Page 1

cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 1

Ogni pianta t'annunzia eterne leggi, ogni fiore con te parla pi첫 chiaro. J.W. Goethe


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 2


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 3

FIORI Natura e Sentimento dal 1600 ad oggi


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

TESTO STORICO

Dott. Vera Canevazzi SCHEDE

Dott. Isabella Danesini DESIGN

Sara Salvi ELABORAZIONE IMMAGINI

Graphic&Digital Project, Milano CREDITI FOTOGRAFICI

Bruno Bani © 2012 Ghilli Antichità. Milano finito di stampare nel mese di novembre 2012 a cura di Graphic&Digital Project, Milano

via Ampere 55, Milano Tel. 0270635993 info@ghilli.it – www.ghilli.it

16:06

Pagina 4

Questo catalogo è stato pubblicato in occasione della mostra Fiori. Natura e Sentimento dal 1600 a oggi, presso la galleria Ghilli Antichità, Milano, novembre 2012


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 5

Q

uando un anno fa abbiamo deciso di organizzare una mostra di quadri di fiori, è stato un po’ per metterci in gioco e per creare un evento dove si recuperasse un rapporto più umano , più familiare con i nostri clienti, con i quali troppo spesso ci si relaziona per vie informatiche. Volevamo fermare l’orologio, mossi dal desiderio e dal piacere di osservare, studiare, approfondire il “bello” che c’è nel nostro lavoro e in quello che ci circonda. Volevamo fermarci davanti ad un dipinto e capirlo nel profondo del suo animo; volevamo mettere a confronto e relazionare l’aspetto umano, con la meraviglia della natura. Ed è per questo che abbiamo pensato ai fiori. Elemento che accompagna ogni momento della nostra vita: le nascite, le feste, i traguardi, le vittorie, gli amori e in fine la morte. Sono fiori, fiori dipinti, fiori raccolti in ghirlande, distribuiti in mazzi, conservati in ampolle di vetro o in cocci moderni, in panieri intrecciati, in vassoi di rame o di ceramica. Sono fiori che vengono messi in condizione di mostrare il loro corpo e la loro vita interiore, come se realmente in loro ci fosse un’anima da portare alla luce. L’entusiasmo che abbiamo provato in questa esperienza ha generato un’energia veramente particolare e ha messo in evidenza degli aspetti nuovi e inaspettati delle nostre potenzialità. Un pensiero di gratitudine per tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa.

Ghilli Antichità


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 6


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 7

La rappresentazione floreale nella storia occidentale di Vera Canevazzi

I

n tutte le civiltà i fiori sono sempre stati una fonte d’ispirazione primaria per la produzione artistica: l’infinita varietà di forme, colori e profumi li hanno resi uno dei soggetti privilegiati dell’arte, dalla pittura, alla scultura, all’architettura, alle arti minori. La rappresentazione floreale ha risposto a esigenze decorative, naturalistiche o simboliche. Il fiore, stilizzato o raccontato nelle sue sembianze reali, è stato, infatti, adottato nei secoli come elemento ornamentale basilare per pavimentazioni, pareti ed elementi strutturali, divenendo, in alcuni casi ed epoche, il fulcro della rappresentazione. Questo è avvenuto soprattutto in stili caratterizzati da una maggiore libertà espressiva, da una ricerca formale articolata o da un’attenzione coloristica preminente, così come avvenne con il Gotico internazionale, il Barocco, il Liberty o l’Impressionismo. In altre correnti artistiche, connotate da rigore formale, sintesi e razionalità – come il Rinascimento fiorentino, il Neoclassicismo o il Modernismo – il fiore non è stato invece utilizzato per le sue potenzialità espressive, ornamentali e coloristiche, ma piuttosto come pretesto per lo studio del reale o per le sue connotazioni allegoriche. In pittura la rappresentazione floreale divenne un genere autonomo dalla fine del Cinquecento, trovando pieno sviluppo nel Seicento, soprattutto nei Paesi Bassi. Questo può trovare spiegazione nei mutamenti sociali ed economici che interessarono quell’area. Dalla fine del XVI alla prima metà del XVII secolo il fiore, e nello specifico il tulipano, divenne la punta del commercio olandese: si generò una vera e propria gara fra gli esponenti delle classi medie nell’intento di avere i tulipani più rari e costosi. Negli anni Venti del Seicento un singolo bulbo poteva raggiungere un prezzo impensabile, anche più alto del reddito medio annuo di un cittadino dell’epoca, essendo addirittura scambiato con beni immobili, come terreni o case. Questo durò fino al 1637, quando ci fu un vero e proprio scoppio della bolla speculativa. In ogni caso grazie al commercio dei bulbi la borghesia si rafforzò notevolmente mentre, al contempo, s’indebolirono sia la classe ecclesiastica sia quella aristocratica, le quali fino a quel momento erano state le principali committenti d’opere d’arte. Cambiando la committenza mutarono anche i soggetti richiesti. Con la diffusione della religione protestante e di conseguenza con l’avversione nei confronti delle rappresentazioni sacre non vennero quasi più richiesti agli artisti quadri con scene bibliche o evangeliche. La borghesia si trovò dunque a essere il principale committente e cominciò a richiedere soggetti non storici o figurativi ma decorativi, come i fiori, le nature morte o i paesaggi. Data l’enorme domanda, le botteghe locali si specializzarono sempre di più in questo genere, il cui successo si estese immediatamente in tutta l’Europa, perdurando per secoli. Per capire meglio questo processo può essere utile ripercorrere brevemente e in maniera schematica alcune tappe rilevanti della storia della rappresentazione floreale in Occidente, dall’età classica a oggi. 7


