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Poste Italiane - In caso di mancato recapito inviare al CMP di Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi ANNO I - N°4 SETTEMBRE - OTTOBRE 2021

TOUR OPERATOR

SIZE MATTERS

COVER BY ADRIAN KAY WONG

MAGAZINE

HOTELLERIE

INTERVISTA Vedani (Planetaria)

INCHIESTA Compagnie aeree si torna in pista

SCENARI Il lungo sonno del Mice

FENOMENI F&B va in esterna


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EDITORIALE

Il turismo italiano tra luci e ombre di David Pambianco

C’

è chi parla del 2023 e chi addirittura del 2024. Un pieno recupero per il turismo è molto più in là rispetto a quanto prospettato per altri comparti del made in Italy. Per la moda, per il beauty, per il design e anche per il wine, la strada è ormai tracciata, e se non si è arrivati ancora a compensare tutte le perdite del 2020, indubbiamente quest’anno si sta avvicinando ai ricavi del 2019. Manca poco, insomma, per vedere l’uscita dal tunnel. Discorso diverso invece per il turismo, settore massacrato dalle chiusure, dalle limitazioni e dal blocco, per tanti mesi, delle frontiere italiane, sia in entrata sia in uscita. Per quanto riguarda l’incoming, sono tornati tra agosto e settembre alcuni turisti stranieri, in particolare è stato molto apprezzato l’arrivo degli americani, ma si tratta di ingressi con il contagocce. Mancano i grandi flussi internazionali, e, senza di questi, il turismo italiano non riparte, in particolare quello del lusso, nel quale oltre il 70% è fatto da clientela straniera. Non aiuta il fatto che l’Italia abbia un deficit enorme nelle infrastrutture, addirittura ci stiamo avvicinando all’ennesimo rilancio della compagnia di bandiera, che è oramai quasi un vettore ‘regionale’ talmente piccola è la sua nuova dimensione. Ciò nonostante, e qui veniamo agli aspetti positivi, mai si erano visti tanti investimenti nell’hotellerie di lusso, anche in alcune remote destinazioni, come hanno fatto ad esempio Arsenale e la famiglia Malpignano a Maratea, città dove i trasporti, appunto, andrebbero potenziati. Gli investimenti sono così tanti, nel leisure in particolare, che si parla, tra addetti ai lavori, di un fenomeno molto ‘speciale’ che sta avvenendo nello Stivale, dai più definito come un nuovo ‘Rinascimento italiano’. Gli hotel sono in attesa del Pnnr e del Superbonus Alberghi all’80% per riqualificare gli asset e lo standard dei servizi. Sono pronti, insomma, a buttare il cuore oltre l’ostacolo e a continuare a investire. Ci sarà poi da lavorare sul piano tariffario, perché c’è una differenza ‘monstre’ tra i prezzi di una catena straniera in Italia e quelli di un albergo tricolore della stessa categoria. C’è molto terreno da recuperare, ma spesso accade che le industry che partono in ritardo, fanno poi uno scatto improvviso e veloce. E lo sprint del turismo potrebbe portare l’Italia nel podio delle mete più visitate al mondo.

Settembre/Ottobre 2021 PAMBIANCO HOTELLERIE 3


SOMMARIO 10

NEWS DALL’ITALIA

14

NEWS DAL MONDO

17

DOSSIER

Tour operator, size matters

18 Crollo dei bilanci a lungo raggio

22 Viaggi in cerca di grandi dimensioni

28

INTERVISTA

Vedani (Planetaria Hotels)

“È l’ospite il re”

32

INCHIESTA Si torna in pista con il leisure

36 SCENARI

Il lungo sonno del Mice

40

FENOMENI

F&B va in esterna

44

INTERVISTA

Mombelli (Domorental) “Arredo pay per use”

17 DOSSIER TOUR OPERATOR, SIZE MATTERS

Bilanci in picchiata nel 2020 secondo il ranking di Pambianco. La frammentazione delle aziende comporta l’uscita dai ‘giochi’ internazionali e per questo il settore deve avviare percorsi di consolidamento.

28

6 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

36

INTERVISTA/PLANETARIA

SCENARI

È L’OSPITE IL RE

IL LUNGO SONNO DEL MICE

L’AD Sofia Vedani racconta i segreti del suo modello di accoglienza e anche i progetti nel cassetto.

Dopo un anno e mezzo, la meeting industry riparte, complice il green pass. Ma bisogna superare i format ibridi.


SOMMARIO

46

TENDENZE

Hotel in città ‘smart’

66

ANTEPRIMA

Ttg, immersione nell’esperienza

68

ANTEPRIMA

Host scommette sulle sinergie

70

TENDENZE

Il vino gioca senza alcol

73

WHAT’S NEW?

Hotel a misura di fitness

In copertina

Adrian Kay Wong Particolare di “A light touch”, 2020 Olio e acrilico su tela Courtesy of Uprise Art, New York (www.upriseart.com) Cover story pag. 80

...ogni giorno sul web www.hotellerie.pambianconews.com

HOTELLERIENEWS OSSERVATORIO SUL MERCATO

I dati delle aziende dell’hospitality nelle notizie quotidiane sul sito 8 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

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ITALIA

RIVOLUZIONE ‘QUADRILATERO’ C’È ANCHE ROCCO FORTE HOUSE

I

l ‘quadrilatero’ milanese della moda è destinato a cambiare volto e a ospitare nuovi format di ricettività, che saranno non solo di lusso ma anche innovativi nel concetto stesso di ospitalità. Dopo l’annuncio dell’arrivo di Portrait Milano di Lungarno Collection, che costruirà una piazza di oltre 2.800 metri quadrati e una nuova via pedonale che collega Corso Venezia a Via Sant’Andrea, Rocco Forte Hotels ‘bissa’ il format Rocco Forte House, già aperto in Piazza di Spagna a Roma e ora approda a Milano. E lo fa in partnership con Generali Real Estate, che ha individuato in via Manzoni 46 l’edificio ideale per rispondere alle esigenze del brand. Si tratta di un format di raffinati appartamenti dedicati a professionisti o famiglie interessati a soggiorni medio-lunghi in città, in un contesto di alta qualità. Il palazzo milanese è stato scelto perché è strategicamente collocato all’angolo con via Spiga, crocevia internazionale della moda e del lusso , e sarà totalmente rinnovato su progetto di Asti Architetti e interni disegnati da Olga Polizzi, director of design di Rocco Forte Hotels, e il designer Paolo Moschino per Nicholas Haslam. Nel 2023, Rocco Forte Hotels inaugurerà anche The Carlton Hotel Milano in via della Spiga, portando così nel ‘quadrilatero’ la doppia esperienza possibile di visita e residenza. 10 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

MARRIOTT PORTA ‘W’ A FIRENZE Dopo il debutto a Roma, che è previsto per novembre 2021, il brand W Hotels di Marriott International farà il bis in Italia, e precisamente a Firenze. Il nuovo lifestyle hotel, che è l’esito di un accordo tra il colosso americano e Gruppo Majestic, verrà inaugurato nel 2023 nel cuore di Firenze, tra il Ponte Vecchio e il Duomo. W Florence conterà 120 stanze di cui 20 suite. In particolare, la versione secondo W della ‘presidential suite’ sarà la Extreme Wow Suite.

MANDARIN MILANO, MIGLIORE IN EUROPA La classifica dei migliori 100 alberghi al mondo redatta dalla testata Travel +Leisure premia, come primo hotel italiano e 15esimo nel ranking, il Mandarin Oriental di Milano, le cui 104 stanze sono disegnate dall’architetto Antonio Citterio. Il luxury hotel conquista anche la pole position dei primi 15 alberghi nelle città europee. Gli italiani del ranking sono The St. Regis Florence a Firenze, Park Hyatt a Milano e Villa San Michele, a Belmond Hotel a Firenze.

HNH, IL FATTURATO ‘MARE’ IN AGOSTO HA BATTUTO IL 2019 Il comparto mare di Hnh Hospitality, composto da Almar Jesolo Resort & Spa e Park Hotel Brasilia, ha superato al 31 agosto il fatturato della stagione 2019 del 18,5 per cento. Meglio delle attese anche le città d’arte, con gli indirizzi DoubleTree by Hilton e Indigo di Ihg: Verona, Roma, Trieste e Venezia hanno registrato per Hnh flussi di domanda sostenuti da mercati di corto e medio raggio. Viceversa, le destinazioni più legate al business travel, soffrono ancora, sebbene si intravedano dei segnali di ripresa nel segmento Mice.


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ITALIA

I PRIVATE EQUITY GUIDANO LE ACQUISIZIONI IMMOBILIARI DI ALBERGHI NEL 2021 La pandemia ha cambiato il profilo degli investitori interessati all’hotellerie in Italia. Se nel 2019, molti deal sono stati effettuati da ‘buyer’ core che effettuavano transazioni di hotel a reddito, nonché da player istituzionali, quest’anno fanno un balzo in avanti le operazioni dei private equity e in generale degli investitori value-add, che creano valore attraverso la riqualificazione dell’immobile. Lo rivela una ricerca EY, che evidenzia che nel primo semestre 2021 sono stati com-

pravenduti 23 alberghi per un valore di 530 milioni di euro, con un totale di 2.200 stanze e transazioni che mediamente si sono aggirate su dimensioni di 100 stanze. La ricerca mostra anche come i private equity e gli investitori value-add hanno guidato il 68% delle acquisizioni, in linea con quello che avveniva nel 2017, mentre nel 2020 la quota degli investimenti a reddito da parte dei player core era molto più alta e raggiungeva il 42 per cento.

KE FIRMA L’OUTDOOR DI FALKENSTEINER HOTEL KRONPLATZ

Pro g e t t a t o d a Ma t t e o Thun&Partners, il 5 stelle Falkensteiner Hotel Kronplatz a Riscone (Bz) ai piedi del Plan de Corones, ha scelto KE per realizzare la zona outdoor dell’area living del resort. Risultato: una struttura di copertura a vela, con l’utilizzo di tre vele ombreggianti KheopeSails, che ha trasformato l’outdoor in uno spazio conviviale di design, caratterizzato dalla leggerezza ispirata al mondo nautico. Il progetto, che ha creato una zona d’ombra elegante e compatibile con il design alpino, è stato svi-

luppato dall’UfficioPmo di KE, che si occupa di grandi studi nel mondo hospitality, con il supporto dell’architetto Fabio Lardera, responsabile della linea Sails di KE. Insieme hanno ideato un design etereo, con linee essenziali e utilizzo di materiali di origine nautica, come l’acciaio e i tessuti idrorepellenti, che non solo proteggono dal sole ma garantiscono un’ottima resistenza agli agenti atmosferici e all’usura. Le tre vele sono state installate nella zona antistante la hall, con lo scopo di creare un’area relax protetta per gli ospiti.

12 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

IHC, agosto da record che supera il 2019 Boom di presenze ad agosto per gli hotel di Italian Hospitality Collection, gruppo che, attraverso il fondo Star gestito da Castello Sgr, vanta cinque strutture: Grotta Giusti Thermal Spa Resort, Fonteverde e Bagni di Pisa in Toscana, Chia Laguna in Sardegna e Le Massif a Courmayeur in Valle d’Aosta. Marcello Cicalò, group director of Operations di IHC commenta: “Ad agosto abbiamo registrato una performance da record, con un’occupazione media vicina al 100%, grazie alla presenza di ospiti sia italiani che stranieri dai diversi mercati. Tutte le strutture hanno superato i risultati del 2019”.

Scalapay raccoglie 155 mln $ di equity funding Scalapay, start up che ha lanciato in Italia il ‘buy now pay later’ e che ha appena raccolto 155 milioni di dollari di equity funding arrivando a 203 milioni totali, fa rotta sul mondo travel, con l’intento di bissare il grande successo riscosso con la moda. Le prime adesioni sono arrivate dai tour operator Dlt Viaggi, Bianco Viaggi, Tramundi e Girls in Italy, da Traghetti Lines, Poggio Imperiale, Vivamod, Il Villaggio del Benessere, e altre realtà del turismo.

Inaugurato il polo Life Source a Bergamo Aperto recentemente, Life Source è polo ricettivo ‘trasversale’, che coniuga ospitalità con il Life Hotel, cultura del buon cibo grazie alla Life Source Food Experience declinata in tre ristoranti, e salute attraverso la MediSpa. “A Bergamo – spiega Arturo Lopez Spajani, AD di Life Source- qualcosa di simile non si era mai visto. In Life Source infatti abbiamo unito innovazione, sostenibilità, design all’avanguardia e prodotti made in Italy in un polo ricettivo di grande qualità”.


MONDO

BILL GATES PRENDE IL CONTROLLO DI FOUR SEASONS

THE THIN LINE COLLABORA CON IL GRUPPO HESPERIA The Thin Line, gruppo che conta sette store multibrand di alta gamma a Lanzarote, lancia il nuovo progetto The Thin Line Experience per far vivere ai propri clienti esperienze esclusive durante il loro soggiorno, come escursioni in yacht, in elicottero, noleggio di una supercar o prenotazioni in ristoranti prestigiosi. La prima collaborazione è quella con gli hotel 5 stelle del gruppo Hesperia Secret Lanzarote Resort&Spa e Dreams Lanzarote Playa Dorada.

U

na sorpresa nel mondo del turismo. In un momento di estrema difficoltà per il settore dei viaggi, lusso compreso, c’è chi investe fortemente nella ripresa del comparto. Bill Gates, che già deteneva il 47,5% del capitale di Four Seasons, aumenta la sua quota fino ad acquisire la maggioranza (71,25%) della catena di luxury hotel. La transazione avviene attraverso Cascade Investment, società di investimento del fondatore di Microsoft, che pagherà 2,2 miliardi di dollari per acquistare una quota dal principe saudita Alwaleed bin Talal, che, secondo quanto riporta La Repubblica, sta vendendo (attraverso la sua società di investimento Kingdom Holding) tutte le sue partecipazioni in hotel negli ultimi 10 anni. Il principe saudita rimane comunque nella compagine azionaria di Four Seasons, la cui proprietà è anche per il 5% del fondatore della catena alberghiera, il novantenne Isadore Sharp. Il closing dell’accordo dovrebbe essere a gennaio 2022, dopo le approvazioni normative e altre condizioni di chiusura. Portando lo sguardo all’Italia, la catena di lusso ha inaugurato la scorsa estate il nuovo look del Four Seasons Hotel Milano, esito della prima ‘tranche’ della ristrutturazione che porta la firma della designer e architetto Patricia Urquiola che ha rinnovato le aree comuni, il ristorante, il bar e il giardino.

14 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

AG GROUP SI ALLEA CON HYATT HOTELS Accordo di franchising tra AG Group, fondato e diretto da Andrea Girolami che gestisce gli alberghi AG Hotels, e il gruppo internazionale Hyatt Hotels. In seguito a questo accordo, il nuovo hotel lifestyle 5 stelle di AG Group a Firenze, Il Tornabuoni, entra a far parte della collezione The Unbound Collection by Hyatt, mentre l’hotel 4 stelle a Roma del gruppo alberghiero di proprietà italiana, The Tribune, diventa JdV by Hyatt.

Suite di Il Tornabuoni, Firenze

Hesperia Secret Lanzarote Resort&Spa

PARTNERSHIP TRA COMTE DE MONTAIGNE E GRITTI PALACE Comte de Montaigne ha realizzato un’iniziativa benefica in collaborazione con The Gritti Palace a favore dell’Associazione Caf, centro di aiuto ai minori e alla famiglia in crisi, durante la 78esima edizione del Festival del Cinema di Venezia. L’azienda francese di champagne ha messo all’asta una bottiglia Mathusalem di Brut Grand Réserve da sei litri, autografata dalle star del jet set internazionale, i cui proventi della vendita verranno devoluti a Caf. L’iniziativa consolida la partnership tra Comte de Montaigne e The Gritti Palace, luxury hotel nel cuore di Venezia, situato in un’antica residenza nobiliare.


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B E D D I N G

S O L U T I O N S


Foto tratta dalla banca immagini Alpitour World

dossier

Tour operator SIZE MATTERS BILANCI IN PICCHIATA PER GLI OPERATORI DELL’INTERMEDIAZIONE TURISTICA ITALIANA, CHE SCONTANO 18 MESI DI INTERDIZIONE AI VIAGGI . LA FRAMMENTAZIONE DELLE AZIENDE COMPORTA SPESSO L’USCITA DAI ‘GIOCHI’ SUL MERCATO INTERNAZIONALE. PER QUESTA RAGIONE, IL SETTORE DEVE AVVIARE UN PERCORSO DI CRESCITA VERSO FORME DI CONSOLIDAMENTO.


DOSSIER

Crollo dei BILANCI a lungo raggio di Vanna Assumma

IL RANKING ELABORATO DA PAMBIANCO SULLA BASE DEL FATTURATO DEI PRINCIPALI OPERATORI ITALIANI, DIMOSTRA CHE, NEL 2020, I TOUR OPERATOR SPECIALIZZATI NELL’EXTRA SCHENGEN SONO STATI I PIÙ PENALIZZATI.

18 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

I

l tour operating è tra i settori più ‘devastati’ dalla pandemia, più di altri comparti del turismo. Il motivo è che la maggior parte di queste imprese, che creano e vendono pacchetti turistici alle agenzie viaggi, vivono soprattutto di ‘lungo raggio’, cioè di spostamenti verso destinazioni oltreoceano, per i quali vigeva nel 2020 (e in parte ancora adesso) un divieto ai viaggi di piacere espresso dalle disposizioni ministeriali italiane, a cui si aggiunge la chiusura delle frontiere da parte di molti Paesi. Chi è votato all’extra Schengen, è stato sostanzialmente fermo da marzo 2020. Lo dimostra il ranking elaborato da Pambianco sulla base del fatturato dei principali operatori turistici italiani, di cui il 2019 è tratto dai bilanci depositati in Camera di Commercio mentre per il 2020 i dati sono stati raccolti da Pambianco direttamente dalle aziende. L’analisi dimostra che risultano più penalizzate le realtà che lavorano prevalentemente sull’outgoing come Quality Group, che perde il 90,2%, o Naar Tour Operator, che non risulta nella top ten ma è passata da un fatturato 2019 di 56,73 milioni


DOSSIER

FATTURATO DEI PRINCIPALI TOUR OPERATOR ITALIANI (mln €) Rank

Azienda

2020 Expected

2019

∆%

1

ALPITOUR (Fatturato Tour Operating)

460

1.362

-66,3

2

VERATOUR

N.d.

249

3

NICOLAUS TOUR

42

91

4

SETTEMARI

N.d.

