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MENSILE D’INCHIESTA, ATTUALITÀ, POLITICA, SPORT E CULTURA - Tel./Fax 095 396136 Novembre 2010

FONDATO DA CARMELO PITROLINO

Anno XVI - numero 10 - Euro 1,00

AMMINISTRAZIONI SOTTO LA LENTE DELLA PROCURA Fabio Cantarella a pag. 3

A scanso di equivoci è l’ora di un procuratore “straniero”

Ormai invivibile e pieno di pericoli

C’era una volta… il piccolo anfiteatro di Valverde

a cura del direttore responsabile Fabio Cantarella

Qualche giorno addietro l’europarlamentare Sonia Alfano ha organizzato un convegno catanese, al quale ha preso parte anche l’ex magistrato di “mani pulite”, oggi leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, per rilanciare il cosiddetto “Caso Catania”, un vecchio presunto intreccio di vicende giudiziarie, politiche, imprenditoriali e mafiose che numerosi anni addietro ha a lungo scosso il Palazzo di Giustizia di Catania. Viene da chiedersi come mai il “Caso Catania”, tra l’altro mai ritenuto così rilevante da concretizzarsi in una vera e propria inchiesta giudiziaria, venga rispolverato proprio in questi giorni che si pone il problema della successione al procuratore capo della Repubblica di Catania, dott. Vincenzo D’Agata, che a breve dovrà lasciare per sopraggiunti limiti d’età. Ecco, mi chiedo perché se ne riparli con forza solo adesso, un particolare di non poco conto che mi lascia pensare (e non solo a me) che forse, in fondo, tra coloro che alimentano il “caso” ci possa essere qualcuno magari spinto più da una questione legata allo scontro sotterraneo tra opposte fazioni che si contendono la successione nell’ufficio che il dott. Vincenzo D’Agata lascerà vacante in febbraio, piuttosto che da un puro senso d’amore verso la Giustizia e la Legalità. Lo dico anche perché di recente, ogni volta che si è rispolverato il “Caso Catania”, lo si è fatto dimenticandosi il vero nocciolo della questione che è un altro e presenta profili di maggiore gravità rispetto a quelli trattati. segue a pag. 2

T Alessandro Filippelli a pag. 7

utti a Valverde conoscono il “colosseo”, il piccolo anfiteatro che sorge nella piazza del Santuario, diventato un po’ un simbolo per il paesino ai piedi dell’Etna. Maria Chiara Coco a pag. 5

GRAVINA

L’ESPERTO

CATANIA

L’assessore Giammusso: “puntiamo a riqualificarlo”

Da questo mese sul nostro giornale nasce uno “spazio salute”

Il consigliere Tringale lamenta “la totale indifferenza della Prefettura”

L’abbandonato mercatino di via Vecchia S. Giovanni

Intervista alla psico-sessuologa Valeria Randone

San Cristoforo ed il campetto dei sogni mai realizzati

Luisa Guardo a pag. 4

Fabio Cantarella a pag. 10

Marco Benanti a pag. 11

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PAGINA DUE

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Il presidente di Confcommercio Sicilia Pietro Agen, analizza l’attuale situazione politica

“Cosa ha fatto il Governo regionale per lo sviluppo della Sicilia?” “Un Governo regionale che annaspa tra polemiche, attacchi dei media, indagini della magistratura e questioni affrontate in modo approssimativo. Ed intanto nulla viene fatto per lo sviluppo economico della Sicilia, complicando invece la vita ad imprese ed imprenditori”. Sono le parole del presidente di Confcommercio Sicilia, dott. Pietro Agen, che analizza l’imbarazzante situazione politica regionale ed alcuni aspetti e provvedimenti dell’attuale governo. “Credo che quello che stiamo vivendo in Sicilia – spiega il presidente Agen - debba fare meditare tutti, infatti aldilà dell’essere di destra o di sinistra, con il quarto governo in due anni e con un turbinio continuo di onorevoli che passano da un partito all’altro, dall’opposizione alla maggioranza e viceversa, regna in assoluto la confusione. E qualcuno ha anche il coraggio di dire che bisogna combattere la disaffezione degli italiani al voto. Credo che la prima regola in un partito, se vieni eletto, è che devi lavorare in quel partito, se sei della maggioranza lo fai con la maggioranza, così per l’opposizione e se poi non sei d’accordo a fine mandato cambi, ma il mandato popolare, a mio parere, è sacro. In Sicilia, invece, stiamo assistendo a tutto ed al contrario di tutto”. Che Governo si ritrovano, quindi, i siciliani? “Abbiamo davanti un Governo che definirei im-

barazzante, aldilà di alcune personalità certamente apprezzabili ed anche di alcune cose positive che sono state fatte o per lo meno tentate, ad esempio nella Sanità, non dimenticando però che prima un assessore della stessa corrente politica aveva provocato un disastro. Oggi, poi, mi sorprende l’anticuffarismo dilagante, dato che molti di quelli che oggi criticano l’on. Cuffaro prima erano con lui o hanno lavorato nel suo Governo. Adesso fanno i censori, rinnegano il passato, quasi che con Cuffaro hanno governato non loro ma i siciliani”. Cosa occorre chiedere alla politica e cosa sta succedendo in Sicilia e alla Sinistra? “Bisognerebbe chiedere alla politica, come prima cosa, coerenza. Per quanto riguarda cosa sta succedendo ci dovremmo interrogare su una cosa: se quello che si sta pubblicando sui giornali sul Governatore Lombardo, e premetto che io sono un innocentista, fosse uscito sull’on. Berlusconi, oggi avremmo su tutte le prime pagine la Sinistra a chiedere a gran voce le sue dimissioni. Invece, mi pare che la Sinistra siciliana abbia le idee confuse e credo che per questo pagherà pesantemente alle prossime elezioni perché chi vuole il cambiamento non si può riconoscere in tali comportamenti. C’è tanta, troppa,incoerenza in tutto questo”. Parliamo di incongruenze del Governo regionale…. “A proposito di come sta funzionando il Governo regionale vorrei citare due passaggi delle grandi innovazioni avviate dall’on. Lombardo, proprio sulla materia che riguarda il mio mondo, quello dell’imprenditoria. La prima è la riforma delle Asi che viene presentata come un progetto innovatore dove la regione sburocratizza, diminuisce le spese, accorpa le Asi e porta tutto a Palermo. Si dice che si sciolgono gli enti regionali e di fatto, con un altro nome, se ne crea un altro, l’ente di gestione delle Asi. Mi chiedo, allora, perché la

PENSIONI: LE NUOVE REGOLE DA GENNAIO 2011 A poco più di due anni di distanza dalla riforma del Welfare del 2008 le pensioni cambiano di nuovo e per la maggior parte dei lavoratori italiani si allontana ancora il momento dell’uscita dal lavoro. Diversi sono solo i tempi di attesa per ottenere il primo assegno: 12 mesi per i dipendenti, 18 mesi per i lavoratori autonomi e per i collaboratori iscritti alla gestione separata dell’Inps. In altre parole, per i lavoratori dipendenti la finestra si apre a partire dal 13° mese successivo al raggiungimento dei requisiti di età e contribuzione, mentre per i lavoratori autonomi e parasubordinati dal 19° mese successivo. Il nuovo sistema è certamente più semplice ed equo visto che non ci sono più vantaggi e penalizzazioni legati al mese di nascita, anche se ciò non toglie che dal 2011, rispetto ad oggi, tutti andranno in pensione più tardi. Pensione di vecchiaia I requisiti previsti per il 2011 per questa prestazione, sono: 65 anni di età per gli uomini e 60 anni per le donne (61 anni di età per le donne del pubblico impiego), minimo contributivo di 20 anni e cessazione dell’attività lavorativa come dipendente (non vale per gli autonomi). Pensione di anzianità Per questa prestazione bisogna invece considerare che dal 2011 la quota – cioè la somma di età anagrafica e anzianità contributiva – aumento di un anno. Per cui i requisiti sono: quota 96, con età di almeno 60 anni per i lavoratori dipendenti e quota 97, con età di 61 anni per i lavoratori autonomi; in alternativa, anzianità contributiva di 40 anni indipendentemente dall’età anagrafica (anche in questo caso si applicano le finestre mobili), cessazione dell’attività lavorativa come dipendenti (non vale per gli autonomi). E’ opportuno, comunque, data la particolare e complessa applicazione normativa, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&Più Enasco che, gratuitamente e presenti su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire tutte le informazioni, i consigli e i chiarimenti necessari. a cura di Vincenzo Comito direttore responsabile Patronato 50&Più Enasco di Catania

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Sicilia non fa come il resto d’Italia e non affida le Asi alla gestione dei privati, dando solo le regole massime di gestione? E’ un sistema contorto che pare voler dire “le cose grosse le devi venire a discutere a Palermo”. La stessa logica la troviamo nel decreto sugli orari che dispone che bisogna chiudere alla domenica, almeno 32 domeniche l’anno, più le feste comandate. Mentre si afferma tutto ciò, però, si può derogare, non più in base a criteri turistici, ma in base a rilevanti esigenze e guarda caso la discussione relativa a queste deroghe viene accentrata a Palermo presso una conferenza di servizi. La sensazione, brutta, è che si voglia accentrare tutto a Palermo per poter fare favori. Credo invece che la competenza per le deroghe dovrebbe essere attribuita alle Camere di Commercio che sono l’organo di coordinamento territoriale in materia economica”. “Ed a proposito di tale questione - continua Agen - non incontro l’assessore Venturi da circa un anno, evidentemente, sfugge ai convegni, non partecipa alle riunioni dove sono presente, forse perché non vuol sentire le cose che dirò la prima volta che mi potrò confrontare con lui. L’assessore difende questi argomenti, addirittura dicendo che noi siamo d’accordo, continua a portare avanti una tesi che trova tutti contrari”. Insomma un Governo che sta deludendo le aspettative delle imprese, dei siciliani ed intanto annaspa anche il turismo siciliano… “E’ un Governo che inventa, che sfascia, che temporeggia ma che non ha fatto una sola cosa per lo sviluppo economico della Sicilia. In calo sono anche le presenze turistiche, ma mi viene da dire, per caso c’è da stupirsi? Caso mai mi sarei stupito del contrario, infatti cosa è stato fatto per il turismo siciliano? Mancanza di idee, di programmazione, di progetti, con quel pasticcio dei distretti turistici da cui non si esce fuori perché ancora una volta si è voluta frantumare l’offerta,

non capendo che il turismo siciliano si promuove in quanto tale nell’ambito di un prodotto Italia e si promuove rendendo le nostre città turisticamente appetibili e non con i musei chiusi, i centri storici in condizione di degrado ed insicuri. Quando un giorno gli assessori si degneranno di consultarci, dimostreremo che spendendo un terzo di quello che spendono loro possiamo portare in Sicilia

milioni di persone. Non ci vuole molto, basta copiare quello che hanno fatto altre regioni, altre nazioni più intelligenti di noi. Il problema è che in Sicilia crediamo di essere sempre più intelligenti e più furbi degli altri ed alla fine, invece, risultiamo i più stupidi. Questo è il nostro problema, il nostro limite”. Maurizio Giordano

...È l’ora di un procuratore “straniero”? dalla prima pagina

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ì, è proprio così, nessuno sottolinea l’atmosfera che si respira a Catania, metropoli pressoché spaccata in due dove una certa parte politica desidera che nella successio ne al vertice della Procura non ci sia discontinuità affinché tutto rimanga così com’è (giusto o sbagliato che sia non entro nel merito), mentre la fazione politica opposta, invece, auspica discontinuità nella successione e ciò perché ritiene che da tale discontinuità possano derivarne impulsi diversi a certe indagini. Bene, il solo fatto che tanti, troppi, anzi quasi tutti, in città, tra politici, giornalisti e cittadini che siano, formulino ed alimentino questo concetto, a prescindere dal fatto che tale credenza sia poi fondata o meno, comporta in ogni caso una considerazione ineccepibile: la Magistratura non è più indipendente agli occhi di quei cittadini, ha perso la sua credibilità proprio perché l’opinione pubblica, con i politici in testa, è convinta che la successione possa influire su certe inchieste che in realtà dovrebbero, e sicuramente avranno, lo stesso sbocco a prescindere dal successore. A Catania, purtroppo, siamo arrivati a questo e la colpa, a mio modesto avviso, è di quei magistrati che non hanno saputo tenere il necessario distacco dal mondo politico, non hanno saputo curare e tutelare la propria indipendenza. Per il resto, siccome mi ostino a credere nell’indipendenza dei giudici, lascio alla Magistratura ogni valutazione sulla successione e non esprimo alcun commento in merito, altrimenti tradirei quel principio d’indipendenza che ho esternato e difeso tra queste righe. Constato solo che a Catania quasi mai un politico va in galera, nonostante tutto quello che si vede e si legge in giro. E le volte che i pubblici amministratori sono processati, difficilmente si beccano la giusta condanna. Così sono sempre protagonisti della gestione del denaro pubblico, affossano l’economia di Catania e possibilmente vengono premiati con un’elezione al Parlamento nazionale o all’Assemblea regionale siciliana o con un importante incarico di governo. Questo mi lascia alquanto perplesso e ritengo giustifichi il clima di sfiducia nei confronti della giustizia e della politica che tra i catanesi continua a crescere vertiginosamente. Fabio Cantarella

L’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, indica la rotta

“Per la Sicilia una Finanziaria di risanamento”

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’assessore regionale all’Eco nomia Gaetano Armao ospite nella Sala del Consiglio camerale della Camera di Commercio (nella foto) ha illustrato alla presenza del presidente della Camera Pietro Agen, del segretario generale Alfio Pagliaro, dei componenti della

giunta e del Consiglio. l’analisi della situazione economica della Sicilia e la Finanziaria regionale 2011. Per l’assessore Armao è stata una delle tappe che lo stanno vedendo protagonista proprio con le giunte delle Camere di Commercio siciliane per illustrare la manovra finanziaria della Regione. All’assessore all’Economia

Gaetano Armao abbiamo chiesto dei ragguagli sulla Finanziaria 2011 e sulla situazione dei conti nella nostra regione. “Si tratta di una finanziaria di risanamento - ha sottolineato Armao - che vuole voltare pagina nella gestione della finanza pubblica regionale”. Cosa si devono aspettare quindi i siciliani? “Per troppo tempo la Sicilia ha vissuto al di sopra delle sue possibilità, spendendo più di quanto raccoglieva e per far questo ha fatto ricorso all’indebitamento. Senza conti in regola non avremo sufficiente autorevolezza per sederci al tavolo della trattativa con lo Stato per negoziare un federalismo equo e solidale. Ci troviamo ad affrontare una fase di predisposizione del bilancio di previsione della Regione che si annuncia difficile e complessa. Siamo intervenuti con tagli alla spesa pubblica per 700 milioni di euro, recependo anche norme di contenimento introdotte a livello nazionale e, allo stesso tempo, siamo riusciti ad inserire in

la redazione

bilancio 350 milioni di euro per investimenti e sostegno allo sviluppo. Si tratta di soldi destinati agli enti locali e alle imprese”. Quanto è importante il confronto con le Camere di Commercio dell’Isola? “Le Camere di Commercio sono interlocutori necessari e privilegiati dai quali raccogliere umori ed esigenze e ai quali illustrare le misure fin qui prese per il rilancio dell’economia siciliana. E’ un confronto indispensabile con la business comunity”. Sono previste nella manovra finanziaria delle migliorie per la macchinosa gestione della cosa

Hanno collaborato Amantia Agata, Aloisio Gina, Arrabito Agatino, Bella Sebastiano, Benanti Marco, Borzì Antonio,Caruso Giuliana, Ciaurella Irene, Condorelli Antonio, De Luca Angelina, De Lutiis Lucia, Di Mauro Carmelo, Di Mauro Lucio, Giordano Maurizio, Filippelli Alessandro, La Sorte Cinzia, Marletta Agata, Mazza Rosalba, Milazzo Michele, Nicolosi Patrizio, Pafumi Mario, Patti Alfio, Petralia Alessandro, Pezzino Vanessa, Privitera Carmen, Puglisi Giovanni, Puglisi Rodolfo, Pulvirenti Simona,Scala Damiano, Simonitto Simona, Spampinato Andrea, Tempio Iole, Urli Anna.

pubblica? “Certamente e malgrado le difficoltà non abbiamo perso l’occasione per portare una nota riformatrice nella gestione della cosa pubblica. Sono state inserite, infatti, anche norme per lo snellimento e la semplificazione dei procedimenti amministrativi, a partire dalla Dia, la dichiarazioni di inizio attività”. M.G.