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 8

In epoca romana la riproduzione artistica del mondo naturale rispondeva prevalentemente a un’esigenza ornamentale. I fiori furono spesso inseriti in forma stilizzata nei mosaici pavimentali, sulle lesene o nei festoni decorativi dipinti o scolpiti, composti da foglie, frutti e fiori intrecciati. Merita un’attenzione particolare il genere del giardino dipinto, che si sviluppò soprattutto nel I secolo dopo Cristo: in alcune domus, come la casa del Bracciale d’oro di Pompei, erano presenti ambienti ricoperti da dipinti murari con diverse specie di piante, uccelli e fiori, tutti raffigurati con intenti naturalistici e illusionistici. In questa domus la natura è riprodotta con minuzia ed è stata studiata dal vero: si distinguono chiaramente le piante, rose, di cui sono tratteggiate anche le spine, margherite e numerosi altri fiori (fig. 1). Dal VI al XIII secolo d. C. la flora fu utilizzata molto più raramente con finalità naturalistiche, scomparendo quasi del tutto dalle rappresentazioni pittoriche. Proseguì invece, trovando un nuovo sviluppo, il suo utilizzo nell’architettura, per adornare capitelli, lesene, volte o i soffitti a cassettoni, dove al centro di ogni riquadro vi era una rosetta in rilievo o dipinta. Nelle chiese romaniche e gotiche inoltre i grandi rosoni aperti nelle facciate trovarono la loro ispirazione formale nei fiori. Nei dipinti si ebbe un ritorno alla raffigurazione floreale tra lo scadere del XIII e il XIV secolo, anche se con un utilizzo quasi prettamente simbolico: nelle rappresentazioni della Vergine – soprattutto nelle scene dell’Annunciazione o in quella di Maria in trono – si trovano spesso rose e gigli, fiori che alludono alla sua purezza. I primi vasi di fiori si trovano proprio all’interno di queste raffigurazioni, in forma progressivamente più compiuta e autonoma. Tra i primi esempi dobbiamo menzionare il polittico di Simone Martini del 1333, in cui alti gigli recisi sono raffigurati al centro della composizione (fig. 4). Questa tipologia di rappresentazione floreale, simbolica e collegata alla Vergine, divenne abituale nel XV secolo, sia in Italia sia nei Paesi Bassi, come si può costatare, tra i vari esemplari, nella Madonna con il Bambino di Carlo Cri-

1. Affresco parietale, Pompei, Casa del Bracciale d’Oro, I sec. d.C.

2. Jacopo Ligozzi, Iris Susiana e Iris Xyphium, Firenze, Uffizi, gabinetto dei Disegni e delle Stampe, 1577-1600 circa.

3. Carlo Crivelli, Madonna con il Bambino, dettaglio con il vaso di fiori, Milano, Pinacoteca di Brera, 1488-1490 circa.

4. Simone Martini, Annunciazione, Firenze, Galleria degli Uffizi, 1333.

8


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

5. Hugo van der Goes, Adorazione del Bambino, dettaglio con i vasi di fiori, Firenze, Galleria degli Uffizi, 1475-1476.

6. Hans Memling, brocca con monogramma di Cristo, con gigli, iris e aquilegia, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza, 1490 circa.

