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Vercelli, maggio 2018 - Anno 91° - N°5

Mensile dell’Unione Interprovinciale degli Agricoltori di Vercelli e Biella

A Bruxelles si deciderà il futuro delle imprese agricole europee Sono giorni importanti per le imprese agricole. Non solo nei campi, in funzione delle semine in corso, ma anche nei palazzi di Bruxelles. Si tratta di capire quale potrà essere la politica agricola comunitaria oltre il duemilaventi. In gioco c’è il futuro delle aziende agricole e con esso il futuro di giovani agricoltori, di un intero tessuto sociale economico ed ambientale-territoriale. Capire soprattutto i temi, le priorità e le risorse che verranno messe a disposizione dell’Italia, quali saranno i punti di forza e di debolezza della nuova programmazione. Certamente la Brexit porterà ad una diminuzione delle risorse stimate intorno ai 10/12 miliardi di euro, e, nel contempo, i Paesi dell’Est premeranno per avere maggiori disponibilità finanziarie, in linea con l’idea della convergenza già condivisa nella precedente programmazione 2014-2020. Convergenza che proseguirà anche all’interno del singolo Stato membro, a livello di singola azienda, e finora declinata secondo il Modello “irlandese”. Esiste inoltre una volontà di demandare agli Stati membri tutta le gestione diretta della programmazione comunitaria con i pro ed i contro. L’esperienza del PSR con le gestioni regionali su tutto il territorio

Massimiliano Giansanti e il Commissario UE, Phil Hogan

non è al riguardo felice. Come hanno evidenziato i punti di debolezza la gestione burocratica del Greening e, sempre con riferimento al PSR, l’eccessivo ruolo che è stato dato all’ambiente, slegando la funzione produttiva dell’azienda e il peso del mercato. Va peraltro riconosciuto che negli ultimi vent’anni l’agricoltura è cambiata fortemente, passando da una situazione dominata dalle eccedenze all’allarme sulle materie prime e sulla sicurezza alimentare globale, in un contesto

di mercato mondiale sempre più aperto e competitivo ed interconnesso. In cui il ruolo dell’Italia è a due facce: deficitario di materie prime e grande esportatore di prodotti finiti e di eccellenze enogastronomiche. In questo scenario, emerge la necessità di avere una voce forte a Bruxelles, per portare avanti le necessità delle imprese agricole sui tavoli, sia politici che istituzionali, di chi può e deve decidere. Confagricoltura è pronta a questa sfida e a questo nuovo impegno.

Il presidente di Confagricoltura Giansanti incontra il commissario ue Hogan. Proposta un’agenzia europea per le domande Pac

“P

ieno appoggio al commissario Hogan e agli eurodeputati italiani per difendere gli interessi degli agricoltori italiani ed europei in questa fase delicata, nella quale l’Italia è senza governo”. Lo ha affermato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, all’incontro con il commissario europeo all’Agricoltura, Phil Hogan, svoltosi a Parma presso Origo, il Forum globale sulle indicazioni geografiche. Il commissario ha poi visitato lo stand di Confagricoltura. “Per dare valore alla Pac bisogna rafforzare il

ruolo economico dell’impresa agricola - ha proseguito Giansanti -. Il capping fissato a 60 mila euro (il tetto ai contributi comunitari che sembra sia inserito nelle proposte di riforma attese per le prossime settimane), è assolutamente penalizzante per le imprese agricole che guardano al mercato e vogliono rafforzare la loro competitività. Analoga considerazione vale per l’eventuale introduzione di un meccanismo di degressività (riduzione) dei contributi Ue”. Il presidente di Confagricoltura ha poi riconosciuto a Hogan il merito di avere contenuto al 4%

il taglio agli aiuti diretti laddove, all’interno della Commissione, si proponevano riduzioni draconiane e trasferimenti al secondo pilastro. “È un grande risultato - ha commentato Giansanti - il fatto che la Pac sostenga, in primo luogo, il reddito degli agricoltori”. Il commissario europeo, dal canto suo, ha giudicato estremamente interessante la proposta del presidente di Confagricoltura Giansanti di creare un’Agenzia europea per la presentazione delle domande Pac.


AVVISO

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ELETTIVA

L’ASSEMBLEA GENERALE dei Soci dell’Unione Agricoltori di Vercelli e Biella è convocata per venerdì 25/05/2018 alle ore 7,30 in prima convocazione e alle ore 9,30 in seconda convocazione presso la Sala Borasio in Vercelli - Piazza Zumaglini 14 - primo piano scala sinistra - per discutere il seguente ordine del giorno:

È convocata per il giorno Venerdì 15 giugno 2018 ore 9:00 in Vercelli - Piazza Zumaglini 14 - Sala Borasio l’assemblea dei Soci per il RINNOVO DELLE CARICHE SOCIALI per il triennio 2018 - 2019 - 2020: - 14 membri del Consiglio Direttivo; - Presidente e 4 membri della Consulta di Zona di Vercelli; - Presidente e 2 membri della Consulta di Zona di Biella.

1. Relazione del Presidente; 2. Approvazione Bilancio consuntivo 2017; 3. Approvazione Bilancio preventivo 2018; 4. Varie ed eventuali.

Il termine per il deposito delle liste è fissato per le ore 12:00 del 7 giugno 2018 sottoscritte da almeno: - 10 soci per il Consiglio Direttivo; - 5 soci per la Consulta di Zona di Vercelli; - 5 soci per la Consulta di Zona di Biella. Inoltre sono convocati per il giorno 15 giugno 2018 alle ore 9:00 in Vercelli Piazza Zumaglini n. 14 - Sala Borasio, i soci dei rispettivi Sindacati di categoria per le elezioni di: - Presidente e Vicepresidente e 5 membri del Consiglio del Sindacato; - Proprietari Conduttori; - Presidente e Vice Presidente e 5 membri del Consiglio del Sindacato Affittuari Conduttori; - Presidente e Vice Presidente e 5 membri del Consiglio del Sindacato Impresa Famigliare Coltivatrice.

