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“Ad occhi chiusi” personale di Paola Luciani introduzione di Marica Dal Cengio In una mostra c’è un senso che fra tutti viene chiamato a rispondere e sono gli occhi, ma non basta guardare occorre vedere e per vedere bisogna ascoltare: perché le illustrazioni di Paola, le sue creazioni raccontano delle storie che saranno sì i vostri occhi a cogliere, ma ognuno per conto suo le potrà ascoltare. Per scoprire qualcosa di nuovo bisogna far posto dentro di noi, fare un po’ di spazio un po’ di vuoto; bisogna abbandonare le nostre definizioni, classificazioni, convinzioni… ed io questo vi chiedo, di perdervi un po’ in questi tratti così sommessi eppure marcati; troverete il nero che è il colore della terra; c’è il rosso che è il colore della vita, è il colore del sangue, a volte è il dolore; c’è il bianco che è la luce e tutto anima. Perché dovete sapere che quando queste immagini nascono sono le dita di Paola che le rendono vive usando in questo caso i pastelli, si tratta di uno strumento materico, difficile da usare: basta un leggera sbavatura che il disegno perde l’iniziale tratto e il colore necessita di una continua calibratura. Non vi ricordano forse qualcosa questi colori? Sono i colori primari, i colori che l’uomo usa fin dagli albori. E a questo proposito voglio raccontarvi di una notizia di archeologia: alcuni studiosi hanno stabilito che le impronte di mani che si ritrovano nelle pareti di grotte europee di Francia e Spagna, le più famose, dove le antiche pitture rupestri raccontano storie con gli stessi fondamentali colori, ebbene, le impronte di mani sarebbero impronte di mani femminili; ciò fa presupporre che gli artisti che hanno creato quelle splendide pitture siano donne. Ecco queste artiste preistoriche, con la loro arte hanno saputo dar vita a una quantità di storie che noi oggi con molta difficoltà riusciamo ad ascoltare, perché la vita di oggi si riempie di oggetti situazioni, modalità molto lontane molto diverse dalla vita di allora, il clima stesso è diverso, l’ambiente in cui ci muoviamo è diverso pensiamo in modo diverso, ciò non di meno questi segni su roccia sanno emozionarci e ci parlano pure da un tempo così lontano, 25.000 anni fa e più. Perciò non consideratela un’eresia mi permetto di accomunare Paola a queste artiste preistoriche, lei stessa a volte si definisce tale “io sono una preistorica”, perché la sua grotta è il suo studio, un crogiuolo di passione, di tecnica, di volontà e di ricerca continua. Ricordiamo che Paola nasce come creatrice di video d’animazione, dà vita cioè a storie tramite una successione di immagini, immagini in movimento. Per arrivare a tali risultati ci vuole tanta tecnica, ma soprattutto la capacità di attingere ad un mondo sorprendente in cui però ognuno può riconoscere qualcosa o parte di sé, qualcosa capace di emozionarlo. L’immagine creata è intessuta della vita di chi la crea perché l’artista è come un pescatore che sa scendere nelle profondità di se stesso, noi non vogliamo indagare il come ci riesca i modi in cui lo fa perché ognuno ha le sue tecniche, i suoi umori, i suoi caratteri, però ci riesce riportando alla luce dei tesori che poi gli altri possono ammirare, perché di fronte al bello non occorrono spiegazioni, non occorrono esegesi, il bello è semplicemente qualcosa che si manifesta e si impone. Posso dire che le immagini di Paola mi hanno catturato sin dal primo momento che le ho conosciute, forse perché mi parlano del femminile di una forza misteriosa e potente che spesso si nasconde dietro figure apparentemente così fragili, dietro gesti delicati, dietro vestiti a volte ingombranti, dentro cappelli pesanti o tra capelli liberi di danzare nell’aria Non ci sono fronzoli non c’è retorica, la sua forza nasce dalle suggestioni dell’animo, dal fascino inspiegabile delle cose, è il sentire un universo 'altro', colmo di mistero.


Ecco sapere che Paola Luciani ha scelto di vivere qui in provincia di Treviso, a Silea deve essere un orgoglio per tutta la comunità ma è soprattutto una fortuna per noi e per tutti coloro che avranno la possibilità di incontrare le sue illustrazioni, che sono immagini, che sono creazioni. Un poeta disse che ognuno di noi ha una favola dentro anche se ha bisogno di qualcuno che gliela legga o che gliela racconti perché è difficile scoprirla per conto proprio, ecco Paola sa raccontare queste favole: lo fa con la sua arte, le sue immagini e mentre ci racconta, cerca incessante la sua favola personale.


Ad occhi chiusi