AMMINISTRAZIONI ETNEE SOTTO LA LENTE D’INGRANDIMENTO DELLA PROCURA di Fabio Cantarella

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i piedi dell’Etna si torna a tremare. Stavolta non è l’effetto di un terremoto ma dell’ultima iniziativa della Procura della Repubblica di Catania, denominata “Iblis” (nome col quale i musulmani chiamano il diavolo) che ha portato in carcere mafiosi, imprenditori e alcuni politici: Fausto Fagone, deputato regionale ed ex sindaco del Comune di Palagonia, Paolo Sangiorgi, consigliere provinciale, Giuseppe Tomasello, ex assessore di Palagonia, e un altro pubblico amministratore di Palagonia, Francesco Ilardi. Al termine della meticolosa inchiesta condotta dai carabinieri del Ros, gli ordini di custodia cautelare accordati dal Gip sono stati in tutto una cinquantina, tra politici, imprenditori ed esponenti di Cosa Nostra, ed hanno interessato numerosi territori dell’hinterland etneo. I reati ipotizzati, a vario titolo, vanno dal concorso esterno all’associazione mafiosa, ma anche omicidio, estorsioni e rapine. Le indagini dei carabinieri del Ros hanno ricostruito le recenti dinamiche della mafia etnea, documentandone gli interessi criminali e le infiltrazioni negli appalti pubblici, mediante una capillare rete collusiva nella pubblica amministrazione. L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Vincenzo D’Agata, e dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Antonino Fanara e Iole Boscarino, è quella che tanto ha fatto parlare di se nei mesi scorsi, da più parti ribattezzata “Mafia & Politica”, nel corso della quale sono state vagliate anche le posizioni del governatore di Sicilia, Raffaele Lombardo, e del fratello Angelo, parlamentare nazionale. Su di essi, però, la Procura etnea, per come ci ha

particolarmente tenuto a spiegare in conferenza stampa il dott. Vincenzo D’Agata, non ha ritenuto di adottare alcuna iniziativa giudiziaria in quanto «da parte loro non sarebbero state accertate condotte agevolative nei confronti della mafia etnea». Alla conferenza stampa successiva agli arresti era presente, seduto alla destra del procuratore D’Agata, anche il comandante dei Ros (Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri) Giampaolo Ganzer (recentemente condannato in primo grado a 14 anni per traffico di droga, ma, in attesa dell’appello, rimasto al suo posto con la fiducia del Governo e dell’Arma) che ha sottolineato come l’operazione “azzera i vertici di Cosa nostra, non solo a Catania e non solo, quindi, le storiche famiglie Santapaola o Ercolano, ma anche cosche altrettanto importanti dell’hinterland etneo come Ramacca, Caltagirone, Palagonia e Misterbianco”. In carcere, come dicevamo, è invece finito il deputato regionale Fausto Fagone, a proposito del quale i pm della DDA scrivono: «Le acquisizioni investigative riguardanti Fausto Fagone e Antonino Sangiorgipossono essere esposte in forma unitaria, essendo, di fatto, inscindibile il profilo investigativo concer-

Rigettata la misura cautelare richiesta dai Pm nei confronti dell’on. Cristaudo Com’è stato confermato nel corso della conferenza stampa tenuta dai vertici della Procura etnea, il Giudice per le indagini preliminari, dott. Luigi Barone, ha invece rigettato la richiesta di arresto avanzata dai pm della Direzione distrettuale antimafia nei confronti del deputato regionale catanese Giovanni Cristaudo. Secondo le accuse della Procura Cistaudo «…anche quale Deputato all’Assemblea Regionale Siciliana e, comunque, quale uomo politico, concorreva, pur senza esserne formalmente affiliato, nella associazione mafiosa Cosa Nostra della provincia di Catania…ponendo a disposizione dell’organizzazione criminale la propria attività pubblica e le proprie conoscenze e ottenendo l’appoggio elettorale degli affiliati nelle elezioni regionali del 2001, 2006 e 2008, oltre ad apportare, in adempimento del patto elettorale politico-mafioso, un consapevole e rilevante contributo causale alla realizzazione, anche parziale, del programma criminoso, e segnatamente allo sviluppo e al mantenimento degli interessi strategici della famiglia Ercolano nell’affare relativo alla costruzione del parco commerciale integrato LA TENUTELLA…». Il Gip, invece, ha smentito la tesi della Procura ritenendo che l’on. Cristaudo abbia agito non con l’intento di favorire la mafia ma per interessi personali. E il dott. Barone lo precisa: «Lì dove, però, la piattaforma probatoria appare, allo stato, ancor più carente, attiene all’elemento soggettivo del reato, in quanto, è fondato supporre che l’azione del Cristaudo nella vicenda in questione abbia risposto solo all’esigenza di soddisfare interessi personali e che, pur nella verosimile successiva consapevolezza del coinvolgimento nell’affare di esponenti mafiosi, non abbia agito nella prospettiva, sia pure solo eventuale, di apportare un contributo all’associazione, ma al più a singoli soggetti, di cui era nota l’estrazione mafiosa, interessati, anch’essi al pari del Cristaudo, allo sviluppo dell’affare».

nente le competizioni elettorali dazione di “soldi della mafia per la cui i predetti indagati hanno campagna elettorale di Lombardo”: partecipato con esito ampiamen- «1 giugno 2008, sono ancora te favorevole, da quello riguarBarbagallo e Aiello che parlano e il dante, invece, le vicende di boss rivela: “Gli ho dato i soldi malaffare politico- amministrative nostri! Del Pigno...gli ho dato a lui attraverso le quali l’associazione per la campagna elettorale...i soldi mafiosa guidata da Aiello che l’impresa”. Si tratta – scrivono i Vincenzo, in particolare medianpm - a ben vedere, di una tra le più te taluni soggetti di indiscusso gravi - se non addirittura la più grave spessore criminale quali Franco in assoluto - acquisizioni investigative Costanzo, detto “Pagnotta”, scaturite dalle intercettazioni telefonireferente di “Cosa nostra” etnea che ed ambientali effettuate nel a Palagonia, e Rosario Di Dio, presente procedimento. Essa descrive anch’egli inserito ai vertici di - senza lasciare spazio alcuno a detta organizzazione mafiosa, ha possibili dubbi semantici o inesistenti di fatto controllato alcune tra le difficoltà interpretative - il dato nudo più rilevanti e lucrose attività del e crudo della avvenuta consegna a Comune di Palagonia, avvalenLombardo Raffaele di una somma di dosi del costante contributo di denaro destinata al finanziamento Fausto Fagone e Nino Sangiorgi della sua campagna elettorale. E nonché di Barbagallo Giovanni e di chiarisce, al tempo stesso, che tale Santino Catalano». finanziamento è stato disposto dal Nonostante il procuratore D’Agata rappresentante provinciale (dunque abbia sottolineato che nessuna dal capo) della più forte e ramificata iniziativa si è ritenuto intraprendere organizzazione mafiosa operante da parte della Procura nei confronti nella provincia di Catania, in favore dei fratelli Angelo e Raffaele di un uomo politico al tempo Lombardo, tuttavia alcuni mezzi impegnato in campagna elettorale». d’informazione hanno pubblicato Dall’altra parte, il governatore diversi spezzoni d’indagine (che il Raffaele Lombardo, dopo aver governatore ha definito «scarti») nel puntualizzato che si tratta solo di tentativo di evidenziare rapporti tra i “scarti d’indagine”, dal suo blog Lombardo e alcuni esponenti contrattacca «Io chiedo di essere mafiosi, dando così vita ad un vero interrogato -scrive Lombardo-. e proprio processo mediatico. Essere sentito da ospiti silenziosi non «E’ il 26 maggio 2009 – scrive “La è più il caso. Non credo che ci sia più Repubblica” lo scorso 5 novembre da salvaguardare alcuna riservatezza. La vicenda che mi riguarda, ormai da (episodio prima ancora riportato 9 mesi, gira su tutti i giornali, televidal quindicinale “SUD”, diretto da sioni, siti internet di tutta la Sicilia e di Antonio Condorelli, e successivamezza Italia. Credo – puntualizza mente da “Il Fatto quotidiano” e Raffaele Lombardo - che sia giusto “Panorama” il 13 novembre) pretendere che una volta per tutte si quando le cimici registrano una formi la verità ascoltando il diretto conversazione tra Di Dio e Salvo interessato. Ho quindi chiesto Politino al quale il boss racconta di formalmente, attraverso una nota del una visita di Bartolo Pellegrino mio legale, di essere interrogato in (omonimo dell’ex deputato modo tale da poter rispondere a tutte regionale), assessore all’Agricoltura le domande che la procura della alla Provincia. E alla richiesta di voti Repubblica intende pormi. Se per Lombardo, Di Dio risponde così: “È inutile che viene per cercare dovessi rispondere solo a sette domande, come chiede Repubblica, voti, perché voti non ce n’è per sarebbe un esame troppo facile e si Raffaele...bello chiaro... quello che ho fatto io quando lui è salito per la direbbe che sono stato raccomandato. Quindi non sette ma settanta o, prima volta lì, neanche se viene il come dicono le Sacre scritture, Padreterno troverà più queste persone e siccome io ho rischiato la settanta volte sette. Intendo rendere conto ai siciliani, vita e la galera per lui e le cazzate come è giusto, di tutto quello che che ha fatto lui...vuol dire che tu sei può riguardare il presidente della munnizza...da me all’una e mezza di notte è venuto ed è stato due ore Regione, anche attraverso la stampa. Non sarebbe poi la prima e mezza, qua da me, dall’una e volta. Io ho parlato all’Ars, cioè al mezza alle quattro di mattina...si è popolo siciliano, il 13 aprile – mangiato sette sigarette”. Per tre ricorda il governatore- e non mi settimane – scrive ancora “La sono sottratto alle domande dei Repubblica” - Lombardo avrebbe giornalisti sino a quando questa mandato il suo “massaro” dal boss vicenda non ha avuto una prima con “tre buste piene di fac-simile”, definizione, intorno a luglio ricevendo da Di Dio un biglietto di scorso. Adesso –accusa Lombarrisposta: “Caro Raffaele, è inutile do- leggo nella nota della procura che mi mandi le buste, pensa a della Repubblica, letta dinnandargli lo stipendio al massaro che zi ai giornalisti il 3 ha due anni che non glielo dai”». novembre e ”La Repubblica” parla anche della alla presenfesta per l’elezione di Angelo za di tutti Lombardo e scrive: «Il 4 maggio 2008 si festeggia a casa del geologo i Giovanni Barbagallo, il trait d’union sostitra i Lombardo e i boss Di Dio e Aiello. E il neoeletto deputato nazionale viene filmato dai carabinieri mentre entra ed esce dalla tenuta in cui si tiene una riunione che i pm puntualizzano: “…che certo non può essere paragonata a quella, ormai celebre, svoltasi ad Appalachin con la partecipazione del gotha della mafia nordamericana del tempo, ma che appare ugualmente significativa della compenetrazione tra esponenti del crimine organizzato, amministratori della cosa pubblica, politici e imprenditori.”». Un altro passaggio chiave su cui “La Repubblica”, “SUD” e “Panorama” hanno puntato il dito è quello relativo alla presunta

tuti che si sono interessati a questa vicenda e nessuno di loro ha dissentito, che non è prevista alcuna iniziativa processuale per me. Nessuna iniziativa processuale ma, intanto, è iniziato un processo mediatico considerevole. E’ il momento di porre la parola fine rendendo conto e risponD’Agata: “Ogni riferimento riguardante il presidente Lombardo e risultante dalle indagini è stato dendo a tutte le oggetto di attenta valutazione, specie con riguardo domande. Io sono più che disponibile. alla sua valenza sul piano probatorio ed alla sua capacità di resistenza alle critiche difensive, non ritePer il doveroso e nendone, allo stato, la idoneità per adottare alcuna sentito rispetto che iniziativa processuale nei suoi confronti”. nutro nei confronti ca, Mariano Incarbone del ‘60 degli inquirenti e della procura, residente a Misterbianco, parlerò con i procuratori. Francesco La Rocca del ‘38 gia’ Aspetto –conclude il governatodetenuto, Graziano Lo Votrico re- che si fissi questa scadenza e dopo parlerò ai cittadini attraver- del ‘74 residente ad Aci Bonaccorsi, Francesco Marsiso una conferenza stampa”. glione detto “Franco” del ‘58 Tra gli arrestati ci sono Vincenzo residente a Tremestieri Etneo, Aiello detto “Enzo” già finito in Girolamo Marsiglione dell’86 manette, Aiello Alfio del ‘59, Alma Salvatore del ‘61 residente di Tremestieri Etneo, Michele Marsiglione del ‘60 residente a a Licodia Eubea, Fancesco Misterbianco, Massimo Santo Arcidiacono inteso “Francu u Salaru” residente a San Gregorio del ‘51 residente a Catania, Sandro Monaco del ‘54 del ‘60, Giuseppe Arena del ‘73 residente a Tremestieri, Giovanni residente a Regabuto, Felice Naselli del ‘53 residente a Barbagallo del ‘49 residente ad Tremestieri, Massimo Oliva Acicastello, Antonino Bergamo inteso u “Nanu” del ‘72 del ‘60 residente a Paterno’, Giovanni Buscemi del ‘72 inteso residente a Palagonia, Pasquale Oliva dettu “u massaru” del “Faccia Tagghiata” residente a Paterno’, Giovanni Calcaterra del ‘57 residente a Ramacca, Liborio Ioeni del ‘50 residente ‘66 residente a Palagonia, a Catania, Francesco Pesce Bernardo Cammarata inteso detto “Franco” del ‘52 residen“Dino” del ‘72 residente a te a Catania, Giacomo Polizzi Tremestieri Etneo, Rocco Canidel ‘65 residente a Caltagirone, glia del ‘72, Angelo Carbonaro Rosario Ragusa del ‘58 del ‘68 residente a Mascalucia, Salvatore Conti, chiamato “Turi” residente ad Acireale, Sebastiano Rampulla del ‘46 già del ‘50 residente a Catania, Franco Costanzo inteso “Pagnot- detenuto, Vito Roccella del ‘58 ta” del ‘73 residente a Palagonia, residente a Catania, Antonino Salvatore Di Bernardo, del ‘63 di Sangiorgi, detto “Nino”, del ‘63 residente a Palagonia, Palagonia, Rosario Di Dio inteso Agatino Santagati detto “Tino” “Saro” di Ramacca, Giovanni del ‘58 residente a Sant’Agata D’Urso di Catania, Giuseppe Li Battiati, Vincenzo SantapaoErcolano detto “Pippo” del ‘36 la, detto “Enzuccio” del ‘69 di Catania, Mario Ercolano del residente a Catania, Mario ‘76 sempre di Catania, Fausto Scinardo del ‘65 residente a Fagone del ‘66 di Palagonia, Militello Val di Catania, Alfonso Fiammetta del ‘72 di Tommaso Somma detto Palagonia, Natale Fillomaro “Tommy” del ‘59 residente a inteso “Nataleddu” del ‘74 già Castel di Iudica, Antonino detenuto, Carmelo Finocchiaro Sorbera detto “Nino” del ‘64 inteso “ringraziando il signore” o “geometra” del ‘74 di Castel di residente a Catania, Giuseppe Tomasello del ‘73 residente a Judica, Pietro Guglielmino del Ramacca e Agatino Verdone ‘63 di Belpasso, Francesco Ilardi detto “Franco” del ‘67 di Ramac- del ‘62 residente a Catania.