99

5

IDEE PER VIAGGIARE ¹

30

50

-41,1

6

I GRANDI VIAGGI

29

62

-53,2

7

IMPERATORE TRAVEL WORLD

25

67

-62,7

8

FUTURA VACANZE

23

52

-54,8

9

QUALITY GROUP ²

17

173

-90,2

10

ALIDAYS

12

75

-83,9

-53,9

¹ Il bilancio d’esercizio di questo operatore va dal primo novembre al 31 ottobre dell’anno successivo ² Fatturato aggregato delle società che fanno parte del consorzio Fonte: Rielaborazione Pambianco su dati ufficiali per il 2019 e su dichiarazioni delle aziende per il 2020

di euro a 3,5 milioni di euro nel 2020, con una perdita del 93,8 per cento. Viceversa, chi si focalizza sul mercato Italia ha ‘contenuto’ la flessione, come Futura Vacanze che si è fermato a -54,8 per cento. Per questo operatore, infatti, il mercato domestico rappresentava nel 2019 il 94% del fatturato, di cui il 90% era generato dagli italiani e il 10% dal turismo estero. Discorso diverso invece va fatto per Idee per Viaggiare, che ha registrato il minor calo di fatturato nella top ten (-41,1%), ma il bilancio fiscale di questa azienda è conteggiato dal mese di novembre a quello di ottobre, quindi il fatturato 2020 comprende l’inverno 2019/20, stagione pre-Covid che ha performato molto bene. Anche il gruppo Nicolaus, che è specializzato in incoming in Puglia e in villaggistica in Italia, si è ‘salvato’, perdendo il 58 per cento. Aldilà della top ten, allargando lo sguardo all’insieme del comparto dell’intermediazione turistica italiana, Astoi Confindustria Viaggi ha dichiarato che, dall’inizio della pandemia, il turismo organizzato ha perso l’85% del fatturato. “Circa il 70% del mercato è specializzato in outgoing – conferma Pier Ezhaya, presidente dell’associazione dei tour operator italiani – mentre una percentuale che si aggira sul 20% è forte nella vendita dell’Italia agli italiani, e una parte minoritaria, circa il 10% fa incoming. Quest’ultima

Immagine promozionale delle Maldive, destinazione operata da idee per Viaggiare In apertura, foto tratta dalla banca immagini Alpitour World

Settembre/Ottobre 2021 PAMBIANCO HOTELLERIE 19


DOSSIER

In alto a sinistra, assistente Valtur che sfoglia il catalogo 2021; sopra, donne in kimono in Giappone, destinazione offerta da Idee per Viaggiare; sotto a sinistra, paesaggio scenografico di Zhangjiajie in Cina, all’interno dell’offerta Quality Group

però è polverizzata in piccoli operatori che si concentrano su regioni specifiche della Penisola”. Il mercato nel 2020 è calato anche per l’effetto del bonus vacanze, voucher emesso dal Governo che consente lo sconto sul soggiorno e una detrazione sul reddito, che l’anno scorso veniva fatturato solo dagli alberghi, mentre quest’anno il meccanismo ha riconosciuto anche il ruolo dell’intermediario. Questo fenomeno, nel 2020, ha inciso per circa il 10% del fatturato. STORIA DI ACQUISIZIONI Tornando alla top ten per fatturato, Alpitour svetta con numeri che battono di gran lunga i player successivi. Il gruppo, che ha chiuso il 2019 con un fatturato consolidato di 1,99 miliardi euro, a cui è corrisposto un 2020 pari a 746,7 milioni di euro (di cui 459,7 milioni per la divisione tour operating), ha una massa critica che è stata costruita a colpi di ‘merger’. Risale alla fine del 1900, l’acquisizione da parte di Alpitour di Francorosso, Viaggidea e Jumbo Tours, a cui è seguito il network Geo nel 2012. Pochi anni dopo, il gruppo italiano rileva Swantour, Press Tour e Sardegna.com, e nel 2017 Tamburi Investment Partners 20 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

entra nel capitale del tour operator. Seguono le recenti mega-operazioni, ovvero il deal con Eden Viaggi nel 2018 e nel 2021 la fusione per incorporazione di Eden Viaggi e Press & Swan in Alpitour. Si tratta di un leader trasversale, che è attivo non solo nel tour operating, ma anche nelle divisioni aviation, hotel management, incoming e travel agencies. Storie di crescita per acquisizione riguardano anche altre realtà del mercato come Nicolaus Tour Operator, che ha acquistato nel 2018 Valtur e nel 2020 I Viaggi del Turchese. Settemari è entrato nel 2017 a far parte del Gruppo Uvet e ha acquistato nel 2019 il tour operator Jump. La diversificazione in altre attività, in particolare l’hotel management, è una strada che stanno perseguendo in molti. Tornando a Nicolaus, il gruppo ha altre due anime oltre al tour operating, ovvero l’hotel management e il real estate. Di fatto, per tutti gli operatori, l’idea è quella di posizionarsi su tutta la filiera turistica, dalla gestione e proprietà alla commercializzazione delle strutture e delle destinazioni turistiche. Sfruttando, di conseguenza, le sinergie che si vengono a creare tra le varie attività.


DOSSIER

VIAGGI in cerca di grandi DIMENSIONI di Vanna Assumma

LA SPINTA ALLE ACQUISIZIONI NEL SETTORE DEL TOUR OPERATING È DETTATA DALLA NECESSITÀ DI COMPETERE CON I PLAYER INTERNAZIONALI. LA CRESCITA PASSA ANCHE DALLA DIGITALIZZAZIONE.

22 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

L’

imperativo è crescere. Nonostante il mercato viva ancora una situazione di non ‘normalità’ dettata dalla sequela di Dpcm in seguito all’emergenza sanitaria, i tour operator italiani avvertono la necessità di programmare la crescita, di non fermarsi a recuperare i danni subiti, ma di investire per il futuro. Le difficoltà attuali del settore, che hanno portato a una drastica riduzione dei fatturati, come si vede dall’articolo precedente, hanno però spinto gli operatori a una riflessione sulla propria attività. Ne è emerso che il mercato della ‘creazione dei viaggi’ mostra diverse fragilità e il modello va ripensato. A partire dal tema dimensionale. MERCATO FRAMMENTATO Il tema delle dimensioni è inderogabile per il settore, perché all’estero gli operatori sono colossi rispetto a quelli tricolori. “Sono pochi i player italiani in grado di competere all’estero – conferma Pier Ezhaya, presidente di Astoi – e infatti se pensiamo ai gruppi stranieri come Tui o alle grandi


DOSSIER

catene spagnole, gli italiani hanno decisamente una minore forza contrattuale. Per dirla con una metafora calcistica, non abbiamo molti player in grado di giocare la champions league”. Il presidente dell’associazione dei tour operator spiega che la carenza di gruppi di grandi dimensioni sta riducendo di fatto l’offerta internazionale. Il rischio quindi è la perdita di opportunità. Inoltre, il tema dimensionale è strettamente correlato alla capacità di fare investimenti: “C’è un’altra necessità – aggiunge – che è quella di finanziare la ricerca, cioè lo studio dei trend e delle esigenze delle nuove generazioni. Investire in consulenza e in ricerca comporta grandi risorse, e per questo torna in gioco il tema dimensionale. Purtroppo, sono poche le realtà italiane che monitorano, con profondità di analisi, i cambiamenti del mercato, e, di conseguenza, si tende a ripetere quello che si è sempre fatto. In questo modo, si fatica ad acquisire nuovi clienti e soprattutto la fascia dei viaggiatori sotto i 30 anni”. C’è un capolista che stacca tutti gli altri. È Alpitour. “Siamo l’unica azienda che non è di proprietà familiare - specifica Gabriele

Burgio, presidente e CEO del gruppo - e infatti abbiamo azionisti professionali. Questo comporta opportunità di crescita maggiori e la possibilità di confrontarsi con operatori e fornitori di alberghi stranieri di dimensioni superiori alle nostre. Per dare un’idea - conclude Burgio - abbiamo raddoppiato il fatturato in 9 anni passando da 900 milioni di euro a 2,4 miliardi nel 2019, moltiplicando per 7 gli utili”. Si tratta però di un gruppo che troneggia praticamente solo sul mercato, e la necessità di consolidamento rimane imprescindibile per molti operatori del settore. “I mediopiccoli sono destinati a scomparire – sottolinea Stefano Brunetti, AD di Futura Vacanze – e si andrà verso raggruppamenti per competere con i gruppi internazionali, che hanno dimensioni molto più grandi delle nostre. Noi, ad esempio, stiamo valutando acquisizioni di tour operator specializzati in prodotti diversi dal nostro, ad esempio sul medio raggio e sui pacchetti tailor made”. Bonetti ritiene che il mercato dell’intermediazione turistica debba puntare a un prodotto non generalista, brandizzato, e magari in esclusiva. Pensa quindi ad alleanze

Equipe animazione del villaggio Future Club di Futura Vacanze In apertura, foto tratta dalla banca immagini Alpitour World

Settembre/Ottobre 2021 PAMBIANCO HOTELLERIE 23


DOSSIER

con gestori di qualità o alla gestione diretta delle strutture ricettive da parte dei tour operator. Fenomeno che comporta ingenti investimenti. La realtà è che le aziende del settore sono poco capitalizzate, come sottolinea Roberto Pagliara, presidente del Gruppo Nicolaus: “Il mercato è debole in questo momento, non solo per la contingenza sfavorevole legata alle restrizioni agli spostamenti, bensì per il modello, che va ripensato. La pandemia ha mostrato la fragilità del comparto, le aziende sono poco strutturate e poco digitalizzate. Noi abbiamo redatto un piano industriale che ci proietta al 2026 con una crescita importante”. Il gruppo, che dispone del brand Nicolaus Club, Valtur, I Viaggi del Turchese e Raro World/Raro Villas, segue diversi driver per lo sviluppo. Da una parte, il piano prevede il posizionamento dei lifestyle hotel Valtur in una fascia medio-alta, anche come destinazione, quindi l’obiettivo è un upgrading verso il lusso accessibile. Dall’altra, si punta all’aumento delle strutture e della gestione diretta: “Attualmente abbiamo 40 realtà ricettive – continua Pagliara – e l’obiettivo 2026 è di arrivare al raddoppio, a controllare cioè 80 strutture. Puntiamo anche

a crescere nella gestione dei villaggi. Oggi abbiamo quattro Nicolaus Club che gestiamo direttamente e vogliamo acquisire altri villaggi Valtur per arrivare al 2026 con una ventina di strutture a nostra gestione”. GO DIGITAL Un altro driver per la crescita di questi player del turismo organizzato è la digitalizzazione. “Stiamo lavorando su tre direttrici – illustra Marco Peci, direttore commerciale di Quality Group - e una di queste è lo sviluppo del sistema informatico b2b e del nostro ecosistema digitale. In secondo luogo, spingiamo sulla forte digitalizzazione del reparto marketing sia a livello di competenze sia a livello di contenuti. Infine vogliamo sviluppare l’innovazione di prodotto, sempre più di qualità e declinato su un pubblico che ha attitudini diverse rispetto al passato. Proponiamo infatti offerte segmentate per raggiungere target differenti. Stiamo sviluppando, ad esempio, un nuovo processo di condivisione con l’utente delle varie fasi di costruzione del viaggio”. Che il tour operator non possa più continuare a fare business in

Immagine ripresa dall’alto di Valtur Calabria Otium Resort del Gruppo Nicolaus

24 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021


DOSSIER

Sopra, team del tour operator Imperatore Travel World; a destra, immagine dell’Islanda, destinazione programmata da Quality Group

modo tradizionale lo sostiene anche Luigi Polito, founder & owner di Imperatore Travel World: “L’operatore tradizionale sviluppa le vendite attraverso lo strumento cartaceo distribuito alle agenzie. Noi abbiamo avviato un processo di digitalizzazione perché la clientela è sempre online e vuole informazioni in tempo reale sulla disponibilità del volo e della camera. Va anche detto che un video offre un percepito del prodotto molto più realistico di una foto statica su un catalogo”. Imperatore Travel sta costruendo una piattaforma per implementare un sistema turistico integrato con l’obiettivo di offrire al trade quello di cui il cliente ha bisogno, ovvero voli di linea, charter, low cost, aliscafi, treni, trasporti locali, hotel, servizi extra alberghieri. “Questa piattaforma – aggiunge Polito – permette di prenotare con la migliore tariffa in tempo reale. Il sito è già attivo, è stata superata la fase di test ma attualmente sono in corso le fasi di sviluppo e di perfezionamento. Prevediamo di completare tutto per gennaio del prossimo anno”. Alpitour invece ha investito 20 milioni di euro nel progetto Innova, improntato su semplificazione e tecnologia, per ridisegnare i flussi interni ed esterni, le infrastrutture, le applicazioni, e i touchpoint b2b e b2c. Nicolaus punta a un modello di tour operating ad alta componente tecnologica: “Pensiamo a un modello di ‘pacchettizzazione’ moderna

e digitale, con maggiore flessibilità – spiega Pagliara – e arriveremo quindi a una maggiore automazione con pacchetti costruiti in modo dinamico. Con un solo ‘click’ l’agenzia potrà definire un pacchetto, che sarà anche flessibile. Questo comporta un notevole risparmio di tempo per l’agenzia e anche un alleggerimento di responsabilità, che saranno a carico del tour operator”. E QUEST’ANNO? Rimanendo in un arco temporale più ristretto, le previsioni per il 2021 sono ancora penalizzate dalle restrizioni ai viaggi, ma i segnali di un cambio di passo sono arrivati. “I primi sei mesi dell’anno – racconta Peci – hanno portato a un calo medio del fatturato dei tour operator italiani attorno all’85 per cento. I due mesi estivi hanno dato carburante al motore, ma solo in modo marginale. Di fatto, siamo rimasti fermi al primo semestre 2020. La seconda parte dell’anno avrà una lieve crescita che non sarà importante dal punto di vista del fatturato, anche perché i corridoi turistici sono un ottimo segnale ma non risolutivo in termini di volumi. Piuttosto, le decisioni del Governo potrebbero segnare un cambio di passo, per arrivare a equiparare l’Italia al resto d’Europa e togliere l’interdizione al turismo extra Schengen”. L’anno scorso e nella prima metà del 2021, Settembre/Ottobre 2021 PAMBIANCO HOTELLERIE 25


DOSSIER

Immagine del Monte Fuji in Giappone, all’interno del catalogo Naar Tour Operator

ha sofferto di più chi è specializzato in lungo raggio, come Naar Tour Operator: “Per noi le mete più vicine sono gli Emirati Arabi – osserva il direttore commerciale Maurizio Casabianca – perché costruiamo viaggi a lungo raggio tailor made. Voglio ricordare che fino al 2019 procedevamo con una crescita del 10% anno su anno. Nell’ultimo anno pre-Covid, gli Stati Uniti erano la prima destinazione per i viaggiatori ‘tricolori’, con un milione di italiani che si sono recati nel Paese a stelle e strisce, mentre la Thailandia ha fatto poco più di un quarto dei volumi, con circa 250mila italiani l’anno. Praticamente, da marzo 2020 fino all’estate 2021 non siamo stati in grado di far ripartire nessuno in seguito alle normative italiane che hanno frenato i viaggi di piacere”. Discorso diverso per chi è specializzato sul prodotto Italia, come Futura Vacanze, per il quale il mercato domestico rappresentava nel 2019 il 94% del fatturato. “Nel 2020 abbiamo contenuto il calo rispetto ad altri - sottolinea Brunetti grazie a una politica di riduzione dei costi e a una maggiore marginalità che siamo riusciti a ottenere. Quest’anno prevediamo di chiudere il bilancio con ricavi tra 15% e 20% in meno rispetto al 2019 e puntiamo di arrivare a un 26 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

fatturato di 45 milioni di euro. Il motivo è che l’estate quest’anno è durata di più: mentre nel 2020 il turismo era iniziato a fine giugno, nel 2021 già a metà giugno ci sono stati spostamenti e contiamo di recuperare altre due settimane in coda”. Oltre all’allungamento del periodo, l’AD di Futura Vacanze spiega che l’aumento di fatturato nel 2021 è legato anche all’ampliamento del perimetro dei villaggi, nonché a un’occupazione maggiore degli stessi. “Il ricavo medio è superiore – aggiunge il manager – perché il cliente ha speso di più rispetto all’anno scorso, in media il 15% in più per acquistare un pacchetto turistico. Il nostro obiettivo – conclude - è crescere di più sulla villaggistica. Attualmente abbiamo 4 villaggi a gestione diretta (e 18 con gestori terzi) e vogliamo arrivare nell’arco di 5 anni ad avere una ventina di strutture gestite da noi, equiparando il fatturato del tour operating”. Imperatore Travel prevede quest’anno un aumento di fatturato tra +35% e +40% rispetto al 2020: “Ho notato anche una maggiore richiesta di sostenibilità – osserva Polito – soprattutto nella fascia 18-30 anni. Cercano strutture che abbiano intrapreso una strada etica e noi stiamo preparando un prodotto che può soddisfare questa esigenza”.


INTERVISTA INTERVISTA A SOFIA VEDANI, PLANETARIA HOTELS

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INTERVISTA

QUANDO L’OSPITE ENTRA IN HOTEL CONSEGNA TUTTO SÉ STESSO. LO SOSTIENE L’AD DI PLANETARIA, SOFIA VEDANI, CHE RACCONTA I SEGRETI DEL SUO MODELLO DI ACCOGLIENZA. E ANCHE I PROGETTI NEL CASSETTO.

È L’OSPITE IL RE di Stefano Bonini

P

lanetaria Hotels è una della più importanti realtà dell’industria alberghiera nazionale: 11 strutture ricettive, oltre 700 camere, 350 dipendenti e un fatturato consolidato di circa 36 milioni di euro pre-Covid. E al suo vertice c’è Sofia Gioia Vedani. Architetto con la sfrenata passione per l’ospitalità e l’accoglienza è l’amministratrice delegata di una compagnia con quasi trent’anni di storia, che si caratterizza per la spiccata personalità dei suoi alberghi, tutti diversi tra loro ma tutti allineati sulla qualità dell’accoglienza, il rispetto originario dei luoghi in cui opera, l’attenzione all’ospite e la cura maniacale del dettaglio che fa la differenza. E qui il tocco dell’architetto Vedani è visibile e tangibile. Partiamo dal vostro concept, Be As You Are. Cosa rappresenta? “Per noi Be As You Are è il fil rouge attorno al quale abbiamo costruito il nostro modello ospitale, fatto di una spiccata attenzione all’io dei nostri ospiti. È un invito a chi sceglie le nostre strutture ad essere sempre sé stesso, a mantenere la propria identità, a valorizzare le diversità e sentirsi liberi di esprimersi anche in hotel. Questo motto è il vero elemento della brand identity Planetaria, che d’altra parte non ha mai puntato su standardizzazione e omologazione delle proprie strutture. Piuttosto ha sempre

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INTERVISTA

Group per la gestione dell’Indigo Milan, la nostra prima esperienza con un albergo solo in gestione, cominciata tra l’altro nel gennaio 2020 appena prima dell’avvento della pandemia. La scelta di questo brand è stata fatta con grande attenzione e portata a termine nella massima condivisione interna, perché rappresenta il completamento della nostra offerta upper upscale e luxury su Milano combinandosi perfettamente con Château Monfort. Si tratta infatti di due boutique hotel con peculiarità e caratteristiche ben chiare e distintive. Le collaborazioni, più recente quella con IHG più consolidata quella con Relais & Châteaux cui il Monfort è affiliato, rappresentano per noi un training importantissimo per comprendere come fare al meglio ospitalità ad altissimo livello, uniformando alcune modalità di accoglienza e alcuni processi di servizio per cui il lusso non è mai ostentato, l’ospitalità è sussurrata e la personalizzazione della customer experience è centrale. Con Indigo e Intercontinental poi il rapporto instaurato è di una tale soddisfazione reciproca, che potrebbero esserci ulteriori sviluppi e nuove collaborazioni nel futuro prossimo.

