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Le novità nel decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 13 marzo 2006

Trasporto di merci pericolose via mare: novità sull’approvazione degli imballaggi di Paolo Oppini, ingegnere gestionale e consulente esperto in materia di trasporto di merci pericolose

Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 13 marzo 2006, nel disporre nuove misure in materia di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi con riferimento al trasporto marittimo di merci pericolose, integra il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2005, n. 134, determinando le attribuzioni degli organismi autorizzati all’approvazione di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi e procedendo, altresì, alla definizione, per le medesime tipologie di imballaggi, dei modelli dei rapporti di prova e del certificato di approvazione. In particolare, il primo deve essere compilato dall’organismo autorizzato a fronte delle prove condotte sul prototipo, mentre il secondo, rilasciato dall’organismo autorizzato dopo aver verificato l’esito positivo di tutte le prove previste, deve contenere le informazioni di cui all’art. 32, comma 6, D.P.R. n. 134/2005.

[1]

Il testo integrale del D.M. 13 marzo 2006 è disponi­ bile nella sezione “Documentazione integrativa” del sito:

C

on la pubblicazione del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 13 marzo 2006 [1], recante «Norme integrative per l’approvazione di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi»[2], è stato aggiunto un ulteriore tassello al panorama normativo in materia di trasporto marittimo di merci pericolose. Il nuovo provvedimento integra le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2005, n. 134[3], determinando le attribuzioni degli organismi autorizzati all’approvazione di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi, procedendo, altresì, alla definizione, per le medesime tipologie di imballaggi, dei modelli dei rapporti di prova e del certificato di approvazione. L’impianto del D.M. 13 marzo 2006, costituito da due articoli e da cinque allegati, è riportato in tabella 1. Il codice IMDG Il nuovo decreto mira a garanti-

re il regolare svolgimento dei traffici tramite una corretta applicazione del codice IMDG[4], che costituisce il regolamento sviluppato per uniformare a livello internazionale il trasporto via mare di merci pericolose e disciplina vari ambiti quali l’imballaggio, il traffico e lo stivaggio dei container, con particolare riferimento alla segregazione delle sostanze incompatibili. Lo sviluppo del codice IMDG prese le mosse dalla IVconvenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare (SOLAS)[5] del 1960, che rappresentò il primo risultato di rilievo per l’Organizzazione internazionale marittima (IMO)[6] dalla sua istituzione del 1948 e costituì un significativo passo avanti verso l’ammodernamento delle normative e l’allineamento con i progressi tecnici conseguiti nel settore dell’armamento. Il codice IMDG fa riferimento, per gli aspetti comuni ai diversi mo-

Il decreto è stato emanato dal Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, cui è attribuita la competenza in materia di sicurezza della navigazione ai sensi dell’art. 3, legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni, recante riordino della legislazione in materia portuale.

(segue)

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AMBIENTE di di trasporto, alle raccomandazioni ONU sul trasporto di merci pericolose, garantendo, in questo modo, un buon livello di armonizzazione con le altre regolamentazioni modali (ADR per il trasporto su strada, RID per il trasporto ferroviario, Technical Instructions ICAO per il trasporto aereo). Dalla sua adozione da parte della quarta Assemblea IMO nel 1965[7], il codice IMDG ha subìto numerose modifiche, sia formali che sostanziali, al fine di mantenere il passo con le mutevoli esigenze del settore. Più in particolare, le variazioni apportate al codice sono originate da due fattori: l le proposte sottoposte direttamente all’IMO dai Paesi membri[8]; l le modifiche necessarie per prendere in considerazione i cambiamenti delle raccomandazioni ONU sul trasporto di merci pericolose, che, come detto, stabiliscono i requisiti fondamentali per tutti i modi di trasporto. Per effetto delle modifiche al capitolo VII (Trasporto di merci pericolose) della SOLAS 74/78[9] adottate nel maggio 2002 dal Maritime Safety Committee dell’IMO, il codice IMDG, edizione 2002 (aggiornato con l’emendamento 31)[10], è divenuto obbligatorio per il trasporto di merci pericolose su navi che effettuano viaggi internazionali a decorrere dal 1° gennaio 2004; di conseguenza, da questa data tutti i trasporti marittimi internazionali di merci pericolose devono effettuarsi nel pieno rispetto del codice IMDG. [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11]

