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Poste Italiane - In caso di mancato recapito inviare al CMP di Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi - ANNO XVII - N°1 FEBBRAIO/MARZO 2021 - 8 EURO

NUMERI, FATTI E PROTAGONISTI DELLA MODA E DEL LUSSO

07-108 LUGLIO/AGOSTO FEB/MAR 20182021

COVER BY STEPHAN BALKENHOL

MAGAZINE

La moda riscopre il fascino del NETWORK. Aumentano le M&A anche per i salvataggi delle aziende in crisi. Intanto, le FIERE sperano nell’estate per tornare fisiche. In Asia, la Cina cambia le rotte del TURISMO.


editoriale

L’e-commerce show oscura anche Instagram di David Pambianco

G

li ultimi mesi hanno confermato quanto il mondo online sia molteplice e differenziato al proprio interno. E quanto, in ognuna delle sue manifestazioni, la velocità di cambiamento sia spettacolare. Innanzi tutto, la pandemia che ha caratterizzato il 2020 sembra aver amplificato la distanza ‘economica’ tra due delle dimensioni digitali: quella dei social media, e quella, più commerciale, incarnata dalle grandi piattaforme di e-commerce. Da un lato, i dati sugli investimenti in post sponsorizzati su Instagram & co. sembrano indicare un calo tangibile, segnale che la leva influencer è stata percepita come meno efficace in una fase economica complessa e caratterizzata da abitudini necessariamente più morigerate. Dall’altro lato, le piattaforme e-commerce hanno dominato il mercato, assicurandosi tassi di crescita mai visti prima e un accumulo notevole di forza finanziaria. Un’accelerazione che ha già spinto diversi player a cogliere il momento per quotarsi in Borsa. E che ha già alimentato una serie di acquisizioni di catene off line in difficoltà da parte degli e-tailer più aggressivi. Questa dinamica ‘economica’ si accompagna, o si traduce, in riflessioni di posizionamento da parte dei brand. Il fronte social media, del resto, ha vissuto mesi complicati anche in relazione ai dubbi che si sono aperti sul mancato controllo degli eccessi di espressione che essi consentono, specie quando maneggiati con fini politici o quando rivolti a condizionare i comportamenti dei più giovani. Un segnale di riposizionamento, in questo senso, è arrivato da Bottega Veneta a inizio anno, quando il brand ha deciso di dare un taglio netto alla propria presenza sui social, con un addio simultaneo ai propri account Instagram, Facebook e Twitter. Ma forse il segnale più emblematico è arrivato da Dolce & Gabbana che, a inizio febbraio, ha svelato l’alternativa alla sfilata fisica annullata un paio di settimane prima. La collezione è stata la prima a essere presentata in streaming su Farfetch. Si tratta di un passaggio emblematico perché Farfetch non è uno dei social media dove fino a oggi le griffe hanno replicato le proprie sfilate, con effetto moltiplicativo da decine di milioni di visualizzazioni. Bensì, Farfetch è uno strumento di e-commerce, forse quello che oggi ha il modello aggregativo più funzionale nella prospettiva di una disintermediazione fisica dei negozi. Ospitando le sfilate, l’e-commerce ha mandato un segnale ulteriore di forza, tale da ridimensionare anche la smania social media.

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sommario

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Attualità Effetto Covid, le fiere sperano nell’estate

Da Pitti a Milano Unica passando per Vicenzaoro, i principali eventi del settore moda vanno in scena in formato digitale. La prossima ‘speranza fisica’? Le edizione estive.

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Dossier Con il Covid la strategia è l’aggregazione

L’anno della pandemia ha coinciso con una moltiplicazione di operazioni di acquisizioni di matrice industriale e salvataggi aziendali nel settore della moda. Ma l’idea di creare un network solido e globale si è esteso anche al retail.

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leQuotabili2020 Sono nove quelle pronte per la Borsa

Il premio istituito da Pambianco Strategie di Impresa, arrivato alla quindicesima edizione, è stato presentato in streaming da Piazza Affari in dicembre. L’analisi ha riguardato 80 aziende di fashion, design, beauty e wine.

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Scenari Il turismo cinese diventa domestico

La volontà di Pechino è quella di mantenere quanta più spesa entro i confini dell’Ex Celeste Impero. Mete di viaggio come Corea, Hong Kong o Macao sconteranno la crescita di Hainan, paradiso duty-free.

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Tendenze Sign of the times

Le sfilate maschili di Milano e Parigi, così come le collezioni della piattaforma Pitti Connect, sono lo specchio del momento storico che stiamo vivendo. Che punta su un nuovo leisurewear vicino alla quotidianità domestica.

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Fenomeni Sui listini il beauty a due velocità

Le principali aziende e multinazionali del settore beauty quotate, infatti, hanno archiviato il 2020 con performance differenti a causa soprattutto del momento di difficoltà causato dalla pandemia globale di Covid-19.

In copertina: Stephan Balkenhol Man on map, 2017 Inkjet and painting on wawa wood 89,5 × 59,5 × 2,5 cm Courtesy of Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

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Cover story pag. 108

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overview

Marchi di lusso, nessuno della Top 100 mondiale

Fenty vicina al capolinea. Lvmh sospende il luxury brand di Rihanna in Europa

Il lusso perde valore. Secondo l’annuale classifica ‘Global 500’ dedicata ai marchi di maggior valore redatta da Brand Finance quasi tutte le griffe del lusso calano in classifica rispetto all’anno precedente a causa della situazione eccezionale legata all’emergenza sanitaria. Nel settore moda e lusso, Gucci passa dalla posizione 98 del 2020 alla 117, Louis Vuitton scende dalla 109 alla 123, Chanel fa un passo indietro dalla 136 alla 137, Hermès ne fa due dalla 154 alla 156. Gli unici a salire sono Dior (da 298 a 242) e Rolex (da 247 a 237). In ogni caso nessuno riesce ad entrare nelle Top 100 del 2021. A dominare la chart sono prevedibilmente i colossi della tecnologia con Apple, Amazon e Google che confermano il podio.

L’avventura di Rihanna nel mondo del lusso è giunta al capolinea. Il colosso francese Lvmh ha annunciato la chiusura del marchio Fenty, lanciato meno di due anni fa. La label non era più attiva sui social già dal primo gennaio e l’ultima collezione presentata sul proprio sito web risale allo scorso novembre. “Rihanna e Lvmh hanno preso la decisione comune di sospendere le attività di ready to wear basate in Europa, in attesa di condizioni migliori” dichiara un comunicato riportato da Wwd.

La Shanghai fashion week cede al Covid-19

Off-White punta al miliardo di ricavi entro 5-10 anni

Raggiungere il miliardo di euro tramite collaborazioni, nuovi prodotti e, sicuramente, l’online che deve garantire un volano alle vendite e alla comunicazione. È questa, in sostanza, la formula di Off-White che punta a raggiungere vendite a nove zeri nell’arco massimo di un decennio. Secondo Mff, il gruppo, che ha appunto in orbita il marchio fondato da Virgil Abloh, ha l’obiettivo di portare il brand al miliardo di euro di ricavi tra i cinque e i dieci anni. Nel 2020 è stato lanciato l’homewear. Nel 2021 magari ci saranno nuove divisioni. Non si arriva al miliardo senza operazioni di questo tipo”. Strategico è e sarà il canale digitale, dove il business potrebbe arrivare al 30 per cento.

Top manager donna: accelera la quota di nuovi CEO al femminile

Cambia il mondo e, insieme, cambiano i vertici della moda e del lusso. Il report “Fashion’s Newest CEOs”, realizzato dalla piattaforma spagnola Nextail, ha rilevato oltre 100 cambiamenti nel ruolo di chief executive officer nelle principali aziende del fashion, registrando un aumento del 37,8% rispetto all’anno precedente. Il numero di donne tra i nuovi assunti nel ruolo di CEO in crescita del 95,1 per cento. Negli scorsi 12 mesi, la quota femminile dei boss entranti è stata del 40 per cento. Le categorie che hanno visto più donne assumere il ruolo sono state il beauty e la cosmetica (57,1%) seguite dallo sportswear (50 per cento). Altro dato interessante riguarda la percentuale femminile in uscita (ovvero le CEO che hanno lasciato la carica), che è stata solo il 20% del totale.

Prada ristudia il proprio network retail a Shanghai

Come parte di una riorganizzazione della sua strategia retail in Cina, Prada chiuderà il suo flagship store in Plaza 66 nel distretto Jing’an, a Shanghai. La notizia è apparsa su Wwd che spiega che il 14 febbraio sarà l’ultimo giorno di attività dello store. Quest’ultimo non è molto distante da Prada Rong Zhai, la storica residenza del 1918 situata nel quartiere centrale di Shanghai, inaugurata il 12 ottobre 2017 dopo il restauro sovvenzionato dal Gruppo Prada.Secondo indiscrezioni di mercato riferite sempre da Wwd, ad occupare gli spazi lasciati liberi dalla maison italiana potrebbe essere Burberry.

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Il Covid-19 non risparmia neppure le fashion week asiatiche. Shanghai si è vista costretta a rimandare la prossima manifestazione originariamente in calendario dal 25 marzo al 3 aprile. Visto l’improvviso aumento di contagi nel distretto shanghainese Huangpu, residenza del polo fashion della metropoli Xintiandi, la Shanghai fashion week è stata posticipata dal 6 al 13 aprile. La decisione è stata confermata dal Comitato organizzatore dell’evento. Lo scorso ottobre la settimana della moda cinese era riuscita a mantenere il formato fisico, ospitando un centinaio di marchi, ma stavolta il preoccupante ritorno della pandemia ha portato allo slittamento della manifestazione.

H&M, in chiusura 350 store

H&M rende noti i risultati 2020 e la notizia ha fatto scivolare di oltre 4 punti percentuali in Borsa, appesantita da un outlook negativo per il primo quarter del 2021 e dall’annuncio della chiusura di 350 store. Il gruppo svedese del fast fashion ha chiuso i 12 mesi, penalizzati dai lockdown in diverse parti del mondo e in diverse fasi dell’anno, con vendite per 187 miliardi di corone svedesi (circa 18,5 miliardi di euro), in flessione, in valuta locale, del 18 per cento.

Furla Usa esce dal Chapter 11

A meno di tre mesi dalla presentazione, da parte di Furla Usa, dell’istanza di Chapter 11 a causa dell’emergenza sanitaria, il tribunale fallimentare degli Stati Uniti per il distretto di New York ha confermato il piano di organizzazione presentato lo scorso dicembre dalla controllata del gruppo bolognese di accessori e pelletteria.Durante il Chapter 11, Furla Usa si è alleggerita dalle locazioni non profittevoli, ha riorganizzato tutta la forza lavoro e rafforzato la sua struttura di capitale.

Il retail in Asia sostiene il Q4 di Ferragamo

Il canale retail in Asia sostiene i conti di Salvatore Ferragamo nell’ultimo trimestre dell’anno, periodo nel quale i ricavi, “in miglioramento rispetto ai nove mesi” hanno registrato un calo del 20,4% a tassi di cambio correnti. Nell’ultimo trimestre la performance nell’area Asia Pacifico ha subito un calo dell’11,2% a tassi di cambio costanti, risentendo “dell’andamento negativo del canale wholesale in particolare nel travel retail mentre “la performance del canale retail è stata positiva”. Le vendite nei negozi diretti in Cina sono cresciute del 33,9% a cambio costante (nel Q4).

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overview

Lvmh, la moda chiude il 2020 a -3%. Q4 in ripresa (+18%)

Lvmh archivia il 2020, l’anno della pandemia di Covid-19, mettendo a segno ricavi a 44,7 miliardi di euro, in flessione del 17% sul 2019 (-16% a livello organico). Una performance che ha registrato un lieve miglioramento durante l’ultimo quarter, quando il colosso di Bernard Arnault ha riportato un calo di ‘appena’ il 3% a livello organico, contro il -7% del Q3, il -38% del Q2 e il -17% del Q1. Il profitto da operazioni ricorrenti è stato di 8,3 miliardi, in flessione del 28 per cento.

Tod’s chiude il 2020 in calo del 30,4%

Il fatturato preliminare consolidato annuale dell’azienda guidata da Diego Della Valle ammonta a 637,2 milioni di euro a cambi correnti, -30,4% rispetto all’esercizio precedente. Il calo è minore nel quarto trimestre, con ricavi a quota 184,5 milioni (-22,6%). “Nel corrente esercizio – chiarisce una nota stampa inviata dal gruppo – l’impatto delle valute è stato leggermente negativo, ed è visibile sui marchi Tod’s e Roger Vivier, che hanno la maggiore presenza all’estero”. L’impatto della pandemia ha condizionato i risultati di vendita di tutti i marchi del gruppo, in tutte le aree geografiche, anche se la Cina ha registrato un calo di “appena” l’8,7 per cento.

Gucci vara un nuovo piano per l’ambiente

Il marchio di Kering ha annunciato il nuovo Natural climate solutions portfolio che prevede interventi di protezione e ricostituzione di foreste in aree significative per la biodiversità e a rischio di deforestazione. Il piano comprende anche l’adozione di pratiche di agricoltura rigenerativa all’interno della sua supply chain. Con l’obiettivo di evitare e ridurre le emissioni di gas serra lungo tutta la sua filiera, nel 2019 c’è stata una riduzione di 266mila tonnellate di Co2e grazie alle iniziative di sostenibilità ad alto impatto lungo l’intera supply chain di Gucci.

Fast fashion, Fast Retailing sorpassa Inditex

Fast Retailing toglie a Inditex la corona della capitalizzazione più alta del fast fashion. Come rilevato dal quotidiano spagnolo El Economista, il gigante giapponese, controllante del brand Uniqlo, ha chiuso la seduta di Borsa del 25 gennaio (azioni scambiate a circa 94 yen, +2,4% sulla chiusura del 22 gennaio) con una capitalizzazione di 9,97 miliardi di yen, quindi poco sopra 79 miliardi di euro, superando i 78,8 miliardi di euro della capitalizzazione di Inditex (la cui chiusura di Borsa di ieri segna un -2,9% a 24,84 euro).Sulle due performance pesa, ovviamente, la diversa incidenza sul fatturato del mercato asiatico, oggi più trainante rispetto all’Europa che ancora sconta un fase di lockdown.

Ralph Lauren, il web attutisce il calo del Q3

TI ricavi di Ralph Lauren mancano le stime nel terzo trimestre d’esercizio accusando l’impatto della pandemia Covid-19. Nei tre mesi al 26 dicembre scorso, il gruppo Usa ha registrato un giro d’affari

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di 1,43 miliardi di dollari, in calo del 18,2%, di poco sotto le attese di Wall Street (1, 47 miliardi). Ad attutire la flessione è stato il +20% del canale online. Gli utili trimestrali hanno lasciato sul terreno il 64% a 119,8 milioni di dollari.

Le Birkin di Hermès ora diventano sandali

L’ultima provocazione al mondo del lusso? Calzature ispirate ai classici sandali Birkenstock realizzate con vere borse Birkin di Hermès. Risultato? I Birkinstock. L’azienda Mschf ha appena svelato il progetto lanciando il sito web Birkinstock.shoe. L’iniziativa non coinvolge ufficialmente Hermès e Birkenstock, ma cita i due brand al centro del progetto. Gli utenti possono ordinare un paio di sandali realizzati esclusivamente su richiesta, ogni modello è unico nel suo genere. I prezzi variano a seconda della Birkin utilizzata per la realizzazione; si parte dai 34mila dollari fino ad arrivare a 76mila. Ad esempio i sandali creati attraverso l’assemblaggio di parti provenienti da una Hermès Porosus Crocodile Birkin 35 costano 48mila dollari.

Lusso a rate, troppi debiti. Londra studia una stretta

Il governo inglese si prepara a regolamentare i programmi buy now-pay later, ovvero le opzioni di acquisto che permettono di posticipare il pagamento (senza interessi) per diversi articoli. La notizia è apparsa sulla stampa inglese, che parla di iniziative al vaglio della Financial Conduct Authority (FCA). Le regolamentazioni proposte, spiega FashionUnited, richiederebbero ad aziende come Klarna e Clearpay (che collaborano, per queste formule di pagamento, con retailer ed e-tailer come Asos, Boohoo, Next, Nike e PrettyLittleThing) di effettuare controlli di accessibilità sui clienti, per garantirne la compatibilità.

Fallita Perini Navi. Ferretti, Sanlorenzo e The Italian Sea Group interessati

Il produttore italiano di yacht Perini Navi va in fallimento. Con la sentenza dello scorso 26 gennaio, il Tribunale di Lucca, infatti, ha bocciato il piano di ristrutturazione del debito promosso dalla proprietà, la famiglia Tabacchi, tramite la società Fenix dichiarando che non è stato presentato l’annunciato piano di ristrutturazione del debito. Ferretti e Sanlorenzo hanno formalmente presentato le loro candidature alla procedura in atto. A queste si è aggiunto anche The Italian Sea Group.

Frasers vende tutto il 25% di French Connection

Il gruppo Frasers ha venduto l’intera partecipazione in French Connection, che ammontava al 24,93% della società, a un investitore immobiliare con sede a Newcastle. Il gruppo gestito dal magnate della vendita al dettaglio Mike Ashley era il secondo azionista del rivenditore di moda con 96,6 milioni di azioni. French Connection era stato contattato da due potenziali acquirenti: la società di investimento Spotlight Brands, in collaborazione con Gordon Brothers, e la piattaforma di investimento Go Global Retail, in collaborazione con Hmj International.

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attualità

Dall’alto, la piattaforma di Pitti Connect e il portale di White

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attualità di Sabrina Nunziata

Le FIERE made in Italy restano tutte digital. Il ‘ritorno’ fisico si sposta all’ESTATE Da Pitti a Milano Unica passando per Vicenzaoro, i principali eventi della filiera moda vanno in scena ancora solo online, a causa di pandemia e Dpcm. La speranza è sui mesi estivi. Ma si guarda già oltre.