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Aiuto accoppiato anche per il riso da seme Dopo l’iniziale interpretazione errata del decreto, sono state finalmente riconosciute le ragioni dei risicoltori Ha trovata la sua legittima e positiva soluzione la vicenda, kafkiana, dell’aiuto accoppiato riso anche alle superfici denunciate nel fascicolo del produttore ai fini della domanda pac 2018 come riso da seme. A seguito delle pressioni di Confagricoltura e di Ente Risi, AGEA , su incarico del Mipaaf, ha infatti rivisto la tabella/matrice di compatibilità degli aiuti ai fini della predisposizione delle domande pac 2018, ammettendo anche le superfici a riso da seme all’aiuto accoppiato. Il tutto era nato da una errata interpretazione del decreto ministeriale (DM 18/11/2014) che, in attuazione della riforma pac del 2013, aveva istituito l’aiuto accoppiato per le superficie investite a riso, con una dotazione finanziaria di circa 22 milioni di euro all’anno, dif-

fusa in modo informale alla fine di aprile nel corso di una riunione con le Organizzazioni agricole presso il Mipaaf e finalizzata alla discussione del nuovo DM di recepimento del Regolamento UE “Omnibus”. Stesso destino di inammissibilità dell’aiuto accoppiato era stato riservato anche alla soia da seme ed al grano duro da seme. Confagricoltura aveva immediatamente contestato questa decisione in quanto non sostenuta da alcuna motivazione tecnico-giuridica e soprattutto diffusa quando la maggior parte dei moltiplicatori di riso da seme avevano già sottoscritto con le ditte sementiere i contratti di coltivazione. Ora Confagricoltura prende atto con soddisfazione del riconoscimento delle ragioni dei risicoltori.

Al via l’assicurazione contro la grandine

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nche in risaia sono già iniziate le procedure e le attività finalizzate alla copertura assicurativa contro la grandine e le altre avversità atmosferiche, nell’ambito della Gestione del Rischio (Misura 17.1 del PSRN). Su questo piatto l’Italia, come noto, ha riservato una disponibilità finanziaria di 1,6 miliardi di euro per l’intero periodo di programmazione. Per la campagna 2018 sono entrate in vigore nuove disposizioni che agevolano e migliorano il quadro contributivo (polizza birischio, soglia 20 per cento, ecc), mentre si sta lavorando per semplificare le procedure, a partire delle rese medie assicurabili, a favore dei soci. Novità che sono state illustrate e discusse con i soci del Condifesa Vercelli Due riuniti in assemblea lo scorso 30 aprile. Ma occorre anche prestare attenzione alla sottoscrizione del certificato assicurativo: le condizioni offerte dalle compagnie non sono tutte uguali; ci possono essere sottili differenze che poi incidono sull’eventuale indennizzo in caso di evento atmosferico avverso. Una buona consulenza ed assistenza è importante.

Neonicotinoidi vietati nell’UE, sono nocivi alle api È giusto tutelare l’ambiente, ma le merci importate rispetteranno gli stessi nostri parametri? La decisione dell’Unione europea di vietare l’uso nell’agricoltura all’aperto, quindi serre escluse, i tre insetticidi neonicotinoidi ritenuti, secondo gli studi dell’EFSA, nocivi alle api, ha suscitato reazioni contrastanti. Si tratta, come è successo altre volte, della necessità di mettere insieme due esigenze diverse e quindi di conciliare le esigenze ambientali con quelle dei produttori agricoli che devono produrre in modo competitivo sul mercato globale. Gli agricoltori sono da sempre impegnati a produrre in modo da rispettare le regole legate alla qualità e alla sostenibilità delle produzioni. Da alcuni decenni il modo di produrre

è totalmente cambiato, dalla lotta a calendario contro i parassiti, si è passati alla difesa integrata, mirata e selettiva, con l’ausilio dei modelli previsionali e del monitoraggio continuo della presenza/assenza del fitofago. L’inquinamento non è un problema che non coinvolge gli agricoltori in quanto in questo ambiente non solo producono, ma ci vivono. In più anche la politica agricola comune richiede la salvaguardia del territorio, la riduzione dell’inquinamento e una agricoltura sostenibile. Il successo nel mondo del nostro Made in Italy, delle nostre eccellenze enogastronomiche e del nostro paesaggio è in riconoscimento tangibile del modo di

lavorare dei nostri agricoltori. Tuttavia occorrono regole uguali per tutti. Le merci che importiamo rispettano i nostri parametri ambientali? Purtroppo assistiamo e la vicenda dei neonicotinoidi lo dimostra, come l’Europa viaggi a senso unico. È giusto e sacrosanto tutelare le api, preziose sentinelle dell’ambiente e, con la loro funzione impollinatrice, strumento essenziale per le produzioni agricole di qualità. Abbiamo bisogno che gli agricoltori siano posti in grado di produrre cibo sicuro e conveniente, utilizzando nel modo giusto anche gli strumenti della chimica per affrontare importanti parassiti. 3


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Rilancio del Mais per le produzioni DOP Serve supporto alla ricerca, uno sviluppo di nuove tecniche agronomiche e il miglioramento genetico della coltura Le attività del Ministero per la ricerca e il rilancio della maiscoltura italiana saranno illustrate in un convegno a Roma il prossimo 24 maggio. Per contribuire al rilancio del mais italiano il Piano Maidicolo Nazionale, fortemente sollecitato da Confagricoltura, deve garantire il massimo supporto alla ricerca scientifica, compreso lo sviluppo delle nuove tecniche per il miglioramento genetico e al tempo stesso sviluppare indicazioni chiare per orientare interventi agronomici efficaci da parte degli agricoltori a sostegno di una maggior produttività e sanità dei raccolti.

