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Anno 2 - Numero 3 - Ottobre 2011 - Periodico Trimestrale - Poste Italiane S.P.A. - Spedizione in abbonamento postale - 70% NE/TV - Contiene I.P.

Il Giornale del Consorzio Radicchio di Treviso e Variegato di Castelfranco Igp

OTTOBRE 2011

N° 03

VALORIZZARE IL SIMBOLO DELLA CASTELLANA

PROMUOVERE I PRODOTTI IGP

L’impegno dell’amministrazione comunale raccontato dal sindaco Luciano Dussin

La misura 133 del PSR: come funzione e cosa offre

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E INOLTRE...

L’anno del Castelfranco Igp

Protezione Colture PAG 14 Rio San Martino PAG 16 Gli Alcuni

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Piombino Dese PAG 17 Radicchio d’Oro PAG 18 Acquistare Informati Sito Internet

PAG 18 PAG 19

Visto dagli Altri PAG 20 Chef in Red PAG 21 Uno di Noi

La “Rosa di Castelfranco” cresce in numeri e qualità. Tanto da spingere il Consorzio a dedicarle la prossima stagione orticola

Strada Facendo PAG 25 E Qui Chiudo PAG 26

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EDITORIALE

CONSORZIO

TECNICA

IL CONSUMATORE PREMIA L’IGP

OLIO & RADICCHIO ROSSO DI TREVISO

IL VARIEGATO DI CASTELFRANCO AL MICROSCOPIO

Nonostante la crisi la preferenza è sempre per prodotti di qualità, come quelli garantiti dal marchio del Consorzio di tutela

Gemellaggio fra i due prodotti per promuoverli come eccellenze agricole all’estero

Miglioramento genetico e sperimentazioni

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CREDITOAGRARIO CREDITOAGRARIO FINANZIAMENTI FINANZIAMENTI AGEVOLATI AGEVOLATI PER CRESCITA PER LALA CRESCITA E LO SVILUPPO E LO SVILUPPO DEL SETTORE PRIMARIO DEL SETTORE PRIMARIO

La nostra riserva notevole attenzione alle necessità La nostra BancaBanca riserva notevole attenzione alle necessità delle delle aziende agricole, in particolar di quelle medio-piccole. aziende agricole, in particolar modomodo di quelle medio-piccole. Per questo è stata prevista una gamma di finanziamenti Per questo è stata prevista una gamma di finanziamenti miratimirati a sviluppare e sostenere progetti relativi al settore primario. a sviluppare e sostenere progetti relativi al settore primario.

intro

ILMO ILMO N D ON D O A G RA G R PROPTRO I C O LI C O L AGO AGTO O O

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Un motivo in per più scegliere per scegliere Un motivo in più Banca di Monastier e Sile, del Sile, Banca di Monastier e del la Banca orizzonti. la Banca concon i tuoii tuoi orizzonti.

di PAOLO MANZAN Presidente Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco

Le scelte dei consumatori premiano il nostro lavoro

Anche in periodi di crisi i consumatori dimostrano di preferire sempre i prodotti di qualità, anche a discapito delle quantità e del prezzo. Una scelta in linea con il lavoro del Consorzio di puntare sulla certificazione come garanzia sull’origine del prodotto

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direzionale: Sede Sede direzionale: Monastier di Treviso Monastier di Treviso Filiali:Filiali: di Piave Mussetta di S. Donà BredaBreda di Piave Mussetta di S. Donà Carbonera Oderzo Carbonera Oderzo Casale sul Sile Olmi di S. Biagio Casale sul Sile Olmi di S. Biagio Passarella di S. Donà CasierCasier Passarella di S. Donà Cavallino Treporti di Piave Cavallino Treporti PontePonte di Piave Dosson di Casier Quinto di Treviso Dosson di Casier Quinto di Treviso Fossalta di Piave Roncade Fossalta di Piave Roncade Salgareda JesoloJesolo Salgareda Lanzago di Silea San Biagio di Callalta Lanzago di Silea San Biagio di Callalta San Cipriano MeoloMeolo San Cipriano Mestre San Donà di Piave Mestre San Donà di Piave Mignagola Treviso Centro Mignagola Treviso Centro Mogliano Veneto Treviso - S. Maria del Rovere Mogliano Veneto Treviso - S. Maria del Rovere Monastier di Treviso Villorba Villorba Monastier di Treviso di Piave MusileMusile di Piave Sportelli Bancomat: Sportelli Bancomat: Ca’ Savio, e Cendon di Silea Ca’ Savio, JesoloJesolo Lido eLido Cendon di Silea

IL PRESENTE DOCUMENTO E’ DA CONSIDERARSI ESCLUSIVAMENTE UN MESSAGGIO PUBBLICITARIO CON FINALITA’ PROMOZIONALI. IL PRESENTE DOCUMENTO E’ DA CONSIDERARSI ESCLUSIVAMENTE UN MESSAGGIO PUBBLICITARIO CON FINALITA’ PROMOZIONALI. LE CONDIZIONI CONTRATTUALI SONO RIPORTATE NEIINFORMATIVI FOGLI INFORMATIVI A DISPOSIZIONE FILIALIBANCA DELLA BANCA E SUL SITO INTERNET WWW.BCCMONSILE.IT. LE CONDIZIONI CONTRATTUALI SONO RIPORTATE NEI FOGLI A DISPOSIZIONE PRESSO PRESSO LE FILIALILEDELLA E SUL SITO INTERNET WWW.BCCMONSILE.IT. LA BANCA SI RISERVA DI VALUTARE IL MERITO CREDITIZIO. LA BANCA SI RISERVA DI VALUTARE IL MERITO CREDITIZIO.

Proprio nei periodi di crisi, secondo delle ricerche di mercato, molte famiglie nel fare la spesa scelgono sì di contenere gli acquisti, ma indirizzandosi su prodotti di qualità che diano garanzie. Questo comportamento, logico e di buon senso, mi riporta l’attenzione sull’importanza della nostra Igp, sulle sue potenzialità e sul fatto che il prodotto certificato sarà sempre più il migliore alleato del produttore e del consumatore. In questi giorni con i colleghi produttori si parla della stagione entrante dei nostri radicchi. I temi sono quelli della qualità e delle quantità, quelli del caldo e del freddo, quelli del prezzo e del mercato, quelli del prodotto certificato e non. Una delle domande che mi viene posta più frequentemente è: come regolare la produzione? Penso che la risposta stia proprio in queste riflessioni che vedono il consumatore cercare la qualità a discapito della quantità e del prezzo. Scegliere un radicchio rosso di Treviso fregiato dell’Indicazione geografica protetta o un variegato di Castelfranco Igp non porta sorprese. Questo lo sappiamo La Gazzetta del Radicchio N. 3/11 • Periodico Trimestrale • Proprietario Consorzio Radicchio di Treviso Igp e Variegato di Castelfranco Igp - Via A. Guidini, 50 - 31059 Zero Branco Tel 0422 486073 - Fax 0422 489413 - consorzio@radicchioditreviso.it • Editore Edimarca sas - Strada comunale delle Corti, 54 - 31100 Treviso Tel. 0422 305764 - Fax 0422 426343 - redazione1@edimarca.it

noi, lo sanno i produttori non certificati e lo sanno i consumatori. Tutti ormai sanno, infatti, e se così non fosse dobbiamo impegnarci ancora nella comunicazione delle questioni basilari, che i nostri disciplinari Igp impongono a noi produttori di seguire delle regole ben precise e non derogabili. Regole che danno garanzie sull’origine e la qualità del prodotto che poi viene immesso sul mercato. Lo stesso interesse espresso da quei nuovi territori che desidererebbero un giorno poter entrare nell’areale del radicchio certificato ci dimostra come fuori di casa nostra amministratori e produttori percepiscano le produzioni a marchio come delle vere opportunità di sviluppo. Posso, infine, senza paura di essere smentito, affermare che la strada tracciata è proprio quella dettata dalle regole della sana economia domestica che, parlando di acquisti alimentari, non abbraccia l’inutile slogan “spendere meno per comprare di più”, bensì che vive inneggiando allo “spendere meglio per comprare bene”. • Direttore Responsabile Luca Pinzi • Coordinamento Redazionale Paolo Colombo, 347 6987498 • Stampa Marca Print snc - Via dell’Arma di Cavalleria, 4 31055 Quinto di Treviso • Registrazione Tribunale di Treviso n. 166/2010 del 15/12/2010 • Poste Italiane S.P.A. - Spedizione in abbonamento postale - 70% NE/TV

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sottolineato in rosso Il Consorzio di tutela ha sancito la stagione 2011-2012 come “L’anno del Variegato di Castelfranco igp”. Presente e futuro di un ortaggio in crescita

La Rosa dell’orto Veneto di Angelo Squizzato - ha collaborato Francesco Arrigoni

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ono belli i radicchi variegati sulla campagna che dai colli Euganei scivola verso il mare, li indora un magico tramonto di un inizio ottobre che sa di estate più che di autunno. Promettono bene. Lo sviluppo è omogeneo. Le foglie si aprono festose esibendo delicate sfumature. Sono radicchi variegati di Castelfranco Veneto, chiamati le rose che si mangiano perché delle rose hanno la forma, la bellezza, il fascino, la suggestione. Sui campi padovani ha trovato casa il radicchio variegato di Castelfranco. Quasi un cambio di residenza. E’ qui che se ne produce la maggiore quantità, e la qualità è eccellente. A Maserà e in altre aree del Padovano la rosa di Castelfranco, il delicato fiore che si mangia, è ribattezzata come “Fiore di Maserà”, o

“Bianco fior di Maserà”, o semplicemente il “Bianco di Maserà”. Padovani sono soprattutto i produttori che credono nel Consorzio di tutela radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco Veneto Igp, presieduto da Paolo Manzan. Il fatto è che a Castelfranco Veneto, la terra madre del variegato, i coltivatori sono rimasti pochi perché i più o hanno chiuso o hanno ridimensionato l’attività orticola, oppure hanno deciso di dedicarsi di più al radicchio rosso di Treviso, lasciando che la loro “rosa” si sviluppasse soprattutto nel Padovano. LA PRODUZIONE La produzione oggi supera abbondantemente le 5 mila tonnellate per un valore che viene calcolato sui 4 milioni di euro. E’ il dato del 2010 che potrebbe essere superato nella sta-

gione che si sta per aprire. Stando alle stime e se non accadranno eventi atmosferici e di mercato negativi, i numeri dovrebbero crescere ulteriormente. Si conferma, inoltre, l’incremento del radicchio variegato Igp: nel 2010 c’è stato un più 40 per cento, indice eccezionale se si considera che nell’anno precedente il progresso era stato del 50 per cento. Paolo Manzan, presidente del Consorzio: “E’ questo un dato positivo. Essere in consorzio vuol dire credere nella qualità garantita. E’ una sicurezza per i consumatori e per i produttori. E’ un’idea di eccellenza che si sta facendo strada, che è la sola vincente in un mercato pieno di prodotti standard, anonimi, a prezzi assolutamente competitivi, di origine spesso straniera. Il Consorzio è una risorsa, bisogna crederci e lavorare per la sua affermazione, perché entri

