Page 1

IPSEOA Marco Polo Via Sciaccaluga, 9 16147 Genova Tel. 010 3776608 Fax 010 397204 Insegnante referente: Clara Fava

STOCCAFISSO, BACCALA’ E…MOLTO ALTRO ANCORA Dopo la spiegazione del collegamento di stoccafisso e baccalà con la cucina di Genova il filmato propone 6 itinerari per visitare la nostra città partendo dalla più antica fino ad arrivare a quella che si è sviluppata nel ‘900, alla scoperta di negozi, friggitorie, ristoranti e ma anche della sua arte e storia.


ISTITUTO PROFESSIONALE STATALE PER I SERVIZI DELL’OSPITALITÀ ALBERGHIERA MARCO POLO - GENOVA

ENOGASTRONOMICI

E

PROGETTO “STOCCAFISSO, BACCALÀ E MOLTO ALTRO ANCORA” CLASSE IV TURISTICA – A.S. 2012/2013

Compito-prodotto: video di un lavoro composto da filmati e presentazioni realizzate con power point che guida alla conoscenza di Genova attraverso 6 percorsi di carattere gastronomico, storico e artistico. Finalità generali: sperimentare concretamente il lavoro di promozione e guida turistica nella nostra città partendo dalla Genova più antica fino ad arrivare a quella che si è sviluppata nel Novecento, alla scoperta di negozi, friggitorie, ristoranti e “sciamadde” ma non solo. Competenze mirate: Utilizzare gli strumenti fondamentali per una fruizione consapevole del patrimonio di un territorio, comunicare, agire in modo autonomo e responsabile. Tempi: 5 mesi (fine primo quadrimestre e secondo quadrimestre). Sequenza fasi: raccolta di documentazione/informazioni attraverso la visita del Centro di documentazione per la Storia, l’Arte e l’immagine di Genova, la lettura di testi (tra cui Stokke mon amour ) e l’analisi di siti, visite di ricognizione, elaborazione del materiale raccolto, verifica della validità di alcuni itinerari guidando allievi di Novara e Budapest, realizzazione del prodotto finale. Metodologia: lavoro in piccoli gruppi, confronti di intergruppo.

Di seguito si propongono in modo essenziale le sue sequenze e si fornisce il testo che lo accompagna. A- Parte introduttiva che spiega il collegamento di stoccafisso e baccalà con la città di Genova e le modalità con cui è stato realizzato il filmato. B- Itinerari che si possono sviluppare separatamente o in successione: 1- Alla scoperta della Genova più antica: partendo da Porta Soprana si sale sul colle di Sarzano per poi scendere verso il mare fino a piazza San Giorgio. 2- Ripa Maris: il percorso inizia con la presentazione di palazzo san Giorgio e si conclude in via del Campo. 3- Libera la Maddalena: questo itinerario guida in uno dei quartieri più “critici” di Genova e vuole essere un invito a partecipare insieme ai nostri ragazzi alla sua “liberazione”. 4- Andando per Rolli e botteghe: partendo da piazza Fontane Marose, dove si conclude il precedente itinerario, si percorre via Garibaldi per poi tornare nella zona del porto scendendo da via Macelli di Soziglia. 5- Via San Lorenzo e dintorni: da piazza Caricamento si arriva con questo percorso a piazza De Ferrari passando da via San Lorenzo ma anche rientrando nei vicoli per scoprire gioielli come San Donato. 6- Da piazza De Ferrari ai mercati con lo Stokke: dalla piazza principale della nostra città ci si sposta verso la Genova che si sviluppa nell’ottocento/novecento giungendo al mercato Orientale e a quello di piazza Scio con un piccolo cenno anche al mercato di Marassi.

Docente coordinatore Franca Clara Fava


Siamo la IV turistica dell’ Istituto alberghiero Marco Polo di Genova. Da alcuni anni le classi dei nostri corsi turistici simulano l’attività di un Tour Operator, chiamato MP incotour, che programma itinerari in Liguria. Quest’anno noi abbiamo realizzato una proposta di visita di Genova a carattere storico – artistico . gastronomico chiamata “Stoccafisso, baccalà e molto altro ancora”. Il lavoro che vedrete, dopo una parte introduttiva generale, si compone di 6 itinerari. Come potete vedere abbiamo lavorato, suddividendoci in piccoli gruppi, in uno dei laboratori informatici del nostro Istituto, cercando materiale attraverso Internet ed utilizzando un programma di presentazione. Siamo stati anche sul territorio ed in particolare abbiamo ottenuto informazioni recandoci presso il Centro di documentazione per la Storia, l’Arte e l’Immagine di Genova dove sono conservate foto, vedute e carte antiche della nostra città Nel corso dell’anno abbiamo avuto inoltre la possibilità di verificare la validità di alcuni nostri itinerari facendo da guide a ragazzi sia di un liceo di Novara che di un liceo di Budapest. Ci auguriamo che il nostro lavoro vi piaccia e che presto veniate a trovarci a Genova!

