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Vercelli 15 aprile 2014 - Anno 87° - N°4

Mensile dell’Unione Interprovinciale degli Agricoltori di Vercelli e Biella Spedizione in abbonamento postale 70% - Filiale di Vercelli - Gratuito agli associati - Pubblicazione autorizzata dal Tribunale di Vercelli in data 23.3.1966 n. 7

Il futuro: serve una visione più moderna “L’agricoltura ha bisogno di fatti, di aziende moderne ed innovative e non di populismo e protezionismo” ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi. “In questa fase socio-economica,

MARIO GUIDI, CONFERMATO PRESIDENTE CONFAGRICOLTURA

L’

assemblea nazionale di Confagricoltura che si è svolta il 15 aprile a Palazzo della Valle ha riconfermato Mario Guidi alla presidenza di Confagricoltura per il prossimo triennio con 497 voti su 509. Il Presidente, nella sua applaudita relazione, ha ripercorso i momenti salienti e le novità principali del triennio appena trascorso, illustrando i cambiamenti attuati e quelli in corso, il processo di innovazione iniziato e i numerosi risultati già conseguiti. Guidi ha inoltre ribadito che oggi, proprio grazie al cambiamento innescato tre anni fa, Confagricoltura è pronta a cogliere la sfida che i tempi e il nuovo governo del Paese lanciano al sistema dei corpi intermedi nel suo complesso. Con il presidente Mario Guidi, l’assemblea di Confagricoltura ha eletto i nove componenti della Giunta che lo affiancheranno per i prossimi tre anni. La squadra di Guidi è composta da: Antonio Boselli, Nicola Cilento, Giandomenico Consalvo, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, Massimiliano Giansanti, Onofrio Giuliano, Antonio Piva, Diana Theodoli Pallini, Ezio Veggia.

così difficile per le imprese del settore, si insiste in battaglie contro i mulini a vento - osserva Guidi - in una società ed un'economia che cambiano inesorabilmente e che dovrebbero spingere a mutare anche gli agricoltori e chi li rappresenta.” “Il futuro dell'agricoltura non lo fa il latifondismo e non lo fa la piccola realtà dei mercatini”, ha fatto notare il presidente della Confagricoltura, specificando che “lo fanno aziende che guardano al km zero ovvero al territorio, ed al km centomila ovvero all'internazionalizzazione, con lo stesso interesse; imprese che ragionano in termine di filiera, che si organizzano, creano cooperative, si associano, cercano aggregazioni intersettoriali, realizzano reti”. “La crescita del sistema agricolo nazionale - secondo Guidi - esige strategie e progetti imprenditoriali forti, coraggiosi, legati a mirate politiche di investimento e richiede imprese attrezzate per accrescere la competitività e la capacità di vincere la sfida della globalizzazione, che sempre più utilizzano lo strumento societario, che favorisce la messa in comune di capitale, competenza e lavoro da destinare a innovazione, crescita della produttività, internazionalizzazione”. “I dati parlano chiaro: le società di capitali hanno superato le 13 mila unità e, nel periodo 2000-2012, hanno registrato un

incremento del 68%. Questo trend ha dinamizzato positivamente il settore agricolo. Secondo i dati ISTAT, le aziende costituite in forma di società rappresentano il 25% della produzione, più del 25% del valore aggiunto”. “Il populismo ed il protezionismo non aiutano la modernità, anzi ritardano ed affossano lo sviluppo economico”, ha sottolineato il presidente di Confagri secondo il quale, “solo la difesa dell'impresa ‘a tutto tondo’ favorisce il rafforzamento del sistema produttivo”.

Donne & Riso: Bobba presidente Cambio al vertice per Donne & Riso. L’imprenditrice Natalia Bobba (n el la fo to) sarà presidente fino al 2017. Licia Vandone, presidente uscente, rimarrà nel consiglio direttivo.

(Articolo a pagina 11)


Wassily Kandinsky e il mare a quadretti I quadri dell’artista russo saranno esposti all’Arca di Vercelli (Chiesa di San Marco) dal 29 marzo al 6 luglio 2014

