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La moda si prepara al RIMBALZO nel 2022. Ma per il LUSSO , già in crescita, il nodo è la garanzia della SUPPLY CHAIN. Così si consolidano i POLI dei terzisti italiani

07-1|08 6 LUGLIO/AGOSTO 2018 2022

COVER BY KOJO MARFO

Poste Italiane - In caso di mancato recapito inviare al CMP di Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi - ANNO XVIII - N°1 GENNAIO/FEBBRAIO 2022

NUMERI, FATTIE PROTAGONISTI E PROTAGONISTI DELLA MODA DEL LUSSO NUMERI, FATTI DELLA MODA E DELELUSSO


ATHENS


SPRING SUMMER 2022




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editoriale

Una nuova filiera per il nuovo lusso di David Pambianco

È

ormai chiaro che qualcosa di strutturale sta cambiando a monte della filiera. Negli ultimi due anni, infatti, si è assistito a una crescita di interesse verso gli asset produttivi del made in Italy. Per primi i grandi gruppi hanno spinto e stanno spingendo sul processo di acquisizione dei fornitori. Anche lo specifico settore del tessile ha registrato un’accelerazione del processo di consolidamento industriale. Ma c’è poi un terzo fenomeno che ha preso piede, e che forse più di tutti caratterizza questo periodo di cambiamento nella supply chain italiana: la creazione di gruppi di terzisti del lusso. Sono almeno quattro le iniziative con rilievo nazionale. Alcune, sono l’evoluzione di progetti esistenti che hanno cambiato marcia, altre sono nate esattamente con questo intento: convogliare capitali verso le pmi, affiancare le famiglie fondatrici, e creare dei poli, trasversali per tipologia di prodotto, in grado di essere controparte efficace per i ‘nuovi’ gruppi del lusso. La creazione dei poli di terzisti, un fenomeno già ben avviato in altri comparti come le auto, o, più vicino a noi, anche nel beauty, non era mai decollato nella moda. I terzisti fashion, insomma, erano una categoria rimasta in penombra nella corsa alle acquisizioni dei gioielli made in Italy. Fino a oggi. Certo, è vero che in questo periodo gli investitori hanno notevole liquidità e sono alla ricerca di occasioni di investimento, e quindi allargano necessariamente il loro campo di tiro. Ma l’interesse verso i terzisti non è solo il risultato della mancanza di prede alternative. Bensì, è il riflesso del cambiamento a valle, dove, appunto, i ‘nuovi’ gruppi del lusso hanno alzato l’asticella delle richieste. Il lusso, oggi, ha cambiato marcia sotto due profili: quello tecnologico e quello della sostenibilità. Due sfide per vincere le quali ha bisogno di fornitori all’altezza. Cioè, capaci di abbinare, oltre alla qualità produttiva, anche un allineamento alle continue e progressivamente complesse esigenze dettate dallo sviluppo del mercato virtuale. E dettate dalle richieste valoriali di un mercato sempre più puntuale nel chiedere una sostenibilità credibile lungo l’intero percorso del prodotto. È questo ‘nuovo’ lusso che chiede una maggiore simbiosi con i fornitori. Gli investimenti e la creazione di poli di terzisti sono la strada per rispondere con una ‘nuova’ filiera.

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sommario

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Analisi Nel 2022 la moda punta al rimbalzo 22

Attualità Gli eventi fashion tornano al fisico

A livello italiano, il 2021 si chiude ancora sotto ai numeri del 2019, nonostante il segno più dell’export. Il fashion & luxury internazionale è ottimista sull’anno appena iniziato, con i grandi gruppi pronti ad allungare (ancora) il passo. L’emergenza sanitaria ha incrementato notevolmente lo sviluppo delle piattaforme di streaming online, anche nel segmento fashion. Dal prossimo anno però il formato fisico è pronto a prendersi la sua rivincita.

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Dossier Spuntano i poli dei terzisti italiani 38

Scenario Investire in borse di lusso 45

What’s new? Winterproof style

Gli ultimi due anni hanno registrato un’accelerazione delle acquisizioni da parte di ‘nuovi’ soggetti industriali per creare poli manifatturieri premium. La supply chain sarà cruciale per garantire credibilità ai brand del lusso. La passione per le borse di lusso da collezione non conosce rallentamenti. Edizioni limitate, fuori produzione e modelli vintage catturano sempre l’attenzione, parola di Lucile Andreani Head of Sale Handbags & Accessories Christie’s. Pioggia, vento, neve o grandine. Non c’è intemperie atmosferica capace di scalfire la tenuta degli indumenti maschili pensati per l’autunno/inverno 2022-23, molti dei quali presentati durante la nuova edizione di Pitti Immagine Uomo.

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Fenomeni Crescono le M&A di integratori beauty

Che siano da bere o da mangiare poco importa. Tutti sono alla ricerca degli integratori di bellezza: dai campioni del calcio alle celebrities. Negli ultimi mesi c’è stata una importante corsa alle acquisizioni.

In copertina: Kojo Marfo “Untitled”, 2020 Acrylic on paperboard 78,5 x 58,5 cm Courtesy of JD Malat Gallery, London

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Cover story pag. 88

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benetton.com


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Per Zegna debutto brillante a Wall Street Ermenegildo Zegna ha esordito col botto a Wall Street lo scorso 20 dicembre. Dopo un’apertura a 10,33 dollari il titolo del gruppo italiano ha segnato un rialzo del 10% a 11,16 dollari per azione nel suo primo giorno di quotazione per mantenersi poi su un incremento del 7%, dribblando le vendite che si sono abbattute sui listini azionari americani. Gildo Zegna, CEO del gruppo, che ha suonato l’iconica campanella del Nyse per dare l’avvio al debutto di Zegna in Borsa, l’ha definito “un momento storico”. E non lo è solo per la fashion house italiana ma per tutto il segmento della moda tricolore, dato che Zegna è la prima casa di moda italiana a quotarsi a Wall Street.

A Google, Facebook e Amazon il 50% del mercato adv

Amazon, Alphabet, società a cui fa capo Google, e Meta sono le società che si spartiscono nel 2021 oltre il 50% della quota mondiale di advertising su tutti i mezzi di comunicazione, al di fuori dei confini della Cina. A dirlo è Groupm, media investment company del gruppo Wwp, nel suo report ‘This Year Next Year: Global 2021 end-of-year forecast. Complessivamente, nel 2021, per l’advertising è attesa una crescita del 22,5%, (esclusa la pubblicità politica degli Usa, specifica lo studio), una revisione al rialzo rispetto alla stima dello scorso giugno che si fermava a +19,2 per cento.

Otb vuole raddoppiare gli store in Cina in 3 anni

Otb, il gruppo cui fanno capo brand come Diesel, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf, Jil Sander e Amiri, scommette su Cina e Asia-Pacific, e annuncia l’apertura, prevista per marzo 2022, di un nuovo importante progetto di sviluppo retail nel centro commerciale Jc Plaza di Shanghai, in Nanjing Road. Qui, infatti, verranno inaugurati quattro spazi commerciali, fronte strada e su due piani, che ospiteranno Maison Margiela, Jil Sander, Marni e Amiri.

Occhialeria, nel 2021 export previsto a +37%

Lvmh accelera nel mondo dell’eyewear, integrando il 100% di Thélios. A seguito della partnership che ha portato la joint venture del settore occhialeria creata da Marcolin e Lvmh nel 2017 a diventare l’eyewear expert del gigante del lusso, le due realtà hanno infatti deciso, di comune accordo, di avviare Thélios verso la fase successiva del suo sviluppo, integrandola completamente all’interno del gruppo francese.

Primark oltre le attese all’avvio del fiscal year

Primark ha iniziato il nuovo fiscal year con una performance al di sopra delle attese nelle prime tre settimane, fa sapere la controllante. “L’anno commerciale di Primark fino a oggi è stato superiore alle aspettative con vendite comparabili migliori rispetto al quarto trimestre del nostro ultimo anno finanziario”, ha commentato Michael McLintock, presidente di Abf, all’assemblea generale degli azionisti.

Valentino e Cnmi lanciano giovani stilisti sui social

Sarà Marco Rambaldi il primo ospite del nuovo progetto della Camera Nazionale della Moda Italiana e della Maison Valentino, che prevede l’avvio di una serie di appuntamenti digitali nei quali verrà ospitato di stagione in stagione un giovane designer. Gli stilisti emergenti presenteranno sul canale Instagram di maisonvalentino la propria collezione. Il primo appuntamento è previsto durante la Milano Fashion Week Women’s Collection autunno/inverno 2023 in programma il prossimo febbraio.

Burberry, al via opzioni rental e di rivendita

Nove mesi positivi per l’occhialeria. A dirlo è l’Associazione Nazionale italiana Fabbricanti Articoli Ottici (Anfao). I risultati dei nove mesi confermano il trend di ripresa emerso nel corso del primo semestre, prospettando un ritorno completo ai livelli pre-pandemici già alla fine dell’anno in corso. L’incremento dell’export ha viaggiato a quota +42,7% rispetto al medesimo periodo del 2020, arrivando a quasi tre miliardi di euro. In particolare, l’aumento ha raggiunto il 48,5% per le montature, il 40,8% per gli occhiali da sole e il 20,3% per le lenti. Rispetto al 2019 si registra un aumento del 6,6% per le montature mentre i dati relativi agli occhiali da sole registrano ancora una flessione dell’1,9 per cento.

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Lvmh integra il 100% dell’eyewear di Thélios

Le opzioni rental e resale diventano realtà anche per Burberry. La maison britannica ha debuttato nel noleggio e nella rivendita di capi pre-owned grazie a una partnership con My Wardrobe Hq. “La selezione, che include borse, cappotti e accessori, sarà disponibile per il noleggio su My Wardrobe Hq per quattro, sette, 10 o 14 giorni – si legge su Vogue Business -. Burberry fornisce la maggior parte dell’inventario, con ulteriori donazioni autenticate da clienti Vip e dalla community di My Wardrobe Hq”.

Versace anticipa sul target di 2 mld $

Versace potrebbe raggiungere prima del previsto il target di due miliardi di dollari di ricavi previsto nel medio termine. Lo ha dichiarato l’AD di Capri Holdings John Idol. Secondo Bloomberg, “i ricavi del marchio di moda italiano sono stati più robusti del previsto, in parte per le forti vendite di accessori”.

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Inditex, utili più che triplicati nei 9 mesi

Inditex viaggia sopra i livelli pre-pandemia, con entrate fiscali del terzo trimestre in aumento del 10% rispetto al corrispondente periodo del 2019 e del 21% rispetto al 2020. Nei primi nove mesi, inoltre, i ricavi della capogruppo di Zara hanno raggiunto i 19,33 miliardi di euro (+37% su base annua), mentre l’utile netto è stato di 2,5 miliardi di euro (+273% rispetto al 2020). Molto bene anche l’online: le vendite del canale hanno messo a segno un incremento su base annua del 28% nei primi nove mesi del 2021 e una crescita del 124% rispetto allo stesso periodo del 2019.

H&M archivia il 2021 a +6% ma pesano le chiusure H&M recupera parte del terreno perso negli ultimi due anni a causa della pandemia. Nel 2021 le vendite nette durante l’ultimo esercizio fiscale chiuso al 30 novembre sono cresciute del 6% a 198.967 miliardi di corone svedesi (19,3 miliardi di euro), un risultato frutto del buon andamento anche dell’ultimo trimestre dell’anno (1 settembre-30 novembre) durante il quale l’incremento delle vendite si è attestato a +8% a 56,8 miliardi di corone (5,5 miliardi di euro).

Ovs ha totalizzato vendite nette pari a 978 milioni di euro nei primi 9 mesi dell’anno (+32,8% rispetto al periodo analogo del 2020). Il risultato è in linea con quello dello stesso periodo del 2019 pari a 991 milioni di euro (-1,3%). La crescita è stata elevata in tutte le insegne (+30% per Ovs, +45% per Upim) e ha caratterizzato sia il canale offline sia quello online. L’e-store della label ha registrato 20,3 milioni di visite (+33% rispetto allo stesso periodo del 2020). Le vendite del solo terzo trimestre (1° agosto – 31 ottobre) sono state pari a 378 milioni di euro, +11% rispetto al terzo trimestre 2019 e in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Il marchio Isabel Marant potrebbe tornare sul mercato. A riportarlo, con cautela, è Wwd, secondo cui la società di private equity Montefiore Investment avrebbe incaricato Jp Morgan di vendere la propria partecipazione, pari al 51%, nel marchio francese che deteneva dal 2015. Gli altri azionisti della label sono Nathalie Chemouny e Sophie Duruflé. Né Isabel Marant né Montefiore Investment hanno rilasciato commenti in merito.

Negma Group e Fai acquisiscono Zilli

Negma Group, società di investimento, e Fai, società italiana esperta in ristrutturazioni e acquisizioni, rilevano Zilli. La maison fondata nel

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Neiman Marcus, no allo split tra online e fisico Neiman Marcus ha allontanato l’idea dello spinoff tra le operazioni e-commerce e le vetrine brick and mortar, smentendo le ipotesi sollevate in proposito dal New York Post. Ad oggi, al lavoro su questa strategia ci sarebbero Macy’s e Kohl’s, incalzati da investitori che considerano fondamentale questo step per alleggerire la pressione finanziaria sul settore retail. Chi invece è già passato ai fatti è Saks Fifth Avenue che, dopo lo spin-off tra tra le due aree di business, potrebbe presto concretizzare la quotazione di Saks.com a Wall Street nella prima metà dell’anno.

Economia circolare, è leader la moda italiana

Ovs supera il +30% nel Q3 e sfiora i livelli pre-Covid

Isabel Marant verso il cambio di azionisti

1965 da Alain Schimel ha finalmente trovato degli acquirenti dopo che, in mora dal 2 giugno 2021, ad ottobre è stata messa in amministrazione controllata dal tribunale del commercio di Lione. L’obiettivo di Negma Group e Fai sarà ora quello di consolidare la posizione del brand.

Il fashion made in Italy è leader nella sostenibilità secondo la classifica “100 Italian Circular Economy Stories” di Fondazione Symbola ed Enel. Il Belpaese svetta nel riciclo di rifiuti, in cui ha la più alta percentuale sulla totalità, il 79,4%, più del doppio rispetto alla media europea che si ferma al 49 per cento. Una quota che permette un risparmio annuale di 23 tonnellate di petrolio e 63 tonnellate di Co2.Fra le tante categorie che figurano nel ranking e che lavorano per il raggiungimento di questi numeri, dall’agroalimentare alle utilities, dall’automazione all’edilizia, il tessile brilla con le sue 13 aziende.

Nike spinge sul virtuale e acquista il portale Rtfkt

Nike ha portato a casa Rtfkt, piattaforma specializzata nella realizzazione di item virtuali, in primis sneakers. L’ammontare dell’investimento per la startup fondata lo scorso anno non è stato svelato. L’operazione conferma il legame sempre più stretto tra moda e Nft, soprattutto per quanto concerne il mondo sportswear.

Niente food per Zara, venderà solo verdura e succhi di frutta

Il Tribunale dell’Unione Europea ha avallato la risoluzione dell’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (Euipo), che rigetta la richiesta di Inditex di commercializzare prodotti alimentari a marchio Zara. Il suo possibile debutto nel segmento food con il proprio marchio potrebbe quindi avvenire solo nel caso di succhi di frutta e verdura. L’idea di entrare nel segmento food è datata 2010.

