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Adobe Photoshop

FotoMorph

Rihoceros

Audacity

Adobe Illustrator

Movie Maker

Adobe InDesign


Indice

Introduzione - I volti di San Gennaro............................................................................................................................4 San Gennar ha fatto ‘o miraculo...................................................................................................................................5 Backstage...................................................................................................................................................................6 Trattamento immagini.................................................................................................................................................8 La tecnica del morphing............................................................................................................................................10 Montaggio video........................................................................................................................................................12 Volti utilizzati.............................................................................................................................................................13 Frame Video..............................................................................................................................................................14 Il marchio..................................................................................................................................................................16 Individuazione della matrice geometrica....................................................................................................................18 Materiale di merchandising.......................................................................................................................................24 La copertina del dossier.............................................................................................................................................30 Iter progettuale della copertina..................................................................................................................................32 Copertina definitiva....................................................................................................................................................34


I volti di

San Gennaro Alla presentazione del tema d’anno “I volti di San Gennaro”, non pochi dubbi sono sorti sullo sviluppo dello stesso; del perché si fosse scelto un Santo; ma soprattutto, perché San Gennaro. Anche dopo numerose ricerche, si avvertiva ancora la mancanza del carattere “forte”, la connotazione identificativa. In seguito alla processione dello scioglimento del sangue e, pertanto, alla visione del miracolo stesso, dell’emozione dei volti dei fedeli, dell’espressione dei loro volti adoranti e delle grida di invocazione del miracolo, è stato individuato il punto di partenza per l’iter progettuale: l’emozione e l’emozione della fede. Non è rilevante se San Gennaro sia fisicamente esistito o meno, ma che esista per il suo popolo. Esiste ed è sempre esistito per il suo potere, quello di sostenere ed aiutare le persone. Soprattutto, è emerso l’ambito laico in cui è cresciuta e si è sviluppata la fede in San Gennaro. E’ infatti un Santo con un patrimonio inestimabile, arricchitosi nei secoli, grazie alle donazioni “spontanee” di uomini potenti. Un Santo a cui, numerose volte, il popolo napoletano ha chiesto aiuto e ha riposto tutta la sua fede in lui. Nel ‘700 ha convoca-

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to un notaio per stipulare un contratto con il Santo, il 19 settembre lo stesso popolo scoppia in festeggiamenti e processioni, e, con la potenza del suo credo ha salvato Napoli dalla sanguinosa invasione francese. La stessa fede, chiaramente leggibile nei volti dei napoletani, ha portato Napoleone, in quanto abile stratega, a fare un dono al Tesoro di San Gennaro per ingraziarsi il popolo; aveva infatti intuito che, la devozione al Santo era più forte della sottomissione alle armi. Grazie quindi ad una ricerca sulla storia di San Gennaro, alla visione del miracolo del Santo e all’osservazione degli stati d’animo che lo stesso provoca ai fedeli, è emerso il punto centrale del progetto: l’emozione della fede. E’ stato scelto, pertanto, di partire dai volti delle persone ed esprimere la fede attraverso il color oro, per rappresentare come la fede tocchi tutti, dai volti più segnati dal tempo a quelli più giovani, e comunicare la meraviglia delle tradizione con lo scorrere successivo dell’età. La stessa meraviglia che, ha colpito e ha coinvolto, ogni componente del gruppo a tal punto da immergersi nel progetto in prima persona, con impegno, dedizione e “mettendoci la faccia”.


San Gennar ha fatto ‘o miràculo di Gianna Caiazzo San Gennar ha fatto ‘o ssuojo, mo me pozzo arrepusà, mo me sento cchiù tranquillo, quassì cosa aggi’ affruntà; quatto passe ‘int’ô bburdello, mo me pozzo arrecrià. ‘Nu curteo ‘e dissuccupate? E va bbuò facit’ ‘e ffà! Tutt’ ‘o traffico bloccato? Ma che vv’arraggiate a ffà? Si mo chiove e vv’allagate? N’arremiedio nce starrà! San Gennaro nce ha penzato, mo sî ttu ca t’ hê arrangià!

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tutti i retroscena

Backstage

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Per lo sviluppo dell’idea di esprimere la fede attraverso il color oro, di immortalare tanti volti diversi e di effettuare un morphing, ovvero una sequenza di volti che progressivamente e impercettibilmente cambiano, i volti dei soggetti sono stati dipinti con un acrilico per il body painting color oro, fotografati con sfondo nero e, infine, le immagini sono state modificate con un software di fotoritocco per renderle il piÚ possibile omogenee.

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Trattamento immagini

Per il trattamento delle immagini è stato utilizzato come software Adobe Photoshop, software specializzato nell’elaborazione di fotografie. Il soggetto di ogni foto è stato scontornato grazie allo strumento di selezione e lo sfondo, grazie alla regolazioni dei livelli e delle curve, è stato unificato con un unico tono di nero. Per rendere il color oro più visibile e riconoscibile, la pelle dei soggetti è stata pulita da ogni tipo di imperfezione e, con la sfo-

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catura e la sovrapposizione livelli su “luce soffusa” si è ottenuto un color oro più intenso e luminoso. Infine tutte le immagini sono state tagliate allo stesso modo, è stata utilizzata infatti solo la metà di ogni volto, per esigenze tecniche la parte destra. In tal modo le immagini, quindi, sono state rese più omogenee e si sono attenuate le discrepanze dovute alla differenza di luce nei vari scatti, effettuati in momenti e luoghi diversi.


