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2013 Anno del Serpente Nero Fabio Smolari

PAGINE n.98 ROMA

MILANO

gennaio marzo 2013 2013 Anno del Serpente Nero

seguici su Hiragana, scoperto facebook! un tassello mancante Nihonshu, scopriamo il sake

www.zenworld.it La tsuba

zen sushi restaurant di roma compie 11 anni

Istituzionalizzazione della vendetta Oro, il kanji dell’anno 2012 Poesia d’inverno

RINNO V ATO

!

Cultura Ristoranti Arte Cucina Shopping Eventi entra nel mondo di zen

Manga e cultura classica giapponese Zen Lo stato meditativo L’universo nel recinto

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Il 10 febbraio 2013 si festeggerà l’inizio dell’anno guiyi 癸巳o del “serpente d’acqua” 水蛇 o “serpente nero” 黑蛇, poiché nero è il colore attribuito all’elemento acqua. Il serpente è il sesto segno dello zodiaco cinese, è considerato avere natura yin 阴ma contiene parti yang 阳essendo dominato prevalentemente dal fuoco e in parti minori dal metallo e dalla terra. L’elemento dominante l’anno 2013 sarà l’acqua, che è opposta al fuoco del serpente e ciò potrà determinare un conflitto con un’alternanza di fortuna e sfortuna. Col 2013 inizierà il ciclo dei tre segni di fuoco (serpente, cavallo e capra), se l’elemento fortunato del vostro segno è legno, la vostra fortuna rallenterà, mentre se è fuoco divamperà al meglio. Il serpente nella tradizione cinese - Nella cultura cinese il serpente è un simbolo complesso incarnante caratteristiche divine e demoniache, apprezzato e venerato fin dall’epoca preistorica. Il carattere usato per rappresentarlo è un pittogramma che lo raffigura. Il mitico imperatore Fuxi e la sua consorte Nuwa, considerati genitori dell’intera specie umana, sono raffigurati con busto umano e code di serpenti intrecciate. Drago e serpente sono creature simili e alle volte intercambiabili, dicono le leggende popolari che quando il drago cadde sulla terra si trasformò in serpente e per questo il serpente è chiamato anche “piccolo drago” (xiaolong 小龙). L’Imperatore Oscuro e Marziale Xuanwu, governa la direzione nord e ha come simbolo un serpente avvinghiato su una tartaruga. Il serpente è anche uno dei Cinque [animali] Velenosi (wudu): rospo, scorpione, scalopendra, lucertola e appunto serpente, che sono simbolo di medicina perché dai loro veleni si ricavano importanti medicinali. Il serpente bianco è una divinità taoista e anche il soggetto di numerose leggende e racconti popolari. Come il drago il serpente non ama che essere guardato, quindi è un animale timido, calmo, solitario e umile, attacca solo per difesa o per fame. Può ingoiare animali più grandi di lui, per questo non bisogna sottovalutarne le ambizioni. Non ha arti ma una lingua biforcuta, che i cinesi considerano segno di arguzia ma anche capacità di criticare ferocemente. L’oroscopo dell’anno del Serpente 2013 - Il 10 febbraio 2013 il dinamico drago passerà il testimone allo scandaloso serpente. Sensuale, raffinato e sagace, il potere del serpente striscerà su ognuno discretamente ma inevitabilmente. La sua sicurezza è intossicante, sottile, potente e il suo volere incanta, queste sono le qualità del fascinoso serpente che verranno distribuite un po’ a tutti nell’anno 2013, quindi fate un uso intelligente dei superpoteri che il serpente vi concederà. Ma fate attenzione a non eccedere perché questo sarà un anno di scandali! L’anno del serpente è spesso pieno di intrighi, misteri insoluti ed epici eventi mondiali, si crede che sia un anno nel quale le cose vengono a galla, ma in alcune circostanze vi saranno situazioni impossibili da risolvere e quindi sarà necessaria pazienza, perseveranza e spirito di adattamento. La grande crisi del 1929 e l’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre avvennero entrambi nell’anno del serpente. Gli affari politici e le trattative commerciali inizieranno spesso con sospetto, ma le relazioni miglioreranno man mano che le parti scopriranno il valore dell’altro. Cooperazione e colla(continua alla pagina seguente)