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HINTERLAND

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L’assessore Massimiliano Giammusso raccoglie le proteste dei gravinesi: “puntiamo a riqualificarlo”

L’abbandonato mercatino di via Vecchia S. Giovanni Nella foto si evincono le potenzialità del grande viale, ma anche le pochissime bancarelle presenti (forse due o tre al massimo)

Probabilmente non tutti sanno che Gravina, forse per la sua numerosa popolazione, vanta non uno, ma ben 3 mercatini settimanali, a dispetto dei paesi limitrofi nei quali se ne conta appena uno… Ma, spesso, l’ unicità di un’attività ben organizzata sarebbe preferibile ad una pluralità piuttosto frammentaria.

Questa è la realtà dei mercatini succitati, che si configurano come veri e propri mercatini rionali, e che, in questi ultimi anni, hanno perso un po’ del loro originario smalto. Fatta eccezione per quello di Fasano, che ha luogo il

Si restituisce dignità agli studenti mascalucesi

Finalmente una scuola degna di tale nome Gli studenti di Mascalucia avranno una scuola sicura e confortevole arricchita dalla presenza di laboratori di scienze, fisica, multimedialità, informatica e un’aula da disegno. Dopo le legittime proteste, gli scioperi e l’attenzione dei media, giustizia è stata fatta ed il merito va soprattutto alla sensibilità del presidente della Provincia di Catania, on. Giuseppe Castiglione, e alla decisione con la quale la preside, prof.ssa Maria Luisa Indelicato, ha sostenuto gli studenti nell’affermazione del sacrosanto diritto allo studio. E’ una allarme serio quello derivante dallo stato precario delle tre sedi in cui sono dislocati gli 860 alunni del Liceo classico e scientifico “Concetto Marchesi” di Mascalucia, momentaneamente ospitati nelle strutture scolastiche di via dei Villini, via Chillei e del Pime. “Apprezziamo la sensibilità dimostrata dall’Amministrazione provinciale che si è attivata positivamente – ha dichiarato il dirigente scolastico del “Marchesi” - Evidentemente siamo riusciti a far comprendere con argomentazioni civili e rispondenti al vero l’enorme disagio in cui versano i nostri ragazzi, ghettizzati in strutture assolutamente non a norma, in cui è impresa ardua svolgere una sana attività didattica”. Ultimato l’iter procedurale per l’immobile di via Alcide De Gasperi, che prevede anche un passaggio in Consiglio comunale a Mascalucia, c’è da essere soddisfatti per il fatto che il nuovo istituto scolastico potrebbe essere pronto già per la prossima primavera. Apprezzamento ha espresso anche il locale coordinamento del Popolo della Libertà, per bocca di uno dei portavoce, Salvatore Roccella, che non ha mancato di sottolineare come il presidente della Provincia, on. Giuseppe Castiglione, abbia ereditano la delicata situazione scolastica di Mascalucia e si sia prontamente attivato per reperire dei locali idonei, sicuri, comodi e degni di una scuola. A lui il merito di aver ridato dignità agli studenti di Mascalucia da anni abbandonati a sé stessi”. Luisa Guardo

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lunedì ed ha ancora numerosi estimatori, gli altri due in passato risultavano, di gran lunga, meglio organizzati, più corposi e più frequentati. Parliamo per l’esattezza del mercato che si tiene a S. Paolo e di quello che si svolge in via Vecchia S. Giovanni, al confine tra Gravina e S. Giovanni Galermo. Sarà per

l’eccessivo numero di supermercati, ipermercati e centri commerciali presenti in zona, sarà per la congiuntura economica particolarmente negativa, che ha mietuto numerose vittime, ma i mercatini in questione differiscono molto da ciò che erano anni fa. Quello che appare maggiormente carente risulta essere quello di via Vecchia San Giovanni, le cui condizioni preoccupano soprattutto gli abitanti più anziani della zona, per i quali quell’appuntamento settimanale costituisce una grande utilità. Non avendo la possibilità di spostarsi, infatti, molte persone anziane aspettano proprio il giovedì per rifornirsi di detersivi, articoli per l’igiene personale o quant’altro serva loro, e il mercatino rionale rappresenta un punto di riferimento per gli abitanti della zona. In molti si sono chiesti le sorti di questo mercato, dato che negli anni il numero dei commercianti che vi espone si è molto ridotto, divenendo davvero esiguo.

La preoccupazione maggiore, peraltro comprensibile, riguarda quindi la sua esistenza futura, per tale motivo abbiamo chiesto informazioni all’ assessore al commercio del Comune di Gravina, Massimiliano Giammusso: “Conosco l’ attuale situazione dei mercati che si svolgono all’ interno del nostro Comune, purtroppo la crisi economica ha colpito anche questi commercianti, i quali, non senza fatica, si spostano da un paese all’ altro per svolgere il proprio lavoro. Sappiamo che per gli abitanti delle zone nei quali si effettuano i mercatini, essi costituiscono una grande risorsa, infatti sono a conoscenza di situazioni nelle quali si sono creati legami di amicizia e fiducia tra il commerciante e i cittadini, soprattutto tra quelli più anziani e impossibilitati negli spostamenti, i quali verrebbero penalizzati se il mercato non avesse più luogo. Per tale motivo, - continua l’ assessore - mi sento di tranquillizzare gli abitanti di via Vecchia S. Giovanni

poiché, nonostante l’ esiguità del numero di operatori presenti, il mercato continuerà ad essere operativo. Per quella zona il Comune ha concesso all’ incirca 13 licenze, ma di esse almeno la metà risultano essere inoperanti. Questo accade perché, una volta ottenuta la licenza, spetta agli ambulanti decidere se conviene, in termini strettamente economici, operare in quella zona. Naturalmente se il sito non risulta essere sufficientemente redditizio, gli ambulanti preferiranno commercializzare in altre zone, nelle quali potranno avere introiti maggiori. Il mercato di via Vecchia S. Giovanni continuerà ad esserci, - conclude l’ assessore Giammusso, -poiché gli ambulanti che vi operano hanno tutte le carte in regola per farlo, ma il nostro obiettivo, come amministrazione, è quello di potenziarlo, di migliorarlo, affinché possa servire in modo soddisfacente non solo una ristretta cerchia di abitanti, ma tutti gli abitanti di Gravina”. Luisa Guardo

Tremestieri a difesa del sistema pubblico dell’istruzione A Torino erano oltre trentamila, a Palermo più di ottomila, a Milano oltre ventimila e cosi a Napoli, a Bari, a Gorizia, a Lecce, a Siracusa, a Enna ed in molte altre città d’Italia. Sono scesi in piazza a protestare contro la cosiddetta “Riforma Gelmini”. Addirittura secondo l’Anief la riforma stessa potrebbe essere incostituzionale ed in un comunicato informano che c’è un”ordinanza interlocutoria dei giudici del Consiglio di Stato n. 349/10 e che nel dubbio chiedono l’intervento chiarificatore del ministro stesso. La sentenza –si legge- è prevista per il dicembre prossimo, per l’ennesimo ricorso n. 4139/10 promosso anche dal sindacato”. Lo stesso sindacato dice che il dimensionamento delle reti scolastiche è di esclusiva pertinenza delle regioni; da questo la richiesta ai giudici del Consiglio di Stato. Nasce sicuramente dal clima di quest’ultimo periodo la delibera che il consiglio comunale di Tremestieri Etneo, che facendosi portavoce del malcontento di alunni, docenti e soprattutto precari a Tremestieri, ha discusso una “mozione per la difesa del sistema pubblico dell’istruzione contro i provvedimenti del ministro Gelmini e dell’imminente attuazione della nuova finanziaria del ministro Tremonti”. Gli interventi dei consiglieri sono stati appassionati da entrambi gli schieramenti. Il consigliere Zuccaro, tra l’altro, fa rilevare che “ da tanti anni per motivi politici si sono lasciati centinaia di migliaia di posti di insegnamento liberi che puntualmente sono stati co-

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perti con l’assunzione ad inizio di ogni anno scolastico di insegnanti presenti in determinate graduatorie: i precari, che vengono assunti con un contratto che va dal primo settembre al 30 giugno dell’anno successivo ed … altra cosa sono i supplenti utilizzati per sostituire gli insegnanti nei giorni di assenza, ferie, malattie o altro”. Il consigliere Smecca ha replicato dicendo anch’egli nel contesto del suo discorso che “la riforma pone al centro dell’attenzione gli interessi degli studenti e non quelli corporativi …. perché sarebbe come dire che al dicastero della salute si parlasse solo di medici e non di ammalati; e ribadisce, supportato da altri consiglieri, la necessità del ridimensionamento del numero degli insegnanti assunti con operazioni clientelari”. Guardando da un altro punto di vista bisogna anche dire che tutte le criticità della società si scaricano sulla scuola e gli insegnanti sono esposti in prima linea contro l’incolmabile vuoto che riempie i ragazzi, intrappolati irrimediabilmente da una società che non lascia loro scampo, dalla televisione che da un omicidio ne fa un caso nazionale ma riempie i palinsesti per mesi a costi irrisori e guadagni esorbitanti, al bombardamento continuo di una pubblicità inutile e dannosa per la formazione del carattere dei giovani stessi sempre più alla ricerca di sicurezza; e la sicurezza viene offerta gratuitamente dalla pubblicità che fa credere che essa passa da un bell’abito firmato ad un gioiello vistoso, ad una crema che

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toglie le rughe del viso per convincerci che apparire è meglio di essere. La scuola è lo specchio di una società decadente dove l’ultimo baluardo sono i professori, i maestri e sono essi che devono combattere questo decadimento. Ad essi si appellano con il cuore quei genitori che affidano i loro figli fiduciosi in un’istruzione futura, per l’educazione, per abituare i ragazzi a quel ragionamento che in molti vogliono precludere. Nel giro di pochi anni abbiamo assistito alla quasi scomparsa dei licei classici per favorire gli studi mirati a determinate materie che faranno sì dei bravi specialisti di settore ma contribuiranno a creare schiavi perché saranno costretti a guardare esclusivamente il loro piccolo mondo dove rimarranno senza fantasia a servire l’azienda privata da cui dipendono e che può dall’oggi al domani cacciarli via perché non servono più, tanto quelli non sono altro che risorse umane; un medico, un operaio, un impiegato, un maestro, non sono più il personale della struttura, sono solamente ri-

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sorse umane, numeri insomma. Gli studi umanistici sono, ad esempio, essenziali per la crescita economica. Se n’è accorto con lungimiranza politica l’emiro del Qatar Hamad al Thani che oltre a comprare banche, alberghi o yacht dalle maniglie d’oro acquista dall’estero opere di grande valore artistico per promuovere un museo d’arte araba contemporanea, ideato e costruito nel 2008 dall’ultra novantenne architetto M. Pei famoso per la costruzione della piramide del museo del Louvre, ed accreditarsi come polo culturale in Medioriente. Ha costruito scuole di indirizzo classico perché lui, laureato in psicologia a Londra e con una moglie plurilaureata molto colta, capisce che non c’è futuro in una società che non ama l’arte, la filosofia, le lettere. Che la storica cultura greca e romana stia subendo in Europa un declino a favore di chi comprende che investire in cultura alla lunga paga molto di più che investire in banche? Non ci stiamo accorgendo che inseguendo solamente i dettami del

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tubo catodico, avremo momentanea sicurezza e immediato conforto ma stiamo sacrificando le generazioni future ad una sudditanza psicologica che ci porterà allo schiavismo mentale e fisico anche se senza catene. Nel giro di poco tempo non ci saranno più politici di rango, pensatori, artisti, ma, sempre più ingrassati del lavoro altrui, pochi privati, che gestiranno la scuola, la sanità, gli ex enti statali come una grande ditta dove ci sarà sempre un padrone, un amministratore delegato ed un licenziatore (in America ,in alcune aziende, esiste già questa figura). Ed i precari? quelli della delibera, quelli che sono al più basso livello salariale della scuola, quelli che non hanno stipendio a luglio e agosto, quelli che per un tozzo di pane vanno dove c’è qualcuno che vuole far prevalere la logica dell’insegnante territoriale allontanando sempre più il Nord dal Sud, quelli che hanno scelto di vivere di stenti per anni ? Proviamo si a stringere le spese, quelle delle auto blu, quelle di commissioni e sottocommissioni, quelle delle armi all’esercito ma non penalizziamo l’insegnamento e l’istruzione dei nostri figli. Ma ritornando alla cronaca, la delibera votata dovrà servire a sollecitare e sensibilizzare l’amministrazione provinciale e quella regionale per “convincere” il Ministro dell’Istruzione ad avviare un confronto con gli enti locali per rivedere le decisioni prese e trovarne di nuove. Interessante …. se non restano parole. Lucia de Lutiis

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Valverde. Il progetto per il rifacimento resta fermo dopo due anni dalla sua presentazione

C’era una volta… il piccolo anfiteatro Nella foto di sinistra, in evidenza le erbacce che non permettono l’ingresso alla bambinopoli

dalla prima pagina Generazione di ragazzini hanno calpestato il suo suolo giocando a pallone e

amori, i primi baci nascosti agli occhi di mamma e papà; e da sempre purtroppo è utilizzato dai ragazzi più grandi come luogo di consumo e spaccio di droga.

tramandandosi delle curiose regole di un campo rotondo; tra i suoi gradoni bianchi sono nati i primi

Nato quasi 30 anni fa come centro culturale polivalente, in realtà i locali sottostanti, che dovevano ospitare il teatro comunale non sono mai stati utilizzati in quanto privi di uscite di sicurezza e di accesso ai disabili. Non diversa la situazione della parte superiore - il ‘colosseo’ appunto - dove a causa di fattori atmosferici, cattiva manutenzione e atti di vandalismo, dai muretti in cemento fuoriescono ferri arrugginiti e cavi elettrici. Una profonda crepa laterale, inoltre, mina seriamente la stabilità dell’altarino votivo con l’immagine ormai sbiadita della sacra famiglia; e nel

parco giochi sovrastante, i bambini sono costretti a giocare in scivoli ed altalene ricoperte da erbacce alte mezzo metro . Infine la noncuranza delle aree di verde pubblico e la mancanza di un adeguata illuminazione rendono oggi il ‘colosseo’ un luogo

invivibile e pieno di pericoli. L’amministrazione comunale ha presentato due anni fa un imponente progetto di rifacimento dell’intera struttura, che resta fermo però in attesa dei finanziamenti della regione. Maria Chiara Coco

Lavoro sinergico tra il sindaco Messina, l’assessore Zappalà ed il comandante Giuseppe Spampinato