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nno nuovo, stessa modalità. Almeno per ora. Il 2021 si apre all’insegna del digital, segnando un anno esatto dagli avvenimenti fieristici che per ultimi si sono svolti nel segno della normalità fino ad allora conosciuta. A gennaio 2020, infatti, Pitti Immagine Uomo si svolgeva seguendo i suoi normali ritmi alla Fortezza da Basso, così come a Fieramilano Rho, in febbraio, i padiglioni si riempivano di scarpe e accessori di pelletteria. Quest’anno, invece, è tutto diverso, e la speranza di riuscire a realizzare almeno qualche evento in formato fisico è stata cancellata dal Dpcm del 14 gennaio, che ha vietato fino al 5 marzo tutti gli eventi fieristici in presenza a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Pitti Uomo, che di consueto è il primo grande evento moda dell’anno, è stato spostato prima da gennaio al 21-23 febbraio, insieme a Pitti Bimbo e Filati, e poi è stato cancellato del tutto. Al suo posto, c’è Pitti Connect, la piattaforma digitale pensata per buyer, giornalisti e addetti ai lavori, che fino agli inizi di aprile ospiterà le proposte per la stagione A/I 2021-22 di circa 250 aziende. Secondo Raffaello Napoleone, AD di Pitti Immagine, “il prossimo set fisico lo giocheremo in estate, ma nel frattempo vogliamo continuare a fare punti ed è perciò che in questo periodo abbiamo lavorato a fondo sulla dimensione digitale, su cui adesso stiamo concentrando tutte le forze”. Su Pitti Connect, oltre alle proposte uomo, sono presenti quelle dedicate al mondo del bimbo e dei filati. Stessa sorte anche per White, il salone milanese di moda contemporary realizzato grazie al supporto di Maeci (Ministero degli affari esteri e della cooperazione internzionale) e Ice–Agenzia e alla partnership con Confartigianato Imprese. Previsto il 25-28 febbraio durante la Milano Fashion Week, si è visto costretto ad optare per il solo digitale, accogliendo così oltre 200 brand sul White b2b Marketplace. Una modalità, quella

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attualità

solo digital, utilizzata anche con Wsm Fashion Reboot, il format di White sull’innovazione sostenibile (16-18 gennaio 2021). Nonostante si svolgano ‘più in là’ nel tempo, e quindi oltre la data limite prevista dal Dpcm, anche gli eventi di Fieramilano Rho hanno deciso di rinunciare al fisico. Micam Milano, il salone delle calzature, Mipel, l’evento dedicato alla pelletteria e all’accessorio in pelle, TheOne Milano, il salone dell’haut-à-porter femminile, Lineapelle, mostra dedicata a pelli, tessuti, accessori e i componenti più innovativi, e Homi Fashion&Jewels Exhibition, manifestazione dedicata al bijoux e all’accessorio moda, previste inizialmente dal 20 al 24 marzo, si svolgeranno solo in versione digital. “Il Dpcm in vigore vieta, infatti, le fiere in presenza fino al 5 marzo 2021 compreso e, se anche dal 6 marzo verrà riaperta la possibilità di organizzare eventi fisici, non potrà essere garantito il livello qualitativo e di prestigio delle manifestazioni”, riporta la nota ufficiale. “Ancora più importante, non potrà essere garantito il significativo afflusso di buyer da tutto il mondo che ha reso questi saloni degli indiscussi punti di riferimento globale. Le limitazioni internazionali, sia sanitarie che di viaggio e trasporto, non permetterebbero, infatti, a migliaia di visitatori di raggiungere serenamente e in sicurezza Fieramilano Rho”. Allo stesso modo, anche Expo Riva Schuh e Gardabags, rispettivamente la fiera internazionale di riferimento per la calzatura di volume e il suo salone dedicato all’accessorio, si sono svolte entrambe in digitale (dal 16 al 19 gennaio), tramite una ‘home edition’ che ha affiancato alla parte espositiva una rassegna di interviste, round table, presentazioni e talk . Milano Unica ha deciso di svolgere la sua 32ma edizione in formato digitale, aspettando quella di luglio per tornare in presenza. La fiera dedicata a tessuti e accessori di alta gamma per l’abbigliamento è infatti andata in scena a febbraio tramite e-MilanoUnica Connect, attraverso cui ha mostrato le collezioni P/E 2022. Filo, invece, rassegna internazionale B2B di filati e fibre, prevista in calendario il 24 e 25 febbraio 2021 al MiCo – Milano Convention Centre, è stata proprio cancellata. “Filo – si legge sulla pagina Facebook della fiera – è consapevole delle problematiche conseguenti all’annullamento della 55a edizione di Filo per tutti gli operatori coinvolti, ma non può che uniformarsi alle scelte delle pubbliche Autorità. Quella di annullare la 55a edizione di Filo è dunque una decisione determinata da ragioni di forza maggiore presa con grande rammarico”. Anche il mondo di oreficeria e gioielleria ha riorganizzato il suo calendario. Italian Exhibition Group, a cui fa capo la regia degli eventi B2B del settore in Italia, ha infatti deciso di rinviare il prossimo appuntamento fisico con Vicenzaoro dal 10 al 14 settembre 2021, assieme a T.Gold, il salone per i macchinari e le tecnologie per il gioiello, e VO Vintage, marketplace dell´orologeria e gioielleria d´epoca e di pregio. Lo scorso ottobre, Vicenzaoro aveva già annunciato uno slittamento da gennaio a marzo 2021, sperando in un orizzonte temporale più favorevole alle dinamiche di business del comparto e nella ripresa della mobilità internazionale dall’Europa. Oroarezzo tornerà in presenza dal 12 al 15 giugno 2021. I nuovi appuntamenti sono stati decisi “secondo una tempistica ragionata che beneficerà dei progressivi effetti del vaccino in tutto il mondo e della contemporanea discussione all’Unione europea per la ripresa della mobilità internazionale”, si legge in una nota. WE Are Jewellery, invece, si terrà il 23 marzo tramite un inedito format B2B digital. Anche Mido, l’evento dedicato all’eyewear, ha deciso di riposizionarsi nell’anno e di lasciare le tradizionali date di febbraio per andare a giugno, dal 5 al 7 sempre in Fiera Milano. “Una scelta responsabile motivata dall’intenzione di assicurare a espositori e visitatori una manifestazione al massimo potenziale di traffico internazionale e proficua attività commerciale”, come riporta la nota ufficiale. 12

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dossier

Il Covid impone una strategia di aggregazione L’anno della pandemia ha coinciso con una moltiplicazione di operazioni di acquisizioni di matrice industriale e salvataggi aziendali nel settore della moda. Ma l’idea di creare un network solido e globale si è estesa anche al retail. La piattaforma Farfetch è diventato il modello da imitare con la sua struttura caratterizzata da migliaia di inventory points. E anche gli showroom hanno dato vita a progetti aggregativi per aumentare la visibilità sul web e all’estero. FEBBRAIO/MARZO 2021 PAMBIANCO MAGAZINE

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dossier di Giorgia Ferrais

Il Covid non ferma le M&A STRUTTURALI. E accelera quelle di SALVATAGGIO Il 2020 ha registrato importanti acquisizioni di matrice industriale, come quella di Stone Island da parte di Moncler. Ma anche lo shopping di prede ‘in crisi’, come le catene Uk finite nel mirino dei player dell’e-commerce.

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ell’anno dell’emergenza sanitaria, il comparto del fashion & luxury mondiale non è stato immobile in termini di operazioni straordinarie. Anzi, la seconda metà del 2020 è stata caratterizzata da una serie di importanti M&A. In più di un caso, ad attivare un consolidamento che sta proseguendo nel 2021, è stato lo stesso Covid-19.

ACQUISTO DI SOGGETTI IN DIFFICOLTÀ La pandemia, infatti, ha aggravato la situazione di aziende da tempo in condizioni economico-finanziarie precarie. Per tentare il risanamento, molte di queste hanno avviato procedure concorsuali secondo le leggi fallimentari proprie di ogni Paese. E i gruppi sani hanno colto l’occasione per fare shopping. Tra questi figura Sparc Group, realtà nata da una joint venture tra Abg-Authentic Brands Group e Simon Property Group, che ad agosto si è aggiudicata Brooks Brothers nella procedura di vendita dopo aver aumentato la propria offerta da 305 milioni a 325 milioni di dollari. Il brand aveva avviato la procedura prevista dalla normativa Chapter 11 presso la Sezione fallimenti del Tribunale statunitense del Delaware agli inizi di luglio. In Italia, a fine anno Ovs è scesa in campo per Stefanel (in amministrazione straordinaria dal 2019) presentando un’offerta vincolante volta all’acquisizione del brand e di 23 punti vendita diretti situati nei centri storici di alcune delle principali città italiane, per un valore di 3,2 milioni di euro. A fine gennaio 2021, invece, il Tribunale di Mantova ha concesso a Corneliani la proroga del concordato in bianco fino al 15 aprile, dopo che lo stesso era scaduto il 15 dello stesso mese. E, con l’ok del Tribunale, è uscito allo scoperto Marco Boglione, presidente e fondatore di BasicNet, quale pretendente per l’acquisizione. La proroga infatti concederà all’imprenditore il tempo per valutare la fattibilità dell’operazione.

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dossier

In Uk, protagonisti del consolidamento sono stati i player inglesi dell’e-commerce, che hanno messo le mani sulle più note insegne brick-and-mortar del Paese, da tempo in crisi. È stato il caso di Boohoo che, a fine gennaio 2021, ha ufficializzato l’acquisizione di Debenhams per 55 milioni di sterline e poi quella di Dorothy Perkins, Wallis e Burton, gli ultimi marchi rimasti dal fallimento del gruppo Arcadia. L’accordo da 25,2 milioni di sterline include la proprietà dei brand e le attività online, ma non la rete di 214 negozi. È Asos, invece, ad aver rilevato il grosso di Arcadia, con l’acquisto dei marchi Topshop, Topman, Miss Selfridge e Hiit, rilevati per 265 milioni di sterline, cui si aggiungono altri 30 milioni per gli stock. ACQUISIZIONI INDUSTRIALI Negli ultimi mesi non sono mancate le acquisizioni avvenute a prescindere dalle difficoltà economiche delle aziende. Una fra tutte, quella di Stone Island da parte di Moncler. Con questa operazione, dal valore di 1,15 miliardi di euro, uniti dalla filosofia ‘beyond fashion, beyond luxury’, i due brand italiani rafforzeranno infatti la loro capacità di essere interpreti delle evoluzioni dei codici culturali delle nuove generazioni consolidando il loro posizionamento all’interno del segmento del nuovo lusso. A livello internazionale, Vf Corporation ha acquistato Supreme: l’operazione per il controllo del 100% della label fondata da James Jebbia si è conclusa con un prezzo di acquisto base aggregato di 2,1 miliardi di dollari. L’acquisto servirà a Vf per accelerare la trasformazione del suo modello di business iper-digitale, incentrato sulla vendita al dettaglio e sul consumatore. Per il momento sono solo indiscrezioni, invece, le voci che vorrebbero l’imprenditore Renzo Rosso, patron del gruppo Otb, interessato ad ampliare il suo portafoglio di marchi con la griffe Jil Sander, attualmente in orbita a Onward Holdings che ha rilevato il marchio nel 2008 dalla società di private equity Change Capital Partners per 167 milioni di euro. Con l’inizio dell’anno nuovo si è conclusa anche una delle operazioni più discusse, quella tra Lvmh e Tiffany, annunciata nel novembre 2019 e che nel corso del 2020 è passata attraverso uno scontro legale tra i due gruppi. Già ad ottobre, però, l’azienda newyorkese di gioielleria aveva accettato la nuova proposta d’acquisto del colosso di Bernard Arnault, che ha abbassato l’offerta a 131,5 dollari per azione, dai 135 dollari originariamente pattuiti. In questo modo, Lvmh ha ottenuto uno sconto del 2,5% sull’offerta iniziale, che si traduce in una somma attorno ai 400 milioni di euro. ACQUISIZIONI DI FONDI Tra i deal più importanti da parte di fondi, si annovera quello avvenuto a novembre da parte di Made in Italy Fund, il fondo di private equity gestito e promosso da Quadrivio & Pambianco, che ha rilevato la quota di controllo di GCDS, brand di moda fondato nel 2015 dai fratelli Giuliano e Giordano Calza, rispettivamente creative director e CEO. L’operazione di investimento e l’ingresso di Made in Italy Fund si pone come obiettivo quello di sostenere ulteriormente lo sviluppo del business, attraverso la promozione di una strategia omnichannel finalizzata al rafforzamento della distribuzione privilegiando il mercato asiatico e americano, nonché a implementare ulteriormente lo sviluppo del canale on-line. È ammontato a circa 80 milioni di euro, invece, il debutto di Exor nella moda. La holding della famiglia Agnelli guidata da John Elkann ha rilevato a dicembre la maggioranza di Shang Xia, brand cinese nato dalla collaborazione tra Hermès e la designer cinese Qiong Er Jiang. Hermès, che ha accompagnato il brand nella sua prima fase di sviluppo, rimarrà come azionista rilevante insieme a Exor e alla fondatrice.

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dossier

Chi compra chi Le principali operazioni di merger and acquisition nell’epoca del Covid-19

SOGGETTI IN DIFFICOLTÀ

ACQUISIZIONI INDUSTRIALI

ACQUISIZIONI DI FONDI

ACQUIRENTE

ACQUISITO

PREZZO

Boohoo

Debenhams

55 milioni di sterline

Ovs

Stefanel

3,2 milioni di euro

Asos

Topshop, Topman, Miss Selfridge e Hiit

295 milioni di sterline

Moncler

Stone Island

1,15 miliardi di euro

Vf Corporation

Supreme

2,1 miliardi di dollari

Lvmh

Tiffany

400 milioni di euro

Made in Italy Fund

Gcds

n.d.

Exor

Shang Xia

80 milioni di euro

Style Capital

Zimmermann

n.d.

Fonte: Pambianco

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dossier

Dall’alto, un’immagine della piattaforma digitale Alined Network, prima della messa online, e i suoi soci fondatori

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dossier di Giulia Mauri

Un nuovo modo di fare SHOWROOM. Insieme. Per supportare il rilancio del settore Gli spazi del fashion fanno squadra in ottica di sistema. Condividendo la stessa visione di business, negli ultimi mesi sono nate diverse iniziative associative. Offrono servizi e aumentano la visibilità (digitale e internazionale).

I

l settore moda, che in Italia produce quasi 80 miliardi di Pil e conta 65mila aziende con 650mila addetti (dati Assomoda), è uno di quelli più colpiti dai ripetuti lockdown imposti dalla pandemia e corre il rischio di veder pregiudicata l’attività della sua filiera, dove al centro operano i distributori e gli agenti di commercio. Una categoria che genera un fatturato di vendite wholesale di circa 5 miliardi di euro e accoglie nella città di Milano pressapoco 30mila buyer ogni stagione. Sono loro i protagonisti di scelte di aggregazione finalizzate a rilanciare il sistema moda italiano, rappresentando le diverse sfaccettature di un comparto con riconosciute potenzialità internazionali. ALLEANZE Ne è un chiaro esempio Best Showroom, la nuova compagine associativa aderente a Confcommercio Milano, che raggruppa le agenzie commerciali di rappresentanza e distribuzione del capoluogo lombardo. L’intento è dare voce, in un momento di particolare difficoltà, a un gruppo di imprenditori proprietari di showroom nazionali e internazionali che, uniti tutti insieme, possano costruire una forza commerciale per la distribuzione di marchi italiani nel mondo, tenendo viva la tradizione e la filiera ancora oggi lustro del made in Italy a livello mondiale. Finora, a partire dallo scorso settembre, l’associazione ha raccolto cinquanta adesioni tra gli showroom multibrand e punta a quota centocinquanta iscritti entro la fine dell’anno. Coralità, visibilità, vocazione al mercato internazionale: sono tutte caratteristiche che contraddistinguono anche la ‘federazione’ Alined Network. Otto soci facenti capo a sette showroom indipendenti (Continuo, Garage Marina Guidi, Je T’aime, M.D.M.7, Spazio38, Style Council & Associati, Vigevano 41) hanno dato vita nel luglio 2020 a un portale online business to

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business, dai punti vendita ai gruppi d’acquisto, che si propone di garantire un’offerta di settore a tutto campo, dall’abbigliamento all’homewear, accessori, calzature, dalle borse alle fragranze, al femminile e al maschile. In totale, sono approssimativamente duecento i brand rappresentati e circa 22mila i clienti in agenda. “Abbiamo creato Alined Network per l’esigenza di fare squadra in un momento in cui il digital è diventato sempre più forte e fondamentale per raggiungere i clienti in tutto il mondo, e unire le forze è divenuta la strategia vincente”, affermano i fondatori. Il ‘fare sistema’ offre, infatti, vantaggi non solo agli showroom, ma anche ai potenziali acquirenti, che possono di fatto compiere una ricerca di prodotto ad ampio spettro, così come alle aziende produttrici, che acquistano visibilità agli occhi di eventuali nuovi clienti. “È essenziale – sostengono a loro volta i fondatori di Camera Showroom Milano (Csm) – una visione condivisa del futuro delle agenzie commerciali, che si concretizzerà attraverso lo studio e la risoluzione dei problemi comuni di maggiore interesse. L’implementazione di azioni innovative e l’unione delle risorse costituiranno per gli associati un innegabile punto di forza”. Ultima nata in ordine di tempo, Csm a dicembre si è dichiarata “autonoma, libera, apolitica e indipendente”, dotata di uno statuto su cui vigila il comitato promotore composto da Gigliola Maule, alla guida di Gruppo Zappieri e nel ruolo di presidente, Daniele Ghiselli (AD e direttore esecutivo) ed Elisa Gaito (segretario), titolari degli omonimi showroom, Francesco Lubrano (vice presidente) di Panorama Moda, Francesco Casile (membro fondatore), founder di Casile&Casile Fashion Group, e Mauro Galligari (direttore della comunicazione) di Studio Zeta. PROGETTI Tra i risultati conseguiti da Best Showroom con il contributo propositivo di Assomoda, storica associazione degli agenti e distributori dei settori abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori e articoli sportivi, si annovera l’attivazione della garanzia pubblica sulle operazioni di finanziamento diverse dai prestiti bancari tradizionali, quali la cessione del credito, il factoring e il revenge factoring. In pratica, le imprese che hanno fatture da incassare e non riusciranno a farlo per problematiche oggettive, potranno trasformare i loro crediti in denaro, evitando di fermare la circolazione della moneta, a beneficio di tutta la filiera. Un progetto da sviluppare con Guber Banca, che è stato coordinato dall’imprenditore Giulio di Sabato, presidente di entrambe le associazioni, e Mauro Cianti, titolare del marchio di jeans Don the Fuller. Inoltre, Best Showroom ha siglato un accordo con il colosso cinese Greenland Group per un maxi hub della moda italiana a Shanghai, con showroom, concept store e spazi retail per la valorizzazione diretta delle piccole e medie imprese. “I numeri di crescita cinesi sono sotto gli occhi di tutti e l’interesse nei confronti del made in Italy pone i nostri stilisti ai primi posti delle preferenze dei consumatori cinesi”, spiega Di Sabato. Dal canto suo, Alined Network ha avviato una collaborazione in casa con Pitti Connect, che ha consentito ai marchi degli showroom coinvolti di partecipare a Super, il salone womenswer e accessori. Ancora work in progress, invece, il progetto di allargamento del proprio portale ad altri settori contigui e complementari alla moda e al design. Csm, infine, ha stilato sette richieste fattibili a salvaguardia della categoria e del tessile-abbigliamento, tra cui la sospensione degli anticipi delle imposte di giugno e di novembre che, alla luce del crollo della redditività delle imprese, rappresenterebbero un pericoloso aggravio dell’equilibrio finanziario; sgravi contributivi pari al 50% su tutto il 2021 tali da incentivare il minor ricorso possibile ai licenziamenti; aiuti diretti alle piccole e medie imprese; agevolazioni fiscali per i negozi, che si trovano ad avere in magazzino merce svalutata del proprio valore; contributi a fondo perduto per la digitalizzazione degli showroom multibrand. 24

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vicolo.com


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Dall’alto, la homepage di Farfetch e immagini di Zalando Connected Retail

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dossier di Giulia Sciola

Rivoluzione FARFETCH. Così la global platform accelera e diventa modello da IMITARE Parola d’ordine: aggregazione. C’è infatti questo principio alla base della crescita dell’e-tailer che nel 2020 ha convinto il mercato per la sua resilienza. Zalando rilancia con Connected Retail, pronto a fare squadra con i negozi fisici.

U

n modello di business resiliente rispetto alla crisi innescata dal Covid-19. Anzi, un paradigma che registra vendite in costante progressione, tanto da fare proseliti tra i principali competitor. È quello di Farfetch, il portale fondato nel 2008 da José Neves e che oggi aggrega più di 700 boutique indipendenti e circa 3mila brand. Nel terzo trimestre del 2020 (ultimi dati disponibili), il giro d’affari del player britannico quotato a New York è cresciuto del 71% a 437,7 milioni di dollari (poco meno di 365 milioni di euro), mentre il gross merchandise value è passato da 492 milioni a 797,8 milioni di dollari. A contribuire ai risultati è stata ovviamente anche l’acquisizione dei brand di New Guards Group (controllante, tra gli altri, di Off-White, Palm Angels e Marcelo Burlon County of Milan). Nel solo terzo quarter, la customer base di Farfetch è cresciuta del 45% da 1,9 milioni a 2,7 milioni di utenti.

