma anche alla Regione Basilicata: il rapporto dei parchi con la scuola è essenziale, soprattutto oggi, se si vuole dare all'istruzione una dimensione diversa. E fare della conoscenza un elemento dinamico. Non a caso coinvolgiamo i docenti e le guide dei parchi con un'attività che si svolge in aula, ma anche e soprattutto all'aperto facendo della natura un vero banco di prova. Il punto di partenza per una scuola diversa. Maurilio Cipparone

Coordinarore del Progetto Piccole Guide

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ORCHIDEE SENTINELLE DELL’AMBIENTE Nuovamente in Basilicata il Convegno itinerante del Giros per la tutela e conoscenza del fiore Non tutti sanno che, tra i primati della Basilicata, c’è quello d’essere una delle aree predilette da studiosi e appassionati di un fiore grande e appariscente, multiforme, dai colori brillanti ed intensi. Il fiore delle grandi occasioni, simbolo di raffinatezza, eleganza e sensualità: l’Orchidea. Spesso coltivato industrialmente in serra, questo fiore dal profumo delicato, abbonda “spontaneo” nel territorio lucano. In particolare nelle aree di Moliterno e dell’alta Valle del fiume Agri, comprese all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano - Val d’ Agri - Lagonegrese. Sessantacinque le specie d’orchidea censite in questa zona a partire dal 2006, che diventano 100 se in considerazione viene presa l’intera Basilicata. Un numero elevatissimo se raffrontato con il totale europeo di 529 specie e con quello italiano attestato sulle 197 unità. Forse per questo, per la seconda volta nell’arco di poco più d’un lustro, è stata proprio Moliterno ad ospitare, tra il 24 e il 26 maggio scorso, l’annuale “convegno – escursione” del Giros, il Gruppo Italiano di Ricerca sulle Orchidee Spontanee. Il Giros, che si occupa fin dal 1994, anno di costituzione del Gruppo, di

orchidee spontanee italiane conta oggi quattrocento iscritti su scala nazionale. Tra loro spiccano alcuni tra i maggiori studiosi ed esperti di orchidee spontanee provenienti dal Belpaese e non solo. Scopo dell’associazione, spiegano i suoi vertici, è quello di “scoprire, valorizzare e proporre norme di difesa e tutela del patrimonio delle orchidee spontanee presenti su tutto il territorio nazionale”. Attività, emerge ancora, realizzata anche attraverso iniziative come l’annuale convegno itinerante che, sei anni dopo il primo tenutosi nel 2006, è tornato la scorsa primavera in Basilicata, nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. Il meeting, voluto in particolare dalla sezione lucana del Giros (ovvero dal Centro di Educazione Ambientale di Moliterno) e dal Gruppo Naturalistico Moliternese, federato regionale Pronatura, ha rappresentato un ulteriore tassello nell’attività di “ricerca e divulgazione”, svolta tra l’altro in regime di sinergia con l’Università degli Studi della Basilicata e con ricercatori italiani ed europei, sulle orchidee spontanee del territorio Lucano: “in maniera particolare – spiega Isabella Abate, responsabile del Cea di Moliterno - sulle orchidee presenti nel territorio del Parco Nazionale dell’ Appennino Lucano, Val d’ Agri, Lagonegrese, e con una attenzione specifica per quelle della zona di Moliterno e dell’alta Val D’Agri”.


La scarsa tolleranza alle modificazioni ambientali rende insomma le orchidee oggetto di particolare attenzione da parte degli ecologi e di quanti si occupano di monitoraggio ambientale. Proprio per questo, sottolinea la responsabile del Cea di Moliterno, Isabella Abate, “le orchidee spontanee sono tutelate a vari livelli nei Paesi ad avanzata legislazione ambientale (Convenzione di Washington 1973; Direttiva 92/43 della Cee; Legge Nazionale n.150/92 e Legge Regionale n. 42/80 ndr) e costituiscono, oggi, una parte rilevante del patrimonio naturalistico della Basilicata”. Il futuro, concludono gli organizzatori del Giros, “ci impone di mantenere ed estendere queste tutele con lo scopo di scoprire, valorizzare e salvaguardare le specie presenti sul territorio italiano. Per fare questo occorrono l’aiuto delle amministrazioni locali e la collaborazione di quanti ancora abitano, frequentano e amano ambienti così delicati e importanti per il mantenimento della biodiversità, che, non scordiamolo, è l’assicurazione che abbiamo sulla vita del futuro. Diffondere la conoscenza delle orchidee è il primo passo da fare per evitare che, anno dopo anno, molte di queste specie spariscano dai nostri territori impoverendone lo straordinario patrimonio genetico” Michele Russomanno 23