A San Giovanni La Punta viabilità sotto controllo

Viabilità e sicurezza stradale sono sempre al centro dell’attenzione dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Messina. Infatti, in linea con le direttive del sindaco, il neo assessore Zappalà ed il comandante dei Vigili urbani, dott. Giuseppe Spampinato, continuano a studiare nuove strategie per migliorare costantemente il piano viario ed aumentare al tempo stesso il tasso di sicurezza stradale. A tal proposito, proprio in questi giorni, grazie alle nuove strumentazioni acquisite con i proventi contravvenzionali è stata approntata una vera e propria campagna

contro la guida in stato di ebbrezza o con il telefonino all’orecchio. E’ stato dimostrato statisticamente che entrambe le cose risultano essere la causa della maggior parte di incidenti stradali,in particolar modo durante i fine settimana e nelle giornate festive. Proprio per questo il corpo dei V.V.U.U. ha effettuato frequenti controlli a campione all’uscita dei locali pubblici e delle discoteche,luoghi frequentati abitualmente dai più giovani negli orari notturni.Per fortuna,almeno nel territorio puntese, non è stata riscontrata una situazione particolarmente preoccupante. Lo stesso purtroppo non si può dire per ciò che riguarda i controlli sulla guida con il telefonino. Su tale argomento infatti gli automobilisti hanno dimostrato scarsa sensibilità e consapevolezza dei rischi a cui espongono se stessi e gli altri. Comunque, come rivela il comandante della Polizia municipale, Giuseppe Spampinato (professio-

nista tra i più seri e preparati della provincia etnea), grazie a questa ed a molte altre attività statistiche e di prevenzione, gli incidenti mortali si sono quasi azzerati durante l’ultimo anno. Anche le rotatorie hanno svolto un ruolo importante ma ormai non sono più sufficienti a contenere il sempre crescente traffico veicolare e forse si renderà necessario un ampliamento. In riferimento a ciò è in corso uno studio di fattibilità che dovrebbe servire a migliorare il piano viario.Il progetto è già stato affidato,tramite bando regionale,ad uno studio professionale ed attualmente è in itinere. Un altro controllo effettuato costantemente sul territorio, nonostante le recenti norme limitative, riguarda l’autovelox.La zona maggiormente monitorata è la Catira-S.Lucia,a causa degli enormi flussi di utenza che vi si riversano ,soprattutto nelle ore di punta. Il punto nevralgico del paese risulta essere ancora una

Lettera aperta di Sebastiano Caruso sul “museo del carretto” di Tremestieri “Facendo riferimento all’articolo, intitolato “presto realtà il museo del carretto siciliano”, pubblicato sul vostro illustre giornale nel mese di ottobre, mi permetto di dire che mai scelta è stata più sbagliata nell’individuare un sito per il museo in pieno centro storico, dove in primis non esiste un parcheggio. E nel caso in cui venisse realizzato il futuro museo non è di facile fruenza, visto che si tratta di uno stabile piccolo, su più piani ed esattamente all’angolo di un crocevia centrale e pericoloso. Vorrei ricordare all’Amministrazione Basile che, se museo si deve fare, qualche anno fa abbiamo inaugurato la biblioteca Comunale di via Etnea bassa, di proprietà del Comune, dislocata su di un unico piano. Lì sì che ci sarebbe la possibilità di ospitare i bellissimi carretti del nostro concittadino Michelangelo Costantino. Perchè spendere denaro pubblico se abbiamo strutture da valorizzare come la biblioteca? Perché non provare a chiedere alla Regione Siciliana di cambiare la destinazione di quei soldi per un parcheggio a servizio dei tanti turisti che verranno a visitarlo? Certo, se la voce che corre è che la biblioteca sarebbe in vendita per fare cassa, tutto questo è anacronistico, ma sicuramente sarà motivo di battaglia in Consiglio comunale, affinché si possa convincere questa Amministrazione a tornare sui propri passi, avanzando anche una proposta di abbattimento della casa in oggetto per la realizzazione di un piccolo parcheggio come valvola di sfogo per il centro storico”. Sebastiano Caruso Dirigente Popolo delle Libertà Tremestieri Etneo

Battiati isola felice ma non troppo Mentre a Gravina, come dimostra la foto, i rifuiti hanno invaso le strade, a Battiati la situazione rimaneva nella norma

In molti si saranno chiesti come mai nei giorni scorsi, mentre negli altri comuni dell’Ato imperversava l’ennesima emergenza rifiuti,le strade del territorio di Battiati sono rimaste tutto sommato pulite. Tale scenario è apparso evidente soprattutto nei quartieri di confine con Barriera, San Paolo (Gravina di Catania) e Tremestieri. Bastava oltrepassare la linea di confine territoriale per vedere riapparire le cataste di immondizia. Con questo

volta il Polivalente che ,se da una parte offre un’ottima possibilità a tutto l’hinterland di poter frequentare agevolmente gli istituti di scuola superiore senza dover raggiungere la città,dall’altra crea un grosso nodo viario per la circolazione di auto,moto e quant’altro. “Tutto ciò rappresenta un grosso impegno per i Vigili urbani”commenta il dott. Giuseppe Spampinato” poiché ogni giorno cinquemila studenti si riversano in quella zona.Tra l’altro, nonostante sia una struttura provinciale, non abbiamo mai ricevuto alcun supporto per ciò che riguarda la vigilanza. Fortunatamente per le altre scuole presenti nel territorio,abbiamo raggiunto maggior controllo,grazie anche alla collaborazione dei presidi che hanno suddiviso orari di entrata ed uscita e ai genitori che presentano una guida più attenta e responsabile”. Agata Amantia

non vogliamo dire che l’emergenza non si sia sentita nemmeno per un po’, nei giorni caldi di ottobre i cassonetti sono rimasti pieni di spazzatura ma la situazione non è degenerata come negli altri centri dell’hinterland e l’Amministrazione, guidata dal sindaco Galati, è riuscita a tenere la situazione sotto controllo. Ci chiediamo come mai e, soprattutto, a quale prezzo? I costi per la gestione integrata dei rifiuti sul Comune di

Battiati sono diminuiti. L’Ato infatti ha emesso una prima fattura riguardante il servizio reso nel territorio nel 2009 di euro 59.9884,05. Successivamente l’Ato ha emesso una nota di credito in favore del casse comunali di euro 38.4807,14. Questo vuol dire che il Comune dovrebbe pagare la differenza tra i due importi, e cioè 21.5076,91. Ma il comune non pagherà mai questa cifra e l’Ato ne ha preso atto per iscritto, perché è creditore nei confronti della società d’ambito Simeto Ambiente di ben 1.300.000 euro costituti dai fondi comunali con i quali il comune ha sovvenzionato l’Ato durante gli anni 2004 e 2005. Si tratta dunque di un credito nei confronti dell’Ato, frutto di anticipazioni con fondi comunali, senza cioè tenere conto dei soldi anticipati dal fondo di rotazione. Anticipazioni che alla fine si traducono nel venir meno di servizi e investimenti in opere pubbliche in favore della cittadinanza. La voce sulla gestione del servi-

zio integrato della raccolta dei rifiuti incide dunque in modo rilevante sul bilancio comunale. Al punto che una riunione del civico consesso sugli equilibri di bilancio e’ gia’ saltata ed e’ stata spostata di qualche giorno per via del clima di incertezza economica che si respira anche tra i venti consiglieri che compongono l’Aula consiliare. C’e’ incertezza soprattutto sulle decurtazioni di circa il 30 per cento dal costo complessivo del sistema di raccolta dei rifiuti che il Consiglio ha approvato lo scorso anno. Decurtazioni che riguardano alcuni servizi non resi o resi soltanto in parte, come la videosorveglianza o la pulizia dei cassonetti. “Abbiamo portato la raccolta differenziata al 23%, in meno di un anno grazie all’avvio del centro di raccolta comunale” – ha detto con toni ottimisti il presidente dell’Aula Salvo Mavilla che ha aggiunto: “Nel 2009 la fattura dell’Ato e’ stata meno salata rispetto alle precedenti e questo vuol dire che i cittadini hanno pagato di meno. Inoltre, incrementando la rac-

colta differenziata, ci saranno altre opportunità di risparimio sia per il singolo cittadino che conferisce i rifiuti nell’Isola ecologica sia per l’intera collettivita”. Resta tuttavia inevasa la domanda di fondo con cui abbiamo aperto il nostro servizio. Perche’ quando nei comuni dell’hiterland imperversava l’emergenza rifiuti e montagne di spazzatura erano accatastate agli angoli delle strade, a Battiati invece la situazione sembrava addirittura quasi normale? “Perche’ Battiati - ha risposto Mavilla - contribuisce ed ha finora contribuito, sia con fondi propri sia tramite l’accesso al fondo di rotazione, alla crisi economica dell’Ato. E non certo per mantenere in piedi il carrozzone, quanto per assicurare stabilita’ finanziaria ai 18 netturbini che operano nel territorio comunale e con i quali i conflitti di lavoro sono minimi, se non addirittura inesistenti, grazie alla mediazione instancabile dell’Amministrazione comunale”. Patrizio Nicolosi


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Intervista al consigliere provinciale Laudani che ci spiega il perché di una nuova strategia politica

Pedara. L’opposizione tende la mano all’Amministrazione L’attuale situazione del Comune di Pedara, ritenuta “particolarmente critica dall’opposizione”, la “spinge a tendere la mano” verso il gruppo politico attualmente al governo per proporre forme di collaborazione che possano sostenere l’attuale amministrazione comunale nella risoluzione dei problemi più ostici che attanagliano il paese. Francesco Laudani, consigliere provinciale, esponente dell’opposizione, ma prima di tutto pedarese, che nelle ultime elezioni si è contrapposto all’attuale e votatissimo sindaco Anthony Barbagallo (che nel prossimo numero intervisteremo per consentirgli di esprimere la sua opinione in merito) nella corsa per rivestire la carica di primo cittadino di Pedara, ci ha spiegato il perché di que-

sta nuova strategia politica. A distanza di sei mesi dalle elezioni amministrative che hanno interessato il Comune di Pedara secondo lei qualcosa meriterebbe maggiore attenzione? Essendo consigliere provinciale, già seguo Pedara come paese che fa parte della provincia di Catania. In questi mesi, sinceramente, non ho visto nulla di particolare, anzi ho visto la spazzatura aumentare, i nostri boschi di Tarderia, un versante bellissimo che il Comune di Pedara potrebbe valorizzare creando itinerari turistici, purtroppo, avendo la passione di andare a funghi e quindi girando spesso l’ho constatato personalmente, sono diventati un rifugio di spazzatura, materiale ingombrante, rifiuti pericolosi! La normativa da qualche anno è cambiata, la gestione dei rifiuti non è più di competenza diretta del Comune, ma il Comune fa parte dell’Ato, i sindaci fanno parte del consiglio di amministrazione, quindi è facile dire che è colpa della Simeto Ambiente: il sindaco si deve impegnare a far presente la questione pedarese o, altrimenti è inutile rimanere all’interno dell’ ente . Anche dal punto di vista turistico, essendo stato assessore al turismo, ho visto che alcuni eventi importanti quest’anno non hanno avuto un grosso riscontro, parlo della Sagra del Fungo, di cui per

tanti anni sono stato l’organizzatore; e poi la manutenzione in generale: il Comune non può gestire la spazzatura ma può pulire le strade! anche la manutenzione delle strade, parlo di pubblica illuminazione su zone periferiche, in particolare Tarderia nord dove c’è gente che ancora aspetta l’illuminazione, anche se durante la campagna elettorale sono stati promessi tutti una serie di interventi. Sicuramente ancora sono passati pochissimi mesi, in sei mesi non può cambiare tutto, anche se parliamo di una amministrazione uscente, con dei progetti già partiti! Ho, inoltre, appreso che nei giorni scorsi un assessore è stato cambiato, l’assessore ai lavori pubblici, perché appartenente ad un altro gruppo politico, anche su questo non condivido la scelta. Se un assessore ha lavorato bene durante la passata legislatura, occupandosi proprio di problemi di manutenzione e pubblica illuminazione, oggi non ha senso, dopo 6 mesi, solo per una appartenenza politica diversa cambiarlo. Lei e’ noto anche per il suo particolare amore per la natura e la montagna, ma quale potrebbe essere il piano di intervento da attuare per fronteggiare e risolvere l’affannosa “questione spazzatura” nel pedarese? Dal punto di vista operativo, il

consiglio che mi permetto di dare è quello di attivarsi alla rimozione delle discariche, prendere l’iniziativa come hanno fatto altri Comuni. Anche sulle Fatture Tia, il comune di Pedara non è stato in grado di gestire bene la situazione infatti abbiamo riscontrato numerose richieste, da parte soprattutto di anziani, di chiarimenti sulle

bollette. Il Comune, l’ho inserito anche nel mio programma elettorale, dovrebbe attivare un piccolo ufficio con alcuni dipendenti comunale cercando di dare un grosso aiuto alla Simeto ambiente, comunicando direttamente all’Ato tutti i dati, tramite l’ufficio anagrafe ed l’ufficio tecnico per quanto riguarda le superfici. Il Comune può impegnarsi di più e non tranquillamente scaricare tutto all’Ato. Ad esempio,e’ stato inaugurato un centro di raccolta che dovrebbe dare la possibilità ai

Con l’arrivo in salita al rifugio Sapienza questa volta non sarà solo una passerella

cittadini di scaricare dei rifiuti ingombranti e ottenere degli sgravi. Ma, in verità, è stata inaugurata una struttura fantasma, anche lì il sindaco, proprio perché fa parte dell’Ato dovrebbe attivarsi per renderlo operativo, come è avvenuto in altri Comuni, e poi pubblicizzarlo per spiegare alle persone come funziona e com’ è organizzato. Anche la “questione strade” è sotto i riflettori, soprattutto dopo le abbondanti piogge di questi giorni che hanno portato via parte dell’asfalto su alcuni tratti stradali, con evidenti rischi per la viabilità. Che pensa in merito? Le condizione delle strade peggiorano, parlo di strade comunali e provinciali, parlo di tutto l’asse viario che riguarda la Provincia e i Comuni. Sappiamo che i Comuni da tempo hanno sempre meno risorse, non riescono ad organizzare la manutenzione e la sistemazione delle strade, ma se i Comuni, nel corso degli anni, avessero seguito un programma di pulizia e manutenzione non si ritroverebbero oggi con le strade in uno stato pessimo! La periferia di Pedara, parlo di Tarderia, ha poche strade

asfaltate e sappiamo bene che la pioggia scendendo a valle porta con se pietre e terra. Come Provincia, ho già segnalato diverse volte in consiglio il problema relativo al Corso Ara di Giove, la strada che collega Pedara a Nicolosi, all’altezza dell’Hotel Bonaccorsi, questa strada è tutta macchiata, sembra una scacchiera, bianco e nero, a causa dei vari interventi che ci sono stati! Lì andrebbe organizzata una scarificazione di tutto il manto stradale, uno studio per quanto riguarda l’infiltrazione delle acque e poi eventualmente un intervento di asfalto a caldo e non a freddo di tutto l’intero tratto. Noi a breve approveremo il piano triennale delle opere pubbliche, approveremo il bilancio della Provincia, io personalmente segnalerò questa strada cosi come quella di via tarderia. L’anno scorso ho fatto inserire l’opera all’interno del piano triennale di manutenzione, l’opera ammonta a circa 420 mila euro, quest’anno vedremo se il Presidente la inserirà nel piano annuale delle opere da realizzare. Ho già fatto un monitoraggio di tutte le strade provinciali di Pedara, sono 4 o 5, alcune avranno anche una serie di interventi di segnaletica, mentre per quelle comunali bisogna attendere una iniziativa del sindaco che dovrà programmare bene le risorse. Iole Tempio