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Roland Mouret entra a far parte di Sp Collection

Dior arruola il calciatore Kylian Mbappé

Il fondatore di Self-Portrait, Han Chong ha acquisito l’etichetta di lusso Roland Mouret, in amministrazione controllata dallo scorso novembre, con una mossa studiata per dare vita a un nuovo gruppo moda con il nome di Sp Collection. I termini finanziari dell’accordo non sono stati resi noti. Nel 2019 il marchio Roland Mouret registrava, secondo di dati della Companies House britannica, vendite per 16 milioni di sterline (poco meno di 19 milioni di euro), in crescita rispetto ai 2,5 milioni circa del 2018. La prima collezione della ‘nuova era’ della griffe sarà la resort 2023. Il fondatore Roland Mouret sarà direttore creativo della label.

Dior rafforza il suo legame con il mondo dello sport scegliendo il calciatore Kylian Mbappé come suo testimonial per l’abbigliamento maschile e il profumo Sauvage. L’attaccante del Paris Saint-Germain è anche uno dei più noti giocatori della nazionale francese, con cui ha vinto la coppa del mondo nel 2018.

Moncler lancia ‘Select’ con Alicia Keys

Nike, bene il Q2 grazie al Nord America Nike chiude il secondo trimestre dell’anno fiscale 2022 (terminato il 30 novembre 2021) con risultati sopra le attese grazie allo sprint del Nord America. I ricavi sono aumentati dell’1% a 11,4 miliardi di dollari (poco più di 10 miliardi di euro) rispetto all’anno precedente e sono rimasti stabili su base neutra rispetto alla valuta. L’utile netto è stato di 1,3 miliardi di dollari, in crescita del 7%, e l’utile diluito per azione è stato di 0,83 dollari, in aumento del 6 per cento. Il mercato, secondo i dati Refinitiv, si aspettava entrate complessive per 11,25 miliardi di dollari.

EssilorLuxottica vende gli store a Vision Group

Plein porta la linea sport in passerella a Milano

Philipp Plein ha annunciato il ritorno di una collezione uomo e donna Plein Sport che verrà presentata alla prossima fashion week meneghina, a febbraio 2022. Plein Sport è stato lanciato originariamente dal Gruppo Plein nel 2016 per soddisfare la costante richiesta di prodotti luxury sportivi. “Messo in pausa nel 2018 per decisioni strategiche interne al gruppo – si legge in una nota dell’azienda – il marchio torna oggi più forte di sempre e pronto a posizionarsi esattamente dove gli spetta: tra l’abbigliamento performante e quello luxury”.

Anche Dolce & Gabbana investe sugli emergenti

I big della moda supportano i giovani designer italiani e internazionali. Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno appena comunicato che valorizzeranno il lavoro della designer coreana Miss Sohee. Grazie ai due stilisti la creativa realizzerà la sua prossima collezione che sarà presentata durante l’edizione di febbraio di Milano Fashion Week. Dolce & Gabbana supporterà l’iniziativa nella sua intera organizzazione, ospitando la presentazione delle creazioni di Miss Sohee all’interno dei propri spazi a Milano.

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Moncler dà il via a ‘Moncler Select’. Il nuovo progetto digitale del marchio di Remo Ruffini debutta con un personaggio d’eccezione, Alicia Keys: la cantante, già global partner di Moncler, presta ancora una volta la sua voce e il suo volto, che avevano accompagnato l’evento di Mondogenius, in qualità di guest curator. Disponibile su Moncler.com, il programma sarà curato da alcune tra le personalità più ispiranti del mondo dello sport, della moda, del business e dell’entertainment, proprio come la cantante, autrice e produttrice e che vanta ben 15 Grammy Awards.

EssilorLuxottica e GrandVision hanno sottoscritto un accordo con Vision Group per l’acquisizione da parte di quest’ultimo della catena VistaSì, che include il brand e tutti i 99 negozi, e di 75 negozi GrandVision in Italia. La cessione fa seguito ai rimedi concordati con la Commissione europea il 23 marzo 2021, nell’ambito dell’acquisizione di GrandVision da parte di EssilorLuxottica. Allora Bruxelles diede il via libera all’acquisizione della società olandese da parte del gigante dell’occhialeria a patto che il gruppo cedesse numerosi punti vendita.

Ferrari cambia 3 manager. A gennaio nuovo team

Cambi al vertice di Ferrari. La scuderia del cavallino ha annunciato il nuovo assetto organizzativo, salutando a partire dal 10 gennaio 2022 tre membri del suo senior management team: Nicola Boari, Michael Leiters e Vincenzo Regazzoni. I manager ricoprivano rispettivamente i ruoli di chief brand diversification officer, chief technology officer e chief manufacturing officer. I nuovi inserimenti sono previsti già da gennaio.

Riri Group compra Dmc

Il gruppo elvetico Riri Group, specializzato nella produzione di accessori metallici ha acquisito il 100% della toscana Dmc, il cui main business è rappresentato dai componenti metallici per l’alta moda come fibbie, borchie, bottoni e ganci per borse e portafogli. Il valore dell’operazione non è stato reso noto.

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Rent the Runway, aumenta le perdite nel Q3

Nel terzo trimestre dell’esercizio fiscale 2021, il primo dopo la quotazione, la piattaforma ha registrato un rosso più marcato del previsto, pari a di 87,8 milioni di dollari (77,8 milioni di euro), rispetto a 44,3 milioni nel terzo trimestre del 2020. Le vendite si sono attestate a 59 milioni di dollari (52,3 milioni di euro), con un aumento del 66% anno su anno da 35,5 milioni. L’utile lordo è stato di 19,9 milioni di dollari (17,6 milioni di euro), mentre il margine lordo è stato del 33,7%, rispetto al 6,8% dello scorso anno.

Amazon, maxi-multa da oltre 1 mld dall’Antitrust

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato una sanzione di oltre 1 miliardo di euro alle società Amazon Europe Core Sàrl, Amazon Services Europe Sàrl, Amazon EU Sàrl, Amazon Italia Services Srl e Amazon Italia Logistica Srl per violazione dell’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.Secondo l’autorità, Amazon avrebbe favorito “il proprio servizio di logistica, denominato Logistica di Amazon (Fulfillment by Amazon, c.d. “Fba”), presso i venditori attivi sulla piattaforma Amazon.it ai danni degli operatori concorrenti in tale mercato e di rafforzare la propria posizione dominante”.

Farfetch spinge sull’acceleratore del second hand. Il colosso dell’e-commerce ha appena messo a segno l’acquisizione di Luxclusif con un accordo pensato per rafforzare la suite di servizi white label di Farfetch per i clienti del settore. L’-e-tailer, del resto, mira a “presidiare davvero la categoria e le sue opportunità”. I termini finanziari dell’operazione, però, non sono stati resi noti. La piattaforma b2b Luxclusif attualmente alimenta anche il suo servizio di rivendita di borse ‘Second Life’, lanciato nel 2019.

Dopo Nikeland, progetto del gigante dello swoosh sulla piattaforma di videogiochi Roblox Corp, e dopo l’annuncio di Otb sulla nascita di Bvx (Brave Virtual Xperience), centro di competenza interamente dedicato allo sviluppo di progetti e contenuti destinati al mondo virtuale, è infatti Balenciaga a varare una business unit focalizzata sulle opportunità offerte dal metaverso. Per Balenciaga si tratta in realtà di rafforzare l’impegno in una dimensione già parzialmente esplorata: la griffe disegnata da Demna Gvasalia ha infatti presentato la collezione A/I 2021 con un videgame e ha collaborato con la piattaforma di gaming Fortnite.

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Pvh chiude il terzo trimestre con risultati positivi, e conferma le attese ottimistiche per l’intero anno. Il gruppo proprietario di Tommy Hilfiger e Calvin Klein ha riportato ricavi in crescita del 10% nei tre mesi a 2,3 miliardi di dollari (poco più di 2 miliardi di euro al cambio attuale) rispetto al periodo dell’anno precedente, nonostante il peggioramento delle interruzioni logistiche nel mese di ottobre. Le attese del gruppo per l’intero anno 2021 sono comunque ottimistiche: Pvh conta di aumentare le vendite tra il 27% e il 28% rispetto al 2020, riaffermando la fascia alta della precedente guidance.

Elle vieta le pellicce nei suoi contenuti La rivista Elle bandisce le pellicce dai suoi contenuti editoriali. Il fashion magazine francese ha creato una policy che non permette la creazione di contenuti editoriali per la promozione della pelliccia animale nelle proprie riviste, sui propri siti web e profili social. Questo significa che non verranno più mostrate pellicce negli editoriali, nelle immagini per la stampa, in quelle delle sfilate e di street style. Al momento, ognuna delle 45 edizioni di Elle in tutto il mondo ha già sottoscritto la policy.

Donne manager, aumentano (+4,9%) ma non nella moda

Farfetch acquisisce il resale di Luxclusif

Balenciaga, in arrivo divisione per il metaverso

Pvh ottimista sul 2021: crescerà del 27% su 2020

Continuano a crescere le donne manager alla guida delle aziende italiane. Il 2020 ha complessivamente messo a segno un +4,9% di dirigenti donne rispetto all’anno precedente, a fronte di un generale aumento di manager nell’industria italiana (+0,6%). A dirlo è l’Osservatorio Manageritalia, sulla base dei dati divulgati dall’Inps. Non tutti i settori si sono però dimostrati virtuosi allo stesso modo. Tra i peggiori c’è proprio la moda: il segmento ‘Confezione di articoli di abbigliamento, confezione di articoli in pelle e pelliccia’ chiude l’anno con un calo del 5,31 per cento.

Armani dice addio alla lana d’angora

Il Gruppo Armani ha comunicato il proprio impegno a non utilizzare lana d’angora per le collezioni di tutte le linee a partire dalla stagione A/I 2022-23, aggiungendola all’elenco dei materiali esclusi dalla propria fur free policy.Già nel 2016, in accordo con la Fur Free Alliance, l’azienda aveva comunicato l’abolizione dell’uso di pellicce animali da tutti i suoi prodotti, a partire dalla stagione A/I 2016-17. “Da tempo il Gruppo - spiega la nota - ha intrapreso un importante percorso volto a garantire che il valore generato dall’obiettivo di crescita sia in armonia con il territorio e con le comunità locali”.

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analisi

Giorgio Armani, collezione primavera/estate 2022

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Pre-Covid, il sorpasso è RIMANDATO al 2022. Ma per i big è già arrivato il RIMBALZO A livello italiano, il 2021 si chiude ancora sotto ai numeri del 2019, nonostante il segno più dell’export. Il fashion & luxury internazionale è ottimista sull’anno appena iniziato, con i grandi gruppi pronti ad allungare (ancora) il passo. di Giulia Sciola

I

l 2021 ha visto il sistema moda italiano rincorrere i risultati finanziari del 2019. È quanto emerso dalla conferenza stampa dedicata alla prossima edizione di Milano Moda Uomo (14-18 gennaio 2022), durante la quale il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Carlo Capasa ha presentato le previsioni per la chiusura dei 12 mesi. L’evoluzione del commercio internazionale, l’ipotesi di raggiungimento della copertura vaccinale e le attese positive per la stagione delle vendite natalizie hanno confermato che nel 2021 il fatturato dell’industria italiana della moda dovrebbe attestarsi a 64 miliardi di euro, circa il 5% sotto il livello del 2019. A livello globale, la ripresa del fashion è attesa per il 2022, con vendite che supereranno tra il 3% e l’8% i livelli registrati nel 2019. La crescita, afferma The State of Fashion 2022, indagine annuale pubblicata da The Business of Fashion e McKinsey & Company, sarà più marcata in Cina e negli Stati Uniti, e più lenta in Europa.

L’INDUSTRIA DELLA MODA ITALIANA IN CIFRE La moda italiana insieme ai settori correlati (occhialeria, gioielleria e cosmesi) dovrebbe arrivare a fatturare 82,8 miliardi di euro, in salita del 20,5% rispetto ai 68,7 miliardi del 2020, e non più così distanti dai 90,2 miliardi del 2019, prima che l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 scuotesse l’economia mondiale. L’export dovrebbe raggiungere i 67,9 miliardi di euro (+21%), avvicinandosi ai 71,5 del 2019. Dopo il boom del primo semestre, i dati di export della moda italiana sono rimasti positivi anche nel terzo trimestre del 2021 con una crescita complessiva delle esportazioni del 17,1% (+18,2% verso i Paesi extra Unione Europea e +15,7% verso i Paesi dell’Unione Europea). Tra i principali mercati esteri, l’export della verso la Cina è cresciuto del 55,2%, verso gli Usa

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analisi

del 31,2%, verso la Russia del 20,6 per cento. L’import ha registrato nei 9 mesi una lieve riduzione (-2,7%) rispetto agli stessi mesi del 2020, in gran parte per le difficoltà logistiche e di approvvigionamento dai Paesi extra Ue (-13,2%) e in particolare dalla Cina e dai Paesi dell’Asia orientale (-29,9%), che hanno interessato anche gli approvvigionamenti dei marchi italiani. Mentre sono cresciute le importazioni dai Paesi Europei (+12,7 per cento). IL QUADRO INTERNAZIONALE Come detto in apertura, il 2022 sarà un anno fondamentale per il fashion a livello mondiale. Le previsioni sono infatti ottimistiche. Le vendite globali nel 2022 potrebbero superare del 3-8% i livelli del 2019, registrando un tasso di crescita più sostenuto di quanto previsto solo sei mesi fa. In Cina, le vendite del settore moda hanno già raggiunto i livelli pre-Covid in tutti i segmenti, soprattutto nel lusso, le cui vendite potrebbero crescere del 70-90% rispetto al 2019 entro la fine del 2021. “I problemi relativi alla supply chain rappresentano la principale fonte di preoccupazione per l’industria – si legge nella nota di McKinsey & Company - con l’87% dei manager intervistati che prevede un impatto negativo sui margini nel 2022 a causa delle interruzioni della catena di approvvigionamento. La combinazione di carenza di materie prime, colli di bottiglia nei trasporti e maggiori costi di spedizione farà gonfiare ulteriormente i costi di produzione e causerà squilibri tra domanda e offerta, provocando una crescita dei prezzi finali: il 67% dei manager intervistati si aspetta infatti di aumentare i prezzi retail nel 2022, con un incremento medio del 3%, mentre il 15% stima addirittura un rialzo dei prezzi di almeno il 10 per cento”. La sostenibilità si conferma in cima alla lista delle priorità, con il 60% delle aziende che sta aumentando gli investimenti in soluzioni di riciclo a circuito chiuso per ridurre l’impatto ambientale. Dal canto suo, il digitale rappresenta per il 32% degli intervistati la principale opportunità di crescita, seguita dalla sostenibilità (12 per cento). Le stime globali non possono trascurare le specificità di posizionamento, dimensioni ed esposizione internazionale delle griffe, con i big player del lusso pronti ad accelerare ulteriormente rispetto a concorrenti meno strutturati. “Ci sono aziende - ha spiegato Luca Solca, senior research analyst, global luxury goods di Bernstein - che sono oggi 40% più grandi di quanto fossero nel 2019. Parliamo ad esempio di Hermès, Cartier, Louis Vuitton o Dior. Per queste aziende, la pandemia ha rappresentato una occasione per ‘allungare’ ulteriormente la distanza rispetto ai competitor. Ci sono invece aziende di dimensioni minori che rimangono sotto i livelli del 2019. La difficoltà maggiore è stata recuperare la domanda cinese in Cina, perché i cinesi nel mercato domestico pagano prezzi più elevati per i luxury goods, e quindi acquistano in prevalenza i marchi più forti, che percepiscono come indispensabili”. In questo senso, sebbene la ripresa sarà più modesta in Europa, non si può trascurare che 10 dei primi 20 “super winner” del settore moda e lusso hanno origini europee, quindi dal punto di vista dell’offerta il Vecchio Continente rimane una solida base per l’intera industria. “A livello internazionale - ha precisato Flavio Cereda, managing director luxury equity di Jefferies - il settore chiuderà il 2021 in linea con il 2019 grazie alla spinta del mercato americano. I rallentamenti della supply chain rappresenteranno un rischio per il lusso solo in caso di ulteriore aggravarsi della pandemia. Ad oggi non si ha un’idea chiara dell’evoluzione. Le dinamiche del 2022 saranno molto simili a quelle del 2021, con maggiori incertezze nella prima parte dell’anno. Quanto ai mercati, la performance 2022 dell’Europa dipenderà dalla consistenza dei flussi turistici, che ci aspettiamo molto deboli. Stati Uniti e Cina cresceranno a doppia cifra”.