Software utilizzato Adobe Photoshop

1. 2.

E’ stato uniformato lo sfondo, rendendolo nero.

All’immagine è stato applicato il disturbo “bagliore diffuso”

3.

L’immagine è stata sfocata con il “controllo sfocatura”.

4.

I passaggi precedenti, effettuati su due livelli differenti, sono stati sovrapposti con il metodo di fusione “luce soffusa”.

5.

Ultimate le modifiche, l’immagine è stata tagliata.

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La tecnica del

Morphing Il morphing consiste nella trasformazione fluida, graduale e senza soluzione di continuità tra due immagini di forma diversa, attraverso l’uso in contemporanea di una dissolvenza incrociata e di un effetto di deformazione chiamato warping. Tramite il warping è possibile selezionare su un’immagine dei pixel qualsiasi ponendovi sopra dei “punti chiave”, che si possono unire tra di loro con delle linee. Cambiando poi la posizione di tali punti l’immagine intera subirà una deformazione. Il morphing è stato studiato per permettere di ottenere una dissolvenza incrociata tra due distinte sequenze, nelle quali due immagini non vengono deformate in modo casuale ma in modo da somigliare il più possibile l’una all’altra. Per ottenere quindi un effetto immediato e il più possibile realistico, sono stati scelti come “punti chiave” dei punti appartenenti ai tratti somatici di ogni persona, quali, gli occhi, il naso, le labbra e la linea della mandibola fino alla tempia. E’ importante anche calibrarli bene nelle distanze tra di essi e rispetto all’immagine finale, infatti, grazie al controllo di questi punti si può ottenere un tipo di effetto differente.

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Software utilizzato FotoMorph

a.

b.

c.

[a.] [b.] [c.] Alcuni fotogrammi di tre differenti morphing. Vi sono agli estremi le immagini di due soggetti differenti e tra le due immagini sono stati scelti dei frame rappresentativi per i vari passaggi. E’ possibile, infatti, vedere anche con pochi frame, come la morfologia del viso cambi quasi impercetibilmente, come gradualmente da un volto iniziale si passi a quello finale attraverso delle fasi transitorie in cui i due volti si confondono.

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Montaggio video

Il montaggio del video è stato effettuato con Windows Movie Maker, software di editing video. L’idea alla basa era quella di mostrare una serie di volti senza soluzione di continuità, che rappresentassero come la fede, e l’emozione della fede, tocchi tutti, a prescindere dalle differenze. Grazie a FotoMorph, software utilizzato per il morphing, tutte le immagini risultavano già messe in sequenza e collegate tra loro e presentavano già una loro durata.

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Infatti, in fase di montaggio sono stati aggiunti solo alcuni secondi di schermo nero all’inizio, la base audio, che è stata sfumata all’inizio e alla fine ed i titoli di coda. Il video risulta fluido e lineare, non sono stati aggiunti effetti di transizione particolari ma solo semplici dissolvenze, proprio epr non distogliere il fruitore dal messaggio intrinseco del video. Messaggio, tra l’altro, inserito come unico testo nel video, e come finale dello stesso.


Volti utilizzati

Guido De Vincentiis

Elide Di Brino

Giuseppe Maisto

Luca Giglio

Lucio Pappalardo

Luisa Raucci

Danilo Pergamo

Federica Pappalardo

Palma Turco

Antonio Maisto

Martina De vincentiis

Software utilizzato Movie Maker

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Frame video

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Il marchio Software utilizzato Adobe Illustrator

n seguito ad una ricerca sui simboli identificativi di San Gennaro, quali, ad esempio, il bastone, l’ampolla con il sangue, la mitra e la raffigurazione con la mano destra in atteggiamento benedicente, per l’individuazione del marchio la scelta è stata orientata verso una sintesi tra il Santo e Napoli, città che da secoli lo venera. Utilizzando simboli fortemente rappresentativi e chiaramente riconoscibili come la mitra e il bastone, posti in rapporto tra di essi in modo tale da raffigurare il Golfo di Napoli edel Vesuvio, visti da via Petrarca, é nato il marchio per il Museo del Tesoro di San Gennaro. Il marchio è generato da una precisa geometria, è infatti costituito da circonferenze di diametro differente. Inizialmente è stato ipotizzato a colori, colori ricorrenti nelle raffigurazioni e utilizzati anche nel video, come ad esempio, il color oro, ma la scelta poi è caduta sul bianco e nero. Inoltre, al marchio non è stato affiancato il brand del museo poichè già fortemente riconoscibile al punto tale da non aver bisogno di ulteriori riferimenti, se non quelli grafici già presenti.