MP INCOTUR PRESENTA STOCCAFISSO, BACCALIÀ E MOLTO ALTRO ANCORA La storia dell’uomo e delle civiltà è necessariamente legata all’alimentazione. Nel medioevo il pesce di mare non era un cibo diffuso né popolare. Il sogno alimentare era la carne di fronte alla realtà della verdura e dei farinacei. Al pesce si ricorreva in seconda battuta e, semmai, si consumava preferibilmente pesce di fiume ritenuto più delicato La Controriforma, con il Concilio di Trento a metà del 1500 portò i giorni di digiuno a oltre 150 all’anno. Il basso costo e la possibilità di una lunga conservazione, favorì il consumo e la diffusione del merluzzo. Trasformato in baccalà o stoccafisso a seconda del metodo di conservazione utilizzato Il merluzzo più pregiato è quello proveniente dalle isole norvegesi Lofoten. Qui viene conservato seccandolo al gelido vento del mare per diventare stoccafisso. Alla fine del ‘500 i Portoghesi, scoprirono davanti alle coste canadesi di Terranova una delle maggiori riserve di pesca di merluzzo del mondo. Il merluzzo di Terranova per essere conservato viene salato diventando così quello che a Genova chiamiamo baccalà. Genova era sulle rotte più importanti dei velieri che trasportavano il merluzzo e divenne uno dei porti principali del suo commercio in Europa. Sin dal XVII secolo questo alimento divenne un punto fermo dell’alimentazione dei Genovesi e della Liguria. Siamo adesso in una delle cucine del nostro Istituto insieme al professor Roberto Avanzino che sta cominciando a preparare un piatto della nostra tradizione gastronomica, lo stoccafisso accomodato. Naturalmente prima il pesce viene ammollato in acqua corrente per ore in modo da disessicarlo . La ricetta storica prevede la cottura in umido al tegame del pesce con olio in abbondanza, pinoli, olive taggiasche e dall’ottocento anche pomodori . Varie sono le ricette tipiche di baccalà e stoccafisso in Liguria. Ne esiste anche una di Badalucco, un borgo dell’entroterra di Sanremo, dove tutte le terze domeniche di settembre si tiene un festival per ricordare che gli abitanti del posto riuscirono a resistere a un lungo assedio dei Saraceni e successivamente respingerli, grazie alle scorte di stoccafisso. La parte del pesce che ci sta mostrando il prof. Avanzino è la ventresca considerata una vera prelibatezza e preferita dai gourmand poiché particolarmente grassa. Nella cucina dopo ore di lavoro intenso il prof, insieme a nostri compagni che frequentano il corso ristorativo, stanno impiattando e l’aspetto del cibo è decisamente invitante. In sala tutti sono soddisfatti e stanno passando una bella serata anche grazie alla bontà del cibo.


Cominciamo adesso a presentarvi i sei itinerari del nostro progetto “ Stoccafisso e baccalà e molto altro ancora”.

I ITINERARIO – Alla ricerca della Genova più antica

Buon giorno. Il nostro itinerario si intitola “Alla ricerca della Genova più antica” Partendo dalla centralissima Porta Soprana saliremo sul colle di Sarzano dove vissero i primi abitanti stabili di Genova per poi scendere verso il mare In epoca medioevale Porta Soprana era la principale porta di accesso a levante della città. Le sue due torri, alte più di 30 metri. sono visitabili , così come è visitabile nelle immediate vicinanze la ricostruzione della casa dove visse in gioventù Cristoforo Colombo. Sotto Porta Soprana si trovava il convento di Sant’Andrea di cui oggi rimane il bellissimo chiostro Nell'arco di attraversamento della porta sono incise le seguenti parole: “Se pace tu porti, accostati pure a questa porta,
se guerra tu cerchi, triste e battuto ti ritirerai” Portatori di pace superiamo la porta e subito ci troviamo davanti ad una Sciamadda che risale al 1814. Sciamadda in genovese significa ‘fiammata’, ed indica locali tipici con forni a legna per cucinare torte salate e molte alto altro ancora, anche gustosissime frittelle di baccalà. Se vi rimane poi spazio per un dolce assaggiate il latte fritto non ve no pentirete! La nostra prossima destinazione è il museo di Sant’Agostino, ma prima vi suggeriamo una breve deviazione a Campo Pisano

All’epoca delle Repubbliche marinare nel 1284 nella battaglia della Meloria la flotta pisana venne sconfitta da quella genovese Tra i cinque e i seimila furono i morti, e quasi undicimila furono i prigionieri portati a Genova nel quartiere che da allora si sarebbe chiamato "Campopisano". Proprio in riferimento all'ingente numero di prigionieri pisani a Genova, nacque il detto " se vuoi veder Pisa vai a Genova".