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attualità

Etro primavera/estate 2022

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attualità

Let’s get PHYSICAL. Dopo la virata digital, sfilate, fiere ed eventi tornano ‘IN REAL LIFE’ L’emergenza sanitaria ha incrementato notevolmente lo sviluppo delle piattaforme di streaming online, anche nel segmento fashion. Dal prossimo anno, però, il formato fisico auspica di potersi prendere la rivincita. di Marco Caruccio

I

l sistema moda scommette nuovamente sul format fisico. L’agenda dei primi due mesi del 2022 testimonia quanto gli operatori del settore italiani siano ottimisti sul ritorno in presenza dei canonici appuntamenti annuali dopo aver sperimentato, a causa dell’emergenza sanitaria, edizioni prevalentemente digitali. Le piattaforme online non scompariranno, ma resteranno come valore aggiunto a fiere, sfilate ed eventi che avverranno secondo le modalità tradizionali o, dove possibili, in versione phygital.

GENNAIO AL MASCHILE A dare il via alle manifestazioni di settore ci penserà Pitti Immagine. Firenze tornerà ad essere la capitale della moda maschile e del kidswear. Dall’11 al 13 gennaio, la Fortezza da Basso ospiterà Pitti Immagine Uomo 101 e Pitti Immagine Bimbo 94. A ridosso delle vacanze natalizie si contavano oltre 600 adesioni da parte degli espositori, in netta crescita rispetto ai 350 dell’edizione estiva. A eccezione di una manciata di marchi presenti solo online, tutti i brand che parteciperanno in presenza saranno anche nella piattaforma digitale Pitti Connect, già attiva dal 7 dicembre. Il formato phygital appare quindi ben rodato per chi non potrà raggiungere fisicamente il capoluogo toscano. Se questo mese Londra metterà in stand-by la fashion week maschile, un’infornata di nuovi nomi caratterizzerà invece l’edizione di Milano Moda Uomo dal 14 al 18 gennaio. Un calendario ricco di new entry ed eventi che, dopo alcune stagioni in digitale, prediligerà il ritorno al formato fisico. Lo confermano le 23 sfilate e le 24 presentazioni e presentazioni su appuntamento, 12 eventi e 9 contenuti digitali per un totale di 47 brand per 68 appuntamenti. La fashion week vedrà sei brand presenti per la prima volta nel calendario sfilate tra cui Jw Anderson, Federico Cina e 1017 Alyx

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attualità

9Sm. Tra gli eventi spiccano il 50esimo anniversario di Cp Company, l’evento di Woolrich e il concerto della band australiana Parcels presso il Gucci Hub. Molti appuntamenti in calendario potranno essere seguiti su milanofashionweek.cameramoda.it, la piattaforma lanciata in occasione delle fashion week digitali. La kermesse potrà essere seguita anche sui profili social di Cnmi di TikTok, Instagram, Facebook, Twitter e Weibo con contenuti ad hoc e aggiornamenti in tempo reale sugli eventi. Formato phygital anche per l’ottava edizione del Fashion Film Festival Milano, manifestazione fondata e diretta da Costanza Cavalli Etro. Dal 15 al 18 gennaio 2022 al quartiere fieristico di Riva del Garda torna, per la seconda volta in presenza dopo la pandemia, Expo Riva Schuh & Gardabags, il marketplace internazionale dedicato alla calzatura e all’accessorio. FEBBRAIO FULLY BOOKED Febbraio inizierà con la 34esima edizione di Milano Unica prevista nei primi due giorni del mese. Altaroma ospiterà i nuovi talenti della moda dal 2 al 4, tra Fashion Hub, Showcase e i progetti legati a Who is on next? Negli stessi giorni andrà in scena anche Pitti Filati a Firenze. Dopo l’esperienza digital, la fiera dedicata all’universo eyewear Mido si svolgerà in presenza dal 12 al 14 febbraio. Ad oggi sono circa 600 gli espositori che hanno confermato la loro presenza al salone, di cui 350 esteri provenienti principalmente dall’Europa. L’appuntamento con Micam sarà invece dal 20 al 22 febbraio per la 93esima edizione del salone promosso da Assocalzaturifici e dedicato all’intero comparto calzaturiero. Sotto i riflettori di Fiera Milano Rho ci saranno le novità da uomo, donna e da bambino. Negli stessi giorni e nella medesima location ci sarà anche Mipel, dedicata alla pelletteria. Dal 20 al 23 febbraio all’interno di TheOneMilano convergeranno Mipap, salone del prêt-à-porter organizzato da Fiera Milano, e Mifur, salone internazionale della pellicceria e della pelle, organizzato da Mifur Srl. Presso il MiCo Milano Convention Centre sarà invece allestito Filo, la rassegna internazionale b2b di filati e fibre (23-24). A Fiera Milano Rho tornerà anche Lineapelle (22-24 febbraio), rassegna internazionale dedicata ai settori pelli, accessori, componenti, sintetico, tessuti e modelli per calzatura, pelletteria, abbigliamento e arredamento. Dal 22 al 28 febbraio è invece prevista la fashion week femminile organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana. Dal 24 al 27 White, salone della moda contemporary, tornerà sulle scene all’interno del Tortona Fashion District. Il salone animerà, oltre alle tradizionali location del Superstudio Più e dell’Ex Ansaldo, due destinazioni inedite, il Mudec e il Padiglione Visconti, per una superficie totale di 18mila metri quadrati. Rinnovata nei contenuti e nell’immagine, realizzata grazie anche al supporto di Maeci e Ice Agenzia, e alla partnership con Confartigianato Imprese, per il prossimo appuntamento la manifestazione conterà per la prima volta sulla sinergia con Cnmi e Camera Showroom Milano, nell’obbiettivo comune di potenziare il numero di compratori internazionali su Milano. NON SOLO MILANO Oltre alle fashion week meneghine anche le altre principali capitali della moda hanno annunciato le date delle prossime sfilate. La Nyfw andrà in scena dall’11 al 16 febbraio mentre Londra rinuncerà al menswear convogliando tutte le proposte durante la fashion week di febbraio (18-22). Parigi allestirà invece le passerelle maschili (18-23 gennaio) seguite come di consueto dai défilé donna dedicati alla couture (24-27 gennaio) e al prêt-à-porter (28-8 febbraio). In calendario anche Première Vision (8-10 febbraio). Una doccia fredda, invece, arriva da Monaco, dove Munich Fabric Start Exhibitions GmbH, cui fanno capo la fiera del tessile Munich Fabric Start e Bluezone dedicata al denimwear, ha annunciato che cancellerà gli eventi in programma a gennaio a causa del diffondersi della variante Omicron in Germania. 24

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dossier

Dalla filiera made in Italy spuntano i poli dei terzisti Dal ramificato mondo della filiera italiana arrivano importanti segnali di consolidamento. Gli ultimi due anni hanno registrato un’accelerazione delle acquisizioni da parte di ‘nuovi’ soggetti industriali, il cui obiettivo è la creazione di poli manifatturieri premium. In questo modo, si accendono i riflettori sul mondo dei terzisti, fino a oggi rimasto escluso dall’interesse degli investitori. Adesso, invece, diventa chiaro quanto la supply chian sarà sempre più cruciale per garantire credibilità ai brand di lusso. GENNAIO/FEBBRAIO 2022 PAMBIANCO MAGAZINE

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Darling Arias su Unsplash

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Scatta il RISIKO sui terzisti made in Italy. A colpi di M&A, ecco i POLI della manifattura Di fronte a un mondo del lusso in crescita dimensionale, diventano tangibili le sinergie delle aggregazioni nella filiera. La rivoluzione è solo all’inizio. All’orizzonte ci sono nuove operazioni e l’ingresso di player internazionali. di Milena Bello

È

l’Italia il Paese leader nella produzione di moda di alta gamma. Nel 2018, in occasione del Fashion & Luxury Summit di Pambianco, erano state messe nero su bianco le cifre del primato italiano nel lusso: circa il 70% della manifattura di fascia alta viene realizzato da piccole e medie aziende terziste italiane. Oggi, questa percentuale è salita all’80% ed è indicativa dell’importanza del tessuto delle piccole realtà italiane che producono quasi esclusivamente per i marchi di lusso internazionali. Un primato ormai conosciuto in tutto il mondo, e che sta diventando a tal punto strategico da innescare un’evoluzione sostanziale anche nel panorama dei terzisti. Di fronte a un mercato del lusso in forte ascesa, anche dimensionale, e raccolto attorno ai colossi internazionali, anche la moltitudine di piccole aziende italiane produttrici conto terzi ha fatto uno scatto in avanti strutturandosi in gruppi o entrando in nuovi poli B2B di produzione strutturati e che consentono, in questo modo, una gestione sinergica delle risorse produttive. Insomma, si sta ricreando il tessuto fertile per l’effettiva nascita di cosiddetti poli manifatturieri del lusso. È una rivoluzione solo agli esordi. Perché all’orizzonte si profilano nuove operazioni e il possibile ingresso anche di player internazionali. Per Alessio Candi, Consulting e M&A Director di Pambianco, la partita dei poli terzisti di produzione per le insegne di lusso internazionali è una realtà inevitabile: “L’Italia è e resterà un Paese di manifattura, elemento che rende unico il panorama italiano a differenza di quello europeo, per esempio, dove la manifattura di fascia alta si è indebolita con il tempo. In più, la peculiarità italiana è quella della presenza dei distretti, il che consente di trovare in uno stesso territorio una serie di piccoli produttori molto flessibili, in grado di gestire piccoli o grandi stock per i brand del lusso”.

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Nella costituzione di questi poli, i vantaggi per le aziende acquisite sono stati numerosi. Prima di tutto significa poter diventare un interlocutore privilegiato dei grandi marchi che possono poggiare su di un network di aziende produttive con caratteristiche diverse, ma dalle sinergie comuni. E, d’altro canto, per le stesse manifatture rappresenta la possibilità di potersi avvantaggiare dal ‘cross selling’ di marchi. FIOCCANO LE OPERAZIONI TRA 2020 E 2021 Ecco che, negli ultimi due anni, le operazioni che si sono susseguite sono state 15. Sebbene non sia possibile avere una stima dei valori precisi di ciascuna operazione, è sicuramente da segnalare il fatto che, secondo quanto confermato dagli addetti ai lavori, la domanda di aziende manifatturiere abbia incrementato i parametri di acquisto negli ultimi anni. Tra i primi a lanciare la sfida della creazione di holding ad hoc c’è Holding Industriale (Hind) con Uno Maglia. La storica azienda di abbigliamento aretina era stata acquisita nel 2008 ma solo nel 2018 nasce l’idea, attraverso Holding Moda, di creare il primo polo industriale B2B della manifattura made in Italy. Hind ora conta sette aziende al suo interno (Uno Maglia, Alex & Co, Rbs, Albachiara, Gab, Project Officina Creativa e Valmor) di cui cinque rilevate tra 2020 e 2021. Negli stessi anni anche Pattern, società quotata a Piazza Affari dal 2019, ha iniziato a dare vita al suo progetto di polo della manifattura prima con l’acquisizione nel 2017 di Roscini Atelier in Umbria, nel 2019 della società emiliana Smt e, nel 2021, con Idee Partners (per quattro milioni di euro). Lo scatto in avanti nella polarizzazione del tessuto manifatturiero è arrivato nel 2020. Anno in cui debutta il Gruppo Florence, nato sotto l’egida della holding milanese Vam Investments (il cui presidente è l’ex Bulgari Francesco Trapani, esperto conoscitore del mondo del lusso) e di Fondo Italiano d’Investimento sgr, che esordisce con l’acquisizione contestuale delle aziende toscane Giuntini, Ciemmeci fashion e Mely’s. Nel 2021 il network di aziende acquisite si è allargato con quattro nuove realtà, numero destinato ad aumentare a quota 12 imprese nel breve termine per poi, con ogni probabilità, approdare in Borsa. Nella galassia dei poli manifatturieri c’è poi da segnalare il Gruppo Star New Generation (posseduto al 70% da Star Capital tramite il fondo Star IV – Private Equity Fund e al 30% dalla famiglia Marzioni) che dopo le acquisizioni del 2018 di International Promo Studio e Moda Italia, ha arricchito il bouquet di aziende rilevando il 70% di Effe 2 Studio e Confezioni S.r.l., specializzata nella lavorazione del jersey per conto delle aziende di alta moda. NON SOLO ABBIGLIAMENTO Nel mirino delle holding non c’è solo il settore abbigliamento. L’altro ambito che sta strutturando la sua offerta attraverso l’aggregazione delle perle manifatturiere italiane è il mondo delle calzature (settore peraltro nel quale si stanno espandendo anche gli stessi poli del fashion). Lo conferma il caso di Gruppo Manifatture Italiane, holding per la produzione made in Italy di sneaker e scarpe formali di lusso promosso dall’azionista di maggioranza Consilium sgr. Le prime acquisizioni sono datate 2018 (River Group ed Energy), seguite poi dal Calzaturificio Claudia nel 2019 e nel 2020 da quello di Broma. Sempre nel mondo dei terzisti calzaturieri per i marchi di fascia alta, c’è da segnalare anche l’operazione che ha portato nel 2019 il fondo Lion Capital, attraverso il veicolo Leopardi Holding MidCo Limited a rilevare la maggioranza del Gruppo Menghi.