HIRAGANA: SCOPERTO UN (INATTESO) TASSELLO MANCANTE Matteo Rizzi

NIHONSHU

Scopriamo il Sake, il vino del Giappone

Nell’aprile 2011 nel quartiere Nakagyō di Kyōto, tra la stazione Nijō e il centro commerciale BiVi, su un’area di circa 3.500 mq iniziarono i lavori di scavo per la costruzione del nuovo campus dell’Università Bukkyō, almeno fino a quando la terra nuda, come raramente accade nel cuore delle città giapponesi, approfittò del momento di respiro per parlarci a suo modo di ciò che un tempo fu, restituendo tracce di antichi insediamenti e frammenti di manufatti in terracotta. Ora l’area è un sito di scavi archeologici curati dall’Istituto di Ricerche Archeologiche di Kyōto. Su uno dei reperti trovarono l’iscrizione a china 三条院釣殿高杯 sanjōin tsuridono takatsuki. Vediamo di che si tratta: sanjōin possiamo tradurlo “Palazzo della Terza Strada”; lo tsuridono è una tipica costruzione dell’architettura tradizionale che si affaccia o si protende su un laghetto; takatsuki è un’ampia ciotola con piedistallo usata per contenere cibo o bevande. Beh, quasi come trovare nome, indirizzo e chiavi di casa! Tanto è bastato ai ricercatori per comprendere che stavano scavando sul fondo di un laghetto e tra i resti sepolti dei circostanti edifici che costituivano parte del palazzo Nishi-sanjōdai Foto scattata al (西三条第) residenza di Fujiwara no Yoshimi, praticamente nel cuore Museo Archeologico di Kyōto. della corte Heian. Yoshimi (813-867), appartenente alla dinastia FujiEsposizione reperti dal 30 Nov. al 16 Dic.2012. wara (famiglia che occupò il centro della scena politica e culturale per oltre un millennio), era imparentato con l’Imperatore (la sorella Nobuko fu nyōgo dell’Imperatore Ninmyō), rivestì per alcuni anni la carica di Udaijin “Ministro di Destra” (la terza carica politica del governo di quel tempo), ma fu anche un profondo conoscitore della letteratura e del Buddismo. Nella sua residenza si riunivano intellettuali, aristocratici, uomini di cultura, e talvolta l’Imperatore Seiwa con cui teneva banchetti e gare di poesia o per ammirare i fiori. Non sarà un caso se il palazzo di Yoshimi veniva anche chiamato Hyakkatei (百花亭) che letteralmente significa “Padiglione dei cento fiori”. Evidentemente era un bel luogo per godere dello hanami. Ma ora parliamo dei nostri reperti! Nel terreno in corrispondenza del laghetto e del perimetro dello tsuridono, nel novembre 2011 sono stati recuperati una novantina di frammenti - la maggior parte risalenti alla seconda metà del IX sec.- tra cui dei bokusho-doki cioè terracotte recanti scritte tracciate con l’inchiostro di china. Dal loro studio è arrivata un’importante scoperta, comunicata il 28 novembre 2012 dai ricercatori: di questi cocci circa 20 presen-

LA TSUBA

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Luca Piatti

luca@kottoya.eu

Marco Massarotto seconda parte

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Dedichiamo un po’ di attenzione al secondo elemento fondamentale del Sake: l’acqua. “Senza della buona acqua non può nascere un buon sake” recita un adagio giapponese. Alcuni produttori fanno viaggiare autobotti attraverso il paese per procurarsi l’acqua migliore, mentre altri curano il loro pozzo da secoli. Il ruolo dell’acqua è quello di accelerare (acqua dura, ricca di sali) o rallentare (acqua dolce, povera si sali) la fermentazione, formando quindi un sake secco nel primo caso o dolce nel secondo. Il giusto equilibrio dell’acqua è frutto di una ricerca senza sosta, quella dell’”acqua perfetta per il sake”, che ha anche un suo mito, quello dell’acqua “Miyamizu” di Nada, che sgorga da rocce di granito, ricca in sali e povera in ferro e che il produttore Yamamura nel 1840 ha definito “l’acqua perfetta”.

La Via del Sake

I tipi di Sake Le principali variazioni dipendono da: grado è un’associazione culturale che si prefigge lo di raffinatura del riso (Junmai, Ginjo, Daiginscopo di diffondere la cultura del bere giapponese jo partendo dal meno raffinato al più raffiin Italia. Organizziamo corsi di formazione, degustazioni e viaggi in Giappone alla scoperta nato, da un maggior “corpo” sino a un naso delle tradizioni enogastronomiche del Paese Sol delicatissimo e floreale, quello dei Daiginjo), Levante, sempre ponendo al centro il Sake e la pastorizzazione o non pastorizzazione, grasua straordinaria cultura. do di filtratura (entrambi danno più o meno www.laviadelsake.it pastosità al Sake) e invecchiamento, solitamente in bottiglia. Partiamo dal Junmai, il più diffuso dei tipi di Sake, il più “classico” potremmo dire. Si definisce Junmai il Sake fatto con chicchi di riso raffinati non più del 70% (rimane il 70% del chicco integrale). Il Junmai ha maggior pastosità e profumi più intensi. In bocca è pieno se raffreddato, corposo a temperatura ambiente e regge il confronto anche con carni Teppanyaki se servito caldo a 40° secondo tradizione. Un vino versatile, ricco di sfumature adatto ad accompagnare moltissimi piatti: dalle carni fino al Tenpura o ai Ramen. Il Junmai Ginjo è quel sake la cui raffinatura del riso giunge sino al 60%, spo- Gekkeikan Museum, Fushimi, Kyoto - Utensili per la produzione di Sake