Dall’alto, lobby dell’Hotel Pulitzer a Roma; piscina di Ville sull’Arno a Firenze In apertura, Sofia Vedani

creduto nella valorizzazione del genius loci di ciascuna location al fine di creare alberghi e maison dalla spiccata personalità”. Come si concilia questa filosofia con l’accordo con IHG, firmato appena prima della pandemia? L’approccio di valorizzazione della diversità lo abbiamo mantenuto anche nella definizione dell’accordo con Intercontinental Hotel 30 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

E questa estate, com’è andata? È sotto gli occhi di tutti come la stagione estiva sia stata un successo, soprattutto per le destinazioni di vacanza, balneari e montane. La voglia di muoversi delle persone si è riaffermata ed è evidente che a livello di turismo leisure siamo di fronte ad un ritorno alla quasi normalità. Per noi si tratta di segnali importanti visto che il nostro gruppo si è sviluppato in modo peculiare nelle grandi città, in contesti business. Adesso invece guardiamo anche noi con estrema attenzione alle opportunità che il mercato ci sta offrendo in location di tipo leisure. E le eccellenti performance dei nostri urban resort ci spingono verso queste riflessioni. A proposito di ampliamenti e sviluppi, cosa dobbiamo aspettarci? La compagnia ha sempre operato con grande cautela sul mercato alberghiero ma con visioni di lungo periodo, come nel caso delle acquisizioni di Genova. Sul mio tavolo ho sempre numerosi dossier ed opportunità di sviluppo immobiliari e gestionali, ma quando analizzo queste situazioni insieme ai


INTERVISTA

lo human touch che consente di fare anche investimenti molto più mirati ed ottimizzati nelle varie strutture.

Sopra, lobby di Residenza delle Città, Milano; sotto a sinistra, dehor di Leon’s Place Hotel a Roma, e, a destra, Naked Room, Milan Suite Hotel, Milano

miei collaboratori non mi bastano i numeri. Devo sentire qualcosa di speciale: l’anima e la personalità del luogo, le possibilità che la location offre a livello di implementazione di comfort, stile e servizio. Non è nel Dna di Planetaria gestire grandi strutture da centinaia di camere, magari in impersonali contesti aeroportuali. Ogni nostro hotel deve certamente produrre numeri, ma anche rappresentare appieno il nostro stile ospitale, in maniera coerente con il nostro slogan: Be As You Are. Una filosofia che si manifesta con un’accoglienza calorosa, informale e familiare che punta a fidelizzare la clientela. E questo riusciamo a farlo grazie alla sintonia che c’è con e tra tutti i nostri collaboratori, il vero valore aggiunto della nostra offerta ricettiva. Sono le coccole che aumentano il fatturato. È l’intangibile che crea valore aggiunto, è

Quali sono quindi gli elementi distintivi dello stile Planetaria? Il piacere del bello, del pezzo unico, il desiderio di innovazione sono vezzi che abbiamo da anni, che consolidano l’idea e l’identità di un’azienda che fa del design e dell’innovazione appunto un proprio tratto caratteristico a livello di prodotto. Al pari del servizio, motivo per cui al centro di vari ragionamenti e progetti c’è sempre la formazione del personale di Planetaria, vero ambassador del modo di accogliere e fare ospitalità della compagnia. Per questo motivo durante le chiusure dovute al Covid, in Planetaria non si è mai smesso di investire sullo staff offrendo a tutti i collaboratori numerose opportunità di formazione e di aggiornamento cercando di motivarli, farli crescere, coinvolgerli e tenerli agganciati emotivamente alla squadra e alla filosofia che la permea. Una filosofia quella di Planetaria segnata dunque dalla condivisione di obiettivi, strategie e principi, arricchita da particolari ricercati ed elementi dinamici e personali, fatti di semplicità e spontaneità. Qui la standardizzazione della customer experience è un concetto superato dall’evidente desiderio dell’ospite di avere un’offerta il più personalizzata possibile. Il software conta forse più dell’hardware perché al centro c’è il Be As You Are. Tra empatia ed autenticità ecco il Planetaria state of mind.

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SI TORNA IN PISTA con il leisure di Andrea Guolo

IL TURISMO DI PIACERE TRAINA LA RIPARTENZA DEI VOLI VERSO L’ITALIA E LE PRINCIPALI COMPAGNIE AEREE INTERNAZIONALI HANNO RIPRESO LA ROTTA PER IL BELPAESE. PREVISIONI FAVOREVOLI PER L’AUTUNNO. PIÙ CHE SULLO SCONTO, SI PUNTA SULLA FLESSIBILITÀ NELLE PRENOTAZIONI.

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S

arà un autunno intenso per il rilancio del traffico aereo verso l’Italia. Le principali compagnie hanno progressivamente riaperto le rotte e le prenotazioni dei voli sono in aumento, grazie anche alle politiche promozionali attuate per far ritornare i clienti a bordo. Più che gli sconti, a tener banco è la flessibilità offerta ai viaggiatori come incentivo per anticipare le prenotazioni, passo necessario per riavviare anche i flussi di cassa. Il ritorno alla normalità non avverrà in tempi brevi, ma la strada è ormai segnata. RECUPERO AVVIATO Lufthansa ha realizzato un percorso di recupero della sua attività partendo dal raggiungimento del 30% dei livelli precrisi a giugno, per raggiungere circa il 45% a luglio e circa il 55% ad agosto. “Questo trend positivo supporta la previsione


INCHIESTA

del gruppo per il 2021 di operare circa al 40% dei livelli di capacità del 2019” racconta Gabriella Galantis, senior director sales per l’area Southern Europe di Lufthansa Group Airlines. Aggiungendo che: “Con l’accelerazione del lancio dei programmi di vaccinazione e con il progressivo allentamento delle restrizioni ai viaggi a livello globale, le prenotazioni delle compagnie aeree del gruppo sono aumentate in modo significativo negli ultimi mesi. Rispetto ai livelli medi settimanali di marzo e aprile 2021, a maggio e inizio giugno sono più che raddoppiate”. Durante l’estate, la compagnia tedesca operava verso l’80% delle destinazioni raggiunte in fase pre-pandemica e, per quanto riguarda l’Italia, copriva 22 aeroporti in 21 città italiane. A inizio luglio sono ripresi i servizi da Francoforte per Genova, Lamezia Terme, Pisa e Trieste, oltre a quello tra Monaco e Ancona. Si aggiungono i nuovi voli da Monaco a Forlì e Cuneo, gestiti tramite la controllata Air Dolomiti e inaugurati a fine giugno. Previsioni? “La quota dei futuri viaggi d’affari sarà inferiore rispetto a prima della pandemia, quindi vediamo più potenziale nei viaggi di piacere. Quest’estate abbiamo offerto più destinazioni per il tempo libero che mai e abbiamo anche introdotto una nuovissima compagnia aerea, Eurowing Discover che servirà destinazioni per il tempo libero e si concentrerà su questo segmento” precisa Galantis. Una timeline accelerata contraddistingue Air France-Klm. “Per l’estate di quest’anno, a livello globale, abbiamo operato al 65% della nostra capacità rispetto al 2019 arrivando a servire l’85% delle destinazioni” dichiara Lucia Impiccini, direttore marketing per l’Italia. “Air France, ad esempio, ha servito ben 200 destinazioni durante la stagione estiva. In Italia, grazie anche al buon andamento della campagna vaccinale, abbiamo più dell’80% della capacità tradizionalmente offerta”. Tra le ultime rotte stagionali inaugurate compaiono Pisa-Parigi Charles de Gaulle, Verona-Amsterdam, Bari-Parigi Orly e Catania-Marsiglia che si aggiungono al network invernale di Air France e Klm. “La ripresa del segmento leisure mostra segni incoraggianti mentre per il segmento business ci vorrà più tempo. Le prenotazioni per la stagione autunnale sono positive con un +15% rispetto allo scorso anno”. A luglio, inoltre,

Dall’alto, assistenza a terra da parte di Air France e, in basso, di Emirates In apertura, il personale di volo di Eurowings

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INCHIESTA

è stata lanciata una campagna promozionale da dieci città italiane per Parigi con tariffe a 39 euro per la sola andata oppure a 78 euro per andata e ritorno, tasse e supplementi inclusi. “A settembre abbiamo lanciato tariffe promozionali sia con Air France che con Klm per più di 50 destinazioni in tutto il mondo” aggiunge Impiccini. E fino al 22 marzo 2022, tutti i clienti possono modificare gratuitamente la loro prenotazione o richiedere un buono di credito rimborsabile. “La parola d’ordine per l’era post-covid è flessibilità, sia commerciale che operativa. Sul lato operativo, mentre in passato programmavamo le destinazioni e il numero di voli a ridosso della stagione invernale e di quella estiva, ora monitoriamo la situazione ogni due settimane ed adattiamo il network in base alla situazione contingente. Questo ci porta ad essere più flessibili e ad attivare nuove destinazioni più velocemente rispetto al passato” conclude. SULLE ROTTE INTERNAZIONALI Questa estate, i voli extra Schengen sono stati i più penalizzati in seguito alle restrizioni agli spostamenti per turismo. Gli americani in particolare hanno disertato la Penisola, ma sono riapparsi, a sorpresa, a Milano durante la scorsa Design Week. Le compagnie aeree, quindi, hanno ripreso a ruggire. Già alla fine di marzo, American Airlines aveva ripreso i collegamenti

Da sinistra, intrattenimento a bordo in Air France e il banco informazioni di American Airlines

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passeggeri tra gli Stati Uniti e l’Italia. “Qualche settimana dopo questo annuncio, abbiamo introdotto tariffe promozionali per volare dagli Stati Uniti verso l’Italia nel corso della stagione estiva. La promozione si è svolta tra il 26 maggio e il 9 giugno” spiega Cristián Lizana, regional director Europe sales della compagnia statunitense, che nel frattempo aveva lanciato un’altra promozione (dal 7 al 14 luglio) per volare da tutti gli Stati Uniti verso l’Unione Europea e il Regno Unito, valida per tutte le date fino a febbraio 2022. La domanda appare in forte ripresa: “American prevede un riempimento di oltre il 90% della sua capacità di posti domestica rispetto all’autunno 2019 (settembre-novembre) e dell’80% della sua capacità di posti sulle rotte internazionali rispetto all’autunno 2019.”. Il tutto è legato a un network internazionale che comprende voli tra Stati Uniti ed Europa, Regno Unito, Asia Pacifica, America Latina e Caraibi. Rispetto al periodo pre-pandemico, la vera differenza è legata agli aspetti della salute e della sicurezza, con particolari investimenti sulle procedure di pulizia e sulla semplificazione dei check-in in aeroporto. “Abbiamo introdotto VeriFly, un passaporto sanitario digitale che consente ai passeggeri di confermare facilmente i test e i requisiti di viaggio relativi al Covid-19 ed è ora disponibile per i passeggeri che viaggiano su voli operati da American e British Airways,


INCHIESTA

Singapore Airlines ha riaperto a giugno la rotta su Roma Fiumicino

così come Aer Lingus, Alaska, Iberia, Japan e Qantas. In aeroporto, American ha introdotto per i passeggeri una nuova esperienza di checkin touchless, permettendo loro di raggiungere il gate senza toccare lo schermo del chiosco, anche se stanno imbarcando una valigia” precisa Lìzana. A partire dal 1° luglio, quando sono ripresi i voli da Venezia, Emirates ha completamente ripristinato il suo network italiano. “Oggi operiamo dunque da tutti i nostri quattro gateway in Italia, ovvero Milano, scalo da dove lo scorso 1° giugno è stata riattivata anche la rotta Milano-New York, Bologna, Venezia e Roma” commenta Flavio Ghiringhelli, country manager per l’Italia della compagnia di Dubai. E da Roma è stato anche ripristinato il servizio con l’A380, il gigante dei cieli ‘simbolo’ di Emirates. “Si tratta di segnali incoraggianti e siamo fiduciosi che in prossimo futuro, anche per l’avvicinarsi di Expo2020, le frequenze possano essere aumentate” aggiunge Ghiringhelli. Le aspettative a fine anno sono alte, anche in occasione dell’esposizione internazionale che prenderà il via a Dubai il 1° ottobre e per la quale sono previste venti milioni di presenze. A prescindere da Expo2020, il country manager Italia è fiducioso: “Sappiamo che la domanda di viaggi c’è, e le persone stanno solo aspettando che le restrizioni vengano allentate. È lecito aspettarsi una stagione più intensa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Per accompagnare la ripartenza, Emirates intende essere particolarmente flessibile. “In

un momento storico di grande complessità e incertezza come questo, è fondamentale offrire assistenza rapida e soluzioni di viaggio facilmente adattabili. Stiamo attuando generose policy di prenotazione e assistiamo i clienti nella raccolta di miglia e punti membership. Innovativa nel panorama delle compagnie aeree è la nostra assicurazione multi-rischio per le spese mediche da Covid-19, totalmente gratuita”. Nel frattempo, sono stati riattivati alcuni dei servizi che caratterizzano l’offerta della compagnia emiratina, come la Lounge Emirates all’Aeroporto di Malpensa e il servizio di Chauffeur Drive, dedicati ai clienti premium. Intanto Singapore Airlines ha accelerato i suoi piani in estate. “Abbiamo ripreso a volare da Malpensa già lo scorso agosto con un volo a settimana e nel mese di gennaio di quest’anno abbiamo aumentato a tre il numero di voli settimanali. I voli da Fiumicino sono invece ripresi a partire dal 17 luglio con tre voli settimanali via Copenaghen” racconta Dale Woodhouse, general manager Italia della compagnia asiatica, aggiungendo che: “Il ripristino dei voli da Roma rappresenta un ulteriore passo verso il nostro obiettivo di tornare al più presto alle frequenze pre-Covid, ma questo dipenderà dalla riapertura delle frontiere e dall’aumento della domanda”. Promozioni speciali? “Proponiamo anche tariffe promozionali per le prenotazioni effettuate con largo anticipo. Inoltre, le nostre tariffe sulla nuova tratta da Fiumicino a Copenaghen sono tra le più competitive sul mercato”. Settembre/Ottobre 2021 PAMBIANCO HOTELLERIE 35


SCENARI

DOPO UN ANNO E MEZZO DI CHIUSURE QUASI TOTALI, LA MEETING INDUSTRY PROVA A RIPARTIRE. IL GREEN PASS È LA CHIAVE, MA BISOGNA ANDARE OLTRE IL FORMAT DEGLI EVENTI IBRIDI.

IL LUNGO SONNO DEL MICE di Davide Deponti

D

evastante. Lo spiega un recente studio dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-Oice, secondo il quale, nel 2020, le location per eventi hanno accusato un calo di fatturato del 79%. Un dato che posiziona le imprese del mondo Mice - ovvero alberghi business, centri congressi, hub fieristici e le altre tipologie di sedi per eventi - come le più danneggiate tra quelle della filiera del turismo. E se il crollo del fatturato è la più evidente conseguenza della drastica riduzione delle attività che ha colpito il settore meeting, uno studio promosso da Federcongressi&eventi, associazione nazionale che rappresenta la filiera, e realizzato da Aseri-Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, mette in luce un’altra lunga serie di indicatori accomunati tutti dal segno meno. Secondo la ricerca (che dal 2014 monitora gli eventi e i congressi realizzati in Italia), nel 2020 si sono svolti 69.880 eventi in presenza, con un drammatico -83,8% rispetto al 2019. Negativi anche il numero delle presenze e delle giornate di attività delle sedi: le presenze sono infatti state 5.847.330 (-86,5%) e le giornate di attività al netto di allestimenti e disallestimenti sono state 95.020 (-84,5%), pari a 24,8

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SCENARI

giorni medi netti di durata degli eventi per sede attiva; quasi il 30% delle sedi non ha ospitato alcun evento. La pandemia insomma si è accanita contro un settore che invece è sempre stato importante per l’economia italiana e per il mondo alberghiero in particolare. Lo stop a congressi ed eventi ha causato perdite di fatturato pari a 4/5 del totale, per un comparto che, prima della pandemia, generava un indotto di 65,5 miliardi di euro e un impatto sul Pil di 36,2 miliardi all’anno. “Un ulteriore fermo metterebbe in ginocchio aziende e oltre 570mila addetti - dice Alessandra Albarelli, presidente Federcongressi&eventi - causando una crisi senza ritorno: ma come possiamo ripartire? Purtroppo l’industria dei congressi e degli eventi avrà bisogno ancora di un lungo periodo per tornare a regime, con forti campagne di promozione della destinazione Italia nei mercati internazionali e di incentivazione nei confronti delle imprese. I positivi risultati ottenuti dal settore Mice in questo 2021, grazie alla campagna vaccinale e all’adozione del green pass obbligatorio per partecipare a eventi, fiere e congressi, sono importanti ma non bastano. Anzi sono elementi che ci consentono di poter affermare che è giunto il momento di togliere limitazioni a uno dei settori più colpito dalla pandemia. Ad esempio eliminare il distanziamento di almeno metro tra i posti a sedere delle location o permettere lo svolgimento di eventi e congressi anche nelle Regioni ‘arancioni’”. L’IBRIDO NON BASTA È importante fare un passo indietro per capire innanzitutto come stanno agendo le istituzioni per aiutare un settore industriale così martoriato: si torna al 6 agosto quando, per dare un boost a una ripartenza molto flebile del mondo Mice, il Governo ha deciso di rendere obbligatorio il green pass per la partecipazione ad eventi, fiere e congressi. Una misura che ha avuto subito il gradimento del settore e in particolare delle principali associazioni del comparto che già lo scorso anno per fare fronte comune contro la pandemia si erano riunite sotto l’aggregazione denominata #Italialive. “In una fase di incertezza come quella attuale, il ‘green pass’ rappresenta uno strumento indispensabile - ha

spiegato Salvatore Sagone, portavoce del Club degli Eventi e della stessa #Italialive per scongiurare un nuovo fermo degli eventi pubblici e privati, delle attività congressuali e convegnistiche, qualora le regioni dovessero tornare a ridipingersi di colori diversi dal ‘bianco’. È anche la soluzione fondamentale per assicurare agli operatori la possibilità di programmazione sul lungo periodo. Congressi ed eventi, infatti, hanno bisogno di mesi di preparazione e il passaporto verde appare oggi come l’unica via percorribile non solo per evitare l’aumento dei contagi ma anche per scongiurare l’incubo di future chiusure”. Insomma per il mondo degli