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Un biennio d’oro per i terzisti Operazioni di M&A nel settore manifatturiero tra 2020 e 2021

Acquirente

Aquisita

Data

Holding Industriale

RBS

2020

Holding Industriale

Albachiara

2020

Gruppo Florence

Giuntini

2020

Gruppo Florence

Ciemmeci

2020

Gruppo Florence

Mely’s

2020

Gruppo Manifatture Italiane

Broma

2020

Holding Industriale

Gab

2021

Holding Industriale

Project Officina Creativa

2021

Holding Industriale

Valmor

2021

Idee Partners

2021

Gruppo Florence

Manifatture Cesari

2021

Gruppo Florence

Emmegi

2021

Gruppo Florence

Antica Valserchio

2021

Gruppo Florence

Metaphor

2021

Effe 2 Studio e Confezioni

2021

Pattern

Star New Generation

Fonte: Pambianco

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il mare dentro


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PH Vishal Banik da Unsplash

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Così la FILIERA guida il fashion italiano. Chi sono quelli che aggregano i TERZISTI I ‘nuovi’ protagonisti della manifattura puntano a unire competenze trasversali in tutti i segmenti della moda di lusso made in Italy. Dall’abbigliamento alla pelletteria, fino alle calzature, per spingere su sinergie e know-how. di Laura Bittau e Tiziana Molinu

C’

è chi punta alla quotazione in Borsa come il gruppo Florence e chi, come Holding Industriale (Hind), attraverso la sua consociata Holding Moda, mira a essere presente in tutti i segmenti della moda di lusso. Non mancano altri importanti player come Star Capital, Pattern e Consilium che attraverso diverse operazioni si sono affermati come protagonisti nel mondo del fashion luxury dei terzisti. La tendenza preponderante sembra essere la volontà di presidiare tutti i segmenti della filiera made in Italy che consente una gestione sinergica delle risorse produttive. Per capire la portata del fenomeno, basti pensare che l’80% della manifattura di alta gamma mondiale proviene da aziende terziste tricolore. GRUPPO FLORENCE Ripercorrendo le tappe più importanti di questo percorso bisogna indubbiamente citare il caso di Florence. Il polo tessile controllato per circa il 65% dal consorzio guidato da Vam Investments, Fondo Italiano d’Investimento, Italmobiliare e per il restante 35% dalle famiglie Giuntini, Capezzuoli, Maltinti, Ciampolini, Sanarelli, Romolini e Bonacina ha all’attivo sette acquisizioni. L’ultima è stata quella di Metaphor, storico maglificio del distretto manifatturiero carpigano. Un progetto d’espansione nel settore moda e lusso che non si ferma all’abbigliamento, ma mira alla trasversalità. Come ha spiegato il suo CEO Attila Kiss in occasione del 26° Pambianco-PwC Fashion Summit: “Una volta completata la parte dell’abbigliamento, cosa che è avvenuta nel 2021, nel 2022 il progetto si estenderà anche sulla pelletteria e sulla calzatura, per poi approdare in Borsa e continuare con il consolidamento delle aziende presenti e delle sinergie che si creano”. Oltre alla citata Metaphor, al suo interno ora figurano Giuntini, Ciemmeci Fashion, Mely’s, Manifatture

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Cesari, Emmegi e Antica Valserchio. “Ma è un numero destinato ad aumentare perché stiamo arrivando a 12 aziende”, ha aggiunto il manager, precisando che “quest’anno supereremo i 170 milioni di euro di fatturato”. HOLDING INDUSTRIALE (HIND) Holding Industriale (Hind), società di investimenti nata a Torino nel 2011 e guidata da Claudio Rovere, ha annunciato la costituzione di Holding Moda nel 2017, progetto volto all’acquisizione e valorizzazione di aziende della filiera italiana specializzate nella produzione di abbigliamento e pelletteria che prevede il coinvolgimento di realtà attive nel settore fashion. Hind ora conta sette aziende al suo interno, di cui cinque rilevate tra il 2020 e 2021: Uno Maglia, Alex & Co, Rbs, Albachiara, Gab, Project Officina Creativa e Valmor. Quest’ultimo, importante calzaturificio con sede a Civitanova Marche, è stato rilevato da Holding Moda lo scorso dicembre. Un’acquisizione dal valore strategico, che ha completato la presenza della società in tutti i segmenti della moda di lusso (abbigliamento, pelletteria e calzature), raggiungendo l’obiettivo di massima diversificazione dell’offerta attraverso l’integrazione di competenze delle eccellenze manufaturiere italiane. STAR CAPITAL Importante player anche Star Capital. A giugno, il Gruppo Star New Generation (posseduto al 70% da Star Capital tramite il fondo Star IV – Private Equity Fund e al 30% dalla famiglia Marzioni) ha acquisito il 70% della società Effe 2 Studio e Confezioni Srl, azienda specializzata nella lavorazione del jersey per conto delle aziende di alta moda. L’ingresso di Effe 2 nel Gruppo Sng (composto dalle società International Promo Studio Srl e Moda Italia Srl) ha l’obiettivo di creare un gruppo di maggiori dimensioni specializzato nella produzione made in Italy di capi di abbigliamento in conto terzi, al servizio delle principali maison del lusso, ampliando la gamma delle categorie servite. CONSILIUM Tra gli esempi da menzionare anche Consilium, società di gestione del risparmio dedicata all’attività di private equity che ha per obiettivo “la creazione di valore nel medio periodo attraverso investimenti nel capitale di Pmi italiane”. Nel suo raggio d’azione non manca il fashion. Nel 2019, Consilium ha infatti finalizzato la sua ultima acquisizione nel settore: quella del Calzaturificio Claudia, in seguito a quella del gruppo River (composto da River Group e Calzaturificio Energy) del 2018. Così il fondo aveva anche annunciato la nascita del Gruppo Manifatture Italiane (Gmi), mosso dall’ambizione di essere “polo di eccellenza italiano nella produzione di sneakers e scarpe formali di lusso”, con oltre 80 milioni di fatturato e 750mila paia di scarpe prodotte all’anno. PATTERN Nella galassia dei poli manifatturieri premium spicca Pattern, società italiana attiva nella progettazione, ingegneria, sviluppo, prototipazione e produzione di linee di abbigliamento per marchi italiani d’alta gamma. Fondata nel 2000 da Francesco Martorella e Fulvio Bosco, Pattern ha acquisito pochi mesi fa la maggioranza di Idee Partners, tramite un accordo quadro per il 54% della società toscana operante nel settore della pelletteria di lusso con focus su borse e piccoli accessori. Una mossa strategica, come ha spiegato il CEO Luca Sburlati: “Con questo accordo continuiamo il piano di sviluppo del polo italiano della progettazione del lusso iniziato nel 2017”. E che permette al gruppo di gestire internamente le tre categorie merceologiche (tessuto, maglia e pelle). Nel 2017 è stata acquisita Roscini Atelier in Umbria. Nel 2019 è stata la volta della emiliana Smt, operante nella maglieria di lusso. 36

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scenario

Dall’alto, in senso orario: Hermès, Himalaya Niloticus Crocodile Kelly 25, 2019, venduta in asta da Christie’s a 437.555 dollari; Hermès Coccodrillo Porosus nero Sellier Kelly 25 con 18k White Gold & Diamond Hardware, 2019, venduta in asta da Christie’s a 194.469 dollari; un raro ed eccezionale multicolore ricamo di piume & étoupe Swift in pelle sellier mosaique Kelly 32 con hardware palladio Hermès, venduta in asta da Christie’s a 354.381 dollari; Birkin 35 in géranium porosus coccodrillo e diamanti, con finiture in oro bianco e 18 carati e diamanti, Hermès, 2014, venduta in asta da Christie’s a 289.948 dollari

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scenario

Borse di LUSSO, asset d’investimento per passione. E per COLLEZIONE Edizioni limitate, fuori produzione e modelli vintage catturano sempre l’attenzione, parola di Lucile Andreani Head of Sale Handbags & Accessories Christie’s. di Maria Adelaide Marchesoni

N

on conosce rallentamenti la passione per le borse di lusso da collezione. Se in passato questi oggetti desiderabili erano considerati solo un costoso regalo, a partire dal 2008, dopo la crisi finanziaria, le borse di lusso si sono affermate come oggetti da collezione con prezzi in rapida crescita e, a tutti gli effetti, considerate una asset class alternativa. Proprio come succede tra i collezionisti di auto d’epoca, gli appassionati ne apprezzano la qualità dell’artigianato, l’esclusività e la resilienza in periodi di crisi. Con un volume d’affari pari a 26,4 milioni di sterline (34 milioni di dollari), il segmento delle borse da collezione è ancora relativamente contenuto rispetto ad altri collectible, ma in questi ultimi anni la crescita è stata rapida e le attese indicano un significativo potenziale di incremento considerato che la base dei collezionisti è in aumento, alimentata da una crescente partecipazione femminile, dalle collezioniste più giovani, alla ricerca della loro prima Chanel, a quelle più esperte, che collezionano da oltre vent’anni. Se nel segmento delle borse di lusso sono diversi i marchi proposti dalle principali case d’asta come Hermès, Chanel, Louis Vuitton, Dior, Gucci, Fendi, Celine e altri, quello delle borse da collezione è dominato da soli tre marchi: Hermès, Chanel e Louis Vuitton. L’iconica Hermès Birkin possiede tutte le caratteristiche di un vero e proprio investimento. Ha segnato diversi livelli di prezzi record che sono stati via via superati. Nel 2017, una Himalaya Birkin 30 è stata offerta da Christie’s a Hong Kong con una stima pari a 1,5 milioni di dollari di HK ed è stata aggiudicata a 2,98 milioni di dollari di HK (circa 380.000 dollari) battendo il record mondiale per una borsa venduta in

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scenario

asta. Le Hermès Kelly sono state a lungo meno costose delle Birkin, ma hanno visto il loro valore aumentare costantemente nel tempo e oggi hanno valori simili alle Birkin. Ad Hong Kong, lo scorso maggio, tra i top lot in un’asta di Christie’s una rara Hermès Kelly 28 Himalaya bianco opaco del 2020 realizzata in pelle di coccodrillo Niloticus con dettagli in palladio, è stata aggiudicata per 2,7 milioni di dollari di HK (355.759 dollari) pari a tre volte la stima massima (700.000-900.000 dollari di HK). Tra le case d’asta, Christie’s è leader di mercato con circa il 50% delle vendite, seguita dall’asiatica Poly Auction con una quota di mercato vicina al 15%, Sotheby’s rimane un forte concorrente in questa categoria, Finarte e la francese Artcurial hanno quote di mercato tra il 3% e il 7 per cento. Altre case d’asta stanno seguendo le loro orme, come Bonham’s che ha lanciato la sua vendita inaugurale nel luglio 2020 dopo aver costituito il nuovo dipartimento all’inizio dell’anno. Lo scorso maggio, Christie’s a Hong Kong, che si conferma l’area geografica più attiva per questo collectible, ha registrato il volume d’affari più elevato, anche rispetto ad altri competitor, raggiungendo 55,2 milioni di dollari di HK (7,1 milioni di dollari), da quando nel 1978 portò in asta una borsa che faceva parte della collezione di Coco Chanel ed aggiudicarsela fu lo Smithsonian Institute di New York. Lucile Andreani, Head of Sale Handbags & Accessories di Christie’s a Londra spiega che “le borse Hermès guidano il mercato secondario. Nell’asta di Christie’s dello scorso novembre a Hong Kong, una Kelly 28 Matte White Himalaya Niloticus Crocodile Diamond è stata venduta per 4 milioni di dollari di HK (515.416 dollari, ndr), stabilendo un record mondiale per una borsa venduta all’asta e battendo il nostro precedente record per una Himalaya Kelly 25 venduta per 3 milioni di HK$, stabilito nel 2020. Questo riflette la maturità del mercato delle borse e la forza della domanda di lusso in tutto il mondo. Anche le edizioni limitate e le borse in colori più chiari o classici sono particolarmente ricercate”. Le preferenze dei collezionisti, sottolinea Andreani, è per i disegni e i designer che resistono alla prova del tempo, modelli classici di case di moda storiche. “Questi pezzi – prosegue Andreani - sono rimasti invariati per decenni, trascendono le tendenze e sono punti fermi del guardaroba. Anche se le mode cambiano, le borse classiche rimangono le stesse, la Birkin, la Kelly e la Constance di Hermès, la Classic Flap Bag di Chanel, la Lady D di Dior e i bagagli di Louis Vuitton. Questi modelli hanno in comune una forma essenziale, materiali di alta qualità e artigianato, impregnati del contesto storico della loro creazione originale”. Inoltre, Andreani fa presente che non esiste un unico profilo di collezionista, in quanto nelle aste, “con stime da meno di 100 sterline a oltre 100.000 sterline, attiriamo un gruppo eterogeneo di collezionisti che sono alla ricerca di qualcosa di esclusivo. Alcuni collezionisti sono estremamente scrupolosi nella ricerca di una borsa specifica, veri intenditori, mentre altri sono interessati a regali speciali, o sono smart shopper desiderosi di accaparrarsi pezzi insoliti”. E le tendenze per il prossimo anno? “Proseguiranno le tendenze in atto, ma stiamo anche sperimentando che le borse di dimensioni più grandi sono di nuovo molto ambite. Edizioni limitate, fuori produzione e borse vintage intatte catturano sempre l’attenzione dei collezionisti”, conclude l’Head Sale di Christie’s.

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scenario

Borse da collezione Alcuni top lot del 2021

2021

Modello

Casa d’aste

Mercato

Prezzo vendita (euro)

Stime pre-asta (euro)

26 novembre

Hermès White Himalaya Niloticus Crocodile Diamond Retourné Kelly 28 With 18k White Gold & Diamond Hardware, Hermès, 2021

Christie’s

Hong Kong

455.000

205-341.000

Hermès Blanc Matte Niloticus Crocodile Himalaya Birkin 25 Palladium Hardware, 2021

Sotheby’s

Parigi

163.800

125-135.000

Hermès Birkin So Black 30, 2010 limited edition

Artcurial

Parigi

114.400

38-48.000

Hermès White Himalaya Matte Niloticus Crocodile Birkin 30 Palladium Hardware, 2016

Sotheby’s

Hong Kong

201.000

108-137.000

Hermès Birkin 25 Coccodrillo porosus di giada lucida con finiture in oro

Christie’s

Hong Kong

171.000

34-40.000

28 settembre

22 luglio

9 luglio

21 maggio

Fonte: elaborazioni Pambianco

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WHAT’S NEW? Winterproof style

di Marco Caruccio

Pioggia, vento, neve o grandine. Non ci sono intemperie atmosferiche capaci di scalfire la tenuta degli indumenti maschili pensati per l’autunno/inverno 2022-23, molti dei quali presentati durante la nuova edizione di Pitti Immagine Uomo. Materiali resistenti all’acqua, imbottiture testate per le temperature più basse, nastrature isolanti, sono queste le caratteristiche di molti capispalla adatti per combattere il grande freddo sia in alta quota che in città. L’eleganza non manca, come testimoniano i completi in tartan dal sapore british e i cappotti classici da abbinare a stivaletti e, perché no, alle intramontabili sneaker. Alle tinte neutre si alternano flash di colori saturi accostati al total black e al bianco ottico. Il guardaroba è affollato da soffici maglioni in lana, cashmere e filati sempre più ecofriendly, perfetti su jeans dall’effetto used. A sorpresa gli occhiali ton sur ton sono gli accessori must have di stagione.


Menswear SARAGHINA

MCS IMPULSO

PINEIDER

HYDROGEN

BACK TO BLACK Una scelta solo apparentemente semplice perché, come sempre, sono i dettagli a fare la differenza.

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TELA GENOVA

DOUCAL’S

ARTHUR ARBESSER X BALDININI

IL BISONTE

La capsule svelata durante Pitti Immagine Uomo si compone di cinque modelli maschili e altrettanti da donna che rendono omaggio all’heritage di Baldinini con un twist contemporaneo infuso dal designer austriaco.

Materiali sostenibili come la vacchetta al naturale conciata al vegetale caratterizzano la collezione 100% made in Tuscany, frutto dell’esperienza e del talento dei maestri artigiani della filiera a Km30 del brand.

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tendenze

LORENZONI

GABRIELE PASINI

BERWICH

RODO

LARDINI

L.B.M. 1911

TAGLIATORE

CHECK UP Le fantasie finestrate sono il fil rouge tra passato e presente. Un caposaldo senza tempo del menswear.

PAL ZILERI

GIANNETTO PORTOFINO

‘Re-use’ è il nuovo guardaroba concepito dal marchio in un’ottica di circolarità e di riduzione dell’impatto ambientale costruito dando nuova vita ai tessuti dell’archivio. I materiali di ottima qualità meritano una seconda chance.

Dal 1979 la label italiana ne fa di tutti i colori. Ogni stagione dozzine di proposte accrescono l’archivio del marchio di nuance, tessuti e fantasie. Impossibile non trovare la camicia adatta per il proprio look.

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tendenze

FILIPPO DE LAURENTIIS

BOTTEGA MARTINESE

GAVAZZENI

BROOKSFIELD

NOBIS

BLUE MOOD Pullover, trench e accessori in coordinato, tutti declinati nelle gradazioni del colore prediletto da Jeanne Lanvin.