La tsuba è la guardia della spada giapponese, l’accessorio più importante per l’ornamento della lama e il più collezionato. Può presentarsi in varie forme, ma tutte al centro presentano un foro (nakago ana) per (continua alla pagina seguente) l’accesso del codolo, la parte della lama interna al manico della spada. Può preRossella Marangoni A N T I Q U ARI AT O G I A PP O N ESE sentare altri due buchi, posti ai lati delwww.rossellamarangoni.it LUCA PIATTI la fessura centrale: il primo (kozuka hitsu SPADE GIAPPONESI ana) è destinato ad alloggiare il kozuka, il Nessuno potrebbe vivere sotto lo stesso cielo del nemico del proprio padre. manico del piccolo coltellino inserito sul Dal Liji (Memorie dei Riti) lato interno del fodero. Il secondo (kogai www.kottoya.eu hitsu ana) è destinato al kogai, uno spilAll’interno di un contesto di massimo controllo sociale e di preoccupazione di incaluca@kottoya.eu lone dalle molteplici funzioni, anch’esso nalamento della violenza della classe guerriera che caratterizza il periodo Edo (1603Via Dell’Orso 12 Milano +39 02 80582108 portato in un apposito alloggiamento nel 1868) viene attuata una eccezionale istituzionalizzazione della vendetta da parte del fodero, situato dalla parte opposta del governo militare dei Tokugawa. La vendetta continua ad essere un imperativo morale, kogatana. Quando la guardia è firmata, la firma dell’artefice ma viene sottoposta a un’accurata regolamentazione. è collocata nella zona intorno al nakago ana. Per principio la vendetta privata era proibita sia Quaderni asiatici La forma delle tsuba generalmente è circolare (maru) o per un cittadino comune che per un samurai. Nel Rivista trimestrale di cultura e studi sull’Asia quadrata (kaku), più raramente assume forme irrecaso di disputa (kenka) fra due samurai, al guerrie- EDITA DAL golari quali: la forma del pugno (kobushi), a quattro ro era richiesta una reazione immediata, istantaCentro di cultura italia - asia lobi (mokko), del profilo della foglia della malva (aoi), nea, per affermare la propria dignità e salvaguar- “Guglielmo Scalise” Tel. 025461236 - 02733431 volutamente appena irregoladare il proprio onore e tale www.italia-asia.it - info@italia-asia.it re o leggermente asimmetrica e reazione poteva anche risulcosi via, secondo una precisa e tare nell’uccisione del rivale sul posto. Ma la difesa del proprio dettagliata terminologia nippoonore non esentava il guerriero dalla punizione inflitta dalle autonica. La lavorazione delle superfici rità. Infatti, nel caso di kenka fra due guerrieri, entrambi i contendelle tsuba avveniva con la tecnica denti venivano sanzionati dall’autorità, spesso con la morte. dell’incisione (chokin), che si suddivide Solo tre erano le eccezioni previste dalla legge shogunale e da il primo sito in italiano Tsuba in metallo, in: nanako (uova di pesce, motivo dedicato alle arti performative asiatiche quelle di feudo nell’ambito delle quali si poteva far ricorso alla con decoro composto da quattro varietà di decorativo realizzato da una sottradizione guerriera della vendetta privata violenta: bunreiuchi, pesci, posti fra onde e realizzati tile granulazione regolare della superficie), iro-e (inl’uccisione di un cittadino comune che aveva mancato di rispetto al guerriero; megacompletamente o parzialmente in oro; scuola Omori, seconda metà del periodo Edo. tarsi di diversi metalli di vari colori), tananikubori (intakiuchi, l’uccisione della moglie infedele e del suo amante; katakiuchi, la vendetta retarsio o decorazione di alto spessore) e ke-bori (tecnica di decorazione ad incisione di gistrata. figure e ideogrammi con linee molto sottili, simili ai capelli umani). Queste erano occasioni legittime di intreccio tra violenza e onore. In questi tre casi, La tsuba ricopre la funzione di equilibrare la spada, di impedire che la mano scorra infatti, le leggi non punivano il samurai, neppure in caso di omicidio, quindi si può a (continua alla pagina seguente) buon diritto osservare, come fa Ikegami Keiko, che queste tre eccezioni riflettono simbolicamente la presenza di una congiunzione critica fra onore, violenza e status del guerriero nella società Tokugawa. Matteo Rizzi Si registrò tuttavia un’evoluzione nel ricorso a queste forme di vendetta privata violenta. In Giappone il 12 dicembre è la Giornata dei Kanji (Kanji no hi) in Mano a mano che si andava stabilizzando la convivenza pacifica sotto i Tokugawa cui, dal 1995, si celebra l’evento Kotoshi no Kanji (Il Kanji dell’Ane il sistema si andava raffinando, infatti, il ricorso al bunreiuchi fu sempre più spesso no), arrivato alla sua 18ª edizione e promosso dalla Nihon considerato crudele e inutile e il codice non venne più applicato automaticamente alle Kanji Nōryoku Kentei Kyōkai (JKATF - Japan Kanji Aptitude Tedispute che coinvolgevano un bushi e un cittadino comune. Per ottenere soddisfaziosting Foundation) di Kyōto. Anche quest’anno, nel meraviglioso ne, il bushi doveva addurre prove dell’offesa subita e testimoni e doveva poi accontenscenario del tempio buddista Kiyomizu di Kyōto, è stato svelato il tarsi di ferire l’offensore colpendolo con la katana (spada), ma non poteva ucciderlo. Si “Oro” kanji più votato come rappresentativo dell’anno che volge al termine. era andata quindi conformando una nuova prassi interpretativa di quella stessa legge che A tracciarlo sul grande foglio di carta giapponese washi (1,5 m x 1,3 m) è Mori Seihan, pur prevedeva l’impunità per il guerriero che uccideva un cittadino comune. Il bunreuchi reAbate del tempio: il kanji dell’anno 2012 è 金 (kin) che significa “oro”. stò solo nominalmente come un’affermazione della superiorità di status del guerriero nella Possiamo dire che nell’evento coesistono tre aspetti: 1) culturale, perché è un’occasocietà rigorosamente strasione per riflettere sull’importanza che gli ideogrammi rivestono nella lingua e nella tificata del Giappone sotto i cultura giapponese, per stimolare l’interesse e Tokugawa. il desiderio di approfondire sempre più la loro Al contrario, il megatakiuchi conoscenza e quindi promuovere la diffusione si inasprì con il cambiadella kanji bunka “cultura dei kanji”; 2) artistimento di ruolo e di status co, in quanto il kanji viene svelato attraverso la della donna nella sociecalligrafia shodō; 3) religioso, perché nel tempio tà giapponese. Nel periodo si celebra un cerimoniale per purificare dagli Kamakura (1185-1333) al eventi negativi l’anno che si conclude e consamarito samurai era richiecrare il nuovo che verrà. sto di vendicarsi dell’aI motivi per considerare il 2012 un “anno d’oro” sono svariati: le 38 medaglie conquistate dal mante della moglie, ma la relativa autonomia di cui le Sengakuji, Tokyo, tombe dei 47 rōnin Giappone alle Olimpiadi di Londra, l’inauguradonne disponevano all’ezione della Tōkyō Sky Tree, la torre più alta al poca le risparmiava dall’essere incluse nella vendetta. Successivamente, nel periomondo, il premio Nobel per la Medicina assedo delle guerre civili che portò all’unificazione del Paese sotto il governo degli shōgun gnato al Prof. Yamanaka Shin’ya per le ricerche