UN MODELLO CHE PIACE AI BIG L’idea Farfetch piace al punto che non importa sia in rosso: le perdite trimestrali si sono ampliate a 537 milioni di dollari contro un negativo di 90,5 milioni dello stesso periodo di un anno fa. E, tuttavia, il titolo Farfetch è passato dai 28,45 dollari del debutto a Wall Street nel settembre 2018, agli attuali 68,99 dollari, per una capitalizzazione di quasi 23 miliardi. Il mercato non è però l’unico a dare fiducia al ‘modello Farfetch’. Lo scorso novembre, infatti, Alibaba, Richemont e la holding Artemis della famiglia Pinault hanno annunciato una global partnership con la piattaforma, con un investimento complessivo di 1,15 miliardi di dollari nella capogruppo e nella sua filiale cinese, con la creazione di una joint venture in Cina. Grazie a questo accordo, Farfetch approderà sulle controllate luxury di Alibaba Group nell’Ex Celeste Impero. “Una mossa che ci avvantaggia nel traghettare

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dossier

l’industria del lusso verso la next generation, assicurandoci uno sviluppo a ritmi sostenuti e un potenziamento delle nostre quote di mercato”, ha commentato Neves. COME UNO SHOWROOM Più di recente la piattaforma ha debuttato anche come canale di presentazione di nuove collezioni. È stata infatti scelta da Dolce & Gabbana per lo streaming live, in contemporanea a dolcegabbana.com, della sfilata off- schedule A/I 2021-22. Il brand inglese David Morris, inoltre, ha scelto Farfetch per il lancio di Renaissance, collezione di 13 pezzi di alta gioielleria. Non sono mancate, infine, iniziative nel solco dell’inclusività, come la partnership con il marchio multimediale Nataal, per il quale Farfetch si impegna a “sostenere e dare spazio a più marchi, boutique e creativi afroamericani”. MIGLIAIA DI INVENTORY POINTS Ma quali sono i punti di forza di questo e-tailer? A spiegarlo è stato lo stesso Neves la scorsa primavera, in un momento in cui anche i più noti gruppi dell’e-commerce, pur vedendo aumentare la domanda, faticavano a gestire le dinamiche senza precedenti connesse alla gestione dell’emergenza sanitaria, soprattutto nella catena di fornitura. “Quando un consumatore sceglie un prodotto su Farfetch – ha dichiarato il numero uno della società in una lettera ai propri shareholder -, l’85% delle volte il prodotto è disponibile da più venditori, può essere spedito da località diverse, spesso da Paesi diversi. Questo rende il nostro modello di business più resistente rispetto al retail fisico, nella situazione attuale, e significa anche che siamo ben preparati a operare in questo tipo di contesto, a differenza di quanto accade ad altri e-tailer di lusso, che in genere dipendono da un numero limitato di centri di distribuzione”. Farfetch ha quindi migliaia di inventory points in più di 50 Paesi. A livello di supply chain e logistica, l’e-tailer di lusso risulterebbe quindi facilitato. Nel 2019, la società ha iniziato a dedicarsi all’attività produttiva e alla gestione di una parte di magazzino in seguito all’acquisizione del gruppo Ngg, ma la sua attività resta sostanzialmente quella di un aggregatore virtuale, che collega acquirenti e venditori, occupandosi della transazione. Le modalità di pagamento, la policy dei resi e del backoffice sono infatti centralizzate e gestite da Farfetch. Le spese doganali vengono precalcolate. La struttura organizzativa e strategica proposta dal team di Neves permette ai retailer indipendenti di vendere online il proprio stock con facilità, senza gli oneri del setup di un’ossatura di shopping online avanzata (una piattaforma integrata) e con una visibilità internazionale. ZALANDO LANCIA CONNECTED RETAIL A scommettere sul modello aggregativo come benchmark per il retail del futuro è anche Zalando che, nel novembre 2020, ha comunicato l’espansione di Connected Retail, progetto attraverso cui i negozi fisici possono collegare il proprio magazzino all’e-tailer, con l’obiettivo di triplicare il numero di store (oggi sono circa 2mila unità) nel 2021. Dalla metà del 2021 Connected Retail approderà per la prima volta anche in Italia a supporto dei negozi brick and mortar. “I negozi - ha dichiarato Riccardo Vola, director of Southern Europe and Gift Cards di Zalando - avranno l’opportunità di vendere i propri prodotti online in maniera diretta agli oltre 35 milioni di clienti attivi su Zalando. Stiamo assistendo ad una richiesta sempre maggiore da parte dei rivenditori di digitalizzare la propria attività. In qualità di piattaforma di moda europea con una forte rete logistica e un’infrastruttura tecnica intelligente, possiamo supportare il settore in una delle sfide più urgenti”. Il programma è già presente in Finlandia, Danimarca e Norvegia. Oltre all’Italia, nel 2021, arriverà anche in Belgio, Francia, Austria e Svizzera. 28

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15° Premio Pambianco leQuotabili2020

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15° Premio Pambianco leQuotabili2020

Sono 9 leQuotabili pronte per la BORSA. Nel 2020, l’analisi si è estesa alle PMI Il premio istituito da Pambianco Strategie di Impresa, arrivato alla quindicesima edizione, è stato presentato in streaming da Piazza Affari in dicembre. L’analisi ha riguardato 80 aziende di fashion, design, beauty e wine.

S

algono a nove i premi Pambianco leQuotabili dell’edizione 2020. Si estende perciò la copertura dei segmenti del made in Italy oggetto dell’analisi annuale, arrivata alla quindicesima edizione, stilata da Pambianco Strategie di Impresa sulle società italiane che possiedono le caratteristiche economiche, finanziarie e di posizionamento per essere quotate in Borsa con successo in un orizzonte temporale di 3/5 anni. I riconoscimenti sono stati assegnati lo scorso dicembre. La cerimonia sì è tenuta in streaming, in diretta da Palazzo Mezzanotte a Milano, e ha coinvolto nove imprenditori in rappresentanza delle aziende prime classificate nelle categorie fashion, design, beauty, wine e sostenibilità. L’evento ha registrato un record di visualizzazioni, con 11mila persone connesse. L’analisi, per l’edizione 2020, ha selezionato 40 aziende del Fashion, 10 aziende del Beauty, 20 aziende del Design e 10 del settore Wine. Se l’anno scorso la novità era stata l’introduzione del riconoscimento all’azienda più sostenibile, conferito in partnership con Cerved Rating Agency, quest’anno le novità sono l’ingresso nella ricerca delle aziende vinicole, così come la nuova categoria ‘small cap’ (aziende con fatturati inferiori ai 50 milioni di euro) per i settori fashion, design, beauty e wine. Una scelta, quest’ultima, “dettata da un lato dalla constatazione che il panorama industriale italiano è composto in maggioranza da piccole aziende – ha spiegato David Pambianco, CEO di Pambianco Strategie di Impresa - e dall’altro dal fatto che oramai la Borsa, e nella fattispecie il mercato Aim, è uno strumento di finanziamento sempre più considerato anche dalle Pmi italiane per finanziare i propri programmi di sviluppo”. CHI È SALITO SUL PODIO Per ognuna delle categorie considerate sono stati individuati i ranking anche nel segmento

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15° Premio Pambianco leQuotabili2020

‘small cap’. Nella categoria fashion, il vincitore de leQuotabili 2020 è stato Golden Goose, seguito da Stone Island ed Ermenegildo Zegna. Nella categoria fashion small cap (aziende con fatturati inferiori ai 50 milioni di euro), si è classificata in prima posizione MC2 Saint Barth, seguita da Ciesse Piumini e da Save the Duck. Il podio del beauty è invece stato occupato da Euroitalia, seguita da Sodalis e Davines. Per quanto riguarda le small cap, ha vinto VeraLab (Estetista Cinica), seguita da Officina di Santa Maria Novella e Nashi Argan. Design Holding, Minotti, Poltronesofà sono rispettivamente la prima, seconda e terza classificata della categoria design. Nel ranking small cap l’azienda Lago ha conquistato il gradino più alto del podio seguita da Edra e da Henge. Infine, nella categoria wine, che, come anticipato, ha fatto quest’anno il proprio debutto, ha vinto Antinori, seguita da Frescobaldi e Santa Margherita. Fra le ‘piccole’ del vino italiano troviamo San Guido in prima posizione seguita da Carpineto e da Berlucchi. Il premio sostenibilità, conferito in partnership con Cerved Rating Agency, è stato vinto da Artemide. FATTURATO GLOBALE L’Analisi leQuotabili offre in ogni edizione anche uno spaccato dei valori complessivi delle 80 aziende considerate. In termini di fatturato, quello aggregato del campione (il riferimento è ai bilanci 2019) è stato di 25,175 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 24 miliardi dell’edizione precedente (che aveva come riferimento il 2018). È aumentato anche il fatturato medio: 315 milioni contro i precedenti 301. In progresso anche l’ebitda margin, salito dal 15 al 18% (nella tabella a pagina 36 i risultati economici aggregati delle sole aziende della moda e la ripartizione geografica). In termini di distribuzione territoriale delle aziende, svetta la Lombardia con 28 aziende, davanti al Veneto con 15 e all’Emilia-Romagna con 11. IL MODELLO Per quanto riguarda la metodologia utilizzata, Pambianco ha preso in considerazione i bilanci delle aziende non quotate che hanno registrato un fatturato superiore ai 50 milioni di euro nell’ultimo esercizio e, per la categoria Small Cap, le aziende che hanno registrato un fatturato compreso tra i 15 milioni e i 50 milioni di fatturato. Tali realtà vengono poi ordinate in un ranking secondo il modello di valutazione della quotabilità sviluppato da Pambianco sulla base di 8 parametri, a ciascuno dei quali è attribuito un peso in percentuale (totale 100%): crescita percentuale negli anni 2017-1819 (ponderazione del 19%); ebitda percentuale negli anni 2017-18-19 (17%); notorietà del marchio (16%); dimensione (13%); export 2019 (13%); controllo distribuzione, Dos + e-commerce, (10%); indebitamento (6%); fascia di mercato (6%). Per quanto riguarda il premio legato alla sostenibilità, sviluppato con il supporto di Cerved Rating Agency e di Integrate, l’analisi è stata svolta esclusivamente sulla base di informazioni pubblicamente disponibili e senza alcun contributo attivo da parte delle aziende nel processo di valutazione. La metodologia di analisi è stata pertanto di tipo “judgemental” sulla base delle informazioni acquisite e di elementi di valutazione ESG definiti ex-ante.

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Score

Ranking Ragione sociale

FASHION 1

Golden Goose Spa

2

Sportswear Company Spa

3

Ermenegildo Zegna Holditalia Spa

4

Giorgio Armani Spa

5

Max Mara Fashion Group Srl

6

Valentino Spa

7

Calzedonia Group

8

Furla Spa

9

D & G Srl

10 Stefano Ricci Spa 11 Herno Spa 12 Betty Blue Spa 13 Liu.Jo Spa 14 GGR Srl 15 OTB Spa 16 Confezioni Peserico Spa 17 Valextra Spa 18 Ciro Paone Spa 19 Falc Spa 20 Dainese Spa 21 Missoni Spa 22 Premiata Srl 23 Essemoda Srl 24 Macron Spa 25 Fabiana Filippi Spa 26 Hpf Srl 27 Tecnica Group Spa 28 Dama Spa 29 La Sportiva Spa 30 Twinset Spa 31 Gefin Spa 32 Isaia & Isaia Spa 33 Carlotta Srl 34 Fenicia Spa 35 Canali Holding Spa 36 Calzaturificio S.C.A.R.P.A. Spa 37 Santoni Spa 38 Fashion Box Spa 39 Harmont & Blaine Spa 40 Manifattura Valcismon Srl

81,6 80,2 75,0 73,3 71,2 68,4 67,5 66,9 63,6 62,6 62,4 61,5 61,2 61,1 60,8 59,1 58,1 56,6 56,1 56,0 55,2 54,8 54,7 54,2 53,8 53,1 52,3 52,0 51,7 51,1 50,9 50,1 49,8 49,7 49,1 47,2 46,6 45,9 45,9 45,7 20

34

40

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60

80

100


15° Premio Pambianco leQuotabili2020

Risultati economici aggregati delle 40 aziende quotabili della moda Valori in milioni di euro 16.162 16.118

2017

2018

2019

16.680 403 404

3,3

FATTURATO TOTALE

0,3

417 70,5

15,7 15,2 18,7

3,2

CRESCITA %

FATTURATO MEDIO

EBITDA %

EXPORT %

Ripartizione delle 40 aziende della moda per regione RIPARTIZIONE PER REGIONE 1 10

8

2 9 2

3

N°AZIENDE

%

LOMBARDIA

10

25

EMILIA ROMAGNA

9

22,5

VENETO

8

20

ALTRI

13

32,5

TOTALE

40

100

1

4

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Silvio Campara

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15° Premio Pambianco leQuotabili2020 di Milena Bello

Golden Goose vince il PREMIO leQuotabili. Perciò, adesso punta alla QUOTAZIONE Il CEO Silvio Campara la definisce una “via naturale” per il marchio. Il debutto sui listini azionari non ha ancora una data, ma, nel frattempo, ha ottenuto il primo posto nella categoria fashion del ranking di Pambianco 2020.

E

ntusiasmante. È la parola con cui Silvio Campara, CEO di Golden Goose descrive questo periodo di grande trasformazione per il mondo della moda. Nonostante il periodo sfidante, nonostante la pandemia di Covid-19 che ha letteralmente congelato per molti mesi le vendite di moda a livello mondiale, stravolto i tempi e che cambierà le politiche di marketing dei brand del fashion e del lusso, non c’è una vena di preoccupazione nelle sue parole. C’è, anzi, la voglia di intraprendere un percorso importante, quello della quotazione in Borsa, un obiettivo non ancora fissato in calendario ma che rientra nei propositi futuri dell’azienda. Nel frattempo, il marchio reso celebre dalle sue sneakers ha ottenuto un importante risultato. È Golden Goose il vincitore per la categoria fashion del Premio Pambianco leQuotabili, ovvero la quindicesima edizione dell’analisi annuale stilata da Pambianco sulle società italiane che possiedono le caratteristiche economiche, finanziarie e di posizionamento per essere quotate in Borsa con successo in un orizzonte temporale di 3/5 anni. Il riconoscimento va a confermare il periodo positivo dell’etichetta, che quest’anno festeggia i suoi primi vent’anni. Nel 2020 la realtà veneta ha annunciato una chiusura d’anno in linea con il 2019, quindi 265 milioni contro i 262 del 2019. Lo scorso febbraio, inoltre, Golden Goose è stata acquisita da Permira per circa 1,3 miliardi di euro. Il marchio è presente in Asia, Europa, Medio Oriente e Americhe, con oltre 120 negozi diretti, 18 piattaforme digitali e direct online con un fatturato ripartito tra il 37% dell’America, 33% dell’Europa e il 30% proveniente dall’Asia. Insieme all’importanza strategica del canale digital, il gruppo mantiene un focus importante anche nell’ambito dei negozi “fisici”, considerati fondamentali perché consentono una esperienza visiva e tattile dei prodotti. Non è un caso che il gruppo ha recentemente annunciato

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15° Premio Pambianco leQuotabili2020

il raddoppio della presenza a Milano aprendo in Montenapoleone. E, all’inizio di quest’anno, anche inaugurato la sua nuova sede in via Ercole Marelli 10, nell’area che ospiterà il Villaggio Olimpico dei giochi invernali Milano-Cortina 2026. Partiamo con un bilancio di quest’anno, che è stato un anno particolare sotto diversi punti di vista. Ci può raccontare come è andato? Quest’anno Golden Goose festeggia vent’anni. È un anniversario importante per l’azienda ma devo dire che ogni giorno ricominciamo da zero. Ripartiamo dall’inizio perché vogliamo guardare sempre tutto ciò che ci aspetta davanti motivati da una grande ambizione così come da un forte entusiasmo. Affrontiamo questi primi vent’anni con la consapevolezza che forse abbiamo capito il potenziale che ha il marchio e con la certezza che possiamo esprimerne molto nel futuro. Io sono entrato in questa azienda sette anni fa: allora eravamo in 17 persone. Oggi siamo in 800 e ora Golden Goose è presente in 92 nazioni. Il mio auspicio è che le persone in azienda possano essere sempre di più. Golden Goose è un collettivo e io ho semplicemente la fortuna di poterlo guidare in questo momento. La cosa più bella è pensare che ci saranno altre persone che lo guideranno in futuro e pensare che avranno sempre qualcosa da raccontare. Non tanto a sé stessi ma alle persone alle quali ci rivolgiamo tutti i giorni. Il mercato della moda sta cambiando con una rapidità incredibile. Come la immagina l’evoluzione di Golden Goose nei prossimi anni? È entusiasmante. Noi stiamo vivendo una fase particolare, di grande fermento. Posso dire metaforicamente che sentiamo le farfalle nella pancia. Siamo contenti. Forse la grande sfida che dobbiamo affrontare noi come brand ma che in realtà tutto il comparto moda deve affrontare - e forse anche i fornitori e tutto l’indotto - è spostare l’obiettivo tipico che è sempre stato quello del prodotto verso il consumatore. Mentre fino a ieri tutto era legato al concetto di comunicare un prodotto, venderlo, posizionarlo, da domani - che poi, bisogna ricordarlo non si tratta di un futuro lontano ma è già realtà attuale - occorrerà pensare al consumatore. Finalmente il consumatore è davvero al centro e finalmente crea il contenuto. Non è semplicemente impegnato solo a comprare ma vuole essere parte di questa cosa. Il prodotto così diventa un assoluto protagonista ma non più l’unico protagonista. Questo avrà degli effetti devastanti in mille cose: negli stessi organigrammi, dall’importanza che ricopriva ieri lo stile rispetto a quanto lo avrà domani. Dall’importanza che aveva anche il marketing e che avrà ancora di più, evolvendosi in mille altri aspetti. Quindi la più bella raccomandazione e ispirazione che posso dare a tutti i nostri compagni di viaggio nel mondo della moda è: pensate in modo differente, non arroccatevi. Il marchio ha come socio un fondo di Private Equity. Dove pensi che possa arrivare l’azienda in un margine di tempo di tre anni? Non è un segreto: noi ci dobbiamo assolutamente quotare. Non è la nostra priorità ma è la via naturale e l’ambizione naturale che ci aspettiamo per questo brand. Non abbiamo ancora un piano definito e quindi non so ancora né su quale listino azionario né quando. Questo è un collettivo di persone atto a generare valore e quindi non c’è nulla di più bella di celebrarlo nella quotazione.

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Raffaele Noris e Massimiliano Ferrari

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15° Premio Pambianco leQuotabili2020 di Milena Bello

MC2 Saint Barth non è solo un BRAND ma pensa da azienda. Ora estero nel MIRINO Il marchio italiano di beachwear nato dall’idea di Massimiliano Ferrari e Raffaele Noris ha vinto il Primo premio nella nuova categoria Small cap, nell’edizione 2020 di Pambianco leQuotabili.