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L’IMPERMEABILE

BIAGINI

POLLINI

IN THE BOX

In occasione di Pitti Immagine Uomo, Pollini svela la capsule ispirata ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino. Quattro modelli urban-active il cui design si ispira alle calzature tecniche dedicate agli sport invernali.

Snoopy e Charlie Brown sono i protagonisti di una capsule speciale. Una linea dall’anima vintage e dalle lavorazioni artigianali di elevata qualità per felpe in cotone, maglieria in lana e cashmere, calze jacquard e cappellini.

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tendenze

SOYA

LATOA

BEST COMPANY

ARMATA DI MARE

BIKKEMBERGS

RED PASSION Il colore della seduzione fa breccia anche nelle proposte maschili per il prossimo inverno. E lascia il segno.

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24BOTTLES

RED

RUN OF

LA MARTINA

PREMIATA

Ispirazione college per la collezione autunno/ inverno 2022-23 del marchio argentino che, come da tradizione, mixa l’estetica del polo con i trend urban. Il risultato comprende le immancabili polo in un caleidoscopio di nuance.

Premiata torna in Fortezza da Basso, luogo da cui è iniziato il successo della sua linea di sneaker, per lanciare la prima collezione di abbigliamento composta da capi made in Italy dall’animo genderless.

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tendenze

DORIA

DOLOMITE

FREEDOMDAY OUTFIT ITALY

AHIRAIN

OCEAN SPIRIT Capispalla perfetti per ripararsi dai freddi invernali grazie a imbottiture e texture anti vento. Ideali per il weekend.

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TATRAS

DRM

VALSTAR

SAVE THE DUCK

Ripararsi dalle condizioni climatiche più rigide senza rinunciare allo stile. A tal proposito Valstar propone la Deck jacket in montone caratterizzata da dettagli speciali come i bottoni in corno.

Il brand italiano specializzato nell’outerwear 100% animalfree intraprende una ricerca stilistica capace di adattarsi ai cambiamenti realizzando capi dai materiali sempre più sostenibili, biodegradabili e green-friendly.

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MADE IN ITALY


tendenze

BLUE OF A KIND IZMEE

C.P. COMPANY

HUSKY ORIGINAL

MANUEL RITZ

FILSON

IN THE WOOD Il verde bosco contraddistingue capispalla hi-tech pensati per essere indossati ogni giorno nella foresta urbana.

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DUNO

HOLUBAR

COLMAR ORIGINALS

AT.P.CO

Novità di stagione è la combinazione di due tessuti: un miniripstop ultraleggero laminato al rovescio con un punto luce argentato e un tessuto ecopelle dalla mano effetto morbida nappa. Perfetto per la giacca over.

Focus su capispalla trapuntati 100gr con imbottitura ovatta, esterno in nylon, bicolor con interno in contrasto. Lunghezze e tagli diversi, dal gilet al cappottino sportivo fino alle giacche più corte sia con cappuccio che senza.

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tendenze

JUNK

BOMBOOGIE PEOPLE OF SHIBUYA

ALPHA STUDIO TOMBOLINI

ECOALF

TOTAL WHITE Outfit luminosi come pianure innevate da indossare in alta quota (e non solo). Dai piumini tecnici ai maglioni tricot.

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GIAMPAOLO

INVICTA

STILNOLOGY

HERNO

I materiali della collezione autunno/inverno 202223 sono caratterizzati da un perfetto equilibrio tra gli evergreen ed i nuovi tecnici. I volumi e le nuove linee sono studiati per garantire comfort e protezione.

Il marchio presenta il primo modello di bomber imbottito in piuma d’oca dalle tasche con impuntura ovale. Fit rilassato, zip grande e in gomma testa di moro, coordinata con la fodera in nylon dall’aspetto serico.

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tendenze

LOIS JEANS

RE-HASH

HANDPICKED

TRAMAROSSA ROY ROGER’S

DENIM FEVER La tela blu lega generazioni diverse accomunate dalla passione per il casualwear, dalla testa ai piedi.

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CIAK RONCATO

FILA

RICHARD J. BROWN

ANT45

Il marchio 100% made in Italy presenta ‘Manila’, il tradizionale pantalone con pinces arricchito dalle fibbie laterali per un maggiore comfort e vestibilità. Da abbinare al giubbino foderato in flanella in collezione.

Dozzine di nuove combinazioni differenti nella collezione di Ant45. Il nome del brand deriva da Antidoto 45, storico marchio del calzificio Bonadei, riadattato secondo lo spirito dei tempi dettato dalla Z Generation.

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tendenze

ATLANTIC STARS

2STAR

VOILE BLANCHE

RBRSL

MOACONCEPT

LOTTO LEGGENDA

SNEAKER MANIA Perfette con i jeans ma ormai sdoganate anche insieme al completo classico. Le tendenze passano ma loro resistono.

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U.S. POLO ASSN.

PIQUADRO

AMEDEO TESTONI

Durante Pitti Immagine Uomo Piquadro presenta la prima collezione di sneaker, coordinate a zaini, in collaborazione con Acbc, brand italiano esperto nella progettazione e nella produzione di calzature sostenibili.

Lo scorso anno ha avuto luogo il rebranding con il cambio di nome da A.Testoni a quello attuale. Non sono però mutate l’artigianalità e la tecnica calzaturiera di alto livello, per proposte formali o per il tempo libero.

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tendenze

LATORRE

TEN C

GMS-75 XACUS

STEFANO RICCI ALESSANDRO GHERARDI

MONCTECHIARO

LUMBERJACK

NEW GENTLEMAN Formale sì ma senza strafare. Tocchi di classicità incontrano le esigenze quotidiane che mixano eleganza e relax.

OUTHERE

AFTERLABEL

“I creativi creano l’impossibile”, è da questo mantra che nascono le fondamenta del brand di abbigliamento ideato da Renato Pigatti e Graziano Moro pensato per l’outdoor e destinato al lifestyle urbano contemporaneo.

Il brand sta investendo in un ambizioso progetto di talent seeding nell’ambiente street luxury internazionale. Sono già diversi i talent coinvolti in grado di esprimere al meglio i valori del marchio proiettato verso il futuro.

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tendenze

JAIL JAM

BLAUER U.S.A.

ZEROSETTANTA STUDIO

ROBERTO COLLINA

PAUL&SHARK

RAINBOW TIME Nuance sature e abbinamenti inconsueti sono alla base del color blocking. Non c’è limite alla voglia di sperimentare.

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PANCHIC

PYRENEX

DISTRETTO12

BREKKA

I capispalla nei tessuti del distretto toscano si accostano alla maglieria patchwork dai colori di chiara ispirazione latina. La label propone capi smart casual performanti, come giacche, camicie e pantaloni in jersey tecnici.

La filosofia green è un valore fondamentale nella visione del brand; motivo per cui il 70% della collezione autunno/inverno 2022-23 è realizzata con tessuti e imbottiture ricavati da bottiglie di plastica riciclate.

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reportage

News menswear

Paul&Shark conferma l’impegno green e annuncia due nuove aperture

Herno rileva la maggioranza di Montura

La Martina alla conquista di nuovi mercati grazie alla digital transformation

Pal Zileri, nel 2022 il fatturato torna a livelli pre-Covid

Bikkembergs insieme a Rodolfo Zengarini Italia per le calzature

Tramarossa svela la capsule ‘eccellenza’ per la fall/winter 22-23

Tagliatore pensa allo sviluppo digital e retail

Filson affida la distribuzione esclusiva Emea a Wp Lavori in Corso

Antony Morato spinge sulle collaborazioni artistiche

Antony morato spinge sulle collaborazioni artistiche GENNAIO/FEBBRAIO 2022 PAMBIANCO MAGAZINE

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reportage

PAUL&SHARK CONFERMA L’IMPEGNO GREEN E ANNUNCIA DUE NUOVE APERTURE Paul&Shark spinge sul retail annunciando, entro febbraio 2022, due nuove importanti aperture: a Roma, in via Condotti, e nell’aeroporto di Malpensa, in zona extra-Schengen. Paul&Shark è oggi presente in 73 Paesi con oltre 209 punti vendita monomarca. Il brand italiano di luxury outdoorwear ha inoltre ottenuto la certificazione ISO 14001, lo standard più avanzato che certifica a livello internazionale i criteri di una gestione efficace delle risorse nel rispetto dell’ambiente, che legittima Paul&Shark in termini di motivazione, credibilità e impegno nei confronti di iniziative di sostenibilità. L’azienda è inoltre certificata Plastic Free. Paul&Shark si propone di realizzare capi che hanno una missione comune: la tutela dell’acqua, elemento a cui il brand è legato in modo indissolubile. Nell’elenco di materiali green e tecniche di riduzione dell’impatto ambientale e di conservazione delle risorse energetiche promossi da Paul&Shark si è aggiunta, per la nuova collezione A/I 2022-23, la tecnica di tintura E.dye Waterless Color System, capace di ridurre dell’85% il consumo di acqua, abbattere del 90% le sostanze chimiche nocive e produrre il 12% in meno di emissioni di Co2 rispetto ai metodi di tintura tradizionale. La sostenibilità è da tempo l’orizzonte di sviluppo del brand, come confermano numerose iniziative: l’utilizzo di materiali come Econyl, nylon dal potenziale di rigenerazione infinita ricavato dal recupero delle reti da pesca, o come il filato Save the Sea, ricavato dalla conversione di bottiglie di plastica recuperate in mare; il sostegno alla Ong inglese Shark Trust, che si occupa della tutela degli squali nel mondo; le tecniche di riduzione del consumo di acqua nelle fasi di produzione. Per questo Wear The Ocean è il nuovo mantra che ispira l’azienda. Utilizzando materie prime sostenibili e tecnologie che aumentano l’efficienza nei consumi di acqua ed energia, Paul&Shark onora l’impegno di ridurre il proprio impatto.

HERNO RILEVA LA MAGGIORANZA DI MONTURA Herno acquisisce Montura ed entra in un nuovo segmento di mercato: l’active sport. L’operazione finanziaria, che terminerà questo mese, è stata perfezionata con Nuo Spa, partner scelto da Claudio Marenzi per la quota di minoranza. Montura nasce a Rovereto, nel 2000, da una idea di Roberto Giordani ed in 20 anni diventa riferimento mondiale per gli alpinisti per la qualità sul prodotto tecnico da montagna. “In futuro il prodotto active ricoprirà una parte sempre più importante nel mercato. Il potenziale di Montura è enorme. Le diverse competenze acquisite da entrambe le aziende potranno usufruire di progetti sinergici nell’ambito operation e chiaramente in quello digitale, pur mantenendo per Montura la massima indipendenza”, ha commentato il presidente di Herno Claudio Marenzi. “Fedeli alla nostra visione di far crescere le eccellenze italiane – ha aggiunto l’AD di Nuo Spa, Tommaso Paoli – non potevamo auspicare partenza migliore per Montura, un marchio e una filosofia di prodotto che rappresenta l’italianità in tutte le sue accezioni”.

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PAL ZILERI, NEL 2022 IL FATTURATO TORNA A LIVELLI PRE-COVID Pal Zileri si prepara a conquistare Pitti Uomo con una collezione A/I 2022-23 arricchita da proposte Re-Use, dando nuova vita ai tessuti dell’archivio del brand. “Il 2021 - ha spiegato Leo Scordo, Brand CEO Pal Zileri - è stato caratterizzato da due fasi distinte; la prima in cui lockdown e timori da parte del mercato sull’effettiva possibilità di ripresa hanno penalizzato la performance di tutto il settore. La seconda, a partire dalla tarda primavera, con molta più fiducia. Nella prima parte dell’anno molti wholesalers hanno ridotto i propri magazzini di precedenti stagioni e questo ci ha aperto opportunità di crescita e recupero dei livelli di fatturato del 2019. Questo si è già verificato con la collezione P/E 2022 e si sta riproponendo con la campagna vendite A/I 2022. Siamo quindi fiduciosi che l’anno 2022 ci vedrà tornare ai livelli del 2019, anche se probabilmente con una maggiore incidenza delle vendite online, che stanno crescendo rapidamente”. A trainare la performance di Pal Zileri sono stati, a livello wholesale, Russia e Medio Oriente. Italia, UK e USA hanno invece evidenziato un’ottima performance sul canale e-commerce.

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reportage

LA MARTINA ALLA CONQUISTA DI NUOVI MERCATI GRAZIE ALLA DIGITAL TRANSFORMATION Il processo di digitalizzazione di La Martina pone al centro una visione di omnicanalità evoluta che è punto d’incontro tra realtà fisica e mondo digitale e tra B2b e B2c. Una digital transformation che ha portato il brand a conquistare nuovi territori e che è stata in grado di innescare aumenti di fatturato con incrementi double digit. Infatti, l’azienda conferma la sua crescita firmando l’accordo di collaborazione con Reliance Limited Industries, la più grande compagnia privata indiana produttrice di un ampio assortimento di prodotti petroliferi, petrolchimici, fibre e articoli per la tessitura. Una partnership che prevede la distribuzione dei prodotti La Martina nel mercato indiano, a livello wholesale, con corner e shop in shop, e l’apertura di almeno cinque negozi monomarca nei prossimi tre anni. Inoltre, in occasione dell’apertura dei monomarca, l’azienda organizzerà un evento di polo e di lancio del brand come tributo e omaggio all’India, che è stato il paese che ha sviluppato lo “sport dei Re” ad altissimi livelli consentendone la diffusione in tutto il mondo. La Martina grazie alla digital transformation è cresciuta in maniera solida e importante, raggiungendo nuovi mercati e prevedendo di chiudere il 2021 con un incremento di fatturato di tutti i canali digitali del +36% rispetto al 2020. Un progresso che verrà suggellato anche dal piano di riapertura di flagship store e shop in shop nei department store in Italia e in Germania, realizzando un concept nuovo, innovativo, che vuole cambiare l’approccio del negozio classico grazie all’applicazione di tecnologie digitali sempre nella logica dell’omnicanalità. Si tratta di servizi personalizzati per i clienti B2b e B2c come lo scaffale infinito con diretto accesso ai magazzini del brand, e il drive to store, attività di marketing digitale che hanno come obiettivo quello di portare nuovi clienti e generare vendite in negozio, riducendo le distanze tra online e offline.

TAGLIATORE PENSA ALLO SVILUPPO DIGITAL E RETAIL Tagliatore reagisce all’emergenza sanitaria puntando sull’eccellenza della manifattura. Il marchio 100% made in Italy investe sulla qualità per tornare al giro d’affari pre-Covid nel 2022. L’attività di brand extension, comunicano dall’azienda, sta dando ottimi risultati. La collezione maschile prevede un total look completo di calzature e accessori. L’azienda è presente in 800 negozi multibrand in tutto il mondo con l’omonima linea maschile e la griffe donna Tagliatore 0205; il mercato interno rappresenta il 50% del business mentre i principali clienti esteri sono Giappone, Germania, Paesi Scandinavi, Francia, Turchia e Corea del Sud. Gli indumenti sono prevalentemente rifiniti a mano e soggetti a un rigoroso controllo qualità. Il ciclo produttivo è completo: dalla progettazione alla filiera del taglio e cucito, fino al capo finito. L’e-commerce è uno dei prossimi step del brand che è attualmente presente all’interno degli shop online dei multibrand partner. L’espansione retail è tra le priorità iniziando da Milano, città in cui è presente lo showroom House of Tagliatore.

