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26 novembre 2015

ADR: COME GESTIRE GLI IMBALLAGGI VUOTI NON RIPULITI di Paolo Oppini Introduzione Come noto, l'ADR (1) costituisce la norma di riferimento per il trasporto delle merci pericolose su strada, valevole sia a livello internazionale (2), sia in campo nazionale (3); la finalità di questa normativa è ravvisabile nel perseguimento della minimizzazione dei rischi derivanti dalle operazioni  di trasporto stradale delle merci pericolose, ivi incluse le fasi accessorie quali ad esempio il carico, lo scarico ed il riempimento, attraverso la definizione di apposite prescrizioni incidenti su un duplice piano: - La prevenzione dei possibili incidenti che si possono verificare, considerato in particolare l'elevato livello di pericolo che essi presentano; - La protezione in caso di incidente o di situazione di emergenza, mirata a ridurre la gravità dei danni riscontrabili, in riferimento in primis alle  persone, ma anche all'ambiente ed alle cose. L'ampia portata dell'ADR sotto il profilo normativo è facilmente intuibile, sia considerato l'importante ruolo che il trasporto stradale riveste tuttora  nell'ambito del settore logistico, sia alla luce dell'esteso novero di materie ed oggetti, incluse soluzioni e miscele quali preparati e rifiuti, ricompresi nel campo di applicazione della normativa; ne discende il fatto che le disposizioni introdotte dall'ADR esercitano il loro effetto nei confronti di un'ampia platea di operatori coinvolti a vario titolo nel processo di realizzazione di trasporti di merci pericolose su strada (trasportatore, speditore, destinatario, caricatore, scaricatore, ecc. ), i quali non sempre risultano debitamente consapevoli ed informati in merito alle effettive prescrizioni ad essi applicabili ed alle sanzioni che possono derivare dal loro mancato assolvimento. Gli Allegati tecnici (Allegati A e B) dell'Accordo ADR, che nel concreto contengono le disposizioni regolamentari alle quali è necessario attenersi per  lo svolgimento dei trasporti in questione, sono sottoposti ad un aggiornamento periodico, che da tempo presenta una cadenza biennale, curato da uno specifico Gruppo di Lavoro della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE); all'attualità risulta in vigore l'edizione  2015 dell'ADR (4), emanata a livello comunitario con la Direttiva 2014/103/UE del 21 novembre 2014 e successivamente recepita in Italia con D.M. 16 gennaio 2015. La nuova rubrica UN 3509 Una delle novità di un certo rilievo introdotte dall'ADR 2015, entrato obbligatoriamente in vigore il 1° luglio scorso dopo il consueto periodo  semestrale transitorio di convivenza con la precedente edizione del 2013, riguarda la gestione degli imballaggi(5) vuoti e non ripuliti che abbiano contenuto merci pericolose sottoposte alle disposizioni dell'ADR. Nello specifico, la nuova sezione 2.1.5 dell'ADR 2015 introduce specifiche disposizioni, non rinvenibili nelle precedenti edizioni dell'ADR, che incidono in modo significativo sulle modalità di classificazione degli imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti, disponendo che tali imballaggi, o loro  parti, possono essere assegnati al numero ONU 3509, fermo restando l'obbligo di rispetto delle prescrizioni previste per questa nuova rubrica, qualora siano trasportati per lo smaltimento, il riciclaggio o il recupero del loro materiale. In realtà, tali disposizioni non costituiscono un elemento  di assoluta novità, in quanto incardinano nel corpo normativo dell'ADR quanto in precedenza era previsto dall'accordo multilaterale M268,  sottoscritto in data 3 dicembre 2013 e valido sino al 31 dicembre 2014, al quale anche l'Italia aveva aderito. L'attenta disamina della concisa formulazione della sezione 2.1.5 consente di mettere a fuoco alcune rilevanti considerazioni, non sempre correttamente fatte proprie da alcuni operatori del settore in questi primi mesi di regime applicativo: - Il ricorso alla nuova rubrica UN 3509 risulta limitato alle sole fattispecie in cui gli imballaggi, o loro parti, oggetto del trasporto sono qualificabili come "dismessi", ovvero destinati necessariamente ad operazioni di smaltimento, riciclaggio o recupero del materiale che li costituisce. In altri

