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GIUGNO 2019

DI MATTEO

SCOLARI

EDITORIALE

Vi è mai capitato di immaginare o sognare intensamente una cosa e, a distanza di anni, di vederla materializzata proprio sotto i vostri occhi? A me sì, esattamente dopo un’attesa lunga 11 anni. Ne ho avuto piena consapevolezza il 16 maggio scorso. Nella Sala Industria della Camera di Commercio, in occasione della cerimonia di consegna del 6° Premio Verona Network, abbiamo allargato le celebrazioni al prestigioso traguardo delle cento edizioni di Pantheon.

L’esempio degli studenti del Don Bosco è eclatante: in un’epoca in cui molto spesso i giovani vengono dipinti come privi di interesse, svuotati di valori, disinteressati a ogni aspetto della nostra quotidianità, ecco che proprio qui, a Verona, ci sono otto giovani incredibili che sono pronti a scrivere una pagina importante della scienza, a livello mondiale. E che dire di Flavio Pasini, un sindaco di un comune come ce ne sono molti in Italia, sicuramente accerchiato dalle tante difficoltà che un territorio comunale può sollevare, che però non si lascia sopraffare e inventa un’iniziativa “win-win” che giova alle aziende, ai giovani e alle famiglie di Nogara, della Bassa e non solo. E ancora Cristina Pozzi, talento riconosciuto nei cinque continenti, capace di immaginare con lucidità il futuro e, cosa più importante, di mettere a disposizione la sua visione agli altri, ai ragazzi, nelle scuole. Marco Ottocento, persona di poche parole, in grado di creare una fondazione straordinaria che, come ci ha raccontato, cerca di dare concretezza ai sogni dei ragazzi più fragili. Infine gli esempi di integrità e di serietà offerti da Valentina Boni e Sergio Pellissier, capitani amatissimi, non a caso, rispettivamente del Chievo Verona Valpo e del Chievo Verona.

È stato un pomeriggio di grande festa e, per il sottoscritto, in quanto direttore della testata, anche di forte emozione. Presenti in sala decine di persone, figure istituzionali, ragazzi giovani, amici, lettori, colleghi giornalisti, collaboratori ed ex collaboratori del giornale. Tutti insieme per fissare, proiettato sullo sfondo della sala, quel muro colorato e variegato di cento copertine, di cui vi ho parlato nello scorso numero, che danno la giusta dimensione e la percezione di quanto sia stato fatto dal 2008 ad oggi. Certo, può essere considerato tanto o poco, dipende dai punti di vista. Di sicuro l’esperienza editoriale portata avanti con impegno e serietà per oltre un decennio rappresenta per noi qualcosa di cui andare fieri: centinaia di storie raccontate, di persone intervistate, di progetti presentati, di esperienze vissute e raccontate con l’obiettivo primario di creare coesione, ponti, punti d’incontro, sensibilità tra la gente.

A loro, quest’anno, sono andati i premi e i riconoscimenti di Verona Network. A loro abbiamo dato spazio, più che volentieri, sulle pagine di questo numero del giornale. E a tanti altri ancora daremo visibilità e attenzione nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Con Pantheon, Daily, Radio Adige, Network TV, con i convegni tematici mensili.

Una “mission” giornalistica che va ben oltre la nuda e cruda attività imprenditoriale, strettamente legata a un aspetto economico, e che trova, invece, il suo compimento soprattutto nella funzione sociale che riesce a diffondere e a portare sul territorio.

Verona Network è qui con voi, per voi.

LE PERSONE CHE LAVORANO INSIEME VINCERANNO. SIA CHE SI STIA LOTTANDO CONTRO UNA COMPLESSA DIFESA DI FOOTBALL , O CONTRO I PROBLEMI DELLA SOCIETÀ MODERNA . VINCE LOMBARDI 3

matteo.scolari@veronanetwork.it @ScolariMatteo

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