Il D.P.R. n. 134/2005 Con la pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2005, n. 134 (che rappresenta il testo-quadro nazionale per la disciplina del trasporto di merci pericolose in colli e unità di trasporto del carico), il codice IMDG è divenuto il riferimento normativo obbligato anche per i trasporti marittimi nazionali, con la conseguente abrogazione di tutta la normativa nazionale vigente al riguardo. Il D.P.R. n. 134/2005, si applica alle navi mercantili nazionali, adibite alla navigazione marittima, e alle navi di bandiera estera che toccano i porti italiani, stabilendo: l i requisiti cui devono rispondere le navi di cui sopra per essere abilitate al trasporto di merci pericolose in colli e unità di trasporto del carico; l le procedure per l'imbarco, il trasporto in mare, lo sbarco, il trasbordo dei colli e unità di trasporto del carico, nonché i requisiti tecnici degli stessi. Sono, invece, escluse le merci e i materiali pericolosi destinati al normale approvvigionamento e armamento della nave, nonché i carichi particolari trasportati su navi costruite appositamente o trasformate interamente a questo scopo. In particolare, il Capo V del D.P.R. n. 134/2005 (articoli da 29 a 35) aggiorna le procedure amministrative e tecniche relative a imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi utilizzati per il trasporto di merci pericolose, ad esclusione di quelli previsti per: l la classe 2 (gas);

la classe 6.2 (materie infettanti), quando applicabili; l la classe 7 (materie radioattive). Il medesimo decreto stabilisce le seguenti definizioni: l imballaggio: «recipiente unico oppure uno o più recipienti interni imballati, con o senza materiale di imbottitura, in un recipiente unico esterno»; l grande imballaggio: «imballaggio contenente a sua volta imballaggi o articoli»; l contenitore intermedio: «imballaggio mobile rigido, semirigido o flessibile per il trasporto alla rinfusa (IBC)»[11]. L’art. 29, comma 2, D.P.R. n. 134/ 2005, stabilisce che gli imballaggi, i grandi imballaggi e i contenitori intermedi per il trasporto di merci pericolose devono essere conformi a un tipo di costruzione sottoposto alle prove e approvato secondo le prescrizioni previste dal codice IMDG, fermo restando la possibilità, al fine di favorire l’intermodalità del trasporto, di utilizzare colli autorizzati per altre modalità di trasporto o provenienti dall’estero, purché contrassegnati con una marcatura equivalente a quella prescritta dal codice IMDG. l

Le novità sull’approvazione degli imballaggi Alla luce dell’obbligo per gli imballaggi, i grandi imballaggi e i contenitori intermedi di conformarsi ai requisiti del codice IMDG, il D.P.R. n. 134/2005 introduce una procedura di verifica

In S.O. n. 78 alla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2006, n. 76. «Regolamento recante disciplina per le navi mercantili dei requisiti per l’imbarco, il trasporto e lo sbarco di merci pericolose» (in S.O. n. 123 alla Gazzetta Ufficiale del 15 luglio 2005, n. 163). International Maritime Dangerous Goods. Safety of Life at Sea. International Maritime Organization. Il nome originale dell’organismo era Inter-Governmental Maritime Consultative Organization (IMCO), successivamente modificato in IMO nel 1982. Risoluzione A.81(IV) del 27 settembre 1965. Attualmente, i Paesi membri dell’IMO sono 166, tra cui l’Italia che ha aderito nel 1957. Si fa riferimento alla convenzione internazionale del 1974 per la salvaguardia della vita umana in mare e al relativo protocollo del 1978, e alle successive modificazioni. Attualmente è in vigore l’emendamento 32 del 2004, la cui applicazione è obbligatoria con decorrenza dal 1° gennaio 2006. I contenitori intermedi sono anche noti come grandi recipienti per il trasporto alla rinfusa (GIR).