L’ISTITUZIONALIZZAZIONE DELLA VENDETTA

nel Giappone dei Tokugawa

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IL KANJI DELL’ANNO 2012

POESIA D’inverno

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A cura di: shodo.it

Poema invernale dal Man’yōshū n. 3-318 di Yamabo no Akahito 山部赤人 (inizi VIII° secolo) 田子の浦に うち出でて見れば 白妙の 富士の高嶺に 雪は降りける Tago no ura ni, uchi idete mireba, shirotae no, Fuji no takane ni, yukiwa furitsutsu. Procedendo lungo la baia di Tago osservo la neve cadere sulla candida vetta del monte Fuji. traduzione tratta da: Lo spirito giovane della calligrafia classica (pagina 45) - Kataoka Shikō a cura di Virginia Sica, V e Tabarelli de Fatis, F. Go Book Editore, - Trento 2006

Calligrafia eseguita da Bruno Riva – Associazione culturale shodo.it

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quando i manga incontrano la cultura classica giapponese Giampiero Raganelli prima parte

Considerati tra i simboli per eccellenza della cultura pop nipponica, i manga, i fumetti giapponesi, nella loro estrema varietà e nel corso della loro lunga storia, si sono spesso ispirati all’arte, all’iconografia, alla letteratura della classicità del Giappone. Riportiamo gli esempi più significativi degli autori che si sono contraddistinti in questo senso. Mizuki Shigeru (classe 1922) appartiene alla prima generazione dei mangaka, gli autori di manga, insieme a Tezuka Osamu e altri. La sua fervida penna a inchiostro ha partorito la serie di grandissimo successo GeGeGe no Kitarō, ma è noto anche per le sue opere sulla guerra e sui militari al ritorno, compreso il racconto autobiografico sulla sua drammatica esperienza di soldato a Rabaul in Papua Nuova Guinea in cui perse il braccio sinistro. Una sorta di Arpa birmana che si segnala per la denuncia degli orrori e delle atrocità commesse dall’esercito giapponese in Cina e in Corea. Mizuki è responsabile del rinnovato interesse per l’universo degli yōkai, i mostri del folklore nipponico, di cui la sua opera è pervasa. La sua passione per queste creature nasce già durante la sua infanzia, nella cittadina costieradi Sakaiminato nel Sudovest del Giappone, dalla suggestione dei racconti di un’anziana donna del luogo, soprannominata Non-non-ba, che avevano come protagonista soprattutto Akaname, l’orrendo mostro che lecca la sporcizia nei bagni di legno. Le sue ricerche approfondite sugli yōkai, tanto storiche quanto iconografiche, condotte in età adulta soprattutto basandosi sui lavori del grande studioso del folklore Yanagita Kunio, hanno contribuito a far avanzare gli studi sull’argomento e lo hanno portato a realizzare i più bei (continua alla pagina seguente)


2012 anno del serpente nero

alimentari tipici da tutto il mondo

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hiragana

seguito

tano alcuni caratteri del sillabario hiragana! Fino ad oggi si riteneva che lo hiragana fosse stato formato nella sua grafia definitiva solo nel X sec., ma ora esiste la prova che la sua datazione risale ad almeno mezzo secolo prima. La scoperta rappresenta dunque un inatteso tassello mancante che viene alla luce e che fa luce su un periodo ‘cruciale’ nell’evoluzione dei caratteri kana. Infatti dalla precedente scrittura con man’yōgana (che faceva uso di ideogrammi per assegnare la pronuncia giapponese), si arrivò successivamente alla sua forma corsiva detta sōgana ed infine, attraverso ulteriori semplificazioni, allo hiragana. Tra i reperti più importanti c’è un piatto hajiki di 13.5 cm di diametro (terracotta senza decorazioni prodotta dal periodo Kofun allo Heian solitamente usata per il cibo) [vedi foto]. Certamente non sono pochi i caratteri mancanti o non decifrabili, ma tra i circa 40 leggibili già alcuni presentano la medesima forma di oggi. E’ il caso di あ (a), け (ke),  と (to), は (ha), ら (ra). Interessante notare anche lo stile renmentai, in cui la scrittura di alcuni caratteri è ininterrotta. Ben leggibile ひとにくしとおもはれ “hitonikushi to omohare” [la sillaba “mo” sottolineata è stata aggiunta per facile deduzione, ma il frammento è mancante], parole che parzialmente appaiono (“itonikushi”) anche nel Makura no sōshi scritto da Seishō Nagon a cavallo tra la fine del IX e l’inizio del X sec. Secondo Hiroshi Sano, Professore Associato di storia sociale della cultura presso l’Università di Kyōto, potrebbe averlo scritto per diletto qualche aristocratico/a durante un banchetto cerimoniale.

Sui frammenti che formavano un altro piatto è leggibile かつらきへ “katsuraki he” (Katsuraki è il nome di una località): potrebbe riferirsi ad un kagura-uta (tipo di musica e danza legata allo shintoismo) intitolato Asakura, in cui appare in un verso “katsuraki he”? Ad ipotizzarlo è Ryōhei Nishiyama, professore dell’Università di Kyōto e profondo conoscitore della storia della capitale Heian: le iscrizioni potrebbero essere state realizzate presso la dimora di Yoshimi durante l’esecuzione di queste musiche sacre. Sui frammenti del piedistallo di un takatsuki si legge なかつせ “nakatsuse”, parola che appare nell’antico testo Nihonshoki con riferimento al rito di abluzione shintoista (misogi harae) e Izanagi, divinità maschile che secondo la leggenda creò insieme a Izanami le isole giapponesi. Tra i reperti non ci sono solo terracotte ma anche alcuni mokkan, listelli o pezzi di legno, solitamente di poco spessore, dove venivano scritti dei testi. Su uno è leggibile la sillaba む“mu” tracciata in uno stile corsivo sōgana già molto vicino allo hiragana. Un’interessante testimonianza dell’evoluzione formale di questa simpatica sillaba! Ad oggi questi sono gli esempi dello hiragana più antico in assoluto e sono la testimonianza che già nella seconda metà del IX sec. venne formato ed utilizzato. Ma chissà quanti altri segreti sono custoditi nel sottosuolo dell’antica capitale. Come presume il professor Nishiyama, con la prosecuzione delle ricerche c’è la possibilità che la storia dello hiragana, e forse non solo, possa cambiare.