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ORCHIDEA IN CAMPO DI GRANO

“Nel corso di questi ultimi anni – ma si estende, con caratteristiche sottolinea Abate - le indagini sul diverse, ad altre realtà naturali quali territorio del Parco dell’ Appennino boschi e pascoli delle zone Lucano, hanno portato alla scoperta temperate. Nascono qui le ‘sorelle di nuovi siti con molte specie di minori’ delle più blasonate orchidee orchidee sino ad ora non segnalate esotiche delle quali conservano i per la Basilicata. In particolare, in caratteri morfologici e una bellezza occasione del convegno, sono state forse meno appariscente ma, visitate alcune località della regione comunque, sorprendente per la ricche di orchidee sconosciute. ricchezza cromatica e Da questo punto di strutturale Il mondo di queste delle vista il territorio loro straordinarie creature non corolle”. della Basilicata è, attualmente, tra i è esclusiva dei tropici ma si Ma quali più interessanti e estende, con caratteristiche sono le visitati da floristi, caratteristiche diverse, ad altre realtà delle orchidee botanici, studiosi e appassionati di naturali quali boschi e pascoli nostrane? “Si settore”. tratta di piante delle zone temperate.” Ma dietro il terricole, che ritorno del Giros in terra di Basilicata solo in alcuni casi superano i 50 cm c’è anche dell’altro: “certamente – d’altezza. Nella maggioranza dei casi raccontano gli organizzatori del i loro fiori sono piccoli e bisogna meeting – ha pesato l’ottima osservarli da vicino per apprezzarli in impressione lasciata nei circa 70 tutta la loro bellezza”. convegnisti scesi a Moliterno nel Fiori belli e rari per via di esigenze 2006. Una dimostrazione di quanto autoecologiche molto selettive e di iniziative come la nostra riescano a un ciclo biologico con fasi far conoscere, apprezzare e complesse e delicate. Dalla promuovere le bellezze di un germinazione del seme alla prima territorio (il Giros ha quest’anno fioritura della pianta possono toccato i centri di Moliterno, passare dai 5 ai 15 anni. Risultano Laurenzana, Viggiano e Matera, ndr) quindi estremamente vulnerabili nei a livello nazionale ed europeo; riguardi d’attività antropiche, quali promuovendo un indotto turistico insediamenti urbani e pratiche agroda non sottovalutare”. silvo-colturali di rimozione del Tornando alle orchidee ed ai terreno e calpestio, che limitano la contenuti dell’ultimo convegno loro distribuzione danneggiando o Giros, spiega ancora Isabella Abate: alterando le condizioni dei loro “Il mondo di queste straordinarie biotopi. creature non è esclusiva dei tropici


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MOSTRA DI MICHELE TEDESCO

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a Pinacoteca provinciale di Potenza ha ospitato la mostra dei dipinti di Michele Tedesco (1834/1917), pittore originario di Moliterno, ormai di fama internazionale. Il catalogo - Michele Tedesco un pittore lucano nell'Italia Unita (Calice Editori) - percorre le tappe del lungo itinerario dell'artista della Val d'Agri. Diversi i convegni organizzati non solo in Basilicata, ma anche a Napoli, Firenze e a Monaco, in Germania, in concomitanza con l'evento. Tedesco è un altro dei figli illustri del Parco nazionale dell'Appennino lucano Val d'Agri Lagonegrese. In esclusiva il punto di vista dello storico dell'arte Mariadelaide Cuozzo.