La commissione comunale ha dato il via libera per soli 90 posti

Nicolosi. Il Giro d’Italia torna sull’Etna San Gregorio riabbraccia

Questa volta non sarà una semplice passerella: la nona tappa del Giro d’Italia 2011, che si svolgerà domenica 15 maggio, è una di quelle destinate a dare spettacolo. Con partenza da Messina, il vulcano verrà scalato due volte: prima dal versante di Linguaglossa, fino alla località Lenza, e poi, dopo una lunga discesa verso

Acireale, dal versante di Nicolosi con un durissimo arrivo in salita al Rifugio Sapienza, a quota 1900 m. sul

San Pietro Clarenza Galatà aderisce a MpA Stefano Galatà, consigliere comunale di San Pietro Clarenza, ha aderito al Movimento per le autonomie nel corso di un incontro nella sede catanese del Mpa con il sen. Enzo Oliva, commissario regionale e l’on. Giuseppe Arena, deputato regionale. All’incontro erano presenti anche il sindaco di San Pietro Clarenza, Vincenzo Santonocito, e il commissario cittadino del comune etneo, Concetto Bonaccorsi. Parlando della sua decisione Galatà ha sottolineato “Lo straordinario lavoro che il Presidente Lombardo sta svolgendo per portare avanti il suo brillante progetto politico, l’impegno serio dell’ intera classe dirigente del Movimento e i risultati positivi ottenuti per questa terra nell’esclusivo interesse del popolo siciliano”.

livello del mare, proprio in territorio di Nicolosi. Insomma sarà senza dubbio una tappa per scalatori; ed essendo già la seconda domenica della corsa rosa non è escluso che possano essere proprio gli uomini di classifica a dare spettacolo. E a Nicolosi, manco a dirlo, già sale la febbre rosa: i ciclisti fremono ed i più appassionati già percorrono quello che sarà il tracciato della gara. In fermento è anche l’Amministrazione comunale di Nicolosi del sindaco Nino Borzì, che deve cominciare sin da ora a programmare l’organizzazione di un evento che oltre che sportivo, sarà anche turistico ed economico; un’opportunità insomma per il territorio. L’arrivo in salita in territorio nicolosita attirerà infatti decine di migliaia di appassionati da ogni parte dell’Isola non solo durante la tappa, ma per più giorni: per non contare gli oltre 200 atleti e la relativa carovana di tecnici, massaggiatori e “addetti ai lavori”. La macchina organizzativa e ricettiva non dovrà dunque avere falle: una sfida che appassiona, ma che comporterà oneri ed onori per

l’amministrazione nicolosita. Abbiamo chiesto a tal proposito quali sono i progetti che covano nel Municipio di piazza Vittorio Emanuele. “Il Comune – ci ha spiegato l’assessore comunale allo Sport Giuseppe Di Mauro – non è direttamente chiamato in causa quale Ente finanziatore dell’evento. Saranno – ha precisato Regione e Provincia a dover contribuire economicamente. Ciò non toglie però che l’Amministrazione vuol fare bella figura e a tal fine si sta già muovendo in più direzioni: la prima mossa, a breve, sarà la convocazione di una Consulta che riunisca associazioni, cittadini e sportivi che intendono collaborare alla migliore riuscita dell’evento. Una sorta di «Consiglio» di addetti ai lavori e volontari, che possa proporre soluzioni ed iniziative ed aiutare l’amministrazione nell’organizzazione e realizzazione dell’evento”. Escursioni, manifestazioni e altre iniziative potrebbero dunque fare da cornice all’evento agonistico vero e proprio, che metterà alla prova l’accoglienza dei cittadini nicolositi e le capacità organizzative della loro amministrazione comunale. Alessandro Petralia

il campo sportivo

Sono solo novanta posti, ma meglio che niente. La commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ha rilasciato l’agibilità per novanta spettatori che potranno assistere alle partite di calcio al campo sportivo comunale di San Gregorio. Lo stadio comunale, dunque, riapre le porte agli spettatori e ai sostenitori del calcio sangregorese. Le partite a porte chiuse, che hanno penalizzato la squadra del San Gregorio Calcio per cinque anni, sono finite: ora il pubblico può ritornare a tifare e incitare i propri beniamini. Lo ha comunicato l’assessore allo Sport, Paolo Schilirò, il quale ha lavorato in sinergia con l’ufficio tecnico comunale e il sindaco, Remo Palermo. “Dopo l’approvazione del bilancio – ha

dichiarato l’assessore Schilirò - abbiamo recuperato le somme e in tempi strettissimi sono stati effettuati i lavori di messa in sicurezza della gradinata. Era necessario – ha concluso Schilirò – venire fuori da questa lunga fase di stallo”. La commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, però, ha rilasciato l’agibilità per soli novanta spettatori. I lavori effettuati riguardano la rete di protezione nella parte sommitale della tribuna, l’adeguamento dei gradini, i passaggi di sicurezza, i servizi igienici per portatori di handicap, ingressi principali e varchi interni. Ora, dopo un iter lungo e difficoltoso, è stato raggiunto il primo obiettivo. Infatti, secondo il sindaco “è nostra intenzione ha detto – omologare lo stadio per altri seicento posti”. Intanto la società del Rugby San Gregorio, che si è aggiudicata la gara per la gestione della struttura, sembra non essere convinta di rilevarne la gestione “alle condizioni espresse nella convenzione”. Di fatto, otto anni di gestione sarebbero pochi per recuperare le possibili somme che il Rugby San Gregorio andrebbe ad investire. Alfio Patti


HINTERLAND

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Il luogo sacro della collina storica è uno scempio. Mancano i fondi per la riqualificazione

Paternò e la vergogna del Cimitero monumentale È

l’incuria a farla da padro ne. Stiamo parlando del cimitero monumentale che a Paternò non versa affatto in buone condizioni. Basta fare un breve giro per capire che la situazione è piuttosto critica e che sarebbe necessario un intervento alquanto urgente. Varie le evidenti carenze. Sarebbe lungo l’elenco ma basterebbe citare i casi più

eclatanti per rendere l’idea dello scenario che si presenta. Nei pressi del convento dei Cappuccini, ad esempio, circa dodici lapidi dei loculi si sono staccate dalle pareti e, inoltre, tra i loculi si sono aperte evidenti crepe in più punti. La parete, dunque, è a rischio crollo e la sicurezza è messa a rischio. Secondo l’ufficio Servizi tecnologici, la situazione in cui

versa oggi il luogo sacro non dipende soltanto da un atto di grande inciviltà ma una buona dose di responsabilità è attribuibile anche al tempo. Secondo il dirigente del suddetto ufficio, Mario Benfatto, le lapidi crollate in zona convento Cappuccini, risalgono al periodo della seconda guerra mondiale, epoca in cui i loculi venivano realizzati non in

Camporotondo Etneo, la Regione finanzia quattro cantieri di lavoro

L’assessorato regionale alla Famiglia e Politiche sociali del Lavoro ha finanziato al Comune di Camporotondo Etneo quattro cantieri di lavoro. I cantieri avranno la durata di circa 60 giorni ciascuno, daranno lavoro temporaneo a circa settanta addetti, operai, istruttori e direttori dei cantieri. Come ci comunica l’assessore Santo Bruno, con i cantieri verranno eseguiti i lavori per la sistemazione dell’area attrezzata a verde nel villaggio San Antonio Abate, finanziamento di 113 mila 961,08 euro. Lavori di sistemazione di una tratto di via Tripoli 1° stralcio di 109 mila 603,64 euro; secondo stralcio di via Tripoli per un importo di 105 mila 844,94 euro. Lavori di completamento del parco giochi e della villetta sita nel prolungamento del viale della Regione, per 111 mila 784,40 euro. “Un ringrazia-

mento a chi si è adoperato affinchè venivano finanziati i cantieri di lavoro regionali, che sono una grossa boccata di ossigeno per Camporotondo Etneo – dice il sindaco Antonino Rapisarda - in un momento di così grave crisi economica e di mancanza di posti di lavoro il finanziamento di ben quattro cantieri di lavoro regionale significa tanto per decine di famiglie camporotondesi”. Soddisfazione esprime l’assessore comunale ai cantieri di lavoro Santo «Si tratta di un risultato importantissimo – afferma Bruno – non solo perché darà per un periodo lavoro a tanti nostri concittadini, che si trovano in grave crisi economica, ma perché verranno realizzati lavori importanti per migliorare l’aspetto e la vivibilità del nostro comune”. M. M.

ne critica, basterebbe solo ripulire alcune zone dai detriti. Tale operazione è prevista per fine novembre. Data l’importanza della questione, il “caso cimitero” è stato discusso in consiglio comunale. L’unico intervento concreto fatto fino a questo momento è stato il transennamento delle strutture pericolanti, predisposto dall’assessore ai

Servizi cimiteriali, Angelo Calenduccia. Dal Comune, però, fanno sapere che non sono disponibili somme consistenti, utili per risolvere il problema alla radice. Intanto prende corpo un’ipotesi da realizzare sempre nel prossimo futuro, ovvero, quella di riesumare le salme, poter demolire e ricostruire la parete pericolante. Alessandro Filippelli

San Pietro Clarenza: nonostante lo sforzo dell’Amministrazione si continua a scaricare rifiuti

D

Dopo l’arrivo dei finanziamenti l’assessore Bruno (nella foto) ha spiegato per quali opere saranno utilizzati i cantieri

cemento ma bensì con la calce. Anche i viali necessiterebbero di un tempestivo intervento: l’erbaccia e la sporcizia la fanno da padrone; è evidente, infatti, lo stato di completo abbandono del viale San Vincenzo e l’area vicina al campo comune. Pure il cimitero di via Balatelle non versa in buone condizioni, ma in questo caso non si tratta di una situazio-

alle pagine di ”Paesi Etnei Oggi” abbiamo portato a conoscenza dell’esistenza di tante discariche abusive di materiali pericolosi in località San Pietro Clarenza. La via Catania e la via Siracusa, qualche anno addietro, erano una enorme discarica a cielo aperto. La zona è stata bonificata, da quel sito sono stati tolti circa 500 camion di rifiuti di tutti i generi. Nonostante l’opera di bonifica della zona, non si è fermano lo scarico di materiali pericolosi di ogni genere. L’ultimo atto scellerato qualche notte addietro, quando all’ingresso di una strada interpoderale, che si diparte da via Siracusa, chiusa con un’asta di ferro con lucchetto, sono stati scaricati una enorme quantità di rifiuti pericolosi, tali da ostruire addirittura l’ingresso della strada, impedendo così il transito ai proprietari dei poderi agricoli ivi ubicati, i quali dovevano recarsi nelle loro proprietà, specie quelli che avevano già iniziato la raccolta delle olive, ed ai lavoratori di una azienda di floricultura, che dovevano operare per inviare fiori e piante. I coltivatori si sono recati al Comune di San Pietro Clarenza, per chiedere aiuto alle Autorità. Sentito il loro bisogno urgente, l’assessore all’Ecologia nonché vice sindaco Giuseppe Bandieramonte, ha inviato un bob-cat per liberare l’ingresso della strada. Il vigile urbano Enzo Caruso, presente all’operazio-

ne di sgombero, ci informava dell’immediato arrivo dei mezzi per liberare e risanare l’area inquinata Nel materiale scaricato vi erano oli da motore con relativi bidoncini, copertoni, pezzi di carrozzeria per auto, e tanto altro ancora. Purtroppo non è stato il primo episodio, infatti la strada agricola è già stata in passato ostruita con materiali pericolosi, eternit compresi. Oltre alle discariche

abusive, a San Pietro Clarenza, vi è il pericolo derivante anche dalla presenza di strade dissestate. Ad esempio, in via delle Ginestre, per un tratto lungo 2 km, facente parte del territorio di San Pietro Clarenza, nei pressi del campo di calcio, dove negli anni passati giocava la Clarentina Calcio, fino alla promozione. Scomparsa la squadra di calcio il campo è stato abbandonato, vandalizzato e ridotto a rudere. Il campo, oggi ristrutturato, è in attesa di essere dato in gestione da parte del comune clarentino. Nonostante gli interventi sulla struttura

sportiva, il tratto di strada interessato non è mai stato oggetto di opere di manutenzione, ogni tanto è stata solo coperta qualche buca. Oggi è ridotto ad un “colabrodo” con tante buche profonde, che costringono le macchine ed i motocicli a manovre rischiose causando, purtroppo, tanti incidenti, che vedono coinvolti soprattutto i motociclisti. E’ recente la notizia di un ragazzo che percorrendo quel tratto di strada con la moto, centrando una buca, è ridotto in fin di vita. Inoltre, i margini di questa strada sono diventate tante micro discariche abusive con rifiuti di

ogni genere, come copertoni, plastica, eternit, batterie di auto, elettrodomestici, mobili, carcasse di auto e moto, ramaglie di alberi e palme. Altri pericoli per i pedoni si possono incontrare in via Dusmet, angolo via Umberto in centro cittadino, derivanti da una profonda buca nata a seguito della rimozione di un vecchio pericoloso oleandro. Questa buca ha causato già la caduta di molte persone ed è diventata anche un luogo dove fare depositare i bisogni di tanti cani, sia randagi, che di proprietà di “pseudo” uomini. A circa 30 metri da questa buca, sempre in via Dusmet, davanti all’ingresso dell’oratorio parrocchiale, è inoltre presente uno scavo, di circa 10 metri, fatto qualche anno fà e mai stato completamente ricoperto, che rappresenta un grave pericolo per i pedoni e per le auto che vi posteggiano. Anche in via Rimembranze, a causa della presenza di grossi pini, che dovrebbero essere sradicati, così come previsto con delibera del Consiglio comunale, il manto stradale è sempre più deformato. Michele Milazzo


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LE ACI

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Dopo la nascita di “Futuro e Libertà” e “Forza del Sud” il sindaco Garozzo sarebbe senza maggioranza

Acireale. Governo cittadino a rischio

Nella foto, da sn Riolo, Ferlito, Urso, Tranchida, Castro

E

’ stato il coordinatore nazionale di “Futuro e Libertà”, on. Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico, a tenere a battesimo lo scorso 30 ottobre il nuovo movimento alla presenza di un numeroso pubblico intervenuto.