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Foto: Opo Veneto

nella logica produttiva”. Significativa è anche la produzione in terra veneziana attorno a Chioggia, dove il variegato prende il nome di “Rosa di Chioggia”, e in terra polesana, dove è conosciuto come il “Bianco di Lusia” ma anche la “Rosa di Lusia”. L’ANNO DEL VARIEGATO Condizioni, dunque, favorevoli per la Rosa di Castelfranco Veneto, tanto che il Consorzio di tutela Igp le ha voluto dedicare la stagione 2011-2012. Le vuole riservare una particolare attenzione e quindi anche un’efficace azione promozionale, sempre compatibilmente con le risorse disponibili. E’ un ortaggio con una nobile tradizione che si fa risalire al XVIII secolo. Documenti successivi ne illustrano caratteristiche e presenza sulle tavole e sui mercati. Sono note interessanti, ma che non danno certezze. Accade sempre così nella storia rurale, quando sboccia prodigiosamente un prodotto. Non è

Egidio Fior

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dato di sapere come sia arrivato, chi lo abbia creato, come sia stato adottato. E’ sicuramente il risultato del genio di chi lavora la terra, che non ha nome e cognome, che non firma le opere, in quanto sono ritenute patrimonio comunitario più che personale. E’ nel genio di una comunità dove si formano, anche se il singolo può esserne lo strumento più intraprendente e intuitivo. E’ un po’ come i pittori di icone della più ortodossa tradizione slava: non hanno nome. Nell’icona c’è sì la mano di un’artista, ma c’è soprattutto la fede di una comunità. Così c’è il sapere di una comunità nella maggior parte dei prodotti tipici che, nella storia e nella tradizione, il mondo agricolo ci ha regalato, come nel caso del rosso tardivo di Treviso, il re dei radicchi, che, splendidamente sposatosi con la scarola, ha dato vita al variegato di Castelfranco. Cichorium Intybus il padre, Cicoria Endivia la madre. Annota Albino Marchioro, autorevolissimo conoscitore del mondo dei radicchi: il variegato “della scarola ha conservato la tipica seghettatura del bordo fogliare e il lembo spesso ed espanso, dalla caratteristica colorazione giallo-crema, progressivamente più tenue e delicata dopo l’imbianchimento. Del radicchio di Treviso porta invece il segno indelebile rosso brillante e intenso, a volte con sfumature violacee, dalle evidenti e particolari variegature. Sono proprio queste intense e armoniche piccole lingue di fuoco, casualmente distribuite sulle foglie, assieme alla forma dei cespi inconfondibile di “rosa sbocciata” a rendere di ineguagliabile bellezza il variegato di Castelfranco, a pieno titolo – con il Rosso Treviso – fiore d’inverno della campagna veneta”. E di mezzo c’è la mitica stalla dei filò contadini veneti: luogo di incontro comunitario, di memorie familiari, di mitici racconti, di consolidamento di tradizioni, di scambi intriganti tra giovani che cominciano a intuire vicinanze affettive e a conoscere gli eterni percorsi dell’amore. Nella stalla, dove venivano depositati mazzi di radicchi per proteggerli dal freddo invernale, si scopre che essi si rigenerano e acquistano un sublime biancore. Nasce così la tecnica dell’imbianchimento che nei secoli si svilupperà e si adatterà alle differenti condizioni locali.

DAL COMMERCIO ALLA RISTORAZIONE E’ un magnifico radicchio dalle grandi potenzialità il variegato di Castelfranco, molto apprezzato dai consumatori. Delicato, ma ricco di virtù. Bello da vedere e da gustare. Il mercato lo sta premiando, ma solo in parte, perché si ritiene che il suo spazio dovrebbe essere ben maggiore. E’ necessario – sostengono i produttori – farlo conoscere di più, esaltare meglio le sue qualità, investire nell’immagine, ampliare i suoi mercati. Strada ne ha fatta tanta, ma molta ne potrebbe ancora percorrere, data la sua unicità, come con sapienti parole ha bene messo in risalto Albino Marchioro: “Il Variegato di Castelfranco è l’unico, tra i tradizionali radicchi veneti, presentato a “cespo aperto”; più la caratteristica “rosa” è “fiorita” e mostra forme armoniche, delicati colori e intense variegature, più il prodotto è

pregiato”. A Monselice, ai piedi dei colli Euganei, in mezzo a una distesa di radicchi incontriamo un “grande” del Variegato Igp, Paolo Queruli. La sua azienda “La Rosa” è considerata leader dell’ortaggio per quantità prodotta (attorno ai 20 mila quintali) e per qualità. Ha proprie strutture per la lavorazione, la conservazione e la commercializzazione del prodotto. Egli è un coltivatore

storico di variegato, radicchio sul quale crede e sul quale punta, attento in particolare alle occasioni che possono arrivare dall’estero. Commenta Paolo Queruli: “Sarebbe importante anticipare le richieste del mercato, quindi programmare la produzione. Adesso, momento commerciale delicato per gli ortaggi, bisogna lavorare sodo, tenersi stretti i clienti e cercarne di nuovi; si deve ragionare

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Castelfranco celebra il radicchio Mostre, degustazioni, spettacoli: il tutto all’insegna dei fiori d’inverno. Così Castelfranco si prepara a festeggiare la sua preziosa cicoria, dal 15 al 18 dicembre Tra le tante attrazioni culturali, architettoniche, ambientali di Castelfranco Veneto, due in particolare l’hanno resa famosa e continuano ad attrarre numerosi estimatori e turisti nell’arco dell’anno: il Giorgione, sommo pittore ed il radicchio, raffinata cicoria. Il Giorgione è costantemente celebrato dalla presenza in città della sua famosa Pala d’Altare, mentre, al radicchio è annualmente dedicata una festa, tradizionalmente nella settimana antecedente quella natalizia, per la promozione di un prodotto la cui impareggiabile qualità è stata riconosciuta anche dalla Comunità Europea con l’assegnazione del marchio Igp. La festa si svolge nella grande Piazza Giorgione all’interno di una tensostruttura riscaldata, quest’anno nei giorni da giovedì 15 a domenica 18 dicembre, che ospita una mostra, degustazioni curate dall’equipe di cuochi della Santi Catering di Castello di Godego e premiazioni dei produttori storici, il tutto giornalmente allietato da musiche ed esibizioni varie anche di artisti di fama nazionale. Solitamente, la serata del venerdì è riservata ad un gran galà del radicchio, su prenotazione di quanti vogliono partecipare, allorché viene proposta a tutti i commensali una ricca cena preparata con sapienti elaborazioni del famoso prodotto orticolo, mentre il giovedì, il sabato e la domenica la manifestazione è aperta al pubblico che, per tutto il corso della giornata,

potrà degustare i piatti al radicchio all’interno della tensostruttura oppure acquistarli e portarseli a casa. Inoltre, la domenica mattina si può assistere alla grande mostra del radicchio, alla premiazione dei produttori storici nonché dei vincitori del concorso di poesia sul radicchio bandito fra tutte le scuole superiori di Castelfranco, giunto alla 5a edizione. Alla festa fanno usualmente cornice un certo numero di espositori di gastronomie regionali che mettono in degustazione o in vendita i loro prodotti.

Paolo Queruli

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sottolineato in rosso Foto: Opo Veneto

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Una sinfonia d’inverno

E’

il radicchio variegato di Castelfranco una sinfonia d’inverno. Magici i colori, delicato il gusto, un’immagine di bellezza. Ha la tenerezza e il fascino della rosa. Un incanto. Ed è bello che a Castelfranco Veneto venga promosso da anni un premio di poesia ispirato a magnifico ortaggio, nel quale si colgono le stesse tonalità che ritroviamo nella grande pittura veneta, della quale il castellano Giorgione è stato, forse, il più illustre interprete. Riportiamo tre poesie in lingua veneta dedicate alla “Rosa de Castèo”. Sono di Adriano Gionco, poeta, autore di una cinquantina di libri, presidente del circolo “Amissi della poesia” di Treviso, editore e direttore del mensile “El Sil”, il periodico “fondà nel 1971”, la voce della poesia veneta.

da imprenditori e mirare molto all’estero. Fattore essenziale, ad ogni modo, è la qualità: offrire un prodotto eccellente sotto tutti i profili. Sono convinto del valore del Consorzio di Tutela per la promozione, l’informazione, la formazione, la rete di relazioni che può aprire”. La rosa di Castelfranco è eccezionale in cucina. Interpreta la tradizione, ma nel contempo felicemente si inserisce nell’innovazione: memoria e modernità. E’ un prodotto che alimenta la creatività degli chef dei più prestigiosi ristoranti. Egidio Fior, presidente del gruppo Ristoranti del radicchio di Treviso e, ovviamente, di Castelfranco: “La nostra rosa è una meraviglia in cucina. Un fiore da mangiare in piatti gustosissimi: squisito per antipasti, per primi, per secondi; ideale anche per piatti unici. Essendo molto versatile, si presta ad essere proposto in tantissime combinazioni e abbinamenti, e ne sono conferma le armonie create nelle cucine dei ristoranti del radicchio. Ricette sfiziose che esaltano la bontà e la bellezza di un grande ortaggio”. 8

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Radicio de Casteo

to bèo? Ma quanto si Come na rosa nda, un fià più gra a caressar. ma che vien d Come na tosa pena fata sgropolar. giusta par de sa. Come na spo man Delicato sule e ciapàrte, no se sa com basarte. solamente da d’arte Te si n’opera

Radicio destirà

Sono tre immaginifiche interpretazioni di uno splendido radicchio che contiene in sé storie, tradizioni, nobiltà, saperi, colture della terra castellana. Un delizioso omaggio di Adriano Gionco a coloro che sudano sui campi per regalarci un prodotto affascinante, bello da vedere, ma soprattutto da gustare. Una tentazione sensuale (a.s.)

Varda mama, dise l’bocia cossa xei tutti sti fiori? Xe radicio castelan, tosatel meo, che xe tuto da magnar. Come nuvole par tera le par quee che ciama piova. Se le neta se le spoja se le consa par gustar.