Il ‘Coefficiente di regressione’ è un parametro importante per valutare la varietà In questo scenario sono di estrema utilità le prove varietali ed agronomiche per determinare la risposta dei diversi ibridi ai fattori agronomici: densità di investimento (n° piante/mq), difesa contro la piralide e concimazione azotata. Un incide molto importante che emerge da queste prove è il Coefficiente di regressione, spiegano i tecnici di Confagricoltura. Un valore molto alto significa che le per-

formance di quella varietà tende ad aumentare con la fertilità ambientale, per cui è particolarmente adatta ad essere coltivata in ambienti ricchi ad alti input agronomici. Viceversa in ambienti difficili e stressanti la sua performance tende ad essere molto bassa. Al contrario una varietà con Coefficiente di regressione basso è quella più stabile in assoluto e quindi tende a mantenere più o meno costante il suo livello produttivo, indipendentemente dalla fertilità ambientale e rispondendo in maniera limitata agli input agronomici. La maiscoltura nazionale vive da tempo una fase delicata - ricorda Confagricoltura. Il settore continua a soffrire una contrazione delle superfici coltivate, sia a granella che a foraggio, che in 5 anni ha perso oltre 300 mila ettari e la produzione è passata da 8 a 6 milioni di tonnellate. E con esse anche le superfici destinate alla produzione delle sementi, ormai intorno ai 5 mila ettari. I dati statistici, ricorda Confagricoltura, hanno messo in luce un tasso di autoapprovvigionamento del 60% e un valore di import netto di 5 milioni di tonnellate. La perdita di competitività del mais nazionale rischia di mettere in crisi anche il sistema agroalimentare Made in Italy con le nostre grandi produzioni DOP di origine animale, salumi e formaggi in particolare.

Lotta mirata al brusone

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alla metà del prossimo mese di giugno ritorna il monitoraggio antibrusone, per fornire ai risicoltori un sistema integrato di supporto alle decisioni per l’ottimizzazione della gestione fitosanitaria del riso nei riguardi di questo pericoloso parassita fungino. In pratica il sistema di allerta si concretizzerà, come negli anni passati, nella divulgazione in tempo reale, mediante sms, siti web, bollettini di allerta inviati via email, di informazioni relative al potenziale rischio di infezione, specifico per le aree risicole sotto sorveglianza, ottenuto mediante la rilevazione dell’inoculo infettivo correlato ai dati meteorologici rilevati giornalmente, alla conoscenza del ciclo biologico del patogeno, anche mediante l’impiego di un modello previsionale. Il progetto, capofila è la Fondazione Agraria Novarese, è la continuazione su basi più approfondite e complete, del progetto “Lotta al Brusone” attivato la prima volta nel 2009 dalla Provincia di Vercelli e fortemente sostenuto da Confagricoltura Vercelli e Biella.

Il decreto sulla Condizionalità del 18 gennaio

Pubblicato recentemente, illustra e regola tutte le norme e le inadempienze nella gestione dei terreni e degli animali Come noto, per poter accedere al sistema dei pagamenti comunitari Pac, gli agricoltori devono rispettare determinate norme, che riguardano la corretta gestione agronomica dei terreni, la salvaguardia dell’ambiente, la salute pubblica, la salute degli animali e il loro benessere. È la cosiddetta Condizionalità, introdotta per la prima volta con la riforma pac del 2003. Il mancato rispetto di queste norme si traduce nella riduzione totale o parziale di taluni pagamenti dell’Ue a favore degli agricoltori. Per la corrente campagna agraria, è intervenuto il decreto del 18 gennaio 2018 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2018 n. 80), con il quale vengono disciplinati il regime di condizionalità e le riduzioni ed esclusioni per inadempienze dei beneficiari dei pagamenti diretti Pac (po-

litica agricola comune) e dei contributi dei programmi di sviluppo rurale (Psr). Le riduzioni saranno commisurate alla gravità, portata, durata, frequenza e intenzionalità dell’inadempienza. Ai beneficiari dei pagamenti Pac e dei contributi relativi ai programmi di sviluppo rurale (Psr), che non rispettano le regole di condizionalità (relative ai settori ambiente, cambiamento climatico, buone condizioni agronomiche del terreno, sanità pubblica, salute delle piante e degli animali e benessere degli animali) verrà applicata una sanzione amministrativa, a valere sulle agevolazioni spettanti. In particolare, in caso di inadempienza per negligenza, la percentuale di riduzione non supererà il 5%. E, in caso di reiterazione, il 15%. I casi di inadempienza che, data la limitata rilevanza della loro gravità, portata e durata, sa-

ranno giudicati di importanza minore, non determineranno immediatamente una riduzione o un’esclusione. In questi casi l’organismo pagatore invierà un’allerta tempestiva al beneficiario, notificando la constatazione e l’obbligo di adottare misure correttive. E solo qualora un controllo successivo, entro tre anni civili consecutivi, stabilisca che l’inadempienza non è stata sanata, si applicherà con effetto retroattivo la riduzione e l’infrazione riscontrata, considerandola reiterata. Premesso che il decreto dovrà essere recepito ed integrato eventualmente dalla Regione Piemonte con una propria delibera, si tratta, tranne alcune eccezioni, di norme ed obblighi già presenti in provvedimenti legislativi autonomi, la cui inosservanza di per sé può dare origine a sanzioni amministrative. 5