Tornati sul nostro percorso principale entriamo nel museo di Sant'Agostino. dedicato alla scultura e alla pittura ligure dal X secolo al XVIII secolo. Il museo è ospitato all'interno del complesso del convento di Sant'Agostino con chiostro triangolare da cui è visibile la stupenda torre campanaria della chiesa del convento . La chiesa duecentesca è una delle poche gotiche sopravvissute a Genova. Sconsacrata dalla fine del settecento oggi viene usata come sede espositiva e talvolta è anche sede per rappresentazioni teatrali del vicino Teatro della Tosse o feste come quella di Capodanno.

Lasciata la chiesa continuiamo a salire sul colle di Sarzano fino ad arrivare davanti a “Casa Paganini” La casa dove abitò il genovese Paganini è stata distrutta ed il complesso che vediamo è a lui dedicato perché ospita un centro universitario di ricerca scientifica e artistica . Molto bello l’interno dell’edificio che una volta era un convento di suore.


Proprio davanti a casa Paganini si trova quello che rimane del convento di Santa Maria in Passione. Siamo in una zona fortemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e purtroppo come in questo caso non c’è stato un intervento di ricostruzione. Arriviamo così in cima al colle di Sarzano dove si pensa sia nata la città di Genova . La zona è detta di Castello forse dal castello che qui si trovava nel medioevo. Scavi recenti hanno anche rinvenuto reperti di epoca romana. Poco più avanti troviamo la chiesa e il convento di Santa Maria di Castello. Il complesso religioso è uno dei più antichi ed importanti di Genova. La chiesa in stile romanico racchiude molte opere d’arte tra cui questo magnifico polittico davanti al quale a Natale viene collocato il Presepe. Vi consigliamo anche di non perdere la meraviglia e l’incanto della loggia dell’ Annunciazione dove è visibile uno dei più noti affreschi di Genova del 1451. Di fianco a Santa Maria di Castello si trova la torre degli Embriaci che con i suoi 41 metri è la più alta del centro storico. La sua costruzione è legata al nome del celebre Guglielmo Embriaco che si distinse nella conquista cristiana di Gerusalemme del 1099. Superata la torre cominciamo a scendere verso il mare. Durante il percorso si incontra un piccolo gioiello, quasi nascosto di Genova. E’ la chiesa dei Santi Cosma e Damiano la cui costruzione probabilmente risale al 1049. E’ una delle poche chiese dove si è mantenuta la pianta originaria a moderato sviluppo longitudinale. Arrivati a piazza San Giorgio siamo al livello del mare. La piazza prende il nome dall’omonima chiesa il cui campanile si innalza da una vicina casa- torre. Una meta classica dei genovesi nei pressi di piazza San Giorgio è l’Antica Sciamadda che risale all’inizio dell’ottocento. Il locale è delizioso e ci sono tutte le specialità della tradizione genovese anche il nostro baccalà. In questa Sciamadda veniva a comprare il presidente Pertini.. Poco lontano si trova Sa’ Pesta la più antica sciamadda di Genova. Sa’ Pesta significa ‘sale pestato’, e il sale era inizialmente la merce venduta in questa bottega, solo successivamente iniziò l'attività di ristorazione con frittelle di baccala', acciughe, polpi, polpettoni , torte di verdura e tanto altro tra cui da non perdere la farinata. Un impasto di farina di ceci, acqua, sale e olio cotto al forno che se venite a Genova non potete non assaggiare. Grazie per l’attenzione e vi aspettiamo nella nostra città.

II ITINERARIO – Ripa Maris Buon giorno. Iniziamo il nostro percorso partendo dalla riva del mare nella parte più antica del porto di Genova. La zona è dominata da Palazzo San Giorgio uno degli edifici storici più importanti e conosciuti di Genova e dedicato a un santo a noi molto caro Nel palazzo , oggi sede dell’Autorità portuale, sono ben evidenti la parte rinascimentale e quella medioevale.


L'affresco del seicento del fronte a mare, di Lazzaro Tavarone è stato recentemente ridipinto. Oltre san Giorgio che uccide il drago appaiono altri personaggi come i genovesi Andrea Doria, Cristoforo Colombo e Guglielmo Embriaco. La parte medioevale del palazzo venne costruita nel 1260 e si trovava una volta in riva al mare, in quello che era il più importante punto di riferimento della città. Fu il primo Palazzo del Governo di Genova, ma ben presto divenne a lungo la sede del glorioso Banco di San Giorgio. Oggi il palazzo è in parte visitabile Sulla facciata medioevale, come segno di potere compare sopra la porta una testa di leone sottratta ai veneziani da sempre nemici dei genovesi verso la metà del 1200 .