C

QUOTA 2014

ASSOCIATIVA

di Paolo Carrà

Presidente Unione Agricoltori Vercelli-Biella

aro Associato, nei giorni scorsi avrai ricevuto la comunicazione per il rinnovo della Quota associativa 2014, con i dati che hanno concorso a determinarla. Sottolineo con piacere che il Consiglio direttivo, alla luce dei dati di bilancio consuntivo 2013 e preventivo 2014, ha deliberato di mantenere inalterata la Quota associativa. È il risultato di una attenta politica di bilancio, ma che non ha fatto venir meno l’impegno e l’azione dell’Unione e dell’intera Confagricoltura verso la risoluzione delle problematiche che interessano la nostra agricoltura e per lo svolgimento delle diverse attività a favore dei Soci. Ricordo, per esempio, l’impegno volto a risolvere la problematica delle emissioni delle polveri degli essiccatoi, nonché i positivi risultati ottenuti sulle tematiche fiscali che hanno consentito di salvaguardare la peculiarità del sistema agricolo. Ulteriore impegno sarà necessario verso le attuali problematiche e le nuove sfide che ci attendono, dalla applicazione della nuova Pac, al nuovo PSR, fino alle importazioni dei riso dai PMA da bloccare per dare respiro al mercato. Al riguardo sarà importante la Tua vicinanza alla nostra Unione. Dobbiamo/Vogliamo far sentire al potere politico il peso e la nostra forza nonché l’impegno di essere ispiratori della politica agricola e non semplici destinatari passivi.

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Wassily Kandinsky, Composizione su bianco (1920), una delle opere in mostra all’Arca

Si è aperta a Vercelli e fino al 6 luglio, la mostra che documenta il lavoro di Wassily Kandinsky, il padre dell’astrattismo pittorico, dagli esordi fino al 1922 e le suggestioni che gli ispirarono le usanze delle antiche etnie: 22 capolavori di uno dei più grandi artisti del ‘900. È anche l’occasione di una città, di un territorio, per mostrarsi al turista ed all’amante dell’arte, il quale può così, magari per lo spazio di un fine settimana, assaporare il mare a quadretti, le risaie che in questi giorni vengono sommerse

dall’acqua e si preparano ad accogliere il seme del riso. E che poi si coloreranno di verde chiaro, con l’emergenza delle giovani piantine. L’amante dell’arte, spesso anche appassionato dei prodotti del territorio, potrà acquistare i risi presso le numerose aziende agricole socie di Confagricoltura Vercelli e Biella che lavorano e trasformano artigianalmente il prezioso cereale. In un paesaggio irripetibile, se la riforma pac con la rivoluzione degli aiuti diretti, non ci metterà lo zampino.


Propanile, autorizzato l’uso di emergenza Come richiesto da Confagricoltura, presto avverrà anche per il pretilaclor, il quinclorac e il triciclazolo

Il Ministero della salute, il Ministero delle Politiche Agricole ed il Ministero dell’ambiente, con il parere positivo degli esperti della Commissione consultiva dei prodotti fitosanitari, hanno accolto l’istanza, come richiesto dal Coordinamento Agrinsieme, per consentire l’uso in emergenza del Propanile sul riso, molecola che ha un ruolo molto rilevante per la difesa fitosanitaria di questa coltura. Fino al 29 luglio 2014, i risicoltori possono impiegare il Propanile, ai sensi dell’art. 53 del reg. CE 1107/2009. La sostanza attiva è un erbicida selettivo da utilizzare in post-emergenza del riso e delle infestanti ed è attiva nei confronti del Cyperus difformis, Schoenoplectus mucronatus, Bolboschoenos maritimus, Alisma plantago-aquatica, Alisma lanceolata, Ammannia spp., Bidens spp. ed altre infestanti monocotiledoni e dicotilenodi, provenienti da seme, nei primi stati del loro sviluppo. Esplica, inoltre, un’azione complementare nel controllo di Echlnochloa crusgalli e degli altri giavoni rossi. Il propanile va utilizzato alla dose massima di 0,625 kg/ha (per il prodotto all’80 % di principio attivo) o di 1 lt/ha (per il prodotto al 48 % di principio attivo), in miscela con altri principi attivi che ne coadiuvano e completano l’azione (MCPA, Triclopyr, ecc.). Il trattamento può essere ripetuto, con le medesime dosi e modalità, a distanza di almeno 15 giorni dalla prima applicazione. Possono essere fatti un massimo di due interventi per ciclo colturale. Ricordiamo che il propanile, è, peraltro una vecchia conoscenza per i risicoltori,

Il Cyperus difformis, una delle piante infestanti del riso

in quanto è stato uno dei primi erbicidi utilizzati fin dagli anni Sessanta nella lotta ai giavoni. La sua azione, prevalentemente per contatto, e a differenza dei tiocarbammati, come il Molinate, che agivano per assorbimento radicale, richiedeva che il trattamento fosse effettuato a giavone già sviluppato ed a dosi ben maggiori. Il Propanile, però, come stabilisce il decreto ministeriale del 1 aprile 2014, non può essere utilizzato nelle aree classificate come siti della Rete natura 2000 analogamente a quanto era stato previsto