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termini, per poter essere legittimamente attribuiti al numero ONU 3509 gli imballaggi devono essere accompagnati durante il trasporto da un formulario di identificazione del rifiuto, nel rispetto di quanto disposto dalla vigente legislazione ambientale in materia di rifiuti; - In forza di quanto enunciato al punto precedente, risulta impraticabile il ricorso alla nuova rubrica UN 3509 in tutti quei casi, sovente riscontrabili nella comune pratica industriale, in cui gli imballaggi vuoti, non ripuliti, sono trasportati non ai fini di una loro effettiva dismissione, bensì allo scopo di permetterne il riutilizzo nella medesima configurazione ovvero di sottoporli ad interventi finalizzati a consentirne la  prosecuzione dell'utilizzo nel tempo (ricondizionamento, riparazione, ricostruzione, ecc.); - Il ricorso, per gli imballaggi in questione, al numero ONU 3509 costituisce in ogni caso una facoltà e non un obbligo, lasciando quindi alla libera  discrezionalità dello speditore la scelta di avvalersi o meno di tale opportunità concessa dalla norma, sulla base di autonoma valutazione  dell'effettiva convenienza di questa modalità. Nel seguito di questo intervento si provvederà ad un inquadramento delle altre modalità alternative  alle quali lo speditore può ricorrere per la corretta gestione degli imballaggi vuoti non ripuliti, in aderenza a quanto stabilito dall'ADR. UN 3509: gli aspetti applicativi La nuova rubrica UN 3509, integrata nella Tabella A di cui al capitolo 3.2 dell'ADR, che come noto riporta la lista delle merci pericolose, risulta attribuita al codice di classificazione M11 nell'ambito della classe 9, avendo quindi per oggetto materie che presentano un pericolo durante il trasporto ma che non corrispondono alle definizioni di nessun'altra classe contemplata dall'ADR. Per quanto concerne il perimetro di applicazione della rubrica in parola, va preliminarmente osservato che essa incide esclusivamente sugli imballaggi che sono stati svuotati in maniera tale che siano presenti al loro interno solo dei residui aderenti alle pareti. Inoltre, alla nuova rubrica risultano attribuibili solo gli imballaggi che abbiano contenuto materie pericolose appartenenti alle classi 3 (liquidi infiammabili), 4.1 (solidi infiammabili, materie autoreattive ed esplosivi solidi desensibilizzati), 5.1 (materie comburenti), 6.1 (materie tossiche), 8 (materie corrosive) o 9 (materie e oggetti pericolosi diversi); il ricorso alla rubrica in questione non risulta invece percorribile nei casi in cui gli imballaggi hanno contenuto, oltre che merci pericolose appartenenti alle rimanenti classi (ad esempio, materie e oggetti esplosivi, materiale radioattivo, ecc.), ulteriori fattispecie di merci pericolose tra cui spiccano: - Materie esplosive desensibilizzate; - Materie autoreattive; - Amianto e policlorobifenili. Un'ulteriore previsione normativa, suscettibile di determinare importanti ricadute sul piano operativo per le imprese coinvolte, riguarda nello specifico gli imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti contenenti residui di merci pericolose che presentano un rischio principale o sussidiario della classe 5.1 (materie comburenti); alla luce della capacità di tali materie di causare o agevolare la combustione di altre materie, e più in generale di  determinare reazioni violente o comunque pericolose in caso di contatto con diverse tipologie di sostanze, per tali imballaggi è sancito il divieto di  essere imballati insieme ad altri imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti, come pure di essere caricati insieme ad altri imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti all'interno di uno stesso container, veicolo o container per il trasporto alla rinfusa. A tale riguardo, non pare inutile evidenziare che l'ADR prescrive esplicitamente che nel sito di carico siano apposite procedure documentate di selezione degli imballaggi, finalizzate ad assicurare il rispetto delle disposizioni applicabili alla rubrica; appare del tutto logico ritenere, sebbene di questo l'ADR non faccia menzione, che tali procedure siano inserite nell'ambito del sistema di gestione ambientale e/o della salute e della sicurezza sul lavoro, qualora questo sistema sia effettivamente adottato da parte dell'impresa qualificabile come caricatore, ad esempio in conformità alle norme ISO 14001 oppure OHSAS 18001. Venendo alle disposizioni concernenti le condizioni di trasporto, gli imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti assegnati al numero ONU 3509 possono essere trasportati sia in colli, sia alla rinfusa. Per quanto riguarda il trasporto in colli, esso è ammesso in veicoli o container chiusi, in veicoli o container telonati oppure in veicoli o container  scoperti, previo ricorso ad appositi imballaggi, grandi imballaggi o IBC, anche flessibili, nel rispetto delle istruzioni di imballaggio P003, IBC08 e LP02; in via generale, gli imballaggi utilizzati devono essere omologati e fabbricati con materiale appropriato, nonché devono presentare una  sufficiente resistenza ed essere progettati in funzione della loro capacità e dell’uso al quale sono destinati. Il trasporto alla rinfusa è autorizzato invece in veicoli chiusi, container chiusi o container per il trasporto alla rinfusa chiusi; ulteriori disposizioni  prevedono che: - I veicoli ed i container utilizzati per il trasporto alla rinfusa devono essere a tenuta o provvisti di una fodera o di un sacco sigillato a tenuta e resistente alla perforazione, nonché dotati di appositi mezzi, ad esempio materiali assorbenti, che consentano di trattenere eventuale liquido libero  suscettibili di fuoriuscire durante il trasporto; - Gli imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti contenenti residui di materie comburenti (classe 5.1) devono essere trasportati in container per il