Dall’alto, incentive in Sardegna firmato Rossoevolution e il Digital Tv Show creato da Gattinoni Mice per Bolton Food In apertura, un momento dell’evento Dolce&Gabbana organizzato da Aci Blueteam

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SCENARI

Tappa sull’Etna per l’iniziativa Defender Eco Home, curata da Rossoevolution per Land Rover Italia

eventi il pass è il primo step in grado di certificare la sicurezza di un settore che ha sempre lottato per avere regole chiare e che ha sempre investito, fin dall’inizio del 2020, per poter ricominciare a operare in sicurezza. E oggi che il ‘green pass’ sta gradatamente, ma costantemente, prendendo piede in altre attività che possono comunque anche essere utili alla ripartenza del Mice - dal 1° settembre il pass è attivo anche per il mondo dei trasporti a lunga percorrenza, mentre dal 15 ottobre è obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro – gli addetti ai lavori si interrogano su come sarà il mondo della meeting industry che ci aspetta e che già si sta delineando durante quella piccola percentuale di eventi che sono stati organizzati nel 2021. Per rispondere alle restrizioni che inizialmente aveva colpito duramente il mondo degli eventi in presenza, organizzatori e sedi hanno da subito investito in tecnologia per dedicarsi ai cosiddetti eventi ibridi, eventi cioè che prevedono un ristretto numero di persone fisicamente nella struttura a cui si somma un’audience più ampia invece collegata da remoto. Secondo l’Osservatorio Oice, il 42% delle sedi congressuali italiane ha realizzato uno o più eventi ibridi nel 2020. Ma si tratta di una soluzione solo a breve o anche a lungo termine? “Tanto utilizzo di tecnologia

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- spiega Franco Gattinoni, presidente del Gruppo Gattinoni - per la meeting industry è controproducente perché l’organizzazione diventa molto più impegnativa di quella di un evento fisico. Senza contare che usando il format ibrido vengono a mancare quegli elementi unici di empatia e di interconnessione personale che nel Mice sono fondamentali. Certo, piccoli meeting e riunioni di lavoro si possono continuare a fare online, ma i momenti che vogliono essere davvero speciali vanno condivisi in presenza, perché ‘ci si capisce meglio’. Quindi in parte la tecnologia potrà certamente restare ma gli eventi live restano fondamentali perché sono un momento di confronto insostituibile”. Secondo Gattinoni, il problema principale oggi non è tanto organizzare gli eventi in presenza, ma realizzarli bene, con regole certe per non sottostare a passaggi burocratici troppo complessi e improponibili ai clienti. “La sicurezza - continua - deve restare ovviamente alla base ma le regole si possono seguire anche se non sono bizantine ma solo coerenti con la situazione epidemica. Bisogna comunque guardare avanti: con la divisione Gattinoni Mice per l’autunno siamo già in fase avanzata con progetti importanti. Per un’azienda del ‘door to door’ realizzeremo un evento ibrido, una parte in presenza a


SCENARI

Milano e una parte in streaming, che in totale coinvolgerà oltre 1.000 persone, mentre per un brand del settore automotive di lusso, stiamo organizzando 4 tour in Puglia per dealer e clienti di tutta Europa che testeranno le performance delle vetture”. RITORNO AL CONTATTO UMANO Un altro elemento da recuperare in vista della ripresa è il fattore umano, che non vuol dire solo puntare l’attenzione sull’importanza dell’empatia generata dagli eventi in presenza, ma focalizzarsi sul ruolo che le risorse umane del settore Mice hanno sempre avuto nell’organizzazione di eventi di successo. “Per gli eventi e gli incentive si tornerà come prima con il fattore umano protagonista perché la voglia è tanta da parte di tutti - racconta Daniele Rosso, presidente di Rossoevolution - e questo è il primo aspetto. Cortesia, professionalità e empatia devono essere un must indipendentemente da distanziamenti e mascherine. La percezione che però si ha in questo momento post pandemico è che, dopo un cosi lungo periodo di chiusura delle attività, ci si debba anche riabituare al contatto umano e alla routine lavorativa che nel nostro settore prevede forti carichi di lavoro e pazienza. D’altro canto, dopo ormai due anni di fermo totale o di solo virtuale, anche se oggi le aziende hanno l’esigenza di comunicare in presenza con i target di riferimento, molte ancora non si fidano a riprendere eventi live o a fare progetti a lunga scadenza. Sia per paura di cancellazioni e relative penali, sia perché ancora non è chiaro l’impatto del ‘green pass’ e delle nuove regole, seppur dal settore molto caldeggiate, su elementi quali la privacy dei partecipanti”. Rosso spiega che l’Italia resta al momento la destinazione maggiormente presa in considerazione dalle aziende per l’organizzazione in presenza dei loro eventi e si riscontra un aumento delle richieste di eventi anche da committenti esteri. “Recentemente – sottolinea - abbiamo organizzato due viaggi di incentivazione, uno in Sicilia e uno in Sardegna, con grandi numeri e soprattutto con grande successo, anche tenendo presente l’aver rispettato tutte le norme e le restrizioni anti Covid”. Una conferma arriva anche da Mirella Ciceri, Mice department director di Aci blueteam, divisione business travel del Gruppo Aci : “Sui nostri segmenti principali, ovvero fashion,

congressuale medico e dello sport, registriamo da qualche mese un forte ripresa. La differenza rispetto al 2019 però la rileviamo nei volumi di fatturato che risultano ben inferiori al periodo pre Covid per due aspetti: a parità di numero di eventi, le presenze dei partecipanti sono nettamente inferiori, a causa dei protocolli di sicurezza vigenti; e poi mancano ancora tutti gli eventi a lungo raggio. Fa almeno ben sperare il fatto che i clienti esprimano già una forte volontà nel voler tornare in presenza, soprattutto nel mondo dello sport, come accaduto per il recente Gran Premio di Formula 1 disputato a Monza”. Le previsioni su quando il mondo Mice potrà arrivare al ritorno in piena attività non sono ancora semplici da fare, come conferma anche lo studio dell’Università Cattolica. Le aspettative più ottimistiche sono già andate in gran parte deluse: il campione contattato, per quanto riguarda le ipotesi di un ritorno ai livelli di eventi ospitati nel periodo pre Covid, ha stimato per la maggior parte (63,8%) un lasso di tempo pari a 1 o anche 2 anni, mentre il 26,8% ha previsto una tempistica di 3 o 4 anni.

Evento sul tema della sostenibilità nell’automotive griffato Gattinoni

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FENOMENI

F&B va in ESTERNA di Andrea Guolo

GLI HOTEL SCOPRONO IL VANTAGGIO DI AFFIDARE LA RISTORAZIONE A SOCIETÀ ESTERNE. GLI OBIETTIVI? TRASFORMARE IL RISTORANTE IN DESTINAZIONE, AUMENTARNE IL PRESTIGIO, RIDURRE COSTI E RISCHI DI PERDITE. UN MODELLO DI BUSINESS DESTINATO A CRESCERE.

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L’

industria alberghiera ha scoperto i vantaggi dell’outsourcing nel food&beverage. Ad avviare rapporti di partnership con le società specializzate nella ristorazione sono sia le grandi catene, che così si possono concentrare sul core business della parte strettamente alberghiera, sia gli hotel indipendenti, per i quali la gestione diretta causa problematiche e talvolta anche passività. Il trend è in pieno sviluppo e a beneficiarne sono soprattutto i big del f&b.

AMPI MARGINI DI SVILUPPO Fedegroup, leader nazionale in quest’ambito, può già vantare collaborazioni consolidate con gruppi quali Starhotels, Leonardo Hotels, Gruppo Apogia ed Ergife. “In cantiere ci sono alcune operazioni internazionali, ad esempio con Leonardo per esportare un nostro format di ristorazione in Germania, Ungheria, Inghilterra e successivamente in Spagna” racconta a Pambianco Hotellerie Roberto Imperatrice, ceo del gruppo appartenente a Quadrivio. Il quale aggiunge: “Il covid, anche in questo caso, ha rappresentato l’acceleratore di una dinamica


FENOMENI

già in essere e dell’innovazione nell’offerta. Il punto d’arrivo è dare la sensazione ai clienti di non essere più dentro un hotel. L’Italia è avviata verso un totale cambiamento culturale della ristorazione d’albergo”. Tra i format lanciati da Fedegroup spiccano Fresco, per il quale esiste un contratto di utilizzo del marchio, e Golocius. “I nostri punti di forza sono la struttura organizzativa e il know how specifico. Abbiamo lavorato per rimediare ai punti deboli, come la costruzione di format di successo” aggiunge Imperatrice. Inoltre, durante l’estate, è stata ufficializzata la collaborazione con lo chef stellato Paolo Gramaglia (del President di Pompei) a cui spetterà la guida di sette ristoranti gestiti da Fedegroup, tra cui Terme di Saturnia e lo storico Caffè Pedrocchi a Padova. “Abbiamo parlato con tanti chef, ma Gramaglia era il più moderno e il più adatto per contribuire allo sviluppo” conclude Imperatrice. Le prospettive di crescita in ambito hotel hanno convinto il gruppo Elior, colosso mondiale del foodservice, a creare una divisione apposita, denominata Artusia. “Ci abbiamo lavorato a lungo perché volevamo posizionare correttamente Artusia – racconta il direttore commerciale Gianluca Galletti – ottenendo così le condizioni per crescere con successo in un settore dove c’è fortissima frammentazione, perché il primo player della ristorazione in hotel cuba il 5-6% del mercato. Considerando che l’85% degli hotel gestisce direttamente la parte f&b e per la maggior parte di essi non è profittevole, pensiamo che le nostre capacità di gestione, competenza e ricerca&sviluppo possano far la differenza, dando vita a un’attrattiva offerta gourmet. Perché in Italia i ristoranti di hotel, stellati a parte, oggi non rappresentano una destinazione”. Le attenzioni di Artusia sono rivolte principalmente alle strutture a 4 stelle, ai 5 stelle entry e all’ambito city e business, ma anche al mondo dei resort. “Tendiamo a escludere i cinque stelle lusso, perché le proprietà sono portate a gestire hotel e ristorazione in maniera unitaria e anche perché tendenzialmente il f&b non è profittevole in quest’ambito” precisa Galletti. I primi due contratti avviati riguardano un hotel 4 stelle a Milano e un resort a Marina di Scarlino. L’obiettivo fissato è aprire ristoranti in 50-60 hotel entro il 2025.

In alto, colazione servita al Leonardo Hotel di Verona. In basso, la pizza fa parte delle proposte di Fedegroup In apertura, Tarantella a Marina di Scarlino (gruppo Elior)

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FENOMENI

IL PESO DELLE COLAZIONI Il modello di business dell’outsorcing prevede in genere il riconoscimento all’hotel di una percentuale sul fatturato derivante dalle attività di ristorazione e il pagamento, da parte dell’hotel, di un costo a coperto per il servizio colazione. Quest’ultima rappresenta l’entrata certa del partner, il quale però avrà tutto l’interesse a potenziare le altre attività distribuite lungo l’arco della giornata (dal pranzo all’aperitivo, fino alla cena, al dopocena e al coinvolgimento negli eventi) perché da questo delta dipenderà il successo della propria gestione. “Siamo disponibili a prendere in gestione anche strutture bed&breakfast, a cui possiamo dare un buon servizio assumendoci pochi rischi, ma certamente Artusia punta a sviluppare l’attrattività della ristorazione sugli ospiti degli hotel e sugli esterni, riducendo

Cena presso NH Collection Fori Imperiali di Roma

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la quota di incasso derivante dalle colazioni” afferma Galletti. Per Fedegroup, quest’ultima oggi può rappresentare tra il 30 e il 40% del giro d’affari all’interno di una struttura. “Qualche anno fa le colazioni erano dominanti, ma il nostro obiettivo è far crescere ulteriormente l’incidenza della ristorazione, fino ad arrivare a una quota dell’80 contro il 20% della parte breakfast, a beneficio sia del fatturato sia del margine operativo” precisa Imperatrice. TUTTO O IN PARTE Tra le catene di hotel, alcune hanno sposato totalmente la causa dell’outsourcing e altre la stanno monitorando. Tra le prime spicca Leonardo Hotels, che dispone di 220 strutture tra Europa e Israele, ed è proprio l’Italia il Paese in cui si è imposto il sistema di gestione esterna grazie alla partnership


FENOMENI

Da sinistra, un piatto servito nei ristoranti di hotel di Fedegroup e una vista dal rooftop di Milano Verticale (Gruppo Una)

con Fedegroup. “Una volta compresa la professionalità del nostro partner, è stato naturale affidare loro la gestione f&b di tutti i nostri hotel. E ora il progetto di sviluppo prevede un potenziamento all’estero di questa collaborazione” precisa Rafi Carmon, cluster general manager di Leonardo Hotels Italy, Austria e Hungary. E la scelta, anche per l’estero, è ricaduta nuovamente su Fedegroup perché, dice Carmon: “Siamo fedeli ai partner fedeli. E il sistema è vincente, perché loro hanno la capacità di gestire con successo la parte f&b e noi ci possiamo concentrare nella vendita delle camere. Non è quindi solo una decisione professionale, ha anche senso dal punto di vista finanziario”. Un altro case history rilevante è quello di Nh Hotel Group, che però valuta singolarmente le potenzialità di successo dell’affidamento all’esterno. “Si tratta di progetti mirati non a risolvere un problema, perché il nostro gruppo guadagna con il f&b, bensì a ottenere un valore aggiunto per la struttura. E non ci piace parlare tanto di outsourcing, quanto di particolarizzazione dell’offerta gastronomica. Non abbiamo problemi da scaricare all’esterno, vogliamo invece stringere alleanze con chi può ottenere

successo” afferma Marco Gilardi, operations director Nh Hotel Group Italia e Usa. Tra le collaborazioni già avviate spicca quella con lo chef Natale Giunta all’Nh Collection Roma Fori Imperiali; intanto a Milano, all’Nh Palazzo Moscova, è in arrivo il brand Santo Mare. Diversa, invece la posizione di Gruppo Una, che ha recentemente inaugurato la collaborazione con Enrico Bartolini per Milano Verticale, ma al tempo stesso ha avviato un percorso finalizzato alla gestione diretta dei propri servizi di ristorazione. “Abbiamo constatato che la qualità dei ristoranti nei nostri hotel e resort rappresenta uno degli elementi più apprezzati dagli ospiti e uno dei fattori determinanti nello scegliere nuovamente una struttura del gruppo per un futuro soggiorno” racconta il dg Fabrizio Gaggio, annunciando: “Stiamo lavorando allo sviluppo di Una Cucina, il nostro brand ristorativo da applicare a tutti i ristoranti a gestione diretta. Il concept che lo sottende è la proposta di una cucina d’ispirazione regionale orientata alla qualità”. E precisa: “I limiti dell’outsourcing potrebbero essere evidenziati come quelli che per noi sono diventati i plus della gestione diretta: qualità, efficienza e brand identity”. Settembre/Ottobre 2021 PAMBIANCO HOTELLERIE 43


INTERVISTA

Arredo PAY PER USE di Davide Deponti

LEADER IN ITALIA NEL SETTORE DELLA LOCAZIONE OPERATIVA, DOMORENTAL PROPONE AGLI ALBERGATORI IL MODELLO DI ‘LOCAZIONE’ PER ACCEDERE A UNA PRIMA SCELTA DI ARREDO DI DESIGN SENZA DOVER SOPPORTARE I COSTI DELLA PROPRIETÀ.

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U

n modello di business vicino ai concetti oggi sempre più di tendenza della sharing economy, che non prevede la proprietà del bene ma il solo possesso, è quello che Domorental propone al mondo dell’ospitalità. Si tratta di una strategia di ‘access light’ ai beni, studiata per consentire agli albergatori di accedere alla prima scelta di arredi di design, senza dover sopportare i costi della proprietà. Salvaguardando le esposizioni finanziarie ma beneficiando di soluzioni di arredamento più costose, pagando per il possesso e non per la proprietà. Una soluzione che è stata portata nel mondo hospitality da Claudio Mombelli, manager con esperienza pluridecennale in aziende internazionali, che ha pensato di usare la formula della locazione, nata per i beni informatici, in ambito alberghiero. “Alla base della proposta di Domorental - spiega Mombelli che è Ceo della società che ha fondato nel 2017 - c’è l’idea di considerare l’arredo come un servizio che richiede periodiche sostituzioni. Come avviene nel mondo dell’informatica, seguendo il principio del sociologo americano Jeremy Rifkin: ‘noleggio ciò che si svaluta e acquisto ciò che


INTERVISTA

acquisterà valore’. Oggi in Italia infatti le società di leasing preferiscono finanziare l’acquisto di immobili e non gli arredi che sono visti come poco interessanti perché non piazzabili in caso di rientro”. Con questo modello di business alternativo e innovativo invece Domorental si sta facendo strada in fretta, tanto che dal 2017 sta crescendo del 300% anno su anno collaborando con aziende italiane e internazionali. Tanto che è stata selezionata tra le 5 start-up innovative nel settore Fintech per il 2021 in Italia. “Oggi - continua Mombelli - i comportamenti delle aziende si evolvono verso modelli ‘pay per use’ e il noleggio, che è il motore di questa nuova economia, è lo strumento perfetto per un albergo che voglia crescere in ottica più dinamica, avendo beni adatti al proprio business. Ma Domorental lavora molto anche nel property management, horeca e ristorazione, student housing e coworking, retail e healthcare. Questo perché col nostro modello finanziamo un’azienda che ha il core business in quello che noi forniamo. L’arredo è oggi elemento fondamentale infatti per garantire un’esperienza unica in hotel, tanto più è in grado di rispondere alle richieste degli ospiti in fatto di estetica e innovazione. Secondo un’idea di passaggio da un’economia di prodotto a una di servizio, dal concetto di ownership a quello di membership, la nostra proposta nasce per supportare gli alberghi con un servizio di locazione operativa che risponde alle loro esigenze. Inoltre il canone ‘pay per use’ è molto flessibile e può variare secondo le necessità, combinando le tipologie di beni necessari con l’esposizione finanziaria che lo stesso hotel può sopportare. E possiamo fare anche contratti personalizzati sulle necessità del committente, cioè arredo più altri servizi. A tutto questo si aggiunge che fiscalmente è tutto deducibile (ai fini Ires e Irap) e la durata della deducibilità va oltre anche il tempo di possesso dei beni. E l’hotel tiene a disposizione il capitale circolante per altre spese o investimenti”. PROPOSTA ALL INCLUSIVE Con la locazione operativa sono possibili allora formule ‘tutto compreso’ che possono comprendere oltre agli arredi servizi come consegna, installazione, assicurazione, manutenzione e sostituzione. Perché Domorental acquista direttamente dalla filiera dell’arredo e del design diventando proprietaria dei beni con la formula della ‘third party funding’: per la quale si assume i rischi finanziari e creditizi dei beni che poi cede in locazione

all’albergatore. “Da sottolineare è poi che la locazione opera con canoni fissi - non essendo un prodotto finanziario non sono previste ‘indicizzazioni’ - e comprende ogni costo accessorio. Alla fine della locazione l’albergatore può acquistare il bene, restituirlo o iniziare un nuovo contratto con beni aggiornati. Ma non solo: oltre al servizio di rinnovamento dell’arredo a fine contratto, proponiamo il cosiddetto ‘rental back’ per il quale l’albergo cede di nuovo a Domorental gli arredi e va avanti a pagarne il noleggio. In questo modo un hotel può avere liquidità immediata e al termine del noleggio può riscattare di nuovo il bene. E i contratti di locazione operativa proposti all’hotellerie possono comprendere diversi acquisti fatti da diversi fornitori. Domorental opera infatti anche come contract finanziario mettendo insieme varie tipologie di beni in un unico contratto. La nostra forza è che forniamo il capitale all’intera filiera. Diamo sostegno alle aziende che costruiscono gli arredi e le attrezzature e agli studi di architettura che grazie a noi possono fornire progetti chiavi in mano al cliente. Anche per loro il nostro modello è una leva commerciale da sfruttare. Con noi architetti e fornitori di arredi hanno soluzioni già pronte da proporre agli hotel ed è per questo che oggi lavoriamo con oltre 200 aziende e studi, in tutta Italia. Possiamo infine essere considerati un project financial partner: perché non solo acceleriamo gli incassi per la filiera dell’arredo ma azzeriamo anche per loro i rischi di credito. Il nostro target è doppio: facciamo da unione tra i due mondi e mettiamo insieme le esigenze di aziende di arredi e albergatori per creare una situazione ‘win win’”.