anche nel 2013. Il decreto, stabilisce, tuttavia che la casa produttrice completi il monitoraggio per valutare eventuali effetti negativi nei confronti egli uccelli e dei mammiferi, degli organismi acquatici e artropodi non bersaglio i cui risultati dovranno essere trasmessi al Ministero della salute per le successive valutazioni. Ma in dirittura di autorizzazione ministeriale ci sono altri principi attivi noti ai risicoltori, come il pretilaclor, prodotto commerciale RIFIT, contro i giavoni resistenti, il quinclorac (Facet), e il triciclazolo, noto come Beam, il fungicida più usato contro il brusone del riso, Confagricoltura apprezza il lavoro svolto dai Ministeri competenti e dagli esperti della Commissione consultiva che hanno riconosciuto l’importanza di consentire ai produttori agricoli l’uso di queste molecole, forse troppo frettolosamente tolte dall’elenco positivo delle sostanze autorizzate dall’Unione europea. E soprattutto la tempestività con la quale queste decisioni sono state assunte, consentendo ai risicoltori di programmare per tempo le semine e la difesa delle risaie. Da sempre infatti Confagricoltura ha sostenuto l’importanza per i produttori agricoli di disporre di un articolato “catalogo fitofarmaci”, dal quale attingere in funzione delle specifiche realtà aziendali ed agronomiche; in questo modo si evita il ricorso, continuo, ripetuto e concentrato in un’area ristretta quale è il triangolo del riso, all’uso di pochi principi attivi e quindi l’insorgere di resistenze e di accumuli dei loro residui nell’ambiente e nelle falde idriche.

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Agevolazioni con la “nuova Sabatini” Le piccole e medie imprese potranno usufruire del finanziamento per gli acquisti di beni strumentali (nuovi)

Il nuovo strumento agevolativo istituito dal decreto-legge Del Fare del giugno 2013 è finalizzato ad accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese e migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese (PMI). Lo strumento è rivolto alle PMI, operanti in tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, che realizzano investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali. Investimenti da un minimo di € 20.000,00 fino ad un massimo di € 2.000.000,00, con tassi di interesse agevolati al 2,75% e una durata massima di 5 anni. Condizione essenziale per l'erogazione del finanziamento è la destinazione all’uso produttivo dei beni acquistati - controlli ed ispezioni saranno volti ad assicurare che essi non siano alienati, ceduti o distratti dalla produzione sino ai tre anni successivi alla data di completamento dell'investimento. Nel dettaglio, la misura prevede: 1. La costituzione di un plafond di risorse che le banche e gli intermediari finanziari, previa adesione a una o più apposite convenzioni tra il Mise (sentito il Mef), l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) e Cdp, potranno utilizzare per concedere finanziamenti alle Pmi, fino al 31 dicembre 2016 2. La concessione da parte del Mise di un contributo in favore delle Pmi, che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari di cui al punto 1, in relazione agli investimenti realizzati. Il contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni; 3. La possibilità di beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino alla misura massima prevista dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario di cui al punto 1, con priorità di accesso.

Per quanto riguarda la procedura per la concessione del contributo, è stato previsto un meccanismo automatico e di accesso semplificato. Infatti, l’impresa presenta alla banca, tramite posta elettronica certificata, un’unica dichiarazionedomanda per la richiesta del finanziamento e per l’accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. Una volta che la banca ha adottato la delibera di finanziamento, il Mise procede, in tempi molto contenuti, alla concessione del contributo e a darne comunicazione all’impresa. A partire dalle ore 9.00 del 31 marzo 2014 le imprese richiedenti potranno presentare le domande per la richiesta dei finanziamenti e dei contributi alle banche e agli intermediari finanziari aderenti alla convenzione tra Ministero dello sviluppo economico, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Associazione Bancaria Italiana (ABI). L'erogazione del contributo è prevista al completamento dell’investimento autocertificato dall’impresa ed è effettuata in quote annuali secondo il piano di erogaFEASR

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l’Europa investe nelle zone rurali

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zioni riportato nel provvedimento di concessione. Con circolare del Direttore generale per gli incentivi alle imprese in data 10 febbraio 2014, n. 4567, sono fornite le istruzioni utili alla migliore attuazione dell’intervento e definiti gli schemi di domanda, nonché l’ulteriore documentazione da presentare per la concessione ed erogazione del contributo pubblico. Il comunicato relativo alla circolare è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2014. Nel sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico (http://www.sviluppoeconomico.gov.it sezione incentivi) è possibile scaricare i documenti informativi, la relativa modulistica e l’elenco delle banche e degli intermediari finanziari che ad oggi hanno aderito alla convenzione MiSE-ABI-CDP. L’elenco è consultabile anche sul sito di CDP. Per tutte le richieste di chiarimenti ed informazioni occorre contattare esclusivamente la casella di posta elettronica del Ministero dello Sviluppo Economico iai.benistrumentali@mise.gov.it - alle richieste di chiarimenti verrà data risposta cumulativa con la lista di FAQ. Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111.1 sottoazione B Informazione nel settore agricolo