È

MC2 Saint Barth il vincitore del primo premio nella categoria Small cap, ovvero delle aziende con fatturati inferiori ai 50 milioni di euro, assegnato nell’ambito della premiazione di Pambianco leQuotabili, la quindicesima edizione dell’analisi annuale stilata da Pambianco sulle società italiane che possiedono le caratteristiche economiche, finanziarie e di posizionamento per essere quotate in Borsa con successo in un orizzonte temporale di 3/5 anni. Una novità, quella delle Small cap, introdotta per la prima volta proprio per quest’edizione, con l’intento di ampliare lo sguardo anche sulle realtà italiane più piccole ma dinamiche e dalle potenzialità interessanti. E così protagonista del battesimo della nuova categoria è stato il marchio italiano di beachwear nato nel 2003 dall’idea di Massimiliano Ferrari e Raffaele Noris, allora ventenni, con il sogno di riportare i colori e la spensieratezza dell’isola caraibica di St. Barth nella vita di tutti giorni. Una scommessa, come l’hanno definita i due fondatori che si sono presentati sul palco della premiazione, avvenuta nella cornice di Palazzo Mezzanotte. Una sfida che sono riusciti a trasformare in una azienda che ormai muove un giro d’affari di 30 milioni di euro e che oltre al beachwear, negli ultimi anni, ha arricchito la sua offerta prodotto con una collezione di maglieria invernale, in grado, nello spirito ironico del marchio, di strizzare l’occhio all’iconografia e al lifestyle degli anni 80. Il marchio è distribuito in oltre 1.100 boutique multimarca di fascia alta, nel canal dei department stores e negozi on-line e sul portale e-commerce del brand. Nel 2004 MC2 Saint Barth ha inaugurato un ambizioso piano di espansione strategica nel mondo del retail con l’apertura del primo negozio monomarca a Porto Cervo. Al momento, MC2 Saint Barth ha 47 negozi monobrand ma il numero è destinato ad aumentare, pur con le difficoltà della situazione globale mondiale, come hanno raccontato a Pambianco Magazine i due fondatori.

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15° Premio Pambianco leQuotabili2020

Massimiliano Ferrari, ci racconta come è nata l’azienda? Qual è stata la scintilla che ha dato vita a tutto? M.F: Si dice spesso “nata per gioco”. Nel nostro caso è stato proprio così. Io e Raffaele siamo amici da quando siamo piccoli. Quando abbiamo deciso di intraprendere questa sfida eravamo ventenni in Sardegna. Allora il mercato era abbastanza monopolista: c’era sostanzialmente solo Sundek. Mancava un concorrente. Perché non provarci? Era utopico ai tempi ma quel sogno ci ha stimolati a provarci. Era un momento in cui il mercato era molto aperto e molti marchi sono nati in quel periodo. Lo abbiamo fatto anche noi ed è andata bene. Certo, l’idea alla base era buona ma col senno di poi quello che ci ha permesso di arrivare fino ad ora è stato l’accordo che c’è sempre stato tra di noi e il lavoro di tutti all’interno dell’azienda. La vostra azienda fattura 30 milioni di euro. Il beachwear non è certo un prodotto semplice perché è monostagionale. Quali sono i percorsi di sviluppo che vi hanno portato a questi risultati? Ha influito il lancio dell’invernale? R.N.: Devo ammettere che personalmente sono sempre stato un po’ restio ad abbandonare il mondo del beachwear. Massimiliano ha avuto, invece, l’intuizione di creare una linea di invernale ma con lo stesso concetto dell’estivo, ovvero pensata per essere usata in vacanza. È una proposta che si mantiene fedele al nostro Dna che è colore, spensieratezza, idee. Sembra semplice ma è in realtà molto complesso nell’attuazione dato che si tratta di un tipo di prodotto diverso dai costumi. I numeri, tuttavia, ci hanno dato ragione e ci hanno permesso di avere una presenza fisica importante nei negozi dove eravamo presenti d’estate con il beachwear. Quanto pesa oggi la collezione invernale? R.N.: Per il momento si aggira sul 20-25% circa. È, però, un elemento importante perché ci consente di rimanere nei negozi tutto l’anno. Nel futuro che progetti avete dal punto di vista dello sviluppo e del capitale? M.F.: Per il futuro partiamo dal passato. Mi sono accorto quest’anno del fatto che noi eravamo convinti di aver dato vita “solo” a un brand di beachwear. Durante questo lockdown ci siamo resi conto che, invece, abbiamo creato non solo un marchio ma una azienda. Nei momenti difficili durante i quali, anche qualche nome grosso ha un po’ perso le fila, noi siamo riusciti a non farlo. Vi racconto un aneddoto che aiuta a capire il concetto. Lo scorso maggio la situazione non era semplice per via della difficoltà nel consegnare l’estivo ai negozianti: c’era una incertezza totale. Ma i nostri ragazzi erano carichi. Sembrava di rivivere The Wolf of Wall Street, il film con Leonardo Di Caprio. Questo ci ha fatto capire che non siamo solo un brand ma una azienda. La tempesta è ancora in corso ma abbiamo gli strumenti per superarla. E quegli strumenti sono basati sulle nuove tecnologie. L’e-commerce sicuramente ci ha consentito di tenerci a galla in questo periodo e fare anche qualcosa in più. Nel futuro vogliamo internazionalizzare il nostro brand. Siamo già approdati lo scorso anno negli Usa aprendo il nostro primo negozio a Miami. Stavamo per aprirne un altro a Los Angeles ma la pandemia ci ha creato qualche problema con gli spostamenti. Restiamo però fiduciosi e confidiamo di poter portare il nostro brand in giro per il mondo. Siamo consapevoli che si tratta di una delle difficoltà dei piccoli brand italiani ma ci vogliamo provare. Arrivare fino a questo punto era un sogno e l’abbiamo reso realtà. Ora la nuova meta è quella di riuscire ad arrivare in tutto il mondo con il nostro brand.

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scenario di Giulia Sciola

Il TURISMO cinese diventa domestico. E sposta gli equilibri tra i mercati dell’ASIA La volontà di Pechino è quella di mantenere quanta più spesa entro i confini dell’Ex Celeste Impero. Mete di viaggio come Corea, Hong Kong o Macao sconteranno la crescita di Hainan, paradiso duty-free.

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arà il turismo cinese a disegnare la nuova geografia asiatica del lusso. Se da un lato la linea imposta da Xi Jinping è quella del rimpatrio dei consumi, con un intenso programma di urbanizzazione per trasformare milioni di lavoratori in abitanti della città ed espandere la classe media cinese (McKinsey prevede che quest’ultima si avvicinerà a 600 milioni di individui in pochi anni), è infatti altrettanto vero che, con la ripresa dei viaggi internazionali, questi consumatori continueranno a tracciare le nuove direttive dello shopping di alta gamma, partendo dalla stessa Asia per poi ritornare, presumibilmente dal 2022, anche in Europa. Intanto, visto il rimpatrio forzato dei viaggiatori cinesi da metà febbraio 2020, secondo i dati della società di servizi finanziari Jefferies, il peso dello shopping interno è salito dal 14% al 37% della spesa totale. Un picco che non resterà isolato, in quanto il 2021 si manterrà sul 36-37%, ipotizzando alcuni viaggi all’interno dell’area Asia Pacific e un aumento della spesa soprattutto nel quarto trimestre. Di fronte a scenari così dinamici, i player del lusso e del fast fashion stanno rivedendo il proprio retail network in Cina e optano per eventi ad hoc, mettendo al centro le esigenze di un consumatore sempre più consapevole.

UN LUSSO CINA-DIPENDENTE “Nel 2020 - ha spiegato a Pambianco Magazine Flavio Cereda, managing director luxury equity di Jefferies - oltre il 60% del fatturato del personal luxury ha fatto capo al continente asiatico. Il solo cluster cinese ha rappresentato il 45% della spesa globale di lusso, evidenziando, in un certo senso, la dipendenza del settore da questa nazionalità. Il geo mix delle vendite del 2019, più diversificato, potrebbe non ripresentarsi a breve: in

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una proiezione al 2022, il peso dell’Asia risulta infatti immutato”. Quanto al turismo, se il ritorno dei big spender cinesi in Europa non è ipotizzabile, in flussi significativi, prima del 2022, i loro spostamenti in Asia potrebbero risentire non tanto delle limitazioni connesse alla pandemia, quanto della volontà dello stesso governo cinese di potenziare le top destination locali. HAINAN, NUOVO PARADISO DUTY-FREE “La definizione delle nuove mete dello shopping di lusso nell’intero Far East è oggi in mano al consumatore cinese - ha continuato Cereda -. A ricoprire un ruolo significativo sarà, ad esempio, la provincia insulare di Hainan che il governo cinese vuol far diventare una free trade zone tra le più importanti al mondo (tra gli incentivi più forti c’è una tassazione del reddito al 15%, due punti in meno di Hong Kong e 10 in meno della Cina continentale, ndr) tenendo entro i propri confini quanta più spesa possibile. Se questo progetto va in porto, ne risentiranno Corea, Hong Kong e Giappone, ma anche Macao”. A gennaio 2021, le vendite duty-free ad Hainan sono arrivate a 3,78 miliardi di yuan (circa 485 milioni di euro), in aumento del 143,6% su base annua. Lo ha reso noto la dogana di Haikou, secondo i cui dati i negozi duty-free offshore della regione, famosa per le località balneari, hanno ricevuto circa 509.000 clienti e venduto 5,11 milioni di prodotti durante il periodo, un aumento rispettivamente del 29% e del 146,6% yearover-year. Hainan ha aumentato la quota annuale di shopping esentasse da 30mila a 100mila yuan a persona. RETAIL IN REVISIONE Quanto al retail, dal mondo dell’abbigliamento arrivano diversi annunci di revisione del network di negozi fisici, a vantaggio di un presidio digitale. “È indubbio che il digitale abbia grande margine di crescita, così come la presenza sui social asiatici - ha concluso Cereda -, ma, per il lusso, negozi fisici ed eventi fisici resteranno fondamentali anche in Cina. Per i brand del settore, non ha senso essere presenti nelle città periferiche e meno popolose (tier 3) e si può dare per acquisita l’espansione in città tier 1. Ma nella fascia intermedia (tier 2) ci sono aree commerciali e mall che registrano numeri altissimi”. Diversa la situazione dei player del fast fashion, impegnati in un’auto-selezione degli asset con cui presidiare il principale mercato asiatico. Inditex, ad esempio, ha avviato la chiusura degli store fisici di Bershka, Pull&Bear e Stradivarius in Cina, pronta a scommettere solo sulla loro presenza e-commerce. Secondo quanto riferito da Modaes, attualmente, Bershka conta 34 negozi in Cina Continentale, Pull&Bear 37 e Stradivarius 22, ma in passato erano di più. Il gruppo ha infatti iniziato a chiudere i punti vendita fisici dei tre brand già lo scorso anno. Se i marchi di youngwear saranno acquistabili, nell’ex Celeste Impero, solo online, il marchio ammiraglio Zara, così come Massimo Dutti, Oysho e Zara Home manterranno invece i loro store. Le chiusure di Inditex, riflette la stampa internazionale, riflettono le strategie di risposta della società alla pandemia. Nel 2020 il player di Arteixo aveva dichiarato di voler chiudere i negozi più piccoli, per concentrarsi su quelli di maggiori dimensioni. Entro il 2022 potrebbero essere dismessi fino a 1.200 negozi. Dal canto suo, anche il competitor Mango si prepara a virare sul digitale, che in Cina avrà un ruolo preponderante rispetto allo sviluppo brick and mortar. Nel 2019 il brand spagnolo si era alleato con il player locale Hangzhou Jingzhe Clothing per sviluppare la propria rete fisica nell’Ex Celeste Impero, aprendo 16 nuovi negozi. Mango andrà a privilegiare lo sviluppo del canale digitale, con il proprio portale affiancato alla presenza su Tmall, in orbita al gruppo Alibaba. 48

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M OT I V I . C O M

ILARIA BICI

BEA BRUSCO

GIULIA PETRONIO

LAURA MARAZZI

LA WEB SERIE DA GUARDARE CON IL CUORE Segui tutti gli episodi


anniversari

Dall’alto in senso orario: Ottavio Missoni al lavoro nel 1990, insieme alla moglie Rosita (1982) e durante il giorno delle nozze (1953). Finalista dei 400 metri a ostacoli alle Olimpiadi di Londra del 1948

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anniversari di Marco Caruccio

Sfide, VITTORIE e innovazioni. Cent’anni fa iniziava la corsa di OTTAVIO MISSONI Una carriera sportiva ricca di successi e la capacità di reinventare la maglieria, contribuendo alla nascita del prêt-à-porter italiano. Un fil rouge costante: vivere circondato dalla sua famiglia.

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e i suoi filati multicolor sono entrati nella vita di milioni di persone, quella di Ottavio Missoni è stata indubbiamente scandita da momenti luminosi, vittorie adrenaliniche e sfide non prive di chiaroscuri. Nel 2021 avrebbe compiuto 100 anni, molti dei quali trascorsi tra i protagonisti del fenomeno mondialmente riconosciuto come Made in Italy. Il visionario imprenditore, nato 100 anni fa in Dalmazia, si trasferisce nell’infanzia a Zara, quindi studia a Trieste e a Milano. Nel 1937 presso l’Arena del capoluogo lombardo batte sui 400 metri l’americano Robinson in 48”8, tempo che per 75 anni rimarrà la migliore prestazione italiana di un sedicenne. La carriera sportiva prende il volo quando entra a far parte della Nazionale Italiana di Atletica Leggera conquistando il titolo di Campione Mondiale Studentesco. Durante la guerra Ottavio è militare in Africa e viene fatto prigioniero dagli inglesi per quattro anni, al rientro con la Nazionale partecipa alle Olimpiadi di Londra del 1948. All’ombra del Big Bang conosce Rosita Jelmini che diventerà motore propulsivo della sua famiglia nonché partner imprescindibile nella vita professionale. A Trieste Missoni dà vita alla sua prima attività di maglieria: in una piccola fabbrica, quattro macchine in tutto, produce tute per allenamento in lana che saranno adottate come divisa dalla Nazionale italiana. La carriera agonistica termina nel 1953 dopo ben 17 anni con la maglia azzurra, quella nella moda avanza a gran velocità. Dopo il matrimonio con Rosita, la coppia si stabilisce a Gallarate dove allestisce un piccolo laboratorio di maglieria continuando insieme l’attività iniziata da Ottavio a Trieste. Lavorano per la boutique di Biki di Milano e nel 1958 presentano alla Rinascente la piccola collezione ‘Milano-Simpathy’. Abiti a righe coloratissime conquistano per la prima volta le vetrine di Piazza del Duomo, indossati da manichini bendati come in un gioco di mosca cieca. Nella sua autobiografia del 2011 ‘Sul filo di lana’, Ottavio ricorda un epiFEBBRAIO/MARZO 2021 PAMBIANCO MAGAZINE

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anniversari

sodio singolare: “Una sera andammo in incognito a guardare la ‘nostra’ vetrina, e quella vista ci riempì d’orgoglio ma ecco che accanto a noi sentimmo un passante esclamare ‘Ossignur, poeur tousann, per fortuna che g’han bendaa i oeucc... se se vedevenn’”. Risale al 1966 la prima sfilata presso il Teatro Gerolamo di Milano che vede una netta rottura rispetto agli schemi tradizionali dell’uso della maglia. L’anno seguente sono presenti per la prima volta alle sfilate di Palazzo Pitti a Firenze. Parallelamente cresce l’attenzione nei confronti della griffe all’estero, da Parigi alla Grande Mela dove, con l’apprezzamento della mitica fashion editor Diana Vreeland, Missoni inizia fare breccia nei department store, e nei guardaroba, degli americani. Il New York Times scrive: “Se Chanel fosse viva e lavorasse in Italia farebbe esattamente quello che fanno i Missoni”. Ottavio e Rosita scelgono Sumirago dove sorge il nuovo stabilimento in collina, tra bosco e campagna con una vista speciale sul Monte Rosa, dopo pochi anni l’intera famiglia trasloca in una villa poco distante, compresi i tre figli Vittorio, Luca e Angela. Il maxi patchwork realizzati da Ottavio Missoni diventano delle vere e proprie opere d’arte contemporanea. Nel 1978, per il 25esimo anniversario del brand, viene allestita una spettacolare mostra presso la Rotonda della Besana. Sono esposti per la prima volta i grandi patchwork di Ottavio. La retrospettiva ottiene uno straordinario successo e a ottobre viene ospitata nel Whitney Museum of American Art di New York che per la prima volta accetta di esporre moda nelle sue sale. “Lo vedevo con la scrivania piena di fili, di colori, di pezze. Andava in stamperia e tornava con quadri enormi che disegnava”, ricorda Angela Missoni, al timone della direzione creativa del brand dal 1997. “I miei genitori sono riusciti a portare la maglieria ad un livello dove probabilmente non era mai stata, creando un total look innovativo, assecondando un modo nuovo di vestirsi meno formale. Hanno incominciato a smacchinare la maglia come fosse tessuto permettendo grafiche inedite”, ricorda Angela. Il fil rouge con il mondo della cultura è costante: Missoni realizza più di cento costumi per la Lucia di Lammermoor con la regia di Pier Luigi Pizzi al Teatro alla Scala. Nel 1986 sponsorizza la Mostra sul Cinema ‘Comedy Italian Style’ presentata al Museo d’Arte Moderna di New York. Il mondo applaude la sua creatività e anche le istituzioni italiane ne riconoscono il talento, il Presidente della Repubblica conferisce a Ottavio l’onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana e successivamente quella di Cavaliere al Merito del Lavoro. Momenti, ricordi ed emozioni che, come i suoi colori, non sbiadiranno facilmente.

Con la moglie Rosita e i figli Vittorio, Angela e Luca dopo una sfilata celebrativa nel 2003

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AZIENDE in prospettiva Con l’imperversare della pandemia, le aziende si sono trovate davanti una situazione inedita con il congelamento (temporaneo) dei principali appuntamenti dedicati alla presentazione dei propri prodotti. Come si sono organizzate per superare l’Impasse? Il canale digitale si è rivelato un’opportunità. Ecco le case history di alcune aziende del settore tessile-moda.


aziende in prospettiva

A sinistra, Francesco Meda interpreta un look della campagna SS 21 e a destra un dettaglio della Oyster Jacket

PAL ZILERI PUNTA SULLA NUOVA SARTORIALITÀ DELL’UOMO CONTEMPORANEO

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e si volesse riassumere l’evoluzione di stile e il nuovo percorso che Pal Zileri ha intrapreso utilizzando un singolo concetto, sarebbe, fuor da ogni dubbio, quello della Oyster, capo iconico della collezione invernale 2021/2022. Nata dall’incontro fra performance e stile e realizzata con tessuti altamente performanti, è il capo che unisce il nuovo concetto di sartorialità, l’autenticità del marchio veneto e molteplicità di occasioni d’uso, grazie soprattutto alla sua vocazione multitasking, con diverse tasche sia esterne che interne che garantiscono la massima funzionalità del capo rendendolo ideale per ogni situazione: dalla vita urbana al viaggio. Se la pandemia non avesse messo in stand by l’edizione fisica di Pitti Uomo, Pal Zileri avrebbe dedicato lo stand alla Oyster, sia nel modello Jacket sia nel Parka, declinata in ogni tipo di colore. Di fronte alla oggettive difficoltà dovute all’emergenza sanitaria Pal Zileri si è attivata, fin dallo scorso aprile nella realizzazione di uno show-room virtuale dove seguire passo passo i clienti, offrendo anche la possibilità di semplificare 56

la raccolta temi. “Abbiamo anche aperto le porte del nostro show–room milanese dove tornano importanti clienti stranieri”, ammette Marco Sanavia, CEO di Pal Zileri. Il percorso stilistico di Pal Zileri, che la Oyster rappresenta a pieno appunto, è iniziato già da qualche stagione. “Il nostro Dna è votato alla sartorialità - racconta Sanavia - e le nostre collezioni si sono evolute verso un discorso tailoring e casual perché il guardaroba dell’uomo moderno ha bisogno di molteplicità di occasioni d’uso. È anche una questione transgenerazionale”. “Questa è una nuova sartorialità cucita addosso a uno stile di vita dell’uomo contemporaneo che vive dell’autenticità del prodotto”, aggiunge Leo Scordo, Brand Director Pal Zileri. Grande attenzione ai materiali: la collezione per l’A/I 21/22, presenta capi in lana rigenerata e fluoro-free e fibre ecosostenibili come il cascame di seta derivata dal processo di tessitura della seta, il poliestere riciclato e il Graphene, una membrana di carbonio di ultima generazione che permette una termoregolazione ideale del corpo in cinque minuti.