7. Ludger tom Ring, Vaso con iris, Vaso con gigli, Münster, Westfälisches Landesmuseum, 1562.

16:06

Pagina 9

velli del 1488-1490 circa, ove in primo piano è descritto con precisione calligrafica un mazzo di rose rosse e gigli bianchi (fig. 3). Contemporaneamente, tra il 1370 e la metà del Quattrocento, in tutte le principali corti europee si diffuse uno stile artistico omogeneo, il Gotico internazionale o cortese, che privilegiò enormemente la ricchezza dei materiali, delle forme e dei colori. In numerosi manufatti di quell’epoca, come arazzi, miniature e gioielli, i fiori furono ampiamente utilizzati per le loro potenzialità decorative, tanto che l’estrema fase cronologica del Gotico in area boema e tedesca è definito stile fiorito o bello stile. Dalla fine del Quattrocento e per tutto il Cinquecento prese avvio inoltre uno studio metodico degli elementi naturali e dei fiori, i quali furono osservati dal vero, classificati e riprodotti veridicamente in arte, come si costata negli studi botanici di Jacopo Ligozzi (fig. 2). Nel XV e nel XVI secolo in area fiamminga, dove perdurò un forte legame stilistico con il Gotico internazionale, gli artisti affinarono una notevole capacità di riprodurre in maniera veristica il reale, con un’attenzione particolare per gli effetti luministici e coloristici: essi trovarono dunque nella rappresentazione floreale un soggetto ideale per mettere a frutto questa ricerca. In quest’area furono realizzati alcuni lavori che segnarono un fondamentale sviluppo nel raggiungimento dell’autonomia del genere floreale, che, come abbiamo visto, troverà pieno compimento nel Seicento. Tra questi vi sono i due vasi di fiori rappresentati nella scena dell’Adorazione del Bambino di Hugo van der Goes del 1475-1476 (fig. 5), di una delicatezza all’epoca senza confronto, dove sono raccolti gigli, iris, aquilegia e garofani. Un’altra tappa fondamentale è segnata dalla brocca di fiori di Hans Memling del 1490 circa (fig. 6), raffigurata sul retro di una tavola, in cui sul fronte è dipinto un committente inginocchiato in preghiera: questa era probabilmente l’anta di un altarolo portatile a due sportelli, abbinata probabilmente a una Madonna con il Bambino, a cui si riferiscono l’iris, i gigli e l’aquilegia rappresentati. Il più antico esempio di fiori presentati autonomamente, come soggetto principale e unico, risale al 1562, con i vasi di iris gialli e di gigli bianchi di Ludger tom Ring (fig. 4), in cui appare in latino una scritta, traducibile in: “Nelle parole, nelle piante, nelle pietre è Dio”. Ai fiori si accompagna così una chiara valenza religiosa, in quanto oggetti in cui si è rivelata la presenza di Dio e simboli di salvezza. Torniamo così al Seicento, il secolo aureo della natura morta floreale. A partire da quest’epoca e fino al XIX secolo vi fu una vera e propria esplosione del genere, con una declinazione talmente ampia e variegata che risulterebbe difficile riassumerla in maniera esaustiva: un numero altissimo di artisti e di botteghe vi si cimentarono e si vennero a creare vere e proprie “scuole” territoriali, come quella francese, olandese, spagnola o italiana. Senza entrare nello specifico di tutti i nomi e dei sottogeneri che nacquero, possiamo affrontare alcune tematiche più generali e notare alcuni mutamenti radicali nella rappresentazione floreale, di cui abbiamo già analizzato i movimenti sociali ed economici che ne generarono il successo. In primo luogo dal Seicento aumentarono enormemente le varietà dei fiori, attraverso la coltivazione, l’importazione e le ibridazioni artificiali. Divenne quindi molto più variegata anche la rappresentazione floreale, con bouquet composti da un numero crescente di fiori, arrivando anche a centinaia di tipi, assemblati anche se fioriti in stagioni diverse e alcuni perfino immaginari. Si passò dunque dalle composizioni cinquecentesche, calibrate e composte da pochi fiori, a tripudi barocchi in cui si giungeva a una sproporzione evidente 9


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 10

tra il contenuto e il contenitore, con vasi dalla dimensione contenuta e mazzi magniloquenti (fig. 8). All’interno della pittura floreale si crearono dei sottogeneri e dei filoni divergenti a seconda dell’area di produzione. Alcuni pittori si specializzarono, ad esempio, nella raffigurazione di fastose ghirlande di fiori ornamentali che circondavano ritratti o soggetti religiosi, realizzazioni in cui il figurativo finiva per essere relegato a un ruolo secondario e subordinato rispetto al floreale. Spesso le due parti erano inoltre eseguite da due artisti diversi, come nel caso della Madonna con il Bambino e angeli entro una ghirlanda di fiori (fig. 9), ove i fiori furono realizzati da Jan Brueghel il Vecchio, uno dei primi e maggiori specialisti del genere, e le figure da Giulio Cesare Procaccini. Nel XVII e XVIII secolo la rappresentazione floreale rispecchiò nuove valenze morali e sociali. La bellezza del fiore, destinata a scomparire in pochi giorni, divenne occasione per una riflessione sulla natura effimera della vita umana e in generali dei beni terreni. Nei quadri il fiore fu dunque associato con frequenza ad altri simboli di transitorietà come il teschio o la clessidra, oppure di vanità, come lo specchio o i gioielli. Mentre nel Seicento, come abbiamo visto, si riscontra una grande varietà geografica, stilistica e iconografica nelle rappresentazioni floreali, nel Settecento e nella prima metà metà dell’Ottocento le esperienze artistiche non furono invece così variegate, ma seguirono piuttosto la scia della tradizione precedente. In ogni caso, la tipologia che venne maggiormente adottata fu quella del vaso fiorito, spesso associato a rappresentazioni di cacciagione, oggetti di uso quotidiano o cesti di frutta. Intorno agli anni Settanta dell’Ottocento la rappresentazione floreale, esplorata in paesaggi all’aperto o nelle nature morte, divenne una delle principali fonti d’ispirazione per i pittori, in primo luogo per gli Impressionisti, che trovarono nei fiori il genere ideale per mettere a punto il loro programma artistico, incentrato sulla ricerca della percezione ottica dei colori e della luce. Claude Monet, ad esempio, negli ultimi anni della sua vita si dedicò quasi

8. Jan Brueghel il Vecchio, Vaso di fiori con monete, conchiglie e un gioiello, Milano, Pinacoteca Abrosiana, 1606.

9. Jan Brueghel il Vecchio, Giulio Cesare Procaccini, Madonna con il Bambino e angeli entro una ghirlanda di fiori, Madrid, Museo del Prado, 1618-1620.