Operazione Bonifica, vietato generalizzare Confagricoltura sollecita i pagamenti alle aziende

Le oltre cinquemila aziende piemontesi interessate dall’Operazione Bonifica, potrebbero ricevere il pagamento della contributo pac 2014, finora sospeso, entro la fine di aprile. Lo ha anticipato Arpea che rispondendo alle sollecitazioni di Confagricoltura ha avviato una importante azione di verifica delle particelle definite dall’indagine informatica di Agea “anomale”. Come noto, l’ “operazione bonifica” era stata avviata nell’ottobre scorso al fine di verificare il corretto funzionamento del sistema di erogazione degli aiuti pac, con particolare riferimento alla regolarità dei titoli di conduzione delle superfici denunciate nel Fascicolo. Le casistiche sotto esame riguardavano sia i contratti di affitto stipulati con proprietari deceduti (anche successivamente alla stipula e quindi in decorrenza del contratto di affitto) sia superfici di proprietà di enti pubblici. Sulla vicenda era intervenuta a più riprese Confagricoltura segnalando ad AGEA la propria preoccupazione e sollecitandola a definire meglio la problematica, anche alla luce delle norme sui contratti agrari e sulla registrazione dei contratti di affitto. Salvo casi eclatanti, che non fanno parte del nostro mondo, Confagricoltura aveva chiesto che venissero sbloccati i pagamenti della pac e che non

venisse applicata, per superfici irrisorie e marginali, la norma sull’anomalia intenzionale, che è tutt’altra cosa di un semplice errore. In molti casi, aveva fatto notare Confagricoltura, le anomalie erano solo formali irrilevanti dal punto di vista della regolarità della domanda. Confagricoltura ha evidenziato agli

I ritardi per anomalie formali irrilevanti rischiano di mettere in crisi le aziende agricole rispettose della legge Organismi pagatori che i ritardi nei pagamenti rischiano di mettere in crisi le aziende agricole per le quali la pac è indispensabile per la gestione dell’impresa agricola. È giusto effettuare controlli e verifiche, ma non mettere in piedi un sistema che, a causa dell’azione fraudolenta di pochi, penalizza un settore composto da aziende agricole che si sono sempre comportate nel rispetto della legge, peraltro non sempre di facile interpretazione e coerenza con le circolari di AGEA, emanate magari con effetto retroattivo.

Anticipo Pac, anche nel 2014 Quest’anno saranno anticipate risorse per 134 milioni di euro

Per il quarto anno consecutivo verrà pagato l’anticipo Pac alle aziende agricole piemontesi; quest’anno saranno erogati alla fine di luglio 134 milioni di euro, pari al 43% del totale della domanda unica. In Italia il Piemonte è secondo solo alla Lombardia. Ha preso il via, infatti, l’iter amministrativo necessario per raggiungere l’obiettivo dell’erogazione al termine del mese di luglio dell’anticipo Pac alle aziende agricole piemontesi. Quest’anno saranno anticipate risorse per 134 milioni di euro, una somma pari al 43% del totale della domanda unica riservata alle aziende piemontesi. Nel 2011 era stato anticipato il 42% delle risorse, nel 2012 e nel 2013 il 20 % .

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QUOTE LATTE, VERSO IL POST

2015

l coordinamento Agrinsieme ha sollecitato il Ministro Martina a sospendere la riscossione del prelievo supplementare sulla produzione di latte relativo al mese di marzo. Tale intervento, utile per dare respiro finanziario ai produttori, è stato richiesto in quanto dai dati raccolti e dalle previsioni produttive, l’Italia non dovrebbe splafonare la quota nazionale. È l’epilogo finale di una vicenda, quella delle quote latte, che, iniziata nel 1984, ha suscitato, in positivo o in negativo, polemiche, divisioni tra gli allevatori e contrasti ed ha sempre contrassegnato tutto il settore lattierocaseario. Tra un anno, infatti, il 31 marzo 2015, sarà eliminato il sistema delle quote e si andrà verso la liberalizzazione del mercato. Si riparte dalla base, a dare una nuova dignità al lavoro degli allevatori. Ma la liberalizzazione del mercato è anche temuta da molti produttori, per i quali il sistema delle quote, pur con qualche criticità, aveva una sua utilità. Il contingentamento della produzione serviva infatti a regolare la produzione, seconde le esigenze del mercato, anche se con una gestione macchinosa e costosa. Si rischia di portare alcune stalle alla chiusura e, per altre, a non soddisfare le richieste aggiuntive del mercato. Nelle zone più vocate si concentrerà ancor di più la produzione, anche con i conseguenti problemi legati allo spandimento dei liquami zootecnici, mentre in altre realtà, più deboli, le stalle spariranno. Il tema del dopo quote è quindi all’attenzione dei tavoli tecnico-politici. Occorrono strumenti per assicurare il mantenimento della produzione nelle aree rurali più fragili, come quelle di montagna. Occorrerà considerare la situazione dei Paesi, come l’Italia, che hanno una produzione inferiore a coprire il relativo fabbisogno. In prospettiva bisogna garantire una rete di sicurezza ai produttori al fine di dare una maggior certezza agli allevatori. 5