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BIKKEMBERGS INSIEME A RODOLFO ZENGARINI ITALIA PER LE CALZATURE Bikkembergs ha firmato un nuovo contratto di licenza con Rodolfo Zengarini Italia. La partnership, attiva già parzialmente dalle collezioni A/I 2022-23, consentirà uno sviluppo sia in termini di prodotto che di distribuzione globale. Le prime proposte debutteranno ufficialmente con la P/E 2023. “Con le nostre collezioni - spiega Dario Predonzan, COO di Levitas, società cui fa capo Bikkembergs - cerchiamo sempre di esprimere il vero dna del brand. Siamo orgogliosi di collaborare con uno dei più grandi nomi nel settore della calzatura e siamo certi che la sinergia con Rodolfo Zengarini Italia sia la formula perfetta per ideare collezioni innovative. La calzatura è per Bikkembergs uno dei settori trainanti in termini di business ed immagine”. Rodolfo Zengarini, amministratore unico di Rodolfo Zengarini Italia, dichiara: “Bikkembergs è un marchio che ho sempre guardato con ammirazione e del quale mi è sempre piaciuta la forte identità e la grande capacità di imposizione. Sin dal primo incontro c’è stata sintonia e univocità di vedute. Sono sicuro che da questo incontro nascerà un progetto di sicuro successo”.

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reportage

FILSON AFFIDA LA DISTRIBUZIONE ESCLUSIVA EMEA A WP LAVORI IN CORSO A partire dal 2022 Filson verrà distribuito con licenza esclusiva per tutti i paesi Emea da Wp Lavori in Corso. Nato nel nord-ovest del Pacifico nel 1897, il brand si fonda su un’idea semplice ma d’effetto, che garantisce all’azienda e ai suoi capi di resistere alla prova del tempo: creare prodotti durevoli con onestà e integrità. Il brand di outdoor americano si appresta a celebrare un anniversario importante, nel 2022 infatti compie 125 anni. Filson si distingue grazie alla qualità e alle prestazioni dei propri indumenti, motivo per cui, oltre a clienti ormai fidelizzati, continua ad attirare nuovi estimatori anche tra le generaizoni più giovani. “Per la stagione A/I 2022-23 - spiega la storica label abbiamo cercato di adottare un approccio del tipo ‘potrebbe essere’ nel design. I modelli sono pensati per sembrare scelti dal nostro archivio e semplicemente ripresentati a una nuova clientela. Filson ha un dna nel design così fortemente radicato nella funzionalità e nella durevolezza, stabilito nei molti decenni della sua lunga storia, è facile scegliere i capi migliori e valorizzarli o ricontestualizzarli”.Questa stagione, Filson si è concentrato su un’area specifica del suo manuale sull’heritage del Pacifico nord-occidentale, le scienze forestali, e ha sviluppato una narrazione che porta chi lo indossa dal “ruscello al rifugio”. I capi in primo piano sono il Mackinaw Cruiser, confezionato in una serie di nuovi motivi plaid e la nuova Mackinaw Wool World Jacket, il Chilkoot Expedition Parka e una gamma di borse tra cui valigette, borsoni e valigie. Filson sta inoltre lavorando anche per portare il suo marchio globale a un nuovo livello, con un inedito progetto che unirà la sua notevole storia con forme e materiali contemporanei per una versione più pulita e moderna dei classici modelli ormai collaudati. Il brand espone le nuove proposte all’interno della Fortezza da Basso durante la nuova edizione di Pitti Immagine Uomo.

ANTONY MORATO SPINGE SULLE COLLABORAZIONI ARTISTICHE Per la prossima P/E 2022 Antony Morato prosegue la conversazione con il mondo dell’arte contemporanea attraverso le collaborazioni con tre street artists di fama internazionale: Marco Lodola, Keith Haring e Tv Boy. A ognuno di essi sarà dedicata una capsule collection grafica di felpe, t-shirt e cappelli, rispettando la loro anima pop, stile inconfondibile e ironia. Ancora una volta il brand riesce a far dialogare la cultura Pop e la moda, nel comune intento di rendere accessibile l’arte senza svilirla, rendendola portatrice di un messaggio e un sentire comune. Le stampe dai colori accesi dei tre artisti ritraggono le tendenze e le icone della società odierna, spaziando dal mondo della musica a quello della storia e dell’arte contemporanea, in una rivisitazione del tutto moderna e ironica, a volte irriverente di un immaginario collettivo trasversale e contemporaneo, comune a una generazione dinamica e cosmopolita. Ad aprire la scena alla prima collaborazione con il brand sarà Marco Lodola; seguiranno i drop con Haring e Tv Boy. Ancora una volta Antony Morato introduce capi destinati a diventare accessori da collezionare, interpretando fenomeni culturali del nostro tempo.

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TRAMAROSSA SVELA LA CAPSULE ‘ECCELLENZA’ PER L’A/I 2022-2023 Tramarossa per l’A/I 2022-2023 presenta la nuova capsule ‘Eccellenza’. Cinque modelli che interpretano la massima espressione del knowhow del brand veneto e l’interpretazione del claim aziendale “The best jeans in the world”. Eccellenze che trasformano il jeans in un capo di altissimo profilo. All’apice della capsule due jeans realizzati con tessuti filati in Italia da Loro Piana. Denim che uniscono lana e cotone ‘superior’, lavorati artigianalmente, con una qualità che non ha pari nel mondo. Morbidi, caldi e confortevoli, un piacere da indossare, ma anche dall’aspetto unico nel mondo del jeans. Un tessuto così eccezionale che Tramarossa ha deciso di non alternarne colore e tessitura con lavaggi o trattamenti. La capsule prevede inoltre altri tre capi in denim cimosato, realizzati con dettagli e accessori placcati in oro giallo, rosa o bianco. Fondata nel 1967, Tramarossa continua a evolversi senza sosta. Ogni stagione viene aggiunto valore al jeans nel tentativo di intercettare i segnali dal mercato italiano ed estero.

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Vi stiamo vicino per portarvi lontano.

Anche in questo scenario.

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Le aziende si raccontano

in collaborazione con:

HINES

SOPRA STERIA


Hines

Hines svela i primi inquilini di lusso di Spiga 26. Si parte da Moschino e Sergio Rossi Palazzo Pertusati nuova location ideale per un’innovativa customer experience nel cuore del Quadrilatero milanese. A breve saranno annunciati anche altri brand. Fil rouge dei marchi ospitati sarà l’unicità nell’identità e la vocazione sostenibile. Iniziano a trapelare i primi dettagli sugli inquilini di lusso di Spiga 26, il nuovo hub creativo sviluppato da Hines, player a livello globale attivo nel real estate. Primi nomi di punta a scegliere Spiga 26 sono Moschino, con il più grande flagship store del brand nel mondo, e Sergio Rossi, che punterà su un’innovativa formula di “laboratorio esperienziale” . La nuova boutique della griffe che fa capo al gruppo Aeffe si estenderà su una superfice di circa 600 metri quadrati suddivisi su tre livelli, tra via della Spiga e via Senato, per offrire una store experience amplificata e unica ai clienti ed appassionati del brand, mentre Sergio Rossi avrà

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a disposizione 200 metri quadrati due piani su cui sviluppare il proprio negozio e due vetrine che incorniceranno l’ingresso allo store sulla via del Quadrilatero, con affaccio sulla corte interna. Moschino e Sergio Rossi sono solo i primi nomi di una serie di marchi di fascia alta che debutteranno con spazi retail all’interno dell’hub creativo e che sarà svelata in questi mesi, in attesa dell’opening dell’immobile, previsto la primavera del 2022. La rosa di nomi è frutto di un accurato lavoro da parte di Hines, volto a creare un solido rapporto con i brand e una coerenza con l’imma-

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gine di Spiga 26. “Oggi più che mai abbiamo sperimentato l’esigenza di diventare partner dei brand per ottenere il successo nel lungo termine”, ha dichiarato Mario Abbadessa, Senior Managing Director & Country Head di Hines Italy. “Per ottenere questo risultato dobbiamo sposare una filosofia comune che si snoda su tre punti fondamentali del progetto Spiga 26”. Il primo riguarda la sostenibilità. L’edificio, che si estende su oltre 13mila metri quadrati sviluppati su tre livelli con uso misto e una corte interna verde di 180 metri quadrati e uno spazio retail da 3mila metri quadrati su tre livelli, una volta ultimato sarà in linea con i più elevati standard di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, con l’obiettivo di ottenere la certificazione internazionale LEED Gold. “Dato che la sostenibilità energetica del progetto è ai massimi standard a livello internazionale, è fondamentale che anche chi lo ‘vive’ e lo ‘usa’, quindi i brand ospitati, siano virtuosi da questo punto di vista”, precisa Abbadessa. Di conseguenza, ed è il secondo punto, anche il prodotto deve essere coerente. “Gli inquilini dell’edificio devono avere nella propria collezione una propensione per l’uso di materiali biologici ed è bene che siano orientati sulla moda circolare”. Terzo aspetto che sottolinea l’unicità del progetto Spiga 26 a livello internazionale, è la sua location che punta a rilanciare non solo il singolo edificio ma anche il tessuto urbano circostante, con l’intendo di restituirlo ai cittadini come luogo di cultura e interscambio. “Come Hines abbiamo scommesso sul rilancio di una via cruciale per lo shopping internazionale, via della Spiga, che ulti-

mamente era stata delegittimata. Via della Spiga si conferma la strada più importante d’Italia, rappresenta un made in Italy specifico, è unica. Un progetto come Spiga 26 poggia, quindi, su questa unicità italiana, anche nella proposta di brand che saranno ospitati”. Oltre alla proposta retail, Spiga 26 presenta anche 6mila metri quadrati disposti su sei piani che saranno convertiti in innovativi spazi per uffici, in linea con i più elevati standard di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. L’immobile di via della Spiga 26, in cui Hines ha investito in joint venture con uno dei principali fondi olandesi nel 2019, attraverso un fondo immobiliare gestito da Savills Investment Management Sgr Spa, è stato oggetto di un profondo intervento di ristrutturazione, sulla base di un progetto curato da Scandurra Studio Architettura e SCE Project, con un focus sullo sviluppo degli interni.

A sinistra vista di Spiga 26; sopra, Mario Abbadessa, Senior Managing Director & Country Head di Hines Italy In apertura, render ingresso di Spiga 26 da via Spiga

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Sopra Steria

Rivoluzione green della supply chain: Sopra Steria al lavoro per un modello tecnologico di riferimento Ridurre l’impatto ambientale è l’obiettivo primario delle aziende del settore lusso. A fissare i target sono le istituzioni e il mercato. Sopra Steria avvia un progetto di ricerca dedicato. La sostenibilità entra a pieno titolo nelle strategie delle aziende e nei target di interesse degli investitori del settore fashion & luxury, tracciando direttive di sviluppo che non si limitano all’ambito ambientale. Il concetto di sostenibilità si è infatti allargato e si parla sempre più di Environmental, Social and Governance (ESG), e di rating ESG in particolare, come di uno strumento di valutazione della qualità e del successo di un’azienda. Lo sa bene Sopra Steria, player europeo attivo nella consulenza, nei servizi digitali e nello sviluppo software, che non solo si impegna a raggiungere le zero emissioni entro il 2028, ma si candida a partner delle realtà che vogliono misurare e ridurre il loro

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impatto tramite una digitalizzazione efficace dei processi. L’impegno di Sopra Steria per il raggiungimento della carbon neutrality si inserisce nella volontà dell’azienda di fare della tecnologia digitale un acceleratore della transizione energetica e, più in generale, una fonte di opportunità e di progresso per tutti. L’accelerazione digitale gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo di una società sostenibile perché è in grado di produrre un cambiamento della cultura, della società e dell’economia. L’industria dell’abbigliamento è una delle più inquinanti al mondo. Oggi una rivoluzione green della supply chain non è solo una direttiva fondamentale per lo sviluppo, ma ha

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un valore economico. “Sostenibile” come attributo di prodotti e catene di approvvigionamento è un dato che può favorire le vendite. “Il ruolo di Sopra Steria in questo ambito – ha raccontato Roberto Balzerani, Direttore della Divisione Innovazione di Sopra Steria – è il supporto alle aziende nella digitalizzazione dei processi, migliorando parametri specifici per ogni singolo cliente. Sappiamo che parte di questa evoluzione sostenibile può essere supportata dallo studio dei dati, che aiutano a individuare, correggere e prevenire gli sprechi. Il digitale è uno degli strumenti alla base dell’ottimizzazione, ma implica a sua volta un consumo importante di risorse. La nostra azione sta ad esempio nel potenziamento dell’utilizzo del cloud, ma anche nella proposta di tecnologie di ultima generazione”. Il concetto di eco-innovation, ad esempio, abbraccia tutte le applicazioni innovative delle tecnologie digitali che riducono l’uso di risorse naturali e il rilascio di sostanze nocive, inclusi i gas serra, attraverso l’intero ciclo di vita di prodotti, servizi o sistemi. Sono molteplici le applicazioni della tecnologia digitale che hanno dimostrato di essere efficaci nella realizzazione di uno sviluppo sostenibile: dal cloud computing all’intelligenza artificiale, dalla blockchain ai digital twin (modelli virtuali o repliche digitali di oggetti fisici usati, ad esempio, per prevedere il funzionamento di un prodotto) e al data sharing. “La prima necessità – ha aggiunto Enrico Cantoni, Direttore della Divisione Retail, Fashion & Industria di Sopra Steria – è la misurazione, così da poter individuare in quali punti la filiera registra i maggiori picchi di consumo. Cambiare i processi per le aziende del Fashion&Luxury potrebbe essere difficilmente praticabile dal punto di vista economico; occorre quindi essere pragmatici e identificare le priorità sulle quali

agire e le modalità. In molti casi inoltre esistono già pratiche virtuose che possono essere valorizzate. Attraverso un progetto di ricerca che coinvolgerà una prestigiosa università e diverse aziende, stiamo valutando lo stato dell’arte e procederemo alla creazione di un modello di business operativo, un modello di riferimento, che sia in grado di modernizzare la supply chain. Si consideri inoltre che c’è una normativa internazionale in evoluzione che impone un adeguamento a tutti i player”. Quello del tessile abbigliamento è un sistema industriale diversificato, che copre diverse catene di valore e diversi tipi di prodotto, e che impiega, solo nell’Unione Europea, oltre 1,5 milioni di persone. Le aziende, per essere più green, sono al lavoro su hard element come le materie prime, i cicli produttivi e le condizioni di lavoro. “La digitalizzazione dei processi e la riduzione della carbon footprint sono quello che il consumatore e il mercato chiedono ai brand e ai produttori – ha aggiunto Cantoni -. Il cliente finale ha maturato una maggiore sensibilità rispetto al tema e chiede trasparenza. Il nostro progetto di ricerca non vuole essere solo un paradigma a livello teorico, ma ci affiancheremo alle aziende per esplorarne subito le applicazioni pratiche. Bisogna agire in modo strutturato rispetto al tema ambientale: lo chiedono le istituzioni, il mondo della finanza e gli stessi consumatori”. Quanto all’obiettivo interno di Sopra Steria, il Gruppo ha ribadito le priorità del suo programma ambientale: mantenere il programma di carbon neutrality di tutti i suoi uffici, data center e viaggi di lavoro; accelerare l’approccio alla sobrietà digitale, in particolare selezionando le infrastrutture e le tecnologie che soddisfano gli obiettivi di sostenibilità del Gruppo e dei suoi clienti; sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie per sviluppare soluzioni innovative per l’ambiente e per il clima.