Uno dei 10 appartamenti in Foro Bonaparte a Milano, arredati grazie a Domorental In apertura, Claudio Mombelli, CEO Domorental

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TENDENZE

Hotel in città SMART di Giulia Mauri

CONNESSI, POROSI, SOSTENIBILI E A MISURA D’UOMO. COSÌ SARANNO GLI HOTEL ‘SMART’, CHE MUTUANO DALLE ‘CITTÀ INTELLIGENTI’ LA CAPACITÀ DI PROMUOVERE NUOVE FORME DI COESIONE SOCIALE SFRUTTANDO LA CONNETTIVITÀ TELEMATICA COME FONTE DI CRESCITA E DI SVILUPPO.

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I

l numero più alto in Europa: 33 mila esercizi alberghieri per oltre un milione di stanze, più di 2,2 milioni di posti letto e circa 390 mila dipendenti. Sono questi alcuni dei dati segnalati nell’ultima rilevazione Istat per descrivere il mercato italiano degli alberghi, uno dei settori che più ha risentito degli effetti del Covid-19 e che ora è pronto a rimettersi in gioco. Per farlo, sta rapidamente evolvendo i linguaggi e le modalità di erogazione dei servizi, in linea con i più recenti progressi della pianificazione urbanistica. LA CITTÀ INTELLIGENTE A trainare il cambiamento sono le strategie correlate all’innovazione e, in particolare, alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie della comunicazione per ottimizzare l’utilizzo delle risorse nelle strutture ricettive e migliorare la qualità della guest experience. Obiettivi strettamente legati allo sviluppo di ‘città intelligenti’. Una prospettiva supportata da Cisco, che nel 2016 ha avviato il programma Digitaliani, investendo 100 milioni di dollari in tre anni per incentivare la svolta


TENDENZE

economica e produttiva dell’Italia. Nella visione della multinazionale specializzata nei settori del networking e dell’IT, il concetto di ‘smart city’ parte dalla relazione funzionale tra le infrastrutture materiali e immateriali delle città e chi vi abita. Luoghi, dunque, antropocentrici, inclusivi e sostenibili, sia per l’introduzione di misure di risparmio energetico sia per l’ottimizzazione delle soluzioni di mobilità. UNA NUOVA MOBILITÀ “C’è un fattore abilitante che rende le città smart ed è la possibilità di far leva su un’infrastruttura connessa, che abilita servizi pensati per facilitare la vita dei cittadini”, spiega Francesco Bruno, head of Micromobility Solutions di Pirelli. Tra questi, “la mobilità è un elemento distintivo, così importante da averci permesso di partecipare a pieno titolo al boom che sta vivendo il mondo delle due ruote”. L’azienda produttrice di pneumatici ha, infatti, introdotto il servizio di mobilità Cycl-e around, che, in sella alle e-bike, consente uno stile di vita più comodo e sostenibile per spostarsi in città e fuori, per piacere e per lavoro. “Il progetto è nato diversi anni fa, per poi essere ufficialmente lanciato

sul mercato nel 2019. Quest’anno, dopo un 2020 complicato, lo abbiamo ripreso con successo, rivolgendoci a strutture ricettive che fanno dell’esperienza di viaggio o di mobilità del proprio ospite un valore aggiunto”. Ad oggi, sono 13 le partnership strette sul territorio italiano con alberghi, resort e relais, che consentono di noleggiare le bici elettriche e vivere l’esperienza di una vacanza slow, alla scoperta anche di luoghi talvolta meno accessibili. Nell’ottica di un’assistenza completa, infatti, Pirelli propone un’apposita applicazione per individuare percorsi bikefriendly. Uno strumento che, sottolinea Bruno, asseconda il passaggio “da una logica tipica dell’hotellerie degli anni duemila, secondo la quale l’hotel doveva tenere il cliente al suo interno attraverso servizi verticali come la Spa o il ristorante, a una logica in cui il turista non viene interpretato come una persona interessata a visitare l’hotel, ma il territorio. In questo senso, gli albergatori devono sapere guardare oltre i metri quadri di proprietà per fare in modo che l’ospite abbia accesso, out of the room, a un’esperienza a 360 gradi”. Se il riscontro più positivo è finora arrivato dalla categoria dei relais & châteaux,

E-bike impiegata da Pirelli per il servizio di mobilità Cycl-e around In apertura, Tonino Lamborghini Towers a Chengdu, progetto firmato dallo Studio Marco Piva

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TENDENZE

Pirelli prevede in futuro una maggiore sensibilità anche da parte delle grandi catene. In ogni caso, “il successo dell’iniziativa è stato tale - conclude Bruno - per cui oggi, facendo tesoro dell’esperienza hotellerie, abbiamo esteso l’offerta ad altre community private, che hanno dei potenziali stakeholder interessati, come ad esempio le aziende”. QUESTO ALBERGO (NON) È UNA CASA La capacità di integrare nella propria proposta alberghiera contenuti legati al territorio circostante figura tra i trend emersi negli ultimi anni, che stanno investendo il comparto dell’hotellerie. “‘Smart’, volendo tradurlo, equivale a ‘efficiente’ e contraddistingue un albergo che si rapporta in modo osmotico al territorio in cui è inserito”, commenta Marco Piva, fondatore dell’omonimo studio di architettura, definendo gli abitanti delle zone limitrofe agli hotel “i primi clienti”. “È famosa la frase ‘questa casa non è un albergo’. In realtà, io ho sempre pensato che un albergo andasse concepito come una sorta di casa, un luogo dove l’ospite si sente a suo agio”, aggiunge l’architetto, richiamando l’attenzione sul

La Suite, hotel 5 stelle a Matera disegnato dallo Studio Marco Piva

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recente sviluppo del turismo di prossimità, divenuto una strategia per “generare flussi turistici più semplici perché più vicini, ma anche più attenti”. Un’intuizione che, pre-pandemia, aveva dato forma all’hotel 5 stelle La Suite, realizzato nel 2019 a Matera su disegno dello Studio Marco Piva. Un complesso versatile e trasversale, pensato per restituire ampi spazi alla città senza contaminarne la storicità. La grande lounge a pianterreno e le terrazze panoramiche si aprono, così, sul contesto circostante creando un nuovo punto di socialità urbana. Si inscrive in questa esigenza anche il progetto di riqualificazione dell’edificio del Touring Club Italiano, a Milano. Lo Studio Marco Piva ha sviluppato l’intervento sia architettonico che di interior design del nuovo albergo 5 stelle, con l’obiettivo di preservare e valorizzare il patrimonio storico e culturale del palazzo, donandogli nuova vita attraverso il cambio di destinazione d’uso principale e riportandolo a essere un polo sociale di riferimento per la città meneghina. “L’albergo è stato configurato per essere aperto alle esigenze dei suoi ospiti, ma anche a quelle di cittadini, viaggiatori o lavoratori in transito - rivela l’architetto -.


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TENDENZE

Dall’alto, Radisson Collection Hotel Palazzo Touring Club a Milano (ph. Andrea Martiradonna); il progetto Onsen sviluppato nell’ambito del corso Hotel & Wellness Design Solutions 50 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

Da subito abbiamo deciso di mantenere al suo interno la biblioteca del Touring Club per renderla un luogo frequentabile da chiunque, anche al fine di pianificare un viaggio. E questo, secondo me, è un aspetto smart”. La parola d’ordine, dunque, è flessibilità, una condizione diventata primaria per gli spazi d’albergo che dovranno adattarsi alle preferenze degli ospiti, prevedendo l’erogazione di nuovi servizi dedicati anche a un pubblico più ampio. Nasce dalla volontà di coinvolgere sempre di più residenti e non in un percorso esperienziale, che metta in relazione attività diverse tra loro, anche il nuovo complesso delle Tonino Lamborghini Towers a Chengdu, all’interno del quale convergeranno funzioni ricettive, commerciali, culturali e residenziali, come da progetto dello Studio Marco Piva. “Inizialmente avevamo immaginato funzioni distinte - racconta Piva -, poi abbiamo ripensato il progetto di modo che l’albergo 5 stelle lusso, collocato nella torre A, potesse espandersi all’interno delle aree residenziali e le residenze potessero a loro volta essere usate anche per fare delle operazioni di carattere ricettivo”. Tutti concetti, quelli delineati, su cui si fonda il programma didattico del corso di alta formazione Hotel & Wellness Design Solutions, gestito da Poli.design, società consortile del Politecnico di Milano, e guidato da Francesco Scullica, direttore del master in Interior Design, e dagli architetti Gianpietro Sacchi e Alberto Zanetta. “Una smart city è tale in via direttamente proporzionale alla qualità della partecipazione attiva dei suoi cittadini”, sintetizza Zanetta, facendo riferimento, di riflesso, al tentativo di creare sistema tra gli attori coinvolti nella progettazione e gestione delle strutture alberghiere. Attivo fin dai primi anni ’90 nel settore, l’architetto evidenzia infatti che, “seppure ci siano albergatori lungimiranti, sono una minoranza”. E questo perchè, precisa Emilio Lonardo, docente al Poli. design e co-founder di DOS - Design Open’ Spaces, “andrebbe compreso, innanzitutto, che l’albergo è un luogo di relazioni, un crocevia di scambi aperto alla città e, quindi, predisposto a diventare un servizio diffuso di accoglienza”. In una battuta, “non è sufficiente dotare le camere di strumentazioni tecnologiche per portare innovazione”, conclude Lonardo.


Le aziende si raccontano

BLASTNESS

COLOMBINI GROUP CONTRACT

AUGUSTO CONTRACT

CAPITOL

FEDEGROUP

in collaborazione con:

CONCRETA

SIGNIFY

INTEGRA FRAGRANCES


COLOMBINI GROUP CONTRACT

Colombini Group Contract è la struttura del Gruppo Colombini specializzata nella creazione di proposte uniche per l’hôtellerie. Gestisce i progetti in tutte le fasi, offrendo al committente il vantaggio di avere un unico partner: dalla progettazione fino alla produzione, dalla logistica al supporto tecnico e commerciale, fino al coordinamento dell’installazione.

COLOMBINI GROUP CONTRACT soluzioni chiavi in mano Fondato nel 1965 dall’omonima famiglia nella Repubblica di San Marino, il Gruppo Colombini è leader in Italia e tra i principali player europei nel settore dell’arredamento, con i marchi Rossana, Febal Casa, Colombini Casa, Offic’è, Bontempi Casa, Ingenia e Colombini Group Contract. Grazie a una superficie produttiva di circa 250mila metri quadri in 4 stabilimenti, a San Marino, con una produzione just-in-time altamente automatizzata e un processo produttivo tutto integrato verticalmente dall’acquisto delle materie prime al prodotto finito, il Gruppo Colombini è un partner perfetto anche per il mondo dell’accoglienza. Settore nel quale opera Colombini Group Contract, la struttura del Gruppo specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni chiavi in mano in ambito hôtellerie, oltre che residenziale e uffici. Seguendo criteri operativi all’avanguardia, i professionisti di Colombini Group Contract gestiscono i progetti in tutte le loro fasi, offrendo quindi al committente alberghiero il vantaggio di avere un unico partner, un produttore e un solo fornitore. Tutte queste attività sono integrate per garantire la realizzazione di progetti contract in linea con la qualità, l’innovazione e il design ricercato che connota il gruppo. Inoltre, grazie alla leadership del Gruppo

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Colombini a livello globale, la divisione Contract può proporre soluzioni in linea con le esigenze dei diversi mercati: ne sono esempi i progetti dedicati ai nuovi modi di accogliere come lo short rental, il coliving e il coworking. Così oggi Colombini Group Contract realizza progetti in tutto il mondo attraverso una rete di distributori specializzati. Grazie alla flessibilità della struttura produttiva è poi in grado di realizzare progetti contract di varie dimensioni, per i quali fornisce servizi di assistenza prima, durante e dopo la realizzazione dei progetti in oltre 100 Paesi. Tra gli ultimi lavori (tutti visionabili sul sito colombinigroupcontract.com) uno dei più interessanti è quello per il Daegu Marriott Hotel, in Corea del Sud. Abbiamo chiesto perciò a Giovanni Battista Vacchi, AD del Gruppo Colombini, di raccontarci le prospettive e le strategie dell’azienda oltre alla sua vision sul futuro del mondo dell’ospitalità. Colombini con il brand Colombini Group Contract si propone come interlocutore unico per progetti articolati: perché è importante avere un unico referente in tutte le fasi di un progetto? “Ci proponiamo come interlocutore unico perché siamo in grado di seguire processi articolati nella loro interezza,


COLOMBINI GROUP CONTRACT

dalla progettazione, alla produzione, alla logistica fino al coordinamento dell’installazione. Garantire assistenza in tutte le fasi di realizzazione di progetti complessi è un valore che ci viene riconosciuto dai nostri clienti che vogliamo soddisfare pienamente garantendo la realizzazione di progetti contract in linea con la qualità, l’innovazione e il design ricercato che da sempre ci contraddistinguono. Offriamo total look con programmi di arredo completi che vanno dalle soluzioni cucina, al living alla zona notte, garantendo coerenza stilistica. Le sinergie tra materiali, finiture e cromie, diventano il filo conduttore che garantisce progetti di arredo coordinati e personalizzabili”. Quanto è importante oggi essere all’avanguardia e fornire soluzioni su misura anche in ambiti nuovi e innovativi del settore come il coliving e il coworking? “Siamo un’azienda dove processi industrializzati convivono con lavorazioni artigianali. La produzione just-in-time, snella e automatizzata e il flusso produttivo che si sviluppa anche in verticale caratterizzano una realtà industriale tecnologica e ottimizzata. Il nostro sviluppo è guidato dall’innovazione nella produzione, nei prodotti e nel servizio, declinato nei diversi ambiti: dai processi industriali a macchine sempre più evolute. L’ufficio R&D porta avanti una ricerca continua per l’adozione di nuove superfici, materiali, meccanismi e soluzioni dedicate ai nuovi trend abitativi. Coliving, coworking e affitto breve termine sono e saranno delle opportunità di business importanti in futuro”. Quanto è importante il mercato italiano per voi oggi e quanto quello internazionale? “Attualmente Colombini Group Contract realizza il 60% del proprio business all’estero, in particolare in Medio Oriente e in Asia, e il 40% in Italia. Il nostro obiettivo è continuare a crescere e a cogliere le opportunità che si presentano sul mercato. Vogliamo consolidare la nostra posizione in Italia e continuare a crescere oltre confine in mercati dove non siamo ancora presenti”.

Quali i trend in arrivo per il futuro? Più lusso o più formule ibride? “Nel segmento contract direi più formule ibride, quindi non un’offerta esclusiva di prodotto ma un mix di prodotto e servizio. I clienti si aspettano un servizio di alto livello, indipendentemente dal fatto che il prodotto sia luxury o mid range, un servizio sempre rapido ed efficiente”. Il progetto Daegu Marriott Hotel apre una finestra sul futuro dell’hôtellerie: come nasce e che idea di ospitalità persegue? “Realizziamo progetti per hotel e aparthotel, ideati per creare un’esperienza confortevole e accogliente rispondendo alle diverse esigenze del mercato globale dell’hôtellerie. Daegu Marriott Hotel è una struttura moderna che offre esperienze perfette per viaggi sia business che leisure: è stato realizzato in collaborazione con lo studio di interior design TRD. Come Gruppo, stiamo avviando anche un progetto collegato al real estate per affitti short rent e per il nascente business del built to rent, dove l’accento sull’esperienza abitativa è molto presente”. Quanto conta oggi proporre soluzioni tecnologicamente uniche ma insieme totalmente customizzabili dal cliente? “È importante comprendere a fondo le esigenze dei committenti ma è fondamentale avere la capacità di progettare e realizzare soluzioni di arredo in linea con le richieste ricevute. Grazie all’ampio portafoglio di brand del Gruppo, Colombini Group Contract è in grado di soddisfare tutte le esigenze di arredo in tutte le fasce di prezzo proponendo sempre soluzioni uniche, sia a livello progettuale che tecnologico”.

Nelle foto le realizzazioni di Colombini Group Contract per il Daegu Marriott Hotel, in collaborazione con lo studio di interior design TRD

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CONCRETA

Concreta, interior contractor, ha contribuito alla realizzazione del progetto del Gruppo UNA, il nuovo Hotel Milano Verticale: curato dallo studio di architettura Vudafieri-Saverino Partners, in esso Concreta ha espresso la sua capacità di unire la massima attenzione al dettaglio e globalità nell’approccio.