USA-UE, prove di libero scambio Proseguono i negoziati. Per l’Italia è vitale salvaguardare l’indicazione geografica dei propri prodotti

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LE DOMANDE DI

PROSEGUIMENTO PER LE MISURE AGROAMBIENTALI

n attesa che prenda il via il nuovo PSR 2014-2020, la Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto, ha deliberato il provvedimento che consente di dare continuità all’attuazione della misura 214 “Pagamenti agroambientali” del PSR 20072013 nell’anno di transizione al nuovo periodo di programmazione 20142020. Mediante approvazione di delibera si è stabilito per l’anno 2014 il prolungamento facoltativo degli impegni pluriennali scaduti nel 2013, la prosecuzione degli impegni non ancora scaduti e la possibilità di presentare nuove domande di manutenzione (collegate alla misura 216 “Investimenti non produttivi”). L’operazione è consentita dal regolamento comunitario, il quale prevede per la misura 214, nel caso siano state impegnate tutte le risorse assegnate dal PSR 2007-2013 e i cui pagamenti verranno completati nel corso del 2014/2015, di applicare il regime di transizione tra i due periodi di programmazione. L’importo necessario per far fronte al prolungamento e alla prosecuzione degli impegni pluriennali inerenti la misura 214 è stimato in 38,54 milioni di euro, suddiviso tra le quote comunitaria, statale e regionale (quest’ultima di poco superiore ai 6,5 milioni di euro).

La presentazione delle domande deve essere effettuata in forma telematica, entro il 15 maggio 2014. Per informazioni e la predisposizione delle domande: Ufficio tecnico dell’Unione.

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Proseguono i negoziati tra Stati Uniti e Unione europea sull’accordo, chiamato Transatlantic Trade and Investment Partenership, per ridurre e in molti casi, eliminare, le barriere tariffarie e non, che regolamentano gli scambi commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. Il tema interessa le imprese industriale e manifatturiere, ma anche l’agroalimentare. Dazi azzerati o quasi, riduzione delle barriere non tariffarie, cioè tutte le normative che ostacolano il commercio tra le parti, come gli standard tecnici e quelli fitosanitari, protezione delle indicazioni geografiche, sono i principali temi sul tavolo. L’Italia, paese leader in questo campo, è, per esempio, molto interessata alla protezione delle Indicazioni geogra-

fiche registrate nell’UE, ma che negli USA non vengono riconosciute. In più vi sono molti produttori americani che pratica l’“Italian sounding”, ovvero l’utilizzo nelle etichette dei loro prodotti, nomi e simboli che evocano l’origine italiana del prodotto. Praticando una concorrenza sleale alle nostre produzioni di qualità.


Prosegue l’iter per il nuovo PSR

Il Piemonte ha ottenuto maggiori fondi che in precedenza. Ora dovranno essere adeguatamente destinati

La Regione Piemonte - Direzione Agricoltura ha predisposto una proposta di Programma di Sviluppo Rurale per il periodo 2014-2020 il quale, come richiesto dalla normativa vigente, deve essere sottoposto alla procedura di valutazione ambientale strategica (VAS), ai sensi del decreto legislativo 152/2006. Rispetto alla precedente programmazione il Piemonte ha ottenuto maggiori fondi e lo stanziamento di spesa pubblica previsto ora supera il miliardo di euro (1.092.978.000). Il regolamento comunitario stabilisce precisi paletti circa la destinazione delle risorse: almeno il 25% all’ambiente e il 5% al programma ex Leader. Sulla base dei fabbisogni e delle minacce e delle opportunità si sviluppe-

ranno le singole Misure e, successivamente, i Bandi. In parallelo partono i programmi nazionali, tra i quali il sistema assicurativo, con soluzioni di tipo strutturale che punteranno anche a fondi di mutualizzazione e di assicurazione del reddito. In particolare nel Regolamento UE numero 1305/2013 sul sostegno allo Sviluppo Rurale da parte del Fondo europeo per lo sviluppo rurale (FEASR) spiccano per importanza gli articoli dal 36 al 39 inerenti la gestione del rischio. Questa impostazione individua nella programmazione dei Piani di Sviluppo Rurale 2014-2020 le misure sull’assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante (articolo 36), i Fondi di