10. Vincent van Gogh, Girasoli, Amsterdam, Van Gogh Museum, 1889.

11. Claude Monet, Ninfee, Parigi, Musée Marmottan, 1916-1919.

10


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 11

esclusivamente alla rappresentazione delle ninfee, raffigurate in quasi trecento esemplari: egli le studiò nelle diverse ore della giornata, con l’intento di fermare sulla tela i cambiamenti coloristici e formali che i fiori subivano a seconda della diversa incidenza o intensità della luce, giungendo, nelle sue realizzazioni più tarde, ad esiti quasi astratti (fig. 11). Allo scadere del XIX secolo alla ricerca coloristica si unì quella emotiva e individuale, secondo una tendenza che nel Novecento prenderà sempre più il sopravvento. Tra i primi fu Vincent van Gogh a caricare i fiori di una forte passionalità, rendendoli un tramite per esprimere il proprio disagio: così i suoi Girasoli, condotti con pennellate pastose e cariche di colore, sembrano prendere vita e contorcersi (fig. 10). Per il Novecento e la contemporaneità, contraddistinti da un’impressionante varietà di esperienze e di sperimentazioni artistiche, risulta molto complicato tracciare un filo conduttore tematico legato alla pittura floreale. Nella prima metà del XX secolo il vaso di fiori, anche se considerato tradizionale e accademico, venne tuttavia affrontato da molteplici artisti, tra cui Filippo de Pisis e Giorgio Morandi, ed è ancora oggi un genere con cui si confrontano vari pittori contemporanei, essendo uno dei soggetti potenzialmente più decorativi ed esteticamente godibili. Possiamo tuttavia notare come, con l’avvento della fotografia, il cinema e infine internet, gli artisti abbiano sentito sempre meno la necessità di rappresentare mimeticamente la realtà, già perfettamente riprodotta da altri media. Alcuni artisti hanno così agito sui fiori, mutandone radicalmente le sembianze abituali: ingigantendoli oltremisura, come Claes Oldenburg in Dropped flower (fig. 12), oppure astrattizzandoli, come Andy Warhol (fig. 13) nei suoi fiori resi con campiture di colore piatte e fluorescenti. Anche nella contemporaneità, così come era stato per le epoche precedenti, la rappresentazione dei fiori è stata spesso associata a significati simbolici: Salvador Dalì, ad esempio, vide nella rosa la metafora della sessualità femminile (fig. 14) e anche Marc Quinn diede ai suoi fiori esotici iperrealistici, inquadrati con un punto di vista molto ravvicinato, una valenza per certi versi simile a quella del noto surrealista (fig. 15).

12. Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, Dropped Flower, Castello di Rivoli, 2006.

13. Andy Warhol, Flower, collezione privata, 1964.

14. Salvador Dalì, Rosa meditativa, New York, Arnold Grant Collection, 1958.

15. Marc Quinn, Cala Bona, collezione privata, 2010.

11


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 12


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 13

OPERE


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 14

Elisabetta Marchioni (attribuito a) attiva a Rovigo tra XVII e XVIII secolo

Composizione floreale con tuberose e ciliege Dipinto ad olio su tela 60 ✕ 80 cm Articolo 3054

La composizione floreale ci appare realizzata con estrema libertà ed esuberanza, con tocco pittorico rapido e brillante, rivelando le capacità di un’ artista che ci permettono di pensare ad una attribuzione della “fiorante” rodigiana Elisabetta Marchioni. L’elaborata stratificazione dell’invenzione è segno di una genuina abiltà compositiva; assemblando i fiori con naturalezza e disinvoltura si alternano garofani con un rosso denso, a rose delicate bianche e dalle mille sfumature di rosa, ai tulipani striati con colori caldi

14

quali il bellissimo giallo antico, per arrivare alle ciliegie appetitose e carnose. Utilizzati più piani d’appoggio per dare maggiore profondità all’opera: in primo piano distese sul proscenio le ciliegie con le tuberose (elemento peculiare della Marchioni), in secondo la gloriosa composizione che non fa’ intravedere nessun vaso o meglio nessun ben indefinito appoggio. La tavolozza è liquorosa, ricca di colori brillanti dove è evidente che il disegno degli elementi naturali è trascurato a favore dell’immediatezza del tocco.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 15

15


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 16

Area spagnola prima metà secolo XVII

Cesta di vimini con composizione di vari fiori Dipinto ad olio su tela 64 ✕ 81 cm Articolo 3057

Opera di un maestro attivo nel XVII secolo, disposta e contraddistinta da una tipica composizione di gusto spagnolo con tendenza al naturalismo, dove è implicita una natura speculativa, una “pittura mentale” attenta a scoprire e rappresentare le ragioni delle cose. I singoli fiori sono studiati attentamente, sì che il pittore riesce a renderne la materia attraverso l’uso del colore. La composizione non ha un semplice scopo decorativo, ma tende in qualche modo alla riproduzione del vero. Appaiono come elencate le varie specie di fiori: dalle rose, ai gigli di S.Antonio, agli anemoni, ai narcisi,

16

per intravedere (sulla sinistra) un fiore particolarmente raro, caro alla tradizione popolare francese e spagnola, la fritillaria tenella. Infatti la moda dei tempi rappresentava e ornava i vestiti con questo fiore. Da sottolineare la colorazione assolutamente singolare dei suoi petali, picchiettati di quadratini bianchi e neri e per questo motivo il nome latino fritillaria, che significa scacchiera. Particolare è il piano, di un rosso cangiante su cui poggia una cesta anch’essa piena di fiori sulla quale sorge la gloriosa composizione, cui fa’ da contrappunto il tendaggio verde nell’area destra dello sfondo.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 17