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aziende in prospettiva

Look denim di Vicolo

VICOLO ESPLORA NUOVI APPROCCI PER IL CANALE WHOLESALE, RETAIL E ONLINE

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emergenza pandemica ha rimodulato le strategie aziendali di Vicolo, fashion brand italiano che ha individuato nuove strategie di comunicazione per consolidare la propria presenza in tutti i canali, da quelli tradizionali a quelli digitali. “Per supportare i nostri retailers abbiamo deciso di non presentare le pre-collezioni ma farli acquistare secondo la formula “see now-buy now” in base alle loro necessità”, dichiara Massimo Zanchi, managing director di Ggz, società cui fa capo Vicolo. Il marchio ha contemporaneamente rinnovato la piattaforma B2B, mantenendo così attive le relazioni soprattutto con i clienti esteri. Inoltre le sales assistant accompagnano i clienti in un tour virtuale all’interno dello showroom attraverso videochiamate e servizio Whatsapp. La pandemia non ha fermato l’espansione della label: “A fine novembre abbiamo aperto in Galleria Porta di Roma e abbiamo in previsione ulteriori operazioni di ampliamento sia in termini retail che di mercati esteri. In arrivo anche un nuovo opening a Milano, in una location ancora da annunciare. Il 2020 è

stato anche l’anno che ci ha fatto anticipare dei progetti che erano stati pianificati nel 2021, tra i quali il lancio dell’e-commerce. Questo periodo ci ha confermato l’importanza delle relazioni e del customer service su tutti i touchpoint aziendali, non solo online ma anche nei punti vendita. Per questo motivo abbiamo messo a disposizione servizi di videochiamata, dirette Instagram e appuntamenti one-to-one per fidelizzare i clienti”, precisa Zanchi. Tra le mission del 2021 spicca il rafforzamento e consolidamento del segmento denim. Dopo tre anni di crescita di questa categoria merceologica, forte delle sempre più frequenti tendenze 90s, Vicolo ha lanciato la prima campagna advertising total denim. Continueranno inoltre gli investimenti a supporto del digital grazie anche a collaborazioni con talent di fama mondiale che permetteranno di aumentare la visibilità e l’awareness del brand. “Grazie a tutti questi approcci siamo riusciti a limitare l’impatto della pandemia chiudendo con un fatturato che si è mantenuto stabile rispetto a quello del 2019”, conclude il manager.

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Alcuni prodotti della collezione P/E 2021 de Il Bisonte

IL BISONTE CHIUDE IL 2020 IN UTILE. FOCUS SU GIAPPONE E DIGITALE

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iappone, digitale, retail. Sono questi alcuni dei focus 2021 de Il Bisonte, realtà toscana celebre per la produzione di borse e accessori in pelle. Come raccontato dal CEO Luigi Ceccon, nell’anno in corso “manterremo il focus sul mercato giapponese, continuando a investire nel retail: nel 2020 abbiamo aperto cinque negozi e quest’anno ne apriremo altri quattro, arrivando a un totale di cinquanta store di proprietà nel Paese”. Lo scorso anno, infatti, questo mercato ha riportato una crescita del 2% ed è stato quello che “ci ha dato le maggiori soddisfazioni”, come puntualizzato dal manager. Il Giappone, unitamente all’e-commerce, che ha superato quota 10 milioni (+53%), ha contribuito a contenere il calo di fatturato del marchio nell’ultimo esercizio, chiuso a 66 milioni (-8%). Non solo, “siamo orgogliosi di poter comunicare che, nonostante la pandemia internazionale di Covid-19, Il Bisonte chiuderà il 2020 con un utile netto positivo”. Il digitale, come anticipato, si è rivelato un canale decisivo per l’azienda, tanto che nel biennio 20-21 ha

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investito più di 1,5 milioni per i processi di digital transformation. “Continueremo a potenziare il nostro canale e-commerce, e proseguiremo anche il lavoro di riorganizzazione del canale wholesale in Europa e negli Stati Uniti”. L’obiettivo è “sviluppare una strategia multichannel in cui integrare, con le nuove tecnologie, retail, e-commerce e wholesale”. Nell’anno della pandemia, il marchio ha poi lanciato uno showroom virtuale con cui ha presentato la P/E e l’A/I 2021. “L’impossibilità di partecipare alle fiere e di organizzare incontri di persona rimane comunque un limite significativo per un brand come il nostro, perché l’esperienza sensoriale diretta aiuta maggiormente a comprendere l’altissima qualità dei materiali che impieghiamo e dei prodotti che offriamo”. Il brand infatti vanta una filiera concentrata in un’area di 30 km in provincia di Firenze, che fa leva sul lavoro artigianale e su un approccio sostenibile, con una politica di riduzione dei consumi e processi produttivi eco-sostenibili come la concia vegetale della pelle di vacchetta.

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Colombo Industrie Tessili

IL NUOVO APPROCCIO DI COLOMBO INDUSTRIE TESSILI: DINAMICO, SOSTENIBILE E INNOVATIVO

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l 2020 è stato un anno ricco di sfide che Colombo Industrie Tessili ha saputo cogliere appieno. Ed è proprio attraverso le parole di Stefano e Massimo Colombo, figli dei fondatori, rispettivamente interpreti della nuova visione commerciale-organizzativa e creativa dell’azienda che si comprende il cammino intrapreso: “Abbiamo messo in campo una serie di azioni importanti che hanno dimostrato come la nostra realtà guardi sempre al futuro e abbia la capacità di essere duttile e dinamica. Primo driver sul quale abbiamo puntato è stata la sostenibilità, che l’azienda ha declinato in un rinnovamento degli uffici, della produzione e nell’ottenimento di importanti certificazioni ambientali quali FSC e GOTS”. Una road to green rafforzata dall’ingresso durante lo scorso anno del giovane designer Arman Avetikyan il quale, con Massimo Colombo, AD dell’azienda, ha portato trasversalità di stili e sperimentato nuovi approcci nello sviluppo dei tessuti anche in una direzione più eco friendly. Dal confronto e dalla fusione di due know-how così diversi è nato Progetto 62. All’interno di questo nuovo

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contenitore, l’azienda lavora con il recupero dei tessuti e attiva progetti speciali con partner in grado di dare nuova vita ai materiali utilizzati, supportati anche dall’archivio ideato di recente. E se i clienti non possono andare al momento in sede, Colombo Industrie Tessili ha guardato oltre, come spiega Stefano Colombo, presidente della realtà comasca: “Abbiamo puntato su un approccio phygital, ovvero fisico e digitale. Da maggio dello scorso anno infatti, abbiamo creato un catalogo digitale dove sono stati inseriti gli articoli delle ultime collezioni mentre da febbraio 2021, tutti gli articoli della nuova collezione saranno corredati da un QR code che permette di accedere direttamente al nostro canale web”. Al fine di raggiungere tutti i partner in Italia e nel mondo, Colombo Industrie Tessili ha ideato una spring/summer 2022 in formato travel. Ogni brand dell’azienda - COLOMBO, ITS ARTEA, MARIOBOSELLI JERSEY, PROGETTO 62- avrà una travel box organizzata per tipologia di tessuti, numerati e ordinati, così da essere consultati in modo facile dai clienti.

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Carbon positive hangtag

BULGARELLI PRODUCTION, CARBON POSITIVE HANGTAG AL PACKAGING PREMIERE

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igitale per abbattere le emissioni, fisico per promuovere la qualità. Bulgarelli Production, azienda di luxury labeling, ha le idee chiare su come gestire le relazioni con gli stakeholder. “Rivolgendoci a un segmento alto, già da qualche anno avevamo deciso di non partecipare alle classiche fiere”, ha spiegato il titolare Davide Bulgarelli. “Avevamo quindi dei progetti per ciascun cliente che, in tempi di Covid, sono stati digitalizzati”. Nonostante online sia possibile comunicare agevolmente sia le novità tecniche che di collezione, “manca la componente fisica che fa la differenza, perché è importante poter toccare il prodotto per capirlo”. In ogni caso, “per il futuro mi immagino che tutti i meeting in cui non sia richiesto di ‘toccare con mano’ possano svolgersi in digitale. C’è un cambio di mentalità in atto, senza contare che il digital permette di abbattere i costi e le emissioni delle trasferte, un aspetto importante vista la nostra vocazione alla sostenibilità”. Quest’anno l’azienda ha deciso di partecipare a Packaging

Premiere, perchè “abbiamo molte novità da comunicare e questa fiera, che si rivolge a un mercato del lusso, è un veicolo ideale”. Bulgarelli Production è infatti diventata Carbon Positive, ovvero è “la prima azienda del settore che assorbe più CO2 rispetto a quanta ne produce, per un saldo attivo di circa 300 tonnellate/anno”. Per sancire questo traguardo, l’azienda ha creato i carbon positive hangtag, un logo stampato dietro ai cartellini dei clienti che lo richiedono e che vogliono a loro volta comunicare la sostenibilità dei propri fornitori. “Abbiamo già realizzato milioni di cartellini con questo logo. Ai clienti piace l’idea di comunicare la sostenibilità. Ormai i brand che hanno deciso di raggiungere la Carbon Neutrality non sono più un’eccezione, e per loro, avere un fornitore Carbon Positive come noi, rappresenta un mattone per costruire la propria Neutralità Carbonica, oltre a rappresentare un risparmio economico quantificabile e un segnale per i propri consumatori sulla propria attenzione alla sostenibilità”, ha concluso Bulgarelli.

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Lampo, linea Eternél

LAMPO IMPLEMENTA IL DIGITALE E NEL 2021 RILANCIA CON LA LINEA ETERNÉL

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gni lampo è un pezzo unico, esclusivo, realizzato su misura. I clienti hanno libera ispirazione: oltre a colore e lunghezza, possono personalizzare il prodotto scegliendo tra diversi materiali, dimensioni, galvaniche, forme del tiretto, cursori ed esecuzioni. La pandemia ha costretto la bresciana Ditta Giovanni Lanfranchi a rinunciare agli incontri vis-à-vis, alle fiere, ai viaggi intercontinentali: esplorare le possibilità del digitale e rendere “phygital” le presentazioni di nuovi prodotti, sviluppi e mood stagionali è stata una conseguenza inevitabile e, fanno sapere dall’azienda controllante del marchio Lampo, “in un certo senso affascinante”. Lampo ha digitalizzato tutto l’archivio tendenze, dando enfasi ai prodotti più iconici, quelli che meglio esprimono le capacità di personalizzazione dell’azienda, e formato la rete commerciale nella comunicazione a distanza. “I tour in azienda - ha comentato Gaetano Lanfranchi, CEO della Giovanni Lanfranchi S.p.A. -, ovviamente, sono diventati virtuali: ogni fase del ciclo produttivo viene documentata attraverso video tutorial. Stiamo rivoluzionando anche il nostro sito, 62

attualmente in fase di restyling, e il rapporto con l’universo social, ora più assiduo. Infine, continuiamo a diffondere newsletter tematiche”. Erano tutte operazioni già previste: il particolare momento ha reso necessario accelerarne l’implementazione. “Molti pensano che questi strumenti rappresentino il futuro - ha continuato Lanfranchi -. Noi, invece, siamo convinti che nel B2B nulla possa sostituire il confronto diretto e il contatto fisico con i prodotti”. Le filiere produttive complesse, tipiche del settore, saranno meglio presidiate grazie alle videoconferenze, mettendo in comunicazione interlocutori da siti e nazioni diverse. Nel 2021 Lampo presenterà in esclusiva la nuova linea Eternél, una chiusura lampo completamente realizzata in acciaio e declinata in tutte le dimensioni di catena. Eternél, la superlampo in acciaio naturale ai candida ad accessorio funzionale perfetto per una borsa che vuole diventare un’icona di stile nel tempo: inalterabile, con una scorrevolezza morbida e sicura; brillante, con cursore lucidato a mano; resistente all’ossidazione e anallergica.

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FW21 Collection

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IL GUFO POTENZIA LA SHOPPING EXPERIENCE PHYGITAL Il Gufo non si ferma. Il luxury brand italiano specializzato nel settore kidswear ha compreso il cambiamento dettato dalla nuova quotidianità strutturando una nuova modalità di relazione con i propri clienti grazie a una shopping experience totalmente personalizzata. “Abbiamo dotato le store manager dei nostri monomarca di strumenti di comunicazione digitali ‘business‘ attraverso i quali dialogano con i clienti, fornendo loro una panoramica delle collezioni e consigli ad hoc. Inoltre, dopo una positiva partenza nella boutique di Milano, stiamo attivando il click and collect anche negli store di Roma e Treviso, al fine di dematerializzare il più possibile la fase di selezione”, ha spiegato l’AD Alessandra Chiavelli. Il brand sta anche lavorando per implementare un progetto di omnicanalità che renda sempre più fluidi i processi di interazione. Il Gufo ha inoltre appena presentato Ig Active, una nuova linea eco-friendly proposta accanto alla main collection per la stagione A/I 2021-22, concepita per un target di età tra gli 8 e i 16 anni, la collezione ha una label dedicato e un’estetica disinvolta riconoscibile e indipendente.

FULGAR, LA SOSTENIBILITÀ COME DRIVER PER RIPARTIRE “La crisi che stiamo vivendo ci ha messo di fronte alla necessità di un cambiamento radicale. Dobbiamo imparare a introdurre importanti innovazioni e modificare il nostro modo di lavorare e produrre. Oggi più che mai la sostenibilità rappresenta un driver fondamentale per le aziende di ogni comparto e per il tessile in particolare”. A parlare è Alan Garosi, Head of Marketing di Fulgar, azienda attiva nel settore delle fibre man-made, che individua le sfide che la filiera dovrà affrontare per riprendere terreno dopo l’attuale emergenza sanitaria. Oltre alla sostenibilità, l’epidemia ha indotto molte realtà a individuare nuove soluzioni, in termini di trattamenti, filati e tessuti innovativi, in grado di contrastare la diffusione del virus grazie alle loro capacità antivirali o sanificanti. E anche in questo caso Fulgar si è dimostrata all’avanguardia, con la distribuzione e la produzione già nei mesi scorsi del nuovo filato di poliammide con proprietà antivirali e antimicrobiche Q-SKIN® powered by AMNI® VIRUS-BAC OFF, nato dalla collaborazione con il gruppo belga Solvay.

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LA DIGITALIZZAZIONE DI OUTFIT ITALY Outfit Italy, brand menswear italiano nato nel 2014, presenta un importante piano di digitalizzazione e internazionalizzazione. Dopo aver perfezionato e consolidato la presenza del brand sul mercato italiano, grazie ad un’efficace strategia commerciale e ad una capillare, quanto esclusiva, rete distributiva che vanta le migliori agenzie di rappresentanza, Outfit Italy avvia il processo di internazionalizzazione attraverso un importante progetto di digitalizzazione, che vedrà coinvolti i canali tecnologici B2B e B2C. Il piano prevede il potenziamento della piattaforma e-commerce B2C e B2B, grazie anche ad una nuova interfaccia che rende la navigabilità facile e intuitiva, e un importante investimento sui canali social di Instagram e Facebook, che diventano un supporto fondamentale per raccontare il brand e raggiungere in modo efficace sia il consumatore finale che gli addetti del settore. “Era necessario un cambiamento che ci proiettasse oltre questo anno complesso”, dichiara Donato Ambrosio, proprietario del brand. “È nato così il processo di digitalizzazione omni-channel, un progetto che aiuterà a potenziarci sia dal punto di vista della brand identity che della brand awarness, supportandoci nel mercato italiano e internazionale”.

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SORAPIS HIGH boots contengono pelle certificata LWG, materiali riciclati e materiali a base biologica.


aziende in prospettiva

PAUL&SHARK, CAPSULE CON WHITE MOUNTAINEERING Nuovo anno, nuova capsule per Paul&Shark. Il brand italiano di luxury sportswear ha infatti scelto di collaborare con il marchio di moda giapponese ispirato all’outdoor White Mountaineering per realizzare dei capi la cui ispirazione è nata dalla natura, declinata in tecnologia, design e funzionalità. La limited edition, che segue quelle realizzate con Greg Lauren e Nick Wooster, è stata presentata in anteprima, e insieme alla collezione A/I 2021, tramite Pitti Connect, canale che l’azienda ha utilizzato già lo scorso anno per presentare le proprie novità. Per quanto riguarda il 2021, l’azienda attende una campagna vendita non semplice, viste le chiusure mondiali. Dove possibile, si è organizzata con showroom regionali e locali per stare il più vicino possibile ai clienti. Negli altri casi, invece, ha optato per modalità digitali. Il focus, inoltre, è sempre più sull’e-commerce, progetto che è stato lanciato in tre fasi: prima l’Europa, poi Stati Uniti, Canada e Russia, e infine il resto del mondo, e che l’ha portata a raggiungere l’obiettivo di servire 108 Paesi del mondo.

MOTIVI LANCIA LA SERIE WEB LO(VE)FT Motivi continua a investire nella sfera digital. Dopo il debutto nel live stream shopping, il marchio di Miroglio Fashion prosegue la strategia di innovazione dei codici di comunicazione lanciando la serie web Motivi Lo(ve)ft. Suddivisa in quattro episodi per altrettante trame, la serie ha per protagoniste quattro modelle-attrici italiane che incarnano le diverse sfaccettature delle ragazze Motivi non solo attraverso un carattere proprio ma anche grazie a un’interpretazione personale dello stile della griffe. Si assiste quindi all’umanizzazione del brand attraverso ragazze che portano nella dimensione digitale esperienze, sentimenti ed emozioni reali in cui le spettatrici potranno immedesimarsi. Ogni episodio termina con un finale aperto che stimola la partecipazione del pubblico a casa, coinvolto da diverse fashion influencer che inviteranno le follower a commentare gli episodi. Anche le diverse attivazioni del progetto si muoveranno sul doppio binario digitale/fisco, con un unroll omnicanale in piena sinergia tra le piattaforme social, il sito del brand e il network dei 198 store monobrand animati da varie iniziative.