Presenti anche l’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, prof. Daniele Tranchida, l’assessore uscente, Nino Strano, ed il sindaco di Adrano, Pippo Ferrante. Presenti inoltre i consiglieri comunali Gioacchino Ferlito, Antonio Castro ed Antonio Riolo,

che hanno abbandonato il Pdl costituendo il gruppo consiliare di Futuro e Libertà. Nell’occasione sono state ufficializzate le nomine di Silvestro Cavallaro a coordinatore delle Aci e di Stefano Arcifa a coordinatore cittadino di Fli ed è stato presentato anche il Comitato promotore dei “futuristi”, composto dai predetti Cavallaro ed Arcifa, e da Vincenzo Pappalardo, Corrado Patti, Vincenzo Urso, Rosario Calabretta e Giuseppe Ferlito. L’acese Adolfo Urso ha illustrato il progetto politico, trattando tanti temi politici, sia in chiave nazionale che in ambito strettamente locale, mettendo tra l’altro in evidenza come negli anni passati abbia favorito la crescita di persone più giovani. A chi gli chiedeva il perché non avesse mai optato per il Collegio di Acireale, ha risposto che egli ha sempre preferito un collegio difficile piuttosto che uno sicuro, proprio per permettere la

crescita di una classe dirigente locale. A tal proposito il coordinatore nazionale di Futuro e Libertà ha approfittato dell’occasione per ribadire il rapporto di amicizia con l’on. Basilio Catanoso (PDL), ribadendo come la nomina di Catanoso, avvenuta qualche anno fa, a segretario nazionale del movimento giovanile di Alleanza Nazionale sia stata caldeggiata proprio da Urso. Il capogruppo Gioacchino Ferlito, veterano tra i consiglieri, ha ribadito la volontà da parte del nuovo gruppo consiliare di dare sostegno all’Amministrazione Garozzo mantenendo di fatto il Patto Elettorale con gli elettori; a tal proposito l’espressa ed unitaria volontà è quella di assumere una linea che sia da stimolo all’Amministrazione e che controlli con diritto di critica ed a titolo propositivo l’operato del Sindaco rispetto a quello che è il riferimento principale,

cioè il programma elettorale. A margine della presentazione di Futuro e Libertà per l’Italia, l’on. Urso ha incontrato insieme al funzionario di Invitalia, De Romedis, ed all’Assessore Tranchida, dei rappresentanti dei comuni di Aci Castello e di Aci Catena; tema dell’incontro è stato la ripresa di un progetto precedentemente archiviato riguardo la valorizzazione delle Aci, che comprendeva strutture ricettive nel comprensorio della Perla Jonica, i porti turistici a Capomulini ed Acitrezza, la creazione di campo da Golf con conseguente rivalutazione del Turismo destagionalizzato e di quello termale. Il coordinamento di Furturo e Libertà, pur ribadendo il suo sostegno all’Amministrazione Garozzo , ha lasciato intendere che assumerà una linea critica nei confronti della stessa. Inoltre, le voci che si rincorrono

in Città circa un mini rimpasto in Giunta, dovuto anche alla “chiamata” di qualcuno a ricoprire incarichi assessoriali alla Provincia, fa intendere che il Sindaco Garozzo dovrà aprire una fase di ricerca dell’accordo, dato che con la nascita di questo gruppo e l’abbandono di altri consiglieri del Pdl (Giuseppe Torrisi ha aderito a Forza del Sud di Miccichè) non può più contare su un a solida maggioranza. Forse che l’arrivo dell’autunno porti in città refoli di crisi? Rodolfo Puglisi

Aci Sant’Antonio. Centosessanta lavoratori aspettano l’avvio di un piano di ricollocazione Per i quartieri consolazione e

La vertenza Sat ancora senza soluzione

La vertenza della Sat è ormai agli sgoccioli: se n’è accorta da tempo la classe politica, se ne sono accorti i lavoratori. Nonostante il diffuso disinteresse denunciato dai

lavoratori dell’azienda santantonese che fino a pochi anni fa produceva componenti elettroniche di alta tecnologia per le principali multinazionali

mondiali, l’unica speranza per i 160 operai Sat e per le loro famiglie rimane quella di non far spegnere i riflettori su una vicenda che, come hanno avuto modo di dire più volte negli ultimi mesi, “impoverirebbe tutto il territorio e non soltanto Aci Sant’Antonio: 160 famiglie senza uno stipendio sarebbero un pericolo sociale che le istituzioni non possono sottovalutare”. Scaduto a settembre il termine ultimo per chiedere la deroga della cassa integrazione ma registrata l’apertura degli assessorati regionali competenti a rivalutare la possibilità di

concedere altri tre mesi di deroga, i lavoratori hanno ripreso a protestare insieme ai pochi sindacati rimasti al loro fianco: lo scorso 5 novembre circa 60 lavoratori, accompagnati dalle segreterie provinciali di Uilm (Matteo Spampinato) e Fiom – Cigl (Stefano Materia), hanno protestato sotto il palazzo ex Esa, sede catanese della Presidenza della Regione Sicilia, per dimostrare che i lavoratori ci sono, sono ancora vivi e hanno tutto l’interesse a ricordare alla classe politica il proprio dovere verso i lavoratori in difficoltà. La protesta, assolutamente pacifica come da tradizione per

gli operai Sat, ha ottenuto un incontro a Palermo presso la Presidenza della Regione con la Task Force Lavoro diretta da Totò Cianciolo: un appuntamento che, per sindacati e lavoratori, servirà a ribadire la necessità di una deroga degli ammortizzatori sociali e di un piano di ricollocazione degli stessi lavoratori. Un incontro che tutti sperano non si risolva nel nulla come i 12 incontri precedenti già effettuati negli ultimi due anni di vertenza. Un incontro durante il quale è bene che la classe politica si prenda le proprie responsabilità. Davide Quattrocchi

S. Giacomo nuovo piano viario

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ecentemente, è entrato in vigore un nuovo piano viario che il traffico nelle zona del campo sportivo comunale, comprendendo anche il quartiere Consolazione e San Giacomo. In pratica, è stato disposto un unico senso di marcia a scendere e nel primo tratto di via delle Olimpiade ed un unico senso di marcia in direzione opposta nel primo tratto di via Libertà. Tutto ciò, dovrebbe fluidificare il traffico negli incroci con via Madonna del sangue. Si tratti di un’area fortemente urbanizzata. Con la presenza di numerosi esercizi commerciali. Intanto, i residenti di via Consolazione, chiedono che l’unico senso di marcia con direzione verso il centro e quindi verso via Pozzo venga al più presto invertito, stanchi sia delle auto che dei motorini che percorrono la via a forte velocità. La storia è antica . tutti i pini di viabilità, finiscono con andare cozzare con la necessità di affiancarli, con zone di parcheggio. Ancora più difficile trovare le zone libere per creare parcheggi. Oggi,paghiamo lo scotto, di avere nel passato cementato tutte quelle zone che potevano servire a verde e consideriamo poi, tutti i comuni, pur di fare cassa si sono inventati le strisce blu, lasciando a noi, poveri cittadini, sempre meno spazi per sostare e anche respirare in quelle zone che potevano essere polmoni di verde. Agatino Arrabito

La manifestazione si è tenuta a Cannizzaro (frazione di Acicastello) all’interno della palestra delle scuole elementari e medie “Giovanni Falcone”

Nel Comune di Acicastello “Tra castagne e vino, festeggiamo San Martino” Anche quest’anno in occasione della festività di San Martino l’associazione A.R.C.A. (Associazione Ricerca Cultura Acicastello) ha organizzato la II Edizione della manifestazioneevento “Tra castagne e vino, festeggiamo San Martino” che, a differenza dell’anno scorso, quest’anno si è sviluppato in tre diversi giorni: 12-13-14 Novembre, con un programma molto vario e intenso. La manifestazione si è tenuta a Cannizzaro (frazione di Acicastello) all’interno della palestra delle scuole elementari e medie “Giovanni Falcone”, mentre la zona esterna della

mentre per i bambini il divertimento è stato assicurato con spazi attrezzati di giostre gonfiabili, clown e baby dance. Il programma per venerdì 12 Novembre alle ore 17:00 ha previsto l’apertura e l’inauguraIl presidente ed i soci dell’Associazione A.R.C.A. zione della manifestazione scuola ha accolto i visitatori con il Sindaco di Acicastello con ricchi e assortiti stand che Filippo Drago e l’amministrasono rimasti aperti al pubblico zione comunale. La sera alle fino alle ore 24:00 (tutti e tre i ore 21:00 si è tenuto uno giorni). Di certo non sono spettacolo di pattinaggio mancati stand di degustazioni artistico a rotelle curato dalla di salsiccia, vino e castagne, scuola “Winner Sicilia” e

l’esibizione di danza dell’associazione E.N.A.R.S. l’aurora di Ficarazzi. Sabato 13 Novembre invece, si è svolta per la prima volta ad Acicastello una gara podistica provinciale organizzata in collaborazione con l’associazione atletica VIRTUS Acireale e la federazione FIDAL. Alle ore 15:00 c’è stato il raduno per tutti gli interessati, seguito dalle iscrizioni alla gara. Alle ore 16:00 ha avuto inizio la gara non competitiva per tutti i bambini delle scuole elementari e medie, mentre, mezz’ora più tardi, è iniziata la gara podistica provinciale rivolta a concorrenti di tutte le età divisi in categorie. Alle 19:00 i vincitori sono stati premiati presso i locali delle scuole

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Giovanni Leotta

Responsabile Pubbliche Relazioni al numero

347 6310592

medie. La serata è stata conclusa in bellezza e con successo da un’esibizione di ballo a cura della “Lory School Dance”, sita ad Acitrezza e a Cannizzaro, seguita dall’esecuzione di Daniele Rigoli con la sua splendida voce, accompagnata da scenografie realizzate e curate dalla “Lory School Dance”. L’ospite d’onore della serata è stato l’artista “Guy”. Domenica 14 invece, la manifestazione ha avuto inizio la mattina alle ore 9:00 con il primo meeting Fiat 500 Club Italia, coordinato dal club Belpasso Paternò. Le 120 vetture sono state esposte sotto il castello normanno di Acicastello (cui hanno fatto visita) e hanno percorso poi le quattro

frazioni castellesi (Acicastello, Cannizzaro, Acitrezza, Ficarazzi). Gli stand sono rimasti aperti al pubblico dal pomeriggio fino alla conclusione della manifestazione alle ore 24:00. Alle ore 21:00 si è terminato con una serata danzante liscio, latino-americano e social dance, con musica dal vivo a cura del maestro Antonio Stanco e la sua tastiera e a sorpresa di nuovo la partecipazione di “Guy”. Segreteria organizzativa: L’ Associazione A.R.C.A. sita in via Firenze, 79 Cannizzaro – Acicastello (CT) ringrazia tutti coloro che hanno partecipato. [e-mail: info@arcaeventi.it sito: www.arcaeventi.it] Cinzia La Sorte


JONICA

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Giarre ha la prima casa della salute. All’inaugurazione proteste contro la chiusura dell’ospedale

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naugurata in pompa magna, la prima “Casa della salute – Pta (Presidio territoriale di assistenza)” della provincia di Catania, all’interno dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Sant’Isidoro” di Giarre. La cerimonia di benedizione dei locali, è stata officiata dal vicario foraneo, don Nino Russo, appositamente delegato dal vescovo di Acireale, Pio Vittorio vigo, assente per motivi di salute. Assenti, benché invitati, gli esponenti della Rete delle Associazioni e alcuni consiglieri provinciali, tra cui Salvo Patanè(Pd). La cerimonia è stata contestata duramente, ma civilmente, da alcuni rappresentanti dei gruppi spontanei Facebook “Salviamo l’ospedale di Giarre “ – “Commissariare l’Asp 3” – Un lenzuolo per l’ospedale di Giarre”, secondo i quali l’operazione sancisce al fine di quello che doveva essere l’ospedale del comprensorio jonico-etneo, sul quale ruota un’utenza di oltre 100mila persone, trasformandolo in una struttura sperimentale, peraltro fallimentare in altre Regione d’Italia”. Di opposto avviso il direttore

generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania Giuseppe Calaciura, secondo il quale: «Questa apertura non è sinonimo di depotenziamento e non è nemmeno l’anticamera della chiusura dell’ospedale, così come qualcuno continua a voler insinuare: il Pta, al contrario, consentirà di distribuire le energie organizzative tra i diversi comparti della nostra Azienda, sgravando il pronto soccorso e sviluppando programmi di educazione dei pazienti cronici». il componente della commissione Affari sociali delle Camera dei deputati Livia Turco ha espresso «Grande soddisfazione nel vedere qualcosa di profondamente innovativo, che costituisce un pezzo di quel processo di riforma di cui la sanità italiana ha bisogno. Sanità non è sinonimo di ospedale: al contrario, una delle priorità di oggi è quella di garantire la continuità assistenziale, 24 ore su 24, sette giorni su sette. L’inaugurazione di oggi va in questa direzione, grazie al lavoro svolto da chi – nonostante il gravoso piano di rientro – è riuscito a cammina-

re in questa direzione». Parole rivolte all’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, che secondo la parlamentare «è riuscito a sviluppare un nuovo modello di assistenza, facendo dialogare i Servizi presenti sul territorio e istituendo il primo Pta, presidio territoriale di assistenza, della provincia di Catania (introdotto dall’art. 12 della legge regionale 5 del 2009)». L’assessore Russo, presente nel presidio ospedaliero S. Isidoro di Giarre ha spiegato che «partendo da Giarre, il progetto mira a mettere in rete i servizi ospedalieri, i medici di famiglia e gli specialisti. Molteplici gli obiettivi, primo tra tutti l’integrazione tra ospedale e territorio per migliorare i percorsi di cura; la

riorganizzazione e la riqualificazione del sistema per eliminare gli sprechi; la riduzione dei tempi d’attesa degli utenti e la diminuzione dei ricoveri impropri. Al centro delle nostre scelte c’è stato sempre il cittadino/utente e la Casa della Salute vuole essere un segno concreto per il miglioramento delle prestazioni ambulatoriali». Il sindaco di Giarre Maria Teresa Sodano, favorevole all’iniziativa, ha però sottolineato che: «a fronte dell’apertura del Pta, in questo ospedale si sono registrate tante chiusure: la Rianimazione (mai attivata) e poi l’Ostetricia, la Pediatria, le direzioni dei servizi di patologia clinica, radiologica e anestesia, specialità e dirigenze trasferite presso l’ospedale di

Acireale. La rimodulazione – ha precisato la Sodano – ha previsto nel territorio jonicoetneo, l’accorpamento in unico distretto dei presidi ospedalieri di Giarre e Acireale, a vocazione prevalentemente medica il primo e chirurgica il secondo, confermando in quest’ospedale 92 posti letto per acuti, più i posti di lungodegenza. Questo grazie anche alla vigile attività di controllo e alle forti prese di posizione dell’Amministrazione comunale e del Consiglio comunale, ultimamente anche dei cittadini riuniti in libere associazioni, del Tribunale per i diritti del malato. Se per questo ospedale è stata dunque prevista una attività a prevalente carattere medico, tenuto conto anche che l’azienda ha già individuato nel’ambito del Pta un percorso di trattamento dello scompenso cardiaco e del diabete, e che sono già stati attivati il dayservice e il day-hospital, per completare questo percorso si rende indispensabile l’attivazione di posti letto di degenza ordinaria di cardiologia». Il “Pta” di Giarre – responsabile Ignazio Gambino - inizierà a essere operativo con l’organiz-

Assessore Camarda: “Garantiamo la sicurezza nel centro storico”

GIARRE. “Preso atto che occorre presidiare piazza Duomo soprattutto dopo le 20, quando si concentrano centinaia di giovani, d’intesa con il comandante Maurizio Cannavò, abbiamo deciso di

attuare dei correttivi sugli orari, potenziando tutti i servizi nella fascia serale, riteniamo prioritario garantire la sicurezza nel centro storico avendo riscontrato, anche lo scorso sabato, gravi episodi di inciviltà e in particolare scorribande di motorini che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Ho anche chiesto e ottenuto la presenza dei carabinieri che supporteranno la nostra iniziativa a tutela dei cittadini”. L’assessore alla Viabilità Salvo Camarda annuncia con queste parole le

novità sui servizi durante il sabato sera nel centro storico giarrese, con il prolungamento delle attività d’istituto sino alle ore 22. Una decisione questa, salutata con grande gioia dai giarresi, con in testa il parroco del Duomo, don Domenico Massimino, che aveva lanciato il grido d’allarme, durante il recente incontro sull’emergenza legalità. Il “giro di vite nei controlli in piazza Duomo” promesso, sembra finalmente trovare attuazione, con il potenziamento di un presidio di polizia municipale. L’assessore Camarda ha annunciato, inoltre, la volontà di predisporre dei progetti finalizzati e, benché consapevole del vigente regime finanziario, intende ribadire in Giunta la

necessità imprescindibile di finanziare i progetti sulla sicurezza con il coinvolgimento, nelle attività di controllo, delle associazioni di volontariato che operano sul territorio. “Intanto la Polizia municipale – afferma l’assessore Camarda –con appositi servizi lungo la via Callipoli, è stata sensibilizzata a promuovere iniziative di contrasto ai parcheggi dissennati in centro, punendo con una vera e propria pioggia di multe gli indisciplinati”. Le multe sono fioccate e hanno prodotto un duplice benecifio: ai cittadini che si sono finalmente riappropriati dei marciapiedi e alle sempre magre casse comunali. I. C.