L’assicurazione contro gli infortuni fa 100 anni Ruolo storico per l’associazione degli agricoltori del vercellese, che nel 1917 istutuì l’obbligo dell’assicurazione Cento anni fa, nel pieno della Prima guerra mondiale, veniva emanato il decreto legge luogotenenziale numero 1450 del 23 agosto 1917 che, preso atto del sacrificio di molti contadini nelle trincee e dei loro sostituti nei campi (anziani, fanciulli e donne, facili a cadere vittime d’incidenti) istituì in tutto il Regno l’obbligo dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro in agricoltura. Questo provvedimento era stato presentato al Senato dal ministro dell’Industria, commercio e lavoro Giuseppe De Nava, nella tornata del 26 marzo 1917, dopo uno sterile ventennio di proposte, commissioni e progetti. Approvato dai senatori nel luglio di quello stesso anno, il Governo, invece di attendere la discussione dell’altro ramo del Parlamento, data anche la vicina chiusura dei lavori assembleari, preferì agire immediatamente trasferendo la materia nel decreto sopraccitato. È titolo di merito della città di Vercelli aver fatto da antesignana in questo settore delle assicurazioni, per aver visto riconosciuta per la prima volta in Italia, con regio decreto 10 agosto 1904, una Cassa consorziale mutua contro gli infortuni sul lavoro in agricoltura (sorta due anni prima in forma cooperativa) per iniziativa dell’Associazione degli agricoltori del Vercellese presieduta dal senatore Vincenzo Ricci e che ebbe tra i suoi più convinti promotori Eusebio Saviolo. In effetti, il problema di estendere a tutti i lavoratori della terra, salariati, fissi o avventizi, l’obbligo assicurativo (che la legge numero 80 del 17 marzo 1898 aveva previsto solo per gli operai delle industrie più pericolose) rimaneva in gran parte irrisolto sia per le difficoltà tecniche di applicazione dei premi, sia

soprattutto per non aggravare la proprietà fondiaria di un ulteriore costo. Nell’Italia d’inizio Novecento il capitalismo agrario, sulla questione dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, era diviso in due parti: al nord si premeva per l’obbligo, al sud invece veniva respinta qualsiasi forma d’intervento. Data la varietà delle coltivazioni, dei patti colonici e delle mansioni, poi, non solo era più difficile identificare il rischio professionale, ma anche erano più facili le frodi e, conseguentemente, non semplici i controlli. In agricoltura, specialmente nelle aziende di una certa dimensione, il numero dei lavoratori occupati, in particolare gli avventizi, era variabile, a seconda del calendario colturale e dell’andamento climatico.

Le tutele, in un primo tempo limitate agli infortuni più gravi, si andarono estendendo La Cassa mutua di Vercelli, che ebbe come primo presidente Amedeo Avogadro di Quinto, riuscì a superare questi ostacoli: aveva infatti adottato il conteggio dei premi in base alla superficie coltivata anziché per il numero di operai occupati, garantendo le prestazioni economiche a seguito di infortuni determinati da causa violenta in occasione di lavoro, per i dipendenti dei soci delle aziende agricole. Queste tutele, che in un primo momento erano limitate ai soli casi di morte e inabilità permanente, assoluta o parziale, si sarebbero estese in seguito esempio unico in Italia - anche ai casi

d’inabilità temporanea, vale a dire per gli infortuni meno gravi, a partire dal ventesimo giorno dall’evento. Anche per questo motivo diedero la propria adesione alla Cassa mutua vercellese proprietari terrieri di circondari limitrofi, come quelli del Novarese e della Lomellina. La gestione dell’assicurazione di questo importante settore dell’economia nazionale fu demandata inizialmente alle Casse mutue, soprattutto dopo aver visto il positivo funzionamento di quelle sorte spontaneamente dopo quella di Vercelli (Firenze, Bologna, Torino, Cremona, ecc.) per poi passare all’Inail. Il decreto numero 1450/1917, entrato definitivamente in vigore su tutto il territorio nazionale il 1° maggio 1919, rappresentò un notevole progresso, sostanzialmente per due ordini di fattori: mentre la legge del 1898, confluita nel testo unico del 1904, proteggeva solamente la manodopera subordinata, in questa occasione risultavano incluse talune categorie di lavoratori autonomi, purché partecipassero in modo continuo all’attività dell’azienda agraria. Per la prima volta, inoltre, fu istituito il principio pubblicistico dell’automaticità delle prestazioni assicurative, cioè anche nel caso in cui il datore di lavoro non avesse ottemperato agli obblighi contributivi, il lavoratore infortunato sarebbe stato comunque tutelato ope legis, principio poi recepito dal Codice Civile del 1942 e tuttora in vigore. Ciò costituì un’ulteriore tappa dell’inserimento dell’Italia tra le nazioni più progredite nel settore della legislazione sociale. Dr. Flavio Quaranta Società Storica Vercellese Funzionario INAIL

Etichettatura di origine per latte, pasta, riso e pomodoro In attesa dell’applicazione ufficiale prevista per il 1 aprile 2020, inizia da oggi un periodo di sperimentazione Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato firmato oggi dal Presidente del consiglio Paolo Gentiloni, in qualità di Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, e dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda il decreto con il quale si assicura l’applicabilità fino al 31 marzo 6

2020 dei decreti ministeriali che hanno introdotto l’obbligo di indicazione dell’origine della materia prima sull’etichetta del latte, della pasta, del riso e del pomodoro. Si tratta di un provvedimento resosi necessario per evitare vuoti di disciplina e incertezze interpretative, in attesa della applicazione del regola-

mento di esecuzione in materia adottato dalla Commissione europea, prevista per il 1 aprile 2020, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione. Gli ulteriori mesi di sperimentazione di queste misure consentiranno di garantire trasparenza verso i consumatori e valorizzazione dei prodotti italiani.