Una lapide di fianco alla porta ricorda che nel palazzo fu imprigionato Marco Polo e che durante la detenzione dettò a Rustichello da Pisa le sue memorie di viaggio che furono in seguito pubblicate sotto il titolo il milione. Un'altra lapide ricorda Frate Oliverio. Il merito di aver lasciato alla città di Genova palazzo San Giorgio è di Frate Oliverio, che era anche architetto A questo monaco è dedicata la via davanti al palazzo dove si trovano i più antichi porticati pubblici di cui si abbia conoscenza in Italia. Questi porticati servivano per i commerci che si sviluppavano lungo il fronte del porto La pittoresca zona che vedete è detta sottoripa perché era costruita a ridosso del mare. Forse questi turisti attrezzati per la montagna hanno sbagliato strada. Sotto i portici di fianco al locale dove si fanno i panini più buoni di della città c’e un vicolo in cui si trova ancora una bomba lanciata dall’esercito piemontese durante il terribile attacco subito da Genova nel 1849 Sottoripa è conosciuta per il suo aspetto orientaleggiante da bazar ed è anche un angolo di paradiso per i golosi. Difficile scegliere dove andare a mangiare. Noi vi suggeriamo trattorie tipiche dove di certo stoccafisso o baccalà non possono mancare.

A sottoripa ci sono anche delle friggitorie storiche dove tutto in vetrina è croccante e dorato come cucinato dal sole. Qui trovate frittelle di baccalà, pesciolini, acciughe e provate anche la panissa fritta una versione fritta della farinata. Tra i clienti c’era anche Fabrizio De Andre’ che frequentava e amava questi locali. A sottoripa ci sono anche molte pescherie dove si possono comprare stoccafisso e baccalà da cucinare. Giuseppe Verdi durante il suo soggiorno a Genova ne frequentava in particolare una dove si narra che al titolare, che avrebbe fatto la comparsa nell’Aida, abbia detto:”Lei guadagna molto più qui che sul palco di un teatro”. Verdi alloggiava nell’albergo Croce di Malta che era ubicato nella torre dei Morchi. Nell’ottocento i bei palazzi di questa zona divennero spesso alberghi ed ospitarono personaggi famosi come Wagner, Stendhal, Melville, Twain. Sulla piazza davanti alla torre si trova la statua dedicata all’armatore della spedizione dei Mille Raffaele Rubattino. Sulla piazza si affaccia anche quella che era una volta la locanda del Raschianino sede di ritrovo di numerosi garibaldini per organizzare l’impresa dei Mille. Più avanti verso ponente si trovava l’albergo Hotel de la Ville. In questo albergo nel 1847 si tenne un banchetto patriottico durante il quale Goffredo Mameli declamò l’inno Fratelli d’Italia.


Siamo vicini a Porta dei Vacca ingresso medioevale della città a ponente. La costruzione di entrambe le torri risale come per quelle di Porta Soprana che avete già visto, al periodo in cui il Barbarossa minacciava di assoggettare Genova La porta si apre su via del Campo . Questa via è oggi conosciuta per essere stata cantata da Fabrizio De André in una delle sue più belle canzoni, intitolata, per l'appunto, Via del Campo. Nella strada si trova il negozio di dischi di Gianni Tassio, grande amico del cantautore.

Questo negozio costituisce una sorta di museo: i passanti possono ascoltare sommessamente le note delle canzoni di Faber mentre in vetrina sono esposte le copertine originali di tutti i suoi dischi . Finisce qui il nostro itinerario, se venite siamo sicuri che sarà per voi un’esperienza indimenticabile

III ITINERARIO – “Libera la Maddalena” Buon giorno. Abbiamo chiamato il nostro itinerario “Libera la Maddalena” Il quartiere della Maddalena è uno dei sei rioni che costituivano un tempo l'originale centro storico di Genova e vi porteremo a conoscerlo nei suoi luoghi più significativi. La Maddalena è un quartiere in crisi dove prevalgono criminalità e prostituzione. Oggi però con molte iniziative si sta progettando la sua rinascita e noi insieme a voi vogliamo contribuire a questa rinascita. Partiamo da Via san Luca che come potete vedere è sull’asse viario che prosegue da via del Campo subito dietro Sottoripa. La strada è oggi molto frequentata e piena di negozi, ma alzando la testa si possono notare i palazzi medioevali e cinquecenteschi dove abitava parte della nobiltà cittadina ed in particolare gli Spinola una delle più antiche e importanti famiglie genovesi. Circa a metà della strada si trova la bella chiesa di San Luca voluta nel 1188 da Oberto Spinola e rifatta nel XVII secolo secondo un gusto tipicamente barocco. Vicino alla chiesa si trova uno dei palazzi storici più noti di Genova, Palazzo Spinola di Pellicceria. L'edificio possiede i caratteri propri dei palazzi genovesi tardo cinquecenteschi e attualmente ospita un museo. La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola è caratterizzata da magnifiche stanze splendidamente arredate che i marchesi Spinola donarono nel 1958 allo Stato italiano insieme al secolare palazzo di famiglia. Girovagando nelle piccole stradine del quartiere, i caruggi in genovese, , vi consigliamo di arrivare in piazza delle Vigne circondata da nobili palazzi e dominata da una bella chiesa il cui campanile medioevale è uno degli elementi che caratterizzano il panorama di Genova.