“Giù le mani”: una conferenza per ricordare Maria Rita Russo GIARRE. Per ricordare la memoria della maestra Maria Rita Russo, bruciata viva nel novembre 2009 per mano dell’ex marito, su cui ancora è pendente un giudizio penale e per ricordare le numerose vittime che in Italia si contano per mano di uomini, conviventi, ex findanzati e mariti, nella Sala Romeo del PalaCulture di piazza Macherione, si è tenuta una conferenza sul tema: “Giù le mani. Stop alla violenza sulle donne”. La giornalista Mariagrazia Tomarchio, ha coordinato i numerosi interventi, tra cui quello del vicesindaco e assessore alla Cultura, Leo Cantarella, che insieme alla giornalista si è fatto promotore della creazione duna fondazione intitolata a Maria Rita Russo, “affinché da una tragedia possa nascere un segno di speranza e di fiducia per le donne vittime di violenze e per non dimenticare il sacrifico della nostra concittadina”. La scrittrice Emma La Spina, ha portato la sua personale, durissima, persona per lunghi anni sottoposta ad ogni genere di violenza. “Per uscirne occorre autodeterminazione – ha detto – ma anche aiuti e supporti, che purtroppo sono assenti”. Il comandante del Norm della Compagnia carabinieri di Giarre, tenente Filippo Testa, che ha sottolineato come i carabinieri possano entrare in azione solamente “a violenza fisica con-

sumata, ultimo stadio di una violenza che parte da quella di natura psicologica. Le donne sono restìe a denunciare”. Rosaria Stella Cardillo, dirigente scolastica III Circolo didattico e Adele Finocchiaro, insegnante III Circolo didattico, nel quale lavora Maria Celeste Vasta, mamma di Maria Rita Russo, hanno manifestato la vicinanza alla famiglia. Maria Celeste Vasta, più volte interrotta dal pianto per la ferita ancora fresca e viva, anche se a distanza di una anno dalla morte della figlia, ha mostrato grande forza e dignità, lanciando un appello: “Le donne devono reagire alle violenze, non aspettare che le cose si aggiustino o sentirsi quasi colpevoli nei confronti dei figli nel caso di rottura dei matrimoni o dei rapporti. Non devono rischiare come mia figlia di arrivare ad essere ammazzate”. Discorso a parte meritano gli interventi di Marinella Fiume, scrittrice e di Patrizia Lionti, consigliere comunale. La prima ha snocciolato dati impressionanti sulle tipologie di violenze sulle donne nel mondo e in Italia in particolare. “Le donne subiscono più di ogni altro essere umano violenze fisiche, sessuali e psicologiche – ha detto Fiume – Una donna su 5, in tutti i Paesi e in tutti gli strati sociali ne ha subito nell’anno in corso. Dal 40 al 70 % di donne assassinate, muoiono per mano di parenti. In

Italia le donne vittime di violenze sono circa6 milioni e 400mila. Le cause sono soprattutto di natura culturale: gli uomini non riconoscono alla donna autonomia e capacità. Circa 200mila milioni di donne all’anno muoiono a causa di violenze familiari. Cosa fare? Prevenire, sostenere le donne per evitare il fenomeno. Creare un equilibrio tra i sessi, fondato sul rispetto reciproco”. La Lionti ha sottolineato come “oggi si è disposti a denunciare un estraneo, si è disposti a denunciare financo un datore di lavoro - grandi passi avanti si sono fatti in merito - ma denunciare il padre, il marito o peggio ancora il figlio... no, quasi mai”. Al dibattito sono intervenuti autorevoli ospiti, come Adriana Prazio presidente dell’Associazione di volontariato a sostegno delle donne vittime di violenza“La nereide” di Siracusa; l’avvocato Patrizia Pellegrino, specialista in diritto di famiglia; Rosaria Caltabiano, ufficio Urp ospedale di Giarre; la dottoressa Lucia Bischetto da sempre sul fronte della tutela dei minori e il presidente del Consiglio comunale di Giarre, Raffaele Musumeci. La serata è stata rricchita da commoventi e trascinanti interventi canori della soprano giarrese, Sara Ricca, particolarmente apprezzati dal pubbliI. C. co.

zazione di “percorsi clinici” condivisi, ponendo particolare attenzione ai pazienti fragili con diabete mellito e scompenso cardiaco, in modo da garantire loro una presa in carico globale che facili la fruizione di pacchetti di prestazione specialistiche attraverso un unico accesso, consentendo inoltre il monitoraggio del percorso assistenziale. Durante la cerimonia di inaugurazione erano presenti: il direttore sanitario Asp Catania Domenico Barbagallo, il direttore amministrativo Giovanni Puglisi, il il dirigente delle Risorse Umane del ministero della Salute Achille Iachino, il rappresentante dell’Osservatorio Nazionale Formazione dei medici di Medicina Generale Domenico

Grimaldi, il presidente dell’Ordine dei Medicichirurghi Ercole Cirino. Sono intervenuti: il responsabile Solsamb (società che sta informatizzato in rete gli ambulatori) Melchiorre Fidelbo, il direttore Scuola Dipartimento Igiene della facoltà di Medicina di Catania Salvatore Sciacca. Erano presenti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali generali, quelli dei Medici di Famiglia, dei Medici di continuità assistenziale (guardia medica), dei medici specialisti ambulatoriali e ospedalieri, nonché del personale del comparto, delle associazioni di volontariato, di Cittadinanzattiva, e diversi parlamentari nazionali e regionali. Irene Ciaurella

Giovanni Torrisi nella nuova giunta di Sant’Alfio

C

ambio di guardia nella giunta comunale di Sant’Alfio. Il capogruppo consiliare di maggioranza Giovanni Torrisi, è stato nominato nuovo assessore. Al suo posto in consiglio il primo dei non eletti, Leonardo Patti(MpA). Dopo quasi due anni e mezzo dall’insediamento della giunta, guidata dal sindaco Salvo Russo, viene effettuata una rotazione già programmata. Giovanni Torrisi prende il posto di Nunzia Scilio, dimessasi venerdì 29 ottobre scorso. Torrisi già eletto consigliere nel 2003 nella lista “La Casa delle Libertà” nel 2006 esce dal gruppo di maggioranza per formare un gruppo consiliare autonomo insieme al consigliere LeonardoGrasso. Nel 2008 è uno dei maggiori sostenitori per la candidatura dell’attuale sindaco. Riconfermato consigliere nelle elezioni del 2008 ha ricoperto la carica di capogruppo di maggioranza fino ad oggi. Attualmente è anche commissario cittadino del Movimento per le Autonomie. Al neoassessore vanno le deleghe allo sport, turismo, spettacolo, politiche giovanili, beni culturali. Commenta a caldo il neo assessore: “ Ringrazio il sindaco per la fiducia accordatami. Un ringraziamento va anche a Nunzia Scilio per il lavoro svolto con dedizione fin oggi. Mi auguro di poter apportare un contributo per un’azione ancora più incisiva nella promozione e nello sviluppo della nostra città ”.


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CULTURA E SOCIETA

Da questo mese sul nostro giornale nasce uno “spazio salute” dedicato ai lettori

Intervista alla psico-sessuologa Valeria Randone

Nasce da questo mese, uno “spazio salute”, formazione ed informazione psico-sessuologica, dedicato al territorio catanese, con l’intento di offrire degli articoli scientifici, ma dalla facile e fruibile lettura, che possano soprattutto sanare il divario tra falsi miti e realtà, inerenti gli argomenti riguardanti la sfera psico-sessuale, relazionale e di coppia, ambiti oggi fortemente in crisi. Nel tempo, verranno trattate

tutte le disfunzioni sessuali maschili, femminili, tematiche inerenti l’infertilità, i disagi di coppia, la coppia in crisi, il transessualismo, l’adolescenza, l’educazione sessuale, la genitorialità, la maternità, la paternità, i divorzi e la formazione di nuovi nuclei familiari, la terapia di coppia e psico-sessuologica, eros e chat e le correlazioni tra internet e sessualità. Agli articoli, verrà affiancato uno spazio chiamato “l’esperto risponde”, luogo anonimo e riservato, dedicato ai lettori, i quali potranno scrivere in redazione, partecipando dubbi, incertezze, sofferenze dell’anima e della loro coppia. A queste mail, verrà risposto celermente, con l’ assoluta assenza di giudizio morale e competenza professionale. Le consulenze online, non sono sostitutive né di diagnosi clinica, né di terapia psicologica, ma saranno utili per orientare il lettore circa un possibile percorso di chiarificazione e guarigione, lenendo disagi, dolori e confusioni esistenziali. Questo nuovo spazio che la redazione offre ai lettori, nasce dalla collaborazione tra la redazione e la dottoressa Valeria Randone, psicologa e psico-sessuologa catanese, membro del-

la FISS (federazione italiana sessuologia scientifica). Dottoressa Randone, ai nostri giorni una figura professionale come la sua è divenuta indispensabile: le coppie stanno peggio, la sessualità deve fare i conti con nuovi problemi o è solo merito di una nuova sensibilità? direttore, le coppie di oggi non godono affatto di buona salute, in special modo nella loro accezione coniugale, l’instabilità matrimoniale è molto alta e frequente e le seconde unioni aumentano con modalità esponenziali. Anche la “salute sessuale”, a cui in passato non veniva dato il giusto peso, adesso viene considerata un bagaglio importantissimo per la salute della coppia. Una disfunzionalità della vita sessuale si ripercuote inesorabilmente ed inevitabilmente sulla qualità di vita del singolo e della coppia, con un notevole riverbero emozionale nella vita di tutti i giorni. La sessuologia clinica oggi sta promuovendo un concetto molto forte di prevenzione, formazione e soprattutto “benessere e salute sessuale”. In quest’ottica curare la coppia, composta dai partners e dalla loro relazione sofferente, è un lavoro mirato a restituire

benessere, serenità ed una buona qualità della vita. Qual è la disfunzione che affligge maggiormente gli uomini? E le donne? E la coppia nel suo insieme? La disfunzione sessuale maschile, che maggiormente abita le camere da letto degli italiani, è indubbiamente l’ “eiaculazione precoce”, disfunzione che compromette la fase della risposta orgasmica, velocizzando i tempi del piacere sessuale e compromettendo anche il più saldo dei legami, oltre che autostima e qualità della vita sessuale in generale. Segue il “deficit erettivo”, detto impropriamente impotenza, cioè la mancanza di erezione, per cause psicologiche (come ansia da prestazione) di coppia e miste (organiche e psichiche). Per quanto riguarda la sessualità femminile, la disfunzione sessuale più frequentemente presente è l “’anorgasmia coitale”, cioè l’assenza di orgasmo durante il rapporto sessuale, segue il “ vaginismo” (impossibilità ad avere rapporti sessuali a causa di spasmi involontari dei muscoli che stanno all’ingresso della vagina) e la “dispaurenia” (dolore sessuale). Per quanto riguarda la coppia, oggi in clinica si da

sempre più spazio alla dimensione coppia del sintomo sessuale, sia per quanto riguarda l’aspetto diagnostico che poi terapeutico. Che approccio hanno, di regola, i giovani d’oggi col sesso? Che consiglio si sente di dare loro? I giovani di oggi purtroppo provengono da una totale assenza di educazione sessuale ed emozionale, tutto quello che imparano sulla sessualità, lo apprendono, con modalità falsate e scarsamente scientifiche, dai compagni più navigati e dai siti pornografici, i quali contribuiscono enormemente a mantenere in vita tutta una serie di falsi miti e leggende metropolitane correlate alla sessualità. Mi sento di dire loro, anche ai più giovani, spesso ansiosi ed inesperienti, di non vergognarsi, di non provare imbarazzo e paura, ma di chiedere gli aiuti specialistici ai clinici referenziati, per lenire l’ansia, per ricevere le dovute spiegazioni ed informazioni e per vivere a pieno la loro vita sessuale, con gioia e serenità. In cosa consiste la formazione psico-sessuologica? E la prevenzione sessuologica?

La FISS (Federazione italiana sessuologia scientifica), a cui io appartengo, si sta molto battendo con una proposta di legge adeguata che possa formare i giovani e tutelarli da traumi dovuti ad inesperienza, disfunzioni sessuali causate da cattivo apprendimento sessuale, possibili patologie a trasmissione sessuale e gravidanze e/o aborti indesiderati La formazione psico-sessuologica è quella che faccio personalmente ogni giorno, tra le mura del mio studio, tramite il mio sito online e tramite i giornali con cui collaboro. Di cosa ci parlerà nel prossimo numero? A che indirizzo e-mail potranno scriverle i nostri lettori? Avevo pensato di parlare di eiaculazione precoce, diagnosi e trattamento, considerando la disfunzione sia dal punto di vista maschile che del vissuto femminile, per l’alto impatto che questa disfunzione ha sulla qualità della vita e sull’autostima. L’indirizzo del mio sito è www.valeriarandone.it, l’indirizzo di posta elettronica invece è valeriarandone@tiscali.it Fabio Cantarella

“La Riabilitazione, un valore ed una risorsa per la società” La riabilitazione è una scienza multidisciplinare o multiprofessionale che costruisce il proprio sapere, il saper fare, attingendo dalle conoscenze di tutti i settori della medicina. La riabilitazione è un processo di soluzione dei problemi, di educazione o rieducazione, con cui portare una persona disabile a raggiungere il miglior livello di vita possibile. La riabilitazione è relazione e per essere efficace ha i suoi tempi, la sua evoluzio-

ne. E’ un processo di reciproco adattamento fra persone ed ambiente. Tutto questo per ricondurre la persona disabile, ad una condizione di massima autonomia ed indipendenza possibile. L’autonomia non è soltanto aiutare la persona a muoversi, vestirsi o mangiare da sola, ma anche metterla in grado scegliere e decidere della propria vita. A questa delicata ed importante soluzione dei problemi è stata

chiamata la figura professionale del medico riabilitatore o FISIATRA. Il fisiatra è lo specialista che deve farsi carico del paziente fin dai primi giorni nei quali ha avuto inizio la malattia invalidante. Egli in un primo momento deve cercare di mantenere le condizioni che permetteranno, superata la fase acuta, di iniziare il trattamento riabilitativo. Ma il fisiatra non è solo nel suo lavoro. Come sottolineavo all’inizio, la riabilitazione è multidisci-

IIIª edizione premio “Parlami della luce” “La Speranza che accompagna grandi e piccini…. allora tu Mamma sei la Luce, la Vita e l’Amore”, così finisce la poesia recitata dalla bravissima artista Mariella Perconti in arte Athena e da Chiara Sapienza, una bambina non vedente dalla nascita, reduce e Star della trasmissione “Io Canto”, nonchè Musa ispiratrice dell’omonima poesia del Premio della III Edizione “Parlami della Luce”, svoltosi domenica 31 ottobre alle 18,00 nel Teatro di Catania Angelo Musco. Conduce la serata Ettore Tortorici. Questo Premio Filantropico è destinato ad “Enti, Istituzioni e Uomini, che con il loro operato hanno dimostrato grande solidarietà per la causa dei non vedenti. L’Associazione Athena e Dyogene, nella persona di Mariella Perconti e Maurizio Catania, ha donato il format del Premio, per il 2010, al Club Rotary Randazzo Valle dell’Alcantara; il suo Presidente Dott. Angelo Alaimo ha voluto continuare la tradizione del Premio, per chi da anni lotta per i più deboli, cercando di sconfiggere malattie come la cecità. Straordinario l’impegno di tutti gli artisti partecipanti, in quanto

il format del Premio non ha mai usufruito di contributi pubblici! La creatività esplode nelle toccanti poesie del magnifico Poeta Maurizio Catania, in arte Dyogene, accompagnate dalla coreografia dei Ballerini: Giusi Amoruso e Walter Galvano, dalla superba interpretazione dell’Attore Salvo Sottile nella parte di Zeus, e dal suggestivo ballo delle Ballerine di Hunaida Danza. Primo premiato: il Presidente dell’Istituto per Ciechi di Milano, Prof, Rodolfo Masto, per aver contribuito con il suo impegno a realizzare iniziative atte alla totale integrazione dei ciechi. Secondo premiato: il Prof. Giacomo Cuttone dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Laboratori del sud, che ha trasformato la sua competenza tecnica-scientifica in una missione a favore dell’umanità, e impegnandosi con tutto il suo gruppo ha realizzato il Progetto CATANA’, per la cura di alcuni tipi di tumore che portano se non curati, inevitabilmente alla cecità. Terzo premiato: il Dott.