CONCRETA nel cuore di Milano Situato nel distretto di ‘Porta Nuova - Garibaldi - Corso Como’, rappresentativo dello sviluppo urbano e della rinascita milanese, il Milano Verticale | UNA Esperienze è l’hotel 4 stelle superior che si pone come nuovo punto di riferimento dell’ospitalità meneghina. Il progetto di architettura di interni e degli spazi esterni, curato dallo studio Vudafieri-Saverino Partners, vuole superare la concezione tradizionale di albergo creando uno luogo aperto alla città: allo stesso tempo un hotel urbano, una destinazione food&beverage, un luogo di incontro per il lavoro, un hub di servizi innovativi. Nella realizzazione di questo ambizioso progetto, un ruolo di primo piano è stato giocato da Concreta, azienda di interior contractor basata a Postalesio in Valtellina e specializzata in arredi e complementi su misura per strutture ricettive. Nel progetto di Milano Verticale si è espresso il binomio tra la massima attenzione al dettaglio e la globalità nell’approccio che da sempre caratterizza Concreta, unito poi alla capacità di lavorare in piena sinergia e in collaborazione con lo studio VudafieriSaverino Partners, seguendo ogni fase di realizzazione del progetto. È nata così una struttura che vuole definire un nuovo standard

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di riferimento nel panorama dell’ospitalità, mettendo insieme 173 camere, distribuite su 12 piani, 600 metri quadri di spazi ristorativi e 1.000 metri quadri di giardino interno. Per rendere Milano Verticale un luogo unico e distintivo, Claudio Saverino e Tiziano Vudafieri hanno dato vita un nuovo livello di esperienza estetica e ambientale che non è solo architettura di interni, ma una riflessione sul rinnovato senso di abitare il tempo e lo spazio, di condividere esperienze sociali, ludiche, lavorative in un contesto di grande personalità, visiva e materica. Al centro del progetto c’è la consapevolezza di dare forma e funzioni alle esigenze di viaggiatori e cittadini in cerca di paesaggi emotivi per accogliere i propri bisogni. Il risultato è un hotel in cui visual identity, interior design, tone of voice, spazi di accoglienza e intrattenimento parlano un linguaggio omogeneo, per raccontare una storia coerente. Al centro del progetto c’è Milano e la milanesità. L’interior reinterpreta in chiave contemporanea la tradizione del design ‘alla milanese’, citando l’elegante modernità dei Maestri meneghini del dopoguerra, presenti in dettagli materici come l’uso dei marmi policromi. Un omaggio


CONCRETA

alla patria mondiale del bel design e della modernità senza tempo. Così, negli spazi di hall, reception, lounge e lobby il racconto è lasciato alla spettacolarità delle pareti marmoree, ai soffitti campiti con toni diversi e al grande spazio a doppia altezza che fa da incipit al giardino interno. Milano Verticale celebra infatti anche l’understatement milanese, di cui è un esempio la tradizione dei cortili nascosti che ritroviamo nel magnifico giardino dell’hotel. Luogo che è stato concepito come un’estensione della città, un dispositivo urbano al servizio di Milano, con la progettazione di servizi posti al piano terra che svolgeranno un ruolo attivo nel dialogo con la città. La struttura è stata quindi progettata in modo da rivelarsi permeabile ed estroversa. Segno di questa natura al dialogo è anche il ridisegno della piazza esterna e di tutta Via Rosales, che ricuce il rapporto tra facciate ed esterni dando continuità al verde tra spazio pubblico e privato. L’edificio, preesistente, è stato ristrutturato dallo studio Asti Architetti che ha curato il progetto architettonico delle facciate, in un’operazione per riqualificare l’intero isolato. Da sottolineare poi che lo stesso concept materico che contraddistingue gli spazi comuni si ritrova nelle stanze: il mondo “pubblico” e quello privato dell’hotel parlano così lo stesso coerente linguaggio architettonico. Le camere si distinguono per l’attenta scelta dei materiali, pochi ed essenziali: pavimento in ceppo ceramico e listoni di rovere scuro, pareti in marmorino suddiviso in campiture con leggere variazioni cromatiche; testata del letto in noce cannettato. Merita una menzione la scrivania/consolle in ottone, realizzata

su disegno, che diviene un elemento costante del racconto andando a caratterizzare in modo distintivo le camere. Elemento di continuità in tutti gli ambienti, la struttura si modifica adattandosi alla differente pianta e distribuzione delle camere, trasformandosi in un oggetto fortemente architettonico che disegna a sua volta lo spazio. Fiore all’occhiello dell’hotel il rooftop di 530 metri quadri al 13esimo piano, pertinenza delle 4 Penthouse Suite: 4 super attici esclusivi dotati di terrazze panoramiche con piscine jacuzzi. Rooftop e Penthouse Suite sono ambienti completamente personalizzabili e modulabili a seconda dell’utilizzo, tanto da poter essere uniti in una proposta unica di oltre 900 metri quadri. Una location con una ineguagliabile vista a 360 gradi sullo skyline di Milano e sull’arco alpino. Progetto nel progetto è stato il lavoro che Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino hanno svolto con lo chef Enrico Bartolini per dare forma, senso, anima e funzioni agli spazi per la ristorazione. Vero fiore all’occhiello di Milano Verticale è infatti la proposta gourmet, declinata in tre concept: il ristorante fine dining ‘Anima’, l’osteria contemporanea ‘Vertigo’ e il cocktail bar. Tutti sono curati da Franco Aliberti, chef resident e new entry del team Bartolini. Tre interpretazioni che esprimono con gusto moderno e sostenibile il patrimonio della cucina italiana. E a unificare i tre luoghi del F&B, aperti anche alla città, c’è il grande soffitto a tegole inclinate: lo spazio si contrae e si dilata rendendo i tre ambienti fluidi, collegati tra loro, ma allo stesso tempo perfettamente identificabili.

Qui sopra: nelle parti comuni come in quelle dedicate alla ristorazione Concreta ha contribuito alla realizzazione del progetto firmato VudafieriSaverino Partners In apertura: la magnifica vista panoramica dal rooftop di Milano Verticale

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SIGNIFY

Storica azienda leader nel mondo dell’illuminazione, Signify ha creato dei sistemi tecnologici all’avanguardia che sono in grado di rispondere alle elevate esigenze di disinfezione e sicurezza del mondo dell’hotellerie e dell’accoglienza. È una gamma completa di apparecchi Philips UV-C professionali per la disinfezione di aria e superfici.

SIGNIFY quando la luce dà sicurezza L’estate che è appena terminata ha visto un rinnovato slancio nel mondo del turismo e dell’ospitalità italiana. Dopo mesi di incertezze e difficoltà il mondo dell’hotellerie ha ricominciato a vedere i segni della ripresa, anche se la strada da fare per tornare ai numeri pre Covid-19 è ancora lunga. Tra le priorità del settore, insieme alla ripartenza economica c’è soprattutto il ritorno alla socialità senza problemi: ecco perché sicurezza e salute restano i temi cruciali per tutte le aziende alberghiere. Allo stesso tempo quello della sanificazione resta l’input maggiore che gli ospiti danno agli hotel. Proprio in quest’ottica Signify, azienda leader nell’illuminazione, lavora per garantire con i suoi prodotti all’avanguardia il benessere degli ospiti, delle strutture ricettive e dei suoi dipendenti. Grazie ai suoi 35 anni di esperienza nel settore delle lampade germicide a luce ultravioletta Philips UV-C, Signify ha infatti intensificato gli investimenti in questo settore sostenendo anche la ricerca scientifica. E dimostrando, grazie ai test condotti in collaborazione con la Boston University, che gli apparecchi Philips UV-C sono in grado di neutralizzare in pochi secondi il SARS-CoV-2, responsabile del Covid-19. Microrganismi come 56 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

virus, batteri, funghi e spore, infatti, non sopravvivono ai raggi UV-C perché questi riescono a spezzare le catene dei loro acidi nucleici, impedendone così la riproduzione e la proliferazione. ARIA SANA IN TUTTI GLI AMBIENTI Grazie a questo intenso percorso di ricerca e sviluppo allora oggi Signify è in grado di offrire proprio al mondo dell’hotellerie e dell’accoglienza una gamma completa di apparecchi UV-C professionali, progettati sia per la disinfezione dell’aria, con Philips UV-C Active Air e Philips UV-C Upper Air, sia delle superfici, con Philips UV-C Regletta. Proprio Active Air è l’ultima grande innovazione della ricerca aziendale, sviluppata con l’obiettivo di disinfettare l’aria a ciclo continuo nei luoghi ad elevato livello di interazione sociale come hotel, ristoranti, palestre. Oltre a garantire la sanificazione Active Air propone un utilizzo semplice e sicuro perchè i raggi UV-C sono emessi solo nel dispositivo e non nell’ambiente, in modo da prevenire un’eventuale esposizione involontaria. Grazie ai ventilatori integrati poi, l’aria è convogliata nell’apparecchio per essere filtrata e sottoposta a un’intensa disinfezione. Infine, l’aria


SIGNIFY

sanificata è rilasciata e fatta ricircolare nell’ambiente offrendo maggiore benessere e sicurezza. Come spiegano anche i risultati dei test microbiologici, eseguiti per misurare l’efficacia di Philips UV-C Active Air, l’apparecchio è in grado di disattivare il 90% di microorganismi presenti nell’aria di una stanza di 30 metri quadrati, dopo solo 2 ore di funzionamento. Allo stesso modo gli apparecchi Philips UV-C Upper Air sono efficaci sistemi per la disinfezione dell’aria in ambienti in cui sono presenti più persone, proprio come gli spazi comuni degli alberghi o le sale meeting. Disponibili in versione a parete e a plafone, sono di norma installati ad un’altezza superiore a 2,4 metri e, facendo uso di riflettori parabolici e lamelle non riflettenti, possono concentrare gli UVGI nella zona più alta dell’ambiente grazie ad un’elevata intensità di UV-C. Con la presenza di ventilazione naturale o meccanica, l’aria contaminata passa attraverso la zona UV-C e viene disinfettata. Tanto che secondo i test eseguiti da laboratori certificati, Philips UV-C Upper-Air è in grado di inattivare fino al 99,9% del SARSCoV-2 presente nell’aria di una stanza di 30 metri quadrati entro 10 minuti. Questo livello di efficacia corrisponde a più di 20 cambi d’aria per ogni ora di funzionamento (eACH => 20). Infine, Signify ha sviluppato anche prodotti per la disinfezione delle superfici. L’azienda grazie alla sua intensa opera di ricerca e controllo qualità, ha infatti progettato gli apparecchi Philips UV-C Regletta che prevedono un’emissione di raggi UV-C dalla distribuzione omogenea. Facili e sicuri da installare, questi

sistemi sono dotati di uno schermo in alluminio altamente riflettente e resistente che ne migliora l’efficacia, dirigendo i raggi UV-C sulle superfici oggetto di disinfezione. Signify mette a disposizione del mondo hospitality due diverse versioni di lampade, con e senza riflettore, sfruttando i migliori materiali e un design ottimizzato per garantire le migliori prestazioni e la massima flessibilità. SOLUZIONI PENSATE PER GLI HOTEL “Signify è oggi un’azienda leader nell’illuminazione e nell’innovazione – racconta Daniel Tatini, Amministratore Delegato di Signify Italia, Israele e Grecia – e proprio per questo sa bene che la luce può portarci molto oltre a quello a cui siamo abituati a pensare. La tecnologia UV-C, infatti, ha già dimostrato di offrire un grandissimo potenziale in termini di sicurezza e salute. Così, grazie alla nostra leadership nell’ambito della tecnologia basata sui raggi ultravioletti, abbiamo deciso di ampliare la nostra esperienza anche al campo della disinfezione UV-C. Siamo, infatti, convinti che nel prossimo futuro i dispositivi che sfruttano questa tecnologia possano fare la differenza e, soprattutto, aiutarci a riappropriarci dei nostri spazi, del contatto umano e della socialità che la situazione degli ultimi mesi ci ha costretto a sacrificare, anche in vacanza. I raggi UV-C hanno dimostrato, infatti, di essere una soluzione rapida, potente e altamente efficace. E soprattutto sicura, se vengono installate e utilizzate rispettando le norme di sicurezza”.

In apertura e qui sopra a sinistra: Hotel Arizona – Lignano Sabbiadoro. Apparecchi di disinfezione Philips UV-C Upper Air di Signify Qui sopra a destra: Premiata Trattoria Arlati – Milano. Apparecchi di disinfezione Philips UV-C Active Air di Signify

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BLASTNESS

L’azienda specializzata nella consulenza digitale per il segmento turistico ricettivo propone pacchetti modulari per il successo online, con soluzioni su misura per qualsiasi struttura. Il CEO Delfini: “una gestione ottimale è alla portata di tutte le strutture ricettive, con un rapido ritorno sull’investimento in termini di fatturato e marginalità”.

BLASTNESS Le nuove soluzioni quick start Sei pacchetti per il mondo dell’hospitality. Sei soluzioni complete, semplici e veloci che danno accesso a tutti gli strumenti per presidiare il mercato online e che sono facilmente integrabili con i sistemi di utilizzo comune. È questa la proposta Go Digital che Blastness - azienda specializzata nella consulenza digitale per il segmento turistico - dedica alle strutture ricettive interessate a migliorare la propria presenza online, massimizzare le performance sui canali digitali e soprattutto incrementare il fatturato derivato direttamente dal proprio sito. Blastness lavora al fianco degli hotel per lo sviluppo dell’e-booking e del revenue management dall’inizio degli anni 2000, agli albori della vendita on-line di camere. “Le catene, i gruppi alberghieri e gli hotel e resort di fascia alta sono stati i primi ad affrontare in modo strutturato lo sviluppo dei canali on-line – evidenzia Andrea Delfini CEO e founder di Blastness - Disponendo di maggiori risorse finanziarie e umane e potendo far leva su un più agevole ritorno sull’investimento, per l’elevata tariffa media, si sono potuti dotare di tecnologie innovative e sistemi evoluti. Per questa ragione inizialmente ci siamo affermati in posizione di leadership in Italia come fornitori e partner di hotel di lusso”. Oggi però, grazie allo sviluppo delle tecnologie e di nuovi canali

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e piattaforme, in primis Google Travel, Blastness ha dimostrato in molti casi che il ‘kit’ dei sistemi e servizi per una gestione ottimale dei canali digitali è alla portata di qualsiasi struttura, con un rapido ritorno sull’investimento in termini di fatturato e marginalità. “L’utilizzo delle piattaforme è diventato intuitivo, con molti automatismi che le rendono gestibili con percorsi di formazione rapidi e semplici – aggiunge il manager – Abbiamo pacchetti efficaci e sostenibili anche per micro-strutture e siamo riusciti a realizzare progetti di successo anche per strutture ricettive di una o due camere”. PACCHETTI AVANZATI E PERSONALIZZABILI Il digitale sta infatti rivoluzionando l’industria del turismo e risulta strategico in questo momento dotarsi degli strumenti necessari per cogliere nuove opportunità di crescita. Forte di un’esperienza professionale che dal 2004 l’ha vista partner sia di importanti gruppi alberghieri che di piccole dimore di charme, Blastness ha concentrato e integrato nei pacchetti Go Digital sistemi come il booking engine, il channel manger, il rate shopper e la business intelligence da CRS, ma anche il più recente Integrated Management System, pannello di


BLASTNESS

controllo interattivo che permette di analizzare l’insieme dei dati digitali della struttura e gestire diverse piattaforme da un’unica interfaccia. Tra i servizi inclusi nel pacchetto, Blastness offre la realizzazione di siti web altamente performanti - sia custom made che su template predefiniti -, l’ottimizzazione dei contenuti delle singole pagine per guadagnare un miglior posizionamento nei motori di ricerca, il setup della scheda Google My Business, la configurazione di caselle e-mail e domini e l’assistenza dedicata. Ad oggi, non basta più semplicemente disporre di un sito web, ma diventa strategico avere un sito conforme alle linee guida Google Hotels Insights. I pacchetti Go Digital sono un’ottima soluzione per agevolare qualsiasi struttura nel processo di digitalizzazione. “Li abbiamo creati per supportare, in modo semplice e rapido, tutte le strutture, anche le più piccole, nel processo di digitalizzazione, che la pandemia ha accelerato violentemente - spiega Delfini – E possono essere acquistati con un canone mensile e consentono un rapido ritorno sull’investimento”. Ogni pacchetto (Classic, Superior, Deluxe, Premium, Suite, Penthouse) è inoltre personalizzabile secondo le specifiche esigenze dell’azienda. Tra i plus più richiesti ci sono sicuramente le campagne Pay Per Click sui motori di ricerca, metamotori e social network, che garantiscono una maggiore visibilità e permettono di incrementare il volume di prenotazioni dirette. Queste campagne non comportano investimenti né costi fissi, perché Blastness opera semplicemente sulla base di un compenso variabile legato alle prenotazioni tracciate e convertite, con un risparmio che può arrivare fino al 50% rispetto ai costi di intermediazione delle OTA.

A completamento dell’offerta è possibile scegliere anche sistemi avanzati come il revenue management system e la business intelligence da PMS, la connessione GDS o soluzioni ad hoc come la creazione del logo o giornate di formazione e consulenza direttamente in hotel. FATTURATO E MARGINI CRESCONO Come dimostrano i dati raccolti e analizzati da Blastness su un campione di oltre 800 strutture ricettive clienti - tra cui hotel, resort e piccoli gruppi alberghieri - i canali digitali stanno crescendo costantemente e le performance sono senza precedenti. Per gli hotel Blastness il totale della distribuzione elettronica nel trimestre giugno/agosto 2021 ha segnato un +20% rispetto allo stesso periodo del 2019. Non solo le prenotazioni online sono cresciute ma, ancor più importante, gli equilibri tra disintermediazione e vendite dirette sono cambiati: per la prima volta il trend delle OTA accusa una battuta di arresto, con un -7% rispetto al 2019. Le vendite dirette online delle strutture che utilizzano i sistemi e i servizi Blastness crescono invece a doppia cifra (+81% rispetto al 2019), grazie anche alle straordinarie performance delle campagne Pay Per Click su Google Ads e Google Hotels Ads, che hanno fatto segnare rispettivamente +197% e +247%. Il boom delle prenotazioni online apre dunque agli albergatori nuove e interessanti prospettive e Blastness è un partner autorevole a cui affidarsi.

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INTEGRA FRAGRANCES

Fondata nel 2006, la società italiana Integra Fragrances è oggi una realtà di riferimento nel settore del branding olfattivo, disciplina del marketing ad alto tasso di innovazione e con una rilevanza crescente in numerosi settori, fra i quali quello dell’hospitality.