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della conformità incentrata sul ruolo di organismi autorizzati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ad approvare gli imballaggi stessi, previo il superamento da parte di un prototipo delle prove prescritte dal codice IMDG. Con riferimento ai requisiti previsti dal codice IMDG nella Parte VI[12], il recente D.M. 13 marzo 2006, definisce all’art. 1, che rimanda a quanto riportato in Allegato 1, le attribuzioni di competenza degli organismi autorizzati ai sensi dell’art. 30, D.P.R. n. 134/2005, che fanno riferimento ai seguenti capitoli del codice IMDG: l 6.1 («Disposizioni per la costruzione e prove di imballaggi, diversi da quelli per le materie della classe 6.2»); l 6.5 («Disposizioni per la costruzione e le prove dei grandi recipienti per il trasporto alla rinfusa o GIR»); l 6.6 («Disposizioni per la costruzione e le prove dei grandi imballaggi»). In questi capitoli, il codice IMDG si riferisce genericamente a un’autorità competente, che deve essere individuata in modo specifico da parte di ogni Paese firmatario. Le principali attribuzioni di competenza degli organismi autorizzati includono: l l’espressione del giudizio relativo al programma di garanzia della qualità secondo il quale devono essere fabbricati e provati gli imballaggi, i GIR e i grandi imballaggi, in modo che ciascuna unità soddisfi le applicabili disposizioni del codice IMDG; l la facoltà di specificare eventuali marchi di identificazione degli imballaggi alternativi agli estremi del fabbricante; l la facoltà di richiedere, in qualsiasi momento, la dimostrazione, mediante

[12]

[13]

l’esecuzione delle prove indicate nel codice IMDG, che gli imballaggi, i GIR e i grandi imballaggi fabbricati in serie soddisfino le prove subite dal prototipo; l la facoltà di accordare, limitatamente a imballaggi e grandi imballaggi, la possibilità di eseguire più prove sullo stesso prototipo, purché la validità dei risultati di prova non ne sia compromessa. Le attribuzioni di competenza stabilite dal D.M. 13 marzo sono integralmente riportate in tabella 2. All’art. 2, invece, il D.M. 13 marzo 2006, stabilisce i modelli dei rapporti di prova e del certificato di approvazione di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi; questi modelli, vincolanti per gli organismi autorizzati, sono riportati negli allegati da 2 a 5 del decreto. Il rapporto di prova deve essere compilato dall’organismo autorizzato a fronte delle prove condotte sul prototipo e deve contenere le seguenti indicazioni, peraltro già individuate dall’art. 32, comma 5, D.P.R. n. 134/2005: l l’organismo che ha effettuato le prove, risultante dalla carta intestata dello stesso, su cui deve essere compilato l’intero rapporto di prova; l il richiedente le prove (ragione sociale e sede); l gli estremi relativi al fabbricante (ragione sociale, sede legale e luogo di produzione); l la descrizione delle caratteristiche dell’imballaggio, del grande imballaggio o del contenitore intermedio; l le normative di riferimento (riconducibili al codice IMDG e al D.P.R. n. 134/2005, nonché agli altri regolamenti modali); l le caratteristiche dei materiali, modalità costruttive e tipo di costruzione (queste informazioni devono include-