Roberto Balzerani, Direttore della Divisione Innovazione di Sopra Steria

Enrico Cantoni, Direttore della Divisione Retail, Fashion & Industria di Sopra Steria

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fenomeni

Dall’alto in senso orario, gli integratori Vital Proteins Collagen Peptides, Miamo Skin Glow, Beauty Collagen Shot di MyVitamins, Estetic Formiula di Solgar, Lpg Acide Hyaluronique e i chewingum di Mind The Gum

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fenomeni

Tutti in corsa per gli INTEGRATORI beauty. E si formano i primi GRUPPI Che siano da bere o da mangiare poco importa. Tutti sono alla ricerca degli integratori di bellezza: dai campioni del calcio alle celebrities. Ma non solo: negli ultimi mesi c’è stata una importante corsa alle acquisizioni. di Chiara Dainese

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utti vogliono gli integratori. E il campione del calcio Zlatan Ibrahimovic è solo l’ultimo in ordine di tempo ad essersi interessato al settore. Infatti Ibra ha acquisito il 18% delle quote societarie dell’azienda Dante Medical Solutions, oltre ad essere diventato il nuovo volto di Mind The Gum, il chewing gum, che è anche un integratore alimentare con 15 componenti attive con caffeina, vitamine, amminoacidi e antiossidanti aiuta a combattere la stanchezza mentale. “Ho preteso di entrare in società senza nemmeno chiede per favore - sottolinea lo stesso Ibrahimovic - cercavo qualcosa che aumentasse la capacità di essere concentrato durante lo sforzo fisico. Volevo che non fosse una bevanda ma che riuscisse in breve tempo a fare da integratore. Ho chiesto ai miei consulenti e mi hanno detto che esisteva una startup milanese che produceva una gomma-integratore. Milano è casa mia ho pensato, a quel punto ho chiamato il fondatore Giorgio Pautrie e ho chiesto di diventare socio dell’azienda”. Ibrahimovic non è il solo ad essere entrato nel mondo degli integratori. Prima di lui Jennifer Aniston è diventata ambasciatrice e socia di Vital Protein, integratori alimentari a base di collagene. “Il collagene – dichiara Jennifer Aniston - è il collante che tiene tutto assieme. Sono sempre stata una sostenitrice del benessere che parte dall’interno del corpo, ed è per questo che ho iniziato a usare Vital Proteins”. Una strategia apprezzata anche da Gwyneth Paltrow che assume multivitamine, vitamina D3, olio di pesce e probiotici ogni giorno. La star ha il suo brand, Goop, che include integratori dai nomi peculiari come High School Genes, Balls in the Air e Why Am I So Effing Tired. Ma non solo. Anche Miamo, brand creato da due farmaciste, madre e figlia, Elena Aceto di Capriglia e Camilla D’Antonio ha lanciato il suo primo integratore. “Il nostro punto di partenza - dichiara Giovanni D’Antonio, CEO Medspa a cui fa capo il brand

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Miamo - è da sempre il concetto che la bellezza della pelle è semplicemente il segno inequivocabile di un organismo che ha raggiunto e mantenuto uno stato di benessere. Questo ha reso indispensabile pensare a protocolli che associassero l’azione funzionale della cosmeceutica, che rimane il nostro core business, ai benefici della nutraceutica. Semplificando al massimo, benché la parola integratori descriva solo in parte i benefici dei nostri prodotti, abbiamo da subito ideato formule ad azione specifica e messo sul mercato varie linee a marchio Nutraiuvens che coadiuvano “da dentro” la funzionalità dei prodotti per la pelle ad uso topico come creme, sieri, maschere Miamo. La formula adottata da Medspa per la cosmeceutica è la medesima per la nutraceutica: grande spazio alla ricerca, una formazione specifica ai farmacisti per l’uso corretto e i consigli giusti per l’utenza, la trasparenza nell’informazione. Skin Glow, appena lanciato sul mercato, come integratore firmato Miamo apre le porte ad un pensiero più evoluto di cui siamo stati antesignani: la pelle si nutre da due porte d’ingresso, ossia da fuori e dall’interno”. ITALIANE AL TOP Solgar Italia è il gruppo leader del mercato italiano degli integratori. Fondato a New York nel 1947, si è dedicato ininterrottamente alla ricerca e alla produzione di integratori alimentari nutraceutici e nutrienti quali vitamine, minerali, acidi grassi insaturi ed estratti vegetali di altissima qualità. Circa 200 le referenze, celebri in Italia da oltre 25 anni. Un altro esempio made in Italy attivo in questo mercato è rappresentato dall’azienda Roelmi Hpc che è specializzata nella produzione di ingredienti attivi e funzionali per i mercati della cosmetica e della nutraceutica, grazie all’utilizzo di tecnologie d’avanguardia guidate dall’innovazione e ispirate da un modello di economia e di società più equo, inclusivo e sostenibile. “Ogni nuovo progetto – spiega Rosella Malachin CEO di Roelmi Hpc - vede la sostenibilità al centro. Usiamo tecnologie all’avanguardia guidate dall’innovazione della chimica verde e su tecniche di economia circolare. Per fare tutto questo investiamo il 6/7% del nostro fatturato in ricerca e sviluppo, abbiamo 10 collaboratori impegnati tutti i giorni nell’innovazione che è sempre guidata da logiche green al punto che è nato il marchio interno Nip – Natural, Innovatione e People che sintetizza questa filosofia”. PASSAGGI DI MANO Da un anno a questa parte ci sono state diverse operazioni di M&A che hanno interessato il settore. A ottobre 2021 Nestlé Health Science ha completato l’acquisizione dei marchi principali di The Bountiful Company, tra cui Nature’s Bounty, Solgar, Osteo Bi-Flex, Puritan’s Pride, Ester-C e Sundown per 5,75 miliardi di dollari. “Sempre più persone in tutto il mondo si prendono cura della propria salute - ha sottolineato Greg Behar, CEO di Nestlé Health Science - prendendo vitamine, minerali, erbe e integratori per risollevare alcuni valori o fornire un supporto extra al proprio corpo. Oggi siamo lieti di dare il benvenuto a quattromila nuovi dipendenti in Nestlé Health Science con la nostra acquisizione dei marchi chiave di The Bountiful Company”.Ma non solo. Bios Line, azienda specializzata nella realizzazione e distribuzione di integratori alimentari per il benessere e la cura della persona, ha aperto il capitale a Palladio con una partecipazione di minoranza. “Da tempo avevo maturato l’idea di aprire il capitale ad un partner che condividesse la mia visione imprenditoriale - sottolinea Paolo Tramonti, fondatore e amministrare unico di Bios Line - e, soprattutto, i valori e i principi che hanno caratterizzato la crescita di Bios Line fino ad oggi. L’obiettivo è intraprendere assieme un nuovo percorso di sviluppo del mercato domestico e soprat80

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tutto un processo di internazionalizzazione. In questi mesi di trattative mi sono sempre di più convinto che Palladio Holding ed il suo management rappresentino il partner che stavo cercando. Per questo sono entusiasta di iniziare questa nuova avventura, che sono convinto ci porterà a raggiungere i traguardi che ci siamo posti”. E poi Labomar, azienda nutraceutica italiana attiva a livello internazionale, ha acquisito un ulteriore 17,6% del capitale di Labiotre, portando così la propria partecipazione complessiva nella società, specializzata nella produzione di estratti vegetali, dal 31,2% al 48,8 per cento. Labiotre è una società fondata nel 2011 localizzata in Toscana in località Tavarnelle Val di Pesa, nel cuore del Chianti, nata dalla fusione di pluriennali esperienze di professionisti che operano nel settore dell’estrazione di erbe officinali e della formulazione di integratori alimentari. Labiotre produce estratti vegetali con tecniche innovative, titolati in principi attivi a documentata azione fisiologicae ha un fatturato di 6,1 milioni di euro. “La qualità assoluta della materia prima – commenta Walter Bertin, fondatore e CEO di Labomar – è una componente importante per poter realizzare prodotti di eccellenza in particolar modo nel settore della nutraceutica. Rafforzare la nostra posizione in Labiotre, in un’ottica di presidio della filiera e di monitoraggio a monte della catena del valore, rappresenta quindi un’occasione utile per consolidare ulteriormente un rapporto che ci ha già riservato grosse soddisfazioni e che ci consente di realizzare dei prodotti all’avanguardia e di successo. Questa operazione è inoltre l’ennesima dimostrazione del dinamismo di Labomar, sempre attenta a cogliere ogni opportunità di crescita e di miglioramento della propria posizione competitiva all’interno del mercato”. Anche Specchiasol società veronese attiva nel mercato dei fitoderivati e dei cosmetici naturali, controllata dal luglio 2020 da White Bridge Investments, ha acquisito Phyto Garda, società attiva nella ricerca e nella distribuzione di integratori alimentari, dispositivi medici e prodotti dermocosmetici distribuiti attraverso il canale farmacia. Phyto Garda, fondata nel 2003 dal farmacista Alessandro Moglia, si occupa della ricerca e della distribuzione di integratori alimentari, dispositivi medici e prodotti dermocosmetici distribuiti attraverso il canale farmacia. Specchiasol, con questo deal, raggiunge circa 100 milioni di euro di fatturato, con circa 300 collaboratori. Inoltre Specchiasol, nelle scorse settimane, ha rilevato anche Named, produttrice di un’ampia gamma di prodotti nutraceutici, fitoterapici e dispositivi medici, dando vita al secondo polo italiano del nutraceutico. A venderla sono stati i fratelli Fabio e Stefano Canova, figli dei fondatori, che continueranno a contribuire alla crescita dell’impresa. Non si ferma neanche la corsa di Naturalia Tantum, il polo delle aziende del Naturale promosso da Assietta Private Equity insieme a Paolo Colonna che ha firmato l’accordo per acquisire la Natural Way Laboratories, specializzata nello sviluppo, produzione e vendita di integratori alimentari conto terzi in forma solida e liquida. “Natural Way Laboratories – afferma l’AD di Naturalia Tantum Francesco Iovine – si inserisce perfettamente nella nostra filosofia di Gruppo. L’obiettivo è quello di essere presenti con la nostra offerta di prodotti cosmetici naturali ed integratori funzionali in tutti i principali canali in Italia e di sviluppare una presenza importante dei nostri prodotti sui mercati esteri. Con Natural Way il nostro Gruppo potrà offrire un’offerta più ampia di prodotti di integrazione in combinazione e a supporto di quelli già offerti dalle altre aziende del gruppo”.

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Pambianco ACADEMY, un Master sul wine&food Le tematiche scelte sono in linea con le ultime tendenze in materia di gestione aziendale, nettamente caratterizzate dalla richiesta di nuovi punti di riferimento per ripensare i modelli di business. di Alessia Perrino

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ogliamo diventare il punto di riferimento nella formazione professionale dei settori fashion, design e beauty e wine&food. La necessità di orientarsi nei nuovi scenari del consumo rende necessario per i professionisti un aggiornamento costante, verticale e dal forte orientamento digital e sostenibile”, ha commentato David Pambianco, a proposito di Pambianco Academy, la piattaforma di formazione realizzata da Pambianco. Fresco di realizzazione e appena lanciato, il Master online in “Nuove strategie di comunicazione nel Wine&Food” ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti tutti gli strumenti necessari per poter creare una strategia di comunicazione e marketing efficace nel settore del wine&food. Il Master online in “Social Media Management e New Media” ha l’obiettivo di insegnare tutte le tecniche necessarie per poter creare un percorso di strategie social nella propria azienda, o per iniziare una carriera come libero/a professionista. Il Master online “Aprire e gestire un e-commerce: come sviluppare una strategia di vendita efficace” ha l’obiettivo di far comprendere ai partecipanti come poter avviare e utilizzare in maniera efficace questo canale di vendita, sia attraverso canali proprietari che marketplace. Affronta un tema quanto mai attuale il Master online “Sostenibilità nel Fashion, Design e Beauty”, che si propone di fornire ai partecipanti gli strumenti per avviare e gestire un percorso di sostenibilità all’interno della propria azienda. Il Master più venduto continua a essere “Digital marketing and online strategy”, anch’esso online, in cui parliamo di: rivoluzione digitale, come scegliere la piattaforma e-commerce e come gestire il CRM, fondamenti di base della SEO, Content Marketing, luxury Brand Storytelling, Social Media e Community Marketing, e ancora Email Marketing, Influencer marketing, marketing automation e molto altro. La proposta si avvale di un sistema di formazione con video-lezioni in HD sempre disponibili, docenze di professionisti qualificati e numerose testimonianze di manager delle più importanti aziende di settore. Per informazioni dettagliate e costi, potete visitare il sito academy.pambianconews.com o scrivere alla nostra Sales Manager Chiara Gentilini c.gentilini@pambianco.com. 82

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Pambianco srl - Corso Matteotti, 11 - 20121 Milano


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Gucci apre a Cortina con Franz Kraler

Gucci apre una boutique nel cuore di Cortina D’Ampezzo, in Corso Italia 88, in collaborazione con lo storico retailer Franz Kraler. Lo store ospita le collezioni femminili e maschili di abbigliamento, borse, accessori e calzature. Fino a metà gennaio, la boutique sarà interamente dedicata alla collezione The North Face x Gucci.

quadrati al primo piano della stazione ferroviaria Garibaldi. L’opening segna un nuovo passo nel percorso di espansione retail del brand a Milano, che fa seguito all’apertura del flagship Stroili nel capoluogo lombardo, sito in corso Vercelli, in aggiunta ai già presenti punti vendita di corso Buenos Aires, City Life e presso i Department Coin.

La prima Casa Loewe in Portogallo

Missoni atterra a Shanghai

Loewe inaugura la sua prima Casa Loewe in Portogallo. Il negozio di 400 metri quadrati a Lisbona si trova al piano terra di un edificio storico in Avenida da Liberdade e mette in mostra l'intera gamma di prêt-à-porter da uomo e da donna, borse, piccola pelletteria, accessori tra cui sciarpe e scialli, occhiali e gioielli. All'interno è esposta una selezione di opere di artisti.

Woolrich inaugura a Bologna

Missoni inaugura il suo nuovo flagship store in Cina. Il progetto porta la firma di Bba Studio, studio di progettazione fondato a Milano dagli architetti Barbara Ballabio e Andrea Burgio. Collocato nel Kerry Center, nel distretto di Jing'an a Shanghai, il nuovo negozio Missoni si estende su una superficie di 180 metri quadrati.

Cisalfa Sport arriva a Corciano

Woolrich apre le porte del flagship store di Bologna, in via Clavature 7e: un tributo alla città che a partire dagli anni ’80 ha reso famoso il brand americano in tutta Europa e poi in Asia, e dove tuttora ha sede il suo headquarter. Lo spazio si sviluppa su due livelli, per un volume complessivo di 250 metri quadrati, di cui 195 dedicati alla vendita. La boutique ospita al suo interno l’offerta completa delle linee Woolrich, uomo, donna, kid footwear e accessori, oltre alle collaborazioni speciali e limited edition.

Cisalfa Sport, azienda specializzata nella grande distribuzione di articoli sportivi e per il lifestyle, prosegue la strategia di presidio del territorio e di sviluppo dei punti vendita attraverso una nuova apertura a Corciano, in provincia di Perugia. L’impronta commerciale che caratterizza lo spazio di 1.400 metri quadrati è quella dei mondi lifestyle e sportswear, con un’offerta completa di abbigliamento e calzature. Lo store vanta anche una connotazione active presentando il meglio per praticare sport come il running, il calcio, il training e l’outdoor.

Zegna approda a Boston

Malone Souliers esordisce a Londra

Zegna annuncia l’apertura di una nuova boutique a Boston, all’interno del Newbury Boston hotel, rinomata luxury destination in Newbury Street. La boutique, progettata dal team interno di architetti, è la sintesi della nuova identità del brand che con la guida del direttore artistico Alessandro Sartori è sempre di più caratterizzata da un approccio luxury leisurewear. Lo store è diviso in due aree: la prima offre una selezione di capi casual e accessori, mentre la seconda è interamente dedicata al tailoring e al servizio su misura.

