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DOSSIER

i brand. “Avvicinarsi al mercato dei capitali può aiutare – ha affermato – e la Borsa offre servizi dedicati alle piccole e medie imprese. Sono 50 oggi le aziende quotate nel settore dei consumer goods per 80 miliardi di capitalizzazione e il progetto Elite conta 566 società in Europa di cui 300 italiane”. Così come è stato per le imprese della moda e del lusso, la quotazione nel mondo del beauty sarebbe un boost per accelerare il percorso di crescita delle aziende, un aiuto per attrarre nuovi talenti e per procedere ad acquisizioni mirate. I NUMERI DEL BEAUTY Sul palco di Palazzo Mezzanotte inoltre è stato presentato lo scenario e i numeri del mondo beauty, cercando di capire perché il settore da qualche anno fa gola alla finanza. Si tratta di un mercato in crescita: la filiera italiana del beauty vale all’incirca 15 miliardi di euro e il 18% delle aziende mostrano un avanzamento superiore al 10%, con un

tasso di crescita medio del comparto del 5,05%, superiore a quello dell’occhialeria, della gioielleria, della moda e di altri mercati lifestyle. Sono i dati presentati da Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia, associazione che rappresenta 500 aziende del comparto con 35mila addetti. “Se si considera l’ebit medio dell’industria dei diversi settori - ha illustrato - quello della cosmetica è pari al 7,5%, preceduto solo dalla farmaceutica (ebit a 9,5%), e dall’occhialeria (7,7%), mentre supera tutti gli altri settori merceologici italiani, come quello dei mobili (4,7%), della moda (4,5%), quello alimentare (4,4%) e in generale il manifatturiero”. L’industria della bellezza in Italia produce 10,5 miliardi di euro, di cui 4,3 miliardi vengono generati all’estero (+12,3%) e il saldo commerciale di questo mercato l’anno scorso è stato di 2,3 miliardi di euro. “Il valore della bilancia commerciale nel beauty - ha commentato Rossello - è superiore a quello di mercati altrettanto importanti per

Bonacina (EY): “Il PRIVATE resta inespresso nel beauty”

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a sfida delle aziende beauty, oggi, è manageriale, legata cioè a un cambiamento strategico di ‘visione’ che dovrebbe portare le industrie ad acquisire maggiori dimensioni. È quanto ha illustrato nel corso del convegno Roberto Bonacina, partner e lead advisor EY, specificando che le imprese italiane sono piccole, ma hanno una marginalità media, pari al 12,6 per cento. Il fatturato delle aziende in media è 37,5 milioni di euro e l’ebitda è 4,5

Roberto Bonacina

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milioni. “I valori sono interessanti - ha osservato il manager - ma le dimensioni sono piccole. Dato che per competere sono necessari investimenti e i mercati da raggiungere sono sempre più lontani, è opportuno che questi imprenditori realizzino partnership, aggregazioni o si aprano al capitale”. Per dare un’idea, Bonacina ha specificato che le aziende cosmetiche quotate hanno mostrato un trend di crescita costante negli ultimi 10 anni, con marginalità

Pambianco Beauty N3/2017  
Pambianco Beauty N3/2017