El radici o magico

Dentro e mura de Castèo la Rosalb a inamo rada no dorm iva e no magnava El so prin . cipe Ale ardo gèra in g uera de lontan. Ga smiss ià la Fatu chiera semi ma gichi te u n vaso bagnà d ’acque ris o rgive. Cossì l’n ovo radic io xe sbocià coi so co El princip lori. e da Ros alba xe v co sti fio olà ri da ma g n a r par tirarla in quà. Tuta Cas tèo ga fa to festa ai novi s p o s i, al miraco lo del so radicio

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incontri gustosi

L’impegno dell’amministrazione per sostenere il variegato di Castelfranco Igp. UN Convegno, eventi e tour enogastronomici in partnership col Consorzio di tutela

Sono due eccezionali prodotti garantiti che possono sviluppare un forte appeal turistico E gastronomico. Una calamita per i “gastronauti” alla ricerca di “territori da mangiare”

Valorizzare il simbolo della Castellana

Olio Veneto e radicchio rosso di Treviso Igp, magicamente insieme

di Luciano Dussin, sindaco di Castelfranco Veneto

I

l Variegato di Castelfranco Igp è un elemento di grande valore per la città, sia come simbolo enogastronomico che per il suo stretto legame con la storia cittadina e col suo territorio. Nonostante in passato sia stato un po’ sacrificato, sta vivendo in questi ultimi anni un momento di grande rilancio. Da una parte si è avuta una forte crescita della richiesta sul mercato, salita del 40% lo scorso anno, che conferma la grande potenzialità che questo ortaggio rappresenta come investimento per gli agricoltori, soprattutto alla luce dell’attuale momento di crisi, dall’altra è da segnalare il forte interesse da parte del Consorzio di tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco Igp per la valorizzazione del radicchio castellano. Valorizzazione cui la nostra amministrazione da il suo massimo appoggio, consolidandola con lo sviluppo di un’attività promozionale sinergica. Penso

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in particolare alla tradizionale Festa del Radicchio, in programma dal 16 al 18 dicembre prossimi, che da questa edizione cambierà volto proprio all’insegna del rilancio del Variegato e rientrerà nel circuito complessivo di tutte le manifestazioni dedicate ai fiori d’inverno. L’amministrazione, infatti, scenderà in campo per la prima volta assieme al Consorzio per essere presenta a tutti i livelli, grazie anche alla proficua collaborazione con il presidente Manzan che ha sancito questa stagione come l’anno del variegato, aspetto questo che rende orgogliosa tutta la città e il territorio, per un rilancio anche dal punto di vista enogastronomico. Questa nuova stagione, dunque, si apre con un grande interesse verso il prodotto, che vedrà anche il coinvolgimento del Gruppo Ristoratori del Radicchio, con l’allestimento di una serie di nuovi eventi ad hoc. Primo fra tutti un convegno di ampio respi-

di Angelo Squizzato

ro sul tema del rilancio del Variegato nel mercato nazionale ed europeo, con la presenza del Governatore Luca Zaia e altri importanti relatori, oltre al sottoscritto. Poi la creazione di un circuito fra le ville del territorio e le aziende produttrici, in collaborazione con la Strada del Radicchio, con cene in villa e open day con assaggi enogastronomici in programma a partire da novembre, con la collaborazione dei tre istituti alberghieri della Marca, il Maffioli di Castelfranco, l’Alberini di Treviso e il Beltrame di Vittorio Veneto. E’ da sottolineare, infatti, come il Variegato possa rappresentare anche un traino per il movimento turistico di tutta la Castellana. L’amministrazione dunque non solo è orgogliosa che il Consorzio abbia espresso la volontà di puntare sul rilancio del Variegato di Castelfranco, ma si prende l’impegno di appoggiare le iniziative rivolte a questo prezioso ortaggio con l’obiettivo di portare la città di Castelfranco ai vertici enogastronomici del territorio.

A

i dogi veneziani, ai vescovi e ai potenti del tempo piaceva l’olio di oliva che usavano in particolare per condire le verdure, mentre i poveracci si dovevano accontentare di grasso animale, quando ne potevano disporre. Nella tradizione popolare veneta i ricchi mangiavano radicchi “benconsài”, mentre erano “malconsài” quelli delle povere tavole. “Magnàr radici malconsài” era un diffuso detto nostrano

Daniele Salvagno

che stava a significare miseria. L’olio era comunque un condimento nobile da usare con parsimonia. E’ dunque plurisecolare lo sposalizio olio-radicchio: due splendidi prodotti della terra veneta. Magicamente insieme da quando si incontrarono. Perennemente insieme, felici compagni di strada. L’epopea del radicchio veneto comincia attorno al XV secolo. La varietà, che ha dato origine all’attuale radicchio Rosso di Treviso, il padre degli altri radicchi veneti maggiormente coltivati (Variegato di Castel-

franco Veneto, Rosso tondo di Chioggia, Rosso lungo di Verona), sarebbe originaria dell’Oriente, da dove sarebbe stata portata in Veneto, attorno al Quattrocento, dai veneziani della Serenissima repubblica. Nella pianura, attraversata da una rete di piccoli e grandi fiumi, ha trovato condizioni ottimali di crescita e di sviluppo. La Serenissima Repubblica di Venezia, sempre molto attenta agli aspetti economici, promosse la coltivazione sia del radicchio che dell’olivo nelle zone che si rivelavano adatte. In particolare per l’olivo si trovarono condizioni e terreno ottimali attorno al Lago di Garda, sui Colli

Berici ed Euganei, ai piedi del Grappa, sui pendii collinari al sole. I dogi, che non volevano dipendere dall’Oriente per l’olio, diedero un forte impulso all’olivicoltura nell’area veneta, dove peraltro era già stato portata dai romani. Si racconta che l’imperatore romano Ottaviano Augusto si gloriava di avere fatto arrivare l’olivo sino ai Pirenei e alle Alpi. Era un albero pregiato, venerato da sempre, come

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incontri gustosi da sempre l’olio delle sue olive è fonte di energia e di salute ed è segno di pace e di prosperità. Si legge nella Bibbia che la colomba tornò nell’arca di Noè portando nel becco un ramoscello di olivo. Il buon Dio si era dunque riconciliato con l’uomo, il diluvio era cessato, si poteva tornare a vivere in pace sulla terra. L’olivo è uno degli alberi della Terra promessa.

incontri gustosi

ALLEANZA TRA CONSORZI Ora due campioni dei rispettivi prodotti, il radicchio rosso di Treviso Igp e l’olio extravergine d’oliva Veneto Dop “a braccetto” puntano in alto. Mirano a giungere negli Stati Uniti e in altri Paesi ad avanzato sviluppo economico dove ora non sono presenti. Cercano strategie comuni, progetti condivisibili, azioni sinergiche il Consorzio di tutela del radicchio rosso di Treviso Igp, presieduto da Paolo Manzan, e il Consorzio di tutela Olio extravergine

tardivo di Treviso. A livello internazionale intravvediamo interessanti opportunità”. Daniele Salvagno: “Il nostro olio, che svetta per qualità, non è abbastanza conosciuto; dobbiamo uscire dai tradizionali mercati anche nella prospettiva di maggiori quotazioni, come meriterebbe. Puntiamo quindi su un salto di qualità, abbiamo l’ambizione di piazzarlo in particolare negli Stati Uniti e in altri paesi americani”. Paolo Manzan e Daniele Salvagno mettono in risalto un altro aspetto importante: la politica di alleanza tra Consorzi di tutela che comincia a farsi strada e che è importante per ottimizzare gli investimenti promozionali e per ottenere quindi validi risultati. “Insieme – è il commento comune –, si è più forti e si possono potenziare tante attività di informazione e di marketing, che diventano più efficaci quando riguardano prodotti di nicchia che vengono dallo stesso territorio e che sono presentati

d’oliva veneto Dop, del quale è presidente Daniele Salvagno di Grezzana, sulle colline veronesi. L’obiettivo è chiaro: promuovere e valorizzare i due prodotti attraverso campagne di informazione e di marketing, che superino i loro mercati tradizionali. Paolo Manzan: “Dobbiamo guardare in avanti, cogliere opportunità nuove per il collocamento del nostro radicchio rosso

insieme. Un’alleanza sulla quale si conta molto sotto il profilo promozionale e dell’informazione”. Dunque si sta tracciando un percorso e si

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stanno ponendo le premesse per consolidare l’alleanza tra Consorzi di tutela per comuni azioni di marketing dei prodotti e del territorio”. DUE GRANDI PRODOTTI A far bene sperare sui risultati, ai quali si può arrivare da azioni promozionali comuni, è l’eccellenza dei due prodotti. Due eccezionali frutti della terra che la più fertile operosità agricola ci ha regalato. In essi c’è il sapere rurale di generazioni. Storia e attualità, tradizione e innovazione, ricerca e risultati. Soprattutto tanto buon gusto. Il radicchio rosso tardivo di Treviso non abbisogna di presentazione in questa sede. E’ il re dei radicchi, che si distacca su tutti per prestigio e quotazione. Su una superficie di 950 ettari se ne coltivano 8.500 tonnellate per un valore di 16 milioni di euro (dato 2010). “Lo scenario si mantiene positivo e – commenta Paolo Manzan – ha grandi po-

tenzialità di affermarsi sui mercati esteri di prestigio. Il nostro impegno come Consorzio è quello di investire sempre di più nella promozione in Italia, ma anche all’estero”. Dai vari osservatori e da indagini emerge che il radicchio è al vertice degli ortaggi per quotazione sui mercati, per appeal dei consumatori, per prospettive. Ha quindi tutte le caratteristiche per fare una lunga strada, per ulteriori affermazioni. E’ un ortaggio che negli ultimi anni ha “salvato” il reddito di tante aziende agricole. E’ un fiore all’occhiello dell’orticoltura veneta, che fa da traino anche agli altri radicchi, che, in fondo, sono tutti suoi figli. Una grande famiglia di ortaggi che, in particolare negli ultimi anni, ha saputo qualificarsi e imporsi per tipicità, genuinità, valorizzazione delle rispettive proprietà. Sono tre le aree dove si produce l’olio extravergine di oliva veneto Dop: Valpoli-

cella, zona del Grappa, colli Berici ed Euganei. Oltre 1.100 ettari a olivo, un migliaio di coltivatori. Le olive vengono raccolte a mano e spremute a freddo con mezzi meccanici. L’olio si impone per bontà, bassa acidità, gusto delicato, sapore fruttato o erbaceo (dipende dalle zone), proprietà organolettiche, nutrizionali e salutistiche. La coltivazione dell’olivo nel Veneto è in crescita. Le colline si arricchiscono di nuovi oliveti. Si migliorano cultivar, impianti e processi produttivi. Commenta Enzo Gambino, direttore del Consorzio di tutela Olio veneto Dop: “Si sta profilando una buona annata, olive belle e sane, acidità molto bassa. Si potrebbe arrivare quest’anno a 16 mila quintali”. Daniele Salvagno, frantoio Redoro nel cuore della veronese Valpantena: “Ci stiamo impegnando per portare il nostro buon olio oltre i confini italiani e guardiamo con grande interesse agli Stati Uniti. Trovo poi molto stimolante e produttivo sostenere e promuovere insieme i prodotti di uno stesso territorio, come appunto il radicchio Igp di Treviso e il nostro olio Dop. Territorio che vai prodotti che trovi: perché allora non pensare di coinvolgerli tutti, questi prodotti, in azioni comuni per la loro affermazione sulle tavole e sui mercati? Pensate un po’, ad esempio, al radicchio rosso di Treviso condito con l’olio del Veneto e gustato con il piacevole vino della nostra terra. Un incantesimo dei sensi!”.