Altra piazza da visitare è piazza Lavagna recentemente recuperata ora si può definire un gioiellino del centro storico, frequentata soprattutto di sera per i suoi bar e ristoranti. Anche piazza Cernaia propone attività dedicate ai bambini così da rendere più vivibile il centro storico per le famiglie. In vico Mele segnaliamo “In scia stradda”un negozio gestito da una cooperativa che vende prodotti delle terre liberate dalla mafia, equosolidali e a chilometro zero Per tuffarvi in modo romantico nella storia di Genova c’è piazza dell’Amor Perfetto. Nel lontano 1502 il re di Francia Luigi XII giunse a Genova e conobbe la bellissima Tommasina Spinola di cui rimane un ritratto a Santa Maria di Castello.Tra il Re e Tommasina fu amore a prima vista. Il re dovette però ripartire subito e poco dopo giunse a Genova la falsa notizia della sua morte. Tommasina sopraffatta dal dolore morì e quando lo venne a sapere il Re disse: “Avrebbe potuto essere un amor perfetto.” Bisogna poi andare in Via della Maddalena che una volta delimitava il centro storico di Genova. Questa strada si trova in uno stato molto degradato e oggi le sue attività commerciali e artigianali sono ridotte all'osso, il 43% delle saracinesche è chiuso. Nella via si comincia però a respirare aria nuova grazie al progetto di riqualificazione del quartiere per rompere il suo isolamento dal resto della città Non può mancare nella via una visita alla notissima Rosticceria la Maddalena, detta anche da Vitale, ed aperta dalla metà del secolo scorso. Qui si trova qualunque carezza per il palato e naturalmente si possono acquistare stoccafisso e baccalà da cucinare o già pronti da gustare. Se preferite i ristoranti nel quartiere ce ne sono tantissimi e non dovete far altro che scegliere, anche se non è facile viste le tante proposte! Quasi in fondo a via della Maddalena si può visitare la chiesa omonima. La chiesa attuale fu ricostruita nel XV secolo, nel luogo ove sorgeva una antichissima cappella. Una particolarità della nuova chiesa è che il suo orientamento è stato capovolto rispetto a quello originario. Diversamente da oggi l’entrata era rivolta ad ovest, verso la Francia, sulle cui coste sbarcò la Maddalena in fuga dalla Terrasanta Dopo la chiesa sulla sinistra c’è un accogliente e colorato ostello situato in pieno centro, a due passi dalle principali attrazioni della città. Infondo a Via della Maddalena possiamo vedere la Botteghetta Magica. Dal 1830 qui si vendono presepi di ogni tipo. Non esiste desiderio che qui non si possa avverare: palme, case, pozzi e ogni tipo di statuina della tradizione, da pochi centimetri sino a mezzo metro di altezza. Girando a sinistra in meno di un minuto arriviamo in Piazza Fontane Marose una delle principali piazze della città. Si tratta di un posto da sempre molto frequentato, e che oggi è stato usato come vedete anche per esporre opere d’arte contemporanea . Qui finisce il nostro percorso, venite anche voi insieme a noi a liberare la Maddalena.

III ITINERARIO – Andar per Rolli e botteghe

Buon giorno. Con il nostro itinerario da Piazza Fontane Marose andando per Rolli e botteghe torneremo nella zona del porto davanti al mare.


Dalla Piazza si accede alla ampia ed elegante via Garibaldi , dove si trovano alcuni tra i più sfarzosi palazzi di Genova. La via fu edificata nella seconda metà del XVI secolo - quello che passerà alla storia come il secolo dei Genovesi - per volere dell'aristocrazia locale. Gli splendidi palazzi di via Garibaldi, come altri della città, sono detti dei Rolli perché i nobili per sorteggio dovevano metterli a disposizione della Repubblica per ospitare visitatori importanti. I Rolli sono stati riconosciuti patrimonio dell’umanità nel 2006. Una planimetria della via fu realizzata da Rubens. I palazzi Rosso, Bianco e Tursi sono oggi sede di importanti collezioni museali. I musei di via Garibaldi costituiscono uno straordinario patrimonio d’arte, a cui consigliamo di dedicare una visita. Potrete per esempio ammirare a Palazzo Bianco questa suggestiva Maddalena del Canova. Nell’atrio di Palazzo Rosso con l’obiettivo di rilanciare il centro storico è stata da poco allestita una sala multimediale. Vengono proposte le tappe più significative della storia urbana di Genova. grazie a un grande schermo interattivo touch screen con il quale si può navigare esplorando sia la città ottocentesca che quella rinascimentale. All’inizio di via Garibaldi nel palazzo che fu di Tobia Pallavicino e che oggi ospita la Camera di Commercio potete ammirare la preziosissima e raffinata stanza dorata.