re gli spessori minimi, la capacità massima e l’ingombro esterno); l le prove effettuate (sono, in ogni caso, richieste le prove di caduta e di impilamento, oltre a ulteriori test specifici in funzione della tipologia di imballaggio) e relativi risultati; l i disegni costruttivi, che costituiscono parte integrante del rapporto di prova; l le conclusioni (in questa sezione sono individuate le caratteristiche delle merci pericolose trasportabili, con particolare cura alla verifica della compatibilità chimica); l le marcature da apporre sull’imballaggio, sul grande imballaggio o sul contenitore intermedio. Infine, il certificato di approvazione del prototipo, rilasciato dall’organismo autorizzato dopo aver verificato che l’esito positivo delle prove previste[13], deve contenere le informazioni di cui all’art. 32, comma 6, D.P.R. n. 134/2005: l indicazione del richiedente (ragione sociale e sede); l marcatura da apporre sugli imballaggi, sui grandi imballaggi e sui contenitori intermedi (attraverso la quale il richiedente assume la responsabilità che gli imballaggi, i grandi imballaggi e i contenitori intermedi stessi sono conformi al prototipo approvato); l caratteristiche principali del prototipo approvato (tipologia, materiale, caratteristiche dimensionali, sistemi di presa). Il certificato di approvazione deve, inoltre, contenere un esplicito riferimento al relativo rapporto di prova (di cui devono essere riportati il numero, l’indice di revisione e la data), per attestare che le prove condotte sul prototipo soddisfano le prescrizioni contenute nel codice IMDG e nel D.P.R. 134/2005. l

«Costruzione e prove di imballaggi, grandi recipienti per il trasporto alla rinfusa (GIR), grandi imballaggi, cisterne mobili, contenitori per gas ad elementi multipli (CGEM) e di veicoli cisterna stradali». Per poter conseguire l’approvazione, il richiedente deve, inoltre, dimostrare di possedere le necessarie capacità tecniche e organizzative per garantire che la produzione mantenga gli stessi standard qualitativi del prototipo approvato.

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SOSTANZE PERICOLOSE Articolo TABELLA 1

Impianto del D.M. 13 marzo 2006 Articolo 1

Attribuzioni di competenza degli Organismi autorizzati

Articolo 2

Modelli dei rapporti di prova e del certificato di approvazione di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi

Allegato 1

Attribuzioni di competenza degli Organismi autorizzati all’approvazione di imballaggi, grandi im­ ballaggi e contenitori intermedi (IBCs)

Allegato 2

Modello del rapporto di prova per imballaggi destinati al trasporto di merci pericolose

Allegato 3

Modello del rapporto di prova per grandi imballaggi destinati al trasporto di merci pericolose

Allegato 4

Modello del rapporto di prova per contenitori intermedi destinati al trasporto di merci pericolose

Allegato 5

Modello del certificato di approvazione del prototipo

TABELLA 2

Attribuzioni di competenza degli Organismi autorizzati all’approvazione di imballaggi, grandi imballaggi e contenitori intermedi Paragrafo codice IMDG 6.1.1.2.1

6.1.1.3

6.1.3.1 (g)

6.1.3.7

6.1.3.8 (i)

6.1.5.1.8

6.1.5.1.10

6.5.1.1.2

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Oggetto

Attribuzioni di competenza dell’Organismo autorizzato

Disposizioni per la costruzio­ ne e prove di imballaggi (di­ versi da quelli per le materie della classe 6.2)

«(omissis) Per tenere conto del progresso scientifico e tecnico, è am­ messo che si utilizzino imballaggi le cui specifiche differiscono da quel­ le definite al 6.1.4, a condizione che abbiano un’uguale efficacia, che siano accettabili dall’autorità competente e che soddisfino le prove de­ scritte al 6.1.1.2 e 6.1.5 (omissis)». «Gli imballaggi devono essere fabbricati, ricondizionati e provati se­ condo un programma di garanzia di qualità, giudicato soddisfacente dall’autorità competente, in modo che ogni imballaggio soddisfi le di­ sposizioni del presente capitolo». «Ogni imballaggio destinato ad essere utilizzato conformemente a questo Codice deve portare dei marchi che siano durevoli, leggibili e situati in un luogo e di una dimensione tale, con riferimento all’imbal­ laggio, da essere facilmente visibili (omissis); (g) Il nome del fabbrican­ te o un’altra identificazione dell’imballaggio secondo le prescrizioni dell’autorità competente». «(omissis) Ogni marchio supplementare autorizzato da un’autorità competente deve comunque permettere la corretta identificazione di questi elementi secondo 6.1.3.1».