Assicurazioni contro le avversità atmosferiche In arrivo i contributi AGEA. I pagamenti nel 2018 stanno prendendo una netta accelerazione

Prepararsi per la fattura elettronica

Le assicurazioni agricole incentivate dai contributi pubblici sono sostenute da varie forme di finanziamento: Assicurazione colture contro le avversità atmosferiche

Contributi UE - Misura 17.1 Piano di Sviluppo Rurale Nazionale

Assicurazione dell’uva da vino contro le avversità atmosferiche

Contributo OCM Vino Contributi UE - Misura 17.1 Piano di Sviluppo Rurale Nazionale

Zootecnia - Smaltimento carcasse

Contributo Fondo di solidarietà Nazionale + Contributo integrativo Regione Piemonte

Zootecnia - Epizoozie

Contributi UE - Misura 17.1 Piano di Sviluppo Rurale Nazionale

Strutture aziendali (serre - impianti arborei)

Contributo Fondo di solidarietà Nazionale

Questo assetto contributivo è operante dal 2015 ma ha incontrato molte difficoltà operative per cui l’erogazione dei contributi alle Aziende agricole assicurate ha subito considerevoli ritardi. La situazione è stata mitigata dall’intervento dei Consorzi di Difesa del Piemonte che hanno anticipato i contributi non ancora erogati da AGEA sostenendo esposizioni bancarie superiori ai 30 milioni di euro. A fine 2017, a livello nazionale, erano stati pagati da AGEA 130 milioni di euro (OCM vino + PSRN) su 218 milioni attesi per l’anno 2015 e 20 milioni di euro

(OCM vino) su 210 milioni per il 2016. Nel 2018 i pagamenti stanno prendendo una netta accelerazione. Infatti AGEA dovrà pagare circa 540 milioni relativi al 2015-2016-2017 ed acconto 2018 entro il 31/12/2018 per evitare il disimpegno automatico delle somme da parte della Commissione europea e la perdita della riserva di performance. Pertanto nei mesi di marzo e aprile sono stati erogati circa 34 milioni relativi al 2015 e circa 30 milioni relativi al 2016 e i pagamenti continueranno a ritmo serrato.

Riso: la guerra delle rotture

È indispensabile una forte azione del Governo italiano verso Bruxelles Dopo la Cambogia e il Myanmar, contro le cui importazioni si è attivata (dopo un pressing che risale dal 2013..) l’inchiesta UE per l’applicazione della clausola di salvaguardia, si è aperto un altro fronte di guerra. Il nemico questa volta un’industria danese che ha richiesto alla Commissione europea la sospensione dei dazi sulle rotture di riso. L’Italia, attraverso l’Ente Nazionale Risi, si è subito attivata per bloccare questa richiesta. Esistono infatti già contingenti di importazione di riso e di rotture di riso a dazio ridotto e a dazio zero. Inoltre l’Italia può porre tranquillamente a disposizione della Danimarca tutte le rotture (e il riso) che gli servono.

Ma ecco un altro motivo di allarme per i risicoltori, che arriva dalle prospettive dalla pac post 2020. Infatti hanno destato serie preoccupazioni le anticipazioni sul nuovo bilancio UE, all’interno del quale il budget destinato alla futura PAC subirà una riduzione del 5 per cento rispetto all’attuale programmazione. Sarà quindi indispensabile una forte azione del Governo italiano verso Bruxelles per avere nuovamente il premio accoppiato riso al fine di valorizzarne la filiera. Altro spunto di riflessione è la possibile fissazione della soglia del capping a 60 mila euro. Taglio che andrebbe a colpire proprio in misura maggiore le aziende risicole.

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onfagricoltura informa che a partire dal 1° gennaio 2019 scatterà l’obbligo della fatturazione elettronica, fatta eccezione per la filiera dei carburanti per cui tale obbligo decorrerà dal 1° luglio di quest’anno. La Legge di Bilancio che ha introdotto il ricorso alla fatturazione elettronica finalizza questa disposizione alla razionalizzazione dei procedimenti per la cessione dei beni e le prestazioni di servizi di tutti i settori produttivi e commerciali. La fattura elettronica, che non è la fattura in pdf ed invita per email, di fatto è un insieme di azioni, quali l’emissione, trasmissione, ricezione e conservazione delle fatture che avverrà attraverso un sistema digitale dell’Agenzia delle Entrate chiamato SDI (Sistema di interscambio). Confagricoltura Vercelli e Biella, tramite la propria società di servizi S.A.F.A. srl, sta approfondendo la problematica sia negli aspetti organizzativi e procedurali che in quelli informatici, al fine di assicurare la attività di servizio a favore dei Soci secondo le nuove disposizioni di legge.

Un altro Registro dei trattamenti dati

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uovi obblighi ed adempimenti per la imprese agricole. La novità viene dal Regolamento comunitario n. 679/2016 che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio, in materia di Privacy. Praticamente sono interessate tutte le aziende agricole che trattano dati personali e quindi i dati dei dipendenti e dei fornitori e dei clienti (persone fisiche). Sulla falsariga della normativa e delle procedure già sperimentate per la sicurezza del lavoro, le imprese dovranno provvedere a dotarsi di un Documento di valutazione di rischi (DVR) Privacy, dovranno nominare un Responsabile della Protezione dei Dati (RPD) e, infine, dovranno tenere un Registro delle attività di trattamento (dati). Ma attualmente - avvisa Confagricoltura - molti profili applicativi delle nuove disposizioni restano ancora estremamente dubbiosi.

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Il credito di conduzione sarà ridotto

La presentazione delle domande dovrà essere entro il 31 maggio 2018. Previsti fino a 8o mila € di prestiti finanziabili

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Giovanni Demichelis in pensione, direzione a Valter Parodi

a inizio maggio Giovanni Demichelis, direttore di Confagricoltura Piemonte dal 1997, ha lasciato l’incarico per raggiunti limiti di età. La direzione della federazione regionale di Confagricoltura è stata affidata a Valter Parodi, che mantiene l’incarico di direttore dell’Unione Agricoltori di Alessandria. A Giovanni Demichelis il ringraziamento per il lavoro svolto e a Valter Parodi gli auguri di una proficua attività al servizio dell’agricoltura piemontese.