seguito

borazione saranno importanti perché senza mutuo rispetto la negoziazione e i compromessi saranno difficili. Gli anni del serpente sono noti per scatenare conflitti, discussioni e guerre, ma d’altra parte sono il momento per dare un senso alla vita ed aprirsi alle potenze universali e ricevere risposte a problemi di lunga gestazione ed iniziare esplorazioni romantiche. Le arti fioriranno e il denaro parrà sbucare dal nulla per finanziare chi intende esprimersi, specialmente nella danza, nel teatro e nelle arti figurative. La moda si farà più elegante e fluida, con colori autunnali prevalenti e un glamour ricercato. Non lasciatevi intimorire dal “lato oscuro” del serpente e non frenate la vostra spinta propositiva, poiché il serpente ama chi fa uso delle sue qualità. Se le difficoltà vi colpiranno, rimanete in paziente attesa del momento propizio, perché prima o poi verrà, ma dovrete essere pronti e concentrati per attaccare in un secondo. Fate uso della sicurezza, del fascino e del coraggio del serpente e non ve ne pentirete, potrebbe essere un anno indimenticabile. Fuxi e Nuwa I nati nel segno del serpente - Come un fiume profondo, i nati sotto il segno del serpente sono in genere calmi in superficie ma in loro pensieri ed emozioni vanno molto in profondità. Contemplativi e privati non si mostrano esternamente le loro emozioni. Appaiono astuti e schivi e lavorano modestamente in ambienti commerciali. Preferiscono lavorare da soli, sono determinati nel raggiungere i risultati e odiano fallire. Hanno fama di accumulatori e risparmiatori e sono reticenti a prestar denaro agli amici per ragioni frivole, ma sono assai generosi se davanti all’opportunità di aiutare chi veramente ne abbia bisogno. I serpenti sono solitari e amano condurre una vita riservata e non sopportano la confusione e lo stress. Non si lasciano consigliare e convincere facilmente ma si affidano al loro intuito anche nelle questioni più importanti. Hanno un carattere benevolo e la capacità di comunicare dicendo poco, possiedono moralità e saggezza. I serpenti sono seduttori. Possono essere molto appassionati e possessivi, amano sinceramente e non sopportano d’esser rifiutati o traditi.

L’universo nel recinto

zen

CHE COS’E’ LO STATO MEDITATIVO Lo stato meditativo è quella condizione di pura consapevolezza che si rivela al di là del consueto flusso di pensieri… La percezione cosciente non si rivolge più in modo unilaterale ed esclusivo verso il mondo oggettivo, esterno, ma converge verso il soggetto, noi stessi, sulla propria interiorità. Si dischiude una realtà quasi sconosciuta, dimenticata. Subentra il silenzio, la non-mente. Ed emerge una condizione alquanto indescrivibile di calma, pace, non-pensiero, profondo rilassamento, assoluto silenzio. Il Maestro Tetsugen Serra prosegue la sua trattazione su…

VIVERE ZEN del Maestro Tetsugen Serra Xenia Edizioni - Milano

I fondamenti dell’arte dei giardini e l’estetica tradizionale giapponese

di Paola Di Felice Volume I Con la traduzione di Sakuteiki (Annotazioni sulla composizione dei giardini) con prefazione e foto di Fosco Maraini Volume II Con la traduzione di Sansui narabini Yagyō no zu (Illustrazioni delle forme di montagne, pianure e corsi d’acqua) Casa Editrice Leo Olschki, Firenze 2012

la tsuba

Quest’opera nasce dalla convinzione che i tempi siano maturi per andare oltre la “fascinazione dell’esotico” e arrivare a una più profonda comprensione, autentico rispetto e conseguente assimilazione creativa dei patrimoni conoscitivi dell’umanità che civiltà millenarie come quella cinese, filtrata e raffinata attraverso l’elaborazione giapponese, hanno prodotto. Per il tramite di un’arte apparentemente minore: la creazione dei giardini e la relativa letteratura. Sakuteiki è considerato il più antico manoscritto esistente sulla composizione dei giardini, mentre Sansui Narabini yagyō no zu è ritenuto il secondo, per antichità e importanza. I due testi riuniti rappresentano la base dell’arte dei giardini, nonché dell’estetica che informa le arti giapponesi tradizionali. Il loro commento e la traduzione, riveduta e corretta quella del Sakuteiki, prima italiana quella del Sansui, intendono restituire a questa illustre tradizione la sua prospettiva storica e la sua complessità. Paola Di Felice è laureata in Lingue e letterature straniere moderne (inglese) e Materie letterarie (Giapponese) presso l’Università di Firenze. Dopo aver esercitato per qualche tempo l’attività di insegnante e di traduttrice, in particolare nell’ambito degli scambi culturali fra Giappone e Italia, si dedica ora principalmente alla ricerca nel campo artistico e spirituale, secondo i principi e la metodologia esposti nel testo. Appartiene all’Ordine del Buddismo shingon del Kyōsan e da molti anni trascorre regolarmente periodi di pratica spirituale e di studio in Giappone, dove collabora col Centro di ricerca per la cultura Mikkyō presso l’Università del Monte Kōya (prefettura di Wakayama).