LA MOSTRA DEI DIPINTI DI MICHELE TEDESCO Colori e immagini di una società lontana ma presente. Uomini di un tempo passato. Certo non dimenticato. E meno che mai cancellato. Donne e bambini, volti

MOSTRA DI MICHELE TEDESCO

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diversi da quelli che incontriamo e quelle con il gruppo dei oggi per strada o nei bar. Negli uffici macchiaioli a Firenze. La mostra o nelle scuole. La luce di arriva dopo anni di rigorosa queste ricerca condotti dalla Al centro raffigurazioni a studiosa Isabella dell'attenzione di volte meraviglia Valente, che finalmente per la sua Tedesco personaggi con restituisce a Tedesco il intensità dotata di meritato posto di idee, cultura, una forza atteggiamenti e obiettivi riguardo nella espressiva in letteratura artistica lontani mille miglia da grado di italiana." quel consumismo conquistare non Originale il dipinto solo gli sguardi divoratore di sensibilità "l'invasione di una ma l'animo di chi scuola pitagorica in e di uomini che osserva. Sibari". Vivo e finiscono oggi per Al centro movimentato i dell'attenzione di essere inghiottiti in un "Filelleni della Magna Tedesco Grecia" dotati entrambi vortice enorme.” personaggi con di una capacità di far idee, cultura, vivere situazioni, eventi atteggiamenti e obiettivi lontani della società del suo tempo che mille miglia da quel consumismo Michele Tedesco assume come divoratore di sensibilità e di uomini paradigma della sua arte. che finiscono oggi per essere Un pittore cronista, dunque, uno inghiottiti in un vortice enorme. La storico per immagini di un tempo civiltà del terzo Millennio. Persone autentiche di una umanità vera, vissuta fino in fondo. "La pittura di Michele Tedesco osserva Palma Fuccella, organizzatrice della rassegna - si caratterizza per la sua costante ricerca permeata dagli incontri con tutti i circoli artistici europei che il pittore ha frequentato nel corso della sua vita, da quelli tedeschi a quelli londinesi, che seguono l'esperienza fatta in giovane età a Napoli con Palizzi e Cefaly, e gli altri MICHELE TEDESCO pittori del vicolo San Mattia,


RICREAZIONE CASCINE OPERA DI MICHELE TEDESCO

Ottocento" sottolinea Mariadelaide Cuozzo, ricercatrice e docente di Storia dell'arte contemporanea al Dipartimento di Scienze Storiche Linguistiche e Antropologiche dell'Università della Basilicata. "Ha inoltre un suo ruolo storico in quanto partecipa alle vicende risorgimentali: nel 1860 parte al seguito di Garibaldi,

case, con il pennacchio di fumo sul cratere, quasi a voler rappresentare la caratteristica principale di una natura intatta. Non è certo l'unica immagine forte e dominante. Spicca poi "A Volterra" un dipinto "autobiografico": tre pittori, oltre allo stesso Tedesco, sostano in prossimità del Castello di Volterra. In questo caso la pittura diventa testimonianza. "Tedesco s'inserisce con piena dignità nella pittura italiana del secondo

combatte sul Volturno, lui che era stato allievo di Morelli all'Accademia delle Belle Arti di Napoli e aveva frequentato lo studio di Palizzi. Insomma un personaggio interessante e complesso. Si può parlare di attualità di Michele Tedesco? Sicuramente é un artista al passo con i suoi tempi, cittadino del mondo. Per giunta aveva uno spirito nomade che lo ha accompagnato sempre, in

giro per l'Italia ma anche all'estero, quando si é recato in Germania, in Austria, dopo avere sposato una pittrice tedesca. Non esclusa dunque una dimensione europea. Esatto. Assolutamente europea. Le sue ricerche sono in linea non solo con l'arte italiana dell'Ottocento ma anche con le ricerche europee del suo tempo. Un artista capace di cambiare linguaggio, di evolversi negli anni. Inizialmente appare abbastanza vicino a certi esiti del preraffaellismo inglese, passa poi per un verismo "di macchia" e per un certo tipo di soggetti "di genere", per ritornare infine ad una pittura di storia rinnovata rispetto al passato. è stato indubbiamente un artista aggiornato. In questo appare senz'altro attuale. OPERA DI MICHELE TEDESCO CARI COLOMBI 2

che sembra distante e dimenticato. Ma in realtà non lo è. Mette insieme gli aspetti estetici di una pittura inusuale, per le tonalità ed i colori, con la capacita' di rendere leggibili dettagli che rischiavano altrimenti di passare inosservati. Anche il paesaggio ha il suo rilievo. Il Vesuvio non ancora assediato dalle