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trasporto alla rinfusa costruiti o adattati in modo da evitare il contatto delle merci pericolose con il legno o altro materiale combustibile. Inoltre, giova sottolineare che in caso di ricorso alla rubrica UN 3509 rimangono comunque pienamente applicabili le disposizioni di carattere generale dell'ADR (in particolare: formazione del personale addetto, obblighi di sicurezza dei vari operatori, marcatura ed etichettatura, placcatura, documentazione). Per quanto attiene infine alla designazione ufficiale di trasporto che deve essere riportata nel documento di trasporto, nel caso di imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti essa deve essere completata con i termini "(CON RESIDUI DI (...))", seguiti dalla(e) classe (i) e rischi(o) sussidiario(o) corrispondenti ai residui riscontrabili, riportati in ordine numerico crescente della classe; a titolo esemplificativo, degli imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti che hanno contenuto inchiostri da stampa (classe 3), imballati insieme a degli imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti che hanno contenuto una materia corrosiva (classe 8) con rischio sussidiario delle materie tossiche (classe 6.1), devono essere indicati nel documento di trasporto come: "UN 3509 IMBALLAGGI DISMESSI, VUOTI, NON RIPULITI (CON RESIDUI DI 3, 6.1, 8), 9". Le modalità alternative per la gestione degli imballaggi vuoti non ripuliti Come evidenziato in precedenza, il ricorso alla nuova rubrica UN 3509 non risulta obbligatorio nel caso di imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti, né risulta percorribile qualora gli imballaggi vuoti, non ripuliti non siano destinati alla dismissione bensì al riutilizzo o ad altre operazioni finalizzate  al loro ricondizionamento, riparazione o ricostruzione. Nei casi in cui non risulti conveniente o addirittura possibile il ricorso al numero ONU 3509, esistono altre due possibilità che l'ADR offre per la  corretta gestione degli imballaggi vuoti, non ripuliti, siano essi dismessi o meno: l'esenzione concernente gli imballaggi vuoti non ripuliti disciplinata dalla sottosezione 1.1.3.5 e l'esenzione concernente le quantità trasportate per unità di trasporto di cui alla sottosezione 1.1.3.6. Esaminando la prima fattispecie di esenzione emerge che gli imballaggi vuoti, non ripuliti (compresi anche in questo caso gli IBC ed i grandi imballaggi) che hanno contenuto materie delle classi 2, 3, 4.1, 5.1, 6.1, 8 e 9 non risultano soggetti alle disposizioni dell'ADR nel caso in cui siano state intraprese idonee misure atte ad eliminare tutti gli eventuali pericoli delle classi da 1 a 9. Tale esenzione, di tenore analogo al principio generale rinvenibile nella sottosezione 4.1.1.11 dell'ADR(6), ha spesso suscitato negli addetti ai lavori dubbi interpretativi in ordine alla corretta individuazione delle effettive misure che possano essere ritenute appropriate ai fini dell'eliminazione degli eventuali pericoli, atteso che l'ADR non fornisce al riguardo alcuna utile indicazione. Mutuando alcune indicazioni rinvenibili nella normativa sul trasporto aereo di merci pericolose (ICAO Technical Instructions e IATA Dangerous Goods Regulations), appare ragionevole ritenere che l'esclusione dall'applicazione dell'ADR possa operare nei confronti degli imballaggi che hanno contenuto una merce pericolosa, qualora sia stata effettuata un'accurata pulizia degli stessi con un forte getto tramite utilizzo di un agente neutralizzante. Questa procedura appare in genere difficilmente attuabile sul piano pratico e limitata ad un numero ridotto di situazioni, sia perché richiede un'organizzazione ed una dotazione di mezzi spesso caratterizzata da uno sfavorevole rapporto  costi-benefici, sia in quanto la vigente legislazione in materia di rifiuti subordina l’attività di "bonifica" degli imballaggi contenenti sostanze  pericolose al possesso di un apposito titolo autorizzativo, configurando la conseguente impossibilità, per il produttore/detentore degli imballaggi  vuoti non ripuliti, di porre in essere alcun trattamento se non preventivamente autorizzato. Per di più, l'esenzione di cui alla sottosezione 1.1.3.5  non trova comunque applicazione nel caso di imballaggi che hanno contenuto materie delle classi 1 (materie e oggetti esplosivi), 4.2 (materie soggette ad accensione spontanea), 4.3 (materie che, a contatto con l'acqua, sviluppano gas infiammabili), 5.2 (perossidi organici), 6.2 (materie infettanti) e 7 (materiali radioattivi). Passando all'esenzione concernente le quantità trasportate per unità di trasporto disciplinata dalla sottosezione 1.1.3.6, in forza di tale disposizione  gli imballaggi vuoti, non ripuliti che hanno contenuto merci pericolose diverse da quelle comprese nella categoria 0 possono essere trasportate in qualunque quantità su un'unità di trasporto, senza che siano applicate alcune delle disposizioni dell'ADR; al riguardo si ricorda che la categoria 0  include numerose materie e oggetti esplosivi, le materie soggette ad accensione spontanea riconducibili al gruppo di imballaggio I, le materie infettanti di categoria A, i materiali radioattivi non in colli esenti, come pure altre materie appartenenti alle classi 3, 4.3, 6.1, 8 e 9. Di conseguenza, è possibile affermare che gli imballaggi che hanno contenuto una merce pericolosa diversa da quelle comprese nella categoria 0 possono  beneficiare dell'esenzione da una serie di disposizioni dell'ADR, puntualmente individuate nella sottosezione 1.1.3.6.2 (security, placcatura e marcatura di container e veicoli, istruzioni scritte, disposizioni per trasporto in colli, divieto di carico e scarico in area pubblica, obbligo del certificato di formazione del conducente, costruzione e approvazione dei veicoli); tutte le rimanenti disposizioni dell'ADR devono invece essere applicate, comprese quelle relative agli imballaggi. Lo schema di seguito riportato riepiloga le varie casistiche riscontrabili in riferimento all'inquadramento degli imballaggi vuoti, non ripuliti nell'ambito delle disposizioni dell'ADR.

