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DI CORSA SULLA VIA DEI LAVORATORI DI SELCE

I FOLENDARI SONO TORNATI In Lessinia è nata una nuova gara podistica, battezzata con l'antico nome degli abitanti di Cerro Veronese. Ad organizzarla per l’8 giugno tre giovani del posto legati alla Polisportiva Cerro e animati dalla voglia di farla diventare appuntamento fisso. A CURA DI EMANUELE PEZZO

È

PARTITA COME UNA SCOMMESSA particolare, una di quelle da fare a mente leggera perché guidate dall'entusiasmo più che dal rischio di perdere la posta in palio. Il Trail dei Folendari, corsa in montagna in calendario l'8 giugno, è nato dalla passione di tre ragazzi di Cerro Veronese. Qualche mese fa Filippo Tomelleri, Giacomo Lavarini e Daniel Vinco hanno proposto alla Polisportiva Cerro di formare una squadra giovanile di corsa: con l'appoggio della realtà sportiva è nato il gruppo "Lessinia Runner", ora formato da una quindicina di ragazzi. Una gara podistica studentesca, già in programma da tempo e organizzata dalla polisportiva, ha fatto scoccare la scintilla: perché non organizzare di seguito un trail aperto a tutti? «Viviamo in una zona stupenda, immersa nella natura e con sentieri veramente ben curati

Il percorso da 30 km supererà gli 800 m di altitudine in corrispondenza del Forte di Santa Viola, abbassandosi a 400 tra le località Torcolo e Carbonara

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– le parole di Tomelleri – quindi abbiamo intrapreso questo nuovo progetto che ci auguriamo possa diventare appuntamento fisso e movimentare il paese». Gli organizzatori, sostenuti anche da Comune, pro loco, Gruppo Escursionismo Cerro Veronese e Fidas, hanno scoperto che, in tempi remoti, gli abitanti di Cerro erano noti come batisalini o folendari. Da queste parti era uso comune, infatti, trovare e sagomare pezzetti di selce da trasformare, ad esempio, in acciarini per le prime armi da fuoco. Da qui il nome ed il logo, formato dalla sagoma di una pietra focaia grezza con all'interno l'ombra di una punta lavorata. I partecipanti si metteranno alla prova su due differenti percorsi, uno da 15 km ed uno da 30. I dislivelli saranno sensibili, ma sono stati studiati per permettere di avvicinarsi alla corsa in montagna e visitare luoghi suggestivi come il Vajo di Squaranto, il Forte di Santa Viola ed il Sentiero delle Sorgenti. «Personalmente – dice Lavarini, ex sciatore di fondo – amo stare a contatto con la natura. La corsa permette di farlo senza troppe complicazioni e speriamo che tanti veronesi sfruttino questa occasione per conoscere il nostro meraviglioso territorio».■

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