Da piazza Fontane Marose possiamo anche andar per botteghe in via Macelli di Soziglia. Questa piccola stradina, dove una volta erano ubicati i macelli di Genova, è ricca di negozi di vario genere, dai macellai, ai verdurieri, alle pescherie.... In Soziglia, i genovesi lo sanno e se ne accorgono anche i turisti , ancora oggi si compra bene! Magari mangiando per strada un po’ di focaccia. Tra le molte macellerie della via degna di nota è la Macelleria Nico attiva dal 1890. Il classico banco di marmo da macellaio presenta piccole sculture raffiguranti, oltre agli strumenti del mestiere, anche personaggi del Risorgimento. In Via Soziglia, al numero 20, c’è la “Bottega dello Stoccafisso”, che dal 1936 si dedica alla vendita di stoccafisso e baccalà. Dalle lontane Lofoten lo stocche arriva a Genova, per restarsene nel negozio appeso e rinsecchito, oppure in ammollo in grandi lavandini di marmo che si possono vedere dalla vetrina pronto per essere cucinato . Deviando per Vico Casana, troviamo una delle botteghe gastronomiche più antiche di Genova, la tripperia Casana. Non ci sono insegne le trippe appese in vetrina sono l’unico richiamo di questo negozio vecchio di due secoli. Facendo pochi passi si arriva a Piazza San Matteo una delle più significative piazze medioevali di Genova. Al centro si trova la chiesa di San Matteo e intorno i Palazzi dove risiedevano i più importanti esponenti della nobile famiglia Doria. La chiesa fondata nel 1125 è stata più volte modificata nei secoli. Della sistemazione gotica si è conservata, soprattutto la facciata a strisce bianche e nere oltre all’interno a tre navate. Sul fianco sinistro della chiesa si trova il chiostro di San Matteo di forma quadrangolare del 1308 Arriviamo quindi in piazza Campetto la cui bella fontana era originariamente vicino a Porta


Soprana. Sulla piazza si trovano due palazzi dei rolli: palazzo Imperiale con una particolare facciata curvilinea e il palazzo detto del melograno per la pianta che cresce sulla sua poggiolata e che attualmente è facilmente visitabile poiché sede di un grande magazzino. Nell’adiacente piazza Soziglia ci sono due locali storici. Il primo è Il "Caffé pasticceria Fratelli Klainguti" del 1826. Il secondo è la confetteria Romanengo che risale al 1780 e che era fornitrice ufficiale di casa Savoia. Proseguendo verso il mare si arriva in Piazza Banchi che si sviluppò nel medioevo come centro di attività commerciali e finanziarie con numerosi banchi di scambio, dove affluivano mercanti da ogni paese. Sulla piazza si affaccia la Loggia dei mercanti costruita alla fine del cinquecento e che dal 1855 al 1912 ospitò la prima Borsa Merci Italiana La piazza è dominata dalla chiesa di San Pietro in Banchi. La chiesa fu costruita per adempiere a un voto legato alla fine di un'epidemia grazie ai finanziamenti derivanti dall'affitto e dalla vendita di alcune botteghe collocate sotto di essa e che la rendono così particolare. In questa chiesa si sposarono i genitori di Mazzini. Da piazza Banchi attraverso vico dei Cartai torniamo nella piazza davanti a Sottoripa chiamata dall’ottocento Caricamento poiché era qui che venivano caricate le merci del porto di Genova.. Finisce qui il nostro itinerario, grazie e a presto a Genova

IV ITINERARIO - Via San Lorenzo e dintorni Buon giorno il quinto itinerario l’abbiamo intitolato “Via San Lorenzo e dintorni” Da piazza Caricamento, dopo aver superato palazzo San Giorgio, arriviamo in via San Lorenzo che ci condurrà in piazza De Ferrari. Molti sono i posti da visitare nei dintorni di Via san Lorenzo. Per voi abbiamo scelto la chiesa di San Donato e piazza delle Erbe. Via San Lorenzo non sempre è stata così ampia. Venne allargata nell’ottocento per migliorare la viabilità di Genova. Oggi è una strada molto vivace, piena di negozi e spesso di persone che propongono in vario modo la loro creatività. In piena libertà ognuno può esprimersi lasciandoci stupiti o ammirati per le abilità messe in mostra Lungo la strada ci sono anche ben cinque palazzi dei Rolli a testimonianza del suo nobile passato Molti sono i posti di ristoro che si incontrano. Vi segnaliamo circa a metà della strada questo locale dove al venerdì stoccafisso e baccalà non mancano mai. Leggete anche la targa dell’edificio accanto Qui visse da giovane il patriota genovese Goffredo Mameli e proprio nel palazzo di fronte al civico 12 nell’ottocento si trovava la sede della banca Nazionale, la futura Banca d’Italia.