17


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 18

Area Italia centrale, secolo XVII

Fantasia floreale Dipinto ad olio su tela 46 ✕ 36 cm Articolo 3056

L’opera di grande equilibrio compositivo secondo uno schema piramidale alterna fiori di vario genere: da tulipani a garofani, a zagare, a fiori di pura fantasia. Caratteristica dell’epoca seicentesca era appunto, nell’ambito della natura morta di fiori, lo studio e la rappresentazione di piante e fiori di ogni specie a tal punto da inventarne di nuovi, di pura fantasia. Le tonalità sono calde tutte sfumature di rossi e bianchi senza esagerazione nei contrasti, tutto l’insieme risulta estremamente delicato e morbido. Osservando le quantità di specie di tulipani utilizzati

18

dall’artista è forse chiaro il messaggio che ci vuole comunicare: ogni colore dà un proprio significato simbolico. Troviamo tulipani rossi screziati di bianco che esprimono un complimento sulla bellezza degli occhi di chi li riceve, così come quelli screziati di gialli e rosso messaggio di dignità e perdono. Così inseriti in una composizione in cui il fiore è in primo piano e tutto il resto è svelato e di sfondo (come il basamento o contenitore) appare evidente un messaggio che trasmette un senso di confortevole delizie e intimità.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 19


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 20

Laura Bernasconi (attribuito a) attiva a Roma 1622-1675

Bouquet di fantasia floreale Dipinto ad olio su tavola centinata 27 ✕ 25 cm Articolo 3055

Deliziosa, seppur di piccole dimensioni, tavoletta centinata con un bouquet di fiori aerei, non solo perché privi di un contenitore. Tavolozza dai colori vibranti e dai forti contrasti: i rossi accesi dei garofani e tulipani, agli anemoni blu, a rose e fiori di fantasia bianchi e rosa. L’area di interesse è romana intorno agli allievi di Mario de’ Fiori, tra i quali in particolare Laura Bernasconi (1622-1675).

20

Mi piace pensare che qui si possa intravedere qualcosa di autobiografico, chissà, un ideale omaggio alla femminilità dell’autrice, un gioco di corteggiamento delicato ed umanissimo nel quale la pittrice abbia immaginato di ricevere un bellissimo cadeau floreale. Un quadro non privo di ironia e intelligenza sottile tutta barocca, magari pensato nella penombra sospirosa e solitaria della propria stanza.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 21

21


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 22

Area romana XVII secolo

Fiori, frutta e verdura con pappagalli e coniglio Dipinto ad olio su tela 90 ✕ 110 cm Articolo 3052

Composizione d’intonazione arcaica, dal grande effetto scenografico e decorativo, in cui vari elementi, fiori, frutta, verdura e animali si intrecciano tra arte e natura. La fruttiera ovalizzata in primo piano contenente uva e pere, funge, nella struttura compositiva, da proscenio alla esplosiva rappresentazione floreale che appare subito dietro. Il tutto viene coronato da vari elementi che appaiono in ogni angolo dell’opera: in

22

alto una mensola dove in modo spontaneo sono dipinti ogni genere di fiore, frutta, vetri e pappagalli, quasi sporgessero verso l’osservatore in procinto di cadere. Il tutto prende corpo con una pittura sensuale ed espressiva in un gioco contrastante tra vero e il verosimile, tesa a incuriosire e meravigliare l’osservatore con l’infinita molteplicità delle cose del mondo.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 23

23


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 24

Provenienza lombarda, secolo XVII

Rose, garofanelle, tulipani, narcisi e fiori di fantasia Quattro dipinti ad olio su tavola e olio su tela incollata su tavola 26 ✕ 38 cm Articolo 3059

Le quattro tavolette sapientemente dipinte sono un elogio alla pittura decorativa accademica seicentesca. I riferimenti alle origini della natura morta in Lombardia (Figino, Fede Galizia) sono espliciti: una composizione centrale, un basamento architettonico su cui poggia un cestino intrecciato di vimini, dove emergono, da uno sfondo notturno, fiori luminosi e ricchi di movimento.

24

Il cromatismo si basa su tinte chiare e fredde accostate a vari toni di rosso, porta ad avere un insieme delicato. In questo periodo storico-artistico la contemplazione della natura morta introduce ad una percezione della realtà naturale selezionata e immutabile, dove il tema della caducità della bellezza della natura è vinta dalla durata dell’arte.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 25


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 26


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 27


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 28

Area lombarda secolo XVII

Autunno Dipinto ad olio su tela 55 ✕ 78 cm Articolo 3053

Unico quadro non in tema con la mostra (nonostante compaiano dei fiori in secondo piano nel cestino), ma in tema con la stagione. Di grande equilibrio compositivo e cromatico, dove il fiore non è protagonista, ma parte di una composizione. La grazia e la delicatezza della rappresentazione pittorica, mette in risalto l’equilibrio della disposizione della frutta e verdura. In primo piano quasi sull’orlo del tavolo d’appoggio ben evidenti un grosso limone e una lunga zucca, ai lati