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ACQUEDOTTO PATERNO PZ

Disegni COMPIE 75 ANNI IL PRIMO fascia jonica, da Taranto fino alla acquedotto dell'Agri. Calabria. realizzati dall'abile mano del ACQUEDOTTO DELL'AGRI

“Ave aqua, fons vitae, morbis inimica” 7300 metri cubi di acqua al giorno. 300 chilometri di lunghezza. 29 centri serviti, in provincia di Potenza e di Matera, con 110 mila abitanti. Queste le cifre del primo acquedotto dell'Agri che i tecnici del Genio Civile e le maestranze dell'impresa Fratelli Del Fante portarono a compimento nell'estate del 1937. Ben 75 anni fa.

Il 14 luglio di quell'anno una grande manifestazione sancì il completamento della condotta con l'inaugurazione della fontana terminale costruita nell'abitato di Scanzano, in piena agricoltura del latifondo che interessava l'intera

PALAZZINASORGENTE

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Sulla fontana di Scanzano si leggeva disegnatore su lucido con inchiostro questa frase in latino: "Ave aqua, fons di china e sottratti al rovinoso vitae, morbis bombardamento del L' acquedotto dell'Agri 9 settembre 1943 inimica." Quasi un inno all'acqua. era per quei tempi che rase al suolo Un evento un'opera parte di dimensioni buona passato alla storia dell'abitato di in grado di Potenza. con centinaia di enormi, sviluppo e Immagini capaci di persone presenti promettere all'iniziativa. Una modernizzazione in una rievocare da sole un grande festa di delle zone interne di tempo diverso della popolo, insomma. storia umana, in cui L' acquedotto maggiore pregio, già a sono racchiusi fatica, dell'Agri era impegno, tecnologia. un'opera di dimensioni enormi, in Ma non solo. Anche la dedizione degli grado di promettere sviluppo e uomini che contribuirono a realizzare modernizzazione in una delle zone quel progetto e la soddisfazione per interne di maggiore pregio, già a quei avere determinato una svolta nella tempi. Addirittura un miracolo vita. dell'ingegneria idraulica che compì Oggi il Parco dell'Appennino lucano grandi sforzi per riuscire a dare alla è orgoglioso di presentare ai lettori Basilicata una rete idrica così della Rivista un documento di questa efficiente. portata storica, testimone di un'epoca La condotta aveva inizio a Paterno e inevitabilmente messa a confronto percorreva grandi e piccoli centri delle con i giorni che viviamo oggi, due province settantacinque anni dopo lucane dando quella festa che celebrò il segnale di l'acqua ritenendola fonte di una svolta vita e nemica delle malattie. tangibile. Una vera manna dal cielo! Ancora oggi delle opere imponenti SORGENTE INTERNO ANNI 30 testimoniano il significato della presenza dell'acquedotto, tra i primi dell'intero Mezzogiorno. Quelle che vi mostriamo sono immagini esclusive e autentiche della FONTANA SORGENTE ANNI 30 illustrazione del progetto del primo


MADONNA NERA DEL SACRO MONTE DI VIGGIANO PZ

per rinnovare alla Vergine quel gesto metà Giugno l'antica salita al monte, di fede e di amore, che lega le in processione, a partire dalle prime Tanti pellegrini percorrono ogni anno popolazioni lucane al santuario in luci del giorno. La montagna bella per i suoi paesaggi mozzafiato, ma aspra i sentieri dei monti e le valli cima alla montagna. e struggente, ha accolto di nuovo C'è in questo non solo devozione a dell'Appennino non appena la Maria, ma la storia antica Maria che riesce a prevalere su tutto. primavera spazza La montagna di e recente dei lucani, un via il gelo dell'inverno. Le Viggiano, il Sirino, il popolo che sa credere con la forza delle idee e processioni non Volturino sono il teatro la cultura del suo sono un camminare senza di una tradizione che temperamento. Anche il Sirino, con i meta, un affonda le sue radici in boschi e le cime girovagare per un tempo indefinito. Ma imponenti, è il SANTUARIO MADONNA DELLA NEVE caso. Ma un non dimenticato.” MONTE SIRINO protagonista dei percorso di fede autentica che racchiude in sé ancestrali devozioni e La Basilicata del terzo millennio un forte legame a Maria. non rinuncia a sé stessa e il La montagna di Viggiano, il Sirino, il tempo non passa invano, mentre Volturino sono il teatro di una la fede delle popolazioni non si tradizione che affonda le sue radici in lascia sommergere da modernità un tempo indefinito. Ma non dimenticato. Una stagione dell'anima in cui gli uomini rivolgono lo sguardo in alto e chiedono protezione. I CINTI SIMBOLO DI DEVOZIONE POPOLARE MARIANA Invocano certezze, guardano lontano. Quest'anno a maggio il sacro monte di Viggiano è stato come sempre "pellegrinaggi mariani". Da Lagonegro teatro del consueto pellegrinaggio fin sulla montagna si è rinnovata a e