mutualizzazione per le avversità atmosferiche, per le epizoozie e le fitopatie, per le infestazioni parassitarie e per le emergenze ambientali (articolo 38) e, infine, gli Strumenti per la stabilizzazione del reddito (articolo 39). Già il Piano assicurativo nazionale 2014 prevede livelli di contribuzione diversi (dal 65% all’80% della spesa ammessa) in funzione della tipologia assicurativa sottoscritta dall’impresa, con l’obiettivo di stimolare le aziende a coprirsi maggiormente con un “ombrello assicurativo” più largo e comprendente più avversità. Nel contempo è stata eliminata la possibilità di attivare aiuti compensativi ex post a seguito di danni provocati da eventi atmosferici per i quali era possibile assicurarsi.

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Certificati “anti pedofilia”

Tali documenti diventano obbligatori anche per chi lavora nelle aziende agrituristiche e nelle fattorie didattiche (chiarimento del Ministero della Giustizia) Con il Decreto Legislativo n. 39/2014, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 22/2014, sono state introdotte importanti novità per coloro che lavorano con i minori come, per esempio, le fattorie didattiche o le fattorie sociali. L’articolo 2 del Decreto Legislativo in questione, infatti, impone di "certificare" le persone che sono a contatto con i minori (ad esempio istruttori ed educatori), mediante la richiesta del certificato penale rilasciato dalle cancellerie dei tribunali, attestante l'estraneità a reati di pedopornografia e/o pedofilia. È, quindi, obbligatorio, a far data dal 6 Aprile 2014 (data di entrata in vigore della norma), che i titolari di fattorie didattiche ovvero di attività rivolte ai minori e che per svolgere tali attività si avvalgano di lavoratori dipendenti, facciano richiesta del certificato penale (presso il tribunale competente per territorio) per i soggetti preposti allo svolgimento delle predette attività. Il certificato penale dovrà essere rilasciato al fine di verificare l’esistenza di condanne ovvero l’irrogazione di sanzioni interdittive all'esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori, per i seguenti reati: prostituzione minorile; pornografia minorile; detenzione di materiale pornografico; iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile; adescamento minorenni. I costi per il rilascio del certificato sono i seguenti: 16 euro di bollo e 3,54 euro per diritti di segreteria (7,08 euro in caso di urgenza). Infine, il Ministero mette a disposizione degli interessati, per eventuali chiarimenti o informazioni, il servizio di help

desk, al numero telefonico 06-97996200. Il modello di richiesta del certificato (da presentare alla Cancelleria del Tribunale) può essere richiesto all’Unione Agricoltori (Ufficio paghe). Rimaneva, poi il dubbio e la preoccupazione che questi certificati dovessero essere prodotti ogni sei mesi con l’aggravio di continue spese e perdite di tempo per la presentazione delle domande presso gli Uffici giudiziari e poi per il loro ritiro. “Un proficuo dialogo interministeriale” ha comunicato Luigi Bobba , sottosegre-

All’Enapa si ritira il Cud

Anche quest’anno non è previsto l’invio cartaceo a domicilio

Attenti al Cud: non arriverà più per posta a casa. A ricordarlo è il patronato Enapa di Confagricoltura. Anche quest'anno non è previsto l'invio al domicilio del modello Cud cartaceo da parte dell'Inps. Per ottenere il rilascio del modello Cud è sufficiente recarsi presso la sede provinciale di Enapa a Biella in Via Oberdan 17/A , o presso la sede di Vercelli in via G. Ferrari, 10 - con un documento di riconoscimento ed il numero della 8

pensione. Insieme alla stampa del Cud si potranno avere gratuitamente le informazioni sulla propria situazione pensionistica e procedere alla verifica della correttezza dell'importo in pagamento e se esistono eventuali benefici o aumenti di pensione.

tario al Lavoro - “ha fatto in modo che il Ministero della Giustizia, nell’ulteriore chiarimento fornito con circolare, accogliendo le istanze e le lamentele provenienti da tutto il mondo del lavoro coinvolto in queste attività ma , soprattutto, dal mondo del Terzo settore e del volontariato, ha precisato che la richiesta del certificato non va ripetuta alla scadenza della sua validità e non va presentata per le persone già impiegate alla data di entrata in vigore della normativa”.


Pac: Confagri sollecita le scelte nazionali Le nuove norme complicano la burocrazia e lasciano aperte questioni che il governo dovrà presto risolvere

Nonostante gli intendimenti della Commissione europea, la nuova pac sarà più complicata e più burocratizzata, almeno per le aziende produttive.

