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CALPINI STEFANO, politico Domodossola 1849 – ivi 1902 Figlio di Francesco e Maria Burla. Avvocato di successo nella sua città, si occupò con passione di agricoltura e diede utili consigli ai concittadini. Scrisse Memorie sulle condizioni dell’agricoltura del Circondario dell’Ossola pubblicato nel 1901, premiato con medaglia d’argento. Fu deputato per quattro legislature nella lista liberaldemocratica, attivo consigliere della Società Operaia e della Fondazione Galletti. CAPIS GIOVAN MATTEO, giureconsulto Domodossola 1617 – ivi 1681 Figlio dello storico e giureconsulto Giovanni e di Laura Ferrari, studiò leggi a Pavia dove si laureò. Tornato a Domo accettò la carica di sindaco della Giurisdizione, che tenne per molti anni occupandosi di far costruire ripari al Bogna, e dell’amministrazione dell’ospedale S. Biagio. Curò la stampa dell’opera storica del padre, si adoperò per la costruzione del nuovo convento dei Cappuccini, della chiesa e delle cappelle della via Crucis del Sacro Monte Calvario. A quest’ultima opera si dedicò con zelo e pietà destando fervore religioso tra gli Ossolani che lo secondarono in tale grandiosa opera con sovvenzioni e aiuti di ogni genere. Morendo lasciò il suo patrimonio all’istituzione del Sacro Monte Calvario. CAPIS GIOVANNI, giureconsulto, storico Domodossola 1582 - ivi 1632 Figlio del conte Matteo e di Elisabetta Borgnis compì gli studi classici a Milano, presso i Gesuiti di Brera, poi a Pavia si laureò in diritto civile ed ecclesiastico nel 1605. In quell’epoca compilò un dizionarietto etimologico del dialetto lombardo con traduzione in volgare toscano noto come Varon milanes. Dopo aver fatto pratica legale a Milano, in seguito alla morte del padre nel 1608 rientrò a Domo per esercitarvi la professione. Fu anche titolare delle massime cariche elettive della Comunità per cui si vide costretto a provvedere alle necessità gravi del suo tempo quali la peste, le disastrose piene del Bogna. Ma soprattutto lottò in difesa dei privilegi dell’Ossola contro l’esosità del fisco spagnolo. In questa ultima occasione, dovendo ricercare e riordinare grande quantità di documenti del passato, nacque in 164

lui l’idea di tramandare ai posteri una storia dell’Ossola, quella appunto da lui compilata e finita nel 1631 e poi fatta stampare dal figlio Giovan Matteo nel 1673 sotto il titolo di Memorie della corte di Mattarella. L’opera, di notevole interesse e importanza, ebbe una ristampa nel 1968. CASETTI ANTONIO, benefattore Caddo 1841 - ivi 1888 Figlio di Giovanni e di Maria Cesconi, fece fortuna a Parigi, dove si era recato undicenne, con attività commerciali e industriali. Fu amministratore della Società di Beneficenza Italiana a Parigi e Consigliere della Camera di Commercio. Rientrato in Ossola ideò la strada Cisore-Caddo-Preglia alla cui realizzazione destinò vistosa somma. Provvide anche alla costruzione della scuola elementare di Preglia. La scuola media di Preglia è dedicata a lui ed al fratello Giovanni. CASETTI GIOVANNI ANDREA, astronomo, astrologo Vogogna 1568 - ivi 1628 Di antica famiglia patrizia, si dedicò allo studio delle scienze naturali e dell’astronomia che poi insegnò a Milano. Pubblicò annuali effemeridi in cui sono trattati argomenti cosmici, meteorologici e astrologici. L’effemeride del 1596 dedicata alla contessa Tornielli reca osservazioni sulla luna, sull’epatta e su elementi riguardanti il calendario ecclesiastico e solare. In quella del 1612 augura all’Ossola che la peste non infierisca. In un manoscritto dedicato al cardinale Federico Borromeo, conservato all’Ambrosiana di Milano, tratta di pronostici sul tempo in relazione all’aspetto degli astri, desunti anche dalla tradizione classica (Plinio, Aristotele) e dalla propria esperienza di osservatore. Nel 1603 pubblicò in Milano presso l’editore Giacomo M. Meda Il presagio infallibile sopra la mutazione de’ tempi, Indisposizione dei corpi calcolato al meridiano della città di Milano e altre città d’Italia. CASETTI GIOVAN PIETRO, benefattore Caddo 1846 – ivi 1918 Emigrato a Parigi, lavorò col fratello Antonio nel mobilificio dello zio e per la rara abilità e perspicacia ingrandì notevolmente l’azienda in cui assumeva preferibilmente operai italiani. Rifiutò la cittadinanza francese

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Ossolani illustri  

Ossolani illustri Angela Preioni Travostino

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Ossolani illustri Angela Preioni Travostino

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