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PEOPLE OF SHIBUYA: PROSSIMITÀ, PRODOTTO E PERFORMANCE Prossimità, prodotto e performance diventano i concetti primari della strategia di consolidamento ed espansione di People of Shibuya, brand di abbigliamento specializzato nel segmento outerwear nato nel 2014 per merito di Luca Orsatti, Angelo Loffredo e Marco Locatelli. Per la prossima stagione People of Shibuya conferma il listino prezzi FW20, collezione che ha segnato un +70%, di sell-out pre-saldi, a fronte di un importante innalzamento del valore dei capi attraverso collaborazioni con ingredient brands tra i più quotati del mercato come GORE-TEX, 3MTM, THERMORETM per i tessuti. A questo pacchetto di innovazioni si aggiunge una condizione commerciale per i clienti wholesale più virtuosi, che equivale a una rivoluzione del sistema. In caso di lockdown prolungato dei negozi il brand concederà un contributo del 15% sugli investimenti in ordini della FW21. Un’offerta resa possibile dalla filiera di produzione verticale di Goodfellas srl, che grazie alle sue fabbriche di proprietà è in grado di gestire autonomamente la propria marginalità modulandola su necessità senza alzare i prezzi di listino.

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MOORER AMPLIA LA RETE RETAIL ALL’ESTERO

Moreno Faccincani

EUROJERSEY, AL CENTRO LA RELAZIONE CON IL CLIENTE Eurojersey, azienda tessile del Gruppo Carvico, punta su un modello industriale virtuoso e sui tessuti brevettati Sensitive® Fabrics per affrontare le sfide legate alla gestione globale della pandemia Covid-19. “Questa nuova realtà in cui ci siamo ritrovati – ha commentato Andrea Crespi, direttore generale di Eurojersey Spa - è sicuramente molto sfidante. Per le aziende poco conosciute è uno svantaggio notevole, non avendo la possibilità di presentare le collezioni e farsi conoscere durante gli eventi di settore. Per quanto ci riguarda, Eurojersey è un’azienda monoprodotto con una gamma di tessuti tecnici con il marchio Sensitive® Fabrics, già noto sul mercato grazie a performance e valori distintivi. Se la nostra identità è già ben riconoscibile, ci manca però la relazione con il cliente. Trattandosi di tessuti performanti che richiedono progettualità, diventa strategico potersi interfacciare con la clientela e la soluzione non può essere solo l’utilizzo di nuove piattaforme di riunioni online. Al momento ci siamo adattati creando dei kit ‘tailor-made’ per i nostri clienti, nell’attesa di riprendere appena possibile gli incontri di persona”.

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Moorer espande la propria presenza oltre confine. Il fashion brand veneto fondato nel 2006 da Moreno Faccincani, e copartecipato da Borletti Group, ha messo a punto una strategia di espansione retail su larga scala. “A causa dell’emergenza sanitaria abbiamo slittato al 2021 tutti i piani previsti per il 2020, quindi, nei prossimi dodici mesi, intensificheremo la nostra rete retail con tre nuovi monomarca a Osaka, Mosca e Monaco”, ha spiegato a Pambianco Magazine Faccincani. Moorer ha chiuso il 2019 con un fatturato consolidato a quota 30 milioni di euro e si accinge a raggiungere i 35 milioni nel 2020; il 75% del turnover deriva dal mercato estero con Germania, Russia e Giappone il pole position. “L’apertura di Osaka è scaturita dal successo dello store all’interno del mall di Ginza a Tokyo. In Russia siamo presenti in molti store multimarca ed è giunta l’ora di inaugurare la nostra prima boutique. In Europa riscontriamo un successo notevole nei Paesi di lingua tedesca, ma stiamo conquistando anche quelli più a nord”, ha precisato il fondatore e CEO. I nuovi store andranno ad aggiungersi a quelli già presenti a Tokyo, Sylt, Cortina e Milano, il retail diretto contribuisce al 20% del fatturato.

MONTICOLOR CHIUDE IN POSITIVO E LANCIA LA PHIGITAL COLLECTION Monticolor, l’azienda di Montirone (Brescia) specializzata in filati chiude il 2020 in positivo, “grazie al forte legame di partnership in essere con i propri clienti da molti anni”, spiega Alberto Corti, partner di Monticolor. “In questa fase d’impossibilità a presentare le collezione in presenza, Monticolor ha investito molto in termini economici e strutturali creando uno strumento innovativo: la Phigital Collection. Un book completo di teli, immagini ed informazioni che permettono allo stilista e buyer di avere a disposizione uno strumento per lavorare in modo completo.Collegamenti QR consentono di accedere al nuovo sito scaricando cartelle colori, schede tecniche e commerciali,verificare le giacenze degli articoli d’interesse per procedere alle campionature.Tramite un’applicazione informatica l’interlocutore può scegliere i teli presenti in collezione o richiedere nuovi sviluppi personalizzati”. A proposito di novità, l’azienda per la P/E 2022, presenta Ice Elast, il nuovo filato di cotone organico che unisce in sé natura e performance, perché è naturalmente elastico, senza bisogno di altre fibre artificiali.

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IL KIDSWEAR DI AFTERLABEL A MARBEL Marbel Group, da 30 anni specializzato nella creazione e distribuzione di abbigliamento childrenswear, ha chiuso un deal per l’ampliamento del proprio portfolio clienti, grazie all’ingresso in licenza di Afterlabel, rinnovando così il proprio impegno nella ricerca e nella sperimentazione per la loro produzione e distribuzione sul territorio nazionale ed internazionale. “Siamo lieti di aver raggiunto un importante accordo con un’azienda come Golden Season, l’obiettivo comune è di poter contribuire alla crescita del brand Afterlabel nel mercato kidswear grazie alla nostra expertise nel settore, e ad una rete produttiva e commerciale solida ed in continua evoluzione”, spiega Giuseppe Cariello, fondatore e CEO di Marbel Spa. Nel novembre 2020 Manlio Massa è approdato alla società Golden Season, entrando nel Board esecutivo e assumendo il ruolo di Direttore Sviluppo Estero di

Atpco, Skills&Genes e Afterlabel. Il manager ha alle spalle una consolidata carriera nel settore del fashion e luxury che lo ha visto ricoprire ruoli di vertice e diversificati, dalla trend analysis allo sviluppo della rete vendita wholesale e retail, dall’immagine e comunicazioneino alla conoscenza delle materie prime.

BRAND LABELLING CON VARCOTEX

CARIAGGI, DEBUTTA IL PROGETTO 8/88

IL RACCONTO FOTOGRAFICO DI BIKKEMBERGS

L’etichetta è diventata un segno distintivo del brand per poter emergere all’interno di un panorama sempre più variegato. L’etichetta tessuta, il cartellino, l’etichetta in pelle o materiali sintetici, l’etichetta stampata, l’etichetta in rilevo plastico: sono queste le cinque principali categorie del labelling di Varcotex, che, in assenza di fiere e manifestazioni fisiche, sta presentando attraverso cataloghi digitali riservati e accessibili solo con password i prodotti. Tra questi, Biolabel®, etichetta tessuta etica proveniente da materie prime naturali, 100% biodegradabile. Un vero game changer, nato dalla vocazione alla ricerca caratteristica dell’azienda, che permette di eliminare in via definitiva le microplastiche nei cicli di lavaggio senza disperderle nell’ambiente.

È il filato pettinato Number 8/88 il fiore all’occhiello della nuova collezione P/E 2022 di Cariaggi, che scommette su una selezione particolare di cashmere, trasformando la fibra in titoli sempre più fini. “Presentare la nuova collezione in forma digitale – ha raccontato Cristiana Cariaggi, membro del CDA di Cariaggi – è una risorsa importante oggi che le fiere fisiche sono penalizzate dall’incertezza connessa alla pandemia Covid-19. Con la nuova collezione, Cariaggi conferma l’incessante lavoro di ricerca e innovazione necessario alla produzione di filati di qualità. Resta tuttavia fondamentale, per il settore, poter raggiungere i propri clienti anche con un campionario fisico, poiché è dal vivo che un prodotto come il nostro può essere pienamente valutato e apprezzato”.

Bikkembergs propone una narrativa fotografica per raccontare visivamente la community che gravita intorno al proprio universo. Nonostante nel corso di questi ultimi anni il concetto di mascolinità si sia evoluto, la visione decisa e definita del brand ha mantenuto saldi i canoni stilistici che lo hanno sempre contraddistinto in passato. Il progetto scattato dal fotografo Oskar Cecere, sotto la visione artistica del direttore creativo Lee Wood, mostra una lettura veritiera e reale del lifestyle Bikkembergs. “Questa collezione nasce dal desiderio di creare un remix contemporaneo dello storico patrimonio iconografico del marchio”, dichiara Wood. “Per questa ragione è stato naturale presentare la collezione su modelli diversi, consentendo di interpretare la ricca storia del brand”.

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WHAT’S NEW? Sign of the times

di Marco Caruccio

La moda non si ferma ma cambia passo. Le sfilate maschili di Milano e Parigi, così come le collezioni presenti all’interno della piattaforma Pitti Connect, sono lo specchio del momento storico che stiamo vivendo. Un nuovo leisurewear vicino alla quotidianità domestica ha caratterizzato molte delle proposte in passerella. Outfit da sfoggiare durante lo smart working tra una conference call via Zoom e l’arrivo dell’ultimo delivery. Pull avvolgenti e morbidi cardigan tricot saranno i protagonisti dell’autunno/inverno 2021-22. I colori del deserto si alterneranno all’eterno cat fight tra bianco e nero. Ai piedi, ancora una volta, calzeremo comode sneakers, perfette per i look da casual friday prolungato.


Runaway

Tod’s

David Catalan

Missoni

Ermenegildo Zegna XXX

COMFORT ZONE

L’emergenza sanitaria ha portato a rivalutare modi e tempi della quotidianità. L’ambiente domestico ha preso il sopravvento, la comodità è diventata una preziosa alleata nella scelta dei capi da indossare. La collezione A/I 2021-22 di Ermenegildo Zegna XXX sintetizza alla perfezione il nuovo Zeitgeist. Indumenti morbidi, avvolgenti, confortevoli H24. 74

Serdar

Dima Leu

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Rick Owens

Kiton


tendenze

Moschino

Federico Cina

Comme des Garçons Homme Plus

Dior Men

TRÈS TRICOT

Sembrano il frutto di lunghe ore passate a sferruzzare. La tendenza tricot genera maxi pull a campiture melange (JW Anderson) o dai macro motivi, come l’ormai distintivo grappolo d’uva di Federico Cino. Prada e Comme des Garçons Homme prediligono invece pattern geometrici. Moschino sorprende con losanghe frutto di un inedito effetto pittorico.

JW Anderson

Casablanca

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Prada

Dries Van Noten

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tendenze

Numero 00 Wooyoungmi

Jieda

Fendi

MICRO FRIENDS

Prima gli zaini, poi le borse e infine i marsupi. La capienza degli accessori maschili tende a diminuire costantemente. Sulla passerella di Fendi hanno sfilato preziosissime mini bag in grado di contenere lo stretto indispensabile. Agganciati alle tracolle oscillano contenitori dagli spazi ridotti a cui è possibile affidare lo smartphone, le chiavi di casa e il gel sanificante. 76

A Cold Wall

Issey Miyake Homme Plissé

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OAMC

Miguel Vieira


tendenze

Comme des Garçons Shirt MSGM

Hermès

Etro

GILETMANIA

Hanno fatto capolino sulla passerella di Etro in versione fluo ‘see now-buy now’ prima di spopolare un po’ ovunque. Dai classici V-neck tricot firmati Hermès e Msgm fino alle versioni multipocket proposte da Magliano e Tokyo James. I gilet sono tornati alla ribalta come passe-partout tra new formal (Louis Vuitton) e sportswear (Iceberg).

Magliano

Iceberg

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Louis Vuitton

Tokyo James

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Menswear

PAL ZILERI

SEALUP

SLOWEAR

LARDINI HERNO GLOBE ELLESSE

A NATURAL MAN Tinte sabbiose e tessuti ultra soft caratterizzano look new-formal da indossare nel weekend

ALPHA STUDIO

BEST COMPANY

Il marchio fiorentino conferma le proprie abilità produttive presentando una collezione di capi evergreen. La palette neutra predilige filati pregiati, dettagli tecnici e disegni grafici.

Non solo felpe, non solo logo. Lo storico brand continua ad ampliare il suo percorso stilistico insieme a Falis, licenziatario per la produzione e distribuzione, includendo tricot e capispalla. 

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tendenze

LES COPAINS

ARMATA DI MARE

ESEMPLARE

NORTH SAILS RE-HASH

MODERN SAILOR I lettori del celebre eroe dei fumetti Corto Maltese potranno finalmente emulare il loro paladino

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SERAPIAN

TATRAS

BLAUER USA

Il brand fondato da Masanaka Sakao, oggi di proprietà del gruppo nipponico Yagi, mixa sapientemente heritage tecnico e tendenze contemporanee, maxi zip e matelassé geometrico.

Le proposte per il prossimo autunno reinterpretano l’heritage militarypolicewear del marchio in chiave urban utility. Il focus è sulla contaminazione tra tessuti per creare effetti lucido/opaco.

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tendenze

TINTORIA MATTEI 954

GIANNETTO PORTOFINO

MOORER

STEFANO RICCI

MCS

HANDPICKED

DENIM FEVER Non i soliti blue jeans. L’inconfondibile tela si rinnova con stampe, applicazioni e imbottiture

ANTONY MORATO

XACUS

La label italiana presenta una capsule grafica dedicata alla mitica anime Goldrake. L’ispirazione 80s rappresenta un omaggio all’arte figurativa di Go Nagai, presente su felpe e t-shirt.

La capsule Legacy non è un semplice lancio stagionale, rappresenta un continuativo che andrà a rileggere capi d’archivio, modelli, linee e volumi, per reinterpretarle e renderle attuali.

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tendenze

INVICTA C.P. COMPANY

WOOLRICH

LA MARTINA

TAGLIATORE

BORN TO EXPLORE Pattern camouflage e tessuti tecnici formano il Dna dei fedeli compagni di escursioni urbane

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DOLOMITE

BARACUTA

AHIRAIN

Un classico senza tempo realizzato in calda lana Moon. Si tratta della Field Jacket reloaded, un capospalla d’archivio dello storico marchio realizzato in blu, marrone e verde foresta.

Continua la mission creativa del marchio italiano: non solo sportswear ma indumenti destinati ai viaggiatori che cercano un punto di incontro tra contenuto moda e nuove tecnologie.

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tendenze

PIQUADRO

BOMBOOGIE

IL BISONTE

IMPULSO TEN C

CULT

MEN IN BLACK Nel dubbio scegliere il nero. La regola del ‘little black dress’ funziona anche per l’universo maschile

CHIMBORAZO

RRD ROBERTO RICCI DESIGNS

La label punta tutto sul cashmere riciclato: capi già utilizzati vengono recuperati nell’ottica di una rinascita con un notevole risparmio di energia elettrica, acqua e un taglio di emissioni Co2.

Il Down Under Parka è composto dallo shell esterno realizzato grazie alla sovrapposizione di due strati di Lycra, all’interno, un piumino staccabile è realizzato con tessuto 20 denari down proof.

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tendenze

L.B.M.1911

PAOLONI

LUIGI BIANCHI MANTOVA

MANUEL RITZ

AT.P.CO

CHECK UP Il tartan non conosce limiti di combinazioni. Cambiano gli accostamenti ma il fascino resta

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BERWICH

GABRIELE PASINI

DOPPIAA

Il quarto capitolo del percorso italiano intrapreso dal designer, è dedicato alla città di Modena, dove si è stabilito e vive tutt’ora, aprendo il suo primo store venticinque anni fa.

L’universo cromatico della griffe ingloba stripes dai colori college accostati a tessuti tradizionali come il Principe di Galles. La maglieria e i capispalla restano il fiore all’occhiello del marchio.

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tendenze

ACNE STUDIOS K-WAY

NOBIS

COLMAR ORIGINALS

PEOPLE OF SHIBUYA SANTONI

WINTER WHITE Il colore più estivo per antonomasia sfata i luoghi comuni e viene rielaborato in versione cold season

KARL LAGERFELD

DUNO

I capi in morbido orsetto sono stati il must-have dello scorso inverno; la griffe scommette ancora sulla tendenza accostata a dettagli urbanwear come le cerniere a contrasto e il fit over.

Il marchio propone indumenti reinterpretati in tessuto 3 layer con un sistema di aerazione/ traspirazione che sfrutta il flusso termico dell’aria per mantenere la temperatura del corpo costante.

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tendenze

BORSALINO

SAVE THE DUCK

DRUMOHR ADD

PAUL&SHARK

TRUE COLORS Tonalità sature e tocchi fluo per indumenti e accessori da mixare in un turbinio di contrasti

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24BOTTLES

PANCHIC

ALTO MILANO

GALLO

Multicolor mon amour. Il classico motivo a righe orizzontali vivacizza le proposte del brand la cui direzione creativa è ora affidata a Giulia Baratti, pronipote del fondatore Italo Facenti.

Calze realizzate con lavorazione ‘links jacquard’ a più colori che, dopo il processo a telaio, richiede ulteriori passaggi manuali per garantire una rifinitura perfetta. Il rimaglio è handmade.

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tendenze

PREMIATA

LUMBERJACK

MOACONCEPT

PHILIPPE MODEL PARIS

BIKKEMBERGS

U.S. POLO ASSN

VOILE BLANCHE

SNEAKERS TRIBE Sono ormai imprescindibili. Da indossare anche con il completo formale nei look casual friday

YATAY

SAUCONY ORIGINALS

La sneaker futuristica Irori Iridescent dai profili bianchi ed effetto cangiante sarà il modello di punta del marchio carbonzero dalla produzione sostenibile.

Nata nel 1991 come scarpa ideale per i corridori ad alto chilometraggio, la Shadow 6000 presentava un’innovativa suola per l’epoca con sistema Vertical Ionic Pillars.

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master di Alessia Perrino

Pambianco ACADEMY, i nuovi MASTER ONLINE sull’e-commerce e la sostenibilità Le tematiche scelte sono in linea con le ultime tendenze in materia di gestione aziendale, nettamente caratterizzate dalla richiesta di nuovi punti di riferimento per ripensare i modelli di business.

V

ogliamo diventare il punto di riferimento nella formazione professionale dei settori fashion, design e beauty. La necessità di orientarsi nei nuovi scenari del consumo rende necessario per i professionisti un aggiornamento costante, verticale e dal forte orientamento digital e sostenibile”, ha commentato David Pambianco. Le tematiche scelte per i master di Pambianco Academy, la piattaforma di formazione realizzata da Pambianco, sono in linea con le ultime tendenze in materia di gestione aziendale, con una netta caratterizzazione legata alla richiesta di nuovi punti di riferimento per rimodulare i modelli di business. Fresco di realizzazione, il Master “Aprire e gestire un e-commerce: come sviluppare una strategia di vendita efficace” ha l’obiettivo di far comprendere ai partecipanti come poter avviare e utilizzare in maniera efficace questo canale di vendita, che riveste un ruolo centrale nelle strategie di crescita di ogni brand, sia attraverso canali proprietari che marketplace Il secondo Mater proposto è “Sostenibilità nel Fashion, Design e Beauty”, che si propone di fornire ai partecipanti tutti gli strumenti per avviare e gestire un percorso verso la sostenibilità all’interno della propria azienda. Il programma si suddivide in 4 aree specifiche, la prima delle quali dal titolo ‘Come iniziare un percorso di sostenibilità’ per proseguire poi con i macro-focus su ‘Responsabilità ambientale’, ‘Sviluppo delle risorse umane’ e ‘Trasparenza nella governance aziendale’. La proposta si avvale di un sistema di formazione con video-lezioni sempre disponibili, docenze di professionisti qualificati e testimonianze di manager delle più importanti aziende di settore. Per programma e costi, potete visitare il sito academy.pambianconews.com oppure scriverci a e-academy@pambianco.com

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EXCLUSIVE TEACHERS DOCENTI CON UN IMPORTANTE KNOW HOW IN AMBITO DIGITAL E GESTIONALE

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PAMBIANCO ACADEMY

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SCOPRI I MASTER ONLINE APRIRE E GESTIRE UN E-COMMERCE: COME SVILUPPARE UNA STRATEGIA DI VENDITA ONLINE EFFICACE SOSTENIBILITÀ NEL FASHION, DESIGN E BEAUTY PROGETTARE E COSTRUIRE UNA STRATEGIA DIGITALE INTEGRATA Tutti i master sono fruibili in modalità self: inizi quando vuoi e finisci quando vuoi! I contenuti saranno visualizzabili per un anno a partire dalla data di acquisto.