quando i manga incontrano la cultura classica giapponese

seguito

seguito

lungo la lama e di blocco contro una spinta o un taglio in duello. Con il tempo alla funzione pratica si è aggiunta quella estetica, andata amplificandosi sino a diventare un simbolo della condizione sociale del proprietario. La tsuba era inizialmente costruita dagli stessi fabbri della spada o della corazza, usando come materiale il ferro forgiato. Raramente le superfici erano arricchite da decorazioni, dapprima realizzate con la tecnica del traforo, poi evolutesi in decori più elaborati, basati sulla punzonatura e sull’incisione. La funzione della tsuba è di difesa, affiancata e ingentilita dalla decorazione; la primaria finalità fu prevalente sino all’inizio del periodo Edo, relegando la seconda a minime zone sulla superficie protettiva, per non compromettere la solidità della struttura. La fine delle guerre e la duratura pace imposta dai Tokugawa diedero impulso alle arti e il clima di pace affievolì la necessità di difesa; questa nuova situazione si ripercuote anche sulla realizzazione delle tsuba, che vide un incremento della decorazione. L’ornamento assunse aspetti sempre più elaborati, con la contemporanea introduzione di nuove e sofisticate tecniche decorative. L’iniziale funzione protettiva viene superata dall’attitudine artistica del popolo giapponese e l’originaria tsuba, chiamata ko katchushi o ho tosho, viene ora realizzata da artigiani/artisti specializzati, acquisendo una vera connotazione artistica, con disegni e ornamenti che diventano sempre più ampi e complessi. Il ferro viene affiancato da molti metalli puri o in lega; il rame, il bronzo, l’ottone (shinchu), lo yamagane (una varietà di bronzo), il sentoku (lega di color giallo verdastro), lo shakudo (lega di color nero viola) e lo shibuischi (lega di color grigio argentato). Da sempre e anche ora la tsuba non è un elemento isolato, è parte dell’insieme dei pezzi che costituiscono una spada giapponese, dove ogni elemento preso singolarmente è mutilo; solo se considerati in modo unitario essi conferiscono funzionalità all’arma, continuità nella decorazione e un generale senso di proporzione. In questo complesso la tsuba è elemento principale, secondo solo alla lama, e trova il suo mezzo di espressione nella forma, nello spessore, nelle dimensioni e nella decorazione. Quell’atteggiamento estetico ed etico che mirava a rendere bello lo stile di vita quotidiana, ben si manifesta nel lavoro dagli artisti giapponesi, autori della creazione di oggetti d’uso non solo funzionali, ma esteticamente nobilitati; per altro gli oggetti realizzati in metallo rappresentano uno degli aspetti più significativi di questa visione.