La Giunta Regionale piemontese ha stanziato 300.000 euro che permetteranno di ridurre il costo del denaro per il credito di conduzione fino a 1.5 punti rispetto ai tassi correnti. Il programma è rivolto alle imprese agricole attraverso la concessione di un aiuto erogato nell’ambito del regime “de minimis” sotto forma di un concorso nel pagamento degli interessi sui prestiti richiesti dai singoli agricoltori agli Istituti bancari. Le domande online possono essere presentate entro il prossimo 31 maggio 2018. Si tratta del provvedimento meglio

noto come Piano Verde utile per consentire una provvista di liquidità finanziaria in un momento nel quale le imprese devono far fronte alle spese per l’avvio della corrente campagna agraria e devono ancora incassare dalle vendite dei prodotti dell’annata agraria scorsa. Il Piano Verde prevede in minimo del prestito finanziabile di 5.000 euro ed un massimo di 80 mila euro. L’entità del prestito massimo per la singola azienda viene modulato in funzione del tipo di coltura e della relativa superficie, così come risulta dal Fascicolo aziendale.

Convegno di Confagricoltura e CIB sul biometano Lunedì 28 maggio a Carmagnola si approfondiranno produzione, aspetti economici e fiscali del biogas Nei prossimi anni il comparto dell’allevamento, per diversificare le proprie fonti di reddito, potrà puntare anche sulla produzione di biometano realizzato a partire da matrici di origine agro-zootecnica. Il 20 marzo scorso è entrato in vigore il decreto ministeriale 2 marzo 2018 che incentiva la produzione e la distribuzione di biocarburanti avanzati e biometano avanzato fino al 2022, con un sostegno indicativo di circa 4,7 milioni di euro. La Commissione europea, riconoscendo l’importanza dei biocarburanti avanzati prodotti da matrici agricole sostenibili come il biometano, ha espresso parere favorevole sul decreto. Per il CIB - Consorzio Italiano Biogas

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presieduto da Piero Gattoni “si tratta di un momento di svolta dopo una lunga battaglia che ci ha visti impegnati in una vasta campagna di sensibilizzazione sulle caratteristiche di qualità e di sostenibilità del biometano agricolo italiano nei confronti di aziende agricole, industrie, decisori pubblici e cittadini”. In questo quadro la produzione di biometano offrirà al nostro Paese un’importante opportunità di crescita nel settore delle energie rinnovabili, creando le condizioni per diversificare l’approvvigionamento in modo pulito e sostenibile. “Il biometano - secondo il CIB - potrà favorire la decarbonizzazione del parco circolante degli autoveicoli con ali-

mentazione a metano, che si stima in 1 milione di mezzi in Italia, senza contare le potenzialità delle riconversioni dei motori diesel in dual fuel, un’opzione immediatamente disponibile e a costi contenuti.” Dei temi legati al biometano agricolo, dalla produzione agli aspetti economici, fino a quelli fiscali, si parlerà lunedì 28 maggio a Carmagnola, alla sala convegni della Cascina Vigna, in un convegno organizzato da Confagricoltura Piemonte e Consorzio Italiano Biogas. L’appuntamento è dalle 14,30 alle 17,30 con gli interventi già annunciati di Piero Gattoni presidente del CIB, Donato Rotundo e Nicola Caputo, rispettivamente direttori delle aree Ambiente e Fiscale di Confagricoltura.


Garbellini nuovo presidente pensionati L’assembrela ‘over 65’ di confagricoltura elegge il nuovo vertice. Garbellini: il ruolo dei pensionati è cresciuto Rodolfo Garbellini è il nuovo presidente dell’Anpa, l’associazione nazionale che riunisce i pensionati di Confagricoltura. L’ha eletto oggi l’assemblea degli ‘over 65’ dell’Organizzazione. Il neo presidente, anche al vertice della Onlus Senior l’età della saggezza, è di Rovigo, ha 75 anni e ha condotto in affitto, insieme al fratello, un’azienda di circa 140 ettari a indirizzo cerealicolo. È stato a lungo presidente della cantina sociale Consorzio viticoltori polesani. “Molti sono i problemi - ha sottolineato Garbellini - che riguardano i pensionati del settore agricolo del nostro Paese, primo fra tutti quello di definire un sistema stabile di perequazione delle pensioni e in grado di garantire un potere di acquisto adeguato nel tempo per assicurare un reddito dignitoso. In questo senso occorre adeguare gli attuali importi minimi di pensione agli standard europei indicati nella Carta Sociale Europea. Come associazione continueremo a muoverci in tal senso”. “Il ruolo e l’importanza dell’associazione Pensionati all’interno di Confagricoltura - ha ricordato Angelo Santori, segretario nazionale e vicepresidente vicario di ANPA Confagricoltura - è cre-

Angelo Santori e Rodolfo Garbellini

sciuto sia al centro sia sul territorio. Il nostro impegno è forte per far applicare le politiche a favore degli anziani e dei pensionati elaborate a livello europeo e praticamente a costo zero per il Paese; come la non discriminazione nei confronti delle persona anziane, l’esclusione sociale, l’invecchiamento attivo e la solidarietà intergenerazionale. Serve

una maggiore attenzione per l’efficacia del sistema sanitario nazionale che, tra liste d’attesa, limitazione di esenzioni ed altre criticità, è sempre meno fruibile per anziani e pensionati”. Due i piemontesi nel rinnovato consiglio nazionale: Maria Daville della provincia di Alessandria e Remo Tortone della provincia di Cuneo.