PELLEGRINI NEL PARCO

MADONNA DELLA NEVE MONTE SIRINO

tecnologie. Buon segno per sfidare quel futuro incerto e tenebroso che qualcuno sembra disegnare all'orizzonte.

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PIANA BONOCORE SACRO MONTE DI VIGGIANO MESSA IN ONORE DELLA MADONNA NERA


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MONTEMURRO ANNI ‘70

LA LUCANIA DI SINISGALLI. con queste parole: “Con le tasche Grecia, culminata per il poeta nella piene di confetti (…) attraversammo il filosofia pitagorica, dove il numero è UN PAESAGGIO fiume, ci allontanammo dal confine strumento razionale di conoscenza e DELL'ANIMA Nel Novecento, grazie a Sinisgalli la Lucania entra per la prima volta nel numero dei paesaggi letterari. Come

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accade per le Cinque Terre di Montale o per il paesaggio luinese di Sereni, la letteratura nazionale conosce “la dolce provincia dell'Agri”, come scenario naturale e come luogo simbolico, dove si ambientano le liriche del 2 poeta di Montemurro, a partire dalle 18 poesie edite nel 1936. Dopo aver trascorso la fanciullezza nel suo paese, il poeta ricorda la partenza per i collegi di Caserta e Benevento come la morte rituale dell'infanzia,

della provincia”, ed aggiunge: ”Io dico qualche volta per celia che sono morto a nove anni, dico a voi amici che il ponte sull’Agri crollò un’ora dopo il nostro transito”. Partito dal Sud, Sinisgalli si divide tra Roma e Milano dove svolgerà l'attività di art director e copywriter ai vertici di Pirelli, Olivetti e Finmeccanica. La valle dell'Agri, però, resterà sempre per lui il luogo delle memorie infantili e della vita familiare; il luogo del rifugio e del ritorno; dell'iniziazione alla poesia e dei lutti familiari. Eppure il corso dell'Agri non è che il centro ideale di una ben più ampia regione, che il poeta definisce nella superba elegia Lucania: “A chi scende per la stretta degli Alburni /(...) la Lucania apre le sue lande, / le sue valli dove i fiumi scorrono lenti / come fiumi di polvere”; una terra che si estende idealmente dal Tirreno allo Ionio, dominata da uno “spirito del silenzio” che aleggia “Da Elea a Metaponto, / sofistico e d’oro, problematico e sottile”. La Lucania di Sinisgalli è, insomma, una terra connotata, oltre che dalla natura, dalla sua cultura che coincide con la magnifica “età delle rose”, la straordinaria fioritura della Magna

insieme magico simbolo orfico. Uno dei più forti miti personali di Sinisgalli è infatti la sua ideale adesione alla comunità fondata dal Samio sulle coste ioniche: “Ero al primo anno di Università e, come i discepoli di Pitagora, ero entrato nella cittadella del sublime”. Sinisgalli fin dal 1946 aveva accumulato appunti per un mai completato volume dal titolo Viaggio in Magna Grecia: qui le riflessioni artistiche, filosofiche e geometriche si mescolano alla descrizione della “flora

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mangereccia” che ha sostituito le filosofiche “rose” di Parmenide o Pitagora presso le rovine di Paestum o Heraclea: “Intorno al tempio, come

DIDASCALIA :GRAFFITI 2010 I CINQUE GRAFFITI INSTALLATI NEL 2010 IN CORSO SINISGALLI, REALIZZATI DA GIUSEPPE ANTONELLO LEONE, MIMMO LONGOBARDI, EUGENIO GILIBERTI, SILVIO ED EDMONDO LEONE SONO UN OMAGGIO A LEONARDO SINISGALLI, GRANDE PERSONAGGIO NATIVO DI MONTEMURRO.