28

quasi nascosti una melanzana e dell’aglio. Il cestino di vimini, quasi un rimando e un elogio alla canestra caravaggesca, con la tracotanza della verdura (si noti la meraviglia del baccello di piselli che fuoriesce), potrebbe essere uno splendido omaggio alla limpida tradizione della natura morta lombarda. La materia si fa’ pastosa, di tocco e di conseguenza meno descrittiva, tesa a descrivere con una sintassi limpida, i volumi.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 29

29


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 30

Area toscana, secolo XVII

Vaso con tulipani e passiflora Dipinto ad olio su tavola Diametro 25 cm Articolo 3060

Tipica composizione del seicento toscano dove ricorre spesso questo modello di vaso. La struttura appare semplice ed infantile, dove il tulipano e la passiflora fanno da protagonisti. Il tulipano attira l’immaginazione seicentesca dei pittori per la varietà incredibile di colori che in lui la natura può produrre e per la fragilità con cui il fiore segue il mutare dell’atmosfera.

La passiflora, fiore spesso ignorato dai pittori è più descritto dai letterati dal momento in cui i suoi primi descrittori ritrovano in lei concentrati tutti gli oggetti del martirio di Cristo: chiodi, colonna, corona di spine, lancia e piaghe. Il piccolo tondo appare quindi ben equilibrato e delicato nell’insiene.

Area Italia centrale secolo XVIII

Vaso con fiori di passiflora Dipinto ad olio su tavola Diametro 26 cm Articolo 3058

Il piccolo tondo dipinto sapientemente su legno, rappresenta con pochi tocchi, veloci e sfuggenti un basamento appena accennato, su cui poggia un vaso di vetro trasparente da dove diparte un fascio di rigogliosi steli di passiflora. I fiori risultano quasi sproporzionati rispetto al basamento, da dove fuoriescono con

30

prepotenza ed esuberanza quasi volessero dire all’osservatore che loro sono i protagonisti e non tutto il contorno. La composizione floreale, del tutto centralizzata, realizza un contrasto acceso con l’esigua porzione di sfondo scuro che ci lascia intravedere uno spazio notturno in cui si accendono i colori.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 31

31


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 32

Area veneta secolo XVIII

Composizione fantasiosa di rose, peonie, gelsomini, tulipani e fiori vari Dipinto ad olio su tela 98 ✕ 73 cm Articolo 3051

In questa splendida tela ovale la struttura compositiva è aerea e fantasiosa, in cui tutto sembra aleggiare senza alcun punto di riferimento. I fiori sono non più definiti dallo studio quasi scientifico della copia dal vero, ma privi di materia, sfatti, dalle pennellate veloci e dai tocchi sapientemente dati, di luce. Le tonalità cromatiche sono nella gamma dei bianchi

32

e dei gialli ocra, che rendono il tutto estremamente delicato e danno corpo e anima ai protagonisti: i fiori. Disposti secondo una diagonale ascendente che guida lo sguardo verso l’alto, siamo condotti a godere di trasparenze leggere e densità di petali fragranti, entro uno spazio,lo sfondo dai toni bruni, indefinito e evanescente.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 33

33


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 34

Roosmalen, 1864, dipinto firmato e datato

Composizione di fiori con conchiglia e farfalla Secolo XIX Dipinto ad olio su tela 81,5 ✕ 64 cm Articolo 2875

Spesso questi mazzi dipinti, ricchissimi nella varietà e perfetti nell’apparente casualità della composizione, sono accompagnati da elementi che ne aumentano il significato intrinseco. Così appare in questo quadro equilibrato, una piccola farfalla volteggiare, dai colori tenui a tal punto da non catturare l’attenzione dell’osservatore. La farfalla è spesso metafora

34

di cambiamento, rinascita, leggerezza e libertà. Al contrario, ben evidente, la conchiglia, simmetricamente opposta alla farfalla appoggiata su un tavolo, simbolo di femminilità. Il tutto ci appare ancorato al gusto classico, come se l’artista Roosmalen non volesse aderire al grande cambiamento artistico in corso, di cui è partecipe, come traspare simbolicamente nella sua opera.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 35


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 36

Jehin Henri Joseph (Liegi 1812 - Spa 1880), dipinto firmato

Crisantemi e passiflora Prima metà del secolo XIX Dipinto ad olio su tela 109 ✕ 80 cm Articolo 3002

Di grande effetto scenografico, questa composizione fiamminga si colloca proprio a cavallo tra ciò che è ancora neoclassico, come l’impostazione e l’uso del davanzale tagliente e sporgente verso l’osservatore, ed il desiderio dell’artista di rompere certe regole per giungere ad una libertà romantica. I crisantemi sono nella composizione di maggior numero e appaiono senza nessun supporto, alcuni recisi appoggiati, altri liberi senza contenitore. Protendono in alto ed in avanti quasi volessero uscire dalla tela, ricordandoci il loro significato di fiori della vita e della speranza.