MANGIARE IL TERRITORIO Radicchio Igp e Olio veneto Dop, due nobili prodotti che sono icona di magnifici territori. Ne rispecchiano civiltà, storia, vita, saperi. Sono una calamita turistica. Ha scritto Italo Calvino, uno dei narratori più importanti e più letti del Secondo Novecento: “Il miglior modo per conoscere un territorio è introitarne il suo cibo o, ancor meglio, mangiare il territorio” (da “Sotto il sole giaguaro”). Sono in decisa crescita i “gastronauti”, una parola nuova, inventata da Davide Paolini, un cultore del patrimonio gastronomico, un attento ricercatore delle chicche territoriali. Sono persone intelligenti, curiose, amanti del bello e del buono, alle quali piace fare sempre nuove scoperte gastronomiche e con esse incontrare piccole o grandi meraviglie paesaggistiche, culturali, ambientali, frutto della natura e dell’opera dell’uomo. I gastronauti sono attirati dal mondo del cibo, amano stare insieme, si dilettano della buona tavola, intesa come convivio (convivere e spartire le cose buone della vita, tra le quali primeggia sicuramente il cibo), coltivano interessi culturali, sanno distinguere un buon prodotto da un altro, coltivano le differenze. Non scelgono semplicemente un olio o un radicchio, ma cercano quell’olio e quel radicchio, che riescono scovare in una area precisa, nella quale amano immergersi per godere il godibile. Mangiano il territorio. Per queste ragioni sono molto importanti le tutele di origine, come le Dop e le Igp, le garanzie di qualità, le certificazioni territoriali, che contribuiscono con efficacia alla conoscenza e all’immagine di un prodotto e di un luogo e quindi a rafforzare l’appeal turistico. In altri termini a sviluppare l’economia di un territorio. Tutto questo viene esaltato se si creano le condizioni di sinergia tra prodotti e tra territori che si presentano con identità, con caratteristiche e con progetti condivisibili che reciprocamente si valorizzano. A questo obiettivo si prestano egregiamente il radicchio di Treviso e l’olio veneto certificati. LA GAZZETTA DEL RADICCHIO

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fresche di stagione

fresche di stagione

Incontro con l’azienda Syngenta e con l’agrotecnico Diego Rolvaldo su alcune tematiche e problematiche relative alla coltivazione del Radicchio

Piccola guida alla misura 133 del Psr 2007-2013 della Regione Veneto dedicata alle attività di promozione e informazione sul mercato dei prodotti agricoli e dei prodotti alimentari di qualità

Protezione e coltivazione, le novità tecniche

Psr: la promozione dei prodotti certificati

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erata all’insegna delle novità tecniche sulla coltivazione del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco, quella tenutasi lo scorso 13 settembre al Ristorante “La Rosta” di Quinto di Treviso. Di fronte ad una platea assai numerosa, due relatori, Paolo Cestari, responsabile tecnico colture orticole della Syngenta, azienda partner del Consorzio in un progetto di utilizzo di tecniche di protezione in modo naturale, e il consulente orticolo Diego Rolvaldo. “Dopo una stagione di alti e bassi ¬– ha introdotto il tema Paolo Manzan, presidente del Consorzio di tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco Igp ¬– ci prepariamo ad affrontare un anno importante per il nostro prodotto. Ecco il motivo di quest’incontro, per conoscere più a fondo le novità dal punto di vista della difesa delle coltivazioni. Ma altre idee stiamo cercando di portare avanti come Consorzio, dal marchio

unico a nuovi strumenti di promozione. Il tutto con l’obiettivo di allargare il numero dei soci”. Cestari ha poi presentato in breve l’azienda Syngenta, società nata nel 2000 dalla fusione delle attività agricole di Novartis e AstraZeneca, creata con un approccio diverso dal consueto, “l’unica interamente dedicata all’agricoltura, che lavora su tre concetti chiave: integrare, innovare e superare le aspettative”. Il tecnico ha poi illustrato un programma Syn-

genta per la protezione del radicchio, presentando le ultimissime soluzioni fungicide e insetticide per le aziende. “Oggi il mercato richiede sempre più spesso prodotti che residuano poco e ad elevata efficacia ed è su questi che noi puntiamo molto con i nostri prodotti”. E’ stata poi la volta dell’agrotecnico Diego Rolvaldo con un intervento dedicato alla nutrizione, gestione dell’irrigazione, gestione della post-raccolta e della forzatura e confezionamento del radicchio. “Innanzitutto è bene conoscere approfonditamente il seme che si sta utilizzando – ha spiegato ¬– per capire meglio come reagisce, di quanta acqua ha bisogno, se ha necessità di concimazione, su

che tipo di terreno viene piantato”. Il tecnico ha anche sottolineato, l’importanza dell’analisi e controllo dell’acqua utilizzata, oltre alla descrizione di alcune delle problematiche vegetative e sui motivi che le possono causare. “Molto importante è anche la fase di pulizia, toelettatura e lavaggio, operazioni che vanno sempre eseguite in un ambiente idoneo e con strumenti adeguati”. 14

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di Oreste Del Re, Spazio Verde

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ell’ambito del Psr 2007-2013 tra le diverse misure dell’asse 1, denominato “miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale”, vi è la misura 133 dal titolo “attività di promozione e informazione”. La misura ha come obiettivo la realizzazione di attività di informazione ai consumatori e promozione sul mercato dei prodotti agricoli e dei prodotti alimentari di qualità ottenuti in Veneto. Va richiamato che tali produzioni possono essere anche interregionali, con un limite della produzione ottenuta in Veneto di almeno il 15% del totale. Possono beneficiare di tali contributi, i seguenti soggetti: consorzi di tutela dei prodotti agricoli

e agroalimentari a denominazione riconosciuta in ambito europeo (Dop, Igp e Specialità Tradizionali Garantite); consorzi di tutela di vini a denominazione riconosciuta e loro unioni regionali; consorzi e associazioni di produttori biologici; organismi associativi aventi sede nel territorio regionale che raggruppano operatori attivi nei sistemi di qualità nazionali e regionali riconosciuti. I prodotti interessati dalla misura sono: prodotti a marchio Bio; prodotti a marchio Dop e Igp; le specialità tradizionali garantite (Mozzarella Stg); vini Doc e Docg; prodotti a Marchio Regionale Qualità Verificata. Per approfondimenti, sui prodotti ammissibili si veda la pagina web del sito internet della Regione Veneto (http://www.regione.veneto.it/Eco-

nomia/Agricoltura+e+Foreste/Sviluppo+Rurale/). Sono previste tre tipologie di interventi: a) attività di informazione finalizzate ad accrescere nei consumatori la conoscenza dei prodotti in termini di proprietà alimentari, sicurezza, metodi di produzione, tradizione enogastronomica; b) attività promozionali a carattere pubblicitario (spot radio televisivi,

inserti stampa, cartellonistica e gadget, promozioni presso punti vendita ed operatori economici); attività promozionali in senso lato (partecipazione a manifestazioni e fiere, consulenze per indagini di mercato e messa a punto di modalità innovative di promozione, diffusione di conoscenze scientifiche e tecniche sui prodotti). I contributi in conto capitale, a fronte delle spese effettivamente sostenute e rendicontate, variano dal 50% al 70% in base alle attività svolte. Gli importi di contributo per domanda vanno da un minimo di 20.000,00 euro a un massimo di 400.000 euro. La disponibilità finanziaria complessiva iniziale della misura era di 16.181.818,00 euro di contributo. I bandi finora realizzati nell’ambito della misura 133 sono stati due: il primo, approvato con Dgr n. 199 del 12/02/2008, col quale la Regione ha messo a disposizione 4.000.000 di euro per le domande a misura singola (all’interno dello stesso bando le domande per la misura 133 potevano essere presentate anche all’interno dei Progetti Integrati di Filiera); il secondo, con importo a bando sempre di 4.000.000 di euro, approvato con Dgr 4083 del 29/12/2009. A questi si devono aggiungere i bandi delle misura 133 realizzati nell’ambito dell’asse 4-Leader, promossi dai Gruppi di Azione Locale (GAL). Questa misura pertanto attraverso i consorzi di tutela promuove il Radicchio Rosso di Treviso e Castelfranco Igp e valorizza i produttori che credono nella certificazione del prodotto, nell’origine e tracciabilità dello stesso e concorrono nel dare al consumatore il massimo della sicurezza alimentare e cercano per il proprio prodotto nuovi mercati LA GAZZETTA DEL RADICCHIO

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fresche di stagione

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Il trentennale della festa del Radicchio Rosso di Treviso Igp si celebra in 12 giornate: enogastronomia, musica, sport, ma anche agricoltura, prodotti e tradizioni

Grazie alla Pro loco piombinese per la prima volta si svolge nel padovano una manifestazione dedicata al Radicchio Rosso DI TREVISO tardivo Igp