Progetto Nocciola Italia Confagricoltura-Ferrero

L’obiettivo è quello di creare un sistema di sviluppo territoriale attraverso il sostegno degli imprenditori agricoli Confagricoltura sostiene la produzione delle nocciole, in collaborazione con il Gruppo Ferrero, sviluppando un progetto di Filiera. Il progetto congiunto mira a sviluppare una produzione corilicola 100% italiana, attraverso la creazione di un sistema di sviluppo territoriale, condiviso con gli attori della filiera, attraverso un sostegno agli imprenditori agricoli italiani. Il Progetto nazionale di filiera corilicola può trovare “terreno fertile” anche nelle nostra provincia con particolare riferimento al Biellese, essendo una opportunità per la diversificazione agricola del nostro territorio. L’Italia è il secondo produttore mondiale di nocciole, con ottime prospettive di crescita grazie ad un territorio particolarmente vocato alla coltivazione di nocciole di qualità e con una quota di mercato di circa il 12% della produzione globale di nocciola; segue a distanza la Turchia che rappresenta il 70% del mercato complessivo.

Ad oggi in Italia vengono dedicati oltre 70.000 ettari di terreno alla coltura della nocciola, con una produzione media di nocciola in guscio di circa 110.000 t/ anno (dato medio/anno ultimi 10 anni).

Entro il 2025 si punta ad aumentare del 30% le piantagioni di noccioleto Il Progetto Nocciola Italia, intende creare le condizioni per una concreta opportunità di riconversione e valorizzazione di ampie superfici del territorio seguendo i princìpi cardine di: • Valorizzazione vivaistica, fondamentale per costituire nuovi frutteti con le opportune garanzie fitosanitarie e di futura redditività; • Qualificazione terreni, per produrre mappe di vocazionalità in accordo con le Regioni proprietarie dei dati di base

ed individuare così i migliori areali da destinare a questa nuova filiera; • Tracciabilità e sostenibilità, caratteristiche fondamentali per la valorizzazione delle produzioni di una agricoltura che guarda al futuro; • Accordo di filiera, per sostenere il progetto mediante un impegno all’acquisto delle produzioni nel lungo periodo. A livello nazionale, l’obiettivo auspicato dal Piano Nocciola Italia è quello che, entro il 2025, 20.000 ettari di nuove piantagioni di noccioleto (+30% circa dell’attuale superficie) possano essere sviluppate. Sebbene la Ferrero Hazelnut Company soddisfi i propri bisogni di nocciole fornendosi da aree produttive localizzate in varie parti del mondo, mediante il Progetto Nocciola Italia una specifica attenzione sarà rivolta alla produzione italiana. Ferrero Hazelnut Company mette a disposizione di tutta la filiera il proprio Know How, basato su una lunga tradizione e conoscenza del settore corilicolo. 9


LUTTI

COMPRO/VENDO

A Casale Monferrato il 13 aprile 2018 è mancato Mario Comoglio anni 79 Alla moglie Rosa Alzola , ai figli Francesca e Massimo Comoglio con le rispettive famiglie - associati di Motta dei Conti - giungano le più sentite condoglianze di Confagricoltura Vercelli e Biella .............................................................. Il Presidente, il Direttore, il Vice Direttore e tutto il Personale dipendente di Confagricoltura Vercelli e Biella e S.A.F.A. s.r.l. partecipano al grave lutto che ha colpito la Signora Anna Corona - addetta al Patronato ENAPA di Biella - per la perdita del papà Giacomo Corona ed esprimono a Lei, alla Sua mamma Iolanda ed a tutta la Sua Famiglia le più sentite condoglianze. Biella, 14 aprile 2018 Su indicazione della figlia Anna Corona, è stato bonificato alla Piccola Casa della Divina Provvidenza “Cottolengo “ di Biella quanto raccolto dai Colle-

ghi in memoria del suo Papà. .............................................................. A Vercelli il 15/04/2018 è improvvisamente mancato Tommaso Frà anni 81 A tutta la Famiglia Frà e in particolare alla moglie Rita Bertolone con il figlio Gian Mario Frà - conduttori della azienda agricola Cascina Barbera di Bianzè, giungano le più sentite condoglianze di Confagricoltura Vercelli e Biella, del Condifesa Vercelli Due, dell’ANGA Sezione di Vercelli, dell’ANPA Pensionati di Vercelli e Biella e dell’Associazione Donne & Riso . .............................................................. L’Associazione Donne e Riso partecipano al lutto che ha colpito l’associata Marilena Garlanda Mezza per la perdita della mamma

La pubblicazione dei piccoli annunci nella rubrica “Compro / Vendo” su L’AGRICOLTORE è completamente gratuita per gli Associati dell’Unione Agricoltori. Ogni annuncio verrà pubblicato tre volte, automaticamente, salvo comunicazione di disdetta da parte del diretto interessato. Per informazioni rivolgersi alla Segreteria dell’Unione Agricoltori in Vercelli - Piazza Zumaglini n. 14 - tel. 0161 250831 fax 0161 56231 E-mail: vercelli@confagricoltura.it ............................................................ Vendesi per cessazione attività rototerra Maschio DRAGO come nuovo usato pochissimo Euro 6.000, trinciastocchi TAURUP 3 file prezzo Euro 1.500. Telefonare al n. 328 7303985

Rosa Bianchetti Garlanda ed esprimono alla Famiglia Mezza e alla famiglia Garlanda le più sentite condoglianze. Vercelli, 9 maggio 2018

Mensile di informazione tecnica ed economica dell’Unione Interprovinciale degli Agricoltori di Vercelli e Biella. Anno 91° - N°5 - Pubblicazione autorizzata dal Tribunale di Vercelli in data 23/03/1966 n° 7. Testata in comodato all’Editore FINAGRI S.r.l. C.F. 01260690027 finagri@pec.it Direzione e amministrazione: Piazza Zumaglini, 14 - 13100 Vercelli. Tel. 0161 250831 - 259388. Fax 0161 56231 - vercelli@confagricoltura.it Direttore responsabile: Paolo Guttardi Impostazione Grafica: LCV - Case Sparse, 202 Zona A - 13100 Vercelli.