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MONTEMURRO ANNI 80

avevano sottolineato questo aspetto: uccelli: “La luce era gridata a De Robertis, in Scrittori del Novecento perdifiato / Le sere che il sole basso / (1940), aveva affermato che Arrossa il petto alle a Sinisgalli tutto pare rondini rase”. La “sterile, magro, brullo, luce, il grido e le deserto", e Gaetano rondini si fondono Mariani, ne L'orologio del infatti in una sola Pincio (1981), leggeva nella immagine, quella lirica di Sinisgalli “la che richiama l'età distruzione, l'insidia, il della felicità più morso delle cose”, un piena: “Infanzia mondo “incapace di gridata dagli manifestarsi in aperta uccelli”. luminosità”. Sinisgalli infatti In definitiva, è un è il poeta di una luce paesaggio meridionale stentata: le sue dell'anima quello sono “ore di bassa luce”, il lucano di Sinisgalli: LEONARDO SINISGALLI suo sole è “tenebroso”. un paesaggio sul Eppure questa lettura è parziale: non è confine tra luce e ombra, tra memoria solo realismo, ma è il filtro simbolico a felice ed angoscioso dolore, in creare un continuo presagio di dolore. rapporto con i significati più profondi, Basti pensare, al contrario, ai momenti umani e culturali, celati dietro le di sincero incanto, che il poeta rappresentazioni della natura, e che presenta quando può fare riferimento meritano quindi di essere a notturni sereni (“In quest'ansa ulteriormente approfondite. dell'Agri, / Ai limiti bassi della terra, / Fiduciosa la sera mi consente / La Luigi Beneduci pace casta delle acque”), o quando associa la luce alle care immagini degli

Rivista ufficiale del Parco dell’Appennino Lucano Direttore Editoriale: Rocco De Rosa Direttore Responsabile: Francesco Addolorato

Registrazione Tribunale di Potenza n. 142/2012 V.G.

Redazione: Domenico Totaro Vincenzo Fogliano Giovanni Salvia Michele Russomanno Remo Bartolomei Gennaro Terracina

Fotografie: Archivio Fotografico Parco dell'Appennino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese Rocco De Rosa - Arcangelo Palese Antonio Luca Conte - Pino Latronico Emiddio Votta - Giorgio Muscetta

Editing, impaginazione e stampa: Laura Aulicino

Foto di copertina: ORCHIDEA Anacamptis laxiflora 05

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intorno ai campi di inumazione, l'erba è gagliarda, i carciofi e i finocchi maschi hanno la stessa opulenza delle rose leggendarie”, in modo da spiegare perché “questa gente così poco carnivora sia tanto poetica e sofistica”. L'orizzonte di Sinisgalli, però, è sempre attratto, con moto centripeto, verso Montemurro, al centro della sua Lucania, da cui lo sguardo può ampliarsi fino ai monti del Tirreno: “Le pendici del Serino sono ancora bianche di neve”, scrive il poeta nella tragica Pasqua 1952, dedicata alla morte del padre. La sua forza espressiva si può ben cogliere nel paesaggio lucano delineato nel capolavoro di Vidi le Muse (1943). Qui Sinisgalli, in sintonia con il paesaggio di cui doveva avere concreta esperienza nella fanciullezza, rievoca la sua terra con immagini tormentate (“Il sonno mi finge negli occhi / Quest'ansia di foglie che il melo / Rovescia dubbioso”) e persino gementi (“Si torceva alle giunture / sotto il peso del fiore / la pianta del fico dolente”). Già i primi critici


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Indirizzo Ex Convento delle Benedettine - Via Manzoni, 1 - 85052 Marsico Nuovo (PZ) Info: Tel 0975/344222 Fax 0975/344203 Email: info@parcoappenninolucano.it Posta certificata: parcoappenninolucano@pec.it

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Foto di Emiddio Votta

Sede:

Appennino Lucano in Basilicata 1  

Rivista del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese

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