manga su questo soggetto, nonché i suoi bestiari fantastici, usciti anche in Italia con i titoli Enciclopedia dei mostri giapponesi ed Enciclopedia degli spiriti giapponesi. Convinto assertore che la scomparsa degli yōkai sia da ricondurre all’introduzione dell’illuminazione elettrica, che non ha più lasciato momenti di completa oscurità neanche di notte, in cui proliferavano quelle creature, o che ispirava l’immaginazione delle persone sulla loro presenza. Per questo erano diffuse e attive in epoca Edo in cui si usavano ancora le luci fioche di lanterne a olio e delle lampade andon di carta di riso. E per questo Mizuki sostiene che gli yōkai esistano ancora in Papua Nuova Guinea, in cui non era diffusa l’energia elettrica all’epoca del suo soggiorno, e racconta di un suo presunto avvistamento di uno yōkai del fiume guidato dalla gente autoctona. Popolato di yōkai è naturalmente il manga più famoso di Mizuki, GeGeGe no Kitarō, pubblicato a partire dal 1959 con il titolo originario di Hakaba no Kitarō. Il nome GeGeGe fu aggiunto per l’edizione in anime della Toei Animation, realizzata dal 1968 e affidata a Takahata Isao, nome fondamentale dell’animazione nipponica per aver poi fondato, insieme a Miyazaki Hayao, lo Studio Ghibli. Il fumetto, ispirato a una leggenda popolare raccontata dai cantastorie del Kamishibai, ha per protagonista Kitarō, che ha le sembianze di un ragazzino guercio, ma che è uno yōkai di 350 anni, nato in un cimitero ed è tra gli ultimi superstiti della tribù dei fantasmi. Si batte per ristabilire la pace tra gli umani e gli yōkai. Kappa no Sampei, pubblicato negli anni sessanta, ha per protagonista invece un kappa, la creatura acquatica mezzo uomo e mezza tartaruga, che ha ispirato tanta letteratura e tanto cinema, dal racconto Kappa di Akatugawa all’anime Un’estate Fonti: Asahi Shinbun, The Kyōto Shinbun, Mainichi con Coo. Shinbun, Yomiuri Shinbun, Kyōto City Archaeological Research Institute. Il debito iconografico di Mizuki è fortissimo anche con i grandi pitnihonshu seguito tori di epoca Edo, Hokusai, Kugliandolo di quella sapidità e ricchezza al niyoshi, Kyōsai ma soprattutto palato del Junmai, ma donandogli delicaToriyama Sekien, grande illustratezza e nuovi profumi. Il Ginjo è abbastanza tore di yōkai. Proprio in omaggio versatile, ma adatto a una cucina più leggeall’arte di Ukiyo-e, Mizuki ha dira e pulita, quale sashimi o soba. Quando il segnato, nel 2003, una serie di 55 chicco viene ridotto oltre il 50% abbiamo il stampe intitolata Yōkaido gojuJunmai Daiginjo: un sake pregiato, delicasantsugi, Le 53 stazioni della tissimo, dai sentori floreali, adatto a essere Yōkaido, intesa come “strada deconsumato freddo e ad accompagnare piatUna stampa delle 53 stazioni del Tokaido di Hiroshige, la numero 10, la stazione di gli yōkai” facendo il verso alle ceti raffinati ed eleganti quali il pesce crudo. Odawara e la corrispettiva stazione del Yokaido. lebri 53 stazioni della Tōkaidō Abbiamo visto il ruolo centrale del riso, neldi Hiroshige. Con il suo senso del grottesco e dell’umorismo, Mizuki riprende una per una le vedute del la produzione del Sake, prima di conoscergrande artista di Ukiyo-e popolandole con i suoi mostriciattoli, facendoli così viaggiare per una delle rotte ne i diversi tipi, la bottarga, le verdure alla più importanti del periodo Edo. La serie di Mizuki è stampata proprio con il procedimento griglia, ostriche crude e tartradizionale delle xilografie policrome, ed è stata donata alla Fondazione Adachi per la contufi. I Nihonshu invecchiati servazione delle stampe. 134 yōkai di Mizuki sono stati realizzati come statue di bronzo e di 7, 10, 13 o anche 20 anni si possono vedere passeggiando nella Mizuki Shigeru Road, nella città natia di Sakaiprendono un colore ambraWWW.MAREMAGNUM.EU minato, dove c’è anche un museo dedicato all’artista, che conserva tra le altre cose la to, profumi da cognac, ma Libri antichi e da collezione collezione di oggetti etnografici che ha raccolto nei suoi viaggi in tutto il mondo. mantengono la freschezza L’universo di Mizuki Shigeru non poteva naturalmente non attrarre anche il cinema. Libri antichi - Antiquariato e vitalità dei loro 15°, diCeramiche - Incisioni - Dipinti Sono stati realizzati vari adattamenti di GeGeGe no Kitarō, recentemente anche non ventando un match straord’animazione ma in live action. Nel 2005 il regista di culto Miike Takeshi ha realizzaLuca Piatti - Milano, via dell’Orso, 12 dinario per piatti complessi to Yōkai Daisenso (La grande guerra degli yōkai, presentato a Venezia) ispirato luca@maremagnum.eu Tel.0280582108 quali il gorgonzola, il paté all’universo fantastico dell’artista che compare anche nel film in un piccolo ruolo. di foie gras o parmigiani Dal tardo ottocento, gli artisti europei, stravecchi all’aceto balsal’istituzionalizzazione della vendetta seguito studiando i trafori nel metallo visibimico. Originali e creativi i “Change” di Paola Billi Paola Bilii e Nicola Piccioli li nelle tsuba, hanno tratto ispirazione Sake non filtrati (nigorizake) Tokugawa, che corrisponde all’incirca al XVI secolo, la legge fu modificata artisti docenti di calligrafia orientale. e non pastorizzati (namaHanno due scuole di calligrafia, fino a prevedere l’uccisione della coppia fedifraga. Sotto i Tokugawa si conti- per la realizzazione di svariati tipi di una a Firenze (FeiMo). l’altra a Milano, zake) scatenano la fantanuò secondo questa tradizione, ma nella società guerriera difendere la casti- decorazioni, creando così illustrazioni Presso il Monastero Zen il Cerchio. www.femaleproject.com di copertine di libri, frontespizi, manisia e a volte diventano essi tà della propria moglie non era certo la preoccupazione dominante, né una feimo@femaleproject.com tel. 055 224913 stessi piatto. Il Nigorizaragione importante di vendetta. Del resto, uccidere la donna e il suo amante festi, decori di tessuti e gioielli che deke con sopra peperoncino non costituiva un obbligo di legge, anche se era una atto previsto dalla legge. vono un forte tributo a questo decoro o pepe nero macinato, infatti, è una entrée Si trattava unicamente di un privilegio che liberava il marito vendicatore dalla punizione della lama. curiosa e originale. Ma legano bene anche delle autorità. il kanji dell’anno 2012 seguito con formaggi molli, pasta, uova, grazie alla Inoltre, all’interno della comunità ideale dei bushi (seken), il marito coinvolto in un atto loro cremosità. In Giappone esistono oltre di vendetta non riotteneva totalmente il proprio onore. Questo perché un atto plateale di sulle cellule staminali, l’eclissi anulare di sole che è stata visibile in Giappo1.300 produttori sparsi per tutto l’arcipevendetta avrebbe esposto il proprio clan