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IL FUMETTISTA VERONESE SIMONE ALBRIGI

SIO E QUEL FUMETTO CHE RACCONTA LE MIGRAZIONI Youtube, i social network e la carta stampata sono il suo campo di battaglia, le strisce e i suoi pittoreschi personaggi l’arma con cui, negli anni, ha conquistato oltre due milioni di fan. Lui è Sio, al secolo Simone Albrigi, fumettista veronese dalla produzione camaleontica, capace di spaziare dall’ironia pura senza pretese, alla satira, arrivando ad abbracciare anche l’engagement nei confronti di un tema attuale come quello delle migrazioni nel suo nuovo libro, scritto insieme al fotografo e amico Nicola Bernardi, Storiemigranti.

N A CURA DI GIORGIA PRETI

IENTE AL MONDO È POTENTE quanto una storia ben raccontata. E no, non stiamo parlando di “fiction”, ma di storie vere, capaci di unire, generare empatia e far immedesimare chi le ascolta. Sio e Nicola Bernardi sono partiti da questa necessità, rendere coscienti i lettori usando il potere delle storie, quando hanno iniziato la loro avventura che li ha portati a scrivere Storiemigranti (Feltrinelli Comics, 2019), un libro a fumetti in cui vengono ritratte 32 persone, che per i più svariati

motivi hanno deciso di intraprendere un vero e proprio “viaggio della speranza” per arrivare in Europa. Un reportage partito nell’ottobre del 2018 e realizzato in una settimana passata in tre centri di accoglienza straordinaria della Cooperativa l’Ancora a Imperia, Vallecrosia e Bajardo, grazie all’aiuto dell’amico Andrea Zammataro: «L’anno scorso io e Nicola stavamo guardando impotenti quello che stava succedendo in mare: bloccare le navi con la gente sopra ci sembrava una cosa veramente orribile e disumana. – racconta Sio – Allora ci siamo chiesti: “Cosa possiamo fare?” E abbiamo deciso di fare quello che ci riesce meglio: raccontare storie. Conoscevamo questo amico che lavora alla Cooperativa l’Ancora, nei centri di accoglienza speciale per i migranti nell’imperiese, e abbiamo detto: “Raccontiamo le loro storie”». Violenze, guerre, famiglie distrutte e rimpianti, ma anche qualche barzelletta «perché qualcuno non aveva capito benissimo ciò che stavamo chiedendo» spiega ridendo Sio. Nelle pagine di Storiemigranti si può cogliere tutto questo e molto di più: l’essenza del dolore e la speranza di trovare una vita migliore nonostante tutto, lontano da casa. Qualcosa che raramente viene raccontato dai media e che aiuta a identificare i cosiddetti “immigrati”, “rifugiati” o “clandestini”, come persone vere, in carne e ossa, anche loro con qualcosa da raccontare. DUE, IN PARTICOLARE, GLI ELEMENTI che caratterizzano il libro: la fotografia e il fumetto («è così che nasce un “fometto”» svela ridendo Sio). Le storie, infatti, raccontate in due pagine ciascuna in forma di strisce, sono precedute dalle foto di chi le ha vissute e narrate, costituendo così per il lettore un primo contatto con la realtà, grazie all’occhio del fotografo Nicola Bernardi. Una commistione di due generi diversi, ma affini, che possono coinvolgere anche tchi fa fatica ad ascoltare: «Credo che questa forma sia un’idea adatta ai tempi attuali: c’è molta gente che legge sempre meno e per farli leggere bisogna ingannarli con delle immagini, quindi

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