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Conclusioni Da un punto di vista generale, come stabilito dalla sottosezione 4.1.1.11 dell'ADR, gli imballaggi vuoti, compresi gli IBC ed i grandi imballaggi vuoti, che hanno contenuto una merce pericolosa devono essere sottoposti alle stesse disposizioni di un imballaggio pieno, a meno che siano state prese misure appropriate per escludere ogni pericolo. In questo quadro l'ADR 2015, in continuità con quanto previsto in precedenza dall'Accordo Multilaterale M268 che ha cessato la propria validità in  data 31 dicembre 2014, ha introdotto la possibilità di assegnare gli imballaggi dismessi, vuoti, non ripuliti alla nuova rubrica UN 3509, fermo  restando l'obbligo di rispettare le specifiche prescrizioni stabilite dall'ADR per questa nuova rubrica. Questa possibilità risulta percorribile  solamente allorquando gli imballaggi sono trasportati per lo smaltimento, il riciclaggio o il recupero del loro materiale, nonché limitatamente alle  casistiche in cui i residui di merci pericolose contenuti all'interno degli imballaggi appartengono alle classi 3, 4.1, 5.1, 6.1, 8 o 9. In alternativa all'attribuzione degli imballaggi dismessi al numero ONU 3509, nonché nelle casistiche in cui gli imballaggi non sono destinati alla  dismissione, risultano praticabili, in talune circostanze definite dall'ADR, le due fattispecie di esenzione disciplinate dalle sottosezioni 1.1.3.5 (esenzione concernente gli imballaggi vuoti non ripuliti) e 1.1.3.6 (esenzione concernente le quantità trasportate per unità di trasporto) dell'ADR; il  ricorso alla prima delle due fattispecie di esenzione appena richiamate, invero raramente riscontrabile nelle consuete pratiche industriali, richiede in particolare che siano intraprese appropriate misure tese ad eliminare tutti gli eventuali pericoli riscontrabili in relazione alle merci pericolose in precedenza contenute all'interno degli imballaggi, esigendo di fatto l'effettuazione di un'accurata pulizia degli imballaggi con un forte getto utilizzando un agente neutralizzante.