Nozze di perla tra il radicchio rosso di Trevso Igp e Rio San Martino

Radicchi Igp in primo piano a Piombino Dese

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i inaugura il 4 novembre 2011 la 30° edizione della Festa del Radicchio Rosso di Treviso Igp a Rio San Martino (Scorzè, Venezia), organizzata dagli Amici del Radicchio della Pro Loco di Scorzè, in collaborazione con l’Associazione Strada del Radicchio che per il quinto anno consecutivo promuove l’evento dedicando un intero weekend, l’ultimo, il 18, 19 e 20 novembre, all’esposizione, alla degustazione e alla vendita diretta delle tipicità agroalimentari del Veneto. L’acqua di risorgiva, trait d’union tra la terra e il prodotto, è l’elemento fondamentale che nel corso di quest’edizione solennizza la Festa del Radicchio in veste di “madrina”, poiché, sgorgando in pressione dalle viscere della terra da un fondo argilloso, a temperatura costante (12-14°), ha reso nel tempo la zona il perfetto habitat idrogeologico per la crescita del Radicchio, permettendo da secoli all’ortaggio di germogliare da un cuore dolce e croccante. Rio San Martino nel mese di novembre diviene una vera e propria agorà. All’interno dei 4000

metri quadri del “Palaradicchio” a cui si può accedere gratuitamente per visitare l’esposizione dei migliori prodotti tipici della zona, e accanto agli stand gastronomici che propongono vitti succulenti, segnaliamo anche l’opportunità di far visita all’Azienda Agricola Giuliano Scattolin, nelle prime due domeniche 6 e 13 novembre, dalle ore 14,30 alle ore 16,30, per prendere visione delle varie fasi di produzione del Radicchio: forzatura, imbianchimento, toelettatura e confezionamento. Mercoledì 9 invece importante “Galà di San Martino”, una serata enogastronomica aperta al pubblico con un menu a base di Radicchio rosso curato dall’Istituto alberghiero Maffioli di Castelfranco Veneto vincitore della scorsa edizione del “Premio San Martino Challenge”. I vini del territorio saranno serviti in abbinamento al cibo da sommelier professionisti. Nel corso delle dodici giornate dedicate alla Festa del Radicchio sono previste numerose iniziative e proposte culturali, tra cui ricordiamo la presentazione del libro sulle mostre ortofrutticole “Il Radicchio in Passerella” di Emanuele Bellò e di un volume interamente dedicato al fiore rosso dell’inverno, a cura di Nicola Bergamo. Giunge

alla sua quinta edizione anche la rassegna dedicata alle tipicità agroalimentari del Veneto “La strada del Radicchio incontra”: Radicchio rosso di Treviso Precoce e Tardivo, insieme alla Patata dolce e al Kiwi, con lo scopo di favorire lo scambio di esperienze fra le associazioni di produttori ed enti che operano sul territorio, oltre alla promozione dei prodotti. Conclude la manifestazione il “Premio San Martino Challenge” nella giornata di domenica 20 novembre il cui obiettivo è soprattutto formativo: far conoscere il Radicchio Igp anche fuori regione (gli allievi-chef degli istituti alberghieri provengono infatti anche da altre regioni d’Italia oltre al Veneto) al fine di incentivarne l’impiego in cucina. La competizione ai fornelli è ardua e per facilitare il compito alla giuria l’amico Beppe Bigazzi, come da tradizione, riveste tuttora il ruolo di presidente super partes. Per informazioni: www.prolocoscorze.it Tel. e fax: 041/446650

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iombino Dese, in provincia di Padova, ai confini con il Trevigiano, è terra di radicchi Igp: si producono sia il rosso di Treviso che il Variegato di Castelfranco. Per il tardivo di Treviso Igp è il solo comune, assieme a Trebaseleghe, dove ne è prevista la coltivazione. A questo magico ortaggio mai nel Padovano è stata dedicata una manifestazione: ci ha pensato la “Pro Loco piombinese” che ha messo in calendario un evento “Gusta l’inverno, le terre del Dese”, che durerà cinque giorni: incomincerà il giorno 7 dicembre, vigilia della Festa dell’Immacolata, per concludersi domenica 11. In primo piano il Radicchio Rosso Igp tardivo di Treviso e il Variegato di Castelfranco Veneto. Per il giorno 8 dicembre è prevista una mostra aperta a tutti, con premiazione

dei migliori radicchi esibiti. Cinque serate gastronomiche in cui sarà sempre in menù il radicchio, che sarà sposato con tipici piatti del luogo, come la gallina padovana, il salame, che sarà presentato nel tradizionale gusto “scotadèo”, musetto, bisata (anguilla). Conclusione con una grande “ossada de porsèo” (ossi di maiale). Sempre risotto al radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, produzione Igp. “La Pro Loco Piombinese – dichiara il presidente

Natale rosso radicchio Molte le iniziative del Consorzio in programma per le prossime festività natalizie, fra le quali spicca una bella collaborazione con il gruppo de Gli Alcuni dedicata ai bambini Un Natale dedicato ai bambini… a base di radicchio. Le prossime festività natalizie vedranno il Consorzio, come sempre, molto impegnato nella promozione del proprio marchio durante le molte attività che si svolgeranno nel capoluogo della Marca, che vedranno il proprio culmine nella tradizionale Antica Mostra. Con qualche gustosa novità rispetto quanto fatto in passato. La più importante di tutte è sicuramente la collaborazione con il Gruppo teatrale de Gli Alcuni nell’ambito del loro progetto “Cuccioli e La leggenda di Natale”. Si tratta di un progetto più ampio – chiamato TV loves ME – realizzato da Promotreviso, azienda speciale della Camera di Commercio, e che vede la collaborazione, oltre al Consorzio di tutela Radicchio Rosso di Treviso

e Variegato di Castelfranco Igp, del Comune e della Provincia di Treviso, di Confcommercio, Ascom Treviso, Confartigianato Marca Trevigiana, Coldiretti Treviso, Unindustria Treviso e del Consorzio di Promozione Turistica Marca Treviso. L’obiettivo è quello di promuovere l’immagine di Treviso e della sua provincia come un territorio attento allo sviluppo dell’infanzia. Il programma, che si svolgerà tra il 9 e il 21 dicembre, prevede una serie di percorsi a tappe nelle vie e nelle piazze del centro storico, in una sorta di “caccia al tesoro” per recuperare gli elementi

Innocente Peron ¬– è impegnata a promuovere produzioni tipiche e tradizionali, che diano anche lo spunto per parlare della nostra storia di ieri e di oggi, per ricuperare sapori e saperi della nostra terra”. “Ci attendiamo molto da questa iniziativa – commenta l’assessore all’agricoltura di Piombino Dese Daniele Lazzari –. Sarà una importante occasione per parlare della nostra territorio, dei prodotti, dei problemi degli agricoltori, dell’ambiente”. Nell’ambito di “Gusta l’inverno, le terre del Dese”, sono previsti due convegni. Uno in particolare sarà dedicato a “La strada del radicchio, a che punto?”. Se ne parla in diverse sedi, ma Piombino Dese, che ne è toccata, ritiene che sia il momento di stringere i tempi. La Pro Loco punta a valorizzare il territorio come risorsa turistica: ha come punto di forza Villa Cornaro-Gable, nitido esempio di costruzione del grande Palladio.

caratterizzanti del Natale. In sei piazze della città, inoltre, ci saranno degli allestimenti spettacolari collegati tra loro da un evento comune. Saranno coinvolti negozi, alberghi e nei ristoranti aderenti al progetto, sparsi per la città, e sono previste una serie di postazioni e chioschi con prodotti in esposizioni, fra cui bella mostra faranno soprattutto “i fiori d’inverno” che renderanno ancora più magico il percorso. Su alcuni palazzi del centro, infine, verranno proiettati video e immagini, con molto spazio dedicato al radicchio. I partecipanti avranno anche la possibilità di vistare le aziende agricole legate al Consorzio mentre ci sarà una collaborazione con i ristoratori trevigiani che proporranno ai loro ospiti piatti a base di radicchio Igp, mentre, in collaborazione con l’Ascom, i fruttivendoli esporranno prodotti a marchio con il logo del Consorzio.

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fresche di stagione Radicchio d’oro, una splendida parata di stelle Con questa iniziativa si dà il via ideale alla stagione del Radicchio Igp di Treviso e Variegato Igp di Castelfranco. E’ un evento culturale e spettacolare Torna il “Radicchio d’oro”, la grande kerdi altissimo livello al quale si deve riconoscemesse dei fiori d’inverno che si mangiare il merito di avere contribuito a far conosceno. E sarà una splendida parata di stelle. re e a far gustare il radicchio a livello nazioSaranno presenti protagonisti del mondo nale e internazionale. Dunque, una vetrina di dello sport, dello spettacolo, della musica, primaria grandezza ai fini della promozione e della televisione, della letteratura, deldel marketing. la cucina. Molte le novità. I promotori e Il “Radicchio d’oro” è un festoso riconosciil Comitato organizzativo sono al lavoro mento che viene consegnato a quanti brillano per definire i dettagli. I nomi dei premianel nostro tempo e sono esempio e testimoni ti saranno resi noti una settimana prima di valori positivi che sono alla base della credella magica serata delle premiazioni, che scita civile, economica, comunitaria. Conè in programma il 21 novembre, nell’Hotel tribuisce alla manifestazione, in particolare, Fior, da sempre sede della manifestazione. il Consorzio dei ristoranti del radicchio, che Com’è tradizione, saranno presenti anche rappresenta un punto di riferimento del buon premiati di passate edizioni. gusto, del mangiare sano tradizionale innovativo, della convivialità, della genuinità nutrizione in cucina. Egidio Fior, presidente e del Consorzio: “Il difesa nostro è un impegno nel segno della qualità del prodotto e in cucina. Il radicchio è il prodotto più bello e più fresco della nostra terra, è quindi nostro impegno valorizzarlo al meglio, sfruttandone tutte le potenzialità. E’ importante cercare occasioni per farlo conoscere e soprattutto per farlo apprezzare. In questi anni abbiamo avuto ottimi riscontri”. Nel noculi micorizzici: “Radicchio d’oro” micover e radiforce sono coinvolte le istituzioni, le organematodi entomopatogeni: nizzazioni imprenditoriali agricole, il optinem Consorzio di tutela del Radicchio rosso di Treviso e del Variegato di Castelfranco, OPO Veneto ed altre realtà legate all’economia del territorio. Via Campagnole, 8 25020 Alfianello (Brescia)

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Il 21 novembre la magica serata all’Hotel Fior di Castelfranco, storica sede del premio dedicato ai protagonisti della cultura, dello sport, dello spettacolo e della cucina

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fresche di stagione

Per un acquisto consapevole “Acquistare Informati”: un’iniziativa di Treviso Mercati per far conoscere meglio i prodotti ortofrutticoli di Marca e riconquistare la fiducia dei consumatori Riconquistare la fiducia del consumatore verso il settore ortofrutticolo. E’ con questo obiettivo che, due anni fa, ha preso avvio il progetto Acquistare Informati, fortemente voluto da Treviso Mercati SpA, l’ente gestore del mercato ortofrutticolo di Treviso, che coordina il nutrito pool di associazioni coinvolte, che comprende Coldiretti, Unascom Confcommercio Treviso, Comot, Opo Veneto, Apo VF, Capo e Cia assieme agli enti patrocinatori che sono la Provincia e il Comune di Treviso, la Camera di Commercio, l’Azienda Ulss 9 di Treviso, il Parco del Sile, Confagricoltura, il Gruppo Alimentare Trevigiano, il Gruppo Dettaglianti Ortofrutticoli e il Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana. Il funzionamento è abbastanza semplice: tramite un team formato da tecnici interni al mercato ortofrutticolo e dai rappresentanti delle associazioni coinvolte nel progetto, ogni settimana viene attribuito a ciascun prodotto un voto da 1 a 10, dove la sufficienza indica un articolo promosso di cui si consiglia l’acquisto e il consumo, mentre l’insufficienza si riferisce ad un prodotto per il quale i valori sono difformi dai parametri medi. Il voto tiene conto di diversi fattori, tra cui la qualità del prodotto, la stagionalità italiana o estera, la quantità dell’articolo nel mercato, la produzione locale, il rapporto qualità-prezzo. Le pagelle vengono poi pubblicate ogni venerdì sul Gazzettino di Treviso, assieme ad una scheda del prodotto della settimana con consigli alimentari e una ricetta realizzata dagli chef del Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana. Ma non solo, da un paio di settimane le pagelle vengono illustrate anche in una rubrica dedicata su Rete Veneta, in coda al notiziario trevigiano delle 19.15 e nelle repliche successive. In più c’è anche il sito internet – www.acquistareinformati.it – aggiornato con tutte le informazioni. “Negli ultimi anni – spiega il presidente di Treviso Mercati Roberto Loschi – i consumatori, frastornati dai soliti scaricabarile fra commercianti, grossisti e produttori, stavano perdendo fiducia nella filiera ortofrutticola. Con questa iniziativa abbiamo voluto cambiare questo stato di cose, ossia riconquistare questa fiducia nella filiera e permettere di acquistare i nostri prodotti con una maggior serenità”.