INFO E ISCRIZIONI Chiara Gentilini

tel. 02.76388640 - c.gentilini@pambianco.com

academy.pambianconews.com

Pambianco srl - Corso Matteotti, 11 - 20121 Milano


analisi

Dall’alto in senso orario, uno store del brand Natura, Clinique iD Dramatically Different gel idratante, la frangranza Chloé Rose Tangerine (Coty) e una sede di The Hut Group

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analisi di Chiara Dainese

I principali titoli di BELLEZZA marciano a DUE VELOCITÀ. Al debutto due italiane La bellezza procede a marcia alternata, specialmente in Borsa. Le principali aziende e multinazionali del settore beauty quotate, infatti, hanno archiviato il 2020 con performance differenti a causa soprattutto del momento di difficoltà causato dalla pandemia di Covid-19.

N

ella classifica stilata da Pambianco alcune società hanno messo a segno rialzi a doppia cifra, mentre altre hanno subito pesanti cali sui principali listini mondiali. Delle aziende del campione, sono ben dodici quelle che hanno archiviato il 2020 con risultati negativi, di queste cincque sono arretrate a doppia cifra (Int. Flavour&Fragrances, Interparfums, Adore Beauty, Coty e Revlon). Per contro, sei titoli hanno registrato guadagni superiori al 20% (Natura & Co, Nu Skin, The Estèe Lauder Companies, The Hut Group, Givaudan e L’Orèal). Uno scenario altalenante che per la prima volta vede matricole del beauty tricolore. In Piazza Affari, infatti, sono entrate due aziende della sezione bellezza, Labomar e Euro Cosmetic che si sono quotate entrambe lo scorso autunno sul segmento AIM di Borsa Italiana.

USA SUL PODIO Primo classificato per crescita del titolo in Borsa è stato nel 2020 Natura & Co che ha segnato a Wall Street un +42,6 per cento. Il gruppo cosmetico brasiliano, che opera con i marchi Natura, Avon, The Body Shop e Aesop è quotato anche sul listino di San Paolo. Beneficiando della sua forte presenza online, il gigante brasiliano dei cosmetici Natura & Co ha registrato una forte crescita dei ricavi nel terzo trimestre 2020, sovraperformando il mercato globale dei cosmetici. “Grazie alla continua digitalizzazione – commenta Roberto Marques, presidente esecutivo e Group CEO di Natura & Co – i nostri marchi hanno ottenuto ottimi risultati nel terzo trimestre, con una crescita significativa delle vendite e un miglioramento dei margini. In un ambiente che è rimasto difficile in tutto il mondo a causa della pandemia di Covid-19, abbiamo ottenuto risultati superiori rispetto al mercato sia a livello globale che in Brasile”. Anche il titolo Nu Skin Enterprises ha

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analisi

messo il turbo e alla Borsa di News York ha segnato un +40,5 per cento. Fondata più di 30 anni fa, Nu Skin è cresciuta fino a diventare una delle più grandi società di vendita diretta del mondo. Medaglia di bronzo a The Estée Lauder Companies che continua a raccogliere ottimi risultati, anche in Borsa. Sul listino di Wall Street il titolo infatti è cresciuto del 30 per cento. ... E IN CODA Bellezza altalenante alla Borsa di New York. Infatti, tra le principali aziende quotate c’è chi ha avuto come abbiamo visto nel paragrafo precedente, ottime performance, come la top performer Natura & Co, e chi invece pesanti cali. Nel dettaglio, Revlon continua il suo periodo negativo mettendo a segno un calo del titolo del 44,1 per cento. Revlon lo scorso novembre è riuscita a evitare il fallimento Chapter 11, grazie a un accordo sul debito dell’ultimo minuto con l’offerta di 236 milioni di dollari in titoli agli obbligazionisti. Tuttavia, nonostante sia rimasta a galla con gli istituti di credito, Revlon ha registrato un calo delle vendite nette per il terzo trimestre che si sono attestate a 477 milioni di dollari, in flessione del 20% rispetto ai 596 milioni di dollari nello stesso periodo del 2019. Questo calo è stato in gran parte dovuto all’impatto negativo del Covid-19, che è stato parzialmente compensato da un aumento del 13% delle vendite nell’attività di e-commerce del gruppo. Revlon non ha fornito indicazioni finanziarie per l’intero anno fiscale. In calo anche il titolo Coty che sul listino è sceso del 35,8 per cento. Coty, che lo scorso settembre ha nominato Sue Y. Nabi, nuovo amministratore delegato prevede “di tornare sul percorso di crescita nel primo trimestre del 2021”. Coty ha infatti fissato una serie di obiettivi per il 2021 che passano attraverso il rafforzamento della propria posizione finanziaria e la riduzione del proprio debito. Lo scopo del piano di risparmio è ridurre le spese fisse di 600 milioni di dollari. NEW ENTRY ESTERE The Hut Group ha debuttato a settembre 2020 alla Borsa di Londra. La sua offerta pubblica iniziale (IPO) da 5,4 miliardi di sterline è stata la più grande in oltre cinque sul listino britannico. Ma non solo. È anche la prima quotazione importante dalla crisi del Coronavirus. La società che possiede nomi di brand come Espa, Christophe Robin, Illamasqua, Mama Mio, Eyeko e Ameliorate ha venduto un totale di 376 milioni di azioni a 500 penny l’una. La sua quotazione a Londra ha raccolto 1,88 miliardi di sterline. The Hut Group, dopo la quotazione, ha anche acquisito il marchio di prodotti per la cura della pelle Perricone MD per 60 milioni di dollari in cash. Yatsen Cosmetics è la prima azienda di bellezza cinese a debuttare alla Borsa di New York. Il titolo del gigante cinese dei cosmetici di fascia alta ha archiviato il 2020 con un calo del 7,6 per cento. Secondo una nota, i proventi dell’Ipo verranno utilizzati “per perseguire investimenti strategici, collaborazioni e acquisizioni e lanciare nuovi marchi nei mercati target”. La società, che possiede i marchi Perfect Diary, Little Ondine e Abby’s Choice, ha acquisito il marchio francese per la cura della pelle Galénic dal gruppo farmaceutico e dermocosmetico francese Pierre Fabre. Anche Adore Beauty, uno dei principali player della bellezza online in Australia, ha fatto il suo debutto all’Australian Securities Exchange. Questa è stata la più grande Ipo dell’anno nel mercato australiano. Infatti la società di e-commerce con sede a Melbourne ha raccolto 269,5 milioni di dollari australiani (pari a circa 162,5 milioni di euro). Ciò ha dato ad Adore Beauty una valutazione di 653,5 milioni di dollari australiani (pari a circa 394,1 milioni di euro), ovvero 3,9 volte le vendite previste per il 2020 che ammontano a 158,2 milioni di dollari australiani. Al 31 dicembre 2020 le azioni sono calate del 22,3 per cento. 92

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FEBBRAIO/MARZO 2021 PAMBIANCO MAGAZINE

11.798

2.372

NU SKIN ENTERPRISES

40,5

ESTÈE LAUDER COMPANIES

30,0

Fonte: Pambianco

8.541

THE HUT GROUP

24,8

Capitalizzazione al 31/12/2020 (mln €)

% 01/01/2020 -31/12/2020

NATURA & CO

42,6

78.379

GIVAUDAN (CHF)

24,7

31.262

L’ORÈAL

21,3

174.000

14.680

SYMRISE

18,2

2.978 L’OCCITANE

8,8

-0,7

AMORE PACIFIC

11.816

-6,7

SHISEIDO

22.800

-7,6

YATSEN COSMETICS

9.701

-8,5

KAO CORP. (KANEBO)

30.480

-9,9

BEIERSDORF

21.580

-12,3

INT. FLAVORS &FRAGRANCES

9.894

-35,8

COTY

4.573

Andamento 2020 in Borsa delle principali società di beauty

analisi

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Next day delivery for the most urgent sample, on a selected range of finishings and colours.

www.lampo.eu


Le aziende si raccontano

in collaborazione con:

CONCERIA GI-ELLE-EMME

SOLOS

iKRIX

GRUPPO RETEX

PWC

ITALHIDE


PwC

La sede di Diadora

Diadora, con PwC si cresce tramite l’e-commerce Nel 2020, l’anno della pandemia e dei plurimi lockdown, hanno vinto i brand preparati a livello dell’online. Diadora, con l’aiuto di PwC, ha saputo sviluppare e gestire al meglio questo canale, riuscendo a trarne un vantaggio competitivo. Mai come nel 2020 il digitale si è dimostrato un canale imprescindibile per le vendite della moda e del lusso. In questo contesto, “le realtà che sono state in grado di anticipare i tempi e hanno compreso le grandi potenzialità derivanti dagli investimenti sui canali digitali sono riuscite a godere di un grosso vantaggio competitivo”, ha spiegato Erika Andreetta, partner PwC. Tra queste, si conta Diadora, per la quale, come raccontato dal presidente Enrico Moretti Polegato, “l’e-commerce era determinante già prima del lockdown e il fatto che avessimo già cominciato

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a investire in modo importante in questo canale è risultato strategico”. Ciò, per esempio, “ci ha permesso di pianificare campagne dedicate in brevissimo tempo e di avere un dialogo continuo con il nostro consumatore”. Dialogo reso possibile anche da una strategia omnichannel, che ha permesso di far leva tanto sugli store fisici (quando possibile tenerli aperti visti i lockdown altalenanti), quanto su, appunto, l’online. “Oggi non esiste più distinzione tra spazio fisico e spazio digitale, il consumatore passa velocemente da un canale ad un altro”, ha detto Polegato. “È

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fondamentale quindi integrare i canali di comunicazione per offrire il meglio nell’esperienza del cliente con il brand e trasmettere un messaggio coerente ed efficace”. In questo contesto, gli influencer rivestono un ruolo strategico, in quanto il 67% dei giovani scopre un brand tramite i propri key opinion leader o il passaparola sui social (fonte PwC, Forum ‘Made for Italy’ per la Moda). “I consumatori, soprattutto i millennials, sono alla ricerca di messaggi reali e di un sistema valoriale che condividano o in cui si possano identificare. In questo senso, anche quando scegliamo gli influencer con cui lavorare, cerchiamo solo persone che credano nel brand e si identifichino nel suo messaggio”, ha specificato il presidente. La reattività del brand veneto è stata sostenuta da una programmaticità frutto della collaborazione con Pwc che da anni supporta l’azienda nei diversi step del processo di internalizzazione dell’e-commerce. “Nel 2019 abbiamo iniziato con una valutazione dell’investimento e del suo ritorno a medio/lungo termine”, ha continuato Polegato. “Poi siamo passati l’anno successivo alla valutazione e definizione dei modelli di business e di flussi su tutta la filiera, dalla pianificazione prodotto, alla logistica, al customer service fino all’approccio con il consumatore”. In questo contesto, “Pwc è stato in grado di affiancarci in un processo a 360° per un canale che non è solo un e-commerce ma che è in primis un canale di brand”. PwC infatti può fare affidamento su “competenze multidisciplinari, che ci permettono di guidare l’experience transformation dei nostri clienti sfruttando le leve dell’approccio Bxt (Business, eXperience, Technology)”, ha spiegato Andreetta. Il Bxt è infatti un modello innovativo nato per coinvolgere le aziende nel disegnare le esperienze che i prodotti o i servizi possono offrire, partendo dall’ascolto dei bisogni e delle esigenze esplicite o inconsce dei consumatori finali. Il metodo Bxt è anche in grado di unificare la diversità di prospettive e riesce a guidare la trasformazione facendo leva sulle competenze di business, l’esperienza creativa e l’abilitazione tecnologica. Non a caso, “il punto di forza di PwC è offrire una visione totale del mercato affiancando i clienti a 360°, portando sul tavolo le competenze necessarie per accompagnare il cambiamento end-to-end”.

Erika Andreetta

Enrico Moretti Polegato

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SOLOS

Alessandro Vivarelli e Duccio de Rosa

SOLOS e BeSight insieme per offrire soluzioni innovative Due realtà già affermate del settore che hanno raggiunto un accordo di partnership per unire le proprie competenze e professionalità. L’intento quello di proporre un insieme di soluzioni che riescano a coprire interamente il Product Life Cycle e la gestione completa dei processi. Anticipare le esigenze del mercato e portare in maniera proattiva soluzioni verso le aziende clienti, garantendo un vantaggio competitivo sia dal punto di vista qualitativo sia per i tempi di implementazione. È questa la sfida che vede unite SOLOS, system integrator specializzato in soluzioni di identificazione, anticontraffazione e tracciabilità, e BeSight, azienda con una soluzione specifica in cloud (BeSight Now) per il settore tessile moda. “Non è consuetudine nel mercato italiano trovare realtà come BeSight capaci di lavorare in team con altre aziende per trovare una soluzione trasversale”, ha dichiarato Alessandro Vivarelli, founder di SOLOS. “La sfida vera è quella di seguire BeSight nel suo percorso di innovazione che dovrebbe essere sul mercato del Fashion & Luxury qualcosa di veramente innovativo e sfidante per il futuro. L’obiettivo di questa partnership è quello di creare una solu-

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zione quasi rivoluzionaria rispetto a quelle già esistenti. Abbiamo cercato di far fruttare l’esperienza pluriennale nei vari settori merceologici nei quali le nostre soluzioni sono state implementate: dal fashion al food & beverage, dall’automotive al multimediale”. “L’alleanza con SOLOS ha un doppio fine: va dall’inizio alla fine del processo di produzione manifatturiera, da quello che può essere il momento della raccolta d’ordine dove noi andiamo a integrare la soluzione di SOLOS per il visual order management tramite piattaforme digitali – fino all’integrazione con le loro applicazioni software di warehouse management e logistica, tra cui risalta e-RAW”, ha spiegato Duccio De Rosa, responsabile marketing BeSight. “Quando parliamo di integrazioni parliamo di un lavoro congiunto a 360°: non solo da un punto di vista tecnologico ma anche dei team che lavorano in maniera sinergica”.

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Italhide

Proposte Italhide e White Line

Italhide e White Line insieme per crescere nel settore lusso Contribuire allo sviluppo delle realtà artigianali italiane ed europee, ma strutturarsi per diventare partner d’elezione dei principali gruppi del lusso. Sono questi i cardini della partnership tra Italhide e White Line, la cui produzione rispetta i più alti standard di qualità. Coniugare tradizione, innovazione e savoir faire nel mondo delle pelli esotiche. È questa la sfida che vede unite Italhide e White Line, due realtà già affermate del settore, che hanno raggiunto un accordo di partnership. Forte di un fatturato complessivo di quasi 20 milioni di euro, di una conceria completamente rinnovata nel distretto del cuoio toscano e dello storico showroom di via Macchi a Milano, il gruppo si pone l’obiettivo di fornire i più prestigiosi marchi del lusso senza dimenticare le piccole realtà artigianali. “Il mercato della moda e del lusso – ha spiegato Enrico Chiesa, managing director di Italhide Spa – è caratterizzato da realtà in continua evoluzione. La recente pandemia ha accelerato ulteriormente questa loro caratteristica, ponendoci, come fornitori, di fronte a nuove sfide, per poter da un lato continuare a contribuire allo sviluppo delle piccole realtà artigianali italiane ed europee, e dall’altro strutturandoci in una dimensio-

ne che ci permetta di collaborare ancora di più con le realtà che, dalle piccole dimensioni artigianali di partenza, hanno saputo organizzarsi meglio divenendo vere e proprie industrie del lusso”. l gruppo, grazie ai suoi partner internazionali, con cui opera in esclusiva, proporrà coccodrilli, alligatori, struzzi, serpenti e pirarucu, rispettando gli altissimi standard qualitativi, senza dimenticare gli altri prodotti storici di Italhide come il capretto Tripon, il pecary e gli agnelli. “Il progetto di partnership – ha aggiunto Alberto Panterani, fondatore di White Line Srl – è stato concepito per poter dare a tutti i nostri clienti una qualità del prodotto e del servizio ai massimi livelli, mantenendo però la flessibilità e tempestività che era già tipica di entrambe le aziende”. La parola d’ordine del gruppo sarà sostenibilità: uno dei primi obiettivi sarà quello di incrementare i processi di concia ecosostenibili su pellami di provenienza etica e con tracciabilità completa della filiera.

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iKRIX

Da sinistra: il consigliere delegato Enrico Barcè e l’AD Davide Medina

iKRIX è il ‘place to be’ per l’e-shopping italiano Il marketplace si conferma un prezioso alleato per i retailer che vogliono raggiungere nuovi mercati superando i confini fisici. Il cambiamento delle abitudini di acquisto viaggia online. iKRIX Spa, operativa a Genova dal 2015, ha saputo intuire l’importanza dello shopping in rete diventando in pochi anni uno dei marketplace italiani di riferimento nel settore dell’e-commerce fashion & luxury. Nel 2020 il bacino di utenza e i mercati di riferimento di iKRIX sono notevolmente aumentati grazie all’acquisizione di The Clutcher Srl, portale attivo nello stesso settore che dal 1 gennaio 2021 viene gestito come unica entità organizzativa. La combinazione di ikrix.com e theclutcher.com dà vita a un catalogo di oltre 300 marchi di successo. iKRIX funge da ambasciatore hi-tech dello stile italiano e dell’intuito strategico dei retailer italiani rappresentando una vetrina worldwide per oltre 100 boutique. Grazie ad utenti connessi da oltre 80 paesi nel mondo, iKRIX opera da canale premium su molteplici mercati difficilmente raggiungi-

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bili, soprattutto durante l’attuale emergenza sanitaria. Le boutique possono inoltre contare su una gestione totale delle loro vendite, iKRIX si occupa a 360 gradi della promozione dei prodotti, delle attività di marketing della gestione dell’ordine e del servizio clienti. iKRIX Spa è stata finanziariamente sostenuta dal Fondo Regionale Ligure per la capitalizzazione. Oggi l’azienda intende aprirsi a nuovi soggetti in grado di sostenere progetti di sviluppo. iKRIX Spa punta ad incrementare la propria presenza sia in termini di catalogo che di mercati, come testimonia il recente aumento di capitale sociale di 1 mln di euro. Nel prossimo anno l’obiettivo è di raddoppiare il numero delle boutique affiliate arrivando ad un catalogo di 100mila prodotti per i due e-tailer. Grazie alla spinta dei mercati extra EU, iKRIX Spa ambisce a aggiungere un fatturato di oltre 25 mln entro due anni.