INTEGRA FRAGRANCES innova l’hotel, e lo rende unico Il branding olfattivo è una disciplina del marketing ad alto tasso di innovazione, con una rilevanza crescente anche nel mondo dell’hospitality. Questo perché il profumo, influendo sull’umore, può modificare i comportamenti e rivelarsi di conseguenza un alleato prezioso per la comunicazione d’impresa. Anche e soprattutto quando l’impresa è alberghiera e ha come mission il comfort del suo ospite. Fondata nel 2006, la società italiana Integra Fragrances è oggi una realtà di riferimento in questo settore, come racconta il Ceo Lorenzo Cotti: “L’ospitalità in tutto il mondo oggi punta sul profumo come elemento focale per le sue strategie di comunicazione, di differenziazione e di branding. L’olfatto è l’unico tra i sensi in grado di far riaffiorare in modo incontrollato le sensazioni di un momento vissuto o di un luogo, caratteristica che lo rende rilevante per il mondo dell’accoglienza. L’hotellerie è tuttavia ancora indietro nello sfruttare queste potenzialità rispetto ad altri settori, quali ad esempio il fashion retail. Oggi anche gli hotel stanno riscoprendo il marketing olfattivo per creare una vera identità che trasmetta agli ospiti i valori del loro brand. Parliamo di un settore che è fondato sulla fidelizzazione della clientela, e i ricordi e le emozioni legati

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al profumo sono i più utili perché i più persistenti nella memoria. La mission di Integra Fragrances è quella di guidare il committente nell’interpretazione olfattiva che meglio lo racconta. Grazie a una profonda analisi dei trend di mercato, delle materie prime di tendenza e della coerenza estetica del concept, unita al prezioso savoir-faire dei nasi creatori, possiamo individuare e replicare quell’emozione olfattiva che accompagnerà l’ospite lungo tutta l’esperienza di soggiorno”. Quanto è importante oggi essere all’avanguardia e fornire soluzioni su misura? “Integra Fragrances ha know how e flessibilità per avviare per ogni progetto uno studio nuovo, creando un profumo che sia davvero unico e customizzato per ogni committente. Costruire una identità olfattiva è un mestiere complesso che rende necessario prendere in considerazione tanti fattori. Il segreto è fare una ricerca sui valori portanti di una struttura, sul territorio, sulla storia della proprietà, oltre che sulla tipologia e l’aspettativa dei clienti. Per Borgo Egnazia abbiamo lavorato sulla territorialità per riprodurre il profumo della campagna in cui è immerso. Un lavoro tanto


INTEGRA FRAGRANCES

ben riuscito che quando si è iniziato a diffondere il profumo nel resort, il personale pensava arrivasse da fuori. Mentre per Lefay Resort abbiamo operato nel campo della ricerca e delle materie prime naturali, realizzando una collezione di fragranze che immergono l’ospite nei paesaggi circostanti: in questo caso il Lago di Garda e le Dolomiti di Pinzolo”. Sempre attenti all’innovazione, siete stati i primi a sviluppare poi una strategia di sanificazione dell’ambiente abbinata alla profumazione personalizzata canalizzata. Come funziona? “Essendo i nostri diffusori di fragranze collegati al sistema di trattamento dell’aria degli alberghi, abbiamo pensato di integrare nella soluzione anche la sanificazione. Non è stato semplice, ma durante i mesi di chiusure per la pandemia abbiamo concentrato i nostri sforzi su questa importante missione. Alla fine, grazie a un intenso lavoro di studio tecnico e chimico, abbiamo prima dotato la nostra tecnologia olfattiva di un sofisticato sistema di sensoristica e reportistica della qualità dell’aria indoor; quindi, abbiamo predisposto i nostri sistemi alla nebulizzazione controllata di un principio attivo presidio medico chirurgico capace di sanificare più volte al giorno aria, superfici e impianti di condizionamento. È nato un protocollo di sanificazione canalizzata di totale sicurezza che permette di trattare tutte le aree comuni (cucine e piscine incluse), essendo il PMC largamente impiegato nei settori alimentare e di disinfezione delle acque. Il suo valore aggiunto è che, pur rimanendo delicato sui materiali più pregiati, risulta sicuro nell’inalazione ed efficace ad ampio

spettro contro virus, batteri, funghi, muffe, oltre che testato sul Covid-19. Ma non solo: per compensare la mancanza di sistemi canalizzati dell’aria nelle camere abbiamo messo a punto un diffusore comodamente trasportabile dal personale dell’housekeeping, che sanifica la stanza nel tempo dedicato al suo rifacimento, semplicemente collegandolo alla presa di corrente. Fiore all’occhiello di questo diffusore è il sistema di geolocalizzazione, che consente una reportistica accurata dei trattamenti eseguiti in ciascuna camera, per ridurre al minimo l’errore umano e tutelare le strutture stesse”. Quale sarà il futuro più probabile del settore secondo la vostra esperienza? “Credo che gli alberghi capiranno sempre di più l’importanza di presentarsi al mercato come differenziati gli uni dagli altri, ognuno provvisto di una propria unicità. La chiave sarà essere unici nell’esperienza di soggiorno anche se si possiede un solo albergo, come spesso accade in Italia. Il nostro fatturato arriva per il 50% dalla penisola e per il 50% dall’estero, ma proprio il mercato alberghiero italiano molto frammentato deve scoprire nel branding olfattivo un’opportunità per raccontare la propria identità. Si deve immaginare che la fragranza personalizzata non profumi soltanto gli ambienti, ma possa diventare un catalogo, un prodotto profumato souvenir, una saponetta in bagno, una coccola sul cuscino, un invito alla prossima stagione… Il nostro approccio è proprio quello di supportare l’albergatore perché la sua identità olfattiva diventi uno strumento di branding a 360 gradi”.

A sinistra, al lavoro sulle materie prime e, a destra, il Ceo di Integra Fragrances, Lorenzo Cotti In apertura, il giardino della Royal Suite del Lefay Resort Garda per cui Integra ha creato una collezione di fragranze personalizzate

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CAPITOL

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Qualità, creatività e sostenibilità sono i punti focali del lavoro di Capitol, azienda che da oltre 30 anni, progetta e realizza - per il mercato alberghiero di lusso in Italia e in Europa - prodotti di cortesia ‘tailor made’ per le diverse aree dell’hotel: dalla reception al bagno, dalla camera alla SPA, dal ristorante all’housekeeping.

CAPITOL cortesia ‘su misura’ Lavorando con un approccio consulenziale a 360 gradi, Capitol Milano offre al cliente la certezza di realizzare i propri desideri al meglio, supportandolo dall’ideazione alla progettazione fino alla produzione di articoli di alta qualità, originali, ricercati e, allo stesso tempo, funzionali. Come racconta Fausto Arrà, General Manager di Capitol: “L’azienda nasce, trent’anni fa, grazie allo spirito imprenditoriale di mio padre, che dagli anni Duemila ha scelto di focalizzarsi sul mercato degli hotel di lusso. Dal 2006, quando sono entrato in Capitol, abbiamo proseguito su questa strada, iniziando a puntare, oltre che su qualità e personalizzazione dei prodotti, sull’innovazione dei processi e dei materiali. Tutti elementi che hanno portato sia ad un ampliamento della gamma di articoli sia ad un’espansione della nostra presenza in Italia e all’estero: ad oggi il 65% del nostro giro d’affari arriva dall’Italia e il 35% da fuori, con il 20% generato solo dal mercato UK, sul quale siamo in continua e costante espansione, motivo per cui, con l’introduzione della Brexit, abbiamo aperto una branch che ci permette di operare direttamente in UK”. “Il mercato oggi – continua Arrà – richiede personalizzazione estrema: c’è una grande e costante corsa a migliorare e

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differenziarsi per offrire agli ospiti dell’hotel qualcosa in più. La nostra capacità di ricerca e sviluppo e l’ampia rete di fornitori ci permette di essere leader in questo offrendo oggetti unici: per esempio, per le suite di un hotel 5 stelle abbiamo creato delle scatole completamente su misura per il set up del caffè realizzate in legno con inserti in acrilico stampato, con disegno e grafica scelti dal cliente”. E la voglia di crescere dell’azienda non si ferma. “Nell’ultimo anno - racconta il General Manager - complice lo stop forzato dovuto alla pandemia, abbiamo investito nel marketing e nella comunicazione. Inoltre, per continuare a cavalcare il trend eco-friendly, ci siamo focalizzati sulla ricerca di nuovi fornitori e materiali che ci permettono di offrire ai nostri clienti soluzioni innovative sempre più sostenibili: per esempio, abbiamo ideato dei modelli di pantofole per camera e SPA completamente green, dove spugna, gomma e poliestere sono sostituiti da cotone, sughero e stuoia naturale per un prodotto sempre elegante, confortevole e funzionale”. Capitol come sempre guarda al futuro ed è pronta ad affrontare nuove sfide e lavorare su nuovi progetti per l’hotellerie.


FEDEGROUP

Partner di prestigiosi gruppi alberghieri nella creazione di progetti per il food&beverage ideati ad hoc e gestiti “chiavi in mano”, Fedegroup crede da sempre nel valore unico della formazione sul campo. Per questo oggi lancia il progetto pilota Ho.Re.CaMp per creare i giovani professionisti dell’ospitalità del futuro.

Roberto Imperatrice

FEDEGROUP punta sulla formazione Di quali figure professionali e di quali competenze hanno davvero bisogno le aziende dell’hospitality? Chi meglio di loro può disegnare un programma di formazione aderente alle esigenze di un mercato in continua evoluzione? Accorciare in maniera significativa e virtuosa la distanza tra formazione e lavoro è il principio alla base del progetto Ho.Re.CaMp, ideato da Fedegroup - azienda leader nella ristorazione per hotel con oltre 50 strutture in gestione in Italia - in collaborazione con Gesfor srl e Teknous. “Il successo nella ristorazione e nell’hotellerie è determinato dalla qualità e dalla competenza del personale - spiega Roberto Imperatrice, Ceo di Nabucco Holding, società proprietaria di Fedegroup -. È la professionalità a fare la differenza, trasformando agli occhi del cliente ogni servizio in un’esperienza indimenticabile. Per questo da sempre in Fedegroup la formazione ‘sul campo’ ha ricoperto un ruolo strategico. Con il progetto Ho.Re.CaMp, puntiamo su una formazione innovativa che porta in cattedra i migliori professionisti di ristorazione e hotellerie per trasmettere in modo diretto esperienze e competenze a chi si affaccia a questo lavoro. Stiamo finalizzando accordi con i primi partner e ci auguriamo che aderiscano a Ho.Re.CaMp molte aziende del

settore, così da dare continuità al progetto arricchendolo nel programma e nelle aree di specializzazione”. “Ho.Re.CaMp vuole essere uno strumento - aggiunge Nicola Pezone, direttore HR di Fedegroup – sia a disposizione delle aziende che cercano figure interessate a specializzarsi sia dei giovani che desiderano entrare in questo mondo per realizzarsi come professionisti. Grazie alla collaborazione con Gesfor srl e Teknous abbiamo creato percorsi formativi intensivi che in 4 settimane accompagnano gli studenti ad essere operativi nelle cucine, nelle sale e dietro i banconi delle migliori strutture italiane. Il progetto è il banco di prova per la nascita di un nuovo modo di pensare alla formazione per l’Ho.Re.Ca.”. Chef, sommelier, bartender, pizzaioli, maître, camerieri di sala, F&B manager: ogni profilo ha un corso dedicato, gratuito per il candidato, con un programma in 4 settimane personalizzato in base al livello di competenze dimostrato nella selezione. Combina formazione in aula con professionisti del settore F&B e hotellerie, laboratori didattici in strutture prestigiose e uno stage finalizzato all’assunzione al termine del percorso. I primi corsi dedicati a Cucina e Servizio di Sala partirano a novembre. Settembre/Ottobre 2021 PAMBIANCO HOTELLERIE 63


AUGUSTO CONTRACT

Augusto Contract - hospitality & foodservice general contractor - è una società di arredamento e il primo general contractor specializzato nella realizzazione ‘chiavi in mano’ di spazi per la ristorazione, in Italia e all’estero. In 7 anni ha realizzato 182 aperture per 61 brand, in 75 città di 12 nazioni in 3 continenti.

AUGUSTO CONTRACT un mondo di realizzazioni Società dotata del know-how per realizzare spazi per la ristorazione ‘chiavi in mano’, Augusto Contract realizza progetti unici per hotel, oltre alla ristorazione in high street, healthcare, travel retail e centri commerciali. E oggi nell’hotellerie il F&B assume un ruolo sempre più centrale, divenendo componente fondamentale di un’offerta completa e di qualità. Augusto Contract è anche in grado di realizzare il nuovo concetto di ristorante di hotel che si apre alla città fornendo un’esperienza distintiva. Le esigenze degli alberghi richiedono competenze specifiche poiché le conoscenze legate a tecnologia e attrezzature, ergonomia e funzionalità, vanno unite ad attenzione al dettaglio, cura delle finiture e ricerca sui materiali, per creare ambienti che soddisfino le attese di tutti gli stakeholders. Così, per l’innovativo hub dell’ospitalità Combo - nelle sedi di Venezia, Milano e Torino – Augusto Contract ha applicato tali competenze nelle aree F&B, ampliando l’intervento anche alle aree comuni e reception. Progetti che si distinguono per i materiali utilizzati, le finiture e le lavorazioni. Per i banconi di Venezia e Milano, ad esempio, è stata usata una particolare lamiera di alluminio. Spiega il Ceo Giacomo Racugno: “C’è stato un grande lavoro di ricerca per reperire questo

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materiale che veniva messo negli ascensori degli anni Cinquanta. A Torino poi sono stati realizzati banconi dagli stili diversi per le aree bar e cafè, che ben rappresentano la nostra capacità di gestire la varietà e la complessità dei progetti. Grande attenzione è dedicata alle caratteristiche del luogo: come a Venezia, dove abbiamo eseguito lavorazioni speciali di materiali resistenti alla salsedine e accorgimenti a livello costruttivo e impiantistico per fronteggiare l’acqua alta”. Gli interventi di Augusto Contract poi si ampliano dal F&B agli spazi comuni. “Queste aree - conclude Racugno - permettono infatti il primo ‘incontro’ tra ospite e hotel ed è importante che arredamento e materiali creino la giusta atmosfera. Per Combo Torino, ad esempio, ci è stato chiesto di realizzare una struttura di grande impatto in lamiera di alluminio a forma cilindrica adibita a reception, con arredo interno in legno curvato ad hoc. Gestire la varietà delle richieste dei progettisti, garantendo una realizzazione funzionale e attenta al dettaglio, il controllo di budget di investimento e tempistiche di realizzazione, è la peculiarità di Augusto Contract: il portafoglio di realizzazioni fatte, nel tempo, per prestigiosi brand alberghieri mostra la capacità di coordinare tutti gli elementi che compongono tali ambienti complessi”.


ANTEPRIMA

TTG, immersione nell’esperienza di Vanna Assumma

TORNANO A RIMINI IN PRESENZA LE TRE FIERE DI IEG, CHE TRASMETTONO STIMOLI INEDITI PER CONSENTIRE AI PARTECIPANTI DI IMMAGINARE IL FUTURO DELLA LORO AZIENDA. IN UNA PAROLA, SI PUNTA ALL’EMOZIONE.

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M

assima attenzione al mercato domestico e alle nuove tendenze che emergono dai viaggiatori, come la forte richiesta di outdoor, di turismo attivo e sportivo, nonché di esperienze emozionali. Sono alcune delle coordinate attorno alle quali verteranno i 200 eventi e le esposizioni di Ttg Travel Experience, Sun Beach&Outdoor Style e Sia Hospitality Design, che tornano in presenza, nel quartiere fieristico di Rimini dal 13 al 15 ottobre 2021. Le tre manifestazioni di Italian Exhibition Group, che mettono insieme prodotto, mercato, servizi dall’incoming, turismo balneare, arredi e forniture per l’hôtellerie, si svolgeranno attraverso 9 arene tematiche e più di 300 relatori. L’intento è quello di riflettere su quella che è oggi la valuta primaria dell’industria dei viaggi e dell’ospitalità, spiega Ieg in una nota, e cioè sicurezza e benessere. “Si viaggerà per essere accuditi, nel 2021. Decisiva sarà la capacità di ascoltare e rispondere al bisogno di considerazione del viaggiatore”.


ANTEPRIMA

EMPATIA CERCASI Proprio sul tema dell’ascolto si sofferma Gloria Armiri, group exhibition manager Turismo e Ospitalità di Italian Exhibition Group: “Il mondo del turismo e del business in generale necessita di maggiore empatia e di fiducia (da qui il tema dell’edizione 2021: ‘Be confident’), anzi in una parola di emozione. Vorrei che il Ttg fosse una vera e propria esperienza – sottolinea – con un valore ‘nobile’, elevato, a livello emotivo e cognitivo. L’obiettivo è quello di trasmettere impulsi e stimoli che siano di arricchimento ai partecipanti per immaginare il futuro della loro azienda”. Proprio in quest’ottica, la 58esima edizione della manifestazione di riferimento per la promozione del turismo mondiale in Italia e per la commercializzazione dell’offerta turistica italiana nel mondo darà più spazio ad alcune sezioni ’emozionali’. Tra queste Book&Go, in cui si alternano scrittori di libri di viaggio che trasmettono ispirazioni ad agenti di viaggio e tour operator, che possono così trarre spunti per una vendita più sofisticata e creare prodotti turistici innovativi. Emozioni anche nella sezione Beactive, che è partita due anni fa e adesso sta acquisendo un’importanza via via crescente, forte del trend legato al turismo all’aria aperta che sta diventando predominante, mentre in passato era relegato a un segmento giovane oppure di nicchia. “Il turista- spiega Armiri – cerca esperienze più salutari, legate all’attività fisica. Cambia anche il concetto di benessere, che non evoca solo il mondo delle terme o delle spa, ma diventa un approccio mentale e di concezione della vacanza, appunto ‘attiva’. Infatti nella sezione Beactive aumenta l’offerta di trekking, vacanze con la bici, pellegrinaggi. Aggiungo che dalle survey che facciamo, risulta che il turismo enogastronomico e culturale è uno dei motivi principali che spinge la scelta di un viaggio”. Eatxperience mostra come l’Italia sia costellata di strutture ricettive con alta ristorazione, enoteche e cantine, musei del cibo, scuole di cucina, itinerari enogastronomici che sono il lato edibile della cultura dei borghi, dei cammini spirituali, di percorsi. Ttg 2021 si completa con le aree The World, dedicata alle destinazioni estere, e con Global Village, dedicata ai tour operator e alla rete distributiva dei servizi, nonché alle start-up e imprese innovative nel format Ttg Next. RIPARTIRE IN SICUREZZA Il ritorno a confrontarsi ‘dal vivo’ è un’esperienza importante e Ieg, dopo aver messo a punto il protocollo Safe Business ad aprile 2020, ora ha aggiunto ulteriori elementi per garantire persone e

aziende presenti in fiera. Innanzitutto, è richiesto il ‘green pass’ (o titolo equivalente) a tutti coloro che accedono in fiera. “L’obiettivo - spiega l’AD di Ieg Corrado Peraboni - è garantire ai nostri espositori/visitatori padiglioni covid free, un luogo dove l’unica preoccupazione di chi vi accede deve essere quella di fare business. Non è un caso che il Green Pass sia previsto come requisito dalla grandissima maggioranza degli organizzatori fieristici europei.” Sempre in tema di sicurezza, Ieg offre ai propri ospiti stranieri una nuova opportunità di conoscenza delle regole in tema di ingresso e permanenza in Italia, grazie all’accordo siglato con lo Studio Arletti&Partners, società esperta di mobilità internazionale.

In alto, due momenti dell’edizione 2020 di Ttg Travel Experience In apertura, il quartiere fieristico di Rimini

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ANTEPRIMA

HOST scommette sulle sinergie di Vanna Assumma

TUTTO IL MONDO DELL’HORECA IN UNA SOLA MANIFESTAZIONE: HOST MILANO SI SVOLGE PER LA PRIMA VOLTA INSIEME A TUTTOFOOD, IN PRESENZA. IL COMMERCIO MONDIALE DEL FUORI CASA MOSTRA SEGNALI DI RIPRESA NEL PRIMO TRIMESTRE 2021.

