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FEDELE BERTOLETTI - INSEGNANTE DI MUSICA PER QUASI 30 ANNI

A Novate abitavo in via Roma dove viveva un anziano, un po’ gobbetto, di nome Pietro, che suonava sempre la fisarmonica. Al pomeriggio, finita la scuola, correvo subito da lui per sentirlo suonare: quel suono mi affascinava. Un giorno dico a mio papà: “Sai, mi piaceFedele Bertoletti. rebbe andare da Pietro ad imparare a suonare la fisarmonica. Però bisognerebbe comperarne una…”. Pietro infatti insisteva nel dirmi di trovarmi una fisarmonica che poi lui mi avrebbe insegnato a suonarla. Allora erano momenti duri, dal punto di vista economico, e mio padre mi dice: “Senti figliolo, visto che qui vicino c’è la banda, perché non andiamo lì e sentiamo se ti insegnano loro la musica?” Detto fatto. Siamo andati lì e c’era un veneto, il maestro D’Avanzo, che insegnava ai ragazzini. E’ stato proprio lui che mi ha incoraggiato a frequentare le lezioni. Avevo otto anni. Ho incominciato dunque a frequentare. Mi ha insegnato il solfeggio. Poi mi ha dato il flicorno contralto e, piano piano, dopo un paio d’anni sono entrato nella banda. Nel frattempo poi mi è stata affidata la tromba perché Annibale Martini era dovuto partire per il servizio militare e quindi, mancando la sua tromba, io l’ho sostituito. Nello stesso periodo mi sono iscritto alla scuola civica musicale di Milano dove ho frequentato quattro anni per conseguire il diploma. Ricordo di un certo signor Angelo Passera (valente clarinettista e compositore) che abitava in via Garibaldi, nel cortile adiacente a quello della banda, che di mestiere faceva la guardia notturna cittadina. Lui insegnava solfeggio ai giovani apprendisti musicanti di clarino. Poi ricordo un altro personaggio che trascriveva le parti in musica. Si chiamava Caronni e lavorava in ufficio anagrafe presso il comune di No-

vate Milanese. Non sapeva nulla di musica, ma aveva una precisione di copiature ed una calligrafia spettacolare nel duplicare le parti dei vari strumenti musicali, a partire dalla partitura. I suoi manoscritti sembravano stampati. Allora c’era una grande necessità di questi personaggi poiché non esistevano le fotocopiatrici. Quindi a Novate ho insegnato ed ho fatto il capo banda, per una decina d’anni, dopo Mario Gandelli. Terminala la scuola civica, la banda di Novate aveva bisogno di insegnanti perché nel contempo il maestro D’avanzo aveva dovuto lasciare Novate e i musicanti si erano ridotti al preoccupante numero di una quindicina. Fu allora che il compianto Valentino Ballabio (allora presidente) mi avvicinò e mi disse che sarebbe stato il caso che io incominciassi a prendere sotto la mia guida qualche nuovo allievo. Intanto, nei servizi, per sopperire alle carenze di musicanti ci facevamo aiutare dai musicanti della banda di Bollate, ma non potevamo sempre fare affidamento sulle loro presenze. Fu così che riuscimmo a raccogliere una decina di nuovi ragazzi, che oggi sono ancora presenti nell’attuale compagine. Fra gli allievi c’era il Grossini, il Bonfanti, poi c’è stata la prima ragazza (Tiziana Marzana) che ha fatto parte di una banda che fino ad allora era stata esclusivamente maschile. Di lì a poco è entrata anche Laura Zambusi e poi le ragazze sono entrate “a pioggia”. Anzi, a tale proposito bisogna dire che la presenza di ragazze nella banda ha sicuramente incentivato l’arrivo di altre ragazze e di un maggior numero di ragazzi. E la nostra banda S. Cecilia tornò ad essere invidiata, proprio per questa nuova ventata di gioventù. Poi una patologia mi ha impedito di proseguire a suonare la tromba e per questo mi sono dedicato maggiormente all’insegnamento ed ho frequentato corsi per la direzione di banda. Sono rimasto in banda S. Cecilia fino al 1982-83 (non ricordo esattamente). Ricordo però che a quel tempo insegnavo in ben quattro bande contemporaneamente (Arese, Turate, Lainate, S. Ilario Milanese) e

per quella di Novate mi ero riservata la sera del lunedì. L’aspetto che io reputo importante per una banda musicale è quello della familiarità. Qui non si tratta di operare come in un’azienda (solo con funzioni, compiti, organici, ecc…), ritengo che la banda debba essere come una grande famiglia allargata. Nella famiglia accadono tante cose, belle e meno belle. Tutti i componenti della banda devono sentirsi coinvolti negli eventi gioiosi o tristi di ogni componente. Se per esempio un componente della banda rimane senza lavoro, tutti si attivano fino ad andare “nelle gambe del diavolo” pur di dare una mano a questo loro amico (cosa che non farei neppure per un mio parente….). La stessa familiarità io la concepisco anche con le bande di altre regioni con le quali cerco di mantenere rapporti strettissimi di stima, di amicizia e di interscambio. Il mio ricordo rimane fortemente legato alla banda S. Cecilia di Novate Milanese. Rimangono radicati in me sentimenti di stima e di affetto nei confronti di questo corpo musicale e nei confronti di tantissimi ragazzi (oramai uomini) che ho avuto la gioia di avvicinare all’amore per la musica. Mi unisco alla vostra festa per il sessantesimo anniversario di fondazione, del Corpo Musicale S. Cecilia, riconoscendo nella vostra lunga storia un segmento della mia: il più struggente e ricco di nostalgie. Auguri di cuore. Fedele Ber Berttoletti Maestro di banda - Ex insegnante banda S. Cecilia

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Profile for Nazzareno Pampado

60 anni di Banda Santa Cecilia di Novate Milanese  

1948 - 2008 Una passione per la musica. Storia del Corpo Musicale Santa Cecilia di Novate Milanese

60 anni di Banda Santa Cecilia di Novate Milanese  

1948 - 2008 Una passione per la musica. Storia del Corpo Musicale Santa Cecilia di Novate Milanese

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