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Conceria Gi-Elle-Emme

Il primo cuoio ecologico al mondo arriva dalla Conceria Gi-Elle-Emme L’azienda toscana ha ottenuto la certificazione UNI 11427 (confermata da ente terzo ICEC) che permette di poter utilizzare il termine “cuoio ecologico”. Merito degli sforzi fatti per garantire un sistema produttivo rispettoso dell’ambiente in ogni suo passaggio. A volte ci vogliono quarant’anni di storia per raggiungere l’avanguardia nell’innovazione e conquistare un primato assoluto. È stato così per la Conceria Gi-Elle-Emme, azienda toscana che affonda le sue radici nell’antica tradizione della concia al vegetale, che è stata la prima nel proprio settore produttivo ad ottenere la certificazione UNI 11427 (confermata da ente terzo ICEC) che permette di poter utilizzare il termine “cuoio ecologico”. Col raggiungimento di questo traguardo, ottenuto grazie ad un importante lavoro di revisione dei processi interni, le calzature prodotte con il cuoio della Conceria Gi-Elle-Emme potranno puntare ad ottenere il marchio ECOLABEL UE. Questo sarà possibile grazie ad una grossa novità del cuoio da suola che può essere definito, per la prima volta al mondo, ecologico.La conceria ha come fondamento del proprio processo quello di trasformare un prodotto putrescibile in un prodotto imputrescibile, vale a dire utilizzare uno scarto dell’in-

dustria alimentare e farlo diventare qualcosa di durevole. “Il nostro cuoio nasce per durare nel tempo”, spiega Tommaso Lapi, CEO di Gi-Elle-Emme. “È un prodotto naturale e resistente che non deve distruggersi velocemente, come un materiale biodegradabile. Questo concetto, su cui si basa anche la certificazione 11427, abbraccia a pieno un’idea di moda timeless che si basa sul valore del prodotto e si contrappone al consumismo sfrenato del fast fashion usa e getta”. Il cuoio ecologico Gi-Elle-Emme è il frutto di un sistema produttivo rispettoso dell’ambiente in ogni suo passaggio. “Abbiamo innovato un processo di concia tra i più tradizionali, implementando l’azienda con soluzioni tecnologiche 4.0 – ha concluso Lapi – . Una piccola rivoluzione, elaborata negli anni, che ci ha permesso di ricevere questo importante riconoscimento, del quale siamo profondamente orgogliosi”. Per maggiori informazioni: www.gielleemme.it

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Gruppo Retex

Cina: l’anno del bue è ricco di opportunità per il made in Italy di lusso Pavilion Italia lancia su WeChat il Mini Program per il Fashion & Luxury. Gli esperti Retex: “Il mercato è maturo e le stime positive ma i tempi sono cambiati: solo i brand con identità e messaggio riconoscibili sono premiati dal consumatore cinese.” Nonostante un anno di pandemia, il Dragone è già pronto a rialzare la testa. E nel frattempo ha alzato il PIL: con un +2,3% nel 2020 (stima FMI) e un’accelerazione all’8,1% quest’anno, la Cina si appresta a diventare una delle piazze più ricche e ferventi, dove crescono già anche i consumi e gli inserzionisti fanno a gara di investimenti per affermarsi in un mercato digitale da decine di miliardi di dollari (58 solo nell’ultimo Double 11). Un 2021 che inizia sotto i migliori auspici e che, proprio in questi giorni, è ufficialmente celebrato nella consueta e tradizionale ricorrenza del Capodanno Cinese: una festa nazionale che coinvolge 2 miliardi di persone e che nel 2019 ha generato un volume di acquisti da 149 miliardi di dollari. Proprio in occasione del Capodanno cinese vede la luce il Mini Program che Pavilion Italia rivolge al ramo Fashion & Luxury nostrano. La piattaforma è nata dall’accordo tra Agenzia ICE e Tencent, proprieta-

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rio di WeChat, con Digital Retex a curare l’ingresso dei brand italiani e raccontarne le peculiarità ai consumatori cinesi. “È un prestigioso trampolino per lanciare il proprio business al cospetto di un gigante dello shopping digitale – commenta Nicola Canzian, MD di Retex – Ciò al fianco di esperti dell’innovazione e della mediazione sul mercato orientale.” Con il lancio del marketplace gli utenti possono acquistare i prodotti, espressione dell’eccellenza Made in Italy, nelle sue categorie più rappresentative: moda, vino, cibo, accessori, cosmetica e design. L’esperienza di Kniit Milano fa da cartina tornasole del successo di questa formula: marchio emergente del pret-a-porter di lusso, con risultati oltre alle aspettative. Il brand, con l’aiuto di Digital Retex, ha costruito una proposta dedicata al proprio target di consumatori cinesi nel dettaglio: dalla mediazione culturale per l’assortimento prodotti al benchmark sul pricing.

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LISABETTA FRANCHI DEBUTTA A BRUXELLES

Elisabetta Franchi sbarca in Belgio attraverso l’apertura di un nuovo Flagship Store a Bruxelles, in Boulevard de Waterloo. Con un layout a due piani, la boutique si estende su una superficie di 210 metri quadrati, garantendo ai visitatori una full immersion nel mondo del brand. IL RIFUGIO IMMERSIVO DI MONCLER SU AVENUE DES CHAMPS-ÉLYSÉES - Moncler svela un connubio tra la raffinatezza parigina e il calore di uno chalet alpino nella nuova boutique di oltre mille metri quadrati progettata dallo studio francese Gilles & Boissier all’ombra dell’Arco di Trionfo. Lo store rappresenta il più grande spazio vendita di Moncler nel mondo, dotato di una serie di innovazioni tecnologiche che superano i limiti del retail tradizionale per offrire un’esperienza di acquisto integrata tra fisico e digitale. Sviluppata su due livelli, ospiterà al piano inferiore una programmazione culturale.

PER MESSIKA UNA NUOVA BOUTIQUE A NEW YORK CITY - Il brand di diamanti francese, dopo le inaugurazioni a Beijing, Hong Kong e Macau, è approdato a New York City. La boutique di 93 metri quadrati, situata nel quartiere di Hudson Yard, è stata progettata dalla fondatrice della maison, Valérie Messika.

ONITSUKA TIGER APRE IL SUO PRIMO FLAGSHIP STORE ITALIANO - Il brand giapponese fondato nel 1949 da Kihachiro Onitsuka ha inaugurato a Milano il suo primo flagship store italiano, uno spazio di oltre 220 metri quadrati in corso Como 3, con ingresso da piazza XXV Aprile. Denominato ‘Brand Theatre’, il negozio presenta un concept ideato dal direttore creativo del marchio Andrea Pompilio ed è composto da tre sale principali.

DOPPIETTA ROMANA PER UNDER ARMOUR - Il marchio sportivo made in Usa inaugura la sua seconda brand House romana. Quattrocento metri quadrati circa in via del Tritone 176.

RAY-BAN PORTA I SUOI OCCHIALI A FIRENZE - Ray-Ban ha aperto il suo primo store monomarca a Firenze, in un edificio storico dell’Ottocento in via Calzaiuoli 44-52R. All’interno del negozio di circa 120 metri quadrati, è stato inserito il Custom Lab, una novità che per la prima volta entra a far parte dello store concept, consentendo di personalizzare l’occhiale, mentre un tavolo espone l’intera gamma delle componenti disponibili.

VERSACE NELLA VILLE LUMIÈRE - Il nuovo flagship al 249 di rue Saint-Honoré si sviluppa su una superficie di 450 metri quadrati distribuiti su tre piani e presenta le collezioni ready-to-wear.

DAN JOHN INAUGURA IL DICIANNOVESIMO NEGOZIO A ROMA - Nuovo punto vendita di 90 metri quadrati a Roma per Dan John, azienda di moda maschile fondata da Daniele Raccah e Giovanni Della Rocca. L’opening in viale Marconi 45/47 porta a diciannove i negozi monomarca nella capitale, città natale del brand, in cui si trova anche l’headquarter.

YAMAMAY ALLA STAZIONE TERMINI - Nella stazione romana uno store Yamamay di 50 metri quadrati per underwear e beachwear uomo, donna e bambino/a.

MARLÙ GIOIELLI RIPARTE DAL CUORE DI FIRENZE - Marlù, il marchio del gioiello creato dalle sorelle Morena, Monica e Marta Fabbri, ha iniziato l’anno inaugurando un negozio monomarca di 40 metri quadrati a Firenze in via dei Calzaiuoli. L’apertura segue quelle avvenute lo scorso dicembre a Milano in via Torino, a Bari in via Argiro e a Bologna in via Indipendenza.

ECOALF SI REGALA UNO STORE A MADRID - Ecoalf festeggia i primi dieci anni di attività aprendo un flagship store di 350 metri quadrati a Madrid, all’interno di Santa Barbara Palace, e allargando la sua offerta di prodotti nelle categorie footwear, yoga, travel. A breve presenterà , inoltre, una furniture collection connotata dall’attenzione alla sostenibilità.

LOEWE ARRIVA IN RUE SAINT-HONORÉ A PARIGI - Loewe ha aperto una nuova boutique nella capitale francese. Situata nel 1° arrondissement, occupa 133 metri quadrati su due piani in uno storico palazzo di Rue Saint-Honoré. Come in tutti i negozi del brand, lo spazio è impreziosito da opere d’arte, d’artigianato e di design.

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CMP DEBUTTA IN GERMANIA E CRESCE IN FRANCIA - Cmp, il brand sportivo nato nel 2010 dal knowhow dell’azienda bassanese F.lli Campagnolo, aggiunge tre bandierine alla sua mappa di store in Europa. I nuovi spazi si collocano nelle località sciistiche di Avoriaz e Tignes, in Francia, e a Rottach Egern, una cittadina bavarese nei pressi del lago Tegernsee. Rispettivamente di 100, 120 e 140 metri quadrati, gli store sono progettati per offrire un’esperienza segmentata per tipologia di attività: dal trekking e hiking alla corsa in montagna, dallo sci allo sportswear, fino alle proposte di stile urban. BIKKEMBERGS AMPLIA IL RETAIL NEL MERCATO RUSSO - Il business di Bikkembergs in Russia, da sempre uno dei più floridi per il brand, si sviluppa dando vita a due nuovi store inaugurati grazie allo storico partner Vogue Dialogue. Il primo dei due store, aperto nella città di Krasnodar, si estende su una superfice di 120 metri quadrati, mentre il secondo store, inaugurato all’interno del Vegas Crocus City mall a Mosca, ha una superfice più estesa. All’interno delle due boutique saranno presenti le collezioni uomo, donna e bambino, oltre alla nuova categoria gioiello.

PER CANALI NUOVO FLAGSHIP STORE A SAN PIETROBURGO - Canali ha aperto, in collaborazione con Bronka Group, una nuova flagship boutique nel quartiere commerciale di San Pietroburgo, al 141 di Nevsky Prospekt. Due piani accolgono tutti e tre i segmenti della collezione Canali (1934, Exclusive e Black Edition), una linea di accessori e una stanza dedicata a servizi sartoriali personalizzati.

DAMIANI ACCELERA IN COREA - Damiani consolida la presenza in Corea del Sud con inaugurazioni e nuovi executives. La maison italiana di gioielleria ha, infatti, deciso di rafforzare il management nel Paese attraverso la nomina a direttore generale di Eunice Kim. Sviluppi che vanno di pari passo con le aperture a Hyundai Main, Shinsegae Daegu e Hyundai Pangyo. Il brand ha, infine, aperto una boutique in Lotte Main avenue a Seoul.

FABBRICATORINO ARRIVA A ROMA - A Roma, a due passi da via Cola di Rienzo, il marchio di occhialeria Fabbricatorino ha aperto uno spazio di 20 metri quadrati firmato Italia and Partners.

ADRIAN CHENG RIVELA K11 ART MALL II A WUHAN - Il gruppo K11 ha annunciato che il suo complesso commerciale di 247.000 metri quadrati a Wuhan, Wuhan K11 Art Mall II e Avenue 11, ha ufficialmente aperto le porte. Anche il K11 Art Mall I dovrebbe aprire nel 2021 e sarà adiacente al K11 Art Mall II. Inoltre, K11 sta espandendo attivamente la sua presenza nella Grande Cina e prevede di lanciare 38 progetti in dieci città entro il 2025.

AMERICAN VINTAGE NELLA GRANDE MELA - Il brand fondato da Michaël Azoulay ha debuttato nel quartiere di Soho, al 237 di Elizabeth Street, in uno spazio di 90 metri quadrati.

PER MSGM NUOVO MONOBRAND IN CINA - MSGM ha annunciato l’apertura di un nuovo monobrand all’interno del mall Hangzhou Kerry Center a Hangzhou ZheJiang, in Cina. La nuova boutique, situata al primo piano del mall, si estende su una superficie di circa 108 metri quadrati dedicati alle collezioni uomo, donna e accessori. Attualmente i monomarca MSGM sono 35 worldwide.

BUCCELLATI SI ESPANDE IN CINA - Buccellati ha aperto una nuova boutique di 65 metri quadrati a Chengdu IFS, il complesso urbano più internazionale della Cina occidentale.

PRIMARK, SETTE NEGOZI CON KLÉPIERRE - Primark ha concluso l’accordo con Klépierre, specializzato nel settore dei centri commerciali, per l’apertura di 7 negozi in Italia (Bologna, Napoli, Venezia e Torino) e in Francia (Saint-Etienne, Grenoble e Nantes). Il retailer conta già 11 store nel portfolio europeo di Klépierre, situati in Spagna, Portogallo, Germania e Francia.

STROILI SVELA LA BOUTIQUE MILANESE Stroili ha svelato il nuovo flagship store in corso Vercelli 24 a Milano, con un retail concept disegnato in esclusiva dallo studio italiano Thirtyone Design+Management. Il negozio, dotato di tre vetrine, si sviluppa su due livelli. Lo spazio vendita al piano terra si estende su 80 metri quadrati.

LAMPOO AL PRIMO STORE FISICO - Lampoo, e-commerce dedicato alla moda di lusso femminile second hand, ha inaugurato il suo primo store fisico a Milano, in via Ponte Vetero 9. Nella boutique si potranno acquistare borse, scarpe e accessori preloved, oltre che portare a valutare i propri capi per la vendita.

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giro poltrone MAURO SABATINI Furla

CHARLES DE VILMORIN Rochas Rochas ha affidato il timone creativo a Charles de Vilmorin. Lo stilista 24enne esordirà con la collezione primavera-estate 2022. Il creativo ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori lanciando la sua linea omonima nell’aprile dello scorso anno e apparendo come guest member dell’ultima settimana della couture parigina.

Mauro Sabatini è il nuovo CEO di Furla. Il manager è in Furla da 18 anni come partner industriale strategico, forte della sua esperienza nella supply chain come manager e come imprenditore con profonda conoscenza dei mercati internazionali. Sabatini succede ad Alberto Camerlengo.

GABRIELA HEARST Chloè Gabriela Hearst ha preso il posto di Natacha Ramsay-Levi nel ruolo di direttore creativo di Chloè. La designer uruguaiana dovrebbe svelare la sua prima collezione il prossimo marzo, per la stagione A/I 2021-22. Parallelamente all’impegno con il brand, Hearst si dedicherà al proprio marchio omonimo lanciato nel 2015.

XAVIER ROUGEAUX Valextra Xavier Rougeaux è il nuovo CEO di Valextra. Il manager prende il posto di Sara Ferrero, al comando del brand di pelletteria per 6 anni. Rougeaux ha guidato il luxury brand inglese di pelletteria Smythson. Precedentemente ha collaborato con marchi del calibro di Loro Piana e Sergio Rossi, oltre a ricoprire il ruolo di direttore commerciale e marketing di Valextra dal 2015 al 2016.

ROBERTA VIGANÒ Marcolin Group

RIKARD FROST Filippa K Il marchio di moda scandinavo fondato da Filippa Knutsson (e ora di proprietà di Novax) ha nominato Rikard Frost come nuovo CEO a partire da aprile. Fino a quel momento, Erik Björk rimarrà in carica ad interim. In precedenza, il manager ha ricoperto il ruolo di CCO da Alexander Wang a New York, e prima di allora, ha guidato la trasformazione digitale da Acne Studios per oltre un decennio.

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Marcolin Group ha nominato Roberta Viganò in qualità di marketing communication manager. A diretto riporto del marketing, communication & events director Matteo Blandi, Viganò avrà responsabilità sulle attività di comunicazione a livello globale dei marchi del gruppo.

HUGUES BONNETMASIMBERT Rimowa Giro di poltrone in casa Rimowa. Hugues Bonnet-Masimbert, in precedenza executive vice president, sales and client operations della maison tedesca di valigeria di proprietà di Lvmh dal 2016, ha assunto il ruolo di presidente e CEO. Succede ad Alexandre Arnault, che rimarrà presidente non esecutivo, e riporta a Patrice Wagner.

ANTONIO MARRARI Aw Lab Antonio Marrari è il nuovo head of marketing di Aw Lab. Succede a Domenico Romano con cui ha condiviso gli innovativi progetti del brand dal 2018 al 2020. Responsabile della comunicazione dal 2017, Marrari guiderà il dipartimento di Marketing dall’HQ di Limena (PD).

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NASCE PAMBIANCO HOTELLERIE

IL PRIMO MAGAZINE DEDICATO AI SETTORI DELL’OSPITALITÀ E DEL TURISMO BUSINESS E LEISURE

MAGAZINE Con un taglio unico e nuovo in Italia, Pambianco Hotellerie racconta e analizza i settori dell’ospitalità e del turismo business e leisure

NEWSLETTER La newsletter settimanale, pubblicata il mercoledì, aggiorna tempestivamente gli operatori del settore sui fatti principali della settimana

hotellerie@pambianco.com

SITO hotellerie.pambianconews.com è il portale verticale con notizie, approfondimenti, interviste, fotogallery e video


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Courtesy of Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

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STEPHAN BALKENHOL Eroi del quotidiano

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ersonaggi ordinari, vestiti in modo comune, interpretano da oltre trent’anni la commedia umana allestita da Stephan Balkenhol. L’artista tedesco li scolpisce nel legno, li sottrae alla compattezza esatta del reale e dona loro un’espressione neutrale ed enigmatica, che non svela sentimenti o passioni, ma sembra racchiuderne il mistero. A fare da contraltare all’inflessibilità espressiva dei soggetti è il fitto dialogo tra forma e materia, che immette nella sostanza fibrosa del legno l’inquietudine dello scalpello. Apparentemente cristallizzati nel tempo, i corpi intagliati e dipinti con tinte monocrome e intense non aspirano all’eroico, bensì restituiscono con sobria ironia la complessità dell’individuo contemporaneo. Nato a Fritzlar, in Germania, nel 1957, dopo aver studiato all’Accademia di Amburgo come allievo dello scultore minimalista tedesco Ulrich Rückriem, Balkenhol ha scoperto ben presto la sua predilezione per il legno e la sua vocazione a voler re-inventare la figura umana. Le sue opere si trovano oggi nelle collezioni di alcuni tra i più prestigiosi musei del mondo, come l’Hirschhorn Museum and Sculpture Garden di Washington, la Tate Gallery di Londra, il Museum für Moderne Kunst di Francoforte e la Nationalgalerie di Berlino. Sono, inoltre, state presentate all’interno di mostre personali in numerosi musei europei e americani, tra cui: Kunsthalle Emden (2018); Centro de Arte Contemporaneo a Malaga (2018); Moscow Museum of Modern Art (2016); Musée de Grenoble (2010); Deichtorhallen di Amburgo (2008-2009); Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano (2007) e Staatliche Kunsthalle Baden-Baden (2006). La Galleria Monica De Cardenas ha di recente ospitato una sua esposizione nella sede di Milano.

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MAGAZINE NUMERI, FATTI E PROTAGONISTI DELLA MODA E DEL LUSSO

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