alla pubblica vergogna, cosa paventata quante lago e le cantine sono luoghi tradizionali, altre mai. Poteva anche darsi il caso che il marito venisse accusato dagli altri bushi di ne- ne dopo ben 932 anni. Ma il kanji 金 molto interessanti da visitare. In alternatigligenza, perdendo la faccia davanti ai propri compagni. La vendetta e il bisogno di ven- significa anche “denaro”, quindi non scordiamoci, ad esempio, del grande va Tokyo, Kyoto e Osaka offrono una amdicarsi erano considerati prova della precedente stupidità del marito e ciò aggiungeva pia scelta di Sake bar (l’equivalente delle vergogna a vergogna. Perciò il bushi cercava di evitare l’esibizione pubblica della propria scandalo dei fondi pensioni o l’ingiusta nostre enoteche) dove degustare Nihonshu debolezza. Come per il bunreiuchi, il megatakiuchi restava un privilegio, un simulacro della fruizione degli assegni sociali nell’ambito del welfare, a discapito dei più colselezionati. In Giappone si beve di tutto, superiorità del guerriero. piti dalla crisi recessiva. spesso cenando, spizzicando o abbinanIl discorso si fa più articolato e complesso nel caso del katakiuchi, la vendetta registrata. do piatti e piattini, e la produzione locale è Nell’ambito di una società guerriera che privilegiava sopra a tutto il rapporto vassallatico, Il kanji del 2011 fu 絆 kizuna (legame, vincolo): coi devastanti terremoto e tsunami molto varia. Oltre al Sake (Nihonshu) si va la vendetta poteva venire esercitata dal guerriero per vendicare il proprio signore anche dalla birra (Benei confronti del proprio padre: è il portato dell’esaltazione della lealtà. La “lealtà del Tōhoku, il disastro nucleare che avrà future ripercussioni, ma anche con la eru o bakushu), verso il signore” (giapp. chū) aveva ormai la priorità su “devozione e obbediengioia della vittoria della “nadeshiko japan”, spesso prodotza filiale” (giapp. kō) Era però concesso al guerriero di vendicare anche il prota in Giappone prio padre o un parente. L’istituzione da parte dei Tokugawa di un registro delle la nazionale di calcio femminile alla Fifa Women’s World Cup 2011, i giapponesi da grandi provendette che permetteva di inserire un costume consolidato dei bushi nella corhanno potuto sperimentare ancora una duttori o micronice del controllo governativo, prevedeva la vendetta solo nei confronti dell’ucbrewery articisore di un parente prossimo (padre, fratello maggiore, zio) che si fosse sottrat- volta l’importanza dei legami, dell’essere uniti, nelle estreme difficoltà, così come gianali, al vino to alla punizione dello stato fuggendo dalla scena del delitto, come si trova ben nello sport. (budoushu) a esemplificato anche nei racconti di ambientazione samuraica di Ihara Saikaku molti distilla(1642-1693), uno dei maggiori scrittori dell’epoca. Il vendicatore che avesse vo- Fonti: Nihon Kanji Nōryoku Kentei Kyōkai, Karasuma keizai shinbun. ti (i Whiskey luto perseguire l’offensore fuggiasco avrebbe dovuto far iscrivere il proprio nome, giapponesi e quello di eventuali aiutanti (come fratelli o cugini) sul registro delle vendette e hanno un’ottidepositare una domanda di autorizzazione a perseguire il proprio nemico anche al di fuori della provincia amministrama reputaziota dal proprio feudatario presso il locale Governatore rappresentante il governo dello shōgun. La domanda poteva anche ne, c’è poi lo essere respinta ma se veniva accettata, il vendicatore era autorizzato a ricercare ovunque il proprio nemico e a vendicarShochu, distillato di riso o patate o basilico si senza nessun limite temporale alla vendetta. Ciò permetteva al vendicatore di venire esentato dal servizio al suo signore per il e l’Awamori, il distillato tipico di Okinawa) tempo necessario a compiere la sua missione, di muoversi liberamente sul territorio e di attraversare più feudi sino a raggiungere il sino al vino di riso (Nihonshu o volgarmen- proprio nemico ovunque egli si fosse nascosto, senza subire limitazioni dalle autorità locali ed evitando successivamente l’accusa te “sake” se di omicidio. La vendetta non dava mai origine ad una faida di sangue. Essa veniva interpretata piuttosto come l’atto finale di un International Okinawan Goju-Ryu lo ordinate Karate-Do Federation Italia duello che si protraeva nel tempo e la questione, sia per i soggetti coinvolti che per le autorità, terminava con l’uccisione da parte senza specidel vendicatore dell’offensore. A volte, colui che compiva l’impresa lasciava la propria autorizzazione alla vendetta sul corpo della ficare o come La I.O.G.K.F. Italia condotta da Sensei sua vittima, affinché tutti sapessero la causa di quell’uccisione e conoscessero le sue ragioni. Spesso, una volta tornato a casa, il P.Taigō Spongia rappresenta nel nostro è ormai noto Paese la Scuola del Maestro Morio vendicatore avvisava le autorità del successo ottenuto e il proprio signore feudale, il quale non mancava di lodarlo e premiarlo per Higaonna (10°dan) consacrata a preservare e diffondere a livello innella sua forma originale l’Arte del Goju-Ryu Karate-Dō il suo coraggio, la sua perseveranza e il dispiegamento di tutte quelle virtù guerriere che caratterizzavano un bushi esemplare. come intangibile tesoro culturale, efficace Arte Marziale ternazionae pratica di formazione ed equilibrio psicofisico. Bibliografia Sede Centrale - Roma - Tel. 0661550149 le). InsomBLOMBERG, Catharina, The Heart of the Warrior. Origins and Religious Background of the Samurai System in Feudal Japan, London, Taylor & Francis Books Ltd, 1993. segreteria@iogkf.it Altre info e gli indirizzi delle Scuole: www.iogkf.it CALLAHAN, Caryl, “Tales of Samurai Honor: Saikaku’s Buke Giri Monogatari” in Monumenta Nipponica, XXXIV, 1, 1979, pp. ma il viaggio, 1-6 (con traduzioni di alcuni racconti in lingua inglese). o meglio la IHARA Saikaku, Du devoir des guerriers. Récits (Buke giri monogatari, 1688), traduit en français, présenté et annoté par Joan via del Sake è Cholley, Paris, Gallimard, 1992. IKEGAMI Eiko, The Taming of the Samurai. Honorific Individualism and the Making of Modern Japan, Cambridge, Mass., lunga e interessante e qui in Italia abbiamo appena ini- Harvard University Press, 1997 (1a ed. 1990). (estratto da: Rossella Marangoni, Specchio di Edo. Il Kanadehon Chūshingura tra ideologia di potere e cultura popolare) ziato a percorrerla. PAGINE ZEN - Reg. Trib. di Milano n° 441 del 13/07/2001 - Direttore responsabile: Margaret Speranza - Grafica e Organizzzazione: Franco Storti - Stampa: Tipografia Ammiano, via Isonzo 40/8 - Quinto Stampi - Rozzano (MI)

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Pagine Zen 98  

Pagine Zen numero 98, gennaio - marzo 2013

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