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Individuazione della

matrice geometrica Sono stati analizzati diversi segni appartenenti alla figura di San Gennaro, al Tesoro e quindi al Museo. Uno in particolare, presente sul busto di San Gennaro è stato scelto, in quanto chiaramente ricollegabile alla figura del Santo e quindi con una grande forza comunicativa. E’ stato quindi effettuato uno studio della matrice geometrica che lo costituisce, per poterlo ridisegnare con gli stessi rapporti e le stesse proporzioni e, con opportune modifiche, utilizzarlo come segno identificativo del brand del Museo del Tesoro di San Gennaro.

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1. Software utilizzato Rhinoceros

2. [1.] [2.] E’ stata individuata una prima circonferenza e presa come modello per le altre. Le tre circonferenze risultano essere iscritte in un triangolo e i loro centri giacciono tutti su una stessa circonferenza avente centro coincidente con il centro del triangolo.

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3. [3.] Sono stata eliminate le linee e le altre figure utilizzate per la costruzione, ed in questo modo le tre circonferenze risultano essere ben visibili ed identificabili.

4. [4.] Per la costruzione dei “petali” si è ricorso all’utilizzo di altre due grandi circonferenze con il centro giacente sulla stessa retta. La retta in questione separa le due circonferenze e allo stesso tempo ne seleziona le parti che andranno a formare la metà del petalo. Una volta individuata la curva, quest’ultima è stata poi specchiata per costruire l’altra metà del petalo.

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5. [5.] I petali risultano essere posizionati ai vertici di un triangolo opposto a quello utilizzato precedentemente. I petali sono quindi stati copiati per ogni vertice.

6. [6.] Ultimata la costruzione della figura, quest’ultima è stata ruotata per riuscire ad avere una visione ottimale delle proporzioni e dei rapporti presenti tra gli enti geometrici all’interno della stessa.

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7.

8.

[7.] [8.] Sono state eliminate le linee di costruzione per ottenere la figura pulita, in modo da poter apportare eventuali modifiche.

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9. [9.] Figura ultimata.

[10.] Varie declinazioni della figura ottenute grazie ad un offset della figura o a pi첫 offset della stessa, per ottenere diversi effetti visivi.

10.

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Materiale di

Merchandising

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La Software utilizzato Adobe Illustrator Per la progettazione della copertina del dossier di Graphic Creations, il punto di partenza è stata una foto scattata durante la processione del 5 Maggio 2012. Dalla fotografia infatti, è stata ricavata la sagoma del busto di San Gennaro, priva di volto ma con elementi grafici sufficienti per essere riconosciuta e collegata immediatamente al Santo patrono di Napoli. In seguito la sagoma non era più vuota, al contrario, era costituita interamente da parole chiave che ne definivano i contorni. In una iniziale ipotesi di copertina, il testo che costituiva la sagoma, è stato formattato in modo tale da dare l’effetto di profondità e, grazie ad una diversa interlinea e alla grandezza differente del corpo del carattere, anche le parti delle vesti e il copricapo di San Gennaro erano ben identificabili e visibili. L’idea di questa copertina si addiceva ancora poco al lavoro svolto parallelamente per il video, per questo, è stato pensato di utilizzare il busto di San Gennaro, già precedentemente utilizzato per ricavarne un segno identificativo ed identitario, e modificarlo graficamente.

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Copertina del dossier


Copertina con il busto di San Gennaro ridisegnato in vettoriale. Le frecce utilizzate conferiscono la sensazione di movimento.

Ipotesi di copertina con il busto di San Gennaro ridisegnato in vettoriale. Le strisce sono utilizzate come rimando al movimento.

Anche in questa ipotesi è stato utilizzato il busto di San Gennaro ridisegnato in vettoriale. E, la presenza delle strisce è dovuta all’idea di un forte dinamismo.

Ipotesi uguale alla precedente, ma cono colori differenti, con il busto di San Gennaro ridisegnato in vettoriale e l’intento di esprimere dinamismo.

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Iter progettuale della

Copertina

1. [1.] Immagine di partenza per la realizzazione della copertina del dossier.

2. [2.] Grazie ad illustrator, software di grafica vettoriale, è stato ricostruito il busto di San Gennaro. Con il comando pennello sono stata tracciate le linee forti del volto e del busto, in questo modo la figura è visivamente molto piÚ leggera ma è comunque chiaramente riconoscibile.

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3. [3.] Una volta Ridisegnato tutto il busto, la stessa operazione è stata effettuata per uno specchio. Le due immagini sono state poste una in prima di copertina e l’altra in quarta di copertina, dove l’unico collegamente tra di esse è una linea.

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Copertina definitiva

Graphic Creations

SECONDA UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA LUIGI VANVITELLI A.A. 2011/2012 CORSO DI LAUREA DI DESIGN E COMUNICAZIONE PROF.ARCH.ORNELLA ZERLENGA ANTONIO MAISTO A02-103 MARTINA DE VINCENTIIS A02-148 PALMA TURCO A02-105 DANILO PERGAMO A02-160

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Dossier graphic creations