Pino Nobile, Direttore Generale della Stamperia Regionale Braille, per aver impiegato la sua intera esistenza a migliorare l’interazione tra il mondo dei non vedenti e quelli vedenti, mettendosi completamente a disposizione di tutti. Quarto premiato: il Dott. Giovanni Ciampi, Assessore alla

Pubblica Istruzione della Provincia Regionale di Catania, per l’assistenza all’Istruzione che da anni consente di migliorare la vita dei non vedenti. OSPITI DELLA SERATA: Autorità Distrettuali Rotariane, il Cavaliere Nino Gemmellaro: -“io rappresento la città di Catania e Provincia per oltre 4000 non vedenti…che riescono

ad essere felici solo quando trovano amicizia e solidarietà”-; l’Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente Regionale dell’Unione Italiana Ciechi, ancora l’Avv. Dario Letterio Daidone, Consigliere Comunale di Catania, sempre al servizio dei cittadini e vicino ai non vedenti, il Comandante Cedoc Col. Francesco Polizzi, il Col. Ferrucio Cardillo, il Vice Prefetto Vicario Anna Maria Polimeni, il Direttore dell’Ufficio del Lavoro di Catania, il Dott. Fausto Piazza. Alla presenza di moltissime Autorità sono state consegnate delle targhe in nero Braille a ragazzi non vedenti di grande talento: Luca Grasso, Mattia Gattuso, Benedetta Spampinato, Angela Dispinzieri e Chiara Sapienza, La Serata si è chiusa con il simpatico gruppo: i famosissimi Crabs. Per la IV edizione già si pensa al “Teatro Antico di Taormina” con la sponsorizzazione di un’Organizzazione non Governativa (ONG) straniera, che intende promuovere questo straordinario format a favore dei non vedenti; che il premio possa ancora trionfare nel 2011 ! Carmen Privitera

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Giovanni Leotta

Responsabile Pubbliche Relazioni al numero

347 6310592

plinare: infatti il fisiatra viene collaborato da altre figure professionali. L’obbiettivo quindi della riabilitazione è quello di ottenere il recupero delle abilità residue del paziente indirizzandone l’utilizzo nel modo più consono, a seconda del caso, vicariando la disabilità o ricreando la funzione mancante. Assicurare il massimo grado di autonomia nelle attività della vita quotidiana; oggi, le moderne metodiche ria-

bilitative consentono di raggiungere al meglio detti obbiettivi cioè far diventare un paziente che nel passato, non molto lontano, veniva considerato non recuperabile, una persona diversamente abile da reinserire nella società. Dott. Salvatore Grassi Primario Fisiatra Già Vice – Presidente Nazionale della Società Italiana di Medicina fisica e riabilitativa.

Presentazione dei libri dell’apprezzatissima Carmen Privitera

Grande partecipazione per l’iniziativa “Progetto d’Amore” “Ho cercato sul vocabolario della lingua italiana la parola “Vulcanoide” ma non esiste”! Mi permetto di prendere una licenza e coniarla su Carmen Privitera che col suo Progetto d’Amore, iniziato nel 2007 e conclusosi il 4 ottobre scorso, presso il Centro Congressi delle Ciminiere di Catania, è riuscita a coinvolgere una variegata gamma di artisti: “pittori, cantanti, poeti, illusionisti, danzatrici, nonché sfilate di alta moda”. La serata è stata dedicata alla Presentazione dei suoi libri: “il Guardiano del Tempo attraversa i miei Sogni” e “il Talismano del mio Cuore”, con due opuscoli allegati: “Insegnami a Sorridere” e “Madre”. I Relatori: Dott.ssa Lucia Firrarello, Dott.ssa Antonella Suraci, l’Avv. Alessandro Condorelli, hanno messo in evidenza i punti più salienti e significativi dei testi presentati. Critici della serata: Dott.ssa Arianna Rotondo in rappresentanza del Rettore Prof. Antonino Recca e la Dott.ssa Mariella Sambataro. Sono intervenuti: le Ballerine dell’Ass. “Hunaida” di Daniela Russo, il Fantasista Alfonso Barone, il Cantante Vincenzo Spampinato, ancora i Cantan-

ti Roberto Serafino e Antonella Di Mauro; i Poeti Giuseppe Mazzaglia e Nunzio Spitalieri, i Pittori: Giusi Motta, Giusi Nicosia, Giuseppe Apa e Erika Azzarello, gli Stilisti Michele e Luca Conti Taguali con le modelle Mary Aprile, Floriana Martines e Alessandra Martines, ancora la Stilista Pina Grasso con le modelle Stefania Patti, Laura Carla D’Urso e Cristina Mascali. Il Service era coordinato dall’Ass. “E.N.A.R.S l’Aurora” con il suo Presidente Filippo Marino, ancora troviamo la collaborazione dell’Ass. “Arca Eventi” con il suo Presidente Gina Aloisio, la Radio della Riviera dei Ciclopi, l’Ass. A.E.O.P del Dott. Riccardo Mazzaglia e la Misericordia del Comune di Gravina con il suo Vice-Presidente Giovanni Lagati e il Volontario Davide Marchese. Tra i vari Giornalisti anche Telejonica con Valeria Maglia; tra gli Sponsor: Bar Ventimiglia e Kennedy, Eco-Store Cartucce, Nails Xpress, centro estetico. Fotografi: Gustavo Di Stefanio, Massimo Pantano, Michele Crimi e Giovanni Macaudo. Hanno magistralmente condotto la serata i Presentatori: Simona Pulvirenti e Dario Matrix. Nunzio Spitalieri


San Cristoforo ed il campetto dei sogni mai realizzati Il consigliere Tringale lamenta “l’indifferenza della Prefettura” Catania, città bella e maledetta, un po’ lirica un po’ delittuosa: al suo interno, squilibri sociali enormi. Un clamoroso esempio viene dagli Angeli Custodi. “Cuore popolare” catanese, dove non c’è nemmeno un campo da calcio! Ecco cosa propongono le Istituzioni che poi organizzano convegni sul “malessere” dei “ragazzi difficili”. Il campo, in realtà, esiste: si trova in via Toledo, divenuta una “stradadiscarica”, dove c’è di tutto in tema di rifiuti e nessuno si attiva, malgrado le interrogazioni in comune. Eppure, da due anni, alla Prefettura si richiede di sbloccare i fondi previsti per interventi di questo tipo, ma da Palazzo Minoriti nemmeno si risponde. Il campo resta una sorta di minidiscarica (come testimoniano le foto fatte sui luoghi). C’è, però, chi reagisce a

questo sfacelo: come Tuccio Tringale, consigliere comunale, ma soprattutto “uomo del popolo” nato e cresciuto nel rione “Angeli Custodi”. Combatte per il campo di via Toledo, presenta interrogazioni in consiglio comunale per la pulizia nella strada e soprattutto per sbloccare i lavori per il campetto: dalla Prefettura non gli hanno nemmeno risposto. Tringale, lei lo fa per i voti? “Me ne hanno dette di tutti i colori in questi anni –racconta il consiglierema io tiro dritto. Quello che faccio viene dalla mia infanzia passata in questi luoghi, dove non avevamo spazi per giocare. Ora il sogno voglio che diventi realtà. Altro che speculazioni, altro che voti!”

Il sogno si chiama associazione sportiva “Andrea Stimpfl”, nata in ricordo di un giocatore deceduto, a soli 49 anni, di leucemia e che aveva militato anche nelle file del Giarre e dell’Acireale. Centodieci bambini, dai cinque ai quattordici anni, dell’ Angeli Custodi, di San Cristoforo, di Librino e di altri rioni, spesso con situazioni familiari “difficili”, possono fare “scuola calcio” in tre campetti alla Playa. A pagamento, però, per la società, perché i campi sono privati. L’associazione, con sacrifici personali e grazie alle sponsorizzazioni private, pensa a tutto, i ragazzini fanno sport gratuitamente, nella quasi totalità. Nessun contributo pubblico –spiegano i

dirigenti dell’associazione. Il comune, la Prefettura, lo Stato, stanno a guardare. L’importante è arrestare gli spacciatori, sbattere in galera qualche padre di famiglia, insomma fare “ondate repressive” buone per le statistiche su cui fare carriera e per rassicurare i “benpensanti”. La periferia, però, dove lavorano e vivono anche tante persone oneste, resta sola, senza strutture sociali e senza prospettive. Alla Playa, per fortuna, sui campetti in erba sintetica si respira aria diversa. Tanti bambini, il figlio del detenuto come il figlio del poliziotto, corrono, giocano, stanno all’aria aperta, fanno socialità insomma, lontano dalla droga e dalla violenza quotidiana

della periferia. Retorica? No, è proprio così: i sogni si possono realizzare, basta la volontà. Poi c’è la politica, lo Stato, i comizi, le promesse: storie già viste. Parole al vento. I diritti, come quello di vedersi finanziati un campetto, possono aspettare. Ma c’è chi promette di non stare ad aspettare ancora: si farà una protesta sotto la Prefettura? Vedremo… intanto, sui campetti della Playa ci si allena per i tornei dei minori imminenti, sotto gli occhi degli istruttori: anche da loro tanto entusiasmo, voglia di fare, senza chiedere nulla di particolare. Si fa sport, lontano dalle logiche dell’industria del calcio professionistico, bello e corrotto. Gli allenatori, Salvo

Il consigliere Tringale

D’Arrigo, Luigi Aiello, Alessandro Platania, Gaetano Leonardi sudano sotto il sole della Playa assieme al Presidente, Giuseppe Tringale, fratello di Tuccio e ad un altro collaboratore Lello Caserta. “L’importante è fare sport –dicono in coro- tante soddisfazioni poi vengono dal lavorare con i bambini. Non ci sono esasperazioni o altro, anche le famiglie sono contente. E’ una realtà sociale positiva, in mezzo a tanti problemi della periferia. Si lavora proprio per la socialità per dare alternative di vita e di educazione sana a tanta gioventù”. Vorrà la Prefettura finalmente dare una risposta a questi cittadini? Marco Benanti

Assente il mondo politico al convegno organizzato presso la Camera di Commercio di Catania

“Libertà d’impresa e ruolo delle Istituzioni”

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i è svolto nel salone della Camera di Com mercio di Catania, organizzato da Con fcommercio Sicilia in collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati, il convegno, , sul tema “Libertà d’impresa e ruolo delle Istituzioni”, incontro che ha affrontato delle tematiche molto sentite e delicate in un periodo di recessione economica ed in cui gli imprenditori soffrono per portare avanti le loro attività. Assente il mondo politico ed istituzionale, ad aprire i lavori, dopo il saluto del vice prefetto vicario Annamaria Polimeni, il vice presidente nazionale di Confcommercio Imprese per l’Italia Pietro Agen, seguito poi dalla vice presidente di Confcommercio Palermo Rosanna Montalto, dal presidente ANM sezione di Catania Francesco D’Alessandro, dal presidente di Confcommercio Catania Riccardo Galimberti, dal presidente della Sezione civile del Tribunale di Catania Marisa Acagnino ed ha chiuso gli interventi il coordinatore delle associazioni antiracket - antiusura del Sistema Confcommercio Claudio Risicato.

“Solo una impresa libera, senza condizionamenti, - ha sottolineato Agen - può contribuire al rilancio dello sviluppo socio – economico della nostra isola, ma le istituzioni devono tutte dare il buon esempio, anche se il messaggio che ci giunge al momento non è per nulla incoraggiante”. Rosanna Montalto ha evidenziato le lotte e l’impegno continuo per l’affermazione della libertà d’impresa della Confcommercio di Palermo mentre il presidente dell’ANM Catania Francesco D’Alessandro, si è soffermato sull’attuale apparato normativo, riflettendo sulla nascita del fenomeno finanziarie, sull’intestazione fittizia dei beni, sulle intercettazioni. Riccardo Galimberti, presidente Confcommercio Catania, snocciolando precise statistiche e dati, ha fotografato il difficile momento delle imprese in Sicilia, ribadendo che se non cambiano le condizioni politiche ed istituzionali si arriverà ad una situazione disastrosa. “Le imprese siciliane sono in totale recessione – ha detto Risicato – la disoccupazione è in crescita, la situazione economica è preoccupante e la nostra insularità ci penalizza. In più il tasso di fiscalità è insopportabile e manca il referente politico-istituzionale. E’ arrivato il momento che oltre al mondo delle imprese, la politica, le istituzioni, anche in questo incontro assenti, inizino a fare la loro parte, a confrontarsi, per cambiare realmente le cose”. Maurizio Giordano

Il presidente Siscaro: “gli irregolari danno una visione distorta della città”

Abusivismo VIII municipalità

Un tavolo di concertazione per mettere in evidenza il problema dell’abusivismo commerciale all’interno della VIII municipalità. In particolare sono viale Mario Rapisardi e Corso Indipendenza le principali arterie stradali dove si concentra una piaga che ha il solo effetto di danneggiare l’economia regolare: “ C’è bisogno di un forte mezzo di contrasto- afferma il presidente della circoscrizione Antonio Siscaro- gli irregolari, agli occhi dei cittadini, danno una visione distorta di Catania. Una città dove tutto è permesso perché si resta impuniti”. Da qui la proposta del consiglio di “San LeoneRapisardi” per rivalutare il territorio e finalizzarlo, attraverso servizi specifici, verso il turismo. Come? Proseguendo con il piano di realizzazione dei Centri Commerciali Naturali che potrebbero

essere il trampolino di lancio per questa parte di Catania con esperienze commerciali e artigianali tipiche: “ In questo modo tanti ambulanti potrebbero essere finalmente regolarizzati e destinati in siti pensati apposta per loro- spiega il vice presidente Orazio Serrano- il commercio ha ancora concezioni obsolete e quindi bisogna creare condizioni favorevoli per rivalutare il quartiere”. Dal Comune intanto non si fa attendere la risposta: “ Questo genere di interventi- afferma l’assessore al Commercio Francesco Cannizzo- passano attraverso un procedimento a tappe. Per ora la nostra attenzione è concentrata verso una prima azione di bonifica per reprimere il fenomeno dell’abusivismo”. Damiano Scala

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