E’ online il nuovo sito del Consorzio di tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco Igp, rinnovato nella grafica e nei contenuti

Radicchio Web

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rafica pulita ma accattivante. E soprattutto tante notizie sul radicchio, aziende, itinerari, eventi. E’ questo il volto nuovo del sito www.radicchioditreviso.it, la pagina ufficiale sul web del Consorzio di tutela del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco Igp. Una vesta grafica nuova, ma soprattutto tanti contenuti, sia per i consumatori e gli appassionati che per i soci del Consorzio. Realizzato dalla web agency Futurarea di Villorba, il sito presenta nella sua homepage un’immagine di un radicchio tardivo racchiusa in un cuore. Un segno sia dell’affezione per questo prodotto principe della gastronomia di Marca, ma soprattutto un segnale che il Consorzio idealmente dà ai suoi appassionati e associati: “ci state a cuore”. La rinnovata grafica prelude quindi ad una serie di nuovi contenuti, creati proprio per essere più vicini a tutti coloro che apprezzano i fiori d’inverno e vorrebbero conoscerli più da vicino. Alcuni esempi sono lo spazio “Vivi il territorio”, che conterrà tutta una serie di informazioni, dagli itinerari della Strada del Radicchio, alla scoperta della storia e della cultura del territorio, agli eventi principali, mostre e fiere dedicati al nostro ortaggio prelibato, sino agli indirizzi delle aziende dove sarà possibile acquistarlo direttamente. Ma ci sarà spazio anche per il mondo della ristorazione, con le schede dei migliori ristoranti del Radicchio e tante ricette per tutti i gusti, dagli antipasti, ai piatti unici, sino ai dessert, segno della grande versatilità in cucina del Radicchio. Un’area dell’homepage sarà riservata alle ultime notizie provenienti dal Consorzio, convegni, eventi e curiosità praticamente in tempo reale. Un calendario degli eventi,

infine, permetterà di essere costantemente aggiornati su tute le iniziative che rientrano nelle attività consortili. E ancora, video dedicati alle varie fasi della produzione, l’archivio

completo di tutti i numeri de “La Gazzetta del Radicchio”, scaricabili e consultabili direttamente da pc, e molto altro ancora. Insomma uno strumento di informazione e di promozione a 360°, tutto da scoprire. Vi invitiamo, pertanto, a consultarlo subito, per scoprire un po’ alla volta tutte le novità che vi offriremo.

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visto dagli altri

chef in red

Intervista a Rossella Gigli, chief editor di FreshPlaza Italia, che con competenza dà stimoli e valutazioni al percorso dei nostri prodotti

Protagonista del nostro consueto appuntamento è il titolare del ristorante di Scorzè, nel cuore dell’area di produzione del “fiore che si mangia”

Radicchio “gourmet”

Perbacco, che radicchio!

di Luca Pinzi

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isto dagli altri? Questa nuova rubrica de La Gazzetta del Radicchio vuole indagare la percezione dei nostri radicchi Igp fuori dal nostro territorio. In particolare è dedicata a quei giornalisti che scrivono di enogastronomia o in quei media specializzati di settore che affrontano ogni giorno tematiche riguardanti i gusti dei consumatori e gli andamenti dei mercati. E’ il caso del chief editor/manager FreshPlaza Italia (www.freshplaza.it) e corrispondente di FreshPlaza International (www.freshplaza.com), l’amica Rossella Gigli, che non poteva non inaugurare questa rubrica. Amica sincera dei prodotti che tratta con grande professionalità, disponibilità e, cosa ormai rara, cordialità. Eccoci così a farle alcune domande relativamente ai radicchi tutelati dal Consorzio del Radicchio rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco Igp. Che rapporto alimentare ha Rossella Gigli con i radicchi? “Nel Lazio, mia regione di residenza, il Radicchio è andato conquistando spazio negli scaffali dei supermercati in tempi relativamente recenti. La tipologia che si trova più facilmente è quella del Radicchio di Chioggia, molto apprezzato per la preparazione di risotti, oltre che di insalate. Io personalmente lo acquisto prevalentemente per il risotto, mentre per quanto riguarda le insalate, di solito mi rivolgo ai prodotti di IV gamma”. E con il radicchio rosso di Treviso Igp? Ho potuto apprezzare questa tipologia di Radicchio, declinata in sorprendenti ricette gastronomiche – dall’antipasto alla crostata! – presso l’attività di ristorazione di un produttore storico del radicchio in Veneto: il signor Rodolfo Furiani dell’azienda Geofur. Mi sembra invece che sia meno facile trovare questo radicchio presso i supermercati del Lazio. Lo vedrei molto bene proposto insieme a qualche consiglio culinario.

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dei mercati. Come percepisce questo prodotto? Ritengo che il radicchio abbia grandi potenzialità tanto sul mercato domestico, quanto all’estero, dove tra l’altro esistono svariati tentativi di “imitazione”. Avrebbe qualche consiglio per lo sviluppo di questa produzione che non ha eguali nel mondo? A mio avviso è molto importante che il radicchio venga sempre più collegato ad una concezione “gourmet”, trattandosi di un ortaggio a foglia con caratteristiche uniche tanto esteticamente quanto sotto il profilo gustativo. Il Consorzio di tutela si è mosso bene anche in questa direzione in passato e può mietere ulteriori successi puntando al connubio “Radicchio-gastronomia”. Come descriverebbe FreshPlaza in alcune righe? FreshPlaza è un prodotto editoriale online nato nei Paesi Bassi, dove il commercio di frutta e verdura costituisce un pilastro dell’economia nazionale. L’edizione italiana del quotidiano (www.freshplaza.it) ha rivoluzionato il modo di fare informazione nel settore professionale ortofrutticolo del nostro Paese. Del resto, siamo stati i primi a proporre in Italia un’informazione specifica, con cadenza giornaliera, per questo comparto. E non a caso anche noi, come il Radicchio, vantiamo già diversi tentativi d’imitazione!

Selezione del seme, preparazione dei terreni, semina, raccolta e toelettatura e il radicchio rosso tardivo di Treviso non è ancora commestibile, anzi deve ancora diventare tale? Il radicchio viene messo in acqua per la fase di imbianchimento che dà vita ad una seconda crescita della pianta che finalmente diventa ciò che consumiamo. Un miracolo del rapporto uomo natura... cosa ne pensa? In occasione della fiera ortofrutticola Macfrut ho avuto il piacere e l’onore di organizzare e promuovere un convegno dal titolo “Seminiamo le Idee... per il futuro dell’ortofrutta”. Una delle idee in campo – per la quale, tra l’altro, ho invitato come “speaker” la figlia di Rodolfo Furiani, Cristiana – era proprio quella di sottolineare il contenuto di passione, impegno e duro lavoro che si cela dietro ogni prodotto ortofrutticolo, nella fattispecie il radicchio. Troppo spesso frutta e verdura vengono percepite in modo impersonale, “banale”, o sono date per scontate, come se si trovassero in natura così come le vediamo al supermercato. Se riuscissimo a portare al consumatore finale anche solo un barlume di consapevolezza circa l’enorme dispendio di tempo e professionalità che si cela dietro ogni singola produzione, si creerebbe una nuova empatia, in grado di trasformare la valutazione di un semplice ortaggio o di un frutto in qualcosa di magico, affascinante e ricco di valore. Lei gira molto tra appuntamenti fieFoto di gruppo presso lo stand Geofur, specialista in radicchio, all’interno del padiglione ristici e ha il polso

della Regione Veneto. Da sinistra: Micaela Bernardinello (ex-dipendente Geofur), Rossella Gigli (direttrice di FreshPlaza Italia), Cristiana Furiani (Geofur) e suo marito Dario Azzolini

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n posto dove rilassarsi dopo una giornata di lavoro, bere e mangiare bene e, soprattutto, andarsene con la voglia di tornare. E’ questo il Perbacco, ristorante “a misura d’uomo” di proprietà di Stefano e Monica Tosato, situato a Scorzè (Ve) nel cuore della zona di produzione del Radicchio Rosso di Treviso, lungo le sponde del Dese, fiume che scorre oltre le finestre e l’incantevole terrazza ed è parte integrante della storia del Perbacco. L’antico mulino Bonotto, dove un tempo si macinavano le farine per tutta l’area, rivive infatti grazie all’Hotel Antico Mulino ed al ristorante Perbacco, il cui chef Riccardo Pistolato propone piatti sia di carne che di pesce, anche d’acqua dolce, utilizzando prevalentemente i prodotti locali. Il radicchio, un prodotto che fa parte della storia del Perbacco? Sicuramente! Noi ci troviamo in una zona privilegiata, nel cuore dell’area di produzione del Radicchio Rosso di Treviso. Un territorio a cui mi sento particolarmente legato, che offre molto in termini di qualità della vita e in cui la campagna ripaga ogni sforzo. Basta pensare che oltre al Radicchio in quest’area si producono numerosi vegetali di prima qualità, dagli ortaggi alla frutta. Ed è proprio pensando al territorio come protagonista che, fin dall’inizio dell’attività, abbiamo voluto che nel nostro menu il radicchio, nella giusta stagione, fosse il protagonista assoluto, sia nei primi piatti, come il risotto, la pasta

fresca fatta in casa o l’orzotto, sia nei secondi, abbinato alla carne o al pesce. Il radicchio come ingrediente di preparazioni classiche o come prodotto da interpretare con fantasia? Il radicchio è un ortaggio versatile, che si presta a numerose interpretazioni, alcune anche molto particolari. Personalmente io trovo che siano le ricette tradizionali ad esaltare al meglio le qualità di questo prodotto, e anche i gusti della clientela sembrano andare in questa direzione. Ovviamente il menu del Perbacco propone rivisitazioni di ricette classiche, com’è nella tradizione del locale. Utilizziamo ingredienti che provengano preferibilmente dal nostro territorio, anche se nei piatti del Perbacco si trovano anche alcune “incursioni” di prodotti tipici di altre zone d’Italia, sempre nel rispetto della qualità. Variamo spesso il menu in base a quello che ci offre il mercato ma alcune tra le proposte a base di radicchio che riscuotono maggiore successo, e che perciò riproponiamo volentieri, sono la quaglietta croccante con radicchio rosso di Treviso e il filetto di sgombro in olio cottura con battuta di radicchio. Può il successo di un prodotto coinvolgere l’intero territorio di produzione? Certamente avere un prodotto simbolo, conosciuto anche all’estero, è molto importante per tutti gli operatori del settore ubicati nella zona di produzione. Identificare un prodotto con un territorio significa infatti animare e rafforzare lo spirito interno alla comunità locale. Indubbiamente la strada da fare è ancora molta, specialmente all’estero, ma trovo che il Consorzio del Radicchio di Treviso in questi ultimi anni si sia impegnato molto per valorizzare il ruolo degli operatori del comparto e per promuovere in modo integrato questo prodotto. E su questo aspetto anche noi del Perbacco cerchiamo di fare la nostra parte.