Disposizioni per la costruzio­ ne e prove di imballaggi (di­ versi da quelli per le materie della classe 6.2) Disposizioni per la costruzio­ ne e prove di imballaggi (di­ versi da quelli per le materie della classe 6.2) Disposizioni per la costruzio­ ne e prove di imballaggi (di­ versi da quelli per le materie della classe 6.2) Disposizioni per la costruzio­ ne e prove di imballaggi (di­ versi da quelli per le materie della classe 6.2) Disposizioni per la costruzio­ ne e prove di imballaggi (di­ versi da quelli per le materie della classe 6.2) Disposizioni per la costruzio­ ne e prove di imballaggi (di­ versi da quelli per le materie della classe 6.2) Disposizioni per la costruzio­ ne e le prove dei grandi reci­ pienti per il trasporto alla rinfusa (GIR)

«Dopo aver ricondizionati un imballaggio, il ricondizionatore deve ap­ porre su di esso un marchio durevole comprendente, nel seguente or­ dine: (omissis) (i) il nome del ricondizionatore o altra identificazione dell’imballaggio specificata dall’autorità competente; (omissis)». «L’autorità competente può, in qualsiasi momento, richiedere la dimo­ strazione, mediante l’esecuzione delle prove indicate nella presente sezione, che gli imballaggi fabbricati in serie soddisfino le prove subite dal prototipo». «A condizione che la validità dei risultati di prova non sia influenzata e con l’accordo dell’autorità competente, possono essere eseguite più prove sullo stesso campione». «I GIR ed i loro equipaggiamenti di servizio che non sono strettamente conformi alle prescrizioni qui enunciate, ma che sono conformi ad ac­ cettabili alternative, possono essere considerati dall’autorità compe­ tente per la loro approvazione. Per tenere conto dei progressi della scienza e della tecnica, l’autorità competente può considerare altre so­ luzioni che offrano una sicurezza almeno equivalente quanto alla compatibilità con le materie trasportate e che presentino una resisten­ za almeno uguale agli urti durante la movimentazione e al fuoco».

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6.5.1.1.3

Disposizioni per la costruzio­ «La costruzione, gli equipaggiamenti, le prove , la marcatura e l’entra­ ne e le prove dei grandi reci­ ta in servizio dei GIR devono essere sottoposti all’approvazione del­ pienti per il trasporto alla rin­ l’autorità competente del paese nel quale sono stati approvati». fusa (GIR)

6.5.1.6.1

Disposizioni per la costruzio­ ne e le prove dei grandi reci­ pienti per il trasporto alla rin­ fusa (GIR)

6.5.1.6.4

Disposizioni per la costruzione «Ogni GIR metallico, GIR di plastica rigida o GIR composito, deve essere e le prove dei grandi recipienti ispezionato a soddisfacimento dell’autorità competente (omissis)». per il trasporto alla rinfusa (GIR)

6.5.1.6.7

Disposizioni per la costruzio­ «L’autorità competente può in qualsiasi momento richiedere la dimo­ ne e le prove dei grandi reci­ strazione, procedendo alle prove prescritte nel presente capitolo, che i pienti per il trasporto alla rin­ GIR soddisfino i requisiti corrispondenti alle prove sul prototipo». fusa (GIR)

6.5.2.1.1

Disposizioni per la costruzio­ ne e le prove dei grandi reci­ pienti per il trasporto alla rin­ fusa (GIR)