Gutteridge debutta a Palermo

Nel centro di Palermo, in via Ruggero Settimo, Gutteridge svela il primo store, andando così ad ampliare la propria presenza sul territorio siciliano. Un’inaugurazione che mira a innalzare il percepito del brand anglo-napoletano quale player nel mondo dell’abbigliamento maschile dallo stile sartoriale.

Stroili si espande a Milano

Stroili apre le porte del suo nuovo store milanese, che si estende su una superficie di 70 metri

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Malone Souliers apre il suo primo negozio nel Regno Unito, in Mount Street a Londra. Lo store è suddiviso su due livelli, uno spazio al piano terra di 90 metri quadrati e un seminterrato di 60 metri quadrati. Gli interni e gli arredi rendono omaggio agli elementi di design più rappresentativi di Malone Souliers, dalle pareti curve che fanno riferimento alla forma della Maureen agli scaffali ispirati alle caratteristiche fasce incrociate. Il negozio intende diventare un centro per la community di Malone Souliers a Londra, offrendo un programma di conversazioni, mostre e workshop.

Doppio opening per Martino Midali

Martino Midali apre le porte di due nuovi store in Italia, rispettivamente a Ragusa e a Padova. Per il nuovo store siciliano, la location scelta è situata al civico 165 di via Roma, nella città di Ragusa, dove le collezioni Martino Midali trovano spazio in 60 metri quadrati distinti da una dimensione grafica minimalista, in linea con la nuova visual identity del brand. La nuova boutique di Padova, invece, è situata in via Umberto I, al numero 6, e si estende su una superficie di 50 metri quadrati.

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openings

Gcds vola a Chengdu

Gcds inaugura un nuovo store a Chengdu, in Cina. Con una superficie di circa 70 metri quadrati, il negozio situato presso il SinoOcean Taikoo Li Chengdu nel Jinjiang District, è caratterizzato da un design minimal. Al suo interno, è possibile acquistare i capi e gli accessori delle collezioni Gcds Donna e Uomo.

Il Gruppo Armani si sposta a Parigi

Il Gruppo Armani sposta la boutique Giorgio Armani Donna di Parigi in Avenue Montaigne 18. Il punto vendita, completamente riprogettato, situato al numero 2 della stessa via, accoglie oggi la linea di abbigliamento e accessori Giorgio Armani uomo. La nuova boutique donna si estende su una superficie di 510 metri quadrati distribuiti su due livelli. Il piano terra, con i videowall interattivi, è destinato alla collezione di abiti, accessori e occhiali, ad Armani beauty e alle collezioni speciali presentate nell’area dedicata; abiti da sera, calzature e gioielli sono esposti al primo piano, completato da uno spazio di accoglienza riservato.

Moschino sceglie Spiga 26

Moschino sceglie Spiga 26, il nuovo hub creativo di Hines, player a livello globale attivo nel real estate, per l’apertura della principale boutique milanese all’interno dell’iconico Palazzo Pertusati di via della Spiga 26. Tra i 3.000 metri quadrati dedicati al retail dell'edificio settecentesco, la nuova boutique Moschino si estenderà su una superficie di circa 600 metri quadrati suddivisi su tre livelli, con quattro luminose vetrine a tutta altezza su via della Spiga.

quadrati al cui interno è esposta tutta la nuova collezione Subdued.

Primark sbarca a Catania

Il rivenditore internazionale Primark inaugura un nuovo store nella provincia di Catania presso il centro commerciale ‘Centro Sicilia’ di Misterbianco. Si tratta della prima apertura in Sicilia, che porta a 400 il totale di punti vendita Primark nel mondo.

Restelli si stabilisce a Milano

Restelli, brand milanese dal 1920 specializzato nella produzione di guanti classici e sportivi di alta gamma, per uomo e donna, inaugura un flagship shop in via Sant’Andrea 17. Una presenza che si consolida nella città dove per anni il brand a inizio autunno ha fatto comparsa con un temporary shop.

Veja apre a Montmartre

Veja apre a Montmartre, nel cuore di Parigi, uno spazio minimalista e sobrio, ispirato all'architettura brutalista di San Paolo degli anni '70, che combina legno e cemento.

Ciak Roncato fa il bis di aperture

Nel cuore della Galleria Vittorio Emanuele, luogo simbolo di Milano, Santoni apre un nuovo flagship store che va ad affiancarsi al primo di via Montenapoleone. Il progetto, come il precedente, è stato affidato a Patricia Urquiola ed è una sintesi tra genius loci e tecnologia avanzata. In parallelo cambia volto anche lo showroom Santoni in via Montenapoleone, sempre con la collaborazione di Patricia Urquiola. L’intervento riguarda il piano nobile di un palazzo signorile nel cuore del quadrilatero della moda: un processo di sottrazione ne ha svelato l’antica bellezza riportando alla luce antichi pavimenti in terrazzo alla veneziana e affreschi.

Ciak Roncato, l’azienda di valigeria dal 1956 giunta alla terza generazione con alla guida le sorelle Roncato, continua la sua strategia di espansione nel retail. Dopo Treviso, Piacenza, Reggio Emilia e Brescia arriva a Bologna con un nuovo punto vendita monomarca. Situato al numero 26 di via D’Azeglio, vanta due grandi vetrine e una superficie di 70 metri quadrati sviluppati su due piani. Al piano terra trovano spazio le collezioni in pelle brandizzate Anima Libera, R designed by Fabiana Roncato e Baulificio Italiano. Al piano superiore una ricca offerta di articoli di valigeria a marchio Ciak Roncato e R Roncato. Tra le varie proposte presenti in boutique, oltre ad accessori viaggio e business, piccola pelletteria e borse per il tempo libero, anche una linea di profumazioni d’ambiente, nata da una nuova collaborazione con la toscana Teatro Fragranze Uniche. Il negozio di Bologna si aggiunge a un'apertura a Bolzano Vicentino. Uno spazio di 250 metri quadrati sviluppato su un unico piano e contraddistinto dalla presenza di 5 vetrine.

Subdued conquista Roma

Valstar fa il suo ingresso a Milano

Santoni in Galleria Vittorio Emanuele II

Subdued inaugura il suo più grande flagship store nella Capitale, nella centralissima via del Corso, al civico 66. La boutique, che comprende anche un dehor esterno in cui possono intrattenersi i clienti, si estende su un’ampia metratura di 250 metri

Nel cuore di Brera, apre il primo store Valstar a cura dello studio Storagemilano. In linea con l’anima meneghina del brand, il nuovo spazio di via Brera 2 si propone come un luogo d’incontro con la lunga storia del marchio, iniziata nel 1911.

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giro poltrone LEENA NAIR Chanel

MATTHIEU BLAZY Bottega Veneta È Matthieu Blazy la nuova guida creativa di Bottega Veneta. Dopo la seperazione da Daniel Lee, il marchio di Kering affida il ruolo di direttore creativo allo stilista parigino, già ready to wear design director dallo scorso anno. La sua prima collezione per la maison sarà presentata a febbraio.

Chanel punta su Leena Nair. La manager, con una carriera di 30 anni in Unilever, è stata nominata nuova global CEO della storica label francese e ricoprirà la nuova carica, con sede a Londra, a partire dalla fine di gennaio. Nair succede ad Alain Wertheimer che ora diventerà presidente esecutivo.

MARTA ORTEGA Inditex Inditex torna a essere guidata dalla famiglia Ortega. Sarà Marta Ortega, figlia del multimiliardario spagnolo Amancio Ortega, la nuova presidente del gruppo di fast fashion a partire dal primo aprile 2022 succedendo a Pablo Isla, che lascia l’incarico dopo 17 anni.

AXEL KELLER Dries Van Noten Dries Van Noten ha nominato Axel Keller, ex CEO di Jil Sander, come suo nuovo presidente. Il manage arriva dopo una carriera di esperienze prestigiose in Francia, da Balenciaga a Maison Margiela. Keller succede a Matteo De Rosa, che è stato presidente a partire da gennaio 2020.

DAMIEN BERTRAND Loro Piana Cambio ai vertici di Loro Piana. Il brand italiano di proprietà di Lvmh affida la poltrona di CEO a Damien Bertrand, managing director di Christian Dior Couture. Il nuovo amministratore delegato ha preso il posto di Fabio d’Angelantonio, che ha lasciato la maison dopo cinque anni.

MARCUS CLAYTON Maison Kitsuné MARCELLO TASSINARI Aeffe Aeffe Spa, controllante di Alberta Ferretti e Moschino tra gli altri, ha comunicato che la società e il direttore generale Marcello Tassinari sono giunti a una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Tassinari ha rassegnato le proprie dimissioni anche dalla carica di presidente esecutivo del gruppo.

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L’inglese Marcus Clayton è il nuovo direttore creativo di Maison Kitsuné, brand fondato nel 2002 da Gildas Loaëc e Masaya Kuroki. Lo stilista ha iniziato a collaborare con la griffe dallo scorso anno e supervisionerà ora le collezioni uomo e donna in vista del ventesimo anniversario di Maison Kitsuné nel 2022. Prima di lui la griffe si era affidata a Yuni Ahn, in carica per due anni fino al 2020.

LORENZO PIACENTINI Zegna Baruffa Lane Borgosesia Cambio al vertice di Zegna Baruffa Lane Borgosesia, storica azienda di filati pregiati. Paolo Todisco lascia il ruolo di AD al neo consigliere Lorenzo Piacentini, manager con esperienze in grossi gruppi al di fuori del mondo del tessile.

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Ipse DIXIT di Laura Bittau

“Al momento il culmine dell’interazione con un brand di lusso è fare clic su ‘mi piace’, commentare o acquistare. Penso che si possa arrivare a un livello successivo”. Anche Balenciaga scommette sul metaverso, come ha annunciato il CEO Cédric Charbit. Dopo il debutto di Nike e Otb, anche il marchio di Kering cerca di presidiare la nuova dimensione tra reale e virtuale con una business unit dedicata.

“Quello che noi creativi facciamo è creare e raccontare storie. Il nostro mestiere è soprattutto questo. Fare magie”. Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, ha raccontato al settimanale D - La Repubblica la sua idea di creatività attraverso il concetto, anatomico e simbolico, di cuore, incarnato dalla ‘heart bag’ della collezione Aria. Un approccio fatto di immaginazione, magia e spinta vitale.

“In un momento di cambiamento sociale come questo, il lusso deve continuare a evolvere con il mercato. La fluidità delle nostre prospettive ci permette di reinterpretare l’idea di lusso”. Sono le parole di Patrizio Bertelli, CEO del gruppo Prada, che hanno aperto il Capital Markets Day della maison italiana. Accanto alla meta dei 4,5 miliardi nel medio periodo, l’ambizione del gruppo è quella rimanere rilevante nel panorama luxury accompagnandone le trasformazioni.

“La generazione Z non vuole essere considerata un target e noi facciamo solo scelte che siano coerenti con l’estetica del nostro marchio. Per esempio, non entreremmo mai nel gaming solo perché interessa a questa generazione ma solo se fosse in linea con la nostra visione”. Francesca Bellettini, president & CEO di Saint Laurent, ha raccontato a Vogue Business il suo approccio alla sempre più rilevante fetta di consumatori giovani che sta influenzando il mercato del lusso e non solo. Ma se molti nomi cedono alle sue istanze, Saint Laurent vuole restare fedele alla propria identità.

“Sono fiero di rappresentare l’Italia nel mondo, e mi onora ricevere questa prestigiosa onorificenza per mano del Presidente della Repubblica a nome del Paese”. Lo stilista e CEO dell’omonima maison Giorgio Armani è stato insignito, con una cerimonia privata presso il Quirinale, dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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«L’idea della moda democratica ce la dobbiamo togliere dalla testa in Italia. Se un capo è fatto bene, perché deve essere democratico? La qualità a basso prezzo non esiste. È la qualità, è l’eccellenza che paga. Per il futuro bisogna concentrarsi proprio su questa idea di qualità ed eccellenza, e meno sui grandi volumi. Se si paga un prezzo troppo basso, c’è dietro qualcuno che non è stato pagato bene». Hanno fatto discutere le parole della designer Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Dior Donna, pronunciate durante l’anteprima di Future For Fashion, nelle Gallerie degli Uffizi.

«Fin dai miei primi investimenti nel settore con Yoox, H-farm e Depop, ho avuto la conferma che credere nell’innovazione, nel digitale e nei giovani è garanzia di successo. Si imparano cose nuove e si cambia il modo di farle. Il mondo delle applicazioni è affascinante e in continuo divenire: ogni app è un’impresa moderna che nasce dalla soluzione di un problema e viene intuita velocemente soprattutto dai giovani. Sono orgoglioso di fare parte di Bending Spoons e sono certo che assieme scriveremo il futuro». Renzo Rosso racconta la sua idea di business improntata al nuovo e ai giovani in occasione del suo ultimo passo verso l’universo digitale: l’ingresso della sua Red Circle Investments nel capitale di Bending Spoons, realtà italiana sviluppatrice di applicazione per mobile.

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Courtesy of JD Malat Gallery, London

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Ritrarre l’umanità. La ricerca pittorica di KOJO MARFO di Giulia Mauri

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ono numerosi i riferimenti alla tradizione Akan che si celano dietro le opere di Kojo Marfo. Manufatti, sculture e intagli realizzati dalle popolazioni originarie delle regioni centro-meridionali del Ghana, dove Marfo è nato nel 1980, innervano di contenuti i suoi dipinti traboccanti di colore. Figurazioni concepite come uno strumento di connessione umana, per portare alla luce tematiche quali le disuguaglianze sociali, la religione, la politica e lo spiritualismo, reinterpretate dall’artista con gioiosa esuberanza. “Dipingo in questo modo non solo per rispettare le memorie della mia infanzia che sono radicate nella cultura visiva Akan, ma anche perché voglio che i temi esplorati nei miei lavori siano più accessibili allo spettatore”, ha spiegato l’artista. “Abbiamo bisogno di una irrealtà per enfatizzare l’universalità dei nostri desideri, bisogni e timori”. Da questa affermazione trae ispirazione il titolo della sua più recente esposizione, ‘Dreaming of Identity’, ospitata la scorsa estate dalla JD Malat Gallery di Londra. Attraverso una serie di ritratti su larga scala raffiguranti famiglie, animali e occasioni di incontro, trovavano spazio nel percorso della mostra le riflessioni di Marfo sulle persone conosciute durante la sua vita, nel tentativo di ispirare il cambiamento e il dialogo interculturale.

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Direttore Responsabile David Pambianco Redazione e Collaboratori Luca Testoni (caporedattore), Milena Bello, Laura Bittau, Marco Caruccio, Chiara Dainese, Anna Gilde, Maria Adelaide Marchesoni, Giulia Mauri, Tiziana Molinu, Alessia Perrino, Giulia Sciola Grafica e Impaginazione Mai Esteve, Lucrezia Alfieri Cover Project Anna Gilde Pubblicità Isabella Bernardi Wegher, Alessia Bresciani, Lia Lasagna, Cristina Tana (beauty) Contatti redazione@pambianco.com adv@pambianco.com abbonamenti@pambianco.com Telefono 02.763.886.00 Stampa gestita da Starprint Srl - Bergamo Registrazione Tribunale di Milano n. 343 del 2/05/2005 Proprietario ed Editore Pambianco Srl Corso Matteotti 11 - 20121 Milano Costo dell’abbonamento annuale: 69 euro Abbonamento (spedizione con corriere espresso) Per abbonarti alla rivista cartacea vai su: magazine.pambianconews.com

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