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Giovedì 2 Luglio 2009

Direttore Enzo Cirillo

Anno VI N° 149 www.epolistorino.it

EPolisTorino

Gi

2

Morti bianche. Fu rinviata la chiusura dello stabilimento per evitare danni d'immagine durante le Olimpiadi

Thyssen, tragedia prevista niente sicurezza dal 2005 Numerosee-mailtral'amministratoredelegatoeilsuostaffevidenzianoitagli sugliinterventisullalinea5inattesadellachiusuragiàprevistaperdopoiGiochi

Tuttequestedecisionifurono poiratificateinGermania. P.21

Il fatto del giorno

Via Artom

Il dolore

■ ■ Sono diciassette i morti nel disastro. L'accusa: asse del carro arrugginito. P. 2-4

Casepopolari, dopodueanni irivestimenti cadonoaterra ■ ■ Scambio di accuse tra l'Atc

e la circoscrizione, le transenne proteggono i passanti da nuovi ulteriori crolli: non ci sono però i fondi per poterli riparare. P. 23

Cronache Gelmini sotto attacco ■ ■ La Regione chiede subito un incontro dove rivedere i tagli a docenti e scuole. P. 28

Gli impianti olimpici ■ ■ Sarà assegnata oggi

la gestione di alcuni dei siti usati per Torino 2006. P. 23

Caso Consulta

Genova

Ex San Paolo

Giudicicostituzionali acenaconilpremier scontroallaCamera traDiPietroeBondi

Mortola,ilpmvuole unannoe4mesi: «DuranteilG8istigò lapoliziaamentire»

Rifugiatipolitici, ilprefettoèsicuro: «Entrofinemese problemarisolto»

■ ■ L'ex

■ ■ Richiesta di condanna per il vice questore di Torino. P. 14

■ ■ Sarà ristrutturata la caserma

ministro attacca la Corte costituzionale: «Assurdo». P. 11

di via Asti che li accoglierà. P. 22


Telefono 011.5 .140

sms 9.1

e-mail torino e oli torino.it

2. 24

Epolis Torino 2 Luglio 2009

Torino

21 .

Ambiente in citt Rumore e inquinamento da polveri sottili: vivere a Torino non fa bene e il rischio per la salute alto. Lo dice il rapporto Arpa. P. 2

Tribunale. La chiusura della fabbrica fu posticipata a dopo i giochi olimpici per evitare i danni d'immagine

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Lo stabilimento hyssen di corso egina Margherita avrebbe dovuto chiudere i battenti già nel 2005. Ma l'azienda preferì posticipare la chiusura perché l'anno successivo in città ci sarebbero stati i giochi olimpici e la dismissione della fabbrica non avrebbe avuto un effetto positivo in termini di immagine per la multinazionale. Ma nel contempo il comitato esecutivo (il cosiddetto e ecutive board) non autorizzò alcun investimento per migliorare la sicurezza nell'impianto torinese. ■

A I sono le carte. Quelle che ieri mattina i consulenti della Procura, Paolo ivella e occo Pedone, hanno illustrato alla corte. Sono i verbali del consiglio di amministrazione e le decine di mail intercorse tra i dirigenti aziendali tra il 2005 e il 200 . I consulenti dell’accusa hanno spiegato anzitutto che in ogni Paese in cui hyssen è presente le decisioni relative agli stabilimenti locali sono assunte da un comitato esecutivo formato da un amministratore delegato e da tre consiglieri con deleghe specifiche. d è stato proprio un documento contenuto nella borsa sequestrata ad Harald spenhahn, l'amministratore delegato di hyssen in Italia e principale imputato del processo al quale i magistrati contestano il reato di omicidio volontario, a rivelare come l'ad avesse deciso tutte le scansioni temporali relative alla chiusura della fabbrica. ra previsto fino dal 2005 un graduale arresto della produzione, non ci sarebbe dovuto essere alcun licenzia-

mento ed era anzi contemplata una ricollocazione del personale. Ma poi l'incendio alla fabbrica di refeld e i giochi olimpici sparigliarono le carte. a un lato alla multinazionale serviva tenere attivo lo stabilimento torinese nel momento in cui si fermava la produzione a refeld, dall'altro c'era il discorso legato all'immagine aziendale nella città sede dei giochi olimpici invernali. I documenti prodotti ieri hanno rivelato che dopo l'incendio a refeld, hyssen stanziò 5 milioni di euro per la sicurezza. i questi ,5 erano destinati ai due stabilimenti italiani: orino e erni. Le mail e i verbali raccontano che per la fabbrica di Corso egina erano previsti due interventi, ritenuti «necessari». Uno da un milione e mezzo per adeguare l'impian-

Il dirigente era cosciente dei rischi esistenti per gli operai ma volle privilegiare le esigenze economiche

3Guariniello e l'avvocato Cesare accone durante una pausa dell'udienza

otte al giovane fermato due poliziotti sotto processo l caso

vrebbero pestato un giovane che avevano fermato alla stazione dopo averlo portato in ufficio. ue poliziotti, ichele Chiazzolla e mbrogio ira no, sono comparsi ieri davanti al giudice per rispondere di lesioni, ingiurie e falsa testimonianza. Secon-

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do il pubblico ministero atrizia Caputo la sera del 2 settembre 2 i due avrebbero fermato a orta uova un quindicenne. l quale avevano chiesto i documenti. vuta la tessera sanitaria uno dei poliziotti si sarebbe allontanato e il ragazzo gliela avrebbe chiesta indietro.

quel punto ira no avrebbe preso il giovane a parolacce e lo avrebbe portato nel suo ufficio. ui con Chiazzolla avrebbe fatto spogliare il giovane per poi costringerlo a fare diverse flessioni. opo aver riso di lui i due lo avrebbero colpito con pugni e calci. uindi lo avrebbero lasciato andare dicendogli u non sei mai stato qui . Ieri la deposizione del giovane. I due imputati negano tutto.

to e ottenere il certificato di prevenzione antincendio dai Vigili del Fuoco. L'altro, da un milione di euro, per la sostituzione di tubi e la dotazione di allarmi. « i questo secondo intervento, dopo che fu proposto, non abbiamo più traccia» hanno detto i consulenti. Cadde cioè nel dimenticatoio. Quanto al primo, il board italiano (con a capo spenhanhn) lo ritenne «non urgente al punto di aspettare il trasferimento della linea a erni». irettive che spenhahn dettò ai suoi più stretti collaboratori via mail. L'ad ordinò che la linea venisse smontata solo a febbraio 200 e rimontata a erni entro giugno. Prima che questo fosse avvenuto non andava speso un centesimo. L'investimento sulla linea 5 fu ritardato volutamente. d è per questo che secondo la Procura spenhahn, ben consapevole dei rischi che correvano gli operai, è responsabile di omicidio volontario. ■


EPolis200907022