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orna in presenza e non da solo. HostMilano sceglie la strada della ‘filiera globale’ e la percorre insieme a Tuttofood, nelle stesse date e location: in Fieramilano dal 22 al 26 ottobre 2021. Il salone dedicato al mondo dell’accoglienza sposa quindi un progetto globale, insieme alla rassegna del food&beverage, quello di portare tutto il mondo dell’horeca in una sola manifestazione. I key player mondiali dell’ospitalità professionale potranno quindi visionare le novità e confrontarsi con gli operatori della ristorazione professionale, dell’arte bianca, del comparto bar, macchine caffè, vending oppure del gelato pasticceria, fino all’area arredo, tecnologia e tavola. Un concetto di ‘filiera totale’ che va dal semilavorato alla trasformazione e all’equipment, fino alle occasioni di acquisto nella Gdo e retail e agli stili di consumo nel fuori casa. Si tratta di filiere che hanno catene del valore sinergiche, molto approfondite nella loro verticalità, come ha sottolineato Luca Palermo, amministratore delegato di Fiera Milano: “Milano ha l’opportunità di diventare un hub non solo italiano, ma europeo,


ANTEPRIMA

di importanti filiere industriali. La sfida è quella di far sì che i nostri imprenditori vengano nel capoluogo lombardo e vadano un po’ meno alle fiere estere perché qui trovano opportunità di internazionalizzazione”. FUORI CASA IN RIPRESA La fiducia fa capolino nel mondo dell’out of home. A dirlo sono i dati di ExportPlanning, secondo cui il primo trimestre del 2021 ha evidenziato un’accelerazione del commercio mondiale per il segmento della ristorazione professionale (+22,8% rispetto al primo trimestre 2020 e +23% rispetto al corrispondente periodo 2019). A tornare al segno più è stato anche il segmento dell’arredo tavola, che ha messo a segno un +11,1% rispetto al Q1 del 2020 e un +5.7% rispetto al primo quarter 2019. Tendenze analoghe sono state registrate dalle esportazioni italiane durante i primi tre mesi dell’anno: il made in Italy della ristorazione professionale ha visto una risalita (+20.8% e +7.5%), come pure quello legato al segmento arredo tavola; quest’ultimo, dopo un 2020 con le esportazioni italiane in calo (-6.2%), ha evidenziato un recupero di oltre 11 punti percentuali nel primo trimestre del 2021, e di oltre 5 punti rispetto ai livelli 2019. E per il futuro? Le previsioni formulate sulla base dell’ultima edizione del World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale, segnalano per il periodo 2021-2024 un ritorno a ritmi di sviluppo accelerati, con particolare riferimento agli scambi mondiali. I segmenti più dinamici saranno ancora una volta la ristorazione professionale (+6.9% di crescita media annua nel periodo 2021-24) e quelli legati al segmento caffè, macchine da caffè e vending (+7% medio annuo). Sul fronte delle esportazioni tricolori, i trend positivi riguarderanno tutti i settori (anche se con incrementi meno accelerati rispetto alla media mondiale), con particolare riguardo alle aree caffè, macchine da caffè, vending e panificazione pasticceria. TUTTI IN PRESENZA Dopo un anno e mezzo di stop, tornare a incontrarsi ‘live’ è un’esperienza importante per buyer ed espositori, che si confrontano sugli scenari del futuro. A settembre, oltre 1.100 espositori avevano già confermato la loro presenza ad HostMilano. Provenienti da 40 Paesi (tra questi, Germania, Francia, Spagna, Usa, Portogallo, Olanda, Grecia e Regno Unito), i partecipanti hanno un tasso di internazionalità sul totale degli espositori che sfiora il 40 per cento. Aree come la ristorazione professionale (38%), il bar, macchine caffè, vending (33%) e

l’arredo, tecnologia e tavola (18%), insieme valgono l’89% della manifestazione. L’arredo tavola, ad esempio, nei prossimi anni sarà chiamato a puntare su design e green. Si va verso l’utilizzo di materiali improntati alla sostenibilità, nel rispetto di ambiente, salute e sicurezza dei prodotti chimici utilizzati. Nel tableware, l’ospitalità è alla ricerca di nuovi concetti di ristorazione con materiali tecnologici e l’uso del digital per comunicare tra sala, cucina e clienti.

In questa pagina e in apertura, momenti di showcooking ed esposizione di prodotti nell’ambito di Host 2019

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TENDENZE

Il vino gioca SENZA ALCOL di Giambattista Marchetto

GUARDANDO IL SEGMENTO DEGLI ALCOHOL-FREE CON OCCHI LAICI, SI RILEVA L’EMERGERE DI UN NUOVO MERCATO (SOPRATTUTTO LEGATO AI GIOVANI). MILIONI DI BOTTIGLIE GIÀ PRODOTTE IN GERMANIA, FRANCIA E SPAGNA. L’ITALIA INSEGUE, MA CON CASI DI SUCCESSO COME HOFSTÄTTER, SCHENK E PRINCESS.

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V

ino o non vino? Questo è il dilemma: se sia più nobile nella mente soffrire la rinuncia all’alcol e dardi di dealcolata fortuna o prender armi contro un mare di bevande pretenziosamente vinose e, opponendosi, por loro fine? Parafrasando Shakespeare, il dibattito in Italia sui vini dealcolati sembra oggi più ideologico che legato a una riflessione concreta e orientata al realismo del mercato, ma i produttori ne vedono le potenzialità. OPPORTUNITÀ DI FILIERA “Con la nuova Ocm vino emanata con la riforma Pac, i produttori europei possono avere un’opportunità di mercato in più – osserva Denis Pantini, dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor - in uno scenario in cui l’attenzione alla salute è sempre più evidente nei comportamenti di consumo”. E citando i dati diffusi dal Comitato Europeo Produttori Vinicoli, l’analista riferisce come gli spumanti analcolici consumati ogni anno in Germania siano già a quota 22 milioni di bottiglie, in


TENDENZE

Francia i primi 5 produttori ne abbiano vendute 8 milioni di bottiglie all’anno e la Spagna si attesti a 1,5 milioni di litri. L’inserimento della definizione “vino” rappresenta un’opportunità per il comparto, secondo il segretario generale dell’Unione Italiana Vini Paolo Castelletti. “Non facendoli rientrare nella categoria - precisa Castelletti - questi prodotti possono contenere altri ingredienti ed essere, in quanto alimenti, costruiti con l’aggiunta di aromatizzanti o zuccheri generici. Questo significa che la filiera perde il beneficio di una espansione del proprio mercato”. Secondo l’inserimento nei disciplinari del settore enoico potrebbe rappresentare una garanzia di qualità controllata e una nuova frontiera di business. “Si tratta di un mercato che non crea una competizione con quello dei vini - rimarca Castelletti - perché ha piuttosto come target quella grande maggioranza di popolazione che nel mondo non beve alcol o consuma prodotti a bassa gradazione”. DISTRIBUTORI PRONTI A PARTIRE I distributori sembrano assumere un approccio laico al tema. Il Gruppo Meregalli non ha attualmente in gamma questi prodotti, ma il direttore generale Corrado Mapelli conferma l’attenzione su un segmento che potrebbe portare ad allargare il mercato “soprattutto spinto dalle nuove generazioni”. È un’opportunità anche per Stefano Moccagatta di Villa Sparina, nel board della società internazionale di distribuzione Ethica Wines attiva tra Usa e mercati asiatici, secondo il quale “la differenza la faranno i dealcolati quando saranno molto buoni”. BOLLA NO-ALCOL I produttori italiani spingono sugli sparkling, ricercati dal mercato per il consumo alternativo al vino con alcol e per la miscelazione. Martin Foradori Hofstätter ha spinto sul dealcolato con Steinbock Alcohol Free Sparkling, una bollicina ottenuta dealcolizzando il vino dai vigneti lungo la Saar, in Germania. “Per questa prima annata abbiamo prodotto 20 mila bottiglie – spiega l’imprenditore – e i nostri clienti di alto posizionamento hanno risposto subito con interesse, proprio per dare un prodotto di

qualità a chi lo richiede”. Sempre dall’Alto Adige, il gruppo Schenk con base a Ora ha già un mercato consolidato nel segmento, pur come piccola quota a fronte di una produzione di circa 60 milioni di bottiglie. “Attualmente abbiamo in listino solo due spumanti – riferisce l’ad Daniele Simoni - che proponiamo sui mercati internazionali. Crediamo che i dealcolati non aggrediscano il segmento dei vini tradizionali, bensì quello del beverage, nel quale si annida quel 74% di persone che, a livello globale, non beve alcolici”. La Princess di Lavis in Trentino ha bruciato le tappe e cresce con i soli vini alcohol-free. Dopo un periodo di ricerca e sviluppo, nel 2016 e partita la commercializzazione e nel 2018 Princess vendeva 40mila bottiglie, nel 2019 oltre 70mila e nel 2020 ha raggiunto le 110mila bottiglie. “Quest’anno siamo già oltre le 90mila bottiglie - riferisce Tait - dato che la risposta del mercato è in accelerazione”, riferisce l’ad Michele Tait. Il gruppo francese Les Grands Chais de France (1 mld fatturato per 550 milioni di bottiglie nel 2019) produce spumanti senza alcol. “Sono un prodotto in crescita su scala mondiale – rimarca Romina Romano, country manager Italia per il gruppo - grazie alla spinta dei giovani. E le imposizioni religiose generano milioni di potenziali consumatori”. Da gennaio 2020 il gruppo ha venduto 7,5 milioni di bottiglie di prodotto alcohol-free nel mondo.

Il segretario generale dell’Unione Italiana Vini Paolo Castelletti

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WHAT’S NEW? Hotel a misura di fitness di Davide Deponti

Ricerca di uno stile di vita sano e desiderio di fare esercizio fisico con regolarità, magari all’aria aperta, sono trend che riguardano segmenti sempre più ampi di popolazione in Italia. Non fa eccezione chi viaggia, per vacanza o lavoro, trovandosi spesso a soggiornare in alberghi e strutture ricettive. Anzi, sono sempre di più le persone che, anche lontano da casa, ricercano ambienti che possano essere in grado di rispondere alle loro esigenze, sempre più ‘sofisticate’, in fatto di fitness e wellness. Per l’hotellerie si apre un mondo di possibilità tecnologiche e architettoniche per riuscire a soddisfare le necessità di questi ospiti ‘fitness-oriented’ che scelgono una struttura proprio per garantirsi un soggiorno in linea con i loro standard di benessere. Accanto alle ‘classiche’ palestre, aree fitness e wellness, oggi un albergo deve proporre servizi e competenze, in materia di allenamento e di esercizio fisico, molto più evoluti rispetto al passato. Che siano vere e proprie ‘wellness suite’ o soluzioni tecnologiche in grado di permettere agli ospiti di connettersi con i loro programmi di allenamento.

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FITNESS

ALLENARSI ANCHE IN VIAGGIO

SIDEA Configurazione più compatta della gamma di strutture per esterno Outrace, Outrace Tower è composta da un unico montante: in questo modo occupa una minore porzione di spazio a terra ma si propone come stazione fitness polifunzionale per vari tipi di allenamento

LIFE FITNESS Perfetta per dare valore aggiuntivo a un albergo, seducendo in particolare chi ama fare attività fisica all’aria aperta, la struttura Synergy Blue Sky si compone di ben cinque stazioni per sei moduli collegati tra loro ma indipendenti nell’utilizzo

PANATTA Storico brand italiano, presente sul mercato del fitness da oltre mezzo secolo, propone diverse soluzioni a seconda del tipo di allenamento, dello spazio a disposizione e delle possibilità di investimento. Come Monolith, linea compatta e space saving pensata per ottimizzare al massimo tutti gli ingombri 74 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021


FITNESS

PRECOR Fa parte della la linea Resolute Strength l’attrezzatura Leg Press: permette l’allenamento mirato dei quadricipiti senza caricare pressione sulla colonna vertebrale. L’ospite può effettuare le sue regolazioni personali comodamente da seduto

TECHNOGYM È davvero rivoluzionaria l’esperienza di allenamento che offre Technogym Bike grazie ai corsi di indoor cycling disponibili 24 ore su 24 sulla console, dalla quale si sceglie la lezione preferita in base a tipo di allenamento, lingua e durata

MATRIX Lifestyle Upright Cycle offre agli hotel una macchina ‘cardio’ confortevole e a basso impatto. È dotata di sedile Ergo Form, regolabile in altezza, manubrio a doppia posizione, design a gradini, pedali autobilancianti e manovella in tre elementi con bracci forgiati

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FITNESS

LIFE FITNESS Tutti i macchinari della linea Elevation, con Console Discover, sono perfetti per chi vuole mettere a disposizione dell’ospite l’ultima generazione di allenamento cardio. Sono compatibili con device Apple e Android e si possono scegliere in uno dei 4 colori Premium

TECHNOGYM A chi vuole attrezzare in albergo una vera e propria area fitness, l’azienda italiana propone la nuovissima linea Excite Live, della quale fa parte anche questo Excite Run: attrezzo dal design innovativo che regala una perfetta stabilità di corsa 76 PAMBIANCO HOTELLERIE Settembre/Ottobre 2021

PANATTA Si chiama Ecopower Run il macchinario pensato per consentire la massima escursione di movimento a tutte le tipologie di utenti grazie alla lunghezza di passo di ben 95 cm. La seduta e la pedana antiscivolo inoltre facilitano l’inizio e la fine dell’allenamento.


FITNESS

MATRIX Garantire a tutti una sessione di corsa bella e semplice è lo scopo di Lifestyle Treadmill che grazie al wifi della Console Touch XL si può connettere facilmente ai device degli ospiti in modo che possano seguire i loro programmi di allenamento

PRECOR L’ellittica EFX 885 unisce affidabilità e facilità di utilizzo a un movimento naturale e a basso impatto grazie al design unico, mentre l’esclusiva tecnologia Converging CrossRamp regolabile e i manubri mobili garantiscono un allenamento confortevole

SIDEA La struttura outdoor Outrace T5 è composta da un portale e da un unico traverso che si estende centralmente e genera un’ampia area di allenamento in sospensione pur senza occupare troppo spazio, per un totale di oltre 11 stazioni indicate per esercizi di suspension training

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PRODOTTI

Lisci come l’ OLIO di Marco Caruccio Una delle eccellenze enogastronomiche nazionali riconosciuta in tutto il mondo. L’olio extravergine è un elemento imprescindibile sulle tavole dei ristoranti negli alberghi di lusso e conferma il legame tra ospitalità e territorio.

VARVAGLIONE Blend di Coratina e Ogliarola. Raccolta prematura per esasperare ed esaltare i sapori, estrazione a ciclo continuo a due fasi a freddo, con una temperatura al di sotto dei 23 gradi e una gramulazione lenta.

IL BORRO Olio Primo Raccolto dà vita ad un olio fuori dalle regole. Di colore verde aureo, ricca carica floreale e gusto intenso, è il blend che meglio racchiude l’essenza de Il Borro. Un intenso bouquet floreale all’olfatto, al palato conferma le note aromatiche percepite.

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MASSIMO MOSCONI Un gruppo di appassionati del territorio pesarese ha dato vita a Risveglio di Massimo Mosconi: olio extravergine di oliva monocultivar Raggiola. A portata di click essendo presente nel catalogo della piattaforma e-commerce specializzata OlivYou.

BORGO EGNAZIA L’olio extravergine di oliva della Masseria San Domenico è prodotto dagli ulivi secolari dell’omonima masseria, utilizzando le tecniche tradizionali e artigianali del frantoio. È venduto all’interno del concept store Bottega Egnazia e online.


PRODOTTI

BORGO SAN FELICE Il Velato Olio Evo nasce per soddisfare gli amanti delle note erbacee e amarognole dell’olio nuovo, viene imbottigliato pochi giorni dopo la raccolta manuale e riesce ad esprimere il suo carattere migliore a crudo su verdure, carni grigliate e bruschetta.

SINCETTE L’Olio Evo Sincette, biodinamico certificato Demeter, si ottiene da olive di varietà Casaliva, Leccino e Moraiolo dell’uliveto che circonda la Tenuta a Polpenazze del Garda. Giallo con riflessi verdolini, all’olfatto è fresco e fruttato, al gusto fragrante.

CASTIGLION DEL BOSCO L’olio extravergine di oliva Cortemente legato al territorio con profumi e aromi indistinguibili. La spremitura a freddo e la decantazione naturale permette di preservare l’essenza del frutto e le caratteristiche nutrizionali dell’olio extravergine d’oliva. Di colore oro con riflessi smeraldo.

FRANTOIO MURAGLIA Il gallo, simbolo della Puglia e della sua identità, è l’ispirazione per un nuovo orcio in terracotta che il Frantoio Muraglia aggiunge alla collezione di oggetti d’arte. Questa volta in collaborazione con la designer Stella Tasca.

BANFI Banfi conferma l’attenzione per il territorio di Montalcino. Tra le attività agricole, a tutela della biodiversità della tenuta, rientra la coltivazione dell’olivo extravergine Poggio alle Mura: fruttato, intenso, dal sapore deciso ed equilibrato.

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Cover STORY

ADRIAN KAY WONG.

LA MISURATA INTIMITÀ DELL’ORDINARIO “Il

flusso e riflusso delle onde, il lento strisciare della luce attraverso una finestra, lo sventolio gentile di una tenda: sono spesso attratto da queste scene di singolare movimento, se non per la discreta intimità di quell’istante, forse per la loro capacità di rallentare la nostra esperienza del tempo”. Nel tentativo di racchiudere e preservare quella breve caducità, Adrian Kay Wong dipinge spazi domestici spesso privi di abitanti, ma ricolmi di tracce della loro presenza: una tazza da tè lasciata vicino a una finestra al mattino, un bicchiere di vino la sera, un’arancia rimasta sul davanzale. Contraddistinti dai cambiamenti cromatici della luce, i dipinti di Wong trasportano lo spettatore in una giornata simbolica, mentre l’orologio appeso al muro e il persistente spostamento del Sole da est a ovest echeggiano il passare del tempo. Un ticchettio reso tramite sagome ripetute e motivi ricorrenti. Un’allitterazione visiva che consente all’artista di esplorare a fondo le relazioni tra colore, composizione e forma, mentre il rapporto tra soggetto primario, contesto e dettagli è livellato mediante una deliberata piattezza della superficie pittorica, animata da sottili dinamismi. Il medesimo impianto strutturale è sotteso anche alla nuova serie presentata all’interno della mostra personale ‘Close to Home’, allestita dalla galleria online Uprise Art. Opere in cui a essere scoperte e glorificate sono scene di vita quotidiana per di più trascurate: sedentarie, talvolta mondane, malinconiche. Nato nel 1991 e cresciuto nella baia di San Francisco, Wong si è laureato alla School of the Art Institute of Chicago nel 2013. Ad oggi, vive e lavora a Los Angeles, in California.

Courtesy of Uprise Art (www.upriseart.com)

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COLOPHON

MAGAZINE

HOTELLERIE NUMERI, FATTI E PROTAGONISTI DELL’OSPITALITÀ E DEL TURISMO BUSINESS E LEISURE

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