«Ogni GIR costruito e destinato ad essere utilizzato conformemente alle prescrizioni di questo capitolo deve portare una marcatura, appo­ sta in modo durevole e leggibile, situata in un luogo ben visibile. La marcatura, in lettere, cifre e simboli alti almeno 12 mm, deve compren­ dere i seguenti elementi: (omissis) 5. la sigla dello Stato che autorizza l’attribuzione della marcatura, mediante la sigla distintiva utilizzata per i veicoli automobilistici in circolazione internazionale; (omissis) 6. il nome o la sigla del fabbricante, o un altro marchio di identificazione del GIR specificato dall’autorità competente; (omissis) La marcatura addizionale, menzionata al 6.5.2.2, come ogni altro marchio autoriz­ zato da una autorità competente, deve essere apposta in modo da non impedire di identificare correttamente gli elementi della marcatura principale».

6.5.2.2.3

Disposizioni per la costruzio­ ne e le prove dei grandi reci­ pienti per il trasporto alla rin­ fusa (GIR)

«Per i GIR compositi, il recipiente interno deve portare una marcatura che dia almeno le seguenti informazioni: 1. il nome o la sigla del fabbri­ cante, o un altro marchio di identificazione del GIR specificato dall’au­ torità competente secondo 6.5.2.1.1.6; (omissis)».

6.5.2.2.4

Disposizioni per la costruzio­ ne e le prove dei grandi reci­ pienti per il trasporto alla rin­ fusa (GIR)

«Quando un GIR composito è progettato in modo tale che l’involucro esterno possa essere smontato per il trasporto a vuoto (per esempio per il ritorno del GIR al suo speditore per un riutilizzo), ciascuno degli elementi smontabili, quando sia smontato, deve portare una marcatu­ ra indicante il mese e l’anno di fabbricazione, il nome o simbolo del fabbricante e ogni altro marchio di identificazione del GIR specificato dall’autorità competente (vedere 6.5.2.1.1.6) ».

6.5.4.2.1

Disposizioni per la costruzione «(omissis) Queste prove sul prototipo devono essere effettuate confor­ e le prove dei grandi recipienti memente a quanto stabilito dall’autorità competente». per il trasporto alla rinfusa (GIR)

6.6.1.2

Disposizioni per la costruzio­ «I grandi imballaggi devono essere fabbricati e provati secondo un ne e le prove dei grandi im­ programma di garanzia di qualità, giudicato soddisfacente dall’autori­ ballaggi tà competente, in modo che ogni imballaggio fabbricato soddisfi le prescrizioni del presente capitolo».

6.6.3.1

Disposizioni per la costruzio­ «Ogni grande imballaggio costruito e destinato ad essere utilizzato ne e le prove dei grandi im­ conformemente alle prescrizioni di questo Codice deve portare un ballaggi marchio apposto in modo durevole e leggibile, comprendente i se­ guenti elementi: (omissis) f) il nome o la sigla del fabbricante, o un al­ tro marchio di identificazione del grande imballaggio specificato del­ l’autorità competente (omissis)».

6.6.5.1.7

Disposizioni per la costruzio­ «L’autorità competente può, in qualsiasi momento, richiedere che sia ne e le prove dei grandi im­ dimostrato, mediante l’esecuzione delle prove indicate nel presente ballaggi capitolo, che i grandi imballaggi fabbricati in serie soddisfino le prove subite dal prototipo».

6.6.5.1.8

Disposizioni per la costruzio­ «A condizione che la validità dei risultati di prova non sia influenzata e ne e le prove dei grandi im­ con l’accordo dell’autorità competente, si possono eseguire più prove ballaggi sullo stesso campione».

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«I GIR devono essere fabbricati e provati secondo un programma di ga­ ranzia di qualità giudicato soddisfacente dall’autorità competente; ta­ le programma deve garantire che ogni GIR fabbricato soddisfi le pre­ scrizioni del presente capitolo».

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