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(1) L'acronimo "ADR" è stato scelto in riferimento al titolo dell'Accordo adottato a Ginevra nell'anno 1957: "European Agreement concerning the international carriage of Dangerous goods by Road" (Accordo concernente il trasporto internazionale di merci pericolose su strada). (2) All'attualità hanno aderito all'Accordo ADR 48 Paesi, ubicati in Europa, nelle aree dell'ex Unione Sovietica e nel Nord Africa. (3) L'ADR disciplina il trasporto su strada delle merci pericolose anche in campo nazionale italiano a far data dal 1° gennaio 1997, in forza del D.M.  4 settembre 1996. (4) Nel seguito del presente intervento la nuova edizione 2015 dell'ADR sarà indicata come "ADR 2015". (5) Nel presente intervento con il termine "imballaggi" si intende riferirsi, oltre che agli imballaggi in senso stretto, anche ai grandi imballaggi ed ai contenitori intermedi per il trasporto alla rinfusa (IBC). (6) La sottosezione 4.1.1.11 stabilisce che "Gli imballaggi vuoti, compresi gli IBC ed i grandi imballaggi vuoti, che hanno contenuto una merce pericolosa devono essere sottoposti alle stesse disposizioni di un imballaggio pieno, a meno che siano state prese misure appropriate per escludere ogni pericolo".

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ADR: come gestire gli imballaggi vuoti non ripuliti  

Articolo a mia firma pubblicato su Tecnici24 in data 26 novembre 2015, relativo alle corrette modalità di gestione definite dall'ADR per gli...

ADR: come gestire gli imballaggi vuoti non ripuliti  

Articolo a mia firma pubblicato su Tecnici24 in data 26 novembre 2015, relativo alle corrette modalità di gestione definite dall'ADR per gli...

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