Sul versante del greening sono già stati compiuti miglioramenti

Le nuove norme sul greening e sull’Agricoltore attivo, il nuovo metodo di calcolo del premio di base che verrà adottato attraverso la cosiddetta Convergenza irlandese, solo per citare alcuni

aspetti del voluminoso regolamento pubblicato lo scorso dicembre sulla Gazzetta Ufficiale, metteranno a dura prova tutto il sistema, a partire dagli agricoltori, per finire agli operatori dei CAA. Saranno in grado gli Organismi pagatori ed i sistemi informatici, dal SIN al CSI, a gestire la attribuzione dei nuovi titoli e la presentazione delle domande pac? La nuova pac non soddisfa certamente Confagricoltura, anche se va riconosciuto che numerosi miglioramenti, rispetto alle proposte iniziali, sono stati compiuti, grazie al lavoro dell’On. Paolo De Castro, specie sul versante del greening. È stata innalzata la soglia dimensionale da cui scatta l’obbligo del greening, e

numerosi destinazioni colturali, dal riso alle colture permanenti, sono state escluse dal greening. C’è poi il problema, tutt’ora aperto della definizione dell’Agricoltore attivo: purtroppo l’assenza ai tavoli di Bruxelles del Ministro per le Politiche agricole a causa dei frequenti cambi di Governo, ha pesato negativamente. Come si attendono le urgenti scelte nazionali sulle opzioni che il regolamento ha lasciato aperto. È quasi certo che l’Italia adotterà il meccanismo della Convergenza graduale, perché sarebbe iniquo ridimensionare drasticamente ed immediatamente i premi più elevati che corrispondono però ad un sistema agricolo più intensivo e quindi dai superiori costi di produzione (a cominciare dal fattore terra). Ma non si sa ancora se il plafond di riferimento sarà sul pagato nel 2014 o sul portafoglio titoli al 15 maggio 2014. Sugli aiuti accoppiati si parla di ammettere la zootecnica (latte e carne) e l’olivicoltura, ma anche il riso è in pole position. Ma i dirigenti del Mipaaf per ora non si sbilanciano. La decisione torna alla politica.

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LUTTI

Il giorno 15 marzo 2014 Mario Pusineri

è mancato all'affetto della moglie Carla, della figlia Elena e di tutti i suoi cari. Dopo aver lavorato in molte qualificate aziende, dal 2008 Mario è stato un prezioso ed apprezzato collaboratore dell' Azienda Agricola di Eleonora Bertolone - Tenuta Castello di Quinto Vercellese, che lo ricorda con riconoscenza e stima per le sue grandi doti umane e professionali, maturate in tanti anni di operosa ed intelligente esperienza. Il rispetto della terra, la passione per la coltivazione del riso, la dedizione con cui operava, erano doti evidenti agli occhi di tutti i numerosi amici che lo ricordano ancora intento al suo lavoro che amava profondamente e che ha sempre vissuto come una vera vocazione. L’Unione Agricoltori di Vercelli e Biella partecipa al cordoglio della Famiglia Pusineri ed esprime le più sentite condoglianze.

Il giorno 30 marzo 2014 è mancata la Signora

Natalina Puppato ved. Gassino

Al figlio Giancarlo Gassino - nostro associato di San Grisante Crescentinocon la moglie Gleusli e le figlie Jessica, Isabella e Larissa, l’Unione Agricoltori di Vercelli e Biella porge le più sentite condoglianze. Il Presidente, il Direttore, il Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale del Consorzio di Difesa Vercelli Due ricordano con stima Luigi Salini

funzionario della Provincia di Vercelli che è stato negli anni ‘80 presidente del Collegio Sindacale del Condifesa e porgono alla Famiglia Salini e in particolare ai figli Angela e Sandro le più sentite condoglianze. 10

COMPRO/VENDO

La pubblicazione dei piccoli annunci nella rubrica “Compro / Vendo” su l’AGRICOLTORE è completamente gratuita per gli Associati dell’Unione Agricoltori. Ogni annuncio verrà pubblicato tre volte, automaticamente, salvo comunicazione di disdetta da parte del diretto interessato.

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gli UFFICI resteranno CHIUSI al pubblico anche GIOVEDI POMERIGGIO. Si coglie l’occasione per augurare a tutti Buona Pasqua.