36

Al contrario le corolle di passiflora sono piegate verso il basso, senza nerbo. Queste sono “i fiori della passione” significato che nasce da una leggenda che narra come la passiflora raccolse una goccia di sangue del Cristo flagellato. Ecco perché il calice del fiore conserva tutti i simboli della passione di Gesù ( i viticci ricordano la frusta con cui venne flagellato, i tre stili ricordano i chiodi, gli stami ricordano il martello, la raggera corollina ricorda la corona di spine). Questi due elementi contrastanti, la vita, la felicità e il dolore e la passione di Cristo risultano uniti in una opera di fine neoclassicismo, ma non ancora totalmente romantica.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 37


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 38

Elisa Scarampi, 1839, dipinto firmato e datato

Garofani, vaso di vetro e piano di marmo Disegno ad acquerello e matite su carta incollata su legno 59,5 ✕ 45,5 cm Articolo 3078

E’ questa un’opera deliziosa e poetica, estremamente delicata dove i fiori mostrano sia il loro corpo misterioso che la loro vita interiore, come se ci fosse realmente in loro un’anima da portare alla luce. Garofani con corolle aperte, steli erti, boccioli chiusi e gonfi, dai colori fantasiosi: bianchi, rosa, gialli, arancio tenue, blu.

38

Il contenitore trasparente messo in evidenza sul piano d’appoggio in marmo, dove lo spigolo, sapientemente disegnato, ci evoca esempi classici ben noti. Le gocce d’acqua che cadono dall’alto dei fiori sino ad arrivare allo spigolo del marmo solo nella parte centrale del disegno, ci evocano il limite della caducità di un oggetto misterioso e affascinante.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 39


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 40

Louis Justin Maurice Perrey (1856-?)

Vaso con composizione di dalie Dipinto ad olio su tela 65 ✕ 50 cm Articolo 3018

Artista prettamente di gusto classico che diverge dalla sua linea artistica in questa opera vaporosa e romantica. Sono evidenti gli influssi pre-impressionisti nell’assoluta libertà compositiva del mazzo di dalie raccolte nel vaso e appoggiate sul tavolo. Il vaso di vetro trasparente, la tovaglia volutamente stropicciata, come il bouquet di fiori che sporge, sono tutti elementi che portano a dare profondità alla scena, ma secondo una nuova visione. Il linguaggio

40

dei fiori inizia a mutare (ed è proprio il significato della dalia, la mutevolezza): prende corpo il linguaggio delle passioni, delle allusioni, dove il fiore si unisce in un profondo legame con lo spazio dell’anima. La tavolozza del dipinto contrappone in un contrasto morbido i colori vivaci dei fiori, agli elementi inanimat: la tovaglia, il piano d’appoggio e lo sfondo, a sottolineare il loro assoluto protagonismo.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 41


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 42

M. Ta…. (firma illeggibile), datato 1859

Fiori Romantici Dipinto ad olio su tela 80 ✕ 60 cm Articolo 3003

Siamo in pieno romanticismo, quando i fiori parlando il linguaggio delle passioni, tornano a sbocciare con una nuova carica di sottintesi simbolici e allusivi. Il significato del lillà viola è appunto innamoramento e palpiti d’amore. Si tratta dunque di un codice galante che permette di formulare appuntamenti, allusioni, incontri, di ammiccare a tresche segrete. E’ così esplicita la lettera chiusa con ceralacca sul tavolo che porta ad immaginare l’inizio di un amore “E’ sufficiente dare un’anima ai fiori perché il loro linguaggio, passando di bocca in bocca, diventi un giorno un linguaggio universale”.

42

Il panneggio morbido e sensuale che avvolge e circonda i lillà, appare sapientemente dipinto dando rilievo e luce. E’ proprio in questo periodo, in cui nasce l’impressionismo, dove i fiori stessi sono luce che si fa’ colore: “La luce diventa pianta; questa estrae dalla luce i colori; la luce matura in essa nettare e profumo. Tutto nella piante fermenta e ribolle sotto l’azione della luce.”

Citazioni: Ch. De Latour, Il linguaggio dei fiori


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 43


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 44


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 45


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 46

Jules Félix Ragot (1835-1912), dipinto firmato

Composizione di fiori Dipinto ad olio su tela 60 ✕ 50 cm Articolo 2876

Osservando le opere di questo artista è ben evidente come ci sia un passaggio epocale tra una imbrigliatura tradizionale ed una sfaldatura della pittura. Proprio in questa opera avviene un trapasso verso un tocco ed una pittura veloce dove il fiore diviene un pretesto per un legame con l’interiorità.

46

Così lontani dalla perfetta botanica fiamminga, si traformano in grumi di materia luminosa per essere scorporati da ogni legame col mondo degli uomini. I fiori non sono più distinguibili, divengono semplicemente un insieme, dove, osservando sul piano i petali caduti, rimane l’intenzione profonda che ci porta al rapporto tra bellezza e caducità.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 47


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 48

Anonimo

Vaso e cesta con garofani, mimose e violette Seconda metà del secolo XIX Dipinto ad olio su tela 60 ✕ 73 cm Articolo 3030

Caratteristica di questa particolare composizione è la messa a fuoco. Appare tutto sfuocato come se la visione appartenesse ad un sogno o al mondo dell’immaginazione. La pittura fatta di tocchi, ha una consistenza vaporosa e luminosa. La luce che circonda ed avvolge l’osservatore porta a legare sempre più i fiori all’uomo. E’ un dipinto che si pone tra sogno e realtà, come attimo di perdimento fantastico dello sguardo in un momento della quotidianità.