Poco dopo arriviamo davanti a San Lorenzo, la Cattedrale della città. È una chiesa medioevale costruita tra il 1100 e la fine del XIV secolo. La facciata presenta portali gotici ed è a fasce bianche e nere, che nel Medioevo erano a Genova simbolo di nobiltà. Sopra il portale principale nella lunetta centrale sono raffigurati Cristo con San Lorenzo.


I due leoni che fiancheggiano la scalinata risalgono all'Ottocento e vennero inseriti quando fu allargata la piazza antistante la chiesa. È inoltre ancor oggi ben visibile a destra di una delle porte di accesso la piccola riproduzione di un cane. Si tratterebbe del cane di uno degli scultori smarrito durante la costruzione della cattedrale Per ricordarlo ne fu scolpita l'immagine Superata la Cattedrale arriviamo in piazza Matteotti dominata dall’imponente facciata neoclassica di palazzo Ducale. La costruzione del Palazzo ha inizio alla fine del XIII secolo e successivamente ha subito molte modifiche. Storica sede dei Dogi di Genova , oggi è un dinamico centro di attività culturali.

Di fianco al palazzo si trova la torre Grimaldina probabilmente del trecento Fu usata come carcere dai tempi della Repubblica fino alla seconda guerra mondiale. Oggi la torre è visitabile e tra i prigionieri illustri ricordiamo il patriota Jacopo Ruffini amico fraterno di Mazzini che qui morì suicida nel 1833 Piazza Matteotti su cui si affacciano la torre e palazzo Ducale, ospita spesso manifestazioni cittadine come questo flash mob di studenti in occasione del festival della Storia in piazza.

Davanti alla piazza si trova salita Pollaioli che ci riporta nel centro storico dei caruggi. Quasi subito possiamo fermarci al Caffè degli specchi dell’inizio del novecento. L’atmosfera interna è fiabesca dominata dagli effetti del gioco di specchi dell’interno. Al primo piano il ristorante offre soprattutto piatti della cucina tradizionale ligure e tutti i giovedì e venerdì stoccafisso e baccalà cucinati in tantissimi modi.

Proseguendo troviamo la chiesa di San Donato che edificata all’inizio del XII secolo rappresenta l'esempio più rilevante di romanico della nostra città. Caratterizzata da uno splendido campanile ottagonale la chiesa si trova in un’area che è stata molto danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale ma è rimasta miracolosamente indenne. L’interno a tre navate conserva opere di notevole importanza artistica. In pochissimi minuti raggiungiamo piazza delle Erbe che forse risale addirittura all’epoca romana. La piazza è caratterizzata da una piccola ma deliziosa fontana ed allegramente piena dei tavolini di bar e ristoranti. Oggi Piazza delle Erbe è il centro della “movida” genovese, soprattutto il venerdì sera sino a notte fonda.
 
 Sulla piazza si trova il ristorante Panson che dal 1790 delizia i suoi ospiti con i piatti della tradizione ligure e dove certo non può mancare lo stoccafisso. Torniamo quindi in piazza Matteotti e passando davanti alla Chiesa del Gesù la cui faccia venne rifatta nella seconda metà del XIX secolo prendendo a modello disegni di Rubens arriviamo nella centralissima piazza De Ferrari. Grazie per l’attenzione e a presto

IV ITINERARIO - Da piazza De Ferrari ai mercati con lo stokke Buon giorno, presentiamo “Da piazza De Ferrari ai mercati con lo stokke” Piazza De Ferrari è la principale piazza di Genova e su di essa si affacciano molti palazzi importanti per la vita sociale, culturale, politica ed economica della nostra città.


Dove oggi sorge la piazza, anticamente c’era poco più di uno slargo che prendeva il nome dalla chiesa di San Domenico, demolita negli anni venti dell'Ottocento per costruire il Teatro Carlo Felice. Durante la seconda guerra mondiale il teatro venne colpito due volte rimanendo parzialmente distrutto e solo nel 1992 - in occasione delle Colombiadi - fu riaperto al pubblico Tra i palazzi della piazza spicca quello della nuova Borsa edificato all’inizio del novecento per sostituire la vecchia Loggia dei Mercanti di piazza Banchi Venuto meno il suo ruolo con l'avvento della borsa telematica, oggi è adibito a sede di mostre allestite nel magnifico salone delle contrattazioni in stile liberty. Piazza De Ferrari è uno dei principali punti di riferimento in occasione di eventi importanti della vita cittadina: per noi studenti la fine dell’anno scolastico, le festività natalizie con fuochi artificiali multicolori e l’albero di natale, manifestazioni come questa organizzata dal comitato “se non ora quando?”