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Prodotti innovativi in confagricoltura Il dialogo con la distribuzione moderna. L’esperienza di Agronetwork a disposizione delle eccellenze italiane Dopo il seminario di ottobre su web reputation e fake news alla LUISS a Roma e dopo il convegno sulla finanza sostenibile (tenutosi l’altro ieri a Milano per individuare nuovi strumenti finanziari per il nostro made in Italy), Agronetwork l’associazione per i progetti dell’agroindustria costituita da Confagricoltura, Nomisma e Università LUISS Guido Carli per porre nuove basi nei progetti e nei rapporti di filiera - ha riunito gli imprenditori agricoli a CIBUS per presentare i prodotti innovativi freschi e freschissimi alla Distribuzione Moderna. Oltre a Confagricoltura, Nomisma e Luiss, hanno già aderito all’associazione le imprese: Heineken, Pancrazio, S. Margherita, Rago, Folonari, Monini, British American Tobacco, Casale, Iccrea Credito Cooperativo, Agriconsulting nonché l’Università di Torino. “L’obiettivo principale dell’associazione - ha rilevato Rosario Rago, membro di giunta Confagricoltura e fondatore di Agronetwork - è il consolidamento del principale settore del Paese e la costitu-

zione di una piattaforma per accelerare i processi innovativi e promuovere le nostre eccellenze all’estero, anche lontano. Ciò potrà avvenire attraverso l’approfondimento della progettualità di filiera, la creazione di reti, la realizzazione di iniziative, fiere ed eventi per il made in Italy e per l’innovazione”. Obiettivo del seminario sui prodotti innovativi a CIBUS è quello di delineare lo scenario e le nuove dinamiche del settore dei prodotti freschi e freschissimi, per analizzare le potenzialità e le strategie di crescita sia aziendali che di filiera, nei rapporti con la distribuzione e con il consumatore. “Da una parte la spinta innovativa dei nostri imprenditori, dall’altra l’interesse della Distribuzione Moderna nel presentare al consumatore finale delle novità produttive nel banco fresco e freschissimo - aveva detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - consente di offrire nuove opportunità di ricerca e sviluppo ai nostri associati e nuovi business da far crescere nel breve

medio periodo”. Nella prima relazione, Emanuele Di Faustino di Nomisma, ha descritto i driver del mercato, a seguito dell’intervento introduttivo di Daniele Rossi - segretario generale di AgroNetwork - che ha posto la questione delle politiche per l’innovazione nell’Agri Food. In evidenza le testimonianze di imprenditori agricoli decisamente innovativi: dalle nuove insalate alle carote blu, dalle patate resilienti ai carciofi pieni di antiossidanti, dalle centrifughe di frutti di bosco all’aglio rosso. I dati a consuntivo 2017 sono confortanti. Oltre 58 mld di euro la produzione lorda vendibile dell’agricoltura (+3,2 %), 137 mld di euro di fatturato industriale (+ 3,6 %), ben 40 mld di nostra agricoltura ed industria destinati all’export (ben +7,0%), 236 mld di euro i consumi alimentari interni in Italia (156 mld in casa e 80 mld nella ristorazione); tutto con segno più, nonostante le difficoltà che incontrano quotidianamente gli imprenditori”.

Legge di bilancio: le regole per gli enoturismi Un decreto elenca tutte le attività enoturistiche, i requisiti e gli standard di servizio per gli operatori Confagricoltura ricorda che la legge di Bilancio n.205 del 27 dicembre 2017, comma da 502 a 505, definisce la disciplina dell’enoturismo ne stabilisce i vantaggi di natura fiscale e rimanda ad un successivo decreto ministeriale le la definizione dei requisiti e standard minimi per svolgere le attività enoturistiche. In ottemperanza a tale previsioni è stato predisposto un Decreto ministeriale che si compone di due articoli. Nel primo si esplicitano le “attività enoturistiche” ovvero le attività formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio, le iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte nelle cantine e nei vigneti i servizi di degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole aziendali. Il secondo articolo prevede, in dieci punti, i requisiti e gli standard di servizio per gli operatori che svolgono attività enoturistiche. Essi sono relativi alle giornate di apertura settimanale, alle modalità di prenotazione visite o di pubblicizzazione delle attività , alle caratteristiche degli ambienti dedicati alle attività e alle competenze e servizi svolti dal perso-

nale addetto all’accoglienza e alla degustazione e commercializzazione dei prodotti. L’articolo disciplina anche la tipologia di alimenti proposti in abbinamento alle degustazioni vinicole che devono essere già pronti per il consumo e prevalentemente a indicazione geografica o presenti nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali pubblicato dal MIPAAF.

Le Regioni e Province autonome potranno promuovere la formazione teorico pratica per le aziende e per gli addetti e istituire elenchi regionali di operatori che svolgono l’attività enoturistica. Per avviare l’attività i soggetti interessati, in possesso dei requisiti previsti, dovranno presentare ai propri Comuni di competenza una Segnalazione Certificata di Inizio Attività. 11


CONSORZIO INTERPROVINCIALE PER LA DIFESA DELLE COLTURE AGRARIE DALLE AVVERSITÀ ATMOSFERICHE Sede : Piazza Zumaglini, 14 - 13100 Vercelli (VC)

Dalla consulenza all’assistenza assicurativa Principali novità per l’ASSICURAZIONE AGEVOLATA 2018 POLIZZE PERSONALIZZATE per la tua azienda secondo il nuovo PAAN In arrivo i PAGAMENTI della CAMPAGNA GRANDINE 2015 e 2016 Per chiarimenti, consulenze e/o informazioni contatta il nostro consulente P.A. Daniele Bianchini 345-9238229 / 0161-502544. Email: condifesa.vercelli2@asnacodi.it

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05 maggio  

L'Agricoltore Confagricoltura Vercelli e Biella numero di maggio 2018

05 maggio  

L'Agricoltore Confagricoltura Vercelli e Biella numero di maggio 2018

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