48


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 49

49


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 50

B. Ajroldi 1924, dipinto firmato e datato

Composizione di peonie Dipinto ad olio su tela 100 ✕ 78 cm Articolo 3079

La composizione appariscente e lussureggiante, dove la peonia è la protagonista. Fiore elegante e antico che incarna amore, affetto, prosperità e nobiltà d’animo. Definita la “rosa senza spine” simbolo delle romantiche storie d’amore, ma anche di buon auspicio, per questo troviamo spesso, dipinti con peonie, appesi nelle case come portafortuna.

50


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 51


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 52

Della Cara (firma di decifrazione incerta), dipinto firmato e datato 1933

Coppia di nature morte di rose e gerani Dipinti ad olio su tavolette 50,5 ✕ 39 cm Articolo 2077

Pendant di nature morte di rose e gerani dipinti su tavola, uno dei due firmato “Della Cara”, mentre l’altro è datato in basso a sinistra. Molto decorativi, dai toni delicati e dalle sfumature di verdi, rossi e rosa. Aerei senza alcun appoggio liberi, nella composizione,

52

dirompenti nella plasticità data dai giochi di luce. La composizione articola i fiori entro una curva morbida che culmina nella rosa più alta, alla quale fa eco l’abbandono verso il basso, quasi a sfuggire dai limiti del quadro, della piccola rosa dallo stelo verde-bruno.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 53


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 54


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 55


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 56

Vincenzo De Stefani (Verona 1859-Venezia 1937)

Tulipani e iris Datato 1934 Dipinto ad olio su tela 56 ✕ 45 cm Articolo 3004

Opera assolutamente inedita e strabiliante che incarna la conclusione dell’iter artistico di un pittore a cavallo tre XIX e XX secolo. Il suo stile evolve da una connotazione simbolista verso una semplificazione formale, dove vengono sottolineati con acume e naturalezza effetti di luce. I fiori, tulipani e iris, insorgono violenti nella luce “si buttano nello spazio con una imminenza

56

ed una vicinanza quasi minacciosa.” Proprio in questo gioco, dato anche dal contrasto cromatico (si veda lo sfondo a righe o l’appoggio scuro), di vicinanza e distanza, si evidenzia una delle caratteristiche della moderenità di Vincenzo De Stefani. Citazioni: G.T. Fechner, L’anime delle piante


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 57


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 58

A. Riganti, dipinto firmato

Anemoni con vaso di vetro e libri Metà del XX secolo Dipinto ad olio su cartone 60 ✕ 50 cm Articolo 3080

Anemone, divinità della corte Chlaris (dea dei fiori), catturò il cuore di Zefiro (il vento di primavera) e di Borea (la tramontana). Chlaris, ingelosita, trasformò Anemone in un fiore condannato a schiudersi precocemente sotto le violente carezze dei venti. Così vuole la mitologia greca, che in effetti prende spunto dalla notoria caducità dei petali

58

dell’anemone: un fiore bellissimo, ma che dura poco. In modo sorprendente e vivo l’artista Riganti ci omaggia di questo semplice fiore, simbolo di sentimenti effimeri, di abbandono e amor tradito. Così il vaso, biansato, di un vetro lucente, risalta con il contrasto dei colori accesi dal verde smeraldo ai rossi e viola degli anemoni.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 59


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 60

Maceo Casadei (Forlì 1899 – 1992), dipinto firmato

Vaso con zinnie Prima metà del XX secolo Dipinto ad olio su carta incollata su cartone 44 ✕ 44 cm Articolo 3081

La pittura di Maceo Casadei non ha mai abbandonato le suggestioni dello spettacolo naturale; la forma ombrosa del vaso, le spoglie delle zinnie appassite, le profonde corone e le striature dei fiori, ogni aspetto di questa indagine è resa con estrema attenzione visiva. Emerge dalla sua esperienza come ritoccatore

60

fotografico, la griglia che possiamo intravedere in alcuni punti non dipinti, una schematizzazione ed uno studio basato su reticoli per dare equilibrio alla sua composizione, dove non tutto è appunto, casuale. I tocchi di colore dati con sapienti e studiati giochi di luce rendono ancora più affascinante e ariosa questa natura morta.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 61

61


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 62

Albert Vagh Weinmann (Montreil Sous Bois 1931 - Aix en Provence 1985)

Fleurs de printemps Dipinto ad olio su tela 73 ✕ 54 cm Articolo 3029

Pittura fresca, vivace e decorativa dove il mazzo è composto da fiori comuni: papaveri, viole, malve, margherite. Il tutto prende corpo in un insieme coinvolgente di cui ci si sente partecipi. I colori sono stesi a spatola o direttamente con il tubetto, dando alle immagini corposità. Il colore si plasma come se fosse creta fino a trasformarsi in materia fiorita.

62

L’energia che l’insieme dei fiori esprime sembra estendersi a tutto lo spazio circostante, definito da pennellate vigorose, dilatandone gli echi luminosi. Di luce sono anche la base del piano d’appoggio ed il vaso, centri ove si concentrano i bianchi più accesi della composizione, cui si correlano e si contrappongono le tinte sature delle corolle campestri.


cat. ghilli:Layout 1

16-11-2012

16:06

Pagina 63


16-11-2012

Š Giacomo Artale

cat. ghilli:Layout 1

Ghilli AntichitĂ

16:06

Pagina 64

Fiori. Natura e sentimento dal 1600 ad oggi  

Catalogo della mostra di dipinti antichi a soggetto floreale curato da Isabella Danesini Giovanella e Vera Canevazzi.