Dalla piazza inizia via XX settembre aperta verso la fine del secolo scorso sul tracciato allargato della ex via Giulia. Quasi esclusivamente riservata a negozi ed uffici la via è abbellita da alcuni fra i più imponenti palazzi cittadini ed è uno dei luoghi prediletti dei genovesi per fare shopping . Su un'altura che sovrasta la via è situata la chiesa di Santo Stefano uno degli esempi maggiormente significativi dell'architettura romanica di Genova. In questa chiesa venne battezzato Cristoforo Colombo e forse anche il giovane Balilla. 
Scendendo via XX Settembre passiamo davanti al Mercato Orientale inaugurato nel 1899 in quello che una volta era il chiostro della vicina chiesa della Consolazione. Al suo interno tra i molti banchi anche quelli di pesce dove certo non possono mancare stoccafisso e baccalà. In fondo a via XX settembre nel seicento era stata collocata Porta Pila come porta principale delle Fronti Basse del torrente Bisagno. Dopo il loro abbattimento cambiò ubicazione due volte ed oggi si trova davanti ad un muro senza più funzione di porta. Chissà se tornerà ad esserlo? Noi ce lo auguriamo. Sorte peggiora è toccata a Porta Romana. Situata poco distante da Porta Pila, all'imbocco di Via San Vincenzo, , deriva il suo nome dal fatto che lì passava l'antica via romana. Fu demolita nel 1891 e oggi possiamo immaginare la sua bellezza solo dalle rare foto giunte fino a noi. Nella mappa che vedete abbiamo segnato con l’azzurro via XX settembre e con L’arancione via San Vincenzo e in mezzo si trova piazza Colombo. La Piazza ottocentesca ha un aspetto signorile grazie ai suoi portici e alla bella fontana seicentesca situata al suo centro. Questa fontana prima del 1861 era davanti a davanti a Palazzo San Giorgio nel porto antico di Genova. Se avete ancora voglia di fare shopping via San Vincenzo potrà soddisfare con i suoi negozi tutte le vostre esigenze. Questa via è tra l'altro anche sede di punti gastronomici tipici genovesi come “L’Ostaja San Vincenzo”. Nei suoi menu trovate anche il baccalà fritto, in insalata o accomodato. Ritornati sull’asse di via XX settembre lo continuiamo a percorrere fino a giungere a piazza Tommaseo, lasciando sulla sinistra la stazione di Brignole del 1905 e sulla destra una grande piazza con l’Arco della Vittoria del 1931.


In piazza Tommaseo si trova la statua del generale argentino di origine italiana Manuel Belgrano. Belgrano ha lottato per l’indipendenza dell’Argentina e ne ha creato la bandiera nel 1812. Nell’immagine una cerimonia in omaggio al Generale e al forte legame che unisce Italia e Argentina anche per i tanti italiani che vi sono emigrati tra Ottocento e Novecento Da piazza Tommaseo è facile raggiungere il mercato di piazza Scio dove tra i vari banchi dobbiamo cercare la Stoccafisseria e boccaleria di Giorgio e Rosalba. Questo banco è citato in “Stokke mon amour” un libro che si dichiara guida al godimento di stoccafisso e baccalà. Giorgio Migliori si occupa di stokke e baccalà da quando ha cominciato a lavorare a nove anni. Questo banco non è noto solo per la qualità del pesce ma anche per l’originalità e bontà delle ricette che vengono suggerite per cucinarlo. Per lo stokke alla Giorgio procuratevi stoccafisso, acciughe,olive, capperi, pelati, cipolle, pinoli, patate, vino bianco, prezzemolo, aglio e pepe e buon appetito! Per comprare il nostro pesce vi consigliamo anche da Brignole di girare verso il monte e arrivare al mercato di Marassi . Se avete ancora voglia e tempo di conoscere Genova proseguite poi fino a Staglieno dove si trova un cimitero che è un vero e proprio museo a cielo aperto. Progettato e costruito nell’ottocento è considerato, insieme a quelli di Parigi e Buenos Aires, uno dei tre cimiteri più belli del mondo. Il famoso scrittore Ernest Hemingway lo definì addirittura una delle meraviglie del mondo. Molti i personaggi famosi che sono stati sepolti a Staglieno, tra questi: Nino Bixio, Emanuele Luttazzi, Gilberto Govi, Constance Lloyd moglie di Oscar Wilde Non possiamo poi non citare due personaggi storici genovesi di particolare rilievo Giuseppe Mazzini e il grande cantautore Fabrizio De Andrè prematuramente mancato nel 1999. E ricordando le sue canzoni ripercorriamo le strade che abbiamo fatto e torniamo alla zona del porto dove vi salutiamo sperando di poterci vedere presto qui a Genova. Vi aspettiamo.

123  

http://www.palazzoducale.genova.it/pdf/didattica2013-14/capponmagro/123.pdf

Advertisement