La ricetta

Sgombri con battuta golosa di radicchio, frutta secca e Ketchup di peperone rosso Ingredienti (per 2 persone): • per gli sgombri: 2 sgombri, il cuore di un radicchio, 50 gr. di frutta secca tritata (noci, mandorle, pistacchi e pinoli), ½ cucchiaio di Aceto Balsamico di Modena, sale e pepe q.b. e Olio extra Vergine di Oliva • per il Ketchup: 1 peperone rosso, 50 gr. di zucchero, 1 dl. di acqua, Tabasco e Worcestershire Sauce Preparazione • Sfilettare gli sgombri e con l’aiuto di una pinzetta togliere eventuali spine. Tagliare ogni filetto in 2 parti, condire con sale, pepe e un filo d’olio extra vergine. Amalgamare il battuto di frutta secca con il radicchio tritato e condire il tutto con sale, pepe, olio e aceto balsamico. Mescolare bene con l’aiuto di una forchetta e stendere sopra gli sgombri premendo un po’ con le dita. • Nel frattempo cuocere il peperone in forno a 180° per circa 15 minuti. Privarlo della buccia e scaldare sulla fiamma lo zucchero con l’acqua fino a portarlo a 120°. Mettere il peperone, il Tabasco e il Ketchup e lasciar bollire il tutto per 1 minuto e poi frullare. • Ponete in forno gli sgombri, adagiati su una placca rivestita di carta da forno per evitare che si attacchino, a 180° per 7 minuti. • Comporre il piatto sporcandolo del nostro Ketchup e porvi gli sgombri. Guarnire con della maggiorana fresca, qualche fogliolina di menta, pepare e oliare.

Stefano e Monica Tosato LA GAZZETTA DEL RADICCHIO

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uno di noi

dal campo

La storia di Paolo Dotto, agricoltore quasi per necessità, ma che ha saputo ritagliarsi un SUO spazio soprattutto grazie all’idea della vendita diretta

I risultati delle prove varietali di miglioramento genetico tenute nel 2010 nel centro sperimetale “Po di Tramontana” di Veneto Agricoltura

Dal coltivatore al consumatore

Varietà disponibili di radicchio variegato di Castelfranco

A

I

gricoltore per necessità, ma poi è arrivata anche la passione. E, grazie anche alla voglia di innovare, qualche soddisfazione. Paolo Dotto, socio del Consorzio dal 2010, ha 50 anni, ma solo da dieci ha deciso di dedicarsi al settore agricolo. Prima si occupava di meccanica, lavorando alla Volvo e quindi allo sviluppo motori dell’Aprilia. Dal primo gennaio 2000 ha mollato la sua vecchia attività per dedicarsi alle coltivazioni di frutta e verdura a titolo personale, in un’azienda di circa 3 ettari di cui uno a radicchio certificato, alle porte di Treviso, vicino all’aeroporto di San Giuseppe. Inizialmente con pochissimo terreno, ma con la voglia di portare comunque avanti un lavoro serio e remunerativo. Com’è iniziata la sua attività agricola? Ho iniziato a 39 anni praticamente da zero, un po’ per passione un po’ per necessità familiari. Ho fatto il corso di primo insediamento e quello per imprenditore agricolo, ma gli inizi non sono stati incoraggianti. Il primo anno di raccolto una grandinata mi ha distrutto tutto e non ero neppure assicurato. E la sfortuna non mi ha abbandonato nemmeno in seguito: in 4 annate su 8 la grandine ha fatto disastri. Poi le cose sono cambiate… Diciamo che la fortuna è arrivata invece col sistema della

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vendita diretta. Mi sono accorto, infatti, di avere dei prodotti brutti ma buoni. Mi sono inventato questa possibilità quando è nata l’idea del chilometro zero. Così ho fatto prima richiesta di una concessione provvisoria di vendita diretta nel 2005, da effettuare nel mercato rionale del mio quartiere. Tre anni dopo è diventata definitiva, ed oggi, ogni sabato mattina dalle 7 alle 15, porto i miei prodotti a vendere in piazza. Lo posso fare perché la mia è una piccola azienda e questo è l’unico sistema che rende davvero. Com’è iniziata la storia col radicchio? Col radicchio ho cominciato nel 2001, come integrazione alle mie altre colture, perlopiù verdure e frutta, come pesche e mele. Ho sfruttato le mie conoscenze tecniche per creare un impianto meccanizzato che funzionasse bene, con vasche separate. Ho capito che l’unico sistema giusto per far rendere davvero remunerativo il radicchio era quello di seguire il disciplinare. Cosa che ho sempre fatto. Per anni ho eseguite prove su prove, cosa non facile visto che in agricoltura le variabili sono molte. Poi nel 2010 mi sono iscritto al Consorzio, perché credo sia

di Franco Tosini - Veneto Agricoltura, Centro Sperimentale “Po di Tramontana” di Paolo Sambo, Carlo Nicoletto, Greta Peretto - Università di Padova, Dipartimento di Agronomia Ambientale e Produzioni Vegetali (DAAPV)

un valido strumento per la promozione del radicchio, soprattutto se si vuole ampliare il mercato. Pensa a qualche sviluppo futuro? Da novembre a marzo mi occupo del radicchio, cosa non facile certo, ma è un prodotto molto interessante e su cui mi sto orientando. Il lavoro è duro. Ma pur essendo una piccola azienda ho sempre voluto operare diciamo così con un sistema più industriale e avanzato. Anche perché oggi l’unico modo per guadagnare, visto che il prezzo lo fa solo il mercato, è quello di abbattere i costi. Inoltre io mi considero più un tecnico che un commerciale. Allargarmi? Ci sto pensando ma è ancora presto. Dotto Paolo Azienda Agricola Verdure di stagione, pesche, noci pesche, mele, kiwi Via Aeroporto 7 - 31100 Treviso - Tel. 0422 435177

l radicchio, in tutte le sue diverse tipologie conosciute e più o meno intensamente coltivate, ha assunto negli ultimi anni una notevole importanza nel panorama orticolo del Veneto. A livello nazionale, la superficie interessata dalla coltivazione del complesso delle tipologie di radicchio supera i 15.000 ettari, mentre la regione Veneto, che detiene il primato, in termini di superficie investita, supera gli 8000 ettari (Istat, 2010). Il radicchio “Variegato di Castelfranco” nonostante risulti, in termini di superficie investita, meno diffuso del “Rosso di Chioggia”, è molto apprezzato per la particolarità estetica che lo contraddistingue e che lo rende un prodotto unico nel suo genere. Proprio per questo, assieme al “Rosso di Treviso”, è stato il primo prodotto orticolo a livello nazionale ad ottenere, nel 1996, il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta, da parte della Comunità Europea. La sua storia e la sua tradizione sono strettamente legate a quella del radicchio rosso di Treviso tardivo. Deriva infatti quasi certamente da un incrocio di quest’ultimo con la scarola. Dalla scarola deriva sicuramente la caratteristica foglia larga, spessa e di colore bianco-crema,

mentre dal rosso tardivo sembra derivare la colorazione intensa e brillante delle variegature e la naturale predisposizione alla forzatura-imbianchimento. Il prodotto che ne deriva, oltre che delizioso al palato, è esteticamente interessante così da aver suggerito il nome di “Rosa di Castelfranco” o “Fiore che si mangia”. Il cespo si presenta con le caratteristiche foglie di colore bianco-crema ricche

Panoramica del confronto varietale nei primi stadi di sviluppo

Panoramica del confronto varietale Saturno (Quadrifoglio): piante in coltivazione allo stadio commerciabile

di variegature di tinte diverse, dal viola chiaro al rosso violaceo al rosso vivo. Il sapore varia dal dolce all’amaro molto delicato. Vista l’importanza che il radicchio riveste soprattutto in Veneto, il Centro Sperimentale Ortofloricolo “Po di Tramontana” di Veneto Agricoltura, da anni è impegnato in un’intensa attività di miglioramento genetico e sperimentazioni mirate a fornire un sostegno alle azioni di salvaguardia, promozione e valorizzazione attuate dal mondo produttivo. Fra le diverse ricerche che hanno interessato il radicchio un settore molto importante è rappresentato dall’attività relativa alle prove varietali, che si pongono l’obbiettivo di fornire ai diversi operatori della filiera un quadro aggiornato dell’offerta sementiera comparando materiali provenienti dalla ricerca internazionale e nazionale con selezioni locali. Di seguito si farà riferimento ai risultati conseguiti per la tipologia “Variegato di Castelfranco” ottenuti nel corso del 2010.