Donne & Riso: Natalia Bobba presidente Cambio al vertice e rinnovo del consiglio, dove resta Licia Vandone. Tanti progetti in vista di Expo 2015

Licia Vandone, presidente di Donne & Riso da oltre vent’anni (anni di lavoro appassionato e proficuo alla guida dell’associazione femminile agricola che promuove la coltura e cultura del riso) ha passato il testimone a Natalia Bobba. Imprenditrice risicola, (vive e lavora a Vinzaglio) Natalia Bobba, perito agrario, dal 2003 consulente di Basf Agro e vicepresidente di MO.SE.R. (moltiplicatori di sementi riso), raccoglie un’eredità importante. L’associazione Donne & Riso, infatti, cresciuta nel tempo (ad oggi conta moltissime associate non solo vercellesi) ha via via ampliato la propria attività, meglio la propria missione, sino a diventare - è giusta definizione di una delle socie più attive, Maria Grazia Calzoni Goio, rieletta in consiglio - un vero e proprio brand. Il simbolo Donne & Riso, infatti, è da moltissimi anni imprescindibile compagno di altri simboli istituzionali vercellesi che hanno avuto una parte fondamentale in manifestazioni riuscite come la Fattoria in Città, RisoExpo Vercelli, Fiera in campo. Per parte sua Donne & Riso si è poi mossa anche autonomamente prendendo parte a trasmissioni televisive come Geo & Geo, a convegni sul riso, ad iniziative extravercellesi come Riso e Rose in Monferrato. Non è ancora tutto. Ad oggi sono ben nove le edizioni del premio Donne & Riso che ogni anno incorona una figura femminile che si sia distinta nella promozione del prodotto-riso, quello per la cui comunicazione a tutto tondo lavorano e si impegnano con profusione di forze tutte le associate. A novembre prossimo è già prevista la decima edizione del premio ma è top secret tutta l’organizzazione che impegnerà

Il consiglio riunito intorno alla presidente

il nuovo consiglio e la neopresidente. Quest’ultima, ringraziando il lavoro di chi l’ha preceduta, definisce Licia Vandone Perucca (che rimarrà in consiglio) un vero e proprio punto di riferimento per la fiducia e la stima sempre dimostratale. “I prossimi tre anni - ha detto infatti Natalia Bobba in occasione della cerimonia di insediamento, lo scorso 11 aprile (Sala Pella Camera di Commercio, Vercelli), saranno all'insegna della più stretta collaborazione con il consiglio e della sinergia con tutte le associate da cui ascolterò consigli, suggerimenti e proposte. L’obiettivo principale del mio mandato sarà - in linea con quanto fatto sino ad oggi - quello di far conoscere il riso e il mondo della risicoltura anche e soprattutto a chi non lo conosce. Lavoreremo quindi sia sul territorio - come è sempre stato fatto - sia fuori e cercheremo anche di far promozione in nuovi contesti. Grazie alla collaborazione con Confagricoltura, poi, non mancheremo all’appuntamento con EXPO 2015 il cui tema portante è proprio l’alimentazione.

Il professor Antonio Tinarelli si congratula con Licia Vandone. Al centro Paolo Carrà

Ricordo infine che siamo un’associazione di volontarie che si autofinanziano e che molto si è fatto e si farà grazie all’aiuto di chi ha creduto e crederà in noi. Penso alla Regione Piemonte (che ci ha sempre sostenuto anche nella pubblicazione dei nostri due volumi, Risotti e ancora Risotti e Riso, dolce Riso). Penso alle Fondazione Casa di Risparmio di Vercelli e CRT Torino, alla Camera di Commercio di Vercelli, alla Provincia, al Comune. E ora, davvero in ultimo, congratulazioni e auguri alla mia squadra. Al consiglio chiedo collaborazione e sostegno, ma soprattutto sincerità e schiettezza nell’indirizzarmi e consigliarmi”. Numerosissime le autorità cittadine che, a cominciare da Paolo Carrà, presidente di Confagricoltura Vercelli-Biella e Ente Nazionale Risi, non hanno mancato di augurare alla nuova presidente ed al neo consiglio dell’Associazione buon lavoro. Tra gli interventi quello di Giovanni Carlo Verri (presidente sino allo scorso anno di Camera di Commercio - Vercelli), Claudio Gherzi (attuale presidente della Camera di Commercio - Vercelli), Salvatore Vullo (Regione Piemonte - assessorato all’Agricoltura ), Piero Cerutti (Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli), Massimo Camandona (assessore all’Agricoltura della Provincia di Vercelli), gli agronomi Antonio Finassi e Antonio Tinarelli, Ketty Politi (assessore del Comune di Vercelli). Il nuovo consiglio è formato da: Natalia Bobba, presidente, Margherita Perinotti (vicepresidente), Maria Teresa Melchior (vicepresidente), Federica Busso, Maria Grazia Calzoni Goio, Marilena Gabutti, Renata Ghislieri, Maddalena Francese, Marilena Mezza, Paola Picco, Paoletta Picco, Eleonora Rossino, Maria Vittoria Serazzi, Licia Vandone, Vittorina Vercellotti. 11


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04 aprile bassa