Materiali e metodi La prova è stata condotta nei campi sperimentali del Centro Ortofloricolo “Po di Tramontana”, ubicato a Rosolina in provincia di Rovigo e le 19 cultivar appartenenti a diverse classi di maturazione, sono Panoramica del confronto varietale state distribuite in blocchi randomizzati con 3 ripetizioni. La semina è stata effettuata in vivaio in contenitori alveolati da 160 fori. Gli interventi

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strada facendo

dal campo colturali hanno visto nell’ordine: ripuntatura a 0.50 m di profondità, aratura a 0.40 m, fresatura a circa 0.25 m e infine, con apposita baulatrice, si sono formate prose larghe 1.40 m e alte 0.10 m, idonee ad ospitare 3 file di piante. Il sesto d’impianto ha previsto distanza tra le file di 0.42 m e sulla fila di 0.40 m, per una densità di 5.9 piante/m2. La concimazione, effettuata dopo aver considerato la dotazione di nutrienti del suolo, ha previsto la distribuzione di 2 t ha-1 di letame pellettato, prima della lavorazione principale, mentre con i concimi chimici, interrati con la fresatura al momento della preparazione del terreno per il trapianto, si sono apportati 20 kg ha-1 di N, 40 kg ha-1 di P2O5 e 50 di K2O. In copertura si sono poi applicati ulteriori 30 kg ha-1 di N sotto forma di azoto nitrico con nitrato di calcio (15.5%). Per il controllo delle infestanti è stato eseguito un solo intervento in pre-trapianto con propizamide (kerb flo 4 L ha-1). La difesa fitosanitaria è stata eseguita, secondo normative di tipo integrato. Quando, per le diverse cultivar, nell’ambito delle tre parcelle che rappresentavano le ripetizioni, si poteva individuare circa il 70-80% di piante commerciabili, identificate da grumolo molto evidente e mediamente compatto, è stato effettuato il rilievo mirato alla valutazione dello stato sanitario e delle eventuali piante Plutone (Quadrifoglio): pianta in coltivazione allo stadio commerciabile

Lucrezia (T&T): grumolo aperto pronto per il confezionamento

prefiorite. Si è poi proceduto alla raccolta delle piante per singola parcella, che sono state toilettate eliminando tutte le foglie più esterne non edibili e, successivamente, contati i grumoli di scarto e commerciabili. Per questi ultimi si è provveduto alla loro pesatura, alla rilevazione dei diametri equatoriale e polare e apertura/sfogliatura simulando il confezionamento e quindi la preparazione del prodotto per la commercializzazione e, successivamente, si è proceduto alla valutazione dell’uniformità, colore, variegatura, margine fogliare. Ciò ha consentito di calcolare il peso unitario dei grumoli commerciabili oltre alla percentuale di scarto, rappresentata da quelli troppo piccoli o con dimensioni eccessive per la tipologia, espressa sul numero totale delle piante raccolte. I dati ricavati sono stati elaborati utilizzando il test ANOVA e le medie sono state separate mediante il test HSD di Tukey. Risultati radicchio “Variegato di Castelfranco” Relativamente agli aspetti produttivi le cultivar in prova hanno registrato produzioni commerciabili da 1,31 kg/ m2, per la cv CASTELFRANCO 2 PRECOCE, a 3,05 kg/m2 per PLUTONE. Quest’ultima cultivar assieme a SATURNO, T&T CASTELLANO PRECOCE e NEBULOS, hanno prodotto anche i migliori pesi unitari dei grumoli superiori a 480 g. Il numero di grumoli di scarto è stato valutato sul totale delle piante raccolte, e, ad esclusione di CASTELFRANCO 2 PRECOCE, FABIO e VARIEGATO N° 2 che hanno fornito una quota superiore al 20%, tutte le altre hanno registrato valori uguali o inferiori al 12%, mentre la cv CRISTAL non ha fatto registrare nessun grumolo di scarto. Prendendo in esame alcune caratteristiche qualitative del prodotto commerciabile si osserva che PLUTONE seguita da VENUS, SATURNO, T&T CASTELLANO PRECOCE, T&T CASTELLANO MEDIO, NEBULOS, CRISTAL, MERCURIO, e NETTUNO, ha manifestato la maggiore uniformità dei grumoli, mentre

tutte le altre cultivar hanno dimostrato valori modesti. Per quanto riguarda gli aspetti dimensionali del grumolo, risultati statisticamente significativi, T&T CASTELLANO MEDIO si è dimostrata la cultivar con la maggior pezzatura, mentre CRISTAL ha fatto registrare grumoli più piccoli (compatti), ma sempre commerciabili, per il minor diametro polare e uno dei minori in relazione a quello equatoriale. Relativamente al colore delle foglie del grumolo ad esclusione di CASTELFRANCO 5 TARDIVA, MASERA’ e VARIEGATO N°2 che hanno evidenziato un valore insufficiente, tutte le altre cultivar hanno mostrato caratteristiche cromatiche soddisfacenti e tipiche della coltura stessa. Nei confronti della variegatura delle foglie, ad esclusione di CASTELFRANCO 2 PRECOCE che ha mostrato delle foglie appena screziate e di FABIO, CASTELFRANCO 5 TARDIVA e VARIEGATO N° 2 le cui foglie sono apparse con una screziatura troppo marcata, tutte le altre cultivar hanno fornito punteggi più che soddisfacenti. Concludendo con l’ultima caratteristica qualitativa valutata, tutte le cultivar hanno mostrato un margine delle foglie dei grumoli da leggermente ondulato a dentato e frastagliato e nessuna ha presentato margine liscio. T&T Castellano precoce: piante in coltivazione pronte ad essere raccolte

Plutone (Quadrifoglio): grumolo aperto pronto per il confezionamento

Saturno (Quadrifoglio): grumoli aperti pronti per il confezionamento

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Nebulos (Quadrifoglio): grumolo aperto pronto per il confezionamento

succede a Iginio Zugno - prematuramente scomparso nel giugno scorso - a capo dell’Associazione Strada DEL Radicchio ROSSO DI TREVISO E VARIEGATO DI CASTELFRANCO

Natalino Salvati nuovo presidente dell’Associazione

A

raccogliere l’eredità e le sorti dell’Associazione e a farle riprendere il faticoso cammino così bruscamente interrotto dalla scomparsa di Iginio Zugno, è Natalino Salvati, nuovo presidente nominato dal Consiglio di amministrazione lo scorso luglio, il quale è sempre stato presente e attivo per la promozione del territorio. Ma per conoscere meglio la sua personalità e il suo impegno dobbiamo fare qualche passo indietro, agli inizi degli anni ‘90, quando per la prima volta si avvicinò al volontariato e all’organizzazione delle mostre dell’artigianato sparse nel territorio del Comune di Scorzè, prendendone parte sempre più spesso, dimostrando entusiasmo e disponibilità, tanto da essere quindi eletto dopo dieci anni presidente della Pro Loco di Scorzè. Fu proprio questa responsabilità che lo portò a pensare alla valorizzazione di uno dei prodotti maggiormente presenti nell’ambito comunale, il radicchio. Trovando nuove idee e confrontandosi con le Pro Loco del miranese, Salvati iniziò il cammino che portò a nuove importanti iniziative, coadiuvate dall’Unpli provinciale e dal Consorzio del Decumano, del quale ne fu anche componente. Tutto ciò portò a molteplici idee, volte ad un unico interesse, quale la creazione di un vero e proprio punto di riferimento per l’incontro tra i produttori, le associazio-

ni locali e i cittadini; un’associazione che dia valore al lavoro e all’impegno, nonché stabilità alla direzione adottata. Iniziando a fondare le basi con i consigli d’amministrazione delle realtà limitrofe a Scorzè, Natalino s’impegnò partecipando a svariati eventi di natura provinciale ed europea per far conoscere il radicchio, tramite molteplici manifestazioni e sempre coadiuvato dai suoi volontari. Questi eventi lo motivarono ancor di più quando iniziò a prendere forma l’Associazione della Strada del Radicchio. Il suo ampio interesse dimostrato anche dal punto di vista politico come assessore al Turismo ed attività istituzionali e pubbliche relazioni, nel comune di Scorzè, gli permise di favorire la nascita e il progredire di questa associazione colma di positività e soddisfazioni.

Un ricordo di Iginio Infaticabile, operoso, sempre attivo, Iginio Zugno ha lasciato un segno importante nell’Associazione che in maniera determinante ha contribuito a far nascere e crescere. La sua umanità e determinazione hanno garantito il coinvolgimento sempre maggiore di Istituzioni, agricoltori e commercianti, attorno alla sua idea di un territorio unito, ospitale, giustamente valorizzato e apprezzato per le sue ricchezze. Le profonde radici nella terra in cui ha vissuto e il duro lavoro dei campi gli hanno consentito di capire prima di altri le grandi potenzialità di una comunità ricca di storia e di valori. Testardo nel raggiungere gli obiettivi fissati, era sempre pronto a condividere e confrontare le proprie idee. Con la sua scomparsa viene a mancare un importante punto di riferimento della nostra Associazione. Grazie, Iginio, per quello che ci hai dato. Un malore improvviso, avvenuto nella sua casa di Rio San Martino. Così lo scorso 7 giugno, a soli 59 anni, è morto Iginio Zugno, presidente della Strada del radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco ed ex assessore a Scorzè nella prima metà degli anni Novanta. Zugno era in pensione dopo aver lavorato come chimico alla Montedison di Marghera. Tra il 1990 e il 1995 era stato assessore alla Casa, ai Trasporti e all’Agricoltura con Igino Michieletto sindaco. La sua grande passione era la terra, tanto da avere un appezzamento che curava. Questo gli ha permesso di diventare presidente dell’associazione Strada del radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, che ha sede a Zero Branco, e portava avanti la mostra sull’agricoltura che si svolge ogni anno a novembre durante la Festa del radicchio di Rio San Martino.

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e qui chiudo

di LUCA PINZI Direttore Responsabile de La Gazzetta del Radicchio

Il vero Radicchio Rosso di Treviso è solo quello Igp

Il marchio di Indicazione Geografica Protetta garantisce che il prodotto sia originale e di qualità, a tutto vantaggio del consumatore che lo dovrebbe richiedere sempre Igp significa, come spero ormai tutti sappiano, Indicazione Geografica Protetta. E’ un marchio europeo che stabilisce e certifica delle precise regole di produzione, sancendo un vero patto con il consumatore. Per questo Igp non è un capriccio o un vezzo da fregiarsi per ragioni di immagine. L’unico e vero Radicchio Rosso di Treviso è solo ed esclusivamente quello che ha con sé il marchio Igp. Lo stesso vale per il radicchio Variegato di Castelfranco Igp. Il consumatore deve pretendere di trovare questo marchio di indicazione geografica protetta accostato al prodotto in tutti i luoghi in cui si vende o si fa degustare l’unico vero e originale “fiore che si mangia”. Se questo simbolo manca o alla richiesta non viene mostrato allora non si è di fronte al vero e originale Radicchio Rosso di Treviso (precoce e tardivo) o al vero e originale Variegato di Castelfranco Igp. Questa è una regola di sostanza e non solo di forma proprio perché l’Indicazione Geografica Protetta viene concessa per far rispettare un disciplinare di produzione che garantisce il consumatore, il produt-

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tore certificato e soprattutto la qualità e l’origine del prodotto. A tutti i produttori, i consumatori e agli amici del Radicchio Rosso di Treviso ed a quelli del Variegato di Castelfranco Igp auguro una stagione esaltante nel nome di questo prodotto che è uno dei simboli del made in Italy agroalimentare.

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3 gg

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0,4

Cavoli a testa, cavolfiore, cavolo broccolo

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